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«La maggior parte dell’umanità è predisposta alla sottomissione.

Gente inconsapevole, gestita completamente.


Chi ha capito, ha capito, non ha bisogno di consigli.
Chi non ha capito, non capirà mai.
Io non biasimo queste persone perché loro sono strutturati per vivere e basta. Cosa vuol dire
vivere e basta?
Mangiare, bere, respirare, partorire, lavorare, guardare la televisione, mangiare la pizza il
sabato sera, andare a vedere la partita. Il loro mondo finisce lì.
Non sono in grado di percepire altro.
C’è invece un piccolissimo gruppo di esseri umani che sono “difetti di fabbricazione”: sono
sfuggiti al controllo qualità della linea di produzione.
Sono pochi, sono eretici, sono guerrieri».

(Giovanni Cianti)

«Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza.
Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e
prima o poi la pubblica opinione li getterà via».

(Joseph Pulitzer)

«L’essere umano è una galassia di possibilità infinite e la sua Luce, più forte di mille Soli, alla
fine troverà sempre la strada per prevalere sulle ombre che la circondano».

(Luca La Bella)

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A cura di NICOLA BIZZI e MATTEO MARTINI

OPERAZIONE CORONA
COLPO DI STATO GLOBALE
Analisi bio-medica, economica e politica della più grande truffa della storia dell’umanità

Edizioni Aurora Boreale


© 2020 Edizioni Aurora Boreale

Via del Fiordaliso 14 - 59100 Prato

edizioniauroraboreale@gmail.com

www.auroraboreale-edizioni.com

Titolo: Operazione Corona: Colpo di stato globale

A cura di: Nicola Bizzi e Matteo Martini

Collana: Politeia

Con contributi di: Nicola Bizzi, Andrea Cecchi, Marco Della Luna, Alessandro Gambugiati, Alfonso Guizzardi,
Luca La Bella, Matteo Martini, Stefano Scoglio, Davide Suraci

Editing e illustrazioni a cura di Nicola Bizzi

ISBN versione e-book: 978-88-98635-38-2

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CAPITOLO I

UN EVENT AMPIAMENTE ANNUNCIATO

di Matteo Martini

Il 2020 è stato l’anno in cui è iniziato un colpo di Stato mondiale. Colpo di Stato in cui mani
fortissime, con la complicità e la compiacenza, o con la scarsa resistenza, di governi e
organizzazioni internazionali hanno attuato una strategia asimmetrica per ridefinire gli assetti
geometrici di quella che noi abbiamo imparato a conoscere come globalizzazione. I risultati di
questa operazione potrebbero non aver raggiunto i target prefissati, ma questo lo vedremo nel
corso della trattazione.
Il vettore di questo progetto è stata la “pandemia” (o presunta tale) dovuta ad un “nuovo
coronavirus” originatosi in Cina, secondo la narrazione ufficiale a fine 2019, elemento questo su
cui cercheremo di dare ampio ragguaglio più avanti, argomentando tutte le criticità di questa
versione.
Le principali cinghie di trasmissione di questa operazione sono state l’OMS (Organizzazione
Mondiale della Sanità), ed anche il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, sia per
l’emissione di titoli di “Epidemic Bond” (o meglio Pandemic Emergency Financing Facility,
PEF), una forma specifica di Catastrophe Bond adattata alle emergenze pandemiche, pensati non
senza una certa preveggenza nel 2017, sia per verosimili ingerenze nella politica dei governi, con
finanziamenti non trasparenti, come emerso dalle denunce del Presidente bielorusso
Lukashenko¹, che ha affermato di aver ricevuto offerte di finanziamenti purché mettesse in atto
nel suo Paese forme di lockdown all’italiana.
Lo strumento dei Pandemic Bond non era mai stato pensato prima, ed era obiettivamente
piuttosto criticabile e infondato come opzione economica anche per la scarsa probabilità di un
“evento” del genere, tanto che tale emissione non è stata esente da critiche e fu definita una
goofiness (cretinata) economica dal Chief Economist della Banca Mondiale Lawrence Summer².
Ciònondimeno questa “scommessa” si è rivelata vincente per i ben informati a distanza di due
anni – del resto come stiamo per vedere era uno scenario teorizzato, programmato e studiato da
tempo. Solo ad Aprile del 2020 questi strumenti finanziari avevano già reso 196 miliardi di
dollari³, risorse in grado di essere reinvestite nella stessa “emergenza” o in azioni collaterali.
Circa la complicità dell’OMS con il cartello farmaceutico-finanziario e il suo evidente,
imbarazzante, conflitto di interesse sarebbe non necessario fornire ulteriori prove.
Tale conflitto di interessi va ben oltre la coabitazione, nelle stesse persone, di funzionari di tale
organizzazione al contempo quadri o dirigenti di multinazionali del farmaco4, e riguarda il fatto
che la Fondazione Bill & Melinda Gates, del magnate americano Bill Gates, grande fautore della
vaccinazione di massa, è il principale finanziatore privato dell’OMS e il secondo in valore
assoluto per contribuzione dopo gli Stati Uniti (i quali peraltro ora, per decisione del Presidente
Trump, sono usciti da questa organizzazione); di tale rete di finanziamenti e continuità ha dato
ragguaglio anche la trasmissione televisiva Report della RAI5.
Questo peraltro non deve stupirci: l’ingerenza privata in tale organizzazione internazionale è
elevatissima. Come riporta il giornalista Giulio Valesini nel documentario citato: «Lo scorso
biennio il bilancio dell’OMS ha totalizzato 5,6 miliardi di dollari ma le quote fisse pagate dagli
Stati non arrivano nemmeno al 20%.
L’80% del budget invece è versato da Stati e privati su base volontaria. Mettono i soldi e
decidono per cosa li spendono».

