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L’energia Eolica

Arturo de Risi,
Università degli Studi di Lecce
Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Meccanica

Introduzione
¾ La risorsa eolica
Ö Il vento
Ö Calcolo dell’energia producibile: Weibull
¾ La Teoria di Betz
¾ Aerodinamica del profilo
¾ Componenti principali dei generatori eolici e controllo
¾ Aspetti ambientali

N.B. Gran parte della presentazione è estratta dalle dispense del Corso:
Energie Rinnovabile – Università degli Studi di Firenze
LA RISORSA EOLICA

Il vento

La risorsa eolica
¾ Le grandi masse d’aria
Ö Si muovono per differenze di pressione
Ö Il loro moto è influenzato dalla forza di Coriolis
Ö Vento geostrofico: Vg = − 1 ∂p
fρ ∂n
dove
Î f = fattore di Coriolis = 2 ω φ
Î ω = rotazione angolare della terra
Î φ = latitudine, n = dir.normale alle isobare
– Bilancio tra Forza di Coriolis CF = fV
e Forza di Pressione
Ö Vento di gradiente V gr2 1 ∂p
= − fV gr −
R ρ ∂n
dove R è la curvatura della traiettoria.
E’ dovuto al fatto che le isobare sono curve a causa della
presenza di zone di Bassa ed Alta P (Æ forza centrifuga)
V gr2
Ö Combinando le due relazioni : V gr = V g −
R⋅ f
La risorsa eolica
¾ I generatori però operano in uno strato influenzato dalla presenza del terreno
Ö rugosità superficiale
Ö moti locali
Î Brezze di mare e di terra
Î Venti locali montani

¾ P = (1/2) ρ A V3
Ö I valori tipici di densità sono 0.9 – 1.4 kg/m3
(valori minori per climi più caldi e maggiori latitudini)
Ö V doppia Æ P cresce di 8 volte

La risorsa eolica
Speed Direction Data logger
¾ Misura del vento (dir., vel.)
Ö Anemometri
Î Misure a 10, 20 e 40 m
Î Precisione
– Velocità: 0.1 m/s tra 5 e 25 m/s
Î Media su 10 min
Î Attenzione al posizionamento
(rugosità, terreno complesso, ostacoli..)

¾ Rosa dei venti


Î In rosso V3 per la frequenza

Windrose for wind energy Windrose for air pollution


Ostacoli
¾ Devono essere tenuti in considerazione,
soprattutto se a dist.< 1 km dai generatori
Ö Porosità: area aperta / area totale oggetto Wake effect
Ö Oss – diminuzione del 3 % in velocità e circa
del 10 % in energia

Park layout

LA RISORSA EOLICA:

DISTRIBUZIONE DI WEIBULL
Distribuzione di Weibull
¾ Per la progettazione di una Wind Farm è necessario conoscere la disponibilità di risorsa
eolica

¾ L’informazione sul potenziale eolico deve essere riferita a periodi significativi (anno,
stagione, anni), e non semplicemente a dati puntuali

Ö La scelta del tipo di generatore, e della disposizione dei generatori all’interno del parco dipende
fortemente da questa analisi

Ö Lo studio è di tipo prettamente statistico

Î Probabilità di occorrenza di una certa intensità di vento nell’arco di un tempo definito


Î Anche la probabilità di occorrenza di eventi straordinari dovrebbe essere presa in considerazione

Distribuzione di Weibull
¾ Funzione densità di probabilità p(u)

Ö Media (7 m/s)
Ö Mediana (linea nera, 6.6 m/s)
Î La u è per metà del tempo < 6.6 m/s, e per
l’altra metà > 6.6 m/s
Î Questo avviene perché la distribuzione è asimmetrica (skewed)

Ö Moda (5.5 m/s)


Î La velocità con la massima probabilità di occorrenza

Ö L’integrale della curva è pari ad 1


Distribuzione di Weibull
k u
k −1
  u k 
¾ Funzione densità di probabilità f (u ) =   exp −   
cc  c 
 

