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IN VENETIA; мосххх.
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Appreñö Pierro Víió .


Con Lìcenz'ade'Superiori. . д „А
‘Pf-E RLS'î ON *E
DELLA сомв'вц. к

Loyensz Gxouene mnamoraro. ‚д


Iñioro ~
Lucretia . vacht"
Lauretta. ‘t i

Gluha . '
П SeccoRufEano.
Holìíere. f) « '
Mm'penl'a. ­ -.
(Jrcfpo. ‘ Fmg!"
Tagliaàzo.
Pefsatore.4 _
Merenda. Suo famigho.
Armati .

Ёж";
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ff

PROLOGO.
Obílíflîmí , 8: prudenríflîmi Affol
ratori'mon vi marauiglìagcfc hanen
`douìfì а гарргсГетаге vna Cmnedìa, ПОП
vdirere me,ne alcuno de' miei compagni я
faucllare in quella vollra lingua vin' clam
percioche non vfandoli coû Farra l n¿u1 ‚
le non da buffonimoi per идете поп то?
gliamo occupare ilgradolofo , @e ищи
dalla pollèílîonc ddl: loro lsudi. Ne m67
nol lì prendapo marauiglia i Fioremmx
moderni ( fe alcuno v’ha qui prefentc) (ç
ст поп ci vednnno пепси: in bocca que:
loro vocaboli, che noialtri [сайт рои
йпсепдйзтогрегсЬе la cura пота è d1 el?v
fece intefida шт; Sc {períalmenre da vox
Dunne lequali honella cola non ê,che ген:
dìate alcuna parte dc’ „мы parlarí . Vol
vedrete vna Comedia piaceuolemuoux in
quinto elfendo [lata alcun tempo тГсоГа
поп è piu venuta Fuorialaí'ciarû vcd-:re
in quella form1,ché hora. Egli è vermehe
(lla è ¿ma di uccchí panni: ma quello ui
dce eflère {паша della fum bontà , perche
le cofe necchíe fono migliorichc lc тю—
nç 5 fe pçrò 'elle pérìoppa :rá non fono
dmcnufe coli rancie,chc {appiallo dl ай;—
’хо.\/е:!есе‚сЬс11и1поЦйтоттш'е‘шй
` faporof'o. ¿Q in maggiore prezzßfc'be nm
è il nuouo Lafciamo lc Scolrljíe,& le pir
ture,che pur ñ from hoggidi un Mich le
Agnoloß' un Titianao che 'aguaglìano c
‘. » ‘ A в fur
`

`ferie pali'ano uegli antich ixMa Гс egli ui


рта di hauer а 1еща1ске Holtemon ce lo
' recacea bialimo : percioche douete fm
prag-ehe non lî'puo non por direi', ma ne
anco Farecofa alcuna, che non ña tlm de с
ta & fam per adiecro. Et ricordomi hauer
" giafudito da uno cccellen
fu gia opinione te Dottore,
d’un certo Filofofo,bche
di
s.

cui non mi ricorda il nomc,che tutti noi


che àl mondolhora ci ri trouiamo,ci Нате
linti altre uoltesin гигиене io erario, 85
noi erauateuoißc gli altri erano gli altri :‚
che alcrcü,quando haurà foiuito digi
шге а torno certa gran ruota,ehedi,e,fnor
'te camina ‚ ciafcuno tornera ad elïère da
capo quello [lello che fu da prima, 8: coli
’ io Над-6 qui тю in piedi, &uoill:irete
colli fermi а ledere io fauellerò, 8: uòi a
fcolterete, &' finalmente io ЕШЬ апсогайо
8c uoi [aretelancora uoi , 8c gli altri faran
no gli altri s 8: gli [сданный torneranno
­ tin’altra uoltaaellèrfciaurati, &ifelici‘
­ felici : 8: inco :al modo quelle parole {a
ranno medeiimamen ce рампе-две а uoi pa
гага fimilmentc d’hauerle uditc,come pa
re hora.0nde non è, che l'uno habbia ш
baro quello dell’altro ‚‘ nell'alcro quello
dell’un_o': come ne io ancora ho rubato
queßa'faunla : che quando io Пишет ш
baça mon hiuerei ardire di moilrarla coli
in palel'e. Ditemi un poco, quando egli
auemlïe,che alcuno crouandouna dilqucl
.— ‚ ‘ e »
f L
P R О I. G G Ol
:le ['co'ncieguarnaccie di uelu`ro,chefi ul'a
‘uano'anzicamen reÄ'riduceíTe là тёти
tica in un laio,o altra'roba di queilemhe (i
ufano anollridi, fi dourebbe cio addi
_ mandarruberiaßeno no percíoche quei
buoni al_1richi,che le portavano fono mor
tlsne piuhanno bifogno ne d: panni, ne ­
I di altro : 8a fe benne haueŕïeromonf ne
А dee alcuno dolere,quando loro non‘man­
" ca nulla di [uo.Erpoilo,che quello meri
ealle nome di lurro: elli prima con fecero
delle col'e di q uegli,che nacquero innan
zi a loroßz chi roba alrrui le co [e rubare,
non è degno di reprenlione, ma di laude.
Vederece adunque la понга Comedia ue
. Rita di habito amico, ‘e ridrizzaeo alla
forma moderna. Ec [степа ling ua,che ui
u(eremo per dcha-romeo udirere amend u
ni,fedire,azare,uadia,e coli fam' , non ui
fcandalezaee di nulla: che' gia u’ho d etto ,
che non uogliamo parcirci dal -nollro di
диоде comune linguaggio Italiano.0ra
fate como di eíïerui con alcuna di quelle
uollre barchece allontanati alquanto da
quella пота ciccà:& rierouarni а Chiog
gia . L’Argomen ro,che [i foleua fare una
дола dinanzi alle Comedie , hora non li
ufa piu, perche elle действ lo fanno .' lo
nome della Somedia lo uedrere accaceaco
fu le boceegheíaceceßc afcolrace.
д:
ш Ä'á, ha;
nu' т о
ATTO PRIMO:
SiC E NA PRIMA.
` Lorenzino giouane .
Olena dire un genciihuomo Napoleta
no, che lo innamorato non era pu'n го
differente da un giouanetto uitello . а cui
ilgarzone ‚ che lo guida Lo per ifdegnop
Yer ifcherzo habbxa errato il'fuo gimme
etto fu gli occhi, attaccata um [pin:
{оно la codasonde la pouera bellia ua ag
girrando hor quá,hor là,fcnra Гареге, do
ue ella lia ne doue li uada. Coli appunto,
fe io ben confrdero,è il fatto imo ю fono
il uitello : l’Arnore è il запале; che mi
caccia le [pine [оной tormenti,che mi lla
no fitti nel cuore: e il guarnclletto è lo
вол-Атеисты mi aggirail ccruello,in
guifa,che io non ueggio , ne conolco,le
quella uia , che io tengo. lia ne buona ne
cattiuzůc pollo dire con ucrità,che dou:
io fono,io non ci fonos 8: Голо doue'io
non ci fono.Mifero me,che mi trono pu
re fu quella/lido; ma il mio cuore è die
tro la mia cariílima Lauren, che quel ru
baldo Ruflianole ne mena feco: 8: quan- ì
tunque io la uada cercâdo per quello pac
fe, doue perauenturrellz porrebbe elïere
lim condotta; pare nondimeno , che‘l
mio animo mi dica che elh lia in un’altra
ракеты ueggio ufcire un famiglio suon'
i
к

F fR :Í . И .
di quell’ufcio:uoglio “растил: diman
darglifezegli me ne [apelle recar nouella:
A che cerro io non uoglio rimaner di chie
deine a ciafcheduno .
SCENA SEC NDA.
Malpenfa famiglie. Loren то innamorato
_ E gli All_rolo vhi haueíïero hauuto cer
‚ S uello haureb ono detto, che‘l dilu
uio,ilquale prediliëro,che doueua venire
ia molti anni , hauell'e dimolirate le fue
— от quella папские la fortuna che ci 4è
ilata,gli haurebbe pure una uolra fanti pa
rere indouini. Certo io non pen(o,chc al
tempo di Noêlìa Наго il maggior uento»l
Ia piu штыкpioggia, пе’! piu fiero rim
bombo de’ толща le non ne è (свит la
ñ e del mondo , è Preli'o che auuenuta la
line della cafa del mxo padrone: laquile è
tanto vecchia, che par fabrican nella età
di Adamo. '
10.0 fratellino [lai tu qui г
мм: io ci Нет llima fe voi,che io andrei
' ­ üminando P come io fo?
lor.Vnoidire,fe tu alberghi qui d’imorno .
Надо nö albergo gia oltre marneßendo qui
LorDi gratin 6i contento di ñiuellare ail-_ J

uanto meco . › ». »
Ma .Se volete, che fauelli io,tacete voi .
101'. Harelìi pennentura fratellino da bem,
- veduto in quello pael'e vn’huomo co ca
pelli rizzi,col nafo fchiacciato con le maf
д„ д A 4 fcella
. ' ­ îA 'T T 'O _
{сена grandi, condue pelufzi in barba cö
guatatura сдавшего соте vn carbone?
Mal. Coliui -farebbe egli peraucntura Наго
impiccato .> il potrei hauer veduto colli a
dietro Горга vna forca . `
Lor .Ben lo merita egli. ' ‘ y
Mal Sappiate , che e non pafïerebbe di' qui :
« f perche non viene per quella liradaf'algmo
fe non quegli'che..vanno'per
a Roma. ч ­
diue'níñûnti
‚ ­
Lor. Ancora che' quellarcittà lia ripiena di
tutte le bontà del mondo , non vi ñ rifiu
\ tano le fue mercantie. `
MalQiali'íono le fue mercantiemmbclot
ti,veluti,panni d’oro,ann’ella,profunii , e
'cole шьет: lì adoperano in чашами:
~I.or.Lafua mercatanría гаси: migliori del
mondo cio'è di Femina.
Mal.
Lor.Il
Anzi
trilla-me
delle peggiori
n’haueua .promeflb
‘ vna : 88
hauendomi cauatii danari'de'lle mani, fe
n‘è i to c_on ello 1:5,8: m’ha laiciato con la
mala ventura . Ma fono difpo'llo di fegui~­
tarlo,fe egli andafl'e nel mondo пиано: 8c
‘ [elo vi ci денет perderla vitag“ j"
Mal. Voi certo douete hanere петарды: й
« -fpinge .fe lvolete andare in paefe coli lötan'o
Lor. Mr fpingc vno,che [ping: tutti‘,"c'io_è
Amore . y ' —
Mal. Dunque voi fete innamorato,v quelìaè
- vna`êofa molto nuoua . t .'v«».«1'

LorLCome пиона? non fen: trova' pili'ìiîcuqr
. _ .a , ‘_ no

/
‘ Pf R ' I А M ` 0.
по de gli innamorati? ‘ ‘
Mal. Sane попало in li gran numero , che
non vi ballaie'be'TeoClide per nouerargli
lor.Perche adunque te ncineiaugli . J
Mal. Che у1-111Ъ1аге,'саёпс10 giouane, coli
{pingere a quello Amore, perche non
' fpmgetc lui ancora? ì
Lonnmore ètropo gran Signore.' egli ii fa
obedire per forzate li fa lelegi а luo mo
dotlk cele fa fottofc iuere volendo о по.
Mal.Sete pun voi aim'lëhëtogliete prima la
(анкета di штат i ‘
loi-.Se cio folle di volontà , nen anderem
mo dietro al noler male,aman`do chi поп
douereilîmo amare: 8a hauendoin odio
1" chi non doucreflîmo hauerea ' ‘
Mal.Se Amor vi sío'rzalîe , u’innamorarell
lolameme delle belle:doue perche amate
di volontà, clii fi guaila d’una bella , chl
i Фит brutta ,fecondo che fete piu tirati
dellappetito. _ _ ‚
Leni-lo fatto mille preghi e mille voti per
i дающий quella шептал поп mi gio
uanosche le io рогат Рз-псотс vorrebbe
i*- la mia. volontàßnonßmi accadere-bbc ww
ne prego alcuno. ­ Y
Mal. Vo: non cloueuate ateollarui troppo al
в, L'uoco,£e non voleuatelcortar ui . /
{опоила che Га more è vno inceildì0,€he
: arti: pil: du lontanomhe. d'2pprello .
Malavoletc, che io v'infegni innamoraruty_
„за vm или”: ‚ che non (entire incendio di
` forte alcuna. A s . LOI,
' '
/_ А т - т ч o»
шт: nzi'aprò grado .
M .Limumoratcui di voi folo:e по’п vo lia
te benead altri,che a voi нема: la cia
се poi , che Amor folli nella (ua fiaccola,
quinto e' vuole; che nonne vfcirá fuori,
altro che fumo . _
штанами li potrà dire А тоге: pct
che non puo effere Amore , le no_n infra
dues tra quali ello poi entra in тем, 8:
gli fa vno. _ _ ¿il Y
Mil. Пышма coíjfa te loichetma io faprò
ben confortarui', che facciate voi per due
8: the tagliate Amore di mezo: 8: coli е
gli ne piu n; meno farà Amore.
Lor. A me fa тетею d’aiuto,&~ non di con
ТОПОЛЯ gratia,le hai veduto quel Кита
поюЬейо r’ho dipinto, con la giouaue ,
che io vo cercando dillomrxirc tc ne hau `
rò obligo;
Mallo li potrei bauer veduta in fogno: ma
non vtgghiando'. '
Lonńdunque io ti lafcio .‘
Mal.Non mi lafcíate nella di vollro : che io
Ratei troppo male. 4
lonCariflîim Laureta, ah come miferamen
te t’hn perduto . Chi haurebbe malpen
Таю, che quel rubaldo nfhauelïe tradito
in quella manieriëse io lo trouo , vna di
due cole auerrà , o che io vcciderò lui,o
о che egli vccidera me. Poi che ш ho cer
cato per tutta Chioggiamon voglio rima
мысы io non Cerchi anco p quella (ŕhie
и. а
P эк r _ м о . _ l
l'a,per non ci lalciar cofa,doueio non ha­
bia fatto tutto il mio podere. Per cerro
а _Chi'ê innamoratoßon bifogrw, che hab
A bla altra facenda, ne altro mile . l _
Mal.Ecco che come alcuno di queñi moa
moratili trouano Гошей? fr lamentano in
_ guifa che paiono certi furfanti, che vano
açcattando il paneso per dir megliûitälb
t; Galauroni, a щади lia (lato rocca la bu
Салоне elli s’annidauano , о dentro сис—
ciatoui il fuoco: in modo ne vanno гиг—
_' zando,doue la loro pecoraggine gli соц?
duce. Ma non è queiìo,che hora _efce di .
Cafänl mío vecchio padrone? Egli va ri
guardando in ищей: pare,che con tem
P11_ le irandole de ciur matori. Pëfo,clie
gli a embri di haue: migliorata la villa ,
cifendogli auifo,ch_e la cal'a non lia piu co
ñ ofcura,come ella> era prima.
. SCENA TERZA.
Ifìd¢>2'¢_>`vecclrio , Malpen fa famiglio.
Еде ben vero che lì come a i дюна.
.' ш foufëggiungono ogni ci piaceri :
C911 111011301: tro ai vecchi iouraggiun
80"? Ogni'dì i выдирать: (nella guifa
9“: [016113 dire vl mio amico) la gioui
“qua ë Инте a vn bello,8z fiorito celpu
Aglio umfledi Aprile; Гоша ilquale tutti
gh. “Celli 5 gettano per cantarerôz la ucc
степа [omiglia то di quelli cani magri
‘kwik €0rr0i10 lutte le mofclne dietro l
‘- A 6~ per
_ А 'r "т ’0" i
per mangiarli añfattofgli orecchi,§'“­ Ё‘ _
-.
Mal. Vedi s’ei Беты?ca sche' fauella con' 'ce
; {puglio come этан fofîe nal'cilìio inval
' «VA :no . ’Le difaiiehturc i'eŕnpre' dilitio
топь a thi néanco puomo me fanno i Ни
mi, quando gonñano :che done (тошно
gli argini piu deboli,' ini-_correno con
maggior forzaßnde'le cole~ vecchie {сто
‘ fempre poile a i pericoli del male §06,
_ quando la miá (rafa-folle Шли nuoiia,jco«
'J_ te
meindarnol
ella evecchia, la b' (отдавшим.
le папин {Ты-а di quelqun:
’ ' Ma doue èlMalpenfaßhe Houeua metier:
" ognivdiligenza per riparare ‘a quanto Ед—
: cçua dibilogn'o? ’ Т ,_ _
машу; cerca me: ma сажать ato`fïhc
дисс]? pec'ca andai'ea dcfco', >fe шт leí
"lud.chiamato difrefcó.
Malpenfa? ¿y? ^ 3 ~­ "Mi" "' `
:l "r 4-4,
Mal.(.`hi chiama lvlnalpen/fz,> ,g `
I IHd.Chi gli da ilpawe ,'Bc'lo rien `vin ger li
сошла: per le Cornacchie. Í;
MaJ-’armaio е’! forno mi da il pancmaque.
_ Iii поп fauellano @nde chi p_:irlaidçcìßc
re il padroñ'di
i altrefi ad Miele"'eilkchecoii eñfcirdomenc
:idrou'edirne,l chëdite
том! Cornz_ifecgiepadrtìiifìe'‘.>` che ci è da
fare? ­ _'- Т" С‘, ЁЦ’Й l. _ „'

таман vedi tu, che'quefla'ralâ ha pinoc


— chicha-non ha la coda d’un patrone?i
Mal Strana comparazione." ’ ’ ’
159 C вшей Егёагбрйгтг” 'i А "
­ 'è а г- ,
` Mal.
_;
r -»\«

к“ t р к11:м"о./.‚‚
f' Mal.l`a_clron ŕnio Mlucretio , quello vel'
` lchin _nollro vicinogche il pallízo anno tol
' _ fe quelle 'peponaiea 'pigione , nèferpirà
e _li a ballanza di coppiLVedete appunto,
câe efce di cala. ‘ '
@SCENA TERZA.
I:uëretio,llï¿loro­vecchi Malpen {a'fami'glio
Slidicexhechi prende moglie, 'non
_ __puqhauer iu,ched'uebr_ionigiorui
' “Гите; quando е laliacòompagnapel let“
_ to con _ello luislfaltro quando e lracdom
‘ pugna lei alla fepoltu'ra,E-.tioe - endo hotüg
h gimai paífati trenta anni,’chrmoglie pre
i „ пор/пс ho haunto ancora veruno d_i que
’íii'blíonïigiornà _“ ’ '
IlidJEg i viené parlandnl'ra'‘l'elltll'n'.‘­l "
_Mal Di quelli corali cen‘haper_tuttojpa­ _ ,.
¿rçcçlal i' if”
lue-Tanto сыне potrò far mettere fdpra
la mia Героини, come fannoi mallai dele
le fratellanzfe (ори glialtri . ‘ ‘ ‘
lDrdue allegrezze , che hauer puo ma
rito; ­ ­ _“ '
Giamai viuendov 'nö ve n’hebbe alcuna
_ шашист qui dentro êlepellito.
'шт
buon giorno Luçre'tio.
ndŕamgli С `
'incontro , e falntiamlo .‘

