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ARCHITETTURA

Scultori siciliani del Settecento


Esperti nel realizzare statue e gruppi lignei e marmorei, gli Orlando, nella ricostruzione post-
terremoto, intrecciano rapporti e collaborazioni con i maggiori artisti catanesi. La loro attività,
comunque, si svolge in tutta la Sicilia soprattutto quando Giuseppe, figlio di Michele, si imparenta
con Giovan Battista Marino.

di Salvatore Maria Calogero

1) G. POLICASTRO, Catania nel Settecento, Catania 1950, p. 1732 – notaio Ignazio Russo. Ibidem., p. 559.
290. 12) C. N A S E L L I , Divagazioni storiche sulla fontana
2) Andrea Garofalo (anni 60), figlio del defunto Paolo e di dell’Elefante, in “Catania, Rivista del Comune”, anno 1931,
Agata, sposato con Potenzia (Romeo). Ha i seguenti figli: p. 10.
Paolo (23), Vito (21), Domenico (12), Ignazio (10), Agata 13) A.S. CT, Fondo Benedettini, b. 1202, c. 11 e 12 - settembre
e Giuseppa (A RCHIVIO DI STATO DI P ALERMO (=A.S. PA), 1739. Oltre alla fontana inserita nel corridoio di tramontana
Deputazione del regno, Riveli 1714-1715, Vol. 1405, f. 74, del monastero dei benedettini, progettata anche questa dal
9 luglio 1714). Vaccarini, furono corrisposte «A detto (Michele Orlando)
3) Paolo, Giuseppe, Diego Garofalo, figlio di Andrea e per il pavimento di marmo onze 8.9.10 per canne 3.5 once
Potenzia Romeo. Padrino Giuseppe Sciò (ARCHIVIO STORICO 4 ad onze 2.8 / per due pezzi di pietra rossa di Tavormina
DIOCESANO DI CATANIA (=A.S.D. CT), Registri canonici, S. per situarla nelli centri del pavimento, venduti da mastro
Tommaso, battesimi, f. 1, 15 ottobre 1690). Francesco Viola tarì 10 / … / per serratura di palmi 7 2/1
4) Sull’argomento cfr. E. M AGNANO DI S AN L IO , Giovan di pietra per complemento delli scalini del fenestrone e
Battista Vaccarini, architetto siciliano del Settecento, Siracusa sedile di detta fontana, grana 15».
2010. 14) A.S. CT, 2° vers. not., b. 1150, c. 228 r., 21 maggio 1745
5) ARCHIVIO DI STATO DI CATANIA (=A.S. CT), 1° vers. not., b. – notaio Vincenzo Arcidiacono. Documento citato in F.
2309, cc. 833-834 v., 6 giugno 1741 – notaio Giuseppe COSTA, San Francesco all’Immacolata di Catania , guida
Capaci. Documento citato in G. POLICASTRO, Op. cit., p. 291. storico-artistica, Palermo 2007, p. 119.
6) Ibidem. 15) A.S.CT, 2° vers. not., b. 1289, c. 356 r., 29 agosto 1748
7) Questa notizia si evince dal contratto del 27 aprile 1741, – notaio Vincenzo Russo.
stipulato presso il notaio Alfio Politi di Catania, con il quale 16) Michele Orlando (palermitano e abitante a Catania),
i mastri Pasquale Lo Jacono e Pietro Monaco si obbligarono figlio di Alberto e di Caterina Sansone, si sposa con Giuseppa
a consegnare «numero milleduecento palmi di pietra nera, Galofaro (catanese) figlia del defunto Andrea e della defunta
seu pezzi lavorati della pietra e pezzi lavorati … dalla Potenzia Romeo. Testimoni il chierico Baldassare Gumina,
cantonera di levante e mezzogiorno del Bastione che Antonino Giunta e Nicolò Lucchenza (A.S.D. CT, Registri
presentemente li sovradetti di Lo Jacono e Monaco insimul canonici, S. Biagio, matrimoni, f. 2, 31 dicembre 1722).
ed assieme con detti suoi prenominati compagni stanno 17) Giovanna, Giuseppa, Maria Garofalo, figlio di Andrea
diroccando a frontespizio della ven.le cappella sotto titolo e Potenzia Romeo. Padrino Giovan Battista Caponnetto
del SS.mo Crocifisso della Buonanova per abbellire e (A.S.D. CT, Registri canonici, S. Tommaso, battesimi, f. 4,
sprolongare il magnifico stradone della Corsa di questa 19 dicembre 1703).
suddetta città secondo l’ordine ottenuto». Il bastione cui si 18) Don Michele Orlando (di anni 63), figlio dei defunti
riferisce il documento era quello di San Giuliano, posto Alberto e Caterina Sansone della città di Trapani. Sposato
nell’area oggi occupata dal Collegio Cutelli, e per la sua con Giuseppa Garofalo, figlia di Andrea e di Potenza
realizzazione il principe di Cerami presentò al Tribunale Romeo. I figli sono Giuseppe (di anni 23), Alberto (di anni
del Real Patrimonio una perizia di stima r edatta 10), Caterina, Marisa, Potenza, Concetta e Rosaria (A.S.
dall’architetto Vaccarini, allora architetto della città. (A.S. PA, Deputazione del regno, Riveli 1748-1753, Vol. 2380, f.
