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PERIODICO della icsART N.

2 - Febbraio ANNO 2018

icsART
In copertina: PATRIZIA GANDINI, APOCALISSE, 2007, tempera e carboncino su tela, 82x82 cm
02 icsART
sommario
Febbraio 2018, Anno 7 - N.2

Editoriale I Modì tarocchi pag. 4

Politiche culturali Le parole tra noi leggere pag. 5

Intervista ad un artista Patrizia Gandini pag. 6-19

Mercato dell’arte? Fernand Léger pag. 20-21

Le regole del caso Transparent Fractures pag. 22-23

Storia dell’arte Un mondo di oggetti pag. 24-25

News dal mondo

FERNAND LÉGER Contraste de formes, 1913 pag. 28

FERNAND LÉGER Nature morte aux éléments mécaniques,1918 pag. 29

FERNAND LÉGER Les cylindres colorés, 1918 pag. 30

FERNAND LÉGER Le corsage rouge, 1922 pag. 31

Omaggio a FERNAND LÉGER Oui, je suis Cubist, 2017 pag. 32

Copyright icsART Tutti i diritti sono riservati


L’Editore rimane a disposizione degli eventuali detentori dei diritti delle immagini (o eventuali
scambi tra fotografi) che non è riuscito a definire, nè a rintracciare
EDITORIALE

storico critico su qualsiasi opera, è necessario


poterla osservare dal vero, da vicino e analiz-
zare molti dettagli che contribuiscono a garan-
tirne l'autenticità. Anche il fatto che qualcuna
sia stata esposta da anni presso musei e gallerie
importanti, contribuisce a far superare even-
tuali perplessità che qualcuno possa provare di
fronte a certe tele. Ma alcuni dei quadri esposti
alla mostra e visibili sui siti internet (vedi in bas-
so), sono talmente grossolani che una persona
dotata di un minimo di competenza e di gusto,
I MODI' TAROCCHI vedendoli avrebbe provato un senso di racca-
In Italia non si finisce mai di stupirsi: nella mo- priccio. Possibile che, a parte i pochi contesta-
stra internazionale di Amedeo Modigliani tenu- tori, a nessuno degli "esperti" sia sorto qualche
ta al Palazzo Ducale di Genova e visitata da oltre dubbio sull’autore di questi dipinti?
100mila persone, una ventina di opere di uno Questa scoperta contribuisce a far dubitare del-
degli artisti più famosi al mondo sono tarocca- le reali capacità di molti studiosi che, magari co-
te. Taroccate, non prodotte da abilissimi artisti noscono tutto il materiale storico e documenta-
specializzatisi nella falsificazione di dipinti "alla rio relativo all'artista, ma non sono in grado di
maniera di" Modigliani, ma da veri e propri di- comprenderlo dal punto di vista tecnico, stilisti-
lettanti privi della minima abilità pittorica. Sicu- co ed estetico, al punto di sdilinquirsi di fronte
ramente, per essere in grado di dare un giudizio a delle vere e proprie croste.
POLITICA CULTURALE

piaciuto anche a tutti quelli arrivati dopo.


Da allora - a destra e manca - è stato tutto un
fiorire di anglicismi dettati in parte dal tipico
provincialismo italiota, ma soprattutto dalla
scelta - molto meno ingenua e nobile - di edul-
corare, minimizzare o mascherare decisioni po-
litiche dolorose, impopolari o truffaldine. L'ul-
tima edizione del dizionario Devolo-Oli riporta
un elenco di 3400 parole "itanglesi" ormai di
uso comune: tralasciando quelle specifiche dei
vari gerghi tecnico-scientifici (nell'informatica,
finanza, sport, marketing, medicina, ingegneria
ecc.), spesso inutili da tradurre perché interna-
zionali, sono troppe e poco o nulla compren-
sibili le parole entrate nel vocabolario politico.
In attesa dell'"election day", tutti promettono
la "flat tax", anche se ieri ci spiegavano che a
causa del "rating" lo "spread" era vicino al "de-
LE PAROLE TRA NOI LEGGERE fault" e che l'unica soluzione per garantire il
Le elezioni si stanno avvicinando e i politici fan- "welfare" era l'"austerity": rivedere i "ticket",
no a gara a chi le spara più grosse, promesse rinunciare alla "devolution" e attuare la "spen-
mirabolanti e incredibili, diciamo pure, impos- ding review". Grazie ai soldi del "quantitative
sibili da mantenere. Ma dato che il politico easing" e della "voluntary disclosure" tiriamo a
italiano si attiene rigorosamente alla massima campare e, per affrontare il problema dei bam-
giuridica latina, "Ad impossibilia nemo tenetur" boccioni "choosy" e "neets", il "trendy" Renzi,
(nessuno è obbligato a fare cose impossibili), tra uno "storytelling" e un "selfie", si è inventa-
già si sa come andranno a finire. In compenso, to il "Jobs act" e il "job on call" è ormai l'unico
stante l'aumento degli scettici e degli agnostici, lavoro esistente. Ha promosso però il "fertility
la nostra classe politica ha escogitato un siste- day" e la "stepchild adoption" per rilanciare la
ma astuto per convincere i cittadini. Fare quello crescita ma, dopo la firma del "bail-in" c'è stato
che ha promesso? No: cambiare nome alle cose il "crack" delle banche e così si valuta una "no
e, invece di chiamarle con la normale parola tax area" (da non confondere con i "no Vax")
italiana, usare dei termini inglesi che assumano per i "drop out". Per far fronte alle "fake news"
quel certo non so che di esotico e moderno ca- si richiede una "cyber security" che control-
pace di sedurre il consumatore-elettore. li la "privacy" ma i "wistlerblower" rischiano il
Con la "scesa in campo" di Berlusconi e il suo "mobbing" e lo "stalking". Nel frattempo, nel
"Blind trust", il datato "Segretario del partito" suo "statement", l'Eurogruppo invita gli Stati
diventa "Leader" e il burocratico "Presidente a rischio di "non compliance'" ad attuare una
del Consiglio" cambia in "Premier", titolo che è "governance" coerente con l'"economic trend".

