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COSTITUZIONE ITALIANA

in senso descrittivo indica gli elementi che caratterizzano un sistema politico, il modo in cui è
organizzato e funziona. In secondo luogo il termine indica in senso normativo, il testo che
costituisce i dritti e i doveri e le regole per l’esercizio di queste ultime.
In terzo luogo è un termine che allude a un manifesto politico e dipende dalla storia moderna cioè
che le costituzioni sono state il frutto di lotte che hanno segnato il passaggio da stati assoluti a stati
liberali.
Quella italiana richiama tutti questi aspetti.

È una costituzione scritta racchiusa in un unico testo fondamentale scritto a differenza di quella ad
esempio britannica che consiste sia in documenti che usi diversi.

GENESI STORICA DELLA COSTITUZIONE

Con la caduta del fascismo inizia la fase della democrazia politica e sociale. Nei primi anni del 900
si era affermata quella politica in uno stato liberale ed era fondata sopratutto sulle libertà
fondamentali dei cittadini intese come libertà politiche.
Per avere una democrazia sostanziale occorre che quella sia anche sociale, cioè con i diritti sociali
dei cittadini.

Il 25 luglio del 1943 segna la caduta ufficiale del fascismo e ritorno un clima di libertà politica. Qui
nasce un contrasto tra coloro che volevano tornare a una vita collettiva improntata sulla
democrazia.

Da un parte c’erano le forze moderate (con il re) che volevano ripristinaste lo statuto Albertino,
dall’altra parte c’erano quelli che rappresentati dalle forze antifasciste che volevano una istanza di
rottura istituzionale, con la convocazione di un organo straordinario e rappresentato da una
assemblea costituente miravano a una rifondazione dello stato.

Il contrasto viene superato da una tregua istituzionale nel 44 così da affrontare la lotta contro
l’occupazione tedesca rinviando a un secondo momento la questione istituzionale.
Questo accordo comportava il congelamento della monarchia fino ad arrivare alla scelta definitiva
tra monarchia e repubblica.

L’altro elemento dell’accordo era la decisione costituente che chiamava in causa il popolo italiano
a pronunciarsi sui massimi problemi della vita politica sociale.

La scelta fu affidata a un referendum istituzionale, e gli elettori per questo a suffragio universale si
espressero per la repubblica il 2 giugno del 46.

Il popolo italiana scelse la rottura del vecchio regime e si discostò dalla monarchia,
L’assembla costituente inizio così la sua opera. Venne eletta democraticamente dai cittadini su
liste a candidati e predisposte dai partiti.

Era infatti un assembla di partiti e era composta dal partito di maggioranza, la democrazia cristiana
poi venivano il partito comunista e quello socialista uniti in un patto d’azione. A questi si
aggiungevano il partito liberale e quelli di ideologia liberal-democratica, il partito repubblicano e
quello d’azione.

COMPROMESSO ISTITUZIONALE

Tra questa forza maggiori si stabilì un patto che diede luogo alla costituzione e che può essere
definito COMPROMESSO ISTITUZIONALE. Alcuni lo vedono in negativo, altri lo vedono come la
ricerca di unità e la sintesi di istanze diverse ma che rappresentano tutta la nazione.
Nella costituzione si vedono le visioni generali e non gli interessi di parte dei singoli partiti ma
appunto dei punti di incontro.
Si ha così un contratto tra partiti.
La forza di questo compromesso è l’idea complessa di una democrazia espressa da una società
pluralistica. Si esprimono così le visioni generali.
LA COSTITUZIONE NON È STATA CONCEPITA COME L’AFFERMAZIONE DI QUALCHE
PARTITO O IDEOLOGIA.

Questo favorì un punto di incontro che fu costituto dal valore della persona umana. Attorno a
questo valore si era formato un movimento culturale filosofico del personalismo con i rappresentati
della sinistra della democrazia italiana.

I PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE

- DEMOCRAZIA: parola inflazionata nella storia, viene attribuito il termine come aggettivo a
regimi politici in modo errato come ai regimi dell’est (ne sono la negazione). Democrazia
significa sovranità popolare ed esprime la libertà e il pluralismo della società italiana (1
articolo, già il 2 articolo specifica che il popolo non è una realtà uniforme ma un insieme di
gruppi sociali, il potere politico nasce da una libera competizione pluralistica.
- Democrazia è sia diritto della MAGGIORANZA che la tutela dei diritti delle MINORANZE: in
questo si distingue dalle democrazie totalitarie (nazismo, fascismo nate dal consenso
popolare manipolato ma riconoscono solo il diritto della maggioranza).
- La costituzione esprime le FORMA E LIMITI del “gioco politico”, stabilite prima e non
durante il “gioco”.
- La costituzione è RIGIDA e non flessibile come lo Statuto Albertino: questo statuto per il
suo carattere di flessibilità rese possibile l’avvento del fascismo, perché si servì della
normale attività legislativa.
- Il PROCEDIMENTO DI REVISIONE della costituzione deve essere diverso da quello delle
leggi ordinarie (doppio voto delle due camere con maggioranza qualificata). La revisione
costituzionale richiede un procedimento complesso (art 138), che comportano maggioranze
speciale che coinvolgono anche le minoranze.
- Se una legge è contraria alla costituzione interviene la CORTE COSTITUZIONALE, la
quale può annullare le leggi e garantire la costituzionalità delle leggi.
- AUTONOMIA: i singoli possono organizzarsi senza interferenze da parte dello stato, è
compresa l’idea del limite e del coordinamento con le esigenze del resto della società.
Nell’art 2 il singolo è identità che si combina con altri soggetti.
- LIBERTA’: diritto degli individui di essere se stessi, di differenziarsi, ne deriva una società
aperta, c’è una concezione sociale della libertà. La garanzia della libertà esprime la priorità
della persona rispetto alla società e la priorità della società rispetto allo Stato. C’è una
visione non organicista ma individualista ma non egoistica.
- GIUSTIZIA: la costituzione richiede una trasformazione sociale in direzione della giustizia,
ci si pone sul piano del dover essere. Alcune costituzioni “bilancio” esprimono regole che
prendono atto delle cose, nella nostra non è così, giustizia significa abolire le DISPARITA’
dando la possibilità di essere uguale agli altri e promuovere le pari opportunità (3 articolo).
Lo Stato vuole combattere gli squilibri: si parla di COSTITUZIONE PROGRAMMA e la
democrazia si configura come SOCIALE e deve realizzarsi con la democratizzazione di
Stato e società.
- UGUAGLIANZA: 3 articolo: questo principio si richiama alla rivoluzione francese, si basa su
un divieto di DISCRIMINAZIONE, oltre che sull’uguaglianza e GIUSTIZIA, sono due aspetti.
Il primo fa riferimento ad una società aperta: non è un livellamento di individui ma le
differenze che esistono tra gli individui, ma con lo scopo di proteggere (differenza come
ricchezza). Il secondo aspetto si tratta di promuovere le condizione dei meno abbienti per
offrire pari opportunità.
- INTERNAZIONALISMO: non nazionalistico come nel fascismo, lo Stato riconosce la
propria identità ma la sovranità è un punto di partenza per la cooperazione ( articolo 11,
rifiuto guerra e promozione organizzazioni internazionali). ONU.
DIRITTI FONDAMENTALI

- Sono un punto fermo, inviolabili per l’articolo 2, la persona umana resta un fine e non un
mezzo: è lo Stato che è un mezzo ed ha lo scopo della tutela dei diritti.
- I diritti di libertà dallo Stato, diritti NEGATIVI che servono a garantire la sfera personale e
sono i diritti tipici della tradizione liberale.
- I diritti DI…, A… è questi sono i diritti POSITIVI, sono i diritti sociali.
- I diritti INDIVIDUALI e diritti COLLETTIVI. L’esercizio dei diritti collettivi determina la
creazione di associazioni comunitarie.
- Diritti di LIBERTA’ di vario tipo: circolazione, morale… divieto della pena di morte, sostituita
dall’ergastolo che a sua volta può essere trasformato in tempo determinato, per la funzione
rieducativa della pena e NON PUNITIVA, ci si basa su una ragione di ordine etico.
- Libertà di CULTO, derivante anche dai patti con la chiesa
- il diritto alla salute, la libertà di stampa e di manifestazione in nome di esigenze, diritto di
riunione senza autorizzazione, con limiti per le associazioni per delinquere e le associazioni
segrete paramilitari per l’assetto democratico (poteri occulti).
- I DIRITTI SOCIALI riguardano il welfare State: la SICUREZZA SOCIALE (art 38)
- ISTRUZIONE come mezzo di uguaglianza, libertà dell’insegnamento e apprendimento nelle
scuole, l’obbligatorietà della scuola nella quale si realizza il diritto allo studio, il diritto dei
meritevoli ma in condizione economiche disagiate di essere aiutati dallo Stato.
- ECONOMICI: diritto al lavoro (art 4) + art 1.

(elenco diapositiva)

• Priorità dei diritti umani rispetto allo stato


• Diritti negativi o di libertà
• Diritti positivi o sociali
• Diritti individuali e collettivi delle formazioni sociali
• Diritti di libertà libertà fisica personale
divieto della pena di morte
libertà morale di opinione e limiti
Diritti di riunione e associazione; limiti
• Diritti sociali: la sicurezza sociale
il diritto alla salute
il diritto all’istruzione
il diritto al lavoro

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