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Annali di architettura

Annali di architettura
rivista fondata da André Chastel

Direttore Rivista di classe A nell’elenco


Fernando Marías dell’Agenzia nazionale di valutazione
del sistema universitario e della ricerca
Comitato di redazione (ANVUR, http://www.anvur.it/)
Guido Beltramini pubblicato il 6/04/2021: codice
Howard Burns ISSN 1124-7169.
Cammy Brothers
Caroline Elam This journal was approved on 2020-09-29
Francesco Paolo Fiore according to ERIH PLUS criteria for inclusion
Christoph L. Frommel (https://dbh.nsd.uib.no/publiseringskanaler/
Pierre Gros erihplus/).
Jean Guillaume
Fernando Marías
Silvia Moretti

Redazione
Ilaria Abbondandolo

Editing
Francesco Brunelli

Impaginazione
Laura Ribul, Studio Bosi, Verona

In copertina, “Eurídice desciende


definitivamente al mundo de los muertos”.
Manuel Tolsá, Colegio de Minería (1797-1811)
de la Ciudad de México.
Fotografia di Joaquín Bérchez (2007)

Pubblicazione annuale
Prezzo di un numero € 45,00

Per informazioni
https://www.palladiomuseum.org/annali/
annali@cisapalladio.org

Stampato in Italia
© Copyright 2021
Centro Internazionale di Studi
di Architettura Andrea Palladio
www.palladiomuseum.org

Realizzazione
Marsilio Editori® s.p.a.
www.marsilioeditori.it

isbn 978-88-297-1404-9
Tutti i diritti riservati
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Annali di architettura 2020
Rivista del Centro Internazionale
di Studi di Architettura
Andrea Palladio
CENTRO INTERNAZIONALE Presidente Consiglio scientifico Direttore
DI STUDI DI ARCHITETTURA Lino Dainese Howard Burns, presidente Guido Beltramini
ANDREA PALLADIO Donata Battilotti
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Antonio Foscari, vicepresidente Barry Bergdoll Nicoletta Dalla Riva
Soci fondatori Luisa Benedini Cammy Brothers Giulia Artuso
Regione del Veneto Roberto Ditri Matteo Ceriana
Provincia di Vicenza Federico Faggin Giorgio Ciucci Segreteria culturale e collezioni
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Artigianato Agricoltura di Vicenza Bianca de Divitiis Francesco Marcorin
Accademia Olimpica Revisori dei conti Caroline Elam Elisabetta Michelato
Diego Finco, presidente Francesco Paolo Fiore Daniela Tovo
Soci partecipanti Ornella Lechiara Christoph L. Frommel con
FASE SpA Gennaro Pierri Luisa Giordano Greta Cappozzo
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Jean Guillaume Alice Montagnin
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OTB Foundation Douglas Lewis Simone Baldissini
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Sostengono con l’Art Bonus Werner Oechslin
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Palladio Group Susanna Pasquali
RM Holding Srl Mario Piana
Fernando Rigon Forte
Dmitry O. Shvidkovsky
Vitale Zanchettin
Sommario 89 Flaminia Bardati
Leonardo, Domenico da Cortona
e il modello ligneo per il castello
7 Pierre Gros di Chambord. Nuove ipotesi sulla genesi
La Rome de César et du Haut Empire. del progetto
Les grands travaux comme l’expression
d’une puissance démiurgique: arrogance 105 Marco Capponi
du pouvoir et limites techniques Architettura e fallimento: la chiesa
teatina di San Nicolò da Tolentino
13 Andrea Moneti a Venezia (1590-1602), con un disegno
Una nuova proposta nel dibattito attribuito a Vincenzo Scamozzi
intorno alla forma di una cupola
di villa Adriana 119 Gaia Nuccio
Guarino Guarini a Parigi e la chiesa
21 Giovanni Di Pasquale di Sainte-Anne-la-Royale: nuove
La costruzione della Colonna Traiana, acquisizioni documentarie
un’ipotesi

33 Vittorio Pizzigoni 135 Abstracts


La scanalatura dorica, tra Raffaello
e Perin del Vaga. Gli esempi 137 Profili
della cappella Caracciolo di Vico
a Napoli e del palazzo del Principe 138 Francesca Braga Rosa
Andrea Doria a Genova Metodologia di restauro della facciata
di palazzo Valmarana Braga a Vicenza
51 Giovanni Santucci
I progetti di Baldassarre Peruzzi 148 Recensioni
per il duomo di Siena. Uno sguardo
d’insieme 157 Notiziario del CISA Andrea Palladio
Giovanni Santucci I progetti di Baldassarre Peruzzi per il duomo di Siena.
Uno sguardo d’insieme

L’impegno progettuale di Baldassarre Peruzzi zi per la cattedrale di Siena, considerandoli nel


per l’Opera del duomo senese di Santa Maria contesto storico e sociale della Siena del tempo
Assunta è è stato già in passato oggetto d’inda- e in relazione alle personalità preposte alla re-
gine in contributi dedicati all’analisi di singoli alizzazione delle opere in cattedrale; non solo i
disegni o di gruppi di disegni per la soluzione di membri della Balìa nei vari avvicendamenti di
determinati problemi posti dal secolare cantiere. parti al governo dello Stato, ma anche le autorità
Particolare attenzione è stata data in anni recenti religiose locali. È in questo modo possibile di-
ai progetti di Peruzzi per la ridefinizione del pre- scutere molti aspetti iconografici e stilistici sino-
sbiterio con la creazione di una nuova abside e ra poco considerati ma utili a stabilire quali siano
di un nuovo altare maggiore, uniche, tra le varie gli elementi di continuità e rottura delle nuove
proposte da lui avanzate con accurati elabora- proposte rispetto alle strutture preesistenti della
ti grafici per l’arricchimento e l’aggiornamento cattedrale di Santa Maria Assunta e alle più si-
decorativo della cattedrale medievale, a essere gnificative opere medievali e quattrocentesche in
effettivamente giunte a realizzazione, sebbene in essa custodite nei primi decenni del Cinquecen-
parte in forma postuma e con alterazioni di ca- to. L’articolo considera inoltre il rapporto tra le
rattere formale e iconografico rispetto a quanto proposte di Peruzzi per l’aggiornamento deco-
mostrato dai fogli autografi dell’artista. Grande rativo della cattedrale e analoghi progetti avan-
interesse hanno inoltre suscitato i disegni di Pe- zati in diversi contesti nello stesso periodo. In
ruzzi per il completamento del cosiddetto “duo- relazione ai disegni per il duomo nuovo, infine,
mo nuovo”, il grande cantiere di espansione della all’indagine critica delle varie proposte avanzate
cattedrale che avrebbe dovuto incorporare una dall’architetto questo studio affianca alcune ipo-
parte delle preesistenti strutture dell’edificio sa- tesi di ricostruzione basate su un fitto intreccio
cro in funzione di transetto, rimasto incompiuto di dati metrici ricavabili dai disegni stessi e dai
sin dalla metà del Trecento. rilievi delle strutture con le quali essi erano desti-
Tuttavia, le indagini sui disegni per gli inter- nati a integrarsi. Si dimostra così che l’approccio
venti da operare nel corpo del “duomo vecchio” di Baldassarre Peruzzi rimane sostanzialmente
e quelle rivolte ai progetti per il completamento costante nelle varie proposte progettuali per la
del duomo nuovo sono state condotte in modo cattedrale senese elaborate nell’arco di oltre dieci
sostanzialmente incomunicante, se non in studi anni, alla ricerca di un equilibrio tra l’aspirazio-
di carattere più generale sull’architetto e sull’in- ne al rispetto dei modelli antichi e la volontà di
sieme delle attività da lui svolte a Siena, troppo raggiungere un buon accordo tra le opere da rea-
sintetici per poter considerare in dettaglio i sin- lizzare e le preesistenze architettoniche, figurati-
goli disegni per il cantiere della cattedrale. In tal ve e decorative del vasto e composito organismo
modo è accaduto che i progetti per il comple- della cattedrale senese.
tamento delle strutture della nuova cattedrale
siano stati interpretati come disegni di carattere Elementi di contesto
utopico, sviluppati da Peruzzi in una prospettiva I progetti di Baldassarre Peruzzi (1481-1536)
puramente teorica al di là di ogni reale pensiero per il duomo di Siena si collocano in un momen-
di realizzazione, e quindi del tutto slegati, anzi to molto particolare delle vicende dell’artista e
antitetici ai progetti avanzati per l’ornamento della sua città. Nel giugno del 1527 Peruzzi era
della cattedrale esistente. Inoltre, alcuni disegni improvvisamente rientrato in patria dopo molti
di Peruzzi per opere minori da realizzarsi all’in- anni di assenza, carico dell’esperienza e del nome
terno del duomo vecchio, caratterizzati da una acquistati con gli incarichi romani, bolognesi e
particolare esuberanza nell’ornamentazione ar- carpigiani ma “spogliato d’ogni cosa” e “in ca-
chitettonica e da un apparato scultoreo portatore micia”, dopo la terribile esperienza del “crudelis-
di precisi messaggi iconografici, non sono stati simo sacco” di Roma1. Siena, con la quale l’arti-
sufficientemente indagati nei loro caratteri pecu- sta aveva conservato un forte legame negli anni
liari, né chiaramente collocati cronologicamente precedenti, inviandovi sporadicamente progetti
e neppure considerati in relazione alle strutture richiestigli dalle autorità pubbliche e da soggetti
preesistenti nello stesso edificio. privati, deve essergli sembrata, in quel momento
Questo articolo riesamina nel loro insieme di enorme instabilità per l’intera penisola italiana
tutti i disegni elaborati da Baldassarre Peruz- e di fragilità personale, l’unico luogo, o almeno

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1. Baldassarre Peruzzi, Disegno di una il luogo naturale, in cui trovare sicuro riparo e ad affrontare, a Peruzzi non poteva che essere
panca con figure di Eroi e di Uomini sperare di avere ingaggi per provvedere alle ne- richiesto di dedicarsi in primo luogo al poten-
Illustri per il Palazzo Pubblico di Siena
(Vicenza, Palladio Museum). cessità proprie e della propria famiglia2. ziamento delle difese militari della capitale e dei
La città in cui egli tornava era allora profonda- centri periferici e alla gestione idrica e stradale
mente diversa da quella nella quale era cresciuto. del suo vasto e accidentato territorio, incarichi
Pressappoco tra l’ultimo ventennio del xv secolo che, del resto, anche in passato erano stati sem-
e il primo decennio del successivo, la Repubblica pre al centro del mandato degli architetti stipen-
senese era riuscita a mantenersi relativamente li- diati dalla Repubblica8. Tuttavia, a dispetto delle
bera da influenze straniere, economicamente flo- limitate risorse economiche a sua disposizione, il
rida e insolitamente stabile sul piano politico sot- governo dei Libertini fece uno sforzo notevole
to il controllo della consorteria oligarchica dei di mecenatismo, mostrando l’intenzione di ri-
Novaschi e con la dispotica conduzione del “Ma- lanciare, anche attraverso un’oculata campagna
gnifico” Pandolfo Petrucci (1452-1512)3. Tutta- di commesse artistiche e architettoniche di alto
via, nel decennio successivo alla morte di Pan- livello, il prestigio della città.
dolfo, i vari membri della famiglia Petrucci che Nella pratica, la committenza artistica della
si erano succeduti rapidamente alla guida dello Balìa si concretizzò principalmente nell’incarico
Stato si erano dimostrati politicamente incapaci per la decorazione pittorica della volta della sala
e troppo imprudenti nel palesamento delle loro del Concistorio nel Palazzo Pubblico, assegnato
ambizioni tiranniche4. Il Monte dei Nove aveva a Domenico Beccafumi (1486-1551) in previsio-
così iniziato a perdere di coesione e di autorità ne della venuta di Carlo v a Siena nel 15369, e
rispetto alla fazione dei Popolari. Le tensioni in- nella realizzazione di altre opere stabili ed effi-
terne alla cittadinanza si erano acuite e i rapporti mere per la stessa occasione10. Ma le ambizioni
tra la Repubblica e il papato logorati. Quel che è delle autorità senesi nello stesso periodo possono
peggio, vi era stato un’oscillare confuso delle al- essere lette anche in alcuni disegni di Peruzzi per
leanze ora con il regno di Francia, ora con l’Im- una più generale ristrutturazione dell’architettu-
pero, a seconda degli avvicendamenti alla guida ra e degli arredi nelle aule di riunione all’inter-
della Balìa, spesso con accordi economicamente no del Palazzo Pubblico, particolarmente in un
rovinosi per quest’ultima5. grande disegno per una panca con una spalliera
Dal 1526, però, Siena era retta stabilmente monumentale popolata di statue di Uomini famosi
dal Monte del Popolo o partito dei Libertini, dell’antichità (fig. 1), e del suo intero prospetto
una forza politica di orientamento popolare, sal- su piazza del Campo (fig. 2)11. Si tratta di proget-
damente ancorata ai valori e ai riti tradizionali ti che dichiaratamente evocano la magnificenza
della Repubblica e devota all’antico patto impe- della Roma antica nelle forme dell’architettura e
riale dello Stato6. Questa Balìa salutò con favore della decorazione, e che tradiscono un originale
e con manifestazioni di benevolenza il ritorno in programma di renovatio simbolica della Repub-
patria di Peruzzi, e, il 10 luglio 1627, lo assun- blica, la cui capitale era nata, secondo il locale
se ufficialmente e per petizione pubblica come mito di fondazione, parallelamente e in un modo
architetto della Repubblica con uno stipendio di simile all’Urbe, un aspetto che del resto emerge
30 scudi l’anno, raddoppiatogli l’anno seguen- anche nella peculiare caratterizzazione all’antica
te e nuovamente aumentato nel 15317. Vista la conferito da Peruzzi ai nuovi bastioni progettati
complicata situazione che Siena era impegnata per le mura di Siena12. La sensibilità della Balìa

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2. Baldassarre Peruzzi, Progetto (1439-1503, papa nel 1503) nell’ultimo anno del
per il rinnovamento di piazza del Campo suo pontificato, e, benché Giovanni Piccolomi-
(Paris, École nationale supérieure
des beaux-arts, dis. 249v). ni avesse rimesso la carica a favore del nipote
Francesco Bandini Piccolomini (1500-1588) nel
1529, conservò comunque la reggenza dell’arci-
vescovado fino al 1534, con tutto ciò che questo
importava in materia di gestione delle strutture
ecclesiastiche della diocesi17.
Le sollecite missive che Giovanni Piccolomi-
ni inviò da Roma alle autorità dei vari governi
cittadini succedutisi nel corso del suo mandato
episcopale, particolarmente per invitarle alla
pacificazione delle fazioni, e la mediazione di-
plomatica da lui operata con vari interlocutori
a favore della Repubblica, danno la prova di un
sincero amor patrio, testimoniato anche dal suo
usuale firmarsi come “Cardinale di Siena”. Del-
la città egli fu per altro nominato formalmente
alle questioni artistiche emerge ottimamente oratore, assieme ad altri importanti concittadi-
anche nella richiesta fatta a Peruzzi nella stessa ni residenti a Roma per trattare una Lega con il
estate del 1527 (21 agosto) di tenere un inse- papa nel 151518. Un altro importante segno di
gnamento di architettura nei confronti di “om- sollecitudine nei confronti della patria fu il suo
nes querentes et volentes”, con un compenso di impegno affinché a Roma fosse riconosciuta uffi-
60 scudi annui. In questo modo la Balìa sperava cialmente una confraternita della nazione senese
evidentemente di dare vita a una scuola artisti- separata da quella fiorentina, ciò che avvenne,
ca locale che potesse impegnarsi al servizio della per concessione di Leone x, nel 1519. L’ascesa
Repubblica, fatto del tutto straordinario nel pa- dei Libertini, in particolare, sembra aver rinsal-
norama degli stati italiani del tempo13. dato i legami tra l’arcivescovo e la Balìa di Siena,
Nella stessa data di elezione ad architetto del- dal momento che il ramo Todeschini dei Picco-
la Repubblica, Peruzzi divenne pure capomastro lomini aveva tradizionalmente parteggiato per
dell’Opera del duomo. La nomina può essere la parte dei Popolari19. Inoltre, in seno al Sacro
stata avanzata dalle autorità civili della città, che Collegio il Piccolomini era tra i principali espo-
avevano un forte controllo sull’istituzione, retta nenti del partito imperiale e poteva dunque mol-
dal 1524 da Antonio del Vescovo (seconda metà to operare per assicurare il favore e la protezione
del xv secolo-1529, in carica all’Opera sino al della maestà cesarea a quella città.
1529)14. Questo operaio era uno dei principali Giovanni Piccolomini non è noto come gran-
esponenti politici dei Libertini, tra i capi del- de mecenate, né sono conosciuti i suoi rapporti
le violente insurrezioni che avevano guidato la con gli ambienti artistici di Siena e di Roma. In
sua parte politica al dominio della Repubblica15. gioventù egli fu committente del pittore Giaco-
Non aveva tuttavia trascurato il suo incarico per mo Pacchiarotti (1474-1539) per stucchi e per
l’Opera, coordinando un intervento di notevole affreschi con storie di Sant’Andrea nella cappella
significato nella cattedrale quale la realizzazione intitolata allo stesso apostolo nella chiesa di San
su disegno di Beccafumi degli esagoni a com- Francesco a Siena, iniziata come propria sepol-
messo di marmi con storie di Elia e di Mosè nel tura dal padre Andrea Piccolomini (1445-1505),
pavimento sotto la cupola16. L’assunzione di Pe- fratello di papa Pio iii. Tuttavia, una lettera indi-
ruzzi in seno all’Opera, tuttavia, non può essere rizzata il 18 settembre 1510 al fratello Pier Fran-
stata formalizzata senza il favore dell’arcivesco- cesco (seconda metà del xv secolo-1526), non lo
vo di Siena, il cardinale Giovanni Piccolomini mostra particolarmente entusiasta di attendere
(1475-1537), appartenente al ramo Todeschini alla prosecuzione di quest’opera20. Né del resto
della famiglia, nipote di papa Pio iii. Camerlen- egli sembra essersi poi interessato di patrocinare
go, poi decano del Sacro Collegio, questo grande interventi di restauro o arricchimento degli anti-
ecclesiastico aveva uno stretto legame con la casa chi edifici ecclesiastici dei quali fu cardinale tito-
dei Medici. Aveva ottenuto la porpora da Leone lare a Roma e in Lazio. Tuttavia, un legame tra il
x (1475-1521, papa nel 1513) nel 1517, e operò prelato senese e Baldassarre Peruzzi a ridosso del
poi come consigliere diplomatico di papa Cle- Sacco di Roma è sicuro. Il Piccolomini, infatti, fu
mente vii (1478-1534 papa nel 1523), ricevendo uno dei principali finanziatori dei lavori di rico-
da quest’ultimo anche numerosi incarichi am- struzione della chiesa di Santa Caterina dei Se-
ministrativi nel patrimonio di San Pietro. Però, nesi, che avevano preso l’avvio, sulla base di pro-
nonostante gli impegni romani e la vicinanza getti di Baldassarre Peruzzi, nel 152621. Sembra
ai pontefici fiorentini, il Piccolomini conservò per altro verosimile che il cardinale conoscesse
sempre un forte legame con la sua città natale. l’artista anche prima di quella data, in virtù della
Di questa gli era stata affidata la mitra da Pio iii comune nazionalità e degli stretti legami che en-

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3. Domenico Beccafumi, Consegna dopo la fine dell’ultimo periodo di residenza di
delle chiavi di Siena alla Vergine Peruzzi a Siena, nel 1535, quando il prelato si
(Chatsworth, Devonshire Collection).
farà intermediario con la Balìa perché saldasse
all’altro gli arretrati del suo stipendio di architet-
to della Repubblica26.

Le ragioni per una riforma del duomo


di Santa Maria Assunta
Nel corso del quindicesimo secolo e dei primi
vent’anni del successivo il duomo di Siena era
stato oggetto di notevoli lavori di ampliamento
e arricchimento decorativo. Vi erano state ag-
giunte, violando il perimetro dell’edificio medie-
vale, le cappelle di San Giovanni Battista e della
Madonna delle Grazie (più tardi nota come Ma-
donna del Voto e così chiamata nel prosieguo del
presente articolo), affacciate rispettivamente sul
transetto di sinistra e sulla navata di destra con
grandiosi portali ad arco trionfale (fig. 3)27. Nel-
trambi avevano con Agostino Chigi (1466-1520), la stessa navata destra era stata eretta la cappella
per molti anni investito delle funzioni di media- “nuova e bella” di San Callisto, mentre in quella
tore diplomatico, se non proprio di ambascia- sinistra erano state erette le enormi mostre mar-
tore, della Repubblica di Siena presso la Santa moree della sappella dei Santi Quattro Coronati
Sede22. Tra i principali committenti di Peruzzi a (fig. 4)28 e dell’altare Piccolomini (fig. 5)29. Gran-
Roma vi era stato anche Filippo Sergardi, decano de rilievo aveva assunto anche la costruzione del-
dei chierici della Camera Apostolica, che aveva la biblioteca Piccolomini con la sua sontuosa fac-
ricoperto la carica di oratore della Repubblica ciata interna alla chiesa30, la decorazione di ampi
senese assieme al Piccolomini nel 1515 e che fu settori delle pareti e delle volte delle navate con
esecutore testamentario del Chigi nel 152023. stucchi e arabeschi dipinti e la parziale attuazio-
Data la sua posizione e la sua collocazione preva- ne del pavimento con pannelli figurati in marmi
lentemente romana, il Piccolomini avrebbe certo colorati.
avuto occasione di ammirare almeno una parte Queste opere, alle quali si accompagnava-
delle opere di architettura e pittura stabili ed ef- no anche altri episodi di minor formato ma di
fimere realizzate da Peruzzi nell’Urbe negli anni altissima qualità, quali le due acquasantiere de-
precedenti, nonché i suoi disegni e modelli per stra e sinistra di Antonio Federighi (1420/1425-
il duomo di Carpi, San Giovanni dei Fiorentini, 1483)31, erano tutte caratterizzate da una par-
San Petronio e San Pietro24. ticolare esuberanza dei partiti ornamentali e
Pertanto, quando Peruzzi tornò a Siena, il avevano innescato una profonda trasformazione
cardinale potrebbe aver visto in lui la figura di nell’immagine della cattedrale, introducendovi il
artista capace di orchestrare i numerosi e vari linguaggio ‘all’antica’ da poco sviluppato tra Fi-
interventi che era necessario condurre nell’intri- renze e Roma. A tale riguardo era stata di stra-
cato cantiere della sua sede cattedrale: porre fine ordinario impatto anche la trasformazione del
alle opere già iniziate e ancora incompiute ed ela- vecchio altare maggiore dedicato alla Vergine in
borare progetti capaci di rinnovare l’immagine uno di tipo eucaristico con lo spostamento del
dell’antico edificio, adeguandolo al contempo a polittico della Maestà di Duccio di Buoninsegna
rinnovate esigenze cultuali. In effetti, a eccezio- (1255-1318) e la sua sostituzione con un taber-
ne di Raffaello (1483-1520), nessun artista attivo nacolo bronzeo già realizzato oltre trent’anni
a Roma nella prima metà del Cinquecento aveva prima da Lorenzo di Pietro detto “il Vecchietta”
dimostrato un’eguale perizia nella progettazione (1410-1580) per la chiesa della Santissima An-
architettonica su grande e su piccola scala, nella nunziata nell’ospedale di Santa Maria della Scala
pittura su tavola e ad affresco, e persino nell’idea- (fig. 6). Questo radicale cambiamento era stato
zione e coordinamento esecutivo di ampi schemi imposto da Pandolfo Petrucci nel 1506, anno in
decorativi pittorici, plastici e musivi25. E, inoltre, cui aveva accompagnato alle funzioni informa-
ancora più di Raffaello, Peruzzi aveva provato li di signore di Siena quelle ufficiali di Operaio
di sapersi di volta in volta adattare non solo alle della Metropolitana (7 ottobre), figura preposta
ambizioni e alle necessità della committenza, ma ai lavori sia nel complesso della cattedrale sia in
anche allo “stile” (la parola è insidiosa ma si usa quello dell’ospedale a quella contiguo32.
qui senza ulteriori precisazioni per brevità) e ai Tuttavia, al momento del ritorno di Peruzzi a
vincoli dimensionali, strutturali e funzionali del- Siena, alcune delle sunnominate opere di abbelli-
le preesistenze nei luoghi in cui gli si chiedeva di mento e trasformazione del duomo erano ancora
operare. Del resto, l’esistenza di un legame tra incompiute. Nelle navate laterali si affollavano
Giovanni Piccolomini e Peruzzi risulta evidente cappelle di aspetto disomogeneo, permanendo,

