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Capitolo VI: Gli anni dal 1815 al 1848

Per Restaurazione si intende il periodo storico che va dal 1815 con il


Congresso di Vienna fino al 1848 con la fine dei moti rivoluzionari.

RESTAURAZIONE: “Ritorno al passato”, cioè all’Ancien régime,infatti:

- C’è un ritorno delle monarchie restaurate dopo la caduta di Napoleone;


- Furono mantenuti il nuovo sistema amministrativo ed i nuovi codici;
- Furono legittimati gli acquisti di beni ecclesiastici e feudali avvenuti
durante il periodo della Rivoluzione Francese.

Nonostante tutto questo, la Restaurazione fallì nel suo compito


fondamentale e cioè nell’attuazione di una giusta conciliazione del
passato con il presente, perché disconobbe le nuove esigenze ideali
della libertà,della democrazia e della nazionalità. Ci furono due fasi
importanti:
- Prima fase: durò fino al 1830;
- Seconda fase: a partire dalla rivoluzione di luglio, segnata dalla
progressiva affermazione del liberalismo all’interno degli stati europei.

Nel periodo della Restaurazione si elaborarono, da un lato i concetti di


Stato forte e di potenza, dall’altro quelli di libertà e di civiltà. Il
liberalismo e il socialismo , l’autoritarismo e il liberalismo, il
nazionalismo e il radicalismo-tutti i movimenti politici ed economici
sorsero durante la Restaurazione. Ma se la Restaurazione in alcuni
paesi assolve i compiti della ricostruzione e riuscì a comprimere le
vecchie forze che aspiravano a una controrivoluzione, disconobbe però
le nuove idee di libertà e di nazionalità.

Importante furono : i “Discorsi alla nazione tedesca” tenuti dal filosofo


tedesco Fichte a Berlino nel 1807-1808 costituiscono una delle opere
più originali della filosofia tedesca e rappresentano l’evoluzione in senso
nazionalistico della filosofia politica di Fichte. Il tema dei “Discorsi “ tale
da sconcertare e impensierire i francesi è l’Educazione.
Il filosofo sostiene che il mondo richiede un nuovo approccio
pedagogico al servizio della nazione per trasformare radicalmente la
mentalità e addirittura la struttura fisica delle persone.

Soltanto il popolo tedesco è in grado di promuovere la “nuova


educazione” in virtù del carattere fondamentale che lo caratterizza, vale
a dire la lingua, che non ha subito trasformazioni, a differenza di altri
popoli neolatini, ponendosi quindi come espressione della vita concreta
e della cultura dei popoli.

Mentre per francesi e italiani, per effetto dei mutamenti linguistici propri
della lingua neolatina, si è assistito alla frattura del popolo,lingua e
cultura, i Tedeschi sono gli unici a potersi considerare il “popolo per
eccellenza”. L’opera è da considerare patriottica e auspica l’avvento di
una nuova generazione di tedeschi. La Germania, patria del
luteranesimo e di Kant, risulta la nazione “eletta” a realizzare “
l’umanità fra gli uomini”.

Sul finire degli anni 40 ha inizio una nuova fase molto importante della
storia moderna, destinata ad essere ricordata ancora oggi come una
serie di rivolte e disordini. Questa fase, conosciuta con il nome di
Primavera dei popoli o come RIVOLUZIONE DEL ’48 trova le sue radici
in una serie di conflitti sociali, economici, istituzionali e politici generatisi
durante la Restaurazione e usciti allo scoperto durante gli anni Trenta.