CT, 1° vers. not., b. 6428, da c. 687 r. a c. 688 v., 2 gennaio 100, 7 aprile 1753).
1741 - notaio Alfio Politi senior). 19) Giuseppe Romano, figlio di Giuseppe e Giuseppa di
8) Cfr. L. SARULLO, Dizionario degli artisti siciliani. Scultura, Paola, si sposa con Maria Idria figlia di mastro Agostino e
Palermo, 1995, p. 251. Maria Manusanta. Testimone don Michele Orlando (A.S.D.
9) La somma pattuita per la sola manodopera fu di 190 CT, Registri canonici, SS. Filippo e Giacomo, matrimoni
onze e ci vollero 14 mesi di lavoro per il completamento 1714-1741, f. 9, 15 maggio 1723).
dell’opera disegnata da Giuseppe Turrisi e Gioacchino 20) Magister Agostino d’Itria (anni 30), figlio del defunto
Cirolli (Notizie tratte dal sito internet Giacinto e della vivente Rosa. Sposato con Agata (Maria)
www.mariadellegrazie.altervista.org/coroligneo.htm). Manusanta ha i seguenti figli: Andrea (8), Maria, Rosa
10) A.S. CT, 1° vers. not., b. 2315, c. 521 r. e v., 18 aprile (figliastra). Tiene una casa terranea in contrada S. Geronimo
1747 – notaio Giuseppe Capaci. Il contratto è stato citato (A.S. PA, Deputazione del Regno, Riveli 1714, vol. 1404, f.
in E. MAGNANO DI SAN LIO, op. cit., p. 555. 500, 6 luglio 1714).
11) A.S. CT, 1° vers. not., b. 2455, c. 117 r. e v., 15 aprile 21) Mastro Giuseppe Romano (di anni 48), figlio postumo

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del defunto Giuseppe, e della defunta Giuseppa Romano e Palma fatto alla chiesa del Castello Ericino” e un Crocifisso
di Paula. Sposato con Maria (Idria) ha i seguenti figli: nella chiesa di Sant’Antonio (Cfr. L SARULLO, Op. cit., p.
Antonino (20), Benedetto (16), Silvestro (13), Filippo (9), 252).
Agostino (5) e Domenica. Possiede una casa consistente in 28) Pietro Orlando realizzò anche la decorazione in stucco
due stanze terrane posta in questa suddetta Città e contrada della Cattedrale di Mazara, con le statue dell’Addolorata e
del Carmine confinante con la casa di suor Maria Greco di San Giovanni del gruppo scultoreo e fu maestro degli
per mezzogiorno, e colla casa di mastro Agostino d’Itria scultori Leonardo Bongiorno, Mario Ciotta e di altri artisti
per levante, ed altri confini di sua abitazione (A.S. PA, trapanesi. Sembra, inoltre, che abbia pubblicato un libro
Deputazione del Regno, Riveli 1748-1753, vol. 2373, f. 389, sulla pittura e sulla scultura di Trapani e fu iscritto, insieme
marzo 1753). ad Alberto, alla corporazione dei Corallari. Quindi, un
22) Paolo Garofano, figlio di Andrea e Potenza Romeo, si artista che creò una scuola che spaziava dalla scultura del
sposa con Rosaria Scuderi, figlia di Salvatore e Vincenza legno ai tanti materiali, compresa la lavorazione del corallo
Romano (A.S.D. CT, registri canonici, Cattedrale, matrimoni (Ibidem).
1694-1770, f. 11, 23 febbraio 1716). 29) G. CASTRONOVO, 1864, p. 3 (Ibidem, p. 250).
23) Paolo Garofalo (anni 62), figlio del defunto Andrea e di 30) Da un documento del 1690 riportato dal Millunzi (1907,
Potenza (Romeo). Sposato con Rosaria (Scuderi) e vive con p. 508), l’Arcivescovo di Monreale affidò ad Antonio Rallo
sua figlia Agata. Ha una casa consistente in sette stanze terrane l’incarico di «lavorare di scultura una delle porte della
poste in questa città nel quartiero della Carcarella e contrada sacristia della Cappella del SS. Crocifisso … cioè li quattro
del Carmine (A.S. PA, Deputazione del regno, Riveli 1748- quadretti con li misteri della passione di N. Signore Gesù
1753, Vol. 2383, f. 416, (28 aprile 1753 data atto). Cristo, … li sei scutetti intagliati e lavorati e tutte le cornici
24) Caterina, Filippa, Potenzia Orlando, figlia di don intagliate con questo però che detto Ill.mo Sig. Arciv. habbi
Michele (di Palermo) e di Giuseppa Garofalo (catanese). a dare a detto obligato la ligname per lavorarsi detta porta»
Padrino Antonino Giunta di Messina (A.S.D. CT, Registri e ad Alberto Orlando l’altra porta. Per analogia stilistica è
canonici, Collegiata, battesimi, f. 2, 13 settembre 1725). attribuito agli stessi scultori il grande armadio che si trova
25) Caterina, Agata, Potenziana Orlando, figlia di don nella sacrestia (Ibidem).
