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Annali di architettura

Annali di architettura
rivista fondata da André Chastel

Direttore
Fernando Marías

Comitato di redazione
Guido Beltramini
Howard Burns
Caroline Elam
Francesco Paolo Fiore
Christoph L. Frommel
Pierre Gros
Jean Guillaume
Fernando Marías
Silvia Moretti
Susanna Pasquali

Redazione
Ilaria Abbondandolo

Editing
Francesco Brunelli

Impaginazione
Laura Ribul, Studio Bosi, Verona

In copertina, “De Chirico a Carthago Nova”.


Rafael Moneo, intervento di recupero
del Teatro Romano di Cartagena, Spagna.
Fotografia di Joaquín Bérchez, 2017

Pubblicazione annuale
Prezzo di un numero € 45,00

Stampato in Italia
© Copyright 2018
Centro Internazionale di Studi
di Architettura Andrea Palladio
www.palladiomuseum.org

Realizzazione
Marsilio Editori® s.p.a.
www.marsilioeditori.it

isbn 9788831729611
Tutti i diritti riservati
29
Annali di architettura 2017
Rivista del Centro Internazionale
di Studi di Architettura
Andrea Palladio
CENTRO INTERNAZIONALE Presidente Consiglio scientifico Direttore
DI STUDI DI ARCHITETTURA Lino Dainese Howard Burns, presidente Guido Beltramini
ANDREA PALLADIO Nicholas Adams
Fondazione Consiglieri di amministrazione Donata Battilotti Segreteria amministrativa
Antonio Franzina, vicepresidente Amedeo Belluzzi Nicoletta Dalla Riva
Soci fondatori Roberto Ditri Matteo Ceriana Sabrina Padrin
Regione del Veneto Antonio Foscari Giorgio Ciucci
Provincia di Vicenza Corinna Gemmo Jean-Louis Cohen Segreteria culturale e collezioni
Comune di Vicenza Antonio Zaccaria Joseph Connors Ilaria Abbondandolo
Camera di Commercio Industria Massimo Zancan Caroline Elam Elisabetta Michelato
Artigianato Agricoltura di Vicenza Francesco Paolo Fiore Daniela Tovo
Accademia Olimpica Revisori dei conti Kurt W. Forster con
Giorgio Baschirotto, presidente Christoph L. Frommel Anna Massignani
Soci partecipanti Marialuisa Capitanio Luisa Giordano Dominique Raptis
FASE SpA Francesco Melendez Pierre Gros Carlotta Bertoncello
LD 72 Srl Jean Guillaume Giulia Magnabosco
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Soci sostenitori Deborah Howard Segreteria organizzativa
Roberto Coin Elisabeth Kieven Marco Riva
Confindustria Vicenza - Sezione Douglas Lewis
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Sostengono progetti speciali Susanna Pasquali
Fondazione Cariverona Mario Piana
Fondazione Giuseppe Roi Fernando Rigon Forte
UniCredit Giandomenico Romanelli
Dmitry O. Shvidkovsky
Christof Thoenes
Vitale Zanchettin
Sommario

7 Werner Oechslin 101 Alessandro Viscogliosi


Gli Architecture et Perspective Rudimenta Antonio da Sangallo e Palladio tra foro
di Martin Waldseemüller aggiunti di Augusto e foro di Nerva. Diverse maniere
nel 1508 all’enciclopedia di osservare l’Antico, tra la pianta di Roma
di Gregor Reisch di Raffaello e il Teatro Olimpico

29 Gloria Antoni 117 Francesco Benelli


Giovanni Battista da Sangallo Antonio da Sangallo il Giovane, Palladio,
e la confraternita di San Giovanni il tempio pseudodiptero vitruviano
Decollato a Roma. La progettazione e il frontespizio di Montecavallo
della chiesa e altre precisazioni
127 Paola Zampa
35 Antonio Foscari “Questo tempio è di opera dorica”:
Ancora sulla fabbrica costruita il dorico, da Antonio da Sangallo
da Andrea Palladio in Malcontenta il Giovane a Palladio

39 Cristiano Guarneri 135 Alessandro Spila


L’architetto e il collezionista: Vincenzo Palladio e Antonio da Sangallo
Scamozzi e Giovanni Grimani il Giovane sul grande tempio
per l’allestimento dello Statuario del Quirinale
pubblico nella Libreria Marciana
143 Federico Bellini
53 Giovanni Santucci Gli edifici cupolati in Sangallo e Palladio:
Un progetto inedito per la fontana di Trevi tipi antichi e usi moderni
del tempo di Clemente VIII
155 Maria Beltramini
67 Federica Rossi Volte a botte e finestre termali
Tra Piranesi e Lenin. Sull’imaginaire dalla Roma di Antonio da Sangallo
della nuova cultura architettonica il Giovane al Veneto di Andrea Palladio
sovietica (1920-1930)
163 Renata Samperi
Il dialogo tra i muri e le colonne:
Palladio e la Roma Palladio a confronto con i modelli
di Antonio da Sangallo il Giovane romani del primo Cinquecento
29° seminario di storia dell’architettura
Vicenza, 16-18 giugno 2016

81 Christof Thoenes
La fabbrica di San Pietro e il metodo 171 Abstracts
di progettazione di Antonio da Sangallo
il Giovane e la sua bottega 174 Profili

91 Hubertus Günther 176 Recensioni


L’opera tuscanica di Antonio
da Sangallo e di Andrea Palladio 189 Notiziario del CISA Andrea Palladio
Giovanni Santucci Un progetto inedito per la fontana di Trevi del tempo
di Clemente VIII

specificità del gusto di Clemente VIII in un set-


tore di committenza pubblica in cui il suo imme-
diato predecessore Sisto V e il successore Paolo
V realizzarono opere celebrate. Nel corso del
suo pur lungo pontificato il papa Aldobrandini
non aggiunse infatti molto alla ricca dotazione di
fontane della città di Roma, preferendo piuttosto
profondere mezzi ed energie nel restauro di mol-
te antiche chiese della città in vista del giubileo
del 1600 e per la conclusione di tanti importanti
cantieri papali già avviati e non finiti nei decen-
ni precedenti, in particolare quelli della basilica
Vaticana e del palazzo Apostolico. Inoltre la pre-
sentazione di questo progetto inedito offre nuovi
elementi per la soluzione di alcuni antichi e re-
centi travisamenti attributivi riguardo a due altri
progetti per la mostra di Trevi.

Caratteristiche principali del progetto di Oxford


Il disegno summenzionato è oggi conservato in un
album della collezione di James Gibbs (1682-1754)
presso l’Ashmolean Museum di Oxford (ill. 1)2.
Esso proviene tuttavia, come altri fogli posseduti
1. Giacomo Della Porta, Progetto La mostra dell’acqua Vergine conclusa su pro- da Gibbs, dalla vasta raccolta di disegni di archi-
per la mostra dell’Acqua Vergine nel sito getto di Nicola Salvi nel 1762, meglio nota come tettura e decorazione di William Talman (1650-
di Trevi (Oxford, Ashmolean Museum,
Print Room, Gibbs Collection, vol. V, f. 84). fontana di Trevi, è uno dei monumenti della città 1719) e di suo figlio John (1677-1726)3. Si tratta
di Roma che gode di più ampia fortuna e consi- di un disegno di grandi dimensioni e di alta qualità
derazione presso gli storici dell’arte e dell’archi- esecutiva, ed è da intendersi certamente come un
tettura di età moderna oltre che il vasto pubblico. foglio di presentazione. Il disegno, tracciato su un
Ciò si deve certamente in primo luogo al meravi- supporto formato dall’unione di due pezzi di carta,
glioso effetto di unità pittoresca e armonia con- misura 523×367 mm ed è eseguito con grande cura
seguito da tutte le componenti architettoniche a penna e inchiostro e con vivaci acquerellature di
e plastiche che compongono l’insieme del mo- vari colori su una fitta preparazione di linee incise
numento e del suo felicissimo inserimento urba- con stilo e tracce di grafite e gesso rosso.
nistico in un contesto per altro eccezionalmente La pertinenza del foglio alle vicende del-
preservato dalle alterazioni che hanno interessa- la fontana di Trevi è esplicitata dalla presenza,
to tanti luoghi storici della città di Roma. Non quasi al centro del progetto, di una grande arma
minore interesse ha però destato da lungo tempo di Niccolò V (1397-1455, pontefice nel 1447),
la storia passata della fontana. Nessuna delle al- autore del più importante intervento compiuto
tre grandi mostre degli acquedotti di Roma è sta- sulla mostra d’acqua prima di Clemente VIII.
ta oggetto di un così vasto insieme di ambiziosi La presenza delle armi di papa Aldobrandini al
progetti di rinnovamento (in parte rimasti sulla vertice della composizione chiarisce invece il
carta, in parte effettivamente avviati e poi inter- periodo di esecuzione del disegno. L’acquedot-
rotti) a partire dalla metà del XVI secolo fino a to dell’Aqua Virgo, costruito da Marco Vipsanio
quando l’attuale struttura giunse a compimento1. Agrippa entro il 19 a.C. e danneggiato nel corso
Questo articolo vuol offrire un ulteriore ele- dell’assedio gotico del 537, era stato restaurato da
mento alla storia della fontana presentando un papa Adriano I e ancora dal Comune della città
disegno di progetto inedito per la mostra d’ac- di Roma nel corso del XII secolo, senza però rag-
qua di Trevi risalente al tempo di Clemente VIII giungere l’abbondanza e la qualità della portata
(1536-1605, pontefice nel 1592). Il contributo è idrica originaria poiché allacciato alle fonti del
piccolo ma, credo, comunque di una certa im- Trebium (località assai prossima alla città) anziché
portanza. Esso consente anzitutto di indagare la alle salubri fonti da cui aveva originariamente

53
2. Roma, prospetto del ninfeo di villa
Giulia, particolare.

3. Veduta di porta Maggiore, Roma


(Giovanni Battista Piranesi, Vedute
di Roma, Roma 1778).

