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George Steiner del corpo delle traduzioni oc-

Il viaggio in
cidentali dalla letteratura cinese ‘è che parec-
chi dei traduttori più noti non conoscono il
Cultura
cinese (...)’. Paradossalmente, scandalosa-
mente forse, essi formano un insieme di par-
ticolare coerenza e sono, in un paio di casi,
superiori per la profondità di comprensione

occidente
e di resa, alle traduzioni basate sulla
conoscenza diretta dell’originale”.
Romanzo popolare
Il “Viaggio in Occidente” è uno dei grandi
romanzi cinesi redatti in lingua parlata, e per-
tanto esclusi dalla letteratura ufficiale. Risale
alla seconda metà del XVI secolo, verso il
Viene pubblicata in lingua italiana per la prima 1570. Mentre la dinastia Ming si avviava a
ricadere nelle mani degli eunuchi e il paese
volta la traduzione integrale del più importante correva verso la crisi che lo avrebbe conseg-
nato alla dinastia manciù, l’indebolirsi del-
romanzo cinese. Conosciuto spesso come “lo l’assolutismo e del conformismo da esso im-
scimmiotto”, è un viaggio fantastico e meraviglioso posto lasciava spazio a un rinascimento, di
cui questi romanzi sono uno dei frutti.
nel mondo della cultura popolare cinese a metà tra Il suo pubblico era senza confronto più am-
pio di quello della letteratura accademica: era
il libro sapienziale e il romanzo di cappa e spada costituito da cinesi di tutti gli ambienti ed è
rimasto fino a oggi un libro noto a tutti.
Sul finire del XX secolo l’immortalità che
L’impresa editoriale Scimmiotto consegue già nel racconto, regge
di Matteo Luteriani Decidere di pubblicare un libro di tale porta- ancora bene: ha resistito a guerre e rivo-
e Serafino Balduzzi ta editoriale (il volume è pubblicato da Luni luzioni, compresa quella culturale; il Grande
Santo è entrato di buona lena, direttamente o
Editrice nella collana Grandi Pensatori

I l traduttore del Viaggio in Occidente, d’Oriente e d’Occidente, 2 voll., pagine com- come ispiratore, nella caricatura, nei fumetti,
Serafino Balduzzi, e coautore del pre- plessive 1600, 60 euro) è certamente una im- nel cinema, nei cartoni animati e nella televi-
sente articolo dice nella sua presen- presa titanica (infatti fino a oggi nessun edi- sione (Son Goku è la versione giapponese del
tazione del testo: “Dovunque questo libro si tore l’aveva portata a termine). Tanto più in suo nome, da cui la fortunatissima e famosis-
trovi, le divinità celesti lo proteggono. Il let- questo scorcio di secolo di crisi sia economi- sima serie televisiva di cartoni animati per
tore deve aprirlo con rispetto e sincerità, ca sia culturale che il nostro paese sta attra- ragazzi Dragon Ball, nata dall’universo fan-
dopo aver purificato le proprie mani e aver versando, paralizzato come è da questioni di tastico del mangaka Akira Toriyama).
bruciato incenso. Quando si sente affaticato bassa bottega e intrighi degni della più deca- La lettura è scorrevole, anche per un occi-
lo chiuda, lo collochi riguardosamente in lu- dente corte del più squallido dei regni. dentale che non abbia familiarità con la Cina.
ogo elevato e badi che non sia sporcato né Le traduzioni occidentali di questo libro si La traduzione stessa è una lettura; se scorre
danneggiato. Per essere degni di leggere il contano sulle dita di una mano: in italiano ne può perdere definizione nei particolari, ma se
‘Viaggio in Occidente’ bisogna sapere queste è apparsa una da Adelphi ma costituisce circa intoppasse nell’erudizione rischierebbe di
cose (Liu Yiming, Commento al Xiyou Ji, il 20% dell’integrale. La prima apparsa fu perdere ogni senso.