¾ Funzione distribuzione cumulativa


  u k 
F (u ) = 1 − exp −   
Ö dove  c 
 
Î U = velocità del vento
Î c = parametro di scala (anche “η” od “A”):
1 n 
– si riferisce alla media, e quindi indica “quanto” un sito è ventoso
c =  ∑ uik 
k = parametro di forma, adimensionale (anche “β”)
Î
– indica quanto le velocità tendono ad essere concentrate attorno
 n i =1 
ad un valore (peaked distribution) −1
 n k n

k=2  ∑ ui ln (ui ) ∑ ln (ui ) 
Ö k = 2 Æ Distribuzione di Rayleigh k =  i =1 n − i =1 
k= 1
 n 
 ∑ ui
k
Ö k = 1 Æ Distribuzione esponenziale 
(il fatto che la distribuzione non sia simmetrica è detto
 i =1 
“Skeweness”)

Distribuzione di Weibull
… noti c e k Æ
1
 k −1 k
Ö u più probabile : uMP = c  (m/s)
 k 
1
k +2 k
Ö u che trasporta la max energia : uMaxE = c  (m/s)
 k 

P 1  k + 3
Ö Densità di potenza : = P(u ) f (u )du = ρ c3Γ (W/m2)
A ∫0

2  k 
E 1  k + 3
Ö Densità di energia del vento per un dato periodo T : = ρ c 3Γ  T
A 2  k 


Dove la funzione Γ è : Γ( x ) = ∫ t x −1e −t dt
0
Distribuzione di Weibull
¾ Turbina ideale
Ö L’energia disponibile nel vento è completamente estratta
Î P aumenta tra ucut-in (uI) e urated (uR), e quindi resta costante fino a ucut-out (u0)

1
Ö P a velocità nominale (Rated wind speed): PR = ρAVR3
2
∞  uR uO

Ö L’energia prodotta in tutto l’intervallo è : ETW = T ∫ P(u ) f (u )du = T  ∫ P(u ) f (u )du + ∫ PR f (u )du 
 
0  uI uR 

e, sostituendo le espressioni per P(u) = (1/2) ρ A u3, e PR:

ρ  uR k  u  k −1   u k  uO
k u
k −1
  u 
k

ETW = TA ∫ u 3   exp −   du + uR3 ∫   exp −    du 
2  uI c  c   c  c  c    c   
  uR 

Questo è riferito al caso ideale. L’integrale deve essere risolto con metodi numerici.

Distribuzione di Weibull
¾ Turbina reale
Ö Non è possibile estrarre tutta l’energia dal vento (il flusso dovrebbe arrestarsi
completamente sul rotore)

Ö Potenza effettiva PT prodotta dalla turbina :

Ö L’energia effettivamente estraibile dal vento è dunque:

uO uR k −1
  u k 
ETA = T ∫ PT (u ) f (u )du = TPR ∫ (a1u 3 + a2u 2 + a3u + a4 )  
k u
exp −   du +
cc  c 
uI uI  
uO
k u
k −1
  u k 
+ TPR ∫   exp −   du
cc  c 
uR  
Distribuzione di Weibull
¾ Rendimento della macchina (Wind Turbine Efficiency)
ETA
Ö Rapporto tra Ereale (ETA) e Eideale (ETW): η= (in accordo con la teoria di Betz, non può superare 0.59)
ETW

¾ Capacity Factor CF
Ö rapporto tra l’energia reale estratta in un dato periodo e quella che si avrebbe facendo lavorare
la turbina alla potenza nominale per lo stesso arco di tempo (con ETR= TPR)
u k −1
  u k  uO k −1
  u k 
= (a1u 3 + a2u 2 + a3u + a4 )  
ETA R k u k u
exp −   du + ∫   exp −   du
ETR u∫I
CF =
cc  c  cc  c 
  uR  
¾ Availability Factor AF
Ö misura della percentuale di tempo in cui uO
k u
k −1
  u k 
la turbina è operativa : AF = P (uI ≤ u < uO ) =   exp −   du
∫ cc  c 
uI  
Î AF aumenta al diminuire della velocità di Cut-in e al crescere di quella di Cut-out e di quella media.
Î Considerare separatamente rendimento e coefficienti CF ed AF porterebbe a considerazioni erronee; è
possibile avere un elevato AF ma con basso rendimento elettrico della macchina e viceversa.
Î Il giusto approccio consiste quindi nel valutare nel loro complesso i parametri, così da ottimizzare il più
possibile lo sfruttamento delle risorse con il minor costo.

