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LA RAPPRESENTAZIONE DELLO SPAZIO DOMESTICO

DIECI INTERPRETAZIONI DELL’ABITAZIONE CONTEMPORANEA

Riflettere sulla dimensione della casa, dell’abitare, nelle sue innumerevoli


declinazioni, significa proporre una riflessione sulla realtà quotidiana del
mondo e dell’uomo.

Studio della compenetrazione tra modus vivendi e modus habitandi. La


casa come cella della memoria, un luogo di appropriazione e affermazione
della propria identità.

La casa è un microcosmo, lo spazio domestico è lo spazio che contiene gli


uomini e le proprie idee.

La casa, come un dispositivo architettonico e spaziale ad elevata reattività


poetica, capace di racchiudere processi complessi di elaborazioni concettuali, significative esperienze di
scelte progettuali.

1) Le Corbusier - Casa sul lago di Ginevra Svizzera 1925

Le Corbusier architetto con un geniale intuito per la comprensione del suo tempo. Moderna
concezione dell’architettura e l’urbanistica. Viaggia in tutto il mondo raccogliendo e studiando i
monumenti nei suoi carnet di viaggio. Nella sua architettura introduce i suoi punti fondanti, tra cui i
pilotis, finestra a nastro, tetto giardino, pianta libera e facciata libera. Le sue architetture puntano
sempre sulla vivibilità, a misura d’uomo. Il modulor studiato per la macchina dell’abitare,
realizzando Unità d’Abitazione a Marsiglia.

CASA SUL LAGO DI GINEVRA: reinvenzione dello spazio domestico, estrema attualità del messaggio.
Posizione paesaggistica rilevante affacciata sul lago, una casa costruita e pensata per i genitori di Le
Corbusier. Parallelepipedo 4 x 16, su sottili pilotis. L’architetto concepisce l’organizzazione degli
spazi in base ai percorsi. La casa è dotata di ogni comodità. La luce naturale viene captata fin
dall’alba da un lucernario opportunamente inclinato, e durante la giornata da una finestra a nastro.
La casa presenta anche il tetto giardino.

2) Herzog & Meuron – Casa di Pietra Imperia, Italia 1988

Jacques Herzog & Pierre de Meuron, due architetti poliedrici svizzeri. Nati entrambi a Basilea nel
1950. Cercano la sperimentazione dei materiali, e delle tecniche di costruzione. Una continua
oscillazione tra innovazione e rispetto delle tradizioni. Conservazione contro disegno della
contemporaneità. Dare forma attraverso la delimitazione degli involucri, ambito materico e tecnico
studiato caso per caso. Rapporto tra lo spazio costruito e i suoi margini e l’uomo.

Tra le più importanti opere troviamo: Lo stadio San Jakob a Basilea, Allianz Arena a Monaco, Tate
Museum. Vincitori nel 2001 del premio Pritzker Architecture Prize.

CASA DI PIETRA: realizzata nel 1988 in Italia, un paesaggio importante presso Imperia. Nudi telai in
calcestruzzo, orizzontali e verticali, immagine del progetto definita dalla grezza pietra naturale
usata per le murature di tamponamento. Lestre di ardesia che realizzano profonde strombature
delle finestre. Murature pigmento tipico del paesaggio. Modello dell’architettura spontanea delle
caselle liguri, dei trulli pugliesi e delle nuraghe della Sardegna. Compenetrazione tra natura e
architettura. Lo spazio interno della casa organizzato per ambienti contigui senza disimpegni. Scala
interna che connette i vari livelli, all’ultimo piano una terrazza coperta. Utilizzo dell’impluvium
richiamando la funzione delle cisterne nelle locali case contadine.

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3) Herzog & de Meuron – Casa Rudin Leymen, Francia 1997

CASA RUDIN: Commissionata da Hanspeter Rudin, casa isolata nel paesaggio agricolo che rimanda
all’immaginario collettivo di casa. Strutture in cemento armato, pelle dell’architettura. Oggetto
monolitico dalla forma chiara e definita evoca l’idea della casa primordiale. Massicce e grezze
pareti, astratto repertorio simbolico e infantile prelevandovi l’essenza della casa. Semplicità del
tetto a due falde molto inclinato. Poetici fumaioli e forma astratta delle finestre come dei tagli nel
cemento. L’idea del riparo atto a resistere alle intemperie nella campagna Francese. La casa è
sollevata da terra, smaterializzandola dal tradizionale basamento effetto di leggerezza e
sospensione. La zona interna organizzata su due livelli, vano scala posto nell’asse centrale.
Influenza delle matrici geometriche di riferimento del progetto legate al rapporto radice di 2.

