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Matteo Nobile 20110514

Mercati Weekly – 20110514


Equity ultimo settimana mese
Tutto ad un tratto, riecco rispuntare il debito greco. Non World 1343.170 -1.18% 0.38%
che sia cambiato nulla dall'ultima volta che ne Europe 96.800 -0.37% 0.77%
avevamo parlato, e ovviamente, i problemi strutturali USA 1279.390 -0.17% 1.40%
ellenici non si risolvono certo schioccando le dita. Emerging 1144.690 -1.60% -3.12%
Ancora più ovvio, le misure messe in atto su salari,
pensioni e in generale la spesa pubblica, non hanno Govi ultimo settimana mese
potuto fare altro che limitare le spese, non certo a USA 2y 0.533 -0.017 -0.193
migliorare le entrate. USA 10y 3.171 0.025 -0.288
EU 2y 1.776 0.016 -0.086
EU 10y 3.077 -0.093 -0.358

Risks ultimo settimana mese


iTraxx 5y 96.590 0.408 -0.158
CrossOver 5y 354.606 0.650 -14.059
Financial 5y 135.806 2.934 8.056
VIX 17.070 -1.330 1.750

Currency ultimo settimana mese


EURUSD 1.412 -1.38% -2.24%
USDCHF 0.893 1.54% -0.44%
USDJPY 80.800 0.21% -3.63%
I tassi di interesse greci, nel grafico il confronto tra GBPUSD 1.620 -1.04% -0.44%
quelli di 2 anni fa e quelli odierni, mostrano la “gravità” EURCHF 1.260 0.17% -2.64%
della situazione. È ovvio, a questo punto, che la Grecia
necessiti di aiuto e non si possa rivolgere al mercato
Comm ultimo settimana mese
dei capitali, emettere debito a 25% di onere non ha
senso. Commodity 321.286 0.21% -6.34%
Precious 244.110 -0.11% -4.96%
Ad ogni modo, la reazione dei mercati si è fatta Industrial 189.203 -0.46% -6.81%
scomposta, come spesso accade quando si trovano Energy 117.659 1.65% -6.56%
dati contrastanti come la situazione del debito e i Agri 86.638 -0.91% -7.29%
risultati aziendali. Quelli USA sono ormai praticamente
terminati, ma la stagione europea sta continuando su
un passo relativamente interessante. I dati macro a loro volta, non sono riusciti a far pendere l'ago della
bilancia da una parte o dall'altra.

Dall'altra parte del mondo, i dati cinesi continuano ad essere fin troppo buoni e più o meno per tutta la
settimana sono continuate le voci di un nuovo, imminente, rialzo dei tassi. Di fatto sono state modificate le
riserve obbligatorie delle banche ma il risultato percepito dagli investitori è stato simile.

Azionario schizofrenico tutta la settimana quindi, con una chiusura, per USA e Europa di fatto più o meno
piatta, mentre i mercati emergenti, alle prese con la Cina, hanno dovuto cedere un po'.
Anche le commodities hanno fatto salire la pressione a molti traders. E anche in questo caso il risultato finale
è suppergiù nullo. Ma i prezzi dell'indice generico hanno fatto segnare un massimo di 331 e un minimo di
315 questa settimana... per chiudere a +0.21%.
Non che gli indicatori di rischio abbiano registrato nulla di che. La volatilità è addirittura calata un pochino,
mentre gli spread di credito, finanziari a parte, sono rimasti più o meno stabili. I finanziari sono più esposti al
problema debito greco.

Sulle valute è continuata la debolezza dell'EUR (e in parte del CHF) sul resto delle valute, in particolare sul
dollaro. Da qui a parlare di forza del dollaro però, ce ne vuole un po', anche se il dollar index sta mostrando
dei bei numeri da qualche giorno a questa parte.