Michele (catanese per C. J) e di Giuseppa Garofalo 31) Ad esempio don Francesco Battaglia studiò in seminario
(catanese). Padrino Domenico Panza di Napoli (A.S.D. CT, e poi divenne architetto. Oppure, dopo aver studiato in
Registri canonici, Collegiata, battesimi, f. 5, 26 novembre seminario divennero chierici coniugati: don Alonzo di
1730). Benedetto, don Nicolò Mignemi, don Antonio Emanuele e
26) Si sposò con Mattia Saporito nel 1672 (Registro chiesa don Giovan Battista Piparo, solo per citarne alcuni.
di S. Nicola). Dal testamento pubblicato nell’atto del 14 32) L. SARULLO, Op. cit., p. 250.
agosto 1699 presso il notaio Bartolomeo Cosenza, si rileva 33) V. SCUDERI, La Madonna di Trapani e G. Bongiovanni,
che quando morì lasciò cinque figli: Filippa, di anni 19; Vicende della cappella della Madonna di Trapani, in “Il
Francesca, di anni 14; Caterina, di anni 12; Giuseppe, di tesoro nascosto. Gioie e argenti per la madonna di Trapani”,
anni 9 e Brigida, di anni 7 (M. SERRAINO, Trapani nella vita catalogo della mostra (2 dicembre 1995-3 marzo 1996) a
civile e religiosa, 1968, pp. 132-133). La parentela di Alberto cura di M. C. DI NATALE, V. ABBATE, Palermo 1995, pp. 62-
con Pietro, messa in discussione da alcuni autori, è 67 e pp. 67-75.
confermata dai registri di matrimonio, in cui furono riportati 34) Giuseppe Orlando (catanese), figlio di Michele e della
i nomi dei genitori. Come pure la parentela di Michele defunta Giuseppa Garofalo, si sposa con Rosalia Marino
Orlando con Alberto è documentata nei registri di (palermitana, da piccola abitante a Catania), figlia di Giovan
matrimonio della chiesa di San Biagio a Catania, in cui Battista e Francesca Bonerba. Testimoni don Silvestro
viene individuato esplicitamente figlio di Alberto e di Romano e don Domenico Fassari (A.S.D. CT, Registri
Caterina Sansone. canonici, S. Gaetano, matrimoni, f. 2, 11 settembre 1755).
27) Realizzò il Crocifisso in legno, nella chiesa-Basilica Nei Registri di battesimo risulta che la coppia ebbe un figlio
dell’Annunziata; il Crocifisso in legno, nella chiesa dell’Itria; battezzato nella Cattedrale il 22 marzo 1758 (A.S.D. CT,
la statua in legno di S. Antonio di Padova, nella chiesa di Registri canonici, Cattedrale, battesimi 1719-1770, f. 11,
San Francesco d’Assisi, il Cristo in croce tra i due ladroni 22 marzo 1758).
che in origine si trovava nel salone degli infermi 35) Lo scultore Giovan Battista Marino per realizzare il
dell’ospedale di S. Nicola, il Cristo in croce tra le Vergini gruppo statuario ricevette un’onza a settimana dal 10
Addolorate e S. Giovanni, situato nella chiesa del Carmine, novembre 1748 al 5 agosto 1749, per complessive ventisei
sempr e a Trapani. Il Cristo morto nella chiesa dei onze 120 (Cfr. S. CALOGERO, La Badia di San Giuliano in via
Cappuccini, il gruppo scultoreo raffigurante il Cristo morto Crociferi, Editoriale Agorà, Palermo 2010, p. 50).
tra la madre e S. Giovanni addolorati nel Convento dei 36) L. SARULLO, Op. cit., p. 211.
Padri Agostiniani, sempre a Trapani, le statue in legno di 37) Nei riveli del 26 aprile 1753 risulta che Giovan Battista
Gesù, Maria e Giuseppe, che si trovano nella chiesa di Santa Marino era palermitano e aveva 38 anni (A .S. PA ,
Maria dell’Itria a Trapani e un Crocifisso presente nella Deputazione del regno, Riveli 1748-53, Vol. 2368, f. 211,
cappella del Santissimo Crocifisso della stessa chiesa. A 26 aprile 1753. Giovan Battista Marino (di anni 38), figlio
Erice lo scultore scolpisce in legno una “mirabile” statua del defunto Paolo e di Isabella Siracusa della città di
raffigurante S. Giuliano, collocata nella chiesa del Santo, Palermo. Sposato con Francesca (Bonerba). Aveva i seguenti
un San Giuseppe nell’altare del Patriarca San Giuseppe che figli: Ignazio (di anni 10), Paolo (di anni 2), Carlo (di anni
in origine era del SS. Crocifisso …, dono del celebre Antonio 3), Giovanni (di anni 1) e Rosalia. Dal matrimonio con

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Francesca Bonerba, celebrato prima del 1742, nacquero «Bonincontri Senator Senior Ill.mi Senatus» della città di
Ignazio, Rosalia, Carlo, Paolo e Giovanni quest’ultimo fu Catania, e i deputati della Deputazione dell’Università della
battezzato nella Collegiata di Catania il 9 novembre 1752 ed città di Catania, devono ricevere «uncias duas, et tarenos
ebbe come padrino lo scultore palermitano Ignazio Marabitti tres p. J. P., a’ Thomas Privitera (absente), comprehensi in
(A.S.D. CT, Registri canonici, Collegiata, battesimi, f. 7, 9 eis illis onze 1 - 3 - solutis pro Joannes Baptistam Marino
novembre 1752). Dal matrimonio con Francesca Bonerba, etiam absenti et per manus Sancti Ferro custodis ipsius
dopo il 1753 nacquero altri tre figli: due maschi e una Universitatis … computum juris logherij mensis Aprilis p.
