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Le Corbusier

Le Corbusier, pseudonimo di Charles Edouard Jeanneret Gris, fu un noto architetto,


artista e designer svizzero naturalizzato francese. Nacque il 6 ottobre del 1887 in
Svizzera. La madre era una musicista, il padre invece era presidente del Club Alpin,
un noto periodico che trattava temi quali la natura, le montagne e la fauna del
loco, ma la professione principale era quella di smaltare i quadranti degli orologi.
Svolse l’attività di architetto nella città natale dal 1905 al 1916, ebbe modo di
viaggiare per il mondo e collaborare con i più grandi architetti del tempo. Nel 1907
si reca a Vienna e collabora con Hoffmann, va poi a Firenze e a Lione. Lavora per
un breve periodo per Auguste Perret a Parigi dal quale può apprendere l’innovativa
tecnica costruttiva del cemento armato. Nel 1913 fa il cosiddetto Voyage d’Orient,
un viaggio fondamentale per le sue attività future, durante il quale ha l’opportunità
di raccogliere informazioni sull’architettura nel mondo.
La Maison Domino

Mette a punto questo progetto con la collaborazione dell’ingerir du Bois.


Particolarità di questo edificio è la struttura portante realizzata con una maglia
regolare di pilastri molto esili in cemento armato che sostengono tre diversi solai,
anch’essi molto sottili, sempre realizzati in cemento armato. I pilastri risultano
rientranti rispetto al filo esterno dei solai con l’obbiettivo di rendere la facciata libera
da vincoli. Le Corbusier farà spesso ricorso a questo espediente nei suoi progetti sin
al 1935.
La Maison Citrohan

La Maison Citrohan è un'abitazione creata da Le Corbusier che intendeva produrre


alloggi da costruire in serie come l'automobile. L’alloggio è distribuito in un duplex
che ha, al primo livello il soggiorno, la sala da pranzo e la cucina e, al secondo
livello, la camera da letto con un bagno, mentre la camera per i bambini è posta
sul terrazzo di copertura. Questa tipologia edilizia è fornita di finestre solo sui lati corti,
cosa che rende agevole l’aggregazione delle varie stanze. Il soggiorno è a doppia
altezza, ciò consente di avere una spazialità interna più ricca ed equilibrata. La
struttura portante è caratterizzata da due muri perimetrali ortogonali ai lati più corti,
sui quali poggia un solaio in cemento armato.
Villa Savoye

Villa Savoye è una residenza privata progettata da Le Corbusier in collaborazione


con l’architetto Pierre Jeanneret. È una delle più importanti realizzazioni di Le
Corbusier che la fa realizzare tra il 1928 ed il 1931 nei pressi di Parigi. Questa
costruzione è ascrivibile al movimento moderno ed in particolare al cubismo
architettonico. Secondo Le Corbusier la villa non deve creare alcun disturbo alla
natura che la circonda. Essendo la residenza distante dalla capitale, i coniugi
Savoye dovettero usare le auto per muoversi, così il piano terra fu adibito a garage
che potesse accogliere le auto. L’opera rappresenta i cinque principi
dell’architettura moderna:
➢ Il plan libre: pianta libera ossia senza vincoli di distribuzione degli spazi interni.
➢ I pilotis: pilastri portanti, in questa costruzione i pilastri elevano la struttura e
consentono la creazione, al pian terreno, di un garage.
➢ La façade libre: anche qui la facciata è priva di vincoli strutturali poiché si
spoglia della sua funzione portante ed è dunque più facile per il progettista
creare evidenti contrasti tra vuoto e pieno.
➢ La finestra in lunghezza: le finestre, come in villa Savoye, percorrono lunghe
distanze nelle facciate. In villa Savoye la finestra percorre quasi tutti i quattro
prospetti.
➢ Il terrazzo giardino: grazie ai solai in calcestruzzo armato non va a gravare su
tutta la struttura sottostante ma fa da coibente e garantisce agli ambienti
sottostanti una gradevole freschezza d’estate.
La Villa sorge grazie ad una maglia strutturale di pilotis posti ad una distanza di 4,75m
l’uno dall’altro, realizzati, come tutti glie elementi strutturali, in cemento armato. Al
livello del terreno si ha un portico coperto dove vi è l’ingresso, i garage, e due piccoli
alloggi per cameriera e autista. Al primo piano, che Le Corbusier definisce una
scatola sospesa, troviamo le stanze abitabili, il cuore della casa con un giardino
pensile. Il piano superiore è interamente dedicato al terrazzo. Una caratteristica
fondamentale è la presenza di una rampa che corre lungo tutti i piani della casa e
che permette così un completo abbattimento delle barriere architettoniche. La
scala progettata è a chiocciola. Con il passare del tempo, l’architetto cercherà di
lasciare più ampi spazi verdi e di sviluppare del sue costruzioni in verticale.

