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L'età contemporanea, S.

Lupo,
A. Ventrone. Novecento,
seconda parte (22-32)
Storia Contemporanea
Università di Torino
47 pag.

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STORIA CONTEMPORANEA
“L'età contemporanea” S. Lupo, A. Ventrone

NOVECENTO, SECONDA PARTE

CAPITOLO 22 (DALLA GUERRA MONDIALE ALLA GUERRA FREDDA)

1.
Perdite umane IIGM: numerose e squilibrate, in est Europa 10 volte in più dell’ovest. Enormi perdite materiali,
la tecnologia bellica ha un potenziale distruttivo mai pensato. La guerra destruttura le società, vengono colpite
le popolazioni civili.
Nel dopoguerra trionfano le idee di Stato-nazione e Repubblica, quest’ultima succede alla monarchia in
Romania, Bulgaria, Jugoslavia, Ungheria e Italia. La monarchia (costituzionale e parlamentare) persiste nei
paesi scandinavi, Paesi Bassi, Lussemburgo, Belgio, UK. Scompaiono le ultime tracce dell’Antico Regime.
Tolti Spagna e Portogallo (ordinamento autoritario e parafascista) si afferma dappertutto l’idea di democrazia,
l’applicazione è diversa tra Europa occidentale e orientale. Prima: veste pluralista di liberal-democrazia,
aperture a dimensione sociale; seconda si afferma il sistema illiberale e monopartitico dell’URSS. Non nascono
nuovi Stati, alcuni si ricostruiscono (es. Cecoslovacchia e Jugoslavia, smembrate nel ’38 e ’41). Elemento
importante: spostamento di frontiere, URSS ne beneficia, dorante la conferenza di Parigi (ottobre-novembre
1946) le vengono riconosciuti territori di confine con Cecoslovacchia e Romania + gli ex possedimenti zaristi.
Ingloba una regione finlandese, i paesi baltici, e la Polonia orientale. Polonia ottiene la Prussia orientale e lo
sbocco sul mar Baltico (Stettino e Danzica). La Jugoslavia si espande ad ovest, ottiene Dalmazia e Istria. Gli
ebrei nella ex zona occupata dai nazisti sono scomparsi, molti sono morti e altri sono scappati in Israele/altri
paesi. L’antisemitismo non si placa ovunque e subito, in Polonia ci sono altri tentativi di pogrom. Lo sterminio
degli ebrei causa la perdita di alcuni dei personaggi più attivi in senso culturale, economico e politico (il
contributo delle comunità ebraiche è sempre stato di importanza centrale in Europa).
1944-45 mln di tedeschi fuggono dalle zone via via occupate dall’Armata rossa, URSS cerca vendetta: uomini
uccisi, donne violentate, deportazione in campi di concentramento o in URSS per mano d’opera, vengono fatte
dipingere grandi svastiche sui vestiti dei reclusi.
Conferenza di Potsdam, 1945→le deportazioni devono svolgersi in modo ordinato e umano, vengono
dichiarate legittime. Convinzione comune: solo l’omogeneizzazione etnica renderà la pace duratura. Non si
svolgono in modo ordinato e umano, alla fine della guerra iniziano le espulsioni selvagge, saccheggi, violenze,
espropriazioni ed esecuzioni collettive, migliaia si suicidano. Polonia: per dissuaderli dal restare, i tedeschi
vengono privati di assistenza medica, i bambini esclusi dalla scuola, i crimini contro di loro tollerati. Lituania:
bambini-lupo, bambini orfani che si aggirano nelle foreste per anni prima dell’adozione, o di essere trasferiti
in orfanotrofi URSS. 14 mln di germanofoni lasciano quelle regioni, 500 mila morti, 1mln e mezzo ha sorte
sconosciuta). 7 mln di polacchi, cechi, slovacchi, ucraini e baltici sono costretti a lasciare le loro case. 250-
300 mila italiani espulsi dall’Istria. Ci sono un totale di 46 mln di profughi in tutta Europa tra 1939-1948.

2.
Fine della guerra: punizione dei tedeschi e degli alleati. Al momento della liberazione in Italia vengono uccisi
9-10 mila persone, poco meno in Francia. Tra 1945-1946 ci sono migliaia di procedimenti giudiziari contro i
collaborazionisti, alcune decine di condannati a morte. Germania→mln di epurati (temporaneamente), in resto
Europa molti meno. Le classi politiche postbelliche sanno che non possono arrestare tutti senza bloccare il
funzionamento dello Stato (condanne miti e amnistie). URSS e Europa est: resa dei conti più tragica, sono
nemici del popolo i proprietari terrieri, i borghesi e le minoranze etniche (non solo tedesche).
Piano di denazificazione della Germania, preparato dagli Alleati durante il conflitto: punizione dei colpevoli
responsabili di/per crimini di guerra, chi li ha ordinati e chi ha partecipato. La responsabilità è personale, non
collettiva.
Agosto 1945. Londra→firmato accordo tra i paesi che hanno sofferto dell’occupazione nazista, nasce il
Tribunale Militare Internazionale (IMT), per perseguire i maggiori criminali dell’Asse. Da punire: crimini
vs la pace (guerre di aggressione o contro i trattati internazionali), crimini di guerra (violazione delle leggi di
guerra, assassini, maltrattamenti, deportazioni), crimini vs l’umanità (assassini, stermini, deportazione,

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schiavitù, persecuzioni razziali e religiose). Vengono individuati 24 dirigenti politici e militari, tra cui von
Ribbentrop e Goering (Goebbels, Hitler e Himmler si sono suicidati); 7 organizzazione naziste vengono
accusate di essere criminali.
Processo di Norimberga→luogo simbolico, vi sono state emanate le leggi di Norimberga. Novembre 1945-
ottobre 1946, processo ai nazisti coinvolti nella IIGM e nella Shoah. Per dare oggettività alle accuse vengono
usati i documenti, le foto ecc., vengono anche ascoltai testimoni e carnefici. Il tribunale riconosce colpevoli
19 imputati e emana condanne che variano dall’impiccagione (12 persone), all’ergastolo. Tra le sette
organizzazioni vengono riconosciute criminali le SS e la Gestapo (corpi scelti e polizia segreta). Seguono altri
processi a ufficiali/imputati di medio livello, comandanti e guardie dei campi, medici accusati di aver condotto
esperimenti sui prigionieri.
Tokyo, maggio 1946-novembre 1948→tribunale analogo, contro i criminali di guerra dell’Estremo Oriente.
28
processati (non l’imperatore Hiroito e la sua famiglia). Tutti gli imputati sono giudicati colpevoli, 7 condannati
a morte, gli altri al carcere. Processi di Norimberga e Tokyo→spettacolarizzazione, non si vuole dare la
possibilità a tedeschi e giapponesi di spiegare la propria sconfitta ricorrendo alla leggenda della pugnalata alla
schiena, i loro atti sono ingiustificabili, il mondo deve essere concorde a condannarli.

3.
Roosevelt→discorso delle Quattro Libertà, 1941. Nuovo approccio rooseveltiano: attualizzazione della visione
wilsoniana e ripensamento della SdN, 1945 viene siglata a San Francisco la Carta delle Nazioni Unite, mira a
salvare le generazioni future dalla guerra e a riaffermare i diritti umani, a promuovere il progresso sociale, un
più elevato tenore di vita e una più ampia libertà. Gennaio 1946 prima riunione dell’Organizzazione delle
Nazioni Unite (ONU) a NYC. Stati nell’ONU→51, maggioranza europei e americani. Roosevelt pensa che i
ruoli decisionali più importanti debbano essere delegati alle grandi potenze, l’ONU, a differenza della SdN,
deve garantire un ordine stabile tra le nazioni. Per questa ragione gli USA si affidano a un direttorio ristretto,
il Consiglio di Sicurezza, comporto dai “cinque grandi” vincitori della IIGM: USA, UK, Francia, Cina
nazionalista (sede a Taiwan) e URSS. Le decisioni prese in quella sede sono vincolanti, in caso di infrazione
si deve ricorrere alle armi. A ciascuno dei grandi viene riservato il diritto di veto (possibilità di bloccare ogni
decisione del Consiglio). Gli altri paesi sono rappresentati a rotazione e non hanno diritto di veto. L’Assemblea
generale (riunisce tutti gli stati membri) non ha grandi poteri.
1965→120 stati aderenti all’ONU (ora 193), dopo la nascita di nuovi Stati in seguito al collasso degli imperi
coloniali di Asia e Africa.
1948→i diritti democratici dell’uomo vengono sanciti dalla “Dichiarazione internazionale dei diritti
dell’uomo”. Agenzie dell’ONU: UNESCO, FAO, OMS, UNHCR. 1948 approvata la convenzione sul
genocidio, ufficializzata una nuova categoria di delitto, i crimini contro l’umanità. Viene creato un tribunale
con il compito di tutelare i diritti umani, la Corte di giustizia dell’Aia (Olanda).
Aspetti economici del nuovo ordine internazionale: luglio 1944 conferenza interalleata di Bretton Woods,
presenti rappresentanti di 44 nazioni. Ruolo più importante: USA e UK, delegazione UK guidata da Keynes,
l’impianto dell’accordo è keynesiano→si devono evitare le logiche punitive del primo dopoguerra, dannose;
l’economia migliore è quella della collaborazione; bisogna creare istituzioni internazionali per far ripartire gli
investimenti e il mercato mondiale sulla base del libero scambio. Vede luce il Fondo Monetario
Internazionale (FMI), 2 obiettivi: creare un fondo con riserve valutarie a cui gli Stati possano attingere in caso
di necessità e stabilizzare i cambi tra le monete. La Banca mondiale fornisce prestiti a medio e lungo termine
per favorire lo sviluppo dei paesi. Nuovo gold exchange standard, basato sulla convertibilità del $ in oro e
delle valute mondiali in $. Il $ sostituisce la £ come mezzo per gli scambi internazionali e come moneta usata
dalle banche centrali. 1947→Accordo generale sulle tariffe e sul commercio (GATT), Ginevra. Scopo:
riduzione delle tariffe doganali e rimozione degli ostacoli al libero commercio. USA diventa garante della
stabilità dell’economia mondiale. Solo URSS può fungere da parziale contraltare del potere USA, infatti Stalin
non firma gli accordi di Bretton Woods.

4.
Durante la IIGM le differenze USA-URSS vengono portate in secondo piano, hanno il volere comune di
abbattere il nemico. Le conferenze di Teheran (novembre-dicembre 1943), Jalta (febbraio 1945) e Potsdam

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(luglio-agosto 1945) definiscono i termini della collaborazione e tracciano i confini delle sfere di influenza.
Tra le due guerre i modelli USA e URSS hanno rappresentato due antagonistici modelli per l’opinione
pubblica, due opposti modelli di modernità. Le differenze e i sospetti reciproci si palesano durante la
conferenza di Potsdam, durante la quale si scopre che USA hanno l’arma atomica. È inevitabile che emergano
i conflitti, si pensa che USA abbiano attaccato il Giappone con la bomba atomica per intimidire URSS. Scoppia
la guerra fredda, la quale si nutre di contrasti di potenza e ideologici: USA sono democrazia capitalistica, etica
individualistica e libertà personali, libero scambio; URSS è un paese comunista a partito unico, modello sociale
egualitario, economia pianificata dallo Stato, sacrificio degli interessi personali in nome di quelli comuni.
Ognuno accusa l’altro di preparare una nuova guerra e lo descrive come nemico assoluto, al pari dei nazisti.
Europa occidentale→liberata da angloamericani (in alcuni paesi ci sono ancora le loro truppe), ordinamenti
social democratici analoghi a USA, entra nel “campo” da loro guidato.
Europa centro orientale→liberata da Armata Rossa, è ancora presente sul territorio, costretta a creare un
sistema economico-sociale analogo a quello URSS, entra nel “campo” da essa guidato.
Germania→divisa, paese simbolo della GF. Truman ≠ da Roosevelt nei confronti con URSS, vede nella
monopolizzazione dei paesi dell’Europa orientale la malafede comunista. Si può anche dire che l’ostilità USA
sia causa dell’irrigidimento URSS, rappresentato dalla formazione di una cintura di sicurezza composta da
stati confinanti e ideologicamente simili che fanno da blocco militare, politico e ideologico.
1946 George F. Kennan (incaricato d’affari presso l’ambasciata USA a Mosca, anni ‘30) sottolinea la
complessità delle motivazioni di Stalin: ossessione difensiva e offensiva (esportazione del comunismo) sono
due facce della stessa medaglia. Dà una 3° opzione oltre a nuova guerra e rassegnazione: Stalin è prudente, se
USA sapranno contenere l’espansionismo URSS, questa dovrà cambiare i piani, o addirittura non reggerà la
sfida e il suo sistema crollerà. Kennan è il padre della teoria del containment→USA dovranno tracciare e
presidiare una precisa linea di confine, allo scopo di respingere le pressioni URSS contro le istituzioni libere
del mondo occidentale. Il “mondo libero” è territorializzato, identificato nella precisa area geografica
dell’Occidente. La lettera di Kennan diventa la base della politica estera di Truman, rieletto nel 1948. È
importante aggiungere il discorso del marzo 1946 di Churchill circa la cortina di ferro: da Stettino a Trieste
è stata calata una cortina di ferro, dietro di essa la zona è di influenza URSS.
1947 USA entrano in GF attraverso due passaggi: punto di vista militare, fermando la smobilitazione
dell’esercito, decidendo di tenerne una parte in Europa e iniziando una nuova fase di riarmo; dal punto di vista
politico, con il discorso di Truman davanti al Congresso, 12 marzo e l’annuncio del piano Marshall 3 mesi
dopo.
Dottrina Truman (riferimento a Dottrina Monroe)→concetto dell’egemonia USA affermato su scala
planetaria. È il momento di schierare gli USA a capo e dalla parte del “mondo libero”, chiede l’approvazione
di una politica interventistica in nome della democrazia contro ogni forma autoritaria interna ed esterna. USA
sostituiscono UK come “protettori” dell’equilibrio europeo. Il governo labourista UK guidato da Clement
Attlee (elezioni vinte nel 1945 a spese dei conservatori di Churchill) chiarisce che le condizioni economiche
non consentono più un impero e un costoso apparato militare. USA assicurano tutela militare alla Turchia per
difenderla dalle rivendicazioni URSS (pretendono basi militari in territorio e controllo dello stretto dei
Dardanelli). Intervengono in Grecia al posto di UK a sostenere le forze monarchiche filooccidentali vs i
comunisti nella guerra civile scoppiata nel 1946. Grecia→unico scontro europeo post 1945 e unico paese dei
Balcani sotto controllo occidentale (Stalin non interviene, rispetta i patti).
5 giugno 1947 il segretario di Stato (ministro esteri) George C. Marshall annuncia un programma per la
ricostruzione economica europea. È un passaggio fondamentale per garantire l’equilibrio globale prefigurato
a Bretton Woods, il piano segue 2 logiche: 1. Keynesiana: finché Europa è in ginocchio anche USA sarà in
difficoltà, non potrà commerciare; 2. Anticomunista: le crisi e difficoltà economiche europee sono terreno
fertile per l’affermazione del comunismo, il benessere è l’unico mezzo per ostacolare il nemico. Agevolazioni
vengono offerte anche ai paesi dell’Europa orientale, URSS obbliga a rifiutare. Il governo di coalizione
cecoslovacco entra in conflitto col partito comunista ed è costretto alle dimissioni, febbraio 1948 comunisti
al potere.
Marzo 1948 il Congresso USA approva l’European Recovery Program (ERP) che concretizza le promesse
del segretario di Stato (infatti Piano Marshall). Per amministrare i fondi dell’ERP viene fondata l’Economic
Cooperation Agency (ECA). Obiettivo: sostenere la ripresa industriale europea, stop disoccupazione, aumento
benessere. Viene esclusa solo la Spagna franchista. Aiuti: prestiti o merci prodotte in USA, cibo, mangimi,

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fertilizzanti, materie prime, combustibili, macchinari e veicoli. I proventi della vendita vanno in gran parte al
paese beneficiario. Piano Marshall→concretizza l’egemonia USA in Europa, valenza economica +
propaganda. Organizzati viaggi negli USA per uomini d’affari, ingegneri, sindacalisti, manager. Filmati, poster
e altro materiale pubblicitario/propagandistico vengono distribuiti da organismi creati da esperti americani.
Obiettivo: raggiungere chiunque.
Espansione degli investimenti delle corporation USA in Europa e vengono imposte condizioni restrittive al
commercio con URSS. Beneficiari fondi ERP (16 paesi): UK con 3,2mlrd $, Francia con 2,7mlrd $, Italia poco
più della metà. L’intervento favorisce la ricostruzione delle economie e dei sistemi industriali in Europa
occidentale, dove si crea un blocco filoamericano, formato da moderati e anticomunisti. 1949 il blocco assume
veste militare, stipula del Patto Atlantico, alleanza difensiva tra: USA, UK, Francia, Italia, Portogallo, Belgio,
Olanda, Lussemburgo, Danimarca, Norvegia, Islanda e Canada, accompagnato dalla nascita della NATO
(Organizzazione del trattato del Nord Atlantico). 1951 aderiscono all’alleanza Grecia e Turchia.

CAPITOLO 23 (DECOLONIZZAZIONE E GUERRA FREDDA)

1.
1949→URSS sperimenta prima bomba atomica, 1952 USA producono la bomba termonucleare, 2 anni dopo
vengono raggiunti dall’URSS. USA sono più avanzati nei mezzi di trasporto delle armi: bombardieri con
autonomia sufficiente per colpire il nemico, missili, sommergibili nucleari. URSS può colpire l’Europa
occidentale e si sta armando per colpire oltreoceano. Le armi atomiche sono talmente tante che possono
uccidere un numero di persone superiore a quello della popolazione nemica: over-killing. La guerra rimane
fredda grazie al meccanismo della reciproca deterrenza: la guerra nucleare distruggerebbe il mondo, la corsa
continua al riarmo paradossalmente mantiene la pace. Con la fine del monopolio USA dell’arma atomica nel
1949 inizia una seconda fase della GF, più pacifica. 1949 arrivo nuovo regime comunista in Cina, Asia nuovo
scenario per lo scontro globale. Asia→GF coincide con la decolonizzazione, dopo il 1945 ottengono
l’indipendenza le Filippine, Corea, sub-continente indiano, Medio Oriente. L’Indonesia si emancipa dai Paesi
Bassi nel 1949 e l’Indocina nel 1954. In Africa la decolonizzazione è più lenta (tolta l’Etiopia che torna
indipendente con la fine della guerra), Libia, Tunisia e Marocco diventano indipendenti negli anni ’50,
l’Algeria nel 1962, Africa nera tra anni ’50-’60, Angola e Mozambico nel 1975. In questi paesi nascono
movimenti indipendentistici, soprattutto in Asia, il colonialismo è in crisi già nel 1939.
Decolonizzazione→terza grande rivoluzione politica dopo la Rivoluzione francese e la Rivoluzione d’ottobre,
trionfa il principio di nazionalità impostosi dopo la IGM. Decolonizzazione e GF si sovrappongono ma con
scarsa importanza in India e Medio Oriente, con effetti enormi in Corea e Indocina. Nasce il concetto di Terzo
Mondo (Primo Mondo è occidentale guidato da USA, Secondo Mondo europeo-orientale guidato da URSS),
parte del pianeta afflitta da sottosviluppo e radicale pauperismo, non vicino a USA né URSS, cerca una propria
strada verso lo sviluppo. Alfred Sauvy, economista francese, conia il termine Terzo Mondo nel 1952,
riprendendo il concetto di “Terzo Stato”. Entra al centro della discussione mondiale nel 1955 a Bandung,
Indonesia, durante una conferenza che raggruppa i rappresentanti di 29 nazioni asiatiche e africane, molte delle
quali indipendenti. C’è Nehru, leader dell’India, unico paese neo-indipendente con ordinamento politico
liberal-democratico di tipo occidentale. Ci sono anche Tito e il cinese Zhou Enlai, rappresentanti di due regimi
comunisti indipendenti da URSS. Questi paesi si sentono uniti dal rifiuto di ogni “ingerenza” delle grandi
potenze, rivendicano il diritto di mantenersi neutrali, di restare fuori dalla GF.

2.
IIGM→armate giapponesi colpiscono il colonialismo occidentale nell’Estremo Oriente. Giungono in Birmania
e minacciano l’India, impero UK. Giappone non riesce a conquistarla, ma i nazionalisti vengono ammaliati
dalle lusinghe della loro propaganda per un nuovo ordine asiatico. La guerra destabilizza la situazione politica
del paese e induce il Partito del Congresso a radicalizzare la battaglia per l’indipendenza, rifiutando le
promesse di Churchill circa l’Home Rule. Impiego di risorse e soldati inasprisce gli animi, non vengono
consultati i governi delle province formatisi dopo la riforma del 1935. I rappresentanti del Congresso che
ricoprono cariche istituzionali si dimettono: Ghandi, Nehru e altri vengono imprigionati. Ne conseguono
scioperi e repressioni (estate 1942). 1943 in Bengala muoiono 3mln di persone causa carestia (provocata

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dall’aumento dei prezzi). Churchill non accoglie le pressioni di Roosevelt e non incontra le richieste indiane.
Attlee, suo successore, accetta invece che l’India si avvii verso l’indipendenza. Non è un processo pacifico:
1946 induisti e islamici collidono. Polarizzazione→confermata dai risultati delle elezioni, gli islamici votano
la Lega musulmana e gli induisti il Partito del Congresso + dall’esplodere di manifestazioni, scontri, assalti. A
Calcutta muoiono 5mila persone. Islamici propongono l’idea della partition (divisione del paese secondo linee
religiose), ideando lo stato del Pakistan (zone del paese con islam a maggioranza). I conflitti religiosi spingono
ad abbracciare la loro teoria il viceré inglese lord Louis Mountbatten, il governo UK, il Partito del Congresso
tranne Ghandi. Febbraio 1947 Attlee annuncia che entro il 1948 UK lascerà l’India (e Paelstina), il processo
è veloce e già in agosto 1947 Muhammad Ali Jinnah e Nehru proclamano l’indipendenza di India e Pakistan.
Pakistan è diviso in 2 parti, occidentale e orientale (ora Bangladesh) non comunicanti tra loro, separate da
1600km di India. Guerra indo-pakistana stabilisce la sovranità sulla regione del Kashmir (viene divisa). I
confini di India-Pakistan vengono tracciati da governo UK senza tener conto della prevalenza di una o altra
religione. Confini passano all’interno di Punjab e Bengala (dividendoli dall’India), dove per secoli hanno
vissuto le popolazioni islamiche, indù e sikh mescolate e in armonia. La logica della partition punta a dislocare
le popolazioni nei nuovi Stati MA tutto ciò sfocia in veloce e violenta pulizia etnica, i gruppi si attaccano tra
loro con saccheggi, violenze e uccisioni, 2mln morti, 14mln di persone si rifugiano nella “propria” parte come
profughi privi di tutto. 1948 Ghandi muore assassinato da un estremista induista. India e Pakistan rimangono
poveri e ci sono problemi riconducibili al colonialismo. Pakistan, “stato islamico”, va incontro a derive
integraliste, dittature, politica estera filooccidentale; India, “stato laico”, rispetta minoranza islamica, neutrale
in politica estera. Stato indiano è promotore dello sviluppo nel paese: riforma agraria e 3 piani quinquennali
per accelerare
l’industrializzazione. Abolito il sistema delle caste (informalmente sopravvive), India è uno dei pochi paesi
nati dalla decolonizzazione a adottare e mantenere un sistema pluralistico e rappresentativo + un’articolazione
federale dei poteri.
Inimicizia India vs Pakistan è risultato della partition, la questione del Kashmir alimenta i conflitti, provoca 2
guerre, dopo quella del 1971 il Pakistan orientale diventa indipendente col nome di Bangladesh.

3.
Palestina→UK si ritira velocemente come in India MA qui c’è solo un progetto nazionale, quello ebraico-
sionista. Le popolazioni arabe dopo la sconfitta del 1936-38 sono senza leader, si appoggiano sui paesi arabi
circostanti. Nasce un conflitto duraturo tra ebrei e arabi.
Prima IIGM: Turchia e Arabia Saudita sono indipendenti, Egitto (1922) e Iraq (1930) ottengono indipendenza
ma sono sotto controllo UK, l’indipendenza diventa sostanziale dopo la guerra. 1945-46 UK concede
indipendenza a Transgiordania, i francesi la concedono al Libano e alla Siria. Si forma la Lega araba: Arabia
Saudita, Egitto, Siria, Transgiordania, Iraq, Libano e Yemen MA il sentimento panarabista non ottiene di più,
gli Stati arabi sono conservatori, dubbie credenziali nazionaliste, le élite cooperavano col colonialismo.
Rimangono ferme le frontiere del 1920. In Palestina il movimento sionista durante la IIGM rimane prudente,
ha paura che i nazisti entrino in Egitto e minaccino la popolazione ebrea. Dopo sconfitta a El-Alamein però
riinizia a pretendere l’applicazione delle promesse della dichiarazione di Balfour. Irgun (milizia dell’ala
radicale sionista dei revisionisti di Menahem Begin) proclama la lotta armata per l’indipendenza.
1946→attentato distrugge Hotel David, sede dell’amministrazione UK a Gerusalemme, 91 vittime. I labouristi
si schierano contro l’amministrazione UK. Problema: immigrazione ebrea, UK cerca di tenerla al minimo per
rispondere alla richiesta araba MA masse di ebrei con bisogno di rifugio dalla Shoah rende questa linea
irrealistica. 1947 vicenda della nave Exodus, profughi ebrei non sbarcano in Palestina a causa
dell’intransigenza UK, respinti per rispettare le quote di immigrazione. 29 novembre 1947, ONU, col voto di
una maggioranza formata dal blocco occidentale e sovietico (mentre gli arabi sono molto contrari) l’Assemblea
generale vara la “risoluzione 181”, prevede una partition, separazione della Palestina in 2 stati: uno ebraico e
uno arabo, Gerusalemme destinata ad amministrazione internazionale. Ebrei ottengono 55% del territorio
(nonostante sia quota minoritaria della popolazione), Ben Gurion (fondatore d’Israele) è soddisfatto, gli arabi
rifiutano con sdegno. UK annuncia che non prenderà parte alla separazione, ritirerà le truppe entro la scadenza
del mandato, 14 maggio 1948, “se ne lava le mani”. Iniziano gli scontri arabi vs ebrei, ad aprile si notano le
differenze tra le forze di guerriglieri arabi e le milizie ebraiche ben armate, gli scontri e atti di terrorismo
costringono gli arabi palestinesi a lasciare le loro case, le forze ebraiche si impadroniscono dei territori destinati

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agli arabi dall’ONU. 14 maggio Ben Gurion (capo del governo) proclama l’indipendenza dello Stato di Israele
e il “ritorno alla propria terra” del popolo ebraico dopo un “millenario esilio”. USA e URSS riconoscono il
nuovo Stato. In Palestina non è guerra civile, le popolazioni non sono legate. Dopo proclamazione di
indipendenza entrano in Israele le truppe della Lega Araba, le forze armate israeliane hanno la meglio, marzo
1949 fine combattimenti. Accordi armistiziali→divisione territoriale più favorevole di quelli ONU per Israele
+ la parte di Palestina araba non diventa indipendente, viene inglobata dalla Transgiordania del sovrano
Abdullah (diventa Giordania). La Giordania ingloba pure la parte (est) di Gerusalemme sotto controllo arabo,
parte ovest è israeliana. Risoluzione 184 dell’ONU (dicembre 1948) proclama il diritto di ritorno in patria per
gli 800mila profughi palestinesi o indennizzo per i beni perduti. Ben Gurion annuncia che Israele non lo
permetterà, infatti i profughi non tornano a casa e solo in Giordania viene concessa loro la cittadinanza. Intanto
affluiscono profughi di parte ebraica in Israele (scampati al nazismo o espulsi dai paesi arabi/nordafricani in
conseguenza alla guerra arabo-israeliana). Alla componente ebraica/israeliana ashkenazita (di origine
europea), si aggiunge quella sefardita (di origine nordafricana o asiatica). Viene varata la “legge del ritorno”,
diritto alla cittadinanza israeliana a tutti gli ebrei del mondo che “tornano” alla patria Biblica, vivono nelle
zone che appartenevano ai palestinesi (arabi). Israele proclama capitale Gerusalemme ovest, cosa non
riconosciuta dalla comunità internazionale. Falliscono i negoziati tendenti a rendere l’armistizio in pace
durevole, si crea situazione di “non pace-non guerra”. Sotto la guida labourista Israele opta per una democrazia
pluralista contrariamente agli stati postcoloniali e agli stati arabi.

4.
Impero giapponese coloniale finisce nel 1945, USA lascia sul trono l’imperatore Hirohito MA il generale
Douglas MacArur traccia gli obiettivi chiave: distruggere il potere militare, punire i criminali di guerra,
costruire le strutture del governo rappresentativo, modernizzare la Costituzione, tenere libere elezioni, liberare
le donne, rilasciare i prigionieri politici, liberare i contadini, creare una stampa libera e responsabile. 1947
varata la Costituzione giapponese, il Giappone rinuncia all’uso della forza per risolvere le controversie,
reintrodotti i partiti e sindacati e il voto è esteso alle donne. 1952 il paese riconquista l’indipendenza. In questi
anni trae profitto dalle relazioni commerciali garantitegli dall’inserimento nello schieramento occidentale e
dall’abbondanza di manodopera a basso costo, ma preparata culturalmente. Stato e imprese investono in
tecnologia, il paese eccelle in questo campo.
1946 USA concedono l’indipendenza alle Filippine, si preparano a esercitare sull’Asia continentale
un’influenza
proporzionale alla loro forza militare ed economica. Loro logico interlocutore: governo cinese di Guomindang,
guidato
da Chiang Kai-shek, il quale durante la guerra vs giapponesi si è alleato al Partito comunista di Mao Zedong
(nemico) creando un fronte unico. La resistenza dell’Armata popolare di liberazione (comunista) non ha
sconfitto l’invasore, ma ha guadagnato ai cinesi una nuova legittimazione internazionale, convincendo USA e
UK a rinunciare ai privilegi commerciali, militari e di altra natura. IIGM finita, a Chiang Kai.shek ottiene un
posto permanente al Consiglio di sicurezza dell’ONU. Finita la guerra vs Giappone, a giugno 1946 scoppia la
guerra civile Guomindang vs Partito Comunista, Chiang Kai-shek viene sconfitto, si rifugia in Taiwan. Mao
proclama la fondazione della Repubblica popolare cinese, ottobre 1949. Perché USA non aiutano Chiang Kai-
shek? Non hanno necessità di contenere URSS perché non è coinvolta, anzi sostiene Chiang Kai-shek.
Quest’ultimo, oltretutto, è autoritario e corrotto, non incarna gli ideali democratici.
Fine 1949 USA si accorgono dell’allargamento comunista, 20% del pianeta. Corea: luogo in cui la guerra
fredda diventa calda e in cui la Cina prende parte al conflitto. Fine della IIGM in Corea si conclude il dominio
giapponese, paese diviso in due: nord con URSS e sud con USA. 1947 la differenza si istituzionalizza: a nord
del 38 parallelo è Repubblica popolare di Corea (capitale Pyongyang) e a sud è Repubblica di Corea (capitale
Seoul). A nord il Partito comunista di Kim Il Sung si conforma ai modelli URSS, monopolio del potere,
economia statalizzata e dittatura. Al sud emerge la leadership di Syngman Rhee, studia in USA e parla inglese
MA segue strada di repressione e dittatura personale. USA e URSS ritirano le truppe nel 1947 ma entrambe le
parti coreane vogliono ricorrere alla forza per riunificare il paese. Kim il Sung nell’agosto 1950 (non instradato
da USA o URSS) prende l’iniziativa. Le truppe del nord hanno la meglio, si impadroniscono di quasi tutto il
paese, l’amministrazione Truman lo interpreta come scontro tra mondo libero e comunismo e lo presenta
all’ONU (il rappresentante URSS è assente, non si oppone). Sbarca sull’isola un esercito formalmente sotto

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guida ONU (in realtà sotto guida USA) che riconquista il sud e anche quasi tutto il nord, vicino al confine
cinese. La Cina ammonisce che non permetterà l’attestarsi dell’armata USA sulle sue frontiere, quando USA
le raggiungono Cina entra in guerra (ottobre 1950). Scontro durissimo, Cina ha meno armi ma più uomini.
Metà 1951 le truppe si attestano più o meno al 38 parallelo, dove tutto è iniziato, sono ancora lì nel 1953
quando viene siglato l’armistizio. Non viene siglato un trattato di pace, USA, Corea nord e Corea sud si
fronteggiano sulla linea smilitarizzata del 38 parallelo.
USA e UK non riconoscono governo comunista cinese, per anni riconoscono quello di Guomindang insediato
a Taiwan come unico legittimo (ha seggio all’ONU).