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4. Siena, Cattedrale di Santa Maria al fianco delle poche nuove strutture caratteriz- controfacciata e nel muro di fondo del presbite-
Assunta, Portale della controfacciata. zate “all’antica”, molte più numerose cappelle rio. Le finestre della navata destra, infatti, furo-
Composizione seicentesca di frammenti
provenienti da strutture quattrocentesche di forme gotiche. Il nuovo altare, sul quale, al no aperte solo nella seconda metà del Seicento,
della stessa cattedrale senese: Antonio tabernacolo del Vecchietta, si affiancavano gli dopo l’abbattimento dell’antico episcopio, nel
Federighi e Giovanni di Stefano, Colonne angeli cerofori bronzei e gli “spiritelli” già fusi corso di una grande campagna di lavori promos-
intagliate a girali, dal prospetto della
cappella dei Santi Quattro Coronati; per la cattedrale da Francesco di Giorgio Marti- sa da Alessandro vii Chigi (1599-1667)36.
Urbano da Cortona, Rilievi con Storie ni (1439-1501) e da Giovanni di Stefano (1444- La cupola, appoggiata a un breve tamburo e
della Vergine, dal prospetto della cappella 1511) nell’ultimo decennio del Quattrocento33, priva di lanterna37, contribuiva ben poco a risolve-
della Madonna delle Grazie; Anonimo della
cerchia di Antonio Federighi, Scene della era ancora una struttura provvisoria in legno. re la carenza di illuminazione dell’edificio. Anzi,
Vita di Sant’Ansano, dalla cappella di Non era inoltre stata data una definitiva siste- poiché era impostata notevolmente più in basso
Sant’Ansano. mazione alla crociera della cattedrale dopo la delle volte delle navate maggiori del corpo princi-
5. Andrea Bregno, Pietro Torrigiani, soppressione del coro e lo spostamento in cornu pale e del presbiterio, cioè al livello del primitivo
Michelangelo Buonarroti, Giovanni Evangelii dalla sua originaria posizione in cornu sistema di volte della cattedrale, modificato con
di Cecco, Altare Piccolomini (Siena, Espistolae del pulpito scolpito da Nicola Pisano un notevole sviluppo del cleristorio nel tardo xiii
cattedrale di Santa Maria Assunta).
(1223-1281), avvenuta contestualmente alla tra- secolo38, veniva a creare una spiacevole ostruzio-
sformazione dell’altare34. ne visiva, intralciando la circolazione della luce e
Al di là di queste pur importanti questioni di soffocando la prospettiva centrale della cattedrale
arredo, l’edificio della cattedrale presentava altri (fig. 7). Oltre a questo la cupola aveva all’interno
e più gravi problemi. Poiché fino al diciassette- una forma poligonale assai irregolare, che la deco-
simo secolo ai fianchi del duomo di Santa Maria razione a cassettoni introdotta nel Quattrocento
Assunta erano addossate le residenze dell’arci- tendeva piuttosto a enfatizzare che a correggere
vescovo (lato destro), dei canonici e del rettore (fig. 8)39, mentre all’esterno era rivestita da un toz-
dell’opera (lato sinistro)35, le navate laterali del zo e inarticolato guscio di legno e piombo, ormai
corpo maggiore erano prive di illuminazione di- certo ben poco allineato al gusto corrente.
retta, ricevendo luce soltanto dal cleristorio della Per completare questa panoramica sugli ele-
navata maggiore e dai grandi oculi aperti nella menti problematici della cattedrale, bisogna pure

55
ricordare che questa era mortificata dalla vicinanza essa impiegati42, e gli inevitabili tempi per l’elab-
dei grandiosi frammenti del duomo nuovo. Que- orazione, la redazione e l’invio dei progetti da
sta enorme e raffinata struttura era stata iniziata parte di Peruzzi, la committenza dei disegni po-
con vigore su progetto di Lando di Pietro (1280- trebbe essere datata a qualche mese prima, nel
1340) e poi con la conduzione di Giovanni d’Ago- breve periodo in cui Fabio Petrucci (1505-1529)
stino (1310-1348), ma era rimasta incompiuta40. tenne le redini della Repubblica senese col forte
Così, al tempo di Peruzzi, dopo quasi due secoli sostegno di Clemente vii (dal 29 dicembre 1523
d’inattività del cantiere, i resti dell’opera doveva- al 18 settembre 1524 secondo il computo deg-
no ormai aver assunto l’aspetto di un’incombente li anni ab incarnazione). Difficilmente, infatti, il
rovina, ed erano probabilmente fonte d’imbaraz- committente dei progetti per le porte bronzee
zo, più che d’orgoglio, per la città. In conclusio- potrebbe essere stato Alessandro Bichi (seconda
ne, quindi, quello del duomo di Santa Maria As- metà del xv secolo-1526), successore di Fabio e
sunta era ormai un complesso molto squalificato ultimo esponente politico di rilievo della fazione
sul piano formale in confronto alle cattedrali di Novasca, al potere, tra enormi difficoltà finan-
6. Lorenzo di Pietra detto il Vecchietta, altre città italiane, e non sorprende che le autorità ziarie e politiche interne ed esterne, solo per
Tabernacolo eucaristico (Siena, cattedrale politiche della Repubblica e quelle ecclesiastiche meno di tre mesi, dal 18 gennaio 1525 fino al
di Santa Maria Assunta).
collaborassero, approfittando della presenza di suo assassinio da parte di congiurati Popolari il 6
7. Siena, cattedrale di Santa Maria Peruzzi a Siena, per tentare una generale riforma aprile 1526 (date ab incarnatione). Col patrocinio
Assunta, prospettiva della navata maggiore. della sua immagine. d’importanti opere in cattedrale, il precario Fa-
8. Siena, cattedrale di Santa Maria bio Petrucci sperava probabilmente di segnalarsi
Assunta, veduta della cupola dalla crociera. I progetti di Peruzzi per il duomo come degno erede di suo padre, rafforzando la
di Santa Maria Assunta sua posizione nella consorteria dei Nove e in-
Di Peruzzi ci restano oggi sette progetti per l’ar- graziandosi al contempo gli strati popolari della
ricchimento della cattedrale con opere di piccola cittadinanza senese.
architettura, scultura e decorazione, dei quali è Dei disegni citati in modo tanto vago nel
tuttavia difficile stabilire con esattezza la crono- documento, può esserne riconosciuto, con una
logia. Il coinvolgimento dell’artista nelle vicende certa dose di sicurezza, almeno uno. Si tratta del
della cattedrale, infatti, non è limitato al periodo progetto per un monumentale battente con ampi
compreso tra il suo ritorno a Siena e la morte, pannelli verticali raffiguranti scene della vita di
ma ha inizio già alcuni anni prima della sua par- Maria (Transito, Visitazione e, forse, appena ac-
tenza da Roma e dell’avvento del governo dei cennato a carbone, Sposalizio della Vergine) e
Libertini. Dai documenti, sappiamo che Peruzzi piccoli pannelli orizzontali con storie di Giuseppe
venne pagato “per le sue fadighe d’avere lui fati Ebreo (gli episodi della Vendita agli Amaleciti da
più disegni delle porti s’[h]anno a fare di bronzo parte dei suoi fratelli, del Tentativo di seduzione
e per altri disegni” nel 1525 (data ab incarnazione della moglie di Putifarre e dell’Imprigionamen-
Domini secondo l’uso di Siena, senza precisazi- to) racchiusi entro una ricca incorniciatura (fig.
one di giorno e mese)41. 9)43. Nonostante l’assenza di misure, che con-
Considerando la consueta lentezza dell’Op- sentirebbero una più certa conferma dell’ipotesi
era nell’evasione dei pagamenti agli artisti da attributiva, la pertinenza del disegno al contesto

56
cardinale Raffaele Petrucci (1477-1522), e alla
sua ascesa al potere a dispetto delle accuse d’infe-
deltà alla causa della libertà di Siena dal controllo
del papato e di Firenze a seguito delle sue nozze
con Caterina di Galeotto de’ Medici nel 152344.
Il documento sopra citato precisa che oltre a
quelli per le porte vi erano “altri disegni”, cioè
progetti per l’interminabile cantiere della catte-
drale di Siena, per i quali Peruzzi inviò propo-
ste grafiche da Roma nel 1525. Di questi pro-
getti potrebbe aver fatto parte il noto disegno
per un grande pulpito ottagonale nelle raccolte
del British Museum (fig. 10)45. Questa poderosa
struttura, ornata nei pennacchi delle arcate dagli
stemmi dell’Opera [la scritta “op.a” sulla balsa-
na comunale) e della Repubblica (lo stemma az-
zurro col motto “libertas”) avrebbe sostituito il
gracile ambone gotico di Nicola Pisano (fig. 11),
salvaguardando però di quello almeno le sette la-
stre con episodi cristologici della balaustra. Una
ridefinizione così ampia, costosa e iconografica-
mente ambiziosa dell’opera trecentesca, non si
spiega molto bene negli anni successivi al ritorno
di Peruzzi a Siena, quando, nel 1532, si prese in-
vece la decisione di trasferire l’ambone a fianco
del presbiterio, nella posizione, assai defilata e
poco visibile, che occupa ancora oggi46. In questa
posizione, per altro, la struttura disegnata da Pe-
ruzzi, ben più ampia di quella originaria, sarebbe
rimasta davvero troppo compressa. Pare invece
logico pensare che il disegno sia stato tracciato
quando ancora si prevedeva di mantenere il pul-
pito marmoreo sotto la cupola, nella posizione
di grande evidenza stabilita per esso al tempo di
Pandolfo Petrucci. L’angolo prospettico con il
quale l’oggetto è rappresentato nel disegno del
British Museum parrebbe una, pur debole, con-
ferma in tal senso.
Sempre alla committenza del 1525 potrebbe
essere ricondotto un disegno, conservato a Tori-
9. Baldassarre Peruzzi, Disegno per uno no, per un nuovo grandioso altare maggiore per
dei battenti di una porta bronzea per la cattedrale, inglobante, tra molte altre figure,
la cattedrale di Siena (London, The Royal
Collection Trust, inv. n. 5492). una parte dei bronzi del Vecchietta, Francesco
di Giorgio Martini e Giovanni di Stefano (fig.
10. Baldassarre Peruzzi, Disegno per un 12)47. Infatti, sembra plausibile che Fabio Pe-
pulpito (London, The British Museum,
1958,1213.4). trucci avesse tra i suoi primi obiettivi quello di
dare definitiva sistemazione e anzi maggiore evi-
11. Nicola Pisano e bottega, Pulpito (Siena, denza alla radicale operazione di riallestimento
cattedrale di Santa Maria Assunta).
dell’altare avviata dal padre. Sicuramente databili
ai primi anni Trenta, invece, sono i disegni relati-
vi alla decorazione della nuova abside della catte-
drale, scavata con pianta semiellittica fortemente
schiacciata nel breve spessore della parete termi-
della cattedrale di Siena sembra confermato dal- nale del presbiterio nel 1532 sotto la direzione
la coerenza del tema mariano svolto nei pannel- dello stesso Peruzzi. Il progetto per l’abside è do-
li maggiori con la titolazione dell’edificio sacro cumentato in due fogli distinti: uno conservato
all’Assunta. La scelta iconografica per i pannelli all’Albertina di Vienna, più piccolo e in veduta
minori, invece, potrebbe essere interpretata in frontale, contenente un progetto per la decora-
chiave di allegoria politica come un riferimento zione della calotta (fig. 13)48, e uno, purtroppo
al ritorno di Fabio Petrucci in patria dopo l’esilio rovinato al punto di essere quasi illeggibile in
al quale era stato condannato nel marzo del 1516 molti elementi, nella collezione Chigi-Saracini
da un membro della sua stessa famiglia, il cugino di Siena, di dimensioni maggiori e in prospettiva

57
12. Baldassarre Peruzzi, Disegno
per l’altare maggiore del duomo di Siena
(Torino, Biblioteca Reale, 15730 ITAL. 47).

13. Baldassarre Peruzzi, Progetto per


la decorazione dell’abside e per l’altare
maggiore del duomo di Siena (Wien,
Albertina, Inv. n. 96, r. 125).

14. Lorenzo di Pietra detto il Vecchietta,


Francesco di Giorgio Martini, Giovanni
di Stefano, Baldassarre Peruzzi, Altare
maggiore (Siena, cattedrale di Santa
Maria Assunta).

15. Baldassarre Peruzzi, Progetto per


una cappella per il duomo di Siena
(Los Angeles, The J. Paul Getty Museum
at the Getty Center).

leggermente laterale49, nel quale è rappresentato cattedrale era stato occupato da un altare entro
anche l’altare maggiore in forme sostanzialmen- la seconda metà del Quattrocento, il progetto di
te identiche a quelle della struttura eseguita tra il Peruzzi è evidentemente inteso a rinnovare una
1530 e il 1536 (fig. 14)50. cappella più antica, che è purtroppo impossibi-
È invece più ambigua la collocazione crono- le da identificare, nonostante che la presenza di
logica di un progetto conservato al Getty Institu- rappresentazione di santi ben individuati possa
te per una cappella (non per una semplice mostra offrire agganci a tale proposito52 La vicinanza
d’altare come in passato indicato) profondamen- nei modi grafici tra questo disegno e quello per
te incassata nella massa dei muri perimetrali della il pulpito, e l’esistenza di tangenze puntuali in
cattedrale, secondo un uso ben consolidato, sin alcuni degli elementi d’ornato dei due oggetti
dal Trecento, nell’edificio sacro (fig.15)51. Poiché rappresentati, quasi con l’intento di operare in
ogni spazio tra i semipilastri sulle pareti della tal modo un raccordo visivo tra interventi diversi

58
l’appunto, ai canonici della cattedrale . La “resi-
denza della Messa cantata” potrebbe invece indi-
care il progetto per il pulpito oggi al British Mu-
seum, poiché il pulpito marmoreo della cattedrale
era usualmente utilizzato dai cantori in occasione
delle funzioni solenni. Tuttavia il disegno per il
coro potrebbe anche essere stato quello per una
specifica struttura destinata a quest’uso, magari
lignea, come quella “cappella del Canto rincon-
tro a la sacrestia di detto Duomo” o “pergholo
da chantori rinchontro al sacramento” realizzato
dall’intagliatore Lorenzo (“Lorenzone”) di Barto-
lomeo Tori, e stimato, assieme a “l’ornamento de
l’organo di rincontro a la cappella de la Madon-
na”, opera dello stesso legnaiolo, tra il 20 maggio
1548 e l’11 maggio 155254.
All’impegno progettuale di Peruzzi per il can-
tiere della cattedrale è tradizionalmente riferito
anche un ottavo foglio, conservato nelle raccolte
del British Museum (fig. 17)55. Questo contiene,
al recto e al verso, tre distinti progetti per incor-
niciare l’arco di accesso a una cappella, caratte-
rizzata, in tutte le varianti, dalla presenza di una
scultura stante reggente una croce sopra l’altare.
Un altro elemento comune alle tre varianti del
progetto di portale è la presenza di un alto attico
con un’ampia scena a rilievo e di un ricco corre-
do di sculture. Nelle sole due varianti al recto del
foglio, appare in posizione centrale la figura di
san Luca, ora intento a scrivere il testo evangeli-
co, ora in atto di dipingere.
Per il resto i progetti si differenziano notevol-
mente tra loro. Le due varianti rappresentate al
verso, mostrando la capacità di Peruzzi di avanza-
re alla propria committenza la scelta tra una pro-
posta di raffinata caratterizzazione antiquaria56,
con colonne di ordine composito sollevate su
16. Confronto tra gli elementi ornamentali all’interno dell’edificio sacro, sembrerebbe sug- alti piedistalli e sormontate da figure acroteria-
del piedistallo, della trabeazione e del gerire che i due disegni siano stati eseguiti as- li stanti, secondo una disposizione caratteristica
coronamento delle strutture architettoniche
rappresentate da Baldassarre Peruzzi sieme. Assai simili sono in entrambi le basi delle dell’architettura trionfale di Roma antica, e una
nei fogli 88.GG.130 del J. Paul Getty candelabre di coronamento e la scelta delle mo- in forme architettoniche semplificate, con pila-
Museum at the Getty Center di Los Angeles danature e degli intagli applicati ai piedistalli e stri doricheggianti di gusto quattrocentesco. In
e 1958,1213.4 del British Museum
di Londra. alla trabeazione (fig. 16), sebbene le colonne del un’annotazione in calce al disegno, lo stesso Pe-
pulpito siano d’ordine composito e con fusto li- ruzzi qualifica questa versione come “modernac-
scio, mentre le semicolonne del disegno di cap- cia”, precisando che essa è pensata apposta “per
pella sono corinzie e con fusto intagliano. accomodare le istorie”, vale a dire un gruppo di
Un inventario settecentesco dell’Opera della bassorilievi o forse di tavolette dipinte preesi-
Metropolitana di Siena attribuisce a Baldassarre stenti, magari risultanti dalla demolizione di una
Peruzzi due altri disegni “rappresentanti le resi- precedente struttura lapidea o dal frazionamento
denze dei canonici e la residenza della Messa can- di un antico polittico, nei pilastri fiancheggianti
tata, per i quali niente si può dire di preciso né in l’arcone centrale. La variante sul retro non si di-
termini di caratterizzazione stilistica né dal pun- scosta da questa seconda impostazione stilistica,
to di vista della collocazione cronologica”53. As- per quanto sia più complessa dal punto di visto
sumendo che l’attribuzione possa essere ritenuta compositivo57.
valida (e non vi è, in effetti, alcun modo di stabi- Lo stile grafico e i caratteri dell’invenzione
lirlo) non è però detto che questi disegni debbano ‘all’antica’ tracciata al recto del foglio concor-
essere riferiti a progetti diversi rispetto a quelli rono per una sua datazione all’ultimo decen-
documentati dai disegni sopra menzionati. Con nio dell’attività di Peruzzi, dunque compatibile
l’espressione “le residenze dei canonici”, infatti, col periodo da lui trascorso a Siena. Frommel
l’autore dell’inventario può aver inteso indicare ha proposto, ed è stato generalmente seguito,
il progetto per l’abside documentato dal foglio di che i tre disegni si riferiscano a un progetto di
Vienna, ospitante gli stalli del coro destinato, per rinnovamento del portale della cappella di San

59
17. Baldassarre Peruzzi, Varianti per
l’arco di accesso alla cappella degli artisti
nella chiesa della Santissima Annunziata
presso l’ospedale di Santa Maria della
Scala a Siena (London, The British
Museum, 1848,1125.12r-v).

18. Antonio Federighi, Giovanni di Stefano


e Lorenzo di Mariano Fucci “il Marrina”,
Porta della cappella di San Giovanni
Battista (Siena, cattedrale di Santa Maria
Assunta).

nei disegni del British Museum, così allungata e


sinuosa, non può certo essere identificata con il
San Giovanni Battista di Donatello (1386-1466),
principale ornamento della cappella del duomo.
Deve quindi trattarsi di una diversa scultura, ve-
rosimilmente una figura di Cristo risorto.
Al tempo di Peruzzi esisteva in cattedrale
un’importante e assai venerata scultura lignea
di Cristo risorto opera di Lorenzo il Vecchietta,
usualmente custodita in sagrestia ed esposta ai
fedeli nel periodo pasquale (oggi è perduta)61. La
scultura rappresentata nel foglio del British Mu-
seum, benché resa in modo compendiario, ha in-
negabili tangenze per la posa sbilanciata sul fianco
sinistro, dove il braccio si abbassa e la testa si gira
per comporre un gesto benevolo nei confronti dei
fedeli, con il Cristo risorto (quest’ultimo in bron-
zo), oggi conservato sull’altare maggiore della
chiesa della Santissima Annunziata nell’ospedale
di Santa Maria della Scala62. Si potrebbe perciò
pensare che il foglio si riferisca a un progetto (non
noto tuttavia da altre fonti) per la costruzione o
il riattamento di una cappella da intitolare al Re-
dentore nel quale la statua lignea del Vecchietta
avrebbe potuto trovare stabile collocazione. In
nessun caso, però, si capisce perché il fronte della
cappella di San Giovanni o di un’ipotetica nuo-
va cappella dedicata al Redentore dovessero dare
Giovanni nella cattedrale58. In realtà, però, vari tanto rilievo a una raffigurazione di san Luca.
elementi si oppongono a questa identificazione. Il disegno è allora più probabilmente riferito,
Anzitutto, al tempo della maturità di Peruzzi la come già suggerito da Fattorini e Loseries63, a un
cappella possedeva già, come ancora possiede, progetto per l’arricchimento di una cappella la-
una preziosa facciata esterna con una ricchissima terale nella suddetta chiesa della Santissima An-
ornamentazione all’antica eseguita da Antonio nunziata, dipendente dalla gestione dell’Opera
Federighi, Giovanni di Stefano e Lorenzo di Ma- della Metropolitana senese, dove il Cristo risorto
riano Fucci “il Marrina” (1476-1534)59 (fig. 18), bronzeo aveva la sua originaria collocazione. Si
che certamente l’Opera non aveva intenzione di trattava del luogo designato dal Vecchietta per la
rifare, soprattutto in forme più modeste di quelle propria sepoltura e la preziosa statua era un dono
del portale esistente, dopo poco più di vent’an- dello scultore per agevolare l’accoglimento del
ni dal suo completamento60. Inoltre, la scultura suo desiderio da parte dell’ospedale. La cappella
rappresentata sull’altare del piccolo spazio sacro alla quale il Cristo risorto era destinato è indicata

60
19. Baldassarre Peruzzi, dettagli del foglio
Uffizi 478 Ar: rilievo della porta bronzea
del tempio del Divo Romolo (basilica dei
Santi Cosma e Damiano) e di altra porta
bronzea antica non identificata; rilievo
di una rappresentazione del tempio di Vesta
da un bassorilievo murato nell’ospedale
di San Giovanni in Laterano.

da Vasari come “cappella de’ Pittori sanesi”64, e tradizione classica nella definizione spaziale e
avrebbe potuto avere tale accezione già al tempo nell’ornamentazione della navata e della porzio-
del Vecchietta, indirizzando la sua volontà testa- ne di rivestimento marmoreo della facciata già
mentaria, al di là dello stretto legame che l’artista eretta, nella cattedrale di Siena una tensione ver-
intratteneva ormai da molti anni con l’istituzione so le forme classiche era fortemente avvertibile
di Santa Maria della Scala. Certamente si deve sin nelle strutture due e trecentesche, soprattutto
credere che come “cappella degli artisti” fosse all’interno dell’edificio.
ritenuta al tempo di Peruzzi, ciò che giustifica Con poche eccezioni, quindi, Peruzzi non
pienamente non solo la collocazione della figura ritenne conveniente far ricorso a piene ed espli-
di san Luca al colmo del portale nelle due va- cite citazioni di elementi ornamentali gotici nei
rianti al recto del foglio del British Museum, ma suoi progetti per il cantiere del duomo di Siena.
anche quella delle altrimenti poco devote e coe- Tuttavia, non si mostrò neppure del tutto indif-
renti allegorie delle Arti Liberali nella variante ferente alle sollecitazioni offerte dal contesto in
‘all’antica’ sullo stesso lato del foglio65. cui le nuove opere da lui progettate avrebbero
dovuto inserirsi. Pur senza tradire valori e forme
Elementi di stile del linguaggio classico, nel proporzionamento
I disegni sopravvissuti di Peruzzi per le ope- d’insieme delle invenzioni per la cattedrale sene-
re da realizzare nella cattedrale sono per lo più se e delle diverse parti che le compongono, nella
fortemente influenzati dallo studio delle rovine scelta di specifici elementi lessicali delle strutture
dell’antichità, conforme lo stile espresso da Pe- architettoniche e nella modulazione delle super-
ruzzi nei suoi progetti romani del secondo de- fici di queste attraverso l’ornato plastico e le scul-
cennio del secolo, e anche a quelli redatti per ture, Peruzzi precisa la sua volontà d’istituire un
conto della Balìa nel decennio successivo per gli accordo gentile, o per meglio dire una relazione,
spazi laici della città. Diversamente da quanto era tra i nuovi interventi e alcune significative pree-
avvenuto a Bologna, nel cantiere di San Petronio sistenze medievali e quattrocentesche del grande
le autorità civili ed ecclesiastiche senesi non fe- edificio sacro.
cero certamente a Peruzzi pressioni affinché si Il progetto per la porta bronzea del duomo
attenesse a uno stile gotico nella progettazione trae ispirazione da esemplari antichi di Roma.
dei suoi interventi in cattedrale. Il problema Per la spartizione generale delle formelle fi-
formale era però a Siena molto diverso rispet- gurate e delle cornici, infatti, Peruzzi sembra
to a Bologna. Là, infatti, le autorità cittadine e combinare elementi desunti dalla porta bronzea
i ceti patrizi identificavano quale un simbolo di dell’antica curia senatoria, all’epoca chiesa di
orgoglio civico e reazione alla politica romana il Sant’Adriano (oggi ricollocata, ampliata, in San
mantenimento stretto all’osservanza delle forme Giovanni in Laterano), e da quella lignea della
gotiche della basilica “popolare” di San Petro- chiesa di Santa Sabina. Due porte antiche sono
nio. Viceversa Siena era fortemente interessata oggetto di un accurato rilievo in un foglio del-
a un rinnovamento dei modi architettonici, un la Galleria degli Uffizi. Si tratta della porta del
aggiornamento della propria tradizione artistica tempio del Divo Romolo e di un’altra porta an-
e della propria immagine cittadina su paradigmi tica, con pannelli alternativamente rettangolari
antiquari. Il duomo di Santa Maria Assunta era verticali, di dimensioni maggiori, e rettangolari
inoltre un edificio con caratteristiche profonda- orizzontali, di dimensioni minori; uno schema in
mente diverse da quelle del tempio bolognese. Se tutto simile a quello adottato per la porta del-
in San Petronio la maniera “tedesca” si esprime- la cattedrale senese. La porta è individuata dalla
va in forme di marcata individualità rispetto alla scritta “porta jn anzi al portico di S.o Pietro” (fig.