Considerazioni sulla distribuzione di Weibull


¾ La maggiore energia nel vento si trova a velocità superiori a quella
media
– Media (7 m/s)
– Mediana (linea nera, 6.6 m/s)
– Moda (5.5 m/s)
Distribuzione di Weibull - esempio
¾ Esempio dati turbina reale: diam.rotore 47 m, altezza torre 45 m , cut-in 4.5 m/s,
rated 15 m/s, cut-out 25 m/s, PR = 660 kW (Vestas V47-660 kW).

Distribuzione di Weibull - esempio


Distribuzione di Weibull - esempio

¾ Aumentare le dimensioni del rotore e diminuire quelle del generatore Æ Aumenta CF, ma diminuisce
il rendimento (wind turbine efficiency)
¾ La combinazione tra AF, CF ed il rendimento deve essere ottimizzata

LA TEORIA DI BETZ
Betz
¾ Perché la Teoria di Betz?
Ö Non tutta l’energia posseduta dal vento può essere estratta
Ö Betz ha dimostrato nel 1926 che non si può estrarre più di
16/27 (circa 2/3, 59 %) di tale energia

Teoria di Betz
¾ Modello mono-dimensionale di un rotore ideale
Ö Rotore = disco permeabile; Ideale (nessun attrito, nessuna
componente rotazionale)
Ö Il rotore rallenta il flusso da V0 (upstream) ad u (nel piano
del rotore) e quindi u1 (downstream)
Î Le linee di flusso divergono
Î Salto di pressione sul rotore (drag force)
– Subito prima del rotore Æ incremento di pressione da p0 (atmosf.) a p
– Successivamente si ha una discontinuità ∆p sul rotore
Î Mach basso, densità costante Æ la velocità assiale diminuisce in modo continuo da Vo ad u1
Ö Spinta (thrust) T: forza nella direzione del flusso
Î T = ∆p A (con A = π R2)
Ö Flusso stazionario, incomprimibile, senza attrito, e non vi sono forze esterne che agiscono sul
fluido Æ Bernoulli: p + (1/2) ρ (u2 + v2 + w2) = cost (se il flusso non fosse irrotazionale, Bernoulli varrebbe solo lungo una linea di
flusso)

Î p0 + (1/2) ρ V02 = p + (1/2) ρ u2 e p – ∆p + (1/2) ρ u2 = p0 + (1/2) ρ u12

Combinando le due equazioni:


∆p = (1/2) ρ (V02 - u12) Pressione valle rotore
Teoria di Betz

∂t ∫∫∫CV
¾ L’equazione della Quantità di Moto assiale in forma integrale ρ V d(vol) + ∫∫ V ρ dA = F
CS


∂t ∫∫∫CV
diventa ρ U d(vol) + ∫∫ V ρ dA = Fext + Fpres
CS

Ö dA è un vettore normale ad un elemento infinitesimo della sup.di controllo, di lunghezza


infinitesima
Ö Fpres è la componente assiale delle forze di pressione che agiscono su sul volume di controllo
Ö d(vol) è un incremento infinitesimo di tale volume di controllo (CV)
Î Il primo termine nell’equazione è nullo (flusso stazionario)
Î L’ultimo termine è anch’esso nullo
(la pressione ha lo stesso valore patm sul lati
estremi ed agisce su superfici aventi la stessa area)
Î Sulle superfici laterali la forza di pressione non ha
componente assiale

Teoria di Betz
¾ Utilizzando le ipotesi semplificative di un rotore ideale, l’eq.della QdM diventa
Ö ρ u12 A1 + ρ V02 (ACV – A1) + m·side V0 – ρ V02 ACV = -T (1)
m· side può essere derivato dalla conservazione della massa:
Ö ρ A1 u1 + ρ (ACV – A1) V0 + m·side = ρ ACV V0
da cui
Ö m·side = ρ A1 (V0 –u1) (2)
¾ La conservazione della massa fornisce anche la relazione tra A ed A1
Ö m·= ρ u A = ρ u1 A1 (3)
¾ Quindi, da (1), (2) e (3)
Ö T = ρ u A (V0 – u1) = m· (V0 – u1)