4
A proposito degli eventi attuali, ricordiamo che non è mancata già l’occasione in cui l’OMS sia
stata accusata di aver inscenato una “falsa pandemia” (sintagma che vedremo ricorrere più volte
in varie denunce e accuse), ci riferiamo all’affaire Tamiflu in cui l’importante Cochrane
Collaboration, sarebbe risultato operazione farmaceutica inutile e dispendiosa per gli enti di
salute pubblica6.
A questo riguardo il medico e politico tedesco W. Wogard, ha affermato, a proposito
dell’epidemia di influenza Aviaria, in un’audizione all’Assemblea Parlamentare del Consiglio
Europeo contro l’OMS: «Per promuovere i loro farmaci e vaccini brevettati, le compagnie
farmaceutiche hanno influenzato scienziati e agenzie ufficiali, responsabili della salute pubblica,
allarmando i governi di tutto il mondo. Inducendoli a sperperare le scarse risorse della sanità
pubblica per strategie vaccinali inefficaci ed esponendo inutilmente milioni di persone sane al
rischio di reazioni avverse sconosciute di vaccini non testati a sufficienza. La campagna per
l’influenza aviaria (2005/2006) sommata alla campagna per l’influenza suina, sembrano aver
causato una grande quantità di danni non solo per alcuni pazienti vaccinati e per i bilanci della
sanità pubblica, ma anche per la credibilità e l’affidabilità di importanti agenzie sanitarie
internazionali. La definizione di una pandemia allarmante non deve essere presa sotto
l’influenza di venditori di farmaci. Gli Stati membri del Consiglio d’Europa dovrebbero
chiedere un’indagine immediata delle conseguenze a livello sia nazionale che europeo»8.
Da tale incontro a Strasburgo emerse una gravissima «perdita di credibilità dell’OMS», come
disse il dr. Wodarg. L’Aviaria, per la quale il delegato dell’OMS, David Nabarro, prevedeva una
pandemia con 150 milioni di morti9, e per la quale si stima che possano esserci stati al massimo
200mila decessi diretti¹º, può dirsi una delle prime e più palesi bufale dell’OMS.
Bufala pandemica che si vide ripetere ad esempio nel 2009, con l’Influenza suina, partita dal
Messico, per la quale fu anche qui evocato l'immaginifico "archetipo" della Spagnola e che poi si
risolse naturalmente in pochi casi, circa 18mila¹¹, con un tasso di mortalità stimabile
approssimativamente intorno allo 0,02% contro lo 0,2% dell’influenza annuale. Ma anche in
questo caso creò per la prima volta un business enorme di mascherine, disinfettanti e antivirali.
Che la “pandemia” dichiarata, anche se di piccole dimensioni nella realtà, sia fonte di enormi
profitti e largamente attesa si condensa in una frase lapidaria dell’epidemiologo Tom Jefferson
della Cochraine Vaccines in una intervista al tedesco Der Spiegel: «Un’intera industria è in
attesa di una pandemia»¹².
La Sars, l’Aviaria, la Suina sono state negli ultimi vent’anni i prototipi dello scenario pandemico,
tuttavia mancava, non si era mai verificato il "Big One". Di fatto, come abbiamo visto sono tutte
pandemie abortite o fallite.
Tuttavia devono aver insegnato qualcosa a coloro che, per usare le parole di Jefferson, la
attendono. In primo luogo una cosa che si è notata è il basso numero di morti (sul perché di
questo ritorneremo alla fine del capitolo), per ora ci limitiamo all’osservazione che i membri
dell’OMS hanno ovviamente constatato la difficoltà che in tempi attuali si verifichino scenari di
epidemie o pandemie "reali", ad alta mortalità, come le antiche pestilenze, o la cosiddetta
"Spagnola" del 1918-19, che hanno segnato nel profondo la memoria collettiva dell’umanità. Ed
ecco che, per aggirare l’ostacolo della bassa o bassissima mortalità su scala mondiale delle più
recenti malattie infettive acute, subentra un espediente nominalistico: la ridefinizione della
definizione stessa di pandemia, ovviamente operata in sordina dalla stessa OMS.
Lo stesso dr. Jefferson nel corso di un’intervista che in italiano si trovava all’interno di un
vecchio video sull’argomento, poi rimosso da YouTube nei primi mesi del 2020, all’inizio degli
eventi attuali, osservava che secondo il sito ufficiale dell’OMS: «La vecchia definizione era un
nuovo virus che si diffondeva velocemente, per cui non si aveva nessuna immunità e che causava
un alto numero di malati e un’alta mortalità. Ora, le ultime due sono state cancellate, e con
questo cambiamento è stato possibile catalogare l’influenza suina come pandemia».
In sostanza, si denuncia che già a partire dal Maggio 2009 il sito dell’OMS riportava un cambio
di definizione da cui sparì ogni riferimento all’«alto numero di vittime»¹³.
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Malgrado i maldestri tentativi dei debunkers di professione di presentare questa vicenda come
una sorta di bufala, rimane l’evidenza di un articolo sul sito delle Nazioni Unite che denunciava
l’ambiguità della nuova definizione di "influenza pandemica", articolo firmato dal sociologo
Peter Doshi14. Il tentativo di insabbiare questa importante osservazione cancellando i video non è
riuscita però a cancellare del tutto le tracce di questa ridefinizione dal web. Si trova al momento
on line un articolo de Il Sole 24 Ore del 2010 che riporta la questione (cfr. Nota).
L’argomento non è dunque una bufala, né qualcosa di banalizzabile. Crediamo tuttavia, alla luce
degli eventi ultimi, che l’importanza di tale ridefinizione andasse ben oltre quanto pensassero gli
stessi debunkers negli anni passati...

