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28-02-19

-Primo modulo: TOPOGRAFIA e URBANISTICA ETRUSCA ANTIQUA (dal IX-II a.C)


(dalla prima età del ferro, fino all’epoca della romanizzazione fino al periodo ellenistico).

-Secondo modulo: pittura.

Nel primo millenio avanti christo.

Testi per frequentanti (75% assistenza):


-luoghi etruschi:
-Gli etruschi: storia e civilta (camporeale); “le citta pg. 245-488). Piu specifico, per la topografía.
-citta e necopoli nell’etruria: pg 14-42.

Testi per non frequentanti:


-Suo testo: “the process of urbanitation of etruscan dall villanoviano arcaico al periodo ellenistico …”,
revista americana etruscan straties, durante il periodo orientalizante e arcaico [p 3-27]

-Altri libri: Etruscologia di Pallattino; Introduzione all’etruscoogia di G.Bartoloni; Etruscology di A. Naso


(inglese); Gli etruschi du G. Sassatelli; Gli etruschi di B. D’agostino; M. Torelli; A. Carpiro, The etrucan
world de J. Maclntish Turfa; il mondo degli etruschi di L. Banti; o G.A. Mansuelli;

-Biblioteca Grassi: Repubblica (consultar libros).

Visita museo Villa Giuglia, e a Cerveti (necropoli), necropoli a Taquinia.

Esame scritto: e non frequentanti con qualche domanda in più. 12-15 domande, con 2 pagine. P.Es:
come si chiamano le cita piu importante della etruria antica; come si data il periodo ellenistico in
etruria; produzione artistica-artigianale a cervetri; domande di famose documenti; quale autori si sono
occupati con la nostra materia.

DISPENSE. COPYANDO (via ostiense)

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1. INTRODUZIONE GENERALE

Nelle fonte latine si intende per etruria il vasto ​territorio ​dell’Italia centrale compreso tra il Tevere a sud, l’Arno
a nord e l’Appennino ad est. Ma l’archeologia moderno ha individuato altre aree esterne che costituiscono un
corpo unico. EsiStevano aree econdo aspetti etnici e culturali, ma con divisione sociopolitiche interne. In questo
territorio sono tipici i rilievi collinari della Toscana e i grandi ripiani tufacei dl lazio, ma anche certi vallate
fluviali. Comprende anche bacini lacustri di formazione vulcanica (Lago di Bolsena) o di origine tettonica.

La ​cultura ​e anche distinta di quella greca, di cui ottiene tanto influsso, e di quella romana che assorbe da loro
tante tradizione. E anche diversa la lingua, la marcata religiosità, l’attenzione al mondo dei defunti e la tendenza
conservatrice in senso aristocratico. E per ultimo c’e un debate sul suo ​origine​: immigrati dalla Lidia? (secondo
Erodoto) antica popolazione autoctona? (secondo Dionigi d’Alicarnaso)... oggi si sostiene che e una mescolanza
di influssi culturali esterni e una etnia locale.

Gli etruschi sono stati ​mistificati​. Questa mistificazione esisteva già nell’epoca antiqua, soprattutto nel periodo
imperiale. Anche nel 700-800, e la letteratura divulgativa del 900. Si interessano per culture poco studiate e
documentate, come gli etruschi e gli egiziani, e no per quelle studiate come la romana e la greca.

Massimo Pallotino​, fondatore dell’etruscologia moderna e la sua scuola (​Mario Christofani ​e ​Francesco
Roncalli​) si oppone a questa mistificazione impegnandosi in una razionalità. Si ha fatto tante letteratura
divulgativa (anni degli etruschi) che mostra ancora quante pregiudizi continuano a soppravivere. Il problema
della lingua etrusca e importante. L’etruscologia prova a far capire quali’ aspetti sono conosciute, e quali devono
ancora studiarsi.

Non e un popolo omogeneo, ne residente sempre in italia centrale ne immigrato interamente. Gli etruschi si
presentavano come unità etnica omogenea, fra il mare tirreno, l’ apenino e il tevere: nella toscana, nel lazio
settentrionale y l’umbria. Quasi tutte le città etrusche hanno avuto piccoli villaggi di epoca villanoviana:
continuità geografica e storica.

Durante il ​periodo villanoviano dal IX e VIII secolo, non scrivevano ma c’era un incremento demografico. Nel
VIII arrivano dell’Oriente (fenicia, mesopotamia) e grecia certe importazione: decorazione geometrica. Gia nel
villanoviano ci sono stati movimenti espansivi intorno a bologna e romania, e campania meridionale.
Controllavano il commercio, la minneria e l’ambiente agrario. C’è un cambio sociale: nel secolo IX la società
sembra già igualitaria.

Nel secolo vi-vii prendono l’alfabeto greco, e fondano l’emporion (punto fortificato, commerciale).

La colonne grecque sono importatori della cultura, ma anche associati commerciali.

Dall’inizio del vii secolo già ci sono iscrizzione etrusche: e prodotto di un processo di formazione. Porta
elementi non indoeuropei, senno un strato del mediterraneo orientale. Oggi se può leggere senza difficoltà (dato
che l’alfabeto e greco) circa 15000 iscrizioni. Sono scritte da destra a sinistra con l’alfabeto greco occidentale,
adottato all sistema fonetico etrusco.

Dal materiale epigrafico, vediamo che e una lingua non indoeuropea, difficile paragonabile a altre lingue, tranne
a qualcuna stelle di prima cristo trovate a Lemnos. Magari e dello stesso strato linguistico orientale. Un’altra

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ipotesi è che ci sono etruschi che nel vi secolo hanno fatto comercio dai grecchi e qualcuno ha stato sepolto de
Lemnos: ma la cultura materiale e completamente diversa.

Per quanto riguarda il percorso della storia etrusca, abbiamo varii fonte letterari non etrusche, greche e romane,
che sono di carattere anti-etrusco. E c’è anche la testimonianze archeologiche. Il periodo orientalizante fu
caratterizzato da un incremento economico, la prima vere città, molte importazione. Caratterizzato dal
predominio etrusco nel mare tirreno e anche oltre.

Fioritura politica ed economica anche nel VI secolo.Verso la fine del vii, aumentano i numeri di tumuli, che si
trasformano in dadi: per quello cera un centro medio (piccoli proprietari agrari e commercianti). Gli etruschi
erano diventati un fattore di potere importante, e quello viene documentato dalla loro espansione verso l’ italia
ovest, e la campania: Capua (settentrionale) e Pote​*​ (meridionale).

Continuano a crescere anche nel VI secolo. Verso alla fine si costante o l’abbandono o la ​* delle città. COn la
svolta dal vi al V secolo la situazione cambia. Diminuisce l’importazione dell’atica, che segue più la parte del
mare adriatico: diventa centro commerciale più importante di prima Questo sviluppo si trova anche nella
archeologia, que sono piu poveri. L’etruria si concentra nella parte interne: Volsinii--orvieto (santuario della
dodecapoli etrusca).

Nel IV secolo roma diventa più importante, e tiene dentro di loro l’etruria in meno di un secolo per guerre e
approfittando litighi con le polis grecque. il destino politico dell’etruria era già scritto. Questo non significava la
fine dell’etruria, enno che hanno fatto alleanze forzate. Disponevano ancora di una autonomia interna e
culturale.

Dopo la guerra sociale, tutti sono diventati con cittadinità romana, il processo politico e linguistico fu fatto in
etruria anche rapidamente: l’etrusco come lingua via era già scomparso. Claudio

(meta primo secolo dopo cristo) Claudio si e interessato per lo etrusco: ha pubblicato una opera su gli etruschi,
ma non si e conservato (sua prima moglie proveniva di una famiglia aristocratica etrusca).

01-03-2019

Ci sono varii autori che parlano degli etruschi. Primera ​Herodoto​, e su base di questa fonte tanti archeologiche
hanno combinato l’inizio del periodo orientalizzante con ​*​.

Da Dionigio d’Alicarnasso​. Almeno nel I millennio a.C gli etruschi erano già in italia. Questa cultura ha avuto
influenzi dell’oriente da naviganti, commercianti, etc, nel VII-VII secolo.

Altra fonte parla di un origine pelastico:

E por la quarta teoria: arrivo degli etruschi dell’europa settentrionale (che ha durato poco perchÞeera politica)

Le due prime teorie comprendano qualcosa di vero, ma non e in un senso assoluto.

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-RELIGIONE

Era di grande rilevanza, che ha contribuito parecchio alla mistificazione di questo popolo. “etruria e genetrix e
mater del popolo…” Seneca.

Hanno rappresentato la sua divinità, specialmente nei vasi (anche per la presenza di persone grecque). D’altra
parte, la religione degli etruschi e caratterizzata dalla superstizione, magia, ed era meno razionale della religione
romana o greca. Importanza dei sacerdoti, portatori della cultura etrusca; erano sicuramente fra i primi che
hanno scritto e letto.

Si distingue la auguratoria: profecia dal volo degli uccelli; fulgulatorio: dal fulmine; e la aruspicina: profecia dal
fegato e le viscere degli animali sacrificati (pecore); che furono adottate dalla religione romana, per cui siamo
abbastanza informati.

IL DESTINO E IRREVOCABILE E PRESTABILITO DAI DEI.

Spezialmente marcato era il culto funerario, documentando nella pittura funeraria.

Erano considerati grandi ingegneri idraulici, commercianti abili, e coraggiosi navigatori (pirati tirreni). Crearono
anche delle opere eccellente nell’arte e artesanato.

L’ORDINE POLITICO E SOCIALE.

Caratterizzato da elementi conservatori: non esisteva una democrazia. Durante il VI secolo era una monarchia
nelle varie città etrusche. Dal V secolo l’oligarchia. Come in grecia, nella transizione ci sono regi tirannici. Fin
dal IV secolo aumentano le ​* ​sociale, che fanno che le città fossero più piccoli. Le 12 città etrusche più
importante fu riunite in un'associazione: ​dodecapoli ​(più della religione e la cultura, che dalla politica). I
membri non erano uguali. I rappresentati si riunirono una volta all’anno nel santuario federale vicino a Volsini:
Fanum Voltumnae​. Questo santuario fu cercato dall’epoca rinascimentale, e ora siamo quasi sicuri che ha stato
trovata (nella località campo della fiera).

La donna etrusca, quella dell’aristocrazia, poteva muoversi e comportarsi e muoversi in maniera più libera che
quella greca e romana. Si dimostra dato che era presente nei banchetti.

Il territorio confinava con il mare Tirreno (da chi ha preso il nome), con l’appenino tosco-emiliano verso nord, e
con il Tevere verso Est e Sud. Il paesaggio si presenta in forme diverse. L’etruria meridionale caratterizzata per
il tufo vulcanico, con altopiani, crateri vulcanici, ecc. Nell’etruria settentrionale si trova zone di coline con pietra
calcarea e arenalia. Quello condiziona tipi diversi dell’architettura funeraria. I sud era più popolati, ma il nord
molto meno. Grazie alla loro posizione le città del sud erano difese di maniera naturale; quelle del nord sono
fortificate artificialmente. Nel settentrionale interna la base economica era l'agricoltura, apparte della cazze;
mentre nella zona della costa era la pesca e le miniere. Ferro soprattutto, ma anche argento, zinco e altri metalli.
Era una rete di strade e fiume parcialmente navigabili, che contava i centri più importanti.

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ARTE ETRUSCA.

Sul valore dell’arte si ha discusso molto. Qualcuni pensavano che imitava all greco, e negavano il carattere
originale; mentre altri dicevano che era originale. Non si può parlare di un arte etrusca generale, se deve mettere
nel periodo specifico, il tipo di arte, e la città dove fu realizzato. L’arte non aveva mai raggiunto la sua fioritura
in parte per le importazione orientale e greca. L’arte etrusca non era una imitazione, senno che riusciva a
trasformare gli influssi in qualcosa di nuovo e originale.

Per quanto riguarda la ​periodizzazione dell’arte​: protostorico-villanoviano (9-8 secolo); orientalizante (fin
8-inizio 6), suddiviso in antiquo, medio e recente; e dal 550 la fase arcaica fino a meta 5 secolo; fasse “classica”
(fine V-fine IV); periodo ellenistico (fine IV- inizio I a.c). Segue in parte la periodizzazione dell’arte greca.

Si sono trovati veri oggetti di lusso: di argento, uovi di struzzo decorati, .

Già nel VII secolo artisti orientali e greci ci sono stabiliti in etruria e hanno contribuito con l’influsso all’arte
etrusca. Ma anche gli etruschi esportavano: bronzi e ceramiche in bucchero, fino alla fine del VII e sopratutto
VI. Dopo il V secolo scompare.

Prima fioritura ​*​; seconda fioritura poco prima della romanizzazione.

Il declino di varii aspetti nel III secolo, inizio prima nel sud, ma nel nord ancora esistono migliaia di urne.
Bisogna differenziare anche nelle varie categorie dei monumenti: los artistas son bravi en la arquitectura
funeraria, la pintura, la cloroplastica (en terracota), en la bronzistica (artesanado, candelabros, etc). Non
riuscivano a creare sculture dello stesso livello in pietra, nell’architettura sacrale, che rimane molto conservativa
(non ha avuto una fase di pietrificazione completa: tranne il basamento, tutto era legno e materiali crudi.

Dell'architettura palaziale e popolare non si conosce. e la pittura vascolare non e mai come il greco, e anche la
cognatura.

Alcuni prodotti etruschi erano esportati in grecia. E interesante le ricerche ​*​.

Ha una architettura funeraria molto interessante, tanto per la decorazione come per oggetti che erano dentro;
però meno dalla sfera domestica e sacra.

Nel periodo villanoviano e orientalizante, los centros costeros eran predominantes: tarquinia, vulci e populonia,
y posteriormente cerveteri. Hoy tambien conocemos zonas internas: chiusi, y entre florencia y siena hay varios
sitios principeschi, con tumbas nobles. Populonia, centro industrial para la elaboración de metales, era un centro
económico y social. Nunca fue un importante como centro artístico, porque casi todos son importados de otros
centros etruscos o extranjeros.

Desde el final del VI los centros de la etruria interna (como veio o Volsini) se cierran y se quedan como centros
artísticos. En las ciudades de la etruria septentrional, hay una importante producción artistica autonoma que se
inicio en el siglo IV hasta el I siglo a.C. Ya habia depositos votivos y de caracter principesco. ​Cervetri ​es
famosa por la arquitectura funeraria: cloroplastica, bronzistica y la oreficeria (especialmente del periodo
orientalizante: filigrana, granulazione). ​Tarquinia ​por la arqutectura funeraria y los sarcofagos; ​Vulci ​por la ​* y
*​; por escultura en piedra, la ​*​; ​Vetulonia ​pir arquitectura y escultura funeraria, bronce y *; ​Cervetri ​per
l’oreficeria; y ​Vetulonia ​con mas gusto en el norte; veio por la coroplastica y la arquitectura funeraria mas
antigua; ​Volsini ​por la arquitectura en bronce y terracotra; ​Chiusi ​por los canopos (con forma a), urne a rilievo,
e buchero pesante; ​Volterra ​e perugia: urne a rilievo; ​Arezzo ​por lo objetos de bronce, y industria de armes.

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Centros artisticos menores. En cada caso, en el arte etrusco si manifiesta un fuerte regionalismo, que a veces se
refleja hasta nuestros dias en la italia centrales.

07-03-2019

Nel nord prevale la cremazione, ma nel sud prevane le “culture a fosse” o inumazione,nel sud.

C’erano diverse lingue nella peninsula: l’etrusco e ligure; e c’erano lingue indo-germanica come il gallico; il
retico ha presso l’alfabeto come gli etruschi; e il venetico e quelli della zona dell’adriatico sono più italiche.

C’erano anche diverse sfere d’influenza: nella zona del lazio o la parte mediterranea e parte de la sardinia degli
etruschi, più al sud nella magna grecia c’è la sfera di influenza greca, e nella sicilia e corsica (per la vicinanza
con cartago) c’è una sfera d’influenza cartaginese.

C’è una romanizzazione dell’italia, e gli etruschi anche se avevano una certa indipendenza culturale e
linguistica, sono inclusi per i romani.

Alla fine l’italia viene unificata per l’imperatore Augusto, che li organizza in diverse zone (province).

Questo dimostra che era un ricchissimo mosaico di vari gruppi etnici, linguistici e culturali.

I centri principali dell’etruria meridionale sono sempre più grandi di 100 ettari. Essendo situate su altipiani non
avevano bisogno di fortificare.

Il trazo della città mostra la differenza tra le città cresciute irregolarmente, e altre create più nuove. Le piante
regolarmente proiettate con il modelli ippodamei con isole di rete ortogonali.

C’è un rapporto tra il centro urbano e l’acropoli (centro sacrale) e le zone suburbane (con edfizi popolari).

Le necropoli come specchi della città: viale, facciate, etc. Particolare quella di Cervetri e Orvieto, e zone di
necropoli rupestri di etruria meridionale interna.

I centri urbani più importante hanno il suo territorio.

Elementi comuni e differenze tra le polis etrusca e polis greca.

13-03-2019

2. CITTÀ ETRUSCHE.

Ci sono di vari estensioni: dalle più piccoli, a quelli più grandi. Nella massima popolazione: 25 e 30.000 abitanti
nei centri più grandi.

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Anche i paesaggi sono cambiati attraverso i secoli. Una zona particolare e la zona di Pisa. In epoca
etrusco-romana era una città lagunare o portuale, che viene dimostrato perché i archeologi hanno trovato delle
nave (di epoca tardo-etrusca e specialmente romana). Nel territorio di Vetulonia c’era anche un grande lago
Prile, e dall’epoca romana e stata prosciugata. Oggi e una laguna fertile. In altra parte, vicino a Vulci, il monte
argentario era già collegato con la terraferma, e la costiera era molto più sotto l’interno. Intorno a Orbetello si
trova una laguna. Intorno a Cervetri (Caere), la città dista qualche chilometri con la frontiera. La città era
comunicata la necropoli con il porto di Pyrgi.Sull’isola Corsica, e in parte occupata dagli etruschi con cita come
Aleria, dove c’e la necropoli di Casabianda.

