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Traccia 18 novembre 2020

Tizio e Caio concludono un contratto preliminare con il quale si obbligano a stipulare, 90


giorni dopo la stipulazione del preliminare, un contratto di compravendita avente ad oggetto
l’alienazione a favore di Caio di un appartamento di proprietà di Tizio. Il contratto
preliminare contiene una clausola in forza della quale “Caio è autorizzato ad attribuire a terzi
i diritti” conferitigli dal contratto stesso. 30 giorni dopo la stipulazione del preliminare, Mevio
contatta Tizio comunicandogli di essere subentrato a Caio nella titolarità del rapporto
contrattuale in virtù di un accordo raggiunto con lo stesso Caio, allegando lo scambio di mail
intervenuto in proposito con Caio e fornendogli l’indicazione del notaio presso il quale
dovranno incontrarsi per la stipula del contratto definitivo nella data fissata dal preliminare.
Tizio, preoccupato all’idea di trovarsi coinvolto in un rapporto contrattuale con Mevio, nei
confronti del quale non nutre alcuna fiducia, si rivolge al proprio legale per sapere se esiste la
possibilità di sottrarsi alla stipulazione del contratto definitivo di compravendita con Mevio.
Si chiede se la risposta sarebbe diversa se nel contratto preliminare non fosse stata inserita la
clausola che “autorizza Caio ad attribuire a terzi i diritti” conferitigli dal contratto.

Sez. 3 - , Sentenza n. 17727 del 06/07/2018

Mentre la cessione del contratto opera il trasferimento dal cedente al cessionario, con il consenso dell'altro contraente,
dell'intera posizione contrattuale, con tutti i diritti e gli obblighi ad essa relativi, la cessione del credito ha un effetto più
circoscritto, in quanto è limitata al solo diritto di credito derivato al cedente da un precedente contratto e produce,
inoltre, rispetto a tale diritto, uno sdoppiamento fra la titolarità di esso, che resta all'originario creditore-cedente, e
l'esercizio, che è trasferito al cessionario. Dei diritti derivanti dal contratto, costui acquista soltanto quelli rivolti alla
realizzazione del credito ceduto, e cioè, le garanzie reali e personali, i vari accessori e le azioni dirette all'adempimento
della prestazione. Non gli sono, invece, trasferite le azioni inerenti alla essenza del precedente contratto, fra cui quella
di risoluzione per inadempimento, poiché esse afferiscono alla titolarità del negozio, che continua ad appartenere al
cedente anche dopo la cessione del credito. In applicazione del principio la S.C. ha riconosciuto che il cessionario di un
credito risarcitorio fondato sull’inadempimento di un contratto di appalto (credito cedutogli dalla parte committente del
rapporto contrattuale di appalto potesse considerarsi legittimato ad esperire l'azione di condanna all’adempimento del
credito ceduto, negando tuttavia che egli potesse altresì considerarsi legittimato ad esercitare l'azione di risoluzione per
inadempimento del contratto di appalto.

Sez. 2, Sentenza n. 6157 del 16/03/2007 

Ai sensi dell'art. 1406 cod. civ. la cessione del contratto, che realizza un negozio plurilaterale, si perfeziona con
l'accordo di tutti gli interessati (cedente, cessionario e ceduto), essendo irrilevante che il ceduto, il quale abbia
manifestato successivamente il consenso, non abbia preso visione del contenuto dell'atto intervenuto fra cedente e
cessionario; infatti, la notifica del contratto intercorso fra il cedente e il cessionario è prevista dall'art. 1407 cod. civ. nel
caso in cui il ceduto abbia preventivamente manifestato il consenso alla cessione.

Sez. 3, Sentenza n. 10498 del 01/08/2001 
Poiché la cessione del contratto realizza una modificazione soggettiva del rapporto, debbono essere osservate per il
negozio di cessione le stesse forme prescritte per il contratto che si trasferisce. Pertanto, se tale contratto è un
preliminare di vendita immobiliare, affinché il cessionario possa acquistare i relativi diritti, il consenso del contraente
ceduto deve risultare da atto scritto.

