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ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE, REATO TRANSNAZIONALE E AGGRAVANTE

DELLA TRANSNAZIONALITÀ

Autorità: Legge - 16/03/2006, n. 146


Gazzetta uff.: 11/04/2006, n. 85
EPIGRAFE

LEGGE 16 marzo 2006 n.146 (in Suppl. ordinario n. 91 alla Gazz.Uff., 11 aprile, n. 85). - Ratifica
ed esecuzione della Convenzione e dei Protocolli delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato
transnazionale, adottati dall'Assemblea generale il 15 novembre 2000 ed il 31 maggio 2001 (1) .
(1) A norma del Comunicato 20 gennaio 2007, essendosi verificate le condizioni di cui all'articolo
17, comma 2 della Convenzione e 18, comma 2, del Protocollo, l'Atto internazionale di cui alla
presente legge è entrato in vigore sul piano internazionale in data 1° settembre 2006.

ARTICOLO N.3
Definizione di reato transnazionale
Art. 3.
1. Ai fini della presente legge si considera reato transnazionale il reato punito con la pena della
reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, qualora sia coinvolto un gruppo criminale
organizzato, nonché:
a) sia commesso in più di uno Stato;
b) ovvero sia commesso in uno Stato, ma una parte sostanziale della sua preparazione,
pianificazione, direzione o controllo avvenga in un altro Stato;
c) ovvero sia commesso in uno Stato, ma in esso sia implicato un gruppo criminale organizzato
impegnato in attività criminali in più di uno Stato;
d) ovvero sia commesso in uno Stato ma abbia effetti sostanziali in un altro Stato.

ARTICOLO N.4
Circostanza aggravante
Art. 4.
1. Per i reati puniti con la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni nella
commissione dei quali abbia dato il suo contributo un gruppo criminale organizzato impegnato in
attività criminali in più di uno Stato la pena è aumentata da un terzo alla metà.
2. Si applica altresì il comma 2 dell'articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito,
con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, e successive modificazioni.

Autorità: Decreto Legge - 13/05/1991, n. 152


Gazzetta uff.: 13/05/1991, n. 110

DECRETO-LEGGE 13 maggio 1991, n. 152 (in Gazz. Uff., 13 maggio, n. 110). - Decreto
convertito con modificazioni in legge 12 luglio 1991, n. 203 (in Gazz. Uff., 12 luglio 1991, n. 162).
- Provvedimenti urgenti in tema di lotta alla criminalità organizzata e di trasparenza e buon
andamento dell'attività amministrativa.

CAPO III

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CIRCOSTANZE AGGRAVANTI E ATTENUANTI PER REATI COMMESSI DA PERSONE
SOTTOPOSTE A MISURE DI PREVENZIONE O PER REATI CONNESSI AD ATTIVITA'
MAFIOSE
ARTICOLO N.7
Art. 7.
1. Per i delitti punibili con pena diversa dall'ergastolo commessi avvalendosi delle condizioni
previste dall'art. 416- bis del codice penale ovvero al fine di agevolare l'attività delle associazioni
previste dallo stesso articolo, la pena è aumentata da un terzo alla metà.
2. Le circostanze attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 98 e 114 del codice penale,
concorrenti con l'aggravante di cui al comma 1 non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti
rispetto a questa e le diminuzioni di pena si operano sulla quantità di pena risultante dall'aumento
conseguente alla predetta aggravante (1).
(1) Comma modificato dall'articolo 5, comma 1, della legge 14 febbraio 2003, n. 34.