Il "Lock Step", il sogno antidemocratico delle élite

Torneremo sulla questione tecnica e "tattica" della pandemia alla fine del capitolo, ed ora ci
concentriamo sull’aspetto "strategico", sull’importantissima questione del cui prodest. Sarebbe
ingenuo pensare che sia solamente il settore farmaceutico il motore di certi interessi più o meno
nascosti dietro una situazione di pandemia nel nostro XXI secolo. La realtà, invece, è più
articolata e decisamente più inquietante, e coinvolge settori dei poteri globali e finanziari il cui
fine va ben oltre la vendita di dispositivi medici o sanitari. Dobbiamo qui citare un documento
poco noto ma pubblico, un report del 2010 commissionato dalla Rockefeller Foundation dal
titolo Scenarios for the Future of Technology and International Development15.
Questo documento è uno studio di futurologi che tratteggiano i futuri assetti della società
globalizzata in uno scenario post pandemico. Va detto che occorre essere ingenui per credere che
tali scenari siano unicamente delle mere oziose previsioni, quanto delle linee guida su come si
dovranno riscrivere gli equilibri sociali e politici, pilotando gli eventi e sfruttando le situazioni
messe in atto.
Un ulteriore documento, recentemente prodotto dal Forum Economico di Davos, esplicita che
tali previsioni-programmi siano sul punto di giungere a maturazione, ed esplicita gli obiettivi in
modo ancora più chiaro.
Il documento della Rockfeller Foundation disegna una timeline di eventi che partono dal 2012,
anno in cui si ipotizza una pandemia da un ceppo di influenza, che – si dice – a differenza di
quella H1N1 del 2009 questa volta sarà "estremamente virulenta ed efficace".
Lo scenario ipotizza il contagio del 20% della popolazione mondiale e la morte, nel giro di pochi
mesi, di 8 milioni di persone, effettivamente un numero molto alto per quella che è la mortalità
effettiva generalmente osservata nell’influenza16, ma comunque ben al di sotto dei più foschi
scenari previsionali di altre "simulazioni" che ora vedremo, e degli stimati 50 milioni di decessi
per la Spagnola (che in verità non sappiamo con certezza essere una influenza, dato che l’agente
eziologico non poteva essere isolato all’epoca e la congettura è fatta solo su base clinica).
Questa considerazione non è priva di fondamento perché fa vedere quanto una eventualità del
genere, da più parti attesa e data per imminente, è in realtà statisticamente un’anomalia, un
fenomeno generalmente non osservato in natura, almeno allo stato attuale delle evidenze
storiche. Eppure tale scenario, ripetiamo era dichiarato da diversi attori globali come imminente
e quasi inevitabile, tanto da far dichiarare: «È solo questione di tempo prima che una di queste
epidemie diventi globale, una pandemia con conseguenze potenzialmente catastrofiche. Una
grave pandemia, che diventa “Event 201”, richiederebbe una cooperazione affidabile tra diversi
settori, governi nazionali e istituzioni internazionali chiave»17.
In questo quadro, i futurologi e gli analisti della Rockfeller Foundation, come su un copione già
scritto, sanno già cosa accadrà o meglio quali soluzioni si dovranno adottare. È già interessante
osservare che lo scenario o meglio gli scenari previsti (si tratta di quattro soluzioni possibili o
varianti) si dipanano su una linea temporale quasi ventennale che parte dal 2012 e finisce nel
2030. La data di arrivo non è casuale: essa coincide con un punto di arrivo (o di controllo) in cui
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convergono vari programmi globali, ad esempio l’"Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile" 18, e
su tale data si concentrano non di rado le parole d’ordine di "esperti" (i quali sono soliti "lanciare
l’allarme"), centri studi, media, e governi.
Occorrerà osservare che tali previsioni (o piano) di governance globale sarebbero dunque in
ritardo rispetto ai tempi programmati o attesi: la pandemia si è "avverata" con un decennio di
ritardo, per cui sia i successivi eventi previsti nel cronoprogramma, sia i punti di arrivo, sono al
di fuori ormai dei tempi indicati da certe tabelle di marcia.
Lo studio della Rockefeller Foundation prende in esame una quadripartizione di scenari possibili
per il futuro di medio-lungo periodo in base alle capacità di risposta agli eventi valutata su due
variabili di incertezza: capacità di adattamento e integrazione economico-politica (political and
economical alignement).
Queste due variabili messe in ascisse e in ordinate determinano una diagramma quadripartito con
quattro scenari possibili:
- Lock step (“a ranghi serrati”); scenario a bassa capacità di adattamento e alta integrazione
politico-economica.
Una svolta autoritaria dei regimi e delle forme di governo. Questo scenario (di fatto il più simile
a quello che abbiamo visto cercare di mettere in atto come forma di risposta "suggerita",
soprattutto in alcuni Paesi, e in altri in forma variamente attenuata) è stato sin da subito il focus
di questo grande esperimento sociale del 2020.
Del resto la risposta delle politiche di biosicurezza al proclamato "evento pandemico" è stata
"suggerita", anche se non è stato chiaro da parte di chi, dato che dichiarazioni pubbliche in tal
senso non vi sono state da parte delle autorità internazionali (es. OMS).
Una mano invisibile ma pesante ha dato istruzioni a governi e strutture politiche di
adottare questa strana e mai sperimentata prima procedura di "biosicurezza".
La stessa espressione "lockdown", con la radice lock (chiusura) evoca anche nominalmente il
presente scenario, in cui diversi Stati sembra che siano stati dirottati, secondo decisioni prese
dall’alto e non si sa dietro quale suggerimento 19. Del resto le dichiarazioni di Lukashenko (non
isolate, ad esse fanno riscontro quelle di alcuni leader di Paesi africani) lasciano trapelare in
modo chiaro ingerenze dirette ma occulte da parte delle stesse organizzazioni internazionali, di
una sorta di so_ power globale.
Lo sviluppo post-pandemico caratterizzato da questo tipo di risposte è descritto dal documento
con queste caratteristiche: «Un mondo con un controllo verticale e governativo molto serrato,
leadership autoritaria, scarsa innovazione e regressione dei cittadini» (cfr. op. cit. pag.18).
Vi sono altre ragioni per ritenere che il quadro "lock step" sia quello cercato di indurre come
modello globale. Il testo descrive uno scenario dove ci sarà, in un medio futuro, riduzione degli
spostamenti, dove i cittadini "delegano volontariamente la loro sovranità individuale e la loro
privacy a favore di Stati sempre più paternalisti, in cambio di maggiore sicurezza e stabilità"
(pag.19); non è da escludere che il popolo italiano, per certe sue caratteristiche comportamentali
sia stato scelto di proposito per sperimentare per primo queste situazioni, cosa di cui daremo altri
indizi documentali più avanti. Il testo descrive esattamente gli eventi che stiamo vivendo, fin nei
minimi dettagli, come una regia perfettamente studiata: compreso obbligo di indossare
mascherine e rilevazione della temperatura per accedere a supermercati e stazioni. Anche dopo la
fine dell’emergenza, alcune misure resteranno in vigore, anche per mantenere la prevenzione e il
controllo verso "minacce globali" come il terrorismo (pag.19).
La fase pandemica sarà caratterizzata dall’introduzione di strumenti di controllo tecnologico per
il tracciamento degli individui, e soluzioni come videosorveglianza e riconoscimento facciale
sono un aspetto dell’uso di tecnologie digitali per il controllo, dichiaratamente espressi nel testo,
oltre a scanner e FMRI (functional magnetic resonance imaging) per prevenire "intenti
antisociali" nei luoghi pubblici, "telepresenza" per le fasce di popolazione a cui sarà negato lo
spostamento e rilevamento a distanza dei parametri biomedici (pag.23).