femmina. Fra i padrini risultano Domenico Garofalo (A.S.D. p. 1769, illius Apothecas … existentis subtus Palatium ipsius
CT, Registri canonici, S. Tommaso, battesimi, f. 27, 29 aprile Universitatis ex parte Occidentis eidem de Privitera locatae
1755); Olivio Sozzi (A.S.D. CT, Registri canonici, S. ad r.one tarì 6 singulo mense…» (A.S. CT, 1° vers. not., b.
Tommaso, battesimi, f. 39, 4 giugno 1756); Paolo Garofalo 4067, c. 486 r. e v., 8 giugno 1769: – notaio Santo Strano).
(A.S.D. CT, Registri canonici, S. Maria dell’Idria, battesimi 45) L’attribuzione, in mancanza di documentazione, deriva
1740-1769, f. 12, 1 dicembre 1760). da quanto riportò nel 1755 dallo storico messinese Cajo
38) Giovan Battista, Francesco, Mercurio Viola, figlio di Domenico Gallo (C. D. GALLO, Apparato agli annali della
Orazio e Barbara Viola e Chiofalo. Padrino Giovan Battista città di Messina , Napoli 1755). Nel 1826, il Grosso
Marino, palermitano (A.S.D. CT, Registri canonici, S.Biagio, Cacopardo scrisse: «Da qui passando nella strada del Corso,
battesimi, f. 7, 25 febbraio 1744). nella piazza immediata sono da osservarsi le quattro fonti
Orazio Viola era figlio del lapidum incisore catanese marmoree, in ognuna delle quali si vede magistrevolmente
Francesco Viola. I Registri di battesimo documentano anche scolpito un cavallo marino versante acqua dalla bocca, quale
i rapporti di amicizia che Giovan Battista Marino strinse porta sul dorso un vago amorino, sculture di Giovan Battista
con le più importanti maestranze catanesi, che chiesero allo Marino catanese: meriterebbe di essere meglio conosciuto
scultore palermitano di battezzare i loro figli. Il marmoraro questo bravissimo artista» (GROSSO - CACOPARDO, Guida per
Domenico Battaglia nel 1747 (A.S.D. CT, Registri canonici, la città di Messina, 1826).
S. Maria dell’Itria, battesimi 1740-1769, f. 23, 19 agosto 46) J. HOUEL, Voyage pittoresque des isles de Sicile, de Malte
1747), nel 1750 (A.S.D. CT, Registri canonici, S.Biagio, et de Lipari …, Parigi 1782.
battesimi, f. 9, 29 ottobre 1750) e nel 1752 (A.S.D. CT, 47) Riguardo alla fontana del Lauro, Francesco La Farina
Registri canonici, Collegiata, battesimi, f. 12, 1 marzo 1752), riporta l’iscrizione datata 1724 «[…] la quale era in un
il pittore Ludovico Swirech nel 1749 (A.S.D. CT, Registri fonte vicino la Chiesa di S. Francesco di Paola» (G. LA
canonici, S. Maria dell’Aiuto, battesimi, f. 10, 26 ottobre FARINA, Messina ed i suoi Monumenti, Messina 1840, p.
1749), l’architetto Giuseppe Serafino nel 1750 (A.S.D. CT, 35), che verosimilmente doveva trovarsi murata proprio sulla
Registri canonici, S. Maria dell’Aiuto, battesimi, f. 28, 19 fontana di cui oggi rimangono gli avanzi: Nel 1884 vi furono
febbraio 1750) e don Francesco Battaglia nel 1752 (A.S.D. collocati per ornamento i cosiddetti “Quattro Cavallucci”
CT, Registri canonici, S.Biagio, battesimi 1740-1760, f. 35, che facevano parte delle altrettante fontane site nella piazza
23 giugno 1752). di Santa Maria La Porta (l’attuale Largo Seguenza), realizzate
39) G. POLICASTRO, Op. cit., p. 295. nel 1742 dallo scultore catanese Giovan Battista Marino su
40) I lavori delle cappelle di S. Ignazio e S. Francesco Saverio progetto dell’architetto Gaetano Ungaro. Si trattava di puttini
iniziarono prima del 1719. Infatti a questa data Tommaso che cavalcavano dei cavalli marini all’interno di vasche ovali
Amato realizzò due lapidi sepolcrali in entrambe le cappelle (due di queste vasche sono state recentemente collocate in
(A.S.CT, 2° vers. not., b. 1261, c. 777 e segg., 4 luglio 1719 Largo San Giacomo, alle spalle del Duomo), che venivano
– notaio Vincenzo Russo). L’altare di San Francesco Saverio qui trasportate nel 1896 e sistemate in un laghetto artificiale
fu modificato nel 1739, come si evince da contratto stipulato appositamente costruito (A. PRINCIPATO, La fontana del Lauro,
nel 1742 con Francesco Viola per il suo completamento in “Messina 7”, 17 febbraio 2012).