Cerveteri, per la sua ricchezza grazie al commercio e il centro della produzione di ceramica in bucchero.
Tarquinia, città mitica per la fondazione, ha la fama delle tombe dipinte. Vulci, centro di produzione artigianali
in ceramica attesta il contatto con il mondo greco.

-Veio: circa 190 ettarei. 32 mil ab.


-Caere:
-Populonia. 150 ett, 25 mil ab.
-Cervetrii. Nel VI secolo aveva una popolazione piu grande di Athene.
-Tarquinia: 120 ett, 20 mil ab.
-Vetuoni, Volterra: 100 et, 17 mil
-Vulci: 90 ett, 15 mil b.
-Volsinii: 80 ett, 13 mil
-Roelle: 41 ett, 12.5 mil abitanti
-Perugia, Cortona, Arezzo: 30-32, 6 mil ab.
-Chiusi: 26 ett,5 mil

3 ALTA VALLE DEL TEVERE (LAGO BOLSENA)

3.1 VEIO/VEIS​.

L’abitato occupava un pianoro sito nella bassa valle del Tevere, sulla riva destra, a 15 km di Roma, che è la
causa delle continue lotte. È delimitato di due corsi d’ acqua: Valchetta e il fosso Piordo. È in un altopiano
tufaceo, parzialmente diffesso. La ricchezza si basa sul controllo della bassa Val Tiberina, allora il commercio, e
sullo sfruttamento delle saline. La breve distanza con Roma e causa di battaglie per il controllo del fiume. La
localitá apare frequentata fino a metà del bronzo, ma specialmente dopo il IX secolo, dove divenne sede di
capanne, utilizzati per l’allevamento o il vino. La fusione di questi gruppi-villaggi e l’inizio della vera
urbanizzazione.

Della fase più antica (​villanoviana 9-8 secolo) sono notte necropoli con tombe a pozzetto semplice o con
custodia di tufo (dentro le urne per l’incinerazione), e nell’epoca successiva di tipo a fossa (inumazione). Nel
periodo ​orientalizzante ​(VII secolo) si affermano sepoltura a fossa con oculi, e anche la tipologia della tomba a
camera con dipinte con la figura di anatre. Ad epoca più avanzata, si scopre altra ​tomba: Campana ​(nome dello
scopritore) Questa con figure di animali, reali e fantastici e cavallieri, del periodo tardo-orientalizzante. In anni
recenti è stata scavata una tomba principesca evidenzia la notevole fioritura della città durante l’epoca
orientalizante. Nel IV secolo Veio si dotò di un aspetto urbano (definitivo): fu munita di mura in blocchi di tufo,
e ospitò numerosi santuari (urbani e extraurbani) decorate con lastre architettoniche in terracotta. In Campeti

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c’era un edificio di culto a una divinità infera con il nome di Vei (equivalente a Ceres), e c’era un santuario a
Jiunove Regina.

Il più noto era il santuario suburbano in località ​Portonaccio, dedicato a Minerva (Menvra) già esistente nel VII
a.C. Il tempio ogni tanto si chiama anche Tempio di Apollo, ma in realtà sulla base dell’iscrizione votive la
maggioranza e dedicata a Mendra. L’edifizio ha diverse fase edilizie e ornamentali, tra cui quella di
extraordinaria belleza in epoca tardoarcaica, con estatue fantastiche delle divinità realizzate dall'artigiano
veiente Vulca, del VI secolo.

Nel corso del V secolo la storia della città e tutta intessuta di scontri con Roma per il controllo di Fisene​*​, di
ubicazione strategica sull’altra parte del tevere, che ha un controllo sui traffici mercantili. Dopo vari litiggi,
come nel 479 il sanguinoso episodio a Cremera, dello esercito veiente contro i romani dei favi. All’inizio
vincevano qualche battaglie, ma durante la seconda metà del V secolo perse la vita il re etrusco (ucciso da
cornelio Cosso). Veio pure nel v secolo aveva un sistema monarchico, diversamente dalla maggioranza delle
altre città etrusche. Nel 426 permisero ai romani di andare allo scontro definitivo, dove hanno perso i veienti,
abbandonata per le altre città di Dodecapolis, che già non erano piu monarchie. Questo ha stato l’ inizio della
fine dell’etruria indipendenti. Assediata da Roma, fu piegata dal dittatore Fulio Camillo che ha entrato da sotto. I
romani distruggevano la città, ma non le statue, senno che l’importavano a roma dove si poteva continuare il
culto. Da questo momento (396 a.C.) Veio perde importanza ma non viene abbandonata. Alcuni santuari
rimangono molto frequentati (como quello di Portonaccio, fino al II d.C.). In età augustea si può osservare una
breve fioritura.

FOTOS VEIO

-​Acropoli di piazza d’armi.​ E interessante che già all'epoca orientalizante una certa regolarità. C’e una piazza
con una grande cisterna. Ci sono edifizi, anche se non ci sono il tempio tipico. Erano decorati con lastre di
terracotta. Ci sono anche strutture di case, con varie stanze, e qualcuna anche con un portico.

In epoca romana non era una grande popolazione ma esisteva ancora, perché si ha trovato una villa romana.

-Nelle città etrusche mancano piazze publiche. Ma e vero che quasi nessuna città ha stato completamente
scavata.

Il tempio di Portonaccio​, non era solo il tempio, ma anche altri santuari e una vasca. Ha una pars anterior con
due file di colonne, sostenendo un frontone con antefisse e lastre decorate, e in alto, soprattutto sul columen,
c’erano diverse sculture (divini o della mitologia greca). Qualcune si conserva ora al museo de Villa Giulia:
Ercole contra una cerva, apollo, e la madre. Artisticamente possiamo constatare l’influsso dalla grecia orientale
(in Vi secolo). L’artigianato veiente e caratterizzato delle botteghe. Nella zona del portonaccio sono stati trovati
altri terracotte (che non erano decorative) che potevano essere votive. In una sono Eracle e Atena como
protettrice, e sono di epoca tardo-arcaica, VI secolo).

Nell’epoca classica, all’inizio non aveva troppo entusiasmo, ma nella seconda metà del V secola comincia a
prevalere il gusto classico. Ci mostra una statua frammentaria di un atleta: espressione seria senza sorriso,
capelli corti, posizione di contrapposto. Ci sono anche opere minori, sempre del V secolo, come una terracotta
dove un giovane guerriero che porta via un vecchio uomo barbato: Enea.

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Ce la ​pittura parietale più antica. Si rappresentano anatre e Leoni (mal andati). Nella stessa tomba si trovano
oggetti con le stessi motivi: magari i pittori erano vascolari, e hanno pitturato anche sul muro.

Verso la fine del VII secolo, nella ​Tomba Campana ha un ingresso e due camere, e stava decorata. E un
repertorio figurativo in un stile con elementi orientali e greco-corinzi, ecc. Qualcuno ha interpretato come
possibile viaggio verso l’altra parte. Li spazzi vuoti sono coperti con altri elementi come fiore di loto, ecc.

E anche interessante la ​ceramica. Uno del periodo villanoviano rappresenta un “ascos” per versare i liquidi, che
sembra un animale. Ma nello stesso periodo (2/4 VIII secolo) si può constatare le prime importazione da grecia),
Durante il VII-VI secolo c’è una produzione di ceramiche etrusco-corinzia. Uno dei vasi greci più preziosi
trovati a Etruria e la Olpe Chigi (640 a.C.). LAvorato con le figure nere, usando altri colori. Ci sono scene di
falangi, un corteo di cavalieri, sceni si caccia, etc.

4. LAZIO

4.1 CERVETERI/ CEISRA

Sorgeva in un vasto ripiano tufaceo poco distante dal mare. Nell’epoca villanoviana ha tombe a pozzetto, mentre
in epoca orientalizzante (VII), ha una fioritura economica, culturale e artistica, arrivando a ​150 ettari​. Lo
sviluppo sembra collegato all'attività commerciale, attraverso i porti di Alsium e Pyrgi.

Le risorse agricole e quelle minerali le fornivano i mezzi per traffico commerciale marittimo. Essendo in costa,
aveva comercio maritimo. Cere era il primo punto di contatto con l’etruria. Non a caso la città ha avuto diversi
porti: Fregene, Alsium, Pyrgi e Punico. Le relazione commerciale hanno un risvolto culturali: accoglie prodotti
maestri ed esperienze e stimoli che li fanno un centro di avanguardia. L’identificazione del sito con quella della
moderna era già suggerita per Alberti nel Rinascimento. I primi scavi sono nel 1800. L’esplorazione e
continuata fino a giorni nostri. I dati non sono chiari perche la citta e costruita sopra, ma diversamente dalle città
settentrionale, qua non si ha continuato tanto la popolazione.

Le prime tre necropoli, della Banditaccia a nord, le tombe di Monte Abatone a sud, e del Sorbo ad ovest, sono
già stati usate all’epoca villanoviana (IX-VIII). Le tombe sono a pozzetto semplice, o a due piani. Nella fase più
recente, sono anche a fossa per inhumati (VIII). Lincinerari di impasto hanno forma biconica., che termina a
tetto di campana.

Dopo II secolo si fa la tomba a camera: o la facciata, o in parte scavata e parte costruita. Coperta da un tumulum,
con un aspetto monumentale. Ci sono case di 80-90 metro di diametro. Gia con scene narrative, ad esempio i
signore dei cavalli, che ammettono la presenza a Cere di artisti di procedenza euboica, che iniziano una
produzione ceramica locale che si afferma nella prima metà del VII secolo. Alcuni forse rappresentano i primi
mitti.

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Un illustre rappresentante di questa corrente e Aristonotos, che firma in lingua greca il suo crattere dipinto con
Polifemo, in una faccia ​*​, e nell’altra in una battaglia navale.

Si importa ceramica dalla grecia corintio, orientale, e atica, di diversi tipi. Nel contempo manufatti di alta
qualità, e altri oggetti di fenicia, Cipro, e Siria settentrionale (coppe d’argento, brochette d’argento, ecc).

Nei impasti fini, nei buccheri, nella ceramica dipinta, bronzi laminati, ecc, la decorazione senza precedenti
locali. Si rappresentano animali reali o fantastici, con scene narrative e mitologiche, motivi decorativa come
albereschi e l'albero della vita; sono elementi del nuovo repertorio orientalizzante, che sostituisce al periodo
geometrico, lineare e astratto (sotto l’influsso greco). La decorazione di metallo prezioso dei fenici e ciprioti e la
base del nuovo corso della ceramica etrusca; seguono modelli. Alcuni buccheri si distinguono per eleganza, un
gruppo di kiatoi decorati con motivi orientalizzanti a rilievo basso o incisioni; nel VII secolo c’e il bucchero
sottile. ​***

Si può pensare che hanno ri-distribuito quelli importati, non solo esportati i suoi.

C’e esempio di grande scultura e pittura. I temi e i relativi valori simbolici sono gli stessi che nei “arti minori”.
La rinnovazione poteva essere di un maestro straniero. La pittura murale di Veio può .

-​Sculture di alto rilievo di Cervetri,​ hanno stato dette di essere di provenienza di Siria.

La testimonianza di iscrizioni: testi brevi, su oggetti di buona qualità, e si riferiscono a la proprietà del oggetto.
Perciòo anche la scrittura e una connotazione di alto rango sociale. Probabilmente è tra i primi centri di
alfabetizzazione.

Agli ​ultimi decenni del VII secolo sono due tipi di ceramica: impasti rossi nei grandi contenitori, e vasi
policromi. Si distinguono per la ceramica ​* per mensole e ​*​. E una produzione quasi industriale, di serie. Sono
incise in un fondo di colore scuro, con sottolineare qualche particolari in bianco. Si diffonde una tomba a
camera: corridoio, pianta rettangolare (atrio) sul quale si affacciano tre camere in fondo, con due letti funebri:
sarcofago per le donne, con cuscini, e altro per i uomini con zampe.

L’architettura ceretiana e quella più ricca e dettagliata.

La ceramica attica comincia a essere esportata arriva a Cere. Arrivano ceramiche e artisti, e arriva la pittura di
lastre, destinata a rivestire le tombe, edifizi publici, ecc. Le scene sono di contenuto realistico: banchetto, o
mitologico, come la gorgona o giudizio di paride.

Cervetrii esportava i suoi prodotti, verso l’italia meridionale, l’africa meridionale, la francia meridionale, e la
spagna della costa. Sviluppo dell’agricoltura di forma intensiva e avanzata. Non è da escludere che la ceramica
greca sia stata in parte smistata con l’etrusca.

Nel ​VI secolo le tombe a dado e analoghe sono disposte in maniera perpendicolare. Un impianto applicato a una
necropoli, doveva esserlo anche all’abitato. E un esempio dell’inizio della pianta ippodamea. Intorno al 540
Cere si apre al mondo greco ​**​.

Invio di una delegazione ceretana al santuario di Delfi per interrogare di una pestilenza che era arrivata a Ceri;
questi episodi indica il superamento della politica antiellenica. Sono arrivati maestro come i pittori o la bottega
degli hydri. Alcuni ceramisti e pittori ateniesi si orientavano al gusto degli etruschi, producevano per il mercato
etrusco.

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Era anche importante la cloroplastica, che seguono la corrente greco-orientale. Sarcofaghi di Villa guglia, più
seduti su un cuscino, ecc.

In ​V secolo (tardo arcaica). GLi edifizi, monumentalizzazione del santuario di Pyrghi, arrivo di capolavori della
ceramica atica, l’impegno in imprese maritimi per occupare certe isole (concluderanno senza successo). Dopo
una vittoria contro i cartaginesi, hanno offerto doni votivi a Delfi in un santuario suo. La politica di Cere ora
filocartaginese ora ellenistica; sicuramente c’erano fue frazione. Si crede che prima filo-elllenico fino al V
secolo; ma dopo filo-punico per statue dei dio como Astarte, ma altri sembrano antipunici. Di questi eventi
sappiamo dalle fonte militari.

La situazione cambia ​** quando le metropoli costieri vengono chiuse ai grandi traffici transmarini. Nel ​IV
secolo Cervetri ha perso molto potere politico-militare, e fanno il sacco dei santuari di Pyrghi. Ai primi del IV
secolo vengono sacerdoti e vestali fugiti da Roma. Anche arrivano i galli. Era sempre in questo momento
filoromana.

Nuovo tipo tombale: ipogei con oculi, e qualcuni pilastri al centro, a volte comunicante con una scala :un piso in
basso. Per esempio tomba dei rilievi, dell’iscripsioni. L’uso e durato a volte fino al I secolo a.C. *di cassetta per
le donne.

La sua economia e esencialmente agricolo. Gli scavi hanno restituito diversi monumenti (anche di epoca
romana), ma nel primo medioevo si e abbandonato il sito; che i abitanti spinti dalla malaria e si collocano a Ceri.

I luoghi di culto ammontano a circa una trentina, e si sono compreso tra il VI e II secolo. L’exvoto più comune
alle divinità della fecundità e la salute. Ma anche altre greche, che suggeriscono diversi culti.

15-03-2019

Nella zona dei Monti della Tolfa ​*​. E un po più piccola, 150 hc. Il pianoro della città antica non e pienamente
occupata dalla parte nuova; e a fianchi ci sono due necropoli: il Sorbo (coperto da edifici moderni), il monte
abatone, e quella di Banditaccia. Le superfici delle necropoli (messe insieme) sono notevole più grande che il
pianoro urbano; le tombe a camera sono decine di migliaia.

Ha stato scavato neanche il 10%. In epoca villanoviana c’era una forte concentrazione nella zona sudeste; in
epoca arcaica (VI secolo) ci sono zone di concentrazione, ma più piccole (la più grande nel nord). Si trovano
tante terrecotte architettoniche, che prima si pensava che erano per forza associati ai tempi, ma anche ai edifici
pubblici, case aristocratiche, etc. Tante terrecotte erano anche votivi, come le ceramiche (specialmente greche).

Hanno trovato specialmente due edifici: un tempio tipo etrusco tuscanico con tre celle , e altro edificio di pianta
ovale (c’è una discussione perche non e una capanna); e tra tutti i due una cisterna.

Nella zona sud dove hanno scavato resti di due tempi, uno sicuramente attribuibile a Hercle (non era un eroe, ma
una divinità). Sapevamo quanto era importante perché c’erano migliaia di bronzi.

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Ci sono anche reste delle terme ceretane, con una vasca e varie stanze. All’inizio dell’imperio hanno avuto un
epoca di fioritura, ma non e durato tanto.

Verso nord-ovest (mare) fu scavata una strada monumentale di 11 km che portava al porto di Pyrgi. A metà
strada ci sono resti di un grande edificio e di un tumulone (località montetosto) che è principesco di epoca
orientalizzante. Secondo alcuni studiosi qua avevano avuto luogo i giochi contro i prigioni focei, ma c’è stato
una pestilenza.

3.2.1 NECROPOLI DI CERVETRI

-​Necropoli della Banditaccia​. Ci sono tre forme di tombe funerali: grandi ​tumolone ​gentilici (che possono avere
2-3-4 tombe) tipici del VII secoli; ​tumuletti ​(comprendono solo una tomba e l’ingresso è orientato verso la
strada) tipici dalla prima metà del VI secolo; e le tombe a dado (sembrano casette con forma rettangolare con
un sistema ortogonale) della seconda metà del VI secolo. La forma della tomba a dado viene ripresa nell’etruria
“rupestre” (meridionale interna) in forma di tombe rupestri. C’era un’altra necropoli per classe sociale minori,
dove si vedono piccoli tumuli e tombe a camera e a fossa, ma non ha strutture monumentali.