Autorità: Cassazione penale sez. III


Data: 19/04/2016
n. 23896
Ai fini della configurabilità dell'aggravante della transnazionalità, prevista dall'art. 4 della legge n.
146 del 2006, è necessario che alla consumazione del reato transnazionale contribuisca
consapevolmente un gruppo criminale organizzato, che sussiste in presenza della stabilità dei
rapporti fra gli adepti, di una organizzazione seppur minimale, della non occasionalità o
estemporaneità della stessa, e della finalizzazione alla realizzazione anche di un solo reato e al
conseguimento di un vantaggio finanziario o comunque materiale. (Fattispecie in tema di traffico
internazionale di stupefacenti in cui la S.C. ha riconosciuto l'aggravante nel fatto che il trasporto
aereo della droga dal Sudamerica era stabilmente pianificato dallo stesso gruppo di soggetti in
contatto costante con l'imputato, i quali avevano il compito di farla transitare, prima dell'arrivo in
Italia, presso Paesi terzi al fine di vanificare le attività investigative).
Autorità: Cassazione penale sez. III
Data: 04/02/2016
n. 25821
Ai fini della applicazione del sequestro funzionale alla confisca per equivalente, previsto dall'art.
11, Legge 16 marzo 2006, n. 146, è sufficiente che sia contestata e configurabile la condizione di
transnazionalità del delitto per cui si procede - come definita dall'art. 3 della medesima legge -
senza che sia, invece, necessario che sia contestata e ricorra la speciale aggravante della
transnazionalità, di cui all'art. 4, comma primo, della predetta Legge n. 146, costituendo tale
circostanza soltanto uno degli eventuali sintomi del carattere transnazionale del delitto.

Autorità: Cassazione penale sez. VI


Data: 18/11/2015
n. 47217
La circostanza aggravante speciale della transnazionalità prevista dall'art. 4 l. 16 marzo 2006 n. 146
può applicarsi anche ai reati-fine consumati, integralmente o in parte, da appartenenti a
un'associazione per delinquere pur se rispetto a quest'ultima l'aggravante non sia configurabile
identificandosi il gruppo criminale transnazionale con tale associazione (sezioni Unite, 31 gennaio
2013, A.).

Autorità: Cassazione penale sez. VI


Data: 18/11/2015

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n. 47217

RAGIONI DELLA DECISIONE


…4.2 Il motivo sulla non applicabilità dell'aggravante L. n. 146 del 2006, ex art. 4, ai reati - fine
dopo che, come nella fattispecie, per il reato associativo la medesima aggravante sia stata esclusa, è
infondato.
Con sentenza Sez. 6^ n. 53118/14 è stato affermato il principio di diritto che il mancato
riconoscimento dell'aggravante della transnazionalità di cui alla L. 16 marzo 2006, n. 146, art. 4,
ad un reato di associazione per delinquere non ne esclude la possibilità di applicazione ad altri
singoli delitti (nella specie in materia di illecita detenzione e porto d'armi) preparati, pianificati e
commessi nel territorio di più Stati, e riferibili ad un gruppo criminale organizzato. In particolare
sul punto la sentenza richiamata osserva che "l'avvenuta esclusione della transnazionalità del
sodalizio non risulta affatto incompatibile con la successiva attribuzione della connotazione di
"transnazionalità ai singoli reati in tema di armi", in quanto trattasi di delitti (detenzione e
porto) preparati, pianificati e commessi nel territorio di più Stati (L. 16 marzo 2006, n. 146, art. 3,
comma 1) e riferibili ad un gruppo criminale organizzato".
Il Collegio non ignora che almeno altre due sentenze hanno affermato il principio contrario: Sez.
6^ sent. 31972/13 e Sez. 6^ sent. 44435/15, sostanzialmente subordinano anche per i reati fine la
configurabilità della circostanza aggravante di cui alla L. 16 marzo 2006, n. 146, art. 4, all'apporto
di un gruppo organizzato distinto da quello cui è riferibile il reato. La sentenza 31972/13 è quella
cui nel processo hanno fatto principale riferimento le difese e che i Giudici di primo grado e
d'appello hanno con specifica argomentazione disatteso.
Si deve osservare che le tre sentenze non paiono approfondire specificamente le ragioni che
conducono alle due soluzioni, sostanzialmente la motivazione sul punto risolvendosi
nell'affermazione del principio.
4.3 E' allora necessario, come avvertito dai Giudici del merito, confrontarsi con la motivazione della
sentenza n. 18374/13 con cui le Sezioni Unite hanno escluso l'applicabilità della speciale
aggravante della transnazionalità, prevista dalla L. n. 146 del 2006, art. 4, al reato associativo
quando il gruppo criminale organizzato transnazionale coincida con l'associazione a
delinquere.
Occorre infatti verificare se da tale sentenza si traggano elementi per affermare che già le Sezioni
unite si sono poste ed hanno risolto il quesito se i reati-fine commessi nel contesto del programma
associativo di un'associazione, che ha le caratteristiche della transnazionalità ma opera senza
apporto di un gruppo organizzato almeno in parte ad essa esterno, possano essere aggravati L. n.
146 del 2006, ex art. 4.
Si deve in proposito considerare che:
- la sentenza delibera su un caso in cui:
- era intervenuto "patteggiamento" per un reato associativo e per reati-fine commessi nel contesto
dell'operare dell'associazione;
- l'associazione presentava i requisiti della transnazionalità;
- l'aggravante ex art. 4 era stata contestata e ritenuta sia per il delitto associativo che per i reati -
fine;
. la soluzione del caso è che nella fattispecie non vi era immedesimazione e la Corte rigetta il
ricorso pertinente sul reato associativo (unico per il quale il ricorrente aveva posto la questione),
respingendo anche i motivi sulla configurabilità dell'aggravante speciale per i reati-satelliti, la cui
applicazione era stata contestata per ragioni diverse dal collegamento con il reato associativo;
- la questione di diritto che è stata esaminata dalle Sezioni Unite è indicata in sentenza in questi
termini: "se la circostanza aggravante ad effetto speciale della c.d. transnazionalità, prevista dalla L.