Il progetto di Oxford prevede per la nuova fon-


tana la stessa collocazione della mostra d’acqua di
Niccolò V. La struttura che rende asimmetrica la
composizione progettuale sulla destra del foglio,
velata in acquerello rosaceo, deve probabilmente
essere intesa come una porzione arretrata della
mostra a cavallo della via del Lavatore, e offre il
necessario sostegno all’ultimo tratto dell’acque-
dotto che arrivava alla fontana da quel lato e a una
certa altezza per permettere un’adeguata pressio-
ne dei getti d’acqua. Questa situazione corrispon-
de del resto a quella ricavabile dall’osservazione
della Pianta di Roma di Antonio Tempesta (1555-
1630) pubblicata nel 15938.
tratto alimento poste nella località di Salone nei L’organizzazione generale della parte prin-
pressi del corso dell’Aniene. Un ulteriore restau- cipale del prospetto della fontana nel progetto
ro delle condotte era avvenuto durante il pontifi- di Oxford ricorda quella del settore centrale del
cato di Niccolò V, che aveva anche edificato una livello mediano del ninfeo di Villa Giulia (1551-
nuova mostra d’acqua nel sito di Trevi (1453)4. 1553) con le sculture del Tevere e dell’Arno ope-
La mostra d’acqua eretta da Niccolò V era una ra di Jacopo Barozzi da Vignola (1507-1573) e
struttura assai grande benché piuttosto semplice, Bartolomeo Ammannati (1511-1592) (ill. 2). La
limitandosi a un muro merlato, ornato dalle armi griglia strutturale dorica predisposta dall’autore
del pontefice, della città di Roma e da una grande del progetto di Oxford è tuttavia caratterizzata
epigrafe celebrativa5. Essa era orientata perpen- da una veste rustica che non ha precedenti o pa-
dicolarmente alla fonte attuale e cioè col fronte ralleli nella realizzazione di importanti fontane
rivolto a ovest, in direzione dell’asse del corso e di pubbliche (fontane di opera rustica diventeranno
piazza Colonna. L’attuale posizione della fontana comuni a Roma, comunque in opere di carattere
di Trevi, rivolta verso sud, venne infatti stabilita privato, solo al tempo di Paolo V – 1552-1621,
solo attorno al 1640, allorché, regnante papa Ur- pontefice nel 1605) pur essendo largamente im-
bano VIII (1568-1644, pontefice nel 1623), si de- piegata in modo simile nell’edificazione di porta-
molì la mostra d’acqua quattrocentesca e si iniziò li per palazzi e giardini (un esempio per tutti, il
la costruzione di una nuova monumentale strut- portale degli Horti Farnesiani sul Palatino)9.
tura progettata da Gian Lorenzo Bernini (1598- La decisione di utilizzare un ornato rustico per
1680), orientata in modo da poter essere vista la fontana può in questo caso essere stata consape-
dalla residenza papale del Quirinale6. L’esigenza volmente presa in base a considerazioni di natura
di provvedere a un rinnovamento monumentale antiquaria. L’architetto era forse intenzionato a isti-
della quattrocentesca mostra dell’Acqua Vergine tuire una consonanza formale tra la nuova fontana
e più in generale a una risistemazione dell’intero e l’antica porta Maggiore, che si appoggiava alle
sito di Trevi si era manifestata già prima del pon- arcate di un acquedotto antico in cui confluivano in
tificato di Clemente VIII. Attorno al 1570 papa distinte condotte le acque dell’Anio Novus e dell’A-
Pio V (1504-1572, pontefice nel 1566), avendo qua Cladia e poteva dunque essere percepita come
ripristinato l’originaria portata idrica dell’Acqua un corretto modello antico per una mostra d’ac-
Vergine e riallacciato l’acquedotto alle sue antiche qua moderna (ill. 3). Un altro possibile referente
sorgenti, aveva operato con intervento di Gugliel- potrebbe essere stato il cosiddetto arco di Claudio
mo della Porta (1515-1577) un arricchimento de- in via del Nazareno su cui passavano le condutture
corativo della fontana quattrocentesca che non era della stessa Acqua Vergine, anche questa opera ru-
tuttavia riuscito ad alterare in modo significativo stica e inoltre di ordine dorico, esattamente come la
l’immagine del monumento7. fontana mostrata dal foglio di Oxford10.

54
4. Antonio Tempesta, Pianta di Roma
Moderna, Roma 1593, particolare.

5. Giacomo Della Porta, Progetto per


la mostra dell’Acqua Vergine nel sito
di Trevi (Oxford, Ashmolean Museum,
Print Room, Gibbs Collection, vol. V, f. 84),
dettaglio del settore centrale
del coronamento.

6. Giacomo Della Porta, Progetto


per la mostra dell’Acqua Vergine nel sito
di Trevi (Oxford, Ashmolean Museum,
Print Room, Gibbs Collection, vol. V, f. 84),
dettagli con statue di divinità fluviali.

L’intero apparato decorativo della parte prin- mulo di spoglie belliche. Con la mano sinistra la
cipale del prospetto della fontana presenta nu- figura sostiene un’alabarda e con l’altra solleva
merose piccole varianti tra le due metà destra e una Nike alata che la incorona di alloro secondo
sinistra. A disegno finito si è deciso di arricchire l’iconografia della Roma trionfante11. Un’antica
il progetto con l’inserimento di due ulteriori pic- scultura di Minerva rilavorata e reinterpretata
cole bocche d’acqua agli angoli della recinzione come dea Roma si trovava già da alcuni nella
di muratura che delimita l’area antistante la mo- nicchia al centro della scala a doppia rampa del
stra d’acqua vera e propria. Questi elementi sono palazzo Senatorio in Campidoglio come princi-
stati disegnati su pezzi di carta poi scontornati pale ornamento della fontana realizzata al tempo
con precisione e incollati al foglio principale. di Sisto V (1521-1590) e alimentata dallo stesso
Esiste inoltre un vistoso pentimento. L’arma di condotto dell’Acqua Vergine12. È comunque in-
Niccolò V era stata infatti dapprima tracciata im- teressante notare che il disegnatore autore della
mediatamente al di sotto di quella di Clemente figura di Roma Trionfante sul foglio di Oxford
VIII nella posizione ora occupata dalla comples- non ha tenuto in gran conto la statua capitolina
sa targa connessa alla chiave d’arco del fornice né alcun altro esemplare antico ma ha conferi-
del settore centrale della fontana. to alla sua figura un carattere moderno, traendo
L’apparato statuario previsto nel disegno è ispirazione, in particolare, dall’immagine della
sontuoso e ricco di complesse implicazioni ico- Roma trionfante che siede sulla targa con la di-
nografiche. Al centro del frontone, un’immagine dascalia principale della già citata Pianta di Roma
armata della dea Roma siede in gloria su un cu- di Antonio Tempesta del 1593 (ill. 4).

55
7. Giacomo Della Porta, Progetto con sicurezza la piccola e poco definita presenza
per la mostra dell’Acqua Vergine nel sito animale a fianco del dio fluviale come un leone,
di Trevi (Oxford, Ashmolean Museum,
Print Room, Gibbs Collection, vol. V, f. 84), si potrebbe allora identificare la figura reclinata
dettaglio con statua di Nettuno. come una rappresentazione del fiume Arno, con
una chiara allusione alle origini toscane della fa-
8. Giacomo Della Porta, Progetto
per la mostra dell’Acqua Vergine nel sito miglia Aldobrandini13. Se invece si interpretas-
di Trevi (Oxford, Ashmolean Museum, se la piccola creatura summenzionata come una
Print Room, Gibbs Collection, vol. V, f. 84), sfinge, il fiume sarebbe identificabile con il Nilo.
dettaglio della porzione centrale inferiore
della mostra. L’associazione tra le figure della Roma trionfan-
te, del Tevere e del Nilo stringerebbe inequivo-
cabilmente il legame tra l’iconografia della pro-
gettata fontana e quella dello scalone del palazzo
Senatorio in Campidoglio, così come consolida-
tasi dopo gli interventi del tempo di Sisto V14.
Sul tratto di acquedotto arretrato in prossimi-
tà dell’imbocco di via del Lavatore, è posta una
vivace raffigurazione di Nettuno col tridente su
un carro marino trainato da ippocampi, generico
riferimento all’abbondante portata dell’acquedot-
to (ill. 7). I getti d’acqua principali sgorgano dal-
la bocca di tre imponenti mascheroni fitoantro-
pomorfi di gustosa invenzione (ill. 8). Maschere
grottesche in corrispondenza di ciascuno dei getti
minori, protomi leonine (con funzione di scolma-
toio) sul labbro del bacino principale, vasi fioriti e
stelle Aldobrandini sui termini della balaustra non
occupati dalle sculture summenzionate e numero-
se cartelle e scudi in esuberanti cornici completa-
no la fastosa ornamentazione della fontana.
Il carattere mitologico e profano della decora-
zione, da cui è escluso qualsiasi riferimento reli-
gioso, distingue nettamente il progetto della mo-
stra d’acqua clementina dal precedente dell’Acqua
Felice (1586-1588). Un altro elemento di rottura
del progetto di Oxford rispetto alla precedente
fontana sistina e alla successiva mostra dell’Acqua
Paola (1608-1610) è l’impossibilità di inserire nel-
la composizione un’ampia iscrizione (ill. 9, 10). Se
si ha infatti presente l’imponenza delle dediche
delle grandi fontane papali summenzionate, non
potrà non stupire l’esiguità dei campi delle targhe
riservate allo scopo dal disegnatore del foglio di
Oxford in corrispondenza delle tre campate cen-
trali della porzione principale del prospetto.
Ai lati dell’immagine di Roma trovano riparo Molto imponente è invece la presenza di
due lupe capitoline ciascuna con uno dei due ge- stemmi sulla mostra. Al centro della compo-
melli fondatori della città di Roma. Sulla balau- sizione si staglia, immediatamente al di sotto
stra sono collocate in posizione stante un Ercole dell’immagine della Roma trionfante, l’arma del
con la leontè e la clava e una figura virile loricata pontefice regnante, Clemente VIII. Ai lati, ri-
che potrebbe rappresentare Augusto, imperato- spettivamente sotto le immagini di Augusto (?)
re al tempo dell’edificazione dell’Acqua Vergine ed Ercole, sono collocati gli stemmi del Senato
(ill. 5) . In basso, negli ampi settori laterali della capitolino e del nipote di papa Clemente, il car-
porzione principale del prospetto della mostra, dinale Pietro Aldobrandini (1571-1621). L’arma
sono inserite due divinità fluviali (ill. 6). La figu- di Niccolò V si trova invece in posizione arretra-
ra di destra, circondata di messi e frutte, è sicura- ta ma eminente, ben inquadrata nella ghiera di
mente identificabile con il Tevere per la presenza conci bugnati del fornice centrale. Altri quattro
della lupa e dei gemelli. L’altra, impugnante un stemmi privi di precisazione araldica sono inse-
remo e circondata di giunchi, potrebbe invece riti con variata disposizione sulla due metà del
rappresentare l’Aniene o Teverone, fiume pres- disegno nelle campate laterali del prospetto della
so il quale nascevano le fonti dell’Acqua Vergi- fontana. Infine uno stemma è collocato anche in
ne. Altre interpretazioni sono comunque possi- chiave dell’arco a sesto ribassato dell’acquedotto
bili per questa figura. Se si potesse riconoscere sulla via del Lavatore.