61
interni della cappella, dando vita a un effetto di
straordinaria ricchezza, accentuata dall’altezza e
dalla profusione degli intagli ornamentali.
Per quanto riguarda il nuovo organismo ar-
chitettonico del pulpito, lo schema adottato da
Peruzzi si conforma evidentemente a tipologie
trionfali, riprendendo elementi caratteristici
dell’arco di Costantino, sebbene le proporzioni
impresse alle colonne e alle arcate siano assai più
svelte, e gli elementi di ornato plastico assai più
accentuati e preponderanti nei confronti dell’ar-
chitettura di appoggio rispetto a quanto riscon-
trabile in quel modello: a eccezione di quella
destinata ad accogliere la scala, ciascuna faccia
della struttura ottagonale è aperta da un varco
centinato affiancato da colonne libere con trabe-
azione aggettante ed elevate su alti piedistalli. In
ossequio al modello trionfale, sopra ciascuna co-
lonna si trova una figura stante. Non si tratta di
angeli, come talvolta si è detto, ma di fanciulle70,
in numero di quattordici, ciascuna reggente una
torciera, possibile allusione, al di là della diffe-
20. Verona, arco dei Gavi. 19)66. Tuttavia, nell’accentuazione naturalistica renza nel numero, alla parabola con implicazioni
degli elementi vegetali che ornano le fasce delle apocalittiche delle Vergini sagge e delle Vergi-
nella pagina successiva cornici, nell’inclusione di protomi umane dove ni stolte narrata nel Vangelo di Matteo (Mt 25,
queste s’intersecano e di figurine stanti nei pic- 1-13)71. L’alto attico che fa da riscontro a queste
21. Confronto tra l’ornamento a ghirlanda coli settori fiancheggianti i pannelli con le storie figure accoglie i rilievi con storie evangeliche e il
collocato tra i capitelli della mostra
di cappella rappresentata da Baldassarre di Giuseppe, Peruzzi sembra cercare un confron- leggio in forma di aquila, ed è quindi concluso da
Peruzzi nel foglio 88.GG.130 del J. Paul to con la porta Est del battistero di Firenze (la una corona di alte candelabre.
Getty Museum at the Getty Center di Los ghibertiana “Porta del Paradiso”),67 un fatto che Nel disegno per il nuovo altare maggiore del-
Angeles, l’analogo elemento collocato tra
i capitelli delle paraste della cappella Chigi ben si spiega considerando la grande rivalità nel- la cattedrale conservato a Torino, persino il ta-
nella chiesa romana di Santa Maria del la committenza artistica che accompagnò sempre bernacolo eucaristico del Vecchietta è sottoposto
Popolo nei settori diagonali, e l’ornamento lo scontro politico delle due città toscane. a importanti modifiche di stampo antiquario. Il
di uno dei piedistalli delle colonne del portale
della cappella di San Giovanni Battista nella Per la disposizione degli elementi verticali e cilindro del tabernacolo, già in origine definito
cattedrale di Santa Maria Assunta a Siena. della trabeazione, la mostra del progetto per una in forma di tempietto circolare, è alleggerito con
cappella assume a modello l’intelaiatura trabeata la rimozione di tre nicchie con le rappresentazio-
22. Nicola Pisano e bottega, Pulpito
del duomo di Siena, particolari: base dell’arco dei Gavi a Verona (fig. 20), conosciuta ni delle Virtù teologali. Nei settori tra le paraste
della colonna centrale con allegorie delle Arti da Peruzzi con la mediazione di un disegno di vi sono ora solo diaframmi traforati a losanghe
Liberali e della Logica; due delle allegorie Antonio da Sangallo il Giovane68. Questo mo- o ad archetti intrecciati, un esplicito richiamo al
di Virtù poste in asse con le colonne
del pulpito al livello degli archi trilobati dello antico è alleggerito da Peruzzi con la ri- tempio di Vesta rappresentato in un bassorilievo
(Siena, cattedrale di Santa Maria Assunta). mozione dei diaframmi con apertura centinata e che all’epoca si conservava sulle mura dell’ospe-
dell’alto attico, ma è arricchito dall’introduzione dale di San Giovanni in Laterano; un’opera ben
di un fregio pulvinato e leggermente svasato, e nota a Peruzzi, che la rilevò, annotandone anche
intagliato a girali abitati da putti e fiere, citazio- la collocazione, in un disegno ora agli Uffizi (fig.
ne dell’arco degli Argentari. Invariati rimangono 19)72.
invece, rispetto al monumento veronese, il rit- Peruzzi elimina sia il calice retto da angeli che
mo peculiare delle semicolonne, assai compresso sostiene la figurina di Cristo risorto alla sommi-
sui due lati e rilassato nell’intervallo centrale, e tà del ciborio quattrocentesco, sia l’esile soste-
le proporzioni piuttosto espanse in altezza del gno di forme ancora gotiche posto sotto di esso.
timpano. Tra le semicolonne della mostra della Quest’ultimo elemento è quindi sostituito con
cappella Peruzzi include delle nicchie con statue un piede più vigoroso di forma classica e l’intero
di santi, avvicinando il progetto a quello redatto apparato di piccole figure angeliche disseminate
nel 1522 per il monumento di Adriano vi nella in vari luoghi dell’opera è riorganizzato in due
chiesa di Santa Maria dell’Anima69. Tuttavia, nel soli gruppi posti alla sommità della cornice del
progetto senese le nicchie sono molto più strette tempietto e attorno a un piccolo tamburo cilin-
e conseguentemente anche più basse. Possono drico collocato sotto alla nuova base. La macchi-
essere pertanto collocate al di sotto del collarino na bronzea così rinnovata è elevata su tre gradini
delle colonne, senza invadere il settore compre- circolari con alzata decorata da intagli a meandri
so tra i capitelli, che viene quindi occupato da e a girali, i quali a loro volta poggiano su un vasto
una ricca ghirlanda animata da putti e creature tamburo di pianta ellittica, scandito verticalmen-
mostruose. Lo stesso motivo con nicchie sovrap- te da cornicette in settori alternativamente più
poste e ghirlande è inoltre replicato sui fianchi ampi e più stretti e concluso da un’elegante tra-

62
beazione con fregio intagliato a girali. Il tamburo
poggia su tre gradi pure intagliati ed è attorniato
da rappresentazioni scultoree, in posa assisa, del-
le Virtù teologali e cardinali, più un’ottava figura
incognita. Il tutto poggia sulla mensa dell’alta-
re, caratterizzato da un vasto fronte spartito in
settori quadrangolari di varia dimensione, ulte-
riormente ripartiti al loro interno in losanghe o
quadrati concentrici, verosimilmente commessi
di marmi colorati. Completano l’ornato dell’al-
tare gli angeli cerofori bronzei già parte dell’alle-
stimento quattrocentesco, che Peruzzi ricolloca,
a coppie, al piano della mensa liturgica e a quello
del tabernacolo.
Nel conferire ai tre progetti sopra descritti
una decorazione plastica di particolare esuberan-
za, Peruzzi, pensa certamente all’importanza che
la scultura ornamentale aveva avuto nel contesto
della cattedrale nel corso dei tre secoli precedenti.
Infatti, per quanto egli sia sempre generoso nel-
la distribuzione di elementi di ornato plastico nei
progetti della maturità, non aveva mai introdotto
una decorazione così fitta e minuta nei suoi dise-
gni. Alcuni elementi di questa decorazione inoltre,
non hanno una precisa origine classica, e sembra-
no invece intesi a istituire precisi legami con altre
opere interne alla cattedrale. Nel disegno per una
cappella laterale, le semicolonne, scanalate nella
parte superiore, sono avvolte nel terzo inferiore
da una fascia intagliata con un vigoroso motivo a
racemi nascenti da un cespo d’acanto alla base del
fusto e sviluppati simmetricamente rispetto a un
asse centrale. Questo elemento, privo di riscontri
nell’antico, è introdotto per creare un accordo tra
la struttura progettata e la quattrocentesca cappel-
la dei Santi Quattro Coronati nella navata di sini-
stra (fig. 4). La mostra di quest’ultima, distrutta
nei restauri promossi da Alessandro vii, era difatti
ornata con monumentali semicolonne intagliate a
girali da Antonio Federighi e Giovanni di Stefano
(oggi reimpiegate nel portale della controfaccia-
ta), a loro volta ispirate alle colonne intagliate da
Giovanni Pisano (1248-1315) per il portale mag-
giore della cattedrale73. Nel proporzionamento
delle nicchie con statue di santi, Peruzzi sembra
invece tener conto delle misure di quelle dell’al-
tare Piccolomini74. Sulla metà di destra del foglio,
le semicolonne appoggiano su un solo largo piedi-
stallo, spartito da cornicette in tre settori campiti
con lastre di marmo venato e (verosimilmente)
colorato anziché su due zoccoli separati aggettan-
ti dal muro di fondo come nella variante di sini-
stra, fedele al modello antico dell’arco dei Gavi.
Questo elemento istituisce un legame visivo con
i paliotti marmorei degli altari Piccolomini (fig.
5) e di San Callisto (l’ex altare di San Bonifacio,
all’interno della cappella della Madonna del Voto)
nelle navate destra e sinistra della cattedrale, non-
ché con la mensa del nuovo altare maggiore che lo
stesso Peruzzi aveva progettato.
Le candelabre che si ergono alla sommità dei
progetti per la mostra di una cappella e per il rin-

63
Chigi nella chiesa di Santa Maria del Popolo, a
sua volta elaborazione di un analogo motivo pre-
sente nella decorazione dell’arco degli Argenta-
ri, hanno un andamento e una caratterizzazione
ornamentale che rimanda alle opere di intaglio
condotte in cattedrale da Antonio Federighi e dal
Marrina a cavallo tra l’ultimo decennio del Quat-
trocento e il primo del secolo successivo (fig.
21). Anche per alcuni dei motivi introdotti nel
progetto per il nuovo altare maggiore possono
essere individuati elementi di continuità lingui-
stica con opere preesistenti della cattedrale. Un
tipo di sostegno all’antica svasato e scanalato, del
tutto simile a quello posto da Peruzzi a sostegno
del ciborio del Vecchietta sebbene più slanciato,
era già impiegato da Antonio Federighi nelle sue
acquasantiere. Mentre le figure di Virtù sedute in
cerchio attorno al podio ovale e allo zoccolo cir-
colare del ciborio nello stesso disegno sembrano
trovare la loro ispirazione nelle figure delle Virtù
e delle Arti liberali scolpite tra gli archi trilobati
e attorno al piedistallo della colonnetta centrale
dell’ambone di Nicola Pisano75 (fig. 22).
Nei disegni per la nuova abside della catte-
drale, Peruzzi si mostra ancora più sensibile alle
sollecitazioni del contesto, accettando di intro-
durre alcuni “goticismi” nel suo progetto, pur
senza mai giungere al livello di mimetismo stili-
stico con le preesistenze medievali dei suoi pro-
getti per la basilica bolognese di San Petronio.
Nel suo progetto egli incorpora ancora una volta
un motivo trionfale, adagiando vigorose figure
angeliche nei pennacchi serrati tra l’archivolto
dell’abside e la soprastante cornice a mensoloni
con busti di pontefici, preesistente alla costru-
zione dell’abside, come le rappresentazioni di
23. Confronto tra le figure di vergini vittorie e fiumi al di sopra dei fornici degli archi
cerofore del progetto di pulpito rappresentato di Settimio Severo e di Costantino. Ma queste
nel foglio 1958,1213.4 del British Museum
di Londra e gli angeli reggicandelabra figure sono comunque in dialogo con quelle ala-
dell’altare Piccolomini nella cattedrale te intagliate da Bregno nei pennacchi dell’arco
di Santa Maria Assunta a Siena e tra dell’abside dell’altare Piccolomini (fig. 23). La
gli angeli adagiati nei pennacchi dell’abside
rappresentata nel foglio Inv. n. 96, r. 125 ricerca di un accordo con i pilastri a fascio gotici
dell’Albertina di Vienna e le analoghe figure della cattedrale suggerisce però a Peruzzi l’op-
angeliche dello stesso altare Piccolomini. portunità di non collocare una trabeazione ca-
24. Capitello di uno dei contropilastri gotici nonica a coronamento delle paraste corinzie che
della parete terminale del presbiterio scandiscono l’abside. Il legame tra gli elementi
del duomo di Siena e capitello dell’abside architettonici verticali è garantito soltanto da
del duomo di Siena realizzato su disegno
di Baldassarre Peruzzi. un’esile cornice, ottenuta con la trasformazione
in un elemento continuo dell’abaco dei capitelli,
una soluzione che trae esempio dai capitelli dei
novamento del pulpito sono forse intese come pilastri polistili della cattedrale stessa. I capitelli
una sorta di parallelo classico dei pinnacoli svet- corinzi disegnati da Peruzzi, tra l’altro, sono as-
tanti al culmine delle incorniciature di cappelle, sai semplificati (con foglie lisce ed esili volute na-
altari e polittici trecenteschi presenti nella catte- scenti direttamente dal cespo senza mediazione
drale, e le fanciulle cerofore dello stesso disegno di stelo e calice). Anche in questo caso, si tratta di
per il pulpito sembrano riflettere le pose degli aggiustamenti introdotti per creare un accordo
angeli reggicandelabra di Andrea Bregno nel li- con le strutture e gli ornamenti preesistenti della
vello superiore dell’altare Piccolomini (fig. 23). cattedrale (fig. 24). L’ornamento sacrificato con
Le ghirlande intrecciare da nastri e abitate da la soppressione della trabeazione è tuttavia recu-
pantere marine e da putti che pendono tra i capi- perato con l’introduzione di un fregio spezzato a
telli corinzi del progetto di cappella, pur dipen- racemi d’acanto disteso tra un capitello e l’altro.
dendo dal precedente raffaellesco della cappella Nel disegno di Vienna hanno forme pie-

64
25. Taddeo Zuccaro, Cristo tra Santi
Martiri (Roma, basilica di Santa Sabina,
abside).

namente gotiche il coro ligneo dell’abside, e il 17, 1-13; Mc 9, 2-13; Lc 9, 28-36) è ridotta da Pe-
partito della vetrata nella finestra aperta al cen- ruzzi al solo gruppo fondamentale di Cristo nella
tro di questa, spartita in nicchie ospitanti figure nuvola luminosa tra Mosè ed Elia librati in volo
di santi (due vescovi e due frati) e della Vergine e in atto di adorazione, al quale si accompagna,
col Bambino da esili colonnini a spirale. Il coro in basso al centro, il tema minore di un gregge
d’impianto semiellittico, infatti, era destinato a di agnelli prostrati al cospetto dell’Agnus Dei80.
raccordarsi con i due settori rettilinei superstiti La Trasfigurazione di Raffaello è evidentemente il
della grande struttura lignea trecentesca sman- modello per la posa chiusa e sospesa dei due per-
tellata con i lavori voluti da Pandolfo Petrucci76, sonaggi veterotestamentari81, ma la composizione
mentre la nuova vetrata avrebbe dovuto in qual- pacata e paratattica divisata dal maestro senese è
che modo tentare di armonizzarsi al grande ocu- quanto mai distante da quella affollata e dram-
lo istoriato sui cartoni di Duccio di Buoninsegna, matica dell’ultima opera raffaellesca. La figura
una delle più visibili opere della cattedrale, posta centrale del disegno di Vienna è colta inoltre in
direttamente al di sopra della nuova abside. Poi- una disposizione atipica per il tema della Trasfigu-
ché la finestra prendeva il posto di un’altra ben razione, dove Cristo è solitamente rappresentato
più ampia già aperta nel muro terminale del pre- stante. La posa assisa, con il nimbo crucigero, il
sbiterio trecentesco77, non si può escludere che manto avvolto attorno alle gambe e al braccio si-
il disegno di Peruzzi suggerisca il recupero e la nistro e solo gettato sulla spalla destra, la mano di
ricollocazione di alcune porzioni di una vetrata questo stesso lato levata con due dita unite e tre
preesistente. Questa ipotesi è a mio giudizio raf- distese in un simbolismo trinitario, è invece ca-
forzata dal fatto che sia nel disegno di Vienna sia ratteristica delle rappresentazioni paleocristiane e
nel disegno della collezione Chigi Saracini nella medievali del Pantocratore82.
vetrata compaiano le stesse figure, seppure di- A questo riguardo, in passato è stata già avan-
sposte in diverso ordine78. zata l’ipotesi di una dipendenza diretta della
Per la decorazione del catino absidale, Peruzzi figura di Cristo disegnato da Peruzzi da quella
guarda all’esempio di un “antico” cristiano, ovvero posta al centro del mosaico absidale della basi-
alle decorazioni musive tardo antiche e altomedie- lica di Santa Sabina, un’opera che fu distrutta e
vali di Roma, da lui approfonditamente indagate tuttavia riprodotta con una certa fedeltà ad affre-
e sensibilmente comprese già nel primo decennio sco nello stesso luogo a opera di Taddeo Zuccari
del secolo, come testimoniano i mosaici realizzati (1529-1566) nel corso di un restauro della basi-
su suo disegno nella cappella di Sant’Elena della lica nel 1560 (fig. 25)83. Il mosaico di Santa Sabi-
basilica di Santa Croce in Gerusalemme79. L’epi- na potrebbe aver suggerito anche l’inserimento
sodio della Trasfigurazione sul monte Tabor (Mt della rappresentazione accessoria delle pecore in

65
26. Luca Fancelli e Stagio Stagi, Altare
di San Biagio; Stagio Stagi, Mostra
marmorea dell’altare dei Santi Giorgio,
Giovanni del Battesimo e Francesco
(Pisa, cattedrale di Santa Maria Assunta,
transetto meridionale).

adorazione dell’agnello nimbato. I rapporti tra Come ho già ricordato, verso la cattedrale di San-
le due opere si limitano tuttavia a legami stret- ta Maria Assunta confluivano allo stesso tempo,
tamente formali, giacché, per quanto è dato os- sebbene con prospettive e interessi diversi, le at-
servare dalla trasposizione zuccaresca, il mosaico tenzioni dei vertici politici e religiosi della città.
di Santa Sabina rappresentava un Cristo tra apo- La Balìa retta dai Libertini aveva certamente inte-
stoli e santi martiri e non una Trasfigurazione, resse a promuovere e appoggiare la realizzazione
mentre il gregge di agnelli vi era rappresentato di interventi di aggiornamento e arricchimento
nell’atto di abbeverarsi a una fonte sgorgante ai dell’edificio, vedendovi un modo per risveglia-
piedi di Cristo dalle rocce del mons paradisiacus. re l’orgoglio civico della popolazione senese e al
Da esempi della tradizione musiva sacra della contempo per sostenere il prestigio della propria
città di Roma Peruzzi deriva anche i temi orna- azione di governo. Il legame delle istituzioni poli-
mentali dei cordoni di verzura nascenti da vasi o tiche della Repubblica con l’edificio sacro, si con-
tripodi e della valva di conchiglia posta al colmo servava strettissimo da oltre due secoli e mezzo, da
dell’abside84. Tuttavia, l’idea di ordinare i festoni quando cioè le autorità cittadine avevano deciso di
in una solida composizione, raccordata in modo fare un atto di affidamento all’antica icona maria-
logico e strutturale alle paraste che scandiscono na della Madonna del Voto, alla vigilia della batta-
la superficie dell’emiciclo absidale e convergen- glia di Montaperti (4 settembre 1260), risoltasi in
te radialmente verso la conchiglia alla sommità una strabiliane vittoria per Siena87.
del catino, è assente nei modelli musivi romani La devozione alla Madonna del Voto non era
paleocristiani e medievali, dove il motivo appare certo venuta meno nel corso del lungo governo
esclusivamente a decorazione di sottarchi85, e si dei Novaschi, tuttavia i Libertini avevano fatto
deve piuttosto a una riflessione sull’uso composi- della sacra immagine una bandiera sin dalla vio-
tivo delle ghirlande che aveva fatto Raffaello nel- lenta sedizione che aveva portato alla cacciata di
la partizione decorativa della volta della loggia Fabio Petrucci. In questa occasione i capi della ri-
di Psiche della Farnesina. Non si può escludere, volta portarono l’antica immagine in processione
sebbene il foglio di Vienna non contenga anno- per le vie della città, cantando salmi e preghiere a
tazioni testuali utili a chiarire questo aspetto, che lode di Dio per la liberazione dai tiranni88. Appena
Peruzzi pensasse l’esecuzione della decorazione due anni più tardi, nel corso dell’assedio congiun-
del catino absidale in mosaico anziché in affresco, to delle forze fiorentine e papali sofferto dalla città
avendo egli dato segno di grande interesse nella nel 1526, volto a ripristinare al potere il governo
riproposizione di questa antica e preziosa tecnica dei Novaschi dopo l’assassinio del Bichi, le autori-
artistica non solo nella già menzionata cappella tà senesi avevano deciso di rinnovare il voto della
di Santa Croce in Gerusalemme, ma anche nei città alla Vergine, e si erano recate in solenne pro-
suoi progetti per la basilica di San Petronio86. cessione verso il duomo per propiziarsi la vittoria.
Elementi iconografici Avevano quindi appeso le chiavi della città nella

66
27. Ricostruzione degli interventi decorativi
progettati da Perin del Vaga per la cattedrale
di Santa Maria Assunta a Pisa (ricostruzione
grafica di G. Santucci da C.M. Sicca, Perin
del Vaga nella crociera del Duomo:
prove di grande decorazione ‘alla romana’,
in Nel solco di Pietro: la Cattedrale
di Pisa e la Basilica Vaticana, a cura
di M. Collareta, Pisa 2017, pp. 75-86).

cappella della Madonna del Voto, proclamando Giudizio del giovanetto Daniele sulle mendaci
per la seconda volta la Vergine regina di Siena89. accuse di impudicizia rivolte dai due Vecchioni
Il trionfo della Repubblica nella battaglia di Ca- ai danni della casta Susanna (“iudiciu[m] Daniel-
mollia, dove meno di cinquecento fanti avevano lis prophetæ istoria“). I due episodi biblici sono
disperso un esercito dieci volte superiore facendo simbolicamente raccordati alle figure di Mosè
bottino degli armamenti, era stato definito so- ed Elia nel catino dell’abside, allegorie rispetti-
prannaturale persino da Francesco Vettori in una vamente della Legge e della Profezia. Tuttavia,
lettera a Machiavelli90. Era pertanto naturale che entrambe le storie potrebbero essere lette, più
il governo dei Libertini desiderasse ringraziare la che come un generico richiamo ai temi icono-
Vergine con una vasta campagna di lavori nel duo- grafici della giustizia diffusi a Siena sin dal me-
mo intitolato alla Vergine91. dioevo, come afferma Fattorini92, alla luce della
Il diretto coinvolgimento delle magistrature storica contrapposizione di due fazioni politiche
senesi nei lavori in cattedrale progettati da Pe- cittadine volte l’una al bene l’altra al male della
ruzzi sembra giustificare la scelta degli episodi Repubblica, rispettivamente i Novaschi e i Li-
sacri da raffigurare nei settori laterali del livello bertini, ovviamente nell’interpretazione offerta
inferiore della nuova abside progettata da Peruz- dai vincitori dello scontro politico avvenuto nel
zi. Grazie a due iscrizioni apposte sul disegno 1526, incarnata allegoricamente ora dall’infante,
di Vienna, siamo a conoscenza dell’intenzio- ora dalla giovane donna.
ne di rappresentarvi, rispettivamente a destra e Per quanto riguarda la possibilità di un diret-
a sinistra, il Giudizio di Salomone sulla feroce to interessamento dell’arcivescovo Piccolomini
contesa di due madri per un bambino innocente nell’affidamento a Peruzzi dei lavori nel duo-
(“iudiciu[m] Solomonis istoria”), e il meno noto mo, occorre osservare che, sebbene egli avesse