¾ Sostituendo T con il salto di pressione (T = ∆p A), ed usando ∆p = (1/2) ρ (V02 - u12):


Ö u = (1/2) (V0 + u1)

Ö Si osserva dunque che la velocità nel piano del rotore è la media della velocità V0 e del valore
finale nella scia u1
Teoria di Betz
¾ Si può utilizzare un volume di
controllo (CV) alternativo

Ö La forza Fpress,lateral sui lati del volume di controllo è incognita, e quindi anche il contributo netto
delle forze di pressione Fpress
Ö Su questo CV non si ha flusso di massa m·side attraverso i lati (CV allineato con le linee di
flusso)
Ö L’equazione della QdM assiale diventa quindi
Ö T = ρ u A (V0 – u1) + Fpress
¾ Dato che il problema è lo stesso per i due CV usati, confrontando le equazioni
Ö T = ρ u A (V0 – u1) + Fpress e T = ρ u A (V0 – u1) = m· (V0 – u1)
Ö si ricava Fpress = 0 sul CV allineato con le linee di flusso

Teoria di Betz
¾ Il flusso è stazionario e non ha attrito (quindi non si ha variazione di energia interna ui tra
ingresso ed uscita)
Ö La potenza all’albero P può essere calcolata attraverso l’equazione integrale dell’energia sul
volume di controllo CV
  . 1 p 1 p 
p
P + Q = ∫∫  u i + + (u 2 + v 2 + w2 + ) ρ V dA Æ P = m  V02 + 0 − u12 − 0 
CS
 ρ   2 ρ 2 ρ
da cui, essendo m· = ρuA
1
P = ρ u A (V02 − u12 )
2

Ö Introduciamo adesso il fattore “a” (axial induction factor) come


u = (1 – a) V0

Ö combinando questa equazione con la: u = (1/2) (V0 + u1), precedentemente trovata, si ottiene
u1 = (1 – 2a) V0

Æ “a” pesa la differenza tra u1 e V0


Teoria di Betz
¾ Introducendo l’espressione appena trovata [u1 = (1 – 2a) V0] in
Î T = ρ u A (V0 – u1) = m· (V0 – u1) e

1
Î P= ρ u A (V02 − u12 )
2
Si ottiene

Î P = 2 ρ V03 a (1 – a)2 A e
Î T = 2 a ρ V02 (1 – a) A

Ö Come noto, la potenza disponibile in una sezione A pari a quella spazzata dal rotore è
Î Pavail = (1/2) m· V02 = (1/2) ρ V03 A

Ö La Potenza è adimensionalizzata rispetto a Pavail Æ si definisce il “Power Coefficient CP”:


Î Cp = P / [ (1/2) ρ V03 A]

Ö In modo analogo, si definisce il “Thrust Coefficient CT”:


Î CT = T / [ (1/2) ρ V02 A]

Teoria di Betz

¾ Inserendo le equazioni P,T = f(a, ρ, V0, A) precedentemente individuate nelle espressioni


definite per CP e CT:
Ö CP = 4a (1 – a)2
Ö CT = 4a (1 – a)

¾ Differenziando CP rispetto ad a si ricava:


Ö (dCP / da) = 4 (1-a) (1-3a)
Ö Cpmax = 16/27 per a = 1/3

¾ Si è dunque ricavato il massimo teorico CP=16/27


per a=1/3 (detto Limite di Betz), valido
Ö per una turbina ideale ad asse orizzontale
Teoria di Betz
¾ Come detto, il massimo teorico CP=16/27 per a=1/3
(detto Limite di Betz) è valido
Ö per una turbina ideale ad asse orizzontale
Ö per a < 0.4
Î per a > 0.4 il salto (V0 - u1) è grande a sufficienza da
formare vortici che trasportano QdM dal flusso esterno
nella scia (turbulent wake state), e quindi la teoria
semplice della QdM non è più valida