56
9. Roma, mostra dell’Acqua Felice.

10. Roma, mostra dell’Acqua Paola.

delle opere di Della Porta in questo periodo è


anche la tendenza ad animare la sommità delle
opere fabbricate con balaustre, statue, vasi, palle
e altri simili variati e leggeri elementi decorativi.
Paralleli con elementi di opere di Della Porta
possono essere proposti per molti dettagli del pro-
getto di Oxford. Il profilo della vasca principale è
lo stesso già utilizzato con lievi modulazioni per
la vasca della fontana di piazza Colonna (1575) e
Il cardinale Pietro Aldobrandini fu proclama- di piazza del Pantheon (1575-1576) (ill. 11)17.Le
to camerlengo, dunque a responsabile, tra le al- fontane che fanno da piedistallo alle figure dei fiu-
tre cose, anche dell’amministrazione delle strade mi giacenti e del Nettuno nei pressi dell’arco su
e delle condotte idriche in concomitanza con il via del Lavatore ricalcano il disegno della fontana
Popolo Romano, nel 1599, una data che dunque ai piedi dell’obelisco di San Giovanni in Laterano,
si pone come termine post quem per l’esecuzione completato nell’arredo scultoreo al tempo di Pa-
del foglio15. Lo stemma del cardinale è collocato, olo V ma già compiuta nelle parti architettoniche
certo non casualmente, in corrispondenza della al tempo di Clemente VIII18. La fontanella posta
figura di Ercole. Il mitico eroe è infatti figura sulla destra all’angolo della recinzione della pro-
strettamente associata all’immaginario allegori- gettata mostra d’acqua cita la fontanella posta a
co di Pietro Aldobrandini e ricorre in molte delle ridosso delle murature del battistero lateranense
opere di mecenatismo del porporato16. di San Giovanni in Fonte realizzata per la stessa
occasione del Giubileo del 1600 (ill. 12)19. L’espe-
L’autore del progetto diente delle maschere aperte in funzione di scol-
Per il progetto di Oxford si propone qui un’at- matoi al di sotto del labbro superiore della vasca
tribuzione a Giacomo Della Porta (1532-1602). principale della fontana nel progetto di Oxford
Le caratteristiche della proposta architettonica era in passato già stato utilizzato da Della Porta
contenuta nel foglio di Oxford, intrisa di raffi- nelle tazze superiori delle fontane di piazza della
nati richiami alla tradizione del declinante XVI Madonna dei Monti (1588-1589), della fontana
secolo e particolarmente all’opera di Vignola delle Tartarughe (1581-1588), di piazza delle Cin-
ma al contempo anticipatrice di futuri sviluppi que Scole (1591-1593)20
barocchi, sono pienamente compatibili con le La decorazione del fregio del settore laterale
tendenze stilistiche della fase più matura di Gia- della parte principale del prospetto della fontana,
como Della Porta. La paternità dellaportiana sulla destra del disegno, è costituita da elementi
del progetto si esprime nella concezione gene- araldici dello stemma Aldobrandini, disposti esat-
rale della composizione della parte principale del tamente come nel fregio del palazzo Senatorio re-
prospetto della mostra d’acqua, articolato in una alizzato sotto la direzione di Giacomo Della Porta
successione di incassi di altezze e profili variati nel 1598-1599 (ill. 13)21. La targa collocata al di so-
secondo un ritmo A-b-C-b-A. È questo un cri- pra del settore incassato a sinistra dell’asse centrale
terio compositivo, inteso a conseguire un effetto della parte principale del prospetto della fontana,
di grande varietà e ricchezza anche a scapito di di caratterizzazione organica, convessa e approssi-
una piena coerenza strutturale, seguito da Del- mativamente ovoidale, intrappolata tra le mascelle
la Porta anche nei summenzionati disegni per il e le ali di una chimerica figura grottesca (ill. 14), è
teatro delle Acque di villa Aldobrandini. Tipica in un certo modo simile nell’invenzione alle cornici

57
11. Roma, fontana di piazza della Rotonda,
particolare.

12. Roma, fontanella del Battistero


Lateranense di San Giovanni in Fonte.

13. Roma, facciata del palazzo Senatorio,


particolare del fregio con emblemi
dell’araldica Aldobrandini.

14. Giacomo Della Porta, Progetto per la


mostra dell’Acqua Vergine nel sito di Trevi
(Oxford, Ashmolean Museum, Print Room,
Gibbs Collection, vol. V, f. 84), dettaglio
con cartella decorativa.

15. Roma, basilica di San Pietro, finestrino


della calotta della cupola.

58
16. Roma, Santa Maria Maggiore, tomba ne per il progetto e non per il disegno, poiché è
del cardinale Francisco de Toledo Errera. chiaro che nel tracciamento di questo raffinato fo-
glio di presentazione l’architetto deve essere stato
assistito, quantomeno per la realizzazione delle
figure e degli elementi ornamentali, da un qual-
che abile disegnatore specializzato. A fronte di un
vastissimo numero di documenti relativi all’impe-
gno progettuale di Giacomo Della Porta in varie
opere e alla folta schiera di interventi attribuiti
all’architetto dalla storiografia e dalla critica, i fo-
gli di disegno riconosciuti autografi dell’architetto
sono ben pochi. Il tema dell’effettiva autografia di
questi disegni non è mai stato sistematicamente
affrontato ed è certo troppo delicato per poter
essere discusso sbrigativamente in questa sede.
Va tuttavia notato che i disegni attribuiti a Del-
la Porta non sembrano affatto tutti presentare le
medesime caratteristiche di esecuzione grafica, il
che pone seri dubbi sull’effettiva possibilità di ri-
conoscere con sicurezza uno specifico ductus gra-
fico dellaportiano27. È ipotizzabile che Giacomo
Della Porta, oberato di commissioni negli ultimi
anni di attività professionale, si limitasse a traccia-
re degli schizzi poi elaborati come disegni finiti
dai collaboratori sotto il suo stretto controllo ma
dei finestrini ovali della calotta della cupola di San verosimilmente anche con qualche libertà nell’e-
Pietro (1588-1590) (ill. 15)22. La complessa e poco satta definizione dei dettagli decorativi.
usuale definizione mistilinea delle altre targhe può Lo stesso Della Porta fa del resto esplicita-
trovare un parallelo nell’opera di Giacomo Della mente riferimento alla scissione tra le fasi della
Porta negli ornati della tomba del comandante del- “invenzione” del progetto e quella della sua cor-
la flotta pontificia Emilio Pucci ( 1596) in Santa. retta rappresentazione grafica in una conversa-
Maria Sopra Minerva (1595-1597 ca.)23 Il profilo zione tenuta con monsignor Cosimo Giustini nel
non molto comune della voluta di raccordo tra 1593 e da questi trascritta. Al religioso l’affermato
“l’attico” coronato dal gruppo con la figura della architetto additava Carlo Maderno (1556-1629)
Roma trionfante e la balaustra sulla sinistra del fa- come “bono a disegnare, ciò è a stendere bene
stigio della mostra d’acqua nel progetto di Oxford un disegno datoli da Altri, ma non […] bono di
ricorre nel coperchio del sarcofago del cardinal inventione sue particolari”28. Proprio nel periodo
Francisco de Toledo Herrera (1532-1596), eretto nel quale si è proposto possa essere stato redatto
in Santa Maria Maggiore su progetto di Giacomo il disegno di Oxford, esiste un caso ben documen-
Della Porta e con intervento di Egidio della Riviera tato di collaborazione tra Giacomo Della Porta e
nel 1598 (ill. 16)24. Il particolare del grande stemma un artista di grande talento nel disegno quale Gio-
di papa Clemente VIII affiancato di ghirlande ve- vanni Guerra (1544-1618) per la redazione di pro-
getali e inserito all’interno del timpano curvilineo getti colorati naturalisticamente per l’alzato del
al centro della parte principale del prospetto della teatro delle Acque di villa Aldobrandini. Uno di
fontana ricorda pure dappresso il coronamento del essi, conservato presso il Metropolitan Museum
monumento di Francisco de Toledo summenzio- di New York è attribuibile nell’esecuzione al solo
nato. Globi di pietra con emblemi Aldobrandini Giovanni Guerra (ill. 18) mentre l’altro (Salzburg
intagliati, simili a quello che conclude la fontanella Museum) è attribuito a Giacomo Della Porta nel-
posta all’angolo della recinzione della fontana sulla le linee architettoniche e nei complementi deco-
sinistra in basso nel progetto di Oxford, si trovano rativi minori della fontana (ma forse è meglio pen-
realizzate in vari luoghi nei parchi della villa Aldo- sare a un anonimo collaboratore dell’architetto),
brandini a Monte Magnanapoli a Roma (ill. 17) e e allo stesso Giovanni Guerra per la definizione
nei progetti per il teatro delle Acque di Frascati25 delle figure principali29.
Giacomo Della Porta appare del resto il can- Questa circostanza, unitamente all’analisi del
didato più ovvio per l’esecuzione del progetto ductus e di elementi stilistici nella definizione delle
della fontana anche solo in virtù del fatto che egli figure e nelle modalità di stesura dell’acquerello,
ricoprì l’incarico di architetto dell’Acqua Vergi- permette di avanzare la proposta che anche l’e-
ne dal 1568 alla morte nel 1602 e intrattenne secuzione del disegno di Oxford sia stata affidata
strettissimi rapporti con la casa Aldobrandini e a Giovanni Guerra. Tuttavia, il ruolo di Guerra
particolarmente con il cardinale Pietro nei suoi nel disegno di Oxford, così come in quelli per la
ultimi anni di vita26. grande fontana di villa Aldobrandini, non deve
Sin qui ho parlato volutamente di attribuzio- essere stato in alcun modo determinante per la

