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mondopaesi bassi

L
a fama raggiunta in tutto il
mondo dall’esperimento dei
“coffeeshop”, i negozi dei Paesi
Bassi dove dal 1976 è tollerata
la vendita dei derivati della canapa,
ha a lungo offuscato la vicenda dell’
“altra marijuana”, quella regolamen-
tata. L’Olanda, infatti, dal 2003 è il
primo Paese al mondo ad aver lega-
lizzato la produzione e la vendita di
cannabis a scopi terapeutici. È suffi-
ciente una semplice ricetta del medi-
co di base per acquistare in farmacia
le celebri “cime” (le inflorescenze con-
tenenti il principio attivo) prescritte
per combattere nausea e dolori cro-
nici, soprattutto in pazienti affetti da
Aids, sclerosi multipla e cancro. L’in-
tera materia viene supervisionata da
un’apposita agenzia nazionale, il Bmc
(Bureau voor medicinale cannabis),
istituita nel 2000 presso il ministe-
ro della Salute. Fu allora che venne
bandita una selezione per assegnare
le licenze necessarie alla produzione
di cannabis: la numero uno andò a
James Burton, un reduce della guer-
ra in Vietnam affetto da glaucoma.
Burton si era rifugiato nei Paesi Bassi
negli anni Ottanta, dopo aver sconta-
to in America un anno di carcere per
possesso di marijuana. Approfittando
del pragmatismo olandese, aveva fon-
dato nel 1993 lo Stiching institute of
medical marijuana (Simm), un labo-
© RISBERG/AP/LAPRESSE

ratorio di ricerche specializzato nella


produzione di cannabis terapeutica.
Benché le loro attività non fossero
lecite, vennero tollerate dalle autorità
Cannabis medica in California per quasi un decennio. Poi, nel 2001
giunse la svolta: la Simm ottenne una
licenza quinquennale per coltivare

Se la canna
marijuana a scopo di ricerca e due
anni dopo, nel marzo del 2003, attivò
la produzione sotto l’egida dell’agen-
zia governativa. Nello staff di Burton

non tira
c’era anche Franco, un italiano esper-
to di coltivazione di canapa, oggi ma-
nager della società olandese Green-
house Seeds, che produce e seleziona
semi. «Il governo all’inizio si mostrò
In Olanda la marijuana terapeutica vende molto interessato», spiega Franco, «e
meno di quella dei coffeshop, anche ci coinvolse attivamente nella crea-
se la legge ne consente la produzione. zione del primo protocollo per il mo-
nitoraggio della qualità del prodotto:
Il problema è il prezzo si trattava di una sostanza nuova per
di Massimiliano Sfregola da Amsterdam il mercato legale e di fatto non c’era-

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© DEJONG/AP/LAPRESSE
Un coffeshop nei Paesi Bassi

no esperti ufficiali, con competenze medio scelto da molti ma con gli anni cultura e dove la pratica dell’autocol-
specifiche in materia. Venne prevista le vendite sono calate». Complice la tivazione è diffusa, è svanito di fronte
addirittura la copertura dell’assicu- clamorosa differenza di costo rispet- alle dure leggi di mercato. C’è da ag-
razione sanitaria per le prescrizioni to ai coffeeshop, dove un grammo di giungere, inoltre, che l’Incb, l’agenzia
mediche, concedendo così un vantag- canapa “Indica” può costare la metà Onu che si occupa del rispetto dei
gio ai malati rispetto ai consumatori di quella disponibile in farmacia al trattati sugli stupefacenti, non perde
dei coffeeshop. Dopo le elezioni del prezzo di 20-25euro per grammo». occasione per accusare l’Olanda di
2002, però, il nuovo governo decise «I pazienti che chiedono cannabis aver violato gli accordi internaziona-
di sospendere quei contributi». Con non sono giovani: dai 60 anni in su», li. Ma van de Velde non è d’accordo:
il risultato di scaricare i costi intera- prosegue la farmacista. Di fatto, tut- «La cannabis medica è perfettamen-
mente sulle tasche dei pazienti, a tut- ti gli anziani che preferiscono stare te legale, il Bmc è stato istituito ri-
to vantaggio dell’alternativa “semi- alla larga dai coffeeshop. spettando le prescrizioni
legale”. «A quel punto Burton, anche
a causa dei costi ingenti che aveva
Ma dal Bmc sottolinea-
no anche le nette diffe-
Senza delle Nazioni unite e per
precisione l’articolo 28
dovuto sostenere per avviare l’attività renze qualitative tra la copertura della Convenzione unica,
e rispettare i criteri stabiliti dal mi-
nistero della Salute, decise di abban-
“loro” marijuana e quella
del mercato ricreativo-
sanitaria, ed è compatibile con la
normativa olandese su-
donare il progetto». Simm perse la li- semilegale: «I nostri in farmacia gli stupefacenti. A livello
cenza e venne rimpiazzata da Bedro- prodotti sono coltivati costa troppo internazionale, la situa-
can, oggi unica società in Olanda a rispettando gli standard zione varia da nazione a
produrre legalmente cannabis medi- di Gap (Good practice agricolture). nazione ma il Bmc esporta in molti
ca. Il paradosso più evidente è che in Ogni singola cima è sottoposta a rag- Stati europei come Italia, Germania
una stagione di nuova giovinezza per gi gamma ed è testata in laboratorio, e Finlandia. L’Iacm (Agenzia inter-
la cannabis a scopo terapeutico, rego- così possiamo dire con certezza che il nazionale per il riconoscimento del-
larizzata anche in California, a subire prodotto è immune da contaminazio- la cannabis come prodotto medico)
una battuta d’arresto sia proprio il ne, funghi e pesticidi. Ed è accompa- d’altronde si preoccupa di raccogliere
Paese pioniere. «La ricerca sull’uso gnato da un certificato per medici e le più rilevanti ricerche scientifiche
medico di canapa si è fermata», con- farmacisti», dichiara M.J. van de Vel- disponibili e il nostro staff di scien-
ferma Annemarieke Hollander, della de , ricercatore presso il Bmc. Eppure ziati le analizza con regolarità. I pa-
Dam apotheek, farmacia di Amster- il potere attrattivo della marijuana zienti traggono beneficio dall’uso di
dam che vende cannabis medica da legale, in una nazione dove la vendi- cannabis, ecco perché la nostra agen-
circa 10 anni. «All’inizio era un ri- ta della cannabis è ben radicata nella zia esiste».

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