La rivoluzione, propagandosi molto rapidamente, coinvolse la maggior


parte dell’Europa(restarono escluse solo la Russia e la Gran Bretagna) e
ancora oggi è simbolo di uno stravolgimento improvviso e radicale. I
moti del ’48 nonostante siano considerati come rivoluzioni indipendenti
l’una dall’altra, avevano comunque alcune cause comuni, strettamente
economiche:
- La durissima crisi economica;
- La caduta della domanda dei beni di consumo;
- L’aumento del tasso di disoccupazione.
Queste cause furono consequenziali, cioè: a causa della crisi, non
essendovi abbastanza prodotti alimentari non vi fu più domanda dei
beni; questa depressione portò all’aumento del numero dei disoccupati
e nemmeno i legami tra i diversi mercati europei riuscirono a risollevare
la situazione, anzi aiutarono il propagarsi della crisi e aggravarono le
sue conseguenze. Anche gli obiettivi che volevano essere raggiunti dalle
popolazioni coinvolte nei moti erano più o meno condivisi, nonostante le
differenze tra i paesi.

In Italia, in Germania e nell’impero asburgico, dove erano già presenti


aspirazioni nazionali,il popolo richiedeva libertà civile e politica e una
Costituzione, affinché si ottenesse una Democrazia. La particolarità di
queste agitazioni sta nel fatto che, per la prima volta nella storia i
protagonisti sono gli operai e i lavoratori più poveri della città,inoltre si
ha la Costituzione dei primi movimenti socialisti, volti a recepire a
coordinare la rivendicazione sociale della classe operaia. Ma durante la
rivoluzione il movimento perse la sua forza, la sua combattività a causa
della scissione tra radicali e moderati.

L’avvio del processo risorgimentale in Italia è caratterizzato da una


particolare tipologia di formazione politica: le SOCIETA’ SEGRETE: la
principale tra esse è la “CARBONERIA”( nata in Francia e portata in
Italia da militari francesi nel 1806, insieme a “LA GIOVINE ITALIANA”
fondata nel 1831 da Giuseppe Mazzini). Esse si proponevano di
aggregare tutte le forze democratiche nei vari Stati italiani attorno agli
ideali di libertà,eguaglianza e giustizia sociale per avviare l’espansione
del Regno del Piemonte con il Re Carlo Alberto.

Le due associazioni non contribuirono granché alla realizzazione degli


obiettivi proposti a causa proprio delle difficoltà incontrate. Ancor prima
dei moti francesi, le ondate rivoluzionarie scoppiarono in Sicilia, dove il
popolo costrinse Ferdinando II di Borbone a concedere una Carta
Costituzionale che prevedeva una maggiore indipendenza dell’Isola pur
restando parte integrante del Regno. La rivolta siciliana fu la prima a
scoppiare nel 1848.
Diffusasi la notizia dei moti siciliani, anche in altre zone d’Italia si estese
l’ondata rivoluzionaria: in Toscana Leopoldo II fu costretto alla fuga; il
Papa Pio IX fu privato del potere temporale e per paura fuggì da Roma
per rifugiarsi nella fortezza borbonica di Gaeta. Fu proclamata la
Repubblica Romana che durò solo cinque mesi ma divenne sede delle
idee democratiche di ispirazione mazziniana concedendo : -il suffragio
universale maschile e femminile; -l’abolizione della pena di morte; -la
libertà di culto.

Nel frattempo l’idea di una unità nazionale continuava a farsi strada fra
liberali e radicali, essi però pur condividendo la liberazione della
dominazione austriaca non concordavano sulla politica costituzionale da
realizzare e questo perché:
 I liberali volevano una Monarchia costituzionale;
 I radicali volevano una Repubblica.

A Torino il Re Carlo Alberto fu costretto a varare una nuova


costituzione, lo Stato Albertino, concedendo una limitata libertà di
stampa e una riforma parlamentare più incline alle tendenze liberali.
Spinto dalle forze democratiche e liberali dichiarò guerra all’Austria,
giustificandola come guerra nazionale.

Nonostante l’aiuto del Regno di Napoli e del Granducato di Toscana,


Carlo Alberto, fu sconfitto, ma da quel momento divenne il punto di
riferimento dei patrioti italiani. A Milano, giunta la notizia della rivolta
veneziana, scoppiò una contestazione passata alla storia come “LE
CINQUE GIORNATE DI MILANO” contro l’Impero Austriaco.

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