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Se consideriamo la grande enfasi posta dalla retorica del governo italiano sullo smart-working,
nonché gli annunci velati o paventati che esso dovrà essere mantenuto anche successivamente²º
si riconosce chiaramente la partitura che è stata eseguita, fin nei minimi dettagli da alcuni
governi, quello italiano in primis e certamente con maggiore completezza. Un quadro così
autoritario, esplicitamente ispirato al monitoraggio dei cittadini, introduce l’ID, sistema di
identità digitale, (pag.19) anche se sembra non fare menzione esplicita delle tecnologie di
tracciamento digitale attraverso gli smartphone, del resto il documento ammette di non poter
contemplare tutte le innovazioni tecnologiche disponibili nel medio periodo. Che tale progetto
fosse però un’espansione di queste premesse lo dimostra un secondo report²¹ della Rockefeller
Foundation, uscita esattamente in corso di pandemia, ad Aprile 2020, focalizzato sulla cosiddetta
"fase 2" dell’emergenza, dove si fa uno stato dell’arte sui sistemi di tracciamento digitale (le
varie App per smartphone proposto nei vari Paesi europei), dimostrando in questo un vero e
sospetto interesse da parte di questa Fondazione per l’implementazione di un tale scenario.
Questo è un indizio dell’attenzione della Rockefeller Foundation per lo sviluppo dello scenario
da loro descritto come lock step.
Altre due osservazioni sono interessanti: nel quadro previsto l’epidemia si abbatte in modo
importante in Asia inizialmente e la Cina è vista come modello, le sue decisioni verranno poi
seguite da altri governi (ci ricorda qualcosa?).
Questo modello prevede un aumento della divisione per blocchi e un parziale rallentamento o
ridefinizione della globalizzazione, con la creazione di reti internet alternative da parte dei
principali attori (Cina, Russia), fenomeno in effetti già parzialmente in atto da prima dell’evento
pandemico attuale.
Un dato curioso: nella timeline dello scenario nel 2017 l’Italia è prevista diventare meta di
badanti stranieri. A quest’anno risalgono alcune pubblicazioni scientifiche internazionali che
parlano del fenomeno dei "badanti" stranieri in Italia²². Strana "previsione" fatta con sette anni di
anticipo su un evento non rilevante, oppure segnale in codice di controllo sulla road map
confermato da due articoli civetta a tempo debito?

