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Classe: 2^A AFM Lanzo Martina 2021-2022

Radioattività e salute

INDICE:
1. Radioattività nella chimica
2. Salute a rischio
3. La medicina
4. Il fenomeno di Chernobyl

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Radioattività e salute

Radioattività nella chimica:


La radioattività è intesa come la capacità dei nuclei di alcune sostanze di
disintegrarsi spontaneamente emettendo radiazioni molto intense e trasformandosi
in nuclei di altri atomi più leggeri.

In questo fenomeno i raggi (o radiazioni) emesse possono essere di tre tipi:


o RADIAZIONI ALFA
Sono costituite da nuclei dell’atomo di elio. Se un elemento radioattivo
emette una particella ALFA, il suo nucleo si trasforma in quello di un elemento
avente un numero atomico diminuito di due unità e un numero di massa
diminuito di quattro unità.
Queste radiazioni sono poco penetranti, vengono arrestate da una lametta di
alluminio di 0,06 mm.
o PARTICELLA BETA
Viene emessa dal nucleo di un atomo che subisce una trasformazione nella
quale un protone del suo nucleo si trasforma in un neutrone. In questa
trasformazione vengono emesse anche un positrone ed un neutrino. Il nucleo
dell’atomo si trasforma in quello dell’elemento che ha un numero atomico
inferiore di una unità. L’emissione di una particella BETA è tipica della
reattività artificiale.

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o RAGGI GAMMA
Sono privi di carica elettrica e sono costituiti da delle radiazioni
elettromagnetiche di altissima frequenza. Hanno un elevato potere
penetrante e possono attraversare una lastra di piombo anche molto spessa.

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L’attività di una trasformazione radioattiva (attività A di una sorgente) è uguale al


prodotto del numero N di atomi radioattivi della stessa specie presenti nella
sorgente per la costante di decadimento di quella specie λ ----- A = N * λ

La costante A è una delle caratteristiche più importanti di un nuclide radioattivo; è


indipendente dalla pressione, dalla concentrazione, dall’età del campione in esame,
dalla temperatura e dallo stato di combinazione chimica. Il valore della costante di
decadimento è una grandezza presente in un certo nuclide: questo permette di
identificare certi campioni radioattivi attraverso la misura della loro costante di
decadimento.

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Salute a rischio:

Le radiazioni sono presenti ovunque. Nonostante la loro utilità, come in campo


medico, presentano dei rischi per la salute. Un’esposizione troppo elevata alle
radiazioni, alla radioattività o al radon rappresenta un rischio sia per l’essere umano,
sul posto di lavoro o nella vita privata, che per l’ambiente.
Le radiazioni ionizzanti possono danneggiare il DNA delle cellule e alterare
l’ambiente che le circonda. Da queste trasformazioni può prendere via il processo
che porta allo sviluppo di un tumore. Le radiazioni ionizzanti sono infatti un fattore
di rischio riconosciuto per l’insorgenza del cancro.
La sensibilità alle radiazioni varia da organo a organo. Il midollo osseo e
la tiroide sono quelli maggiormente soggetti alla trasformazione indotta dalle
radiazioni, per questo alcune forme di leucemia e il cancro della tiroide sono le
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neoplasie che si verificano più frequentemente e più precocemente nelle persone
esposte a radiazioni ionizzanti.

Molto di quel che oggi sappiamo sul rapporto tra le radiazioni ionizzanti e il cancro
deriva da studi eseguiti su persone che sono sopravvissute alle bombe atomiche di
Hiroshima e Nagasaki. Poiché si trattò di condizioni molto particolari, per lungo tempo
è stato difficile comprendere se quelle conclusioni potessero essere applicate anche a
livelli di esposizione più comuni. Diversi studi hanno confermato che anche bassi livelli
di esposizione possono dare origine alle trasformazioni delle cellule che portano allo
sviluppo del cancro. La quantificazione di questo rischio è molto complessa: dipende
infatti da diversi fattori, come le aree del corpo irradiate, la dose a cui si è esposti,
l’età in cui si è entrati a contatto con le radiazioni, la durata dell’esposizione e il tipo di
radiazione.

Il rischio di cancro aumenta al crescere della dose di radiazioni a cui si è esposti.


Inoltre non è possibile determinare una dose al di sotto della quale l’aumento del
rischio di sviluppare un tumore si azzeri.
I tumori solidi associati all’esposizione di radiazioni impiegano molto tempo per
svilupparsi. Le leucemie sono il tipo di cancro che insorge più rapidamente (anche
dopo pochi anni), mentre i tumori solidi impiegano diversi decenni.
Per la maggior parte dei tumori indotti da radiazioni ionizzanti, le probabilità di
ammalarsi sono maggiori se si è stati esposti da bambini e diminuiscono al crescere
dell’età, anche perché non si ha il tempo di sviluppare il tumore. Questo vale anche
per l’esposizione durante la vita fetale, che determina un rischio più alto rispetto
all’esposizione in età adulta.
Il rischio di sviluppare una neoplasia come conseguenza dell’esposizione a radiazioni
ionizzanti è diverso tra le leucemie e gli altri tumori del sistema emolinfopoietico
(come alcuni linfomi) e quelli solidi. In particolare:
o I tumori del sangue sono più frequenti: la leucemia mieloide acuta è quella
che ha maggiori probabilità di svilupparsi, mentre sembra che le radiazioni
abbiano un effetto minore sul rischio di ammalarsi di leucemia linfoblastica
cronica, linfomi non Hodgkin e mieloma multiplo.
o Se si esclude il tumore della tiroide, in particolare con carenza di iodio, il
rischio di sviluppare tumori solidi dopo l’esposizione alle radiazioni è più basso

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rispetto a quelli del sangue. L’entità del rischio è però connessa alla dose di
radiazioni a cui si è stati esposti, il tipo di esposizione e l’area irradiata.