{наш cni ela voce, `i:h’io odo? » ` _


1Qtl.D’uno che delidera di voderui contea,
l» toaiutiui'lddio . ' _’ _ ” _ _
inl'czfaecialozche секте è ben dibilfgâno,
‘ A l' 'T О
llidßiete voi tanto theichinof? _
luc. Non pareia voi, che io ci lia,[e formica
` no trenta 8: piu anni , cheio mi viuo соп
trilla moglie г ` _ _ _
lñd.voi haucte molti compagni: 8: p01 dl
quello , che non Ii puo fuggire , non dee
Phnomo ramaricarâxhe quello ê vn та
le piu naturale: tutti quegli,che prendo
no moglie , che non è la fcbre,chca`tl«lttl
fuol venire . ‚ - ч _
1ис.РиоШ 'egli trouare medico, c medican
che la guanfca? _ t
IiidMeÍTer ii buona medicina à quella diuï
al ponte all’O¢a.
Диакон v’intendo
‚ llid.Adoperar fopralei'il bailonexome fc
ce quell'huom da benemhe dice il Boccac
cio,l'op'ra il mulo. ‚
1uc.Bene lla ma bîfogna hauer molti rifpet
tizcome a parentadi a дыша: a mill’altri
Diauoli.
Шёл! {uo iipoi'o principalmente .
Luc.Ahi laiio me, аи: quante medicine in
fegna Galeno,non mipotrebbono darei
figliuolo c’ho perduto. `
)lid Haueteperduso vn figliuolo? _
“ Luc. Si ho:& per quellomi dogliorche do
ne altri per lemogli acquiñano de’ figli
_ uolisio per la mia ne ho perduto vll [010,
­ che haueua .
lñdlucretio io riputo, che Yeller vicini ña
x, vn теге parentado._0nde digratia ditc
. xm
Р R I M O. .
mi vn poco nella гита ‚ che l’ hauete per
duto : che io ciò non procaccio di inten
dere,come fannoalcuni,ehe hauendo po
co da fare n’è fatti loro, cercano di lapel'
quegli di altrui : ma per l‘amore,che io vi
porco. f
¿L uc.Qi_iando io habitaua in Vinegia.dimo­
rana non ¿molto lontano dalla mia cala vra
и
ghiotto Rufliauosv ilquale haueua non lo
donc apparato vn тетею di alleuar Faxa
ciullc,o perdutem rubate@ lenza padre.
che elle И foli'ero, 8: quando erano in età
da marito , egli le conducen: in diuerll:
città , dandolea chi maggior quantità di
danari gli disborlaua: 8c quella era la [u:
mercantta. ~ _
М al. Ella doueua eller leggera: perche шт:
le femme lono bule allai largamente.
Luc. ll mio lìgliuolo s’innamorò d'una di
quelle fanciulle :ilcui amoreellendo ve
nuto all’orecc`nie di mia moglie , ella gli
dille vm gran villaniańaqual non giouan
dopensò di trouar rimedio per altra via ,
ma Vamore è, come il catarro, a cui quan
to piu ii adoperano medicine i tanto piu
accrelce il dolore: Volle ella dargli mo
днищам che Ран-юге li cacciall'e, come
li fa vn chiodo con vn'altro chiodo . ll
giouine dilperato,l'enza dire a Dio,li par
ti in quell'hora,che tre meli lono comprf
ti>che io non ve ne ho [apuro nouella.
¿llidßgli ritornerabene.
»1.\ l » Luc.
-’7 К‘Т '1"'0>
AlailctQual certezza me ne диетой? ».~ '
.mdd giouani fononatumlrnente volubili :
ниш vn fuliito vien loro capriccio dîuuaY
1 cofaßlin vn {ubitogli efce di tefla . '
дыме dico o ша migliore-‘che il pan Бис
ri di cala ha {empreo troppo del falat'o,o
troppo» интриге -.
uc.Se la `giouinetta, che aman: il mio figli
uolo „folle qui rimaia5di дадут io po
.' trci credere ‚ che egli toilo ci cloutV [Геп- ì
IAQ/tornare, ma fra tanto venneiltcmpo del
» Ire-fiere;v ondeil Roñiano per venderla fun
А .mercantia,le ne andò non [o «топаз: [eco
„ha menate le [ne fanciulle. .Perche .io mi
.i credo d’inrcnlere piu rollououelle della
` mia morteche del [uo ritorno.
MiLToruera, to­rnei:_à',non .vi date _noia . '
Ifid. Lucretia non vi difperatezperche quan
itroA piu #i perdete di animo, fate le volìrc
‚тишь—язе 111131210“. \ _
Lucio ho lal'ciato Vinegia, 8: quello cifio
trafiisaui nelle mani d'un mio tripote,_ßz
. fonomi condotto qui in Chioggia , pct
non mi vedereinmnzícolei , clieè Prata
cagione della perdi radi mio figliuoloch
i ue lio tolto quelle peivronaiea pigian ,
1 con tutto ciò: non Ypollo itinere­ vifhora
i tranquil-li ne lperorhauerla giamai.,M’.era
caduto in anian cli girar-tene a N3poli,ido
.ue ioodo dirc,che vi fono di molti lette
ratiöt сшиб Signori 1 come :l Митей:
della Terzi, quel graudc.d’0;tia,il Conte
¿_ r n «\ '_ ` _
Р R I M О;
,_ d’ Anuerfa,il virtuolîllîmo Palle'roßïmpl
' ti мы quali tutti , la loro merce,lo cl'le
m’haurebbono veduto volentieri : та vn
cerro ciurmacore nimico di tutti i buoni,
f ha lcritto tante fauolede fatti miei , che
"io ci fono prelfo che [gomeo tato.
M al. Dio lo paghi,come meritano i marioli.
НМ. Sapete bene , che gli huomini prudenti
i’ - lopportano tutte le auuerñtàißz tengono
:. [empre medelima faccia . Si ch'e non vi
= tribolate. - т: “ - -
Mal. La regola fallatßêrche li vede; Claei paz» »
д Se i faui quando elli hanno ben mangia
to , 8c ben beuuto , fono piu allegrigche
non erano prima: 8e tal li liede pecora 'alla
3 tauolaben fornita, che ñ lena Leone ga
liardoßz pien di brauura.
lli .Iolquella mattina,per elfere Venerdi, ò
mandato a palcerey Se volete venire a def
liner mecoßaremo inlieme alquanto lem
>za fañidîo. La maninconia è vna'foma di
' qualità , che chi non cerca di ettarla in
terra; ella da le lielïa mai non i leua dalle
.M wollte (рапс; ‘ _ 'f -l '
Luc'Jlidoro dateui pure buon tempo' s' ¿he
‘~ per' me 'è fatta la [впитают piu noneleb
bahauer beneiEt
dilagio,m’è fopralomodo
штаты:
rato,che`lolŕërir
Нео
_ me io credo , che mio figliuolo debba fo
‘lìener pellîma vita , ellendo fuori di cala
Тип: coli ê anco honelìo , che io lia lecon
parte d’ogni tormento . Si che lalciatema
»L 31. ._ an..
A т т it;` .
andarere voi rellate felice. ,í
‘d .ln vero egli non bifognaua ,- checollui
piu indugiafi'e a di partirli, che col'raccon
tarmi perdita di [uo figliuolo, ei m’ha~
ueua tirate le lagrimein fu gli occhi; ког—
iiandomi a mente la mia cara ligliuoletta ‚
che io ангел perdei' nellapalìata guerra s
the altra al mondo non ne haueua. `
Mallo padrone non poll'o piangere , auanti
che io non habbia bcuuto :die pare fc ici
non beuo,che li occhi miei Лапе аГсЕиг
ti come. vno o o , ehe-perlunga pezza fia
_ Rato [otto i denti d’un cane Voili-a Signo
" чьими: . `
ш, La vecehiezza è come vn follato' , done
li raunano tutte le cattiue acque, ne ha
altro fcolatoio,che la morte . E chi vuol
dire vn gran male ad alcuno,in акын:
polla venir vecchio .
_ Nal. Ecco chi ua di 1a difperato , 8: chidi
* qu: tribolato. Scio ancora non vo a pian
i ere certo puzzero da poltrone E ben
ino adunque, che io vada a beuere:per­
che quando vedrò il Hafco voto,mi verra
aantofaßidio nel capo,che farà forza che
. in pimga. Et di qui ê,ch’inanzi al bere iq
non_poflo trai- dc gli occhi vna ­‘lilla di
lagrime.

A Т.
«sacoNooi
ATTO SECONDO.
SCENA 1>RIMA._
Malpenfa ln cima il tetto della cala.
O mi credo, che’l forlio di nella notte
habbix voluto imitar que pazzodalla
guerra delle formicheiche hauendo vdi
to ragionare al luo zio,che quella cala er;
beata, laquale Faceua rilplender la diligen _
za de’ lig iuoli, egli lalendo [opta il tetto
. nou vi lalciò co po.Stimo,che ehi la vor
ra ассонанс-‚3 i conuerra far quello,clie
d il.v lilopo , hauer fatto Gennaio alli l ш
вопиющие la li rifece in guila, che поп it.
ri male nulla del primo panno. Ma che e
quello,ch’io veggio г О quanti huom: ci
efcono delpare: li puo ben dire , che ст
habbiano gettato lei, elleudo campani da
coli pericolola Fortuna, ecco due gions
nette in vm barchetta lunga lei palmi: l`­.
vna delle quali tenendo vn remo tra le in»
ni pûta verlo il litto: Valtra getta l'acqua
fuori della barchetta Ecco vn’altra barca
che conducenaquellegiouani. Ecco Che
elle lono gi nntea riuaache elle fmontano
l’un1è caduta:macllaê
­Le melcliine gia leuaea
ñ llruceano i panniin: piedir
8: ri
guardano d’into‘­no, in gml'a, che parc
che non fappiano, Доне andarf! . Ecco che
hanno рта la via di que bofchime piu le
veggio. ' ‘ - ‘
. _- . SCE.
—- ` _r А Т Т O `. к \
ySCENA SECÓNDM.> y
ад .f Loréuzino , 'lllalperiflli` ‚
En veramente ò fafciati gli occhi con
vna bemia,che non mi lafcia vedere.
Io ptnfaua di trouare il шпат in Chic
fa,clie niai dache nacque , non fu in altro
luogo Clie n_eleolleriqäe ne i Chialli .
Mal.Ecco l- appallionato, che da capo ri tor
ia ria a farei lanieutidi Strafe-:ino di Siena . д
lor.Ma anuengaßhe puo,io la cercherö tang
«мидию fece erando Angelica . Forfe
che ancora mi concedera la [orte` di ri tro
Harb ­ _ _
Mal. Меде: Giouanc innamorato, volete noi
che io v'infegni la Giouane,l che andate
cercando.x e
lonFratelliumio tene render` trito ..
Mal.Correte_verlo ilmare.' c e ho veduf
_ седые vicir fuori duna barchetta.
lor.O'felice me, [e vna dîeíl'e è la mia Lan
retta. t .
Mal.Egli corre li forte, che fcmbta c’liabbia v
‚ leali attaccatea piedi. Ora ò veduto,che
‚ per coprire il tetto ci bilognano non pnt
coppimia di molti legnami .

“hacerca TERZA.
" Lauretta, Giulia,
Èh firocchia mia hai tu la tua gonnel
D la вой bagnata,come io hola mia?
`G_iul. Tu vçdi comeio llo : che par , che io
habbia vna fontana d'acqua lotto alpâni .
'- аи.
j затемно; .
Lauro ce1-to mi [ono tutta rotta t'per bauer
' „lì lungo pezzoattel'o a gettar Pacqua {по '
ri della barchetta. _ “д ‘
Giu.Et io nel uti-o tutta polla , pe'rliauer
~ tanto maneggi'ato ilremo, Szmellb ogni
mi: forzatu,a Loinzere
Lamù-edi uerlo
quegli, ai qualia terra .’ y
raccontere

mo la пот-а атиепшгаГсЦ: debba loro


parer `coli grande, come ha ŕäxtoanoì ,
~ che prouata l'laaliblamo .ß " _ _
Giul. lo per nie non lo credo? che licorne ­
loon li credonoV 'molti 'piaceri le ‘non li
prouanoscoli non fr Fa 'di moltialïanni.
Lau. Ahi milera la forte mia, qual peccato
i ­ho commçlio'mai, cheio meriti lainfeli
citado che io ni? trouo P 'da picciola fan
ciulla cominciò fortuna a farmi fenrireil
- (подмят. Год come li rubbano i'canifui
rubata al padre тощими , come lî
vendono le bellie — Et quando'io 'credente
éllèr moglie di ­colui,cla cui afpettâua lia
uerbene, me gli­ veggò eli'eńoltä di lt'na- »
no , 8c ari-iuata in parte dòue non cono
l'cendoalçuno, temo che акте ontri peg
‚агат quello,che'ho гонению Eno' a que
l i. ' 1"» ` ` I
Giu.Non ti doleres che 'la помашут è
Нага uentura, hauendo noi liberate dalla`
lcruitû del Seccoßz'lui fepellito in_mare
di maniera che potremo far di noi a noi
Ига voglia. _ /
Lau Sello non è iroal fondo, ui de@ дате;
.~ ' «t galla:

J ,r - fl!" „r
We einen“ `
` gallarche perAquello
Т Т ch’ioО u ­difha benu
го] tanta acqua, che li [ага i'coppiato il
С C 'n
Giul.Per certo egli è ani-ng to.'
LauQuanto limi tu, chen i бито lontani
da Vinegia? done ho lilciato il miocari f
ûmo Lorenzínoœhc Dio fa,feio lo potro
pin uedere. Y "
di la dal
Giul.O mare.' hauendoci
compagna i utta notte
mia io penl'o,che poil
{iam

tate il nento,{enza punto fermarli.