- Clever together ("tutti insieme intelligentemente"); scenario ad alta capacità di adattamento e


alta integrazione politico-economica.
La versione edulcorata, apparentemente meno distopica, del quadro precedente, che presuppone
una situazione ugualmente tecnocratica (usa le stesse soluzioni) e indirizzata a una forte
digitalizzazione delle strutture economiche. La differenza è che sembra prevalere una modalità
cooperativa e meno verticistica, o se vogliamo meno autoritaria, tuttavia a nostro avviso
ugualmente centralizzata, con contatto e scambio dati in tempo reale fra cittadini e governi, forte
integrazione fra compagnie private e governi.
Invece che sorveglianza si usa il neologismo anglofrancese "sousveillance" (vigilanza dal basso,
integrata e digitalizzata).
Si evolve un quadro di globalizzazione centralizzata, in cui i governi cooperano per la soluzione
di problemi ambientali e l’ONU acquisisce maggiore autorità, insieme ad altre organizzazioni
internazionali come la Banca per gli Investimenti.
In Africa verrebbe superato l’assetto basato su Stati nazionali. Si punta alla creazione di "smart
cities" (tali progetti esistono già, in relazione all’Agenda 2030), a un forte sviluppo digitale, alla
riduzione della produzione industriale basata su idrocarburi fossili, sviluppo di nanotecnologie e
digitalizzazione di ogni settore produttivo, agricoltura compresa.
Questo scenario non evolve da una pandemia, prevede un mondo in rapida ripresa dopo la crisi
dei mutui del 2008, e ha come motore eventi ambientali attribuiti ai cambiamenti climatici. Qui il
punto di approdo è un’altra versione della globalizzazione, anzi la versione più apertamente
dichiarata nei progetti di sviluppo delle Nazioni Unite. Si vede anche qui come l’individuazione
di una minaccia esterna diventa lo strumento per orientare la corsa verso un determinato modello
di sviluppo.
8
- Hack Attack ("attacco Hacker"); scenario a bassa capacità di adattamento e bassa integrazione
politico-economica.
Collasso o indebolimento degli Stati per effetto di terrorismo informatico sempre più aggressivo,
eventi catastrofici non controllabili, ed altri fattori, delineano un quadro di forte instabilità e
insicurezza, crescente abbandono dei cittadini di fronte a problemi economici, sociali, sanitari, o
di sicurezza personale, in un quadro di semi-anarchia. I ricchi tendono a vivere in paradisi
recintati e fortificati, separati dai bassifondi; aumentano violenza, terrorismo e fenomeni di
guerre a bassa intensità in varie aree. In alcuni Paesi riemergono forme di neo-feudalesimo.
Culturalmente si diffondono molte "teorie della cospirazione". Furti di brevetti, violazioni della
proprietà intellettuale, illeciti e spionaggio industriale causano un abbassamento degli standard
produttivi, diffusione di falsi e di prodotti me too di bassa qualità, con ricadute sull’innovazione
tecnologica. Vaccinazioni con prodotti inaffidabili e antimalarici di bassa qualità causano decessi
in Africa.
Diminuzione della sicurezza di internet, espansione del deep web, bioterrorismo, movimenti
separatisti, e traffico di armi e droga sarebbero fenomeni sempre più frequenti. L’integrazione
internazionale nel quadro dei processi di globalizzazione ai minimi storici. Nel 2030 il divario
fra Paesi sviluppati e non sembrerà irrilevante.
- Smart scramble ("corsa intelligente"); scenario ad alta capacità di adattamento e bassa
integrazione politico-economica.
La crisi dei mutui del 2008, poi crisi dei debiti sovrani, non è stata superata e ha dato luogo ad
una recessione prolungata. Indebitamento pubblico e privato si avvitano e non permettono una
ripresa economica globale. Sia Cina che Stati Uniti entrano in recessione, questi ultimi perdendo
credibilità internazionale. Tale situazione aggrava gli effetti dei disastri ambientali e le crisi
umanitarie in aree "calde" del pianeta e incentiva i flussi migratori. Le infrastrutture sia
convenzionali che digitali mancano di manutenzione e molte aree diventano isolate; aumenta la
mortalità infantile. Molti individui si organizzano in piccole comunità, si inventano metodi per
mantenere in funzione la tecnologia precedente con mezzi di fortuna, sviluppo della micro-
manifattura, con stampanti 3D e tecnologie ibride, autoproduzione e autoriparazione. Il crollo
della sanità pubblica e degli investimenti richiede lo sviluppo locale di "medicinali super
ingegnerizzati a base omeopatica" in grado di sostituire gli antibiotici! (pag. 47).
Sviluppo di coltivazioni nei grandi spazi cittadini, deurbanizzazione, mantenimento delle
tradizioni agricole, sviluppo dell’economia circolare, ottimizzazione della produzione locale di
energia da fonti alternative.
Gli ultimi due modelli rappresentano degli worst case scenarios per le grandi centrali di potere
globale industriale e finanziario, ovviamente, perché prevedono situazioni di minore controllo
sociale e di minore profitto. Per raggiungere i primi due è richiesta la capacità di controllo e
gestione delle crisi (globali, finanziarie, etc.) e in un certo senso la propensione a pilotarle, onde
farle evolvere negli scenari richiesti.
Noi ora esattamente ci troviamo nel primo, o in un tentativo di attuare il primo, salvo che finora
è stato prospettato il modello di sviluppo del secondo (clever together), che è coinciso con i piani
dichiarati e pubblicizzati di sviluppo globale, sostenuti delle varie organizzazioni internazionali.
Anche il Green New Deal dell’Unione Europea, ad esempio, è un programma inserito all’interno
del quadro dell’Agenda 2030. Tuttavia lo scenario autoritario, sebbene non dichiarato, era
ugualmente "annunciato", come vedremo, e sicuramente previsto, vuoi come complemento del
primo, vuoi come piano di back up in caso di mancata realizzazione entro i tempi stabiliti della
tabella di marcia prevista della globalizzazione.