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16 marzo 2006, n. 146, art. 4, sia compatibile con il reato di associazione per delinquere o sia
applicabile ai soli reati - fine" (p. 6/7 punto 2);
- quando presentano i termini del contrasto che ha condotto alla rimessione del processo, le Sezioni
Unite danno conto di un orientamento che afferma poter l'aggravante accedere ai soli reati
costituenti la diretta manifestazione dell'attività del gruppo (c.d. reati - fine dell'associazione)
ovvero di quelli ai quali il gruppo abbia prestato un contributo causale; e di un secondo che è nel
senso di ritenere invece applicabile l'aggravante anche al reato associativo (p. 7 punto 4);
- valutando il significato del parametro "riferibilità", le Sezioni Unite indicano anche il contributo
alla commissione del reato offerto da uno o più adepti del gruppo organizzato, anche in
adempimento del programma criminale dello stesso sodalizio (p. 11);
- argomentando il significato della locuzione "dare il contributo" si indica il prestare un apporto
causalmente rilevante, in chiave di causalità materiale, nel senso che la commissione di un qualsiasi
reato in ambito nazionale, purchè punito con la reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni,
deve essere determinata, od anche solo agevolata, in tutto od in parte, dall'apporto deterministico -
quale esso sia - di un gruppo criminale organizzato transnazionale (p. 13 punto 7.4);
- (espressamente) si afferma "Alla stregua dei dati normativi e delle linee ispiratrici della
Convenzione non è dato, infatti, ravvisare ragione alcuna perchè la particolare aggravante possa
applicarsi ai soli reati-fine e non anche al reato associativo, che costituisce il mezzo per la relativa
consumazione" (p. 14, punto 7.6);
- ancora: "quel che occorre, ai fini dell'operatività dell'aggravante, è che alla commissione del reato
oggetto di aggravamento abbia dato il suo contributo un gruppo dedito ad attività criminali a livello
internazionale" (p. 17, punto 7.8);
- ed infine: "dei reati - fine rispondono soltanto coloro che materialmente o moralmente hanno dato
un effettivo contributo, causalmente rilevante, volontario e consapevole all'attuazione della singola
condotta criminosa, alla stregua dei comuni principi in tema di concorso di persone nel reato..." (p.
18);
- viene evidenziata considerazione (prospettata in termini di autonoma decisività) della disciplina
dell'art. 61 c.p., secondo cui le circostanze positivamente previste aggravano il reato quando non ne
sono elementi costitutivi (p. 16);
- i motivi sulla contestazione dell'aggravante ex art. 4 per i reati - satelliti di bancarotta fraudolenta
impropria e tributari (punti 8.3 e 8.4 p. 20) vengono rigettati.
4.4 E' vero che, come ricordato, nel caso di cui le Sezioni Unite si sono occupate, il ricorso è stato
rigettato anche in relazione al reato associativo, essendosi giudicato essere stata motivata la non
sovrapposizione gruppo/associazione.
Ma considerando unitariamente i dati appena esposti, pare innanzitutto doversi senz'altro escludere
che le Sezioni Unite abbiano in tale contesto affermato un espresso principio di diritto, secondo il
quale quando il reato associativo è pure transnazionale (sicchè vi è
sovrapposizione/immedesimazione tra gruppo criminale organizzato e associazione a delinquere)
anche i reati-fine consumati da alcuni dei partecipi non tollerano, per incompatibilità sistematica,
l'aggravante L. n. 146 del 2006, ex art. 4.
Per contro: il quesito di diritto concretamente individuato (che, come efficacemente osservato dalla
Corte d'appello, in concreto presuppone una generale applicazione dell'aggravante, in ogni caso, ai
reati - fine, quando caratterizzati dal "contributo" del gruppo organizzato/associazione);
l'indicazione di un contrasto giurisprudenziale che è solo afferente il reato associativo e non i reati-
fine; l'insistenza nell'evidenziare le caratteristiche di autonomia dei reati - fine, pur congrui al
disegno associativo, anche quando consumati da alcuni dei partecipi all'associazione, rispetto al
reato associativo; la non ostatività dell'art. 61 c.p., nel caso dei reati - satellite (giacchè la
circostanza non potrebbe mai essere considerata elemento costitutivo del reato - fine diverso dal