Lau.O dolcillimo Lorenzino, adunque fo
no io cotantoallontanata da te? quanti
` belli'ordini , quanti buoni penlierisne ha
fatto riufcir nani il traditore , che mi ti
h`1innolato . So che grandi'ilima molellia
fentir dei ma tu puoi hauere alcun con
forto , che [ei fra i tuoi: io milera che fai"
debbo io coli lontano paefe? i
YGiu Lauretta ‚ quelli tuoi ramarichi fond
lenza cagione. Ti dai »tu a credere,che fe
,egli t’ama,non ti uenga dietro.> 8: [e noir
­ #amartémiütmehe ti mancheranno degli
altr-i~ huomini.Bene ua,che (ci bellaß:
_ `naine , 8€ non feidi quelle melenfe da co
' uar laccnere . \
Lari Della Vqualità di Lorenzino certo li ,
' ‘che me ne mancheranno .
.Giußhe ne fai tu,non l’hauendo prouato i
_ Laußi conofcono ben gli huominiJenzali;
пегий prouati . _ ­ -
Giu Eh Lauretta , Lauretta, not fcmine ña
‚ то
S E C O NY D О . `
то tutte femine , cioè fattea un modo:
ma gli huomi'ni non lono miga tutti hizo
mini' , perciò che ue n’ha di tali che paio
no piu che huominißz in fatto fono me»
no che femine. ‚
Lau.Quando uii`buomo è ac ' orto, 8: è lot
tile d’intellettoialtro non gli bilogna.
Giu. Anzi per noi femine toma-meglio:
lello 'uiŕliuomo grollotVedi miler: uita,
_ che li'abbia mo haiiuto col Secco, pei-elle
ire egli accorto@ d’iugegno c_oli [от]: .
Inruil: n Phan-tc llimo noi peggiore , le egli '
non folle annegatos che'per la perdita ,
che fatto lia in mare, eine indurebbe a со
tal тетею ‚ ст: meglio farebbeper noi
liato Valfogarci . i ч ` « f .
Giu.Qual meliiero puo aller peggiore di
quello,che ê Pannegarli? ~
Lau. Farci ell: r mogli cotal'giorno di dieci;
8zuenti huomini. ' ь
Giu .Io dirò liberamente, quanti piu mariti
io гниет, tanto prenderei più fperanza di
bauer maggior bene . —- `
LauJo uorrei innan zi aller man {на da mil
' !е liipi,chepoll'eduta da piu 'un marito.
ЕЩЕ: io uorrei innanzi fentir da che puz
zano mille mariti ‚ che'i denti d'un lolo
lupo . Ma bada forella,chi ê èollui,clieio
ueggo uenire contenta _frettaëEgli' mi pa
те il famiglie del tno Lorenzíno.
Lau Follet nere le tue parole,tu nfliai fof­
l. llìato nell’anima iii-guila, 4Clie ella n’èdi­_
чi nennt a
« __`А‚ 'L"'I"'0_j
Uuenura-tucrafuoco., Y Ч
одц ggn è diem» in Ьиопа_тъа%,-а1гдёсгашхо
‚54, \~\ ì
SCENA, чудить l
f Gréfpo famiglie) Lauretta, Giulia.
IL maffax'o della fratellgnza; осетра
yfania , che f1 `dica a Fiorenzasdi noi fa
д migli , ,hilafciato {critto nçllibro dell
v rllcordanzìg, che. ,ñvrrouaxmdihe forti pa
,_ clro'm'. Alcuni chenon под! ёопо ordinm
/`. \
ciò 'che lor bifogna,[enoun contrario «l
qll:llo',chelzog1iono che П faccia. «Bini»Á
che non uogliono , kchei fernen ri hacía-2
md allro,chefquello,che è diuí faro da Зад
rorturto che. @fil megliofaacllèm, di quà
ro ст hanno [арию comandare. Sonoal
_ ‚к Щдпсот âchez понимайте! comanda
rc per diferetziqne едете inreů. Ma io m
_ I [отдодднншщоёп um peggior çondicio
Y ne dl tucqcremhe [cum a-padrone,ilq1u
ì le uublç,_c_hc П facciamo @n una иона can
f to Гетшщ _s 'Cpmcfecglx Пропадет pn
f uolra abbanarsmorderefo-fiíaze Bcforbi
-‘ Qçníìmůa {тропа hmm,- yc'h. ’La nada cc
Ícgńdola {uaqmorofa._che gliê щ Italia?
dal Secco Ruíîianoschüoxúmangaa al la bi
t; сады-16 logerchi il Ruflïnno perVImlìcric
‚ che io pqñgamenrencllaPiazza, (c egli
„mi u'em'íïl- ucdutosfe che fpiiper r11/'raI
' С hioggía :` in fine che io usda dien о alla`
gíouançß; al Rußlanomomç s'ío folli un ‘
igmandada-Monŕalbano> матем fer-Il
о . \ tc
щ”
\
SfE С О N D4 OI
te padroni non ballarebbono a vn pldro
ne innamoratospercioche gli montano
ad vn tempo tanti voglio,8cnon voglio
nella tella, che non 'ha tante mofche la
“асе. Et peggio è_,che le bene facciamo
il debito di buon feruitorem'on potendo
fortire referto che vogliono, ci carica
no di _ballonateßue poll'o io trouarquel
lafgiouanep quello Ruflianoia chi la clic
e о поп lia iro a Romina Napoli,o in Ca
licuteêvliwh Clieto locio. Sarebbe ella
viiadiquclle due, checola io veggio го
gio uaiictte fete voi,o non [все voi?
L;u.Noi Бате coli abbalorditc, che non
tel lappiam dire . ,
:felle dirò io per voi:voi liete voi, non
ha guari,che io credeua di conuenirme~
„_ ._' _ ui cercare dal Tamburlanom in Turchia.
­ Dio v’aiti.
lau.0u’ê Lorenzino Crelpo?
CrelISe io vi dico Dio v_’aiti , dite almeno
per contracambio, bcn ei vengas 8c poi
'dimandate di Lorenzino.
Lanße io non ho altro bene ‚ che lui , non
l’hauendo,non ti poll'o dare colä,che io
non ho :85 volendo che io lo ti dia,inle­
gnami,do_ue ê.
Cr.Di temi pri ma,l'e voi' liete llate a peleare
chejo vi veggo coli i' anni bagnati.
6|'.Tal pefcagipne polla, rechi malci vole
Crelîûufè quel ghiotto di Seco? _
Giulill mareilelo hainghipttito .
~. . Люблю; В 'C'réll
A Т Т О
CreCFoffe ciò vero: che egli cra apunto ра
110 per le Balene. `
Lau.Sappi,che come noi fummo allontana
ti dal portoßc entrati in mare,fi leuò vna
ran fortumfßc tutti gli huomini che era
no nella barcaßfsno annegati, 8: noi [o
le [campate Gamo .
Cr.Che fauola è queitaënon [ete voi venute
per entro via alla dritta qui a Chioggia?
laujo non fo doue ci fiamoJ'anto ti poífo
io dire, che PHoÍìiere, doue ín Vinegia
erauamo alloggiatiœonfigliò il питало,
che ci menaíi'e non Го доцсзсЬс i ui tenen
do Holleria , egli farebbe per far guada
gno di molti centingía «ii feudi. Onde e
gli pollo 11 Ьиопо e il migliore in vna bar
ca,hierfera faccmo vela.
° CreLAh rubaldo: 8: de’ danari,ch’el mio pa
drone gli haueua dati per voi,che ne fe
ce egli?
I_au. Ei li ripofe nella [ua Мс: ‚ ma come
t’ho etto,venne vn fortuneuole con vn
ven to tanto impetuofo,che la bar_ca fi tra
uoltò da vn lato,`8z gli huomini cadero
no in mare , »chi attenendoíi a vn ba'rile,
chi а vna tauolaßz chiud vna сей, 8: chi
ad vn’altra,&noì?'vfere vi rímanemmo,
non (аренда che. artito prendere.
Cnvoí vi tenete f rme come fano le Femina
Laujar la noüra entura fu tale , che rollo
che gli huomini furono fuori , vn ('9on
«di vento ‚ с11е ñ moffe dalïaltra Зараз ‚
м nl
S Е С О N D OI
drizzò la barcaßc la lpinfea сена §¿nel­
l’urtare,s’empì tutta d’acqua . Nol c1 ц—
гатто {opra` vna picciola fpondettaido
ue ci Нетто tutta la notte , Sz. venuto 11
‘ giornoJälimmo nel burchielctto,che Ге
lco conducen: la barca: doue {pingendo,
, 85 gettando Pasqua ñxorí , perunnim U
[ша mente а riua: бесед con Мню я
Dio Пат falue .
Cr. ll mare á fätto quelló.Ch¢ (OglÍOUO im
l ì ‘ gliOll-ìciali della Sanitáxhe quando tro
l Ъ‘ nano nella pieza qualche cattiua mba, ст
la gettano (ион-{коп elfo ha fatto di voi .
>Giul.Se colloro faccflero il dritto loro elli
gia buona pezza t‘haurebbonq :bandito
dalle íazze per robba cattiuißî ma.
CreLLa ciando le burle, fempreiohebbi
paura,che quello aucnilï'e: Bc n: feci mot
to al mio padrone,dicendogli,habbi‘ate­
cilmcntcmhe per Dio coßui ve Pappica .
61и1.[’ег6 tu ci Eaceui la bella guardia, ha
`uendo lî Extra paura.
Cref. Egli non li puo (tar femprecon h' oc
chi aperti anco i venditori fanno agua:
dia alle robe,che vendono in piazza:8'¿ ш:
tauia elle gli vengono Капоте, 8l ci ò au
uiene , perche i ladri cono(cono i vend:
tori , ma i venditori non ronolcono i 13.`
dri.Bcoe va poi che cilìxmo trouarí .
Laulo non trouerò giáíl catenino d‘oro ‚
_ che xo рати: al coliome imíel paterno
Ш! снятымсм ia haueua nella mía caf.
' ' ` B а fetta, `
. `Ат т о `
{ша}: fono perduti in mare.
C reilCheimportaquello?quando voi lìre- 4
te con Lorenzino , non vi mancheranno
l
ne едущие catenini, ne paternoltn, ne
1. auemane .
Lau.Non mi pefa queila perdita per rif'pet. xlu;
to delle cofe,che ho petdute,§he effe va
1
leuano pochi danari, altrimen ti il 811151
no non me le haurebbe lafciate: ma duol
rni , perche quelii erano fegnali da Farm!
conofcere dal padre mio folle piaciuto
alla ventura, che io’l trouaílï vi'uo .
С refA Voi haul-ete trou-'4to то , che ui farà
migliore,che padrerche’l mio padroneivi
farà quello che egli non` v1 fece mai . An;
diamo in quella Chief: doue vi ripofare
` te, infino che i drappivvi 11 afciugano ‚ in 1
eamo o verrà Lorenzino,o io andrò a tro
uarlo . In >fine enon bifogna mai dai' de
calci alla Тренога; perche il bcn viene ,
quando l’huomo non lo afpetta. ‚
Í G 11111! lili dice, che, la [регата êil fogno,
che anno gli fciopera 11.10 110 veduto,nö
fi afpettädo interuenir piu male,chebene
\ Cref.E vero, che in ogni cofa ci vuol ventu
ra: ma la ventura comincia dalla (регата.
Ora andate dentro Lauretta . Giulia 10 ti
giuro(8c prego Domenodiofe io mento,
-che mi faccia morire in difgratia del pio
uano della noíìra contrada) che fe io non
ti trouaua,io voleua andar coli da'lontano
che mi folli perduto io ancora . _
л _- _ 61111.
S E 'C O N D O .
Giu.Come intendiru quello perdutonome
danaío di chi giunta , o come roba impe
gnata [enza hauernulla da rifcuoterla .
Creí. Dico come Panima d’un Giudea.
Giulßarebbe perdita di poca importanza;
perche l’haurelìi ritrouato con qualche:
perdonanza .
CreLTu Гнет Rata la perdonanza plenaria
Sz difciplinariapiu di quante ne vengono
di donde fi voglia.
Gi-.Tuti vorelli arriuareßïo- ben (intendo.
Creßïu non crcdf,che lo vi ci arriui?
Giul Io creggio quello , с1т’1о u_eggio, dice
-il prouerbio .
Cr.lo te Farò uedere Pamore che io ri porto
GiulQieg-li ancora, che giuocano di mano
fanno uedere le marauiglie; шпата cit»
Iich. altri пескари che Баба-поп è.
СгеСТцЧ toccheraí che più .>
Giungel toccare ê‘nn’altro ehe .
CrefDrfu единожды, percheio non Го par
lare ne per letterane in lingua Spa; nuola ‚
ne Piorentinamnde non fo di re,ch’io fo
no un farfalone , ches’abbrufci in fuoco;
ne ch’io habbìa nell’anima i fabri di Vul
cano,i quali di'continuo battono lìrali di
martiri Торга 1‘апсш1е del mío cuore ‚ Bc
li fatte parole melate:dirò folo , che io ti
uoglio di quel bene, che fa mantenere il
mondo=8z che fon tutto tuo , 8: defidero
che per suomi f endimö hauer riguardo
ch’io lia poucro i danarighe del геншт
- 3
А T T O
la gratia di Dio io mi trouo coli ben For.
nito,quanto huomo,che'caminiin [u due
piediaßcalcro non accademhe la proua.
Giul.Per hora io non ti uoglio dare altra ri
fpoila elfcndoíi cofi bagnata, c1fauellare
то ad altro tempo, andiamo dentro .
Creffome farei a non uenirti dietro.ua pu
re ti feguo .
SCENA., QVINTA.
` Lorenzino . Y _.
Ссо mifeto me che io non [o pure,
Е doueio mi ua a.Son соя-{02 р u po
._ tere uerfo ilmare, douecolui n|’haueua
detto hauere ueduto le due gioumi , 8;
iuidaun'altroho poi intelo , lui hauerne
I incontrato due,che andauano lungo que-_
lla flrada.Certo. io. mi trouo a condition: i
» di imo , a cui par dormendo di andar die- i
tro ad alcuna сойдя che quanto piu gli af- i
fcmbra di auicinarfi, piu [empre da lei l
s’allontana. Coli fe io uo da quelìa parte , `
parmi стен; fia da quell’alcra: ma l`e ui
денет perdere non che una uita, ma due
per пацанам cercherò per tutto il mou f
do.Duolmi {olamcnte, che quella mia ui
ta poco ualcrma [e ella piu ualelïe, pi u uo
lentieri la fpendere i:che inuero fenza со
iìei non рот) uiuere . А
зсвыАввзтд. ‘
Malpen Га cantando, Giulia.
О t‘hebbi alla Япет-а un di ueduta ,
E mi ракет bella, come il Sole: l
А". I
S E С О N D Ф.
Andando per la eia , mi lei paruta
Vn giardinlola,
Sedcndo di Gefmini edipiaciuta
tul mi fei Viole;
/
Tanto , che nonC‘nl bailan le parole :
891 rellami a ue er ре; mio diletto ‚
Соте riefci al chiaro ignuda in letto .
(Чет canzone fu fatta da un chierico
de Petrarca › 8e mella incanto (ul liuto
dal Tromboncino: ma perche io fon di
giuno, non poffo imonarla носе con quel
mi , fa, che bifognaqcbbe. A
Giulio u’ho beniflîmointefo , madre mia
da bene .Voi dire, che io picchi a cotello
vicioßz che io dirnandi dell’acqua. Faml
‚ lo bene, 8c uolentxeri .
Mal.€he gioua polïeder cittadi e regni,
Et palegi habitar d’alto lauoro è
Et ferui intorno ha не; (Штраф degni
Et l’arche graui per molto rheforoè
Eifer cantate da [нытьё ingegni
Di porpora uelìir , mangiar in oro ,
Et di bellezze ap areg iar ilSole ,
(Нас: ndo poi nel etto redde 8: folc?
E quell'altra è del Bembo:un’altra Нага ne.
dirò una del Doni.ma ecco un giardinet
zo di rofe, & di bei 6ori,o anenturato co
lui; che ui potrà fparger denrro la l'ua Ге
menta . Io non uidi a miei di la più bella
gioua ша; .
Giul. A e non fa тетею di laude: perche
io fono"fpçdita.
Mal.Alla buon'hora certo e’ non 11 potrebbe
B 4 fare
A'A 'l'Á _ T- O
гага nede maggiori ne eli` piu bellefpeíe.
Giulio mi fortŕcofi fatta . .
мысы piu fatta ti nolelïe , non haurebbe
buon denti . ­
стане; т perauentura di quella ф!”
Мз1.Нога uo, che-io non fono di que' di ça»
` fama di quegli di fuor di cafa.
Giul.Adunque per te non fara {'codella.
Mal.Adnnque `io piglierò il manicarino da
' 'mia рой: . \ l
Giul.1`u Ге profontuofoâ tieni le mania te. e
" поп mi ­toccare chi credi tu ch’=o mi lia P
МНЕ fi gran peccato il zoccare Э tocca ш
‘ mescheio non ci farò parola.
Giul.Perche tu mi 'uegga coli alla foggia,
come Dio uuoles non pen far migaìche io
Па Femina di mondo. La песета guardia
“ na della ßliiefa m’ha mandato per ати
gere un poco d’acqua del tuo pozzo,uoi­_
mene t`u dare . -
Mallo non la do coli per nulla la mia'acqlfa
_ perche io ci hò durato di molta fatichaa
cauare il mio pozzo . '’
Giul Peggio mi darelti vino, non volendo
darmi acqua:che è cola, che per dare non
manca . ' - "
Mal.Tu potrefìi bene ancora darmi cola,che
‘ quanto piu mene delìi,meno ne verrelì'i a
perdere. ‚
Giulio fono teíìè [campata del mare,& fon
. „тая; nella forma,che tu mi vedi; ne cœ
'~ fa ho'da poterti dare.
Mal'.
'S E С О N D О .`
Mal.Tu potrelli darmi delle frutta di amore
Giul.Non lonoio Перед): l'pini,ne arbore,
da dar more .
Mal Neio fon fiume, ne fontana , пе рано
da dar acqua.
Giul.Vn nimico all’alrro non ricufa di darla
Mal.Etiola tidarò; fe mi laici ber della tua.
Giul.Se vuoi hauere, da.
MalHorfu porgimi il fecchio?
Giallafciami liar la mano ‚ поп ne папаша
di due (enza volerti la terza.J
Mal. @anto piu io „тент 10 farei anco
maggior lauorio . v
Giul-.Se io non gli rifpondeua, no’l mi sbri
gaua tutt’hoggi delle [palle.Per certo mi
Imanda pure Domenedio innanzi le belle
venture . Anchora la vecchia guar-diana
della Chiefa mi voleua con fue pa role
indurre a far Monaca , con dire, che non
era altro piacere al mo':do,ehe 1аГс1аге il '
mondo : 8c io non credo che 111 11 piu bel
paefe nelmondb di quello,ch’è il mondo ‚.
Coliei'ha fatto , come fece monna Ginc.
bra dalle perdonanze gia fa vn’anno in
Treuigi, che quando ella hebbe mangiate
tutte le code de' Gamberigrolli, che le
erano futi mandati dalla cauallereŕïa, diffe
ch’clla voleua digiunare. Ma oime, che
quando mi volgo a riguardar quello ma
re, mi fento tremare tutto ilcuore,ricor­
’ dandom! della paura , che io ho hliauuta
quella
‘ 'A " notte.
l' Ah
` miícra
_B S.la vita mia clue
@Slt
A ‘_T >T O _
quello , сто veggio.> non fono ue due
che vengono verlo me,il Seco, ’hoíìie
re fuo amico э o cattiuelle noi Lauretta ,
che ancora di nouo conuerremmo tornar
gli nelle mani. Vuo correre ad euifarne
Laurettaßc Crefpm ‘
SCENA S ETTLMA.
RoHilnoJ-Ioliiere .
Mico. tutto che io íia,'come tu vedi, r
vfcito del marc mezo mortosôt che
io habbia perduto ogni cofa: nondimeno
ì glie n’ho obligo , perche elfo mi poteua
anco togliere Чисто poco di vita , che
m’ê rimafa .
Hoihïolgami pure egli la mia , che io gliel
perdono,fe vn'alrra volta ci me ui coglie.
Scc.FofIi io gi to piu rollo ad allo giare in
vna prigione,che nella voflra ca a .
HoltFofle venuto ad alloggiar nella mia ho
нет pi u toílo il diauolo con le corna , 8:
con cio che ha,che vn pari vollro. _ ‚
Sec.Che haucte peggiorato voi di vollro in
coteiìo naufragio fuor che vna bolgia c6
due camifcie vecchie ; lafciate dire а те ‚
che fono rouinato da buon` fenno.
Holi. Et che­ hauete voi perduto nel mare,
piu che quelle duegiouani, delle quali
eraucte per hauerne anzi fpela,che vtile?
„Y Sec. Chilli che io non u’haue(f1 perduta la
­ mia tafca da i danari col catenino,ei pater
поил di Lauretta , lo Бис io fonfo 11 piu
пеп—
‘ S E C O N D O. _
' fuentutato huomo,che folle iamai. ~
Holl. Lo i'uenturato fono io ,I с e m’e alluc
nuto quelìo male по‘! meritando: che]
voilro milliero merita quello 8€ pegglq .
$ec.ßalla,voi hauete [contate le cattiue mi
fure delle fogliette . _ .
Holl. Et uoi le cattiue tagliature d'i meloni.
Sec. Chi vi haueuaindottoaconlïglmrmi,
che io mi рахит di Vinegia?
Holl.Chi haueua a voi mella nelcapo fi gran
uoglia di lalciamelai ~ '
i-Sec.Voi mi prometteuatei marie i monti;
"Y fe poteuamo condur quelle giouani , do
ue diceuate. '
Holi.E uoi uolcte ingoiar Romafe ui pote
uate arriuare.
Sec. Baila uoi mi ci hauete imbarcato .
4HolLBalìa uni mi ci hauete imbotato .
Seal uofiri debiti u’haimbotato­‘ de quali
ne hauete tanti alla coda,che fe non fugi
uate uoi ui ma cerauate in pri ione. .
Holìle пойте mercatantie di gamine han
no imbarcato uoi :che hauete fatto tanti
contrabandiiche poco piu,che dimoraua
te a Vinegia,fareile morto in aria.
Sec.Ora lafciamo le parole : 8e mettianzci
axrouar le giouani в che ancora haut cmo
da darci buon tempo.
-HolLMettiamci piu toiìo a aan trouar L0.
renzino»fe non uoglian hauer peggio .
Sec.Fin che ho linguain Ьоссг .Y ‘ поп temo
. um ffuul: ‚

' B 4 “И:
. y A 1'- Т O
Holl.Voltateuiun poco, chiècoflui , che
efce con un fecchio d`acqua in mano э
Sec.Dee ufcire alcuno,clie ci uuol riceuere,
e darci bere alla Spagnuola .
Bofill mare me n’è Наго tanto cortefe, che
in corpo dell’acqua per darnealui .
SCENA OTTAVA.'
Malpenfa holliere , secco.
N Hne,doue entra amore , le fatiche fo
no piaceri, c i tonnen ti'dolcezze, lio
.cauato quelhcqua del pozzo con tanto
piacere,che Dio lo dici per me. La fune
m’ê paruta molle,come una fccchia , 8c il
~ fecchio leggermi-0 me le egli folle di саг
tasma doue lei tu Звонит; ‚ bellina,dol­‘
cina .>Ou’è ellaita ch’io non la ueggio?
Chi' fon coßoro,che uengono lungo que
gli hortiPche uanno elli fpiando? Debbo
no eller Pefcatorilo uoglio ufar brauura
che andate uoi ruotando quidïintorno
uccellacci da rapini г uorreile uoi rampi
nar nelle unghie qualche cofa? '
Se? Non пат miga di quegli,che tuti pen
”10.
Malvoi fete mi liori da conol'cere al et ifo
che non fono e monete alla Rampa , non
fete uoi roba mari? ц-
Sec.Pŕu nonhaueíle il ¿nare rubatonoikbe
habbiamo hauuto fatica a icamparci . Tu
' ci cogliin'ífeambio a .
Мец,~' ' ""
Piu non
и ' ‘handle
' С”: il
" треске
‘ ' Легко:uoiin
„__“