5.
Durante guerra di corea→controversia tra MacArthur e Truman. Il primo rifiuta le prospettive di compromesso
col nemico e propone bombardamenti (anche atomici) sulla Cina, ha eco tra i repubblicani. Questi pensano che
Truman sia debole con Cina e URSS e contrappongono alla sua strategia difensiva (containment) una strategia
controffensiva, detta roll-back (ributtare indietro il nemico). Aprile 1951 Truman destituisce MacArthur, sa
che la guerra totale è troppo pericolosa (anche URSS ha la bomba atomica). Non tutti se ne rendono conto, la
teoria del roll-back viene riproposta nel 1952 dal repubblicano John Foster Dulles durante la campagna
elettorale. I repubblicani vincono e tornano dopo 20 anni alla presidenza con Dwight D. Eisenhower, Foster
Dulles viene nominato segretario di Stato. La nuova amministrazione enuncia la strategia del New Look,
rappresaglie atomiche in risposta ad attacchi anche con armi convenzionali da parte dell’URSS. La teoria
rimane tale, unica concretizzazione: installate basi missilistiche in Europa. Hanno quindi un’ottica del
containment simile a Truman, ma le danno un’applicazione planetaria: la NATO viene usata per presidiare il
fronte europeo.
America latina→dal 1947è coinvolta in un patto di mutua difesa, concretizzato in piani di assistenza militare
dal 1951.
Medio Oriente→1954 creata un’alleanza, il Patto Baghdad con Turchia, Pakistan, Iran e Iraq. Estremo
Oriente→USA propone l’alleanza SEATO, comprendente tra gli altri Filippine, Thailandia e Pakistan.
USA affida le operazioni segrete (covert operations) all’agenzia spionistica Central Intelligence Agency
(CIA), guidata da Allen Dulles. Questa si dedica soprattutto alla schedatura dei membri delle organizzazioni
comuniste, all’infiltrazione nei loro ranghi, al finanziamento di partiti anticomunisti, creazione di reti
clandestine di controguerriglia, sovversione e rovesciamento di governi “ostili”.
America latina→diplomazia ufficiale e diplomazia coperta USA sostengono ogni tipo di regime dittatoriale e
militare purché ostile al comunismo. Es. la dinastia dei Somoza, che governerà il Nicaragua tirannicamente
fino al 1979 (dal 1937). Accusano di cripto-comunismo i governi ostili e cercano di rovesciarli. Es. la CIA nel
1954 fa cadere con un colpo di Stato il governo democratico in Guatemala perché entrato in contrasto con la
multinazionale USA United Fruits.
Complotti simili hanno luogo anche in altri continenti, es. Iran, dove regna con stile autocratico lo scià
Mohammed Reza Pahlavi finché la guida del governo viene assunta da Mohammad Mossadeq nel 1951.
Quest’ultimo inizia una svolta radicale: svolte democratiche, induce lo scià a lasciare il paese e nazionalizza
l’industria petrolifera, cosa che fa guadagnare il sostegno del Partito comunista e l’ostilità degli occidentali +
delle multinazionali USA, UK e olandesi che monopolizzano l’industria petrolifera. 1953 colpo di Stato
organizzato da CIA e sevizi segreti UK rovescia Mossadeq e abolisce le sue riforme.

6.
Vietnam→parte più popolata dell’Indocina. 1945 truppe giapponesi si ritirano, creando un vuoto di potere +
c’è carestia, 2mln di morti. Viet Minh cerca di riempire il vuoto, è un movimento guerrigliero composto per
buona parte da comunisti come Ho Chi Minh. Il nazionalismo vietnamita vuole essere poco comunista,
l’intento è di moderare gli appelli alla rivoluzione per creare un’unità antigiapponese/francese più vasta
possibile. Notevole è la convergenza del Viet Minh coi servizi segreti USA (lo considerano l’unico movimento
in gradi di lottare contro i giapponesi). Settembre 1945, Hanoi, Ho Chi Minh proclama la fondazione della
repubblica MA nessun paese, nemmeno gli USA, riconosce l’autoproclamata Repubblica. Dopo un periodo di
occupazione UK e cinese (Guomindang) vengono dispiegate nuovamente le truppe francesi, cominciando da
Saigon, capitale del Vietnam del Sud. Viet Minh cerca una mediazione, il governo francese accetta di
intavolare le trattative MA 1946 i francesi prendono iniziativa militare, bombardano il porto di Haiphong e si

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impadroniscono di Hanoi. Gli uomini del Viet Minh si rifugiano nelle zone rurali e nelle giungle, evitando lo
scontro frontale e puntando sulla guerriglia. Sono guidati da Vo Nguyen Giap, grande stratega. Il Viet Minh si
proclama rappresentante della nazione nella sua interezza MA non è sostenuto da tutti. Conta sull’appoggio
dei contadini e sulla mobilitazione di un vasto fronte patriottico, gli si oppongono i filofrancesi e gli
anticomunisti: le classi superiori, la minoranza cattolica e il clero, le minoranze nazionali. A fianco dei francesi
si schierano i funzionari dell’amministrazione coloniale (300mila soldati). I francesi, contando sugli alleati
locali, concedono al paese una pseudo indipendenza ma senza segni di discontinuità col passato coloniale,
obiettivo: mantenere il potere reale. Mantengono separati nord e sud, sanno di avere maggiore influenza a sud,
nella Cocincina e che il Viet Minh ha più seguito a nord. Militarmente, i francesi non potrebbero permettersi
di finanziare una guerra diretta così lontana, così si appoggiano al sostegno USA, che cresce dal 1949-50, dopo
la fondazione della Repubblica popolare cinese e lo scoppio della guerra di Corea. La lotta vs il comunismo è
la priorità assoluta dell’amministrazione Truman. Il Viet Minh, insediato in aree confinanti con la Cina (Mao),
può contare su un potente alleato e su rifornimenti di armamenti moderni. Primavera 1954 svolta dopo anni
di conflitto: Giap passa da guerriglia e guerra frontale, attaccando la base francese di Dien Bien Phu e
infliggendo una sconfitta anche simbolica (sconfitta di un esercito europeo da parte di uno asiatico guerrigliero
è segno di tempi nuovi). Maggio 1954 la conferenza internazionale di pace a Ginevra porta un trattato di pace.
Dall’Indocina francese nascono tre stati indipendenti: Vietnam, Laos e Cambogia.
Vietnam→temporaneamente diviso in 2, separato dal 17° parallelo: a nord il Viet Minh e a sud francesi e
filofrancesi; le truppe straniere devono lasciare il paese, non ci devono più essere basi militari straniere; entro
2 anni dovranno esserci le elezioni per sancire la riunificazione e decidere chi governerà. UK, URSS e cinesi
sono d’accordo, USA no.
Eisenhower ha rifiutato l’aiuto ai francesi a Dien Bien Phu, ma gli sembra comunque che la svolta di Ginevra
fornisca l’occasione di fare del Vietnam del Sud un laboratorio di nation-building, in cui tocca agli USA
costruire un nazionalismo filooccidentale basato sull’anticomunismo. Dal nord fuggono al sud 1mln di
cattolici, dal sud fuggono al nord i militanti Viet Minh e i familiari. CIA→operazioni coperte, deve tenere alto
il livello di tensione e conflittualità. USA non vuole che il sud diventi comunista, tracciano la linea del
containment sul 17° parallelo, le elezioni non si tengono, nel 1955 il territorio è diviso in 2 Stati contrapposti:
Repubblica del Vietnam (sud) e Repubblica democratica del Vietnam (nord). Vietnam del Sud: finanziamenti
USA, alla testa del paese viene posto Ngo Dinh Diem, cosa che mostra l’obiettivo e le incongruenze del nation-
building sudvietnamita. Diem ha vissuto a lungo negli USA, è cattolico (gruppo sospetto agli occhi dei
nazionalisti vietnamiti + minoritario) quindi sembra che USA usino la logica del divide et impera. È
anticomunista e si occupa subito a perseguitare gli ex partigiani del Viet Minh e oppositori (tutti etichetati
comunisti). L’amministrazione Eisenhower sostiene Diem, che seppur anticomunista non incarna gli ideali
USA (come Chiang Kai-shek e Syngman Ree): il governo è afflitto da corruzione e favoritismi.

CAPITOLO 24 (COMUNISMO)

1.
Europa nettamente divisa tra orientale e occidentale, la GF risucchia nel campo orientale anche la
Mitteleuropa, il nuovo ordine è bipolare. Prima della guerra i comunisti in Mitteleuropa sono deboli, i regimi
parafascisti prebellici li perseguitavano e alcuni di loro, fuggiti in URSS, sono stati vittime delle purghe
staliniste. All’Est il proletariato industriale era ridotto, l’economia era prevalentemente agricola. La
Cecoslovacchia è l’unico paese in cui i comunisti hanno una tradizione, è il più avanzato nel campo
dell’industria. Comunisti→più forti in periodo postbellico grazie alla resistenza al nazifascismo, impersonano
le speranze in un profondo rinnovamento sociale e politico. Da distinguere i casi di Jugoslavia e Albania, hanno
cacciato i nazifascisti da sole. In paesi come Polonia e Cecoslovacchia è possibile che l’influenza URSS sia
stata accettata anche come metodo di protezione da minacce tedesche, secondo una logica panslavista. Elezioni
1945-46 comunisti conseguono discreti successi elettorali, anche grazie alle pressioni dirette/indirette URSS,
ottengono il controllo dei ministeri chiave (interni, difesa e giustizia) in governi di coalizione di fronte
patriottico. Questi estendono i poteri dello Stato all’economia, espropriando i latifondi senza concedere
indennizzi, nazionalizzano miniere, industrie e banche. La ricostruzione deve passare dal ridimensionamento
della proprietà privata. La pianificazione economica è affascinante per l’Europa orientale (arretrata rispetto

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all’Europa occidentale). Partiti non comunisti sono in una morsa: non vogliono irritare l’alleato-occupante
URSS, devono cercare l’aiuto economico USA. Per rassicurare gli oppositori e gli scettici, i comunisti
assicurano che non si dovrà passare per la dittatura del proletariato, affermano che sarà necessaria una fase di
democrazia parlamentare, le regioni sono troppo arretrate per diventare subito socialiste. Crescita delle tensioni
in GF, URSS inizia a fomentare le scissioni interne nelle forze non comuniste o a comprarne i dirigenti.
Controlla gli apparati di sicurezza e dell’esercito, inizia a perseguitare gli oppositori e i dissenzienti (accusati
di spionaggio con gli occidentali). I comunisti locali si impadroniscono del potere e attraverso elezioni non
libere prendono tra l80% e il 90% dei voti. 1947-49 nascono nell’est (Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria,
Bulgaria, Romania e Germania orientale) dei partiti autoproclamatisi socialisti o di democrazia popolare,
ispirati al modello leninista-stalinista: no pluralismo. Si scatenano violente epurazioni, autori e opere sono
messi all’indice, con la tortura si ottengono false confessioni e si inscenano progetti farsa. Uno dei più famosi:
Nikola Petkov, leader del Partito agrario bulgaro, dopo aver combattuto contro i nazifascisti denuncia la
repressione comunista, che considera peggiore di quella fascista e chiede la restaurazione delle libertà civili e
politiche. Non ha diritto di difesa, accusato di complotto vs lo Stato, impiccato nel settembre 1947, dopo la
morte viene pubblicata una falsa confessione. Si moltiplicano i campi di lavoro forzato, vengono perseguitati
anche sacerdoti, vescovi e cardinali, solo in Polonia la Chiesa cattolica conserva libertà. Intellettuali e
artisti→stessa sorte. Aprile 1948 USA, UK e Francia si incontrano senza URSS a Londra e decidono di dare
vita a uno Stato tedesco occidentale, la Germania è una componente importante della comunità occidentale,
chiamata a contrapporsi al nemico. URSS guarda con preoccupazione alla ricostruzione di uno Stato tedesco
filooccidentale, teme che gli USA avvallino un rinnovato militarismo tedesco e giudicano l’incontro a Londra
come una violazione degli accordi interalleati del 1945. Giugno 1948 per rappresaglia fa chiudere gli accessi
a Berlino Ovest dalla Germania Ovest: per raggiungere la capitale bisogna passare da 160km controllati
dall’URSS. Europa rischia un nuovo conflitto, gli occidentali decidono di non forzare il blocco e organizzano
un ponte aereo per rifornire i berlinesi dei territori occidentali assediati. Maggio 1949 Stalin si arrende e riapre
le vie di comunicazione. Maggio 1949 si costituisce nell’area occidentale la Repubblica Federale Tedesca
(RFT), stato democratico filooccidentale, include Berlino Ovest, la capitale è Bonn. 7 ottobre 1949 nasce la
Repubblica Democratica Tedesca (DDR), regime comunista di stampo URSS, capitale un sobborgo di Berlino
Est, Pankow. I due Stati non si riconoscono reciprocamente, i due eserciti presidiano la città.

2.
Occidente→i paesi oltrecortina (di ferro) dell’Europa orientale sono definiti satelliti URSS. Su modello URSS
vengono varati piani quinquennali, l’industria pesante viene preferita, nazionalizzati l’industria e il commercio.
Campo industriale: risultati notevoli, crescita pari a quella occidentale (sistema basato sull’uso intensivo della
manodopera a basso costo). Diffusi miti URSS, la campagna di emulazione socialista riprende lo
stachanovismo, gli operai migliorano la loro produzione. In Ungheria il Movimento dei dieci minuti richiede
ai lavoratori di arrivare a lavoro 10’ prima, all’orario di inizio tutto deve essere pronto. Il lavoro a cottimo
chiede prestazioni sempre maggiori, gli straordinari non sono pagati, i salari diminuiscono, negato il diritto di
sciopero. La modernizzazione funziona da trampolino sociale, i contadini hanno condizioni di vita migliori
come operai; i progressi dell’industrializzazione generano funzionari e impiegati, che trovano lavoro grazie
all’espansione dei servizi. La mobilità contribuisce a creare consenso MA l’agricoltura viene sacrificata agli
interessi industriali. Le autorità iniziano a prelevare i raccolti con la forza, si scatenano rivolte contadine, la
repressione è feroce (decine di migliaia di deportati, processati e internati). Di fronte a tali proteste i governi
negli anni ’50 abbandonano il progetto di collettivizzazione della terra. La sfera economica è in relazione con
quella politica. I comunisti immaginano uno sviluppo per stadi successivi, il primo è quello delle democrazie
popolari, si pensa che in futuro si arriverà alla società interamente comunista. Legame che unisce gli Stati
dell’est all’URSS è simile per certi versi tra paesi occidentali e imperi: dipendenza politica + economica. In
Germani l’URSS requisisce macchinari, impianti e strutture finanziarie, mentre i trattati commerciali sono
asimmetrici. Su questa base funziona dal 1949 il COMECON (Consiglio di mutua assicurazione economica),
si occupa di regolare il tasso di cambio delle monete e il commercio nell’area del rublo, limitazione dei consumi
interni. URSS rafforza il proprio controllo sulle economie dei paesi controllati. 1947 nasce il COMINFORM
(Ufficio informazione dei partiti comunisti), riedizione del COMINTERN, sciolto nel 1943, deve coordinare i
partiti comunisti orientali e quelli forti in Occidente, i patiti “fratelli” devono essere controllati dall’URSS. I
governi orientali possono essere distratti dal nazionalismo MA devono sempre proteggere la patria del

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socialismo, l’URSS. Le polizie politiche mantengono le popolazioni su quella strada. Anch’esse devono
rispondere in prima istanza all’URSS e in via subordinata alle autorità nazionali. Comunisti troppo
indipendenti vengono epurati su base di false accuse. Jugoslavia dimostra il pericolo di allentare il controllo
URSS, Tito si presenta come l’uomo che è riuscito a liberare il proprio paese senza l’aiuto dell’URSS e come
colui che ha posto fine all’odio etnico con una soluzione federale. Tito cerca l’allontanamento da Mosca anche
con la creazione di una federazione degli Stati balcanici. 1948 Jugoslavia allontanata dall’URSS e dal
COMINFORM a causa delle tensioni. Stalin nega l’intervento militare: come spiegare l’occupazione di un
paese comunista? + le armate sono molto forti. Jugoslavia si impegna in piani quinquennali,
industrializzazione, distribuzione della terra, creazione di fattorie collettive. Simile a NEP: apertura
all’economia privata, relazioni commerciali estese all’Occidente, creazione di cooperative di produzione,
autogestione operaia e decentramento amministrativo. Il nord (Slovenia, Croazia) è più ricco; Serbia è
prevalentemente agricola con nuclei industriali; Bosnia, Montenegro e Macedonia sono povere. La
conflittualità etnica e religiosa diminuisce. Il dominio comunista è indiscusso, spietata persecuzione di
avversari e dissidenti.

3.
In URSS è difficile dire quanto il governo goda del consenso dei cittadini, secondo studi di sociologi USA,
accettano i principi del sistema, ma ne rigettano alcune applicazioni (es. polizia politica è invadente).
Esperienza significativa→Aleksandr Solženicyn: famiglia cosacco-ucraina agiata, nonno materno arrestato nel
1930. Aleksandr si forma nell’ideologia comunista, fa studi universitari, si arruola volontario vs i nazisti. Spera
che i sacrifici fatti possano portare a una liberalizzazione. 1945 critica Stalin in una lettera a un amico, viene
scoperto e condannato a 8 anni di lavori forzati. Inizio GF→ripresa degli aspetti più tirannici del regime
stalinista, emanati decreti severissimi, es. (giugno 1947) qualsiasi attentato ad una proprietà dello Stato o di
un kolchoz è punito con 5-25 anni di internamento, dei ragazzi vengono condannati a 8 anni di reclusione per
aver rubato dei cetrioli, cose simili succedono a 1.3mln di persone. Continua la deportazione (in Siberia e
Kazakistan) di chi rifiuta la sovietizzazione e la collettivizzazione. 1953 i gulag contengono 2.5 mln di detenuti.
Il KGB (Comitato di sicurezza dello Stato), polizia segreta sovietica, esercita un potere esorbitante. Lavrentij
Berija, anima nera del KGB, cresce in influenza politica e gli viene affidato il coordinamento dei lavori per
realizzare la bomba atomica, nonostante ciò teme che Stalin possa rivoltarglisi contro.
Hannah Arendt in “Le origini del totalitarismo” pone attenzione all’universo concentrazionario, pensa che la
condizione umana nei campi di concentramento identifica il carattere specifico del totalitarismo sia nazista sia
stalinista. In comune i due sistemi hanno una spietata volontà punitiva verso il nemico (razziale,
nazismo/ideologico, stalinismo e nazismo). Analoga anche l’ambizione di creare un ordine nuovo +
legittimazione della distruzione di ogni resistenza.
Il nazismo si impegnava a sterminare gli individui “inutili” perché erano una zavorra, un peso morto; il nemico
era tale per quello che era, trattati ugualmente adulti e bambini. Nel comunismo sovietico della fase stalinista
la discriminazione e persecuzione sono su base ideologica, il nemico è tale per quello che fa/pensa. Differenza
riconoscibile anche nel diverso carattere dei campi di concentramento: in quelli nazisti si entrava per morire,
in quelli staliniani si entra per essere (teoricamente) rieducati. Ciò non significa che nei gulag non si muoia,
ma se si resiste alla fame, al freddo e alle torture si può anche uscire. Scopo: realizzazione del grande progetto
socialista, non modificare la composizione etnica. Sotto alcuni aspetti lo stalinismo si spinge oltre il nazismo:
in Germania erano minacciati “solo” gli oppositori e le minoranze, in URSS il terrore è uno degli strumenti
più efficaci per imporre la volontà del potere. Le purghe/epurazioni possono colpire chiunque, anche i dirigenti.
Vengono generate voci di congiure e tradimenti, nessuno è al sicuro, il potere controlla e interviene
liberamente.
Marzo 1953 muore Stalin, nel paese e all’estero c’è grande emozione e cordoglio, si ricorda come padre della
patria, colui che ha salvato il mondo dai nazisti (non come tiranno sanguinario). Sollievi in gulag e tra i membri
dell’élite, timorosi del ritorno dell’era delle purghe. Il cambiamento si senta già a giugno, quando a Berlino
Est scoppia una protesta operaia contro l’intensificazione delle ore di lavoro e per chiedere elezioni libere con
voto segreto. Viene soffocata dall’esercito, ma ai vertici si pensa che qualcosa debba cambiare. Berija elabora
progetti audaci di amnistie e riforme liberaleggianti: liberate dal gulag più di 1mln di persone + critica il culto
della personalità. Viene però arrestato e fucilato, l’oligarchia che governa il paese vuole impedire alla polizia
segreta di dominare col terrore il partito + vuole mettere fine al passato, proponendosi di esercitare il potere in

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maniera collegiale, regolando i contrasti interni senza spargimenti di sangue. Contrasti tra partito e Stato, tra
il segretario generale del PCUS Nikita S. Chruščëv e il capo del governo Malenkov, il quale deve dimettersi e
nel 1955 lascia il posto al più malleabile Bulganin. Chruščëv→famiglia povera, dopo la Rivoluzione combatte
nell’Armata Rossa e, entrato nel partito, sostiene Stalin. Anni ’30 ascesa ai vertici dell’organizzazione, 1935
segretario a Mosca e 1939 segretario del Presidium del Soviet supremo. Durante le purghe guida la liquidazione
delle opposizioni in Caucaso e Ucraina, durante la IIGM è commissario politico sul fronte di Stalingrado. È
un uomo interno al sistema, i suoi colleghi lo considerano il primus inter pares (primo tra uguali). È lui però
a denunciare i danni inflitti dal gulag alla società, denuncia il sistema staliniano, lo considera una macchian
incontrollabile e del tutto arbitraria in cui nessuno è al sicuro.

4.
1955 URSS consente la riunificazione dell’Austria (anch’essa divisa tra i 4 vincitori) e lasciano che si organizzi
in forma democratica all’occidentale in cambio della dichiarazione di neutralità. Stessa cosa proposta nel 1952
alle altre 3 potenze circa la Germania, sperando che i tedeschi si avvicinassero all’URSS, proposta bocciata
dai vincitori. Germania e Berlino sono il simbolo della GF. 1955 la Germania federale aderisce alla NATO;
URSS e gli alleati dell’est sottoscrivono un’alleanza militare, il patto di Varsavia. I due blocchi si schierano
simmetricamente uno vs l’altro, Chruščëv però cerca una coesistenza pacifica. 26 febbraio 1956 celebrato il
XX congresso del Partito comunista dell’URSS. Viene ritirata la scomunica a Tito, URSS comprende che un
comunista può essere neutrale al conflitto senza essere considerato un nemico. Chruščëv afferma il principio
di policentrismo, i PC dei diversi paesi possono seguire strade diverse, viene quindi sciolto il COMINFORM.
Alla fine del Congresso Chruščëv pronuncia un rapporto segreto su Stalin e i suoi crimini. Il paese desidera
benessere, l’élite vuole superare la dittatura personale e limitare i poteri alla polizia politica, per Chruščëv è
necessaria una destalinizzazione. Ribadisce la validità del leninismo, non mette in discussione la prima fase
del potere sovietico (anche collettivizzazione forzata). Problema: aperture improvvise possono scatenare
dinamiche incontrollabili. I risultati del congresso incoraggiano le dissidenze dei paesi “satelliti”, es. estate-
autunno in Polonia si ha da un lato la rivolta operaia e dall’altro l’ascesa al governo, col consenso di Chruščëv,
di Władisław Gomułka. Quest’ultimo, prima di accettare l’incarico, chiede e ottiene la sospensione dei progetti
di collettivizzazione della terra, fine del controllo dell’esercito URSS su quello polacco e libertà per la Chiesa
cattolica. In Ungheria Chruščëv favorisce l’ascesa al potere di Imre Nagy, che propende per politiche
riformatrici e di tutela agli interessi nazionali. Nagy→primo ministro nel 1953, troppo rivoluzionario, dimesso.
1956 viene richiamato al governo, incoraggiato dalle riforme polacche coinvolge i dirigenti di disciolti partiti
non comunisti e pone fine al partito unico. URSS si preoccupa, l’Ungheria può sembrare all’Occidente un atto
di debolezza, Chruščëv interrompe il ritiro delle truppe URSS. Budapest viene scossa da manifestazioni
popolari di protesta con scontri armati tra filocomunisti e anticomunisti, Nagy proclama la neutralità
dell’Ungheria e l’uscita dal patto di Varsavia, interviene l’Armata Rossa che stronca la resistenza ungherese.
Vene restaurato un governo comunista di stretta osservanza URSS, Nagy arrestato e impiccato. Impossibile
l’evoluzione del sistema verso i principi di pluralismo e indipendenza nazionale. Agosto 1961 i sovietici
costruiscono un muro, una barriera fortificata, a Berlino (città simbolo della GF) per bloccare il flusso di
persone che si rifugiano a Berlino Ovest. Alcuni provano a scavalcarlo, c’è chi ci riesce e chi viene
imprigionato o ucciso. Rinnovamento in URSS→fine delle persecuzioni di massa, aumento della produzione
di beni di consumo, apertura all’iniziativa privata. Molti dirigenti compromessi col passato vengono epurati e
le vittime riabilitate. Chiusi molti campi di lavoro, i detenuti tornano a casa grazie ad amnistie, abolito il divieto
di sciopero, proibite violenza e tortura per ottenere confessioni, gli imputati hanno diritto ad assistenza legale,
i dibattimenti devono essere pubblici. Svolta post-totalitaria, non liberale. Gli antisovietici sono perseguitati,
no equilibrio tra poteri, forze diverse non possono competere per il governo. Nei paesi satelliti e in URSS il
comunismo fa anche qualcosa di buono (nonostante prometta molto di più) MA le politiche attivate continuano
a puntare sullo sviluppo dell’industria pesante, sulla produzione di acciaio e altri materiali di base,
sottovalutando l’industria manufatturiera (quindi no prodotti di consumo qualitativamente/quantitativamente
accettabili). La comunicazione tra primo e secondo settore è problematica. A ogni modo, è grazie a questo
sforzo che URSS consegue successi nel campo dell’industria tecnologica e degli armamenti e supera gli USA
nella “gara” allo spazio. Fine 1957 lanciate due astronavi Sputnik, primavera 1961 parte la Vostok 1, che
porta un essere umano per la prima volta, Juri Gagarin in poco più di 100’ compie un’orbita attorno alla Terra.
Industrializzazione: 20mln di persone da campagna a città. Passi avanti dal punto di vista sociale e culturale→

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introduzione del servizio sanitario nazionale; assegni familiari; assistenza all’infanzia; liberalizzazione
dell’aborto; le donne entrano massicciamente nel mondo del lavoro (però salari inferiori a quelli maschili,
come in Occidente); il sistema scolastico e universitario rende l’istruzione accessibile a molti più studenti. I
figli di operai hanno quote riservate per essere ammessi all’università o negli impieghi pubblici, le differenze
di reddito si attenuano. Il sistema comunista garantisce poca o nessuna libertà politica, sviluppo economico e
tecnologico, equità sociale.

5.
Repubblica popolare cinese→gigante comunista. La Cina è di antica civiltà, sottosviluppato e appena
emancipatosi dal colonialismo, vuole tornare protagonista mondiale. La rivoluzione comunista cinese
restituisce fiducia all’antico impero, recupera legittimità nei confronti del popolo. I comunisti spazzano via i
residui occidentali dal territorio. URSS propone un modello alla Cina, e insieme ad esso fornisce crediti, tecnici
e tecnologie. Il sostegno viene usato per migliorare il modello originario, miglior equilibrio tra agricoltura e
industria. Obiettivo: risposta efficace ai 300mln di contadini, la riforma agraria annienta la rendita fondiaria e
la borghesia rurale. La Cina comunista consegue successi analoghi all’URSS nella scolarizzazione di massa,
nell’emancipazione femminile e in altri aspetti della modernizzazione. Segue l’esempio stalinista/leninista:
eliminazione del pluralismo ideologico/politico. Dal 1957 le esigenze dell’agricoltura vengono trascurate in
favore di uno sforzo di industrializzazione rapida, il Grande balzo in avanti (si pensa che economia e società
si possano cambiare solo con la volontà). Il sogno di poter aumentare la produzione solo grazie a un maggiore
impegno produttivo provoca una grave carestia (non ci sono i mezzi necessari), 10mln di morti. Negli anni
successivi le scelte vengono corrette, l’economia si riprende. Mao non viene considerato responsabile, ma
rinuncia momentaneamente alla gestione diretta del potere politico. Altra causa della crisi: ritiro di tecnici e
capitali URSS causato dalla rottura dei due paesi→1956 i cinesi iniziano accusare Chruščëv di tradimento e
revisionismo, a causa delle politiche di destalinizzazione e coesistenza pacifica con USA. In realtà ci sono
conflitti d’interesse e di interesse, 1960 formale denuncia dei trattati di amicizia tra i due paesi.

CAPITOLO 25 (L’OCCIDENTE E GLI ALTRI)

1.
1950-73→età dell’oro dell’economia mondiale, la ripresa postbellica è trainata dagli USA, Europa occidentale
e Giappone seguono, anni ’50-’60 la loro produzione aumenta a velocità maggiore degli USA (il livello di
potenza USA è più elevato in partenza, le altre potenze recuperano velocemente). Si diffondono i metodi di
produzione di massa, come il fordismo. Si presentano in forma radicalizzata i cambiamenti come la crescita
della classe operaia e calo della manodopera agricola. Novità: crescita dell’incidenza percentuale del settore
terziario (commercio+ servizi). Aumento della disponibilità di beni/servizi→miglioramento della vita delle
persone, cresce il livello di istruzione, emancipazione femminile, diminuzione della mortalità infantile ecc.
Fine della guerra→boom demografico, da oltre 2mlrd di persone nel 1950 si passa a oltre 4mlrd nel 1970 nel
mondo, anche grazie ai miglioramenti in igiene e medicina e migliora alimentazione. Un ruolo importante lo
hanno le innovazioni tecnologiche, come l’automazione, basata sul principio per cui delle macchine fanno
lavorare altre macchine, riducendo la necessità di intervento umano. Ciò aumenta l standardizzazione e la
serializzazione dei prodotti, tratto tipico del fordismo. Cresce la produttività, abbattimento dei costi. Politiche
volte a facilitare scambi commerciali + stabilizzazione della moneta = aumento delle imprese multinazionali,
crescita della competitività, abbassamento ulteriore dei prezzi. Maggiore disponibilità delle materie prime e
abbattimento del loro costo→grande rilievo, fino a questo momento il costo più alto erano le materie prime.
Con la crescita degli scambi commerciali, le nuove tecniche estrattive ecc. la disponibilità di materie prime
diventa più abbondante. Il riconoscimento dei diritti dei lavoratori e l’aumento dei salari stabiliti dagli accordi
coi sindacati accrescono il costo del lavoro. Con il tempo diventa più economico acquistare invece che
produrre. Anni ’50-’80 la società dei consumi si impone anche in Europa e Giappone, oltre che USA. In Europa
si passa alla società del benessere, meno del 50% del salario viene speso in alimenti, si possono acquistare beni
di consumo.

2.