Sez. 2, Sentenza n. 6157 del 16/03/2007 

Poichè, ai sensi dell'art.1406 cod. civ., oggetto della cessione del contratto è la trasmissione del complesso unitario delle
situazioni giuridiche attive e passive che derivano per ciascuna delle parti dalla conclusione del contratto, occorre che le
prestazioni poste a carico delle parti non siano state interamente eseguite, giacchè in tal caso non è possibile la
successione di un soggetto a un altro nel medesimo rapporto che caratterizza la cessione del contratto. (Nella specie, è
stata ritenuta la sussistenza delle condizioni prescritte dall'art. 1406 cod. civ. sul rilievo che -al momento della cessione
del contratto preliminare di compravendita- era stata adempiuta parzialmente soltanto l'obbligazione relativa al
pagamento del prezzo).

Sez. 2, Sentenza n. 1204 del 22/01/2010 

Poiché, ai sensi dell'art. 1406 cod. civ., oggetto della cessione del contratto è la trasmissione del complesso unitario
delle situazioni giuridiche attive e passive che derivano per ciascuna delle parti dalla conclusione del contratto, ai fini
della sua configurazione occorre che le relative prestazioni non siano state interamente eseguite, giacché, in tal caso,
non è possibile la successione di un soggetto ad un altro nel medesimo rapporto che caratterizza la cessione del
contratto. Ne consegue che, nell'ipotesi in cui sia stata già interamente eseguita una delle prestazioni incombenti alle
parti, potrebbe semmai verificarsi la cessione del credito alla controprestazione ovvero l'accollo del debito avente ad
oggetto la controprestazione, ma non invece la cessione del contratto.

Sez. 2 - , Ordinanza n. 21576 del 22/08/2019 

Il contratto preliminare che contenga una clausola in cui si preveda che lo stipulante si obblighi per sé o per altra
persona che si riserva di indicare potrebbe essere qualificato come un contratto preliminare recante la manifestazione
del consenso preventivo di una delle parti alla cessione a terzi del contratto, ex art 1406 e ss. c.c., ovvero come contratto
preliminare per persona da nominare ex art. 1401 c.c.; , o ancora come contratto preliminare a favore di un terzo
destinato ad essere designato dal (solo) promissario in un momento successivo a quello della stipulazione del contratto.
Tale pluralità di possibili configurazioni giuridiche in relazione al regolamento dell'intervento di terzi nella fattispecie
contrattuale - preliminare o definitiva - va correlata necessariamente al contenuto effettivo della volontà delle parti
contraenti, che l'interprete deve ricercare in concreto, il cui accertamento costituisce una valutazione di fatto rimessa al
giudice di merito.

La s.p.a. Alfa stipula con la s.r.l. Beta un contratto per la fornitura di un servizio di assistenza
e manutenzione delle apparecchiature tecnologiche ed informatiche presenti nel proprio
stabilimento aziendale. Il contratto contiene una clausola compromissoria che prevede la
devoluzione ad un collegio arbitrale delle controversie inerenti all’esecuzione del contratto.
Nel corso dell’esecuzione del contratto, Beta si rende responsabile di ripetuti, significativi
ritardi nell’effettuazione degli interventi programmati e richiesti, nonché di una serie di
errori e negligenze nell’esecuzione delle prestazioni dovute. Alfa, conseguentemente, matura
nei confronti di Beta una pretesa risarcitoria avente ad oggetto una somma il cui importo, in
applicazione delle apposite clausole penali inserite nell’accordo, risulta pari a 18.000 euro; a
fronte dell’ennesima inadempienza, Alfa – senza informare preventivamente Beta, e senza
chiederne la preventiva autorizzazione, cede la propria pretesa alla Banca Gamma, la quale
immediatamente promuove il procedimento arbitrale chiedendo la condanna di Beta al
pagamento dei 18.000 euro, oltre agli interessi dovuti per legge.
Assunte le vesti del legale della s.r.l. Beta, rediga il candidato motivato parere.