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reato associativo); la complessiva struttura del ragionamento logico - giuridico (che in definitiva
muove dalla considerazione che l'aggravante si applica a tutti i reati che abbiano le caratteristiche
indicate dalla norma e dall'assenza di motivi per sottrarre il reato associativo in sè a tale regola
generale, per giungere all'individuazione del solo caso in cui tale sottrazione deve avvenire - la
sovrapposizione tra gruppo organizzato criminale transnazionale e associazione a delinquere -):
sono tutti momenti del percorso argomentativo che paiono univocamente convergere
all'affermazione, implicita ma inevitabile, di un opposto principio di diritto. Principio che del resto
si manifesta conforme e coerente con: la lettera della norma, la sua ragione (efficacemente ricordata
dalle Sezioni Unite: p. 9 e 10), la natura di sostanziale eccezione a una diversa regola generale che
(nella motivazione delle Sezioni Unite) caratterizza la sottrazione del reato associativo alla
compatibilità con l'aggravante speciale (nel solo caso in cui gruppo organizzativo criminale
transnazionale e associazione per delinquere coincidano).
Si osservi che, con valenza sistematica significativamente convergente, proprio il caso oggi a
giudizio richiama l'attenzione su una conseguenza obiettivamente paradossale cui condurrebbe il
principio dell'incompatibilità dell'aggravante della transnazionalità con i reati - fine consumati nel
contesto programmatico, o con l'apporto, di un gruppo organizzativo criminale transnazionale che
sia anche associazione per delinquere.
La evidenzia la posizione della ricorrente M.: risponde di un reato - fine, comunque di un reato
consumato con l'apporto del gruppo/associazione, ma non è partecipe di tale gruppo/associazione
(essendo stata assolta dal pertinente reato).
La Corte bresciana, rispondendo al motivo sull'aggravante speciale devolutole dalla difesa, ha
puntualmente osservato che comunque questa imputata, estranea al reato associativo, dovrebbe
rispondere dell'ipotesi aggravata, perchè nei suoi confronti non sussisterebbe alcuna
sovrapposizione/immedesimazione dei fenomeni criminali.
Il paradosso evidente, che quindi sorge quando si consideri la sorte del concorrente (non associato)
nel reato-fine, o nel reato consumato con l'apporto del gruppo/associazione, o a beneficio di questo,
è nell'insostenibilità sistematica delle due alternative possibili: o di fatto mutare la natura di
un'aggravante oggettiva in soggettiva (quindi configurabile solo a carico di alcuni dei concorrenti in
ragione del loro rapporto personale con il gruppo/associazione); o estendere al concorrente non
associato la "copertura" che la sovrapposizione/immedesimazione, in ipotesi, offrirebbe, anche per
tali reati, al solo associato.
Si tratta in realtà di un paradosso che viene a confermare la coerenza sistematica della sola
interpretazione secondo cui la circostanza aggravante L. n. 146 del 2006, ex art. 4, si applica
anche ai reati-fine consumati, integralmente o in parte, da appartenenti ad associazione per
delinquere che si immedesimi nel gruppo organizzato criminale transnazionale.

Autorità: Cassazione penale sez. un.