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Dopoguerra→USA lancia all’Europa una sfida modernizzatrice imperniata su mercato e modelli di consumo,
stili di vita ecc. Non è però completamente liberalismo, l’economia ha successo anche grazie a interventi statali,
aumento spesa pubblica. Il modello europeo-occidentale punta di più rispetto a quello USA sull’idea dello
Stato sociale o welfare state: sostegno dello Stato ai cittadini in campo pensionistico, sanitario e educativo,
particolare riferimento ad anziani, giovani e classi disagiate. Relazione tra keynesismo e welfare state→il
primo spiega che la spesa pubblica è sostenibile e necessaria per sostenere l’economia, il secondo indica i
settori in cui tale aumento è più opportuno. Welfare state è stato ideato in fase recessiva, 1929. Anni ’30 si
delineano due modelli democratici di Stato interventista e sociale: il New Deal e le esperienze laburiste-
socialdemocratiche. 1938 il laburismo neozelandese dà vita a un sistema sanitario nazionale rivolto alla
popolazione e coi costi coperti dal prelievo fiscale. Primi anni ’30 nascono le socialdemocrazie scandinave
(Svezia, Danimarca e Norvegia): partono dall’idea di dover costruire la “casa del popolo”, società basata
sull’uguaglianza, il rispetto reciproco, l’armonia e la collaborazione. Ampliano le fasce di popolazione
destinatarie di forme di previdenza, come le pensioni popolari. Obiettivo: abbattere le barriere sociali e offrire
pari opportunità. Ci sono alcune somiglianze tra le misure eugenetiche svedesi e quelle naziste: motivate da
preoccupazioni demografiche simili, tentativo di contenere il calo delle nascite. Vengono introdotte misure a
favore di famiglie numerose, come assegni famigliari, pasti nelle scuole, assistenza medica gratuita. Ritengono
però che lo Stato possa solo sollecitare l’individuo, non obbligarlo (≠nazismo e fascismo).
UK→sistema più noto di welfare state, prende vita nel dopoguerra col piano Beveridge, definito per ordine di
Churchill dall’economista William Beveridge tra 1942-44. Scopo: mostrare all’opinione pubblica che anche la
democrazia è in gradi di tutelare i diritti sociali. Beveridge (riformatore liberale, paradossalmente) assegna allo
Stato il compito di risolvere i “mali sociali” che impediscono lo sviluppo democratico della società. Soluzione:
riconoscimento del diritto universale all’accesso ad un servizio sanitario nazionale; nella piena occupazione;
nell’istruzione secondaria universale; capacità dello Stato di erogare sussidi/assegni familiari; garantire i
lavoratori contro malattie, vecchiaia e disoccupazione. Obiettivo: bandire la miseria + un alto livello di
prestazioni sociali contribuisce a stabilizzare il potere d’acquisto dei lavoratori. 1945→governo laburista,
facilitazione delle misure del piano Beveridge: si distribuiscono piatti e latte nelle scuole, istituito il sistema
sanitario nazionale, nazionalizzate la Banca d’Inghilterra e le imprese strategiche, introdotti il salario minimo,
fiscalità attenta alla redistribuzione della ricchezza, impegno a raggiungere la piena occupazione.
Assicurazioni in caso di malattia, infortuni su lavoro, pensioni e indennità sono coperte dal contributo dello
Stato, degli imprenditori e lavoratori. 1951 conservatori al governo, non smantellano il welfare state MA
trasporti e industria siderurgica tornano in mani private. Estensione del welfare→coerente. L’estensione dei
diritti è spesso legata alle grandi guerre, perché le vecchie gerarchie sociali sono in crisi + i sacrifici popolari
meritano una ricompensa (riconoscimento nuovi diritti). Difficoltà comuni→ostilità verso i privilegi dei pochi.
Novità: nel 2° dopoguerra la libertà è intesa anche come opportunità che lo Stato offre ai cittadini (non solo
libertà da costrizioni). Concetto di welfare universalista (garantito a tutti) consente alle socialdemocrazie di
indicare un proprio modello di socialismo possibile. Punta a riconoscimento di diritti sociali, civili e politici,
non esclude la nazionalizzazione di settori economici chiave e si alimenta della grande espansione dei
sindacati, accompagnata dalla nascita della Federazione sindacale mondiale. Riferimenti ai diritti sociali
anche nella Costituzione italiana, tedesca e francese.

3.
Germania e Italia→discontinuità istituzionale, rompono con l’eredità del nazifascismo. Vero suffragio
universale col voto alle donne: in Francia nel 1945, in Italia nel 1946, in Belgio nel 1948, in Grecia nel 1952.
Ultimi sono Svizzera nel 1971, Portogallo nel 1976 e Liechtenstein nel 1984. Sistema elettorale proporzionale
(in diversi paesi come Francia e Italia) concede alle minoranze una robusta rappresentazione nelle istituzioni
parlamentari MA ha anche difetti, i partiti hanno difficoltà ad ottenere più del 50% dei voti, quindi nascono
governi di coalizione, spesso precari. UK ha sistema elettorale maggioritario, favorisce i due grandi partiti e
rende difficile l’accesso al Parlamento a candidati di gruppi minori. Germania federale adotta una legge
elettorale proporzionale con un premio di maggioranza che riduce la frammentazione politica in Parlamento.
UK unico paese in cui vincono i conservatori: il Partito conservatore prevale sui laburisti 1951-64, con
Churchill, poi Anthony Eden e infine Harold MacMillan. Altrove prevalgono partiti cattolici: in Italia la DC,
in Francia il Movimento repubblicano popolare (MRP), in Belgio il Partito cristiano sociale (CSP), in
Germania l’Unione cristiano-democratica (CDU) e l’Unione cristiano-sociale bavarese (CSU). De Gasperi

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guida il governo italiano dal 1953. Konrad Adenauer (cattolico antinazista) mostra grandi capacità in Germania
tra il 1949-63. Sinistra→punto di forza area scandinava, UK i laburisti governano dal 1945-51, opposizione
fino al 1964. Germania federale la sinistra si identifica col Partito socialdemocratico, al governo dal 1966 in
coalizione con la CDU. Sono partiti di ispirazione occidentalista e riformista, quello tedesco nella conferenza
di Bad Godesberg (1959) rinuncia al marxismo per allontanarsi dal comunismo. Partiti comunisti (e
filosovietici) hanno largo seguito in Italia e Francia, nel 1947 vengono esclusi dagli esecutivi di coalizione in
cui sono inseriti, per decenni non tornano al governo. Conservano seguito e peso politico, conquistano
l’egemonia della sx e impediscono il consolidamento di partiti socialdemocratici. Come sono sopravvissuti i
PC sul fronte USA durante la GF? Sono profondamente radicati nelle società nazionali postbelliche, hanno
partecipato in prima fila alla Resistenza, contribuito alla nascita della democrazia postbellica, incarnano le
speranze popolari.
Alcuni paesi vogliono costruire una realtà sovranazionale europea, non ci sono più le rivalità che hanno
storicamente diviso il Vecchio continente. Precedente→Manifesto di Ventotene, 1941 stilato da Altiero
Spinelli e compagni. In questo documento si è cominciata a prefigurare una prospettiva federalista, Stati Uniti
d’Europa. 1943 anche Luigi Einaudi ha affrontato il discorso ma ha immaginato che gli Stati non avrebbero
ceduto la propria sovranità, ha quindi proposto un federalismo economico fondato sul libero commercio. Dopo
scoppio GF→USA considerano con interesse la possibilità di integrazione europea, vantaggi: Germania può
tornare una nazione libera; il blocco sovietico può essere fronteggiato senza dipendere completamente da USA;
libero mercato regolerebbe l’economia. Europa dovrebbe creare una “terza forza” militare indipendente da
USA. USA vogliono che sia UK la guida dell’Europa, ma la Francia nel 1951 si fa prima promotrice di una
Comunità economica del carbone e dell’acciaio (CECA), che unisce Francia, Germania federale, Italia,
Belgio e Lussemburgo. All’accordo economico non si affianca quello militare, la Francia boccia il progetto di
Comunità europea di difesa (CED), teme di essere ancora più subordinata agli USA. Viene creata un’area di
libero scambio, la Comunità economica europea (CEE) nasce a Roma, 25 marzo 1957 tra Francia, Germania
federale, Italia, Belgio, Lussemburgo e Olanda. Nasce il Mercato comune europeo (MEC) in cui circolano
lavoratori, merci, capitali e servizi liberamente. UK non aderisce perché non si sente europea +vuole coltivare
relazioni economiche coi paesi del Commonwealth e USA. Germania federale aderisce, è debole e tutta
l’Europa è pronta a insorgere se sospetta la rinascita dell’egemonismo tedesco. In Europa unita diventa un
gigante economico, surclassa UK per produzione (incremento del 100%), PIL tedesco aumenta del 6%/anno.
Tre punti di forza in Germania post 1945: no élite tradizionaliste e guerrafondaie (Junker), ci sono grandi
risorse culturali; ampia disponibilità di manodopera (tedeschi espulsi dall’Europa orientale, italiani, turchi
ecc.); ruolo di baluardo della Germania nei confronti dell’est comunista.

4.
USA→fieri della tradizione democratica, pensano di essere la giusta guida per l’occidente liberale e
capitalistico. Incubo nucleare è un’angoscia per il paese, le famiglie costruiscono rifugi antiatomici. La
paranoia del nemico interno coinvolge anche gli USA: maccartismo, termine derivato dal senatore
repubblicano Joseph McCarthy, il quale dal 1950 ha un gran ruolo nella campagna dei conservatori, volta a
denunciare gli elementi antiamericani. Maccartismo accusa sindacalisti e intellettuali di sinistra, cominciando
da quelli impegnati nell’industria cinematografica di Hollywood. In pubblica amministrazione ha come
bersaglio l’ala liberal già rooseveltiana. McCarthy accusa l’esercito e si inimica i moderati del suo partito,
cominciando con Eisenhower che nel 1954 lo costringe alle dimissioni. Rimane in vigore l’Internal security
act, approvato dal Parlamento nel 1950 dopo aver superato il veto Truman, che permetteva di indagare
chiunque fosse sospettato di filocomunismo. FBI svolge all’interno un ruolo analogo alla CIA all’estero: cerca
traditori, spie ecc. Uno dei processi più famosi: Julius e Ethel Rosenberg, ebrei di sinistra, una sentenza li
condanna a morte nel 1951. Il paese sente come antiamericane l’ideologia comunista e quella socialista in ogni
sua forma, compresa quella socialdemocratica moderata. L’ostilità coinvolge i partiti politici, i sindacati della
confederazione AFL-CIO, giornalismo e televisione e opinione pubblica. Elezioni presidenziali 1956 i 3
candidati che si richiamano al socialismo prendono pochi voti, nella guerra vs il comunismo tutti si sentono
chiamati a rimanere patriotticamente compatti, USA si sente una comunità solidale composta da produttori e
consumatori, non classi contrapposte. Secondo Charles Wilson, direttore della General Motors gli interessi
dell’azienda e del paese si identificano. GM ha il primato automobilistico mondiale, l’auto è simbolo della
produzione di massa con gli elettrodomestici. Fede nel mercato→componente importante dell’ethos nazionale

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USA. Il sistema di welfare è più ridotto negli USA rispetto all’Europa. USA non abbandona i dubbi tipici del
liberismo verso l’intervento statale nel sociale. USA puntano su interventi limitati e temporanei, si
concretizzano solo se il cittadino non ce la fa da solo. Le differenze sociali sono più forti che in Europa
occidentale, ai vertici della società c’è una ristretta élite finanziaria (solo uomini) selezionata attraverso le
grandi università. Al centro stanno da una parte i white collars, dall’altra i blue collars, operai della grande
industria. Molti figli di immigrati entrano nei ranghi della media borghesia; neri, latino-americani e altre
minoranze sono considerati inferiori. Povertà→controbilanciata dall’aspettativa di poter migliorare lo status. I
film hollywoodiani rendono familiari a tutti le sezioni del paesaggio metropolitano USA. Meno noti sono i
contesti provinciali del West e del Middle West. Un posto a sé nell’immagine degli USA ce l’ha il profondo
sud, economicamente arretrato, afflitto dalla questione razziale (legislazione basata sull’apartheid).

5.
Gennaio 1961 Eisenhower alla fine del mandato presidenziale mette in guarda circa il pericolo per la
democrazia rappresentato dal “complesso militar-industriale” (interessi legati agli apparati di sicurezza e
all’industria bellica).
Gli succede il candidato repubblicano Richard Nixon, avvocato californiano, chiamato “Tricky Dicky”.
Conquista legittimità politica come vicepresidente di Eisenhower e incontrando (agosto 1959) Chruščëv a
Mosca ad un’expo di produttori americani, nel padiglione delle cucine. La discussione viene registrata e
trasmessa dalla tv USA e URSS (censurata in parte), passa alla storia come kitchen debate. Dimostra che il
nuovo clima di coesistenza pacifica non esclude la competizione ideologica e morale. Chruščëv prevede che
in futuro un’economia basata sulla produzione di “gadget inutili” crollerà, richiama i successi URSS in campo
missilistico. Nixon sottolinea la loro arretratezza in quello dei consumi e rileva che gli elettrodomestici
svolgono una funzione importante nel progresso della civiltà. Non ci crede chi sostiene che i problemi dei paesi
sottosviluppati siano dovuti alla dipendenza economica nei confronti dei paesi sviluppati e allo scambio
ineguale tra materie prime e manufatti occidentali. Le tesi terzomondiste hanno successo tra gli intellettuali di
sx, soprattutto tra i neomarxisti (es. Arghiri Emmanuel e Samir Amin), per loro il mercato è un problema da
risolvere, l’accrescimento del ruolo dello Stato è la soluzione. Terzomondismo tende a una linea
antioccidentale e antiamericana, parole chiave: neocolonialismo e imperialismo. USA→no colonie (a parte le
Filippine), ma in Messico e America latina hanno seguito una linea di condotta imperialista, continuano su
questa linea in Nicaragua e Guatemala. È possibile che le scorribande della CIA abbiano l’intento di tutelare
gli interessi delle multinazionali USA (es. in Medio Oriente), ma gli interessi nelle aree più “calde” della GF
(es. Estremo Oriente) hanno altra natura: la contrapposizione ideologica al comunismo pesa quanto, se non di
più degli interessi economici.
Termine neocolonialismo→utile per descrivere la situazione in Africa nera, dove la decolonizzazione è più
tardiva. Caso più discusso è quello del Congo belga, indipendente nel 1960. Il suo primo presidente, Patrice
Lumumba, vuole diminuire lo strapotere dell’Union minière, società belga che produce nella regione del
Katanga l’uranio per le bombe atomiche, motivo per cui gli USA lo accusano di filocomunismo. L’Union
minière reagisce foraggiando un governo separatista nel Katanga, il quale nel 1961 lo fa assassinare. La CIA
si mobilita per trovare un successore malleabile, lo individua nel sanguinario dittatore Joseph Mobutu. Il peso
del passato è forte in Africa nera, es. Sud Africa e Rhodesia mantengono sistemi di apartheid, monopolio del
potere di minoranze bianche. In altre zone il colonialismo crea frontiere artificiose, mettendo
assieme/dividendo gruppi umani + alimenta i conflitti tribali e si dimostra disinteressato a sanare le situazioni
di sottosviluppo. Spesso ciò si concretizza in conflitti, movimenti separatisti e dittature. La disgregazione
politica e culturale causata dall’occupazione, la corruzione che gli occidentali esercitano sulla classe politica
delle ex colonie, l’interventismo frequente per impedire il raggiungimento dell’autonomia contribuiscono a
ostacolare lo sviluppo in Africa.

6.
Medio Oriente→area in cui l’egemonia USA è messa in discussione. 1956 momento di svolta, in Egitto si
consuma la guerra del canale di Suez, ultimo atto colonialista.
1950 gli Stati arabi a ordinamento monarchico (Egitto, Giordania, Iraq, Arabia Saudita, Marocco e Libia)
seguono una linea tradizionalista in politica interna e filooccidentale in politica estera. Sono retti da dinastie
che in passato hanno collaborato col governo UK, ci si aspetta che vogliano tutelare gli interessi economici

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occidentali. 1952 Egitto cambia strada con un colpo di Stato dei “liberi ufficiali”, che depongono il re Faruq
e proclamano la Repubblica, della quale diventa presidente uno di loro, Gamal Ab del-Nasser. Vuole avviare
il paese verso la modernità e una reale autonomia: nel 1956 nazionalizza il canale di Suez. UK e Francia
reagiscono con la forza, accordandosi segretamente con Israele, che vuole porre fine agli scontri sul confine
tra israeliani e egiziani. Israele deve attaccare l’Egitto dal confine, in modo da offrire alla Francia l’occasione
di un intervento con truppe aviotrasportate. L’attuazione del piano, da ottobre, è facile militarmente: Israele
occupa la penisola del Sinai e gli anglofrancesi l’area del Canale, l’esito politico è controproducente: levata di
scudi dei paesi del Terzo Mondo e in particolare del mondo arabo. Amministrazione Eisenhower percepisce il
rischio della vicinanza al colonialismo: critica i francesi e chiede il ritiro delle truppe MA il danno è fatto. Da
quel momento USA entra in contrasto col nazionalismo arabo, in particolare con Nasser (negano il sostegno
tecnico-finanziario per la costruzione della diga di Assuan). Conservano come unici interlocutori del mondo
arabo le monarchie tradizionaliste di Giordania, Arabia Saudita e gli Stati petroliferi del Golfo Persico. URSS
minaccia intervento militare per fermare anglofrancesi, diventa protagonista dello scenario mediorientale,
fornisca a Nasser armamenti e il sostegno per la costruzione della diga. 1958 plaudisce al progetto panarabista
che unifica temporaneamente Egitto e Siria nella Repubblica araba unita (RAU). Guarda con simpatia agli
artefici del colpo di Stato in Iraq e Siria. Solidarizza col nazionalismo arabo-palestinese che 1959 formalizza
la nascita con la formazione del Movimento nazionale di liberazione della Palestina (Al-Fatah), guidato da
Yasser Arafat. URSS simpatizza con il FLN Algerino, il cui scontro con il colonialismo francese contribuisce
ad alimentare l’ostilità del nazionalismo arabo nei confronti dell’Occidente. Nazionalismo arabo→autoritario:
nasserismo, baathismo siriano e iracheno, FLN algerino scelgono il partito unico, repressa l’opposizione. Il
protagonista della modernizzazione deve essere lo Stato “forte”. 1961 Nasser è protagonista di una conferenza
a Belgrado che dà seguito a quella di Bandung, creando accanto a Nehru, Sukarno e Tito il movimento dei
paesi “non allineati”. 1961 Siria abbandona la RAU.

7.
Francia è tra i vincitori solo grazie alla resistenza di De Gaulle, conserva ruolo militare e politico. UK e Francia
si dotano di armi nucleari. Accomunate dal colonialismo e dalle sue conseguenze, UK inizia una politica di
decolonizzazione in tempo, mentre Francia si invischia nel conflitto in Indocina. In seguito, il governo si
impegna nella concessione d’indipendenza al Marocco e alla Tunisia (1956), nel frattempo rimane coinvolta
in un’altra guerra coloniale in Algeria. In Algeria sono insediati 1.7mln di coloni europei (pieds noirs) che non
vogliono vivere sotto un governo arabo. La Francia quindi si irrigidisce alla richiesta d’indipendenza del FLN
algerino, che sceglie la strada della lotta armata. Secondo la tradizione intellettuale l’Algeria è parte della
Francia, né sx né dx sono inclini a concessioni. La lotta coinvolge 3 diversi soggetti: il governo francese, il
movimento indipendentista, i coloni con cui simpatizzano i militari impegnati nella repressione. Vengono
deportati 2mln di individui sospettati di sostenere l’FLN. Gli indipendentisti organizzano quindi feroci attentati
terroristici, ai quali i coloni rispondono col controterrorismo. Le autorità militari francesi si macchiano di
torture e atrocità, tra loro si diffonde un gruppo di estrema destra che diventerà una società segreta, l’OAS
(Organisation Armée Secrète). La classe dirigente francese si rende conto dell’ineluttabilità di un ritiro
dall’Algeria, mentre l’esigenza di uscire dall’immobilismo torna a dare fiato alle domande di riforma del
sistema politico. La Quarta Repubblica non dà risposte alle domande, ripropone i difetti della Terza
Repubblica: problemi tipici legati alla legge elettorale proporzionale (governi instabili, litigiosità,
delegittimazione politica). De Gaulle critica la situazione→è di dx ma rispettato come campione di patriottismo
e antinazismo. È favorevole a una legge maggioritaria e a un accrescimento dei poteri dell’esecutivo, 1947 dà
vita al Raggruppamento del popolo francese (RPF). De Gaulle si ritira dalla vita politica in attesa che abbiano
bisogno di lui. 1958 De Gaulle viene chiamato dal presidente della Repubblica René Coty e torna a impersonare
“l’uomo del destino”. Critica la “dittatura parlamentare” e ripropone i progetti di rafforzamento dell’esecutivo
(la sx grida al fascismo). L’Assemblea nazionale vota la fiducia a De Gaulle e gli concede poteri straordinari.
La nuova Costituzione viene sottoposta a un referendum e approvata dall’80% dei francesi. Fine anno→il
parlamento elegge De Gaulle presidente, inizia la Quinta Repubblica. La Francia passa a un sistema
semipresidenzialista, il presidente della Repubblica ha grandi poteri, governa il primo ministro da lui scelto.
Dal 1962 saranno i cittadini a eleggere direttamente il presidente (eleggeranno De Gaulle).

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Nel frattempo, i comandi francesi in Algeria progettano un colpo di Stato per impedire che il governo tratti coi
ribelli, ma De Gaulle fa fallire la sedizione. L’OAS tenta di assassinarlo, nel 1962 De Gaulle sancisce
l’indipendenza dell’Algeria.

CAPITOLO 26 (L’ITALIA REPUBBLICANA DAL 1946 AL 1968)

1.
1945 Umberto di Savoia è luogotenente del Regno d’Italia MA l’Italia deve rimanere monarchia o diventare
repubblica? Il governo è guidato da Bonomi e composto dai membri del CLN che si richiamano alla
democrazia ma non sono stati eletti. Giugno 1945 l’asse sembra spostarsi a sx, nominato presidente del
Consiglio Ferruccio Parri (Partito d’azione, antifascista), l’esperienza governativa dura poco. I moderati non
apprezzano il suo radicalismo: vuole compromettere i funzionari e gli esponenti del potere economico
compromessi col fascismo. Anche il PC conviene che sarebbe meglio puntare sulla DC. Dicembre 1945 Alcide
De Gasperi (DC) diventa presidente del Consiglio. 1943-45 si sono delineati nel CLN due campi politici: a sx
i partiti pro alla repubblica (PSIUP, PCI, Partito d’Azione), al centro c’è la DC (elementi repubblicani e
monarchici) e a dx quelli pro alla monarchia (PLI, Democrazia del lavoro). Forze non nel CLN: a sx c’è il
Partito Repubblicano (PRI), a dx il Movimento dell’Uomo qualunque (UQ, a favore della monarchia). I
neofascisti si muovono in una dimensione clandestina. DC, PCI e PSI impersonano in Italia i “partiti di massa”,
impegnati a presidiare l’intero territorio nazionale. Cattolicesimo sembra un’ancora di salvezza agli strati
sociali che si sono identificati col regime e che ora sono disorientati. Le strutture ecclesiastiche sono rimaste
intatte durante il fascismo, la Chiesa gode di un’influenza molto ampia. DC ha bisogno del suo sostegno dal
punto di vista politico e organizzativo MA l’incontro non è immediato, la DC è nel CLN con forze anti-
ecclesiastiche come il PCI. Il PCI conta sul prestigio derivato dall’antifascismo; ruolo cruciale durante la
Resistenza; mito dell’URSS. L’organizzazione del PCI è stata smantellata dal fascismo, deve ricostruirsi, si
pena di dar vita al “partito nuovo” di cui ha parlato Togliatti nel 1944. Togliatti pensa che il PCI possa
inquadrare milioni di iscritti come aveva fatto il PNF, viene incoraggiata l’iscrizione di tutti i cittadini. 1945
1mln di iscritti, 1946 poco meno di 2mln. Rigorosa disciplina dei PC deriva dalla convinzione che in una
società borghese il proletariato può trionfare solo se unito. La vita del PCI viene regolata dal centralismo
democratico: le decisioni degli organi dirigenti, eletti dagli iscritti, divengono obbligatorie per tutti.
Vantaggio→ messaggio di coesione. Difetto→favorisce il controllo dei dirigenti sui militanti e
l’emarginazione delle idee non omogenee a quella ufficiale. Centralismo democratico traspone l’idea
stalinista/leninista da un contesto di partito unico a uno di pluralismo. I comunisti pensano che l’URSS sia il
paese dell’utopia incarnata, nel quale ci sono veramente giustizia e uguaglianza sociale.
PSIUP conta su una tradizione che il fascismo non ha cancellato ma ha debolezze: ha svolto un ruolo di minore
rilevanza durante la Resistenza; non ha un’organizzazione solida; è lacerato da divisioni interne come nel
primo ‘900. Una corrente maggioritaria sostiene la necessità di un legame col PCI, l’altra vuole inserirsi tra le
socialdemocrazie europee, riformiste e anticomuniste. Pietro Nenni impersona la prima, Giuseppe Saragat la
seconda. Le altre forze politiche hanno un radicamento sociale più tenue e soffrono di divisioni interne: il
Partito d’Azione ha un’ala socialisteggiante guidata da Emilio Lassu e una liberal-democratica guidata da La
Malfa e Parri. Questo partito e la Democrazia del lavoro di Bonomi son destinati a scomparire. Il PRI ha una
posizione stabile, seppur non di grandissimo rilievo, come il PLI. Il forte riferimento al passato si traduce nei
liberali in un elitarismo fuori dal tempo, anche se possono contare sul prestigio di Benedetto Croce. Croce
esprime però l’incomprensione liberale dell’esperienza storica da cui nasce la nuova Italia: il fascismo è stato
solo una parentesi, una momentanea ondata irrazionale.
Le donne→ammesse per la prima volta al voto, i partiti di massa si impegnano nella valorizzazione del loro
impegno in politica. La DC si sente in vantaggio, si pensa che le donne siano tradizionaliste e influenzate dal
clero. Delle donne viene valorizzata la funzione di “cura”, vengono realizzate iniziative a carattere
assistenziale. I partiti di massa concorrono a realizzare cooperative di consumo e produzione; uffici per
l’assistenza legale e medica gratuita; corsi di lingue straniere; scuole popolari e borse di studio. La presenza
capillare nella società aumenta i consensi di DC e PCI. Danno il loro supporto i sindacati, in primis la CGIL
(nata 1944), che raccoglie cattolici, comunisti, socialisti e repubblicani→più definita disciplina per i

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licenziamenti; rappresentanza operaia nelle aziende con le commissioni interne e la scala mobile
(adeguamento del salario al costo della vita).
UQ, animato dal 1944 da Guglielmo Giannini, raccoglie settori dell’opinione pubblica ostili alle sx, diffidenti
verso la DC. Dà voce ai timori dei proprietari. Si erige a rappresentante dell’italiano medio, oppresso prima
dalla dittatura fascista e poi da quella antifascista (esarchia), un uomo “stufo di tutto”. La sua popolarità viene
amplificata dai timori degli impiegati dello Stato e degli enti creati nel ventennio di essere colpiti da sanzioni
contro il fascismo, emesse nel 1943 dal governo Badoglio e nell’anno successivo. Togliatti, ministro di grazia
e giustizia, promulga un’amnistia (giugno 1946): vuole che la Repubblica si presenti come il regime della
pacificazione e della conciliazione dei buoni italiani + vuole lo scarceramento dei partigiani imprigionati per
crimini. Contro: anche i peggiori torturatori della RSI se la cavano senza danni. Emergono i limiti del “vento
del nord”, l’ondata di rinnovamento promossa dalla Resistenza: nelle istituzioni restano annidati nostalgici del
fascismo, che resistono alla democratizzazione, come le forze armate, apparati di sicurezza e corpi di polizia.
Nel 1960 la quasi totalità di prefetti e questori hanno fatto i loro passi decisivi per meriti fascisti.

2.
Gli italiani devono pronunciarsi sulla questione istituzionale “repubblica o monarchia?” con un referendum a
suffragio universale, contemporaneamente devono votare per eleggere un’Assemblea costituente (che stenda
la Costituzione), 2 giugno 1946. Maggio Vittorio Emanuele III abdica formalmente a favore del figlio
Umberto II (volto nuovo slegato dal fascismo). La sx è a favore della Repubblica, la dx della monarchia, la
DC non si pronuncia (orientamenti divergenti).
Al referendum vince la Repubblica (12.7mln di voti), il margine (monarchia ha 10.7mln)è discreto ma ha forte
differenza regionale: monarchia al sud, hanno bisogno di “normalità” e non hanno vissuto la Resistenza;
repubblica al centro-nord, hanno sentito la Resistenza, i partiti di sx stanno ricostruendo il loro insediamento.
I sostenitori della monarchia denunciano brogli nella conta dei voti, la Corte di Cassazione conferma la
legittimità del risultato elettorale. Umberto II parte per l’esilio, a fine mese viene eletto come capo provvisorio
dello Stato Enrico de Nicola, ultimo presidente della Camera prima del fascismo. Risultati elezioni per
l’Assemblea costituente: DC 35%, PSIUP 21%, PCI 19%. La DC raccoglie voti sia in centro-nord sia al sud e
conferma il carattere centrista, i suoi elettori votano in parte per la Repubblica e in parte per la monarchia. La
sx conferma la forza al centro-nord, MA comunisti delusi. UQ raccoglie tutti i consensi al sud, gli azionisti
spariscono dalla scena politica. De Gasperi riceve pressioni, soprattutto dalle gerarchie ecclesiastiche, perché
interrompa la collaborazione tra DC, PCI e PSIUP, ma lui resiste: è in vista la firma del trattato di pace con gli
Alleati, responsabilità da dividere tra tutte le forze politiche; la Costituzione deve essere varata da tutti gli
antifascisti, in particolare per l’inserimento in essa dei Patti lateranensi. L raggiungimento di questi risultati
entro il 1948 permette alla DC di conservare piena credibilità tra i moderati. Febbraio 1947 firmato il trattato
di pace, l’Italia si impegna a pagare riparazione ai paesi aggrediti e rinuncia ai possedimenti africani, al
Dodecaneso, a territori che vanno alla Francia, l’Istria viene ceduta alla Jugoslavia, Trieste diventa “città
libera” sotto controllo internazionale. Maggio De Gasperi pone fine alla fase dei governi di unità antifascista,
non può continuare la coalizione col PCI in un paese sotto l’ala USA. Costituisce un nuovo governo sostenuto
da DC, PLI e qualunquisti. L’Assemblea costituente vota una fiducia di strettissima misura. Viene agevolato
dalla scissione del PSIUP: la componente minoritaria e filooccidentale di Saragat si separa e dà vita al Partito
socialista dei lavoratori italiani, che diventerà Partito socialdemocratico italiano (PSDI), mentre la
componente maggioritaria di Nenni conferma la collaborazione coi comunisti e riprende il nome di PSI. Il
PSDI e i “laici” (repubblicani e liberali) diventano parte della strategia degasperiana, volta a governare con
una coalizione di moderati, dal centro dello schieramento politico, centrismo. PCI e PSI →all’opposizione
MA la collaborazione tra partiti continua nell’Assemblea costituente per la stesura della Costituzione, finisce
nel dicembre 1947, si scioglie. 1 gennaio 1948 in vigore la Costituzione: assegna potere legislativo alle 2
Camere (dei Deputati e Senato) elettive, il capo del governo è nominato dal presidente della Repubblica. La
Costituzione afferma il principio del governo parlamentare, legge elettorale proporzionale (sufficiente 1% per
entrare in Parlamento), si vuole evitare errore della legge Acerbo del 1924. Inevitabili i partiti di coalizione e
il reciproco controllo. Costituzione repubblicana→basata su principi fondamentali liberal-democratici garantiti
dallo Statuto albertino: garantisce i diritti civili (uguaglianza di fronte alla legge, libertà ecc.) e riconosce i
diritti politici + è innovativo il riconoscimento dei diritti sociali (pari opportunità). Rottura con l’esperienza
autoritaria costituita dal rovesciamento del rapporto individuo-Stato. La dittatura vede l’individuo come servo

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dello Stato, lo Stato democratico si pone al servizio del cittadino. È difesa l’autonomia dell’associazionismo,
i partiti sono riconosciuti nel loro ruolo di organizzatori della partecipazione dei cittadini alla vita della nazione
+ riconosciuta la Chiesa con l’inserimento nella Costituzione dei Patti lateranensi.