AERODINAMICA DEL
PROFILO
Lift Force
Rotation
Torque
Resultant Force

Angle of Attack

Rotational Relative Wind


Velocity

Thrust
2/3 x Wind velocity
due to slowed wind Drag Force

Blade Pitch
Chord
Line

Aerodinamica (2-D) del profilo

¾ Si definiscono due coefficienti

Ö Lift Coeff. CL: CL = L / [ 0.5 ρ V∞2 c]


Ö Drag Coeff.CD: CD = D / [ 0.5 ρ V∞2 c]
Î c è la corda del profilo, ρ la densità.
Î In un profilo per uso aeronautico, L/D deve essere massimizzato.
Î L è la forza che si oppone alla gravità (maggiore L, maggiore il carico
(payload) trasportabile)
Î D è è bilanciato dalla spinta del propulsore

¾ E’ inoltre definito un terzo coefficiente


Ö Moment Coeff. CM: CM = M / [ 0.5 ρ V∞2 c]
Î M agisce circa ad ¼ della corda dal leading edge
Î Il momento è positivo se il profilo ruota in senso orario (nose up)
Aerodinamica (2-D) del profilo
¾ Spiegazione del Lift:
Ö La forma del profilo forza il flusso a curvare attorno alla geometria
Ö Un gradiente di pressione è necessario per curvare le linee di flusso
1 ∂ p V2
=
ρ ∂r r
Î nella parte superiore del profilo si ha una p < patm, mentre
in quella inferiore p > patm .

¾ Profilo allineato al flusso Æ SL non separato. La resistenza è principalmente causata


dall’attrito con l’aria.
¾ In generale, CL, CD e CM = f(α, Re, M)
Ö α = ang.di attacco (tra corda e V∞)
Ö Re = c V∞ /ν (Re basato su corda e V∞)
Ö M = V∞ / a (a=vel.del suono)
¾ Per turbine eoliche, CL, CD e CM = f(α, Re)

Lift
Airplane Wind
Propeller CW WT Rotor
Wind

Driven
Motion Motion
Lift

Airplane Rotor “lift” pulls rotor around


Propeller
Flipped Over
CCW WT Rotor

Weak No good for


Poor Lift rotor
Motion Motion

Lift
¾ Le eliche non funzionano in maniera ottimale come turbine
z La velocità periferica
della pala cambia al
variare del raggio e
questo obbliga a
svergolare la pala.

030306 http://homepages.enterprise.net/hugh0piggott/download/windrotord.pdf

Aerodinamica (2-D) del profilo


¾ Generatori basati su Lift o Drag
Ö DRAG
ÎP = D vr dove vr = (vw – v). Dalla definizione del coeff.CD
si ha:
Î D = CD (ρ/2) (vw – v)2 A, da cui risulta una Potenza pari a:
Î P = CD (ρ/2) (vw – v)2 A vr

Esprimendo la P in rapporto a quella contenuta nella


corrente d’aria
Î CP = P / P0 = [CD (ρ/2) (vw – v)2 A vr] / [(ρ/2) vw3 A ]

Î Inmodo analogo a quanto fatto in precedenza, si trova


CPmax per v/vw = 1/3 CPmax = (4/27) CD
Î Dato che CD difficilmente supera il valore di 1.3, si ha
CPmax ≈ 0.2
Î Quindi, si raggiunge circa solo un terzo del valore 0.593.
Aerodinamica (2-D) del profilo
¾ CL aumenta linearmente con α, con pendenza pari a circa 2π/rad, fino ad un max, dove il
profilo “stalla” e CL diminuisce rapidamente.
¾ Per piccoli angoli di attacco, CD è circa costante, ma poi aumenta rapidamente.
¾ Dipendenza da Re: diventa sempre meno significativa oltre un certo valore
Ö Questa dipendenza è correlata al punto in cui avviene la transizione SL laminare–SL turbolento
Ö Il comportamento allo stallo dipende dalla geometria. Profili molto fini, con leading edge molto
stretto, tendono ad andare in stallo in modo più improvviso di quelli con grosso spessore
Î Questo dipende da come lo SL si separa sul lato superiore del profilo: se la separazione avviene in modo
morbido dal trailing edge all’aumentare dell’angolo di attacco Æ soft stall
Î Se la separazione avviene sul leading edge, l’intero SL può separarsi istantaneamente Æ perdita
immediata di portanza