Chiesa di Ronchamp
Notre Dame du haut (nostra signora della collina) fu distrutta da un incendio nel
1913, ricostruita e ultimata nel 1926 venne nuovamente distrutta dai
bombardamenti nella Seconda guerra mondiale. Nel 1949 la diocesi decise di
affidare il progetto a Le Corbusier che realizzò una costruzione in chiave moderna.
La forma della cappella è caratterizzata da una sequenza di superfici concave e
convesse che ingannano la vista e fan si che lo spazio, 756 metri quadrati, risulti più
grande. Spicca la copertura composta da due membrane di calcestruzzo spesse
sei centimetri separate da un’intercapedine di spessore variabile fino a 2,26 metri.
Tutta la copertura è rivestita da lastre di alluminio impermeabilizzanti. La copertura
è sostenuta da due file di pilastri inglobati nei muri perimetrali realizzati, questi ultimi,
anche grazie all’ausilio di pietre scure provenienti dall’edificio andato distrutto. Il
pavimento ha una leggera pendenza e segue le forme della collina ed è tutto
rivestito in pietra. L’ambiente che si va a creare internamente è unico e ampio, la
luminosità è contenuta grazie anche ad uno stratagemma di posizionamento delle
finestre con dei coni di filtraggio della luce. Adiacente alla cappella vi è la casa del
cappellano e il rifugio del pellegrino, questi due edifici sono entrambi dedicati ai
caduti francesi nella guerra. L’architettura di questa chiesa anticiperà la decisione
del Concilio Vaticano Secondo di portare nella chiesa uno stile nuovo e moderno
che si scardini dai canoni classici del passato.
Convento di Santa Maria de La Tourette

Il convento è un edifico religioso appartenente all’ordine domenicano progettato


da Le Corbusier situato nei pressi di Lione. L’architetto, su commissione dell’ordine
domenicano, sviluppa un progetto moderno con un particolare caratteristica:
sviluppare le finestre non solo su un livello lungo una linea orizzontale, ma anche
verticalmente. Il complesso religioso comprende una chiesa, un chiostro, delle aule
di studio e riflessione, una biblioteca, una sala comune per il pranzo, una cucina e
cento piccole celle per l’alloggio, rigorosamente individuale, dei frati. A prima vista
nulla fa pensare ad un convento, Le Corbusier infatti sfrutta la naturale pendenza
del crinale sul cui è posto l’edificio, per creare un edifico di aspetto formale. In quasi
tutti gli ambienti è studiato un rapporto tra spazio e luce. Una particolarità degna
di nota è che Le Corbusier fa variare l’altezza dell’ambiente alzando o abbassando
il pavimento o il soffitto, a seconda dell’importanza della stanza. Il sistema strutturale
portante è realizzato sempre con pilotis anche se meno evidente che in altri edifici
dello stesso architetto.
Modulor
Il Modulor è una scala di proporzioni basate sulla misura dell’umo, realizzata da Le
Corbusier come linea guida da osservare per avere poi un’architettura a misura
d’uomo. L’architetto svizzero si ispira agli studi di Vitruvio, di Da Vinci e di Leon
Battista Alberti. Studiando le loro opere potrà portare a termine un canone, che
sarà utile per la realizzazione di perfette proporzioni. L’obiettivo è quello di trovare
delle relazioni geometrica nel corpo umano che siano sempre valide. Le Corbusier,
alla fine del suo studio arriva a proporre delle misure standard che garantiscono la
creazione di un’architettura ergonomica.

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