Sez.  1, Sentenza n. 22522 del 28/10/2011 
La cessione del contratto, realizzando una successione a titolo particolare nel rapporto giuridico
contrattuale, mediante la sostituzione di un nuovo soggetto (cessionario) nella posizione giuridica
attiva e passiva di uno degli originari contraenti (cedente), comporta anche il trasferimento del
vincolo nascente dalla clausola compromissoria con la quale le parti originarie si siano impegnate a
deferire ad arbitri rituali ogni e qualsiasi controversia insorta tra le parti circa l'attuazione,
l'interpretazione e la risoluzione del contratto.

Sez.  6 - 2, Ordinanza n. 29261 del 28/12/2011 
Il cessionario di un credito nascente da un contratto (nella specie, cessione di credito connessa con
precedente contratto di subappalto) nel quale sia inserita una clausola compromissoria non subentra
nella titolarità del distinto ed autonomo negozio compromissorio e non può, pertanto, invocare
l’applicazione di tale clausola nei confronti del debitore ceduto. Viceversa, quest'ultimo può
invocare l’applicazione della clausola compromissoria nei confronti del cessionario, sollevando nei
confronti di quest’ultimo la relativa eccezione al fine di veder rigettata la domanda di condanna al
pagamento da quest’ultimo proposta davanti all’autorità giudiziaria ordinaria, dal momento che tale
eccezione rientra tra le eccezioni opponibili all'originario creditore: se così non fosse, egli si
vedrebbe infatti privato del diritto di far decidere ad arbitri le controversie sul credito in forza di un
accordo tra cedente e cessionario al quale egli è rimasto estraneo.

Fattispecie di cessione negoziale di posizioni contrattuali la cui efficacia


eccezionalmente prescinde dal consenso del contraente ceduto

LEGGE 27 luglio 1978, n. 392


Disciplina delle locazioni di immobili urbani

Capo II
LOCAZIONE DI IMMOBILI URBANI ADIBITI AD USO DIVERSO DA QUELLO DI
ABITAZIONE

Art. 36.
(Sublocazione e cessione del contratto di locazione)
Il conduttore può sublocare l'immobile o cedere il contratto di locazione anche senza il consenso del
locatore, purché venga insieme ceduta o locata l'azienda, dandone comunicazione al locatore mediante lettera
raccomandata con avviso di ricevimento. Il locatore può opporsi, per gravi motivi, entro trenta giorni dal
ricevimento della comunicazione. Nel caso di cessione il locatore, se non ha liberato il cedente, può agire
contro il medesimo qualora il cessionario non adempia le obbligazioni assunte. Le indennità previste
dall'articolo 34 sono liquidate a favore di colui che risulta conduttore al momento della cessazione effettiva
della locazione.

Sez. 3, Sentenza n. 25279 del 01/12/2009 
Nelle locazioni di immobili urbani ad uso diverso da quello di abitazione, la successione nel contratto - disciplinata
dall'art. 36 della legge 27 luglio 1978, n. 392 - non discende automaticamente dal negozio di cessione o di affitto di
azienda quale suo effetto necessario, essendo tale successione solo eventuale e, comunque, subordinata alla
conclusione, tra cedente e cessionario, di un apposito negozio volto a porre in essere la sublocazione o la cessione del
contratto; per tale cessione, in deroga all'art. 1594, primo comma, cod. civ., non è richiesto il consenso del locatore, il
quale vi si può soltanto opporre, per gravi motivi, nel termine di trenta giorni dalla comunicazione dell'avvenuta
cessione del contratto di locazione insieme all'azienda.

Sez. 3, Sentenza n. 4067 del 20/02/2014 
Ai sensi dell'art. 36 della legge 27 luglio 1978, n. 392, la cessione del contratto di locazione di immobile destinato ad
attività di impresa, che avvenga con la cessione contestuale dell'azienda del conduttore, non ha bisogno del consenso
del locatore, ma deve essergli comunicata con lettera raccomandata con avviso di ritorno (o con modalità diverse,
purché idonee a consentire la conoscenza della modificazione soggettiva del rapporto); tale comunicazione, se non
costituisce requisito di validità della cessione nel rapporto tra conduttore cedente e terzo cessionario, condiziona tuttavia
l'efficacia della cessione stessa nei confronti del contraente ceduto, nel senso che essa non è opponibile al locatore sino
a quando la comunicazione non avvenga (e salva, comunque, la possibilità che il locatore vi si opponga per gravi motivi
nel termine di trenta giorni), sicché la conoscenza aliunde della cessione da parte del locatore non rileva, a meno che
egli, avendola conosciuta, l'abbia accettata secondo la disciplina comune dettata dall'art. 1407 cod. civ.