67
a chi avesse fatto offerte, e anche che fossero
confermate altre indulgenze già in precedenza
assegnate alla cattedrale da Pio ii (1458-1464) e
da Pio iii, potenziale fonte di utili monetari da
indirizzare all’Opera95.
Si può ipotizzare, pur in assenza di riscontri
documentari, che egli sia stato direttamente coin-
volto nei progetti per le nuove porte bronzee e per
“gli altri disegni” concepiti del 1525. Anzi è possi-
bile che proprio lui abbia mediato per l’affidamento
dell’incarico a Peruzzi, al tempo impegnato come
“Coadjutore” di Antonio da Sangallo il Giovane
nel cantiere della nuova San Pietro96. Si può inol-
tre ritenere che in seguito al Sacco di Roma, pur
rimanendo lontano dalla sua diocesi, egli possa es-
sere rimasto influenzato dallo zelo mostrato da altri
due cardinali vescovi vicini a Clemente vii, Gian
Matteo Giberti (1495-1543) e Onofrio Bartolini
de’ Medici (1508/1509-1555), per la ristrutturazio-
ne formale e liturgica delle loro chiese cattedrali di
Verona e Pisa secondo indirizzi anticipatori delle
future direttive tridentine97.
Tra il Piccolomini e l’arcivescovo pisano, en-
trambi aderenti al partito imperiale e investiti di
incarichi diplomatici da Clemente vii, esisteva,
in particolare, un ottimo rapporto, attestato an-
che dalla concessione da parte del primo a fa-
vore dell’altro delle proprie lucrose prerogative
sull’abbazia di San Galgano nel 152598. Tornato
a Pisa in seguito al Sacco di Roma, il cardinal
Bartolini de’ Medici aveva sostenuto un ambi-
zioso programma di interventi nella propria cat-
tedrale che si avvalse dapprima di artisti locali
come Silvio Cosini (1495-1549) e Stagio Stagi
(1496-1563) ma che coinvolse presto anche esuli
della scena artistica romana come Perin del Vaga
(1501-1547) e il Beccafumi. Con il concorso di
questi artisti, si ambiva a introdurre nella catte-
drale pisana una sontuosa decorazione di marmi,
affreschi e stucchi, che aveva il suo principale
modello nel grande cantiere raffaellesco delle
logge Vaticane.
Tra il 1523 e il 1532 le pareti del tempio fu-
28. Perino del Vaga, Annunciazione, trascorso lontano da Siena la maggior parte del rono liberate dalla miriade di piccoli altari accu-
Assunzione e Incoronazione della Vergine suo mandato, non era tuttavia stato privo di zelo mulatisi nel corso dei secoli e scandite da gran-
(progetto per la decorazione della cappella
dell’Assunzione nella cattedrale di Santa riformatore nei confronti della sua diocesi. Egli diosi tabernacoli di marmo di ordine corinzio,
Maria Assunta a Pisa, London, The British non era affatto privo di sensibilità e cultura reli- con trabeazioni intagliate e un coronamento di
Museum, 1860-8-11-10). giosa, prendendo attivamente parte, nell’ultima timpani alternativamente triangolari e centinati,
parte della sua vita, alla commissione per la ri- realizzati da Pandolfo Fancelli (ultimo decennio
forma (istituita nel 1536) che portò alla stesura del xv secolo-1526) e Stagio Stagi (fig. 26); un’o-
del memoriale Consilium de emendanda Ecclesia93. perazione rivoluzionaria, che precede di molti
Nel corso del suo mandato egli si era speso in decenni gli interventi di adeguamento degli alta-
una serie di provvedimenti volti a favorire il ri promossi nelle chiese conventuali fiorentine da
buon ordine del clero canonicale, e il prestigio Cosimo i de’ Medici (1519-1574) e usualmente
e la prosperità economica della cattedrale. Sin indicati come prima e precoce risposta ai dettami
dal 1517 aveva attuato una riforma del clero del della Controriforma99. A Perin del Vaga, ripara-
duomo, radunandone i canonici in una congre- to a Pisa dopo la sua fuga da Roma, fu invece
ga intitolata ai Santi Pietro e Paolo, fortemen- affidato il compito di rinnovare con stucchi e af-
te sottomessa all’autorità dell’arcivescovo, un freschi sia il presbiterio che le braccia e le absidi
fatto che avrebbe potuto facilitare l’attuazione del transetto dell’Incoronata100 (fig. 27). Si tratta
di interventi nell’edificio94. Aveva inoltre otte- di un insieme d’interventi, che, senza in alcun
nuto che fosse concessa un’indulgenza papale modo incidere sulle strutture murarie e sulle li-

68
nee architettoniche generali della cattedrale pi- di quell’antica basilica romana, benché sin dal
sana, sarebbe stata però sufficiente a ridefinirne 1521 egli fosse passato al titolo di Santa Balbi-
interamente l’immagine su nuovi paradigmi li- na e poi, nel 1524, a quello di Palestrina. Egli
turgici e formali. potrebbe inoltre aver imposto all’artista il tema
Si potrebbe pensare che avvalendosi della della Trasfigurazione. Questo episodio sacro,
presenza di Peruzzi a Siena, anche il cardinale benché oggetto di trasposizioni absidali musive
Piccolomini intendesse attuare un programma medievali in area orientale è assente in ambito
di riforma nel duomo cittadino e che a tal fine romano e discorda quindi dai modelli formali
egli si sia consigliato sulle opere da realizzare del progetto per la nuova abside. Tuttavia esso
proprio con il cardinale arcivescovo Bartolini. A è funzionale alla tessitura di un complesso di-
sostegno dell’ipotesi di una diretta influenza dei scorso liturgico, esaltando il tema eucaristico
lavori pisani sugli interventi progettati a Siena, dell’altare sottostante. Sul monte Tabor, infatti,
mi sembra significativa la somiglianza di caratte- il corpo di Cristo si rivelò agli apostoli Pietro,
ri formali esistente tra il progetto di Baldassarre Giovanni e Giacomo Maggiore, risplenden-
Peruzzi per l’abside di Siena e quello di Perino te di luce e in vesti di perfetto candore, come
per la decorazione dell’abside del transetto de- una prefigurazione dell’ostia consacrata. Inol-
stro del duomo pisano, progetti databili ai pri- tre secondo il racconto degli evangelisti, Pie-
mi anni Trenta (fig. 28)101. Entrambi i progetti si tro, sbigottito dalla visione, si offrì di costruire
basano sull’idea di riproporzionare visivamente dei “tabernacula”, ovvero delle piccole capanne
un punto focale di grande rilievo dei due edifici per dare riparo a Cristo e ai profeti, ciò che ha
medievali tramite la realizzazione di una nuova un evidente legame letterale con la pratica di
struttura di proporzioni classiche: una struttura riporre e custodire nel tabernacolo dell’altare
scavata nella massa del muro rettilineo del pre- maggiore l’eucarestia offerta alla venerazione
sbiterio trecentesco nel caso del progetto peruz- dei fedeli (Mc 9, 5; Mt 17, 4; Lc 9, 33).
zesco, realizzata in aggetto nello slanciatissimo Anche la modifica iconografica introdotta nel-
vano absidale medievale nel caso di Pisa. Peruz- la rappresentazione del gruppo con l’agnello nim-
zi fu del resto a Pisa di ritorno da uno dei due bato e le pecore adoranti nel disegno di Vienna,
viaggi compiuti al campo dell’assedio di Firenze rispetto alla rappresentazione del gregge che si
per conto del papa nel 1529 e nel 1530102, sof- abbevera nel mosaico della basilica di Santa Sabi-
fermandosi a misurare e disegnare con una certa na, pare introdotta per accompagnare il tema eu-
attenzione il duomo di quella città e le sue adia- caristico dell’altare della cattedrale. Deve inoltre
cenze monumentali103. Può aver pertanto avuto essere evidenziata la coerenza tematica esistente
occasione di vedere di persona i primi nuovi alta- tra l’irrealizzato progetto di decorazione absidale
ri eretti dal Fancelli e dallo Stagi e i progetti per rappresentato da Peruzzi e quello posto in opera
altri interventi decorativi summenzionati. pressappoco negli stessi anni nel pavimento della
La direzione di un ecclesiastico traspare chia- crociera e del presbiterio della cattedrale sui dise-
ramente in alcuni aspetti iconografici dei pro- gni di Beccafumi. Le figure di Elia e Mosè, infatti,
getti di Peruzzi per la cattedrale. Le importanti sono emblematiche della figura sacerdotale e si
modifiche apportate all’opera del Vecchietta, per prestano pertanto a esaltare la dignità e il soste-
esempio, accentuano il valore sacrale e le implica- gno conferito da Dio alle gerarchie della Chiesa.
zioni eucaristiche dell’opera quattrocentesca104. Le storie rappresentate compongono inoltre un
Nella riconfigurazione e nel riallestimento im- complesso discorso religioso sull’offerta sacrifica-
maginato da Peruzzi, il diafano corpo del taber- le, istituendo un’ovvia relazione col tema eucari-
nacolo, attraversato liberamente dalla luce delle stico dell’altare maggiore.
candele dell’altare e del coro, probabilmente an-
che da un lume collocato all’interno, si sarebbe Il completamento del duomo nuovo.
imposto all’attenzione dei fedeli nella penombra Un’utopia possibile
della cattedrale meglio di quanto avrebbe fatto Il fervore religioso manifestatosi in occasione
nel suo allestimento originario. La modifica del dell’ascesa al potere dei Libertini si rifletté in
piede, lo avrebbe visivamente assimilato a un an- un’intensa campagna di committenza artistica
tico cratere vinario, rendendo più ricca la simbo- intesa a glorificare la figura della Vergine, indi-
logia eucaristica del tabernacolo. La collocazione cata, in una forte prospettiva politico-ideologica,
delle figure di virtù al di sotto del ciborio sembra come presidio alla minacciata “libertas” cittadi-
volutamente inteso a evocare in immagine l’inci- na. Già nel 1525 un provvedimento della Balìa
pit del Salmo 83: “Quam dilecta tabernacula tua, aveva imposto di dipingere l’immagine di Maria
Domine Virtutum”. in quelle porte delle mura urbane dove non fos-
Il richiamo a elementi caratterizzanti della se ancora presente, mentre nel 1527 si commis-
decorazione musiva di Santa Sabina nel proget- sionò a Sodoma un’immagine della Vergine per
to per la decorazione del catino della nuova ab- la cappella di Piazza. Le vicende della battaglia
side senese divisato da Peruzzi potrebbe essere di Camollia, inoltre, orientavano naturalmente
stato un desiderio dall’arcivescovo Piccolomini, le autorità politiche di Siena anche a interventi
che aveva ricevuto la porpora proprio col titolo incisivi sull’aspetto della cattedrale. Nel 1532 fu

69
29. Anonimo (circa metà del XIV secolo), murato e con bella proporzione congiungerlo
Progetto per il duomo nuovo con nuovo” nel cantiere di San Petronio107, e che
di Siena (Siena, Museo dell’Opera
della Metropolitana). da molti anni era impegnato nell’elaborazione di
progetti per la fabbrica di San Pietro, appariva
evidentemente il candidato ideale per dare solu-
zione al secolare cantiere del duomo nuovo.
Dare conclusione a quest’ultimo e realizzare
la sua integrazione con il “duomo vecchio” (così
sarà d’ora in poi necessario definire la cattedrale
di Santa Maria Assunta per evitare confusioni)
imponeva anzitutto di trovare una soluzione al
complicato problema di una nuova crociera e di
una nuova cupola che, oltre a essere dotate di un
pregio formale intrinseco, riuscissero a regolare
armoniosamente la congiunzione delle due strut-
ture. La costruzione di una crociera più vasta ed
elevata di quella duecentesca era infatti indispen-
sabile per unificare le navate, tra loro difformi
per ampiezza e altezza, delle due fabbriche me-
dievali; mentre la cupola, specie se poggiante su
un alto tamburo finestrato, avrebbe contribuito
a risolvere il problema dell’insufficiente illumi-
nazione della cattedrale e a ridefinirne in modo
profondo l’immagine esteriore, creando un ele-
mento svettante di grande pregio, anche in una
logica di competizione municipale con l’eterna
nemica Firenze, così profondamente caratteriz-
proposto di realizzare nella chiesa principale del- zata simbolicamente dalla massa elevata della cu-
la città una nuova grande cappella “pro honore pola del suo duomo.
immaculate Marie protectricis civitatis et pre- Il problema non era di poco conto e la sua so-
servatricis eiusdem et regiminis”105. Non si può luzione era stata evasa nel corso della campagna
però escludere che negli anni precedenti la Balìa di lavori del Trecento. Due piante trecentesche
avesse accarezzato progetti ancora più ambiziosi. mostrano l’unione del duomo vecchio e del duo-
Difficilmente, infatti, in un simile contesto, si mo nuovo con diverse ipotesi planimetriche per
sarebbe rinunciato a considerare la questione di il presbiterio di quest’ultimo (aperto su un deam-
una ripresa del cantiere del duomo nuovo, non bulatorio o quadrato con abside poligonale) ma
fosse altro che per via d’ipotesi. Il fallimento senza offrire concrete soluzioni al tema della cu-
della struttura alla metà del xiv secolo era stato pola, che nel disegno aderisce in pianta a quella
un’umiliazione per Siena. Costretta a richiede- allora (e anche oggi) esistente (fig. 29). I pilastri
re la consulenza degli architetti della cattedrale laterali della cupola, che avrebbe dovuto essere
di Firenze per tentare di ovviare alla comparsa in ogni caso ricostruita a un’altezza superiore a
di crepe e deformazioni nei pilastri e nelle volte quella delle altissime volte del duomo nuovo, sa-
della nuova navata, già sostanzialmente conclu- rebbero caduti in asse con la navata maggiore e
sa e anche decorata dal rivestimento marmoreo col presbiterio della stessa struttura. Per ovviare a
bianco-nero e da un serpeggiante apparato scul- questo grave inconveniente, l’autore del disegno
toreo, l’Opera era stata obbligata a prendere atto provvide semplicemente a sopprimere i sostegni,
delle insanabili deficienze statiche della struttu- sostituendoli con un intreccio d’archi poggianti
ra e ad abbattere gran parte delle volte e delle sui pilastri contigui. Una soluzione efficace dal
murature106. La ripresa e la positiva conclusione punto di vista grafico, ma davvero impossibile sul
del cantiere, tuttavia, dovevano ancora sembrare piano strutturale108.
alla cittadinanza un obiettivo da rimandare a un Il progetto di completare il duomo nuovo
momento più favorevole ma a cui non rinunciare non è in contrasto con i disegni riferiti alla fab-
e pertanto da prendere seriamente in considera- brica del duomo vecchio considerati nella prima
zione sul piano progettuale. Il ritorno di Baldas- parte di questo contributo. Infatti, non era ragio-
sarre Peruzzi a Siena, nel particolare clima poli- nevole ritenere che le nuove strutture da erigere
tico e culturale che la città stava attraversando, per realizzare l’unione dei due disgiunti corpi
può aver risvegliato le ambizioni relativamente al della cattedrale, la costruzione delle quali, a ogni
grandioso e sfortunato progetto. Il nuovo archi- modo, era certo considerata solo in prospettiva e
tetto della Repubblica e dell’Opera del duomo di rimandata a un momento più favorevole finan-
Siena, colui che solo pochi anni prima era stato ziariamente e politicamente per la Repubblica,
capace, come dice Vasari, di far “belle investi- avrebbero interessato il presbiterio o una gran
gazioni […] per non rovinare il vecchio che era parte dell’antica navata. Anzi, è chiaro che, nel

70
30. Baldassarre Peruzzi, Modello
tridimensionale in carta di una variante
per la ricostruzione della basilica
di San Domenico (realizzato da facsimile
del foglio Uffizi 1575 Ar).

31. Baldassarre Peruzzi, Studi per


il completamento del duomo nuovo
di Siena (Uffizi 494 Ar).

considerare il problema della nuova crociera,


Peruzzi avrebbe dovuto tentare di salvaguardare,
per quanto possibile, le preesistenze architetto-
niche e artistiche più pregevoli o liturgicamen-
te più rilevanti dell’edificio medievale. Altari e
sculture potevano essere spostati con una certa
facilità e alcune porzioni del pavimento istoriato
collocate nelle zone interessate dai lavori di fon-
dazione delle nuove strutture di collegamento
tra il duomo vecchio e quello nuovo avrebbero
potuto essere smontate e accantonate per esse-
re poi reimpiegate una volta conclusi i lavori di
muratura. In ogni ipotesi d’intervento, tuttavia,
vi sarebbero state strutture destinate alla demoli-
zione: il campanile, tutte le campate del transetto
e le prime della navata e del presbiterio, i pilastri
della cupola e la cappella di San Giovanni Batti-
sta. Nonostante che alcune di queste parti della
cattedrale fossero state decorate con notevole
spesa in anni recenti, il loro atterramento avreb-
be potuto essere approvato dalle autorità dell’O-
pera e dall’arcivescovo Piccolomini. Ma per altre
parti dell’edificio, come la cappella della Madon-
na del Voto, il battistero sotto il presbiterio o la
biblioteca Piccolomini, la distruzione era certa-
mente giudicata inaccettabile, per cui Peruzzi
avrebbe dovuto tenerne conto nei suoi progetti.
Come per i progetti per San Petronio e per San
Pietro, l’analisi critica delle idee di Peruzzi per il
completamento strutturale del duomo nuovo di
Siena è ostacolata dalla totale assenza di parti co-

71
32. Ricostruzione del progetto di Baldassarre struite a seguito dei suoi progetti. Non possiamo, gnano almeno rapide indicazioni prospettiche di
Peruzzi per il riproporzionamento e per infatti, che affidarci al materiale grafico perve- alcuni elementi di alzato, che, seppure in modo
la copertura della navata maggiore
del duomo nuovo con volte a crociera secondo nutoci, non molto abbondante e verosimilmente incerto e senza sicurezza di trovarci davanti a un
le indicazioni contenute nello schizzo anche lacunoso. I disegni riferiti al progetto, per pensiero definitivo, possono comunque orienta-
prospetti del foglio Uffizi 494 Ar. altro, sono assai problematici. Come nota Bruschi re le ipotesi per una definizione ideale dei pro-
in relazione ai disegni per San Pietro, anche i di- spetti e delle sezioni del progetto. Inoltre, certi
segni per il duomo di Siena di Peruzzi sono spesso elementi delle preesistenti strutture medievali
“pensieri” più che compiuti elaborati progettuali, devono essere ritenuti fondamentali elementi di
“idee più o meno rapidamente fissate sulla carta, ancoraggio per le nuove strutture e quindi come
in qualche modo sempre ‘provvisorie’ e ricche di cardini della progettazione.
alternative, da precisare e riverificare in un pro- Il documento più importante per conoscere
cesso creativo aperto e imprevedibile che sembra le intenzioni di Peruzzi per il completamento
occasionato da riflessioni e da stimoli mnemonici del duomo nuovo è il foglio 494 A della Galleria
diversi, da considerazioni pratiche, dall’urgenza degli Uffizi (fig. 31)112. Si tratta di un complesso
d’intuizioni improvvise; prove incomplete spesso palinsesto sul quale è possibile leggere, in un’in-
mescolate ad altri studi o a occasionali esercitazio- tricata sovrapposizione di segni grafici, l’intero
ni ‘teoriche’”109. sviluppo del pensiero progettuale di Peruzzi ri-
La difficoltà di interpretare le intenzioni di spetto al delicato problema che egli si cimentava
Peruzzi è ostacolata anche dal fatto che, come a risolvere. Questa pianta è stata più volte citata
nei disegni per il completamento di San Pietro ma mai completamente esplorata e considerata
e della basilica di San Petronio, anche in quelli in tutte le sue implicazioni. Al contrario, alcu-
per il duomo nuovo di Siena Peruzzi privilegia ni dei disegni in passato considerati attinenti al
lo studio della pianta, sebbene in tale studio sia- progetto per il duomo nuovo sono in realtà solo
no leggibili “quelle strutture in elevazione (come blandamente legati all’onda di riflessioni scatu-
intelaiature di ordini, nicchie, risalti, e anche rite dalla considerazione di quello stesso proget-
cupole) che si ripercuotono e prendono forma to113. Per cui, pur toccando anche i disegni testé
nella sezione orizzontale”110. Ciò è in contra- menzionati, incardinerò il mio discorso essen-
sto con altri studi sviluppati nel periodo senese, zialmente sui vari progetti sovrapposti uno all’al-
come quelli per San Domenico, che l’architetto tro sul suddetto foglio Uffizi 494 A.
redige, oltre che in pianta, nella splendida sezio-
ne prospettica acquerellata e lumeggiata dell’A- Il foglio 494 A della Galleria degli Uffizi.
shmolean Museum di Oxford e in un modello Considerazioni generali.
tridimensionale di carta degli Uffizi (fig. 30)111. Sul foglio Uffizi 494 Ar s’intrecciano due propo-
Niente di tutto ciò esiste per i progetti per il ste planimetriche entrambe ben sviluppate, piena-
completamento del duomo nuovo. Tuttavia, alle mente leggibili e facilmente interpretabili in rela-
piante per quell’ambizioso cantiere si accompa- zione alla realtà delle strutture del duomo vecchio

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33. Baldassarre Peruzzi, Studi per e del duomo nuovo, sebbene di carattere molto
il completamento del duomo nuovo distinto tra loro. Si tratta di due ipotesi d’inter-
di Siena con cupola di 70 braccia
(elaborazione grafica di Uffizi 494 Ar). vento, per così dire, “di massima” e “di minima”
per la ristrutturazione della crociera della catte-
drale senese necessaria a garantire il collegamento
tra le strutture esistenti. La prima proposta, infat-
ti, è grandiosa ed elaborata sulla base di simmetri-
ci schemi di matrice antiquaria; sostanzialmente
autonoma sul piano stilistico rispetto agli edifici
che avrebbe dovuto raccordare. L’altra è inve-
ce alquanto ridotta e assai più pragmaticamente
aderente ai vincoli posti dalle strutture esistenti e
alle loro caratteristiche formali. Fra queste si col-
locano però alcune ulteriori proposte intermedie,
sviluppate da Peruzzi solo in modo parziale. Nella
lettura delle proposte mi muoverò dalla prima alla
seconda delle due ipotesi principali succitate, non
solo perché quella più ridotta appare anche la più
risolta sul piano formale, ma anche perché, come
dirò a suo luogo, le evidenze fisiche del disegno
chiariscono che questo è stato l’ordine nella suc-
cessione dei pensieri sovrapposti da Peruzzi sul
foglio Uffizi 494 Ar. Le proposte intermedie sud-
dette possono dunque essere interpretate come
tappe di un’indagine volta a individuare una solu-
zione ottimale, cercando di risolvere man mano i
problemi che la prima idea progettuale, elaborata
su schemi ideali sembrava proporre in relazione
alla realtà costruttiva della cattedrale. esatte, magari sotto forma di semplici indicazioni
Come capomastro dell’Opera Peruzzi aveva scritte, anche sull’altezza dei pilastri, sulla quota
accesso alle pergamene con i progetti trecenteschi d’imposta delle volte nei vari gruppi di navate
per la cattedrale già nominati, e forse ad altri che del duomo vecchio e di quello nuovo e sul loro
oggi non si conservano, e avrebbe potuto utilizza- massimo sviluppo altimetrico. Nella pianta egli
re questi elaborati grafici come base per un ricalco omette logicamente di includere quegli elementi
della pianta su cui elaborare le proprie proposte, che, come detto, avrebbero dovuto essere in ogni
con grande risparmio di tempo. Tuttavia, non se caso demoliti, e che se rappresentati avrebbero
ne fidò, probabilmente considerando che quelle soltanto confuso lo studio planimetrico cui egli
piante davano una rappresentazione schematica e intendeva accingersi. Tuttavia, la posizione dei sei
regolarizzata degli edifici medievali. Preferì pertan- pilastri della cupola è stata comunque indicata sul
to procedere a più esatte misurazioni delle strutture rilievo generale con piccole, rapide circonferenze.
esistenti e al tracciamento di un nuovo rilievo pla- Peruzzi, inoltre, ha tracciato sul margine sinistro
nimetrico a una scala di circa 1:156 sul suddetto fo- del foglio una sezione dettagliata di uno dei sud-
glio Uffizi 494 Ar. Il disegno ha certamente un’aria detti pilastri, a una scala leggermente maggiore di
poco formale, e la rappresentazione è limitata a una quella adottata per il rilievo generale.
piccola parte delle navate del duomo vecchio e del Uno dei primi aspetti sui quali Peruzzi deve
duomo nuovo, il minimo indispensabile per i suoi essersi concentrato, probabilmente prima anco-
scopi d’indagine progettuale. Peruzzi ha però indi- ra di tracciare ogni ipotesi planimetrica per la
cato accuratamente sulla pianta le misure in braccia crociera, è quello delle caratteristiche da attri-
delle campate delle navate maggiori e minori del buire alle volte dell’incompiuta navata maggio-
duomo vecchio e del duomo nuovo e quelle dei pi- re del duomo nuovo. Il rivestimento marmoreo
lastri delle due strutture, mostrandosi scrupoloso e l’impronta delle volte visibili all’interno del
anche nella rappresentazione dell’angolo di con- cosiddetto “facciatone” dell’edificio incompiuto
giunzione tra i muri esterni dei due antichi edifici, mostrano l’intenzione degli architetti trecente-
che non sono tra loro perfettamente ortogonali. schi di conferire alla navata maggiore del tem-
L’architetto deve pertanto essersi impegnato in pio un rapporto di 1:2½ tra larghezza e altezza,
un lavoro di misurazione piuttosto accurato, grazie proporzioni che Peruzzi giudicava probabilmen-
al quale deve essere stato in grado di calcolare l’in- te inaccettabili e che avrebbero inoltre determi-
terazione d’ipotetiche nuove strutture anche con nato notevoli problemi statici alla costruzione.
le adiacenze della cattedrale non rappresentate dal Nell’angolo superiore destro dello stesso foglio
disegno, come la sagrestia, la biblioteca Piccolo- Uffizi 494 A, l’architetto traccia sinteticamente
mini e l’edificio dell’arcivescovado. Peruzzi dove- e a mano libera ma comunque in modo benissi-
va inoltre verosimilmente disporre d’informazioni mo riconoscibile lo slanciato profilo del facciatone

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34. Ricostruzione del progetto di Baldassarre
Peruzzi per il completamento del duomo
nuovo con cupola di 70 braccia sulla base
delle indicazioni offerte dal foglio Uffizi
494 Ar.

col suo altissimo doppio finestrone, e v’imposta te delle navate maggiori del duomo vecchio e del
con segno vigoroso una proposta per la copertu- duomo nuovo, pur con ampiezze e dunque anche
ra della navata. Peruzzi immagina un sistema di altezze diverse al colmo delle volte, si sarebbero
volte a crociera poggianti immediatamente al di trovate ad avere l’imposta alla stessa quota di cir-
sopra della cornice che incorona le arcate delle ca 22 metri. Si sarebbe inoltre significativamente
navate laterali nel duomo nuovo (fig. 32). ridotto anche il divario in altezza tra le coperture
Le volte così impostate avrebbero determina- delle navate maggiori delle due strutture rispetto
to un significativo ridimensionamento della na- a quanto previsto dai progetti trecenteschi. Due
vata, che avrebbe raggiunto un rapporto tra lar- aspetti che avrebbero semplificato notevolmente
ghezza e altezza di 1:2, proporzione compatibile l’elaborazione di una compiuta soluzione pro-
con quelle che egli normalmente adotta nei suoi gettuale alla difficile congiunzione dei due edifici
progetti per edifici sacri. Con tale riforma, le vol- medievali difformi tra loro.

