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LA COMMEDIA

CRONOLOGIA
Date: inizio 1306 – 1307 > fine 1321
determinate sulla base di
Argomenti interni: riferimenti ad episodi storici contemporanei
Argomenti esterni: rare menzioni della Commedia nelle fonti contemporanee
Es. in Documenti d’amore, di Francesco da Barberino, del 1314, si accenna ad un’opera in cui Dante
tratta di “cose infernali”.
Quindi:
Inferno: 1306 – 1309, per lo più in Toscana, ospite di signori locali;
Purgatorio: 1309 – 1313, per lo più a Verona (da Cangrande della Scala);
Paradiso: 1316 – 1321, tra Verona e Ravenna (da Guido Novello da Polenta).

TITOLO
Spiegato in classe attraverso estratti della lettera di accompagnamento ad una copia del Paradiso
inviato al signore di Verona, Cangrande della Scala:
commedia tragedia
Inizio tragico, finale lieto inizio lieto, finale tragico
Lingua volgare, stile vario, lingua latina, stile e
linguaggio anche realistico-comico linguaggio sublimi
CRONOLOGIA INTERNA

Inizio: venerdì santo 1300 (primo Giubileo, indetto da Bonifacio VIII)

Inferno: dalla notte di venerdì a tutto il giorno di sabato


Purgatorio: domenica di Pasqua e tre giorni successivi
Paradiso: giovedì

STRUTTURA
Poema in terzine diviso in canti raggruppati in tre cantiche
Canto I: proemio
+ Inferno, 33 canti + Purgatorio, 33 canti + Paradiso, 33 canti = 100 canti

Un canto = da 115 a 160 versi, totale 14.233 versi

“Cantica”: termine mai visto prima di Dante

Metro: terzina incatenata o terza rima > ABA BCB CDC DED ... e così via
Notare:
centralità del numero tre
forma adatta alla narrazione in versi perché più flessibile e adattabile della metrica tradizionale, ma
meno monotona e scontata della rima baciata.

LE GUIDE DI DANTE

Virgilio > Inferno e Purgatorio; poeta latino modello di Dante; personificazione de saggezza e
razionalità; nel limbo perché non cristiano; inviato da Beatrice a salvare Dante

Beatrice > Paradiso; donna di miracolosa perfezione amata da Dante fino al culto; oggetto di tante
poesie e di un’intera opera, la Vita nova.

San Bernardo > guida di Dante solo nell’Empireo, il cielo di Dio, al di là delle nove sfere celesti.
GEOGRAFIA DELLA COMMEDIA
Vedi le immagini del libro a pag. 181 (Inferno), p. 182 (Purgatorio), p. 183 (Paradiso)

La selva oscura, il colle e quindi l’ingresso dell’Inferno sono praticamente a Gerusalemme.

INFERNO
L’inferno è un grande abisso di forma conica il cui vertice si trova al centro della Terra. È stato
formato dalla caduta di Lucifero precipitato da Dio sulla Terra. Subito dopo la porta, c’è l’antinferno,
dove stanno le anime degli ignavi, rifiutati persino dall’Inferno. Poi c’è il fiume Acheronte, oltre il
quale comincia l’inferno vero e proprio. È suddiviso in nove cerchi, di lunghezza decrescente. I
peccati si fanno via via più gravi, le pene più orribili. Il VII cerchio è diviso a sua volta in tre gironi,
l’VIII in dieci bolge, il IX in quattro parti (Dante non le definisce né gironi né bolge né altro). In
fondo, sta piantato fino al ventre Lucifero. Sotto di esso, un cunicolo porta dritto fuori agli antipodi,
dove la terra ritrattasi da Lucifero ha formato un enorme monte, il Purgatorio.