Fattispecie di cessione ex lege di posizioni contrattuali

c.c. art. 1599


Trasferimento a titolo particolare della cosa locata.
Il contratto di locazione è opponibile al terzo acquirente, se ha data certa anteriore
all'alienazione della cosa.
La disposizione del comma precedente non si applica alla locazione di beni mobili non
iscritti in pubblici registri, se l'acquirente ne ha conseguito il possesso in buona fede.
Le locazioni di beni immobili non trascritte non sono opponibili al terzo acquirente, se non
nei limiti di un novennio dall'inizio della locazione.
L'acquirente è in ogni caso tenuto a rispettare la locazione, se ne ha assunto l'obbligo verso
l'alienante.

Sez. 3 - , Ordinanza n. 18536 del 13/07/2018
In mancanza di una contraria volontà dei contraenti, la vendita o la donazione dell'immobile locato determina, ai sensi
degli artt. 1599 e 1602 c.c., la surrogazione, nel rapporto di locazione, del terzo acquirente (o del donatario), che
subentra nei diritti e nelle obbligazioni del venditore-locatore senza necessità del consenso del conduttore.

Art. 2558.
Successione nei contratti.
Se non è pattuito diversamente, l'acquirente dell'azienda subentra nei contratti stipulati per
l'esercizio dell'azienda stessa che non abbiano carattere personale.
Il terzo contraente può tuttavia recedere dal contratto entro tre mesi dalla notizia del
trasferimento, se sussiste una giusta causa, salvo in questo caso la responsabilità dell'alienante.
Le stesse disposizioni si applicano anche nei confronti dell'usufruttuario e dell'affittuario per
la durata dell'usufrutto e dell'affitto.

Art. 2112.
Mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento d'azienda.
In caso di trasferimento d'azienda, il rapporto di lavoro continua con il cessionario ed il
lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano.
Il cedente ed il cessionario sono obbligati, in solido, per tutti i crediti che il lavoratore aveva
al tempo del trasferimento. Con le procedure di cui agli articoli 410 e 411 del codice di procedura
civile il lavoratore può consentire la liberazione del cedente dalle obbligazioni derivanti dal
rapporto di lavoro.
Il cessionario è tenuto ad applicare i trattamenti economici e normativi previsti dai contratti
collettivi nazionali, territoriali ed aziendali vigenti alla data del trasferimento, fino alla loro
scadenza, salvo che siano sostituiti da altri contratti collettivi applicabili all'impresa del cessionario.
L'effetto di sostituzione si produce esclusivamente fra contratti collettivi del medesimo livello.
Ferma restando la facoltà di esercitare il recesso ai sensi della normativa in materia di
licenziamenti, il trasferimento d'azienda non costituisce di per sé motivo di licenziamento. Il
lavoratore, le cui condizioni di lavoro subiscono una sostanziale modifica nei tre mesi successivi al
trasferimento d'azienda, può rassegnare le proprie dimissioni con gli effetti di cui all'articolo 2119,
primo comma.
Ai fini e per gli effetti di cui al presente articolo si intende per trasferimento d'azienda
qualsiasi operazione che, in seguito a cessione contrattuale o fusione, comporti il mutamento nella
titolarità di un'attività economica organizzata, con o senza scopo di lucro, preesistente al
trasferimento e che conserva nel trasferimento la propria identità a prescindere dalla tipologia
negoziale o dal provvedimento sulla base del quale il trasferimento è attuato ivi compresi l'usufrutto
o l'affitto di azienda. Le disposizioni del presente articolo si applicano altresì al trasferimento di
parte dell'azienda, intesa come articolazione funzionalmente autonoma di un'attività economica
organizzata, identificata come tale dal cedente e dal cessionario al momento del suo trasferimento.
Nel caso in cui l'alienante stipuli con l'acquirente un contratto di appalto la cui esecuzione
avviene utilizzando il ramo d'azienda oggetto di cessione, tra appaltante e appaltatore opera un
regime di solidarietà di cui all'articolo 29, comma 2, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.
276.