`
S E C О N D О .`
ifcambio , che non gli fareile fuggiti'.
Seci Noi cerchiamo due giouaiii,clie perdu­~
te habbiamo.
Mal. Guardate , che non andiate cercando
quello , che cercò gia u_n de’ noilri giuo
cando alle carterche cercando danarimon
trouò altro che ballonimoû potrebbe ei'
fere,che noi ancora ne tronarelle iinoche
- иене delle quattro [u la fella, ¿kelle-noi
non ne (emilie pi u,che le due .
$ee.Tu [ei il gran brauo,ma io mi credo,che
fareili cattiuo nino da bere doppoi me
lonizche fareiìi il primo beuuto.
MalA Et tu faretti il cattiuo gallo, che uolen
do ralpar ne gli llerchi d’alrrui , fareiii il
primo pelato . _ ’
Holl socio dietro il male fegue [empre il
malanno ‚ andiamci ui'a: che non ii fatti
liuomini non ci è guadavno. y
Crefßen dettorandiamo a troue. \ `
Maly Se le parole hanno potuto mettere a
quelli vola in darno la paura adoffo, che
haurebbono fatto i fatti г Dicono di cer
car giouanilgiella, che mi' chicle Pacqna
n_e dee сап unmôz come ella gli ha ueduti
dee eller fuggitamella Chiefarclie quello
è uno dewsecchi delle Monache; "Dunun
- liabuoiio,clxe uiluadaioaricora,i j * "
и- д.
ATT() TERZO
S C E N A P R I М A.
Malpciiía,secco holliere.
Erto , che`l giuoco d’Amore farebbe
allai piu piaceuole, ch’egli nou è,[e
non u’entraíïero fpelTo tan te noci bu(e.lo
fo che сосет giouanc me l'ha data piena. i
Penfaua,che nel recarle Расчищена mi do
ист: far buon uifo: ma ho trouaro lei, 8¿
un’altra,che plagne, come le folle morto
il padreßc la madre, 8c uolendoio fauelar `
le,un certo ualent'huomo, cherè con ello
lei,mi cacciò fuori, соте fi caccia una pe
cora:8t ha'mmi detto H fiera uillaniaßcomc ’
le egli mi haueiie [гоняю a lccarei taglie
w ri delle fue nozze. Io non uo lli rifponder
' gli perche non era ancora in corruccio ,
ma hora,che comincia a fumarmi il nafo ‚
поп unglio tacere.Poltrone,can,furfan te ‘
сащ!!о,1тр1сса:о fei tu. Togliti fuori di
qui . Toglieti tu?lo ti farò, che mi farai P
s‘ci non olle, che io [ono in Chiefa. Ma
uoglio ufare un‘altro tratto. @egli due,
che cercauano pur hora certe iouani­ ,
debbono cercar quella. M‘ho me o in ca
po di trouarlisôt dir loro quella nouella .
Ma ecco li appunto, che elli ritornano .
Voglioa pettargli'. _
‚шестые ui dico Meßer holle , ugiwnon
{133319 quçljg uiaggio vper capitarnrzale:
mp» ¿im ццДН‘Чб-‘д ‘ e e t
T E R Z Ol ­ __
фетишем io en tram in ртами-е
mi dir la ventura a vnó inclouinot
Holl. Di quegli perauentura , che riguardzb
no Горка la mano è
Sec Maiappunto. _ ч
НоП.Уо!ещ dire, che voi aggirauate. Ma.
abbattei vna uolra in uno che guardaua la
mano d’un buon huomo per dirgli la исп
tura,8c con гит gli uotò la fcaifelia de’
danari oiide,quando colui fe ne auide,co
minciò a gridare, che gli erano ilati tolti
i danari . Et l’ Allrolo o moiirandogli il
pugno chiufo , gli dil e,tu gli doueui te
ner molto bene lirettiin mano ‚ соте io
ho fatto i miei.
Sec.Me Ню detto uno di quegli.che riguar
dano per щ di punti.
Hoii.Fino a qui liamo íti in mal ринется:
fo quello, che farà er lo inanzi .
$ec.Ci farà del benea ai: perche egli m’ha
detto , che io doueua hauere una grande
fciag ura,che ê quella del mare: ma che in
ui [camperei : 8: darei piacere a molti.
Holl. Bene ua anco quegli,che uengono fco
pati, `iainnopiaceri altrui .‚
Sec.Voi non темпера: piacere: molti
uiene a inferire , che le giouaui , che noi
trouare mo , daranno pi acerca parecchi e
cioè che parecchi le goderanno a 8e noi
faremo di groilo guadagno. Ma chi è c0
ниши: ci uieneincontro?
Mal Vorrei chiamarli per nome, mafo
A т т `о
- qual nome poter trouare,clie loro fi con­­
uenga. Huomini da bene non gli pollo io
`dire:perche folamen te coloro,con iquali>
giuocali alla топ-а al buio fecuramente ,
l'enza che elli c’ingannino fono huomini
. da bene. Amici menoiperche nonne n’è
-niuno,fe non di Бзик-‚8: di parole. Со
me gli chiamerò adunque Э E mi dillero
poco fa,che io gli cogli cua in fallo .
Holl: A chi ragiona coltui Socio,a noi? i
Заем fazche e li n’lia colti' in fallo, Штат
do,che #iam uomini. i
Mal.A noi dico,che gia colli in fallo,au ifan
domi che folle huomini di quellopaefe .
le giouani , che perduto hauete fonoin
‘ quella Chiefa.
SecQuante fono elle Э
NaLQuanti faremmo tu Sc io г
Sec.Tante appun to debbono elle re, manco»
.me fono elle fatte? - ­
Malßlle [on fatte di carneßr года .
Seasons elle giouani э
Mal Io non ho loro guardatui'nbocca» г
Season belle . а ‘
Mal.Da togliereaocchi chiufì.
Sec.Non ui акт io Socio , che lo indouino
non mi пшена detto bugia, che noi daref
limo piacere a molti э le giouanifonori
troua te: corriamo , che non le perdiamo
. un’altra uolra .
Holi. Socio non u’añ'rettate : che la fretta
.‚ {pell'e uolte ё, cagione , che lliuomo fr
frczßëlrswbef Maß;
T E R Z OL' _
Mal lNon habbiate paura,che elle ii perdano
che u’è bene con ell'o loro uno fpadacci
fno, che nuol tagliare in pezzi сыто
chele guata. ` ' - ‘~ ‘
Holt. Parue adunque Socio , ­ che egli lia llla
correre ­ i I l'f
See Non ci fiamo noi due . 3
Holt. Bene ila: ma meteeci me per niente:
perche io fono huom da pace, Schon da
guerra ­ '‘ `
sec. Non farete almeno huom da parole э‘
НОНЛЕ quelle ue ne darò le migliaiaß egli
'f сошьет: e uenuta Торга ГиГсцьЗс фей
. ч {рысаТи le mani? ' ‘ - ‘ '
Mal. Egli è шагом ui lafcio. Farò che que-`
Ш cagnazzi li mangeranno {га-102403: me
n’andrò a leuarmi da dollo il failidio del
\ пцоцоатогсъсЬе m’hauea prefo di quel-_ `
la giouane, prima `che egli ii fermi'piug
perche l’amore ècome uno fpino ‚ chefì
caccia in un dito, o nel piede dellhuomo
che fe fubito non il leiia , eglfla doppio
male,8c con fatica Íì manda fuori .
Holtsocio le parole fono in ordine: andate
pure auanti3quando ui piace'. t
Seeveggiamo prima, come dobbiamo ado
perarlo,accioche non faccia mo poi, nella
guifa che fanno alcunische nel mena'r del- `
Parme fi ferifcono Pun l’alr ro . ‘
Hoffe E bene ildouerc, parlare da Енота
aulo. » ‘ß ' »
_ к А т т о
SC ENA SECO NDA.
_ Crefpo, НоШеге, Secco.
_. Ст uuol far perder da douerol’ani
mo à un’huomo gli attacchi alle fpa.
le уча femina , onde penfa come debbo
flare io, che ve ne he due,lequali m’hanno
tanto fgomentato col pianto loro,che di i
. yleone mi pare eíier diuenuto vna pecora ,
дюн piangere piu belle giouanixittcndete ï
afare_quello_,ch_e infe _nato ifho . Leuate
Vtuttia panni di queg ialtari, Зданию;
нате, uanti ce ne fono,ponete di qua, di
,lamer aChiefa: Bedel rello lafciate il fa- `
таю a me: che io voglio , chea colloro
.colli piu l’entrarein quella Ehiefa', che
non colla il formaio ai topi, q uando en
, franc nella trappola. _ ‚
Но11.30с10 vedete voiche huomo è quello
Senio çonofco bene, _ _ _
Holtsappiate, che gli huomini non [ono
L miga,come le monetedequali H conofco
_ nofe vagliano poco/,0 molto alla Ramp;
` Egli mi pare buom di gran brauurai.Y
Sec.Qi_i_elli,che paiono, nonlonm _
Holly Quanto amc di parole viferuirò be»
nillìmo. _
CreLGiouani fate pure quello,che io vi di
`‚ co,tira'te giu Altari,touaglie,lampade, 8c
' ciöche c’è,che io gl i farò tornare in die
. troalor difpetto. _ _ _
Holl Ho ` Sentito non lo che , di tornare in
dietro .
L х CICR.
т в n 2 b. l
Ci'elÈE vero , ch `i'o mi metto a gran rifco ,
eifendo folo a girmene _incontroadueâ
ma che P diece anni piu Se meno di vita .
che importa?
Holtsocîo hauete intefo . Coilui fa poco
ilima della v tarnon @impacciam con di
fperari.
весим fapete, che la virtù ii lla nelle pa
' role,nell«: herbe , 8c ne i falli? Billa, che
non m’a`bbaiidoniate di pai-oleße fe iodi
i rò e’habbia fatto vna gran facendarůz voi
dI седа: rie hibbia fatte diie .
H iii. Pt r iiiliiio,che io non í'enta de fatiio
l non manchero diparole.
Cre! Ogni modo ella noiira vita ea ра—
тадоре di quella e’ porci: iqualife da fc
muoiono , vengono gettati ne folli, o ne
fiumisßc fe vengono vcciñ,s’infalano , 8:
fono buoni dope inerte cofi la fama,che
lafciano gli huomini, quando fono inor-`
ti,è il fale della vita, onde io voglioinfa
lar la mia col difender quelle giouani .
vengano piireinnanzi . ‘
Sec. Бога focio incominciamo t liare bene a
‚ caf:` . Come io vi dico, hofatto cambiar
vifo a conto mila huo mini: 8c non trouai
I mai barba (Ищете, rie Ceifo,clie lo hab
bia fatto camb are a me .
CreLTogli'ete gli fpecchi a co.lìui,accioche
la fua ombra non lo fpauenti . »
HoihSapetevoi la cagione SocioPperche le
barbe bei «Шпон pongono . l, s `
. ecn.
.д -a т т о
Sec. А Haggiate vn poco Socio quelle prr
gna,fe elle pefano .
нем/1 perderebbe [eco ogni grâ martello
Sec.Quando lio mai lpefo a miei' giornische
.non ê Наго pure centinaia 'di lire, midi
_fc-ndi; tutto Ню guadagnato con quelle
pugna,peńfate, fe elle mi daranno ancora
le giouani.Er quando non balialfe Гать
„221: vn’l'iii'omo,io roninarei a pprei'l'o due
altari 8: tutta vna Chiefa. Non vi raccor
Jdate, quando con vn pugno fpezai М’А
moin cella a 1339 Suizzero, come egli fof
' i Ie ilato di cartoneŕöz a vn Franci-’fc ruppi ­­
In *D le other: me fannoi Baccigli.
ь
(ref. Rouefcìare pure giouani ogni cofa :i
;clie io voglioa quello fpeza elmißz rom
pe обит-21:11: ad ogni modo la tella, 8c
’ romper tutte le giunture .
Holl.Amico ò [empre ined@ direìciie que~
.lle volìre pugna [ono ртам, che la pel
le d’un фагота io temo che’l mare non
le habbia infalate in guifa,che elle non Ea
no ari-ug inite.
Sec.Sie_te1n'errore,io fono a fogia d’un mo
lino:che ,qiiâto piu fente l’acqua,fa la ma
.cina maggiore. Et quando i'o comincio ,
f non veuille miga a metterui in теге, per
che allhora io diuengo cieco, 8: nella fu~
f ria do coli a gli amici,come ai nimici .
Holeon vi raccordate,quando non cono
-, fcendoui,delle vn gran forgoazoneßz un4
tempio ne a voi пень,di maniera , ваги:
„ ‚ i“ С
'I' E R- Z O.­
- fe non correuano quei, dieci fpagnuoli' a
tenerui le mani „ andauaa rifco, che non
v’ammazzalle. / .
Cref.Per Dio,che`l'e non li rintuzza la pum'
ta a quello pugnaleno vi faro piu fori' nel
la pancia, che non lia-buchi vn criuello i,
auantatori di poca (решает: voi fete. ‚
Sec.Appreiì`o ho vn’altro di fierro, che quail
do io fon rifealdato nel dare, io non poffo '
afcoltar ragion di nelfuno:8¿ diuëgo li lie
ramente fordo,che non odo dimindarmi
in dono vicagne gridar mifericordia. Pein
‚ lati adunque , come e lla uario alfomiglio
allliora al mare,qñ e piu foil-lato da venti.
Holl Voi fete piu beltiale del mare: perche
fe elfo togliefancora dase voi non fate al
tro,che dir folamente: tanto che vi li po
trebbe dire Melfereßc Signore Dante.
Creflo fpero di farlo sbattezza'rezör in luo..
go di Dante ‚ fargli prender nome di Ri
СС [lente в
Sec In fine io comprendo , che l’acqua fa
l'huomo aïainato. che quelle pugna lian
no vna coli arrabbiata fame,che'l primo,
4che dará in elle@ lo luenri'era,o sfondera
o gli fchiaccieiá le ceruella, o gli caccie
ra li occhi di talla .
Сге .Se mai io fui huom da fa'ttiïb feifatti
mi fecero
mal-lino nehuom da labuon
lafciera fenno
codaßt , quello
fe né lil­cie
. ‚ ra la coda,in farò almen lafciar le unghie.'
Sec.Ha certa пиф: di goccioloni.che non
’l
' hanno '
yi
i
A T 'Т О
hanno paura infîno,che le pugna nondan i
no loro adolfosma quando ст le {стопа
rollo (1 cäbiano di animo, 8: аПо’псотго
_ Едацт’шоттй dalle pugna non E muta
* по di чистота attendono a menare in
‘ ' volta . . '
y ими/его bene io,come dee riufcirc il farà
' со. Auerra à coßui quello , che auenne
чп’атггэ che non voleua inrender p mod
alcuno ciò che fi faire fpsuento: ma qñ а
{gggioil prìino pugno, 1псот1пс10а‘сг x
mar coli forre,che pareua vn paralirícol
CrefHora è rempo,ch'io faccia villa di (рз‘
/ uenrarmì per darloro peggio, che [pai
m-nco.Voglio lafciare il luogo, acciochc
emrino nella gabbia.
Sec.Di(lì ben’ío,che ci vuole alu-o, che bra
uura,la vittoriaênolìra . ' ‚
НЫЪСоВш nonê fciocco, ha voluto crede
re рш соЦо,сЬе far гона.
Sec.Enrriamo che со o da vn’alfra banda
bifogna,che penûamo di andarci.
Cr.Buono fíràfe ci росток vfcir cö la vita
Hora :lli non poffono р1пЁи331гс. [o me
ne vado а [снах l’v{cío,e terrò coli таю
dal di fuori,cherô portano Пейте Aiuto
aiuto padroni deli horcizainco »ignaiuc
li,pepponai,vende infilare,axuro,aiuro.
S С Е N A T E R Z А.
‚ Шдого, Crefpo. `
‚ O ferito ad alta voce gridare aiuto: ppn Д
1 dou: рот elle: сошьет grida.
' Cref.
'l' E R Z О.
Creí Aiuto chi nr'odeßr chi non m'odeì
Il. Ch i Маге аиисписогопае efce que.`
flo grido?
Creí. Aiuto huomini del commune , aiuto
almeno vn per cafa .
If Colui , che grida, e alla стема; tiene`a
le Гц fcio,qiianto è'puq, voglio correre:
intender , che c'ê.
Cr.Aiuto, ciaicuno corri,campanea marte!
` 10:сот chi puo per torre arme, aiuto c6
. tutto q uello,che vi ii abbatte nelle mani.
ICChe c’è.>di {цене gridare è queůo?
Cref. Non fono ancora tancizquanti bifogna
„шпагат che vengano de gli altri: e poi
vel diro aiuto cocomari. ’
If. Non hauer paura , che ti manchi gente 5
che in vn fubito ne farò venire vnafqua
dra,di pur uello,che è auuenuto .
Cref.Aiutate a Chiefa,aiutatei Sant'i,aiuta­`
te gli Altari . '
lf.Che u’è fuoco э
Cref Pe gio , che fuoco fono illraceiate le
touag ie , rouinati gli Altari, iCroci'fîllî
gettati in terra,le Anconétte,le Vergini,
8: tutto. -
1f.Oime,che è quello,ehe tu di? f
YCreil poueri Santi fono' tutti guallißz frac
calfatbgli Apolioli,gli An eliiiconfeil'o
ri,le lampade , 8: ogni co' a tutto è iro:
rouina .
IlÍChi ha fatto coli' fatto maler
Cref. Alcuni.
lf!
.re
г A T ` 'I' О
ILGhi fono чист alcuni э
Cref.Vna mala genre,l’olio Sauron' vangeli,
le candele della melïamon [ono {на licu
‘ 5 ri con le lor mani.
If.Chi fonoêTurchi? . i
`~02îref.$onu штативе ghiozci della l'col:`
‚ di Martin Luchero.
If. Puo egli elîere, che сосет eretici Rane
1 . entrati in Chiefaâdouc E cr uano hora.> ч
., CrelÃQii dentrolo gli rengoferrari,accio
che non fuggano,in Ел che venga tutto il
commune ad amazzarli , perche niun non
i vada lin bando . .
Наций ‚ che fi andaffc in bando per amazar
cani.Lalcia che ioichiami della gentemhe
д" >io voglio,che gli brufciamo .
. Cr.Brufciamli cô la смешон соте llano
ILNon i lh bene,la_i`cia pure fare a телеги,
Aguzzo , Rampione , tutti [alzate fuori
con le armeßc recare delle funi . `
Сге{.Вепйтто . Che appicchiamo queßi
д »maladetri da Dio,& dal mondo .
‘П.С1и [ono eglino? Preti,e Frasi?
Cr.Peggio aßai.Eílì liano rom la eafferta da
idanari ‚ con dire che le limoíîne non va
. glionoßhe noi fiamo predefiinatiichc :il
­ whe dee elferemon puo mancare, 82 сот,
che nö diffe mai щ Pelagiome Macometc
5. lLEfE dicono quelìeifauoleê voglio, che о
" Y gni modo gli facciamo ardere, l'paccialteI
выпишем fuori. - ‚ _ ' ‘f
Скидках traditorihanno :ratio in remi
~ ’ i, - ml
1 ‘Т Е R Z O. e .
miracoli , 8: pelli co’ piedi, dicendo che
quello , cheê ordinato dalcielo , non li
uoimpedire; che i miracoli [оно fanfa
ucheßzle llatue fauole di frati. ’ ›
If. (Manto piu tu me ne ragioni, tanto più
­te ne credo lafcia che colloro uengano:
4che vedrai, come io gli acconcierò.
‚Стадион afcoltate parola , che dicanoíche
elli non vi' connertill'ero alla loro lege .
`If;Nònc"ê peric'oloçclie le lor ciáfie in’h:ib
. biano a tirar. fotto- . ßen le couofco io.
'Cr.Di`cono dipegiosche’l Papa nö à le chia
‚ ui,8¿ che non puo aprire» ne ferrate .
Il'. V1.o fapranno tolto; poi che gli hzuremo,
mandati nell'altro mondo. ~
CrefDiconò ben delle cofe,clae piacciano :
1- cioè (тётю fi dce digiunare , ne far quai
c refima,ne mangiar
ISabbaltos peice di ¿Venerdi-ne
perciòtrouandodella еще, di

4che lafciano Chrillo fu la croce,8¿ o cer


cano >ne i buoni bocconi . ~ .
Шпрй pur l'_vfcio:,feguitemi voi tutti , 8:
fate ,_‘come vedrete fare a me, 8: peggio
Entriamo. '
Сит): che fono entrati ‚ voglioritornare
a ferrar l’vfcio,cbe quelli batte Santi non —
; т sbuccallero fuori.Ecco,checomincianoa
far da douero, che io lento gridar pietà .
mifericordia,compal'lione. Hora io polfo
andar per tutto il _mondo per huomo com
piuto,per valente, 8: per neuro . Voglio
_veder di trouar Доценту . . .Jeux
г. ­`