PURGATORIO
Questo monte è fatto a gradoni. Compresa la spiaggia, si hanno quattro schiere. Poi c’è la porta vera e
propria del Purgatorio, cui seguono sette cornici. I peccati da espiare vanno dal più grave, in basso, al
più lieve, in alto. Le anime cominciano il percorso di espiazione dalla cornice del peccato più grave
che devono espiare, e da lì devono sostare in tutte le cornici, per il tempo che è stato loro inflitto.
Dopo la VII cornice, c’è il paradiso terrestre, dal quale le anime ormai purificate ascendono in cielo.

PARADISO
Suddiviso nelle nove sfere celesti o nove cieli (che sono anche le orbite dei corpi celesti): cielo della
Luna, di Mercurio, di Venere, del Sole, di Marte, di Giove, di Saturno, delle stelle fisse, Primo mobile
o Cristallino (che, mosso direttamente da Dio, trasmette il moto alle altre sfere). Oltre quest’ultimo,
c’è l’Empireo, sede di Dio e dei cori angelici. Dante incontra le varie anime beate nel cielo che più le
ha influenzate in vita, ma in realtà sono libere di muoversi e per lo più risiedono tutte nell’Empireo,
adunate in un grande anfiteatro in forma di rosa (candida rosa, scrive Dante) da cui contemplano Dio
stesso.
CONTRAPPASSO
Le pene sono inflitte per antitesi o analogia, ovvero per contrasto con la colpa commessa o per
similitudine.
Esempio contrappasso per antitesi: gli ignavi sono colpevoli di non aver mai scelto tra bene e male e
quindi in un certo senso di non avere mai seguito nessun principio, nessuna fede, nessuna morale;
dopo la morte sono condannati a correre per l’eternità dietro una bandiera tormentati da insetti e
parassiti che li pungono a sangue.
Altro esempio: gli atei che non hanno creduto nella vita dopo la morte sono condannati a giacere in
sarcofaghi roventi.
Esempio di contrappasso per analogia: i lussuriosi sono colpevoli di essersi lasciati trascinare dalla
passione e perciò vengono condannati ad essere trascinati come foglie da un’eterna bufera.
REALISMO
I personaggi sono tratti per lo più dalla realtà, storica o contemporanea
 Contesto immaginario, personaggi reali
 Il contrario del romanzo storico: contesto reale, personaggi immaginari
In più:
tenere presente che le anime della Commedia, ormai giudicate per l’eternità, rivelano a Dante solo la
verità, solo l’essenziale, nell’unica occasione che probabilmente avranno mai di parlare con qualcuno
di ancora “esterno” all’oltretomba.
Dante è narratore interno (racconta in prima persona, è un personaggio della storia)
La narrazione è come una testimonianza: è solo il racconto di quello di cui fa esperienza durante il
viaggio.
Dante è quindi: il poeta, l’autore + il narratore + il personaggio protagonista
Notare anche: Dante non è mai neutrale > è il suo viaggio per la salvezza, il suo percorso di
conoscenza e purificazione + le storie delle anime incontrate lo coinvolgono emotivamente, e
parecchio + Dante discute, giudica, argomenta, riflette
Con le anime e con se stesso Dante tratta di ciò che lo ha sempre interessato: amore, poesia, religione,
politica, storia
 La Commedia è quindi una grande avventura e una lunga meditazione sull’esistenza

FONTI E MODELLI
La citazione: mattone fondamentale! Più ce n’è, meglio è!
 Letteratura classica: mitologia, epica (spec. Eneide di Virgilio e Metamorfosi di Ovidio)
 Sacre Scritture: Antico e Nuovo testamento (ascesa in Paradiso in Seconda lettera ai Corinzi,
di S. Paolo)
 Filosofia classica e medievale (specialmente Aristotele come interpretato dai filosofi
medievali, primo fra tutti Tommaso d’Aquino)
LINGUA, STILE
Metro: vedi sopra sulla terzina incatenata o terza rima
Stile: Commedia come “opera mondo” = un’opera in cui c’è tutto! > anche tutti i registri: dal triviale
al sublime
Inferno: mostly aspro (rime aspre e chiocce)
Realistico > lingua popolare, lessico quotidiano
Triviale > registro comico-grottesco, parolacce (vedi p. 188)
Purgatorio e Paradiso: mostly raffinato, letterario > latinismi, lessico filosofico, brani in latino,
neologismi (per una cosa mai descritta, il Paradiso!). Esempi: incielarsi, insusarsi, indovarsi; s’io
m’intuassi, come tu t’inmii.
Figure retoriche: la similitudine regna! Specie per esprimere cose mai descritte prima.