59
17. Roma, villa Aldobrandini, globi
con emblemi dell’araldica Aldobrandini.

definizione generale della composizione archi- progetto venne riprodotto per la prima volta da
tettonica. L’artista avrà infatti lavorato su schizzi Hegger nel 1910 con un’attribuzione a Giaco-
di Giacomo Della Porta e sotto il suo control- mo Della Porta, generalmente accettata negli
lo, portando al più un autonomo contributo in studi successivi35. Recentemente Russo ha invece
alcuni elementi ornamentali quali i grandi ma- proposto un’attribuzione del disegno a Giacomo
scheroni da cui sarebbero dovuti sgorgare i getti Rainaldi (1570-1655) e una datazione successiva
principali della progettata mostra di Trevi (ill. al 1602, anno in cui Rainaldi succedette al Della
8). Questi, infatti, non hanno un puntuale pre- Porta nella carica di architetto del Popolo Ro-
cedente nelle opere di Della Porta e presentano mano36. Questa proposta attributiva si basa in so-
una certa affinità con la grande scultura grottesca stanza sulla convinzione che il disegno di Vienna
di Glauco o Proteo nel giardino Orsini a Bomar- sia da attribuire alla stessa mano responsabile di
zo, meglio noto come “Sacro Bosco” o “Parco un altro progetto per un arco trionfale dedicato
dei Mostri” (1547), che il Guerra ebbe occasione a Leone XI, a sua volta attribuito sulla base di
di studiare e rilevare nel 1598 (ill. 19)30. considerazioni cronologiche e stilistiche, a Giro-
Tuttavia un ricorso a ornati con inclusioni or- lamo Rainaldi37.
ganiche e grottesche non è del tutto eccezionale Senza entrare nel merito dell’attribuzione del-
nelle opere tarde di Della Porta, come dimostrano la paternità del secondo progetto testé nominato,
le opere summenzionate. Ciò può dipendere dalla in questa sede va comunque decisamente rigettata
stretta collaborazione che Della Porta ebbe a par- l’ipotesi di un’autografia rainaldiana di entrambi
tire dalla metà degli Anni Settanta con un artista i disegni. Infatti, sebbene essi siano stati certa-
come Taddeo Landini (1550 ca.-1596), formato mente tracciati da una stessa mano, sono tuttavia
negli ambienti dell’Accademia delle Arti del Dise- difficilmente accostabili per qualità di esecuzione
gno a un gusto decorativo toscano di matrice vasa- ad altri disegni sicuramente autografi di Rainaldi.
riana e buontalentiana ben incline all’ibridazione Questi elaborati grafici, privi di scala e di qualsiasi
degli ornati architettonici con elementi chimeri- indicazione di misura, mancano di un’attenta pre-
ci31. Anche il breve soggiorno fiorentino di Della parazione del foglio. Non vi è ad esempio impie-
Porta, convocato dal granduca Ferdinando I de’ gato lo stilo e le linee architettoniche del disegno,
Medici (1549-1609) per offrire un progetto per la tracciate in modo secco e spento, si appoggiano
cappella dei Principi nel 159832, può aver indotto soltanto a un’approssimativa intelaiatura di rife-
l’architetto a esercitare una revisione del suo lin- rimenti verticali e orizzontali tirati a grafite. Nel
guaggio decorativo maggiormente caratterizzata tracciamento dei complementi decorativi la mano
in senso manieristico e forse anche avviato una del disegnatore risulta impacciata e frequente-
riflessione sull’uso espressivo del bugnato, con ri- mente interrotta. L’applicazione dell’acquerella-
flessi evidenti nell’elaborazione del progetto per la tura è infine grossolana e meccanica.
mostra di Trevi33. Tutte queste caratteristiche esecutive (che nel
caso del disegno per la fontana di Trevi sono in
Un altro progetto per la fontana di Trevi netto disaccordo con la felicità dell’invenzione
del tempo di Clemente VIII compositiva) permettono di avanzare l’ipotesi
L’interesse di papa Aldobrandini per il rinnova- che i due disegni viennesi discussi da Russo sia-
mento della veste monumentale della fontana era no copie tarde di precedenti e più finiti originali
sinora noto solo attraverso un disegno conserva- grafici oggi perduti, prodotte da un disegnatore
to presso l’Albertina di Vienna (ill. 20)34. Questo di modesto talento. È inoltre ipotizzabile che le

60
18. Giovanni Guerra su progetto due copie siano state eseguite a una scala ridotta 1600, quando la responsabilità dell’approvvi-
di Giacomo Della Porta, Progetto in esploso rispetto ai disegni originali, il che nel disegno per gionamento idrico dei pellegrini di passaggio a
per il teatro delle Acque di villa
Aldobrandini a Frascati (New York City, la fontana di Trevi che qui più interessa può aver Roma veniva percepita con maggiore insistenza.
Metropolitan Museum 1977.619). determinato qualche sproporzione nel rapporto La data più probabile per l’avanzamento di pro-
tra l’ornamentazione scultorea e le partiture ar- getti per il rinnovamento della mostra d’acqua di
19. Bomarzo (Viterbo), “Sacro Bosco”, testa
di Glauco o Proteo. chitettoniche del progetto38. Trevi è a mio giudizio proprio il 1599, data in
I paralleli proposti da Russo tra alcuni ele- cui, non a caso, si ebbe la nomina di Pietro Al-
menti del disegno viennese per la fontana di Trevi dobrandini a camerlengo. Un fatto che rendeva
con opere di Rainaldi non appaiono inoltre a mio pienamente realizzabile, anche grazie agli ottimi
giudizio sufficienti a invalidare la tradizionale at- rapporti esistenti tra i cardinale e Della Porta, il
tribuzione a Della Porta del progetto tramanda- controllo di casa Aldobrandini sugli acquedotti e
to dalla copia dell’Albertina. Il carattere dell’or- le fontane della città di Roma.
namentazione della fontana nel disegno viennese Personalmente dunque ritengo che sia non
non si discosta infatti da quello caratteristico solo opportuno ribadire la tradizionale attribuzio-
delle opere di Della Porta nel primo periodo cle- ne del progetto testimoniato dal foglio viennese a
mentino (in particolare dalla decorazione di San Giacomo Della Porta ma anche proporre che esso
Paolo alle Tre Fontane – 1599-1601, del tran- sia stato elaborato al fine di offrire alle autorità ca-
setto della basilica di San Giovanni in Laterano pitoline e al pontefice una possibilità di scelta tra
– 1592-160139, dei progetti più volte citati per il due ben distinte proposte, caso non infrequente in
teatro delle Acque di villa Aldobrandini – 1598- occasione di progetti di tale portata. È interessan-
1599), mentre le vaghe consonanze con opere te osservare che, a dispetto dell’evidente diversità
pressappoco coeve o successive di Girolamo Rai- nel carattere dei due progetti, il disegno trasmesso
naldi sono facilmente spiegabili considerando la in copia dal foglio dell’Albertina e quello dell’o-
notevole influenza esercitata da Giacomo Della riginale di Oxford presentano molte consonanze.
Porta nella maturazione dello stile decorativo di
Rainaldi stesso40.
Altri elementi rendono inoltre poco proba-
bile l’attribuzione del progetto viennese a Rai-
naldi. Questi, infatti, non ricoprì mai l’incarico
di architetto dell’Acqua Vergine. Nel 1602, alla
morte di Della Porta e per diretto interessamen-
to del pontefice, subentrò in questo ruolo Muzio
de Quartis, o Quarta (già collaboratore di lunga
data di Della Porta nella costruzione delle fonta-
ne di Roma), il quale mantenne l’incarico fino al
1605, quando, all’avvento di Paolo V Borghese,
fu sostituito da Flaminio Ponzio (1560-1613)41.
Infine, anche la tarda cronologia proposta da
Russo per l’esecuzione del progetto viennese de-
sta qualche perplessità. Sembrerebbe infatti più
logico immaginare un maggiore interesse del
pontefice riguardo all’esecuzione di questo im-
portante progetto proprio in concomitanza dei
grandi lavori promossi in vista del Giubileo del

61
20. Anonimo disegnatore seicentesco,
Copia di un progetto di Giacomo della Porta
per la fontana di Trevi (Wien, Albertina,
Graphische Sammlung, Rom AZ 11).