‘з 11 Ruiliano, и; _
NIT() VARTO y
s с в N к I M A.
"Мою , armati , crefpo , giouani.
Ar Austegli benlegati.a
Cx Beniŕiimo . ` -
Ar Lalciategli pui-legati qui, '8e non afcol
все le lor-cimcie,leduegiouani,gli altri,
ß; i Sanmmi автозаводе vero, o no,
quanto ukho detto .
.o 1Mo credo ogni malesmallîmamente di que!
vifo brutto. Egli' voieua far mercanti: di
1 quelle giouanizma vuolti авт: vermeiie
Ynel guatar quella maggiorata , mi torna:
‘ renee vna mia figliuola , che io pei-dei.
CÁLQLYIeIla 'giouane non èdi quelio paefe a _
mlèïnuigiana . v
if. Et io ancora fono di quel paefeiße ridulli
miad habitar qui per cagion dellaguerra .
Склепа bene mantenerla a rafa юта: che
~ fra tantoio n'zndrò a поит i] mio ради)
ne: ilquale, come dertotfhmha tolto vm
di quelle per moglie: Sz nello andare fare
mo intenderea gli Sbirri, die menino со
ßoro in prigione.
lilo non poflo prometterti di menarlaa ea
fa mia: che io ho vna donna cotanto mala
detu, che {ubito fi darebbe a credere , che
elle folleto ree femine ‚ 8c caecierebbe dl
fafa me,8:ioro. E ищет io lo mener-ca_
cafa vn mio vícino,cheê [enza mogliedû
ue elle daranno бете, perche egliè buo
çohuomoßdrbene. v ‚ м »'
i . ‚' »_r. t
. Т 1 Е" R Z O . .
‘СгеГ.Ы quello П mio padrone,che è vn gro
­ -uane ‚ che `par fratello della сонет ‚ ne
n'haurá obligo perpetuo .
if. Sempre e 'banca Риты-пс io fo cio non ,
perche alcuno me n’ha'obia оттени: fac
ciolo,pcrche è ben Рано.“ che vanne pu
re ‚ che elle faranno coli Шве ‚ Соте elle
folfero apprelfo iltuo padrone .
CreLTomo а с!!ге‚с11с10(опо huomo , che
теги corona di altro, che di ortica ‚о di
lauroxorona di oro,che [e до поп ò com
battuto con le arme , ho combattuto con
YingegnoMa doue rrouerò io Lorenzino
io vado a cercarlo al mare.
ILVeniœ fuor: figli uole, özcamínare meco з
che io vi condurrà a caf: vn mio vicino ‚
che vi accarezerà. со те padre .
Inußorrefe Mdferebsn poflìamonoí chia
marui voßro padre i pofcia che leuate ci
hauete delle mani di quei manigoldí ‚ che
non hannone {стане lege.Noi ci raccor
daremo ben divita
coli vDio
factouebeneficio
chehaucremo día sêpreinfîno,
bene.
lLSmepure.allegre.dcl retin habbiare obli
goa Dio , venire perqudfalm via: che
andremo per l'orro. Ч ’: ‘
Нац Andare pure,d\e noi faremo ‚ quanto è
îál - voler volteo . Уч ‚и
SCEN A SECONDA.
Боге-яйцо falo.
N ‘Ene'ionon trouo'nulla, 8: Phoñíere
medeíimo,.doue,io ibauea Латаю Си
ç д 810.
A' ancora
vrfp() ,' m’afferma Т. Т egli
О“di non hauen'
> trouato nulla,onde ю m’aueggo , che va
na è la venuta mia in Chioggia. Ma non fía
lmai,cl‘ieio viua ­lenza la mia Laurettap mi
getterò in mare , о vcclderò me medefi
mo con queßemaniihoggi ad ogni modo
idee diere il fine def miei (МЫ ЯогпЕ, 8:
morendo hauerò quello con orto; che
f' non potendo trouarlain quello, la попе. i
. ‚ rò nell'altro mondoLSo che niun'altra со
— fa rio-„meglio honorar quella подл-а yica
di pochi meli,di quello che fa vn bel mo
rireßz ben muore,chi mum-e amando.
v.SCENA TERZA.
y « . Lucrezio [010» д
Er certo , che’l veder noßro ê tan to
corto ‚ Sche tri iii noi,l`e Domenedío
non дышат: le поте delibefationi. Ecco
д che ю voleua er módoalcunomhe quel
l@ due fanciul e , _ che mi raccomandaua il
mio vicino Ifxdoro,m’entralfero in cala ,
8e per eagion loro pollo dire d’efïer tor
nato in vica, che ò intefo per cofa ferma ‚
che Puna è colei,di cui è innamorato mio
' figliuolosilq'uale medeûmamenre [i попа
qui,& la ua cerëandoDicono hanerloin
x eefo da Стань ‚ onde ficome pur амид:
era il'piu difperato huomo,eheviua,hora
мы! piuconfolato Egli mi par mill’an­
nnclfio vegga il mio carilïìmo figliuolo ,
‘è ­ нише a difpetto di quella maluagia di

а;
madreи.усядемся
I
godi la [ua Ligure
t?
\‚
Q V А R Т О. _
и. Maranígliomi, che Tagliacozzo laidí
tanto а venirmi dietro , per andare а for
nir quello,c'he gli ò ordinato, che’l poue
ro di Lorenzino la hanf m mandano alla
madre per certi danari da dare al Secco,
iquali elïa поп gli ha voluto Наката hal
lo mandato à mc,che gliele dia.' E: io vo
glio rimandarlo da capn;& che egli faccia
il peggio,che ê pumpen' cauargliele di ma
no . Quella norte ho farro vn fogno, nel
'qual mi parf ua , chealcune rondini haue
иапо facto il nido Горн vn`albero del mio
' horno , 8: che veniva vna Simia per man
giare iloro piccioliñgliuolerrï, )aquale
non potendo Íalir Горка l'albern, pregava
темпе io vi теист ma fcala. Er ю di
eendo,che non vol:` ua, che ella far elle di
! fpiacere a gli тын dell’horro mio ,' ella
- mi minacciava “пишете, perche pare
’ ua, cheio la prendellîs 8: gli деть та1а
venzura'.Qucllo io non lo чтишь: pof
[a fignificareme [e fia'fogno , о vilîone .
Ora i oglio andarea trovar qualche buon
pefce per dar mangiare a quelle giouanix
la mio figliuolo, che á ben tempo, сто
habbia allegrezza,& eonfolariçme.l `
s CENA (думать
ATalgliàcozizo lolo .
CHi mi mife nome Та liacozzo , non
me,mi_fe [enza quale e gran millerio \
percioche lo taglio,accozzo,& fo con llin
gegno mio tutto quello,ch’ìo voglio; 8:
3 c x ‚
- К Т “Г О
chi mi lìrignell'e nel torchio,mi “шеей:—
rebbe piu tolìoi déti,chevna verità fuor
di boccarCon tutto ciò non ho potuto caI
uar di mano alli mia padrona quei cinquâ
ra feudi . Hieri rl ligliuolomi mandò per
quelli d1nari,ma non ò fatto nulla . Dilli,
che Lorenzino era lh to rrouato in cafa un
calzolaio con vna lua единым: che elfo
» era dil` едою
:a {cuciìi perlache gli la
dote. `ellelavenir
o che cnnquä
li prendell'e
per moglie. Et perche quello farebbella
zo di vergognaal [uo parentado mi пше
ua mandato a hu , che li Fazti danari sbor
falfeMa perche le Donne hannoilDiauo.
lo letto la gonna, ellanmlhòrdinon cre
dermißc laninirimandàto-r` alvecchio ‚ che
egli debbzisborfargli. Ma. per quelìomon
mi rendœvintoìperche taglierò tanti im
pedì menti-,82 areozzerò infie me tanti fe
ri,che gli feudi ldruccioleranno . Elli per
la giouane non piu bil'ognano, che è ritroA
liana ,. ma fanno bcn meliieri,per le fpefe,
che occorrono di per анфиладе direb
be il barrartiere dalla Academia chenon.
hebbe luogo.Ma che n-ouità è'qluellmhïa
veggio è- Non è colei lapadronaPlî- ¿che
ancora ella è qui venuta, о come mi à gua`
ño il bel'taglianozzqcheio- mîhaueua iŕna.
ginataBilogua понят: vnïalermche que
llo non- è piu buono. Vogliodireche mi;
non h_bene-,ch'ioguañerei dall’altra_par­
ne. Duolehe'l“schiarpeggiofe фит;
. t ' gm
Q„v n rc ' т а
iârebo ini poiriaauueni re del male adìii'N
fin Pho rrouarinomo in caf;
Scena V. Simona veccñixfola.
chono ponche- le madri [ono cruzielì
l’amor,ch’io porro a Lorenzino mio
figliuolo, m’ha fano venir non [enza qual
che irauaglio da Vinegia aChiogiaJEc bé
che io hauellì giuraeodi non andar mai ,
f доне lì :rouille il fradicore di M.Lucrezio­
mioy marirosnon ò pofliiro (offrire di non
venirci рсг1апоие11а ‚. с’Ьо iniefa da Та
gliacozzo famiglio. Egli m’ha detto,che
mio figliuolo eralhroirouaro cô-vna gio.
папе in cala un-calzolaiosßecl-ieü padre di
colei losforzauz-,o afpofarlá di.fubito,oA
Í a farglireeain ein" цанга {cudiper ladote .
Е чет; che quei i feudi io>gli гимна perV
г compex-ar ища: :lere союз: pero lo ha,
пена mndato afpadife. актина-хо nö
i gliele voleua dare . Hora voglio narmeli~
di cuore per fouenir mio Egli поташ nö
prima,ch'iononinrenda, come dee andar
quello farro, Seche animo lia il ino ‚ пе
voglio entrar iu сайта: afpemr,che efcar
alcuno per Гари bene la [ua Рапида.
Scena V’ l. Tagliacozzo, “топь
N fomma, feci питающий lettera
ri d'i Vi:erbo,cimi gli Alchimilìi, Ce
rerani , 8: ricettai di cafe il' Машинок:
po rrebono fare , che q uel'ch’è farro, non
ña Ржет: ci faperebbe брат Salomone
“наводило parenradim perdura :naß
C 4: (we
_ ïA' ' 'l' т 0 'ï
feritia,o ro'uimra cala . Ecco che nón co->
mi ncia mai vm dilauentura , che пот/е
пе legnano dietro mille altre.
Si.Collui è apunto Tagliacozzotil famiglia",
che era venuto a me per li danari . Il иго
molto alfannato: deue ellerci per coral
1’ nuouasperche egli è vno di quei famigli ,
che non li trouano .~ . » .
Tagßhe debbono poi fare i giouaniJ'e i vec
chi non fanno confcruare'la robaiEr ache
‘ ham-a rilguardo il mio padrone , fe egli
’ ‘поп ГМ а tanzi anni,che li tiene appiccati
alla coda? «
Si.Non intendo bene quello,ehe egli li dice;
' voglio accollarmegli . ' i
Tag.Ne menoa vna moglie coli buona , coli
`- da bene.coli fanta. 1
Si.«E рать-41 me: ma ancora ben non Pintëdo
‘- E meglio,ch’io lo chiami` Tagliacozzo э
Tagle lcoppio di colera, che Lorenzino ho
ra non li попа preferite , che io, per eller
famigliomon ofo,ch’andrei in cafa,e la pi
знаю pe сарай, c glie ne darei tante , che
rnlegnarei ben loro . — -
SirTagliacozoßheE quello, che uoi pigliarc
измене in cala d’huemini , che hanno
mogli ‚8: con {umarloro la roba . ‘
_Silo mi çredo,che tu 6j lordo.’ragliacozzo
o Tagliacozzo? ­ y
Tag lo non lon miga lordo: ma ò altri grilli
'in capo:p`erdonimi­ehi mi chiama .
s: ‘lo lon la Simona' tua padrona', non mico
войн tu э .- ‘ ‘ Tag.
а,“ A R Oo 4
YTag .Voi [ere uoi padrona: ma 'come fete qui
, venuta,ch'e coli ñete venuta Метро?
Si.Che è auennroxhe ru--fei coli fuor di te?
Tag. Nouelle carriuillimemaladeeridime.
Si Quai nouelle г di toßo. ‘~
Tag.Che volere,chfio dicaPad ogni modo . д
Si.Che vuol dir quello adogni modo? ogm
modo che? ~ï ц `
Tag.Noi non poniamo far nulla ; nonei ef
fendo Lorenzino, che è colui che рае cl'
iïer сародб: via dogni bene.
Si.Dillo almeno, perche io ancora lo [appli
Tag.lo
SiLhe lo poffo dire,ma
ma?dello .
fpacciatamente а

' Tag.Vollro marito .


>Six heivuol dir mio marito?
-Tag.l­la farro,come fanno i Turchi'. i
vSLCome i Turchrëche ê quello che rudi? ha
egli rinegaco il barrelimo. ’ "
a Tag Indico, che egli-'a tolte tanrefnioglie,
чайке egli puo palcereße far loro le fpefe
SLE cio vero . « ­ ~ f
иглой поп folleegli hanne tolte due altre
‚ enzrvoi .‚ - ы ï
Si.Oi me,che è quello , che io _i’on dire? :u
„ 'n m’haimorta. ' а ' к ~ ‘ï
_ Tag.8r credere voi , che egli le renga'di na
lcolìo? in publico : e tiene, elle vanno а
в: ( ‘mi-U2,Per-1a vicinanza; 8: in caía fanno di
guanto ci ès come fegli» folle vn`anno 5
1 " А ene le nozze павшего haumo 11101- сень
V.mpiincnaYm-.H ‚м м __ п‘:
- .pu y f ‘le
А T T о
змее ш cerrodiualfáeeo г . _
‘llaglo loilodii veducazà veduto. {от рта».
na conquellfoeclìndue femme in cala.. '
заветам сшшеь. f..
при nei robe auantaggiatee.
Si, Indico di quelle „ che {запертые йога:
con moslima con vnfaltro».v
Зад. Elle fanno'mal'e adalcunorclìe vano tut
падре: каганата i leruigi, che con»
uengolîao,v maůnno male,l inquan to попе
треьъюпв flare con li mariti/dii altrui ‚
ШасобгГоЩшю- Lorenzirrosceme io fo
no та lincozzosl'raurei Мамы la cena,­
elle e ‘ ap стишок hauellë l'on fatto il*
nur ‘ . “c e lareioin сгиб i' 8: hausei'lor
lor ¿goudenmäiaщей: вынь ресо
njmzeülendo чшЦЬмсйе Ео-(Ьпщпопы
(enganche ш faccia-eome'fe'ceВант, сне
lli 'elli Канапе-дышит.
дщш adunque fono gli' они: le' peppol
taaie, cli-'ei proeurauzdi torre a ‘gione g
акафист иглами? одели no i'guaî
¿agL люксе wribambito-,ti elca: ilìñato
А tefemmcŕlìeche шейк twfameñîi man
сайт Шт ůneimcafa.
1' .Per Dm Padron, chequandb lfhuomo
[ein il? fue pengouemaqpellad'altrui,
штурвала, »
ямам рот tw ша dfñuomi'nî , o poum
teSimona,ben lei ramal manitaraœ
Ta Nmïponei-_mèioell'ere-vnodicotelli
‘sgl'. u,2famiin
.l gag; qualche
i втопчет:
вещь
(ау A к 'r o._
пей: ‚ in, modo che [манило f paire
tenza pagar quei danariìaccio неё: ро
telie venite ad. attendere a cafa г he mal
habbianogli fciochiecome fono i . Alme
no da che non horobe, Намет qualche
Egliuolo daimpegare ai Giudei,pc_x tro
nar cinquanta feudi datrarlo fuori d1 que
fla vergogna.
SLEccone vnältra: ehi non morrebbead ha
ниве coran te invii> trarre» Miergche 10
non fe фашизма vnlgenuì> а he: ben
conofco, cheo ni eofadeeandarIì-iir :o
nine-.Figlia ` cin та fendi eoìma
Ранами: 10 non vog ' о dir eggio. Cee
zo io non ne voglio piu dico yfarei ßñidì
voglio мы le mia dote-.Dekreßo- роте
сядет fa,maprima vlo tram: quede ga»
glioñë, come elle meritano.
1 „птицей: io ritorni. conlnrenziho P*
che noi le gañighcrem molto bene;
SLNon ne dir piu ‚ ma va :alims: non per»
der tempohoz vanne. lo fr: tanto voglio
toglie: tutto quelle di mio, che quelli)
”сайте ha portato qui. a
îaglovado. i
Sìfl'wl'lo талию viguecioclrc egli non mi;
nuРите: di far uello,che haineux detto
da' dones fare ‘
Seenavll. напишешь. "
Of тщетны io fono Ней.
_ conod'adouero ‚ „от; снесены
щщутщщ demise io »met

“Ь. . " „C ,s no
AL т .Т О _
eeua mano a nella nouella ‚ audaua a гё
» fchio di non g i hauereio le io hauelïi tem
o da fermarmi, vdirei i bei rumori . ma
ifogna,­ch‘io trucchi,poi;che­ho i danari
2 ' infeno.Egli è vero,che ò melloin cala una
‹ gran rouina:ma a [la polla . Il vecchio mi
ha dato licenza,ch’io iacciail peggio,ch’.
io lo, 8c peggio poreua far allai,come at
. taccar fuoco 1n сайте non lîho fatto; Со
1 . те haurò dati i danari a Lorenzinoiio со:
. erò rollo, gß: tollo- la eoncierò. Non è
.~ dubbio', cherella nonmeci legiouani di
‚ сам: parmelo gia vedere „ты ladie
» fare, banco fare . и'1 - - I
in lSeenatvlll. Lauretta, Giulia,Simona.
­ v ~N0i liamo giouani da bene: ‘ne Пата
-r i .. ‚ женихе in quella сайте: cagion di
/ dr malesche ce ne cacciare fuori conïranta
t vv'rllaoia. 3 _ f 4o ‘ ‘ м
$i.Gran bene ei poreuare voi fare, трат:
femineevlci tene collo: ne ci metl'ë'te piede
inlin,ch’io viuz. ­' , м. "ï ч t
шимми тдйсага Giuletra la piu arrab
bia'ta 'vecchian corellaëella parçua. vu Dra
go,che lolliaffe fuoco per la bocca.- Ne ha
' fvolutb “сшил-фирн, iî _i ‚а д А -‚
. 61ц1-10т3югсёо laureandi@ noi-.llamo vc
collate: che cialcunô è миомы“ 8g
hacoiv'lafçiato [ple , l{i'agliacoza'go ci dill'e ‚
,t ¿che .douellîmo mettere in ordine «la cuci
g'- lrnß&laznl_lohì ffii г i И???) Евр

дачей: сатанеет!!! еще: танго:


¿ai? в' ч
"‘ ‚ . '9 E
„nm
. Q_V ‘A K T ‘ О. _
- ' 8E che Romina ateenridifapcrgll гита;
' dere apropoûto di che? . . ­ ,l 1 з ì
Giulßhe ne [o io è Vedicome beneèauiqe-`
nuto: che vogliamo hora piu faire if :done
andremo noiêchi ne dara aiuto? chev l`iiuo
-‚ поп пе.шо1е‚8:1‘а1кго ne [caccia .-.- .
1.ш.к1:о1'п1атоа quel buon vecchioche ci
i
cauò di Chielaßz preghiamlo,clieegli ci.
i mandi'cö vno de 11101 аИпе31а, ‚а eeioicxlie’l
non torniamo piu nelle mani delRuHiallD
Giul.Andiamo,doue vuoischï'o tiieguirò.;
`>Scena LX. Lucretioßimonaßefcatore,
­ 0 non veggol’huom da benefia _cui hd,
Ь comperatoikpefce; 8: риге е1- mi ve
. niua dietrozcheio Pho pregato.,` cheegli
¿- venga а cuocerld di [из mand: `¢:hf:`­qu<:lìî.
pefcarori fanno farei migliori Ьюёегаб ›
8: [auori- _delmondm perche 10. vegliD à?
che ‚Е parecchi vn дебит-е da gen drillan '
mo in ,guifa cheeutri cilh'amoinßîrioìge '
«nin a-.
ßïeonfolatione. Сегсо132111едтещё11щ;
ce deïvecchizôz ficomereldaa giouanj eea-,4'
_ gione di ‘far bellala pelledel ‚11110: 901121
vecchi di far buone gambe.. E; .cheeiglîa
ycro штатным“ coürlíèramenxéf
@_rcliell Рычажок: non hapmurofencßmi
„спеша . . El ii crede-.,cheilegiouani» fran
mie amorofe:cheiò glienïap dat@ gom.
“фи-„Е Реп: мамаш per farldvmire:
piu volentieri a cucinare.Ho detro difar
ŕli vederedue фиг-щипцами quellir
_.*wehißlintiebirimllniin „нит re...
1’.
*Ji-¿t . д " С
A 1 т o _
ne vede vna lola,l ancora egli- non {ринга .
Sijgli non fu ne farà mai ‚ la piu fuenturata
femina di manto viuo,di quello che fon’
io.Erforfe,cbe io gli ò dato in dote Шас
ci,come molte fanno? due mila bei ducati
d’oro, che non u’è Rato manco vn quat
tríno .
1uc.Che voce è чтимые odo P
залег: a uernarla un roba = ch’ei la go
четы: ene.
1uc.Q_tzelìa ¿la Simona mia тафты día»
colonna qui condottaßc a qual tempo?
“Орше belle gioiemgenri, 8: malïeritie
di calas che nu меха morir mia Zia , che
vagliono comelio di altretante.
hache ¿tra elle di читают . lo per
_ me non fo ноты: ilcofa .
Sa. Mifera me con quelìohuomo.
щемит рикш: con quella donna;
Sanenlotollinelmal onto per me.
“Невой! gallo furio ozvedi hoorn (infatti.
Inc. Bifo na che io faccia vn buonfanimo .
4clam: решив Símom di vederti in
quello poele. ‚
SìChi non vorebbe паевыми felo have
rebbe райкома foci fonoallìtodiifpete
luc. Chelparole fono qneßazche говном
dir que c parole; l 7а
Siehe vogliono
I. “Ё"ЁЁ‘М имеющимися?` l Y
пс; ne т. ""l' ` ’ .
дитяти-99;M59?! l?. се#è n'
чти. кга._ '_' .
albumi da. щипнет: calcaidislicmçnto
del то! \ _
Bußsimonandni сайта]: сна Eànmgw
nani di спица oistezelî'efono-»Lemaire«fairel
Наташе. к '_
Si.B’en=[oiœil' атомы Tagliacozzolo ma
ha contato.. :
шик: hauerci detre?
SLD: УМЫ; bei fatti .e I
luc. ’Fu Einganni e pereioeñesellemil'onœ
.täte Meine, come in. фронтовик тек
соаЫогсо lemenauafecozße тщета:
l _. bene leV niihailacßomnndue inlîno alla»
цветет: puo andare толщей: cgb'.fag
rz ur. «
“у tevoïneggre,ckdlenon¢rmn неё
ß'rc ванной 9‘ ­'
lugmen Simona 8c al'colraníackvdirai h
veri тантала vícendodi cala, ¿recauda?
защит! ricorda . f
Bene ila voikandaœpenßndbiläfàmlnì
,Pcñqieiìovecchimfeiofagem Штатив;
. mlhaurebbe dato vnofcudo'digueliiopeò
L 12e', volendoegli far bancliecn alle-inea»
,i потанцевать-311 m’ha desto. Vedi,come
в... è ico cmi шт preaczza-,cl'le mi деши—
_. guatodi ё pur colmo Me$`e`~
re фоне fonoleamorofe,eccomicolpclec'
Luc. Iogl'iriwia, togliti via, cheiononfvo»
ёж) piucherw ti агаты, рои. giuilpœ
Встал ui саднит-шашисты:
e,e vatene.. _ . l_ _ i»

s
f’ c д _ l Al ’r `'r о
r ' ‘Её‘тЬюаепЕпоН migliore, che lentille
naipefce hauete voi fpecieèle ben non ne
’ фашистов i mporta,che ve n’ho io. Vede
~ te quello Dentale, e farà vna manna. ß
Lucpi gratia pefcatore vanne con Dio. '
Pel." 'Da' ‘quelli pel'ci , a quei di Vinegia uoi
trouarete quella differenza , che vi parra
da quella giouanetta,che haurere appref
(o _quella попел: quella vecchia,_che'ha~
'M uitelafèi'ato in querpaludiilai ' ~ ~
he: 'Iatzil 4con la malhora , ehe'parolefon
‚Ъ я.» I ‚ ._ »‘ _­'

Non’m’­hauete voi detto, che haúete la


4 шт la moglie fin'vinegiaalaquale è vm
vecchia rancia , che vorrelle veder mille
мичмана ветошь-э i f _»
Aluc’le detto io quelle färfalu'gheì poile,
aliinóicu dei elfervbriaco-.~’ д 1 ' ­«~
MMthauetedeteofi: ве perfegno di cio
ella ha nome Madonna Simona .‘ Di ¿he
mäccennate voiëßc che ella è brutta, biz'
‚. ¿Saraße liizzofa, come v'na mona .' i=
Vedi quello, che tu ¿Lehe quella è la
«_smoglie mia. ~
замша minacciateanon gli fate di cenno;
' Ь“ che; hen „шло eonofciaro.chine in de
fito идиота beneïhoraio'ne fono cel
f- ica . ­Voi non Aui potete piu nafco'nde-rema
л— wi 'prometto di termini rollo dinanzi gli
f ” qcchi.Ven'ite in cafaßz Fate conto @i dar
mi la mia doc_eßc ciò che c’ê di mio. _
шаманом}: ю ho mai dette coli Fane- pa
l3 role,
QV Ä R" Т О. v
rolesclie Domenedio aleolfa; Vanne nio
via tu : che [ci venuto a'näetterdifcordià
`nellamia cafa. ­ « ­ ~ ">1» J ‘ ё
Pcf. Hora io intendo, vollra pollinvoi doue»
nate auifarmene rollo. « ‘w’
Luc. Pon giu il cello qui dentro l'ufcioä 86
va pe"fatti tuoi erv ruai fede. f ‘fi-J'
вытащит roche io bena-un meto .
маюсь поп mi lpezzar piu il capo di quel
- lo , che tu t’habbi Fatto, Ba 'va via сома
malhora . ч ~~ f ‘ j 'ï
Pel. [o vado : ma lal'iciareci ordine, che Исс—
“дедах
.llomifiarclo­
va con DioA­~
la morte
V» ti tolgajl
.i Dia

uolo m’ha соды: mandaro: «'clae Чип—{3516


ч ГЬацеш acconcia. Bling na,che-io»£accni
1 ogni mio podere di acche'rarlaßp. i:
r д Scena х. TagliacozzoJoi-enzino.' ~
'I 10 gli ho , 8c non ho: gli he напав! :’ 8:
l nonhauuti. ' y мы: -..› -A
lor Hoi-fu Tagliacozzo, lhai kfelieiïzatoa bai
.' fianza' . Se hai i danari., dammigli hofman?
' 8l non mi tener piu a dieta,ehe~quandó vi
" ua la vita d’un’liuo`mo,non lider* падаю:
Tag.Aiïe,che Батат i'kovoluro-la Банда
Lor.Et io Бп‘Ьогё ГЬо-йсёиибадт уймет :
ma homai incomincia a шиши П J
q ’rag Hor lafc'iando la baia,piii non Вставай
l dico dadouero.: uv ­ 1212:
Lor.Che eli’y tu da douero :che tu hai hauu'ri
idanariêè egli чего)» » А “И, if
› Tag.Non:io dico da douerofeliehoifämpre
Ъ »i uren
. A 'l' T 40
шита: che hora piu non burro .
1.0ь56п9дЬихшвп hai dunque hauuti.
Ta lo dicoda doucro , cheio poco fa bur~
1 . suon che habbia l'aauutoi danari .
Loinïu hai male a dar d`un pugnale-tante lia
­ з maler-ro padrone .
"пело-те cheiovi do di prigualeil io non
_ ‚изд-тоне ne ho cofa alcuna in шато.
loi-,Non mi ferifci tu burlandotrii,come tu
файл ‚гостю bifognomel qual tu mi vedi
Tag [o n n bui-lo piu adunque :ho burlato
i .infhorajo пс nilo uulla- . .i
Lor. Lafciami adunque vfcir della vita per
„мы r_ di ,q Kaella mi feria t e i
Tagliora весы danari. ‘ _ .
lor.5).'12aglîacozzo da benez'quelli fono pur
danari,p_or te ho la чти te lla lo крыша;
Ta g.C’èińi1mcglio : che Lauretta è qui: Bla
Её дамп,“ xiniaranno in borfar. ` « 'l 4
lor. Lauretta ditu il устою ЬеЕГшЗэ
‚ .lo dico il» verillimo. .
мы» Tagliacozzo mio,doue~ê'ella.>ŕärh’10
‹ - h_veggi'a. .
ъдлиппаещрег hauerla пассата uollrë
madre, io non voglio rimanere corale ali
пинцета: ma prima, cheio vi тет: dogue
ella б troui,fo решен di adatta: le cole.
диенов lo fe io potrò гони: quello indu
gio = pure io lon per feguire tutto il tuo
Parent' . . . . . e
_'rag.Veniremi dunque dietromhe io vi diro
come
.zo @nete
Y fare, „ _lm_
еду ‘А R т о.
в Lor €oniind'a, cheioiti feguoxl'rz per lroi a
feimio padrone. ' __ `
L Tag. Dunque venire,8'c latte amiol'enno .
‘_ Scena XI. Merenda folo.
Olo'rotche l'eruonoaltiui , (orion pa
ragone dell’hellera , cli: non puo
afcendcrefe ella non trom o muro,o albe
il ro da appoggiarli.$eio non mi appoggia#
ua al Peleatore mio padrone , ancora che
c_gli fia pouero huomo, mai io nonfleuaua
i capo di terra: onde che (ei-nendo .ihn ,
{omi-wa peleareß: peleando [помощи
la mia ventura . Dicono a~lcuni,che'.l mir
ь rouina;meh1 c' li drizzato in piè lo ti fa.
­ rò. male pen 'empire obligate di quelle»
Ё che dato m’haiï,„che ho prefoin .vna volcar
i » quello»,che mi puo ballare per non pe'ear
.i piuj-Io trouaroy vnaTafca piena мощах:
di ranno. m’èlïata.la.iïzrruna iauorcuole i
che non­ m’l'1a ved'uro alcuno. ‘Hora Шов
Ера: che iofappiagoucrnarmi, vogflioirbf
l avi'negia: Beqniuirrarrenermi con quei"
gentil’huomi­ni, „штампам gentil'-l
l huomo ancora-imode Видит di œrraadíá
_ Bari:farò.ilDorto;iliCorti шедших:
l Elluomorbirò cheiorfoiañhiniiamierq
mantia,eiLdiauolo.».. Einfubiœqmiìfaŕà.
deeçoiSignonlvki-.endada вшитыми;
bacini» la mano a. come hoggidifrŕäaao nii
funlìntœögclri nonfmidiràfsignoreáßavœ
ßrasignoúanommifazàainicœ r „i
» A l 'a `‹Г`:

сказ
. A' Ст!po
ScenaXII. T T ,ОMerenda,­
Me. H la ò fratello dal pefce? V
О 10 поп ho pefce: che non ne ha
- prelo pur'uno . .
(2.3m ò veduto iocio,the ti nalcödi dietro
Mer. lo dico,che la рати fortuna non m’ha
lafciato prender nulla lafcia,lalcia.
Crelefpetta alquanto , cheio voglio da te
vn conli lio . _ '
MenNon on Prete me Dottore io da darti
_ : conliglio: va a Padouafe' 'tu ne vuoißc la
fciami . ‚ _. » / ‘
`сге.1о поп ti' lafcio,ŕiiliiio,ehe nò me lo dai
_Mer.Per Diomhe cenchi briga.
CrefiDammi il çorifigli'o ,‚ c_he io ridimam
беты-8: vanne,doue vuoi.
Mer.Che Diauolo hai tu a far mecoèche non
i ti vidi mai. _
‘CrefChe importa? vfa cortelia. ' ’i
Mer. Cheronñglio vuoi tu 91
Qrclßuardamhe alcuno non ti oda.
Mer.Lafcia,ebc oda chili voglia,che n’ho io
a fare?di via. f
Creldei :-« Ma promettiini di non dir nulla
„ad alcuno . -
Menlo ti'prometto,ma dillo col mal’anno i
i€ref$appi,che
roba d'un ch’iohoconofco
attelo vno,ehe rubaua la
. Tidimandofe
‚. colui,cheroba,non da a me la parte mia ,
_1_ ­ fe io fono tenuto a dirlo a colui, che è 'ru
bato . ­
Mer@ _è_,s’egli' non te ne da parte .
~« `ï '~­ @ISS
‚ Q_¿V A R" T OI _
CielÍQiello
Menlo credotuo configlio
, che è сет non
vno'auocaro Ьцопо !
tel po-l
trebbe recar migliore.
Ci­e{.Adunque danne anco a me la partedtl
la tafca,c’hai prefaxhe io t’ho veduto pi
фал-13:81 conofco colui,di cui ella ê,8¿ со
те egli Fha pei-dura . f
Mer. Et io conofco chi l'ha trnua ra, Sedi cui
ella è:'& niuno è per hauerla .
CreLlo lo dirò adunque-,a cui rocca.
Menlo non conolco,che ella tocchi ad altri
che: me,` hauendola prefa nel mare con le
mie reti perche il mare ê commune.
¿Creí/inchïo adunque ci h'o a Far (оргией
i >`maire è commune . _
yMer.V’.ha-ia fate, quandovi ti voleßi gettat
а dentromaa di quel.ch’_e` prefo', hai ha fare
. щи} tuoi dauarircioè, quando compri rl
­ peice-,che ii porta. in piazza .
`Cr.Beu„e7!la,poi-ta« -anco quello in piazza .
Mer.Q_i_iello lo non lo voglio vendere, ma
«_ voglio infalarlo per rafa. . .
Своей вдШс'ЬцощоШе tu ряды pel'ce,eg­lí
¿_ è сую, perche»_e»nafce {атлета Гс tu pí
gli Tafclie,elle fono di colui. che le à per
__ dure,pche_le'1`afclie non nafcono nel mare
Mex-.Ci mancanoi Pefci Ialclil: ina' tunclie
non (ei pefçatogemonJofaiyma lo' {mbt
к Cre
ne(‚Та
io.Efevero,çhe fe ne
fciocco, lie puipi accocarla
lian тат};ame,l`
“i

Secome fono fatticoteßi pefcir ' ~ J


YMei-.Ce ne fono cli puifglormiqìntale èbiâ
e
w » и ~ 'r1 *r 0
сот! verdc,ral “теща: ш d'airrocń'
­ :flnrcïu non credereíîi р rauenrura, cheíi
prenda pefcc'pugnafu gli occhi, pefce f6'
I pnmufoßz poke rompenafoïma ш пе ро
«trciìi ben vpnentîere alcuno di coß farti ,
(enza аномалий di quindi gran pezza .
'Creí Guarda purexhe non prendeßi tu de’
‚г „гошресошксЪеё'е vfo a prender pefci lha
ni,o degli »iiroppiabrach
Mer Prends chf li vogliaimho prefo quello
Uff. Tu Thaurai prcfo anco per me: che ri
` conuerrà ранив meco; 0 поп :i partirai
ftnn'brigaV .
Mar. Conofcò benhora , che la roba fa i
huominí ротонд . In fino che io non go
Yhauuro nulla,hamrei prcfa la garra con со -
bimbe fece Orlàndo.Hora io non ofo di
. se .chc’1 баю Íìz mioptr non perder que«
lia :nica . Vn con Dio frareiio: che io non
voglio amccarmi reco , perche non {а
.- 'buom'per mè . v
' (remo fonomiglicr-di rein tuttii comi.
:Merlo la :ido vin :ueber-ncl como de i po]
rmnijonon fon тЫгоЪиотю: ш т’апт
- azi ИНЫМ voper-quc'ita via.
ЮгеЫЭег’Шо поп `#andrai {olozeheío miie
- 1 guiŕòfe bene»'and„ïl`|rnc»ll’infcrno,.
„Метраж -laíciamifqnqílo braccio..
‘ Creí. Deh lafcizmiîla Ta'fca. ' ’ ’ v_ .
„MenNon'ñrafcŕnafèäBl Га’Ьспе. -
«CreiNon portar v'iafßzñmeg'lío. `
l Merîvoirproueremo chi piu [apra :ifm-erh
O_V A R ‘I’ О.
Creflal'cia tu.. i.
Mer. Io -ti darò . .
CrefJo ti do.: .f ' '
SeenaX ш. Lauretta :Giuliaßfidom
Eh doue andrenionoi,eara lGiulia ,fc
D ne anco lquelFalrra vecchia ci in vo‘­
_luti riccuereëMifere подана íiamciaccib
"tedi .quaßedilL »
A(ìiul.‘l5.h Lauretta ё meglioclfer giouanì eac
dategli: vecchie мат . ` _
Далей caro Mellere , dapoiche habbiamo
trouaro in voi cari tà di _padreifiarecorte
le a mandarci con vna delle vollre barche
4a Vinegia,añineche non torniamo piu nel
' le mani тот. .
П Non ‘temete ñgliuolea che io non v’aban­
donerò'inlino,chenon torni nel уайт,
i che mi fece entrai-cia Chiela; ora atten~
_a do il Famiglia d’uu Pefcatoremhe mandai
l Штат apefcarc , 8c fe io non регате er
rore , io mi credo , che apunto ел; liano
amenduequegli,che fono 1a вымыт.
piu auanti.
S С Е N А XXIII'. all il
. Merenda,Crefpoiaurettaßiuliat
Оп mi lafcierai tu ancora? з ."~°. f
Cr" Non la partiraicu meco ancora’ '
ИегТц vuoi ch’io parta quello', @no gancio?
Creí Tu non vuoi partire quello, ch’io t'lio
veduto'pigliare? ` _ ‘i’ `
Vienboueui prender tu апсоп . ^
Згеп‘апго facolui', che cerca lafçalaguarr-f
. to
А .CL А: I #T О 1
to colui,che íale íopra il Hco.Ai1ch`io (о:
по Паш il ladro: ßcíe io íono Ram compa
gno nel rubaresperche non„vuoi,che in ci
шпат hellparcire? х i
эмемо r'iníegncrò„ ché non farai ne Puno
ra» nel'alrrosuaui impicca.
»CL Vicini ancor ru , cheI faremo vna belliíli
- ma forcasche яр graípodïiua non campe
: к «днищ Horíu io voglio farci vn bel par; l
Шалопай-пи alcunoqui winmx-'no э i
«Merlo debbo oonoícere imieiwicini . ‘
­Mer.Oue
Creí.Oueio
(laimitu?fermo.
L вг _ .