scritto alla metà del secolo XVIII). una integrale in lingua russa nel 1959; es- Romanzo per ragazzi
“Il lettore si trova in mano un romanzo istono poi due versioni complete in lingua in- Il Viaggio in Occidente è il romanzo di una
cinese prossimo a duemila pagine: un fiume glese datate anni 70 e l’ultima nel 1991 da scimmia. Non troverete un altro animale par-
di prosa, in cui storie fiabesche, che ignora- André Lévy per la Bibliothèque de la Pléi- lante di questa levatura in nessun’altra letter-
no il confine fra uomini e animali, e in cui si ade. atura. Sono molti i libri (popolari e non) in
incontrano a ogni passo fanciullesche Questa edizione pubblicata da Luni è la pri- cui parlano bestie, da Aristofane, a Renart, a
stranezze. Il libro si presenta come un ma pubblicazione integrale di uno dei grandi La Fontaine, a Kafka; e infiniti quelli in cui
enorme arazzo coperto di piccoli disegni un romanzi classici cinesi che appaia in lingua intervengono divinità, dai poemi omerici, a
po’ rozzi e coloratissimi, continuamente italiana. Un panorama povero. Dice ancora Dante, a Milton, a Brecht.
ripetuti come in una decorazione. Altro che Serafino Balduzzi riguardo la sua traduzione: Nelle pagine di questo libro ci sono linguag-
lavarsi le mani e bruciare incenso! La do- “Ci sarà da vergognarsi di tutte queste ri- gi un po’ sboccati, buffe violenze, e nelle sue
manda che ci si pone è: perché leggere? traduzioni? Rispondere non è facile come pagine non c’è alcun rispetto per la religione:
“Eppure questo libro è da leggere, perché è potrebbe sembrare. Per rifarci ai padri no- la suprema divinità taoista, l’Imperatore di
un grande libro; ha ragione Liu Yiming, le bili: Foscolo snobbava Monti come ‘gran Giada, con rispetto parlando, è un vecchio
divinità celesti lo proteggono. E’ fatto per en- traduttor dei traduttor d’Omero’; eppure l’Il- scemo, pavido e vanitoso; c’è gusto a man-
trare a far parte della mente del lettore, ar- iade tradotta da Vincenzo Monti resta memo- cargli di rispetto e non è difficile tenere in
ricchendo le metafore con cui egli si aiuta a rabile, mentre i saggi di traduzione omerica scacco la sua ridicola onnipotenza burocrati-
capire e a esprimere l’esperienza, e aiutan- di Ugo Foscolo non lo sono. Può accadere ca. Il patriarca del Tao, Laozi, è un vecchio
dolo a vivere; in particolare a conservare, di che il testo transiti dall’originale a un dotto burbero un po’ svanito, benché si faccia
fronte alle contusioni e frustrazioni della vi- limbo traduzionese, ma poi sia necessario ri- rispettare per la sua competenza (e vera pas-
ta, la serenità attiva e la capacità di ridere. tradurlo, per farlo entrare davvero nella lin- sione) per la tecnologia dei materiali.
Sennò, a che cosa servirebbero i libri?”. gua di destinazione. ‘Il fatto bizzarro’ dice Il Buddha invece è un osso duro, e la pusa
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Guanyin, vecchia zitella inacidita che va in trito campionario di gagliofferie clericali. quest’altra grande ricerca, che occupa la
giro con un pappagallo bianco, è la sua deg- Quanto agli animali parlanti, si deve ammet- maggior parte del romanzo. Dapprima Tripi-
na complice. Sono una coppia di potentissimi tere che i personaggi animali prevalgono taka si procura avventurosamente la compag-

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e sadici imbroglioni. Tutto ciò che in un uo- sugli uomini. Nel clima mentale, nelle cre- nia e l’aiuto di tre guerrieri e di un cavallo, e
mo può aver valore si deve proteggere e denze religiose, nell’allestimento narrativo poi attraversa con loro spazi continentali
nascondere da loro, che sanno tutto, mettono del racconto, le forme viventi animali si sconfinati, dove una successione di demoni e
il becco dappertutto, approfittano di tutto per trasformano facilmente l’una nell’altra: non mostri di varia natura impongono prove e
conseguire i propri fini, e non conoscono né si attribuiscono loro confini così rigidi come scontri a non finire.
lealtà né rispetto per gli altri. Poiché il libro noi siamo abituati a immaginare. Per vari aspetti, è irresistibile il parallelo con
i romanzi medievali cavallereschi dell’occi-
dente. La tipologia delle vicende, il racconto
che continuamente si rinnova e resta sempre
lo stesso, l’impiego ripetuto dei medesimi
congegni, le vicende avventurose così fitte
che alla fine è come se non accadesse nulla,
ricordano i romanzi cavallereschi che hanno
alimentato le letture di tante generazioni di
nostri antenati. Il gioco prende forza dalla
ripetizione, contiene un farmaco che ha effet-
to distensivo attraverso la narcosi; questi an-
tichi romanzi popolari lo condividono con
serial, telenovele e videogame narrativi at-
tuali.