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Intervista a PATRIZIA GANDINI

Osservando la produzione artistica di Patrizia Gandini nel corso della sua carriera non si può non
rimanere stupiti per la coerenza e la continuità che l'ha accompagnata. Naturalmente, si sono veri-
ficati tutti quei cambiamenti che derivano dall'esperienza, dalla maggior consapevolezza e dal con-
trollo dei mezzi tecnici, ma l'energia di fondo che sprigiona da ogni sua opera è rimasta inalterata.
La potente forza che la spinge ad approcciarsi alla tela, quasi ad aggredirla, per far scaturire attra-
verso le sue pennellate lunghe, rapide, dinamiche, caratterizzate dal movimento verso la luce e gli
spazi esterni, è espressione di una necessità interiore che deve venire alla luce. Nei colori, grandi
protagonisti delle sue tele, compaiono tutti i simboli alchemici: il rosso del fuoco, i neri che sottoli-
neano la materialità della terra, i bianchi dell'aria, gli azzurri e i blu che rimandano alle profondità
dell'acqua: un'esplosione di elementi naturali da cui, come fossili, emergono piante e foglie vere.
Che Patrizia sia strettamente e intimamente legata a una specie di energia primigenia, lo dicono i
titoli dei suoi quadri e anche la sua fascinazione per la ceramica Raku, una tecnica antica che si basa
sul rapporto diretto con un elemento come il fuoco, simbolicamente assimilabile al caos primordia-
le. Un tipo di cottura complicata, rischiosa e incontrollabile perché il caso interviene nella esecu-
zione dell'opera partecipando alla creazione di figure e cromie imprevedibili. Non c'è soluzione di
continuità tra i lavori plastici e quelli pittorici perché, in entrambi, dall'artista prende avvio l'azione
che - modificandosi nel suo farsi - assume contenuti e significati inaspettati.
Patrizia è un'artista informale che usa il gesto e la materia per esprimere le emozioni provenienti
dagli strati profondi dell'inconscio, in cui è sempre presente anche un'attenta ricerca estetica e com-
positiva che deriva dal talento naturale sorretto da una passione autentica.

Paolo Tomio

A sinistra: MAR ROSSO, 1999, tempera e collage In basso: L'ENERGIA SEGUE IL PENSIERO, 2016
su tela, 150x100 cm acrilico su cartone, 80x120 cm
Quando e perché hai cominciato a interessarti Quali sono stati le correnti artistiche e gli artisti
all’arte e dedicarti alla pittura? che ti hanno influenzato agli inizi?

Crescendo a contatto con la natura fin da bam- Mi hanno affascinato tutte le correnti dei vari
bina osservavo con stupore le forme di piante, periodi storici. All’inizio degli studi alle lezioni
insetti e animali, i colori dei fiori, del cielo, le di storia dell’arte e disegno dal vero, le figure
meraviglie che mi circondavano. dell’arte classica, Michelangelo, Caravaggio
La cosa più naturale e piacevole è stato il de- erano i miei preferiti. Poi mi incuriosiva Picas-
siderio di copiare queste forme naturali attra- so e mi affascinava molto la corrente artistica
verso l’uso di matita e colori. Poi crescendo e dell’impressionismo, dell’espressionismo e del
sentendo l’aumentare di questa mia passione futurismo.
innata si è innescata la curiosità di conosce-
re l’arte e capirne il vero significato. Questo è
stato l’input che mi ha portata a dedicarmi alla Nel corso della tua carriera, hai conosciuto arti-
pittura. sti locali o nazionali?

