Sei sulla pagina 1di 3

Capitolo II: Sviluppo economico delle società industrializzate

Il bisogno incessante delle industrie di vendere i prodotti generò il problema


di allargare il mercato, furono così individuate due possibilità per farlo:

a) Adottare un’economia liberale basata sulla concorrenza fra aziende;


b) O applicare un’economia dirigista in cui lo Stato divenisse imprenditore
di se stesso.

Tutto questo allargamento del mercato però portò:

-alla nascita dei “dazi doganali” , imposta/tassa applicate alle dogane


quando le merci entrano in un paese dell’estero

- alla nascita del “Gold Standard” , un sistema di regolamentazione che


prevedeva un cambio per ogni Stato fra la propria ed il valore fisso
dell’oro, in particolare fra la sterlina e l’oncia d’oro –e questo perché ogni
Stato aveva e ha monete diverse con valute differenti.

Il sistema si basava su alcune buone regole che ogni Stato doveva


rispettare:

- Non si poteva stampare moneta superiore alle riserve d’oro possedute,


né se ne poteva importare dell’altro.

Questo sistema del “Gold Standard” rimase in vigore fino al 1944. Con la
conferenza di Bretton Woods, noto come accordi di Bretton Woods,
tenutasi dal 1 al 22 luglio 1944 furono rivestite le regole delle relazioni
commerciali e finanziarie tra i principali paesi industrializzati del mondo,
consistenti in una serie di accordi su regole e procedure per il controllo
della politica monetaria internazionale. I punti prevedevano:

- Creazione del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la costituzione


della Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo;
- Possibilità di accedere a prestiti erogati dal FMI per gli Stati in situazioni
di disavanzo ;
- Che tutte le valute dovessero essere convertibili in dollari;
- Che le banche centrali dovevano mantenere un cambio stabile con il
dollaro;
- Che la svalutazione fosse consentita solo dall’approvazione del FMI e
sotto sua sorveglianza.
Si trattava di un “Gold Exchange Standard” basato su un cambio fisso
tra le valute, tutte agganciate al dollaro, a sua volta agganciato all’oro.
Questo sistema resterà fino al 1970, quando a causa della guerra in
Vietnam e dell’enorme spesa pubblica per sostenerla il sistema entrerà
in crisi.

Il 15 agosto 1971, a Camp David, il presidente Usa, Richard Nixon,


annunciò la sospensione della convertibilità del dollaro in oro. Poi si
giungerà alla svalutazione ed infine nel febbraio 1973 si recide qualsiasi
legame tra dollaro e monete estere. Tutto ciò non compromette il ruolo
dell’FMI e della Banca mondiale.

Questo cambiamento fu portato a causa degli anni di conflitto della


Prima Guerra Mondiale, in quanto la guerra comportò un momento di
arretratezza rispetto al periodo della Belle époque(1885-1914).

Gli anni Venti furono caratterizzati da una moderata crescita economica


in tutti i paesi europei ed extraeuropei: la ricostruzione e la ripresa dei
rapporti commerciali ed economici contribuirono alla ripresa degli Stati,
finchè nel 1929 si assistette al crollo della borsa di Wall Street - diverse
furono le cause, ancora in fase di studio da parte degli economisti. La
crisi perdurò fino al 1933.

Un miglioramento si ebbe quando, nel 1933 , Roosevelt attua il “New


Deal”, programma di ripresa che abbandona il valore del dollaro in
relazione all’oro, il Gold standard , lasciò innanzitutto che il valore della
moneta fluttuasse e deflazionandosi vi fu una immissione di carta
stampata nettamente superiore agli anni precedenti. Ciò comportò
maggiore liquidità fruibile con il successivo incremento di valuta nelle
casse del Tesoro che riportandosi al cambio in oro garantì alle banche
un valore dei titoli di stato,vendibili in cambio di un credito reale senza
alcuna speculazione. Roosevelt intervenì anche sui settori industriali e
agricoli coinvolti nella crisi.

La ripresa dell’economia statunitense avviene solo dopo il secondo


conflitto mondiale grazie al programma di ricostruzione promosso dal
segretario americano che diede poi il nome al decreto, Piano Marshall,
con il quale gli Stati Uniti si garantirono un partner economico stabile ,
cioè l’Europa, a cui vendere i prodotti in eccesso, favorendo sia le
premesse per il successivo boom economico europeo e sia l’incremento
produttivo con la necessità sempre crescente di nuova manodopera.

L’età dell’oro o del welfare state è il periodo che va dal 1946 all’inizio
degli anni Settanta, fu caratterizzato da una crescente economia che
terminerà bruscamente nel 1937 con la crisi energetica: a causa della
guerra arabo-israeliana, il prezzo del petrolio aumentò molto e costrinse
ad una restrizione dei consumi che inficiò sul tenore di vita delle
persone e sulla produttività industriale.

Il 1970-1980 rappresentò la fine della crescita di alcuni Paesi . Gli anni


successivi saranno caratterizzati da una ripresa in quasi tutti gli Stati
grazie anche ai nuovi mezzi di comunicazione e di vendita, come
Internet, e importante fu anche la globalizzazione più forte ed
omogenea rispetto ad inizio secolo.

Potrebbero piacerti anche