I duelli sono frequenti, la professionalità e
specializzazione dei combattenti, lo scontro
verbale che accompagna e sostiene quello
fisico, la ritualità, l’estetica delle armi e degli
atteggiamenti, l’etica dello scontro e i suoi
limiti, sono elementi familiari al lettore di ro-
manzi cavallereschi occidentali, che il decoro
esotico e una dose inconsueta di magia non
fanno venir meno.
Si ripetono le insidie con scenari prestabiliti;
non mancano ai nostri cavalieri appiedati
cinesi gli alberi della foresta, ma il fondale
preferito è la montagna.
Non manca la caratteristica mescolanza della
fede in dio e fedeltà al signore dei cavalieri;
né le ricorrenti azioni di polizia raddrizza-
torti. I poli bene/male, indispensabili per in-
dividuare amici e nemici, si potrebbero sup-
porre ortodossamente forniti da due religioni:
buddisti contro taoisti, come cristiani contro
saraceni. Ma la pacifica convivenza fra i due
poli non trova alcuna corrispondenza occi-
dentale e non è incrinata dalla minima in-
comprensione teologica: essa è tutta cinese e
costituisce una delle fonti del fascino del li-
bro. In parole semplici, qui i buoni sono
quelli che stanno dalla parte del governo, e i
cattivi quelli che se ne fregano e pensano ai
fatti propri; mentre quella scimmia protago-
nista è un cattivo divenuto buono, ma con
certe riserve, oppure un buono pieno di cat-
tiveria.
Il Viaggio in Occidente utilizza il repertorio
dei romanzi di cappa e spada, che sono sem-
inalbera bandiera buddista, è naturale che pre piaciuti ai cinesi, con la costante preoc-
questi personaggi siano trattati con rispetto Romanzo cavalleresco cupazione di fonderne i motivi per assicurare
formale. Ma resta l’impressione che persino La prima parte del romanzo è dedicata alla la loro coerenza nello specifico racconto
l’autore ne abbia paura, e parli bene di loro cerca dell’immortalità da parte di Scimmiot- (questa, in un romanzo cavalleresco, è l’alta
per dovere d’ufficio; di fatto non li propone to; segue il racconto di come il monaco Trip- qualità) e vi è un gran numero di libere in-
né all’affetto, né semplicemente al rispetto itaka venga incaricato dall’imperatore di re- venzioni: ciascuno dei cento capitoli reca le
dei lettori. Si aggiungano i “monaci buddisti carsi in Occidente (cioè in India) per procu- sue; comprendono suggestive ambivalenze e
fannulloni e preti taoisti balordi”, con un nu- rarsi le scritture del Buddha e prende l’avvio giochi di specchi, la vera meta del viaggio
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viene sostituita strada facendo, ma l’insieme telligenza e di spirito; dunque erano nati per natura, ed è il percorso formativo dei person-
è troppo complesso per restare circoscritto al l’opposizione: da lontano predicavano il non- aggi; attraverso una sola vita o, se occorrono,
genere: è al di là della cappa e spada, come governo. La Cina diede la palma a chi la più vite.
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Orlando Furioso e Don Chisciotte sono al di meritava. In compenso i taoisti non affon- Reincarnazioni e ascesi sono trattate in modo
là della cavalleria. darono, ma rimasero in circolazione come molto materiale; il lettore occidentale per
Romanzo religioso minoranza. Il buddismo giunse dall’India nel diletto non si troverà trascinato a divenire es-
Questo è un romanzo religioso; la sua primo secolo dopo Cristo e prese gradual- perto di mistica orientale, ma in compenso
etichetta da frontespizio sarebbe appunto: ro- mente piede nel paese. Anch’esso muoveva non avrà difficoltà a familiarizzarsi.