(A.S.CT, 2° vers. not., b. 1283, c. 333 r. a 335 r., 12 febbraio 48) «Ex actis Mangalaviti Arcangeli (Archivio Prov. Di
1742 – notaio Vincenzo Russo). L’altare fu completato dai Siracusa), die septimo julii, Sept. Ind. anno millesimo
mastri Domenico Caruso e Ignazio Boscarino, collaboratori septingentesimo quadrigesimo quarto, fol. 253: Joannes
del Viola (A.S.CT, 2° vers. not., b. 1284, c. 195 v. e 196 v., Baptista Marino felicis urbis Panormi hic Syracusis modo
12 marzo 1743 – notaio Vincenzo Russo). Cfr. G. DATO E repertus … promisit et promittit … di lavorare secondo il
G. PAGNANO, L’Architettura dei gesuiti a Catania, Milano disegno della venerabile cappella di S. Luigi di Roma fatto
1992, p. 43. dal fratello Andrea d’Apuzzo li marmi necessari per lavoro
41) A.S. CT, 1° vers. not., b. 3694, c. 408 r. e v., 27 aprile ed adorno della ven.le Cappella di S. Ignazio» (documento
1749 – notaio Carmine Puglisi. Cfr. E. MAGNANO DI SAN LIO, pubblicato da Giuseppe Agnello in “Per l’Arte Sacra, Arte
Op. cit., p. 628). Vicolo della Maura, traversa di via Carlo gesuitica”, Roma, luglio-settembre 1930, Nota 3). Nel
Ardizzoni. «Libretto di note d’introiti ed esiti delle onze 48 annuali
42) Ibidem, b. 3695, c. 473 r. e v., 23 aprile 1750 – notaio dovute dalla città di Siracusa al Collegio di Siracusa della
Carmine Puglisi. Compagnia di Gesù lasciate dal fondatore D. Alfonso Eredia
43) Ibidem, b. 7927, cc. 367-368, 4 marzo 1755 – notaio per la Cappella di N. S. Padre Ignazio nella Chiesa di detto
Alessandro Niceforo. Collegio dal 1729 al 1767» (Archivio Prov. Di Stato di
44) Don Antonino Paternò Castello marchese di San Siracusa) si legge che Giovan Battista Marino fu pagato «in
Giuliano, barone di Camopietro, Patrizio e Conservatore conto del travaglio della Cappella» il 30 aprile 1745 (onze
«Almae Universitatis Studiorum» e lo spettabile don 4.24), il 6 maggio 1745 (onze 2), il 17 maggio 1745 (onze
Gioacchino Paternò Castello barone della Sigona e 8), il 22 ottobre 1748 (onze 10.19.15) «per saldo e compim

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ento del suo travaglio nella fabrica della Cappella di S. nel prospetto del venerabile collegio della Compagnia di
Ignazio in marmi che si lasciò imperfetta, perché il marmo Gesù di questa suddetta Città», da collocarsi sopra il
giallo non riusciva e si tarlava» (Cfr. G. AGNELLO, La Chiesa «fenestrone di suddetta Casa Senatoria» (A.S. CT., 1° vers.
del Collegio di Siracusa, in “Per l’Arte Sacra, Arte gesuitica”, not., b. 4305, da c. 12 r. a 13 r., 10 dicembre 1762 – notaio
Roma, Gennaio-Febbraio 1928). Serafino Politi).
49) A. POZZO, Prospettiva de’ Pittori et Architetti, parte II, 57) A.S. PA, ex Case gesuitiche, vol 45 MM, f.98, 30 giugno
Roma 1723, tav. 62. 1750 (Cfr. G. DATO e G. PAGNANO, Op. cit., p. 46).
50) G. AGNELLO, Scultori e marmorari catanesi del Settecento 58) Ibidem, vol 47 MM, f.113, 30 settembre 1754 (Ibidem,
a Siracusa, in “Catania, Rivista del Comune”, anno IV – n. p. 49).