Entrambi i disegni cercano di offrire un’immagi- re l’uso di marmo bianco e bronzo dorato. Sul
ne sintetica e attraente di tutte le caratteristiche piano formale, la moderazione nell’uso di ma-
del progetto rinunciando al rigore di una rappre- teriali pregiati, in particolare di marmi colorati,
sentazione strettamente ortogonale. Solo il fronte discosta sensibilmente il progetto dall’imme-
verticale della mostra d’acqua è rappresentato se- diato precedente della mostra dell’Acqua Felice
condo questa convenzione grafica, mentre il piano di Sisto V e della successiva mostra dell’Acqua
delle vasche è in entrambi i casi mostrato prospet- Paola (ill. 9, 10).
ticamente e con un punto di vista singolarmente Le fontane appena menzionate si caratteriz-
elevato. Il numero delle bocche d’acqua maggiori zano, infatti, per il ricorso a una veste architet-
– in entrambi i casi in forma di mascheroni fito- tonica preziosa, con largo ricorso a marmi e co-
antropomorfi – e di quelle accessorie è inoltre lo lonne di spoglio, i cui paralleli più diretti sono
stesso in entrambe le proposte progettuali. Sono da ricercare in parte nell’architettura trionfale
inoltre comuni ai due progetti molti elementi antica e in parte nel repertorio dell’architettura
dell’apparato scultoreo e decorativo, come le due sacra del tempo. Nell’uso dei materiali la fonte
lupe capitoline, la Roma trionfante e le balaustre del disegno oxoniense ha invece come principali
ornate con vasi fioriti. Il foglio alla base della copia referenti le architetture capitoline, ancora in fase
di Vienna e l’originale di Oxford potrebbero aver di costruzione negli ultimi anni del XVI secolo
avuto anche un formato, un grado di finitezza e un sotto la direzione dello stesso Giacomo Della
risalto coloristico analoghi. Porta, e altri edifici di carattere civile dei grandi
architetti del Cinquecento romano realizzati con
Considerazioni sui materiali previsti opera mista di travertino e mattoni arrotati.
per la realizzazione del progetto di Oxford Oltre che con considerazioni di ordine forma-
e sul suo inserimento urbanistico le da parte del suo ideatore, il mancato impiego di
Il raffinato uso dell’acquerello nel disegno di marmi antichi e particolarmente di colonne nel
Oxford consente di comprendere quali fossero progetto di Oxford può essere interpretato, nella
i materiali con i quali la fontana avrebbe dovu- prossimità dell’evento giubilare del 1600, come
to essere posta in opera. Tutte le membrature una precisa richiesta del pontefice, intenzionato
architettoniche avrebbero dovuto essere realiz- a conservare questi preziosi elementi lapidei per
zate in travertino, mentre le ampie specchiature le opere di carattere sacro. I sistematici spogli
murarie all’interno dei cinque fornici della par- perpetrati dai predecessori di Clemente VIII, in
te principale della struttura avrebbero dovute particolare Gregorio XIII (1502-1585, pontefice
essere realizzate in mattoni a vista, conseguen- nel 1572) e Sisto V, tanto a danno di importanti
do un vivace effetto di contrasto cromatico e di monumenti della città di Roma che di venerate
distinzione strutturale delle varie parti. Per le memorie cristiane (i casi più celebri sono certo
statue e gli elementi ornamentali l’uso di un ac- quelli dell’abbattimento del Settizonio e dell’epi-
querello più chiaro rispetto a quello usato per scopio lateranense) avevano provocato una vera e
le membrature architettoniche e, in alcuni pun- propria penuria di questi elementi, aggravata da
ti, di un acquerello giallino sembrano suggeri- una contemporanea esplosione del gusto per le

62
21. Anonimo artista seicentesco, Progetto
per la mostra dell’Acqua Vergine nel sito
di Trevi con armi di papa Urbano VIII
(Wien, Albertina, Graphische Sammlung,
Rom AZ 12).

22. Anonimo artista seicentesco, Progetto


per la mostra dell’Acqua Vergine nel sito di
Trevi con armi di papa Urbano VIII (Wien,
Albertina, Graphische Sammlung, Rom AZ
12), dettaglio con una fontanella d’angolo
della recinzione.

incrostazioni marmoree nelle cappelle private42.


Dai documenti riportati da Lanciani nella
sua Storia degli scavi emerge chiaramente come
Clemente VIII si sia in più occasioni trovato in
difficoltà nel reperire gruppi o anche solo coppie
di colonne di una medesima qualità e dimensio-
ne per i cantieri intrapresi in vista del Giubileo,
dovendo ricorrere in alcuni casi a costose opera-
zioni di importazione di colonne da luoghi peri-
ferici dello stato pontificio o a controversi spogli
di antiche chiese periferiche e persino di alcuni
monumenti di altissimo significato civico come
l’arco di Costantino43.
Solo i grandi lavori di ricostruzione della nava-
ta di San Pietro sotto Paolo V, che comportarono
anche la demolizione di un gran numero di edifici
adiacenti all’antica San Pietro, misero di nuovo
a disposizione dei pontefici una gran quantità di
materiali pregiati destinabili, oltre che agli inter-
venti di arricchimento e restauro di edifici sacri, a si affacciava la mostra d’acqua di Niccolò V45. È
importanti commissioni pubbliche profane come dunque probabile che Clemente VIII prevedes-
la mostra dell’Acqua Paola al Gianicolo, le cui co- se di realizzare un certo numero di abbattimenti
lonne e marmi provennero per l’appunto dall’an- di edifici per ingrandire il sito di Trevi. Questa
tico palazzo Archipresbiteriale e dalla loggia delle ipotesi sembra suffragata dal fatto che in entram-
Benedizioni della basilica Vaticana44. È in questo be le proposte per la fontana le vasche e le loro
senso significativo osservare che anche il progetto complesse recinzioni di muretti, colonnette e ba-
viennese risulta completamente astilo. laustri si allargano per occupare una gran parte
In assenza di nuovi documenti è difficile della piazza. Ciò avrebbe permesso di isolare la
comprendere come la nuova costruzione avreb- mostra dalle aree transitabili circostanti e di sal-
be dovuto inserirsi nel sito di Trevi. Non si può vaguardare il labbro delle vasche, le sculture e gli
tuttavia credere che strutture come quelle mo- elementi architettonici più delicati dai danni che
strate nei disegni di Oxford e Vienna fossero un uso improprio da parte della popolazione, e
destinate a inserirsi nell’angusta piazzetta su cui particolarmente l’accostamento di carri, merci e

63
bestiame, avrebbe potuto arrecare46. allo stemma Barberini, sull’angolo a destra della
In entrambi i progetti la presenza di panche recinzione della mostra d’acqua. Questa gustosa
di pietra all’interno delle recinzioni configura invenzione sembra infatti una timida anticipazio-
inoltre quest’area di rispetto come luogo di sosta ne miniaturizzata della fontana delle Api realizza-
e di diletto per la popolazione urbana al riparo ta da Gianlorenzo Bernini nel 1644 (ill. 22). Altre
dal caldo e dalla polvere delle strade nella stagio- api sono disseminate sulla struttura. Nelle metope
ne estiva grazie alla frescura arrecata dallo zam- della trabeazione dorica della mostra esse si alter-
pillio delle acque e dal loro tracimare sul piano nano a soli raggianti, un altro emblema Barberini.
ribassato della piazza nel progetto di Oxford o Rispetto al modello oxoniense, il progetto
nelle “peschiere”, affossate e progressivamente viennese ha subito un capillare aggiornamento
digradanti in accordo con la pendenza del terre- iconografico. Tra i giunchi che incoronano il ma-
no verso est, nella proposta di Vienna47. scherone della nicchia centrale è inserita, con sgra-
devole aumento di scala rispetto alle altre sculture,
La lunga fortuna del progetto di Oxford una figura femminile, chiara allusione alla vergi-
Alcune evidenze permettono di affermare una du- ne che, secondo la leggenda narrata da Frontino,
ratura fortuna del progetto di Oxford nella storia avrebbe indicato le abbondanti e salubri sorgen-
successiva della fontana, il che potrebbe indicare ti di Salone ai soldati incaricati di ricercare vene
che esso fosse il disegno effettivamente prescelto d’acqua da incanalare nell’antico acquedotto51.
per la messa in opera. La pianta di Roma redatta da La figura del Tevere, collocata in basso sulla sini-
Giovanni Maggi (1566-1630) nel 1625, dunque al stra nel progetto di Oxford è sostituita con quella
tempo di papa Barberini, rappresenta la mostra di dell’Arno, impugnante un remo e appoggiato a un
Trevi non secondo l’aspetto quattrocentesco che grande leone, allusione araldica a Firenze, luogo
all’epoca ancora conservava, ma come un monu- natale del pontefice52. Sulla destra, la figura fem-
mentale prospetto alla moderna, coronato da un minile appoggiata a un cervo, armata d’arco e co-
frontone ricurvo con sculture. Certo questo pro- ronata da una falce di luna, è invece riconoscibile
spetto non si riferisce alla proposta tramandata dal come la dea Diana. Sopra la balaustra, la statua di
foglio di Vienna, mentre, per quanto è possibile Ercole è sostituita con una di Minerva. Entram-
comprendere pur nelle piccole dimensioni della be queste figure di divinità vergini potrebbero
rappresentazione, la fontana mostrata da Maggi essere state inserite come ulteriore riferimento al
potrebbe serbare, seppur con molte licenze, me- nome dell’acquedotto. Il sole raggiato, inserito al
moria della fontana di Oxford48. vertice della composizione sopra l’elmo della dea
Che quest’ultimo progetto sia stato percepito Roma potrebbe alludere alla rigenerazione della
a lungo come normativo, lo testimonia anche un Città Eterna per iniziativa del pontefice o essere
più tardo disegno relativo al rinnovamento della un simbolo di eternità secondo le indicazioni di
mostra d’acqua di Trevi redatto al tempo di Ur- Cesare Ripa53. Nel foglio viennese il toro posto
bano VIII (ill. 21). Questo progetto, conservato a destra della dea Roma in sostituzione di una
all’Albertina di Vienna49, ha avuto in passato una delle due lupe del disegno di Oxford è forse da
discreta fortuna critica, al punto di essere stato interpretarsi, assieme alla summenzionata rappre-
attribuito all’intervento di Gianlorenzo Ber- sentazione del sole, come un’allusione astrologica
nini, architetto dell’Acqua Vergine dal 1629, o alla data del Natale di Roma (21 Aprile), giorno
alternativamente a quello di Pietro da Cortona di ingresso del sole nel segno zodiacale del Toro.
(1596-1669)50. Tuttavia esso non è altro che una Il fatto che il progetto di Oxford sia stato
copia con piccole variazioni della parte principa- riproposto senza significativi aggiornamenti an-
le del progetto clementino di Oxford. cora oltre vent’anni dopo la morte di papa Al-
Dal punto di vista architettonico le modifiche dobrandini è segno evidente di un perdurante
consistono nell’inserimento di finestroni rettan- apprezzamento della proposta e probabilmen-
golari al centro delle campate delimitate dai pila- te del notevole prestigio dell’architetto che ne
stri bugnati (un elemento mutuato dal prospetto era autore. La natura di copia del disegno con
monumentale del “fontanone” dell’Acqua Paola al emblemi Barberini conservato a Vienna dal pre-
Gianicolo) e nella soppressione del tratto arretra- cedente progetto Clementino di Oxford fa evi-
to della mostra con la statua di Nettuno e l’arco- dentemente cadere la tradizionale attribuzione
ne di collegamento con l’acquedotto al di sopra a Gianlorenzo Bernini. Più probabile invece
di via del Lavatore. Quest’ultima variazione po- che l’aggiornamento del vecchio progetto cle-
trebbe testimoniare che in questo periodo era già mentino sia stato prodotto a istanza delle magi-
stata presa la decisione di erigere la nuova mostra strature del Popolo Romano quando architetto
d’acqua sul lato nord della piazza anziché su quel- dell’Acqua Vergine era Pietro Bernini (1562-
lo est. Sul piano decorativo le variazioni rispetto 1629, in carica dal 1623)54, ossia nei primi tempi
al disegno di Oxford sono di poco conto a parte del pontificato di Urbano VIII, come mezzo per
l’ovvio aggiornamento degli stemmi araldici. L’u- interessare il pontefice a intervenire nell’edifi-
nico elemento d’interesse tra le novità introdotte cazione di una nuova più adeguata mostra d’ac-
è rappresentato dalla fontanella con l’ape, ver- qua sul sito di Trevi in occasione dell’imminen-
sante acqua in una conchiglia, allusione araldica te giubileo del 1625.