3.
Luigi Einaudi (ministro del tesoro) debella l’inflazione e rassicura ceti medi e titolari di redditi fissi. UQ
scompare dalla politica e il suo voto viene assorbito dalla DC. La restrizione del credito e la fine del blocco
dei licenziamenti→aumento della disoccupazione operaia. Si scatenano proteste, la sx estende il suo consenso
al sud e al centro. Le resistenze dei conservatori sono tenaci, es. 1 maggio 1947 strage di contadini a Portella
della Ginestra, Palermo perpetrata dalla banda di Salvatore Giuliano (bandito, ma legato con il Movimento di
Indipendenza della Sicilia che ha legami col mondo mafioso). Muoiono 12 persone, prima strage dell’Italia
repubblicana. Le sinistre si uniscono in Fronte democratico popolare, hanno come emblema il volto di
Garibaldi per dimostrare il patriottismo. Il clima internazionale peggiora, riverberandosi sulla situazione
interna italiana. Momento di svolta: adesione del PCI al COMINFORM, il colpo di stato in Cecoslovacchia
spaventa gli anticomunisti, anche quelli italiani. I due schieramenti si raffigurano l’un l’altro come nemico
assoluto, il papa ribadisce che si è o con Cristo o senza, si serve dei Comitati civici (organizzazione creata da
Luigi Gedda, presidente dell’Azione Cattolica) per fare propaganda elettorale senza coinvolgere direttamente
la Chiesa. USA dichiarano che se vinceranno i comunisti gli aiuti del piano Marshall saranno interrotti, la DC
si presenta come il partito che garantisce l’appoggio USA. 18 aprile 1948 elezioni per il primo Parlamento
repubblicano. DC→ maggioranza dei seggi alla Camera e raggiunge quasi lo stesso risultato al Senato. De
Gasperi chiarisce che continuerà la collaborazione con socialdemocratici, repubblicani e liberali. Il Fronte
popolare ottiene solamente il 30% dei voti, ne perde soprattutto nelle regioni più sviluppate del nord,
preoccupate che l’interruzione degli aiuti americani bloccherà la ricostruzione industriale. 14 luglio attentato
a Togliatti, la CGIL proclama uno sciopero generale, occupate le fabbriche e scontri vs le forze dell’ordine, i
partigiani “rossi” tirano fuori le armi nascoste nel ’45. L’Italia è sull’orlo della guerra civile, De Gasperi
mantiene il sangue freddo e Togliatti invita alla calma dall’ospedale. Le proteste rientrano, ma il sindacato
unitario si frantuma: la componente cattolica fonda la Confederazione italiana sindacati lavoratori (CISL) e
quella laico-repubblicana l’Unione italiana del lavoro (UIL), lasciano la CGIL alla maggioranza
socialcomunista. 1947-48 si verifica la situazione di bipartitismo imperfetto: sistema politico basato su due
partiti, DC e PCI, imperfetto perché non può verificarsi l’alternanza al potere. È impensabile che un partito
comunista durante la GF possa governare un paese in Occidente senza effetti catastrofici. La sua forza ne
impedisce la totale esclusione (messa fuori legge come in Germania federale), gli anticomunisti sanno che la
sua base reagirebbe violentemente, che si uscirebbe dagli accordi costituzionali e che si lascerebbe via libera
alla destra antidemocratica. Si convincono a combattere il comunismo come ideologia e a dialogare con loro
per integrare le masse da loro guidate nello Stato repubblicano. I comunisti vogliono combattere la DC ma
anche comunicarci e trovare un accordo. Maggioranza e opposizione cercano mediazione nelle commissioni
parlamentari, l’insieme di queste pratiche (chiamato negativamente consociativismo) ha una ragione: evitare
che lo scontro politico si sposti dal Parlamento alle piazze.

4.
De Gasperi incoraggia un atteggiamento più severo delle forze dell’ordine. Mario Scelba (ministro dell’interno
1947-55) utilizza a questo scopo i reparti di polizia “Celere”, vengono spesso usate armi nel corso di
manifestazioni in piazza. 1949→preoccupata dalle persecuzioni a cui la Chiesa è sottoposta in regimi
comunisti, la Santa Sede dà il contributo all’idea di uno scontro totale, scomunica a chiunque ammetta la
dottrina marxista, atea e anticristiana. Dopo le elezioni del 1948 USA propongono di mettere fuori legge il
PCI, alternando pressioni e minacce. Il PCI ne esce rafforzato, fino al 1976 guadagnerà voti. Fine decennio→si
avvia la ricostruzione economica. 1951-51 Inchiesta parlamentare sulla miseria in Italia e sui mezzi per
combatterla, ne risulta che l’attività principale è l’agricoltura e che ¼ degli italiani vive in situazioni di
miseria/disagio. Più di ½ delle spese delle famiglie povere è destinata ai beni alimentari, rimane poco per
abitazione, istruzione ecc. Al nord le famiglie povere sono il 5,2%, in centro il 15,6%, nelle isole il 45,4% e al
sud 50,2 % (area depressa). Emanate leggi di riforma: 1948 la “formazione della piccola proprietà” garantisce
un piccolo contributo statale ai coltivatori diretti che intendono acquistare un terreno; 1950 approvata la legge
che prende il nome della zona Sila, Calabria e dopo alcuni mesi viene estesa ad altre zone sottosviluppate, il

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delta del Po, la Maremma, il bacino del Fucino, zone di Campania, Puglia e Sardegna. Vengono espropriato
700mila ettari di terra circa, redistribuiti ai contadini, la conflittualità sociale nelle campagne cala.
1950 istituita la Cassa per opere straordinarie di pubblico interesse per il Mezzogiorno (estende la sua attività
anche a zone sottosviluppate in centro e nord). Obiettivo→costruire strade, ponti, acquedotti, impianti di
irrigazione, canali di bonifica e centrali elettriche, infrastrutture necessarie per il progresso. Seconda fase:
creare condizioni per l’industrializzazione, crediti agevolati e sgravi di imposta alle imprese dispose a investire
al sud. Importante intervento: piano INA-Casa, finanziata la costruzione di alloggi popolari e quindi
l’assorbimento di manodopera. 1951-56 obbligatoria la dichiarazione dei redditi. Politica riformista causa
timori, la dx riprende forza: il Movimento Sociale Italiano (MSI) conquista consenso, ispirato alla RSI→culto
del passato, es. pratica del culto fascista. Presto il gruppo della RSI che ha formato il MSI viene sostituita da
una componente più moderata (favorevole alla collaborazione coi monarchici), guidata da Arturo Michelini.
Due componenti nel MSI: quella socialisteggiante, antioccidentale, e fascista rivoluzionaria e quella di destra,
moderata e filomonarchica. Il MSI riconosce il Patto Atlantico come strumento anticomunista, fine dell’ostilità
dei missini verso chi (es. USA) ha provocato la fine del fascismo. Partito nazionale monarchico, nato nel
1946 conquista negli anni ’50 il consenso della borghesia conservatrice, aristocrazia nostalgica e fedeli al re
in esilio. Achille Lauro (napoletano) simboleggia la rinascita momentanea della dx monarchica, primo esempio
di imprenditore sceso in politica, più volte sindaco di Napoli. A fine decennio, dopo scandali e malgoverno,
Lauro e la dx monarchica capiscono di non essere una possibile alternativa alla DC. Primi anni ’50 la DC
emana la legge Scelba (evitando uno scivolamento a dx dell’elettorato), sanzioni vs chi organizza forze
politiche ispirate al PNF + riforma della legge elettorale proporzionale: premio di maggioranza per la
coalizione che vince le elezioni (unica soluzione per rafforzare i governi centristi, stanno diminuendo i voti).
Nel nome dell’anticomunismo la DC non può aprirsi a sx e in nome dell’antifascismo non può coalizzarsi con
MSI ecc. Progetto di legge→ai partiti collegati già durante la campagna elettorale che ottengono più del 50%
dei voti vengono assegnati il 65% dei seggi della Camera, per il Senato rimane in vigore la vecchia legge
proporzionale. Polemiche: l’art. 138 della Costituzione prevede che col 66% di maggioranza si possa
modificare la Costituzione senza che le opposizioni possano ricorrere al referendum, il governo viene accusato
di gestione autoritaria del potere. Battaglia alla “legge truffa”→periodo di distensione internazionale, placata
la lotta al comunismo. Le forze “apparentate” si fermano al 49,85% dei voti, no premio di maggioranza. Fine
del periodo di dominio di De Gasperi, inizio di instabilità politica. DC e alleati per avere la maggioranza in
Parlamento sono obbligati a governare assieme. Il governo non ha più incisività a causa della convivenza
forzata tra liberali e repubblicani/socialdemocratici. L’occupazione del potere dei partiti di governo ha ricadute
anche sull’opposizione socialcomunista, accetta una logica spartitoria, contrattando all’interno delle
commissioni parlamentari emendamenti favorevoli ai sindacati o alle categorie lavorative da essa
rappresentate, pur votando ufficialmente contro i provvedimenti della maggioranza. Luglio 1953-giugno 1958
si succedono 6 governi, USA e Chiesa pongono veto ad aperture a sx, quindi apertura a dx. 1953 l’esecutivo
guidato da Giuseppe Pella (DC) accetta i voti dei monarchici, quello di Adone Zoli (DC) tra 1957-58 accetta
quelli dei neofascisti (impossibilità di formare un governo senza). 1954, Trieste→zona A abitata da italiani va
all’Italia, zona B abitata da sloveni va alla Jugoslavia.

5.
Ritmo sviluppo economico italiano post 1950 è straordinario, PIL pro-capite triplica tra 1950-70, tasso medio
annuo di crescita del 5-6%. Per ritmo dello sviluppo si piazza seconda dopo la Germania occidentale,
avanguardia in settore siderurgico, meccanico e chimico, prodotti in mercato internazionale. Italia diventa
grande potenza. DC media tra Italia in via di modernizzazione e quella tradizionale, comincia De Gasperi con
governo forte, continua Amintore Fanfani in governo fragile (eletto 1954 alla segreteria del partito). Fanfani
punta a rendere la DC autonoma da Chiesa e dal mondo imprenditoriale, la sostengono condizionandone le
scelte. Promuove una penetrazione capillare della politica nel settore pubblico, ne derivano guasti morali ed
economici, diventeranno evidenti più tardi. La DC di Fanfani si impegna a estendere il controllo sulla Cassa
per il Mezzogiorno, riforma agraria e organismi di partecipazione statale + sui consigli di amministrazione
degli enti locali che gestiscono: trasporti, distribuzione del gas, assistenza sociale e opere di pubblico interesse.
Contributo allo sviluppo economico da banche, industria, servizi, Iri e Banca d’Italia. La DC trova uno spazio
in cui inserirsi, in cui penetrano solo nel tempo. 1956 per il coordinamento e controllo di questo management
viene creato il Ministero delle Partecipazioni statali. Ruolo propulsivo dello Stato nell’economia non piace a

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imprenditori e liberali MA sostenuto dall’opinione pubblica. 1954-58 settore delle partecipazioni statali
registra espansione. Inizio anni ’50 l’Iri controlla il 60% della produzione di ghisa, materiali ferrosi, armi e
munizioni; 42% di acciaio e laminati; 25% di materiale rotabile, meccanica di precisione e energia elettrica.
Ente Nazionale Idrocarburi (ENI), creato dal 1953 da Enrico Mattei, parte dall’estrazione del metano dalla
Valle padana, prosegue con accordi con paesi del Medio Oriente e del Nord Africa. Trasforma l’industria
petrolchimica nazionale in un settore trainante + mette a disposizione risorse energetiche a basso costo:
garantisce sviluppo immediato. All’estero esce da logiche neocolonialiste e introduce novità nella ripartizione
degli utili, 50% a Italia, 50% ai paesi produttori (più favorevole per loro). Molti si sentono minacciati, nel 1962
muore (attentato, crollo aereo). L’Italia è a cavallo tra tradizione e modernizzazione, aumentano ad es. i
possessori di frigorifero (90% nel 1966) MA analfabetismo supera il 10%, aumenta il numero di studenti alle
scuole secondarie ma sono il 3,4% dei giovani frequenta l’Università (1% si laurea)→scarsa mobilità sociale.
Grande industria/finanza rimangono nelle mani di poche famiglie, es. Agnelli, Pirelli. In Italia fa presa
l’american way of life (come in tutto l’Occidente), si diffondono ad es. i jeans e i juke-box. 1951-61 passaggio
della modernizzazione economica: la manodopera impiegata nell’industria passa da 29,4% della popolazione
a 37,4%, gli addetti all’agricoltura da 43, 9% a 30,4%, cala la disoccupazione (7% è comunque più alto del
2% europeo). Si diffonde la motocicletta, simbolo di modernità, 1955 inizia ufficialmente la nuova epoca dei
consumi, viene prodotta dalla FIAT la prima utilitaria: FIAT 600, la si può acquistare a rate. È una comodità
e uno status symbol, segno dell’ascesa sociale. Per sollecitare l’acquisto e gestire il traffico viene costruita
l’Autostrada del sole, 1964 collega Milano e Napoli. Si diffondono gli elettrodomestici prodotti in Italia (grazie
all’abbassamento delle tariffe doganali vengono esportati) + ha fortuna il settore dell’abbigliamento. Alla RAI
viene assegnato il monopolio delle trasmissioni televisive (iniziate 3 gennaio 1954). 1961 nasce un secondo
canale RAI. Televisione→importante per l’unificazione linguistica e culturale, da segnalare è il programma
che nasce nel 1960: “Non è mai troppo tardi” in cui Alberto Manzi combatte l’analfabetismo negli adulti.
Cambia la concezione della donna (la posizione dell’uomo rimane centrale), si parla di temi come: parto
indolore, diritto delle donne a pratiche contraccettive, infedeltà coniugale, separazione e divorzio, frigidità,
menopausa, aborto. Grazie alla senatrice Lisa Merlin nel 1958 vengono abolite le case chiuse. Sempre più
famiglie piccolo e medio borghesi possono permettersi le vacanze estive e i giovani ottengono più libertà, il
divertimento diventa un’industria. 1961 le spese dei consumi scendono a meno della metà dei consumi totali
individuali (tipica società dei consumi). Il sud resta più arretrato ma nel 1951-71 la distanza di redditi nord-
sud diminuisce per la prima volta.

6.
1956 PCI in difficoltà, denunciati i crimini staliniani, scema il mito dell’URSS. Il PCI, per minimizzare
l’impatto, sostiene che lo stalinismo si stato una degenerazione e che il sistema URSS non contenga difetti
strutturali. È capace di correggersi da solo, come dimostra Chruščëv. Togliatti coglie l’occasione per ribadire
che in ogni paese il PC debba essere indipendente dall’URSS. I fatti in Polonia e Ungheria danno un forte
colpo alla credibilità URSS, recuperano credibilità con la guerra di Suez, dipingono gli anglofrancesi come
imperialisti. La crisi comunista spinge i socialisti italiani a mettere in discussione il mito dell’URSS e la scelta
strategica di allearsi in fronte unico con tutti i comunisti dagli anni ’30 in poi. Febbraio 1957 congresso
socialista a Venezia sancisce all’unanimità la rottura del patto di unità comunista e la volontà di integrarsi col
socialismo occidentale, obiettivo di riunificazione col PSDI e decisione di dialogare con la DC. 1955 apertura
dialogo con le sx, presidente della Repubblica Giovanni Gronchi (DC), eletto anche coi voti di socialisti e
comunisti. Rasserenamento politico permette la realizzazione della Corte costituzionale→ modernizzazione
della legislazione (prima seduta 23 aprile 1956) e il Consiglio superiore della magistratura→ indipendenza
della magistratura dal potere politico (in funzione nel 1958). Si pensa di poter finire gli anni di politica estera
subordinata a USA, nuovo atteggiamento della maggioranza viene chiamato neoatlantismo. Enrico Mattei
rappresenta al meglio questa politica. Crescente indipendenza da USA è favorita dal processo di unificazione
europea. 1955 Italia ammessa all’ONU. 1955-57 accelerate le trattative per raggiungere l’istituzione del
Mercato comune europeo (MEC), obiettivo: creare un mercato di consumatori in cui sia assicurata la
circolazione delle merci, dei lavoratori, dei capitali e dei servizi. 25 marzo 1957 al palazzo del Campidoglio,
Roma viene firmato il trattato finale per la nascita del MEC. PCI vota contro, teme il rafforzamento del sistema
occidentale sotto USA, socialisti si astengono.

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7.
Progressiva meccanizzazione e standardizzazione→riduzione operai qualificati, aumento di impiegati e quadri
tecnici (colletti bianchi). La maggior parte degli operai nelle fabbriche settentrionali sono contadini
scarsamente alfabetizzati (poco politicizzati) provenienti da valle padana e sud. Mancanza di qualificazione =
mansioni ripetitive e meccaniche in catena di montaggio, la povertà fa accettare salari bassi (spesso no
esperienza sindacale). Bassi salari + abbondante manodopera = alti profitti per gli imprenditori, e quindi alti
tassi di investimento che alimentano la crescita. Molte sono le polemiche tra governo e opposizione circa le
iniquità sociali MA fino alla fine degli anni ’70 le differenze di reddito diminuiscono. Le grandi città si
ingigantiscono, assorbono l’emigrazione meridionale. Limiti dell’integrazione nazionale→nel settore
urbanistico sono scarsi i trasporti e i servizi pubblici, le periferie diventano semplici dormitori.
1955 il sindacato socialcomunista CGIL perde la maggioranza assoluta alle elezioni sindacali alla FIAT, le
organizzazioni legate a CISL e UIL raddoppiano i voti. Scioperi 1959-60 segnalano un cambiamento di clima
politico e l’integrazione degli operai del sud e delle campagne nelle logiche della solidarietà di classe. Si
aggiungono le proteste di Genova a causa dell’autorizzazione governativa allo svolgimento del congresso
nazionale del MSI. Il congresso è interpretato come modo di sdebitarsi del presidente del Consiglio Fernando
Tambroni (DC) che, non riuscendo a formare un governo stabile coi voti di repubblicani e socialdemocratici,
si appoggia ai neofascisti. 10 giugno sciopero generale di protesta, scontri duri tra forze dell’ordine e
manifestanti. Dopo che gli incidenti si verificano in altre città il governa revoca l’autorizzazione al congresso.
Tambroni si dimette, sfiduciato da governo e DC. Finisce la speranza del MSI di andare al governo. Clima
ottimista→avvicinamento della data delle Olimpiadi a Roma + avvicinarsi del centenario dell’unità + elezione
di JFK + inizio coesistenza pacifica con URSS; le trattative tra DC e PCI portano all’apertura di una nuova
fase politica. Tre fasi politiche: unità antifascista (1944-47), centrismo (1947-60), centrosinistra (1960-75).
L’ultima fase si inizia con un governo presieduto da Fanfani (1960), poi i socialisti danno appoggio esterno
(votano la fiducia ma non hanno proprio ministri) nel 1962 poi nel dicembre 1963 entrano con propri ministri
in un nuovo governo guidato da Aldo Moro, principale artefice con Fanfani della svolta a sx. la coalizione
viene sostenuta dai sindacati, da aziende statali e parastatali, da imprenditori e dal pontificato di Giovanni
XXIII. Nuovo papa ascende al soglio pontificio nel 1958, apre la Chiesa a un ruolo effettivamente ecumenico
(NO rigido anticomunismo e NO al coinvolgimento diretto con la politica. Si spera che l’avvento di uomini
nuovi: Chruščëv, JFK e Giovanni XXIII apra un’era di pace. Nella sua enciclica (1961, Mater et Magistra) il
papa invita a guidare le forze del mercato, bisogna promuovere una maggiore giustizia sociale. 1963 muore,
la guida passa a Paolo VI.
Periodo di riforme, il governo nato nel 1962 è molto attivo: nazionalizzata la produzione di energia elettrica
(nasce l’Ente nazionale per l’energia elettrica, ENEL), abbassa il costo dell’energia. Unico caso in cui si
realizza l’ambizione da cui è nato il centro-sinistra: Stato protagonista dello sviluppo grazie a una
programmazione economica. Altra riforma importante: creazione di scuola media unica, abolito il doppio
(separato) percorso avviamento al lavoro/ginnasio e permette a tutti gli studenti di accedere a qualsiasi scuola
superiore. Ci si impegna a far rispettare l’obbligo scolastico fino a 14 anni (riforma Gentile, 1923). Clima
economico positivo + socialisti al governo= incoraggiato il rinnovo dei contratti operai, crescita di salari e di
consumi MA in seguito aumenta il costo del lavoro del 60% quindi diminuzione profitti e rallentamento della
crescita economica. Clima economico negativo + apertura a sx= aumento delle pressioni della dx. Settori
politici e militari progettano strette autoritarie: 1964 (con consenso del presidente della Repubblica Antonio
Segni) il generale de Lorenzo, capo dei servizi segreti (SIFAR) organizza il piano Solo, intervento di soli
Carabinieri per arresti di massa di dirigenti politici e sindacali socialisti e comunisti, occupazione delle loro
sedi e organi di informazione e della RAI. Non si sa se il pianto sia pronto o sia solo una minaccia per il centro
-sinistra. Perdita di voti delle forze di governo e rafforzamento degli estremismi nelle elezioni 1963 (es. PCI
raggiunge il 25% dei voti), difficoltà economiche e pressioni delle istituzioni (in particolare dal presidente
Segni) contro il coinvolgimento dei socialisti rendono cauta l’ala riformatrice, svuotando i progetti iniziali del
centro-sinistra. 1964 muore Togliatti, il testamento politico “Memoriale di Yalta” conferma la “via italiana al
socialismo” come scelta strategica del PCI + Segni si dimette, il PCI contribuisce all’elezione di un nuovo
presidente della Repubblica: il socialdemocratico Giuseppe Saragat. PSI si scinde di nuovo, l’ala favorevole
al rapporto col PCI nel 1964 ne esce e fonda il PSIUP. Il PSI nel 1966 si unifica coi socialdemocratici e se ne
separa nel 1969 (torna più a sx dopo il cattivo risultato delle elezioni 1968).

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CAPITOLO 27 (ANNI SESSANTA: SUCCESSI E CONTRADDIZIONI DEL MODELLO
AMERICANO)

1.
Politica e tv entrano in contatto: Nixon e John F. Kennedy (democratico, candidato alla presidenza) dibattono
nel 1960 in un programma tv. JFK diventa presidente, è rampollo di una famiglia agiata di Boston cattolica,
origine irlandese. Novità: fino a questo momento la presidenza ha sempre mantenuto il carattere WASP: white,
anglo-saxon, protestant. Propone un’immagine di bellezza, gioventù, cultura e ricchezza che, completata dalla
moglie Jacqueline e dai due bambini contribuisce al successo. È progressista, il suo slogan “Nuova Frontiera”
richiama lo spirito della Frontiera e il New Deal di Roosevelt. In politica estera si ispira a Roosevelt, Wilson
e Truman (presidenti democratici). Vuole che USA trasmettano un messaggio universalistico, cosa che
trasmette nel giugno 1963 a Berlino (al Muro): dice che la democrazia ha difetti, ma non costruirebbe mai un
muro per impedire ai cittadini di andarsene come il comunismo, se qualcuno è schiavo, nessuno è libero. Ogni
uomo libero, ovunque viva, è cittadino di Berlino. Conclude con Ich bin ein Berliner. 22 novembre 1963 JFK
viene assassinato a Dallas, Texas. Ottimismo e speranza da lui ostentate si risolvono in mistero: non si sa se lo
abbia ucciso un solo individuo o se sia stato vittima di un complotto. JFK governa per poco tempo, non realizza
pienamente il suo programma. Per giudicare bisogna unire le sue politiche a quelle del suo vicepresidente e
successore Lyndon B. Johnson, che si colloca sul solco da lui tracciato e governa fino al 1968.
Crisi di Cuba→dalla guerra con la Spagna del 1898 gli USA esercitano sull’isola una sorta di protettorato. Gli
imprenditori USA controllano l’economia cubana, es. nella produzione dello zucchero, nella gestione del gioco
d’azzardo (nelle mani dei mafiosi di NYC). Il regime autoritario corrotto di Fulgencio Batista protegge questi
interessi. Fine 1956 si leva contro di lui il movimento guerrigliero di Fidel Castro, che trionfa in gennaio
1959. I guerriglieri sono conosciuti nel mondo come barbudos (non si tagliano la barba). Inizialmente USA
non si dimostra ostile, poi esplodono i contrasti: Castro e il suo entourage, tra cui il medico argentino Ernesto
Che Guevara elaborano un progetto terzomondista (o nazionalcomunista): l’economia cubana deve essere
sottratta al dominio USA. Varata la riforma agraria: esproprio di piantagioni di zucchero a locali e imprenditori
USA, seguono altre riforme sociali. Nonostante l’apprezzamento, il regime ripiega sul modello autoritario del
partito unico. USA sono spaventati dall’insediamento del nemico comunista a pochi km dalle coste della
Florida. JFK autorizza una task force CIA (esuli anticastristi e equipaggiamenti USA) a sbarcare a Cuba, Baia
dei Porci (aprile 1961): invasori rigettati in mare dalla pronta risposta cubana. Casto appare come un grande
leader, JFK come un incapace, motivo per cui nella seconda crisi cubana (ottobre 1962) decreta il blocco
navale dell’isola quando scopre che l’URSS vi sta installando missili atomici. La crisi si risolve quando
Chruščëv accetta di smantellare le basi missilistiche in cambio dell’impegno USA a non invadere l’isola.
Tensione USA-URSS diminuisce, istituito il filo rosso per la comunicazione diretta Cremlino-Casa Bianca,
siglato il primo trattato per la sospensione di esperimenti atomici nell’atmosfera. JFK porta la sfida nel campo
ideologico: 1961 costituisce un’Alleanza per il progresso, gli intellettuali da cui è circondato sostengono che
USA debbano aiutare l’America Latina a combattere l’arretratezza da cui trae alimento il comunismo: largo
impiego di capitali (18mlrd $), tecnici e volontari civili nei Peace Corps. In quasi tutti gli stati rimangono al
potere oligarchie tiranniche, JFK prima e Johnson poi, in nome dell’anticomunismo, appoggiano
contraddittoriamente colpi di Stato vs governi democraticamente eletti (es. Brasile, Repubblica Dominicana
ecc.) e le dittature militari che seguono.

2.
Vietnam→diviso in 2 dal 1954: Nord comunisti e Sud USA piazzano Ngo Dinh Diem per arginare il nemico.
Nord: segue il modello URSS, monopolio del potere del partito comunista e controllo centralizzato
dell’economia. Errore→ 1956 un tentativo di collettivizzazione dell’agricoltura colpisce anche gli strati
intermedi che sostengono il Viet Minh (contrarietà di Ho Chi Minh). Alcuni del Viet Minh ascoltano URSS e
Cina e sono sensibili agli inviti di prudenza, altri vogliono la riunificazione del paese per patriottismo. Tra
questi, i meridionali rifugiatisi al nord chiede una risposta alle politiche repressive di Diem. 1959-60 vengono
autorizzati a tornare al sud per costruirvi il FLN e organizzare una resistenza armata. Uomini e mezzi si
infiltrano al nord attraverso Laos e Cambogia (giungla). USA chiamano i guerriglieri del FLN vietcong
(comunisti vietnamiti) e denunciano la loro azione come un’aggressione nord-vietnamita. JFK e Johnson non
vogliono trattative, forniscono a Diem armamenti e finanziamenti. Pensano che controinsurrezione possa avere
successo solo conquistando il consenso popolare. Puntano su progetti di sostegno allo sviluppo economico: es.

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lo sviluppo della zona del delta del Mekong (come Roosevelt nella valle del fiume Tennessee). Molti contadini
sud-vietnamiti continuano a sostenere l’FLN: boicottano i villaggi strategici, luoghi che a detta degli USA
servono a proteggerli dai comunisti, servono in realtà a separarli dai guerriglieri e rinchiuderli. Diem usa i
finanziamenti USA per foraggiare famiglia e clienti, l’esercito sovradimensionato evita ogni combattimento
vs i vietcong, nonostante il sostegno di 16mila soldati USA. USA pensa che Diem non sia più adatto, alcuni
soldati sud-vietnamiti (probabilmente manovrati dalla CIA) organizzano un colpo di Stato e 1° novembre
1963 lo uccidono assieme al fratello. Dopo la morte di Diem, lo succedono generali politicamente sempre
meno autorevoli e inetti nella lotta vs i vietcong. Johnson pensa che USA debbano prendere in mano la
situazione, radicalizza la linea interventista: impegno militare crescente e diretto. USA non vogliono provocare
Cina e URSS invadendo il nord con truppe di terra, da agosto 1964 lo sottopongono a bombardamenti aerei
intesi a distruggere infrastrutture e impianti bellici, bloccare i rifornimenti di armi e combattenti al sud→50mila
morti ca. Vietnam del Nord conta sull’arrivo di armamenti cinesi e URSS e sul loro trasporto in territorio di
guerra attraverso il sentiero di Ho Chi Minh (giungla Laos-Cambogia). USA arrivano a impiegare 535mila
soldati al sud, conservano (con soldati sudvietnamiti) una prevalenza numerica rispetto ai vietcong e sui soldati
regolari nord-vietnamiti. Generali USA annunciano continuamente la vittoria imminente, che non arriva mai,
la loro strategia ha limiti. L’esercito sud-vietnamita è deresponsabilizzato dalla presenza dell’esercito USA,
che in gran parte è addetto a compiti difensivi (presidio di città e basi militari). Ruolo più attivo va ai reparti
speciali: operazioni cerca e distruggi, devono snidare il nemico nei villaggi, nelle risaie e nella giungla MA i
vietcong sono inafferrabili. Non ribaltano la situazione i bombardamenti, l’uso di napalm, diossina ecc., la
deportazione di popolazioni civili sospette di sostenere i vietcong e i massacri degli abitanti di villaggi (più
famoso: My Lai, 347 morti). Gennaio 1968 nord-vietnamiti e vietcong lanciano in occasione delle festività
buddiste del Têt un’insurrezione generale: attaccano le basi USA, si attestano nell’antica capitale Huè e in
alcuni quartieri di Saigon (per breve tempo si impadroniscono dell’ambasciata USA). Il comandante nord-
vietnamita Giap è contrario all’offensiva, la guerra frontale dimostrerà la superiorità USA. I guerriglieri
vengono travolti dalla controffensiva USA. Il FLN non si riprenderà del tutto, ma il nazionalcomunismo
vietnamita consegue con l’offensiva del Têt una vittoria politica, facendo riconoscere all’opinione pubblica
USA che: USA hanno vinto tutte le battaglie, ma la vittoria finale è lontanissima; l’establishment politico li ha
imbrogliati dichiarando quella guerra necessaria e morale.

