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MAX MSP

MIDI e SYNTH

Prof. F. Cappelli
MIDI
• Acronimo di Musical Instrument Digital Interface nasce nel 1983 da due
produttori di sintetizzatori, uno in Giappone e l’altro negli USA
• Con il termine MIDI si intende un linguaggio fatto esclusivamente di
sequenze numeriche che permettono la comunicazione tra dispositivi (PC,
tastiere, synth, ecc) tramite un apposito protocollo di comunicazione
• I Virtual Instrument di cui noi conosciamo l’utilizzo nei vari sequencer
come Cubase, Logic, ProTools, ecc. si basano su questo linguaggio, basta
pensare all’uso del piano-roll per la scrittura delle note
• Per la comunicazione tra dispositivi lo standard
MIDI impiega un tipo di connettore denominato
DIN a 5 poli

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MIDI
• Le porte MIDI di comunicazione tra dispositivi sono di 3 tipi:
- MIDI IN da questa porta lo strumento riceve di dati proveniente da
un’altra macchina;
- MIDI OUT da questa porta escono i dati indirizzati a un’altra
macchina;
- MIDI THRU: tramite questa porta lo strumento ritrasmette i dati
ricevuti all’ingresso MIDI IN di un’altra macchina
• Gli strumenti elettronici (tastiere) di ultima generazione non hanno
più gli ingressi e le uscite MIDI, queste sono sostituite da interfaccia
USB per cui possono, con un’unica connessione, ricevere e
trasmettere dati

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IL LINGUAGGIO MIDI
• Dalle porte MIDI non abbiamo, come invece avviene con un cavo che
collega un microfono ad una DAW, un flusso elettrico di segnale audio
ma una serie di istruzioni tradotte in codice binario (0 e 1) e che
segue un apposito protocollo di comunicazione
• I messaggi MIDI vengono trasmessi in maniera seriale, ciò significa
che i dati vengono disposti come tanti vagoni di un treno e trasmessi
in sequenza, uno dopo l’altro
• Un messaggio MIDI è costituito da due
o tre byte, in ogni byte sono presenti otto
bit, ogni bit può essere «0» o «1» per cui
abbiamo la possibilità di avere 28 combinazioni
cioè 256 valori disponibili (da 0 a 255)

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IL LINGUAGGIO MIDI
• Il messaggio MIDI è diviso in due parti:
- STATUS BYTE
- almeno due DATA BYTE
• Il primo Status Byte diviso i due parti controlla il note On/Off, Program
Change e altro, la seconda parte (i secondi quattro bit) dello Status
Byte è indirizzato alla scelta del canale tra i 16 disponibili (24 =16)
• Il primo Data Byte è dedicato all’altezza della nota compresa tra le 11
ottave disponibili dove il Do centrale a 261 Hz è rappresentato dal
numero 60 per cui abbiamo 128 numeri disponibili cioè da 0 a 127
compresi

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IL LINGUAGGIO MIDI
• Il secondo Data Byte è invece dedicato all’intensità del suono dove la
sequenza di 00000000 (8 zeri) indica l’assenza di volume mentre la
successione di 01111111 corrispondente a 127 combinazioni è la
massima intensità ottenibile. In ambito MIDI l’intensità viene
chiamata velocity ossia la «velocità» con la quale noi premiamo un
tasto nella nostra master keyboard (tastiera musicale)

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IL LINGUAGGIO MIDI – GM
(General Midi)
• Un qualsiasi dispositivo come una
tastiera, un campionatore o un
software che sia compatibile con il
GM è in grado di interpretare
correttamente i messaggi di Program
Change contenuto nello Status Byte
che serve a predisporre su un dato
canale un suono memorizzato
(pianoforte, chitarra, flauto, ecc.)
• Con il Program Change abbiamo la
possibilità di utilizzare uno dei 128
timbri strumentali messi a
disposizione dal GM
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ANCORA SUL …MIDI
• Nello standard GM, dei 16 canali a disposizione, il canale numero 10 sarà
sempre quello dedicato alla batteria/suoni percussivi con la
denominazione: GM DRUM MAP
• Il formato di salvataggio di un file MIDI si chiama SMF cioè Standard Midi
File e la sua estensione è .mid
• Dello Standard Midi File abbiamo tre tipologie:
- di tipo 0: tutte le sequenze di tutti i canali vengono compresse in un'unica
traccia MIDI senza perdere i messaggi di CANALI originali di ogni sequenza;
- di tipo 1 (il più utilizzato dai sequencer): conserva la struttura originaria
mantenendo lo stesso valore di tempo e di metrica per tutte le tracce, il
tempo viene registrato nella prima traccia;
- di tipo 2: gestisce tracce multiple indipendenti, ciascuna con valori propri
di tempo e metrica che possono variare durante l'esecuzione del brano.
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MIDI e MAX MSP Cenni – Patch 47 e 48