Aerodinamica (2-D) del profilo


¾ Perdite
Ö Free tip vortices Æ induced drag Æ Blade tip losses
Î Dalla diff.di pressione al tip tra le due facce
Ö Hub losses (scia dietro all’Hub)
¾ Si usano modelli (complex vortex model)

¾ Power coefficient: CP = P / [0.5 ρ vw3 A]


¾ Torque coefficient: CQ = M / [0.5 ρ vw2 A R]
Î CP = λ CQ
(A = Area del rotore)

¾ Blade tip-speed ratio: λ = u /vw = R ω / vw dove


Î u = vel.tangenziale della pala al tip
Î vw = velocità del vento
Ö La dipendenza di CP da λ è una caratteristica del rotore

¾ La Teoria di Betz fornisce un CP costante ed ideale (0.593), indipendente da λ


¾ Quando si considerano i vortici nella scia Æ CP = f(λ). Solo quando λ è infinitamente elevato si ha
che CP approssima il valore ideale indicato da Betz.
¾ CP ha un ottimo per un dato valore di λ Æ per ogni rotore caratterizzato da un numero “n”
di pale, esiste un λ tale da massimizzare CP .
Caratteristiche dei rotori
¾ I mulini a vento raggiungevano CP ≈ 0.3
Ö Erano basati essenzialmente sul concetto di Drag

¾ I moderni generatori raggiungono CP ≈ 0.5


Ö Superiorità del concetto di Lift rispetto a quello di
Drag

Ö Relativamente a CP, i rotori a più alto tip-speed


ratio sono preferibili
Ö Rispetto a CQ, i rotori lenti multi-pala hanno la
coppia più alta
Î Possibili problemi di avvio per rotori mono e bi-pala

Ö Rotore tripala = il miglior compromesso

Power coefficient: CP = P / [0.5 ρ vw3 A]


Torque coefficient: CQ = M / [0.5 ρ vw2 A R]

COMPONENTI
PRINCIPALI E
CONTROLLO
Controllo
¾ Stall regulation ¾ Pitch regulation
Ö Aumento dell’incidenza (active stall)
Ö Diminuzione dell’incidenza

¾ Yaw Control
Ö Ormai in disuso
Freni
¾ Aerodinamici (stall controlled)

¾ Vi sono inoltre freni meccanici

¾ I moderni sistemi di controllo (pitch, active stall) di modificare l’angolo di incidenza della
pala, e quindi agiscono anche da freno.

Sailwing,
Turbine ad asse orizzontale (HAWT)
1300 d.C.
American
Farm, 1854 Experimental Wind farm

Dutch with 1.8 m Modern


fantail Turbines
Dutch post mill
75 m

Ref.: WTC Revised 030308


Turbine ad asse verticale (VAWT)

Panemone,
1000 a.C. Savonius

Darrieus
with Savonius

Giromill Experimental
Savonius

Revised 030308

Asse verticale – Asse orizzontale


¾ Vantaggi delle macchine ad asse verticale (VAWT) rispetto a quelle ad asse orizzontale:
Ö Generatore, moltiplicatore, etc posizionati a terra Æ facilità di intervento
Ö Non è necessario il meccanismo di Yaw
Î Es. Rotore Darreius (brev.1931); H rotor.