3.
In Occidente soffia un vento nuovo negli anni ’60. Si pensa che scienza e tecnica possano piegare la natura:
primo trapianto di cuore nel 1967 e sbarco sulla Luna nel 1969. L’Occidente è pieno di giovani, grazie al boom
demografico del dopoguerra, si inizia a usare l’espressione teen-ager, il fascino del modello americano
(americanismo) fa si che i giovani facciano propri certi modelli di abbigliamento e di consumo (es. jeans e
Coca-Cola). Il rock permette agli USA di esportare l’idea di cultura giovanile, essere giovane è il fondamento
di una cultura che vuole essere innovativa, trasgressiva, libera. Il passaggio dal vecchio al nuovo non è
semplice, il cinema hollywoodiano anni ’50 mostra giovani problematici che cercano modelli diversi dai
genitori (es. Il selvaggio e Gioventù Bruciata). Negli anni ’60 il distacco di realizza (rappresentato dal film Il
laureato). Ai progressi scientifici e tecnologici si accompagnano previsioni apocalittiche, al boom dei consumi
consegue una rabbia causata dalle disuguaglianze sociali nei paesi avanzati (e tra paesi avanzati e paesi poveri).
La società dei consumi viene identificata con un meccanismo standardizzante e omologante, capace di
mercificare tutto, di rendere l’essere umano plagiato dai persuasori occulti (Packard, 1957), sembra che le
masse debbano essere eterodirette, dirette dall’esterno. Nell’arte e nella letteratura i protagonisti sono privi di
sentimenti, capaci solo di reazioni automatiche (es. Beckett, Antonioni). Preoccupazioni simili le manifesta la
filosofia politica degli anni, es. “L’uomo a una dimensione” (1964) di Herbert Marcuse (tedesco scappato negli
USA). Per Marcuse la società contemporanea è irrazionale: conserva la pace con la minaccia della guerra
atomica; produce ricchezza ma la maggior parte della popolazione è povera; ha inventato l’automazione ma
continua a schiavizzare l’uomo. Per difendere e mascherare tale irrazionalità, il sistema utilizza la tolleranza
repressiva: garantisce la crescita dei consumi e del benessere materiale e concede il soddisfacimento di desideri
superflui (es. automobile) e di apparenti libertà (es. vacanze), così che le persone siano illuse di poter fare ciò
che vogliono. È come un nuovo totalitarismo, seducente e confortevole. La società dei consumi si presenta il
migliore dei mondi possibili, ma priva l’individuo della libertà di scelta, riducendolo a “cosa tra le cose”. Chi
si può attivare per il cambiamento nella società a una dimensione? Coloro che non sono stati plagiati dal
sistema: i giovani e in particolare gli studenti. Le generazioni nate dopo il 1945 hanno una visione del mondo
e un’identità proprie e distinte da quelle degli adulti. Molti pensano che la sorte di ogni individuo sia legata a
quella degli altri, la nuova categoria “crimini contro l’umanità” ne è testimonianza. Giornali e TV mostrano

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gli orrori della guerra, come le uccisioni a May Lai: non si può più far finta di niente davanti alla sofferenza
altrui, anche se a km di distanza. Degli studenti USA, in uno dei primi documenti della contestazione giovanile
“manifesto di Port Huron. Agenda per una generazione” (1962) scrivono: a guidare il nostro lavoro sta la
percezione chela nostra potrebbe essere l’ultima generazione a sperimentare la vita.

4.
I movimenti collettivi giovanili degli anni ’60 si ispirano all’internazionalismo, dell’egualitarismo, del
pacifismo e dell’antiimperialismo. La vera libertà deve andare oltre ai bisogni indotti da una società fondata
sul mercato e profitto, creata e governata da adulti. 1968 anno in cui il movimento studentesco giunge al
culmine in USA e Europa occidentale. Il movimento prende forma nelle università USA, come la Berkeley,
per poi diffondersi in Europa e radicalizzarsi con occupazioni e proteste. È principalmente è il frutto della
presa di coscienza generazionale che prende a bersaglio il meccanismo di trasmissione della cultura. Si
infrange il meccanismo pedagogico, per cui la verità è trasmessa da adulti a giovani, il flusso prende una
direzione contraria, dal basso verso l’alto. Diventa pratica comune l’organizzazione di controcorsi,
controlezioni e seminari autogestiti contro le “autoritarie” lezioni tradizionali. Gli studenti esprimono pareri
anche circa l’orientamento della ricerca, contestando l’uso della scienza per fini militari o economici.
Obiettivo: rendersi autonomi culturalmente e moralmente. Parte del movimento si coagula in gruppi politici
che nell’insieme vengono chiamati New Left (USA), Nouvelle Gauche (Fr), Neue Linke (De), Nuova sinistra
(It). La “vecchia” sx (liberale, socialdemocratica o comunista) è vista con diffidenza, come complice del
sistema. Si rifiuta il comunismo sovietico, viene preferito il Terzo Mondo: Cuba, Cina, Vietnam, più sono
lontani meno si notano le imperfezioni e possono rappresentare l’utopia della società solidale. La democrazia
parlamentare è ritenuta un vuoto contenitore di verità formali. Costante ricerca della democrazia diretta e
rifiuto della delega: ognuno deve rappresentare sé stesso. Viene stigmatizzata la repressione sessuale (maschile
e soprattutto femminile), in quanto architrave di quel mondo, viene rivelata la connessione tra la struttura
gerarchica della famiglia e quella del potere in generale: genitori comandano sui figli, l’uomo sulla donna, il
bianco sul nero ecc. Droghe, libertà sessuale o semplicemente i capelli lunghi segnalano l’opposizione dei
giovani all’autorità e la loro appartenenza ad una controcultura. Si formano comuni in cui gli hippies rifiutano
la proprietà privata, vivono insieme mettendo tutto in comune. Ci sono gruppi suggestionati dalle filosofie
orientali che praticano preghiere di gruppo, meditazione, ecc. e spesso consumano droghe in compagnia. L’uso
di sostanze stupefacenti è principalmente volto alla scoperta di sé. Uno dei frutti più importanti del movimento
è il neofemminismo, incentrato principalmente sui diritti civili. A partire dagli USA si diffondono i
consciousness-raising groups, che intendono aiutare le donne a liberarsi dai condizionamenti che le relegano
ad una posizione subordinata al mondo maschile. L’introduzione della pillola anticoncezionale nei primi
anni ’60 (condannata dalla Chiesa) rende più facile la separazione tra rapporti sessuali e procreazione,
rendendo le donne più libere nella gestione della sessualità. Aumenta il numero di studentesse (e di donne
intellettuali, come Simone De Beauvoir e Margaret Mead), e quindi anche quello delle donne economicamente
e culturalmente indipendenti. Il femminismo dimostra che esiste anche l’oppressione di genere, deve essere
sanato da una rivoluzione politica. Il punto di principio è affermato ma è difficile consolidarlo nel tempo.
Anche nei movimenti del ’68 spesso le donne sono escluse dai ruoli direttivi.

5.
Il movimento è internazionale, ma gli USA occupano il ruolo centrale con una duplice veste:
1. In quanto avversario: gli USA si dimostrano incapaci di sconfiggere uno Stato debole (Vietnam) a
causa della forza morale di quest’ultimo + i mezzi feroci usati dagli USA sono distanti dalla difesa
della libertà.
2. In quanto protagonista: l’opposizione più significativa alla guerra è quella degli USA stessi.
Negli USA non ci sono solo il movimento studentesco e quello contro la guerra, ma anche quello dei neri
oppressi negli Stati del sud. 1955 a Montgomery, Rosa Parks (attivista di un’associazione per i diritti della
gente di colore) si siede su un autobus in un sedile riservato ai bianchi e si rifiuta di alzarsi, finisce in prigione.
Nasce la pratica del sit-in, pacifica occupazione di luoghi riservati ai bianchi per legge. La protesta pacifica
trova un leader in Martin Luther King, pastore battista afroamericano di Atlanta. Le autorità locali del sud
difendono la segregazione, più volte imprigionano King e coprono il Ku Klux Klan, che più volte uccide i
militanti del Movimento per i diritti civili. 1963 King organizza la marcia su Washington D.C. (250mila
persone) che si conclude col discorso “I have a dream”, nel 1964 vince il Nobel per la pace. La protesta ha due
comportamenti: quella di King, più moderata, vicina ai democratici e multirazziale; l’altra, radicale, non
esclude il ricorso alla violenza, composta da militanti afroamericani in gran parte del nord, che non vivono la

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segregazione legale, ma un’emarginazione culturale, economica, sociale e politica. Quest’ala pone un
problema identitario: i neri devono essere fieri della loro identità e per liberarsi devono far conto su se stessi,
non sulla benevolenza dei bianchi. Leader su questo versante è Malcolm Little, che al culmine di un processo
di politicizzazione assume il nome di Malcolm X (Little è il cognome dato alla sua famiglia da chi l’ha resa
schiava). Muore nel 1965, vittima di uno scontro interno al movimento dei “musulmani neri”. Seguendo i suoi
insegnamenti, molti afroamericani cercano nell’islam un’identità per distinguersi da quella bianca-cristiana,
tra cui Cassius Clay, che diventerà Mohammad Ali. Mohammad Ali nel 1967 si rifiuta di arruolarsi per la guerra
in Vietnam, non sono i vietcong ad opprimere la sua gente, ne consegue l’arresto. La tensione esplode a metà
decennio con una serie di rivolte nei ghetti, mostrano che la rivolta non è possibile solo nei paesi arretrati in
lotta con l’imperialismo, ma anche in quelli capitalistici. Una delle prime rivolte nere esplode ad Harlem
(NYC) nel 1964, seguono scontri razziali nel sobborgo di LA Watts (30 morti, 1000 feriti, 4mila arrestati).
Nasce il Black Panther Party, guidato da H. Rap Brown, che sostiene di non dover seguire le leggi USA perché
sono leggi dei bianchi.

6.
Johnson dà contributo allo sviluppo della democrazia negli USA, combattendo l’apartheid e garantendo
l’approvazione del Civil rights act che dichiara illegali le discriminazioni in base a sesso, razza, etnia e
religione. La Guardia nazionale deve garantire l’applicazione delle leggi che dichiarano l’apartheid illegale e
l’FBI deve vanificare la violenza del KKK. Quest’iniziativa “dall’alto” si incontra con quella “dal basso” di
Martin Luther King ma è incompatibile con quella del Black Power (di Malcolm X). Johnson spinge per un
incremento della spesa pubblica per fini sociali (es. assistenza sanitaria per i poveri) in un progetto definito
della “Grande società”. Il numero di poveri si dimezza, ma il bilancio federale, sottoposto all’incremento di
spese militari e sociali, genera un deficit che provoca un processo inflattivo planetario. Crea un gigantesco
problema di consenso: la politica interna è liberale, ma l’escalation vietnamita no. Il governo sostiene che se
il nemico vincesse in Vietnam, tutte le altre piazzeforti del mondo libero crollerebbero. Il comunismo è dipinto
come un unico complotto, senza contare le differenze nazionali. Il contrasto tra URSS e Cina sta assumendo
proporzioni elevatissime: URSS si avvicina all’India in funzione anticinese dopo la guerra sino-indiana del
settembre-novembre 1962; 1964 i cinesi si armano di bomba atomica; 1969 scontri armati sul fiume Ussari
al confine Cina-URSS.
La logica del containment delle giungle vietnamite suona pretestuosa, giudicata così sia dall’opinione
pubblica radicale sia da quella moderata che guarda al Partito democratico. I democratici guardano ad altri
possibili leader, tra cui Robert Kennedy (ministro della giustizia). Alla scadenza del mandato presidenziale
(1968) Johnson decide di non ricandidarsi e avvia trattative di pace col Vietnam del Nord. Robert Kennedy si
candida ma nel giugno 1968 viene assassinato. Due mesi prima muore Martin Luther King, la rabbia dei neri
si scatena. L’elettorato premia il candidato repubblicano, Nixon, che manda a Parigi a trattare coi nord-
vietnamiti Henry Kissinger. L’accordo appare remoto, l’amministrazione rappresenta la dx e non può
accettare termini di pace che umilino gli USA, infatti inasprisce i bombardamenti sul Vietnam del Nord e
allarga alla Cambogia le operazioni di terra. Il duo Nixon-Kissinger fa una mossa clamorosa: riconosce
diplomaticamente la Cina comunista. Nasce l’accordo per la limitazione della corsa al riarmo atomico
(trattato SALT). Kissinger è uno studioso di storia delle relazioni internazionali, è affascinato dalla politica
dell’equilibrio seguita dai pianificatori del congresso di Vienna (1815). Kissinger si ispira alla Realpolitik,
lasciando poco spazio alle ideologie. Il realismo vuole che gli USA escano dalla palude vietnamita, i nord-
vietnamiti lo sanno e tengono duro. Gennaio 1973 Kissinger sottoscrive a Parigi un accordo col Vietnam del
Nord e con l’FLN. USA ritirano le truppe e cerca di sostituirle con denaro che dovrebbe assicurare la
sopravvivenza del Vietnam del Sud. Le menzogne che giustificano la guerra lasciano una ferita tra autorità e
opinione pubblica, Nixon ne paga le conseguenze, quando si scopre che ha abusato del potere per sviare le
indagini su un caso di spionaggio organizzato dai repubblicani ai danni dei democratici riuniti all’Hotel
Watergate. Minacciato di impeachment, il presidente di dimette (agosto 1974). In Vietnam riprende la
guerra, il Vietnam del Sud crolla, trionfano i soldati del nord e i vietcong, il nuovo presidente USA, Gerald
Ford dichiara che non interverrà. 30 aprile 1975 Saigon viene occupata e il Vietnam viene unificato sotto un
governo comunista.

CAPITOLO 28 (L’EUROPA TRA ANNI SESSANTA E SETTANTA)

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1.
USA→guerra in Vietnam per bloccare URSS e comunismo, fine degli anni ’60 termina la parabola sovietica.
1964 Chruščëv viene destituito, accusato di eccessiva propensione al dialogo con gli USA e di essersi esposto
troppo sulla questione dei missili a Cuba + difficoltà economiche gli fanno perdere credibilità. La guida del
paese viene assunta da una veste “collegiale”, con Leonid Brežnev come segretario del partito, e Aleksej
Kosygin come capo del governo. il partito prevale sul governo (Brežnev più importante di Kosygin). Il nuovo
gruppo dirigente (ex collaboratori di Chruščëv) non cambia rotta rispetto al passato, ma riprende alcuni
caratteri repressivi: proibita l’opposizione, negate le libertà di pensiero e espressione, i dissidenti pagano a
caro prezzo il loro coraggio (in carcere o strutture speciali come ospedali psichiatrici). Le resistenze più forti
provengono dai paesi satelliti: 1956 Ungheria, metà anni ’60 Cecoslovacchia. I gruppi intellettuali chiedono
libertà, come afferma Kundera nel giugno 1967 il regime ha bloccato il progresso culturale. Alla guida del
partito ascendono elementi riformisti, come Alexander Dubček, il cui programma prevede maggiori libertà
politiche e fine alla censura. Il nuovo corso è definito socialismo dal volto umano, è il ’68 del blocco orientale.
Primavera di Praga→non dà spazio a tentazioni antisovietiche e non mette in discussione l’appartenenza del
paese al patto di Varsavia. Classe dirigente URSS teme che l’apertura del sistema ne provochi il crollo, Brežnev
e colleghi cercano di fare recedere Dubček, poi nell’agosto 1968 ordinano a truppe URSS e del patto di
Varsavia di occupare la Cecoslovacchia. Dubček, costretto ad andare a Mosca, torna a Praga dopo giorni di
prigionia con il compito dato dall’URSS di normalizzare la situazione nel paese. Legge un proclama in radio
in cui annuncia la fine del tentativo di liberalizzazione, a differenza del 1956 in Ungheria, non c’è resistenza
armata: la gente protesta pacificamente, “a mani nude” contro i carrarmati e l’URSS viene vista dal mondo
come nemica della libertà. Jan Palach, studente, si dà fuoco per protesta nel ’69. Dubček rimane segretario
del partito fino alla primavera 1970, sostituito da Gustáv Husák che promuove una repressione. Il dissenso
rimane forte, assume visibilità nel 1977 con il gruppo Carta 77, di cui fa parte lo scrittore Václav Havel (sarà
primo presidente della Cecoslovacchia postcomunista). 1970 rivolta a Danzica e Stettino contro la politica
economica di austerità del leader comunista Gomułka (non più riformatore). In Polonia il regime deve fare i
conti con la Chiesa cattolica, sulla quale si basa l’identità nazionale polacca. In Polonia non c’è dissidenza, ma
vera opposizione, esaltata dall’elezione alla soglia pontificia nel ’78 del polacco Karol Wojtyła (Giovanni Paolo
II). Ragioni di forza dell’URSS: garantisce diritti sociali (assistenza sanitaria, istruzione, lavoro, casa, asili,
mense) MA ha debolezze: l’unico settore industriale che va bene è quello dell’industria “pesante”, soprattutto
armamenti. La ricerca scientifica è subordinata e le scoperte sono tenute segrete per paura he cadano in mano
dei nemici. No sviluppo tecnologico, no miglioramento dello stile di vita. L’industria di beni di consumo ha
crescenti problemi di produttività, l’agricoltura non riesce a soddisfare i bisogni dell’intero paese (cittadini
ricorrono al mercato nero). Inizia a crescere la diffidenza riguardo la classe politica (la nomenklatura)
immobile al potere. Quest’ultima, composta da dirigenti di partito, vertici di esercito e amministrazione,
responsabili delle aziende statali, non conosce il ricambio se non attraverso manovre di palazzo o grazie alla
cooptazione dall’alto, la quale privilegia il conformismo e l’affidabilità politica (no autonomia). Questa
oligarchia gode di privilegi: vacanze in località esclusive, auto con autista, acquisti nei negozi di lusso per
stranieri, appartamenti in quartieri residenziali. Contraddizione del principio di uguaglianza, lo stile di vita è
superiore. La chiusura verso i mercati esterni cancella nel mondo comunista la concorrenza, il consumatore
non può scegliere: crescono sprechi e inefficienze.

2.
Spagna e Portogallo: regimi parafascisti, dopo il 1945 resistono attenuando i tratti di totalitarismo e
orientandosi verso modelli autoritari più tradizionali. Si basano sulla fedeltà dell’esercito, sul sostegno delle
gerarchie cattoliche e sulla protezione USA (perché argini al comunismo). Francisco Franco rimane caudillo
per quasi 40 anni, nel dopoguerra il paese viene espulso da NATO, piano Marshall e ONU. 1953 firma un
accordo militare con USA: cede basi militai per aiuti economici, 1955 ammesso all’ONU. Fine
anni ’50→svolta tecnocratica, scambi liberalizzati e diminuito il controllo statale sull’economia. Anni ’60
boom economico spagnolo MA a fine decennio la situazione diventa difficile: manifestazioni studentesche +
1973 crisi causata dall’aumento del prezzo del petrolio. 1973 Franco cede la guida del governo per problemi
di salute, il periodo franchista si conclude nel 1975 con la sua morte. La guida del paese passa al re Juan Carlos
di Borbone, dal 1947 Franco ha restaurato la monarchia, proclamandosene reggente. Inizia processo di
democratizzazione: legalizzati i partiti, amnistia per prigionieri politici, 1978 Costituzione democratica, che
abolisce pena di morte e religione cattolica come religione di Stato, dà più autonomia a Catalogna e Paesi
baschi. La transizione non è pacifica→omicidi e attentati di estrema sx e dx. 1981 reparti dell’esercito tentano

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un golpe (che fallisce). 1977 successo del centro-destra, 1982 ascesa al governo dei socialisti→Spagna
governata in alternanza da Partito popolare (centro-destra) e Partito socialista. 1982 entra in NATO, 1986 entra
in CEE. Spagna conosce il terrorismo nazionalista dell’ETA (Nazione Basca e Libertà). 1973 attentato più
clamoroso, ucciso Carrero Blanco, il sucessore designato di Franco.
Portogallo→nel dopoguerra Salazar ottiene gli aiuti del piano Marshall + 1949 entra nella NATO. No
liberalizzazione e sviluppo, rimane uno dei paesi più poveri, alti tassi di mortalità infantile e analfabetismo.
Salazar al potere fino al 1968, si ammala e viene sostituito da Marcelo Caetano, che non allenta la stretta
repressiva: continua le lotte vs gli indipendentisti nelle colonie portoghesi (Angola, Guinea-Bissau e
Mozambico), sostenuti da URSS e Cina. Portogallo rimane logorato dal conflitto, ingenti perdite umane + uso
di armi chimiche: 1968 condannato dall’Assemblea generale dell’ONU. Primavera 1974 degli ufficiali
subalterni rovesciano il regime, no carattere violento, rivoluzione dei garofani. Primo golpe in Europa di sx:
i nuovi governanti liberano i detenuti politici, legalizzano i partiti, sciolgono la polizia politica e avviano la
procedura per rendere indipendenti i territori africani (indipendenza nel 1974-75), unico caso in cui i comunisti
sono al governo di un paese NATO. Nazionalizzate banche e industrie, emanata Costituzione democratica.
1976 socialisti vincono le elezioni (sostenuti da USA), si definiscono due poli: centro-sinistra (socialisti) e
centro-destra (socialdemocratici). 1986 Portogallo entra nella CEE.
Grecia→1949 fine guerra comunisti vs monarchici filooccidentali, seguono 15 anni di governi moderati e
costituzionali, conflitti interni. USA aiutano a ricostruire il paese, l’agricoltura è sempre centrale
nell’economia, turismo e marina mercantile iniziano a produrre ricchezza. Tensione politico-militare con
Turchia risalente alle guerre. 1964 Georgios Papandreou al governo, le sue riforme allarmano le dx: tagli alle
spese militari e preoccupazioni circa chi sarà ai vertici dell’esercito. Le sue dimissioni sono seguite da 2 anni
di instabilità; 1967 alla vigilia delle elezioni, degli ufficiali con il consenso USA dà vita a un golpe, nasce il
regime dei colonnelli. La svolta è feroce, fuorilegge tutti i partiti, repressione del dissenso, tortura
dell’opposizione, proibiti scioperi, musica moderna, capelli lunghi e minigonne. 1974 regime militare in crisi
con questione di Cipro, 1925-60 sotto UK, poi indipendente. Convivono maggioranza greca e minoranza turca,
1974 colpo di Stato per l’annessione alla Grecia quindi i turco-ciprioti spingono la Turchia a occupare la parte
nord-ovest dell’isola. I colonnelli greci sono incapaci di gestire la situazione, i timori di una guerra vs la
Turchia pone fine al loro regime, la Grecia torna una democrazia. Ha successo il partito conservatore Nuova
Democrazia, 1975 la nuova Costituzione conferma la Repubblica. Il sistema politico ruota attorno a un partito
conservatore (Nuova Democrazia) e uno socialista (PASOK). 1981 socialisti prima volta nel governo, paese
entra nella CEE. Cipro è divisa in zona greco-cipriota e turco-cipriota.

3.
Con l’invasione della Cecoslovacchia si spegne il fascino dell’URSS (anche PCI non la sostiene più). Già dal
1956 (invasione Ungheria) i socialdemocratici si distanziano dai comunisti e dal marxismo, motivo per cui
salgono al potere. Durante la guerra in Vietnam nemmeno gli USA piacciono, nessuno vuole l’imperialismo.
De Gaulle nutre forti dubbi verso gli USA, la Francia in politica estera non è sempre allineata alle logiche
occidentali: 1964 riconosce la Repubblica popolare cinese, condanna l’intervento USA in Vietnam, 1966 esce
dalla NATO. Si dota di armi nucleari per guadagnare in potenza e prestigio. Maggio 1968 acme della
mobilitazione studentesca, nasce nella periferia di Parigi e giunge in centro, scontri con le forze dell’ordine.
Notte 10-11 maggio studenti costruiscono barricate, 13 maggio sciopero generale, vengono affiancati da
operai. Timore di uno scontro finale fa allontanare il PCF e il sindacato (CGT) dal movimento e accettare gli
aumenti salariali + provoca una controspinta a dx. De Gaulle assicura l’appoggio dell’esercito vs il pericolo
della dittatura comunista e indice delle elezioni per giugno: gaullisti hanno la maggioranza, la protesta è
limitata alle grandi città e inizia a scemare. Poco domo De Gaulle si dimette perché un referendum boccia la
sua proposta di riforma delle amministrazioni locali. Gli uomini a lui legati (Pompidou, d’Estaing)
governeranno il paese nel decennio dopo. Repubblica Federale Tedesca→movimenti studenteschi hanno meno
appoggio operaio rispetto a Francia e Italia MA grande tensione quando il leader principale del movimento
(Rudi Dutschke) viene ferito da un’estremista di dx e dopo il varo di una legislazione per la difesa dell’ordine
pubblico (in ambienti di sx definita liberticida). Ci sono atti terroristici ma la democrazia regge. I più radicali
non vedono possibilità di dialogo con la politica ufficiale, non ci sono forze di sx e dal 1966 lo Stato è governato
dalla coalizione cristiano-democratici e socialdemocratici fino al 1969, quando vincono i socialdemocratici
che si alleano ai liberali (FDP) e mandano all’opposizione i cristiano-democratici. Collaborazione dura fino al
1982. C’è competizione con la Germania Est, non bastano le libertà civili e politiche lì negate, bisogna reggere
il paragone anche dal punto di vista sociale (Est: garantiti lavoro e istruzione). Politica estera→ innovativa,
uomo simbolo è Wikky Brandt, costretto all’esilio col nazismo torna in Germania nel 1945 e segue il processo

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di Norimberga. 1957 è sindaco di Berlino Ovest, denuncia la costruzione del muro. Viene eletto presidente
della SPD. 1969 diventa vicecancelliere (+ ministro esteri) vuole politica estera coraggiosa: politica orientale,
Ostpolitik, riconosce i Paesi dell’est comunista e rinuncia alle rivendicazioni territoriali in Polonia e
Cecoslovacchia. 1972 firmato il Trattato fondamentale tra Germania Est-Ovest: riconosce i confini dei due
Stati (ma no instaurate relazioni diplomatiche formali). Brandt ottiene il riconoscimento della libertà di accesso
a Berlino Est dall’occidente senza limitazioni + tedeschi ovest possono visitare la DDR. 1973 due Germanie
nell’ONU. 1970 Brandt visita il ghetto di Varsavia e chiede scusa per gli orrori nazisti (nonostante lui non lo
sia stato), 1971 vince Nobel per la Pace. 1974 è costretto a dimettersi, si scopre che un suo collaboratore è una
spia della STASI (polizia segreta della DDR), viene sostituito alla guida del governo dal compagno Helmut
Schmidt sempre in coalizione SPD-FDP. Ostpolitik e gaullismo esprimono autonomismo europeo, leadership
USA sta scemando, rimane saldo il rapporto USA-UK. 1964-70, UK laburisti al governo con Harold Wilson,
vene smantellato l’impero, l’opinione pubblica invita il governo ad aderire al CEE. 1973 Francia, Danimarca
e Irlanda aderiscono al CEE. Irlanda sud (Erie/Repubblica d’Irlanda) è indipendente dagli anni ’30, l’Ulster
(Irlansa del Nord) è in UK, maggioranza protestante non rispetta i diritti della minoranza cattolica. I primi
vogliono rimanere in UK, i secondi vogliono entrare nell’Irlanda repubblicana. 1966 si accendono i conflitti,
guerriglia e atti di terrorismo. Gennaio 1972 le truppe UK sparano a Derry su una manifestazione di cattolici
uccidendone 13→Bloody Sunday. Si inasprisce il conflitto IRA (Esercito repubblicano d’Irlanda) vs
formazioni paramilitari protestanti e esercito UK. Su territorio irlandese c’è la guerriglia, in UK attentati. 1994
l’IRA annuncia la sospensione delle attività militari, 2005 depone le armi. 2007 UK abbandona l’Ulster
ponendo le basi per una soluzione pacifica.

4.
Congiuntura economica mondiale è in cambiamento, a fine anni ’60 appaiono i segni della saturazione dei
mercati. Prima volta→1971 Nixon decide di porre fine agli accordi monetari di Bretton Woods (convertibilità
dei $ in oro). USA hanno stampato molta moneta e si sono indebitati a causa della guerra in Vietnam + spese
del progetto della “Grande Società” di Johnson. Nixon teme la diminuzione della fiducia internazionale nel
dollaro + deficit della bilancia commerciale: le importazioni superano le esportazioni, aumenta la capacità
commerciale degli altri Stati. Dollaro viene svalutato→fine stabilità commerciale, altri paesi decidono di
svalutare per favorire le esportazioni, ondata inflazionistica causa l’aumento del costo delle importazioni tra
1971-73. Aumento di prezzo del petrolio inizialmente ha motivazioni politiche (guerra arabo-israeliana del
Kippur, 1973), favoriti i paesi esportatori (Medio Oriente e Libia), sfavoriti quelli importatori. Aumento del
prezzo del petrolio alimenta le tendenze inflazionistiche (fa girare il mondo). L’inflazione cresce del 15-20%
l’anno in Italia, UK, Spagna, resta bassa in Germania federale, Svizzera, Paesi Bassi. Si salvano i salari operai,
colpiti i lavoratori a reddito fisso. Fenomeno nuovo: l’inflazione corrisponde a un calo della produzione
(stagflazione, stagnazione + inflazione). Nella seconda metà degli anni ’70 la produzione torna a crescere, ma
a ritmo lento. Molteplicità di conseguenze culturali e politiche, messa in discussione la fede nel progresso,
inizia a nascere il pensiero ecologista, il modello di sviluppo seguito non è sostenibile (critica di sx). Critica
di dx è politicamente più influente, è legata alla questione fiscale: nell’immediato dopoguerra le classi più
abbienti accettano l’aumento del carico fiscale, necessario per il welfare state. Seconda metà degli anni ’60 lo
Stato viene accusato di produrre sprechi e inefficienze.

CAPITOLO 29 (UNA SECONDA GUERRA FREDDA?)

1.
Conflitto arabo-israeliano: prima fase 1947-48, seconda fase 1956, terza fase 1967. Nella terza fase USA
sostiene ancora gli israeliani, URSS sostiene ancora gli arabi. Gli arabi non hanno mai riconosciuto la
legittimità di Israele e minacciano di distruggerlo, gli israeliani sanno che le loro frontiere sono indifendibili e
pianificano un attacco preventivo. Giugno 1967 Israele scatena un’offensiva con successo fulmineo (guerra
dei 6 giorni): conquistano il Sinai egiziano, Gaza, le alture del Golan e Gerusalemme Est + Cisgiordania (si
impadroniscono dell’intera Palestina). I politici israeliani collegati al Partito labourista (sx) o al Likud (dx)
pensano di tenere Gerusalemme Est e Cisgiordania per costruire un Grande Israele. Un movimento neo-
sionista organizza colonie di popolamento ebraiche su territori occupati. Nelle terre di occupazione vivono

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milioni di arabo-palestinesi, sottoposti a un regime di occupazione militare. La resistenza armata delle
organizzazioni palestinesi spesso sfocia spesso in terrorismo, hanno roccaforti in capi profughi in Giordania e
Libano. La maggiore è l’Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) guidata da Yasser Arafat,
gli israeliani rispondono con raid aerei in Giordania (1978), Libano (1982) e Tunisia (1985). Lo scontro ricorda
la guerra in Vietnam, l’occupazione israeliana ricorda l’imperialismo (è anche sostenuta da USA): la causa
araba guadagna le simpatie dell’opinione pubblica progressista internazionale. Le organizzazioni
internazionali condannano le azioni israeliane e i paesi arabi nobilitano la linea antiisraeliana. Egitto→1967
Nasser abbandona il potere e viene sostituito da Anwar Sadat, che punta al riscatto dell’umiliazione della
guerra dei sei giorni e al recupero del Sinai compresa la costa orientale del canale di Suez. Per questo è
saldamente alleato con la Siria, che vuole recuperare le alture del Golan. 1972 Sadat si sgancia dall’alleanza
con l’URSS (sconsiglia un’occupazione militare) e ottobre 1973 durante il Kippur attacca di sorpresa il Sinai,
mentre i siriani fanno lo stesso col Golan: 4° guerra arabo-israeliana. I due eserciti arabi ottengono successi
ma sono ridimensionati dal contrattacco israeliano e dalla mediazione USA che impone di cessare il fuoco.
Conseguenza: aumento del prezzo del petrolio. I grandi produttori arabi inducono l’OPEC a sancire un
embargo sul petrolio per punire i governi occidentali che sostengono Israele. Aumentano le entrate di
petroldollari (dollari derivanti dal petrolio) dei paesi produttori, tra cui solo Iraq e Libia hanno una linea
antioccidentale e panarabista. La monarchia saudita, gli sceicchi arabi e lo scià iraniano rimangono su una
linea filoamericana. Situazione in Arabia Saudita e Iran: nella prima domina un potere assolutista, teocratico,
restio a riconoscere diritti civili e politici, legato all’ortodossia sunnita estrema. Iran: paese islamico non arabo,
sciiti in maggioranza, è iniziato da tempo 1 processo di modernizzazione sotto lo scià Mohammad Reza
Pahlavi. L’Iran è caratterizzato da un crescente autoritarismo, 1975 abolito il bipartitismo di facciata: partito
unico e oppressione dell’opposizione. La guerra del Kippur non ha vincitori/vinti MA sana frustrazione
egiziana e fa capire agli israeliani di avere limiti: iniziano trattative + cambiano le alleanze. Egitto si avvicina
agli USA e abbandona ruolo di capofila del nazionalismo arabo. Kissinger mantiene un rapporto privilegiato
con Israele ma è attento al moderatismo arabo. Siria e Iraq rimangono con URSS. 1977 Sadat in Israele, 1979
trattato di pace Siria-Israele: riconoscimento diplomatico reciproco e ritiro truppe egiziane. 1987, Intifada:
rivolta popolare palestinese nei territori occupati da Israele. 1993-97 accordi tra governo israeliano e OLP
favoriti da USA, il primo concede la guida di un’amministrazione autonoma palestinese nei territori occupati,
no vera pace.