Il subcontratto

Art. 1656.
Subappalto.
L'appaltatore non può dare in subappalto l'esecuzione dell'opera o del servizio, se non è stato autorizzato dal
committente.

Sez. 2, Sentenza n. 8202 del 11/08/1990 
L'assenso del committente al sub-appalto va inteso come mera autorizzazione, essendo diretta la norma dell'art. 1656
cod. civ. a tutelare l'interesse del committente e non già a costituire un nuovo e diverso rapporto tra committente e
subappaltatore. Ne consegue che nonostante l'autorizzazione, il subappalto resta un rapporto obbligatorio che
intercorre tra appaltatore e subappaltatore, al quale il committente è estraneo, non acquistando diritti ne' assumendo
obblighi verso il subappaltatore.

Sez. 2, Sentenza n. 7649 del 05/09/1994 
L'art 1656 cod. civ., che vieta all'appaltatore di dare in subappalto l'esecuzione dell'opera o del servizio, quando non
sia stato autorizzato dal committente, non richiede che il consenso di quest'ultimo sia specificamente riferito ad un
determinato soggetto e non esclude, quindi, che esso sia preventivo e generico non essendo tale autorizzazione
incompatibile con l'intuitus personae che caratterizza il rapporto di appalto dato che il committente rimane estraneo al
subappalto e che, nell'ambito del rapporto principale, la sua autorizzazione indica solo che la fiducia riposta
nell'appaltatore si estende alla bontà ed oculatezza della scelta del subappaltatore.

Sez. 2 - , Ordinanza n. 21719 del 27/08/2019 
La condotta negligente del  subappaltatore, che integra inadempimento contrattuale nei confronti del subappaltante,
ben può dar luogo a responsabilità extracontrattuale ex art. 2043 c.c. nei confronti del committente originario, in
quanto idonea a ledere il diritto di quest'ultimo ad una corretta esecuzione del rapporto contrattuale di appalto,
nonché a cagionare un pregiudizio ingiusto (la S.C. ha confermato la decisione impugnata che, in relazione ai danni
subiti dal committente a causa dei lavori di copertura di un edificio mal eseguiti dal subappaltatore e consistiti negli
esborsi necessari conseguiti allo scoperchiamento del tetto, ha ricondotto la responsabilità
del subappaltatore medesimo all'art. 2043 c.c.).

Art. 1676.
Diritti degli ausiliari dell'appaltatore verso il committente.
Coloro che, alle dipendenze dell'appaltatore, hanno dato la loro attività per eseguire l'opera o per prestare il
servizio possono proporre azione diretta contro il committente per conseguire quanto è loro dovuto, fino alla
concorrenza del debito che il committente ha verso l'appaltatore nel tempo in cui essi propongono la domanda.

Sez. L - , Sentenza n. 24368 del 16/10/2017 
La previsione contenuta nell'art. 1676 c.c. si applica anche ai dipendenti del  subappaltatore  nei confronti del
subcommittente o  subappaltante, sia in base al criterio di interpretazione letterale, in quanto il contratto
di subappalto altro non è che un vero e proprio appalto che si caratterizza rispetto al contratto-tipo solo per essere un
contratto derivato da altro contratto stipulato a monte, che ne costituisce il presupposto, sia in considerazione della
"ratio" della norma, che è ravvisabile nell'esigenza di assicurare una particolare tutela in favore dei lavoratori
ausiliari dell'appaltatore, atta a preservarli dal rischio dell'inadempimento di questi e che ricorre identica nell'appalto
e nel subappalto.

d.lgs. n. 276 del 2003 (c.d. Legge Biagi)