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35. Baldassarre Peruzzi, Studio in pianta
e alzato per un vasto organismo
architettonico con cupola poggiante
su una crociera a pianta ottagonale
(Uffizi 107 Ar).

36. Baldassarre Peruzzi, Due studi


di grandi edifici ecclesiastici cupolati
ispirati a tipologie antiquarie, studio
di convento, studio di pilone angolare
(Uffizi 494 Av).

37. Baldassarre Peruzzi, Studio di vasto


edificio ecclesiastico cupolato (Wien,
Österreichische Nationalbibliothek, Codex
10935).

38. Baldassarre Peruzzi, Studio di vasto


organismo ecclesiastico con crociera
ottagonale e navata ispirata a tipologie
termali (Uffizi 457 Av).

Il progetto con cupola di settanta braccia


e il progetto “gotico”
La prima proposta di Peruzzi per la pianta del-
la nuova crociera si articola attorno all’ipotesi di
una cupola con un diametro di 70 braccia (oltre
40m, considerando la misura del braccio senese).
La struttura è evidenziata da una grande circon-
ferenza tracciata a compasso, della quale Peruzzi
esegue a parte (sullo stesso foglio Uffizi 494 A),
anche il calcolo della circonferenza (fig. 33)114.
La cupola ha un diametro simile a quella della
basilica Vaticana, ma i piloni di sostegno, anzi-

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pianta, nonché del piccolo schizzo prospettico
che mostra la navata del duomo nuovo ripro-
porzionata nel suo sviluppo altimetrico secondo
quanto suggerito dal piccolo schizzo prospettico
prima discusso, il progetto con cupola di settanta
braccia è quasi pienamente definibile in alzato,
almeno fino all’imposta del tamburo della cupo-
la, pur con due distinte ipotesi sulla mediazione
tra l’ottagono di base della crociera e l’imposta
circolare della copertura (fig. 34).
Infatti, se appare sicuro il modo in cui Peruzzi
ha deciso di impostare le arcate della crociera su
piloni scanditi da coppie di paraste con nicchie
interposte, affini a quelli del San Pietro di Bra-
mante, non è chiaro come egli intendesse raccor-
dare l’ottagono di base e il cilindro del tamburo,
se ricorrendo a otto piccoli pennacchi emisferici,
come nei disegni per vani cupolati di incerto si-
gnificato tracciati su un foglio degli Uffizi (fig.
35) e in una pagina del Taccuino senese115, o piutto-
sto alla mediazione di semicolonne adagiate nel
cavo degli angoli dell’ottagono. La mediazione
tra ottagono di base della crociera e imposta cir-
colare della cupola per mezzo di grandi colonne
era stata esplorata da Bramante come possibili-
tà per San Pietro116, mentre Raffaello aveva im-
maginato cupole poggianti su colonne adagiate
negli angoli di settori quadri nello sfondo della
Cacciata di Eliodoro; due esempi che certamente
Peruzzi dovette conoscere e assimilare al suo ba-
gaglio compositivo negli anni romani. Tuttavia,
nel caso del progetto del foglio Uffizi 494 A, egli
potrebbe aver trovato che l’unione del pilastro
angolare con una colonna, nel suo apparentarsi
almeno in pianta, a un pilastro polistilo gotico,
fosse una soluzione particolarmente conforme al
contesto della cattedrale senese.
L’ipotesi con cupola di settanta braccia pre-
senta sostanziali affinità con studi di caratte-
re teorico di Peruzzi e con i suoi disegni per la
basilica Vaticana, nel cantiere della quale egli è
39. Confronto alla stessa scala tra ché impostarsi su una pianta quadrata ad angoli confermato architetto “coadjutore” da Clemente
la ricostruzione del progetto di Baldassarre smussati come in quel modello, racchiudono un vii nel 1531117, ma ha un carattere evidentemente
Peruzzi per il completamento del duomo
nnovo con cupola di 70 braccia elaborato vano ottagonale perfetto. Sui lati in asse con le utopico in relazione al problema della congiun-
sulla base delle indicazioni offerte dal foglio navate dei due corpi della cattedrale l’ottagono è zione delle strutture medievali del duomo sene-
Uffizi 494 Ar e lo Studio di vasto organismo aperto da quattro arcate, larghe ciascuna quanto se. L’architetto sembra indagare possibili svilup-
ecclesiastico con crociera ottagonale e
navata ispirata a tipologie termali eseguito la navata maggiore del duomo nuovo, mentre nei pi di questo impianto planimetrico in sintetici
da Baldassarre Peruzzi sul foglio Uffizi 457 lati obliqui si aprono quattro nicchioni d’identica disegni sul verso dello stesso disegno Uffizi 494
Av. Il secondo progetto è stato integrato ampiezza, ornati da nicchie minori ad essi incluse A (fig. 36)118 e su un altro foglio oggi a Vienna
digitalmente per agevolare il confronto tra
le due soluzioni. Le linee tratteggiate e subordinate e attraversati da anditi per il colle- (fig. 37)119. Il legame del primo di questi disegni
evidenziano i limiti perimetrali delle navate gamento diretto tra la rotonda e le navate minori col progetto sviluppato in relazione al concre-
del duomo vecchio e del duomo nuovo del duomo nuovo. to problema della cattedrale è dimostrato dalla
di Siena.
Come avviene anche nei precedenti studi per sua presenza sullo stesso foglio con la pianta di
San Petronio e in quelli coevi per la chiesa senese quell’edificio, ma questi studi, per altro assai ra-
di San Domenico e per San Pietro, Peruzzi, pur pidi, hanno ormai smarrito ogni possibilità di
esprimendo la sua proposta in forma puramente reale integrazione con le strutture medievali del
planimetrica e in modo frammentario, mostra di duomo di Siena. Hanno infatti assunto un ca-
possedere già un ben formato concetto dell’ele- rattere ideale, legato a riflessioni teoriche sulla
vazione delle strutture progettate. Infatti, com- possibilità di adattare ai luoghi di culto cristia-
pletando la pianta secondo le indicazioni fornite ni schemi planimetrici di edifici antichi, come
nella porzione più sviluppata del disegno e te- quello del ninfeo degli orti Liciniani, rilevato da
nendo conto degli elementi riportati nella stessa Peruzzi in un foglio degli Uffizi120. Il disegno di

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40. Anonimo copista di Baldassarre Peruzzi, Vienna è stato messo in relazione allo schema di
Studio di ambiente cupolato (Siena, 70 braccia tracciato al recto di Uffizi 494 A per-
Biblioteca Comunale, Taccuino senese
di Baldassarre Peruzzi (BCS, TS IV 7), ché la doppia freccia che evidenzia il diametro è
f. 28. segnata con il numero “70” (senza che tuttavia
vi sia una chiara indicazione dell’unità di misura
41. Baldassarre Peruzzi, Sezione
longitudinale parziale della basilica utilizzata nel disegno). Tuttavia, nessun elemen-
di San Petronio secondo un progetto to induce, al di là di rispondenze formali troppo
di compimento a croce latina (Bologna, generiche, a ricondurre questo disegno al pro-
Museo della Basilica di San Petronio).
getto per il duomo nuovo. La pianta ha invece
42. Baldassarre Peruzzi, Progetto per una certa correlazione con gli studi peruzzeschi
un vasto organismo ecclesiastico per San Pietro degli anni Trenta nell’articolazio-
in forme gotiche ispirato al duomo
di Siena e studio delle fortificazioni ne della navata con un fitto partito di colonne
di Orbetello (Uffizi 582 Ar). binate interposto tra i pilastri.
Wurm ha legato al progetto per il duomo
nuovo anche un disegno presente al verso del
foglio Uffizi 419 a (fig. 38), databile al 1531 per
la presenza, al recto, di uno degli schemi plani-
metrici per la ricostruzione della basilica di San
Domenico121. Quartz ha poi accolto questa at-
tribuzione, utilizzando il disegno come base per
stabilire in quello stesso anno l’esecuzione di
tutti i progetti per il duomo nuovo122. Tuttavia, i
caratteri del disegno non sembrano compatibili
con l’attribuzione di Wurm e conseguentemen-
te a mio giudizio non consentono neppure una
conferma dell’ipotesi cronologica di Quartz.
Sul foglio si trova una pianta parziale (limitata diagonali della struttura è di ben 32 braccia. Si
a un quarto della crociera e all’attacco della cu- tratta quindi di una struttura immensa, con una
pola), resa frammentaria dal taglio di una por- navata caratterizzata da colossali colonne di 4
zione del foglio, e tuttavia perfettamente finita braccia di diametro e intercolunni centrali di 11
e accuratamente misurata, in braccia, sino ai più braccia. Le colonne sono per altro assai nume-
piccoli membri architettonici nelle parti rap- rose, dal momento che, in una sintesi tra schemi
presentate. Il diametro della cupola non è stato desunti dall’osservazione delle strutture termali
indicato, tuttavia le altre misure portano a sti- di Roma, questi elementi sono utilizzati sia a so-
marlo in ben 117 braccia. Infatti, il passo delle stegno delle volte a crociera della navata mag-
arcate e dei nicchioni scavati nei piloni sugli assi giore, sia a formare diaframmi trabeati inter-

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43. Baldassarre Peruzzi, Studi per
il completamento del duomo nuovo
di Siena con cupola di 60 braccia
(elaborazione grafica di Uffizi 494 Ar).

44. Baldassarre Peruzzi, Studi per


il completamento del duomo nuovo
di Siena con cupola ovale di 62×52
braccia (elaborazione grafica di Uffizi 494 Ar).

posti tra questa e le navate minori. Ancora una è espressa in braccia, dunque in previsione di una
volta, siamo di fronte a uno schema di carattere cupola di oltre 58 m di diametro, con un’altezza
palesemente teorico, un esercizio di articolazio- complessiva alla lanterna di 131 m, si tratta an-
ne planimetrica che sarebbe stato irrealizzabile cora una volta di un progetto utopico, di eviden-
dal punto di vista strutturale, particolarmente te carattere teorico, comunque non correlabile
nel sito della cattedrale senese (fig. 39) e che, col progetto per il duomo nuovo. Se invece, per
semmai, più che dai pensieri per il duomo nuo- ipotesi, si assume come unità di misura il palmo
vo, nasce da quelli per la ricostruzione di San senese, la cupola avrebbe un diametro di circa 21
Domenico o per il cantiere di San Pietro. metri, effettivamente simile a quello dell’attuale
Ugualmente problematico mi pare l’inseri- cupola della cattedrale di Santa Maria Assunta,
mento in questa vicenda della copia da un dise- ma troppo ridotto per poter servire all’unione di
gno di Baldassarre Peruzzi nel Taccuino s.iv.7 (f. questa con le navate del duomo nuovo.
28) della biblioteca comunale di Siena (fig. 40), Può invece essere accettata la correlazione ai
indicato da De Angelis D’Ossat come una sin- progetti per il duomo nuovo della pianta rap-
tetica rappresentazione in elevato del progetto presentata sul foglio Uffizi 582 Ar (fig. 42)124. Si
per il duomo nuovo con cupola di 70 braccia del tratta di un vasto organismo gotico a tre navate
foglio Uffizi 494 A123. In realtà, anche in questo con una cupola di settanta braccia poggiante su
caso non esistono ragioni valide per istituire un enormi pilastri polistili, una sorta di revisione
collegamento tra questo disegno e le vicende del ideale dell’impianto del duomo vecchio. In ef-
duomo nuovo, neppure le indicazioni dimensio- fetti, Peruzzi sembra aver meditato brevemente
nali su di esso riportate, che, peraltro, non sono sulla possibilità di assicurare alla nuova crociera
accompagnate da elementi utili a comprendere necessaria per realizzare l’unione tra il duomo
quale sia l’unità metrica delle misure. Il disegno vecchio e quello nuovo una compiuta integra-
rappresenta un ampio vano con arcate reggenti zione stilistica con le strutture medievali, così
un attico e poi una cupola dal sesto assai eleva- come aveva fatto nel suo progetto per la basilica
to, riproporzionata all’esterno dall’abbraccio di di San Petronio. Tuttavia, lo schema del foglio
un breve tamburo. La copertura è gradonata e la Uffizi 582 Ar non può in alcun modo essere ap-
lanterna ha una caratteristica sezione “a campa- plicato alle strutture della cattedrale esistenti.
na” come quella della sezione prospettica dise- Peruzzi sembra comunque aver verificato bre-
gnata da Peruzzi per illustrare il proprio proget- vemente la possibilità di una soluzione gotica
to per la conclusione di San Petronio (fig. 41). con una cupola poggiante su soli pilastri polisti-
L’altezza complessiva del vano cupolato è indi- li sulla pianta di Uffizi 494 Ar, abbandonandola
cata con il numero “216”, la sua larghezza alla però prima di aver anche solo accennato la de-
base della cupola col numero “96”. Se la misura finizione dei sostegni della cupola che in nessun

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nuovo già nel 1529, ovvero nel periodo in cui
l’architetto risiedette in modo prevalente nel
territorio dello Stato senese, assorbito dagli in-
carichi per la Repubblica, distaccandosi quasi
completamente da Roma127.

Le proposte intermedie e il progetto


per una cupola ovale
Nel proseguire la sua indagine per una concreta
soluzione del problema del completamento della
cattedrale, la proposta progettuale con cupola di 70
braccia deve essere presto apparsa impraticabile a
Peruzzi. In primo luogo, egli può aver considerato
le insidie strutturali poste dall’irregolarità del ripi-
do piano di costruzione del complesso del duomo
senese. Egli potrebbe essere rimasto insoddisfatto
anche considerando che in quell’ipotesi la nuova
crociera, sviluppata essenzialmente in relazione
alle dimensioni delle navate del duomo nuovo, coi
pilastri del quale i piloni di sostegno della nuova
cupola si fondono in modo organico, si sarebbe
congiunta solo goffamente col duomo vecchio.
Di questo edificio sarebbero rimaste comun-
que in piedi alcune preesistenze di alto valore,
come le ricche facciate anteriore e posteriore, le
cappelle dei Quattro Santi Coronati e della Ma-
donna del Voto, ma le navate e il coro, collegati
di necessità al grande invaso ottagonale tramite
vani di transizione, sarebbero stati ridotti allo
stato di vestibolo laterale e di cappella. L’altare
Piccolomini avrebbe forse potuto essere smonta-
to e traslocato, ma per realizzare i poderosi pilo-
ni della vasta cupola si sarebbero dovute atterrare
la biblioteca Piccolomini, la sagrestia, la cappella
di San Giovanni e il battistero posto sotto il coro
della cattedrale. Infine, anche ipotizzando un
modesto sviluppo del tamburo, la cupola avreb-
be avuto una mole tale da umiliare le strutture a
esse collegate, negando unità all’edificio, almeno
in relazione alle strutture relativamente modeste
del duomo vecchio.
Peruzzi prende dunque nuovamente in mano
il rilievo della cattedrale Uffizi 494 A e cerca un
modo più organico di integrare le strutture go-
45. Pianta e veduta esterna del duomo di Pisa. caso avrebbe potuto avere una pianta regolare e tiche del duomo vecchio e di quello nuovo con
simmetrica. le murature della nuova crociera. Col compasso
Il disegno si sovrappone a uno studio plani- traccia una seconda circonferenza più piccola,
metrico delle fortificazioni di Orbetello, super- prefigurando una cupola di 60 braccia di dia-
visionate da Peruzzi mentre si recava a Firenze metro posata su quattro arcate alternativamente
per conto della Repubblica nel 1529. Due stu- maggiori e minori, corrispondenti al passo diffe-
di delle fortificazioni di questa città si ritro- renziato delle navate delle due distinte strutture
vano, in effetti, anche su un foglio con rilievi gotiche. Queste poggiano a loro volta su piloni
della crociera del duomo di Firenze (in pianta, di forma non simmetrica. Si tratta di una dispo-
dall’interno e dall’esterno), del battistero (pian- sizione molto ingegnosa ma poco soddisfacente
ta ed elevato Est), della basilica di Santo Spirito sul piano formale e che infatti Peruzzi ha inda-
(pianta)125. Lo studio della crociera del duomo gato in modo solo parziale con linee di stilo e
potrebbe essere stato redatto sull’onda delle carbone, abbandonando il disegno prima anco-
riflessioni stimolate dal problema della nuova ra di offrire una soluzione per il trattamento dei
crociera per la cattedrale senese126. In ogni caso, settori diagonali dei piloni (fig. 44).
l’insieme dei dati offerti dai disegni Uffizi 582 L’architetto traccia quindi sullo stesso foglio
Ar e 361 Ar-v parrebbero suggerire l’inizio di Uffizi 494 A una terza circonferenza ancora più
una riflessione sul completamento del duomo piccola, in previsione di una cupola a base circola-

79
46. Baldassarre Peruzzi, Studi per
il completamento del duomo nuovo
di Siena con cupola ovale di 40×47
braccia (elaborazione grafica di Uffizi
494 Ar).

47. Baldassarre Peruzzi, Studi per


il completamento del duomo nuovo
di Siena con cupola ovale di 42×50
braccia (elaborazione grafica di Uffizi
494 Ar).

48. Baldassarre Peruzzi, Studi per


il completamento del duomo nuovo
di Siena, costruzione geometrica
della cupola ovale di 42×50 braccia
(elaborazione grafica di Uffizi 494 Ar).

modo felice una cupola circolare su una crocie-


ra a ottagono perfetto. Con una leggera costru-
zione di linee incise con stilo, e poi con decisi
tratti di sanguigna, Peruzzi disegna, nel solo
angolo inferiore destro, il profilo di un pilastro
smussato su un angolo divergente dai 45 gradi,
prefigurando la possibilità di una crociera otta-
gonale di 62×52 braccia a sostegno di una cu-
pola ellittica con l’asse maggiore allineato allo
sviluppo della vecchia cattedrale (fig. 44). Il pi-
lastro è scavato da un ampio nicchione di pianta
semiellittica sul lato obliquo, e articolato in una
coppia di paraste su quello rivolto alla navata
maggiore del duomo nuovo. La navata mino-
re dell’edificio trecentesco penetra nel pilastro
con una sorta di profonda cappella rettangolare,
conclusa da un’abside di breve incasso. L’unio-
ne del nuovo pilone con i pilastri della navata è
mediata dall’inclusione di un mezzo pilastro po-
listilo nella massa del pilone stesso. Anche que-
sta soluzione, però, deve essere sembrata poco
soddisfacente per Peruzzi, che l’ha abbandonata
prima di dare una soluzione coerente al colle-
gamento dei piloni della crociera con i pilastri
della navata del duomo vecchio.
Un impianto di base della crociera a ottago-
no allungato sembra comunque essersi ormai
imposto alla sua attenzione come l’unica solu-
re di 55 braccia di diametro, ma questa soluzione zione praticabile per raggiungere una piena in-
viene subito abbandonata, senza neppure tentare tegrazione tra le strutture del duomo vecchio e
di disegnare i piloni di sostegno ad essa connessi. di quello nuovo, con le loro navate di ampiez-
Peruzzi, infatti, sembra rendersi conto, che za difforme. La scelta di una cupola ovale, per
l’ampiezza diversa delle navate maggiori e mi- quanto singolare nel quadro dell’architettura
nori non avrebbe permesso di realizzare in della prima metà del Cinquecento, non è sor-

80
agli spazi modesti di cappelle laterali. Una cu-
pola ovale di grandi dimensioni è inoltre pre-
vista dall’architetto nei progetti per la chiesa
dell’ospedale romano di San Giacomo nel corso
degli anni Trenta128. Tuttavia, le cupole suddet-
te riposano interamente alla base su un sodo
murario ellittico, mentre la cupola progettata
per la nuova crociera del duomo di Siena, pe-
raltro assai più grande delle precedenti, avrebbe
poggiato arditamente a sbalzo su sottili colon-
ne o su pennacchi. Peruzzi potrebbe anche aver
pensato che una forma ovale fosse pienamente
conforme alla natura gotica del duomo senese,
in quanto cupole ovali o ottagonali allungate
coprono la crociera di altre cattedrali medieva-
li toscane come il duomo di Massa Marittima,
negli stessi confini dello Stato senese, il duomo
vecchio di Arezzo e, soprattutto, del duomo di
Pisa, dove la cupola ovale poggia su una crocie-
ra rettangolare per mezzo di trombe, che abbia-
mo visto essere stato oggetto di studio da parte
di Peruzzi proprio negli anni del suo ritorno a
Siena (fig. 45)129.
Ripreso in mano il foglio Uffizi 494 A, Pe-
ruzzi definisce con stilo, carbone e sanguigna il
progetto per una crociera ottagonale allungata
di 40×47 braccia con asse maggiore trasverso
all’orientamento del duomo nuovo, della quale
riporta a penna le misure sulla linea degli assi di
simmetria del disegno (fig. 46). I piloni hanno
ancora fianchi articolati con coppie di paraste e
lati obliqui scavati da nicchioni leggermente ab-
breviati in profondità. Peruzzi sembra aver indu-
giato sui dettagli di questo progetto in un rapido
studio di varianti al verso del summenzionato fo-
glio Uffizi 582 Ar130, ma anche in questo caso lo
studio planimetrico è solo parziale, ed è abban-
donato prima che siano risolti fondamentali det-
tagli della definizione strutturale dell’organismo
individuato dai pilastri.
Peruzzi prende quindi la decisione di amplia-
re un poco l’ottagono affinché l’ampiezza mino-
re di questo venga a coincidere esattamente con
quella delle tre navate del duomo vecchio, confe-
rendo agli assi del vano della crociera la misura di
42×50 braccia (fig. 47). I piloni, aperti ancora in
ampi nicchioni come nelle proposte precedenti,
sono traforati da varchi di raccordo tra l’inva-
so della nuova crociera e le navate minori delle
strutture medievali. Ormai sicuro della sua scel-
ta, Peruzzi completa il progetto con il disegno di
una nuova grande cappella presbiteriale di forma
rettangolare con angoli rinforzati dall’inclusione
di semipilastri polistili affini a quelli delle navate
49. Ricostruzione del progetto di Baldassarre prendente considerando l’interesse già mostra- gotiche e conclusa con un’abside che all’esterno
Peruzzi per il completamento del duomo to da Peruzzi per le forme ellittiche. Un simile assume forma semiesagonale mentre all’interno
nuovo con cupola di 42×50 braccia, sezione
trasversale, sulla base delle indicazioni impianto sembra essere stato introdotto per la si modella, quasi per impronta della cupola mag-
offerte dal foglio Uffizi 494 Ar. prima volta da Peruzzi nelle cappelle di uno dei giore, su un profilo semiellittico.
suoi progetti per San Giovanni dei Fiorentini Il disegno dei piloni di quest’ultima soluzione
del tempo di Leone x e, più o meno contem- è dapprima tracciato su tutti i lati con carbone e
poraneamente ai progetti per Siena, nelle sue sanguigna su un’accurata costruzione di linee inci-
proposte per San Pietro, sempre in relazione se con stilo, ma è poi ripassato chiaramente a pen-