4, luglio-agosto 1932, p. 165. 59) Alcuni studiosi gli attribuiscono i bassorilievi posti nelle
51) Fra le spese straordinarie e minute si trova quella «per pareti laterali della cappella del Crocifisso nella cattedrale
aver fatto fare un modello di Custodia in Pal[ermo] e suo di Monreale scolpiti nel 1729, quando aveva quindici anni.
trasporto, onze 5», e quella registrata il 23 ottobre 1749 60) Ignazio Marabitti nacque a Palermo il 6 gennaio 1719
«Per il disegno della custodia venuto da Roma onze 1.24» e morì nella stessa città il 9 gennaio 1797 (L. SARULLO, Op.
(Cfr. S. CALOGERO, La Badia … cit., p. 50). cit., p. 206).
52) «Ex actis Mangalaviti Arcangeli (Archivio Prov. Di 61) Ignazio Marabitti battezzò Giovanni Marino, figlio di
Siracusa), die vigesimo quinto Junij, Nonae Ind. anno Giovan Battista, nel 1752.
millesimo septingentesimo quadrigesimo sexto, fol. 291: Rev. 62) Domenico Battaglia, figlio di Paolo e di Angela Biundo,
Pater Salvator Maurici uti Rector Ven.lis collegij Societatis nacque a Catania il 21 luglio 1710 (A.S.D. CT, Ragistri
Iesu huius urbis fidelissimae Syracusarum parte ex una et canonici, San Biagio, battesimi, f. 23, 21 luglio 1710).
Joannes Baptista Marino et Ignatius Marabitti urbis Panormi 63) ARCHIVIO DI STATO DI CALTANISSETTA, Corporazioni religiose
hic Syracusis modo repertis parte ex altera … regulaverunt soppresse, vol. 190, ff. 331 r. – 332 r, 4 agosto 1753.
et regulant … di lavorare secondo il disegno della venerabile (documento pubblicato da Giuseppe Giugno nell’articolo:
Cappella di S. Luigi di Roma fatto dal fratello Andrea Storia e arte nel Collegio della Compagnia di Gesù di
d’Apuzzo li marmi necessarij per lavoro ed adorno della Caltanissetta. Francesco Natale Juvarra e Giovanni Battista
ven.le Cappella di S. Ignazio» (documento pubblicato da Marino e le decorazioni marmoree della chiesa di S. Agata,
G. AGNELLO in “Per l’Arte Sacra, Arte gesuitica”, Roma, in “TECLA” rivista di temi di Critica e Letteratura artistica,
luglio-settembre 1930, Nota 4). n. 5, 3 luglio 2012, pp. 12-28).
53) «Ex actis Not. Diego Romano, die duodecimo Aprilis 64) G. POLICASTRO, Op. cit., p. 292.
nonae Ind. anno millesimo septingentesimo quadragesimo 65) A. BONANNO, Vita dei tre santi fratelli Alfio, Filadelfo e
sexto», fol. 653 (documento pubblicato da G. AGNELLO , Cirino, Catania 1878.
Capolavori ignorati del Vanvitelli e del Valle nella Cattedrale 66) Le altre otto furono consegnate nel 1715 dallo scultore
di Siracusa, not. 17, in “Per l’Arte Sacra”, Milano, Settembre- messinese Antonino Amato; mentre quelle della balaustra
Ottobre 1927. furono realizzate nel 1753 da Giovan Battista Marino (S.
54) S. LANZA DI TRABIA, La scultura in Sicilia nel secolo BELLA, La facciata di S. Sebastiano ad Acireale, in “Agorà”
XVII, XVIII, XIX, discorso letto in Palermo il 20 luglio n.29-30 2007, p. 51). Alberto Orlando, oltre a Michele, aveva
1879 nell’Accademia delle Scienze, Lettere ed Arti. F. VERZÌ, altri figli dei quali uno prese il nome del nonno Giuseppe e
Monografia della Chiesa di S. Francesco Borgia degli ex PP. l’altro dello zio Pietro.
Gesuiti, Catania 1916, pp. 19-20. 67) A.S. CT, 1° vers. not., b. 13223, cc. 51 – 53 v., 18
55) A.S. PA, ex Case gesuitiche, vol. 44 MM, ff. 115 settembre 1755 – notaio Francesco Malerba. Cfr. E.
– 128- 130, 15 e 31 ottobre 1747. MAGNANO DI SAN LIO, Op. cit., p. 628.
56) A.S. PA, ex Case gesuitiche, vol. 45 MM, f. 63, 31 agosto 68) A.S. CT, 1° vers. not., b. 3274, cc. 87-88, 31 marzo
1749. I lavori di rivestimento in pietra bianca della facciata 1756 – notaio Pietro de Marco. Ibidem, p. 646).
nella chiesa dei gesuiti in via Crociferi progettata da Angelo 69) A.S. CT, 1° vers. not., b. 8823, c. 360 r. e v., 17 dicembre
Italia, iniziarono alla fine del 1718 (A.S. CT, 2° vers. not., 1756 – notaio Domenico Ronsisvalle.
b. 1260, cc. 669-671, 13 giugno 1718 – notaio Vincenzo 70) S. NICOLOSI, Vecchie foto di Catania, vol. III, p. 46.