manzo buddista. Sorprenderà, dopo quanto si da un complesso sistema sapienziale, ma ten- Romanzo satirico
è detto su alcuni suoi personaggi divini e sul deva a ricavarne una religione moderna, in- Scimmiotto a contatto con le corti umane, ce-
materialismo pervasivo; eppure l’elemento dipendente dai venerandi relitti della preisto- lesti e infernali genera satira capace di fero-
lato sensu religioso ha rilievo da ben quattro ria religiosa. L’oggetto straniero penetrato cia. Porcellino è un personaggio comico, con
punti di vista. nel Paese di Mezzo fu assimilato e levigato le incombenze del buffone. Un po’ tutti i per-
1- Il viaggio in Occidente si presenta ufficial- secondo i gusti degli ospiti. Il nostro libro è sonaggi sono caratterizzati o agiscono con
mente come un’agiografia. Il viaggio in occi- immerso nell’amalgama di buddismo, taois- aspetti che muovono il riso o il sorriso. E’
dente alla ricerca dei testi buddisti è storico: mo e confucianesimo che caratterizzava la chiaro che nessuna delle etichette elencate è
lo compì nel VII secolo il monaco Xuanzang Cina: esso è rivendicato, con qualche ra- più giusta delle altre, nemmeno quella di ro-
e ne lasciò una bella relazione inclusa nel gione, a tutte e tre le religioni. Il motto ripor- manzo umoristico, oppure satirico. Ma l’in-
canone buddista cinese. L’autore tuttavia non tato in apertura del presente Invito a leggere, grediente fondamentale, che nel libro dà
ha utilizzato in alcun modo la relazione del per esempio, è di ascendenza taoista. rilievo a ogni altro sapore, è precisamente un
vero Tripitaka; non sarebbe mancata la possi- L’assenza di incomprensioni teologiche non umorismo pervasivo, anzi una coppia di
bilità di desumerne materiale romanzesco, esclude conflitti più limitati. In mancanza umorismi: quello generato dalla benevolenza
ma egli ha preferito tenersene lontano. Co- della spina teologica, i conflitti restano limi- e dall’ottimismo, e quello che ha radici nel-
munque il romanzo si inserisce in una tati e non impediscono che i vari ingredienti l’ira e nel disprezzo.
tradizione di leggende sul viaggio di Tripita- siano mescolati in una sola pentola. Fra l’alta La principale molla del comico è l’innesto –
ka, nella quale è stato preceduto e seguito da sapienza astratta e la bassa pratica magica, sulla fiammeggiante fantasmagoria orientale
molti testi più semplici. concreta e utilitaria, non sembra restare – della grigia e quotidiana prassi della buro-
2- Il libro utilizza copioso materiale mi- libero alcun luogo intermedio come quello crazia mandarinale. Si noterà che l’accosta-
tografico, tanto cinese quanto indiano, sia occupato dalle religioni monoteiste. Esseri di mento non è gratuito: la corte cinese (come
riferendolo, sia prendendolo a modello. Il entrambe le cerchie, selvatici animali taoisti del resto altre corti, anche in tempi a noi vici-
racconto ha motivi in comune con il della montagna e bestiole domestiche di cer- ni) credeva davvero di gestire con la buro-
Râmâyana, venerando epos mitologico fuori chia buddista, o funzionari dell’una e dell’al- crazia sia l’universo vero, sia – dove even-
dal tempo, in cui la scimmia Hanuman incar- tra burocrazia, si dedicano senza posa a tualmente se ne differenzi – l’universo fan-
na il guerriero fedele. Con il materiale mi- un’allegra ascesi. La loro meta è di sottrarsi tastico.