81
ti di questo schema. L’inchiostro diluito, infatti,
è penetrato nei solchi tracciati con lo stilo per la
definizione del progetto con cupola di 70 braccia e
per i due progetti a ottagono allungato di 62×52 e
40×47 braccia, il che non sarebbe potuto avvenire
se queste proposte fossero state tracciate dopo il
completamento della soluzione con cupola ovale
di 42×50 braccia
Nonostante che questo progetto sia stato og-
getto di una certa attenzione in passato, la que-
stione della definizione della cupola in esso deli-
neata è stata ignorata. È vero che il profilo visibile
sul foglio è realizzato a mano libera col carbone
e si allontana da una vera ellisse per raggiungere
una maggiore tangenza con il vivo delle murature
dell’ottagono, certamente vantaggioso in termini
strutturali, tuttavia Peruzzi si è comunque preoc-
cupato di stabilire una precisa costruzione geome-
trica per l’ovale della cupola. Dai fori e dalle linee
di compasso incise sulla carta, infatti, si compren-
de che il disegno dell’ovale si appoggia alle tracce
di due circonferenze intrecciate tra loro con una
distanza tra i centri calcolata sulla base di un com-
plesso schema geometrico definito con l’aiuto di
altre quattro piccole circonferenze incise a com-
passo e di alcune linee segnate a squadra con stilo
e con carbone (fig. 48).
La raffinatezza dell’ultima proposta di Peruzzi
per il completamento del duomo nuovo può es-
sere pienamente apprezzata integrando la pianta
parziale del foglio degli Uffizi in un completo ri-
lievo della cattedrale senese e delle sue adiacenze.
In questo modo appare chiaramente come le nuo-
ve strutture avrebbero potuto essere costruite pre-
servando quasi integralmente le navate e il presbi-
terio del duomo vecchio con le loro decorazioni e
senza recare danno al palazzo arcivescovile e alla
sagrestia, al battistero e alla cappella della Madon-
na del Voto, alla nuova abside del duomo vecchio
e alla biblioteca Piccolomini e ancora senza scon-
volgere la rete urbanistica della città nei pressi
della cattedrale131. Attraverso un’intersezione tra
i dati metrici contenuti nel foglio degli Uffizi e
le misure delle strutture medievali che avrebbero
dovuto confluire nella crociera, è anche possibile
50. Ricostruzione del progetto di Baldassarre na e infine evidenziato con una densa inchiostra- ricostruire in elevazione l’aspetto che la cattedrale
Peruzzi per il completamento del duomo tura, estesa anche alla rappresentazione dei muri di Siena avrebbe assunto con l’unione della nava-
nuovo con cupola di 42×50 braccia, sezione
longitudinale, sulla base delle indicazioni perimetrali e dei pilastri delle strutture medievali ta del duomo vecchio e di quello nuovo e con la
offerte dal foglio Uffizi 494 Ar. del duomo vecchio e di quello nuovo. L’inchiostro nuova grande cupola ovale (figg. 49-51), sebbene
conferisce un carattere definitivo alla scelta per naturalmente, citando Bruschi, sia necessario fare
una crociera di 42×50 braccia, per quanto in verità “uno sforzo di prudente e controllata immagina-
Peruzzi mostri di essere ancora incerto su dettagli zione – strumento critico talvolta indispensabile
secondari, per esempio sulla possibilità di mediare allo storico dell’architettura – per completare ipo-
il passaggio tra l’ottagono della crociera e l’ovale teticamente i spesso troppo sintetici dati grafici
della cupola con sottili colonne addossate ai piloni disponibili”132.
anziché con pennacchi; evidentemente una con- Se realizzata, la nuova struttura avrebbe po-
cessione al linguaggio e alle proporzioni gotiche sto rimedio a molti difetti dell’antica cattedrale di
necessaria ad armonizzare stilisticamente la nuo- Siena. Le finestre aperte nel tamburo della cupo-
va struttura della crociera con quelle navate me- la e nei fianchi delle volte a crociera immaginate
dievali. L’inchiostratura però chiarisce anche che da Peruzzi per la copertura della navata maggiore
questo è l’ultimo disegno della serie accennata, del duomo nuovo, avrebbero offerto un’abbon-
ovvero che gli altri disegni non sono ripensamen- dante illuminazione a tutto l’edificio. Le strutture

82
51. Ricostruzione del progetto di Baldassarre
Peruzzi per il completamento del duomo
nuovo con cupola di 42×50 braccia
(ricostruzione del prospetto esterno dal colle
di San Domenico).

superstiti del duomo vecchio, pur senza mutare stimento esterno del coro della basilica di San
significativamente aspetto, avrebbero acquistato Pietro, sebbene estremamente semplificato nel-
un nuovo respiro, oltre che per la migliore illu- la tessitura degli elementi architettonici verti-
minazione, grazie all’eliminazione della strettoia cali e orizzontali. Per quanto stridenti possano
esistente in corrispondenza della vecchia cupola apparirci oggi nel confronto con le preesistenze
esagonale. La cappella presbiteriale, per avendo medievali della cattedrale, le strutture previste
una spazialità “antica” sarebbe stata integrata sti- da Peruzzi sarebbero state probabilmente in
listicamente all’interno, come già accennato, con grado di stabilire con quelle un buon accordo
l’introduzione di semipilastri polistili negli angoli, anche grazie a opportuni mimetismi materici
a sostegno di una volta a crociera. nell’uso di un rivestimento bicromo bianco-ne-
All’esterno, le nuove strutture progetta- ro, anche se non necessariamente in una dispo-
te dall’architetto, e particolarmente la cupola, sizione a bande alternate.
sarebbero state in grado di ridefinire radical- In conclusione si può osservare che, rinun-
mente l’aspetto della cattedrale e il rapporto di ciando a una stretta aderenza alle proporzioni e
questa con la città di Siena e il suo territorio. Il agli esempi tipologici sia dell’architettura antica
precedente dei progetti per San Petronio lascia sia di quella gotica, o meglio con un processo di
immaginare che Peruzzi avrebbe conferito alla progressivo adattamento di forme ideali ai vincoli
cupola una caratterizzazione all’antica, confor- imposti dalla difficile situazione e conformazione
me il modello del Pantheon, in netto contrasto delle strutture da integrare nel proprio progetto,
con l’aspetto della cupola preesistente. Anche Peruzzi è giunto, nell’ultimo studio planimetrico
il prospetto del nuovo presbiterio verso il colle del foglio Uffizi 494 A, a risolvere brillantemente
di San Domenico avrebbe verosimilmente vi- il difficile problema del completamento del duo-
sto l’introduzione di elementi all’antica estra- mo nuovo. Il suo progetto finale conserva in un
nei al linguaggio della preesistente costruzione. certo senso il carattere di un’utopia, ma si tratta
Peruzzi, infatti, segna sulla pianta una nicchia, ora di un’utopia “possibile”, che forse solo le in-
verosimilmente immaginabile in alzato come felici contingenze politiche e militari della Re-
parte di un sistema di nicchie sovrapposte sul pubblica senese ormai al tramonto impedirono
tipo di quello introdotto da Bramante nel rive- di realizzare.

83
Questo contributo si integra nel progetto di Siena, Roma 1969, pp. 193-211; D. nario, un pagamento speciale di 28 scu- suto sedile all’interno della loggia del-
di eccellenza del Dipartimento di Civiltà Hicks, The education of a Prince: Ludovico di per ciascuno dei baluardi completati. la Mercanzia di Siena, la cui spalliera è
e Forme del Sapere (Università di Pisa) il Moro and the rise of Pandolfo Petrucci, in Pepper, Adams, Armi da fuoco…, cit. [cfr. scandita aulicamente da un partito di
per il quinquennio 2018-2022: I tempi “Studies in the Renaissance”, 8, 1961, pp. nota 2], pp. 60-61. Nel campo dell’idrau- paraste corinzie scanalate intervallate da
delle strutture. Resilienze, accelerazioni e 88-102; G. Chironi, La signoria breve di lica a Peruzzi fu richiesto di occuparsi nicchie con figure di Virtù. Per il disegno
percezioni del cambiamento (nello spazio Pandolfo Petrucci, in Storia di Siena. I: Dalle della bonifica della Val di Chiana, di re- di ristrutturazione “all’antica” del Palaz-
euro-mediterraneo). origini alla fine della Repubbica, a cura di R. staurare una diga sul Bruna, della rico- zo Pubblico nel suo affaccio su piazza
Barzanti, G. Catoni e M. De Gregorio, struzione del ponte sull’Orcia a Bagno del Campo (Paris, École nationale des
Abbreviazioni Siena 1995, pp. 395-406; M. Gattoni, Vignoni. Cfr. Adams, Baldassarre Peruzzi beaux-arts, dis. 249v), cfr. Frommel, Bal-
AOMS = Siena, Archivio dell’Opera della Pandolfo Petrucci e la politica estera della as Architect…, cit., p. 263. dassarre Peruzzi als Maler…, cit. [cfr. nota
Metropolitana Repubblica di Siena (1487-1512), Siena 2], p. 154; Wurm, Baldassarre…, cit. [cfr.
Uffizi = Firenze, Galleria degli Uffizi, 1997; C. Shaw, L’ascesa al potere di Pan- 9. M. Caciorgna, R. Guerrini, Immagini nota 43], p. 166; M. Cordaro, Baldassare
Gabinetto Disegni e Stampe dolfo Petrucci il Magnifico Signore di Siena del ‘Buon Governo’, a Siena e fuori Siena, in Peruzzi, il Palazzo Pubblico e il Campo di
(1487-1498), Siena 2001; R. Terziani, Il Ead., Id., Alma Sena. Percorsi iconografici Siena, in Baldassarre Peruzzi, pittura scena
1. Giorgio Vasari, Le Vite de’ più eccellenti governo di Siena dal medioevo all’età moder- nell’arte e nella cultura senese, Siena-Firen- e architettura nel Cinquecento, a cura di M.
pittori, scultori redazioni del 1550 e 1568, na. La continuità repubblicana al tempo dei ze 2007, pp. 69-189, in particolare pp. Fagiolo e M.L. Madonna, Roma 1985,
ed. a cura di R. Bettarini e P. Barocchi, Petrucci, 1487-1525, Siena 2002 e Id., Ri- 154-162. pp. 169-179; Quast, Baldassarre Peruzzi e
6 voll., Firenze 1966-1987, iv (1976), pp. pensare il sistema politico-istituzionale senese la visione…, cit. [cfr. nota 2].
323-324. al tempo di Pandolfo Petrucci (1487-1512), 10. Pecci, Memorie…, cit. [cfr. nota 3],
in L’ultimo secolo della Repubblica di Siena. p. 27; S. Mazzoni, Sull’ingresso a Siena 12. N. Adams, Le fortificazioni di Baldas-
2. Sull’insieme dei rapporti tra Peruzzi e Politica e istituzioni, economia e società, atti di Carlo V (1536), in “Engramma”, 160, sarre Peruzzi a Siena: “Cosa Veramente
Siena, cfr. in particolare E. Romagnoli, del convegno internazionale di studi sul 2018, pp. 35-46, con amplia bibliografia. Fortissima et Bella da Celebrarsi Sempre, in
Biografia cronologica de’ Bellartisti senesi rinascimento (Siena, 28-30 settembre Per l’apporto di Peruzzi agli apparati, cfr. Rilievi…, cit. [cfr. nota 8], pp. 21-52; Id.,
[ante 1835], Siena, Biblioteca Comunale 2003 e 16-18 settembre 2004), a cura di Frommel, “ala maniera…, cit. [cfr. nota Postille ad alcuni disegni di architettura mi-
degli Intronati, mss. l.ii.1-13; ed. stere- M. Ascheri e F. Nevola, Siena 2008, pp. 2], p. 56, Fiore, Baldassarre Peruzzi a Sie- litare di Baldassarre Peruzzi, in Baldassarre
otipa, 13 voll., Firenze 1976, vol. 6, pp. 45-74. na…, cit. [cfr. nota 2], p. 84. L’impegno di Peruzzi, pittura…, cit. [cfr. nota 11], pp.
96-173; L.M. Martini, Le fonti storiche Baldassarre nella progettazione degli al- 205-239.
per la vita e le opere di Baldassarre Peruz- 4. Shaw, L’ascesa…, cit. [cfr. nota 3], pp. lestimento per la venuta dell’imperatore
zi, in “La Diana”, 4, 1929, pp. 127-158, 5-10. emerge chiaramente in una lettera indi- 13. Il 10 luglio 1527 una supplica di cit-
pp. 129-132; C.L. Frommel, Baldassar- rizzata alla Balìa dall’ambasciatore senese tadini alla Balìa aveva precisato che la sua
re Peruzzi als Maler und Zeichner, sup- 5. Pecci, Memorie…, cit. [cfr. nota 3], pp. Alfonso Faleri il 7 febbraio 1530 (1529 assunzione come architetto della Repub-
plemento a “Römisches Jahrbuch für 167-169; M. Mallett, Siena e le guerre d’I- nel calendario senese), relativa alla mala blica sarebbe stata molto utile “al publi-
Kunstgeschichte”, 11, 1967-1968, pp. talia, in L’ultimo secolo della Repubblica…, voglia mostrata dall’architetto nell’inca- cho et commodo al particulare et causa di
17-23 e 139-152; S. Pepper, N. Adams, cit. [cfr. nota3], pp. 95-106; J.C. D’Ami- rico di consulenza militare all’assedio di fare molti maestri di tale arti...”. Siena,
Armi da fuoco e fortificazioni. Architettura co, Nemici e libertà a Siena. Carlo V e gli Firenze (cfr. infra, nota 100): “Maestro Archivio di Stato, Concistoro, 965, cc.10v
militare e guerre d’assedio nella Siena del Spagnoli, ivi, pp. 107-139. Baldassarre lo messi innanti a questi Si- e 11v, cit. in G. Milanesi, Documenti
XVI secolo, Siena 1995, pp. 39-61; M. Mac- gnori li hanno fatto assai carezze et molto per la storia dell’arte senese, 3 voll., Siena
cherini, Due note per Giorgio di Giovanni 6. Pecci, Memorie…, cit. [cfr. nota 3]; hanno discorso con lui e visti gia suoi di- 1854-1856, iii (1856), pp. 100-110. Cfr.
e la cultura peruzziana a Siena, in “Nuovi Terziani, Il governo…, cit. [cfr. nota 3]; segni di bastioni, trinciere et altre machi- sull’argomento V. Annecchino, Baldassar-
studi”, 6-7, 9, 2001-2002, pp. 147-154; Mallett, Siena e le guerre…, cit. [cfr. nota ne, et assai lo satisfa. Ma lui non si sente re Peruzzi e la didattica dell’architettura a
C.L. Frommel, “ala maniera e uso delj bonj 5]; D’Amico, Nemici …, cit. [cfr. nota5]. bene et starci mal volentieri perche non Siena, in Baldassarre Peruzzi 1481…, cit.
antiquj”: Baldassarre Peruzzi e la sua qua- si puo starci si non con incommodi oltre [cfr. nota 2], pp. 309-318.
rantennale ricerca dell’antico, in Baldassarre 7. Frommel, Baldassarre Peruzzi als Ma- che ha molto el capo costa a quelli suoi
Peruzzi 1481-1536, atti del xix Seminario ler…, cit. [cfr. nota 2], pp. 18-19; Fiore, archi trionfali e non vuole pigliare denari 14. A. Landi, “Racconto” del Duomo di Sie-
internazionale di Storia dell’architettura Baldassarre Peruzzi…, cit. [cfr. nota 2], dello exercito ma lassarlo certi disegni e na, a cura di E. Carli, Firenze 1992, p.
(Roma, Siena, Bologna, Carpi e Vicen- pp. 84-85. Il denaro necessario per paga- tornarsi”. Siena, Archivio di Stato, Balìa 139; J. Sliwska, Armet se duritia: Domenico
za, 17-23 maggio 2001), a cura di C.L. re il riscatto alle truppe spagnole che lo 600, n. 16; P.C. Falletti-Fossati, Assedio Beccafumi and the Politics of Punishment,
Frommel, A. Bruschi, H. Burns, F.P. avevano preso in ostaggio nel corso del di Firenze, Palermo 1885, ii, p. 111. Cfr. in Art as Politics in Late Medieval and Re-
Fiore e P.N. Pagliara, Venezia 2005, pp. sacco fu anticipato da Filippo Sergardi. anche N. Adams, Baldassarre Peruzzi and naissance Siena, a cura di T. Smith and J.
3-82, in particolare pp. 55-68, 73 e 74; Cfr. Pepper, Adams, Armi da fuoco…, cit. the Siege of Florence: Archival Notes and Steinhoff, Aldershot 2012, pp. 163-194,
F.P. Fiore, Baldassarre Peruzzi a Siena, in [cfr. nota 2], pp. 40 e 218. Su Sergardi, Undated Drawings, in “The Art Bulletin”, p. 179.
Baldassarre Peruzzi 1481…, cit., pp. 83- cfr. infra, p. 54 e nota 18. 40, 3, 1978, pp. 475-482, p. 470.
94; G. Ceriani Sebregondi, L’architettura 15. Pecci, Memorie…, cit. [cfr. nota 3],
di Palazzo Francesconi. Baldassarre Peruzzi 8. N. Adams, La personalità di Badassarre 11. Sul progetto per la ristrutturazio- seconda parte, 1755, p. 252.
tra Roma e Siena, in “Bollettino d’Arte”, Peruzzi e la sua pratica in architettura, in ne di ambienti interni al palazzo (Uffizi
141, 2007, pp. 41-70; R. Samperi, Bal- Rilievi di fabbriche attribuite a Baldassarre 509 Ar), cfr. G. De Angelis d’Ossat, Due 16. Per le beccafumiane Storie di Elia e di
dassarre Peruzzi e il castello Belcaro: il pro- Peruzzi, catalogo della mostra (Siena, disegni del Peruzzi per il Palazzo Pubblico Mosè del pavimento del duomo di Siena,
getto e gli interventi, in L’ultimo secolo della Museo Civico, 27 ottobre 1981-31 marzo di Siena, in “Storia dell’Arte” (Studi in da ultimo, cfr. R. Guerrini, L’esagono sot-
Repubblica di Siena. Arti, cultura e società, 1982), a cura di M. Forlani Conti, Siena onore di Cesare Brandi), 38-40, 1980, to la cupola. Beccafumi nel presbiterio e nel
atti del convegno internazionale (Siena, 1982, pp. 17-52; Pepper, Adams, Armi da pp. 233-240; M. Cordaro, Il progetto del coro, in M. Caciorgna, R. Guerrini, Il
28-30 settembre 2003 e 16-18 settembre fuoco…, cit. [cfr. nota 2], pp. 32-57; F.P. Peruzzi per la “Cancelleria” nel Palazzo pavimento del duomo di Siena. L’arte della
2004), a cura di M. Ascheri, G. Mazzoni Fiore, Roma, le diverse maniere, in Storia Pubblico di Siena, in Rilievi…, cit. [cfr. tarsia marmorea dal XIV al XIX secolo. Fonti
e F. Nevola, Siena 2008, pp. 171-187; M. dell’architettura italiana. Il primo Cinque- nota 8], pp. 89-94; Wurm, Baldassarre…, e simbologia, Cinisello Balsamo 2004, pp.
Quast, Baldassarre Peruzzi e la visione di cento, a cura di A. Bruschi, Milano 2002, cit. [cfr. nota 43], p. 171. Sul disegno 169-223. Per una parte di questo lavoro,
una Siena all’antica, in Architetti a Siena: pp. 112-159, pp. 155; Frommel, “ala per la spalliera monumentale, donata al Peruzzi fu stimatore nel 1531. M. Toca,
testimonianze della Biblioteca comunale tra maniera…, cit. [cfr. nota 2], p. 55. Fio- Palladio Museum di Vicenza nel 2016 e Notizie inedite sulla vita e sull’attività del
XV e XVIII secolo, catalogo della mostra (Sie- re, Baldassarre Peruzzi a Siena…, cit. [cfr. non ancora formalmente pubblicato, cfr. Peruzzi nel manoscritto di Ettore Romagno-
na, Biblioteca comunale degli Intronati, nota 2], pp. 84-85; Huppert, Becoming…, Studio ESSECI, Sergio Campagnolo, li, in “Annali della Scuola Normale Supe-
19 dicembre 2009-12 aprile 2010), a cura cit. [cfr. note 2], pp. 31-33. L’incarico per L’Italia riconquista uno dei capolavori del riore di Pisa. Classe di Lettere e Filoso-
di D. Danesi, M. Pagni e A. Pezzo, Ci- le mura di Siena fu affidato ufficialmente proprio Rinascimento: da Londra a Vicen- fia”, S. iii, 1, 2, 1971, pp. 423-437, p. 434.
nisello Balsamo 2010, pp. 89-109; A.C. a Baldassarre il 17 settembre 1527, e in za un prezioso foglio del mago del disegno di
Huppert, Becoming an Architect in Renais- un documento del 5 aprile 1528 (Siena, architettura, Baldassarre Peruzzi (https:// 17. G.A. Pecci, Storia del Vescovado di
sance Italy. Art, Science, and the Career of Archivio di Stato, Balìa, 93, 390v) si legge studioesseci.net/eventi/litalia-riconqui- Siena unita alla serie cronologica dei suoi
Baldassarre Peruzzi, New Heaven-Lon- che i Magnifici Signori erano “desidero- sta-uno-dei-capolavori-del-proprio-rina- vescovi, ed arcivescovi, Lucca 1748, pp.
don 2015, pp. 31-33. si che i torrazzi, i bastioni e tutte le cose scimento-da-londra-a-vicenza-un-pre- 346-348; Id., Continuazione delle memorie
già cominciate fossero terminate e rese zioso-foglio-del-mago-del-disegno-di-ar- storico-critiche della città di Siena fino agli
3. Cfr. G.A. Pecci, Memorie storico-critiche efficaci”. N. Adams, Baldassarre Peruzzi chitettura-baldassarre-peruzzi/), con dati anni 1552, Siena 1758, ii, pp. 22, 66-68,
della città di Siena che servono alla vita di as Architect to the Republic of Siena 1527- tecnici e metrici sul disegno. La panca ha 93, 238; L. Cardella, Memorie storiche de’
Pandolfo Petrucci dal mcccclxxx al mdxii, 4 1535: Archival Notes, in “Bullettino Se- una strutturazione dei partiti architet- cardinali della Santa Romana Chiesa, Roma
parti, Siena 1755-1760; U.G. Mondolfo, nese di Studi di Storia Patria”, lxxxviii, tonici tipicamente peruzzesca e tuttavia 1793, iv, pp. 15-17; N. Mengozzi, Il feudo
Pandolfo Petrucci, Signore di Siena, Siena 1981, pp. 256-267, p. 258. A Peruzzi fu è ben memore di una tradizione locale del vescovado di Siena, Siena 1911, p. 16;
1899; L. Douglas, Storia della Repubblica riconosciuto, oltre al pagamento ordi- precedente, testimoniata dal sopravvis- P. Litta, Famiglie celebri d’Italia, Milano