2.
Anni ’60 seguono esempio di Cuba, ma senza successo, i movimenti rivoluzionari in Bolivia, Colombia,
Guatemala, Perù e Venezuela. Che Guevara prende posizione su questo versante, visto come un guerrigliero
romantico. Tutti i rivoluzionari lo citano con “cercare uno, due, tre, molti Vietnam”. Ci sono molte differenze
però tra America Latina e Vietnam. In Bolivia Guevara è in guerriglia con il governo filoamericano, viene
catturato e ucciso nel 1967. In America Latina i rivoluzionari e progressisti sono antistatunitensi, USA si
appoggiano a gruppi conservatori locali. 1975 Il coordinamento già esistente tra servizi segreti latino-americani
per combattere la sovversione di sx con il sostegno CIA e FBI viene formalizzato attraverso l’avvio
dell’operazione Condor. Obiettivo: eliminazione dell’opposizione e della sovversione.
Brasile→primo paese in cui vengono cancellate le regole della democrazia, 1964 c’è un colpo di Stato
dell’esercito che vede rovesciato il governo del cattolico di sx Goulart: fuori legge tutti i partiti e create due
forze politiche controllate dal governo, soppresse le manifestazioni studentesche e ridotti al silenzio i vescovi
e parroci che denunciano l’ingiustizia sociale nel paese, guerriglia urbana repressa.
Uruguay→tradizioni liberali, anni ’60 grave crisi economica accompagnata da proteste sindacali e
studentesche + azioni armate e assassinii compiute dal movimento marxista-leninista Movimento di
Liberazione Nazionale Túpac Amaru (da nome di una rivolta indigena vs spagnoli). Il presidente della
Repubblica nel 1972 proclama lo stato di guerra interna e affida all’esercito la repressione della guerriglia e
nel 1973 cede il controllo del governo ai militari, che attraverso gli squadroni della morte smantellano le
organizzazioni armate. Parlamento sciolto, partiti politici banditi, diritto di riunione negato, leader sindacali
arrestati, manifestazioni represse.
Cile→forte tradizione liberal-democratica, i militari non sono mai intervenuti nel governo. presidente della
Repubblica: eletto dal popolo col sistema presidenzialista. 1970 elezioni, schieramento di centro-destra
candida un democristiano vs uno di centro-sinistra (Unidad Popolar) che richiama i fronti popolari e candida

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il socialista Salvador Allende. Unidad Popolar vuole la nazionalizzazione anche di imprese USA (causa di
resistenze all’interno e all’estero): scontri in piazza, attentati, scioperi, complotto militare al quale la CIA presta
sostegno. Settembre 1973 colpo di Stato ha successo, Allende muore nel palazzo presidenziale.
Argentina→1943 governo scaturisce da un colpo di Stato, il colonnello Juan Perón diventa ministro del lavoro
e della previdenza. Si ispira a un socialismo nazionale, che cerca una terza strada tra capitalismo e comunismo
(come fascismo). 1945 riforme innovative: assicurazione obbligatoria per incidenti sul lavoro e malattie
professionali, giornata lavorativa di 8h, aumento salari, pagamento tredicesima, ferie retribuite, estensione del
sistema pensionistico. Perón viene fatto arrestare dal governo perché troppo popolare, ma grazie a proteste si
presenta alle elezioni e 1946 diventa presidente della Repubblica e dà il via all’oppressione dell’opposizione,
censura della stampa e culto carismatico della figura. Continua con le riforme: diritto di voto alle donne,
nazionalizza la banca nazionale e i servizi pubblici (ferrovie, telefonia e gas), assistenza sanitaria, edilizia
popolare, istruzione per le classi meno abbienti, abolizione delle tasse universitarie. 1949 emana una
Costituzione: riconosce diritto di sciopero, alla salute, a una giusta retribuzione e all’istruzione, l’uguaglianza
giuridica tra coniugi e prevede il monopolio del commercio estero da parte dello Stato (limitare concorrenza e
difendere gli interessi nazionali). Svolge un ruolo importante la moglie Evita, ex attrice eroina dei
descamisados (estrazione popolare) e del movimento sindacale. Il regime si può solo descrivere come
populista, si identifica con l’identità di un popolo non precisato e l’opposizione è antipopolare (e illegittima).
Gli alti costi economici diventano insostenibili, la perdita di consenso dovuta all’inflazione e alla politica
autoritaria si sommano all’avversione di USA e Chiesa cattolica (contraria a divorzio e abolizione
dell’insegnamento di religione nelle scuole). 1955 colpo di Stato militare, Perón esiliato in Spagna ma rimane
popolare, quindi per evitare il suo ritorno con le elezioni nel 1966 mettono in atto un golpe. Peronismo si divide
in due fazioni: una di dx neoconservatrice e una di sx sindacalista. Anni ’60→crisi economica + guerriglia tra
gruppi armati (es. Montoneros). 1973 militari cercano via d’uscita e chiamano Perón, vince le elezioni ma
muore nel 1974. Gli succede la terza moglie Isabelita, ma viene rovesciata da un colpo di Stato militare nel
1976. Dopo i colpi di Stato alcuni paesi dell’America Latina sono accomunati da dittature militari parafasciste,
guidate da: Augusto Pinochet in Cile, Jorge Rafael Videla in Argentina ed esponenti militari e civile in
Uruguay e Brasile. Mantengono la linea filoamericana attraverso repressione, torture, assassinii, sequestri,
eliminazioni di oppositori politici (desaparecidos).

3.
1975 Vietnam è libero dallo straniero, unificazione sotto un regime comunista, le sinistre lo identificano come
un luogo positivo e di benessere MA si instaura un regime comunista autoritario. Il partito governa il paese
con piglio centralistico e autoritario, i sostenitori del vecchio regime vengono mandati in campi di
rieducazione, borghesia perseguitata, alcuni scappano nel mar Cinese meridionale (boat-people). La
collettivizzazione non sana i problemi del sud, l’ambiente è distrutto da guerra e armi chimiche + masse di
persone sono state sradicate dai loro villaggi durante la guerra. Il governo USA perseguita il Vietnam con
sanzioni economiche, quindi il Vietnam chiede aiuto all’URSS inimicandosi la Cina.
Cambogia→socialista, linea filocinese. Con la partenza degli americani si crea un vuoto di potere, colmato dai
khmer rossi, il cui leader è Saloth Sar, conosciuto come Pol Pot. Nasce un regime ferocissimo, obiettivo è
cancellare ogni differenza di classe, differenze tra città e campagna e instaurare una società virtuosa. Abolito
tutto ciò che sembra proprietà privata: industrie, botteghe artigiane ed esercizi commerciali. La capitale Phnom
Penh e le altre città vengono svuotate, popolazione deportata in campagna, bambini di 10-12 anni sottratti a
genitori e famiglie separate. Vengono uccisi gli oppositori, i filooccidentali e chi non apprezza la vita semplice
di campagna (in tre anni muore 1.5mln di persone su 7mln, auto genocidio cambogiano). Vietnam si sente
minacciato, 1978 appoggia le forze ostili ai khmer rossi attraverso un intervento militare che porta
all’instaurazione di un governo favorevole. Cina la reputa un’azione a lei ostile manovrata dall’URSS, 1979
invade il Vietnam nord, dove deve scontrarsi coi militari vietnamiti, più forti, che la fanno retrocedere in poco
tempo. Vengono messi in discussione il progetto comunista e il mito terzomondista (pure nei paesi più poveri,
senza interferenze occidentali, si combattono guerre). Scompaiono gli uomini simbolo di tale progetto: Houari
Boumédiène, presidente della Repubblica algerina anni ’60, Tito di Jugoslavia, ci si rende conto che il regime
di Fidel Castro è autoritario come gli altri.

4.

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1975→USA, URSS e altri 35 paesi firmano gli accordi finali della conferenza di Helsinki sulla sicurezza e
cooperazione in Europa, che impegnano su vari punti. In particolare, su: sono permanenti i confini stabiliti nel
1945 e bisogna garantire i diritti umani. 1975 URSS ottiene grazie al Vietnam una sponda nel sudest asiatico
(funzione antiamericana e anticinese). Siriani, iracheni, palestinesi guardano URSS con amicizia. Cuba cerca
di allargare la propria influenza in Nicaragua, grazie al movimento di estrema sx dei sandinisti, che nel 1979
rovescia la dittatura di estrema dx locale. In Africa i governi/movimenti di guerriglia ottengono il supporto
URSS, es. quello che in Angola nel 1975 prende potere dopo la caduta del regime coloniale portoghese. URSS
ha risorse necessarie per una politica di potenza speculare a USA? Problemi vengono alla luce quando URSS
entra con le truppe in Afghanistan, zona strategica. 1973 in Afghanistan cade la monarchia filooccidentale,
1978 al potere un partito filosovietico, politica di laicizzazione: diritto di voto alle donne, resa obbligatoria la
loro istruzione, proibito il burqa. Ciò scatena una reazione delle autorità religiose islamiche, le quali incitano
la resistenza armata dei mujaheddin. Fine 1979 Brežnev decide per l’intervento militare diretto per aiutare il
governo amico + evitare che le rivolte si espandano ai paesi islamici sotto URSS. USA (con Jimmy Carter dal
1977) vedono minacciosa l’espansione URSS in Medio Oriente (ci sono risorse petrolifere USA).
Iran→rivoluzione rovescia il regime dello scià legato a USA, URSS non ha colpe, è una questione identitaria.
Il movimento rivoluzionario è egemonizzato dal clero islamico e dall’ayatollah Ruhollah Mosavi Khomeyni.
Inizio 1979 con referendum nasce la Repubblica islamica dell’Iran, poteri divisi ma affidati alla Guida
suprema, carica affidata a vita a Khomeyni e successori. Per vigilare sul Parlamento (Majlis) e confermare il
carattere islamico della legislazione viene formato il Consiglio dei guardiani, composto da 6 ulema (studiosi)
nominati dalla guida suprema e da 6 giuristi nominati dal Parlamento. È un regime teocratico. USA sostiene
lo scià, opinione pubblica iraniana è sospettosa e l’ambasciata USA di Teheran viene assaltata da dimostranti
con incoraggiamento delle autorità, 50 funzionari sequestrati. 1980 i reparti speciali USA tentano di liberarli
dall’ambasciata, falliscono, vengono rilasciati quando vengono sospese le misure di congelamento di beni
iraniani in USA. 1979 Saddam Hussein al potere in Iraq (Partito ba’th antioccidentale, filosovietico), 1981
muore Sadat (Egitto) perché alleato con USA e accordato con Israele. USA risponde: Carter promuove sanzioni
economiche vs URSS e organizza il boicottaggio delle Olimpiadi di Mosca (1980) con la Cina. 1980 gli USA
e alleati arabi incoraggiano l’Iraq ad aggredire l’Iran. Saddam ritiene che l’indebolimento iraniano (dovuto a
rivoluzione e ostilità occidentale) consenta di risolvere antichi contenziosi territoriali. La guerra finisce nel
1988 con nulla di fatto (se non morti e distruzione). In Iran scoppia il conflitto tra forze laiche e il movimento
islamico degli ayatollah. Gli islamisti si impadroniscono dello stato e eliminano l’opposizione, torna
l’imposizione del velo (vietato dal 1936), proibito l’aborto, vietati alcolici e introdotta pena di morte per
adulterio e bestemmia. Nel frattempo, svolge una politica estera attiva, soprattutto in Libano, coinvolto nel
conflitto israeliani vs palestinesi e in un conflitto civile tra le diverse comunità politico-religiose (cristiani,
musulmani, drusi). Iran appoggia lo sciita Hezbollah e le sue milizie. Opinione pubblica USA è scontenta della
debolezza di Carter, 1981 diventa presidente Ronald Reagan, che accentua la combattiva vs URSS. Promuove
azioni coperte, sabotaggi e attentati, contro i sandinisti in Nicaragua. Avvia una politica di grandi spese
militari, prevede il progetto di uno scudo spaziale che tramite raggi laser ripari dai missili. Sembra politica
difensiva, in realtà mette in discussione il principio della mutua distruzione: alterato l’equilibrio tra le sue
potenze. URSS intanto non riesce a domare la guerriglia in Afghanistan. L’elemento religioso viene al centro
della scena nelle vesti di solidarietà panislamica: giungono volontari da molti paesi, aiuti militari e finanziari
soprattutto da Pakistan e Arabia Saudita. Tutto ciò è manovrato da USA, che vedono per l’URSS una sconfitta
analoga alla loro in Vietnam. Le cose per URSS e la fazione afghana sostenuta diventano difficili.

CAPITOLO 30 (IL CROLLO DEL MURO)

1.
Difficoltà economiche URSS si accentuano nella seconda metà degli anni ’70. Il PIL pro-capite smette di
crescere, le aspettative di vita (maschile) calano soprattutto a causa dell’alcolismo, aumenta la criminalità.
1982 muore Brežnev, 1984 muore il suo successore alla guida del PCUS, Jurij Andropov. 1985 l’oligarchia
nomina alla carica Michail Gorbačëv. Gorbačëv si muove sul versante del rinnovamento con molta energia, la
sua linea ha 2 parole-chiave: perestrojka (riforma, ovvero liberalizzazione economica e politica) e glasnost
(trasparenza, chiarezza nei processi decisionali, legalità e libertà di espressione). 1988 nuova Costituzione, non
mette in discussione il partito unico ma consente candidature plurime alle elezioni del Congresso dei soviet

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nel 1989. Eletti alcuni diffidenti, come Andrej Sacharov. L’URSS si ritira dalla guerra in Afghanistan (morti
2mln di afghani, 15mila sovietici, 5mln profughi) 1990 Gorbačëv eletto presidente URSS, carica da lui
introdotta per evidenziare la divisione di Stato e partito. È convinto che l’economia URSS non possa reggere
la corsa agli armamenti di Reagan, bisogna ridurre le spese militari e migliorare il tenore di vita della
popolazione. 1987 firmato a Washington un accordo che vede la riduzione concordata delle armi nucleari. Le
aperture in URSS provocano ripercussioni in Europa est: dissidenze comuniste, mobilitazione di gruppi non
comunisti e anticomunisti, distanziazione rispetto all’URSS. Gorbačëv non vuole la repressione armata.
Polonia→paese più riottoso dell’egemonia URSS. 1980-81 in seguito agli scioperi dei cantieri navali di
Danzica nasce un sindacato indipendente, Solidarność che ha sostegno della Chiesa cattolica. Il movimento,
sotto la guida dell’operaio Lech Wałęsa, che da rivendicazioni economiche si spinge a richieste politiche. Il
generale e capo del governo Wojciech Jaruzelski, per fermarlo e per evitare il rischio di un provvedimento
sovietico, dà vita a un colpo di Stato e proclama la legge marziale. Wałęsa viene imprigionato e liberato l’anno
dopo, 1983 è Nobel per la pace. Anni successivi→Jaruzelski allenta le misure repressive, apre dialogo con
Chiesa cattolica (sancito da 2 visite di Giovanni Paolo II, 1883 e 1987). 1988 riforma costituzionale che
culmina nel 1989 in nuove elezioni: prime consultazioni politiche libere in un paese del “campo” URSS (grazie
ad aperture di Gorbačëv). Vince il Solidarność + nomina di un suo esponente come capo del governo polacco
= processo inarrestabile che coinvolge l’Ungheria. Viene deposto Kádár (leader comunista che ha guidato la
repressione del 1956), la nuova classe dirigente e proclama libere elezioni per il 1990, riabilitati i martiri del
1956 (es. Nagy) e aperte le frontiere con l’Austria. Dalla DDR decine di migliaia di cittadini si mettono in
marcia verso l’Ungheria, per poi attraversare l’Austria e arrivare in Germania federale. Nella DDR proteste
popolari spingono il segretario del partito comunista Erich Honecker a dimettersi e costringono i nuovi
dirigenti a legalizzare i permessi per l’espatrio. 9 novembre 1989 aperta la frontiera tra le 2 Germanie, da est
e ovest la gente si arrampica sul muro e lo distrugge: cade il simbolo della guerra fredda.
Cecoslovacchia→manifestazioni popolari provocano le dimissioni dei dirigenti del partito e riportano al potere
Dubček, fine 1989 viene eletto presidente dell’Assemblea generale cecoslovacca, che nomina presidente della
Repubblica lo scrittore Václav Havel (perseguitato nel regime, membro del movimento Charta 77). 1989
governo bulgaro costretto a riforme, lo stesso succede nel 1990 in Albania. Romania: unico paese in cui il
cambiamento è violento. Il segretario del partito Nicolae Ceauşescu (in carica dal 1965) reagisce alle proteste
provando a reprimerle, è costretto alla fuga, fucilato assieme alla moglie dopo un processo sommario. Ex paesi
satelliti URSS affrontano una rapida democratizzazione a parte in Romania, dove i comunisti restano al potere
fino al 1996 (ma devono cambiare nome in Fronte di Salvezza Nazionale e affrontare proteste che sembrano
guerre civili). In alcuni paesi gli ex comunisti cambiano nome e diventano socialdemocratici. In Polonia
diventa presidente della Repubblica Wałęsa nel 1989, nel 1993 gli ex comunisti vincono le elezioni. Ungheria:
vince una forza di orientamento cristiano e nazionalista moderato (Forum democratico) e gli ex comunisti si
dividono in vari partiti, come quello socialista che vince le elezioni nel 1994. Bulgaria e Albania ex comunisti
vengono sconfitti dopo un primo momento. Cecoslovacchia vincono i liberal-democratici di Havel, che nel
1992 affronta la divisione del paese in Repubblica ceca e Slovacchia. In Europa est si alternano centro-sx e
centro-dx, nei paesi che entrano in UE, i partiti di centro-dx si riconoscono in Partito Popolare Europeo, quelli
più esplicitamente di dx in Alleanza dei conservatori e riformisti europei e quelli di sx in Partito socialista
europeo. Germania Est→libere elezioni 1990, sconfitti i comunisti, vincono le forze che vogliono la
riunificazione tedesca. Il partito maggioritario (Unione cristiano-democratica) si coordina coi cristiano-
democratici occidentali e col governo della Germania federale presieduto da Helmut Kohl. Inizia la
riunificazione tedesca. Francia, Polonia e Russia temono che la Germania cercherà egemonia del passato MA
Kohl tranquillizza. URSS (indebolita dalla classe politica divisa in pro e contro a Gorbačëv) accetta
l’inglobamento della Germania Est nell’Alleanza atlantica. 1° ottobre 1990 in vigore il trattato di unificazione,
Kohl è alla guida del governo tedesco fino al 1998.

2.
Indipendenza dei paesi satelliti dell’Europa orientale è seguita da un processo di disgregazione interno
dell’URSS. Il
sistema comunista URSS va in crisi, viene meno la soluzione federale che nel 1921 ha garantito la tenuta di
parte dell’ex impero zarista. Prime indipendenti (1990-91) repubbliche baltiche (Lettonia, Estonia e Lituania),
poi le repubbliche caucasiche (Armenia. Georgia e Azerbaigian) e quelle dell’Asia centrale. Anche la Russia

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cerca di guadagnare l’autonomia sotto la guida di Boris El’cin, riformista impegnato contro corruzione e
privilegi della nomenklatura, 1991 eletto presidente del paese. Contemporaneamente anche l’Ucraina si mette
sulla strada dell’indipendenza. Estate 1991 settori del partito comunista e esercito (spaventati) tentano golpe
e arrestano Gorbačëv, la reazione popolare che ha El’cin come punto di riferimento spinge i soldati a evitare
un bagno di sangue. I governi di Russia, Bielorussia e Ucraina decretano la fine dell’URSS, danno vita a una
Comunità di Stati indipendenti (CSI), cui aderiscono 11/15 ex repubbliche URSS. Gorbačëv si dimette, la
Russia subentra al posto dell’URSS come membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’ONU. 1993
El’cin fa approvare una Costituzione che amplia i suoi poteri, problemi interni: ci sono molti nostalgici del
regime, altri vogliono un iper-nazionalismo. Le tensioni fanno entrare il presidente in scontro frontale col
Parlamento, lo scioglie. Proclama lo stato di emergenza, chiede all’esercito di intervenire: ristabilito l’ordine
con un bagno di sangue. Crisi russa è soprattutto economica e sociale: intrapresa una politica di privatizzazioni
e liberalizzazione economica che attrae capitali esteri ma peggiora il tenore di vita della popolazione. Molti
non hanno più protezione statale e cadono in miseria. L’economia russa resta indifesa davanti alle speculazioni
internazionali, l’introduzione del libero mercato è difficoltosa. Si forma un ceto di nuovi ricchi (ex dirigenti
comunisti spesso) che si impadronisce di industrie e terre, acquisisce tanta importanza da condizionare la vita
politica (oligarchia). Area ex URSS→in Tagikistan (Asia centrale, popolazione islamica) si scontrano il partito
laico filorusso e quello islamista. Tra Armenia (cristiana) e Azerbaigian (musulmano) scoppia la guerra. Molte
popolazioni vengono divise, come per gli osseti del sud (Georgia) che promuovono un movimento separatista
per ricongiungersi con gli osseti del nord (Russia). Moldavia e Ucraina le minoranze russe dimostrano
resistenza. Molti conflitti diventano guerre civili, a volte la Russia interviene militarmente. Russia rischia una
disgregazione, 1994 El’cin interviene militarmente vs il movimento indipendentista in Cecenia (musulmana).
La “prima” guerra oppone russi e ceceni vs ceceni indipendentisti. Il compromesso che viene raggiunto è
precario.

3.
Regno di Jugoslavia→anni ’20-’30 egemonizzato da serbi, altre comunità hanno poca autonomia, malcontento
tra croati e sloveni. 1945 Tito cerca di rendere più agevole la convivenza tra i popoli jugoslavi: Stato con forma
federale. 1989 perdita fede nel comunismo, no ragione nel vivere assieme. La Costituzione jugoslava prevede
il diritto di secessione dei singoli Stati, il primo governo postcomunista che se ne vale è quello sloveno. Dopo
un referendum proclama la propria indipendenza 1991, l’esercito jugoslavo ha una debole reazione, respinta.
Crisi: 1991 la Croazia si dichiara indipendente, dopo che il partito nazionalista al governo (Unione democratica
croata) emana una costituzione sentita discriminatoria dalla minoranza serba (12%). Settembre 1991 diventa
indipendente la Macedonia. I serbi non vogliono la Jugoslavia, il capo del governo Slobodan Milosevic vuole
una Grande Serbia nella quale confluirebbero le minoranze serbe e le zone da loro abitate. Tornano vivide le
violenze del passato: in Krajina, regione croata a maggioranza serba, le milizie filofasciste croate hanno
perpetrato stragi orribili durante la IIGM vs i serbi. Le truppe serbe invadono la Croazia e inizia la guerra.
Contrapposizioni di nazionalismi e religioni. Nulla è basato sul passato, bensì sulle questioni politico-
identitarie del presente. Aprile 1922 la Bosnia Erzegovina dichiara l’indipendenza, dove fino a questo
momento hanno convissuto croati cattolici, serbi ortodossi e bosniaci musulmani, con l’indipendenza scoppia
un conflitto triangolare. Combattono minoranze serba vs croata per l’unificazione ai loro Stati, e serbi + croati
vs musulmani che vogliono Stato proprio, Sarajevo è polveriera. Ognuno vuole uno Stato proprio su un
territorio proprio MA le popolazioni vivono mischiate: ognuno cerca di omologare dal punto di vista etico-
religioso le aree che controlla militarmente. Pulizia etnica: espulso o deportato chi è di un’etnia diversa, vietati
matrimoni misti, costruiti campi di concentramento. Stupri di massa delle donne di altri gruppi, fosse comuni
per cancellare le tracce dell’uccisione di uomini, donne e bambini di etnia nemica. Bosnia: distrutta dalla
guerra, 100mila morti di cui 40mila civili. 1992 interviene militarmente l’ONU (poco effetto), 1994 le
pressioni internazionali e USA hanno effetto: fine ostilità croati vs bosniaci, si alleano vs i serbo-bosniaci e
fine del sostegno serbo ai serbo-bosniaci. I serbo-bosniaci non si arrendono e 1995 USA mobilitano la NATO
per bombardamenti. A Srebrenica bosniaci vengono trucidati dal generale Mladic, l’ONU non interviene. 1995
offensiva croata ha la meglio sui serbi della Krajina, segue pulizia etnica. 1995 a Dayton (Ohio) iniziano le
trattative tra Tuđman (croati), Milosevic (serbi) e Izetbegovic (bosniaci), a fine anno viene siglato l’accordo
di pace a Parigi. Bosnia Erzegovina diventa somma di 2 entità: Federazione (croato-musulmana) di Bosnia ed
Erzegovina e una Repubblica serba, ognuna con propria Costituzione. Serbia viene coinvolta in un conflitto in

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Kosovo (sua regione autonoma, maggioranza albanese) che dai primi anni ’90 rivendica l’indipendenza. 1996-
97 si accendono gli scontri, 1999 la NATO bombarda la Serbia, costringendola a cedere. Kosovo messo sotto
protezione ONU e avviato all’indipendenza. Passaggio XX-XXI secolo ha visto l’avvio di processi di
democratizzazione. 1999 in Croazia muore Tuđman, 2000 in Serbia vince una coalizione di forze democratiche
(Milosevic abbandona il potere, 2001 arrestato e consegnato al Tribunale Internazionale dell’Aja per crimini
contro l’umanità, 2006 muore in carcere prima della sentenza). 2006 indipendenza Montenegro, 2008
riconoscimento internazionale dell’indipendenza del Kosovo.
4.
Negli anni ’80 oltre al comunismo va in crisi lo statalismo moderato occidentale, legato al keynesismo e al
welfare state: contro di esso si alza il pensiero neoliberista e le politiche neoliberiste (es. Reagan). Ronald
Reagan→ex attore, diventa governatore della California e poi presidente coi repubblicani, ma su una linea
nuova. Promette il recupero del prestigio internazionale e presenta una ricetta economica liberista fondata sulla
convinzione che le dinamiche sociali debbano essere regolati da mercati e capacità individuali, no Stato.
L’economia riprende lo slancio (grazie a sviluppo dei settori industriali più avanzati e aumento spese militari),
la disoccupazione viene in gran parte riassorbita. Hanno problemi le industri e aziende agricole che non
possono più contare su aiuti statali e le fasce di popolazione che vedono diminuire gli investimenti in assistenza
pubblica. USA rimane in deficit, soprattutto perché le spese per armamenti aumentano. Corrispettivo europeo
di Reagan è Margaret Thatcher, leader dei conservatori UK, sconfigge i laburisti nel 1979. Guerra
nell’arcipelago delle Falkland (sud-ovest coste argentine)→Falkland rappresenta uno degli ultimi avamposti
dell’impero UK, l’Argentina ne rivendica la sovranità, le sue truppe sbarcano nel 1982 e scacciano gli inglesi
(probabilmente perché la dittatura argentina vuole smuovere gli animi patriottici e far dimenticare le mancate
libertà). UK mobilita una flotta e riprendono l’arcipelago dopo vari combattimenti, il regime argentino cade.
La Thatcher sfrutta la vittoria per ottenere il sostegno popolare alla sua politica economica che, come quella
di Reagan, si ispira al liberismo radicale. Il neoliberismo favorisce la ripresa dell’economia e calo
dell’inflazione (da anni ’60 stagflazione) ma accresce la disoccupazione e le disuguaglianze sociali. Rinnega
la centralità dell’idea di giustizia sociale (eguaglianza) e riafferma la centralità del mercato. La Thatcher
attacca fortemente lo statalismo, il quale (secondo lei) non può seguire la velocità del mercato (ha una
burocrazia troppo lenta). La sua proposta è combattere le proposte assistenzialistiche: welfare state, indicato
da lei come freno alla crescita economica perché dirotta le risorse verso spese improduttive (tra cui sistema
sanitario); la tassazione alta soffoca lo spirito imprenditoriale.
Si parla di globalizzazione, per sottolineare l’integrazione globale dell’informazione e di altri fattori
dell’economia. Denaro, merci e persone si muovono in dimensione planetaria. Gli aumenti di produttività,
grazie all’automazione, implicano una diminuzione del numero di operai in fabbrica: gli imprenditori riescono
a ridurre il costo del lavoro. Gli imprenditori iniziano a trovare conveniente trasferire molti impianti in paesi
poveri in cui il costo del lavoro è basso e non esistono sindacati (delocalizzazione). Da molti paesi
industrializzati spariscono fabbriche e il paesaggio sociale delle grandi masse operaie. Nei paesi sviluppati i
lavoratori non vogliono più identificarsi nei sindacati operai, sostenitori della sx e delle politiche stataliste. La
Thatcher accusa le Trade Unions e i laburisti di rappresentare gruppi parassitari e anacronistici. Per lei la
società non esiste, esiste solo l’individuo (tornal’individualismo e scompare la solidarietà di classe).
Neoliberismo: ispirato a Smith e Ricardo, importanti le rielaborazioni della Scuola di Chicago e di Milton
Friedman. L’assistenzialismo è da ridurre, fonte di parassitismo; è necessaria la deregolamentazione, vanno
cancellate le norme che limitano l’accumulazione del profitto e il libero dispiegamento della libera iniziativa
dei singoli; da abolire la privatizzazione, la burocrazia statale non sa gestire le risorse. Critica alla progressività
dell’imposta: i ricchi devono corrispondere al fisco la stessa % di reddito dei poveri. Critica: il neoliberismo
impedisce allo Stato di controllare le oscillazioni economiche; nei singoli paesi la riduzione di intervento
statale rischia di impoverire le classi meno abbienti; i deboli sono abbandonati. In Occidente dagli anni ’80
crescono le differenze sociali. In UK le riforme thatcheriane non demoliscono appieno il sistema di garanzie
sociali + nessun altro Stato in Europa segue il neoliberismo radicale.
Francia→per la prima volta dopo l’instaurazione della V repubblica le sx vanno al governo nel 1981 con
coalizione socialisti-comunisti guidati da François Mitterrand. Il suo mandato ha carattere radicale:
nazionalizzazione di banche e grandi gruppi industriali, incremento di salari e assegni familiari, riduzione di
settimana lavorativa e abbassamento dell’età di pensione, allungamento ferie retribuite, regolarizzazione di
immigrati, raddoppio fondi cultura, abolizione pena di morte e depenalizzazione dell’omosessualità. Misure

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economiche provocano malcontento a causa di scarsa sostenibilità e fuga di capitali all’estero, il governo
socialista si muove con cautela e rompe coi comunisti. Mitterrand rieletto nel 1988, al potere fino al 1995.