4) Silvia Gmur & Livio Vacchini – Case per tre donne Beinwil am See, Svizzera 1998

Livio Vacchini personalità importante nel quadro del Canton Ticino, scomparso recentemente nel
2007, si avvale di un linguaggio severo ed essenziale. Concepisce l’architettura come il
proseguimento delle opere di Kahn, Mies e Perret. Silvia Gmur, architetto membro della
commissione di Basilea, caratterizzata dall’esaltazione degli spazi e della relazione con la luce
naturale.

CASE PER TRE DONNE: Tre case unifamiliari costruite in Svizzera nel 1998, personale esperienza
architettonica condivisa dai due architetti. Tre cellule abitative per tre donne. Adagiate su un dolce
declivio prospettante sul lago. Radicale esperimento compositivo. Equilibri dei volumi chiusi
reciprocamente filtrati dallo spazio portico. Serialità compositiva elementi grammaticali primarie
assoluti per affrontare le questioni tipologiche. Ritmiche scansioni tra pieni e vuoti, spazi comuni
spazi privati zone filtro, ambienti serventi strutture portanti e portate. Un area verde pertinente ad
ogni area abitativa. LA comune matrice geometrica costituita dal quadrato, modulo che crea tre
eventi in un rigoroso ordine compositivo di ispirazione classica ma con la totale disinteresse per il
dettaglio.

5) Rem Koolhaas – Casa Lemoine, Floirac, Francia 1998

Rem Koolhaas è considerato uno dei più influenti architetti contemporanei. Dissacrante ed
imprevedibile, anticipa la realtà tentando di aderirvi il più possibile. Nato a Rotterdam nel 1944.
Attivista ed energica figura professionale ottiene diversi premi e riconoscimenti tras cui il Pritzker
Architecture Prize nel 2000. Dal 1995 è professore ad Harvard.

CASA LEMOINE: la migliore sintesi prodotta da Koolhaas, unisce la tecnologia all’architettura al


fascino della semplicità e complessità. L’intervento risulta composto da un corpo principale
addossato al declivio. Sovrapposizione di tre livelli abitativi, una corte quadrata con una rampa
curvilinea. La struttura risulta integrata nel sito orografico e nel panorama, con cui mantiene una
reciprocità. Intensamente progettata la casa è stata premiata nel 1998 con il Best Design del Time.

6) Graham Phillips – Casa Skywood Inghilterra 1998

Graham Phillips architetto di fama internazionale e direttore amministrativo della londinese Foster
è nato nel 1947 nel Regno Unito.

CASA SKYWOOD: straordinaria espressione della difficile arte del togliere. Una dimensione del bello
propria dell’estetica contemporanea realizzando una significativa sintesi delle diverse competenze
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e saperi che si rendono necessari in relazione ai rapidi mutamenti delle attuali esigenze e stili di vita
legati all’universo della comunicazione. Oggetto a magica vocazione, un evanescente scatola di
vetro nel bosco. Il linguaggio del minimalismo contemporaneo risulta enfatizzato sia nel sistema
costruttivo che nella purezza delle ampie vetrate sia nelle bianche pareti murarie che
nell’essenzialità del design interno. La stessa precisione si osserva negli impianti di illuminazione, e
dalla griglia geometrica che modula tutte le parti basandosi sul rapporto 600\1800. L’impianto
planimetrico ispirato a Mies suggerisce l’immagine di una girandola e si enuclea su un quadrato
centrale. Chiara allusione neoplastica tendente alla mera scomposizione dei volumi in superfici
integrata dalla ricerca di un immagine leggera e trasparente.

7) Steven Holl – Casa Y New York, Usa 1999

Steve Holl è considerato oggi uno dei più grandi architetti americani, nato nel 1947 presso
Washington. Nei suoi progetti Holl dimostra la centralità nel processo creativo, di discipline
comunemente considerate altre rispetto all’architettura, come la letteratura, filosofia, musica,
scienza. La pluralità delle conoscenze necessarie per l’architettura. Holl per le sue creazioni ha
ricevuto numerosissimi premi e riconoscimenti in tutto il mondo.

CASA Y: Tra i più significativi progetti di Holl. Temi fondamentali per la sperimentazione del metodo
e la forma compositiva, l’accostamento di materiali poveri con metodi costruttivi non
convenzionali. La casa sulla cima di un altura a ridosso della valle del fiume Hudson. Forma
planimetrica ad Y, incuneando due ali rettangolari. Personale metodo dell’architetto l’utilizzo della
metafora. Holl concepisce la casa come uno strumento per catturare la luce solare durante tutta la
giornata. Immagine evocata della casa Y è quella di un antico strumento per trovare l’acqua, il ramo
del rabdomante dalla classica forma a forcella. L’eccentrica conformazione serve a diffondere la
luce naturale fin nel cuore dell’abitazione. La compenetrazione degli spazi si osserva in pianta e in
sezione. Accentuata nell’angolo acuto da cui si articolano le quattro zone abitative. La struttura in
acciaio rivela le travi e la copertura inclinata color ruggine. Le pareti esterne in legno dipinto e
interne intonacate di bianco. La vivace immagine di un Lego che mira a configurarsi come
estensione artificiale del sito che la accoglie.