84
1819-1853, disp. 31; L. von Pastor, Storia cit. [cfr. nota 17], p. 13. Pecci, Memo- W. Loseries, Le sculture della cappella di 36. Butzek, Il Duomo di Siena al tempo…,
dei Papi dalla fine del Medioevo, 16 tomi, rie…, cit. [cfr. nota3], seconda parte, San Giovanni Battista, in Le sculture del cit. [cfr. nota 36].
20 voll., Roma 1908-1934, i (1908) e ii 1755, p. 209. L’amicizia e il rapporto Duomo di Siena, a cura di M. Lorenzoni,
(1912), ad ind.; C. Ugurgieri della Berar- professionale instauratisi tra Peruzzi e il Milano 2009, pp. 148-153. Sulla cappella 37. M.A. Causarano, La cattedrale e la cit-
denga, Pio II Piccolomini. Con notizie su Pio Piccolomini è descritta da Vasari facendo della Madonna del Voto, cfr. M. Butzek, tà. Il cantiere del duomo di Siena tra XI e XIV
III e altri membri della famiglia, Firenze leva sulle comuni origini senesi dei due. Die Karriere eines Bildes durch die Jahrhun- secolo, Firenze 2017, pp. 89-92.
1973, pp. 543-545; C. Zarrilli, Farnese, Attribuisce inoltre all’influenza di Ago- derte: die “Madonna del Voto” im Dom von
Agnese, in Dizionario biografico degli Ita- stino l’attenzione di Peruzzi per l’antico Siena, in Der Mensch als Muster der Welt. 38. Ivi, pp. 102-105.
liani, xlv, Roma 1995; M. Gattoni, Le- e la possibilità di trattenersi a studiar- Untersuchungen zur italienischen Malerei
one X e la geo-politica dello Stato pontificio lo senza pensieri economici. Vasari, Le von Venedig bis Rom, a cura di N. Schleif, 39. W. Loseries, Le decorazioni postmedie-
(1513-1521), Città del Vaticano 2000, pp. Vite…, cit. [cfr. nota 1], iv (1976), p. 592. Berlin 2010, pp. 49-72, e Ead., Donatel- vali della cupola del duomo, in Le sculture del
208, 212. Francesco Bandini Piccolomini Per il Chigi Peruzzi intervenne anche lo e il suo seguito a Siena. La Cappella della Duomo…, cit. [cfr. nota 27], pp. 64-66.
fu peraltro consacrato vescovo solo alla nella chiesa di San Rocco all’Augusteo Madonna delle Grazie. Una ricostruzione,
morte dello zio Giovanni, oltre dieci anni e nelle sue adiacenze. V. Zanchettin, Co- in Pio II e le arti. La riscoperta dell’antico 40. Sul duomo nuovo si confronti in par-
dopo essere stato nominato successore struire nell’antico. Roma, Campo Marzio da Federighi a Michelangelo, a cura di A. ticolare K. Tragbar, Siena 1357. The Fai-
di quegli nell’arcivescovado di Siena. Il 1508-23: Peruzzi, la confraternita di San Angelini, Cinisello Balsamo 2005, pp. lure of a Great Plan, in Building Knowledge,
Bandini trascorse gran parte della sua vita Rocco e i cantieri intorno al Mausoleo di Au- 83-103, p. 89. Construction History, atti del 6th Interna-
a Roma nel seguito dello zio, condividen- gusto, in Baldassarre Peruzzi 1481…, cit. tional Congress on Construction History
do con questo anche la cattività a seguito [cfr. nota 2], pp. 123-154. 28. L’altare era una delle principali opere (Brussels, 9-13 luglio 2018), Brussels
del Sacco di Roma. F. Gregorovius, Sto- erette nella cattedrale nei decenni pre- 2018, pp. 43-55.
ria della città di Roma nel Medioevo, ed. 23. Su Sergardi, cfr. infra, p. 54 e nota 18. cedenti. La conclusione dell’opera è fis-
italiana di A. Casalegno, 4 voll., Roma Dell’opera, un affresco in Santa Maria sata, sulla base di una data incisa su uno 41. Siena, Archivio dell’Opera Metropo-
1901, ii, p. 729. Non svolse dunque al- della Pace, parla lungamente e in termini dei piedistalli delle colonne, al 1483. G. litana, 512 (721), c. 330 destra; trascritto
cun incarico rilevante nella diocesi fino al assai elogiativi Vasari, Le Vite…, cit. [cfr. Amato, Le colonne della cappella dei Santi in S. Borghesi, L. Banchi, Nuovi documen-
1537. Le funzioni di vicario di Giovanni nota 1], iv (1976), p. 591. Quattro Coronati. Un’impresa decorativa ti per la storia dell’arte senese, Siena 1898,
Piccolomini erano invece svolte effettiva- per l’arte di pietra e legname tra Antonio p. 455; S. Moscadelli, C. Zarrilli, Dome-
mente da Girolamo Piccolomini, vescovo 24. Per l’attività di Peruzzi nei cantieri Federighi e Giovanni di Stefano, in Le scul- nico Beccafumi e altri artisti nelle fonti do-
di Montalcino e Pienza dimorante in Sie- della basilica di San Pietro, cfr. in parti- ture del Duomo…, cit. [cfr. nota 27], pp. cumentarie senesi del primo Cinquecento, in
na. Sulla spregiudicatezza nell’uso della colare A. Bruschi, Baldassarre Peruzzi per 24-26; A. Angelini, Il lungo percorso della Domenico Beccafumi e il suo tempo, catalogo
pratica della resignatio in favorem da parte San Pietro. Aggiornamenti, ripensamenti, decorazione all’antica tra Siena e Urbino, in della mostra (Siena, Pinacoteca naziona-
dei membri ecclesiastici della consorteria precisazioni, in Baldassarre Peruzzi 1481..., Pio II…, cit. [cfr. nota 27], pp. 329-331. le, 16 giugno-16 settembre 1990), Mila-
Piccolomini, cfr. L’Archivio Diocesano di cit. [cfr. nota 2], pp. 353-369; Id., Le idee no 1990, pp. 679-715, particolarmente
Pienza. Inventario, a cura di G. Chironi, del Peruzzi per il nuovo San Pietro, in San 29. F. Caglioti, La Cappella Piccolomini nel cat. 298; Butzek, Chronologie ..., cit. [cfr.
Roma 2000, p. 24. Pietro che non c’è, da Bramante a Sangallo Duomo di Siena, da Andrea Bregno a Mi- nota 30], p. 184; G. Fattorini, Baldassarre
il Giovane, a cura di C. Tessari, Milano chelangelo, ivi, pp. 387-472. Peruzzi e la Tribuna del Duomo di Siena:
18. Gli altri senesi investiti della carica 1996, pp. 197-248. Per il duomo di Car- un cartone dimenticato e qualche precisazione
furono Pietro di Nofrio Borghesi, eletto pi, H.W. Hubert, Baldassarre Peruzzi und 30. Angelini, Il lungo percorso…, cit. [cfr. sugli altri disegni, in “Bollettino d’Arte”,
senatore di Roma tra il 1510 e il 1517, der Neubau der Peterskirche in Rom, ivi, pp. nota 28], pp. 360-367. 7, 2010, pp. 5-22, p. 6.
Girolamo Ghinucci, auditore di camera, 371-409. Per San Giovanni e Peruzzi, cfr.
Arcangelo Luti, medico di Sua Santità, M. Tafuri, San Giovanni dei Fiorentini, in 31. M. Caciorgna, “Consummatum est”, 42. Il pagamento per questo incarico a
Maria Giovanni Marzi e Filippo Sergardi. L. Salerno, L. Spezzaferro, M. Tafuri, le acquasantiere di Antonio Federighi e la Peruzzi giunse, peraltro, in tre rate (Mo-
Pecci, Memorie…, cit. [cfr. nota 3], p. 53. Via Giulia, Roma 1973, pp. 201-230; S. salvezza dal peccato, in Le sculture del Duo- scadelli, Zarrilli, Domenico Beccafumi...,
Benedetti, La sperimentazione di Baldas- mo…, cit. [cfr. nota 27], pp. 36-41; A. An- cit. [cfr. nota 41], p. 714 nota 193.
19. C. Shaw, Popular Government and Oli- sarre Peruzzi: il Duomo di Carpi, in Baldas- gelini, Antonio Federighi e il mito di Ercole,
garchy in Renaissance Italy, Leiden 2006, sarre Peruzzi, pittura…, cit. [cfr. nota 11], in Pio II…, cit. [cfr. nota 27], pp. 105-150, 43. Baldassarre Peruzzi, Disegno per il
pp. 39-56. R. Cantagalli, Mario Bandini, pp. 68-78; Frommel, “ala maniera…, cit. pp. 112-119. battente di una porta bronzea per la Catte-
un uomo della oligarchia senese negli ultimi [cfr. nota 2], pp. 40-42; Per San Petronio, drale di Siena, penna e inchiostro, guazzo
tempi della Repubblica, in “Bullettino sene- cfr. P. Pouncey, J.A. Gere, Italian Drawin- 32. L. Cavazzini, Lorenzo di Pietro, detto il di inchiostro bruno, tracce di disegno a
se di storia patria”, lxxi, 1964, pp. 56-62, gs in the Department of Prints and Drawin- Vecchietta, in Francesco di Giorgio e il Rina- carbone e linee incise con stilo, 500×144
p. 57. Pierfrancesco Piccolomini fu anche gs in the British Museum, Raphael and his scimento a Siena 1450-1500, catalogo della mm, London, The Royal Collection
nella Balìa per l’Ordine del Popolo nel circle, 2 voll., London 1962, ii, cat. 246; mostra (Siena, Chiesa di Sant’Agostino, Trust, inv. n. 5492. H. Wurm, Baldas-
1521. Pecci, Memorie…, cit. [cfr. nota 3], M. Brandis, Ein gotisches St. Peter? Peruz- 25 aprile-31 luglio 1993), a cura di L. Bel- sarre Peruzzi Architekturzeichnungen.
parte seconda, 1755, p. 80. zis Entwürfe für S. Petronio in Bologna, in losi, Milano 1993, pp. 523-524; T. Ver- Tafelband, Tübingen 1984, p. 155. Cfr.
“Architectura”, 30, 2000, pp. 97-140; R.J. don, Il Duomo di Siena, storia arte, senso, in A.E. Popham, Baldassarre Peruzzi, Design
20. Dopo aver discusso delle assegnazio- Tuttle, Baldassarre Peruzzi. Pianta genera- Il Duomo come libro aperto, a cura di S. Bru- for the Leaf of a Double Door with Scenes
ni di denari destinati al pittore, che si era le di San Petronio e progetti per la facciata, schelli, Siena 1997, pp. 89-105; M. But- from the Lives of the Virgin and of Joseph,
lagnato dei ritardi nei pagamenti, così si in La Basilica incompiuta. Progetti antichi zek, Chronologie, in Die Kirchen von Siena. in Id., J. Wilde, Italian Drawings at Wind-
sfoga: “non credo mai vedere quel dì che per la facciata di San Petronio, catalogo 3. Der Dom S. Maria Assunta. Architektur, sor Castle, London 1949, pp. 293 e 294,
io esca del fastidio di questa Cappella”, della mostra (Bologna, Museo Civico München 2006, pp. 1-262, pp. 177 e 178. cat. 684; Frommel, Baldassarre Peruzzi als
doc. cit. in G. Gaye, Carteggio inedito Medievale, 4 ottobre 2001-6 gennaio Maler ..., cit. [cfr. nota 2], pp. 139-140;
d’artisti dei secoli 14°, 15°, 16° pubblica- 2002), a cura di M. Faietti e M. Medica, 33. G. Fattorini, Il complesso scultoreo Fattorini, Baldassarre Peruzzi…, cit. [cfr.
to ed illustrato con documenti pure inediti: Ferrara 2001, pp. 74-85, catt. 3-6. dell’altare maggiore, i grandi bronzi quat- nota 41], p. 6.
1500-1557, 3 voll. Firenze 1839-1840, ii trocenteschi nell’assetto studiato da Peruzzi,
(1840), p. 115, doc. xlviii. Cfr. anche F. 25. Per la sua attività di progettista di in Le sculture del Duomo..., cit. [cfr. nota 44. Pecci, Memorie…, cit. [cfr. nota 3],
Sricchia Santoro, Ricerche senesi, 1, Pac- interventi decorativi, di sculture da af- 27], pp. 24-26, pp. 102-107. parte prima, 1755, p. 259. Le storie di
chiarotto e Pacchia, in “Prospettiva”, 29, fidare all’opera di altri esecutori, cfr. R. Giuseppe erano già state caricate di una
1982, pp. 14-23, p. 14. Shallert, Peruzzi disegnatore di monumenti 34. T. Verdon, L’altare maggiore del duomo simile simbologia politica da parte di
funebri e sculture, in Baldassarre Peruzzi di Siena nel Cinquecento, in Per il Cinque- Ghiberti nella sua Porta del Paradiso, in
21. F. Catastini, La pietà dei Senesi in 1481…, cit. [cfr. nota 2], pp. 253-266; cento religioso italiano: clero, cultura, società, relazione alle vicende di Cosimo “il Vec-
Roma, Roma, 1890. F. Papi, Santa Cate- C.L. Frommel, Baldassarre Peruzzi pittore atti del convegno internazionale di stu- chio” de’ Medici).
rina da Siena, in Roma Sacra. Guida alle e architetto, in Baldassarre Peruzzi, pittu- di (Siena, 27-30 giugno 2001), 2 voll.,
chiese della Città eterna, 12º: Itinerario, Da ra…, cit. [cfr. nota 11], pp. 21-46, p. 38. Roma 2003, i, pp. 191-204, pp. 191-192. 45. Baldassarre Peruzzi, Disegno per un
via Giulia a via dei Banchi Vecchi, a cura pulpito, penna e inchiostro, guazzo di in-
di A. Federico Caiola, L. Cassanelli, B. 26. Siena, Archivio di Stato, Balìa, 112, 35. Benedetto Giovannelli Orlandi, chiostro bruno e rialzi di biacca su tracce
Contardi, Roma 1995, pp. 8-12. c. 289, 27 dicembre 1535, cit. in 1481- Pianta del Duomo con gli edifici confinanti, di carbone, gesso rosso e linee incise con
1981 Baldassarre Peruzzi. Commemorazio- corredata di un foglietto mobile con diversi stilo, 446×335 mm. London, The Briti-
22. Lo stretto rapporto che lega i due è ne V centenario della nascita, catalogo della progetti, autunno 1658, Città del Vatica- sh Museum, 1958,1213.4. Cfr. Pouncey,
testimoniato dal fatto che il Chigi servì mostra (Ancaiano-Sovicille, 20 luglio-20 no, Biblioteca Apostolica Vaticana, Mss. Gere, Italian Drawings…, cit. [cfr. nota
da fidato consulente di Giovanni Picco- agosto 1981), a cura di A. Biagi, A. Gia- Chigiani, p. vii.11, cc. 38v-39r. cfr. M. 24], i, cat. 248; Frommel, Baldassarre
lomini per la scelta delle spose da desti- chetti e M. Picchi, Sovicille 1981, p. 152. Butzek, Il Duomo di Siena al tempo di Ales- Peruzzi als Maler ..., cit. [cfr. nota 2], pp.
nare ai fratelli e per la definizione degli sandro VII. Carteggio e disegni (1658-1667), 142 e 143; Wurm, Baldassarre…, cit. [cfr.
accordi matrimoniali. Lisini, Agnese…, 27. Sulla cappella di San Giovanni, cfr. München 1996, cat. 2 a-b. nota 43], p. 217. B. Py, Everhard Jabach

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Collectionneur (1618-1695), Les Dessins de co Beccafumi e gli affreschi del “nicchio” del tuendole con paraste binate proporzio- 62. G. Dalvit, The Iconography of Vecchiet-
Inventaire de 1695, Paris 2001, cat. 97, p. duomo, in Le pitture del duomo di Siena, a nate e fuse con le semicolonne. ta’s Bronze Christ in Siena, in “Journal of
56. Gli episodi riconoscibili sono quelli cura di M. Lorenzoni, Cinisello Balsamo the Warburg and Courtauld Institutes”,
della crocifissione, dell’adorazione dei 2008, pp. 71-81, in particolare p. 73, fig. 53. I due disegni sono citati come appesi 80, 2017, pp. 29-59; F. Thürlemann, Vec-
magi e della fuga in Egitto. La citazio- 3; Fattorini, Baldassarre Peruzzi…, cit. nella stanza dell’archivio dell’Opera in un chiettas “Cristo Risorto”, ein Werk und seine
ne delle formelle di Nicola Pisano non è [cfr. nota 41], p. 12. Nella sua minuziosa inventario patrimoniale dell’istituzione Ensembles, in “Marburger Jahrbuch für
puntuale, ma presenta elementi di verità indagine sul disegno, Fattorini evidenzia del 1795. Cfr. L’archivio dell’Opera della Kunstwissenschaft”, 28, 2011, pp. 25-42.
in peculiari elementi iconografici come la l’esistenza di una proposta di variante per Metropolitana di Siena. Inventario, a cura
forma della croce con le braccia rivolte la decorazione dei pennacchi dell’archi- di S. Moscardelli, München 1995, p. 58, 63. Fattorini, Baldassarre Peruzzi…, cit.
verso l’alto nella crocifissione e la posa volto. Mentre a destra Peruzzi disegna un nota 265. [cfr. nota 41], nota 18. L’ipotesi è stata
della Vergine e dei magi nell’adorazione. angelo adagiato del tutto simile a quelli precisata in W. Loseries, Not a Painting
disegnati sul foglio di Vienna, sulla sini- 54. Milanesi, Documenti…, cit. [cfr. nota but a Sculpture for the Chapel of the Pain-
46. Per lo spostamento del pulpito si ve- stra propone l’inserimento di un più sem- 13], iii (1856), doc. 112, pp. 188-189. ters: Vecchietta’s Bronze Risen Christ and
dano E. Carli, Pergamo, in Landi, “Rac- plice scudo con cornice a scartocci. Esiste a Project by Peruzzi, nella sua relazione
conto”…, cit. [cfr. nota 14], pp. 133 e 134; un’altra differenza, sinora mai notata, tra 55. Baldassarre Peruzzi, Varianti per l’arco all’Eighth Quadrennial Italian Renais-
e Butzek, Chronologie…, cit. [cfr. nota i due disegni. Mentre in quello di Vien- di accesso alla cappella degli artisti nella chiesa sance Sculpture Conference (Centers
32], p. 185, ove è peraltro segnalato il na le paraste a sostegno dell’archivolto della Santissima Annunziata presso l’ospeda- of Renaissance Sculptural Production,
pagamento del 2 marzo 1532 al maestro “staccano” nettamente dal vicino semipi- le di Santa Maria della Scala a Siena, penna Session Bronze, National Gallery of Art,
muratore Beltramo (AOMS, 513 [722], c. lastro polistilo sostenente gli archi latera- e inchiostro, guazzo di inchiostro bruno, Washington dc, 27 ottobre 2017).
147 sinistra). li del presbiterio, in quello di Siena la pa- su tracce di carbone, gesso rosso, linee
rasta si allarga per integrarsi col suddetto incise con stilo, 207×281 mm, London, 64. Vasari, Le Vite…, cit. [cfr. nota 1], iii
47. Baldassarre Peruzzi, Disegno per l’al- semipilastro. Questa è la disposizione poi The British Museum, 1848,1125.12r-v. (1976), p. 386.
tare maggiore del Duomo di Siena, penna seguita nella realizzazione dell’abside, Pouncey, Gere, Italian Drawings…, cit.
e inchiostro, guazzo di inchiostro bru- sebbene la decorazione a girali introdotta [cfr. nota 27], i, cat. n. 247, pp. 146-147; 65. Una compagnia degli artisti ben for-
no, su linee di carbone e incise con stilo, a maggiore ornamento delle paraste crei Wurm, Baldassarre…, cit. [cfr. nota 43], malizzata è conosciuta tuttavia solo più
372×305 mm, Torino, Biblioteca Reale, comunque l’impressione di una loro net- pp. 158-160. tardi nel corso del xvi secolo e con sede
15730 ITAL. 47. Frommel, Baldassar- ta separazione dagli elementi architetto- nella chiesa gesuitica di San Vigilio, cfr.
re Peruzzi als Maler ..., cit. [cfr. nota 2], nici medievali con le quali sono effettiva- 56. L’aggettivo “antiquario” è utilizzato per A. Bruno, Collegio di San Vigilio e Com-
pp. 141 e 142 n. 105c; Wurm, Baldassar- mente integrate. indicare la fedeltà dei progetti di Baldassar- pagnia degli artisti, in Università di Siena.
re…, cit. [cfr. nota 43], p. 156; J.A. Gere, re Peruzzi (nel loro insieme o in particolari 750 anni di storia, testi di M. Ascheri et
Baldassarre Peruzzi. Progetto per l’alta- 50. E. Carli, Altar maggiore, in Landi, elementi compositivi o di ornato) ai model- al., Cinisello Balsamo 1991, pp. 323-328.
re del Duomo di Siena, in Da Leonardo a “Racconto”…, cit. [cfr. nota 14], p. 98; li dall’architettura romana antica.
Rembrandt. Disegni della Biblioteca Reale Butzek, Chronologie…, cit. [cfr. nota 32], 66. Uffizi 478 Ar. Wurm, Baldassarre…,
di Torino, catalogo della mostra (Torino, pp. 184-187; e G. Fattorini, Il complesso 57. In questa variante l’arco della cappella cit. [cfr. nota 43], p. 456.
Palazzo Reale, 27 aprile-8 luglio 1990), scultoreo dell’altare maggiore: i grandi bron- si apre nel tratto emicilindrico di un vasto
a cura di C. Sciolla, Torino 1990, pp. 88 zi quattrocenteschi nell’assetto studiato da Pe- nicchione. I capitelli dei pilastri laterali si 67. La somiglianza con la porta di Ghi-
e 89, n. 31. Una datazione del disegno di ruzzi, in Le sculture del Duomo…, cit. [cfr. prolungano alla base della calotta del nic- berti è osservata in Fattorini, Baldassarre
Torino al 1525 è già avanzata da From- nota 27], pp. 102-107; Fattorini, Baldas- chione in funzione di collegamento oriz- Peruzzi…, cit. [cfr. nota 41], p. 6, dove
mel su base stilistica, osservando come sarre Peruzzi…, cit. [cfr. nota 41], pp. 11 zontale della composizione. La calotta pure si osserva il carattere di anticipa-
gli angeli cerofori in esso rappresentati e 16. Al 17 settembre 1530 risale il primo mostra una struttura radiale dipartentesi zione della porta disegnata da Peruzzi
abbiano stretta relazione con una figura documento relativo ai lavori per il nuovo da un motivo posto alla sommità. Questa rispetto alle più tarde porte bronzee del-
disegnata per il bozzetto del frontespizio altare maggiore in due pagamenti (per spartizione, però, non è strutturalmente la sagrestia della basilica di San Marco a
di un volume dato alle stampe nel 1526. un totale di 81 lire) rilasciati dall’Opera a logica, non raccordandosi con un partito Venezia, della basilica di Loreto e della
Frommel, “ala maniera…, cit. [cfr. nota Pellegrino di Pietro, scalpellino “perché di sostegni verticali. L’archivolto è fian- cattedrale di Pisa. Non concordo inve-
2], p. 51. Per il progetto di frontespizio, vada a chavare le pietre del ornamento s’è cheggiato da piccole figure e compresso ce con Fattorini nel suo individuare tra
cfr. Id., Baldassarre Peruzzi als Maler ..., a fare al a[l]tare magiore”, cit. in Butzek, al di sotto di una breve cornice. Sopra a i modelli di Peruzzi la porta bronzea di
cit. [cfr. nota 2], pp. 137-138. Sull’altare, Chronologie…, cit. [cfr. nota 32], p. 84. questo si eleva un alto attico contenente Filarete (ibid.). Una sintetica annotazione
cfr. anche ivi, pp. 156, 217, 218. L’altare fu concluso solo nel 1536, come un ampio rilievo e concluso con un tim- della struttura della porta del Paradiso
documentato dall’iscrizione “franciscvs pano coronato di figure acroteriali. del battistero di Firenze è tracciata da
48. Baldassarre Peruzzi, Progetto per la de- ptolomævs æditvvs ex ligneo lapidevm Baldassarre Peruzzi sul foglio Uffizi 316
corazione dell’abside e per l’altare maggiore stabilivit a.d. mdxxxvi”, e dovette ave- 58. Frommel, Baldassarre Peruzzi als Av, assieme ad altri disegni di architettu-
del duomo di Siena, penna e inchiostro fer- re allora il definitivo assemblaggio, con Maler..., cit. [cfr. nota 2], pp. 143 e 144; re fiorentine. Cfr. infra, nota 101.
rogallico, guazzo di inchiostro, carbone, il tabernacolo eucaristico del Vecchietta Wurm, Baldassarre…, cit. [cfr. nota 43],
linee incise con stilo e compasso 204×161 al centro e le coppie di Angeli cerofori di p. 159, H. Burns, Baldassarre Peruzzi and 68. Uffizi 478 Ar e 631 Av. H. Burns, A
mm, Wien, Albertina, Inv. n. 96, r. 125. Francesco di Giorgio e Giovanni di Ste- Sixteenth-Century Architectural Theory, Peruzzi drawing in Ferrara, in “Mitteilun-
Frommel, Baldassarre Peruzzi als Maler..., fano ai lati. in Les Traités d’architecture de la Renais- gen des Kunsthistorischen Institutes in
cit. [cfr. nota 2], pp. 141-143, n. 105d; sance, atti del colloquio (Tours, 1-11 lu- Florenz”, 12, 3-4, 1966, pp. 257-259; G.
Wurm, Baldassarre…, cit. [cfr. nota 43], 51. Baldassarre Peruzzi, Progetto per una glio 1981), a cura di J. Guillaume, Paris Tosi, L’Arco dei Gavi, in Palladio e Verona,
p. 218; A. De Marchi, Baldassarre Peruz- cappella per il duomo di Siena, penna e in- 1988, pp. 207-226; M. Tafuri, Giulio Ro- catalogo della mostra (Verona, Palazzo
zi. Progetto per la decorazione dell’abside del chiostro e guazzo di inchiostro bruno su mano: linguaggio, mentalità, committenti, della Gran Guardia, 3 agosto-5 novem-
Duomo di Siena, in Domenico Beccafumi…, tracce di carbone e linee incise con stilo, in Giulio Romano, catalogo della mostra bre 1980), a cura di P. Marini, Vicenza
cit. [cfr. nota 41], pp. 412-518, pp. 514- 454×378 mm, The J. Paul Getty Museum, (Mantova, Galleria Civica di Palazzo Te, 1980, pp. 34-49, pp. 34-36; Ead., L’arco
516 , cat. 183; E. Carli, Parete terminale, 88.gg.130 (precedentemente Chatswor- 1 settembre-12 novembre 1989), saggi di dei Gavi, Roma 1983pp. 90-92.
in Landi, “Racconto”…, cit. [cfr. nota 14], th House, Chatsworth, Collection of the E. Gombrich et al., Milano 1989, pp. 14-
p. 92; V. Birke, J. Kertesz, Die italienische Duke of Devonshire, inv. n. 40, prove- 63, p. 29; C. Tessari, Baldassarre Peruzzi, 69. R. Samperi, L’architettura della tomba
Zeichnungen der Albertina. Generalverzei- niente dalla raccolta Talman). Frommel, il progetto dell’antico, Milano 1995, p. 11. di Adriano VI in Santa Maria dell’Anima:
chnis, 4 voll., Wien-Köln-Weimar 1992- Baldassarre Peruzzi als Maler..., cit. [cfr. osservazioni e ipotesi di ricerca, in Baldassar-
1997, i (1992), pp. 50 e 51; G. Fattorini, nota 2], p. 144; Wurm, Baldassarre…, cit. 59. Angelini, Il lungo percorso…, cit. [cfr. re Peruzzi 1481…, cit. [cfr. nota 2], pp.
Epilogo: Siena e la scultura “all’antica” oltre [cfr. nota 43], p. 158; G.R. Goldner, L. nota 28], pp. 307-385, in particolare pp. 231-240.
il tempo di Pio III, , in Pio II…, cit. [cfr. nota Hendrix, European Drawings 2: Catalogue 352 e 353, 355 fig. 45; e M. Mussolin,
27], p. 572. of the collections, Malibu 1992, pp. 88-89, Prassi, teoria, antico nell’architettura senese 70. Come angeli sono indicati in Fatto-
n. 32; M. Jaffé, The Devonshire Collection del Rinascimento. Un percorso per immagini rini, Baldassarre Peruzzi…, cit. [cfr. nota
49. Baldassarre Peruzzi, Progetto per la of Italian Drawings, Tuscan and Umbrian attraverso i documenti della Biblioteca Co- 41], p. 11, come fanciulle in Pouncey,
decorazione dell’abside e per l’altare maggio- School, London 1994, pp. 122-123. munale, in Architetti a Siena..., cit. [cfr. Gere, Italian Drawings…, cit. [cfr. nota
re del duomo di Siena, penna e inchiostro nota 2], pp. 45-69, in particolare p. 52. 24], i, cat. 248.
ferrogallico, guazzo di inchiostro, lu- 52. Sembrano riconoscibili le figure di
meggiature a biacca in parte ossidata, su santo Stefano, san Ansano, sant’Agnese e 60. Le dimensioni del progetto sono in- 71. Nel racconto evangelico, che gode
carta preparata a guazzo, controfondata, santa Caterina. In un piccolo schizzo in fatti più piccole di quella dell’attuale mo- di straordinaria popolarità nel corso del
894×635 mm, Siena, Collezione Chigi prossimità del margine destro del foglio, stra della cappella di San Giovanni. Medioevo, le vergini sono in numero di
Saracini (inv. fac 1518). Fattorini, Epilo- Peruzzi suggerisce però come realizzare dieci. Tuttavia, nelle numerose rappre-
go…, cit. [cfr. nota 48], pp. 555-583, in una versione meno costosa della stessa 61. C. Del Bravo, Scultura senese del Quat- sentazioni del tema il numero delle vergi-
particolare p. 583 nota 54; Id., Domeni- struttura eliminando le nicchie e sosti- trocento, Firenze 1970, pp. 63-64. ni non sempre risponde al racconto. Nel