CAPITOLO 31 (L’ITALIA DAL SESSANTOTTO ALLA SECONDA REPUBBLICA)

1.
1968 Italia scossa da movimentazione studentesca e giovanile. Il movimento si appella a una democrazia
diretta vs una delegata, è convinto che l’ampliamento dei consumi soddisfi desideri materiali ma alieni gli
individui, definisce “di classe” scuola e università (funzionali al mantenimento delle disuguaglianze sociali).
Il movimento studentesco italiano ha radici simili a quelli USA, francese e tedesco, ma è più radicale.
Inizialmente punta ad avere più aule, più mense, più laboratori e maggiore attenzione per gli studenti lavoratori,
alla fine 1967 le proteste diventano dure e vengono occupate le facoltà. Marzo ’68 a Roma gli studenti si
scontrano con la polizia che vuole impedire l’occupazione della facoltà di Architettura. Gli studenti reagiscono
per la prima volta alle cariche delle forze dell’ordine. L’Italia ha vissuto per 30 anni sotto la DC, l’ala più
radicale del movimento ne deduce una mancanza di democrazia e accusa la DC di aver asservito il paese
all’imperialismo USA e di aver creato un regime clerico-fascista. Rimprovera alla sx istituzionale di essersi
integrata col sistema. Gli studenti capiscono che rimanendo chiusi nelle Università il progetto rivoluzionario
fallirebbe, gruppi piccoli e combattivi provano a organizzarsi per dare continuità alla propria azione. Alcuni si
ispirano al leninismo (partito centralizzato diretto da una élite il cui fine è la rivoluzione). Almeno 2 gruppi
della Sinistra rivoluzionaria (Lotta Continua e Potere operaio) si definiscono operaisti. L’operaismo (R.
Panzieri, M. Tronti, T. Negri) esalta l’autonomia operaia, i lavoratori non devono delegare a nessuno la
rappresentanza dei propri interessi, la fabbrica è il luogo di massimo sfruttamento capitalistico. I rivoluzionari
si convincono che coloro che sono emigrati da campagne in città non siano integrati nel sistema (sono
emarginati con orari di lavoro insostenibili), quindi che non siano esposti alle sue lusinghe. Pensano che
occorra canalizzarne la delusione e rabbia per far scoppiare la rivoluzione. Molti fatti sembrano confermare le
teorie dell’operaismo, gli scioperi continuano fino agli anni ’70, dando vita a una conflittualità sociale mai
vista in Europa. Picco: autunno caldo 1969 MA no rivoluzione.
Economia→la protesta spinge sindacati e INTERSIND (associazione delle imprese a partecipazione statale)
alla firma di un accordo, dicembre 1969, poco dopo cede Confindustria. I salari vengono generalmente
aumentati MA in questo periodo ci sono elementi negativi: shock petrolifero, aumento costo materie prime,
calo dell’esportazione a causa della contrazione del commercio mondiale, aumento del deficit del bilancio
pubblico. Crisi anni ’70 è arresto momentaneo, dopo di che la crescita riprende e diminuiscono le differenze
di reddito.
Politica→maggioranza di operai rimane fedele al PCI (politica riformatrice e vuole la rivoluzione), che
conserva il radicamento sociale, l’influenza sul movimento sindacale e trae prestigio dalla sua diversità (non è
al governo, non è causa di problemi). Guadagna affidabilità democratica condannando nel ’68 l’invasione della
Cecoslovacchia da parte URSS. La politica “ufficiale” è bloccata, la spinta a sx dell’opinione pubblica non si
trasferisce su piano elettorale nel 1972. La DC si attesta quasi 39% dei voti e rimane in maggioranza coi suoi
alleati. PCI ha 27%, PSI 10%, 3% per sx più estremista, il MSI ha 9% dei voti. Il MSI non può allearsi con la
DC, la DC torna alla formula del centro-sx: Mariano Rumor presidente del Consiglio.

2.
Alla dx del MSI si formano gruppi rivoluzionari neofascisti, tra cui Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale,
distaccatisi dal MSI nel 1956 e 1960. Svolgono un ruolo importante nella strategia della tensione. Momento
di avvio: esplosione di una bomba in una banca in p.zza Fontana a Milano, 12 dicembre 1969 (17 morti, 205
feriti). Seguono la bomba sul treno Freccia del Sud presso Gioia Tauro (luglio 1970), l’attentato a una pattuglia
di Carabinieri a Petano (maggio 1972), l’attentato alla questura di Milano (1973), bomba in p.zza della Loggia,
Brescia (maggio 1974), bomba sul treno Italicus a San Benedetto Val di Sambro (agosto 1974), attentato alla
stazione di Bologna, 85 morti e 200 feriti (agosto 1980). Il terrorismo è indiscriminato, quindi stragismo. Gli
attentati non vengono rivendicati, i gruppi puntano a incolpare la sx per portare a dx l’opinione pubblica. Per
l’attentato in p.zza fontana viene arrestato un anarchico (Giuseppe Pinelli) che cade da un balcone della
questura di Milano durante l’interrogatorio, e in seguito un altro (Pietro Valpreda) che viene condannato a una

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lunga pena per poi venire assolto. L’estrema sx è convinta di rovarsi davanti a una strage di Stato che
preannuncia un golpe, inizia a formare una resistenza armata. Dopo gli altri attentati si verificano depistaggi,
intrighi e contraddizioni, sul medio periodo vengono scoperte le identità dei terroristi. Si possono distinguere
due soggetti politicamente:
• Primo soggetto: attentati materialmente compiuti da neofascisti che sperano di creare le condizioni
per un golpe militare (come Grecia 1967). Ci sono diversi tentativi golpisti: es. notte 7-8 dicembre
1970, se ne avvia uno guidato da Junio Valerio Borghese (ex comandante della formazione d’élite
della RSI), bloccato da un contrordine arrivato non si sa da chi.
• Secondo soggetto: agenti o collaboratori di servizi di sicurezza. Elementi di forze dell’ordine,
giornalisti e magistratura contribuiscono a confondere le acque e fanno riferimento ad ambienti
conservatori italiani o stranieri (USA) nei quali il comunismo è considerato mortale.
Obiettivo: il PCI deve tornare ad essere il nemico, deve essere allontanato dal governo→”Destabilizzare per
stabilizzare”, ritorno a una specie di centrismo. Tra gli elementi che hanno ruolo negli intrighi c’è Licio Gelli
(volontario fascista in guerra di Spagna, aderente alla RSI, collaboratore di servizi segreti UK e USA). Esce
dal mistero nel 1981, quando la magistratura indaga per reati finanziari la loggia massonica segreta P2, di cui
Gelli è capo. Alla P2 sono iscritti magistrati, giornalisti, imprenditori, banchieri, ufficiali forze armate e vertici
di servizi segreti. L’associazione è stata capace di condizionare il sistema politico-economico italiano ed è
coinvolta in intrighi. Accusata di essere una centrale eversiva viene sciolta nel 1982. Secondo testimonianze,
nel golpe Borghese, Gelli avrebbe dovuto arrestare il presidente della Repubblica Saragat. 1995 Gelli viene
condannato a 10 anni per aver provato a depistare le inchieste sulla strage di Bologna.

3.
Come sbloccarsi dai 25 anni di DC? PCI è unico partito che potrebbe attirare una maggioranza, ma il
bipartitismo imperfetto lo esclude dal governo. Ogni volta che si propone di modificare il conventio ad
excludendum (patto non scritto ma ferreo) c’è una controspinta a dx per evitare che ciò accada. L’Alleanza
Atlantica e USA premono per impedire tale esito. L’alternanza al governo è impossibile, ma l’Italia realizza
grandi riforme. 1970 lo “Statuto dei lavoratori” amplia le conquiste del movimento operaio: tutelata la privacy
(soprattutto di opinioni politiche), garantiti permessi a studenti lavoratori, diritti di associazione e attività
sindacale su posti di lavoro, e diritto delle rappresentanze di verificare l’applicazione delle norme di salute e
integrità fisica. 1970 attuato l’ordinamento regionale, alle Regioni vengono affidati poteri legislativi in campo
di sanità, assistenza sociale, pianificazione urbana e opere pubbliche, giugno prime elezioni Regionali. 1970
la DC si impegna nel varo della legge che regolamenta l’istituto del referendum abrogativo, per poter chiamare
gli italiani ad abrogare la legge sul divorzio, che sta per essere varata al Parlamento. All’origine di questa
battaglia c’è il partito Radicale di Marco Pannella, in Parlamento il PSI ha ruolo decisivo, PCI si schiera tardi
perché teme di essere considerato estremista (poi si dice pro). Maggio 1974 referendum sul divorzio, Ciesa e
associazioni spingono la DC allo scontro convinte di vincere MA 60% di italiani vota sì per conservare la
legge. Iniziano a venire varate una serie di leggi che contribuiscono al cambiamento dei costumi e
all’emancipazione femminile. 1971 cancellato il divieto di vendita di anticoncezionali, 1975 riconosciuta la
parità giuridica di marito e moglie, equiparazione dei figli “legittimi” (nel matrimonio) e “naturali” (fuori),
abbassamento della maggiore età da 21 a 18 anni. 1977 vietate le discriminazioni tra uomini e donne
nell’accesso al lavoro, nella retribuzione e nella carriera. 1978 varata la legge sull’aborto, fa accendere dibattiti
e conferma schieramenti: DC e Chiesa vs sx e forze laiche, 1981 cattolici chiedono referendum, la legge rimane
in vigore.
1973 varata la legge sull’obiezione di coscienza: servizio civile al posto di quello militare. 1974 varata legge
sul finanziamento pubblico dei partiti (per renderne trasparenti i conti economici) MA assenti controlli seri,
non ci sono risultati apprezzabili e l’opinione pubblica non limita la propria diffidenza. Dall’estero arrivano
finanziamenti segreti: da URSS per PCI e da USA per DC. 1978 istituito il Servizio sanitario nazionale, cure
per tutti i cittadini senza distinzione, 1980 “legge 180”, chiusura degli ospedali psichiatrici. 1981 abolito il
delitto d’onore e matrimonio riparatore. 1982 approvata la legge che permette il cambiamento di sesso.
L’impatto dell’ondata delle ontestazioni giovanili non può essere ridotto solo a disordini e violenza: ha una
forte funzione rinnovatrice-modernizzatrice. Dall’intrecciarsi delle due grandi questioni: “difendere la
democrazia borghese o lottare per il comunismo?” deriva una forte democratizzazione. Luoghi fino ad ora
chiusi agli sguardi esterni (es. uffici statali, caserme, scuole, ospedali ecc.) sono costretti ad aprirsi alla

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sorveglianza dell’opinione pubblica. Ovunque, non solo in Italia, si allentano i pregiudizi rispetto agli
atteggiamenti non conformisti. Solo negli USA si arriva però alle affirmative action, azioni legislative intese
a rimediare alle discriminazioni a danno di gruppi sociali svantaggiati (es. afroamericani e donne).

4.
Enrico Berlinguer: sardo, alta borghesia, figlio di un’esponente del Partito d’Azione. Fin da giovane entra nel
PCI e fa vita di partito, pone attenzione al mondo cattolico. Segue l’insegnamento di Togliatti: solo abbattendo
gli “storici steccati” tra comunisti e cattolici la democrazia italiana può raggiungere l’equilibrio. 1972 diventa
segretario del partito, formula la proposta di un compromesso storico tra PCI, PSI e cattolici. Attraverso
l’unione delle forze popolari vuole evitare il successo di tentativi golpisti. Berlinguer afferma che in una
democrazia lacerata la sx non potrebbe governare da sola. 1969 Luigi Longo (segretario del partito) sostiene
che la futura società socialista deve essere pluralista, fondata su consenso popolare. Berlinguer si spinge più
avanti, coinvolgendo altri partiti comunisti europei in una proposta politica simile ai Fronti popolari, si parla
di eurocomunismo. 1976 Berlinguer ufficializza l’allontanamento dal modello URSS, vuole mantenere l’Italia
nella NATO. 1976 e 1977 in due congressi a Mosca ribadisce che i comunisti italiani considerano la
democrazia parlamentare e il pluralismo politico conquiste irrinunciabili, non vogliono la dittatura del
proletariato. L’eurocomunismo rimane vago ma ne deriva un aumento di consensi del PCI. 1970 il partito alle
elezioni conquista la “cintura rossa”: Emilia-Romagna, Toscana, Umbria. 1975 conquista le giunte delle
maggiori città italiane e altre regioni. PSI pensa che la linea democristiana non piaccia all’elettorato e pone
fine all’esperienza del centro-sx. 1976 PSI ha 10% voti, DC 38% e PCI 34%. I voti dei partiti di centro non
bastano alla DC per formare il governo, è inevitabile coinvolgere il PCI. 1976 si avvia la fase politica di
solidarietà nazionale, per cui il governo, guidato dal leader DC Giulio Andreotti, si basa sull’astensione del
PCI e degli arti partiti dell’arco costituzionale. Votano contro solo MSI, radicali e Democrazia proletaria.
L’ispiratore della svolta è Aldo Moro (DC), professore di diritto, eletto presidente della FUCI (federazioni
universitari cattolici) e del Movimento laureati cattolici. 1946 eletto alla Costituente, 1959 eletto segretario
DC, è convinto che le riforme necessarie possano arrivare solo col coinvolgimento socialista: con Fanfani
spinge per l’avvio del centro-sx. Moro ha un progetto ampio e di lungo periodo, vede il PCI come “anfibio”:
antisistema e antioccidentale MA ha contribuito a fondare la Repubblica e scrivere la Costituzione. Confida in
una terza fase della democrazia, nella quale una forza moderata e una progressista si alternano senza traumi.
Ottobre 1976 Moro presidente DC, fa da garante dell’affidabilità del PCI di Berlinguer come forza di governo
con Chiesa e Occidente (USA soprattutto).

5.
Il progetto Berlinguer-Moro scatena dubbi: un’alleanza onnicomprensiva non ha opposizione (non è
democrazia), ci sono dubbi in DC, a dx e a sx. il nuovo segretario del PSI Bettino Craxi sostiene la necessità
di autonomia di PSI e PCI e fa in modo che la sua “terza forza” venga schiacciata dai catto-comunisti. La sx
estrema considera l’alleanza un tradimento di Berlinguer. Anni ’60-’70→giovani di dx e sx iniziano a
scontrarsi, molti organizzano “servizi d’ordine” per difendere le proprie manifestazioni e pianificare
aggressioni vs gli avversari. Parte dell’estrema sx sceglie la lotta armata (+è diffuso lo stragismo di dx), non
sono anomalie in Occidente: in Spagna prende le armi l’ETA, in Irlanda l’IRA, in Germania nel 1970 nasce la
RAF (Rote Armee Fraktion), in Francia nel 1979 nasce Action directe, in Giappone c’è il Rengo Sekigun
(Esercito rosso unito, 1969) e negli USA ci sono i Weathermen (1969). I militanti di questi gruppi sono
affascinati dai movimenti guerriglieri, le organizzazioni armate metropolitane dell’America latina: i
Tupamaros (Uruguay), i Montoneros (Argentina) ecc. Vengono incoraggiati dalla caduta dei regimi
parafascisti europei (Spagna, Grecia e Portogallo), pensano che ciò accadrà anche nel resto dell’Occidente
“falsamente democratico”. I fautori della lotta armata sono convinti che la violenza sia quella capitalista, la
loro è legittima difesa. Il sistema deve essere ostretto a mostrare il suo vero volto, quello della repressione e
bisogna far scuotere e rendere attive le masse con gesti esemplari. In Italia le forze armate hanno una forza
specifica e un ruolo politico importante, tra esse si distinguono le Brigate Rosse (BR) nate nel 1970, iniziano
con azioni incendiarie. 1972-73 rapiscono per breve periodo i dirigenti di grandi industrie (es. FIAT e Alfa
Romeo), 1974 rapiscono il magistrato Mario Sossi, 1974 uccidono due militanti del MSI a Padova, 1976
assassinano il magistrato Francesco Coco e la sua scorta. In questo momento si intensifica “l’attacco al cuore
dello Stato”, 130 vittime tra morti e feriti. 1977 seconda ondata di protesta giovanile, frequente il ricorso ad

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armi da fuoco (forze dell’ordine e rivoluzionari). Alcuni settori di Autonomia Operaia (ex Potere operaio)
collaborano con le BR. Aumentano le gambizzazioni (azioni intimidatorie) e le uccisioni di uomini delle
istituzioni, giornalisti e intellettuali accusati di essere servi dei padroni. 16 marzo 1978 le BR rapiscono Moro,
le BR chiedono la liberazione di brigatisti arrestati e il riconoscimento politico, sull’asse DC-PCI si forma una
linea di fermezza, rifiuto di ogni trattativa. 9 maggio il cadavere di Moro viene trovato in un’auto in centro a
Roma. Il caso è avvolto nel mistero, alcuni pensano che abbaino qualche ruolo i sevizi segreti di forze
anticomuniste. Il dramma sembra rafforzare il progetto di solidarietà nazionale, 16 marzo i comunisti votano
per il governo Andreotti, si vuole combattere il terrorismo. Diventa chiaro però che il PCI non possa più contare
su interlocutori e mediatori come Moro nella DC. L’accordo tra le forze politiche rende capillare la
lottizzazione, pratica di spartizione delle cariche dirigenziali o delle commesse in enti/aziende pubbliche, nelle
Unità sanitarie locali (nate 1978), nei consigli di amministrazione delle banche. Aumenta la corruzione. 1978
eletto Sandro Pertini (PSI) come presidente della Repubblica (Gianni Leone costretto a dimettersi perché
accusati di legami con gruppi affaristici), è antifascista e dirigente della Resistenza. Diventa popolare grazie
al prestigio, fermezza vs terrorismo e stile popolare e colloquiale. Craxi preme per l’allontanamento dal PCI,
PCI vuole propri ministri nell’esecutivo, tensioni al culmine dopo la nascita del Sistema monetario europeo
(SME) nel 1979 che ha doppio obiettivo: stabilizzare le monete europee dopo la fine degli accordi di Bretton
Woods e fare un passo avanti nell’unificazione europea. Il governo italiano aderisce (l’incoraggiamento
europeo può sollecitare lo sviluppo economico), il PCI è contrario (teme che l’impossibilità di svalutare la lira
per favorire le esportazioni possa danneggiare l’economia). La maggioranza si disgrega, elezioni anticipate:
PCI perde voti. L’esaurimento delle politiche di unità nazionale rende palese l’immobilismo politico italiano.

6.
Passaggio anni ’70-’80 rimette in auge l’alleanza DC, PCI e partiti laici minori. La sconfitta della DC circa il
referendum sul divorzio mette in dubbio la pretesa di rappresentare il centro del sistema politico. 1981
referendum sull’aborto ha risposta analoga. Per la prima volta il governo non è presieduto dalla DC, ma dal
repubblicano Giovanni Spadolini sostenuto dal proprio partito e da DC, PSI, PSDI, PLI. Si apre la fase politica
del pentapartito, 1983 DC sconfitta, Pertini è costretto a non nominare un democristiano. Craxi diventa il
primo presidente del Consiglio socialista (governa per 5 anni). Craxi vuole scalzare la DC, pone militanti o
simpatizzanti socialisti in testa ai centri di potere e dà alla sua battaglia un senso ideologico, si oppone alle
vecchie “chiese” (cattolica e comunista). Punta a far perdere consensi al PCI e alle sue contraddizioni. Non
riesce però a riequilibrare la sx, il PSI non supera mai il 14% dei voti, il PCI si assesta intorno al 27%. Il PSI
rappresenta l’Italia moderna che vuole distaccarsi dalle vecchie ideologie. Il ciclo di radicalizzazione e di
violenza politica si stanno esaurendo, l’assassinio di Moro è una svolta: provoca paura anche tra i simpatizzanti
BR. Forze dell’ordine e magistratura reagiscono con decisione, 1988 i fondatori delle BR abbandonano
definitivamente la battaglia (le Nuove Brigate Rosse uccideranno i giuristi Massimo D’Antona, 1999 e Marco
Biagi, 2002).
Il paese negli anni ’80 cambia in ogni direzione, diventa famoso il made in Italy (es. Versace, Armani, ecc.),
è simbolo di glamour e un’icona postmoderna. Il successo è l’elemento più evidente della trasformazione
industriale, il sistema non è più concentrato nel triangolo industriale del Nord-Ovest, le imprese per abbattere
i costi decentrano alcune fasi della produzione in Veneto, Emilia-Romagna e Marche (Terza Italia), si
sviluppano aziende familiari e semiartigianali. Elementi negativi dell’Italia anni ’80→deficit bancario statale,
si gonfia da 65% del PIL a 90% a fine decennio. Le forze politiche non agiscono in merito perché cercano di
guadagnare consenso ampliando la spesa pubblica. Importante è il peso dei poteri occulti simboleggiati dalla
P2 e dalla corruzione. Partiti, correnti e singoli uomini nell’area di governo si arricchiscono chiedendo tangenti
a imprenditori in cambio di favori. Boom mafie meridionali: Cosa nostra (siciliana), ‘ndrangheta (calabrese),
camorra (campana), si rafforzano nelle zone di antico radicamento (Sicilia centro-occidentale, Calabria
meridionale, Napoletano) e dilagano in regioni del Sud (Puglia, Sicilia orientale, Calabria settentrionale).
Cresce il loro controllo militare ed economico del territorio, imposti tributi ai gestori di attività, sviluppo
traffico d’armi e droga. Le mafie approfittano della corruzione del mondo politico e dell’incapacità dello Stato
di conservare nelle proprie mani il “monopolio della violenza”. Nel momento in cui si esaurisce la violenza
politica, si avvia quella criminale. Soprattutto Cosa nostra rivolge la furia omicida vs uomini delle istituzioni,
il delitto che fa più scalpore è l’assassinio del generale Carlo Alberto della Chiesa (settembre 1982) nominato
dal governo prefetto di Palermo in funzione antimafia.

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7.
Nei primi ’90 il sistema politico creatosi con l’avvento della Repubblica giunge al collasso. Per la prima volta
dopo il 1948 si afferma un nuovo protagonista, la Lega Nord (nasce nel 1989) da Umberto Bossi grazie alla
confluenza di lega lombarda e veneta. Amministrative 1990 ottiene primo successo, 19% Lombardia, 6%
Liguria, Veneto e Piemonte. Raccoglie il consenso di persone preoccupate dalla criminalità organizzata,
spaventati dal prosciugamento della crescita e infuriati contro i partiti tradizionali (considerati espressione
dello Stato assistenzialista, accentratore, sprecone e inefficiente). Lega è caratterizzata dall’intensa polemica
vs il Mezzogiorno e vs l’immigrazione, crea il concetto di Padania. La svolta rivela la crisi del vecchio sistema
politico. I partiti si dimostrano incapaci di governare, diventa di uso comune il termine partitocrazia per
stigmatizzare il loro strapotere. Si diffonde l’insoddisfazione, su cui influisce la pressione fiscale, causata dal
debito pubblico schiacciante e insostenibile date le regole del trattato di Maastricht (1992) e nella prospettiva
dell’introduzione della nuova moneta europea. Gli accordi europei impongono lo smantellamento di industria
e banche statali. Le imprese pubbliche funzionano male, sono affidate a “fedeli” dei partiti. Cambia la
situazione internazionale, scompare l’URSS e finisce la GF. 1984 Berlinguer muore, sostituito da Achille
Occhetto, che a seguito del 1989 fa cambiare il nome da “comunista” a “Partito democratico della sinistra”,
l’ala più radicale e minoritaria dà vita al raggruppamento “Rifondazione comunista”. Fine GF = fine del
bipartitismo imperfetto, PCI muta e la DC (storica avversaria) si indebolisce. in Veneto e Lombardia viene
sostituita dalla Lega Nord. PSI da anni ’80 vogliono dar voce all’Italia moderna, la roccaforte è a Milano→
“Milano da bere”, simbolo della dolce vita italiana. Da febbraio 1992 Milano si sviluppa la stagione di
Tangentopoli. Emergono i legami tra politica e affari, l’opinione pubblica sospetta maggiormente del PSI:
pretesa di modernità, rifiuti dei controlli della magistratura. Le critiche alla partitocrazia si moltiplicano,
elezioni aprile 1992 la DC scende sotto il 30%, il PDS perde 10% voti rispetto al PCI, PSI calo, Lega Nord
raggiunge quasi il 9%. L’emergenza mafiosa diventa drammatica, uccisi a Palermo i magistrati Giovanni
Falcone (23 maggio 1992) Paolo Borsellino (19 luglio 1992). L’opinione pubblica collega i delitti mafiosi
alla politica, Andreotti viene incriminato per complicità con mafia (verrà assolto ma con motivazioni che
indicano alcune responsabilità). Viene eletto presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, noto per il
rigore morale, che deve affrontare Tangentopoli e il culmine dell’aggressione mafiosa allo Stato. Moltiplicano
gli avvisi di garanzia da parte della magistratura che colpiscono esponenti politici, Scalfaro dà il compito di
riformare il governo all’intellettuale socialista Giuliano Amato. Il governo Amato, sostenuto da DC, PSI, PSDI,
PLI ratifica il trattato di Maastricht e fa superare un duro momento di crisi al paese con tagli alle spese,
privatizzazioni di aziende e interventi fiscali. L’Italia per qualche anno abbandona il SME a causa di un’ondata
speculativa vs la lira. I membri del governo Amato vengono indagati, Amato si dimette e Scalfaro dà il compito
al governatore della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi. DC, PSI, PSDI e PSI lo sostengono; Lega, verdi e
repubblicani si astengono. Per sbloccare l’immobilismo politico un gruppo di personalità di varia provenienza
politica punta sull’istituto del referendum, emerge Mario Segni (DC), il PDS si aggrega. 1993 il referendum
modifica la legge elettorale, il Parlamento ne vara una nuova (prende nome del deputato cattolico Sergio
Mattarella). La legge prevede che il 75% dei deputati venga eletto col sistema maggioritario, in seggi
uninominali. Il restante 25% viene assegnato su base proporzionale. Obiettivo: far coalizzare le forze politiche
in 2 coalizioni in competizione (sistema con assetto bipolare).

8.
Si attenuano i meccanismi che spingono i cittadini al “voto di appartenenza”, per cui ognuno esprime la propria
identificazione con l’ideologia di un partito. Si crea spazio per il “voto di opinione”, basato sulla valutazione
del singolo elettore della credibilità del programma, del partito e dei candidati, può cambiare ogni volta. DC,
PSI e PDS continuano a seguire il modello del “partito di massa”, sono rivolti a specifici gruppi sociali.
Mantengono una forte presenza a livello territoriale in modo da dialogare coi ceti di riferimento, intrecciano
rapporti con organizzazioni, vogliono coinvolgere i militanti e le loro famiglie e credono nell’impegno
pedagogico (possibilità di educare pedagogicamente l’elettorato). Dagli anni ’60 in Europa si diffonde il partito
pigliatutto: il ruolo dell’ideologia è attenuato e sono deboli i legami coi gruppi di riferimento, dato che la
società è più dinamica e la mobilità sociale è più elevata. La modernità spinge gli individui a portare in primo
piano gli interessi personali rispetto a quelli collettivi. I partiti militanti sono caratterizzati da centralizzazione
e personalizzazione, la società dei mass-media richiede decisioni rapide e leader riconoscibili. 1989-1992 i

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partiti vecchi modificano la loro fisionomia o scompaiono: PCI diventa PDS, MSI cambia nome in Alleanza
nazionale spinto dal segretario Gianfranco Fini. Il suo obiettivo è dar vita a una dx distaccata dal fascismo che
si inserisca nel conservatorismo europeo. La DC si scioglie, la maggior parte forma il Partito popolare
conservando l’ambizione centrista, la componente di dx forma il Centro cristiano democratico (CCD) e Segni
si mette a capo di un 3° gruppo. PSI, PRI, PLI e PSDI spariscono. I cambiamenti portano alla nascita della
seconda Repubblica (non formalmente, solo in linguaggio giornalistico). Le forze politiche cercano candidati
provenienti dalla “società civile” e magari noti al pubblico televisivo. Con questa dinamica nel 1994 in
occasione del primo turno elettorale sotto l’egida della nuova legge elettorale, emerge Silvio Berlusconi, vicino
a Craxi e iscritto alla P2. Ha creato e monopolizzato il sistema delle tv private, presidente della Fininvest e
proprietario del Milan. Crea dal nulla Forza Italia, si propone come polo aggregatore di centro-dx voglioso di
contrastare il successo elettorale delle sx. Il “cavaliere” pone come cardine della propria legittimità politica il
suo essere esterno al “teatrino della politica”. Alcuni suoi punti sono simili al desiderio di modernità di Craxi
e al movimento dell’Uomo qualunque MA il risultato è innovativo, Berluscono sostiene che l’Italia non sia un
paese malato da dover far guarire. FI capisce che è difficile prevedere le decisioni dell’elettorato, si conquista
il “mercato politico” giorno per giorno e elabora le proposte politiche in base a sondaggi preventivi. L’uso dei
sondaggi si impone gradualmente a tutte le forze politiche, segno di indebolimento della leadership, la politica
non indirizza la società, la segue. FI si allea con Alleanza Nazionale, Lega Nord e CCD, Lega e Alleanza
sembrano incompatibili, la prima è antistatalista e paraseparatista, la seconda statalista e nazionalista.
Berlusconi fa fronte comune con la prima al nord come Polo della libertà e in centro-sud con la seconda come
Polo del buongoverno. Si trova di fronte a una coalizione di centro-sx, composta da PDS, Rifondazione,
cattolici e Verdi. Il Partito popolare si presenta da solo assieme a Segni (non capiscono le logiche della politica
bipolare). il centro dx vince le elezioni. Le tensioni interne alla coalizione vincente portano alla sua crisi,
Berlusconi viene sostituito dal Lamberto Dini alla guida di un nuovo governo fino al 1996. Nuove elezioni
portano la vittoria de l’Ulivo (centro sx) di Romano Prodi (ex presidente IRI). 1996 Prodi fa rientrare l’Italia
nel SME (a costo di pressione fiscale). 1998 Rifondazione comunista esce dall’alleanza, Prodi costretto alle
dimissioni, sostituito da Massimo D’Alema (ex comunista), 1999 decide la partecipazione dell’Italia
all’intervento NATO in Kosovo, poco dopo un governo Berlusconi deciderà per l’intervento in Afghanistan.
La Lega radicalizza le sue posizioni, propone la nascita della Repubblica del Nord. Il ritorno dell’Italia nello
SME e il suo ingresso nell’Unione monetaria la fanno tornare sulla linea federalista, più moderata. 1994-1996
alternanza centro dx e centro sx. Da questo momento ogni turno elettorale vede la vittoria di una coalizione
diversa: 2001 centro dx di Berlusconi (compresa Lega); 2006 centro sx di Prodi. 2008 turno elettorale
anticipato da spaccature del centro sx, vince il centro dx di Berlusconi; 2011 crisi interna al centro dx porta
alle dimissioni di Berlusconi, nasce il governo tecnico di Mario Monti. 2013 il centro sx non raggiunge la
maggioranza al Senato, necessaria la nascita di un governo di larghe intese, Popolo della libertà + PD. PD
nasce nel 2007 dalla fusione dei democratici di sinistra (evoluzione PDS) e la Margherita (raccoglie PPI e
formazioni centro sx). Instabilità politica viene seguita da fibrillazione istituzionale, dietro di essa c’è una crisi
complessiva del paese. 2007-2009 crisi mondiale, dopo di ciò il ritmo di sviluppo italiano rimane tra i più bassi
europei. Aumentano disoccupazione e precarizzazione del lavoro, il tasso di disuguaglianza sociale cresce MA
immigrazione ricopre impieghi “abbandonati” e il PIL pro capite in Italia è tra i più alti del pianeta.