Data: 31/01/2013
n. 18374
Il gruppo criminale organizzato, cui fanno riferimento gli art. 3 e 4 l. n. 146 del 2006, è
configurabile, secondo le indicazioni contenute nell'art. 2, punti a) e c) della convenzione delle
Nazioni unite contro il crimine organizzato del 15 novembre 2000 (c.d. convenzione di Palermo), in
presenza dei seguenti elementi: a) stabilità di rapporti fra gli adepti; b) minimo di organizzazione
senza formale definizione di ruoli; c) non occasionalità o estemporaneità della stessa; d)
costituzione in vista anche di un solo reato e per il conseguimento di un vantaggio finanziario o di
altro vantaggio materiale. (In motivazione, la Corte ha evidenziato che il gruppo criminale
organizzato è certamente un "quid pluris" rispetto al mero concorso di persone, ma si diversifica
anche dall'associazione a delinquere di cui all'art. 416 c.p. che richiede un'articolata organizzazione

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strutturale, seppure in forma minima od elementare, tendenzialmente stabile e permanente, una
precisa ripartizione di ruoli e la pianificazione di una serie indeterminata di reati).
Note a sentenza (3)
L'APPLICABILITÀ DELL'AGGRAVANTE DEL REATO TRANSNAZIONALE AI DELITTI
ASSOCIATIVI (La Greca Luisa)
L'AGGRAVANTE DI CUI ALL'ART. 4 DELLA LEGGE N. 146 DEL 2006 (DI RATIFICA
DELLA CONVENZIONE DELLE NAZIONI UNITE CONTRO IL CRIMINE ORGANIZZATO
TRANSNAZIONALE) - SUA COMPATIBILITÀ CON I DELITTI ASSOCIATIVI - The
aggravating of trans-nationality, according to the Law 146/2006, and its compatibility with
conspiracy. (Cappello Gabriella)
L'AGGRAVANTE DELLA TRANSNAZIONALITÀ AL VAGLIO DELLE SEZIONI UNITE: LA
CIRCOSTANZA SI APPLICA ANCHE AI REATI ASSOCIATIVI - The transnationality
aggravating circumstance under review: joined Chambers of the Italian Supreme Court consider it
applicable to criminal-association-type offences (Cavallone Giulia)

ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE, REATO TRANSNAZIONALE E AGGRAVANTE


DELLA TRANSNAZIONALITÀ: TUTTI PER UNO O UNO PER TUTTI?
Diritto & Giustizia, fasc.41, 2015, pag. 89
Enrico Fontana - Avvocato penalista
Classificazioni: ASSOCIAZIONE A DELINQUERE - Circostanze speciali
Il caso di specie. Nell'ambito di un coacervo di contestazioni elevate prima dalla Procura della
Repubblica di Napoli poi da quella di Modena nell'inchiesta che ha colpito i vertici della società
CPL Concordia e che spaziano dalla associazione per delinquere, alla corruzione nazionale e
internazionale, in concorso viene anche contestata la qualifica della transnazionalità dei delitti in
oggetto con applicabilità, altresì, della circostanza aggravante di cui all'art. 4 l. n. 146/2006.
Quotidiano del 20 novembre 2015
Nel corso della articolata vicenda cautelare, migrata a seguito di incompetenza per territorio dal
Tribunale del Riesame di Napoli a quello di Bologna, fra le numerose doglianza portate dalla difesa
del ricorrente sino alla Suprema Corte di Cassazione vi è pertanto anche quella relativa alla
insussistenza di detta circostanza aggravante, non essendo, nella ordinanza impositiva della misura
e neppure nella successiva ordinanza del Tribunale del Riesame, delineati tutti gli elementi
costitutivi della qualità della transnazionalità previsti appunto dall'art. 4 l. n. 146/2006.
La qualifica della transnazionalità. Come ricorda la Cassazione nella pronuncia in commento, la
transnazionalità non è un elemento costitutivo di una autonoma fattispecie di reato, ma una qualità
riferibile a qualsiasi delitto, purché sia punito con la reclusione non inferiore nel minimo a quattro
anni, attribuibile ad un gruppo criminale organizzato operante anche solo in ambito nazionale a
condizione che ricorra, in via alternativa, una delle seguenti condizioni: a) sia commesso in più di
uno Stato; b) sia commesso in uno Stato, ma una parte sostanziale della sua preparazione,
pianificazione, direzione o controllo avvenga in un altro Stato; c) sia commesso in uno Stato, ma in
esso sia implicato un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno
Stato; d) sia commesso in uno Stato, ma abbia effetti sostanziali in altro Stato. É opportuno
precisare che la qualifica della transnazionalità non importa di per sé l'aumento di pena, bensì gli
effetti sostanziali e processuali previsti dagli artt. 10, 11, 12 e 13 della stessa legge 146/2006.
La circostanza aggravante della transnazionalità. La circostanza aggravante ad effetto speciale
prevista dall'art. 4 l. n. 146/2006, nota come aggravante della transnazionalità, opera allorché si
tratti di reati puniti con la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, nella
commissione dei quali abbia dato il suo contributo un gruppo criminale organizzato impegnato in
attività criminali in più di uno Stato. Risulta, dunque, confermato l'orientamento secondo cui