Ho conosciuto da vicino diversi pittori di Pergi-


L'ORIGINE DI UN NUOVO MONDO, 2011, acrilico su
tela, 100x100 cm
TUTTO E' ENERGIA, 2014 tecnica mista su tela
82x82 cm
ne Valsugana. Ho conosciuto il maestro-pittore
Ivo Fruet poi Aldo Caron maestro-scultore na-
zionale. Frequentandoli ho avuto con loro uno Non vedo grandi innovazioni nell’espressione
scambio e approfondimento di impressioni, co- artistica contemporanea se non per l’uso di
noscenze tecniche e di pensiero. nuove tecnologie. C’è molta confusione, osser-
vo ciò che succede ma non riesco a farmi entu-
siasmare positivamente.
Cosa ti interessa e cosa non ti piace dell’arte
contemporanea?
Prima di approdare al linguaggio gestuale
L’arte contemporanea è inevitabilmente l’e- hai frequentato anche forme più figurative di
spressione di questo difficile momento storico. espressione?

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Inizialmente realizzavo disegni a penna o a ma- pegno fisico e psichico particolare?
tita di paesaggi, di immagini e figure di donna I
inventate o copiate da foto o riviste, inserendo-
le in un mio contesto surreale. Poi ho iniziato l mio modo di esprimermi in pittura, richiede
a stilizzare questi personaggi a deformarli fino non tanto un impegno fisico, quanto uno stato
a renderli quasi irriconoscibili, ma sempre pre- psicologico particolarmente intenso. Quando
senti nello spazio circostante e diventando un dipingo ho la sensazione di essere proiettata in
tutt’uno con esso. una dimensione dove il tempo non esiste più, si
dilata e in quel momento ho la giusta sensibilità
e libertà di descrivere e dare forma ai miei pen-
Il tuo tipo di pittura "gestuale" richiede un im- sieri e alle mie emozioni.

SUONI E VIBRAZIONI NELLO SPAZIO, 2012


acrilico su tela, 120x100 cm
ONDA ANOMALA, 2011, tecnica mista su tela
70x100 cm
Cosa significano per te i materiali che inserisci
nei tuoi dipinti?
In base al mio stato d’animo parto con un segno
Dipingendo con colori a tempera su tela, carta e una traccia di colore sulla superficie bianca.
o cartone ho l’esigenza a volte di dare maggio- Da li proseguo il mio viaggio proiettando sulla
re materialità all’immagine creando una certa tela il mio pensiero, espressione interiore, emo-
bidimensionalità della superficie. Quindi inse- zione di quel preciso momento, rielaborazione
risco materiali come pezzi di cartone, abbinati di emozioni vissute quotidianamente, ma an-
a carte veline colorate. Altre volte questi ma- che di fatti di attualità e di cronaca. Racconto
teriali devono diventare simboli di un specifico me stessa con tutta l’energia e la passionalità
momento di vita. Per questo inserisco fram- nell’affrontare questa vita.
menti di realtà come foglie, fili d’erba elementi
che trovo in natura.
Qual è la tecnica artistica che utilizzi principal-
mente nella tua pittura?
Quando inizi un nuovo dipinto hai già in mente
un tema, un soggetto o ti muovi senza vincoli Tecnicamente mi esprimo con colori a tempera,
predeterminati? acrilici, su cartone o tela con l’ausilio di pennel-

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li e spatola. Amo sperimentare creando degli sta vita. Da sempre carico le mie opere di for-
effetti con cera fusa, collage di carte, cartoni e te energia e dinamica che fanno parte del mio
quant’altro e l’uso del carboncino. temperamento. Per questo motivo mi affascina
il concetto che tutto nell’universo è energia che
ogni essere è in comunicazione con il prossimo
Ritieni di rappresentare nelle tue tele concetti in forma subliminale; ogni cosa e ogni essere è
o emozioni? Sei interessata a un “messaggio” partecipe dell’evoluzione e della vita in sé.
nell’opera?

Dipingo e inevitabilmente racconto ed esprimo Come definiresti il tuo stile? Quali sono, secon-
me stessa, il mio mondo interiore, i miei pen- do te, le caratteristiche che ti rendono ricono-
sieri, le mie emozioni che nascono nel vivere la scibile?
mia quotidianità con le sue contrarietà e malu-
mori, con l’amore e la curiosità di vivere que- Esprimermi liberamente con segni, colori e for-
me che escono con immediatezza in contempo-
ranea al mio stato d’animo, liberandomi della
DISTACCO, 2017, acrilico su tela, 80x90 cm
INTERAZIONE DI ENERGIE, 2017, tempera su tela
90x80 cm
costrizione all’immagine è l’espressione più li-
bera e confacente a me. Un’espressione infor-
male, riconoscibile nell’uso di segni e di colori ceramica Raku? In cosa si differenzia dalla cera-
forti in una dinamica persistente ma che man- mica tradizionale?
tengono un contesto armonico e equilibrato.
La voglia di sperimentare nuove tecniche mi
ha avvicinata alla conoscenza dell’affascinante
Quando e perché hai iniziato a sperimentare la mondo della ceramica e ceramica Raku. La dif-