CAPITOLO 32 (NUOVI SCENARI MONDIALI)

1.
Protagonisti politici anni ’80-’90 sono da un lato Reagan e Thatcher, dall’altro Gorbačëv e El’cin. 1989 Reagan
viene succeduto dal repubblicano George H.W. Bush che prosegue con prudenza sulla linea del predecessore:
libero mercato e riaffermazione della superiorità USA. 1990 Thatcher costretta alle dimissioni a causa del
riemergere delle difficoltà economiche e della sua opposizione all’integrazione europea. 1991 elezioni,
maggioranza ai laburisti con Tony Blair. Blair non vuole tornare alle politiche pre-Thatcher, occorre dare
spazio al libero mercato limitando gli effetti negativi. 1992 Bill Clinton, democratico, succede a Bush. Clinton
insiste su una linea di apertura alla concorrenza internazionale, viene rieletto nel 1996. Gorbačëv è ammirato
nel mondo ma malvisto nel suo paese, gli si critica l’incapacità di padroneggiare la disgregazione del sistema
e il caos derivatone. 1991 esce di scena con URSS, El’cin non riesce a creare un ordine nuovo: le

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privatizzazioni danno senso che paese sia messo in vendita a speculatori locali ed esteri. A fine decennio gravi
scandali chiamano in causa suoi collaboratori + il rublo viene svalutato a causa di una crisi economica. 1988-
91 aumentano i crimini. Clinton convince El’cina di accettare l’entrata di Polonia, Repubblica ceca e Ungheria
nella NATO, impressione che il nemico sia alle porte della Russia, aderiranno anche i paesi baltici. 1999
Vladimir Putin (ex servizi segreti URSS) assume la guida del paese. Contrasta alcuni oligarchi, guida il paese
nella “seconda guerra cecena” che si conclude con la riconquista russa del paese caucasico. La guerriglia
cecena risponde con atti di terrorismo contro la popolazione russa, grazie al parziale successo su questo
versante Putin viene rieletto nel 2000. Viene accusato di brogli elettorali, mancato rispetto dei diritti civili,
riduzione al silenzio degli oppositori MA la Russia si ricompatta sotto l’autorità statale contrastando la spinta
disgregativa. L’alto prezzo delle materie prime esportate (petrolio e gas naturale) ottiene ottimi risultati in
campo economico. La Russia recupera credibilità e influenza internazionale MA non eredita il ruolo di
superpotenza dell’URSS, 1991-92 la “catastrofe geopolitica” (collasso del sistema) continua a pesare sugli
equilibri planetari, USA hanno ruolo egemonico. Ne esce accreditata la linea di unilateralismo, parte delle
classi dirigenti americane pensano di poter agire senza tener conto degli altri paesi. Francis
Fukuyama→studioso USA, teorizza la “fine della storia”. Con la fine delle guerre ideologiche la
liberaldemocrazia si afferma come modello di coniugare le libertà di tutti e di soddisfare le necessità materiali
dei cittadini. Non c’è altro per cui battersi. Non si rivela vera, le disuguaglianze tra gruppi ristretti di privilegiati
e la maggioranza della popolazione crescono. La globalizzazione implica problemi giganteschi che non
possono essere fronteggiati da singoli paesi, dimostrati dalla crisi finanziaria del 2007 degenerata in crisi
economica mondiale nel 2009. Lo dimostra pure il fenomeno del riscaldamento globale. L’idea che il libero
mercato sia la soluzione non è convincente, sembrerebbe necessario un governo mondiale dell’economia.

2.
UE nasce nel 1993c, sviluppo della CECA (1951) e del MEC (1957). Prima fase→l’integrazione è economica,
la costruzione europea non vuole superare le entità statuali-nazionali. C’è un’esigenza politica: la
consapevolezza del carattere distruttivo mostrato dai nazionalismi europei con guerre, nazismo e fascismo. La
costruzione europea si lega alla scomparsa della guerra guerreggiata, è l’evento politico-istituzionale mai
realizzatosi senza l’uso di armi. Motto: si vis pacem para pacem (se vuoi la pace prepara la pace). 1989-90
crollo URSS riporta la guerra nelle periferie orientali (es. Jugoslavia), l’accelerazione del processo unitario
vuole rispondere a queste sfide. Sforzi per rafforzare gli aspetti politici della costruzione europea hanno
coronamento nel 1992, trattato di Maastricht sottoscritto da 12 membri: Belgio, Danimarca, Francia,
Germania, UK, Grecia, Irlanda, Italia, Lussembrugo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna. Nasce l’UE, ambisce
a una politica estera di sicurezza comune, creare uno spazio continentale di libertà, sicurezza e giustizia +
armonizzazione di settori di pertinenza statale (es. politiche sociali e istruzione). Prime 2 decisioni:
realizzazione di un mercato unico (no barriere e dazi); impegno a dar vita all’unione monetaria e a una Banca
centrale europea. Inizialmente si decide che i sistemi economici e finanziari dei paesi debbano presentare
stabilità dei cambi e tassi di inflazione bassi, contenere il disavanzo del bilancio pubblico sotto il 3% e non far
superare al debito pubblico il 60% del PIL. 1995 si aggiungono Austria, Svezia e Finlandia. 1995 applicazione
accordi di Schengen, no controlli in frontiere interne, UE è un’area di libera circolazione. 1998 prende vita
l’unione monetaria: Grecia non rientra nei parametri, rimanda l’adesione (2001), UK, Danimarca, Svezia
conservano la propria moneta. 1998 prende vita la Banca centrale europea, 1999 prende vita l’euro. Rispetto
dei parametri di Maastricht→taglio alla spesa pubblica, difficili, causano malcontento. In Italia (pesanti deficit)
le politiche di risanamento impongono riduzioni di spese destinate a servizi sociali. 2004 in UE: Cipro, Malta,
Ungheria, Polonia, Slovacchia, Lettonia, Estonia, Lituania, Repubblica ceca e Slovenia. 2007 in UE: Romania
e Bulgaria, 2013 Croazia. Allargamento verso est: nuove condizioni Europa post-URSS MA più arduo
processo di integrazione politica. Messi insieme identità, interessi e redditi eterogenei. L’euroscetticismo UK
trionfa nel 2016 con un referendum indetto dai conservatori, che sancisce la Brexit. UE comprende 27 paesi,
19 con euro come moneta unica. Istituzioni principali: 1979 nasce il Parlamento europeo, formato da
rappresentanti eletti da cittadini europei, funzioni legislative e di bilancio + controllo politico della
Commissione europea, la quale rappresenta una sorta di governo dell’UE; Consiglio dell’Unione, ne fanno
parte i ministri degli Stati membri, ha potere legislativo; Consiglio europeo, capi di Stato o di governo degli
Stati membri e presidente della Commissione europea; Corte di giustizia, garantisce la corretta interpretazione
e applicazione del diritto dell’UE. A volte le competenze UE e degli Stati membri si sovrappongono. Non tutti

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si sentono parte dell’UE, la quale ha sempre privilegiato l’aspetto economico rispetto a quello politico. Art. 2
del trattato di Lisbona→UE combatte esclusione sociale e discriminazione, promuove giustizia e parità, tutela
diritti e solidarietà, pace, sicurezza e sviluppo, commercio equo ed eliminazione della povertà.

3.
America Latina→in auge contrapposizione USA vs Cuba, i primi colpiscono la 2° con embargo economico,
la 2° giustifica l’autoritarismo castrista con la necessità di proteggersi da un’aggressione. Fine 1989 ultimo
intervento USA in America centrale, Panama, dettato da intenti egemonici. I governi USA in America Latina
rinunciano a sostenere i governi autoritari purché anticomunisti, agevolando così la transizione verso
democrazia pluralista. Brasile primo luogo di transizione, il regime militare cede il potere dalla fine anni ’70.
Argentina: la dittatura non reggere l’umiliazione della sconfitta vs UK, 1983 indice libere elezioni, vince il
radicale Raúl Alfonsín. 1988 in Cile Pinochet viene sconfitto da un referendum da lui indetto, 1990 costretto a
lasciare il potere, rimane a capo delle forze armate fino al 1998. Anche in America centrale le dittature militari
lasciano spazio a governi civili (anche se fragili), 1990 Nicaragua il governo della sx sandinista viene sostituito
da un governo conservatore con elezioni. Nessuno paga per i crimini in America Latina durante le dittature a
parte Pinochet, che viene incriminato ma muore prima della conclusione del processo. Problema comune dei
paesi latinoamericani: indebitamento verso banche e istituti finanziari internazionali, le risorse per servizi
pubblici e le infrastrutture vengono assorbite dal pagamento dei debiti. Di fronte alle proteste dei paesi debitori,
negli anni ’80 il Fondo monetario internazionale interviene per favorire la rinegoziazione del debito estero e
la riduzione in cambio di riforme strutturali negli Stati. Inizi 2000 le situazioni in America Latina iniziano a
stabilizzarsi grazie a processi di sviluppo. Brasile diventa una potenza emergente, tra i primi 10 per ricchezza
prodotta. La crescita però è difficile e discontinua, pesano antichi squilibri: disuguaglianza tra maggioranza
povera e minoranza ricca, 1/3 degli abitanti vive al di sotto della soglia di povertà. Messico ha condizione
simile: dopo governo del Partito rivoluzionario istituzionale dagli anni ’20, 2000 vince un candidato
dell’opposizione alle elezioni, si avvia un’alternanza al potere di forze politiche diverse. Il paese è legato a
Canada e USA da accordi economici come il North American Free Trade Agreement (NAFTA) del 1994.
Ultimi decenni Messico cresce rapidamente MA si fanno sentire disuguaglianze sociali e geografiche. La
corruzione politico-affaristica e la criminalità organizzata (las mafias) contribuiscono a ritardare l acrescita
dell’America Latina, soprattutto in Colomba e Messico si formano cartelli di narcotrafficanti (inizialmente
cocaina verso USA, poi nel mondo). Gli scontri criminali vs autorità e criminali vs criminali causano continue
morti.

4.
Fine GF non ha effetti positivi nell’Africa nera. L’Africa produce 80% dei diamanti al mondo, ½ dell’oro, 1/3
del platino, 10% di petrolio e ferro. Queste risorse espongono le deboli realtà statali emerse dalla
decolonizzazione agli appetiti neocolonialisti e alla corruzione delle classi dirigenti locali, che non sanno
promuovere un vero sviluppo. Dittature, golpe e guerre civili caratterizzano il continente alla fine del ‘900.
Eritrea conquista l’indipendenza dell’Etiopia in un conflitto che inizia negli anni ’60 e finisce nel 1991-93 ma
un nuovo conflitto scoppia tra 1998-2000. 1991 in Somalia deflagra una guerra civile, 1992 interviene l’ONU
a fini umanitari, fallisce. Da questo momento il paese è vittima del conflitto tra signori della guerra, milizie
islamiche approfittano del vuoto di potere ma nel 2006 sono costrette alla difensiva dall’intervento etiope.
2003 Sudan attraversato da scontri tra popolazioni arabe e non, alimentati da interessi stranieri che mirano alle
risorse petrolifere del Darfur (regioni sud). Eventi più drammatici→1994 Ruanda, gli estremisti dell’etnia
maggioritaria (hutu) scatenano una caccia all’uomo vs i tutsi (etnia minoritaria che occupa le posizioni di
potere) e vs gli hutu favorevoli alla pacifica convivenza. Genocidio, in poche settimane muoiono più di
800mila persone, gran parte uccise con machete. Il conflitto si estende negli Stati confinanti, dopo lo Zaire (in
seguito a un colpo di Stato riprende il nome di Repubblica del Congo) la guerra coinvolge la Namibia, Angola,
Uganda, ecc. Sottosviluppo e povertà vengono aggravati da incapacità di programmare investimenti (causa del
debito estero) + dalla desertificazione (riscaldamento globale) + tassi di natalità troppo elevati + malattie come
AIDS, Ebola e malaria. Problemi si aggiungono a guerre e dittature, causano emigrazione di massa e gravi
carestie. Europa occidentale è la destinazione principale delle migrazioni, soprattutto Grecia e Italia. Le
politiche restrizioniste europee (+ no sforzo per risanare le economie africane) spingono parte di questo
movimento alla clandestinità. Sud Africa→primi 70 anni del ‘900 si consolida l’apartheid. La maggioranza

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nera si identifica con l’African National Congress (ANC), partito che da un’ideologia non violenta gandhiana
si porta su una linea nazionalcomunista e di fronte all’incrudimento dell’apartheid sceglie la lotta armata.
Nelson Mandela è leader dell’ANC, lavora come avvocato dei diritti della sua gente, viene arrestato agli inizi
degli anni ’70, ergastolo. 1990 primo ministro (bianco) Frederik de Klerk apre dialogo con ANC e fa liberare
Mandela. 1992 un referendum gli consente di avviare il processo che trasferirà il potere da minoranza bianca
e maggioranza nera. 1994 ANC vince le elezioni, Mandela presidente. 1995-1998 promuove la creazione della
Commissione per la verità e la riconciliazione per trovare tutte le vittime dell’apartheid e i colpevoli dei
crimini, che verranno amnistiati nel caso decideranno di rendere una piena confessione e dimostreranno di aver
agito per motivi politici e non personali. Dà voce alle vittime ma fornisce le basi per la riconciliazione. 1999
alla scadenza del mandato, Mandela non si ricandida: raro esempio di leader popolare che rinuncia
spontaneamente al potere.

5.
Dopo crollo URSS rimangono in piedi i regimi comunisti in Asia orientale: Cina, Vietnam. Laos, Corea del
Nord. Cina recupera un ruolo centrale. 1966-69 rivoluzione culturale, alcuni movimenti guardano alla Cina
come utopia, dove i movimenti giovanili dichiarano fedeltà a Mao. Milioni di giovani cinesi, movimento delle
guardie rosse, vengono chiamati dal leader a mobilitarsi contro i “vecchi” elementi che costringono la Cina
nei valori del passato. Contestano la tradizionale cultura confuciana che garantisce il potere degli anziani sui
giovani, uomini su donne ecc. Mao fa mettere nel mirino gli altri dirigenti comunisti e la nuova borghesia
comunista. Le Guardie rosse agitano il libretto rosso che raccoglie brani delle opere di Mao, assumono il suo
pensiero come fondamento di ogni verità, culto della personalità. Cacciano i (considerati) privilegiati dal potere
e li mandano nelle campagne per rieducarli attraverso il lavoro materiale nei campi, danni enormi all’economia.
1969 il caos minaccia il paese, Mao pone lo stop. Rivoluzione culturale si ispira a temi egualitari e caratteri
apparentemente anarchici (impastati con elementi totalitari). Mao cerca di spazzare via parte della classe
dirigente postrivoluzionaria, simile a purghe staliniane MA con spinta dal basso. 1976 muore Mao, fase di
transizione, prevale Deng Xiaoping. Segretario del comitato centrale del partito nel 1953, dimesso negli anni
’60 perché contrario agli eccessi della rivoluzione culturale. 1977 torna ai vertici del potere, guida l’ala
riformista vs i radicali (guidati dalla vedova di Mao, Jiang Quing, incriminata nel 1980 con suoi collaboratori).
Il processo alla Banda dei quattro fa allontanare il regime dalle violenze. Deng diventa famoso per il suo
pragmatismo, non assume la carica di segretario di partito ma permette alla Cina di aprire rapporti col mondo.
Vuole far uscire il paese dalla povertà, crea delle Zone economiche speciali (ZES) con facilitazioni fiscali, la
cui produzione è destinata all’esportazione e vengono importati tecnologia e capitali dall’estero. Introdotti
elementi dell’economia di mercato: liberalizzazione parziale dei prezzi, contadini possono gestire
appezzamenti di terra, assumere manodopera e vendere surplus al mercato, abbandonato l’egualitarismo
(premiati e incentivati i lavoratori migliori con salari più alti). 1980 Cina aderisce a FMI e Banca mondiale.
Vengono abolite le comuni, convertite in cooperative. Metà anni ’80 permesso costruire imprese private con
limite di 7 dipendenti. Viene favorita la formazione di un ceto medio, i dirigenti devono migliorare tecnologia
e produzione nelle aziende. + benessere = + domanda di beni di consumo e nuove case, crescita. 1992 Deng
lascia il potere, primi 2000 la Cina diventa la seconda potenza al mondo con tassi di crescita del PIL del 10%
annuo 1978-2007. 1997 UK cede Hong Kong alla Cina, è un centro commerciale e tecnologico, favorisce
l’integrazione globale. 2001 entra nell’Organizzazione mondiale per il commercio (WTO). Cresce il reddito
medio assieme al divario tra poveri e ricchi (il basso costo della manodopera è caratteristico cinese).
Accentuato lo squilibrio tra zone costiere (industriali) e interne (rurali), aumenta il dissesto ambientale. 1989
maggior tensione, protesta studentesca che si conclude tragicamente: legge marziale e massacro di migliaia di
giovani in piazza Tienanmen a Pechino. PC non rinuncia al monopolio del potere e lascia poco spazio a
dissidenze, situazioni difficili per le minoranze religiose. Non si capisce se la Cina sia comunista o variante
del capitalismo. La sua economia è interconnessa con quella USA, il deficit commerciale USA nei confronti
della Cina è stratosferico, cinesi sono i primi acquirenti mondiali di titoli di Stato americano: maggiori
finanziatori del debito di Stato USA.
Vietnam→avviato verso un vivace sviluppo economico in quadro di stabilità interna garantita dal regime
comunista. Giappone→dopo IIGM aumenta il proprio peso in campo economico, il sistema liberal-
democratico è caratterizzato dalla stabilità politica dovuta al dominio del Partito liberaldemocratico (PLD).
Anni ’90 avviata l’alternanza tra forze politiche. India→conflitti armati col Pakistan, richieste indipendentiste

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di Stati interni (India è una repubblica federale), contrasti e convivenza delle regioni. 1984 assassinata Indira
Ghandi, figlia Nehru, ha guidato il partito del Congresso. Fine anni ’90 inizia l’alternanza di forze politiche,
vittoria del nazionalista Partito del Popolo. L’India ha un ruolo di rilievo nell’economia MA abissali le
differenze tra le fasce ristrette di privilegiati e popolari. Tigri asiatiche: Corea del Sud, Taiwan, Singapore,
Hong Kong→tasso di crescita ultimi 2 decenni del ‘900 molto elevato e sostenuto da politiche di apertura dei
mercati (non neoliberiste perché sostenute dallo Stato). Hong Kong e Singapore si impongono nel settore della
finanza, Corea del Sud e Taiwan in quello dell’industria tecnologicamente all’avanguardia (es. Samsung,
Hyundai e LG in Corea, Acer, Asus e HTC in Taiwan). Emergono le piccole tigri: Indonesia, Malesia,
Tailandia e Filippine inserite nell’economia dagli anni ’90.

6.
Durante il tramonto del colonialismo ci sono Stati indipendenti basati su un’identità religiosa islamica
(Pakistan e Arabia Saudita), MA negli anni ’50-’60 si pensa che l’elemento religioso sarà sovrastato da quello
nazionalista e laico (laicismo legato alla modernità). Questa prospettiva sembra trionfare, all’insegna del
nazionalismo terzomondista, anche nei paesi islamici come Turchia e i paesi arabi di Nord Africa e Medio
Oriente. Questo modello si contrappone all’Occidente ma lo imita con l’idea di Stato-nazione e facendo valere
la laicità. Nei paesi arabi le élite nazionaliste al potere non danno però spazio reale agli ideali panarabisti,
lasciano intatti i confini del colonialismo e non danno spazio alla democrazia pluralista→modelli oligarchici
(spesso corrotti) e autoritari. La principale religione laica (comunismo) collassa, va in crisi l’idea di Secondo
Mondo (sovietico) e l’idea di Terzo Mondo. Fine anni ’70 le entità religiose assumono forza in campo politico
(soprattutto nei paesi islamici). Rivoluzione iraniana e resistenza afghana ai sovietici portano il mutamento
davanti agli occhi del mondo. Pakistani, afghani, iraniani, turchi, 138mln di indiani non sono arabi, ma sono
musulmani: l’islam forma una nazione estesa su vari continenti, comprende 2mln di persone. Non tutti i fedeli
dell’islam si schierano per l’islamismo politico, solo una parte minoritaria di questo è definibile
fondamentalismo MA il peso di questa variante cresce nel XX secolo. Essa sostiene che i precetti dell’islam
vadano posti alla base delle istituzioni civili, deve prevalere la shari’a e che ogni musulmano deve partecipare
al jihad (guerra santa). L’islamismo radicale interpreta il jihad (che può essere anche lotta interiore) come
guerra vs gli infedeli: altre religioni + musulmani che non osservano fedelmente i precetti religiosi e indulgano
a costumi o concezioni politiche occidentalizzanti. Due maggiori varianti dell’islam: sunnita (maggioritaria) e
sciita (minoritaria, maggioranza in Iraq e prevalente in Iran), sunnita si reputa l’unica ortodossa e reputa la
sciita un’eresia. Il valore politico acquisito dall’identità religiosa in tardo ‘900 radicalizza i contrasti:
fondamentalismo sunnita inconciliabile con quello sciita. Conflitto Iran vs Iraq→USA sostengono
sorprendentemente il dittatore iracheno inizialmente filo URSS Saddam Hussein per contrastare la rivoluzione
islamica iraniana. 1990 Saddam sottoscrive la pace con l’Iran, poco dopo scatena una guerra per pretese
territoriali, vuole occupare l’emirato arabo Kuwait. Obiettivo: impadronirsi dei giacimenti petroliferi +
posizione strategica in Golfo persico. Pensa di poter vincere: vuoto di potere URSS e sostegno USA, ma
Kuwait è su una linea filoamericana, l’amministrazione Bush non vuole lasciare le ricchezze a Saddam. Bush
aspetta che l’ONU condanni l’aggressore e spedisca centinaia di migliaia di uomini + truppe di UK, Francia,
Italia e alcuni arabi (es. Siria). Ottiene anche il consenso dell’URSS. L’attacco sconfigge le forze irachene +
rivolte di minoranze religiose ed etniche, Saddam Hussein sta per cadere MA Bush blocca le truppe pronte
all’invasione dell’Iraq e lo lascia al potere (non si sa chi mettere al potere dopo Saddam). Conseguenze: USA
si confermano come unico paese in grado di plasmare gli equilbri globali, Saddam Hussein si appella alle
masse islamiche per uno jihad volto a riscattarsi. Finisce il nazionalismo arabi, solo la religione alimenta le
masse. L’integralismo si diffonde in Iran, Egitto, Turchia, Algeria, Marocco e Tunisia, esiti drammatici in
Algeria: il FIS (Fronte islamico di salvezza, partito integralista) vince le elezioni e il governo dichiara nullo il
risultato. FIS risponde con guerriglia e terrorismo, 1992-97. A questa guerra partecipano volontari da altri
paesi, in nome della fratellanza islamica (succede anche in Afghanistan, Bosnia, Nigeria, Sudan, Indonesia e
Filippine, dove le comunità islamiche sono in conflitto con gli infedeli).

7.
Afghanistan→1989 si ritira l’URSS, seguono guerre civili e conflitti tra fazioni e tribù che portano alla nascita
della Repubblica islamica dell’Afghanistan (1992). La guerra continua per 4 anni finché il potere non cade
nelle mani dei talebani (gruppo fondamentalista), restaurano ordine, applicazione alla lettera della shari’a,

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autoritarismo, supportati dai servizi segreti pakistani. Paradosso: Pakistan è filoccidentale, sostiene talebani
che sono antioccidentali + islamismo sunnita era filoccidentale e sostenuto da USA. Osama Bin Laden,
organizzatore di volontari antisovietici in Afghanistan, coi reduci forma l’organizzazione terroristica al-Qaida,
che rivolge la sua attività vs USA. 1998 attacchi simultanei alle ambasciate a Nairobi (Kenya) e Dar es-Salam
(Tanzania), Bin Laden viene protetto dai talebani. Al-Qaida porta la guerra in territorio straniero, attentato alle
Torri Gemelle, grattacieli più alti di NYC, situati nel World Trade Center la mattina dell’11 settembre 2001.
Due aerei dirottati da al-Qaida si schiantano contro le torri, 3mila morti, due aerei dirottati verso Pentagono e
Casa Bianca falliscono. Attentati 11 settembre→svolta epocale, prima volta che gli USA vengono colpiti sul
loro territorio, l’organizzazione non è statale, ma religiosa: può avere seguaci in tutto il mondo (espressione
della globalizzazione). Presidente degli USA in questo momento è George W. Bush (figlio), il quale dichiara
“guerra al terrorismo”. Sul fronte della sicurezza interna Bush figlio promulga il USA Patriot Act, per “unire
e rafforzare USA fornendo strumenti idonei per intercettare e ostacolare il terrorismo”. Secondo il documento
aumentano poteri di intelligence e forze dell’ordine: uso estensivo di intercettazioni telefoniche, archiviazione
di informazioni personali, possibilità di arrestare o espellere cittadini stranieri sulla base di sospetti. Sul fronte
esterno USA vogliono punire al-Qaida, non si capisce esattamente però chi inserire nella black list + devono
decretare quali stati sono sostenitori di terroristi e decidere quali siano dei modi efficaci per colpirli. Il rifiuto
dei talebani di consegnare Bin Laden fa scattare la decisione USA e UK di attaccare l’Afghanistan. 2 mesi di
bombardamenti, grazie a tribù locali viene rovesciato il regime talebano e sostituito da un governo
filoamericano. USA e NATO non riescono a consolidare la vittoria, i talebani (partendo da basi in Pakistan)
rispondono con una guerriglia, nulla cambia con la morte di Bin Laden nel 2011. L’attacco all’Afghanistan
porta un successo parziale, in nome della “lotta al terrorismo” l’amministrazione Bush attacca l’Iraq. I
consiglieri del presidente sostengono che sia necessario esportare la democrazia anche con la forza (+
consolidare il controllo sulla regione e sulle risorse petrolifere). Bush figlio e Blair (primo ministro UK)
convincono l’opinione pubblica che Saddam Hussein sostenga il terrorismo e possieda arme proibite
dall’ONU. USA accentuano la pressione, 2003 invadono l’Iraq con UK, in pochi giorni l’esercito iracheno
viene sconfitto e Baghdad occupata, Saddam Hussein scappa, ma a fine 2003 viene catturato Nonostante sia
stato un dittatore, non era responsabile dell’11 settembre e non deteneva le armi dette da Blair e Bush figlio,
15 febbraio 2003 pacifisti manifestano in 800 città del mondo vs la guerra. 2006 Saddam Hussein giustiziato.
USA anche in Iraq non riescono a mantenere l’ordine: le città vengono abbandonate al saccheggio di bande
armate, gli uomini del regime vengono uccisi o imprigionati MA non sostituiti, l’Iraq rimane senza
amministrazione. Esplodono i conflitti tra comunità etnico-religiose: i curdi vogliono l’indipendenza (creano
uno Stato “di fatto” sotto protezione USA), gli sciiti rivendicano il potere come gruppo maggioritario e cercano
appoggio dell’Iran (unica potenza militare sciita). I sunniti si spostano su posizioni fondamentaliste, iniziano
guerriglia e terrorismo (attentati suicidi), es. attentato di Nassirya (2003). Ai resistenti iracheni viene negata
da USA la qualifica di combattenti e la protezione della legge internazionale della guerra, USA si macchiano
di ingiustizie, reclusi i presunti islamisti. Il Patriot Act infrange molti valori USA, come privacy, libertà di
espressione, eguaglianza dei diritti ecc. (dimostrato da carcere di Abu Ghraib, luogo id sevizie sui prigionieri
da parte USA e da Guantanamo). Ci si chiede se si possa barattare libertà con sicurezza.

8.
2011→movimenti popolari in diversi paesi arabi puntano su una rivoluzione laica-democratica e rovesciano i
regimi autoritari, moto conosciuto come primavera araba MA vero processo di democratizzazione solo in
Tunisia. Egitto: i militari ricreano regime autoritario, Libia è divisa in entità regionali indipendenti, Siria si è
disgregata in una feroce guerra civile. Parte dei cittadini in questi paesi simpatizza per l’islamismo politico,
nella ricerca di un’identità propria e antioccidentale i fondamentalisti riscoprono l’islam delle origini,
applicazione alla lettera di testi sacri e di precetti del Corano. Lo sviluppo del fondamentalismo islamico ha
carattere globale: oltre agli USA anche l’Europa viene colpita da attentati, es. 2004 a Madrid, 2005 a Londra,
poi Parigi, ecc. Il problema si ripropone più chiaramente nel 2014, anno di fondazione dell’ISIS (Stato islamico
dell’Iraq e Siria) chiamato anche DAESH, che sostituisce al-Qaida come centro motore del terrorismo
islamista. Volontari di tutto il mondo accorrono in Iraq e Siria per combattere a fianco della corrente sunnita
più intransigente, assumono controllo di città e territori. L’ISIS, con gli attentati terroristici nei paesi
occidentali, ripropone il terrorismo islamista come fenomeno globale. Il fondamentalismo non è tradizionale,
ma tradizionalista: guarda al passato per trovare le radici ma è attuabile solo nel mondo moderno. Il

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fondamentalismo va anche letto come reazione difensiva al trauma provocato dalla rapida trasformazione della
società e della cultura, dell’evoluzione tecnologica e economica. Punta a mobilitare chi si sente investito da
questi sconvolgimenti e trova facile attribuirne la responsabilità ad altri paesi/civiltà, è infatti antistatunitense,
perché gli USA si identificano con questa trasformazione. Il fondamentalismo proclama di possedere soluzioni
alternative all’etica individualista e competitiva della società secolarizzata. Come i totalitarismi, indica la
coesione sociale come bene supremo da difendere, questi movimenti individuano quindi un’entità originaria
(nazione, comunità religiosa) come autorità superiore cui i singoli individui si devono sottomettere. Grande
nemico del fondamentalismo è il relativismo culturale: fa dipendere la scala dei valori morali dal contesto e
dalla storia, NO fondamento indiscutibile, i fautori del fondamentalismo non accettano che l’individuo possa
scegliere per la sua vita (senza guida i singoli entrano in contrasto con altri singoli). I movimenti che si
ritengono religiosi sono diventati organizzazioni politiche, solo il potere fornisce gli strumenti per avere un
controllo totalizzante sulla società. Situazione della donna→subordinazione alla comunità; chi enfatizza la
purezza della comunità originaria vuole proteggerla da tutto ciò che considera estraneo: la donna è il tramite
attraverso il quale la comunità si riproduce nel tempo. L’emancipazione femminile è fondamentale nella storia
del XX e XXI secolo, non è ancora raggiunta completamente. In alcune comunità arabe e musulmane la
situazione sembra sta andando a ritroso, la subordinazione femminile si sta accentuando. Va a pari passo con
i successi dell’islamismo politico, per cui è proibito mostrare il corpo femminile: va nascosto, isolato.
Obiettivo: impedire che il desiderio individuale contamini e disgreghi la comunità. In Arabia Saudita la regola
è sempre stata questa, in Afghanistan si sono alternate diverse fasi. 1996-2001 coi talebani le proibizioni severe
e le punizioni durissime: amputazioni per furto, lapidazione per adulterio, esecuzioni pubbliche di omosessuali,
imposti copricapo e barba a uomini, donne possono uscire solo se accompagnate, no trucco, no lavoro fuori
casa, no ridere ad alta voce. Proibito ogni divertimento e distrazione dallo studio del Corano. Iran→1989 dopo
la morte di Khomeyni fasi di tolleranza si alternano a fasi di chiusura. Il governo dimostra di voler dialogo con
USA e di voler abbandonare il progetto nucleare, il clero sciita conserva un peso spropositato MA l’opinione
pubblica esercita una certa influenza e si tengono delle elezioni che vedono contrapporsi un’ala conservatrice
e una riformatrice. Huntington (politologo USA) sostiene che non sia finita la storia perché non sono finiti i
conflitti, descrive alcune civiltà come stabilmente contrapposte e colture occidentale/islamica si scontreranno
sempre più forte. Industrializzazione e sviluppo non sono necessariamente sinonimi di occidentalizzazione e
liberalizzazione. È una tesi che legittima gli attacchi USA in Afghanistan e Iraq, non ha ancora portato benefici.
La tesi dello “scontro di civiltà” è perpetuata soprattutto da chi vede le comunità occidentali minacciate
dall’arrivo di immigrati islamici, è necessario ricordare che i più grandi Stati della storia sono stati caratterizzati
dalla convivenza di uomini e donne di etnie diverse. Il problema odierno è trovare un equilibrio tra ragioni di
solidarietà e di sicurezza.

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