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Relazione

Carmelo Faranda
2°C INF. 3/12/2021

Oggetto: Preparazione Di Una Soluzione A Titolo Noto

Strumenti Utilizzati1: Buretta, vetro d’orologio, imbuto, contagocce, spatola, bilancia e matraccio
tarato e solfato rameico in polvere.
Strumenti Utilizzati 2: Buretta, imbuto, contagocce, matraccio tarato, cilindro graduato, becher e
permanganato di potassio liquido.
Cenni Teorici: Si definisce soluzione, una miscela omogenea di due o più elementi, in cui si
distinguono principalmente due tipologie di componenti: solvente e soluto; il solvente è il componente
in cui viene disciolto il soluto, e generalmente è quello presente in quantità maggiore invece il soluto è
la parte in quantità minore che deve essere sciolta dal solvente. Per lo studio di una soluzione, sono
necessarie almeno due informazioni: per prima cosa è utile conoscere la composizione qualitativa della
soluzione, ossia ci serve sapere quali componenti chimici sono presenti, seconda cosa, serve conoscere
la composizione quantitativa della soluzione, ossia dobbiamo conoscere la quantità o “concentrazione”
di ciascun componente nella soluzione. La concentrazione di un componente in una miscela è una
grandezza che esprime il rapporto tra la quantità del componente rispetto alla quantità totale di tutti i
componenti della miscela (compreso il suddetto componente. Ci sono vari tipi di concentrazione ma
noi utilizzeremo La concentrazione molare (M) o molarità, essa indica il rapporto fra le moli di soluto e
il volume in litri della soluzione e la sua formula è M= N. Moli/Volume

Relazione 1:
1) Scrivere i dati e calcolare mediante le formule N. Moli=M x V e Massa(g)=N. Moli x MM le
quantità di grammi da mettere nel solvente.
2) Pesare una quantità di soluto simile al dato calcolato in precedenza e, in casso di eccesso o
difetto ripetere i calcoli utilizzando la formula inversa.
3) Utilizzando la spatola mettere all’interno del vetro di orologio il solfato di rame e, dopo averlo
pesato inserirlo all’interno del matraccio.
4) Una volta messo all’interno assicurarsi che anche le piccole quantità di solfato di rame vadano
nel matraccio, per fare ciò pulire il vetro d’orologio versandogli con la buretta dell’acqua.
5) Versare la quantità di acqua prescelta dai dati iniziali e mescolare tramite un movimento
rotatorio della mano.
6) Una volta che la soluzione si sarà colorata di blu aggiungere acqua fino a che il menisco
dell’acqua combaci con la linea della taratura mettendosi sulla stessa altezza della linea per non
commettere l’errore di parallasse.
7) Una volta fatto ciò chiudere con l’apposito tappo il matraccio mescolare ulteriormente la
soluzione capovolgendo e scuotendola con movimenti sussultori.
Relazione 2:
1) Scrivere i dati enunciati in precedenza e, tramite le formule N. Moli=M x V e VF=MI x VI/ MF
calcolare il volume di permanganato di potassio da mettere nel solvente.
2) Mettere il soluto nel becher per poi versarlo all’interno del cilindro aiutandosi con l’imbuto.
3) Assicurarsi che il soluto occupi esattamente la quantità di volume calcolata in precedenza.
4) Versare il permanganato di potassio nel matraccio e pulire il cilindro facendo uscire dell’acqua
dalla buretta in modo che il volume del soluto rimanga invariato.
5) Versare dell’acqua all’interno del matraccio e mescolare la soluzione con movimenti rotatori
6) Aggiungere altra acqua fino a portare a volume la soluzione assicurandosi che il menisco
formato dall’acqua coincida con la taratura del matraccio
7) Mescolare ulteriormente la soluzione capovolgendola e scuotendola con movimenti sussultori.

Schemi e Tabelle:
N1
250 ml di CuSO4 0,15M g=?
N. Moli= 0,15x0,25= 0,0375 moli MM= 1x63,5+1x32+4x16++5x18= 249,5 g/moli
g=0,0375x249,5= 9,36g
N2
100 ml di KMnO4 MI= 0,02M MF=0,01 Vsoluto=?
Vsoluto=0,002x0,01/0,01= 0,2L

Risultati:
1 N.moli= 0,0375 moli MM= 249,5 g/moli massa(g)=9,42g
2 Vsoluto=0,2L

Considerazione Sui Risultati:


In questi due giorni in laboratorio siamo riusciti, mediante i calcoli spiegati in precedenza, a
calcolare la quantità di soluto che vi doveva essere presente in una determinata quantità di
solvente, grazie a quest’esperienza sono riuscito ad acquisire maggiore manualità in laboratorio e
ho compreso meglio le formule normali e inverse per il calcolo dei g di soluto.

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