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ferenza principale tra le due tecniche sta nel-
la cottura finale. L’oggetto in ceramica dopo la
cottura (col colore) si raffredda nel forno, inve-
ce nel Raku l’oggetto viene tolto dal forno alla
temperatura di 940°, portato in riduzione con
mancanza di ossigeno buttandolo nei trucioli
di segatura, subendo uno shock termico. Così
facendo gli ossidi degli smalti subiscono una
reazione chimica, assumendo colori particolari,
iridescenti con riflessi unici e dove la terracot-
ta è senza smalto acquisisce il colore nero del
fumo assorbito nella riduzione. E’ una sorta di
rito primordiale che ha origine in Giappone nel
XVI secolo. E’ legato alla filosofia Zen. Il signifi-
cato di Raku è: gioire il giorno, vivere in armo-
nia con le cose e con gli uomini. Questa tecnica
si distingue per la sua imprevedibilità nel risul-
tato. Ogni pezzo che esce dal forno sarà sempre
differente da un altro, quindi unico e irripetibile

Esiste, secondo te, una “pittura femminile” op-


pure l’arte non ha sesso?

La storia ci ricorda che la “pittura al femmi-


nile” è esistita. Era quella quando per ragioni
morali, alla donna era impossibile copiare un’a-
natomia sia maschile che femminile, visitare
musei, dipingere grandi tele ad olio, potendo
esprimersi unicamente con l’acquarello o la
miniatura, considerate un’espressione minore,
un piacevole hobby. Col tempo gli artisti uomini
hanno ceduto lo scettro della supremazia con
difficoltà alla donna che ha acquisito la propria
autonomia e solo recentemente la creatività al
femminile espressa in arte ha trovato la sua li-

ORIZZONTI, lampada scultura in ceramica


e vetro, h 44 cm

DONNA, particolare, lampada scultura


in ceramica h 65 cm

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LA LUNA E IL MARE, 1987, tempera su tela
bertà. Uomo e donna sono un unico universo, 70x100 cm
sono un ‘espressione unica di emozioni fatte di
entusiasmi, rabbia, dolcezza, inscindibili perché
vivono insieme. L’arte non ha sesso, non esiste In quel poco che seguo vedo un blocco nell’atti-
un femminile o un maschile nello stile artistico. vità del settore con poco interesse nell’investire
nell’arte e nel valorizzare gli artisti trentini per
dare loro almeno l’opportunità di esporre e far-
Come ti sembra il panorama dei pittori trentini si conoscere in spazi gratuiti e ben gestiti.
d’oggi? Questo sarebbe un grande incentivo per valo-
rizzare e promuovere la cultura dell’arte in ge-
Il Trentino offre una carrellata di artisti di buon nerale.
livello che, grazie al loro entusiasmo assieme a
quello di alcune Gallerie d’Arte, riescono a re-
alizzare quel poco che vediamo nel panorama Cosa manca al Trentino per poter essere più
culturale Trentino. presente sul mercato esterno?

Ogni artista è libero di mettersi sul mercato


Segui la “politica culturale” trentina? Pensi che esterno consapevole delle proprie potenzialità.
si possa fare di più per il settore artistico? E’ una scelta personale.

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Cos’è la bellezza? E’ un valore che ricerchi o è sinonimo di libertà, di grande sensibilità e pas-
subordinato ad altri valori? sione, il tutto con il risultato finale di grande po-
tenzialità di trasporto.
La bellezza racchiude in sé un insieme di ingre-
dienti: armonia, sensazione di piacevolezza, at-
trazione ed equilibrio. Tutti elementi che ricer- E, per finire, cosa è per te l’arte?
co spesso nel mio fare pittura e ceramica.
L’arte è il risultato dell’opera di un artista, che
oltre a farti riflettere, a portarti armonia e pia-
Chi è l’artista? cevolezza è anche l’espressione che fissa un
momento di vita, è testimonianza di storia, di
L’artista è colui che esprime sé stesso in libertà cultura.
con l’uso di colori e mezzi con i quali realizza
qualche cosa di unico, di magico, di curioso che
ti coinvolge e ti prende al punto che quando
l’osservi diventi partecipe diretto della poesia
e della gioia con cui lo ha realizzato. L’artista è