L’organizzazione planimetrica la connota come vera città dei morti con una via sepolcrale su cui si affacciano i
monumentali tumuli e tombe a dado più modeste. Caratteristica delle tombe della Banditaccia è quella di offrire
importanti indicazioni su l’​interno delle case dei vivi​, permettendo farsi un’ idea della perduta architettura
domestica. Le più antiche imitano l’interno delle capanne, mentre le più vaste si rifanno a ricche dimore
principesche. Le sepolture possono essere indicate da cippi a forma di casa (femminili) e a colonnetta (maschili).

L’architettura sepolcrale ha avuto uno sviluppo interessante in epoca orientalizzante (prime tombe a camera) e
arcaica. Prima c’era un orientamento longitudinale, e dopo orizzontali. In epoca tardo-arcaica c’è un
impoverimento. Ci sono camere con una ricca elaborazione con varie forme e decorazione.

FOTO CERVETRI

Nella zona centrale ci sono due grandi tumuli, e le tombe più antiche sono orientate verso nord-ovest.
Conosciamo la scala celeste etrusca: 4 compartimenti principali, e ognuno con 4 fette; e nella parte nord-ovest e
per le divinità funerarie. A destra i tumoletti solo con una tomba a camera. A destra anche le tombe a dado, che
si ripete tanto la forma esterna come l’interna: due tombe con due camere in asse; all’interno letti funebri, letti
sarcofaghi, e troni.

-​Tomba di Regolini-Galassi.​ Nella necropoli del Sorbo. E una tomba estremamente rica, che ha stata
scoperta intatta con oro, argento, avorio, etc. E databile nell'orientalizzante medio. Fa parte del tipo A (con
tombe lunghe a corridoio). La parte inferiore scavata, la alta costruita. Ricorda le capanne di epoca villanoviana.
Le due celle coperte a falsa volta. C’erano anche resti di mobili e un trono. Dopo la metà del VII secolo
l’architettura funeraria interna si arricchisce: tetti di originale modelli con travi in legno, o imitazione dei letti
funebri.

-Tomba degli Scudi e delle Sedie. T ​ ipologia D: larga anticamera e nel fondo con tre celle. L’anticamera
ha letti funebri e due grandi troni e scudi in lamina di bronzo, soffitto piano con imitazione di travi, etc.

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-​Tomba di Capitelli​. Nell’anticamera, sono capitelli molto curiosi: di tipo eolico. Il soffitto è
cassettonato.

-​Tomba Policroma​. Seconda metà del VI secolo. Como soffitto c’è una imitazione del columen. C’erano
letti con cuscinetto per la testa. Nella facciata sono state utilizzate varie pietre: tufo ma anche pietra calcarea.
Questa “policromia” sul muro, si trova in altre facciate delle tombe a dado.

Dal fine VI a inizio del IV secolo c’è una poverenza, per la poca potenza politica, militare ecc. Nel IV sono già
grande tombe gentilizie sotterranei, con decine di banchine e oculi (o alcoba).

-​Tomba Campana​. È nella necropoli di Monte Abatone. E possibile che nella prima metà del VII secolo
si mettevano mobili come ceste, ma dopo la seconda metà si hanno costruito in tuffo. C’e anche un letto con
gambe di pietra, soffitto elaborato, finte colonne alle pareti. Ci sono anche letti sarcofagi con frontoncini per le
donni, e anche piccoli letti per bambini.

-​Tomba delle 5 sedie (B, seconda metà VII secolo). Composta de due piccole camere disposte
lateralmente al corridoio di accesso. La camera più interessante e quella laterale a sinistra con 5 tronetti, un
cesto, un piccolo altare, e due tavoli; si tratta di una camera cultuale per riti in onore degli antenati. C’erano
anche statue etrusche di terracotta. Nell’altra camera laterale si ha conservato un trono con gambe di forma
concava, ma troppo danneggiato.

-​Tomba dell’Alcova​. IV sec a.C. Unico ambiente con pilastri scanalati, sul fondo un podio a tre gradini
e sopra un letto con poggiapiedi.

Si hanno incontrato anche i ​cippi​, che e un segnacolo funerario normalmente in pietra, di tipologia e formato
diversa, che nominano quella persona in particolare. Fra le forme troviamo spesso a casetta (porta a lunetta).
Vengono normalmente attribuiti alle donne.

Il trono e un simbolo importante della potestas, magari del padre-madre familias.

Un'altra caratteristica interessante sono le “rampe” che permettevano salire alle tombe.

Erano tombe gentilizie che potevano essere usati per varie generazioni.

Nel pavimento si possono anche vedere tracce dei carri funebri

Si hanno trovato anche custodie in pietra, che erano scavate e solo il coperchio era da fuori, e dentro si metteva
l’urna (di epoca villanoviana).

-​Tomba Tolonia.​ Si trova nella necropoli del Monte Abatone. Ha una camera funeraria monocamera con
ampli loculi laterali e sul fondo un letto funebre sopra due gradini, si scende e c’è un facciata rupestre davanti.
C’è un portico con banchine dove probabilmente si hanno realizzato qualche banchetti funerari. È coperto da un
tumulo, per ricordare un’ideologia più antica (perché questa tomba e già verso la fine del IV secolo).

-​Tomba dei Caronti.​ E un complesso: un piazzale, una facciata decorata con porte finte e statue dei
caronte e altri animale. Ci sono due camere: quella sinistra e una volta doppia (che riprende il modello
macedone)

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Dobbiamo sempre distinguere tra monumento funerario e la tipologia funerarie. Ci sono anche tombe al loculo,
che ha stato coperto da una lastra; si è conservato anche il cuscinetto.

Gli ingressi potevano essere custoditi da animali simbolici (come leoni). In questo senso Vulci e più ricca.

La pittura funeraria e rimasta poca. In epoca orientalizzante Cervetri offre (dopo veio) gli esempi più antichi.
Sono di tipo architettonico e ornamentale.

-Nella ​tomba degli animali dipinti troviamo il motivo del potniosteron (dio come dominatore delle
bestie), apparte di leoni ed elementi orientali.

Nell’epoca arcaica c’erano scene narrativi. Molto più importante era il gruppo delle lastre decorative, su
terracotta databile fra la metà e la fine del VI secolo, trovate sul pianoro dove dovevano decorare pareti di case
ed edifici sacrali.

-​Tomba dei rilievi.​ E di epoca ellenistica. Ha una ricchissima decorazione in rilievi con stucco dipinto: busti
delle divinità infernali o della coppia che ha morto; elementi della quotidianità. Apparteneva alla gens Matunas
(aristocrazia). All’interno loculi con cuscini e soffitto a doppio spiovente sostenuto da pilastri.

-​Tomba del triclinio​. C’era una scena di banchetti.

Anche in zona urbana c’è un ambiente sotterraneo dipinto con delle palme; si riferisce a un pretore e la confisca
di una parte del ager.

-​Tomba delle statue di Ceri (centro vicino a Cervetri). ¼ VII sec. (orientalizzante antico). Figure sedute sul
trono: troni semirotondi (con attributi di potere) HA un influsso del vicino oriente nello stile. Sono attribuite a
uno sculture venuto dalla siria.

-​Statue funerarie c​ he custodiano gli ingressi delle tombe: demone infernali etruschi (come Carun)

-​Statua della tomba delle 5 sedie​. Seconda metà VII sec. Sono figure degli antenati del pater familias. Lo stile è
più sviluppato, con influssi dall’oriente. Dal 600 aumentano influssi dalla Grecia.

-​COROPLASTICA​:

-Sarcofago degli sposi (Louvre, Villa Giulia). 520 a.c, stile ionizzante con influssi ionici dalla grecia.Di
due metri, all’interno però urne cinerarie. Non conosciamo la loro identità, sono ritratti ideali. Hanno il
“tutulus”: tipico capellino etrusco.

-Urna con giovanotto sdraiato, ci da testimonianza di incinerazione.


-Terrecote figurate, che continuano fino al periodo tardo-ellenistico. Come un busto o testa votiva, che e un vero
ritratto, non più idealizzato.
-Fregi a rilievo con scene figurate. La maggioranza databile alla seconda metà del VI. R Intorno al 500 sparisce
l’usanza di decorare i tetti con terracotte e fregi.
-Frammento fregio tempio ceretano. Di età tardo-arcaica. Policromia conservata molto bene.
-Antefisse. Menadi, satiri, teste di Acheloo: dio fluviale proveniente dalla gracia.
-Bronzi​. Molto successo per i Ceretani. Artisti etruschi del medio-orientalizzante.
-Calderone: sostegno conico, protomi di leoni.

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-Letto funebre a 6 gambe
-Carro funebre
-Trono etrusco di forma rotonda o semirotonda.
Sarcofagi elaborati. Defunto con patera sdraiato sul copercho. Tutto dipnto, resti di policromia.
ARTI MINORI​. Lavori in avorio, argento ed oro. Come rilievi in avorio decorati con iconografie egiziane; un
bracio umano in avorio decorato con piccoli fregi; o vasi/calici con cariatidi in avorio.
OREFICERIA​. Cerveteri e Vetulonia erano due centri principali di produzione: fibule, pettorali, orecchini, etc.
Con diverse tecniche applicate: granulazione, pulviscolo, filigrana (che esistevano già nel vicino orienta ma
etruschi le perfezionano).
-Troviamo braccialetti con divinità femminili​, pettorale di une delle tombe prenestine; e fibula con teste e
piccolo sfingi in argento dorato.
-Coppe​. Importate dall’ambito fenicio-cipriota. Brocco a forma di pera, in argento, bronzo, ecc. Sono importante
ed imitate.
-CERAMICA​. Nella prima metà del VII c’era lo stile geometrico. C’era la tecnica “white on red”: su urnette,
vasi di grande formato. Nel VII a.C. prevale il tipo architettonico a casetta.
-Cratere di Aristobothos​: meta vii. Scoperto a Cerveteri. Con nome greco, che comporta discussione
sull’origine: Ulisse e Polifemo, o battaglie navali nel VII.
-​Bucchero sottile​. Fu una tecnica inventata a Cerveteri. Il colore nero dipende della cotturo; e un vaso quasi
affumicato. Sono esportati verso il mondo greco.
-Anfore da trasporto (vino, olio, grano): importanti per i commercio.
-Cratere Gobi.​ Altare gradinato e resti di un sacrificio
-Bottega del ​maestro delle Idrie Ceretano,​ seconda metà 6 secolo.:
-Eracle ed Euristeo: ordinò di portargli il cerbero, ma si spaventa e nasconde in un vaso.*
-Toro ed Europa. Rapita da Zeus.

PYRGI/SANTA SEVERA

Collegata con Cerveteri. Ci sono resti dei tempi.

Tempio A. tuscanico: frontone aperto, testate ornate con rilievo: mito tebano, dove Tideo morde la testa
e succhia il cervello a Relanippo.
-Ci sono tempi in mezzo zona C. Hanno i fondamenta di tufo. Decorate con scritture in fenicio ed
etrusco.
-Nel 64 si hanno scoperto delle lastre, in etrusco e fenicio-punico. Raccontano la donaione del re
Tefarao Veianas ad una divinità gemella Uni-Astarté (culto misto che riflette coalizione tra punici-cartaginesi ed
etruschi ceretani.

20-21 Marzo.

4.2 TARQUINIA/ TARCHNA

Secondo la leggenda fondata da Tarante, figlio di Tirreno (secondo Erodoto venuto dalla Lidia con il suo
popolo). Tagete (giovinetto saggio) manifestatosi a Tarconte per insegnargli (arte divinatoria, aruspicina).

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Esisteva già in epoca villanoviana, con villaggi di capanne abbandonati poi nel VIII secolo, quando la città
etrusca si costituisce nel vasto pianoro tufaceo della Civita. Protetto da tre lati per ripide pareti e vicino a un
fiume, offriva condizioni di sviluppo particolarmente favorevoli, che ha creato lì una aristocrazia come dimostra
la Tomba del Guerriero o più tardi quella di Bocchoris.

-​Tomba del Guerriero.​ A fossa. Nel VIII. Tomba di personaggio emergente. Corredo nel museo di
Berlino. Era una crematura completa con bronzi e ceramiche.

-​Tomba a camera di Bocchioris.​ Nel VII a.C, tardo-orientalizzante. Contiene un vasetto egizio
importato dai fenici.

Con lo splendore economico e culturale nei primi decenni del VI secolo comincia il fenomeno della pittura
funeraria: prima con semplici decorazioni ornamentali, e nella seconda metà del VI secolo con una
ornamentazione raffinata alla quale non è estranea la mano di artisti greci stabiliti in città.

-​Tomba delle Pantere.​ Fine VII-inizio VI. E la più antica.

-​Tomba dei Tori ​. Delle più antiche. Tre camere, in una una scena dell'agguato di Achille al giovane
Troilo

-​Tomba degli Auguri. ​Due figure maschile in atteggiamento rituale ai lati di una porta. Nelle altre pareti
scene di giochi come il phersu, dove un uomo incappucciato si difende per mezzo di un bastone di un cane.

-​Tomba della Caccia e Pesca​. Un tuffatore si lancia da uno scoglio e nel paesaggio ci sono uccelli in
volo e pesci guizzanti. La simbologia è legata al paesaggio dell’Aldilà.

-​Tomba del Cacciatore​. Tenda da cui si intravedono animali pascenti.

-T​omba delle Leonesse​, con figure di banchettanti che assistono a dane di uomini e donne.

-​Tomba del Baronese.​ motivi vegetali alternati a personaggi stanti e a cavallo.

-​Tomba dei Leopardi​. Con coppie di banchettanti distesi e allietati da musici che suonano il doppio
flauto e la lira.

-​Tomba del Triclinio​. La più celebre per raffinatezza compositiva e cromatica.

-​Tomba della Nave​, V sec. che allude nel nome al periglioso viaggio verso il mondo ultraterreno
effettuati su una imbarcazione.

Nel ​IV e III secolo la rappresentazione della ​vita quotidian​a sparisce e si rappresenta in maniera ossessionante
le raffigurazione di demoni e scene di viaggio verso il mondo ultraterreno. Le tombe accoglono sarcofai grandi
prodotti dal artigianato locale.

-​Tomba dell’orc​o, importante per la delicata rappresentazione della fanciulla Velia e gli eroi mitici e
divinità ultraterrene.

-​Tomba degli Scudi.​ Famiglia Velcha, aristocratico, per le pitture con scene di defunto in partenza verso
l’oltretomba.

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-​Tomba Gigliolli.​ 300 a.C. Successo militare della gens Pignae. Scudi e armature dipinti in una sorta di
fregio.

Nel IV sec. Tarquinio aveva una crescita economica, che si dimostra per l’attività edilizia e la cinta muraria di 8
km. Ha anche una egemonia sulla lega etrusca e scontri contro i romani. Questi nel 281 conquistano Tarquinia e
perde territorio, avviando un declino dell’aristocrazia.

4.2.1 Gravisca (Porto Clementino)

Sorgeva negli inizi del VI sec. il porto antico di Tarquinia. Abbiamo informazione di un santuario emporico di
età arcaica per le dediche in etrusco e greco. Frequentato dai mercanti greci. La presenza greca diminuisce nel II
sec. per i scontri del mare Tirreno, e questo provoca una decadenza del porto. Anni più tardi viene creato una
colonia romana.

27-03-2019

-Immagine di Tarquinia e Gravisca​.

-Elmi tipo a callota​*​, con decorazione a sbalzo.

-Carrello in bronzo, dove si può aprire la parte superiore che serviva a incensieri.

-Vasetto in fayenza, di produzione egiziana o fenizia. La scena a tipo egizio, e c’è un’iscrizione che nombra a
Bocchoris (orientalizzante antico). Nella stessa tomba si trovano oggetti di produzione locale etrusca: impasto o
ceramica etrusco-geometrica.

-Ancora con iscrizione in lingua greca, al dio Apollo di un Sostratos, un rico commencianto martimo
(menzionato anche da erodoto).

-Divinita greca, possibilmente Afrodite armata con elmo.

-Santuario a Atunis

4.3 VULCI.

E un centro meridionale dell’etruria. sorgiva in posizione protetta, a 12 km dalla costa. Si trovava al centro di
una fertile zona, area che appare densamente popolata anche in epoca pre-etrusca. Ci sono diverse tombi: a
pozzetto, a fossa e a cassone Si hanno restituito cinerari biconici coperti da ciotole o da elmi fittili, o urne a
capanna che in alcuni casi sono realizzate in bronzo sbalzato. Già in quest’epoca ci sono oggetti esterni che
evidenziano contatti commerciali, come un guerriero portato da Sardegna nella ​Tomba del Bronzetto nuragico​.
Alla fine del VIII secolo sono oggetti proveniente dalla grecia, quello più importante il cratere euboico.

La formazione del centro urbano di Vulci e dovuta alla fusione dei popoli dell’età del ferro. Nel periodo
orientalizzante le tombe ci testimoniano la crescita della città e la opulenza dell’ aristocrazia. Per esempio la

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t​omba del Carro di Bronzo,​ VII a.C, con ricchi corredi da riferire alla pratica del banchetto, e per il carro di
bronzo decorato a Sbalzo.

-​Tomba di Iside.​ Nella necropoli di Prolledrara. Statuette femminile in terracotta, scarabei egizi uova di struzzo,
con ricca ornamentazione dal artigianato locale. Anche sculture in bronzo.

Nei decenni finali del secolo VII appare la ​ceramiche ​con modello in quelle di Corinto, che viene con una
produzione scultorea in nenfro, caratterizzata di animale fantastici. Questo artigianato doveva influenzare la
produzione di altri centri dell’Etruria settentrionale interna.

L’​architettura tombale è modeste, a cui si contrappone nel periodo orientalizzante grandi tumuli, che
presentano ricchi apparati decorativi come nella Cuccumella della necropoli di Cavalupo.

I vasti traffici marittimi erano assicurati grazie al ​porto di Regisvilla​, con viari che lo collegano a Vulci. . E
stato scoperto un ampio edificio del VI secolo dove si hanno visto quantita di ceramiche, che evidenziano
intercambio con il mondo greco e vicini del mediterraneo.