8) Satoshi Okada – Casa sul monte Fuji Giappone, 2000

Satoshi Okada, giovane architetto nato nel 1962. Ha aperto il suo studio a Tokyo nel 1995,
impegnato in numerosi progetti internazionali. Fondamentale per Okada il rapporto tra uomo e
natura, profondo rispetto per la natura radicato nella cultura giapponese. Legato ai mutamenti
delle stagioni e alle caratteristiche geografiche e topografiche del luogo

CASA SUL MONTE FUJI: La casa costruita nel 2000. Sito naturale straordinario, bosco di latifoglie
situato sulle pendici settentrionale del monte Fuji. Reinterpretato il concetto di shintai, il genius loci
giapponese. L’idea della casa rifugio richiamata dalla tecnica costruttiva di un intelaiatura lignea,
rimanda al tipo della baita. Splendido equilibrio tra gli elementi della pianta che risultano delimitati
da una figura geometrica. Continua differenziazione planimetrica e altimetrica attratti dalla
modulazione della luce naturale, incorporando la variabile del tempo concetto importante per la
cultura giapponese. All’interno dei due privilegiati spazi sono finestrati e mediati dalla terrazza che
dà sulla vegetazione e contribuisce alla dissolvenza dell’architettura nella natura.

9) Sean Godsell – Casa Carter Breamtea, Australia 2000

Sean Godsell architetto internazionale attivo nel trattare i temi sociali, nato a Melbourne nel 1960.
Il suo lavoro architettonico prevalentemente rivolto al problema abitativo è teso alla ricerca di uno
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spazio interno fluido e dinamico. Molto attento ai bisogni psicologici dell’abitante. Le sue opere
spesso volumi parallelepipedi dal tecnologico involucro filigranato incassate o isolate sulle dune di
sabbia appaiono come multiple realtà originalmente generate dall’innesto di elementi legati a
caratteri dell’architettura locale.

CASA CARTER: L’approccio progettuale di questa non convenzionale casa immersa nella natura
australiana emerge dai processi di omologazione in atto nell’architettura internazionale come u
nuovo linguaggio architettonico orientale e occidentale. Godsell esprime il fatto che il progetto non
debba essere elitario. Un impronta planimetrica costruita da un doppio quadrato di sei metri di lato
si genera un parallelepipedo che si eleva per 3 piani. Volume solido e compatto ma che in realtà è
mutevole. Idea di una veranda corridoio riprende l’idea dell’engawa giapponese. Il volume
elementare viene trasformato in mutevole incastro di pieni e vuoti presentandosi come una
sagoma sempre diversa, offre agli abitanti un singolare riparo pervaso da misteriose e fuggenti
atmosfere.

10) Tadao Ando – Casa 4x4 Tarumi, Kobe Giappone 2003

Tadao Ando architetto autodidatta tra i più noti e apprezzati progettisti del mondo , anto ad Osaka
nel 1941. Contaminato dai numerosi viaggi negli USA, Europa e Africa. Un suo indiscusso merito è
quello di essere riuscito a stabilire una connessione tra la concezione tradizionale dell’architettura
giapponese e la modernità. Architettura che si rivolge all’individuo ma anche alla sua identità
culturale. Il minimalismo dei suoi materiali, calcestruzzo, pietra, legno usati come essenzialità delle
forme vengono combinati per generare una componente emotiva.

CASA 4X4: questa piccola architettura di Ando è stata progettata nel 2001, sorge sulla spiaggia di
Kobe, presso Hyogo in Giappone. Gli elementi della monocroma costruzione risultano semplificati
come la varietà dei materiali. Il tema più evidente è il contrasto, tra la parte e il tutto. L’abitazione
ospita 4 funzioni, tipicamente domestiche, servizi, zona notte, zona studio, zona giorno. Disposte
sui 4 livelli. La qualità spaziale degli ambienti di soggiorno che apre la sua doppia altezza verso il
paesaggio marino. L’armonia con la natura è un aspetto fondamentale dello spazio giapponese
tradizionale ma difficile obiettivo nelle attuali logiche che irresponsabilmente determinano il
degrado ambientale.

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