La medicina:
Lo scopo principale della radioprotezione è proteggere l’uomo e l’ambiente dagli
effetti nocivi delle radiazioni ionizzanti artificiali e naturali e di consentirne
l’applicazione benefica. Le misure di radioprotezione sono state create per
proteggere nel miglior modo possibile la popolazione, i pazienti, nonché il personale
dei settori medici, della ricerca e dell’industria.
In medicina nucleare si utilizzano dei farmaci radioattivi per la diagnostica o per la
terapia di diverse malattie. I medicamenti radioattivi sono definiti radiofarmaci,
ovvero radiodiagnostica e radioterapia. Le applicazioni più frequenti si riscontrano
nell’ambito della diagnostica e della terapia dei tumori.
RADIOTERAPIA

RADIODIAGNOSTIC

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Il fenomeno di Chernobyl:
Il 26 aprile 1986, a 3 km dalla città Pryp’jat’ (confine tra Ucraina e Bielorussia), i
reattori della centrale nucleare esplodono e l’aumento esponenziale delle
temperature porta allo scioglimento del nocciolo del reattore stesso e al rilascio di
materiale radioattivo nell’ambiente. Questo disastro è stato classificato al 7° livello
della scala INES, il più alto.

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Erano le ore 1.23 della notte del 26 aprile 1986. Nella sala di controllo, dei tecnici,
stavano effettuando un esperimento spingendo il reattore al di fuori dei limiti di
tolleranza; addirittura disattivando i sistemi automatici di sicurezza, per portare
avanti la loro sperimentazione e provocando, a un certo punto, una esplosione
devastante.

Nel reattore ci sono 4 elementi base:


L’elemento fondamentale è la barra che contiene l’uranio, cioè l’elemento che dà
energia al sistema. Produce neutroni nella loro fissione che devono essere rallentati
per continuare a tenere accesa la reazione a catena. Questo avviene grazie alla
grafite in cui le barre erano immerse in essa. A fianco c’erano altre barre di metallo
che assorbono i neutroni. Quindi se quest’ultime barre vengono inserite nella
grafite, la reazione si spenge, mentre se li si solleva, aumenta la temperatura del
sistema.
Questo sistema serve a scaldare l’acqua che si trova attorno alle barre di
combustione (1° elemento) che diventa vapore e fa girare una turbina che produce
energia elettrica. La regola fondamentale è di non sollevare tutte le barre (almeno
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30 devono essere inserite all’interno); invece quella notte, oltre a non rispettare
altre regole fondamentali, viene dato l’ordine di sollevare tutte le barre.

Arrivati a questo punto, dove le barre erano state tutte sollevate, la produzione del
calore aumenta in modo esponenziale e quindi anche la temperatura aumenta.
Quando succede questo, viene dato l’ordine di premere il “pulsante d’emergenza”
che serve per far scendere tutte le barre immediatamente (ci impiegano 25
secondi). Premuto questo pulsante, le barre iniziano a scendere ma si bloccano
perché il calore ha cominciato a deformare la struttura del nocciolo, cioè inizia a
fondersi. Quindi l’acqua che doveva in piccola percentuale diventare vapore, si
accumula in tempi molto brevi, aumenta la pressione e quindi il reattore scoppia;
saltano le piastre di piombo della copertura e esce del materiale radioattivo e in
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particolare escono sia le barre di uranio sia le barre di controllo. Dopodiché, essendo
che era entrata l’aria, si presenta un ulteriore esplosione dove il contatto fra
l’idrogeno prodotto e l’ossigeno dell’aria generano questa esplosione successiva, la
grafite prende fuoco e dunque questo grande incendio porta a una colonna di aria
calda che sale che porta in atmosfera una grande quantità di elementi radioattivi. Si
sta formando la nube radioattiva. Fecero evacuare la città di Pryp’jat’ che erano già
pieni di polvere radioattiva sui capelli e sui vestiti. Si era detto che sarebbero tornati
dopo 3 giorni, ma in realtà più nessuno mise piede in quella città ormai andata in
rovina e abbandonata. La città è piena di punti radioattivi e di polveri pericolose per
la salute.
I primi a morire furono 3 tecnici che stavano lavorando nell’unità del reattore
esploso. A seguire tra i 1057 soccorritori, pompieri, medici e poliziotti, 134
contrassero la Sindrome da Radiazione Acuta. Di questi, 28 morirono nelle ore,
giorni e mesi successivi e 19 negli anni a venire.

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