Art. 29
Appalto
1. Ai fini della applicazione delle norme contenute nel presente titolo, il contratto di appalto, stipulato e
regolamentato ai sensi dell'articolo 1655 del codice civile, si distingue dalla somministrazione di lavoro per la
organizzazione dei mezzi necessari da parte dell'appaltatore, che può anche risultare, in relazione alle esigenze
dell'opera o del servizio dedotti in contratto, dall'esercizio del potere organizzativo e direttivo nei confronti dei
lavoratori utilizzati nell'appalto, nonchè per la assunzione, da parte del medesimo appaltatore, del rischio d'impresa.
2. In caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro e' obbligato in
solido con l'appaltatore, nonche' con ciascuno degli eventuali subappaltatori entro il limite di due anni dalla
cessazione dell'appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di
trattamento di fine rapporto, nonchè i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al
periodo di esecuzione del contratto di appalto, restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui
risponde solo il responsabile dell'inadempimento. Il committente che ha eseguito il pagamento è tenuto, ove
previsto, ad assolvere gli obblighi del sostituto d'imposta ai sensi delle disposizioni del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e puo' esercitare l'azione di regresso nei confronti del coobbligato
secondo le regole generali.
3. L'acquisizione del personale gia' impiegato nell'appalto a seguito di subentro di nuovo appaltatore dotato di
propria struttura organizzativa e operativa, in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di lavoro o di clausola del
contratto d'appalto, ove siano presenti elementi di discontinuita' che determinano una specifica identita' di impresa,
non costituisce trasferimento d'azienda o di parte d'azienda.
3-bis. Quando il contratto di appalto sia stipulato in violazione di quanto disposto dal comma 1, il lavoratore
interessato puo' chiedere, mediante ricorso giudiziale a norma dell'articolo 414 del codice di procedura civile,
notificato anche soltanto al soggetto che ne ha utilizzato la prestazione, la costituzione di un rapporto di lavoro alle
dipendenze di quest'ultimo. In tale ipotesi si applica il disposto dell'articolo 27, comma 2.
3-ter. Fermo restando quando previsto dagli articoli 18 e 19, le disposizioni di cui al comma 2 non trovano
applicazione qualora il committente sia una persona fisica che non esercita attivita' di impresa o professionale.

CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI (D. LEGISL. N. 50 DEL 2016)


Art. 105
(Subappalto)
1. I soggetti affidatari dei contratti di cui al presente codice eseguono in proprio le opere o i lavori, i servizi, le
forniture compresi nel contratto. Il contratto non puo' essere ceduto a pena di nullità, fatto salvo quanto previsto
dall'articolo 106, comma 1, lettera d). E' ammesso il subappalto secondo le disposizioni del presente articolo.
2. Il subappalto è il contratto con il quale l'appaltatore affida a terzi l'esecuzione di parte delle prestazioni o
lavorazioni oggetto del contratto di appalto. Costituisce, comunque, subappalto qualsiasi contratto avente ad
oggetto attività ovunque espletate che richiedono l'impiego di manodopera, quali le forniture con posa in opera e i
noli a caldo, se singolarmente di importo superiore al 2 per cento dell'importo delle prestazioni affidate o di
importo superiore a 100.000 euro e qualora l'incidenza del costo della manodopera e del personale sia superiore al
50 per cento dell'importo del contratto da affidare. Fatto salvo quanto previsto dal comma 5, l'eventuale subappalto
non puo' superare la quota del 30 per cento dell'importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture.
L'affidatario comunica alla stazione appaltante, prima dell'inizio della prestazione, per tutti i sub-contratti che non
sono subappalti, stipulati per l'esecuzione dell'appalto, il nome del sub-contraente, l'importo del sub-contratto,
l'oggetto del lavoro, servizio o fornitura affidati. Sono, altresi', comunicate alla stazione appaltante eventuali
modifiche a tali informazioni avvenute nel corso del sub-contratto. E' altresi' fatto obbligo di acquisire nuova
autorizzazione integrativa qualora l'oggetto del subappalto subisca variazioni e l'importo dello stesso sia incrementato
nonche' siano variati i requisiti di cui al comma 7.