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1. Cfr. J.A. Pinto, The Trevi Fountain, formazione e della dispersione della col- “Il remo dimostra esser fiume navigabile, principale e particolarmente della fac-
New Haven 1986. lezione da questi assemblata, cfr. C.M. & commodo alle mercantie” (ivi). Esso è ciata sul giardino, oggi molto alterata, e
Sicca (a cura di), John Talman, an early pertanto un elemento appropriato anche del suo parco con fontane, statue, vasi,
2. Giacomo Della Porta (qui attribuito), eighteenth-century connoisseur, New Hav- per il fiume Arno. cippi e palle ornate di emblemi araldici,
Progetto per la mostra dell’Acqua Vergine nel en, 2008. sono frutto dell’intervento, tra il 1601 e
sito di Trevi, Oxford, Ashmolean Museum 14. A. Bedon, La realizzazione del Cam- il 1602, di Giacomo Della Porta e Carlo
of Art and Archaeology, Gibbs Collection, 4. G. Panimolle, Gli acquedotti di Roma pidoglio michelangiolesco all’epoca di Sisto V Maderno. Cfr. L. Callari, Le ville di Roma
vol. V, f. 84; 523×367 mm; penna e in- antica, Roma 1984, I, p.19. e la situazione urbana della zona capitolina, [1934], Roma 1968, pp. 174-187; I. Belli
chiostro su carta, diluizione d’inchiostro in Il Campidoglio…, cit. [cfr. nota 12], pp. Barsali, Ville di Roma, Roma 1970 (Ville
e acquerelli di vario colore su costruzione 5. Pinto, The Trevi…, cit. [cfr. nota 1], pp. 76-84, pp. 78-79 e Ead., Il Campidoglio. Italiane - Lazio, 1), pp. 394-395. I globi
di linee incise con stilo e tracce di grafite, 28-31. Storia di un monumento civile nella Roma stellati e talvolta cinti anche dalla barra
carboncino nero e gessetto rosso; fori di papale, Milano 2008, pp. 273-277. Cfr. dentata dell’emblema Aldobrandini sono
compasso e interventi di collage. 6. C. D’Onofrio, Acque e fontane di Roma, anche supra, nota 12. portatori di un messaggio simbolico ben
Roma 1977, p. 534; Pinto, The Trevi…, chiarito da Giovanni Battista Agucchi
3. La provenienza del foglio dalla col- cit. [cfr. nota 1], pp. 45-49. 15. E. Fasano Guarini, Aldobrandini Pie- (1570-1632): “[…] niuno può usare me-
lezione Talman è chiarita dalle peculiari tro, in Dizionario Biografico degli Italiani, glio l’orbe celeste che gli Aldobrandini
caratteristiche del montaggio del foglio 7. Ivi, pp. 37-39. II, Roma 1960, pp. 107-112. perché l’impresa dell’arme loro pare che
antico sul passepartout e dalla presen- imiti un cerchio celeste co’ gradi, e con le
za di una delle caratteristiche bordure 8. Per una chiara rappresentazione dia- 16. Nel già nominato teatro delle Acque stelle intorno” Cfr. Fagiolo, Nuove rifles-
decorative; in questo caso due sottili grammatica dei mutamenti intervenuti di villa Aldobrandini, affidato alla proget- sioni…, cit. [cfr. nota 16], p. 11.
linee d’oro fissato con gomma arabica. nell’area della piazza nel corso del XVII tazione di Giacomo Della Porta a partire
Le modalità di ingresso di questo dise- secolo cfr. M. Fagiolo, La Fontana di Tre- dal 1598-1599 benché realizzato solo a 26. Su Giacomo Della Porta architetto
gno all’interno della raccolta Talman vi da Bernini e Pietro da Cortona a Nicola partire dal 1602 con l’intervento di Carlo dell’Acqua Vergine si veda P. Pecchiai,
non sono chiare, ma certamente esso Salvi, in M. Fagiolo (a cura di), Roma Ba- Maderno e Giovanni Fontana, Ercole è Acquedotti e fontane di Roma nel Cinque-
fu acquisito da William Talman prima rocca. I protagonisti, gli spazi urbani, i gran- impegnato ad assistere Atlante nel gra- cento, Roma 1944, pp. 15-18 e A. Bedon,
del 1694. Alcuni elementi della decora- di temi, Roma 2013 (Atlante del Barocco voso ruolo di sostegno della sfera cele- Della Porta Giacomo, in Dizionario Biogra-
zione del progetto per la fontana sono in Italia, quaderni 2), p. 413, fig, 5. ste, volendosi con ciò significare il ruolo fico degli Italiani, XXXVII, Roma 1989,
infatti citati nel progetto per il fronte di Pietro Aldobrandini quale assistente pp. 160-170.
principale per il cosiddetto Trianon di 9. Cfr. in particolare H. Giess, Studien dello zio Clemente VIII nel sostegno
Guglielmo III nei pressi del palazzo di zur Farnese Villa am Palatin, in “Romi- dell’orbe cattolico. Cfr. M. Fagiolo, Nuo- 27. Limitandosi ai soli disegni di alzato
Hampton Court di quello stesso anno. sches Jahrbuch für Kunstgeschichte”, ve riflessioni sul Teatro dell’Acqua di Villa attualmente attribuiti a Giacomo Della
Per i progetti di William Talman per XIII, 1971, pp. 179-229. Aldobrandini: la Nave, Ercole, l’Armonia, Porta va detto che essi, anche tenendo
il Trianon, cfr. J. Harris, The Hampton in M.B. Guerrieri Borsoi, Il sistema delle conto dell’ampio arco cronologico e delle
Court Trianon Designs of William and 10. Questa struttura, che tuttora soprav- arti nel territorio delle ville tuscolane, intro- diverse circostanze in cui possono esse-
John Talman, in “Journal of the War- vive parzialmente interrata, aveva attirato duzione di M. Fagiolo, Roma 2016, pp. re stati elaborati, non sembrano tuttavia
burg and Courtauld Institutes”, XXIII, l’interesse di Pirro Ligorio che ne aveva 8-16, p. 14. chiaramente riconducibili a una stessa
1/2, 1960, pp. 139-149. Chi scrive ha proposto una ricostruzione, forse nota mano. È ad esempio impossibile accostare
prodotto un completo catalogo di tutti all’autore del progetto di Oxford. Per 17. D’Onofrio, Acque e fontane…, cit. [cfr. tra loro gli schizzi del Gabinetto Disegni
i disegni della collezione Talman presso l’interesse degli architetti rinascimentali nota 6], p. 164-172; C. D’Onofrio, Le fon- e Stampe degli Uffizi e del Victoria &
l’Ashmolean Museum nel corso della sua nei confronti dell’arco di Claudio, cfr. D. tane di Roma, Roma 1986, pp. 108-112. Albert Museum creduti per Porta del Po-
tesi di laurea magistrale e della sua tesi Karmon, Restoring the ancient water supply polo (per i quali cfr. K. Swager, Die Porta
di dottorato, entrambe redatte sotto la system in Renaissance Rome: the Popes, the 18. D’Onofrio, Acque e fontane…, cit. [cfr. Pia in Rom: Untersuchungen zu einem “ver-