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l'aggravante ad effetto speciale ex art. 4 esige, oltre all'elemento della previsione di una determinata
pena edittale, che alla commissione del reato abbia fornito il suo contributo un gruppo criminale
organizzato impegnato in attività delinquenziali in diversi Stati, laddove la condizione sub c) di cui
all'art. 3 prevede, con differenziazione terminologica verosimilmente non casuale, la semplice
implicazione di un gruppo con le stesse caratteristiche (Cass. n. 26596/14). Va inoltre precisato,
come rammenta anche la pronuncia in commento, che il gruppo criminale organizzato, cui fanno
riferimento sia l'art. 3 che l'art. 4 l. n. 146/2006, è configurabile, secondo le indicazioni contenute
nell'art. 2, punti a) e c) della Convenzione delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato del 15
novembre 2000 (c.d. Convenzione di Palermo), in presenza dei seguenti elementi: a) stabilità di
rapporti fra gli adepti; b) minimo di organizzazione senza formale definizione di ruoli; c) non
occasionalità o estemporaneità della stessa; d) costituzione in vista anche di un solo reato e per il
conseguimento di un vantaggio finanziario o di altro vantaggio materiale.
Associazione per delinquere, delitto transnazionale e aggravante ex art. 4. Chiariti gli aspetti
distintivi tra la qualifica del delitto transnazionale di cui all'art. 3 e la circostanza aggravante di cui
all'art. 4 l. 146/2006, la sentenza in commento si preoccupa di verificare i rapporti di dette due
figure normative con il delitto associativo di cui all'articolo 416 c.p. Sul punto, occorre prendere le
mosse dalla nota pronuncia delle Sezioni Unite n. 18374/13, secondo cui la speciale aggravante
della transnazionalità, prevista dall'art. 4 l. n. 146/2006, è applicabile al reato associativo,
sempreché il gruppo criminale organizzato transnazionale non coincida con l'associazione a
delinquere. Investita della specifica questione della coincidenza fra associazione per delinquere e
gruppo criminale organizzato, da valutare al fine della sussistenza della contestata aggravante di cui
all'art. 4, gli Ermellini precisano che il concetto di gruppo criminale organizzato, individuato dalla l.
n. 146/2006 si diversifica dall'associazione a delinquere di cui all'art. 416 c.p. (che richiede
un'articolata organizzazione strutturale, seppure in forma minima od elementare, tendenzialmente
stabile e permanente, una precisa ripartizione di ruoli e la pianificazione di una serie indeterminata
reati) perché può trattarsi di un insieme di persone legate da rapporti stabili che abbia costituito
un'organizzazione autonoma e distinta da quella alla quale è riferibile il reato, impegnata in attività
illecite in più di uno Stato, anche minimale e priva di una formale definizione di ruoli, sebbene non
occasionale od estemporanea. Il precipitato di tali principi è che la Cassazione, nel caso in esame,
pur ritenendo sussistente la gravità indiziaria in ordine alla sussistenza del delitto associativo exart.
416 c.p., finisce, con impostazione assolutamente condivisibile, per negare la configurabilità della
circostanza aggravante di cui all'art. 4 l. n. 146/2006, non potendosi ritenere integrata la stessa sulla
base della mera affermazione della esistenza del contributo di un gruppo criminale organizzato
operante in più stati, senza identificarlo e darne contezza in concreto.

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