Creí Ti ío dirc,che íei dotto. (lai ru qui nel


la terra? 1
L1f_.odo,«¢h¢«meenden» di parole . Fie nti
lveglia; checi гигант а1ог01. ; ­ x
«Merlo Roi di Торга la ватине mi ammarci ­
‘Mireiaíeiiovvi íleßidizntro . »m .f `
— @febril/vi .porreíüanwílar (енота tu nö‘
i ci pattini «За-теле non me ne dai parte .
Mer.> Guarda , (chai buone ícarpe.; che ri (о
’ dire,c'hai preío vna mala ílrada.
líChe cóntendímentoè il voilro?
MenMeííere íiare il ben- venuro . .
Creí. Е caüui :mico voiiro э _ l
ILLE’. шпон fe colui che era andato agliiam@
г карпах-сие, che veniífe per quelle gio
-: к nani? ‘ ч ‘y . I -
СгсШо ci [опа МеП'ех íi.
lí. Perche non l'hai reco menate г y
{Эх—сыскав io fono Haro impedito «ä» eo»
"и?“
­' 5.-. I1.
щ

/
'n
_ Q v A к т о.
ПийсЬё vn giorno io voglio dar tanti tem
pioni a vn di седого, che.
i If.Che hai tu a far fisco?
i" (тестя-0110112.
Mer. Laleia direa mel
If.Taci turßz lafcia direa lui .
Mer.(.`ollui ha trouato vna Tal'cha ‚ done è
a. dentro la calletta ci’una di quelle giouani ;
8: nella сатана v’ha vn catenin d‘oro д 8e
certi paternollri di ambra.
пиления gli ha trouatidodato lia Dio .
Mer Brio dico,.che Pho prefo con la mia re
‘nag‚ te,& non Ню rrouato.
If.Taci vn poco ture tu fornifci di dire feguì
Mer.E egli ha trouato la сдаст.
СгеПо поп voglio
Го le тет direсатана,
­lca la lua altro [eaccioche
non,che el'
el
la polla venirein cognition@ di (по padre
8e di [на madre: che fe gli darà per contra
cambio quello,che valera altretanto.
Mer Et tu voleui pur hora la metà .
_ CreCIo la vorrò forfe ancora.
`;Mer. Anco il Nibbio vuole deipolcini , 8:
а fpell'o vi lafcia le penne.
ILSta vn poco cheto Pel'carore. In che modo
conofcerâ coifei il pad re,8e la madre.>
Mer.E|le debbono effet mutole , che non Ь
uellano,è vero vende ŕ`auolei`
Creí. Elle tacciono come Fanno le giovani
da bene : 85' tu fauelli», come fanno i mani
goldi pari tuoi. `
Мим: tu non гама; Ьцопоа guifani'unas
IlRuläano. D che
ATTO
’ che о parlando , 0 racendosil barrarriereê
íempre barrartiere .
Creí Hora io veggo,che ¿contender piu te- `
со è vn perder tempo. Voi farete Мешаю ‘
gran correíîa а Ear queilo beneficio. ‚
Меда vero figliuola quello,checofìui dice?
Lau.E veriíïimo Meíïere .
Mem ppunco; dimandarene loro, che effen-J \
do di caía [ua , è da credere,che m 1ro be
ne ne íiano ammaeftrare . f
CreLTacifuríannezche íe bene elle fono ро
uere,elle non íono però plebee .
Ií. Dammi quella taícha. l
Mer.Con quella condirione,che íe non v’hè
dentro cio,che coíìui (Песца mi rcndiate .
ILCoír farò? è Часа: illa Taícha Fígliuole г
мы: è Mellere . -
Mer. lo Но freíco , coíiei non l'ha апсога Ve
' durmßz dicc,che ê deíiä .
Laußg voi non ci псине dentro la ватта :A
8: nella caííecra,quanro coíiui ha detto, io
non voglio nulla.
цвести alquanto figliuola: 8c ru Merenda
аминов: pon meme al Башню.
Mer. Fare, che ella chiuda gli occhi» laíciate 3
‚ che io Vaccigli, come f1 fa а vno íparuiero,
vh с‘ё la call'` rra,il farro è ípediro . '
Ií.E qneíìa la caffetra э `
Lau. E apri rele, che lci rrouarere dentro vnl
fila di parernoßri d’ambra,con alcune cro
terrine d’oro.
Memigli è vero in татом.
11:
QV A RY T 02
ILE appunto,co me tn di,o folle quello , che
’ io llimo leguira,c’è altro P _
Lau.C’è vna catenina d’oro: allaqua'e è attac
cato vn curadenti pur d’oro , con due let
' tere,che lono vn СВ: vn I’. '
If. lodato lia Dio,veggo benemlie egli ancor
m’ama. _
Mer.Et a me vuol tanto piu male .
`_If.®ue nafceili ru figliuola?
Lanín Treuigi.
ПСЫ fu tuo padre, te ne ricordi Pr
LiLEi lichiamauufllidrirotma fu difauêturato
Me.Difauëturato farei Кофе perdelli la tal'cha
шт ben l’aiutera ancora.
Mem-lt medifaiut-zrà me. _
Ире! поте di tua madre hai alcuna menin-`
ria?
LaElla fu detta тамаде: fu dei Lomelini.`
ILO dolcillima выпила mia, io non mi pol'
Го piu tenere a tenerezza: ocariflima fi
­_~¢“
'.fil-P
­ gliuolmu fei pur coleicheio perder' nella
_ guerra а i veri fegni,che tu m’hai dato :85
io fono Indoro tuo padre, 8c la madre tua
_ è qui prello in cafa. Io non pollo fare che
io non ti abbraceißc baci. ’
I._au.Carilïìmo padre liate il ben ttonatofche
l’odor del langue me vi fa conolcer per
padroöl auanti,che io vi riconofcenî, gia
come padre vi amaua .
Mer. Pon mente,che quegli, chehauranno
perduto,trouerannoi 8c io che haurò trot
`nato perderò , che maladetti nano quegli
>D a. сист,
1A _'1' 'I' .O _l . '
_ eachi,che mi videro , e i corur, che prim
CeeLHora
non re glivogliam noiэ fare a broderro que! i
cauarono

peíce Taícha Merenda?


Mer.Alla buon’hora l: io non haurò in tutto
perduro,che egli non ê honeílo . _
lí.Coíi еды-пегая dapoi . Figlinola питон
badiamo piu qui : entriamo in caía a dar
queíìa allegrezza a tua madre.>
Creí. Andiamci noi ancora Merenda.
Мечты mala merenda ti рощ dar Domene-î
дюз íciagurato,che fu io,a non guardar
mi beîrdüncorno prima che io traheflî
fuori la rete dell’va ua. Mi vien voglia d’
impicarmi:íe i'o покрой? hauere il reíio
' io voglio almeno andarglx dietro .

АТТО омыто
SCENA i'RIMA.
fragliacozzo íolo .
., Erto ro m‘ho meile a vna impreía di
quali tà, che io remo di poterla con
durre a fine: & è quaíi impoílîbile addarar
la coía de i danari con la vecchia: 8: 'far
che medelimamenre ella íi contenri,che le Í
giouani le ílieno in caía: ercioche e mi bi
fogna fare, che quello, с ’è fiato , non íia
Raro,8zche quello,che mai non fume mai
farà,ne può mai eíTereña , 8c chealrreíi 1' o
dica quello,che io non -ho mai veduto, ne `
vdiro dire,ne powto vdir direme peníare
. a ‘ ne
QV 1 N т o». _
neinginar. Маа far чист fabrica 1_0 non
`pollo riufcirci [blo: è meßieroßhe ю no
ui de’ compagni che mi aiutino: 8a чист
faranno le mie íirocchie, frombolegiran
dole,noueller ze.chiacchiere,bugie,carote
Porrò adunque curzea ordinanza , e le di
fporrò nella guifa,che debbono Rare.
Scena Il. Simona,Tagliacozzo.
i NOU mi dite, ne promettere piu nulla
е › Maffei' Lucrezio: io voglio la mi:
doteîôc ciafcuno poi farà а [uo modo.
Tag: Ecco non bifognaua , che piu штата
giungere . ¿_
i. Si.Dcile voñre promeíleio ne fono huggi
‚ mai piena. pia non пе voglioio. _
Taŕ.Hoi‘fu,che ú comincia a far farri.Mírace
i miracoli,vh,vh, delle maggiori maraui- ’
glie, che foffero vedute mai_.
i Si. Chi è coßuische теша ш marauigliarfi
tanto .
TagDime ,che vencuraJa maggiore, la piu
я ßupenda, oime .
i SLE egli Tagliacozzœfi è, Tagliacozzo, che
‘l marauiglie Гопо queife? '
" Tag.$ono io Tagliacozzo , guardare Madon
na,che non prendeiìe vn granchio: che i0
I- non mi conofco da allegrezza .
Silo pcnfo,che :u fia diuçnuto pazzo. _ .
Tag.“ io полю Tagliacozzo,.bcati zum voi:
öz [e ionon ci fono, пни voi .
$i.Che ciancic dirai tu? _ _
- Тани miglior пшена, [e lo fon Tagliacoz
~ / D 3 zo,

_a5
А Т Т О a
года migliore, che vh,vh.
Si.Dilla,che ella ben mi biíogna.
TagDire voi a me prima,íe io só Tagliacozl i
Si.Che vuoi ru eífer diuenuroì'l'u ne íei í` .
Tag.Se io ci fono ,. volete voi altro,che’l ра- д
renrado,che io credcua,che Робе disfatta,
fara miglioreßc piu Бегающие altro fuífe
так? ~
Sila che guiías di íuí'o . ’ .
Tagliare prima buon viío , 8e íìare di buona
voglia . ' ` "
Si.Buon viío io.> ne ho ben cagione. i
Tag.Se non m’aícolrare con allegria, io non
vogliodirnulla .
Si.Se non con allegria, fvdirò almeno con ‘
_ patienzag. _ ` _ .
'Iagvoi im deñe i danari, è egli vero è
Si.D'iregli, 8c me ne pento . т i
Tag. Non ус ne penrire gia: che ей? íono :Cf
' creíciure due tanti.
Si.ln¢:heguiíav?'`
Tag Io andai a Trinigi per poiv girmene a»
quel Caiiellerro a сгона: Lorenzmo : ma
in piazza v’erano canne genti ‚ che ionon
íapeua oue volgermi, cerro a chi ha fretta r
e grande_1neommodo l-’hauere a caminar
per vna citta . _ =
`~ $i-.Segui quelloclaevuoi dire,
'Fagln fine mi солдат alíiume ahora ,_ _che
era parcito vna barca,e vn barcaiolo mi dif
íe,che egli aíuetraua due períone,che face
,une свищет: щшьоцша. eche il'nolo
О"? I 'N Ol
erafattorper'ò i n andaiiì m barcaß: che io
ui.’ad:|giaíï:v’andai ne vi trouai aleuno.N6
dicono mai il устрой fatti huomini.
,Si.'!u ne trouerzizůimhe dicono il vero.
пяти: ч’ега‘ип vecchio di вши buono ai'pe
:ma рге1Т011чиа1е mi puoû a federedl са
nine lo non faceua altro,ehe fofpi rare : 8;
domandandoñmome fi fa l’un l’al:ro il no
`~¿ mejo глотай di marauigliarmi , ch с egli.
folle сон pieno di maninconia i ma il vec
^ chio fofpirando ancora pruvforrenni diffe
che auuenura gli era vna grande ilciagura,
6i vdire quale. . '
SLChe uuoi tu,ch’io faccia dei fätti d’altrui
fauella di quello, che rocca а me .
Tagqxefio a noi rocca bene.
$i.Cornechi è colìui г
Tag.Voi uol ece intendere prima,che io dica.
Io' non diròalcr'o.
Si.Anzi fegui.
Tag.Adunque non m‘inrerrompere.
9 Si.Horfu io tacerò. ‚
I Tag-@ando 11 Ьиоп uecchio s’hebbe' prima
9
i. con un pannolino mol ro bene afciurri gli: '
oc chisegli incominciò а dire,che Питы)
d ella pafîàta guerra gli nenne rrouata una
una fanciulla , che haueua {шатко i 111013
8a Per pietà la prefe,e la puofe in caía dfun
fuo amico per inlino , che egli tornäfïeéî '
Firenze; doue gli conuen iua снеге percer
ti fuoi affari . Ec tornando di colli, порог
с11е ella quiui haueua rrouaro un [но fra'
. 4, (СНЫ
J
vATTO
tellotßfpercheei non haueua figliuoli,am ‚
bedue per figliuoli` íe al preíe „86 cheíu~
b'to elli mon carono Ёрш una barca per
uenire a quella Madonna di Chiogflia, per
andar poi non ín clolLn a trouare i padre
dell'uno,8z dell’alrra . Ma la fortuna con
traria trauolír li barca>~ eíli íi annegamno ‚
85ein ii гамм: hau: ndo íin qui detto da
capo tornò a piangere. lo азиата parte
~' feci uiíta di non conoíccr coluime le gio
uaniße credere,ch’e {спет annegati, per
illdurlo a dir meglio cio che io deíideraua
d’inrenclere. '
Sim.Di che fauella coíìui? _
‘Ia .Di Lorenzino raginno ilquale, come vi
` e che coloro, lo uoleuano indurre a ípo
íar quella {фондов , che io diceua ‚ о darle
la dore,eg ida catriuo di mandò chi coíiei l
folfeße inteío che ella era perduta dai íuoî
diííe , che egli ancora haueua perduta una
íoreladïn Нос сгбиохнс colei íua fore la era
Sí.Non hauena egli rima hauutoa far íeco? ‘
Tag.Madonna no: с с eíl'i lo prefere, :olio
eh’ei fu entro l'uício,& egli trouo da dire
che quella галопа era [ua íorella, 8c che
per moglie non la poreua prendere .
Si.Come cio uo rsílere:` cheio non habbi
тай alrr'i fig iuoli,che Lorenzíno?
Tag. lo Го io ancora: ma egli diíïe queíìo per x
uícir con honore di quello impaccio,cioè
_ di non la prendereßz darle la dore .
$1.3 uono non conuerrà ‚ che egli la íi tolga
' " In
Q_„V I N 'î O . ч
in cafaßc le dia marino ne piu ne meno?
та .Ма1 по uditeil uccchio l’ha creduto, 8c
_ lla fato cana didono di tuttoil [uo a 1.0
renzino 8c allagiouane . Bilogna тост:
tegniate eolici in cafa,& che la еще a Lo
renzino copertamenre mûno , che il nec
chio 11 1по1а:е tutta la roba fara nollrasche
dee arriuare a piu di due mila oltre mila
feudi.
Si.Hora t’intendo ma , done ê Lorenzino 8c
д cotelte giouane P
Tag. La giouane è una di quelle che era qui
in cala s che io credeua che folïero femme
del marito uoílro ,8c elli annegati.
3111511: piu non ci fono,che relie hollecaccia
te,ßimando,chc elle folleto quello,che 1li .
maui tu ancora, ma doue è Lorenzinœ
Tag.O Diauolo aiutaci tu „8: doue 11 :roue
ranno elleaegli m’haueua mandato innâzi,
А perch’io vi venifli diccndo,che douelle di
I ч te voi altreíi,che nella guerra haueuate per
duta vna figliuola percioche vi ci viene
ancora colui¿che la tolfe per ligliuola a
31.10 поп fo quello,ch’io mfhabbia a ditemi
ne hauendo perdura alcuna.
Tag.Puo egli eifere, che non faprete dire 64
liuolz mia come io ti perdei ‚ tu (ei pur
ситец lafciate quella bella ventura: 8:
tanto iu che Lorenzino per dar colore
alla co a , diede 1 cinquanta feudi alla gio-Í
‚шпаг; ogni cofa tornerà in caía.
Snelle bifognauaßhe egh'rl): delle i cinquant;
l S la
"E
\ К

A T ’F О
:a гепатитов a lui rucro ilñxo a
таят/с Pho detto. Per colori: la nouella ger x
race alla fanciulla le braccia al collo , 8de
genade qualche lagrimemmô fai ebe male
Si. Piacemi ‚ ma come li croueranno quelle
‘ garzone.> » . `
ng,1'rouerolle ю. Intanto fare ap parecchia
re vna buonacena,accioche paia,che le vof
gliate honoraire. i
ищем пб manchera, che M.I.uererio ha»
uea р: oueduro di peíee,ma dimmi vn poco
in che modo’ erano elle venute qui in caía!l
ïag. Non lo hauete voi inceío?rmolra,che fu: p
la barca,annegandofí gli Ладен: per pie~ `
tà- di Dioíi íaluarono r 8a peruenute qui,ilA
vecchio voíiro marito per opera di carità `
le riceuè in caía. ì
Silo di vero,che quando ю 1е eacciai fuori,` l
' elle dieeuano non lo che di barca,& di rot
to in mare . `
’Iagjo non direi; menzogna».
Sàtva dunque . 8c rrouale, 8e conducile qui:
che io fra quello mezo lo diròa мишке-
~ tioiôc atienderò a quanto biíogna .
agJo verrò rollo. infine l’ho pure impêna
сада шепни di guadagna: шпаг: le á» fat
to cre r turtoJ-lora bííogna,che io troni
le giomnißz vno che dica,che elfo Шти
la tolte per íigliuole di anima.Bë trouerò
МВ: loro,e farò che llaíer lamadre por»
mulstwëëœmívrvrs Шииты
.‚ ' l
..._-,__
erNro.
Scena lll. Hoñiere-foloì
Velle due difauenrure,che io ò hama
to in cöpagnia'dcl Secam cioè quel
la del mareßc quella della ( hiefasm’hâ.no
del tutto fatto chiaro,che nel mondo non
с111 puo viuere lenza affanni . Io per pro
cacciarmi di viuere [empre (enza moleûia.
non mi [ono curato di mutar fedeJegge' ‚
4 ...uw._
amici,e тетею ‚ Scaccompagnarmi coni
quelli,a iquali la [orte ё buonazöc con tut- `
to cio non ò' potuto fuggire che io non va
' y1ì“l-1al'obiatpereio'claei faltidi fono,come ­le'
Eloggiaschc l'e ben gli huomini vanno per
ñtada pe fatti loro, & поп er Ещё-1111111,
ruttauia e 11 bagnal о . „ Coli nnoi fallidì i
che [empre piouonorůe chi vuole liaueme\~`
шепоте á piu . Pero e gli bifogna pigliar
le cole del mondo,come elle vengono s 8C
„имен—l.да» accofìarlì (empre al meglio.ll‘ Secco non è ‘ `
per hauermi piu fccn:procurqrò di miglio
ri amici. Del rello faccia la fortuna quel,
che ella puo,ogn­i modo non è condition:
d’huomo.che non habbiade’ muaglàe al
la fine dobbíam tutti morireß: chi manco
ha da lafciare. manco ha da дыня.
Зета lll!` líidoroßrefpo.v `
‚ TVtri beni certo vengono da Diomiß
que|,che manda con le fue maniд fu
no maggiori de gli altri,perche elliy vengo
lo,quando l'huomo non vi ci enfaf.Ecco
come hora fuor d’ogni mia a pettatione
¿i чешка lil mia figliuola. Tu moglie forni
f ' - в e ai ‘
/
A 'l' T O i
» fci ho gimai di ñrugerla , Bz di baíciarla,
che :i на Ьсп tempolgr tu Creípo va по
ua quello run padroneßz menalo qui: che
poíeia cheeflì ramo íi amano, voglio che
» liano так-510,85 moglie.
Creí. lo vado:8e rollo lo menero.
lßDigli,come è auuenuto quella coía di h2
uer trouaca la mia figliuola.
creßpirò.
Il'.> Et che egli laíci Ваге ogni cofa.
стишка. v l _ ‚_
y ICE: che­ io íon côrêto di dargliela p moglie
Creí. Dírò. _, `
1f.Ma va :olio correndo .
СГССЕ Ьеп hontß'o. So (he i0 hau; ò da ре.
/ mhare vn pezzo a попа:- Lorenzino: che è
diñîcil coía a_trouare vno_amadore,quan­
do egli ha perdutal’amoroía .i _
lí.Fia meglio, che io yada a caía di Lucretia
per ragionar íeco di quelio parenrado,chc
io voglio fare di mia figliuola con Loren
zino íuo figliuolo: benche eííendoíi i gio
uani iníîeme promeílîmon íì puo fare altra
mente.V0rrei trouare ancora colui,di cui
è la Iaícha,per dargliela. Egli è vn rriíio ,
e merita ogni male a fareil meliiero,ch’ei
fa: ma io non voglio pero rimaner di fare
l’uñicio,chc Б conuiene a vn mio pari.
Scena
O giuro V. eMerenda
a Dio folonon
a fanti , che . ‘ mi . ri-
‚ i
Y lìiruendotla Taíçha,ch’io ho почка fe
mi trovate yxuo di qui a due here, ula vof
‘ "` ' g 10
r
QV I N T O. _
lio donarui la mia vita.voi fingere divo
er ritornarla a colui di chi ella è 85 vole~
rene far nozzeßz mari rar giouani . Fate cio
н del volìio ‚ Sz non del mio.Et prego Do
menedio che [e in' quella Tafcha u’è oro,
o argento,turto diuenga cenare,&lpenti
carboni:ma l'appiate,che a tutto mio po-v
dere non ve 1:1 goderete ne anco voi : che
io attaccherò {oprai muri di tutte le cafe
vna ferita con lettere lunghi Hime, lag ual
dira che chia perduto inmare vna Talrcha
f con theíoro den подвига da Merêda,che
еще infegn'crà con ognipoco di guada
gnetolo larò bene il Signore,come io ha
neuadiuifatozche venga la ghiandaia a chi
non Fha lo voglio andar gridando per tut
ta Chioggia. chi ha perduta nelmare vna
Tafcha con Danari P chi` l’ha perduta? 8c
trouato ch’io habbia il padrone voglia
all’hora impiccarmi fubito fubito .
Scena VI. Il Secco folo. \
0 mido a credere, che non Il troui al
cuno, che tanto Гарри del (uo millie
ro,che non gli manchi qualche punto , 8:
che по v’hab`l>ia,chi {appia piu di lui;Cofi
«io'cheda pr. m’anni ful allcuato nelle feo
le de’ mariuolñde’ barrattieri, 8a truffato
ri,mi fono lafciató co liere a un famiglia.
Ma chi haurebbe pen ato,clie l’haller get-~
tato g'iu altari (bencheio non ne fu io) 8c
Sami, foil'e'ßaìo cagione di farmi auenire
vn coli fattoinfortuniga che pon? elle:
ï ' 0!
..< <