tutela scientifica di C.M. Sicca Bursill civic administration, and the Acqua Vergine, nota 6], p. 290; D’Onofrio, Le fontane di rufenen Gebäude”, in “Münchner Jahrbuch
Hall e discusse rispettivamente nell’ot- in Aquae urbis Romae: The Waters of the Roma, cit. [cfr. nota 17], p. 274; C. Pie- der bildenden Kunst”, XXIV, 3, 1973, pp.
tobre 2010 e nel giugno 2016. Il lavoro City of Rome, pp. 11-12 (www. iath.virgi- trangeli, San Giovanni in Laterano, Firen- 33-96 e Id., Giacomo della Portas Herkunft
di ricerca ha condotto a molte nuove na.edu/waters). ze 1990, p. 302. und Anfänge in Rom. Tatsachen, Indizien,
attribuzioni di autore e soggetto per i Mutmassungen, in “Römisches Jahrbuch
fogli della raccolta presso l’Ashmolean 11. Per questo tema iconografico cfr. 19. Roma la città dell’acqua, catalogo della für Kunstgeschichte”, XV, 1975, pp. 111-
Museum e in altri fondi collezionistici K. Hermann Fiore, “Roma trionfante”. mostra (Roma, Biblioteca Casanatense, 141, pp. 124, 131-133 e P. Ward-Jackson,
dove i disegni Talman si sono riuniti a Riverberi del tema di Flavio Biondo sulle 12 ottobre-26 novembre 1994), a cura di Victoria and Albert Museum, Italian Draw-
seguito della dispersione della raccolta facciate romane del Cinquecento: il caso del A.A. Cavarra, Roma 1994, p. 421. ings, London 1979, I, Appendix B, B1, p.
nel 1727. I risultati di questi studi sono Collegio Capranica decorato da Polidoro e 250), i rilievi per Sant’Andrea sulla via Fla-
stati in parte comunicati in alcuni arti- Maturino, in Il Rinascimento a Roma. Nel 20. Cfr. rispettivamente D’Onofrio, Ac- minia conservati nel Nationalmuseum di
coli e interventi a convegni di studi e segno di Michelangelo e Raffaello, catalogo que e fontane…, cit. [nota 6], pp. 256-258 Stoccolma (Schwager, Giacomo della Por-
in schede del database della collezione della mostra (Roma, Museo della Fonda- e pp. 186-187, 321-326; D’Onofrio, Le tas…, cit., [in questa nota], pp. 128-129), il
(C.M. Sicca [a cura di], John Talman. zione Roma, Palazzo Sciarra, 25 ottobre fontane di Roma, cit. [nota 17], pp. 242- disegno di sezione della crociera e cupola
An early eighteenth-century collector of 2011-12 gennaio 2012), a cura di M.G. 244, e pp. 124-126, 291-294.. della chiesa del Gesù degli Uffizi (J. Tutt-
drawings, “http://talman.arte.unipi.it/”), Bernardini e M. Bussagli, Milano 2011, le, B. Adorni, C.L. Frommel, C. Thoe-
tuttora in continuo aggiornamento. Al- pp. 42-51. 21. Bedon, Il Campidoglio…, cit. [cfr. nota nes (a cura di), Jacopo Barozzi da Vignola,
tri articoli su disegni di particolare inte- 14], pp. 287-289. Milano 2002, cat. n. 156, con bibliografia
resse seguiranno col tempo così come la 12. S. Vittozzi, Il reimpiego dell’antico sul precedente), i disegni attestanti lo stato
pubblicazione di un catalogo comples- colle capitolino sotto il pontificato di Sisto V, 22. A. Pinelli (a cura di), La Basilica di dei lavori del portico del palazzo dei Con-
sivo dei disegni racchiusi negli album in Il Campidoglio e Sisto V, catalogo della San Pietro in Vaticano, I-IV, Modena 2000 servatori conservati presso l’Albertina di
Talman presso l’Ashmolean Museum di mostra (Roma, Musei Capitolini, 20 apri- (Mirabilia Italiae, 10), I, p. 459, cat. nn. Vienna (Bedon, Il Campidoglio…, cit. [cfr.
Oxford. Qui si segnala per l’affinità col le-31 maggio 1991), a cura di L. Spezza- 151-153. nota 14], p. 172), i fogli di progetto per
tema del contributo la prossima uscita di ferro e M.E. Tittoni, Roma 1991, pp. 85- le grandi facciate di San Luigi dei Fran-
un articolo intitolato “Diverse e Memora- 115, pp. 93, 108-114. 23. S. Benedetti, G. Zander, L’Arte in cesi e Sant’Andrea della Valle, sempre a
bili cose”. Disegni di architettura del tempo Roma nel secolo XVI, I-II Bologna 1990- Vienna (N. Caflisch, Carlo Maderno. Ein
di Clemente VIII nella collezione Talman. 13. Cesare Ripa così descrive la figura di 1992 (Storia di Roma, XXIX), I (1990), Beitrag zur Geschichte der römischen Barock-
Tra i fogli che vi saranno illustrati è di questo fiume: “Un vecchio con barba, e p. 760. architektur, München 1934, pp. 49-50; H.
particolare interesse un progetto trac- con capelli lunghi, che giacendo sia posa- Hibbard, The Early History of Sant’Andrea
ciato da Giovanni Guerra per una confi- to […] & a canto vi farà à giacere un Le- 24. S.F. Ostrow, The tomb of cardinal della Valle, in “The Art Bulletin”, XLIII,
gurazione planimetrica e decorativa del one […] i Fiorentini si elessero per loro Francisco de Toledo at S. Maria Maggiore: 4, 1961, pp. 289-318; Schwager, Giacomo
piano nobile del palazzo Apostolico va- insegna […] fra gl’animali il Leone, si a new work by Giacomo Della Porta and della Portas…, cit. [in questa nota]). La
ticano radicalmente diversa dall’attuale, come Rè di tutti gl’animali […]” (Cesare Egidio della Riviera, in “Ricerche di Storia paternità a Giacomo Della Porta del pro-
già oggetto di una prima presentazione Ripa, Iconologia…, Roma, Heredi di Gio. dell’arte”, 21, 1983, pp. 86-96. getto per la facciata di Sant’Andrea della
all’interno di un intervento dell’autore Gigliotti, 1593, p. 239. Il remo non è spe- Valle (Wien, Albertina, Graphische Sam-
al convegno Microarchitecture et figures cifico attributo del fiume Arno secondo 25. La villa Aldobrandini a Monte Ma- mlung, Az. It. 1287) è stata recentemen-
de Bâti: l’échelle à l’épreuve de la matière Ripa. Tuttavia quest’ultimo è elemento gnanapoli è attribuita nella sua prima te contestata in D. Ferrara, La fabbrica di
(Paris, Institut national d’histoire de assegnato da Ripa ad altre figure di fiumi definizione a Carlo Lombardi (1554- Sant’Andrea della Valle: problemi e interpre-
l’art, 8-10 dicembre 2014). Per la figu- per simboleggiare la loro navigabilità. A 1619). Gli elementi maggiormente si- tazioni, in A. Costamagna, D. Ferrara, C.
ra di John Talman e per la tappe della proposito del Tevere scrive infatti il Ripa: gnificanti della decorazione del casino Grilli (a cura di), Sant’Andrea della Valle,