4. I soggetti affidatari dei contratti di cui al presente codice possono affidare in subappalto le opere o i lavori, i
servizi o le forniture compresi nel contratto, previa autorizzazione della stazione appaltante purchè:
a) l'affidatario del subappalto non abbia partecipato alla procedura per l'affidamento dell'appalto;
b) il subappaltatore sia qualificato nella relativa categoria;
c) all'atto dell'offerta siano stati indicati i lavori o le parti di opere ovvero i servizi e le forniture o parti di servizi
e forniture che si intende subappaltare;
d) il concorrente dimostri l'assenza in capo ai subappaltatori dei motivi di esclusione di cui all'articolo 80.
…..
8. Il contraente principale è responsabile in via esclusiva nei confronti della stazione appaltante.
L'aggiudicatario è responsabile in solido con il subappaltatore in relazione agli obblighi retributivi e contributivi, ai
sensi dell'articolo 29 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. Nelle ipotesi di cui al comma 13, lettere a) e c),
l'appaltatore è liberato dalla responsabilità solidale di cui al primo periodo.
9. L'affidatario e' tenuto ad osservare integralmente il trattamento economico e normativo stabilito dai contratti
collettivi nazionale e territoriale in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni. E', altresi',
responsabile in solido dell'osservanza delle norme anzidette da parte dei subappaltatori nei confronti dei loro
dipendenti per le prestazioni rese nell'ambito del subappalto. ….

13. La stazione appaltante corrisponde direttamente al subappaltatore, al cottimista, al prestatore di
servizi ed al fornitore di beni o lavori, l'importo dovuto per le prestazioni dagli stessi eseguite nei seguenti casi:
a) quando il subappaltatore o il cottimista è una microimpresa o piccola impresa;
b) in caso di inadempimento da parte dell'appaltatore;
c) su richiesta del subappaltatore e se la natura del contratto lo consente.
14. L'affidatario deve praticare, per le prestazioni affidate in subappalto, gli stessi prezzi unitari risultanti
dall'aggiudicazione, con ribasso non superiore al venti per cento, nel rispetto degli standard qualitativi e
prestazionali previsti nel contratto di appalto. L'affidatario corrisponde i costi della sicurezza e della manodopera,
relativi alle prestazioni affidate in subappalto, alle imprese subappaltatrici senza alcun ribasso; la stazione appaltante,
sentito il direttore dei lavori, il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione, ovvero il direttore dell'esecuzione,
provvede alla verifica dell'effettiva applicazione della presente disposizione. L'affidatario è solidalmente responsabile
con il subappaltatore degli adempimenti, da parte di questo ultimo, degli obblighi di sicurezza previsti dalla normativa
vigente.

19. L'esecuzione delle prestazioni affidate in subappalto non puo' formare oggetto di ulteriore subappalto.
……

Cod. civ.

Art. 1594.
Sublocazione o cessione della locazione.
Il conduttore, salvo patto contrario, ha facoltà di sublocare la cosa locatagli, ma non può cedere il contratto
senza il consenso del locatore.
Trattandosi di cosa mobile, la sublocazione deve essere autorizzata dal locatore o consentita dagli usi.

Sez. 3, Sentenza n. 8628 del 29/05/2003.
Non commette violazione del possesso mediato del locatore il conduttore, il quale sublochi la cosa in violazione di
divieto espresso; ne consegue che il locatore non è legittimato a proporre l'azione di spoglio ne' nei confronti del
conduttore, e neppure del subconduttore, dovendo limitarsi ad agire per la risoluzione del contratto e, una volta
ottenutala, potrà pretendere dal subconduttore la consegna della cosa a norma dell'art. 1595 cod. civ. senza che lo
stesso possa opporsi legittimamente alla richiesta, richiamando il contratto derivato concluso col conduttore.

Art. 1595.
Rapporti tra il locatore e il subconduttore.
Il locatore, senza pregiudizio dei suoi diritti verso il conduttore, ha azione diretta contro il subconduttore per
esigere il prezzo della sublocazione, di cui questi sia ancora debitore al momento della domanda giudiziale, e per
costringerlo ad adempiere tutte le altre obbligazioni derivanti dal contratto di sublocazione.
Il subconduttore non può opporgli pagamenti anticipati, salvo che siano stati fatti secondo gli usi locali.
Senza pregiudizio delle ragioni del subconduttore verso il sublocatore la nullità o la risoluzione del contratto
di locazione ha effetto anche nei confronti del subconduttore, e la sentenza pronunciata tra locatore e conduttore ha
effetto anche contro di lui.

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