Nel VI secolo e parte del V, Vulci si presenta come centro attivo, specialmente per la ​ceramica​. Detiene il
primato nell’importazione ma ha sviluppato una produzione vascolare d’imitazione, capace a soddisfare
l’aristocrazia locale ma anche quelle di altre città.

La battaglia di Cuma nel V (golfo di napoli) rappresento un brusco arresto di queste attività. La citta indirizza
l’interesse nella valorizzazione agricola, documentato dalla nascita di insediamenti minori che contribuiscono a
una rifioritura nel IV secolo. A questo periodo è databile la ​Tomba François​, nella necropoli di Ponte Rotto
della famiglia dei Saties (iscrizioni). E un lungo dromos di accesso, ambiente a crociera, su cui si aprono
simmetricamente 7 camere con uno straordinario ciclo pittorico. Sono raffigurati due eroi vulcenti e avversari da
roma, Orvieto, Falerii, Sovana, ecc, che si rifanno ad episodi leggendari ma attualizzati alle contemporanee lotte
tra la città etrusca e Roma.

FOTOS VULCI.

-E naturalmente difeso dalle parete tufaceo, ma anche fortificato e protetti dalle mura.

-Intorno al pianoro urbano, ci sono numerosi necropoli. Passa anche un fiume, e le necropoli piu importanti sono
dall’altra parte del fiume.

-C’era un grande tempio, perso perché le parete sicuramente erano di materiale organici. Prototipo del tempio
tuscanicum: parte anteriore e tre celle.Si vede anche una villa, con le parte tipici di una casa etrusca, e poi si è
attaccato un ninfeo. E a fianco l'incrocio tra il cardo e il decumanus.

-Castello-abadia nel nord. C’è un ponte che traversa il fiume. La pietra non era così adatta per elaborare dettagli
architettonici.

-Tomba principale della Cucumella​. Largo dromos, un piazzale con gradini per spettatori dei rituali funebri
(simile al tumulo Infernacio), e due camere in ase.

-Nelle tombe ci sono due tecniche: escavata o costruita.

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Sull’altra parte c’e la ​necropoli dell’osteria​. Con tombe di tipo tardo-orientalizzante. Soffitto piano con travi. E
interessante con soffitto a ben taglio con columen. E tutto scavato.

-Tombra François. La pianta è impresionante. Le pitture sono del 330 a.C. Ma la camera centrale e quella in
fondo sono dipinte.

Il villanoviano e abbastanza bene rappresentanto qua a Vulci.

-Urna Villanoviana.
-Copavillanoviano in bronzo.
-Guerriero della fine del XIX secolo. In bronzo. Non è villanoviano per il capello.
-​Uova di struzzo.​ Sono incise e dipinte, che sono simbolo di lusso.
-​Elementi in bronzo,​ come busti, come se fossero pupazzi che rappresentavano il defunto. Sono quasi aniconici.
-Le mani anche rappresentate in bronzo o in argento.
-​Testa in legno​. E spezionale (che normalmente non si conserva mai). Poteva formare parte di un pupazzo, e
sicuramente aveva altri elementi con altre materiale. Ha elementi fisionomici molto specifici.
-​Tomba di Iside.​ O divinità o donna aristocratica etrusca. La scultura funeraria in varii materiale, fu molto
elaborata in epoca orientalizzante a Vulci.
-Centauro​, 600 a.C. Si vedono influssi greci. Gran occhi spalancati. E di epoca arcaica: corpo umano e di
cavallo, in epoca classica sarà solo torso da umano e gambe da cavallo.
-​Cavaliere seduto sul ippocampo​, con influsso dalla jonio (profilo a mandorla). L’ippocampo india il mare, e
magari simbolicamente il viaggio al la di la.

I vulcenti erano particolarmenti bravi nella bronzistica, in epoca arcaica. Così troviamo grande ​calderoni​, con
supporti decorati a rilievo. Di rappresenta episodi della mitologia e animali fantastici.

-Tripodi.​ Rica decorazione figurativa.

-Candelabri ​con danzatori.

Anche nel campo dei ​specchi c​ i sono notevoli esempi. Si vede un profeta greco che ha presso un oggetto di un
aruspice etrusco e analizza un fegato. E un personaggio alato. Un “aruspice divino”.

-​Ceste di bronzo​. E di forma ovale. Sopra due danzatrici su cini. Sul corpo a rilievo si vedono scene di battaglia
di una amazzonomachia.

-​Terrecotte con modelli architettonici​. Si rappresenta un pseudoperiptico, con frontone con rilievo, antefisse, ecc
(epoca tardoetrusca).

-La produzione di ​sarcofagi e​ meno rica di quella di Tarquinia. Ma ci sono qualcuni molto belli, con coppie
della stessa famiglia di epoca tardoclassica. C’è un’intimità tra uomo e donna sotto la stessa coperta. L’uomo
porta il bracciale e lei gli orecchini.

-Lapidario del cortile del castello di Vulci: ​cippi di forma architettonica,​ con porte finte. C’e un zippo
aniconico monumentale che sembra quasi una colonna.

-Statua di figura femminile​ , seduta sul tipico trono rotondo di tipologia etrusca.

-​Ricostruzione della sala centrale della tomba François​. In alto un fregio di animale in late e un fregio a
meandro. Sotto un fregio decorativo con scene della mitologia greca (Nestor y Phoenix) e della storia etrusca

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(sacrificio di prigionieri troiani da Achille come vendetta per la morte di Patroclo). Si rappresenta a Karum e
Van, demoni etruschi funerari. E a destra lotta tra vulcenti e altri etruschi. C’è una ipotesi che propone che gli
etruschi si volevano identificare con i greci. Si vede al fondatore della tomba con un vestito di tipo greco con
figure di danzatrici, con suo figlio che tiene un uccello nella mano (ars auguratoria).

Vulci e numero 1 nella ceramic​a: sia per quelle importate come per quelle che fanno sia perche hanno una
serie de botteghe: etrusco-geometrico, etrusco-corinzie, ecc.

-​Cratere da Pesa Romana,​ 720 a.C. Ha lo stilo geometrico ma piu raffinato. O importazione dai euboici.
-​Pitone delle rondiner*​ ​. Piccole rosette, e fregio con animali.
-​Piccola coppa​ , con la tecnica delle figure nere (pittore delle rondi).
-​Anfora etrusco-corintia.​ Fregi con animali fantastici
-Technica bianco su rosso.
-Anche nella produzione di ​buccheri​, che anche se ha stato inventato in cervetri, vulci ha apportato abbastanza.
Animale con bracci/gambe umane dalle bocche.
-​Vasi pontici.​ Vase a figure nere, scene mitologiche, sicuramente con una bottega.
-Si rappresenta Hermes che porta tre signore a un giudizio de Paride. Technica a figura negre, ma scene molto
vivace.

Il ​porto ​sicuramente era al sud, e ìi sono stati trovati anche resti di grandi edifici con materiale ceramici.

-Talamone.​ In alto sono stati trovati resti di un tempio di 3-2 ssecolo s.C. Ha un famoso frontone che
rappresentava il mito dei 7 contro Tebe. Dominava la pianura.

-​Grande villa di 7 finestre​. La societa cambia completamente, abbiamo ormai latifondi (romani e schiavi).

28-03-2019

5. ETRURIA RUPESTRE: meridionale interna.

All’interno dell’etruria non ci sono grandi centri, ma di piccola e media grandezza. Sono colleagti tra di loro per
strade e fiume. Sono difesi in gran parte in maniera naturale: alti tufacei. L’epicentro era nella parte meridionale,
intorno a Blera, Sandigliano e Tuscania. Ma dalle seconda parte del IV secolo l’epicentro si muove verso nord:
*​, Casteldaccio e Sovana, che esistevano già in epoca arcaica ma in questo momento e il culmine. Questi centri
vivevano di agricoltura, commercio interno e soprattutto verso i monti della tolfa, anche delle miniere.

Ci sono tombe rupestri, che si sono sviluppati in epoca arcaica fino al medio ellenismo. Ci sono varie tipologie,
ma la principale e “a dado”, normalmente semi-dadi o “dati-finti”, ma ci sono anche forme a tempio, ad edicolo,
ecc. Questo fenomeno delle ​tombe rupestre esiste anche in altre zone del mediterraneo, specialmente in asia
minore dove vediamo facciate rupestre.

La riscoperta ha iniziato nella prima metà del 1800, ma solo nel secolo scorso sono stati eseguite nuovi scavi. si
può sottolineare gli scavi delle ricerche ​*​. In epoca tardo-arcaica, crescono i grandi centri ma questi piccoli sono
scomparsi.

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I reperti dell pitture rupestre, si trovano nel museo di Viterbo, parte a Villa Giulia, ma anche a Tuscolania.

5.1 Acquarossa.

Alto tufaceo. Indagati numerosi edifici che hanno dato informazione sull’architettura domestica: abitazione
quadrangulare, con varie stanze. C’era un vestibolo o portico sostenuto delle colonne di legno. Blocchi di tufo, e
con panni verticali con legno e rami. Canelette per le acque. C’era una apertura circolare nel centro delle tegole
per fare uscire il fumo. All’interno alcuni ambienti erano destinati a lavori domestici: tela, conservare cibi, ecc.

Sontuosa decorazione architettonica, ci sono lastre con la rappresentazione dei lavori di ercole (toro cretense,
ecc; come modello prototipo dell’eroe, come volevano essere visto gli aristocratici) o dei banchetti.

La distruzione, che basava la sua economia sull’allevamento del agricole, finisce nel VI secolo per motivi poco
chiari. Non ha stato occupato, ma il suo successore fu Fereto (di epoca romana).

-​Tagliata etrusca​ . Per evitare l’insabbiamento del porto.

-​Localita Doganella.​

-​Castellina​. Villagio forticato, tra Tarquinia e Cervetri. Erano importanti per il trasporto e commercio
dei mettali che proveninano delle coline.

-Civita vecchia 101 celle. Caratterizzato da grandi edifizi romani termali.

-Il paesaggio tipo cagnon, per i fiumi, sono grandi valli. I centri medievali anche si trovano su i pianori
naturalmente difesi.

-Altra caratteristica sono ​Cavoni​, vie cave che collegavano le città alte. Qualcuno ha cercato di dare un
significato religioso, ma in realtà hanno una funzione di collegamento. Grazie al materiale morbido del tuffo si
poteva scavare senza problema.

-L'usanza di scavare nel tufo, ha servito non solo agli etruschi, ma anche in epoca posteriore, utilizzato
per esempio per le chiese.

5.2 San Giovenale​.

Hanno scavato pubblicando tanti volumi. L’altopiano è diviso a traverso vari fossati. C’è un quartiere della
classe media. C’è anche una zona più lussuosa (quartiere aristocratico) con tre case principale con strutture
rettangolare. In una di quelle hanno trovato resti di un triclinio.

.Tumuli della fine Vii-Vi secolo. Dromos con volta falsa.

5.3 San Giuliano​.

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Era probabilmente diviso da un fossato. Le tombe delle necropoli sono anche distanti, che erano parte di alcuni
siti satelliti minori.

-​Tomba della Regina​. Con due tombe a camera all’interno del semi dado. Fino al V secolo sono dentro
del dado, ma dal IV in poi sono nascoste sotto il monumento. La grande piattaforma era como un grande altare.
Si poteva salire con una scala laterale.

-Nelle tombe, la porta dorica.

-Un tipo speciale sono le ​tombe a portico:​ a due piani, sotto le celle e le camere funerarie, e sopra nelle
primo piano sono ambienti vuoti(Senza letti) che servivano per riti funebri.

-​Cucumuletta​ . Tombe interamente in tuffo. Tomba monumentale.

-Tomba Cima. Quella più interessante la laterale a sinistra. Decorazione nel pavimento. Non c’è
mobiliario, solo un basamento, sicuramente resto di un altare (che sicuramente era di materiale deperibile). La
parete di fondo era dipinta con un motivo orientalizzante: due pantere araldiche, e in mezzo un elemento
vegetale.

-A fianco due file di blocchi quadrangolare escavati e in mezzo una profondità circolare (possibile
sacrifici). E sopra obelischi come zipi aniconici.

-T​ombe di Valle Capellana​. Due letti scavati nel tufo. Ha anche due colonne che separano le due stanze.

5.4 Blera​.

Sull’alto piano una camera con 4 pilari (imita prime tombe a camera a Cervetri).

-​Tumulo escavato​ completamente. Sopra un altare con piccoli tumoli.

-​Necropoli della casetta​. Ci sono semi-dado (camera funeraria dentro), e con scala laterale si può salire
sulla piattaforma. Il dado era per eseguire i riti funebri, ma anche di un porta-zippi.

Ci sono anche tipologie meno diffuse, come la tomba a casa.

-Fresco ad one *.

-Ponte della Rocca.

-Ponte del Diavolo. Con tre archi, gia di età romana, che attraversa il foso.

-Via Clodia (anche se sicuramente c’era già un precedente etrusco).

-​Grotta Porcina.​ Si tratta di un grande tumulo, e un piccolo altare circolare con una rampa. Era decorato
con rilievi di stile tardo orientalizzante. Su tre lati *.

-​Tumulo de To la Ruotta​. Era un monumento funerario del capo clan, per la grandezza. A fianco una
rampa.

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L’altare imita la stessa forma del tumulo, ma l’altare serve per gli atti funebri, mentre il tumulo aveva un
carattere funerario.

29-03-2019

5.5 Tuscania.

Sono delle tombe rupestre più antiche, tomba a casa con doppio spiovente, all’interno due camere. Dentro
materiale etrusco-corinzio. Si poteva anche salire sul tetto per una scala laterale.

-Resti in altre tombe di tipo a dado o semi-dado. Anche nel periodo arcaico.

-​Tomba di Capostipit​e a forma di casa con un portico di cui si conserva le base delle colonne (perché sono
perdute per essere fatti di legno). In pieno periodo arcaico: secondo 4 del VI secolo. Questa tomba doveva essere
decorata con sculture. I modelli di queste caso sono sicuramente dalla architettura domestica e palaziale,

-​Zippo monumentale di forma di tempietto.​ Sotto c’era una tomba a pozzo, con un cratere che serviva come
cinerario. Ha la porta dorica finta, una specie di acrotere.

-I sarcofagi, seguendo il modello tarquiniesi (dentro del suo hinterland), ha una grossa produzione. Si
rappresenta il viaggio simbolico verso l’Aldilà, su una auriga con cavalli.

-Una specialità di tuscania sono ​sarcofagi in terracota,​ normalmente divise in 4 parte (due del difunto, e due
della cassa). Una in maniera completamente sdraiata, altri su un braccio. La qualità mediocre: le teste non sono
belli ritratti.

-In altri parti del hinterland, non solo a Tuscania, sono stati trovati altri sarcofagi.

5.6 NORCHIA.

La vera fioritura in epoca tardo-etrusca. C’è stato un borgo medievale posteriormente, e tutto ha stato distrutto.
Sono tutte databile dalla fine del IV al II secolo.

-​Tomba della gens smurinas.​ Tomba a dado escavato.

-Le tombe si trovano sotto la facciata, nei momenti più poveri. In alto sulle piattaforme si trovano zipi, e si
poteva salire sulle scale laterali.

I proprietari di queste tombe monumentali volevano essere visti dalle generazione post-nate. Sono ​tombe a
dado o semi dado​. Quasi 4 piani: camera funerario, l’ambiente del sottoportico con delle colonne e le banchine
per sdraiarsi nei banchetti funebri, poi la facciata con la porta dorica finta (con un architrave curvato), e poi la
scala che porta sulla piattaforma in alto (doppia funzione di porta zippi e altare per il ricordo dei defunti).

In alcuni casi conosciamo il nome delle famiglie per le iscrizioni.

In un altra valle, sono le due famose ​tombe a Tempio o Tombe Doriche​. Hanno un frontone.

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*​, con scene mitologiche di guerra, possibilmente Troia. Poi un fregio dorico, a bassorilievo: c’è un personaggio
alato, possibilmente un demone.

-​Tomba Latanci​. HA tre piani: una base con una scala; sopra un piano tenuto per due colonne grosse, e un altro
più basso.

5.7 Castel D’asso.

La necropoli principale e nel valle del Procoio. Ci sono anche tombe a dado, con le sotto facciate e semi-dado.

-Tomba grande /orieoll*.

6. LE VALLI DEL FIORA E DELL’ALBEGNA

6.1 ​Sovana​.

-​Tomba il de Branda,​ tomba rupestre più monumentale. Riprende la pianta di un tempio: su tre parti c’era file di
colonne, e in alto probabilmente tre frontoni (due laterali). L camera funeraria si trovava sotto. Le scaline
permetevanno di salire sul portico. Siamo nella fase del primo ellenismo. Sono decorati con capitelli figurati, e
nel fregio anche decorazione, o figurata o vegetale. Sono ancora visibile i resti dei frontoni laterali.
-​Tomba della sirena​, che in realtà è una donna con coda di mostro marino (scila, funerario). Nel nicchio sotto ci
sono resti di qualcosa che sembra un sarcofago, ma la camera funeraria si trova sotto il monumento. Era un
monumento funerario dove il defunto sdraiato poteva partecipare dei banchetti. Ha anche un fregio dorico con
delle frette*.
-​Tomba del sileno.​ Tholos con semicolonne, e c’erano antefisse con testa di sileni. E una tomba particolare che
si trova solo qua.

-Musarna​.

Ha esistito solo dalla 2 metà del VI e III secolo. C’è un agorà dove si trovavano gli edifizi pubblici, e poi insule
con gli edifizi domestici. Sono stati trovati resti di mosaici, e l’iscrizione sono ancora nel etrusco: nonostante la
situazione dove la zona era quasi completamente romanizzata, si parlava in etrusco.