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Milano 2003, p. 35. Secondo Ferrara i due rughe in Piazza Mattei a Roma, in “Storia di restauro della basilica Lateranense: passerelle curvilinee e dei ponticelli che
leoni presenti nel timpano sarebbero da dell’arte”, 50-52, 1984, pp. 187-203. “Nostro Signore […] s’intende abbia si stendono sulle vasche. Fagiolo ritiene
considerarsi elementi araldici Peretti, il anco resoluto di far portare da Nettuno che il disegno di questo insieme di ba-
che dovrebbe portare a una datazione del 32. J. von Henneberg, Emilio dei Cavalie- più di 30 colonne nascoste in quel porto cini interrati circondati da balaustre sia
disegno al 1604, quando, morto il primo ri, Giacomo Della Porta and Giovanni Bat- […] et pigliar quelle che stanno in cam- memore dei progetti ligoriani per villa
protettore della fabbrica, il cardinale Al- tista Montano, in “Journal of the Society po vaccino a fin di farle mettere di qua d’Este a Tivoli. Cfr. Fagiolo, La Fonta-
fonso Gesualdo (1540-1603), gli subentrò of Architectural Historians”, XXXVI, 4, e di là della nave maggiore […] volendo na di Trevi…, cit. [cfr. nota 8], , pp. 415.
il cardinale Alessandro Damasceni Peret- 1977, pp. 252-255. sua Santità far nelle navi minori cappel- Tuttavia un parallelo più preciso può
ti-Montalto (1571-1623). Tuttavia i leoni le del tutto et il porticale”; cit. in Pie- essere trovato nella fontana dei Mori di
suddetti non recano in mano il caratteri- 33. A tale riguardo potrebbe avuto un trangeli, San Giovanni …, cit. [cfr. nota villa Lante a Bagnaia con le sue ampie
stico trimonte dell’araldica Peretti, come particolare rilievo la possibilità di osser- 18], pp. 147-148. Per il prelevamento peschiere che si allargano tutte all’in-
sostenuto da Ferrara, bensì un giglio. I vare dal vero il cortile di Bartolomeo Am- dall’arco di Costantino di una colonna torno. La fontana dei Mori della villa di
due leoni sono pertanto chiaramente ele- mannati per Palazzo Pitti (1560-1568). di marmo giallo necessaria nel cantiere Bagnaia era un modello attualissimo al
menti araldici dello stemma Gesualdo, il della nave clementina di San Giovanni tempo di papa Aldobrandini. Le ricer-
che conferma una datazione antecedente 34. Anonimo artista seicentesco, Copia di in Laterano e la sua sostituzione con che di Fagiolo hanno precisato l’attribu-
al 1603. La paternità dellaportiana del un progetto di Giacomo Della Porta per la altra di marmo bianco, cfr. R. Lanciani, zione della fontana a Giovanni Guerra e
progetto è del resto confermata dall’iscri- Fontana di Trevi, Wien, Albertina, Rom Storia degli scavi di Roma e notizie intor- la datazione al 1598 in occasione di una
zione posta in calce al disegno: “disegno AZ 11; 37×240 mm; penna e inchiostro su no le collezioni romane di antichità, I-IV, visita di Clemente VIII alla villa allora
di Jacomo Della Porta, fatto per il Card. carta, inchiostro diluito, acquerello violet- Roma 1902-1912, IV (1912), p. 187. di proprietà del cardinale Alessandro
Gesualdo ma non fu messo in opera”. Il to su una preparazione di linee tracciate Altre colonne per questa stessa impre- Damasceni Peretti-Montalto, nipote di
disegno può tuttavia essere stato traccia- con grafite, senza uso di stilo o compasso. sa architettonica vennero prelevate dal Sisto V. Cfr. M. Fagiolo, Vignola. L’ar-
to da Carlo Maderno come suggerisce lo portico della stessa basilica Lateranense, chitettura dei principi, Roma 2007, pp.
stesso Ferrara, sebbene anche la questione 35. Disegno e progetto sono attribui- da Santa Croce in Gerusalemme, da San 240-245.
dell’effettiva autografia dei disegni attri- ti a Giacomo Della Porta in H. Egger, Pietro. In generale per le notizie sugli
buiti a Carlo Maderno sia tutt’altro che Architektonische Handzeichnungen Alter spogli condotti da Clemente VIII, la 48. La prima segnalazione di una fon-
definitivamente chiarita. Meister, Wien 1910, D’Onofrio, Le fon- maggior parte dei quali sono concomi- tana monumentale alla moderna anziché
tane di Roma, cit. [cfr. nota 17], p. 460; tanti con i lavori per il giubileo del 1600 della vecchia mostra d’acqua di Niccolò
28. Cfr. H. Hibbard, Giacomo Della Porta Fagiolo, La Fontana di Trevi…, cit. [cfr. cfr., ivi, pp. 179-212. V sul sito di Trevi nella Pianta del Maggi
on Roman Architects, 1593, in “The Bur- nota 8], pp. 415-416 e Id., Nuove riflessio- è avvenuta in S. Borsi, Roma di Urbano
lington Magazine”, CIX, 777, 1967, pp. ni…, cit. [cfr. nota 16]. Pinto lascia invece 44. Un avviso del 28 luglio 1610 intimava VIII. La pianta di G. Maggi, 1625, Roma
713-714. in sospeso la questione della paternità del che “[…] si continuasse il gettito di detto 1990, pp. 60-61. Borsi era convinto che
progetto, limitandosi a indicare il foglio palazzo archipresbiteriale et della loggia l’intervento di Maggi potesse serbare
29. Per il primo disegno cfr. Exhibition of come opera anonima. Pinto, The Trevi della Beneditione, le cui colonne et altre memoria di un progetto di Della Por-
Old Master Drawings, catalogo della mo- Fountain, cit. [cfr. nota 1], pp. 37-38. pietre devono servire alla prospettiva, ta. Di diverso avviso è Fagiolo il quale
stra (London, 27 giugno-8 luglio 1977), che farà l’acqua Paolina sotto San Pietro ritiene che la veduta mostri un origina-
a cura di K. De Rothschild, cat. n. 10 36. A. Russo, Girolamo Rainaldi architetto Montorio”, doc. cit. in J.A.F. Orbaan, Der le progetto del tempo di Paolo V. Cfr.
(con attribuzione a Cherubino Alberti); del popolo romano: progetti per Roma e per il Abbruch Alt-Sankt-Peters, 1605-1615, in Fagiolo, La Fontana di Trevi…, cit. [cfr.
Fagiolo, Nuove riflessioni…, cit. [cfr. nota Duomo di Milano in “Palladio”, n.s., XX- “Jahrbuch der Preußischen Kunstsamm- nota 8], p. 416.
16] e M.B. Guerrieri Borsoi, Un disegno di VII, 53, 2014, pp. 23-32. lungen”, XXXIX, 1918, pp. 1-139, p.
Giovanni Guerra per Belvedere, in Ead., Il 86 e P. Di Benedetti, Una nuova vita per 49. Anonimo artista seicentesco, Progetto
sistema delle arti…, cit. [cfr. nota 16], pp. 37. Per questo disegno cfr. ivi. le memorie medievali e rinascimentali della per la mostra dell’Acqua Vergine nel sito di
51-52. Per il disegno di Salisburgo cfr. Basilica di San Pietro, in La basilica di San Trevi con armi di papa Urbano VIII, Wien,
Fagiolo, Nuove riflessioni…, cit. Fagiolo 38. Le misure del foglio sono davvero Pietro. Fortuna e immagine, atti del conve- Albertina, Graphische Sammlung, Rom
è autore dell’attribuzione a Della Porta esigue per un progetto così vasto e ricco gno (Roma, 11-13 novembre 2009), a cura AZ 12; 450×320 mm; penna e inchiostro
e Guerra del foglio, precedentemente di minuti dettagli ornamentali. Cfr. supra, di G. Morello, Roma 2012, pp. 197-243, su carta, diluizione d’inchiostro e acque-
assegnato alla cerchia di Domenico Fon- nota 34. p. 211. L’8 settembre un altro breve torna relli di vario colore su costruzione di li-
tana in K. Rossacher, Salzburger Barock- a intimare la fornitura delle colonne per nee incise con stilo e tracce di grafite.
museum, Sammlung, Salzburg 1983, pp. 39. Cfr. rispettivamente e in particolare la fontana: “[…] per servitio della mostra
186-187. L. Maggi, Giacomo della Porta, il S. Paolo che si deve fare di detta acqua Paola à San 50. Cfr. D’Onofrio, Le fontane di Roma,
alle Tre Fontane, Roma 1996 e Pietrange- Pietro in Montorio, ci contentiamo anco cit. [cfr. nota 17], p. 420; Pinto, The Trevi
30. Le fontane del parco della villa me- li, San Giovanni…, cit. [cfr. nota 18], pp. di con[ce]derli per detta mostra le quat- Fountain, cit. [cfr. nota 1], pp. 41-42 e Fa-
dicea di Pratolino e quelle del giardino 418-20. tro colonne di Granito che sono sopra la giolo, La Fontana di Trevi…, cit. [cfr. nota
Orsini a Bomarzo furono rilevate da scalinata di detta Chiesa di San Pietro con 8],, p. 416. Fagiolo ritiene che il progetto
Giovanni Guerra in una serie di elegan- 40. In generale sui rapporti di collaborazio- le due Colonne di marmo bianco […] che sia “riconducibile ai modi di Pietro da
ti tavole con didascalie in lettere capitali ne professionale di Girolamo Rainaldi con tal è mente nostra non ostanti qualsivoglia Cortona”.
conservate a Vienna (Albertina) vero- l’anziano Della Porta, determinanti per la cosa in contrario» (cit. in Di Benedetti,
similmente in vista di una traduzione maturazione dello stile di Rainaldi, cfr. F. Una nuova vita …, cit., p. 211). 51. Sextus Iulius Frontinus, De aquae-
a stampa per un progetto editoriale poi Fasolo, L’opera di Hieronimo e Carlo Rainaldi ductu urbis Romae, a cura di R.H. Rodges,
non realizzatosi. Cfr. Libri di immagini, (1570-1655 e 1611-1691), Roma 1961. 45. Cfr. supra, nota 8. Cambridge 2004, Liber Primus, 10.
disegni e incisioni di Giovanni Guerra (Mo-
dena 1544-Roma 1618), catalogo della 41. Cfr. T. Manfredi, La presenza di archi- 46. Simili preoccupazioni emergono 52. Per l’iconografia del fiume Arno, cfr.
mostra (Modena, Palazzo dei Musei, 18 tetti e maestranze ticinesi nel sistema dell’e- chiaramente nel testo di un editto diretto supra, nota 13.
marzo-30 aprile 1978), a cura di E. Cec- dilizia pubblica a Roma da Sisto V a Urbano alla salvaguardia delle fontane pubbliche
chi Gattolin e E. Parma Armani, Mode- VIII, in Il giovane Borromini. Dagli esordi di Roma del 1626. Questo stabiliva: “che 53. “[…] il Sole, e la Luna sono perpetui
na, 1978, pp. 17-18 e pp. 69-76; P. Bocci a San Carlo alle Quattro Fontane, catalogo dentro di esse nessuna persona ci pos- genitori delle cose, & per propria virtù
Pacini, Le statue classiche di Pratolino, in della mostra (Lugano, Museo Cantonale sa notare, ne meno lavar panni, stracci, generano e conservano, & danno il nu-
Il giardino d’Europa. Pratolino come mo- d’Arte, 5 Settembre-14 Novembre 1999), cerchi, barili, herbaggi, carne, pesci, in- trimento a tutti li corpi inferiori, il che
dello nella cultura europea, catalogo della a cura di M. Kahn-Rossi e M. Franciolli, salata, né in esse buttarci veruna qualità fu molto bene considerato da gli antichi
mostra (Firenze, Palazzo Medici Riccar- Milano 1999, pp. 209-222: p. 221. d’immonditie, e sporcitie specialmente Egitij, per rappresentare l’eternità, cre-
di-Pratolino, Villa Demidoff, 25 luglio-7 cani, gatti, o altri animali vivi o morti, né dendo fermamente, che questi due lumi
settembre 1986), a cura di A. Vezzosi, Fi- 42. Per uno sguardo complessivo su que- tenerci sorte alcuna robba da rinfrescare, del mondo fussero per durare infiniti se-
renze 1986, pp. 26-54. sto genere di interventi cfr. in particolare o bagnare, ne meno nelli balaustri, e pie- coli, & che fussero conservatori, & anco
A. Di Castro, Rivestimenti e tarsie marmo- tre che sono intorno” (documento citato nutritori di tutte le cose create sotto di
31. L’influenza esercitata dal gusto to- ree a Roma tra il Cinquecento e il Seicento, in Roma la città dell’acqua …, cit. [cfr. nota loro”, Ripa, Iconologia…, cit. [cfr. nota
scano di Landini su Della Porta nella in A. Di Castro, P. Peccolo, V. Gazzani- 19], p. 146. 13], p. 221.
progettazione delle fontane pubbliche ga (a cura di), Marmorari e argentieri a
romane è stata già in passato segnalata, Roma e nel Lazio tra Cinquecento e Seicento, 47. Si noti come il progressivo abbassa- 54. Sull’impegno di Pietro Bernini qua-
in particolare nella concezione generale Roma 1994, pp. 9-158. mento delle vasche allontanandosi dal le architetto dell’Acqua Vergine cfr. H.
della struttura marmorea della fontana prospetto della mostra nel disegno di Hibbard, I.B. Jaffe, Bernini’s Barcaccia, in
delle Tartarughe (1578). Cfr. C. Benoc- 43. Cfr. in particolare il testo di un av- Vienna renda possibile l’inserimento di “The Burlington Magazine”, CVI, 733,
ci, Taddeo Landini e la fontana delle tarta- viso del 3 luglio 1596 riferito ai lavori piccole bocche d’acqua nei fianchi delle 1964, pp. 159-170.

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