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MIDI e MAX MSP – Patch 49
Kslider deve essere in
modalità polifonica: su
Inspector > Display
Mode> Polyphonic In una patch MIDI non vi è la
necessità di inserire l’oggetto
ezdac~ in quanto il suono
prodotto è elaborato
seguendo il protocollo MIDI
L’oggetto e quindi non è una forma
makenote: ogni d’onda campionata.
volta che riceve L’oggetto noteout ha quindi
un comando la stessa funzione di ezdac~ :
note-on genera il riceve una sequenza di
corrispondente numeri e li produce
comando note- all’esterno del proprio
off dopo un dispositivo tramite la scheda
tempo MIDI del vostro PC.
prestabilito, in
questo 500 ms
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MIDI e MAX MSP Patch n. 50

L’oggetto makenote ha 3
ingressi: il 1° corrisponde al
Pitch (nota MIDI), il 2° alla
velocity, il 3° alla durata. Gli TRASPOSIZIONE
argomenti possono essere
fino a tre: velocity, durata,
canale MIDI,

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MIDI e MAX MSP Patch 51 Program Change

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Patch 52 Controlli MIDI tastiera esterna

Controlli dedicati
alle funzioni
presenti in una
tastiera/controller
MIDI quali il Pitch
Bend, il Vibrato
(Modulation) e il
Volume generale

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Patch 53 MIDI dati RAW (o grezzi)

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Patch 54 MIDI e POLIFONIA con MSP

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Max Msp – Plugin VST~ e MIDI
Anche se in Max possiamo creare
praticamente qualsiasi effetto audio che
desideriamo, a volte ciò che stiamo cercando è
troppo complesso, richiederebbe troppo
tempo o non rientra nella nostra area di
competenza.
Per queste situazioni, c’è la sezione vst~ , che
ci consente di installare gli stessi plug-in che
utilizziamo nelle nostre DAW in
Max. Nonostante il nome, la sezione vst~ può
ospitare plug-in VST o AudioUnit (per il Mac).
Questo dà accesso a migliaia di processori e
strumenti audio scaricabili da siti internet
specializzati

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Patch 55 VST~ Additive Heaven

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Patch 56 Sintesi additiva variazione della 4° armonica e della
sua ampiezza

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Patch 57 Sintesi additiva con armoniche e volumi variati dall’oggetto
multislider, utilizzo di send e receive

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Patch 58 Generazione del suono ed effetti con i VST~

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Patch 59 Altre combinazioni con i VST~

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I Sintetizzatori Analogici

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Struttura di un synth

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Struttura di un synth

F. Cappelli 24
Struttura di un synth: il VCO

F. Cappelli 25
Struttura di un synth: il mixer

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Struttura di un synth: il VCF

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Struttura del synth: tipi di VCF
• I filtri più importanti che possiamo utilizzare sono:
- Lowpass (passa basso)
- Highpass (passa alto)
- Bandpass (passa banda)
- Peaknotch (filtro selettivo a banda ristretta)
- Allpass (passa tutto)
- Resonant (filtro risonante)
- Bandstop (elimina banda)

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Struttura del synth: SLOPE

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Stuttura del synth: RISONANZA

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Struttura del synth: il VCA

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Struttura del synth: LFO

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Struttura del synth: INVILUPPO

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ESEMPIO DI UN SYNTH con i CONTROLLI VC
(Voltage Control)
VCF
VCO

VCF
Envelope
VCO
Envelope

LFO
Filter
LFO

VCA: Uscita amplificatore (volume)


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