CROLLO, 2018, acrilico e collage A destra: AMORE E DOLORE, 1999, acrilico


80x100 cm e collage su cartone, 150x100 cm
Nel 1999 vince il premio per la realizzazione del
logo per il 100° anno di Fondazione della Cassa
Rurale di Levico. Successivamente si avvicina al
mondo della ceramica e ceramica raku, quest’ultima
risalente al 16° secolo e legata alla filosofia Zen, con
sculture luminose dai vetri colorati inseriti nel corpo
scultoreo delle lampade e all’oggettistica con grafie
primitive.
Patrizia Gandini continua nel suo lavoro affascinata
sempre più dal rito creativo della ceramica
raku portando avanti questa sua passione
quotidianamente, nella sua casa-studio di Pergine
Valsugana.
Principali esposizioni
1985 Bologna, Brescia, Trento, Galleria 9 Colonne
1986 Pergine Valsugana (TN), Sala Majer
1991 Pergine Valsugana (TN), Sala Filanda
1993 Trento, Sala della Tromba
1993 Iglesias( CA), Foresteria Monteponi
1995 Trento, Galleria Quadri Arte
PATRIZIA GANDINI 1996 Cordigliano Veneto (VI), segnalazione di merito
Nasce a Trento nel marzo del 1962. Segue gli “5° Premio nazionale di Grafica e 8° premio di pittura
studi artistici e si diploma all’Istituto Statale 1997 Terlago (TN), Centro Culturale
d’Arte “Alessandro Vittoria“ di Trento nel 1980. In 1998 Cembra (TN), Palazzo Barbi
contemporanea al lavoro come disegnatrice tecnica 1999 Levico (TN), premio “Logo per il 100° di
e progettista edile, prosegue con interesse la Fondazione della Cassa Rurale di Levico Terme”
conoscenza del mondo dell’arte entrando presente 2001 Forio (NA), Galleria del Monte
a tutto tondo nella “scuola di Pergine Valsugana” 2002 Pergine Valsugana (TN), Sala Majer “La mon-
che ha avuto in un maestro quale Aldo Caron la sua tagna”
polarità storica ed estetica assieme al professore 2004 Borgo Valsugana (TN), Consorzio B.I.M. Brenta
Ivo Fruet, scuola significativa e di grande interesse. 2005 Trento, Palazzo Trentini, Gruppo Alunni delle
La sua natura propensa a conoscere e a scoprire Muse
mondi diversi, la porta, dall’uso dei colori acrilici a 2006 Andalo, Sala Civica Comune di Andalo
sperimentare nuove tecniche come la serigrafia su 2007 Rovereto, Casa Tani via Rialto 14, collettiva
carta, cartone e l’incisione di lastre di rame, zinco 2008 Trento, Sala Thun, via Belenzani, RenArt
e ottone. Tecniche che stimoleranno l’evoluzione 2008 Pergine Valsugana: vincita e realizzazione
del suo linguaggio che, dal figurativo degli anni ‘80, opera d’arte per la sede della polizia municipale
si avvicinerà sempre più a quell’espressione che 2009 Pergine Valsugana (TN), Sala Majer “Incontro
meglio le si addice, più libera e creativa; l’informale. d’autunno”
Così il suo linguaggio da una sua ricognizione 2014 Desenzano del Garda (Bs), Galleria Civica Gian
interiore diverrà diario e racconto, esternazione e Battista Bosio “Emozioni” 2017
rifugio, passione avvolgente. 2017 Pergine Valsugana (Tn) Sala Majer, “Opere
Partecipa a diverse rassegne collettive e realizza buone” per l’aiuto ai terremotati di Accumuli
mostre personali in ambito regionale e nazionale. E' Studio: via Caduti 22
stata selezionata e premiata in diversi concorsi. Nel 38057 Pergine Valsugana-Trento-italy
1996 a Cordigliano Veneto (Vi), premiata al premio e-mail: pattygandi@gmail.com
nazionale per la grafica. sito: patriziagandini.arte-google sites

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ics
ART

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2012-2013-2014-2015-2016-2017-2018
della rivista icsART (ex FIDAart)
dal sito icsART all'indirizzo:

www.icsart.it

icsART N.2 2018


Periodico di arte e cultura
della icsART

Curatore e responsabile
Paolo Tomio

icsART
PERIODICO della icsART N.2 - Febbraio ANNO 2018

In alto: PATRIZIA GANDINI


PERSONAGGIO 2
ceramica raku, h 56 cm

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MERCATO DELL’ARTE ?