Malthusiani per la decrescita

Quale vantaggio si può trarre da uno scenario previsto del tipo autoritario post pandemico?
9
Anzitutto un quadro futuro di forte integrazione pubblico/privato, dove il potere giuridico-
coercitivo degli Stati si unisce al servizio del massimo profitto privato (integrando l’unico
elemento carente agli apparati privati del capitalismo finanziario) sarebbe una ghiotta occasione
per estendere il proprio potere e la propria capacità di penetrazione nella società da parte di
gruppi di interesse privato.
Per certi versi assomiglia allo stadio di capitalismo avanzato, fortemente autoritario, descritto nel
romanzo fantapolitico di Jack London Il Tallone di ferro, d’altra parte è il modello attualmente
rappresentato dalla Cina: superata la fase comunista o maoista, essa rappresenta un modello
integrato di capitalismo di Stato, che garantisce profitti privati in un contesto totalitario, di
controllo dell’informazione, in assenza di sindacati e organizzazioni diverse da quelle
autorizzate, senza diritto di sciopero e in condizioni di totale controllo, controllo aumentato oggi
vieppiù dallo sviluppo di tecnologie digitali sempre più invasive della privacy, al punto da far
pensare che l’attuale "stato pandemico" sia stato una sorta di test per tali forme di controllo.
Abbiamo visto come tale shift verso un modello cinese di società è stata con largo anticipo
"previsto" dal documento della Rockfeller Foundation.
Curioso anche osservare come il magnate "filantropo" George Soros, abbia del resto affermato
nel 2016 che «la Cina deve porsi alla guida di questo Nuovo Ordine Mondiale, creandolo e
possedendolo, allo stesso modo in cui gli Stati Uniti possiedono l’ordine attuale»24.
Questo desiderio da parte di gruppi di pressione, think tank, e centrali di potere transnazionali per
resettare (sul piano formale) le costituzioni democratiche, in particolar modo occidentali, con
tutto il loro apparato di limitazioni e vincoli di diritti e libertà per l’individuo contro il potere
centrale, e le democrazie partecipative (a livello sostanziale) che potevano rappresentare un
ostacolo alle riforme neoliberiste, non è cosa nuova.
Tale "progetto", sia pure in forme differenti, si organizza intorno agli anni ’70 del Novecento,
per opera di un think tank che fu alla guida della prima fase della globalizzazione: la Trilateral
Comission25,26, fondata dall’onnipresente H. Kissinger, ispiratore di un trentennio di politica
estera statunitense, dal politologo Zbigniew Brzezinski e dallo stesso David Rockfeller. La
Trilateral è stata un contenitore di interessi plutocratici e oligarchici che ha guidato diversi
esperimenti di arretramento delle democrazie secondo varie modalità dalle più dirette, sostengo e
organizzazione dei colpi di Stato in Cile27 e in Grecia28 con il la Dittatura dei colonnelli, sino al
sostegno al poi fallito Golpe Borghese29 in Italia, sia indirette attraverso il softpower, e
l’ingegneria politica.
In questa seconda strategia rientrano i metodi manipolatori di contenimento di quelli che
sarebbero ritenuti dagli oligarchi degli "eccessi di democrazia" (Hungtinton).
Tali esperimenti furono condensati programmaticamente nel "Memorandum Powell" (1971)
dove si teorizzava la cooptazione del mondo accademico e dei media e della ben più complessa
opera The crisis of democracy (1975).
Quest’ultima, dal sottotitolo esplicito “Rapporto sulla governabilità delle democrazie alla
Commissione trilaterale” fu commissionata dal suddetto influente pensatoio oligarchico a tre
politologi: Michel Crozier, Samuel P. Huntington e Joji Watanuki, nella duplice funzione di
manifesto programmatico e di manuale operativo per il contenimento e la regressione delle
strutture democratiche tradizionali occidentali, considerate come troppo "di sinistra" o
paradossalmente troppo "democratiche". Tali progetti di attacco alle democrazie non sono affatto
rimasti sulla carta ma sono stati tradotti in tecnica ed applicati, lungo trent’anni di avvenimenti
storici che ne mostrano la sistematica applicazione:
1) riduzione dell’interesse dei cittadini alla partecipazione democratica;
2) deideologizzazione della sfera politica;
3) trasformazione dell’individuo da cittadino in consumatore (processo avvenuto grazie al
"riflusso" e all’edonismo degli anni ‘80;
4) dirottamento del dibattito politico su binari predeterminati consentiti;
5) cooptazione dei sindacati;
10
6) controllo dei media. Il tutto con il fine di impedire il funzionamento della stessa democrazia in
un punto cruciale: che possa servire l’interesso collettivo anziché quello privato di pochi³º.

L’Italia è stata uno dei laboratori della sperimentazione di queste strategie.