Russo). Infatti, lo stesso anno fu stipulato il contratto, 71) Sulle vicende relative alla costruzione della fontana di
confermato nell’ottobre del 1720, con i mastri Artale di Cerere e al suo spostamento in piazza Borgo vedi E.
Trapani (A.S. CT, 2° vers. not., b. 1263, c. 59, 2 ottobre MAGNANO DI SAN LIO, Op. cit., p. 514.
1720 – notaio Vincenzo Russo). Il materiale arrivò a Catania 72) ARCHIVIO STORICO UNIVERSITÀ DI CATANIA (=A.S.U. CT),
nel 1721 (A.S. CT, 2° vers. not., b. 1263, c. 665, 8 giugno fondo Casagrandi, n. 69, cc. 45 v. – 46 v (Cfr. E. MAGNANO
1721 – notaio Vincenzo Russo). e nel 1723 arrivarono anche DI SAN LIO, Op. cit., p. 514).
le colonne per la facciata della chiesa (A.S. PA, Ex case 73) Nel contratto si legge che Giuseppe Orlando si obbligò
gesuitiche di Catania, inv. N. 60, vol. 32 MM. 1723). Cfr. G. a «farci una fontana de marmo bianco di Carrara secondo il
DATO e G. PAGNANO, Op. cit.. Le statue della facciata furono modello fatto di Creta dal sud.o di Orlando, … debba essere
realizzate in pietra bianca di Siracusa rivestita con vernice composta d’una statua d’Ercole con un scudo a suo lato
marmorea, come risulta dal contratto stipulato dalla mostrando l’insegna di q.a Città come sta formata nel d.o
Deputazione della Casa Senatoria con il figlio maggiore di Modello seduta sopra quattro Masceroni che dovranno
Michele Orlando, Giuseppe; il quale si impegnò nel 1762 a gettare acqua nella quattro Carciole di Marmo le quali sono
realizzare le «figure seu statue» in pietra di Siracusa, rivestite sostenute da quattro Tironi o siano puttini, medietà di essi
di «vernice marmorea ugualmente a quelle che si ritrovano nella parte soltana formate a guisa di sirene sedute sopra

AGORÀ n. 42/2012 - IV -
ARCHITETTURA

quattro Teste di Delfini, che in una portano quattro insegne Pietra di Trapani a onze 0:18 palmo
o scudi per imprimervi delle descrizioni, tutto il restante Saravezza rosata a onze 0.22 palmo
della fontana va formando scogli come nel d.o modello. La Verde di Calabria e di Pensevera a onze 0:13 palmo
proporzione della statua col suo piedestallo debba essere Giallo di Verona a onze 0:13 palmo
d’altezza palmi tredeci … ». Volume secondo sopra la Nero e Giallo di Portovennero e Nero di paragone
querende a carico de’ deputati de’ acqua e strade della città a onze 0:14 palmo
di Noto. (B IBLIOTECA C OMUNALE DI N OTO , Ms 1750-95 Morcatello di Spagna a onze 1:2 palmo
trascritto in S. TOBRINER, The Genesis of Noto, Bari 1989, p. Burlea di Francia a onze 1:6 palmo».
235). (A.S. CT, 1° vers. not., b. 4068, da c. 15 r. a c. 16 r., 5
74) A.S. CT, 1° vers. not., b. 4057, c. 868 r. e v., 24 luglio settembre 1769: – notaio Santo Strano).
1759 - notaio Santo Strano. 78) «Il patrono Vincenzo Pirrone della città di Catania
75) «… se obligavit, et obligat per se.. illustri Deputazione (Barcam nominata ut d.a S. Agata; e l’Anume S.ae
viariu, et fabbricae Domus Senatoriae Catanae, et pro ea D. Purgatorio est.bua arnesijs ornatam, expeditam, et aptam
Placido Reitano huius predectae urbi eius deputazioni et …) si impegna con don Giuseppe Orlando «dal primo
dicto nomine presente … di doverci fare un scudo di marmo giorno, che il tempo lo permetterà, e che il mare ci inviterà
in due pezzi ben costorati, e le figure seu statue, che dovrai a partire dal lido di questa Città, e portarsi con detta sua
situarsi nel fenestrone di suddetta Casa Senatoria di questa Barca, o Barcone che sia in detta Città di Messina, ed uti
surriferita città, quali statue devono essere di pietra di dal luogo n.to del fosso di detta Città caricare il pieno del
Siracusa immornite di vernice marmoria ugualmente a quelle suo Barcone di pezzi di marmo di detto Orlando, conforme
che si ritrovano nel prospetto del venerabile Collegio della corrono nella di loro rispettiva grandezza, e peso rispettivo,
Compagnia di Gesù di questa suddetta Città; dovendo essere ed in tanta quantità caricare, per quanto richiede il carico,
tanto di grandezza, quanto di qualità, e modo a tenore del e che fosse atto detto Barcone alla navigazione, e ciò a
disegno, e modello a tale oggetto fatto, e ben di manifattura proprie spese di detto di Pirrone, e caricato che sarà
magistrevolmente come richiede l’arte, e specialmente ben intraprender il cammino per la volta di questa Città di
viste, ed a piacere dell’illustri Deputati di detta illustre Catania, ove dovrà trasportare detti pezzi di Marmo, e
Deputazione, e all’Architetti di questa città riferita, discaricarli alla spiaggia di questa suddetta Città, e dopo
obligandosi di più il detto d’ Orlando stagliante di situare a discaricati subito far ritirare li pezzi di marmo discaricati,
suo risico e pericolo, ed a sue proprie spese detti scudo, e e situarli sotto le mura; e non lasciarli sopra lo
statue a di loro luogo, e similmente fare pure a sue spese sbarcatore…» (A.S. CT, 1° vers. not., b. 4069, c.169 r. e v.,
tutti li bronconi, e ferri necessari pella situazione delle 28 novembre 1770 – notaio Santo Strano).