nostante gli venga negata l'ammissione all'Éco-


le des Beaux-Arts, ne frequenta ugualmente le
lezioni, mentre studia all'Académie Julian. Nei
suoi primi lavori si ispira all'impressionismo e ai
fauves ma nel 1907, influenzato dalla retrospet-
tiva al Salon d'Automne di Paul Cézanne, pittore
che voleva «trattare la natura attraverso il cilin-
dro, il cono, la sfera», sente il bisogno di tornare
con i piedi per terra, a una assoluta oggettività
e distrugge gran parte delle opere: «Ho sentito
che il disegno doveva essere rigoroso e assolu-
tamente non sentimentale».
Nel 1909 si trasferisce a Montparnasse dove co-
nosce i maggiori artisti del tempo: Modigliani,
Laurens, Archipenko, Robert Delaunay, Chagall,
ma i suoi amici più intimi sono gli scrittori Apol-
linaire e Blaise Cendrars. L'influsso del Cubismo
imprime una nuova direzione alla sua pittura e
nel 1910 espone con George Braque e Picasso
alla Galleria Kahnweiler, due anni dopo sede
della la sua prima personale. Léger propone
un proprio cubismo personale (che sarà ironi-
camente definito "tubisme") perché «l'oggetto
FERNAND LÉGER (1881-1955), Contraste de for- deve diventare il personaggio principale e de-
mes, 1913, olio su tela, 92,4x73,2 cm, venduto tronizzare il soggetto». Dal 1911 fino al 1914 la
da Christie's New York 2017 a $ 70.062.500 (€ sua pittura si evolve verso l'astrattismo, con un
57.253.600) vedi a pag. 28. Léger è riconosciuto cromatismo limitato all'uso dei colori primari E'
uno dei maggiori artisti cubisti il cui stile varia
nel corso degli anni spostandosi gradualmente
dall’astrazione iniziale verso un linguaggio più
figurativo e popolare. Nato in una famiglia con-
tadina della Normandia, Fernand è cresciuto
solo dalla madre rimasta vedova quando lui ha
quattro anni. Studente svogliato, svolge un ap-
prendistato per due anni presso un architetto e,
nel 1900, si trasferisce a Parigi lavorando come
disegnatore in uno studio di architettura. No-

La Grande Julie, 1945, olio su tela, 112x127 cm

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FERNAND LÉGER

il periodo dei "Contrasti di forme" con cui inten-


de rappresentare le più intime leggi dinamiche
della natura, che si conclude con lo scoppio del-
la prima guerra mondiale quando viene richia-
mato dall'esercito e trascorre due anni in prima
linea dove rischia anche di morire.
Quando ritorna nel '17 è molto cambiato, inizia
il suo "Période mécanique", un nuovo mondo
disumanizzato occupato dall'attività frenetica
di robot, prodotti del lavoro dell'uomo e della
tecnologia e simbolo della modernità del nuo-
vo secolo, nel quale le figure e gli oggetti che
dipinge sono caratterizzati da forme tubolari e
geometriche risultando simili a macchine.
Nel 1920 si avvicina al "Purismo", il movimen-
to creato da Le Corbusier e Amédée Ozenfant,
interessato ai macchinari, alla velocità e inteso
come correttivo razionale all'impulsività del cu-
bismo. La modernità entusiama Léger il quale
cerca di esprimere i nuovi fermenti attraverso
la pittura, il teatro e anche il cinema, e che lo
porta a realizzare nel '24 un cortometraggio,
"Ballet Mechanique", il primo film senza trama
della storia. A metà degli anni '20 si assiste a Femme portant une statuette, 1925, olio su tela
un "ritorno all'ordine" e anche Léger partecipa 64,6 x 50,2 cm, venduto da Christie's New York
2016 a $ 6.967.500 (€ 5.694.300)
a questa tendenza producendo opere più stati-
che e monumentali in contrasto con il dinami- che comprendono l'illustrazione di libri, dipinti
smo degli anni dell'avanguardia. Nel 1925 pre- e murales monumentali raffiguranti scene di
senta le sue prime pitture murali nel Pavillon de vita popolare, vetrate, sculture policrome di ce-
l'Esprit Nouveau progettato da Le Corbusier. ramica, scenografie e costumi teatrali.
Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale Di Léger è stata sottolineata la «solidità del suo
Léger si trasferisce a New York dove colleziona raziocinio», la sua passione per le cose robu-
numerosi successi e il suo innato "costruttivi- ste e per le sistemazioni chiare, descrivendolo
smo" si accende di colori e di nuova energia. come un artigiano di gran classe o una specie di
Ritornato in Francia nel '45, aderisce al partito 'primitivo contemporaneo', ma la sua "sempli-
comunista e si avvicina alle correnti della pittu- cità" non esclude affatto l'estrema complessità
ra astratta sviluppando un interesse crescente nel pensiero dimostrata dall'innata capacità di
per un'arte pubblica comprensibile a tutti. Ne- testimoniare tutti i maggiori cambiamenti avve-
gli ultimi dieci anni di vita si dedica a progetti nuti nel corso del suo tempo.