¾ Svantaggi VAWT:
Ö Velocità del vento molto bassa in prossimità del suolo
Ö Efficienza minore
Ö Avvio: necessario utilizzare il generatore come motore
Ö Sono necessari cavi di sostegno (spesso incompatibili con l’ambiente)
Ö La sostituzione dei cuscinetti richiede la rimozione dell’intera macchina
Upwind - downwind
¾ Upwind
Ö Il rotore è rivolto verso la dir.di provenienza del vento
Î Si evita la scia della torre sulle pale durante il funzionamento
Ö Conseguenze
Î E’ necessario il meccanismo di Yaw
Î Le pale devono essere poco flessibili
¾ Downwind
Ö Il vantaggio (teorico) è dato dall’assenza del meccanismo di Yaw. Inoltre il
rotore può essere maggiormente flessibile (minor peso).
Ö Problemi:
Î Necessario un sistema per impedire che il cavo elettrico si attorcigli
Î Fatica dei materiali (quando le pale passano dietro alla torre)

Numero di pale
¾ Numerose considerazioni
Ö Pale in numero dispari per miglio bilanciamento
Ö Ridurre il numero di pale (es da tre a 2 od 1) comporta
Î Il risparmio in materiali e sistemi di controllo
Î L’aumento della velocità di rotazione al diminuire del nr di pale
Î Maggiori esigenze in termini di oscillazioni (tilting) del rotore rispetto
all’asse orizzontale ed ortogonale alla direzione del vento (teetering).
Sono necessari sistemi di assorbimento (shock absorber)
Î Monopala: elevata velocità, necessità di contrappeso, rumore (stessi
problemi del bi-pala ma in misura maggiore)

Ö Rotori multipala
Î Adatti per pompaggio di acqua
Î Funzionano anche a velocità molto basse
Î Inefficienti ad elevate velocità del vento (devono essere arrestate)
Generatore e Diametro del Rotore
¾ Generatore di piccole dimensioni
Ö Richiede minore potenza per essere avviato
Ö Funzionerà molte ore, ma non raccoglierà tutta l’energia disponibile nel vento

¾ Un generatore di dimensioni maggiori avrà invece poco funzionamento a basse velocità

¾ Diametro del rotore


Ö Accoppiare un rotore di grandi dimensioni con un generatore di medio-piccole dimensioni
consente un elevato numero di ore di funzionamento (elevato AF, Availability Factor)

¾ Capacity Factor ed Availability Factor devono essere ottimizzati

ASPETTI AMBIENTALI
Principali Aspetti Ambientali
¾ Impatto visivo: geometrie semplici, lineari, coerenza con il paesaggio
¾ Rumore
Ö Due tipologie di sorgenti: meccanica ed aerodinamica
Î Il rumore meccanico (tipico anni ’80) è oggi quasi completamente soppresso (generatori progettati ad
hoc, controllo delle vibrazioni indotte dalle pale, etc.)
Î Rumore di origine aerodinamico:
– Mix casuale di rumore ad elevate frequenze (rumore bianco). Es. vento su foglie degli alberi e cespugli.
– Vibrazione di superfici (toni puri). Es. strumenti a fiato.
Î Rumore bianco: generato al trailing edge dalle pale. La pressio\ne sonora cresce con la quinta potenza
della velocità relativa della pala rispetto all’aria circostante. Le moderne turbine hanno rotori di grandi
dimensioni e bassa velocità. Il rumore bianco crea minore disturbo in chi ascolta.
Î Tip della pala: è necessario progettarlo con attenzione, dato che qui si hanno le maggiori velocità.
Î Al crescere del vento aumenta il rumore di fondo
Î Solitamente si rispetta una distanza di circa 300 m
¾ Impatto sull’avifauna
Ö Solitamente l’avifauna percepisce chiaramente i generatori
Ö Rotte modificate (100-200 m prima del generatore)
Ö Dipende dalle specie in questione (in particolare per i migratori)
Ö Elevata mortalità sui cavi elettrici

Northumberland
2 MW turbines
zR

Photo Copyright Jens H. Larsen

20 turbine da 2MW
76m di diametro rotore
64m sul livello del mare
http://www.middelgrunden.dk/MG_UK/construction_photos/photosoffshore.htm

The Middelgrunden offshore windfarm is located near Copenhagen, Denmark

Link utili
http://www.windpower.org/index.htm

http://groups.yahoo.com/group/awea-wind-home
http://www.ndsu.nodak.edu/ndsu/klemen
http://www.windturbine-analysis.com/index.htm
http://www.sandia.gov/wind/
http://www.power-technology.com/
http://telosnet.com/wind/index.html
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