Lunedì si dovrebbe venire a sapere qualche dettaglio in più dei nuovi interventi di sostegno alla Grecia.
Forse con più chiarezza si potrà determinare la direzione da prendere.
Matteo Nobile 20110514

Considerazioni – Grecia

Sembrava tutto a posto, sembrava che il mercato si fosse scordato del marasma del debito pubblico dei
periferici europei.
Avevamo gioito della riuscita delle emissioni in gennaio di Portogallo, Spagna, Italia e altri, tanto che si
aveva assistito ad una miracolosa rotazione dei mercati.

Ora, nulla è cambiato da parte degli aiuti disponibili, nulla è cambiato da parte della problematica eppure il
mondo sembra di nuovo capovolto, tanto che anche il buon Alfonso Tuor è tornato a scrivere sul Corriere del
Ticino di catastrofi (ovviamente da lui previste e predette almeno 20 anni fa, anzi, strano che non abbia
attribuito il buco di bilancio dei PIGS a fondi hedge e banche di investimento).

Alcuni paesi europei vogliono rifiutarsi di versare altre somme, internamente ci si rifiuta di accettare nuove e
ulteriori misure di austerità (scioperi generali a go-go).

Da una parte è piuttosto scontato che i vari paesi sono diversi. Il quadro legislativo, le risorse, le
infrastrutture, il sistema scolastico e la conformazione naturale, piuttosto che la posizione geografica stessa
portano a diversi livelli di efficienza economica.
Questa differenza viene spesso gestita tramite il prezzo della valuta del paese che si svaluta e si rivaluta per
compensare a quella che viene chiamata “competitività”.

Con l'EUR come valuta unica, questo meccanismo non può funzionare e se da una parte la differenza di
competitività si dovrebbe ridurre, è anche vero che il differenziale si può, e si deve, sfogare sulla qualità di
vita.
Prendendo gli USA come esempio di unione con un unica valuta, non mi si venga a dire che lo standard di
vita di Boston corrisponde a quello di New Orleans. Allo stesso modo è difficile pensare che la vita a Monaco
di Baviera abbia lo stesso livello di servizio di Reggio Calabria.

Ma forse è stato proprio questo l'errore dei PIGS, dei loro cittadini soprattutto, non tanto quello dei governi. Il
credere che il solo far parte di una unione monetaria permettesse di avere lo stesso livello di spesa e di
servizio di paesi molto più competitivi.
Idea che si è trasformata in un indebitamento selvaggio, garantito dalla stabilità della moneta (unica) che nel
caso specifico si è trasformata in tassi quasi unici.

I paesi competitivi però hanno trovato nuovi mercati, almeno in passato, e i paesi meno competitivi hanno
trovato un livello di vita (pensioni, sanità, …) migliore di quanto non ci si potesse permettere.

Ora è necessario fare un passo indietro, pagare i costi del proprio errore (tutti) e ripartire. Magari senza dare
la colpa all'EUR e l'Europa ma accettando che la differenza di competitività porta a differenti standard.
Esattamente così come erano diversi gli standard di un cittadino greco che, avendo in mano dracme
svalutate, non poteva permettersi di acquistare beni prodotti in Germania.
Matteo Nobile 20110514

Funds
ISIN Name Date Price 1 week 1 month 3 month YTD Vola30 Vola90
BE0943877671 PETERCAM B FUND-BONDS EUR-B 12.05.2011 60.98 0.74 0.66 0.35 -0.08 3.22 3.56
LU0128490280 PICTET-EUR BONDS-P 12.05.2011 400.08 0.52 0.94 0.69 0.36 2.07 2.64
LU0106258311 SCHRODER INTL GL CORP BD-AAC 13.05.2011 8.77 0.11 1.39 2.33 2.81 2.56 2.62
LU0189893018 SCHRODER INTL GLB HI YD-A$ 13.05.2011 32.50 0.19 0.99 2.49 6.04 1.30 2.32
LU0170994346 PICTET-GLOBAL EMERG DEBT-HP€ 12.05.2011 192.92 0.59 1.90 4.03 2.79 3.28
LU0340553949 PICTET-EMERG LOCAL CCY-HP€ 12.05.2011 125.01 -1.14 0.52 6.66 5.37 10.01