-​Ischia di Castro

-​Tomba della Biga​. Hanno trovato resti di una bella biga con elementi decorativi in bronzo. Ha decorazione di
kouroi. Questo significa che anche nei centri minori ci sono famiglie aristocratiche che si potevano permettere
questi lussi.
-Ci sono altri necropoli rupestri che non hanno grande facciato, dentro si sono bene elaborate e hanno resti di
pittura (simulando i tetti) e di finta architettura.

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-Sutri​.

Si trova in un punto di controllo sul corridoio tra i Monti Camini a nord e quelli Sabatini al sud, e offriva ai
centri costieri (specialmente Caere) uno sblocco commerciale verso l’area falisca. Come punto strategico entra
nell’orbita romana, e ha anche tanti conflitti con Tarquinia.

-Sono tombe rupestri in epoca romana, scavate nel muro le camere funeraria di due riti: inumazione e
incinerazione.
-Anfiteatro “etrusco”, che in realtà è solo la tecnica, perch e di epoca romana. Sta scavato nel tuffo.

-Manziana​.

Ci sono altri monumenti, come altari a gradini, con un pozzetto in alto e una canaletta dove correva il sangue
nel caso dei sacrifici.

-​Acquarossa​, di 10-12 hc. Sono edifizi di notevole grandezza a pluricamera. Siamo fra metà del VII e metà del
VI (orientalizzante avanzato, e arcaico). Le case avevano tetti a doppio spiovente.

-Palazzo aristocratico.​ E interessante varie ambiente, e davanti i portici. In un appartamento si vedono resti di
una banchina: triclinio, che serviva per i banchetti. Come si vede sulle pitture funerarie e freschi in terracotta.
-Tempi c​ on colonne in legno con tipo tuscanico, con fregio figurato. La tecnica che prevale il “opus a graticcio”
con legno e canne e con fango seccato si riempie.
Le terracotte più antique (insieme a quelle di Murlo). Ci sono acroteri con animali estilizzanti, originariamente
dipinti. Si vedono anche pitturate sulle scene narrative dei fregi.

A pochi chilometri verso nord c’e ​Fereto​, con una fase tardoetrusca. Ci sono resti romani: terme con pavimento
a mosaico, etc.

-Zippi di forma architettonica (VI-II secolo) che immitano le tombe rupestri a dado.

-Vincenzio​.

Centro importante tra villanoviano e orientalizante.


-Urna. Ha due cerchi di danzatori e in mezzo un mostro incatenato.
-Carrello come incensiere. Representa guerrieri.
L’interesse per questa zona, c’entra con ​Francesco Oriolli​, a cui dobbiamo le prime pubblicazione. Anche
George Dennis​, a cui dobbiamo le città e cimiterio di etruria, che parla dell’etruria rupestre. Include disegni.

3.2 ​VOLSINI-ORVIETO​ (29-03, ma riorganizzato)

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Volsini, l’attuale Orvieto era collocata a nord-est del lago e posta sopra una ripida rupe di tufo che incombe per
circa 40 m sulla piana attraversata dal Paglia. Alla fase ​villanoviana risalgono alcuni materiali d’abitato dai
luoghi poi occupati dalle necropoli di Cannicella e di Crocifisso del Tufo, e da alcune tombe a fossa. Non erano
di particolare ricchezza.

Ben evidente è la crescita nel corso del VII sec. da attribuirsi non solo alla potenzialità agricole, ma anche alla
posizione dell’insediamento tra il Paglia e il Tevere, entrambi navigabili. È in contatto con l’agro chiusino e i
territori vulcente e falisco

Alla fase ​orientalizzante ​risale la piu antica delle necropoli: ​la Canicella​, al sud; tombe a camera con soffitto a
spioventi tutto su terrazzamenti. Nei corredi sono comparsi manufatti in bucchero di produzione locale con una
sobria decorazione arricchita da fregi figurati, ricavati con l’uso di cilindri girevoli che venivano premuti su i
vasi ancora freschi [​buccheri a cilindretto]​ (specialita orvietana). Nella zona più bassa della necropoli c’era un
santuario destinato al culto funerario e della fertilità con un muro di terrazzamento, che presentava un lastricato
scoperto con canalizzazione legate ad una vasca centrale (abluzioni)

-​Figura di Venere di Canicella​. Statua di marmo greco. Rappresenta una figura nuda, restaurata in antiquo al
polpaccio ed al seno, viene adattata alle esigenze del rituali etruschi. Doveva essere riconosciuta come mater
matuta, dea della fertilità nota come Vei. Il luogo della produzione e discusso.

L’altra grande necropoli e quella del ​Crocifisso del Tufo​, nel VI secolo. Sono un insieme di tombe modulari,
collocati su una pianta ortogonale, con tombe a camera uguale alle altre. Sono tombe a dado ma costruite con
bozze di pietra tufacea, non rupestri. Un portale con l'architrave dava a un vestibolo d’ingresso alla cella
rettangolare, e dentro la volta falsa ad aggetto che faceva la sorta di piccola navata. C’era una banchina in fondo
per corredi. Questi attestano il benessere delle famiglie locali del VI sec. attraverso il vasellame attico di
importazione e all’elevato ​livello artistico dalle botteghe locali (Ceramisti e metallurgici). Ci racconta di una
società diversa delle necropoli costieri grande; questo era un centro medio: potevano permettersi certi acquisti,
specialmente della grecia (vasi con figure nere). D’altra parte si colloca il nome del defunto sopra il portale, e
cosi si puo dare nomi delle famiglia. Ci fa sapere che era anche dedicate a donne, e abitavano anche italici e
celti.

03-04-2019

L’area urbana antica coincide con quella moderna (sul altopiano tufaceo), e questo no ha favorito le ricerche: ha
quanto meno conservato l’accesso a sudovest, oggi Porta Maggiori. Si hanno trovato numerosi edifici di culto,
quello più conosciuto il Tempio del Belvedere​. Era impostato su un’area sacra quadrata. Sorgeva su un podio in
parte tagliato nella viva roccia, con una rampa/gradinata come acceso. Il pronaos con un fianco obliquo,
ospitava due file di 4 colonne che precedevano le tre celle, e la pianta e quella di Vitrubio (tipico tempio
tuscanico). I materiali di rivestimento datano dal V secolo, mentre le sculture frontonali sono tra V e IV secolo
(frontone posteriore). Con l’influenza di Fidia ha fatto ipotizzare la presenza di artisti grecchi. Altre a resti di
acroteri (sfingi e gorgoni) e antefisse sono stati trovati pezzi del frontone anteriore con guerrieri. Qualche
iscrizione di dedica (Tinia, Iove, lanciatore di fulmini).

I tempi orvietani hanno tre fasi in quanto riguarda alla decorazione: tardoarcaico, classico, inizio hellenismo.

Non e stato possibile limitare il tempio della Dea Nordia, che racconta Plinio.

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-Santuario “Fanum Volumne​”, dedicato a Voltumna, in cui si personifica il principio del mutamento della
natura e la vita. Il santuario extraurbano era teatro di feste e spettacoli periodici, dove venivano rappresentati
della dodecapoli. Era una concentrazione politica. Magari si trova nell’area del Campo della fiera. Nei primi
conflitti con Roma c’e un spostamento *​, in direzione dello sfruttamento. Ci sono varie insediamenti murali. Tre
tombe dipinte no sono nelle necropoli urbani ma a qualche chilometri.

Le varie tombe a camera. Decorata alla fine del IV e III, pitture policrome del tema​*​. Altri gruppi di tombe a
Settecamini, a camere scavata nel tufo. Tombe D’olivi, ma le pitture sono state strappate e collocate nel museo.

A destra dell’ingresso il committente con uno demone femminile alata.

-​Tomba d’olivi II​. Unica camera, con pitture a tema ultraterreno.

-​Tomba del guerriero​. Non dipinta. Nel corredo si rappresenta un servizio da banchetto, accompagnate di
un’armatura completa in bronzo.

Volsini per la sua ubicazione si trova coinvolta con la lotta con Roma. Chiede ai romani un intervento diretto,
ma la città venne espugnata e distruto 264 a.C.

3.3 ​BOLSENA

Bolsena venne occupata dal III sec, con qualcune tombe a camera ed i santuari suburbani di Pozzarello e di
Poggio Casetta. ma ha un impulso nel II secolo perché viene aperta la via Cassia che lo attraversava. Induce una
modifica urbanistica: divisa da isolati, da nuovi cardines e decumani, mantenendo un addensamento abitativo
nelle zone alti (colline). All’epoca repubblicana ci sono numerose botteghe, e nel I a.C vengono eretti
l’acquedotto, le terme e il foro lastricato dal quale si accedeva alla basilica, etc. Sono andati distrutti con
l’abbandono del VI secolo per le invasioni dei visigoti e longobardi.

-L’attrazione principale di epoca etrusca sono le due necropoli. Quella della canicella, non e visitabile. L
necropoli di Crocifisso del tufo e diventato un parco archeologico.

-Necropoli del Crocifisso del Tufo​.

La maggior parte sono tombe a dado, costruite (non escavate), a monocamera e con la volta falsa. Una specialità
orvietana sono gli scrizione che dominano il defunto. Si trovano anche zipi. SOno riflesso di una classe media
che si potevano permettere vasi dell’attica, soprattutto di figure rosse. Nell’iscrizione “io sono *, nome,
prenome, e gentlicio”

-​Necropoli della Canicella​.

Nel santuario furono venerate divinità infernali. Si e trovato la Venere della Canicella, eccezionale per il
materiale (marmo cicladico),e per la qualità. E il tipico stile tardoarcaico ionizzante. Fra le sculture in pietra ci
sono zippi con forma antropomorfica, a testa di guerriero.

-Del tempio del belvedere​. Ci sono tante sculture che c’erano nel frontone. Hanno diverse espressione.
Una testa di un personaggio vecchio dimostra la fase classica. Altra rappresenta una divinità maschile, che
lasciano vedere l’influsso di Grecia, e magari concretamente di Fidias.

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-Urna​. In alto testa di Acheloo. Sotto la scena : donna, eroe che minaccia la donna con la spada, e ai lati
forma umani ma con testa di maila: Circesi.
-Vasi tirrenici (VI secolo). Provengono di botteghe no ateniense.
-Cratiere
-Bucchero pesante​. Era un’invenzione di costa etruria meridionale, primer era il bucchero sottile. Diventa più
densa, e nella seconda metà del VI secolo ha gusto un barroco.

Fra le produzione orvetiane c’e una produzione locale di vase a figure rosse del “grupo Vanth”. (demone
infernale femminile). Sopra nel votivo dell’ippocampo, che può indicare simbolicamente il viaggio verla di la.
Sotto una quadriga infernale con Hades.

-In altro vaso, la Vanth nuda e alata che da nome al grupo.

-Charum etrusco, altra divina infernale, sempre alato e con un martello.

Nel primo ellenismo c’è una produzione di Vasi Argentati, di gusto barocco, con rilievi, fregi figurati. Erano
originariamente dipinti con colore argento.

-​Tre tombe dipinte​:

-​Tombe Golini I Camera unica​. La prima parte si riferisce alla preparazione del banchetto in presenza di
un flautista (importanza della musica). Tutti sono nominati. Nella seconda parte vanno all’Aldilà, con la copia
divina: Hades e Persephone. E arriva un nuovo membro, accompagnato da Vanth.

-​Tombe Gollini I​I. La scena principale è il banchetto, e arrivo di nuovi personaggi: uno può essere un
aruspice per il capello .Varii serpenti del mondo infernali. Si avvicina un corteggio.

-​Tomba degli Hescanas.​ Si vede un corteo con personaggi togati, una demona tipo vanth. Bacio tra due
uomini. Musicisti. Primo ellenismo. La parete in fondo e possibile una scena di sacrificio (perso il centro) ma a
fianco un defunto con il rotolo con su cv, e due demone alate. Sotto il motivo di fregio ad onde.

Volsini Novi

-Decorazione pittorica nel interiore nella Volsini Novi.

-Trono in terracotta con delle panthere, databile in età ellenistica. E un culto a Dionisio, che era popolare tra le
popolazione non romane.

7. LA VALDICHIANA SENESE E LA VALLE DELL’OMBRONE

7.1 CHIUSI/CHAMARS

Al nome starebbe un’origine di leggenda, attribuita a Cluso (figlio principe dei lidi) o a Telemaco (figlio di
Ulisse). Cercavano una origine antica, vinculata con eroi. Già nel bronzo occupata per la posizione strategica.

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Nell’età del ferro aveva già certa popolazione, di subsistentia. Ha un sistema di centri satelliti intorno, e un altro
tipo di urbanizzazione (non come quelli costieri).

All’inizio solo modeste sepolture a pozzetto, mentre quelle orientalizzati, documentano un aumento della
popolazione. Erano sepolture entro ziro in genere; in quest’epoca le famiglie ostentano ricchi corredi:
monumentali tombe a camera scavate nell’arenaria oppure costruite in blocchi di pietra, in genere coperte da
tumuli. Presso Poggio Gaiella con ricchissimi suppellettili vascolari imporaçtati e reti di sculture in pietra fetida
raffiguranti animali fantastici.

-​Corredo della Tomba della Pania​ impreziosito da pixide in avorio, con scene tratte dall’odisea.

Nei finali del VII secolo il ceto aristocratico predilige ossuari in bronzo, deposti su troni finemente decorati a
sbalzo con animali fantastici.

-Petriolo​. Quartiere artigianale destinato alle officine ceramici

lI fervore economico-culturale di Chiusi nel VI sec. favorì un artigianato locale, vasellame in bucchero pesante,
decorato; e in oggetti di avorio (e lamini spaggiari). Importano oggetti di lusso dalla Grecia (Cratieri François) e
dell’etruria meridionale.

Sul finire del VI sec la storia si identifica con il re ​Porsenna​, aristocratico che doveva dominare la lega dei
dodici,e conquistò Roma per breve tempo. Raggiunse la città il culmine della propria potenza, anche per la
prosperità delle fertili campagne. Ne danno testimonianza alcune tombe del V secolo:.

-​Tomba de la Scimia.​ Pianta a crociera e quattro camere . Nelle pareti la difunta e intorno suonatori e athleti.
Una piccola scimia come elemento esotico, legata a un albero, ha dato nome alla tomba.

-​Tomba dell Colle​, con porta in pietra e scene di banchettanti, corse di bighe e giochi sportivi

Se le tombe dipinte vanno seguite dal tipo tarquineso, per la presenza di maestranze; mentre loro si
specializzano nei cippi di pietra fetida con scene scolpite (simile a quelle dipinte nelle tombe).

Ci sono rilievi sulle base dei zippi e sulle orne, e pitture murali, che

La città viene assediata dei galli nel IV sec, attratti dai ricchi prodotti della campagna. Lascia intuire l’ampieza
dei commerci. Ancora nel III sec è attestata l’opulenza del ceto aristocratico per la Tomba della Pellegrina.

-​Tomba della Pellegrina​. Famiglia Sentinte, con urne in alabastro con produzione tipica locale.

Nel II secolo c’è un accrescimento demografico (al contrario che altri entri) e il paesaggio agrario appare
disseminato, spiegabile per la integrazione di masse servili che avevano partecipato una rivoluzione sociale
(come a orvieto, e anche arezzo). La città appare governata di poche famiglie di antica nobiltà. Il 30% delle
scrizione etrusche sono dil territorio etrusche, e del periodo tardoetrusche.

-T​ombe di Linea Grande/Granducca​. Tombe fatte con travertino, caratterizzate con la volta a *. E intorno un
quartiere dedicate alla ceramica.

La partecipazione alla guerra civile comporterà la distruzione e confisca dei territori a favore di Sila. Da questo
momento si creano ville schiavistiche (ma serve per altre posti, come la ville delle 7 finestre).

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7.2 Chianciano​.

Fioritura in epoca orientalizzante, evidenziata nella necropoli di Tolle. Sono frequenti i canopi con
caratteristiche antropomorfiche C’erano tombe a ziro, a casetta e a camera, e ricchi corredi vascolari e ceramiche
d’importazione.

L’aristocrazia nella necropoli dei Morelli, con corredo di bronzi del VII secolo. Ma anche in epoca arcaica c’era
tanta vitalità.

Era sede di importanti santuari legati al culto delle acque: donario bronzo con statue maschili e femminili su
biga (santuari a Apollo e Diana). In un santuario in località i Fucoli ‘e un frontone fittile di terracotte con statue
di squisita fattura.

-Presso la necropoli della Pedata vengono statue cinerario in pietra fetida raffiguranti rispettivamente una donna
con bambino in braccio, e un defunto accompagnato da Vanth (demonio alato).

7.3 Murlo (Poggio Civitate)

Nella zona di “Piano del Tesoro” è stata riportata dalla fine del 60 dagli archeologi americani, una residenza
principesca del VII secolo (orientalizzante): pianta quadrangolare, con una seconda fase in età tardo
orientalizzante (dopo un incendio). Della ricostruzione: area vasta scoperta, con un colonnato ligneo, su cui si
aprivano ambienti domestici. E molto ricca la decorazione architettonica: nel tetto figure maschile sedute con
capelli tipo sombrero, come i antenati della famiglia, alternate a sfingi. Gli scavi hanno dimostrato che fu
abbandonato a fine del VI secolo e le terrecotte sono state sepolte in maniera rituale. La località non fue più
occupata.

Alla metà meridionale c’era un laboratorio artigianale, con ceramiche, lastre architettoniche, e oggetti in bronzo,
avorio, corno, e osso. Altre zone erano per i prodotti agricole e *.

Le ricche sepolture presso Poggio Aguzzo sono tombe a fossa con corredi in vasellame d’impasto e di bucchero
finemente decorato. l’allevamento.

FOTOS CHIUSI

Ha una città medievale. -Vicino ci sono due laghi, ma hanno poche acque

-Negli intorni di Chiusi ci sono alcuni Tumuli. Uno comprendeva varie tube etrusche di varie età tardo-etrusche
e arcaica, e c’erano varie decorazione a rilievo. Qualcuno voleva vedere qui la tomba di Porsena .