suddette statue, e scudo, quali il cennato di Orlando 79) «Don Joseph Orlando urbe Messana» si obbliga con la
stipulante sta tenuto, ed obligato conforme s’obliga “Ven. Ecc.a divi Sebastiani huius praedicta c.tis Acis” di
consegnarli disbrigati di tutto punto, e situarli a loro luogo realizzare «un Altare di Pietra de marmo bianco della Massa
come sopra per tutti li 20 gennaro 1763 …» (A.S. CT, 1° di Carrara, impellicciato, e commesso di diversi colori vale
vers. not., b. 4305, c. 12 r. a 13 r., 10 dicembre 1762 – a dire di pietra color rosso di Francia di buona qualità,
notaio Serafino Politi). Cfr. S. CALOGERO, Il Palazzo degli Pietra Saravezza Rosata, pietra di Trapani di qualità, pietra
Elefanti a Catania, in “Agorà” Aprile-Giugno 2011, Anno verde Cimigliaro di buona qualità, pietra Brulè di Francia,
XII n. 36, p. 19. pietra parte di essa di giarlo …» (A.S. CT, 1° vers. not., b.
76) La biblioteca fu iniziata nel 1760 e ultimata nel 1765. 11750, da c. 389 r. a c. 390 v., 25 marzo 1783 – notaio
La città di realizzazione (Messina), il nome dell’autore Nunziato Antonio Randazzo di Acireale).
(Giuseppe Orlando) e la data (1767) sono incise nel 80) A.S. CT, 1° vers. not., b. 4081, c. 744 r. e v., 16 giugno
piedistallo della statua (cfr. F. PILLITTERI e D. TESTA, Andrea 1784: – notaio Santo Strano.
Vescovo di Girgenti e la Biblioteca Lucchesiana, Palermo 81) Giovan Battista Marino (di Catania), figlio del defunto
1986). Paolo e di Isabella Siracusa (vedovo della defunta Francesca
77) Don Giuseppe Orlando, figlio di don Michele, si obbliga Bonerba), si sposa con Caterina Orlando (catanese), figlia
a consegnare ai mastri: Vincenzo e Matteo Bonaventura di Michele e di Giuseppa Garofalo. Testimoni m.o Antonino
(figli di Carmelo), Tommaso Privitera (del quondam Santo), Castorina, Domenico Battaglia e m.o Blasio lo Sciuto
Giuseppe Viola (figlio di Francesco), Francesco Caruso (del (A.S.D. CT, Registri canonici, SS. Filippo e Giacomo,
defunto Antonino), Mario Biondo (figlio di Pietro), tutti matrimoni, f. 24, 5 aprile 1766).
della città di Catania, quella quantità di «Marmoris, et 82) Antonia, Elisabetta, Giuseppa Marino, figlia di Giovan
lapidum diversorum Colorum, ut infra, expressandorum, Battista e di Caterina Orlando. Padrino don Stefano Ittar
eisdem p.ctis de Bonaventura, Privitera, Viola, Caruso, et (A.S.D. CT, Registri canonici, Collegiata, battesimi, f. 8, 18
Biondo, et cui. Ex.eis cursu s.ctorum annorum quinque gennaio 1769); Giuseppe, Agatino, Bernardo Marino, figlio
necessariorum, pro adimplendo eorum, et cuius … ipsorum di Giovan Battista e di Caterina Orlando. Padrino don
extalea, propria servitia, consignandorum vero hic Catanae Giuseppe de Stefano (A.S.D. CT, Registri canonici, Collegiata,
per eum … de Orlando ad o.em prima, et semplice battesimi, n. 148, 16 agosto 1772); Gregorio, Lorenzo, Paolo
requisitionem oretenus ei faciendum, et ea in quantitate Marino, figlio di Giovan Battista e di Caterina Orlando.
p.ctis emptoribus necessaria ex pacto in pace … Padrino Lorenzo Fassari (A.S.D. CT, Registri canonici, S.
Loguendo pro meliori facti intelligentia= Tommaso, battesimi, f. 36, 19 febbraio 1777).
Marmo bianco, e bardiglio ad onze 4.24 carrata 83) AA.VV., Catania fuori campo, Palermo 1988, p. 28.
Rosso di Francia a onze 0:28 palmo 84) F. DE ROBERTO, Catania, Bergamo 1907, p. 22.

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