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LE REGOLE DEL CASO

quello aeronautico. La difficoltà derivava dal


fatto che il vetro è un solido amorfo il quale,
contrariamente alla maggior parte dei solidi in
cui le molecole sono disposte secondo un reti-
colo cristallino ordinato, possiede una struttura
disordinata e rigida, in qualche modo interme-
dia tra il solido e il liquido, in cui non c'è ordine
a lungo raggio nelle posizioni dei suoi atomi.
La proprietà del vetro è di essere un materiale
duro e, allo stesso tempo, fragile, vale a dire che
è molto difficile da scalfire ma che tende a rom-
persi in frammenti se sottoposto a un urto con
un corpo duro che colpisca un punto preciso. La
fragilità è, appunto, la tendenza a rompersi bru-
scamente senza segnali premonitori e deforma-
zioni sensibili, con la conseguente propagazio-
ne istantanea di una "ragnatela" di incrinature
irregolari e (apparentemente) casuali sulla sua
Da sempre l'uomo è stato affascinato dal caos, superficie. Gli studi e gli esperimenti, svolti in
un termine che richiama l’imperfezione asso- gran segreto, si basavano sull'analisi fisica e
luta del disordine totale, poiché attratto dal
desiderio di impadronirsi delle leggi che lo go-
vernano. Ad esempio, in un campo come quello
dello studio dei materiali sottoposti a sollecita-
zioni, se sia possibile prevedere con precisione
la distribuzione spaziale delle fenditure che si
producono. Queste, a parità di condizioni, ri-
sulteranno assai simili tra di loro ma non ugua-
li perché le variabili che entrano in gioco sono
incontrollabili a livello microscopico e, quindi,
le fratture che si creano nella struttura atomica
del materiale, possono prendere dei percorsi
statisticamente prevedibili ma non definibili
con certezza.
Il problema era stato affrontato scientificamen-
te durante la guerra dai laboratori del Moscow
Aviation Institute allo scopo di predire il com-
portamento macroscopico a rottura di corpi in
vetro da utilizzare a fini militari in campi come

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TRANSPARENT FRACTURES

matematica degli sforzi e delle deformazioni


al livello microscopico dei vetri da utilizzare, in
contemporanea con una serie di esperimenti
empirici tesi a fornire un'ampia casistica per
comprendere il comportamento meccanico del
materiale. Le prove si svolgevano su centinaia
di lastre di vetro dotate di caratteristiche fisi-
co-chimiche "uguali", sottoposte a rotture ad
urto applicando gli sforzi ai corpi con le stesse
modalità. Tutti gli esperimenti venivano ripre-
si utilizzando apparecchiature fotografiche e
cinematografiche accoppiate a luci particolari
che permettessero di "fermare" il fenomeno
nel momento critico contemporaneamente da
punti di vista diversi. Le immagini "tridimensio-
nali" così ottenute venivano poi analizzate dagli
specialisti alla ricerca di leggi generali relative
alla prevedibilità e riproducibilità dell'organiz-
zazione delle spaccature. ni negli archivi del MAI, sono stati ritrovati in
I negativi originali dimenticati da ottant'an- pessime condizioni dagli studiosi dell'Univer-
sità Nazionale delle Ricerche e, dopo un accu-
rato restauro, sono stati trasferiti su digitale.
L'importanza tecnico-scientifica di queste spe-
rimentazioni è oramai superata ma le fotogra-
fie storiche sono state recuperate anche per la
qualità estetica (involontaria) delle immagini
in cui appaiono centinaia di lastre di vetro che
esplodono frantumandosi in pezzi che si disper-
dono nello spazio. Forme che, casualmente, ri-
cordano molti progetti contemporanei fondati
sulla scomposizione e ricomposizione di organi-
smi artificiali secondo regole caotiche.
Le stampe delle fotografie più interessanti, op-
portunamente rielaborate e ingrandite in modo
da esaltarne le qualità formali e costruttive,
sono state presentate al pubblico come delle
vere e proprie opere d'arte nel corso della mo-
stra "Transparent Fractures" tenuta nelle sale
dell'Università delle Ricerche.