-​Tomba con le Casciocini​. Caso unica di porte a due ale, con maniglie di bronzo. Normalmente gli ingressi
erano chiuse con lastre o blocchi di pietra.
-Dall’epoca villanoviana prevaleva l’incinerazione, ma per la prima volta in tardorientalizzante, c’è inumazione.
Nella ​tomba della Pania ​vediamo tombe a camera, che potevano essere costruite e escavate.
-Tomba del Gran Ducca​, con la volta tipo botte. La tipologia viene delle tombe reale della macedonia, e fu
trasmessa. Sulle banchine erano esposte le urne.

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-Capitello figurato con le teste che crescono dal decoro vegetale.
-Canopi.
-​Tombe a Ziro​: e un grande recipiente in terracotta, e al’interno ‘urna. A volte come un banchetto simbolico, su
un tavolino e altre recipienti.
-​Canopi cinerari.​ Sopra probabilmente la figura del defunto, teste dei griffoni (orientalizzante, e cerchi di
danzatori on gesti di luto che girano intorno alla figura. Altri elementi che potrebbero essere simboli della
fertilità, o continuazione della vita. VII secolo.
-Un altra urna con forma di umano, con la testa umana con orecchini, e corpo con braccia e capezzi.
-​Urna e il trono​, con la spalliera arrotondata con lamine di bronce. La testa in terracotta. Questi canopi vanno
dalla metà del VII alla meta del VI. Si trovano esclusivamente nel territorio di chiusi.
-​Testa del VI secolo,​ in terracotta.
-In alcuni casi potevano portare dele ​maschera con lamine di bronzo.
-Troviamo anche le urne monumentali con i personaggi seduti su i troni. La testa si può alzare per depositare le
cenere. Epoca tardoarcaica, influssi della grecia orientale, seconda metà VI secolo.
-Lo stesso caso, ma una divinità materna con i bambini nelle braccia, su un trono con due egizii, in etruria siamo
nella seconda metà del V secolo. La famosa statua proviene da Chianciano, intorno a chiusi.
-Più avanti sono ​urne di grande formato​, che sembrano quasi sarcofaghi. Il defunto e sdraiato come se fosse un
banchetto, e una figura femminile con ale (sicuramente la Vanth).
-Scultura su ippocampi, o seduti.

In età tardoarcaica, c’è una ricca produzione di rilievi che ornavano urne e base di zipi. Le iconografie
rappresentano scene di banchetto, musica, danza, ecc. Lo stile e arcaico e orientalizzanti.

-​Urna con scena di bancheto.​ Sotto i tavolini animale di varie tipologie (como nella pittura funeraria).

Arrivando in epoca elenistica troviamo prevalentemente urne, e alcuni sarcofaghi sia in pietra o in terracotta.
Originariamente dipinti.

-​Sarcofago di Seianti​. La casa e di tipo architettonico con pillastrini e ricca decorazione dipinta. Sopra la donna
nobile,, sdraiata e ricamente decorata con gioielli, ecc. Ma il rito dell’inumazione
-​Sarcofago di Travertino,​ una donna di famigila aristocratica.
-Scene mithologiche con il viaggio verso l’Aldilà. Culsum, demone femminine protegge una porta acquata che e
l’ingresso dell’Ades.
-Fra i temmi iconografici, che rappresenta la doppia uccisione nel combatimento: Ecleoche e Polimecles.
Rimane la policromia, con la sangue. E un tema crudele
-In qualche urne si rappresentano autentiche architetture. Si rappresenta anche l’apertura verso il cielo.
-Corredi, della ​tomba della Pannia​. In una pixide in avorio.E interessante la decorazione a fregi, con mostri e
animale, e qualche scena mitologica. I un dettaglio si vede una barca con le anfore.
-Psitula in argento e dorato. Ha un fregio inciso di corteo di stile orientalizzante (quasi egizio) e una iscrizione
che menziona il proprietario.
-Altra produzione caratteristica di Chiusi e il ​bucchero pesante​. Ma anche dopo il vi secolo la produzione
finisce. Ha decorazione a rilievo, con piccoli matrici.
-In bucchero pesante sono stati fatti anche ​focolari​: un servizio con vasi, piatti, coltelli, e antefisse in stile
tardoarcaico.
-Produce anche vasi dipinti. Non e una tecnica a figure rosse, ma sopradipinti.

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Nel IV secolo c’e tanta produzione a figure rosse.

-Gruppo chiuseo-volaterre. Si trova tra questi due posti, a figure rosse. In un esempio due putti su delfini.
-​Tombe del Colle Cassocini.​ I modelli sono a Tarquinia: banchetto e corsa di cavalli.
-​Tomba della Scimia​. Lotte con l’arbitro e i pugili, con esempio a tarquinia.

7.4 ​Sarteano​.

-​Necropoli delle Pianecce.​ Tomba della quadriga infernale. C’è una coppia maschile: uno più vecchio e altro più
giovane. Anche una serpente con tre teste.

-Motivo dell’ippocampo, verso l’Aldilà.

*05-04-2019
*ME FALTAN APUNTES (FOTOS GIULIA)

8. L’ETRURIA ORIENTALE

È caratterizzata dalla convergenza di tre valli fluviali: quello dell’Arno, del Tevere e del Clanis. Il fertile
territorio risulta punteggiato da nuclei abitati etruschi e santuari di campagna dove si hanno trovato moltissimi
ex-voto di produzione etrusca, umbra e greca nelle aree di un antico laghetto, il “Lago degli idoli”.

8.1 ​AREZZO​.

Collocata su una modesta collina all’incontro tra la Valdichiana e selvaggio Casentino, ha una favorevole
posizione geografica per essere punto di passaggio obbligato per i collegamenti con l’Emilia Romagna e la
pianura Padana.

Necropoli di Poggio al Sol​e, VI sec a.C., con tombe a casa e a fossa, con ceramiche figurate, bronzi e
oreficerie.

Nel VI sec. anche una stirpe votiva di Fonte Veneziana, con statuette in bronzo raffiguranti kouroi e korai.

-​Terracotte in piazza S. Jacopo,​ sede di un santuario nel V secolo, dimostrano una affermata scuola cittadina per
l’elevata qualità.

-Chimera,​ capolavoro della bronzistica etrusca del Iv secolo.

In questo IV secolo ci sono state vere rivolte per l'aspirazione dei ceti subalterni (manifattura e metallurgico) di
partecipare al governo cittadino. La prima rivolta venne sedata dall’intervento di Tarquinia e la seconda dalle
truppe romane. La pressione dei romani nel III secolo fa che Arezzo paghi un contributo oneroso per la tregua,
ma ancora nel II sec era un centro fiorente. In un fervore edilizio si inserisce anche una costruzione del santuario
di Castelsecco, collegato a un teatro ornato da terracotte architettoniche.

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La connotazione di Arezzo come centro di produzione ceramica a vernice nera si mantiene per il II sec e per il
successivo, ma sul finire del I sec. la città leggera la fama ad un vasellame da mensa, liscio o con decorazione a
rilievo ricoperto da una brillante vernice corallina, con una marca in forma di piede umano su cui era apposto il
nome del fabbricante. Questa produzione e legata a Mecenate, cittadino di Arezzo e amico di Augusto.

8.2 ​PIEVE A SOCANA

Si ha trovato un santuario etrusco presso la chiesa medievale, orientato al contrario, e con resti di un grande
altare sacrificale ed una scalinata di accesso. Era ornato di terracotte databili al V sec a.C., e ci sono anche
alcuni piccoli altari e grandi dischi di pietra con dedica al sole. Doveva assolvere alle esigenze religiose della
popolazione rurale e dei viandanti della strada a destra dell’arno verso il Monte Falterona. La perdita di
importanza di questa strada causò un declino rapido del santuario, che nel I a.C. vene abbandonato.

8.3 ​CORTONA

L’antica città occupava lo stesso sito del centro medievale e rinascimentale futuro, su un contrafforte del Monte
S. Egidio, a dominio della fertile Valdichiana e a circa 10 km della riva settentrionale del Lago Trasimeno. La
ricca fioritura in età orientalizzante (VII sec) è documentata grazie ai grandi tumuli visibile ai piedi della collina
dove sorge il centro abitato. Spettacolare il ​grande Melone II del Sodo,​ con due tombe a camera. La prima con
un lungo dromos con due vestiboli in sequenza che immettono in sette celle (sei laterali e una sul fondo). L’altra
tomba a pianta quadrangolare accoglieva sarcofagi e urne cinerarie in pietra. L’importanza del tumulo e la
presenza di un grande “altare-terrazza) munito di una gradinata di accesso, e originariamente coperto da una
tettoia in legno decorata con lastre architettonico. Il parapetto a doppie volute con elementi scultorei alla base
raffiguranti un guerriero in lotta con una fiera.

-Melone di Camucia. Due vaste tombe a più camere. Nel sontuoso corredo ha restituito un ossuario di bronzo,
numeroso vasellame ed un letto funebre scolpito sulla fronta con figure femminili inginocchiate nel compianto.

-Lampadario in bronzo da Fratta di Cortona. Presenta una complessa ornamentazione con figure di arpie
alternate a quelle di satiro e al centro una Gorgone di squisita fattura.

8.4 ​PERUGIA

A breve distanza del tevere, ha segnato un confine naturale fra gli etruschi e altre popolazioni italiche, con una
posizione strategica all’incontro delle vie di comunicazione tra l’alta valle del Tevere e la Valle Umbra. Questo
contribuì allo sviluppo di una citta che puo estendere la influenza su un territorio sfruttato a fini agricoli e in
particolare alla produzione cerealicole.

L’antichità dello stanziamento e testimoniata da ritrovamenti dell’età del Ferro nella necropoli del Palazzone. La
città fu un cospicuo contingente militare contro i romani, ma fu assediata da Augusto e prenderà il nome di
Augusta Perusia.

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Della città antica si conserva parte della cinta muraria di 3 km con blocchi di travertino, con monumentali porte:
la Porta MArzia (inglobata nella Rocca Paolina) decorata con busti di Giove e dei Dioscuri, e la Porta di
Augusto fiancheggiata di due torrioni di epoca romana con decorazione di scusi e lesene.

-Necropoli del Palazzone​, con ricche sepolture, ceramiche antiche attiche e buche.

- Dentro ​l'ipogeo della famiglia Velimna-Volumni​ del II-I a.C. Vestibolo centrale su cui si aprono
quattro celle, e da un corridoio sul fondo che immette altre tre camere funerarie. E una casa di epoca ellenistica,
con soffitto displuviato con realistiche indicazione dell’orditura lignea del tetto e frontone di fondo ornato a
rilievo con emblema tra due teste. Nella camera centrale, decorata sul soffito con una protome di gorgona, erano
le sepolture più antiche entro urne cinerarie di notevole raffinatezza. Specialmente quella di Arnth Velimes, con
una sontuosa figura del defunto distesa sul coperchio sostenuto da due demoni alati posti a protezione di una
finta porta dipinta.

-Necropoli dello Sperandio. Specialmente il sarcofago di pietra fetida con raffigurazione di un corteo il
cui significato ha varie interpretazioni: ritorno da una spedizione militare, migrazione di enti verso Perugia,
partenza di un capo verso la pianura Padane.

*​TODI (Tutere). La città ha una fioritura economica nel V secolo. Ha una ​necropoli della Peschiera c​ on grandi
quantità di manufatti bronzei di notevole pregio, oreficerie e ceramiche.

Nel IV a.C. il donario del santuario extraurbano di Monte Santo che ha restituito la famosa statua bronzea:
Marte di Todi.

*11-04-2019

*Le città più grande sono in Etruria meridionale. Tarquinia, Caere, Veio, Populonia.

Foto di Perugia:

-Come vero centro urbano, prima del IV secolo c’erano necropoli ma non esisteva una città importante. Le
mura sono da fine Iv e III secolo a.C. (fase contro roma). Possedeva alcune porte, come la porta Bastia*
incorporada nell’epoca rinascimentale in un muro. E di epoca ellenistica. Nella parte sopra c’è una iscrizione di
epoca imperiale. Ai lati dell’arco ci sono le teste come divinità protettiva con effetto apotropaico. Sopra una
balaustra con Tinia/zeus nel centro, e i diosculo (castor y polux) e i cavalli.

-​Porta Etrusca/Arco di Augusto​. E stata pure ingobbiata in una costruzione rinascimentale.

-Museo Archeologico Nazionale di Perugia, nel ex-convento di San Domenico, con zippi e urne nel cortile. Ci
sono sculture dal villanoviano all’età romana. Negli anni 80 è stata trovata nelle vicinanze una tomba a
pluricamera intatta, sia con le urne e anche con altri ceramiche e bronzi. LA tomba originale e scavata nella

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pietra calcarea, e ha stato ricostruita con i oggetti originale. Era della gens Cutu, a usata per molto generazioni.
Solo il capostipide è stato sepolto inumato in un grande sarcofago, gli altri incinerati e conservati nelle urne.

-Tomba più conosciuta e la tomba dei Gollumni​ *. La casa imita una casa ad atrio. Nel tablinum troviamo le
tombe principali, in forma latinizzata. Fu usata dalla fine del III secolo alla prima età romana, perché portano
iscrizione latine. I maschi sono sdraiati, la defunta seduta su un trono. Sotto i demoni infernali, alati e con la
torcia.

Perugia e fra questi centri famosi per la produzione di urne in epoca tardoetrusca, e qua si usava il ​travertino
(pietra locale calcarea).

Prima del IV secolo non esisteva un vero grande centro urbano, però negli intorni troviamo varie tombe
principesche da cui provengono belli oggetti in bronzo, spesso bellamente decorati con rilievi narrativi con
scene mitologiche. Forse in parte provenivano di qualche bottega volcente (in vulci e il centro più famoso).

-​Grandi calderoni con sfingi alati,​ e sotto varie scene mitologiche (eracle in lotta con un mostro, etc). Questi
non si trovano tutti a perugia, anche in monaco di babiera (perché era facile acquistare e portare all’estero).

-​Oggetto in bronzo ma argentato e dorato​ (periodo tardo arcaico). Ea parte di un carro.

-​Carro trovato in Monte Leone di Spolet​o, Umbria. Tetis con achile decorando la fronte del carro.

-Fra i bronzi di età tardoarcaica c’è il​ motivo del tufattore​.

-​Coperchio di una grande urna,​ ora nel ERmitage. E un giovanotto seminudo sdraiato, ma fatto in bronzo
(eccezione), epoca classica (400 a.C.).

-​Ceramiche a figure rosse​. Questa di procedenza volterrana, nella necropoli del Palazzone. Eracle contro mostro
marino. Sopra figura alata: demone o genio.

FOTO DI CORTONA (curtun)

Su una ripida collina, e intorno le mura, che nella parte inferiore sono tardoetruschi (ma dopo coperti per quelli
medievali).

-Nella pianura ​tre tumuloni.​ Sono di 60-0 m di diametro. Due tombe a pluricamera. Pietra calcarea e arenaria.
Caratteristica volta falsa. Età del orientalizzante reciente. Sono saccheggiate, ma si hanno tro vato qualche
oggeti.

-​Meloni n​ el Sodo. D
​ entro una tomba antica costruita a pluricamera, ma anche altre tombe più piccoli, e una
specie di terrazza-altare che permetteva anche di salire. Decorazione greco-orientale: lotta fra un mostro tipo
sfinge e un guerriero con la spada (vita e morte). anche volute e palmette. Sulla piattaforma hanno avuto luogo
ceremonie funebre. Su il tumulo si ha trovato resti di ​*​ che serviva per cerimonie degli antenati.

-Nel altro tumulo vicino si trova un’altra tomba a pluricamera meglio conservata: tetto a volta falsa col
columen,. C’era una iscrizione che nomina la famiglia proprietaria.

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-Verso la città ci sono alcune ​tanelle (​ piccole tumuli costruiti di età ellenistica). Ha una volta a botte, con un
grande blocco monolitici. All’interno la camera con delle nicchie per la disposizione delle urne.

-​Coredi funebri.​ In materiale preziosi come avorio.

-Negli intorni di Cortona, hanno trovato una stirpe votiva: figure in bronzo che hanno la funzione di cariatidi e
in alto portavano un recipiente. Sono di età arcaica. Figura di guerriero e kore, metà VI secolo.

-L’oggetto in bronzo più famoso e il ​lampadario.​ In alto una iscrizione di età più recente. Questo si data nel.
V-IV secolo, caratterizzato dalla ricchissima decorazione a gorgoneion, sirene, delfini, ecc.

-​Statue in bronzo con la testa bifronte​ , un dio etrusco Culsans*. Ha stato trovata nella porta bifora. C’è
un’iscrizione votiva che nomina il donator.

-Arigatore​, sembra un oratore romano ma in realtà è un etrusco per la iscrizione (lingua e alfabeto etrusco). E
del II secolo a.C.

-Cortona era famosa per una ​scuola di professionisti nella scrittur​a. Sono stati trovati ​7 frammenti di una
tabula crotonensis in lamina di bronzo​. L’iscrizione prosegue sul dietro. Del III e inizio II secolo. Il contenuto e
di carattere giuridico.

FOTO CASTEL FIORENTINO

-Centro trusco minore con resto di tempio.

FOTO DI AREZZO.

-Non resti etruschi, si antichi di un anfiteatro, sul quale si ha costruito un convento.


-Cratere a volute di età tardoarcaica. Si può attribuire a Eufronio, pittore di Atene. Figure rosse: ercole contro le
amazzoni. Sopra scene di musica e danza. Anche all’etruria interna sono arrivati oggetti di prima categoria e
qualità. .
-​Chimera di Arezzo Capolavoro della bronzistica, intorno al 400 a.C. Era una statua votiva, come dono a Tinia
(per la scrizione della zampa). E un mostro mitologico, all'origine nella Licia. Ha testa del capretto e la coda
finisce con un serpente. Ha dettagli delle costole e le zampi. .
-Statua di Minerva.
-Contadinolavorando con l’artato. E un bronzo minore.
-L'esistenza di santuari la conosciamo grazie aper terrecotte architettoniche. Hanno espressione patetiche, con
influssi dell’ellenismo, specialmente di tipo pergameno.
-Bronzo di guerriero.