tografico ne confluisce altro derivato dalla alla ruota della trasmigrazione (morte e rein- Romanzo di viaggi
tradizione dei cantastorie che raccontavano a carnazione), non in direzione del nirvana, ma Per concludere il gioco ci si aspetterebbe,
voce le storie inventate da loro o prese dalle piuttosto di una vita confortevole che duri considerati il titolo (viaggio o peregrinazione
leggende popolari nelle piazze. Nel romanzo mille e mille anni. La convivenza e inestrica- che sia) e il soggetto del libro, di poterlo con-
stesso, ogni capitolo si conclude con l’invito bile mescolanza di mentalità, mitologie e siderare anche come romanzo di viaggi. Ed è
promozionale a continuare, non a leggere, paradisi è narrata con occhio che tutto condi- vero che i personaggi camminano per anni,
ma ad ascoltare. E’ solo un vezzo: in realtà vide, prende gusto a tutte le storie e mantiene ma è come se conducessero un’infinita esplo-
un abisso separa il grande romanzo, forte- indipendente la propria umanità. Per gioco, razione dei dintorni del loro punto di parten-
mente elaborato, dalle leggende cantate in pi- potremmo dire che nel libro è confuciana la za. Lo spazio-tempo del viaggio, sorvegliato
azza. Non è nemmeno certissimo che il libro mentalità, taoista la fantasia, buddista la dec- nei cicli stagionali, è per ogni altro verso
sia stato scritto da Wu Cheng’en. Ma esso orazione e wucheng’eniano l’umorismo. simbolico e irrealistico. Una curiosa inven-
presenta una chiara impronta dell’autore: un 4- E’ possibile una lettura dell’intero libro in zione fa convivere, accanto a uno spazio-
uomo pieno di spirito, non privo di risorse chiave di allegoria cosmologica; molti titoli e tempo espanso più del vero mediante la ripe-
come narratore, saggio e umorale, colto e in- una parte dei versi mostrano che l’operazione tizione, un altro che viene contratto a piacere
dipendente. Per il lettore l’importanza del non è arbitraria. Per noi lettori occidentali da un viaggiatore velocissimo, che lo divora
nome deriva dalle opere o notizie significa- non eruditi restano semplici tocchi di colore ancor più in fretta di quanto sappiano fare i
tive che vi si raccolgono intorno; e qui c’è locale. Niente di più naturale che questo as- nostri tappeti volanti a reazione, pur suffici-
poco o nulla da aggiungere. Un nudo nome petto sia stato oggetto di approfondite indagi- enti a ridurre il mondo a un villaggio.
ne vale un altro: grand’uomo, Wu Cheng’en. ni e di considerevoli esagerazioni. In compenso, per chi non sia del posto e del
3- Come tutti sanno, Confucio e Laozi fon- Romanzo di formazione tempo, c’è molto da imparare sulla Cina del
darono sistemi sapienziali, che per qualche La meta è sempre presente allo spirito, le XVI secolo, e le pagine del libro sono ric-
tempo entrarono in competizione per la con- avventure durano lo stretto indispensabile e chissime di informazioni dal vivo: i person-
quista del mondo cinese. Prevalse Confucio, sono immediatamente seguite dalla partenza aggi viaggiano davanti a fondali dipinti, ma i
e con il senno di poi si deve ammettere che all’alba in direzione ovest; quando non vi lettori compiono un autentico viaggio-sog-
era destino. I confuciani erano gente pratica, sono ostacoli, ci si ferma soltanto per il tem- giorno nello spazio e nel tempo. Abitudini
fatta per governare; se non si fossero im- po indispensabile per le necessità fisio- quotidiane, cibo e cucina, abiti e oggetti,
padroniti del governo, sarebbero affondati logiche. abitazioni, templi, funzioni religiose, buro-
nel grigiore fino a scomparirvi; mentre, come Non stupisce. I viaggiatori devono ubbidire a crazia, giustizia, guerra, caccia, armi, diplo-
governanti, fondarono il sistema politico più ordini imperiali e celesti, e soprattutto de- mazia, rapporti personali, rapporti familiari,
resistente e durevole che si sia mai sperimen- vono divenire, devono raggiungere la per- medicina ecc. Gli ambienti più esplorati sono
tato sotto il sole. I taoisti splendevano di in- fezione buddista. E’ una continuità della i conventi e le corti, con la relativa buro-
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crazia; ma anche case di contadini e mercan- qquadro. Scimmiotto non ama la menzogna e si rivolgeva al potere costituito, esercitando
ti. la usa solo a ragion veduta, di solito come ar- ora la ribellione, ora il mugugno: queste cir-
Non stupirà che la saggezza esoterica sia ac- ma di combattimento. costanze aiutano a spiegare la sorprendente

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compagnata dalla saggezza popolare, con un Scimmiotto ha una duplice, curiosa qualifi- capacità che mostra Scimmiotto di parlare (o
flusso continuo dei proverbiali proverbi cine- cazione metafisica e metaforica, da non igno- far parlare la Cina) al lettore occidentale.