Sullo sfondo, l’obiettivo di lungo termine di tali azioni programmate, resta, nelle parole dello
stesso David Rockefeller all’incontro del Club Bilderberga Baden Baden³¹ (1991): «Una
sovranità sovranazionale esercitata da una èlite intellettuale e da banchieri mondiali è senza
dubbio da preferirsi senza esitazioni alla tradizionale autodeterminazione delle nazioni»³².
Disegni per far superare le democrazie, in modi diretti o indiretti, sono dunque oggetto di studi di
importanti pensatoi oligarchici e centrali di potere, legate al contesto della globalizzazione. Non
dovremmo stupirci se un nuovo step fosse stato prima teorizzato, e poi sperimentato. Una tale
strategia potrebbe prevedere il ricorso allo stato d’eccezione schmittiano, alla ben nota modalità
d’azione della "shock strategy", quella del sollevare problemi, reali o percepiti, e poi vendere
soluzioni: in questo caso la scelta politica contrabbandata, e resa più facilmente accettabile e
come richiesta dalla situazione, che in larga parte è essa stessa creata dalla narrazione e dall’uso
solo apparentemente scientifico dei dati. Tale finalità dovrà essere perseguita insieme ad un
totale asservimento dei media e degli opinion maker (in questo caso gli "esperti") che dovranno
presentare tali risposte politiche al grande pubblico secondo la modalità del TINA (there is no
alternative) tatcheriano: una modalità manipolatoria della comunicazione politica che presenta
una delle tante possibili scelte pubbliche come l’unica strada percorribile.
Ora, noi possiamo affermare che uno scenario di allarme sanitario pandemico, generalizzato, è
stato già dichiaratamente programmato come nuova strategia per conseguire ulteriori attacchi
alle democrazie (e in parte alle sovranità degli Stati nazionali) in favore di una governance
globale che risulterà essere autoritaria e tecnocratica. Nel 2009, lo stesso anno dell’influenza
suina, il banchiere e futurologo J. Attali, l’eminenza grigia di diversi presidenti francesi da
Mitterand a Macron, in una sua intervista su L’Express, elogiava la maggiore efficacia di una
"crisi pandemica" rispetto a una tradizionale "crisi economica" per l’attuazione di un governo
mondiale post-nazionale (anche qui è quasi esplicito il riferimento a crisi pilotate o eterodirette, e
giammai "spontanee" o casuali, quale vettore di shock strategies).
Affermava Attali: «La storia ci insegna che l’umanità evolve significativamente soltanto quando
ha realmente paura: allora essa inizialmente sviluppa meccanismi di difesa; a volte intollerabili
(dei capri espiatori e dei totalitarismi; a volte inutili (della distrazione; a volte efficaci (delle
terapeutiche, che allontanano se necessario tutti i principi morali precedenti). Poi, una volta
passata la crisi, trasforma questi meccanismi per renderli compatibili con la libertà individuale
ed iscriverli in una politica di salute democratica [ovviamente “riformata”, nota nostra].
La pandemia che sta iniziando potrebbe far scatenare una di queste paure strutturanti, poiché
essa farà emergere, meglio di qualsiasi discorso umanitario o ecologico, la presa di coscienza
della necessità di un altruismo, quanto meno interessato. E, anche se, come bisogna ovviamente
sperare, questa crisi non sarà molto grave, non bisogna dimenticare, come per la crisi
economica, di impararne la lezione, affinché prima della prossima crisi – inevitabile – si
mettano in atto meccanismi di prevenzione e di controllo, come anche processi logistici di
un’equa distribuzione di medicine e di vaccini. Si dovrà per questo, organizzare: una polizia
mondiale, un sistema mondiale di stoccaggio (delle risorse) e quindi una fiscalità mondiale.
Si arriverebbe allora, molto più rapidamente di quanto avrebbe permesso la sola ragione
economica, a mettere le basi di un vero governo mondiale.
È del resto con la creazione dell’ospedale che è cominciata in Francia, al XVII secolo, la
realizzazione di un vero e proprio Stato»³³.
Insomma il ben noto discorso in favore del governo unico mondiale, già indicato da Rockefeller
come "sovranità sovrannazionale dei banchieri", e ora presentato come panacea e risposta alle
"crisi".

11
Che tale discorso sia stato pronunciato il 13 Maggio 2009 lascia capire che si sperasse già allora
in una grande pandemia "shock".
Nel 2013 lo storico della medicina Patrick Zylberman pubblicava Tempêtes microbiennes. Essai
sur la politique de sécurité microbienne dans le monde transatlantique. Questo libro, non
tradotto in italiano, ma fatto conoscere al grande pubblico dal filosofo Giorgio Agamben
"prevedeva" che la sicurezza sanitaria, fin ad oggi rimasta ai margini della sfera politica sarebbe
di lì a poco diventata parte essenziale delle strategie politiche statuali e internazionali. Sarebbe
interessante scoprire come un tale postulato verrebbe argomentato visto che la biologia umana,
virale e batterica, sono rimaste pur sempre le stesse, fatta eccezione per le possibilità tecniche
offerte dall’ingegneria genetica. Ma questo studio futurologico prevedeva che la biosicurezza
sarebbe diventata il pivot dei futuri scenari politici.
Questo quadro si articolerebbe su:
1) costruzione, sulla base di un rischio possibile, di uno scenario fittizio, in cui i dati vengono
presentati in modo da favorire comportamenti che permettono di governare una situazione
estrema [corsivo nostro];
2) adozione della logica del peggio come regime di razionalità politica;
3) l’organizzazione integrale del corpo dei cittadini in modo da rafforzare al massimo l’adesione
alle istituzioni di governo, producendo una sorta di civismo superlativo in cui gli obblighi
imposti vengono presentati come prove di altruismo e il cittadino non ha più un diritto alla salute
(health safety), ma diventa giuridicamente obbligato alla salute (biosecurity).