9. TRA ARNO E APPENNINO

9.1 ​FIESOLE ​(luoghi etrughi etruschi, p 198)

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Sotto il tempio etrusco sono stati individuati alcuni fori nella roccia ed uno scasso rettangolare connessi forse a
capanne di epoca villanoviana. Dalla stessa area ci sono resti ceramici sia villanoviani che orientalizzanti. Resti
di edifizi sono riconoscibile come strutture abitativi utilizzate nel vii secolo dove l’agro fiorentino aveva uno
sviluppo.
E un caso paradigmatico di centri pre-urbani nel norte. Con il fine del VI secolo c’è una crescita nella quantità di
reperti, con una ceramica più omogenea e raffinata, che dimostrano l’esistenza di vere botteghe di ceramisti, che
presuppone un elevato numero di persone.
Edifizi sotto il tempio che fa pensare una embrionale pianificazione. La popolazione era dedita ad attività
specializzate , producevano stelle e sculture, e vasellami in bucchero,e poi smerciati.
A metà del VI secolo ha una profonda ristrutturazione nella zona della collina (probabilmente dop incendio) e
si crea un’area sacra, in centro edificio di culto quadrato con mattoni crudi come parete e basamento di pietra.
La copertura comprendeva antefisse dipinte e acrotère decorati con un ippocampo.. In zona anche scultura in
pietra serena con un leone, forse parte di un altare; altro basamento in pietra, vasellame in bucchero nero e
grigio, ceramica attiva, e bronzetti votivi
Altro edificio nel V secolo, re-sistemato in età ellenistica, con 40 bronzetti votivi, ceramiche, ecc. Le aree sare
risultano limitrofe al percorso delle più tarde mura cittadine (V secolo). Questa e di 2,5 km, ​*​.
Alle botteghe artigiane sono attribuite le steli figurate in pietra serena “pietre fiesolano”, che documentano lo
sviluppo tra il VI e V secolo. Le influenze iconografiche sono di flussi culturali da Volterra e Chiusi.

FOTOS FIESOLE
-DI EPOCA ETRUSCA RIMANE SOLO I RESTI DEL TEMPIO.
-A fianco del parco archeologico c’è un museo.
-Resti del teatro di epoca romana,con strutture di opus cementicium.
-Sono rimasti resti delle grande terme, anche di epoca romana (prima e media imperiale).
-Praefurnia per riscaldare l’acqua per gli ambienti delle terme

-Per vedere i resti etruschi si deve visitare il museo di Fiesole e Firenze.


-​Stelle fiesolane​. Normalmente incoronata da una palmetta, e anche da due leoncini. Comprende due o
tre zone a rilievo: zona di banchetto, scena di danza e musica, e lotta tra animali. Dettagli erano dipinti.
-​Stella in pietra serena. Di nuovo sopra la palmetta, una scena di banchetto e sotto due personaggi
giocando.
-​Testa in bronzo di un giovane.​ Si tratta quasi di un ritratto con dettagli ben elaborati.

9.2 Gonfienti:
-Resti di un insediamento pianificato con pianta ortogonale. Per la fase tardoarcaica.
-Piccolo centro urbano di ​Prato Gonfienti.​ Nella pianta si vedono resti di una casa ad atrio. Le case sembrano in
parte più grandiose in confronto di marzabotto. 9 ettari. Ha un pianto urbano ortogonale. Era situata nella strada
che collegava la zona fiorentina e Felsina.
-Tomba a tholos, ad ovest di Firenze. Databili nel VII secolo. C’è un lungo dromos, una anticamera con due
camere laterali e nel fondo il tholos. Tutta il complesso è costruito in blocchi di pietra calcarea.
-Pseudocopola​, costruita con blocchi di pietra senza cemento. Sostenuta da una colonna in mezzo.
-​Tombe principesche,​ e si hanno trovato frammenti preziosi: avorio, rilievi con animali combattenti, o piccoli
dischi.

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- Medio-tardorientalizzante. Anche se era lontana dalla costiera, il fenomeno del lusso esiste. Solo non sappiamo
come abitavano questi principi, perché i palazzi non ha stato trovato niente. Decorazione a meandro o figurate
incise.
-Altra ​tomba a tholos​: Tomba della Mulla. MAnca il pilastro centrale.

Fotos di Artemino e Coneana​.


-​Tumulone di Montefortin​i p​ rincipesco ​di 70 metri. VII secolo Comprende due tombe a camera: lungo dromos e
due camere in asse, con volta falsa.
-Bucchero​ con iscrizione e vari ornamenti. Probabilmenti funzionava come incensiero.
-​Tomba dei Boschetti​: dromos breve, lastra di chiusura e piccola camera costruita in lastre di pietra. Era una
tomba molto rica del tardo orientalizzante.
-​Pixide di Comeana.​ Provenivano oggeti come una pixide con rilievi con scene figurati e animali fantastici; il
materiale di avorio doveva essere importato, ma fatto nella bottega etrusca.
-​Tumulone di Monte Calvario,​ sopra la collina di Castelina. Con 4 tombe a camera che sono orientate ai punti
cardinali. E di epoca tardorientalizzante, con blocchi di pietra calcarea. Ha una copertura a volta falsa. Fra i
corredi ci sono resti metallici di un grande carro in bronzo.
-​Sant Angelo di​ ​*. * ​Hanno trovato anche fregi con animali e mostri, in avorio di età tardorientalizzante.
-In forma incisa una figura protoarcaica.
-​Castel Nuovo.​ Tombe del poggione, con resti della parete che divide la camera in due parti.
-​Frammenti di una pixide​ con soliti freggi a rilievo con animali di gusto orientalizzante.
-​Frammenti di un mettine.​ Motivo delle sfingi. Dimostrano una cultura molto alta e sviluppata.
-Cantaros c​ on mani particolare, decorazione incisa e iscrizione.
-Nella zona di Murlo, Poggio Civitella con una fortezza etrusca.

10- L’AGRO VOLTERRANO

10.1 VOLTERRA/VELATRI

Con l’inizio dell’età del ferro Volterra e gia abbastanza popolata. Dalle IX secolo già esistono le tombe a
pozzetto., con oggetti metallici che testimoniano le ricchezze metallurgiche del distretto. L’area cimiteriale
venne utilizzata anche nel VII secolo con tombe a pozzetto con un orcio come contenitore. Anche una casa di
lastroni per raffigurare la sepoltura a camera.

Il nucleo abitato è nella zona del castello. L’altura di Volterra e grazie a terrazzamenti e una visuale che
permetteva controllare l’area; ​**​. Varii insediamenti ​*

Il villanoviano ritarda nel volterrano.Questa area di stretti contatti ha un consolidato ​*

Nel territorio volterrano ci sono vari centri, con particolare importanza di Casale Marittimo per tombe
orientalizzante. Li hanno trovate due statue funerarie in pietra.

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178: Volterra dall’arcaismo alla romanizzazione.

C’era un prima muraria intorno all’acropoli nel VI secolo: c’è una piccola struttura urbana. Le tombe sono
scavate nel tufo, ma parte di queste necropoli sono crollati (l’altopiano sta sbriciolando). Nella prima metà del V
secolo c’è la seconda cerchia di mura per contenere 10 ettari di area urbana).

La crescita economica favorisce l’inurbamento e si riflesse nella ricchezza degli abitante (agricoltura e saline).
Mentre su l’acropoli ci sono lavori di rinnovamento, ma le grande tombe a camera testimoniano l’aumento degli
abitanti e membri delle diverse gens.

Alla metà del IV secolo l’artigianato locale inizia la ceramica di figure rosse, come dimostrano le “kelepai”
esportati fino in lazio, padana, etc. che hanno spesso usati come urne. . Più grande diffusione troverà la
produzione di vasellame a vernice nera. E realizzata a botteghe quasi industriale che fanno una produzione di
massa e un peggioramente qualitativo.

Altrettanto importante fu la produzione di urne cinerarie di pietra calcarea e tufo, nel IV e III secolo. I tipi più
antichi erano a casetta, ma dopo le figure semisdraiate sul coperchio, riproducendo il defunto. Sono state anche
scolpiti con sceni di mito o combattimento, viaggio verso l’Aldilà o di saluto. Faranno di corso all’alabastro
dipinti ispirandosi a gruppi di scultura maggiore di area rodia. Qualche altorilievi sono di altissima qualità.

Allargamento dell’area urbana, quasi 120 ettari, determinò numerosi edifici esterni e tombe più antiche (che si
hanno trovato all’interno della zona urbana). Ma non tutti sono stati edificati, sicuramente c’erano zone verdi.
Due porte: Porta Diana, sovrastruttura lignea ; e porta all’arco.
*All’esterno due pilastri
Nel temenos ci sono terracotte.
L’area dell’acropoli sta aperta al pubblico.
Nel 205 a.C. hanno contribuito con frumento a ​*.
Nel 90 con la cittadinanza hanno preso dalla parte di Mario contro Sila. , e il territorio ha stato converso in ager
publicus. Ma non e stata completamente rasa, senno che in epoca romana ha avuto una notevole fioritura.
I caicna* erano presenti fin dal VI secolo, e mantengono un ruolo politico ed economico grazie al quale hanno
realizzato un teatro, e più tardi un edificio termale.
*Volterra (Velatri).

Insediamenti tardi del territorio, ma ha interese Pisano.

FOTOS VOLTERRA

Circondato di collini, ricche di metalli. Come altre città dell’etruria settentrionale interna, ha avuto la fioritura
dopo la metà del IV secolo (tardoetrusca/ellenistica). Anche in epoca romana ha avuto una notevole importanza.
Dopo le fase pre-urbane di epoca arcaica, verso la fine del Iv secolo i volterrani hanno costruito i mura lunghi 7
km che includevano le necropoli più antiche.

Le necropoli: Oliveto, Portone e altra verso nord-ovest. Non sono ben conservate, pe il tuffo volterrano che e
una pietra arenaria non molto stabile. Il nucleo più antico, ‘acropoli dove dopo i Medici hanno costruito il suo
palazzo, nel secolo XV dopo il saccheggio volterrano da parte dei fiorentini.

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Il territorio si stendeva dalla frontiera dal porte *Avana, verso l’interno, con numerosi centri minori.

Volterra ha anche avuto un ruolo importante nella storia della riscoperta degli etruschi. Nel XVII le famiglie
nobili cominciarono a scavare e collezionare. ​Mario Guanacc​i, voleva fare una carriera nel Vaticano, ma come
non e riuscito si ritira a Volterra, e dopo lascia la sua collezione a Volterra.

I visitatori vengono anche per il nucleo medievale, con la piazza del priori. Passeggiando nella città vediamo
spesso nei muri dei palazzi vediamo incorporati rilievi delle urne etrusche del III-II secolo avanti cristo.

Negli intorni di Volterra c’è il monte Voltaio, che in età medievale ha avuto importante funzione.

In parte le mure sono in parte spariti ma altre ricostruiti.

Sono rimaste conservate due ​porte antiche.​ La prima è un arco con materiale diverse: arenaria, travertino, e le
teste di segalito, e del III secolo a.C. Ci sono varie ipotesi d’interpretazione è: divinità protette della città. L’altra
porta e la Porta di Diana, con grandi blocchi di Arenaria, ma manca l’arco. La copertura era una costruzione in
legno. L’acropoli vicino è diventato un par archeologico. Ci sono arie fasi: orientalizzante arcaica fino a
medievale; ma le più importante due tempi etruschi di III e II sec a.C. Ci sono terrecotte architettoniche molto
frammentarie, e mostrano influssi dell’arte ellenistica tipo pergameno.

-Il teatro di età romana e il monumento più famoso. Ha usato la forma del pavimento. Ci sono altri edifizi e certe
terme.

Le necropoli sono state crollate. In età villanoviana e anche rappresentata, anche se non di maniera rica. Tombe
a cista sottoterra, e lo ziro/dolio e all’interno di tipo villanoviana biconica monoalzata).

-Tomba Ingirami,​ che era piena delle urne. E una tomba gentilizia, con urne di varie generazione. La tomba è
scavata, circolare, con un pilare centrale. Oggi è vuota, e una ri costruzione del giardino del museo archeologico
di firenze.

Grazie alla scoperta della tomba del guerriero, della seconda meta del VIII secolo, si ha trovato un villanoviano
rico: elmo a cresta (per coprire il cinerario) e una borraccia che i pellegrini usavano, con due corpi interne. Ci
sono morsi di cavallo e resti di armi.

-​Resti di stelle funerarie​. ​Stella di Avele Tite​. Un guerriero con stile dedalico dei capelli. Metà del VI secolo.
Anche con lancia e spada.

A Roselle e Vetulonia troviamo queste stelle, specialità del nord-ovest..

-​Testa Lorenzine. Apparteneva a una statua ma resta solo la testa. Ha influssi dell’arte greca orientale, jonica, e i
occhi a mandorla probabilmente erano di pasta vitrea.

-​Purotrofosm* Maffei.​ Ha una iscrizione votiva. Probabilmente una divinità materna con il bambino nelle
braccia.

Per quanto riguarda ​all’artigianato ​e:

-Urne. Inizialmente erano con forma di casa con tetto a doppio spovente. DAl III secolo la figura sdraiata dal
defunto. Sono risultato di una classe media, non esistevano tanti aristocraci. Otiginalmenti i rilievi sono anche
ipinti.

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-Attributi carateristici: fegato (e un aruspice)

-Signora ​Krarknei​. Hanno altri attributi. A volte c’è anche l’età. Sulla cassa altorilievo con scene
mitologiche, mostir marini, allusione a l’aldilà. Qua si rappresenta Acteion cambiato a cervo e mangiato dai
cani. Vediamo alta qualità tecnica e stilistica.

-In a​ltra urna la lotta dei 7 contro Tebe.​ E rappresentano come una porta di volterra con l’arco e le tete.
E fatta in alabastro

-La cassa con rilievi architettonico,​ viaggio al’aldilà su un cavallo (anche se si poteva viaggiare anche
nel carro). Sopra il defunto sdraiato.

-​Cortei del defunto a​ ccompagnato dai musicisti e portatori dei simboli di potere

-Anche t​emi dell’Odisea​ di Omero. Per esempio l’avventura con le sirene,

-​Coppia famosa di vecchi signori​, I sec a.C. Cassa in terracotta. Si ha pensato che la donna era un
demone femminile ma non ha le ali, e normalmente sono belle donne e non vecche.

-Vaso in ​alabastro​.

-​Bronzetti votivi​. C’è una tendenza di essere astratti con corpi allungati e l’artista si concentra solo la testa, le
mani e poco più. Qualcuni con un cappello appunto (aruspice). E anche famoso il gruppo dei portatori di acqua.
Ma l’esempio più famoso e l’ombra della sera. E molto allungata, testa di giovanotto, abbastanza ben elaborata
in maniera naturalistica. Ma facevano anche ​specchi​.

*L’oreficeria e limitata, ma sono state trovate anche fibule con gusto sobrio (in comparazione con le ceretane).

-Ceramiche​, sia a vernice nera che a figure rosse. Crateri a colonnette, con elementi figurati. Sono state anche
esportate. Spesso venivano usati come cinerari.

-Geranomaquia:​ pigmeo e grandi uccelli (tipo gru) che riflettono i conflitti fra greci e barbari.

-​Testa maschile a profilo​, ma non e un vero ritratto.

-​Pigmeo trombettiere​. La vernice nera ha sostituito a quella di figure rosse. Questo tipo imita
parzialmenti modelli metallici. Furono prodotti soprattutto in campania.

Se ci spostiamo da Volterre verso la costiera. Troviamo insediamenti minori

-Monte Scudaio​. Vaso cinerario, e rappresenta ancora uno villanoviano, anche se e del VII secolo. In alto una
scena di banchetto, seduti.

-Casal Maritimo​. La tomba costruita con camera circolare, pseudocupola, e pilare centrale. Abbiamo già
parlato della tomba a tholos specialmente verso Firenze, in età medio e tardo orientalizzante, nell’etruria ​*​.

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-Tomba della prima metà del VII secolo. Lastre di pietra, dromos con gradini. Due statue, delle più antiche
dell’etruria. Hanno il cinturone, mancano materiali per i occhi.

-PISA​. Fino a 20 anni fa non si considerava etrusca, ma oggi fin dal VII secolo e stato un centro notevole
etrusco, anche se non faceva parte della dodecapoli. Era una città lagunare in un delta, non come ora. In San
Giacoppo c’è un tumulo etrusco, che includeva un cenotafio (simbolica, vuota). Hanno trovato dentro un
tridente.

11. GRANDI CENTRI DELLA COSTA TOSCANA

La fascia costiera che si estende a nord del monte Argentario al promontorio di Piombino, e ricca di suggestione
paesaggistica. Era un ambiente assai difficile connotato da ampie zone paludose e stagni. Fu tuttavia frequentata
fin dal paleolitico,e aperta agli influssi esterni (sardinia e Corsica) grazie alle numerosa lagune, dove le navi
trasportavano verso l’etruria manufatti sotfci e il ferro dell’Elba.

11.1 Populonia/Pupluna/Fufluna

E l‘unica grande città etrusca edificata proprio sul mare (che non dista 10 km), a dominio della splendida
insenatura di Baratti. Il nome antico Fufluna evidenzia una connessione con Flufluns, dio etrusco del vino
avvicinabile al Baco o Dioniso, anche se originariamente aveva un carattere funerario.
La floridezza della città va messa in relazione con lo sfruttamento dei giacimenti minerari delle retrostanti
colline del Campigliese dell’isola d’Elba.
Nella fase più antica, villanoviana, sono notte alcuni aree sepolcrale sui rilievi e pianori prospicienti il Golfo di
Baratto. Mentre l’arca del promontorio dove sorgeva la città doveva essere già occupata da un villaggio di
capanne. Le sepolture tipo pozzetto hanno restituito cinerari biconici decorati e rare urne a capanna,
accompagnati da modesti corredi e oggetti di uso personale.
Alcuni reprçerti in ceramica e bronzo evidenziano rapporti con la Sardegna, con l’acquisizione di tecniche
fusorie per i metalli.