le
A Т Т О
[оценю ­vino colui, che' ha íollemto que
ilo tomore nel mondorche {рено chi non
ha colpa porta la pena a come e auenu to a
me ilquale non vidi mai libro ne carta di
lutherano alcuno, Bt ò laíciate correre le
monete íecondo l’uíanza. Et bene nfè íu
to inueílito , che io non íono по in mano
de preti che non ne víciua mai con la pel
le . Ma quell’hoiìe è itato pure il buono
amico,che [enza dir parola, rollo che egli
vide que maluagi huomini corrermi adof
fo,íe ne vícì fuori della miíchia. A meal
tra íperanza non rimane, fuori che trouar
lotenzinoxhe io ío,che egli Erfhora dee
hauer hauuto la giouane:8c con buone pa
role pregarlo a darmi i'cinquanta ducati ,
che m’auanzanes acciò chüo роба ritor
narmi a caía. Et íe dirà cheio l’habbia of
feio,io ne incolpex ò del tutto Tholìierea
Ad ogni modo tra noi dura folamente l’
amicitia infino a tanto che ci va bene , Bt
come la fortuna li muta , piu inñeme non
с
ci conoíciamo . Ora vado a vedere, íeìo
trouo Lorenzino : ma piacelfe a chi puo ,i
che coli rroualîi la Taícha,come trouerò lui
Scena VII. Lorenzinoßrefpo.
DI gratia tornaa taccon rarlomi da ca
‘ o:è egli vero,che ui ña la mia Lau
retta, che ella тез ' trouato fue
padre?
CrefCoßê.
ум; the quei пешим ella mi dicea ‚ di
+«›
l
_ Щ)? I N T о,
Y cio fonoflarieagione?
'Erel.veriflîmo.. „
‚ Lor.ßened'erto fia colui', che peel'e quella ‘Fai
ii (еще: ruche ne [ci llano cagione .
ff .CreiCag-ionc. '»
i.` нерв: fuo padre la mi vuolldar pér moglie?ì
` Creí> Per moglie. ` / _
Волки) vorrei poterie Напоив rrouaif'miïalii»`
.a braciatocon енола: „Credi tu, сидит
Ha contento> e» `
_ СгеГ.Сотепю. _ ‚ _'
Lor. Non щит noi anparfaire-vollmdnl.p
Creßvolando. ’ '
Lonmchi debboprimatoccarla mano, ад
l vecchie». _
Ь CrefAl-vecchio. ­ “_”
10120- è meglio,cli?iola.coeclii alla тестю
CreLAlla vecchia . _ ' ‚ х ._
под?! dimando,qualeèmeg_lio г ‚ j д
CreLIl meglio. c g a," "
Creí. Labaia.
‚Дол-‚Ты vuoi la' baia; ` '‘

lorHorfuandiamorcheie cennincí'erò*dala
la ` rima,clic> nai verra incontra. '
lere .Qießo è cpfa di grandcimpornnlaiql
Andiamcì pur rollo.
Затащи, "liîa'gliacoazofolb». .
он: lono iti сонат . ’El (отписки:
fubito che понизим intefolai
mroua che la Laurettahaiœouato {Брить .. t
che elfo _èriêco-huomo», 8c vogliele dan'.­`
an тётщшэшщыштчть Sie
' шиш
ч А 'l' 'I'
inuiato verío la cßíi del vecchio , 8: Cre
' [po ne lo accompagna . Voglio irmeneio
апсога; 8g iníino , che mi venga trouata
~ ualche nouella di conciarla con la vec
с ia d’intorno al Patto de i danaiii д те не
fiato nel paradiío della cucina.
Scena IX Lucretio folo.
Cco come vanno le coíe del mondo Ã
Io ho trouato il mio ñgliuoloJíido
ro la ligliuolaßt la moglie mia nell’inten­
dere di coli buona nouella tutta coníolata
kn’èitaacaía d’Iíidoro, 8ctuttiíaremo
in мы vero,che c’è d’acconciare la bur
la de’ danari , che le ha fatto Tagliacozzo :
ma ageuolmente В adatterá . Et da che io
non lo veggio , voglio andate io ancora а
саГа d’Iíidoro . i
i, 'i I() ScenaX.
íentito laTagliacozzo .
vecchia veniríenepro- i
uerbiando per gli horti , con dire,
che ella non vuole,'che piu le entri in caía:
ma i nouizzi acqueteranno il tutto . Et io
non cambierei Yeller mio di чист íera
сои quello del Soldano .di Babilonia, ma
ecco веселы íono que due,che uengono
n di coßiëgliconoíco a Puno è il Кайма,
f
8c Paltro il Peícarore, che ha trouato la ’Ia
ícha. Peoío, che vengano per far íela dare
al uecchio r ma non faranno nulla i che io
uoglio con le mie artl- Ear tanto, che ella
:man aa отд: uogh'o farm stufato Mei
МВ me ‚
э. "a ‚4 sgg.
QV. l N 'l' A .`
Scena X1.. Merenda Secco.
Di fratellinoxome è il tuo nome .a
ll Secco a piaceri tuoi.
l Menlo Secco da bene voglio crederti tutto
l . quello , che tu di, che tu В} llato a p_cri
colo di anegartißc pol'cia di effet cacciato
in prigione. Di quello io non ci ho che
Бакелит che a i [eguali che dato m’hai la
i Tafchaè tua s giura pure per facramento ,
i che le io t'infegno colui, che l’ha,tu mida
ъ rai,quan to m’hai promello.
. Sec.Se tu hai Santi o altri топом te ne fa
rò mille de’ fagramcnti. _
i Mei-.Giura pure [opta l’anima,8c Горн il cor
х po tuo. `
l Sec. Se io non ti do, che. _ _
Mer.Lal'cia liar di giurarexhenon mi fido in
iuramento de pari tuoi. Di alla fede dr
eale huomo .
Secrnlla fede di. ` д ,
Mer.Peggio:pcrche la lealta non Ша соп_ p
._ ri tuoi.Pía meglio,che tut'roui,chi mi fac
-Í cia la licurtá 8e prometta per te.
SeaQyj fratello io no_n conofco anima nina:
MerHorfu voglio pormi alrifco di lidarmi
nella tua promefla, ma tifo certo,che feux
mi belli non vfcir di Chioggia con la uita.
Sec.Son contento,chc mi tagli in pezzi,feio
manco di mia fede: oime mancare io? cre
derci di gir viuo viuo in bocca di Lucife
ro. Non ti dubitare. ~ ._
Mer.H_o'rfu dunque:_afpetta qui fuorísche io
tr
ATTQî a.,

'i' metterò Ищете della Taícha. '


выложите ’Iaícha íij'tu benedett
` volte, quando iotivedrò: лещ
_ níi coñui di hauer coía alcuna s íe beuc1`
ист fatto quanti giuri.,& шашни 'i
Мопс fare in mille anniœgli è da ícioc
со ottenere cio n minette. t i
Scena XII. отеке Secco .’
_ ‚ Ф inteío,che‘l Secco è Rato slegato ‚
' Sclaíciato andare , 8: che è piu,che
:gli ha trouata la Taícha onde io mi fono
ntornato:perche quella Taícha ha dentro
canto di buono, . che potremo íguazzare
ancora qualche giornolìccolo apритме
biíogna,che io muti linguaggio.
Sec.Che voceè quel-la, che m‘è venuta a gli
- , orecclßmI ’
Войди line gli huomini fanno per gli huo­‘
-minilßz chi non ha de gli amicimon à nul
Ь al mondosßz chi ve ne a,ha tuttele coíe.
.SecQueRQ è l’Hofiiere mio amico , che mi
laíciò tra le forbici. к
`BoitNe íolameute fa dimeûieroche ”шо
то habbia de gli amicisma bifogna ‚ che
quelli amici äano vecchirche inuoui íono
come la nuoua moneta,che [empre è men
‘ íecura dell‘altra.
Sec.Voi ve ne анфас voi ‚ 8: me lafciaíie fra
la turba Iudeotum .
Ной. Ben ío io i che'vi burlate íempre ccŕi
nel tem po íereno,come alla pioggia ma io
íempre detto, che la ventura non abando
› na
__ Q V l.’ ‘ N 'L' O.
штат i buoni compagni come voi-fete.
lo non mi [ono hoggi fer-matos 83 [ouai
tutto [udato per cercare .
Sec.Che fudatosßr che cercare .>
Hoff. Come io inten, che erauate Наго iciolä
tosio non cell'ai di gir cercando ua ‚ в: la
della voiira Talcha,tauto che ini udetto,
che vno Phaueua trouataßr che тиши
‘ ma di che ne ridete voi? ‘ ' .
Sec.Ridomi ,che voi mi famigliare vn cane ~
d’un»fabro. .'
Holllo fono per certo,co me vncane,clàe ic»
mai nón abandono coloro, ai quali porto
amore .
Sec.ll can del fabro è` di tal natura che lo Bre
pito di martelli non gli rompe in [споют
соте egli fente faltar via la crolla a un pa»v `
ne,fubito faltairr piedi . СОЕ late voi ché
inñno, che io fui nel-rumore , dormiuaize`
come un’añno, ma quando hauete fentiao
А vn poco di fuono della Tafelim fulaitcr'hlè¢
f uete aperto gli occhi .. `
Hofl.$appiaœ,che io-fcappai per poter veràI _
nire a foceorrerui . шасть s oi ancora _
з hauuta ?- Selfhauete,andiamcenc, 8e nom
Шато piu in quella. terra-dalle difauen»
ture..
Sec.Reputo hauerla, ma с’ё vn poco d’intri­`
соде quello ¿che colui, che lami ha inleg
gnam-,ne vorrebbe la metà .` ‘
Ной.$е temete,che io vi lafci,non mi conoè
geen: nontemeac , no, che io:u’accompa§
‘ . г gm?
'' 'A T 'I' 0
gnerei per íníino íotto alla forca.` ' `
Sec.'facete farebbe egli queíioè i
S С Е N A XlII.
Tagliacozzoßecco,Hoítiere, Malpen Га.
E bene egli è Riiflìano,ghiottone,truf­
S fatore, 8c тал-{пошли voglio miga
io eífer di que liche lo amazzi .
Holìßocio que o non è [uonodi Taícha .
$ec.Certo egli è vn malíuono . —
:.Iag. Egli íempre ha rubato, ha vendutol ar
’zone,fatto ogni male,onde e meritare be `
eíi'ere appiceato 8e peggio: ma i oglio la- i
[ciar fare il íuo vflici o al boia; non „одно;
impacciarmene. f ~
Holt.Socio ella fr [carica Кирка noi.
Seclo me ne ho lauate le mani. ‚ `
нокаута dee ellere cena fatta col Diauo-i
‘ lo,io per niente non me vi voglio trouare
>Seoœeíìo non è quello,che diceuate poco
ИОНЫ: queiìo è il tempo, che era poco fa .
Зимой vi volgete tolto . . 'f
Boitsecondomhe io ci íono ípinto .
.Secßhiariamci prima­ . `
Пойдете che non intgrbidiamò piu Гас. p
qua . il
Ing. lo fo ‚ che queíto pouero del Secco ha l
da Rar freíco: maíe io non li oíïo dare ‘
- aiuto : almeno gli farò него neício , ‘
che le mie mani non vi adopereremo .
Hoßâocio io mi fono chiari to.Vadam¢ne.
559599115 Ринг:ц306102 Нод
i
x. .,
V I N Т о;
Ноша non fono de gl’inuitati. _ _
SecE meglio,chei parli a coilui . O Taglia:`
cozzo,io t’ho fentito nominarmí, clic e`e
fratello? / ‚
Tag О pouero huonio , fuggi prima,che tu
midimandi di cola alcuna fa, come ho (at
to io; che per non vi eifere, io mi (on {01
to iuora . . '
Sec. Perche debbioio fuggire э
Tag.b giouanc ha trouato fuo padre.'
зады quello ne riceuo piacere
Tag.Ella grida vendetta, milcricordia , гс la
croceadoflo di te . `
ec. Diami la mia Tafcha : dei rciìo faccia
еПа a ' `
гид. La Тати“ ti fara recata Торга le punte
delle,_fpade,a_mano a mano cugini, erma
~~ni,cogna,ti,nipoti,8c tanta gente.: е guai
a te . ‘
Scc.Se elli vorrano al'coltarmi,intendcranno
§ che io fonoinnoccnte , perche io non hoV
i rubato la iouane,ma стопам ‚
1.5.5: vna ola cola non t'aiiita,tu fe morto.
$¢c.Tagliacozzo tu fai, сто ti (on Rato-fem
¿pre amico. _ _ _ .
ng. Ret quello ti voglio infegnare vn par»
eito,che ti faluera . '
Sec Infegnamelo rollo.
пал/одно che ma doue va colui con tanta
fretta г a
лама vadoa {uonar le campane a martello:
che coilui quella Баса non ci el'ca di mano
Tag.
A T T -O _ .
‘Iagŕcco che elli ti vogliono'fare i mpicca
_ re.Io non vo ваг piu reco; che non таи-1
- ueni Пе d’efî`ere~io ancora de’ tuoi: fuggi.
Sec, In fegoami la via licurasche i0 tene 'pre
go' . .­ . . .
Tag. Non mi venir dietro, piglia quella Шаг;
da ne mi íegiute. che elli vengono per du
ua. ' l
l'Seglo ti dimand'o h vita in dono, oime doi
ue fuggirö'ioëanderò per di qua,doue mi
uidei ala ventura . l
See/na ХПП. Merenda , llidoro. l
Arelie voi fatto meglio a teneruiï
Н quella ventura che Domeneüioui
`lianeua mandato tra le mani, che a laíciar
,-uela сон poco íauiamente vícir di caía._ ‘
IlÍQiieLche non è honeíìomon íi dee tener
M erHauendola trouata i o nel mare, non era
honeßo che io la роШ deñi.
ILE piu honelìo,che íe l’habbia colui, di cu`
ella'è.
Mense niuno non lo íapeua .
v1Ií.Baílami il teiiimonio della conícienza, 81
- -tu non mi'rompër piu la tellapue ê coll
dicui tudi,ch'e è la Taícha? i
т j $‘-С`Е N"A XV. .
' ’.,rafglr'grozzo,Malpenía,Mi-remiaJíidoro.`
' lío dire,che egli l’ha da d_ouero. `
Mal4 Ei s‘ê'poilo'a correre , che par chi`
habbia dietro ilboia,c_he lo'fruíii.
TagNoi guadagnerer'no pur la Taícha .
Mal.Taci,ch'e io veggo il vecchioßc Merfni
da. д ‘ Tag.
ч—к’.
l

Q_Y I_N r. с:
’l'a .A puntog
Maflïeliiai 'vo сна q uit'
рельса? ' oran`
Taglo fon,com¢ la molaìche ellendo mofa
vaa torno anco da lua polla . Io la farei al
тает-о delle nouelle.
IÃIO crcdo,che ш mi belli' , fe la Tafeln fad'c
(идей поп lï farebbe partito .
TagJo d_o dentro colui, di chi era la Tafcha,
чётно: 8c noidue ne name НМ Ь:
te i .
MenHerede vero ne fono io? ` х
Tag.0ue è il telìamen to?
Mer.Et tu,che ragion ue ne hai г '
I LLa Tafclia non è di niun di voi..
_TagBen detto,ma la farà mia .
MerJlnzi pur mia.
ЦЕН: -larà di colui di c'bi ella ë .
Tag. Padrone egli Fha lafciata a me l
IlÍQuando P `
'Iagqiando elli via lo тешим.
lf. Doue г » i'. “
TagDoue fa Malpenl'a .
ILChi ha menaro сайт via? «`
Mal.Piu di cento huomini'.
Tag. Et piu di dugento.
If.Chi erano quelli ._ î"
Tagißirri venuti _da Vinegi'aßt` ренты lo
meninoa impiccate, о a fare in qua-tti .
Mer. Piaccmi,che la Tafcha farà tutta mia .
Tag.Anzi mia.perc_he come egli fu prefo, ei
mi chiamò , 85 dille fratelli: io ne ho fatto
посеют a quello corpo conueia morire :
‚ Può
«e
’ . _ A~ " T T О
peròvìraccomando la 'mia anima; pregi .
t'e lDio per lei i Bt Partiteui quella 'l'aícln`
8c fatene quel,che vi pare.
ILCh'e haegli fatto coíiui .
l'I'ag.{.l»\rlîi,rilbati altari,amazzati pretißrop
piati frati,vergogn_ate femine,rubate до:
uani,aí_laflinamenti , homicidiji 8: ogni
ma e . -
` Ií.Che [грешно coíioro,ch’ei qua folle?
Tag. L’hanno hauuto per iípia .
“Нот: in 'fine gliè auenuto quello, ch’au«`
' uiene ai triíii Della Taícha voglio, che vi
contentiate , che io ne facci quanto m
i parel

Mal lo íon contento, pur che io habbialì


\ ' mia meta . ’ i
та .lit io pur che mi laíciate partirla con с‹
ui . '
Merli mi ancora, ur che non laíciate tocca
‘nulla ad alcun loro . '
lí.A.c<;uetateui: öz venitemi dietro; che it
vc- Krlio, che ella da buo'ni compagni fi pal
­ ta ri.. tuttatre . _ -
Mer.S_ia con la malhora. ’ . ' i
3431811. , ` i
Iagspettatori non aípettaсыне noi partii`
mola TaíchaMa íe volete farci cofa rati
mettetevi a ridar fortesacciothe тёщи
fiano torna e, credendo, che voi Бате gl
armati,non ritorni a fuggiríene тат
A Dio. `
и: „на «
Ã"

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