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UN MONDO DI OGGETTI

Alessi è un'azienda dinamica d'avanguardia che ha pun-


tato su una produzione di qualità coinvolgendo i migliori
architetti e designer internazionali per «produrre oggetti
belli e funzionali per tutti, capaci di rendere le persone
un po' più felici». Tralasciando i celebri bollitori e caffet-
tiere ormai storiche, i suoi piccoli oggetti, sempre molto
tecnologici, dalle forme e materiali eleganti, non nasco-
no da una reale esigenza ma in una logica di "shopping
1 del bello ma superfluo". Si tratta, infatti, di minuscoli
utensili belli, artistici e abbastanza intelligenti, sufficien-
temente funzionali e mediamente economici, che devo-
no «trasmettere emozioni, riportare alla mente ricordi,
sorprendere, andare controcorrente», ma sulla cui utilità
"reale" c'è da dubitare. Come mai degli oggetti di design
che possiedono tutti questi pregi suscitano delle perples-
sità proprio in ordine alla caratteristica primaria: la loro
utilità? La ragione è presto detta: perché svolgono la fun-
zione per cui sono stati progettati ma, così facendo, van-
no a sostituire qualcosa che già esiste e svolge egregia-
2
mente la stessa funzione. Sono centinaia di invenzioni da
guardare, da ammirare, da manipolare ma che, in attesa
di poter essere usate, finiscono per intasare i cassetti e,
quando finalmente ti servono, non hai né il tempo né la
voglia di cercarle e, alla fine, preferisci accontentarti del
'vecchio metodo' già collaudato.
Prendiamo il minuscolo aprinoci a cuore, "Nut splitter"
(fig.1): per soli 16 € è possibile utilizzare questo 'punte-
ruolo' per aprire il guscio (se, poi, lo splitter scivola son
dolori). Lo strano attrezzo a tre anelli sagomati, "Voile"
(fig.2) invece, serve per misurare il diametro degli spa-
3 ghetti da bollire: arnese macchinoso e superfluo che, per

4 5
STORIA DELL’ARTE

29 €, sostituisce il classico sistema italiano, la misura con


la mano, oppure quello più moderno, la bilancia, che ha
anche il vantaggio di poter pesare tutto il resto. I due ag-
gressivi portauova in alluminio "Roost" (fig.3), venduti a
30 €, sembrano stabili e maneggevoli ma qualche proble-
mino potrebbe nascere con la rottura inaspettata dell'uo-
vo. Per servirsi da soli, la raffinata grattugia "Forma" (50
€) in inox e base melaminica, disegnata da Zaha Hadid
(fig.4) che però lascia uno spiacevole odore di formag- 7
gio sulle dita. Geniale ma accessibile a pochi, il cavatappi
"The Jester", un giullare che per 950 € si allunga e si accor-
cia portando l'allegria tra gli ospiti (fig.5).
Lo sbuccia arance "Apostrophe" (fig.6, 20 €), un accesso-
rio dalla forma eccentrica, «utile anche per disegnare sul-
le bucce d'arancia e creare food design». Meno intuibile
la funzione e l'uso di "Mysqueeze" (fig.7), uno spremia-
grumi in acciaio a forma di limone (46 €) da usare im-
pugnato direttamente in mano e il limone nell'altra: «sta
bene in tavola, su un piattino, pronto all'uso». "Sfrido"
8
(fig.8), il pelapatate da 25 €, composto da una fascia con-
tinua in inox che si piega e si torce dolcemente fino alla
lama. "Anna Time" di Alessandro Mendini (fig.9), un con-
taminuti da tavolo antropoformizzato con testina di don-
nina girevole e gonna a campana. Dalla forma organica e
misteriosa, invece, l'apribottiglie "Bulla" (fig.10), costo 26
€, filante, liscio, anatomico e lucente.
In conclusione, voto 10 ai designer, cioè alla fantasia uni-
ta alla capacità di affrontare i problemi da punti di vista
diversi e innovativi, ma il dubbio che rimane è sempre lo
stesso: il mondo potrà sopravvivere a questi miliardi di
oggettini "belli e utili" che lo stanno sommergendo? 9

6 10
Febbraio 2018, Anno 7 - N.2

News dal mondo

FERNAND LÉGER Contraste de formes, 1913 pag. 28

FERNAND LÉGER Nature morte aux éléments mécaniques,1918 pag. 29

FERNAND LÉGER Les cylindres colorés, 1918 pag. 30

FERNAND LÉGER Le corsage rouge, 1922 pag. 31

Omaggio a FERNAND LÉGER Oui, je suis Cubist, 2017 pag. 32

27
FERNAND LÉGER, Contraste de formes, 1913, olio su tela,
92,4x73,2 cm, venduto da Christie's New York 2017 28
a $ 70.062.500 (€ 57.253.600)
FERNAND LÉGER, Nature morte aux éléments mécaniques
29 1918, olio su tela, 70x50 cm, venduto da Christie's 2017
New York a $ 11.447.500 (€ 9.353.300)
FERNAND LÉGER, Les cylindres colorés, 1918, olio su tela
54,3x50,3 cm, venduto da Christie's 2014 London 30
a GBP 12.066.500 (€ 14.554.600)
FERNAND LÉGER, Le corsage rouge, 1922, olio su tela
31 60x92 cm, venduto da Cristie's 2015 New York
a $ 16.965.000 (€ 13.861.500)
PAOLO TOMIO: Omaggio a FERNAND LÉGER
OUI, JE SUIS CUBIST, 2018
acrilico su tela, 75x52 cm
ics
ART

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