Con il VII secolo (orientalizzante) le necropoli: grandi tumuli, tamburo circolare in pietra tutto costruito,
circondato da un marciapiede e dromos di accesso Camera quadrangolare coperta a pseudocupola. Il rito
esclusivo appare il tipo inumatorio, defunti su letti in pietra con zampe tornite (​tombe dei letti funebri e ​tombe
dei Carri)​ .

-Primo tumulo, necropoli San Cerbone. Carro da corsa e una calesse.


-​Tumulo di letti funebri.​ Figura di bronzo raffigurante Aiace suicida
Necropoli della Porcareccia​, con oreficerie che riferiscono un ceto principesco, ricchi per l’attività
metallurgica e commercio.
E l’unica città dove già in epoca villanoviana possiamo trovare delle piccole tombe a camera, coperte di un
tumuletto (come precedesori).

Nel VI secolo ​tombe ad edicola/casetta, con tetto a doppio spiovente. Lo esempio ​Bronzetto di Offerente​,
apparato decorativo del tetto con sculture in pietra. Intorno altre sepolture, inizio di gruppi gentilizi con rapporto
di parentela.

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In epoca arcaica il territorio di Populonia non appare specialmente vasto. Insediamente collegati all’attività
estrattiva nel Monte Pitti; mentre nella zona di Madonna di Fucinaia resti di forni per la cottura di ceramica e
arrostimento del minerale. Era un centro industriale.

Abbandonate a fine del III secolo, quando la zona si usa come area cimiteriale.

La città è legata a l’​isola di Elba ​per via del minerale del ferro. A breve distanza dal porto di Baratti sorgeva un
vasto quartiere industriale, dove lavorano e risiedono gli artigiani etruschi, mentre le residenze aristocratiche
erano sull’alto del colle. Questa zona industriale piano a piano copriva le necropoli più antiche.

Un indicatore della ricchezza di Populonia è offerto dal ​conio ​(v sec) : serie di ​monete ​in argento con figura di
chimera o ermes, con una testa di leone. E la prima città etrusca che ha calettato (acuñado) monete.
Successivamente Gorgona o Atena e dopo il nome della città.

-Sepolture della ​necropoli delle grotte​, camere ipogei su più livelli, entro cave di arenaria.
-Presso le uniche camere che sono dipinte: ​Corridietro e dei Delfini​, sulla base dell’ornamentazione delle
pareti.

Intorno al III sec entra nella politica romana, ma testimonianza della sua vocazione mineraria e ancora
testimoniata dalla fornitura di ferro a Scipione contro Annibale a fine III sec.,
Il panorama della città alta: edificio delle logge. Mosaico con scene di ambiente marino,e più recenti, negroidi
che derivano di modelli alessandrini.
Dopo la guerra civile tra Mario e Sila c’e una crisi profonda.

FOTOS POPULONIA
-Le mura difendevano il promontorio per il lato che non c’e mare. C’erano mura anche intorno all’acropoli.
-REsti di uno dei tre templi tardoetruschi. Si conserva solo il basamento e le terrecotte.
-Logie-Necropoli San Cerbone. Tumulo dei carri, 28 metri diametro. Le pseudocupula, a causa del peso sono
crollate (all’interno ricostruita)
-Due materiale: panchina (pietra arenaria) e alberesa (pietra dura).
-Corredi ricchi in bronzo, oro o argento.
-I piccoli tumuli hanno solo una tomba dentro.
-Alcuni tumuletti non hanno un vero tamburo.

TUTTE SONO COSTRUITE

Dopo VI secolo tombe a edicula con tetto a doppio spiovente, ma anche quelle più semplice come le tombe a
cista.
-​Tomba del Bronzetto del oferente.​ Intorno altre sepolture, sicuramente di parenti.
In epoca ellenistica abbiamo tombe scavate nel retro terra: grotte. Dromos a gradini. E due sono anche dipinti
(​*​) ma senza programmi decorativi.

HAnno anche scavato nella zona delle grotte certe tombe anche non arrivano a essere quelle rupestre.

L’attività industriale copre le necropoli antiche: dal VI al IV secolo, in varie fase, troviamo edifici commerciali.
-​Tomba di Flebeli.​ In lamina di bronzo, argentati.

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-Fra i bronzetti, parte di un ​candelabro​, dove si rappresenta a Ayax che si suicida con la sua spada.
-Belle ​oreficerie​, con tecnica della granulazione, o rilievi; ma possibilmente importato.

11.2 VETULONIA/VETLUNA

Secondo un’antica tradizione Vetulonia avrebbe trasmesso a Roma le insegne del potere regio: i fasci littori, la
sella curule, la toga listata di rosso e la tromba da guerra.
La città ha una peculiare vocazione mercantile attraverso uno o più scali che dovevano sfruttare. C’era un antico
lago (dal Prile) che è profondo e navigabile, e collegato al mare, ma si prosciugò.
Documentata è l’età del Ferro, specialmente dai materiali della Necropoli di Poggio alla Guardia.​ Le tombe a
pozzetto hanno restituito ossuari biconici e un gran numero de urne a capanna evidenziando una diversificazione
sociale.
In età orientalizzante si affinano le tecniche di stazione e lavorazione dei metalli, e quello comportò un forte
sviluppo demografico ed economico. Nelle necropoli si affermano le tombe a circolo, caratterizzate da corredi
funerari sontuosi con oggetti importati (Siria, Cipro ed Egitto), e dall’etruria meridionale (Argento).
Questo fervore economico-culturale da vita ad un raffinato artigianato locale specializzato nella lavorazione del
bronzo (vasi e tripodi, incensieri) e dell’oro (gioielli e ornamenti di pregio con granulazione, pulviscolo e
sballo).
Nella seconda metà del VII secolo il cel “principesco” vetuloniense utilizza monumentali tombe a tholos coperte
da tumuli di terra sovrastati da cippi conici, con lunghi dromos e pilastro centrale a sorreggere una copertura a
falsa volta.
-​Tomba della Pietrera.​ Nei pressi sono state rinvenute ricchi ruppellettili* e otto statue frammentarie di
pietra, forse come ornamento del corridoio (antenati).
-​Tomba del Diavolino II.
Gli insediamenti si collocano lungo i tracciati stradali che sfruttavano le valli del Bruna e dell’affluente Sovata,
e lungo la direttrice viaria verso Massa Marittima.
-Tumulo di Poggio Pellicia. Tomba a tholos con camera quadrangolare e due sepolture a fossa. Si hanno
trovato ceramiche e bronzo che evidenziano l’utilizzo della tomba tra il VII e V sec.
I resti più antichi sono individuabili in alcuni tratti della cinta muraria in opera poligonale: mura dell’Arce.
della fine del VI.V secolo.

Ai decenni finali del IV e iniziali del II sec sono state le emissioni di monete in argento e in bronzo, alcune con
leggenda Vatl (Vatluna) .
Nel III secolo la città di Vetulonia entrò nel orbita romana con un ruolo marginale. Nel 89 a.C. fu ascritta a la
tribu scaptia e i pocchi abitanti erano romani.

Un quartiere abitativo risalente al III.I sec indicato come “Scavi della Città”, distrutto da un incendio e
attraversato dal decumano, a cui si affacciano magazzini e abitazioni ad atrium (una con decorazione del mito di
Medea).

11.3 Lago di Accesa


Vicino a questo lago, a poco più di 7 km di MAssa Marittima sono stati individuati i resti di un abitato etrusco
databile nel VII-VI. Lo sviluppo si mette in relazione con lo sfruttamento dei giacimenti metalliferi di

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calcopirite e galena argentifera, materie prime preziose e molto ricercate. E un edificio di dimensione maggiori,
circondato da altri più piccoli sociale).
All’interno si hanno trovato strumenti per le attività domestiche femminili come pesi e fuseruole, oltre a
numerose ceramiche da cucina. Ci sono anche piccoli nuclei di sepolture con tombe a fossa, a cassone e a
camera. Anche a pozzetto, che evidenzia occupazione già nel VIII sec. Erano dipendenti da Vetulonia, distante
15 km.

11.4 Roselle
La città aveva un porto nel Prile, una laguna collegata al mare. La zona è già frequentata in epoca protostorica.
Ci sono sicure testimonianze di epoca villanoviana con una necropoli. Intorno a metà del VII era provvista di
una cinta difensiva in mattoni crudi, e aveva strutture abitative in argilla, come “la casa del recinto” e la “casa a
due vani”.
La fioritura di Roselle non arrivò a conoscere il lusso e ricchezza di Vetulonia, e doveva basarsi su uno
sfruttamento agricolo della pianura fertile del controllo di importante vie di comunicazione.
Nel VI sec. la città fu dotata di una nuova cinta muraria che inglobò 3 km. Aveva porte con le principale viem e
intorno a loro sorgevano alcune necropoli con tombe a tumulo e camere coperte a falsa volta.
-Casa dell’impluvium. VI. Pianta quadrata, si sviluppa intorno a una corte coperta comunicante con altri
ambienti. Continuità probabilmente fino all’inizio del II secolo (conflitto con Roma).
I resti etruschi furono occultati dal fervore edilizio di epoca romana : anfiteatro, foro, basilica, , domus con
impianto termale, ecc.

FOTOS VETULONiA

Specie di Tomba a tholos anche se la pianta e quadrata, coperta per una pseudocupola.
-​Tomba di diavolino II​. Grande pianta di forma quadrata, con pendentif angolari e una pseudocupola
-Statue femminile in pietra calcarea​, di una gens aristocrata, possibilmente antenati. Potrebbe interesse
interpretato come un gesto di lutto: mani nel petto.
-Corredi caratteristici: ​bipenne con bifaci.
-​Stelle incise con la figura del guerriero.
-​Calderoni in bronzo​ con decorazione di stilo orientale.
-No phegsbrio ma piu ele.​ ante vede in qualche fibule, bracciali, sione.
-Già l’epoca villanoviana e ben documentata per ​urne a capanna.​ Spesso sono decorate con incisioni di carattere
geometrico.
-Cortile in argento con regio decorato inciso, di stile orientalizzante.
-Piccolo ​balsamario a figura umana,​ probabilmente importato di Oriente.
Fra i corredi troviamo anche oggetti importati dall’etruria, sardegna, ecc.

FOTOS ROSELLE
Si vedono resti del foro e anfiteatro romana.
-​Casa all’impluvio​, 8 ambienti, l’impluvio come una spezie di atrio. C’era anche un cisterna. Ha avuto varie fase
dalla fine del VII-sopratutto VI secolo. I tetticopervano tutto tranne l’impluvio.
-​Casa ellenistica​. Grande ambiente centrale e intorno al cortile le diverse stanze.
-Le ​mura del VI secolo ​lunghi piu di 3 km.
-​Pianta di un edificio di epoca orientalizzante.​ Dovevano avere una funzione fra pubblica e religiosa. Al centro
una struttura tipo tholos. A destra una casa con due stanze, costruito in mattoni crudi e terra seccata.

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FOTOS ACCESA.
Intorno 5 nuclei abitativi, e ognuno con la propria necropoli. Abitavano i operai delle miniere. Dalla fine del
VII-al VI secolo. Questi insediamenti non furono distrutti ma si abbandonati in epoca post arcaica.
-​Tombe a camera con il dromos​.

MARSILIANA D’ALBEGNA.
-Sono stati trovate ​tombe principesche del VII secolo,​ con ricchi corredi anche in oro.
-Corredi con decorazione con le anatrelle, e meandri .Tecnica della granulazione.
-​Pixide con coprechio in avorio,​ con fregi di animali fantastici.
-​Pettine in avorio​ con due sfingi e altri animali.
-Piccola tavola in avorio​, coperta con cera per scrivere. E un bel documento per l’alfabetizzazione degli etruschi
durante l’epoca orientalizzante.

FOTOS MAGLIANO
-​Tomba di epoca tardo orientalizzante,​ con raffigurazione di leone alati, con tre colori di base: rosso scuro,
giallo ocra e nero. Sono figure di notevole formato.

SATURNIA
-Tombe costruite in lose di pietra calcarea.
-Cinerario con elementi antropomarfici, specialmeita dell’artigianato nel VII secolo.

12. ETRURIA PADANA

La definizione della cultura della prima età del ferro, “villanoviana” proviene di una località presso Bologna,
dove vennero individuate le prime testimonianze. Gli aspetti villanoviani perdurano fino al VI sec. Dopo
determinati processi evolutivi indotti da vocazione produttive, commerciali ed artigianali piuttosto che agricole,
si verificano in Etruria meridionale e si diffusero verso nord ed est.

FELSINA/BOLOGNA

Fu occupato nel IX da genti di cultura villanoviana, di cui sono state individuate le tracce e le necropoli: la
Benacci-Caprara, la Benacci, la Certosa, La Arnoaldi, la De Luca. L’evoluzione parte da villaggi di capanne
ovali od angolari e da tombe a pozzetto di incinerati con corredi poco differenziati. Nel VIIII le aree insediati e
si spostano verso occidente, per il corso di due fiumi, e si circonda con una cinta di terra munita di palizzate. I
corredi iniziano ad arricchirsi(entrando nel VII) con reperti metallici influenzati da Vetulonia e Tarquinia. La
popolazione era sepolta in tombe individuali, empre più spesso ad inumazione, ma gli iscrizione dimostrano che
non erano diffusi i clan di famiglia (come si lo era nel sud). . Progressiva compresenza sul vasellame di
tradizionali motivi geometrici e di ornati con figure.

Fase notevole in epoca villanoviana.

-Tomba a casone con lastre di pietra e tetto a doppio spiovente.


Epoca tardorientalizzante,
-Un ​altare con bei fregi,​ con leone e mostro alato, ecc.
-Specialita delle necropoli di Bolognasono le ​stelle,​ specialmente le protofelsine e le felsine (V secololo).
-Frammento con un viaggio verso l’Aldila.
-Altra protofelsine con elementi orientali come l’albero della vita con due capretti, palmette, ec.

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Nel V secolo una stella con tre scene: Sopra mostri marini proprio dell’etruria, nel centro viaggio verso l’Aldilà
con una biga con cavalli alati tirati per un demone alato, e sotto combattimenti tra un cavaliere guerrieri etrusco
e un guerriero gallo (indizio delle battaglie che iniziano nel ultimi decenni del V tra etruschi e vari gruppi
etnici).

MARZABOTTO

È una sorta di città coloniale, con un predecessore del VI secolo. Marzabotto venne fondata all’inizio del V
secolo con una progettazione coloniale, studiata a tavolino: Pianta ippodameo, insule rettangolare, una vera città
ortogonale con un cardo e tre decumani. In ogni insula una serie di case grandi in mattoni crudi su basamento in
pietrame, ad un solo piano, con cortile aperto nell’impluvium. Qualcuni servivano come officine produttive
(fornaci di ceramiche e laboratori metallurgici). Al di fuori un’acropoli e due necropoli: nord ed est. E anche due
templi urbani dedicati a Tinia e Iuni.

Le caratteristiche sono prevalentemente dovute ad esigenze religiose legate ad templum sacro, ma non ne
possono essere negati gli evidenti applicativi tecnici, pratici e sociali.

-Le ​case s​ ono di notevole grandezza. Era una grande classe media.
-​Tombe a casson​e e ​zippi segnacoli funerari. L
​ e tombe non sono particolarmente ricche.
-Fra i ritrovamenti emerge una ​testa in marmo ​(importato) tipo tardoarcaico, con influssi della grecia orientale:
sorriso arcaico e occhi a mandorla.

URBIERA
-Due zippi etruschi a forma di colonna con rilievi e iscrizione che per la prima volta nominano un titolo
magistral

-Fegato di piacenza.​ Per gli aruspici.

VERUCCHIO​.

Gia nel IX-VIIII fu probabilmente il principale centro etrusco di cultura villanoviana ella romagna. Alla metà
del VI sec. la cultura e caratterizzata da forme evolutive del villanoviano, peculiari e di grandi ricchezza: corredi
veramente spettacolari. L’umidità del terreno e le infiltrazioni d’acqua hanno conservato materiali come legno,
pelli, vello e cibi.

-Nelle tombe sono stati trovati ​oggetti eccezionali in materiali poco abituali​: legno cuoio, stoffe, tessile, ecc.
-Trono di verrochio​, con la forma tipica etrusca (nella Tomba Lippi 85) decorato con alta spalliera, poggiapiedi
e anche un elmo realizzato con vimini e bronzo, e tracce di una tunica di lino e tre tavolini rotondi a tre gambe.
-Sgabello​, con forma vicino orientale (fenicia, siria).
-​Maniglia di un ventaglio​, di legno.
-Scattola ​dilegno, vimini e cuoio.
-Oggetti in ambra.​ Fibule.

SPINA​.

Vivevano etruschi, greci e veneti. Nel secolo VI la città diventa un grande emporion dove arrivavano
dell’Attica ingenti quantitativi di vasellame. L’abito era dislocato su più isolotti, il più grane di 6 ettari. L’area
abitativa era suddivisa in isolati da strade e canali disposti ortogonalmente. Le tombe erano in genere semplici
fosse.

A partire del V secolo si registrò un rinnovato slancio dell’economia, per essere centro di smistamento dei
prodotti del proprio retroterra e della mitteleuropa (grano, metalli, ambra), indirizzati verso il mondo greco.

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La presenza gallica nel III secolo determinerà il tramonto della città.

-Teste in ambra
-Artigianato in ​bronzo c​ on dioscuri con i due cavalli. o Alchile che si taglia i capelli come segno di lutto.
-Ascos a forma di cervo.

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