INTERPRETAZIONE
La Commedia interpretata da subito, dai contemporanei
 Notizie su personaggi ed eventi a noi sconosciuti (cronaca)
 Spiegazione di termini o locuzioni a noi incomprensibili
 Lettura allegorica da interpreti con gli stessi codici culturali di Dante = distinzione tra favola
(piano letterale) e concetto (piano allegorico)
Per il figlio Pietro la Commedia insegna qualcosa solo se interpretata allegoricamente (come si
diceva, secondo il concetto) > ricorda: per l’uomo medievale la letteratura deve insegnare, per valere
qualcosa.
Oggi:
apprezziamo il piano storico-realistico della Commedia > Dante racconta della sua realtà, di persone
ed eventi del suo tempo > Erich Auerbach definisce Dante “poeta del mondo terreno”!
ma c’è il piano allegorico = la Commedia è piena di simboli, metafore, incarnazioni e figure (=
anticipazioni)
Figura: la vita umana è figura di quella ultraterrena > dopo la morte si rivela il vero senso e destino di
qualcuno
Allegoricamente, poi: Commedia = missione salvifica del “profeta” Dante > in viaggio per salvare la
sua anima ma anche l’umanità intera > il poema è una missione per conto di Dio > Tutta tua vision
fa’ manifesta (dice il suo antenato Cacciaguida nel Paradiso)
Inferno, canto I: domande guida al colloquio e indicazioni
Sul canto I dell’Inferno, come sugli altri che faremo, al colloquio sarà richiesto
1) Possedere adeguate conoscenze di sfondo sulla Commedia in generale (paragrafo 9 del
capitolo 4 come da me spiegato e schematizzato (appunti schematici che dovrei aver
condiviso con voi già prima delle vacanze).
2) Saper fare la parafrasi dei versi, ovviamente.
3) Saper analizzare i punti chiave del canto. Per quest’ultima, bisogna saper rispondere alle
seguenti domande, secondo quanto da me spiegato in classe e, in subordine, secondo quanto
riportato sul testo in adozione (quando il canto c’è) o secondo quanto spiegato nel sito di
riferimento che vi ho indicato qualche giorno fa.
Domande di analisi e interpretazione:
Perché Dante scrive <<nostra>> nel verso 1?
Cosa rappresenta allegoricamente la selva oscura?
Perché Dante usa il presente in <<è cosa dura>> (verso 4) e pure in <<rinova>> (verso 6)?
Cosa significa che <<era pien di sonno>> (verso 11)?
Cosa rappresenta allegoricamente il colle (dal verso 15)? E il <<pianeta/che mena dritto altrui per
ogne calle>> (verso 18)?
Come si interpreta <<l’alto passo che non lasciò giammai persona viva>> (verso 27)?
Cosa rappresentano allegoricamente lonza, leone e lupa?
Perché per Dante la lupa è il vizio che caratterizza la sua epoca e che è più responsabile della rovina
del mondo (e della sua personale)?
<<per lungo silenzio parea fioco>> (verso 63) è una sinestesia, perché?
Che significa <<molti son li animali a cui s’ammoglia>> (verso 100)?
Come si interpreta la profezia del veltro?
Come si commentano i versi che finiscono con <<invidia prima dipartilla>> (verso 111)?
<<io… penso e discerno>> (verso 112): cosa c’è di notevole in questa espressione di Virgilio?
<<la porta di San Pietro>> (verso 134): cosa c’è di notevole in questa espressione di Dante-
personaggio?

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