ISIN Name Price 1 week 1 month 3 month YTD Vola30 Vola90


LU0294221097 FRANK TE IN GLB TOT RT-ACH-€ 12.05.2011 18.28 0.50 1.16 4.46 5.12 5.22 5.27
IE00B11XZB05 PIMCO-TOTAL RTN BD-E-€HD-ACC 14.05.2011 17.80 0.06 1.02 3.13 2.65 1.48 2.40
FR0010320077 EXANE PLEIADE FUND 5-P 12.05.2011 127.55 0.10 0.40 0.17 -0.19
LU0404167735 BSI FLEX-GLOBAL RETURN EUR-I 12.05.2011 113.20 0.64 0.76 0.69 1.36 3.64 2.92

ISIN Name Price 1 week 1 month 3 month YTD Vola30 Vola90


LU0202403266 FAST-EUROPE FUND-A€ 13.05.2011 224.91 0.06 2.11 -1.02 1.82 10.64 12.47
FR0010148981 CARMIGNAC INVESTISSEMENT 12.05.2011 8316.30 1.69 -1.61 -4.56 -7.59 12.48 14.43
LU0269635834 ROBECO EMERGING MKT EQY-D$ 12.05.2011 151.40 -1.71 -3.92 2.97 -1.99
LU0417495479 FIDELITY-GL REAL ASSET-A $A 13.05.2011 14.90 -2.87 -1.52 -0.27 3.62 19.46 16.88
LU0232504117 SCHRODER ALT SOL-CMDTY-A AC$ 13.05.2011 147.20 1.02 -5.53 -0.16 4.26 22.45 18.67

Bond... Continua la buona stella per i fondi obbligazionari, e c'è un bel riscatto da parte dei governativi. La
paura sulla Grecia riporta infatti l'attenzione sui titoli sicuri (govi) e Petercam sembra essere esposto nel
migliore dei modi per approfittarne. Mano mano che si scende nella scala del rischio, le cose si fanno più
critiche e corporate e high yield hanno una settimana “di stallo”. Fanno bene però anche i bond emerging,
almeno quelli in valuta forte che approfittano del movimento delle curve USA, piuttosto che del rischio
inflazione nei paesi emergenti. Più in difficoltà invece la componente local currency. Questa volta la
percezione di rischio si è tradotta in forza sul dollaro, e quindi relativa settimana di debolezza per le posizioni
in valuta locale.

Dollaro che però non ha avuto effetto sul Templeton, che sta diventando un vero Highlander con il suo
+5.12% da inizio anno. Pimco un po' meno brillante, anche perchè, da quello che si legge, Bill Gross non si
fida per niente della situazione dei governativi, soprattutto USA e li ha “scaricati”. Piano piano prosegue il
suo recupero anche il Pleiade mentre Cividini del Flex azzecca bene le posizioni e in settimana fa un nuovo
massimo con il suo fondo.

Carmignac riesce a rimettersi un po' in linea e recupera qualcosa nonostante i mercati azionari difficili. FAST
continua invece per la sua strada e dopo il problematico mese di gennaio è tornato a macinare risultati.
Decisamente meno brillanti i paesi emergenti (negativi da inizio anno anche se economicamente dovevano
essere la locomotiva del mondo) e il Real Asset che soffre, in parte, tanto del dollaro che delle materie prime.
Incredibile anche il commodities di Schroder che riesce a piazzare una buona settimana (dopo un mese
devastante, va detto).
Matteo Nobile 20110514

Chart (daily a 3 mesi)

MSCI World DJ-UBS Commodity Total return

Dollar Index Inflation

iTraxx HiVol 5y EUR Yield