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Verifica di Filosofia Gianmarco Rufino IV BM

05/11/20
Il cristianesimo e Agostino
1) Segna la risposta esatta:
A) Il cristianesimo: B
B) Gesù afferma di essere: C
C) Per Agostino l’interiorità è: A
D) Agostino afferma che Dio crea il mondo: C

2) Collega il periodo del cristianesimo nella colonna di sinistra con le sue caratteristiche
nella colonna di destra.
1) Periodo apostolico: B
2) Periodo degli apologeti: C
3) Patristica greca: A
4) Patristica latina: C

3) Nelle coppie di affermazioni seguenti, individua l’alternativa corretta


A) Per Agostino l’uomo possiede certezze indubitabili
B) Per Agostino l’uomo non può scegliere il bene con le sue sole forze
C) Per Agostino la città di Dio e la città degli uomini non sono due città concrete, situate in
luoghi specifici e in epoche determinate
D) Agostino non sostiene una visione ciclica della storia

Esporre concetti e relazioni

5) Perché Agostino intende la conoscenza come illuminazione


Agostino riteneva che l’uomo conoscesse la verità non in virtù dell’insegnamento di un
maestro ma tramite la luce accesa da Dio. In questo senso si può riconoscere in Agostino
un influsso platonico (Platone parlava infatti di Reminiscenza). Secondo la teoria
dell’illuminazione è Dio a condurre la nostra anima a sé rendendoci consapevoli prima
grazie a verità intuitive, poi grazie alla rivelazione. Si può dunque sintetizzare affermando
che la verità risiede nella nostra anima.
6) Qual è la concezione agostiniana del tempo
Agostino tratta il tema del tempo all’interno delle Confessioni in riferimento al tema della
creazione; egli ritiene che la vita di Dio non ammette né un prima né un dopo essendo Dio
stesso non soggetto al mutamento in quanto perfetto. Pertanto Dio non è soggetto al
tempo, che è dunque una proprietà che appartiene solo al mondo terreno. Agostino
definisce infine il tempo come distensione dell’anima che ci permette di riconoscere il
passato attraverso la memoria, il futuro attraverso l’attesa e il presente attraverso
l’attenzione.
8) Presenta la riflessione sul problema del male in Agostino
Quando parliamo della riflessione sul problema del male in Agostino dobbiamo far
necessariamente riferimento a due concezioni a cui il filosofo aderì in fasi differenti della
sua vita: da giovane al Manicheismo e successivamente al neoplatonismo.
Il manicheismo affermava che l’universo era dominato da due principi contrapposti e
indipendenti: il bene e il male. Questi erano in lotta perpetua l’uno con l’altro.
Successivamente Agostino si distaccò da questa concezione propendendo invece per la
concezione neoplatonica: secondo quest’ultima il male è semplicemente privazione
d’essere. Se esiste Dio, creatore di ogni cosa, il male non può esistere come principio
positivo; il male è dunque privazione di bene. Ciò nonostante Agostino non nega l’esistenza
di quest’ultimo nel mondo ma lo intende come minore perfezione.
Bisogna infine definire il male morale, esso consiste nel peccato, inteso come debolezza
della volontà dell’uomo il quale si stacca da Dio preferendo ad egli un bene di minora
importanza rappresentato dalle cose materiali.

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