si. rare nel corso della lettura delle sue imprese, Tuttavia lo sguardo che i suoi “occhi di fuo-
Sun Wukong, Scimmiotto per coglierne insieme il lato notturno e quel- co dalle pupille d’oro” rivolgono a persone e
Perché il Viaggio in Occidente è un grande lo razionale. cose resta sempre il più limpido, e il più
libro? Il perché è Scimmiotto. Si è detto Da un lato, benché figlio del cosmo (della comprensibile anche per gente, come noi,
come il protagonista del viaggio in occidente limpidezza celeste e del rigoglio terrestre, da lontana dal suo tempo e dal suo paese. Gra-
sia ufficialmente il monaco Tripitaka, ma Wu loro nutrito in seno a una rupe che lo par- zie a lui possiamo mescolarci al pubblico dei
Cheng’en ha preferito utilizzarla solo di torisce), egli incarna una scheggia del caos destinatari originari del racconto, condi-
sbieco e ha puntato tutto su Scimmiotto. primordiale. Brilla nel cosmo attraverso tutte viderne il piacere e comprendere senza sfor-
zo la loro umanità.
Scimmiotto in
Occidente
Oggi la Cina sembra aver
compiuto la sua secolare disce-
sa e permanenza agl’inferi, e
ne sta risalendo come una frec-
cia, per quanto lungo possa es-
sere il percorso. Gradualmente
essa perderà il connotato di
paradiso del lavoro a basso
costo, e andrà acquistando
quello di grande mercato (ma-
gari alla fine il più grande del
mondo). Ciò che probabil-
mente non cambierà, sarà l’im-
possibilità di capirla con il so-
lo aiuto di idee occidentali.
Nel retaggio dei cinesi vi è un
talento senza pari per i com-
merci, le tecnologie e ogni for-
ma di saper vivere. Essi hanno
certo buone carte per aver suc-
cesso nella “competizione
globale”, e nei prossimi decen-
ni non mancheranno di di-
mostrarlo.
Ma nulla, che da fuori entri in
Cina, rimane qual era. Non
perché il paese sia “chiuso”,
ma perché ha sempre avuto
una potente propensione (e i
mezzi culturali occorrenti) per
tutto trasformare, metaboliz-
zare e sinizzare. Per convivere
con costoro (e sarà un affare
eccellente, oppure una neces-
sità inderogabile) bisognerà
accettare di ricevere da loro
E’ lui che mette in gioco tutti gli altri person- le ere del tempo che ciclicamente lo rinno- non meno di quanto si dia: è inevitabile in-
aggi, uomini, dèi e mostri. Chi non entra in vano, ma non partecipa del suo ordine del contrarsi a mezza strada. Dunque bisognerà
conflitto con il collerico Scimmiotto, in momento: è invece un principio di dis- conoscerli bene.
questa storia può solo vegetare ai margini. truzione, ed è forse la possibilità peren- Di che cosa sono fatti i cinesi? Il Viaggio in
Man mano che il racconto avanza si sarebbe nemente latente di ordini diversi. Occidente, per esempio, con la sua vitalità
portati a dimenticare la sua natura scimmi- D’altro lato egli – la scimmia – simboleggia che perdura dopo quattro secoli tumultuosi, è
esca; sia perché è un uomo straordinario, il cuore d’uomo: uno dei tanti ingredienti. Una molecola della
dotato di una incontenibile, perenne, destabi- Applicando insieme le due metafore al mente cinese è custodita qui.
lizzante, feroce allegria e soggetto a una medesimo personaggio, Wu Cheng’en le Cosa resta infine da dire?
collera incendiaria; sia perché detiene il pun- identifica fra loro, o almeno le forza a convi- Tuffatevi nella lettura di questo meraviglioso
to di vista dominante, e il lettore viene invita- vere. affresco del Viaggio in Occidente per com-
to a identificarsi con lui. La vita lo porta fino Scimmiotto dovette piacere alla gente anche prendere al tempo stesso il presente, il pas-
a salire al paradiso taoista e a metterlo a so- per l’insolito spirito di indipendenza con cui sato, e il futuro che ci aspetta! Buona lettura.
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