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portale della cattedrale di Strasburgo, ad curvilineo mostrato dal foglio. Il disegno in Santa Croce in Gerusalemme, dove il berti nella cattedrale di Verona negli anni
esempio, sono solo sei, nel ciborio della propone quindi senz’altro la realizzazio- motivo delle ghirlande, distese a eviden- Trenta del secolo esiste una vasta lette-
basilica di Santa Cecilia in Trastevere il ne di una nuova struttura “in stile” con ziare il perimetro della volta a crociera, ratura. Si veda in particolare A. Serafini,
tema è alluso con due sole figure. Le Ver- le porzioni sopravvissute del coro pree- nasce da mascheroni fitoantropomorfi, Gian Matteo Giberti e il Duomo di Verona:
gini sagge e le Vergini stolte dipinte dal sistente. Tuttavia alcuni elementi orna- motivo desunto dalle grottesche classiche Il Programma, il Contesto, in “Venezia Cin-
Parmigianino nell’arcone della cappella mentali lignei della struttura trecentesca ma assente nelle rappresentazioni musive quecento”, 6, 11, 1966, pp. 75-161; Sugli
presbiteriale della basilica di Santa Ma- avrebbero potuto effettivamente essere tardo antiche e medievali romane. interventi riformatori del cardinale vesco-
ria della Steccata di Parma, il cui avvio è recuperati e assemblati nel nuovo coro, vo Onofrio Bartolini nella diocesi di Pisa,
cronologicamente prossimo al disegno di rendendo più economico il lavoro. 85. Con accezione “strutturale” il motivo iniziati già nel 1522 e proseguiti fino alla
Peruzzi, sono solo sei. si ritrova oggi soltanto nella decorazione metà del secolo, cfr. M. Mirri, La città e il
77. Sull’aspetto della parete presbiteria- musiva della volta a crociera del presbite- contado di Pisa nello stato dei Medici (XV-XVII
72. Uffizi 478 Ar. Wurm, Baldassarre…, le della cattedrale prima dell’intervento rio della basilica di San Vitale a Ravenna. secolo), Pisa 1984, pp. 19-23.
cit. [cfr. nota 43], p. 456. Cfr. R. Lanciani, peruzzesco, cfr. Fattorini, Baldassarre Pe-
Storia degli scavi di Roma e notizie intorno le ruzzi…, cit. [cfr. nota 41], p. 20, nota 21. 86. Cfr. supra, nota 78 e Tuttle, Baldas- 98. Pecci, Memorie…, cit. [cfr. nota 3],
collezioni romane di antichità, Roma 1902, sarre Peruzzi…, cit. [cfr. nota 24], cat. 4. seconda parte, 1755, pp. 238-239. Nel
p. 475. Lo spunto del tempio di Vesta si 78. Fattorini, Baldassarre Peruzzi…, cit. 1530 il Bartolini mediò col papa per la
riflette in un disegno per una recinzione [cfr. nota 41], p. 15, ritiene invece che 87. A. Savelli, “Siena, questa figlia predilet- nomina ad abate di Filippo Sergardi, fi-
presbiteriale, assai simile nella concezio- la vetrata rappresentata nei due disegni ta di Maria”. Episodi e forme del culto ma- gura che negli anni precedenti era stata
ne convessa al tornacoro della cattedrale possa essere stata realizzata ex novo. riano a Siena in età moderna, in “Rivista di in stretti rapporti con Agostino Chigi e
di Verona progettato da Michele Sanmi- storia e letteratura religiosa”, 49, 3, 2013, Giovanni Piccolomini. Cfr. supra, p. 54.
cheli su incarico del cardinale vescovo 79. W. Loseries, A Project by Peruzzi for pp. 641-685, pp. 647-652.
di quella città Matteo Giberti nel 1532, the Chapel of Saint Helena in Santa Croce in 99. Sulla dotazione dei nuovi altari mar-
riprodotto dall’autore del Taccuino Senese Gerusalemme, in “Nuovi Studi”, 22, 2016, 88. Pecci, Memorie…, cit. [cfr. nota 3], morei nella cattedrale di Pisa si rimanda
(Siena, Biblioteca Comunale, BCS, TCS pp. 25-35. seconda parte, 1755, p. 141. a un prossimo intervento dello scrivente
iv 7, f. 37). dal titolo Le cappelle dell’Assunta e dell’Im-
80. La presenza del nimbo crucigero 89. J. Koenig, Mary, Sovereign of Siena, macolata, e gli altari a edicola nel duomo di
73. Cfr. supra, nota 26 e G. Tigler, Siena attorno al capo dell’animale centrale, Jesus, King of Florence: Siege Religion and Pisa.
1284-1297. Giovanni Pisano e le sculture esclude a mio giudizio la possibilità che the Ritual Submission (1260-1637). Par-
della parte bassa della facciata, in La facciata il gruppo rappresenti in forma simbolica te seconda, in “Bullettino senese di storia 100. C.M. Sicca, Perin del Vaga nella cro-
del duomo di Siena, a cura di M. Lorenzo- i tre apostoli Pietro, Giacomo e Giovan- patria”, cxvi, 2009, pp. 9-149, pp. 46-47; ciera del Duomo: prove di grande decora-
ni, Cinisello Balsamo 2007, pp. 131-145. ni che secondo i Vangeli assistettero alla Savelli, “Siena…, cit. [cfr. nota 87], p. zione ‘alla romana’, in Nel solco di Pietro:
Trasfigurazione (Fattorini, Baldassarre 656. la Cattedrale di Pisa e la Basilica Vatica-
74. Le misure in braccia dei vari elemen- Peruzzi…, cit. [cfr. nota 41], p. 14). Cfr. na, catalogo della mostra (Pisa, Palazzo
ti architettonici segnati lungo il margine anche infra. 90. “Voi sapete che io mal volentieri mi dell’Opera e Cimitero Monumentale, 22
destro, restituiscono, sommate e integra- accordo a creder cosa alcuna soprannatu- aprile-23 luglio 2017), a cura di M. Col-
te con quelle del piedistallo e della cor- 81. Ivi, p. 13. rale; ma questa volta mi pare stata tanto lareta, Pisa 2017, pp. 75-86.
nice, perdute nella rifilatura del foglio, straordinaria, non voglio dire miracolo-
una misura di 13,83 braccia, poco meno 82. P. Testini, Osservazioni sull’iconografia sa, quanto cosa che sia seguita in guerra 101. Perino del Vaga, Annunciazione,
di otto metri e mezzo. La stima si basa del Cristo in trono fra gli apostoli. A proposito dal 1494 in qua; e mi pare simile a certe Assunzione e Incoronazione della Vergine,
sull’assunto che Peruzzi abbia qui utiliz- dell’affresco di un distrutto oratorio cristiano istorie che ho lette nella Bibbia, quando penna e inchiostro, guazzo di inchiostro
zato il braccio senese (60,1055 cm), leg- presso l’aggere serviano a Roma, in “Rivi- entrava una paura negli uomini che fug- bruno, rialzi a biacca in parte ossidato,
germente più ampio di quello fiorentino sta dell’Istituto di Archeologia e Storia givano, e non sapevano da chi. […] Io ho su linee di carbone, gesso rosso e incise
(58, 32 cm). Cfr. R. Chiovelli, Tecniche dell’Arte”, 11-12, 1963, pp. 230-300. F. udito più volte dire che il timore è il mag- con stilo e compasso, su carta preparata
costruttive murarie medievali: la Tuscia, Bisconti, Absidi paleocristiane di Roma: an- gior signore che si trovi, e in questo mi di bruno, 444×329 mm, London, The
Roma 2007, p. 135, nota 111. La mostra tichi sistemi iconografici e nuove idee figura- pare di averne visto l’esperienza certissi- British Museum, 1860-8-11-10. Poun-
di cappella progettata da Peruzzi ha dun- tive, in Atti del VI colloquio dell’Associazione ma”. Niccolò Machiavelli, Opere complete cey, Gere, Italian Drawings…, cit. [cfr.
que una scala comparabile con quella del- Italiana per lo Studio e la Conservazione del di Niccolo Machiavelli, con molte correzioni nota 24], i, p. 66.
le mostre delle altre cappelle erette nella Mosaico (Venezia, 20-23 gennaio 1999), a e giunte rinvenute sui manoscritti originali,
cattedrale nel corso del xvi secolo e del cura di F. Guidobaldi e A. Paribeni, Ra- Firenze 1843, doc. 74, p. 1148. 102. Adams, Baldassarre Peruzzi and the
primo ventennio del successivo. L’altare venna 2001, pp. 451-459. Siege…, cit. [cfr. nota 10]; Id., La perso-
Piccolomini, la più alta di tutte queste 91. Sulla devozione alla Vergine nel pe- nalità…, cit. [cfr. nota 8], pp. pp. 17-20;
strutture e l’unica a essere scampata alle 83. Fattorini, Baldassarre Peruzzi…, cit. riodo di governo dei Libertini e i fatti Frommel, “ala maniera…, cit. [cfr. nota
trasformazioni secentesche della catte- [cfr. nota 41], pp. 13-14. Sul mosaico, legati alla guerra contro le forze di Cle- 2], p. 51, Fiore, Baldassarre Peruzzi a Sie-
drale, è alto circa 12 metri. cfr. R. Krautheimer, Congetture sui mosaici mente vii, Savelli, “Siena…, cit. [cfr. nota na, cit. [cfr. nota 2], pp. 85-86.
scomparsi di S. Sabina a Roma, in “Atti della 87], pp. 653-656.
75. Fattorini, Baldassarre Peruzzi…, cit. Pontificia Accademia Romana di Arche- 103. Baldassarre Peruzzi, Rilievi degli
[cfr. nota 41], p. 12. Nell’ambone di Ni- ologia. Rendiconti”, lx, 1987-1988, pp. 92. Fattorini, Baldassarre Peruzzi…, cit. edifici nell’area della Piazza del Duomo di
cola Pisano, alle sette virtù canoniche se 171-187, in particolare pp. 180 e 181; C. [cfr. nota 41], p. 13. Pisa, Penna e inchiostro, carbone, pp.
ne accompagna un’ottava: la Logica. G. Acidini Luchinat, Taddeo e Federico Zuc- 285×429, Uffizi 362 Ar-v. Wurm, Baldas-
Tigler, Il pulpito di Nicola Pisano, in Le cari fratelli pittori del Cinquecento, 2 voll., 93. Cfr. Concilium Tridentinum. Diario- sarre…, cit. [cfr. nota 43], pp. 179-180.
sculture..., cit. [cfr. nota 27], pp. 122-13, Milano-Roma 1998-1999, i, pp. 114-116; rum, actorum, epistularum, tractatuum Il foglio mostra l’alzato della facciata
Questa iconografia potrebbe essere stata e G. Balass, Taddeo Zuccaro’s Fresco in the nova collectio, a cura della Goerres-Ge- con la pianta della stessa e delle prime
recuperata da Peruzzi che nel disegno per Apse-Conch in S. Sabina, Rome, in “As- sellschaft, Freiburg, 13 voll., Friburgi due campate della cattedrale pisana, la
l’altare introduce appunto otto figure di saph”, Section b, iv, 1999, pp. 105-124. Brisgoviae 1901-1938, xii (1930), a cura pianta, la sezione, un rilievo della cella
Virtù alla base del ciborio. M. Gianandrea, Nuove strategie figurative. di V. Schweitzer, pp. 131-145; e von Pa- sommitale e un dettaglio di colonna della
La decorazione pittorica tardoantica di Santa stor, Storia dei Papi…, cit. [cfr. nota 17], v torre campanaria; la pianta, l’elevazione
76. Sul coro della cattedrale, cfr. E. Car- Sabina all’Aventino a Roma, in Medioevo, (1931), pp. 110-114. generale dell’esterno, una sezione parzia-
li, Il Duomo di Siena e il Museo dell’Opera, natura e fugura, atti del convegno inter- le interna, il dettaglio di una finestra del
Firenze 1976, pp. 94-97 e Id., Le sculture nazionale di studi (Parma, 20-25 settem- 94. M.A. Ceppari Ridolfi, Le pergamente battistero. Di questo vengono annotate
del coro del Duomo di Siena, in “Antichi- bre 2011), Milano 2015, pp. 139-152. delle confraternite nell’Archivio di Stato di sotto forma di iscrizione le due colonne
tà viva”, 17, 1, 1978, pp. 25-39 Il coro Siena (1214-1785): regesti, Roma 2007, p. intagliate a girali che ne ornano la porta
della parte absidale fu infine realizzato 84. Nella tradizione musiva medievale 354 e doc. 797 principale “due intagliate”. Adams, Bal-
con disegno “alla moderna” di Bartolo- romana gli elementi vegetali nascono in- dassarre Peruzzi and the Siege…, cit. [cfr.
meo Neroni detto il Riccio, pagato per variabilmente da vasi a corpo rotondo o 95. G. Cappelletti, Le chiese d’Italia, dalla nota 10], pp. 479-481.
il disegno il 26 febbraio 1567 (ivi, p. 96). crateri. La scelta di porre tripodi anziché loro origine sino ai nostri giorni, 21 voll.,
Devo escludere che il disegno illustri un vasi a sostegno di tre su quattro dei festo- 1844-1870, xvii (1862), pp. 526-528. 104. Verdon, L’Altare…, cit. [cfr. nota
progetto per il riallestimento degli stal- ni rappresentati nel disegno è probabil- 34], pp. 191-192.
li rimossi dalla loro struttura originale mente motivata dalla volontà di Peruzzi 96. Bruschi, Le idee del Peruzzi…, cit. [cfr.
(Fattorini, Baldassarre Peruzzi…, cit. [cfr. di “antichizzare” il motivo. Stesso intento nota 24], p. 201. 105. M. Israëls, Al cospetto della città. So-
nota 41], p. 15), ai quali sarebbe stato egli aveva già rivelato nella progettazione doma a Porta Pispini e la tradizione pittorica
impossibile conferire l’esatto andamento dei mosaici per la cappella di Sant’Elena 97. Sugli interventi commissionati da Gi- delle porte urbiche in Siena, in L’ultimo se-

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colo della Repubblica…, cit. [cfr. nota 2], p. Historians” (di prossima pubblicazione). 112]; Wurm, Baldassarre…, cit. [cfr. nota Baldassarre Peruzzis Entwürfe…, cit. [cfr.
372, nota 22 e Savelli, “Siena…, cit. [cfr. 43], p. 214; Tessari, Baldassarre…, cit. nota 112], cat. 13.8.
nota 87], p. 356. 112. Baldassarre Peruzzi, Studi per il [cfr. nota 58], pp. 77-78; Quast, Baldas-
completamento del duomo nuovo di Siena, sarre Peruzzis Entwürfe…, cit. [cfr. nota 124. Baldassarre Peruzzi, Progetto per
106. Tragbar, Siena 1357…, cit. [cfr. nota Penna e inchiostro, guazzo di inchiostro 112], cat. 13.5. un vasto organismo ecclesiastico in forme
40], pp. 49-50. bruno, linee di carbone e di gesso rosso, gotiche ispirato al Duomo di Siena e studio
linee incise con stilo e a compasso, fori 119. Baldassarre Peruzzi, Studio di vasto delle fortificazioni di Orbetello, gesso ros-
107. Vasari, Le Vite…, cit. [cfr. nota 1], iv di compasso, 436×287 mm, Uffizi 494 A. edificio ecclesiastico cupolato, penna e inchio- so, 205×287 mm, Uffizi 582 Ar. Wurm,
(1976), p. 321. A.G. De Angelis d’Ossat, Peruzzi e l’uto- stro, linee incise con stilo e compasso, Baldassarre…, cit. [cfr. nota 43], p. 199;
pia del “Duomo nuovo”: approccio e definitivo 253×188 mm, Wien, Österreichische Na- Quast, Baldassarre Peruzzis Entwürfe…,
108. P.A. Riedl, M. Seidel, Die Kirchen abbandono, in Rilievi…, cit. [cfr. nota 8]; tionalbibliothek, Codex 10935, f. 136a v. cit. [cfr. nota 115], cat. 13.1.
von Siena, München 1992, ii, 1.2, e Wurm, Baldassarre…, cit. [cfr. nota 43], Wurm, Baldassarre…, cit. [cfr. nota 43], p.
München 1999, iii, 1.3, tavv. 40b-c. pp. 213-214; Tessari, Baldassarre…, cit. 262; Quast, Baldassarre Peruzzis Entwür- 125. Uffizi 361 Ar-v. Cfr. Adams, Baldas-
[cfr. nota 58], pp. 75-77; M. Quast, Bal- fe…, cit. [cfr. nota 112], cat. 13.6. sarre Peruzzi and the Siege…, cit. [cfr. nota
109. Bruschi, Le idee del Peruzzi…, cit. dassarre Peruzzis Entwürfe für einen Um- 10]. Wurm, Baldassarre…, cit. [cfr. nota
[cfr. nota 24], p. 197. bau des sieneser Doms, um 1531/32, in Die 120. Baldassarre Peruzzi, Rilievo del 43], pp. 177-178.
Kirchen ..., cit. [cfr. nota 32], cat. 13.8. Ninfeo degli Orti Liciniani e della Basilica
110. R. Bonelli, Da Bramante a Michelan- di Massenzio, Uffizi 156 Ar. Wurm, Bal- 126. L’interesse di Peruzzi per il batti-
gelo, Venezia 1960, p. 32. 113. Sui progetti di Peruzzi per il duomo dassarre…, cit. [cfr. nota 43], p. 401. La stero e per la basilica di Santo Spirito è
nuovo cfr. De Angelis d’Ossat, Peruzzi e somiglianza degli schemi planimetrici invece probabilmente motivato dal suo
111. M. Toca, Sui disegni di Baldassarre l’utopia…, cit. [cfr. nota 112], pp. 53-69; di Uffizi 494 Av con questo modello crescente orientamento verso l’uso del-
Peruzzi per la chiesa di S. Domenico a Siena, Quast, Baldassarre Peruzzis Entwürfe…, antico è indicata da Tessari (Baldassar- la colonna in funzione strutturale. Cfr.
in “Bollettino degli Ingegneri”, 7, 1971, cit. [cfr. nota 112], pp. 73-81; Tessari, re…, cit. [cfr. nota 58], p. 77), il quale Frommel, “ala maniera…, cit. [cfr. nota
pp. 1-9; M. Festa Milone, Fra sperimenta- Baldassarre…, cit. [cfr. nota 58], pp. 75- ritiene che Peruzzi stesse proponendo 2], p. 55.
lismo ed utopia: il progetto di Baldassarre Pe- 78; Quast, Baldassarre Peruzzi e la visio- una completa ricostruzione della cat-
ruzzi per il San Domenico di Siena, in “Sto- ne…, cit. [cfr. nota 2], p. 104. tedrale, opinione che non condivido. 127. Fiore, Baldassarre Peruzzi a Siena…,
ria Architettura”, 4, 2-3, 1979, pp. 51-74; Non concordo di conseguenza nep- cit. [cfr. nota 3], p. 84.
Riedl, Seidel, Die Kirchen…, cit. [cfr. nota 114. In prossimità del margine sinistro pure sull’analoga opinione espressa in
108], ii, 1.2, pp. 512-516; Fiore, Baldas- del foglio è disegnata una piccola cir- Quast, Baldassarre Peruzzis Entwürfe…, 128. W. Lotz, Die Ovalen Kirchenräume
sarre Peruzzi a Siena, cit. [cfr. nota 2], conferenza con il diametro evidenziato e cit. [cfr. nota 112], cat. 13.7. Mi trovo del Cinquecento, in “Römisches Jahrbuch
pp. 91-94; A.C. Huppert, Roman Models segnato col numero 70. La circonferen- invece sostanzialmente d’accordo con für Kunstgeschichte”, vii, 1955, pp. 7-99.
and Sienese Methods: Baldassarre Peruzzi’s za è poi ribadita da un’altra più ampia De Angelis d’Ossat (Peruzzi e l’uto- Oltre agli esempi citati da Lotz, posso-
Designs for San Domenico, in Caciorgna, all’esterno identificata dal numero 221, pia…, cit. [cfr. nota 112], pp. 62-63) che no essere nominate le nicchie terminali
Guerrini, Alma Sena…, cit. [cfr. nota 9], corrispondente approssimativamente al vedeva nei disegni al verso “il prepoten- del portico di palazzo Massimo e le cap-
pp. 107-120; Huppert, Becoming…, cit. diametro. te desiderio di considerare e sviluppare pelle laterali di alcuni dei progetti per la
[cfr. nota 2], pp. 126-138. Sul modello di la sua ideazione in un’opera nuova, a se ricostruzione della basilica senese di San
carta di Peruzzi e sui disegni assemblabi- 115. Uffizi 107 Ar. Wurm, Baldassarre…, stante, al di fuori dei condizionamenti Domenico, che si adagiano su un profilo
li come modelli di carta in generale, cfr. cit. [cfr. nota 43], p. 381. Siena, Bibliote- topografici e prescindenti da ogni ante- semiellittico.
G. Santucci, An Architectural Paper Model ca Comunale, Taccuino Senese di Baldassar- fatto costruttivo”.
by Federico Brandani for the Chapel of the re Peruzzi (BCS, TS iv 7), f. 17. 129. P. Sanpaolesi, Il Duomo di Pisa, Fi-
Dukes of Urbino at Loreto, in “The Bur- 121. Baldassarre Peruzzi, Studio di vasto renze 1965, pp. 63-67.
lington Magazine”, 156, 1330, 2014, pp. 116. Donato Bramante, Tre piante sovrap- organismo ecclesiastico con crociera ottagonale
4-11; Id., ‘Come praticarono molti’. The use poste e due alzati interni per la basilica di e navata ispirata a tipologie termali, penna 130. Wurm, Baldassarre…, cit. [cfr. nota
of Paper Models in Early Modern Italy, in San Pietro, Uffizi 20 Ar. Cfr. la scheda del e inchiostro, guazzo di inchiostro bruno, 43], p. 200; Quast, Baldassarre Peruzzis
The Creation of Space and the Connection database Euploos a cura di Claudia Cat- carbone, su fitta costruzione di linee in- Entwürfe…, cit. [cfr. nota 112], cat. 13.2.
between Models and Drawings as Design tani e la relativa bibliografia. cise con stilo e compasso, 232×425 mm,
Tools, atti del convegno internazionale Uffizi 457 Av. Wurm, Baldassarre…, cit. 131. Lo schema non va infatti neppure
(Firenze, 10-11 giugno 2016), a cura di 117. Bruschi, Le idee del Peruzzi…, cit. [cfr. nota 43], p. 216; Cfr. Fiore, Baldas- a intaccare il sito delle case realizzate su
L. Bosman, Leiden (di prossima pubbli- [cfr. nota 96], p. 224. sarre Peruzzi a Siena…, cit. [cfr. nota 2], progetto di Baldassarre Peruzzi in via de’
cazione); Id., The Use of Architectural Pa- p. 92. Fusari (Uffizi 618 Ar). Cfr. De Angelis
per-Models in the Medici Florence, in Build- 118. Baldassarre Peruzzi, Due studi di d’Ossat, Peruzzi e l’utopia…, cit. [cfr. nota
ing with Paper, a cura di D. Donetti e C. grandi edifici ecclesiastici cupolati ispirati 122. Quast, Baldassarre Peruzzis Entwür- 112], pp. 275-285; Wurm, Baldassarre…,
Rachele, Thurnout (di prossima pubbli- a tipologie antiquarie, studio di convento, fe…, cit. [cfr. nota 112] p. 575 e cat. 13.6. cit. [cfr. nota 43], p. 174.
cazione); Id., Architectural Paper Models studio di pilone angolare, penna e inchio-
and Their Use in Early-Modern Italy, in stro, carbone, 438×289 mm. De Angelis 123. De Angelis D’Ossat Peruzzi e l’u- 132. Bruschi, Le idee del Peruzzi…, cit.
“Journal of the Society of Architectural d’Ossat, Peruzzi e l’utopia…, cit. [cfr. nota topia…, cit. [cfr. nota 112], p. 55; Quast, [cfr. nota 24], p. 199.

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