Sembra esattamente il quadro in cui attualmente le politiche pubbliche di diversi Paesi, in seguito
all’allarme lanciato dall’OMS si stiano indirizzando.
Agamben34 aggiunge nel descrivere tale quadro distopico e di terrore sanitario: «In questione è il
disegno di un paradigma di governo la cui efficacia supera di gran lunga quella di tutte le forme
di governo che la storia politica dell’occidente abbia finora conosciuto. Se già, nel progressivo
decadere delle ideologie e delle fedi politiche, le ragioni di sicurezza avevano permesso di far
accettare dai cittadini limitazioni delle libertà che non erano prima disposti ad accettare, la
biosicurezza si è dimostrata capace di presentare l’assoluta cessazione di ogni attività politica e
di ogni rapporto sociale come la massima forma di partecipazione civica. Si è così potuto
assistere al paradosso di organizzazioni di sinistra, tradizionalmente abituate a rivendicare
diritti e denunciare violazioni della costituzione, accettare senza riserve limitazioni delle libertà
decise con decreti ministeriali privi di ogni legalità e che nemmeno il fascismo aveva mai
sognato di poter imporre».
Si fa riferimento a politiche di restrizione delle libertà costituzionali e giuridiche, come già
quelle adottate con in Patriot Act, in nome della sicurezza nazionale in seguito agli attacchi
dell’11 Settembre. Tuttavia qui si delinea una minaccia ancora più spaventosa, perché fa leva –
aggiungiamo noi – su paure ben più ataviche quelle delle malattie infettive epidemiche,
sedimentate nell’inconscio collettivo europeo legate alla peste, o al colera, ma oggi irrazionali
perché circoscritte ad un ciclo storico non più esistente, a condizioni igienico-sanitarie,
alimentari, mediche e scientifiche oggi ampiamente superate. Il fallimento numerico e statistico
dei precedenti quattro allarmi pandemici lanciati dall’OMS, paure ampiamente ingiustificate.
Si apre lo scenario per far accettare, sul piano politico e, surrettiziamente sul piano giuridico, di
legislazioni d’urgenza o come più spesso è avvenuto in vari Paesi, di "decretazioni d’urgenza",
spesso in modo illegittimo e irregolare, anteponendo disposizioni amministrative ai diritti
fondamentali, e costituzionali, o a leggi ordinarie. Tale sovversione dello Stato di diritto, andata
in scena con varia intensità o gravità a seconda dei Paesi che hanno aderito al "progetto
pandemia" è molto più importante del dato immediato, reversibile, dell’urgenza, quanto per la
pericolosità del precedente: con la prospettiva che diventi una consuetudine giurisprudenziale
accettare certe mostruosità normative.

12
Queste ultime si sono spinte infatti sino al punto di mettere in discussione decenni se non un
secolo e più di civiltà giuridica occidentale: la libertà di spostamento (i governi hanno deciso, in
forme più o meno dure) il confinamento in casa dell’intera popolazione (misura inaudita e mai
pensata prima, in secoli di storia della medicina e del diritto), della libertà personale (obbligo di
indossare dispositivi, mascherine, etc.), di sottoporsi a test (in alcuni casi obbligatori),
misurazione di parametri biomedici per accedere a spazi pubblici, confinamento forzato dei
malati o dei positivi, nei casi più estremi riconoscimento facciale e videosorveglianza (Cina),
situazioni analoghe a certe previsioni del documento della Rockefeller Foundation. Tutto questo
per un’emergenza estremamente sovrastimata, per un quadro che sin dall’inizio molti tecnici
valutavano paragonabile all’influenza stagionale35,36,37,38, sebbene il quadro di allarme fosse
totalmente ingigantito dalla sistematica opera di infodemia e bombardamento comunicativo,
soprattutto in alcuni Paesi - Italia in primis - mentre in altri, refrattari alla narrazione del Covid,
tale azione dei media è stata più marginale: tale asimmetria, oltre alla marcata disparità nei tassi
mortalità fra Paesi, essendo uno dei principali indizi di artificialità del fenomeno. Vari Paesi
hanno testato, durante il lockdown vari strumenti di controllo della popolazione, come i codici
QR, molto usati nei Paesi dell’Europa orientale. Uno dei più distopici dispositivi politici è stata
l’idea dell’uso di app di tracciamento su smartphone per ricostruire i contatti dei positivi e
intercettare i futuri contagiati da sottoporre a isolamento sotto controllo dell’autorità (in Israele,
un tale dispositivo, hackerato, ha determinato l’“arresto” ingiustificato di circa 12mila persone39).
L’uso di queste app, si è rivelato facilmente inutilizzabile anche vista la disparità giuridica fra
uno Stato totalitario come la Cina, e le costituzioni democratiche occidentali dove
l’obbligatorietà di una tale dispositivo, teoricamente desiderato dai progettisti di questo test
politico, non è stata percorribile.
Di fatto il tracciamento bioinformatico, sebbene sviluppato anche sulla base di un pacchetto di
strumenti UE40, si è rivelata inutile e rifiutata dalla maggior parte dei cittadini. Le tecnologie
digitali di contact tracing a loro volta erano preludio a una ben peggiore forma di controllo,
l’identità digitale, associata alla vaccinazione di massa (su cui torneremo a breve), da conseguire
come obiettivo finale del nuovo scenario biopolitico.
Tale progetto chiamato ID202041, faceva capo all’Alleanza per l’identità digitale, nata nel 2015
quando organizzazioni private e pubbliche si sono associate tale progetto con l’obiettivo
dichiarato di migliorare la qualità della vita tramite lo sviluppo dell’identità digitale. Il progetto
era gestito da una corporation che collabora con varie agenzie delle Nazioni Unite, ONG, enti
governativi e imprese di vari Paesi.
Nella lista dei partner finanziatori troviamo, tra i tanti, Bill Gates con la Microsoft, come pure
l’immancabile Rockefeller Foundation e la GAVI 42 (l’Organizzazione Mondiale della Sanità,
UNICEF, la Banca Mondiale, diverse industrie farmaceutiche, la Fondazione Bill & Melinda
Gates, tutti attori che avremo modo di nominare più volte nel corso di questo studio).
Questo progetto includeva la possibilità di creare database digitali collegati biometricamente
all’individuo, che avrebbe potuto essere “marchiato” con un tatuaggio basato sulla tecnologia
Quantum-dot43 a inchiostro intelligente, quale alternativa più agevole rispetto al microchip
umano. Tale soluzione, fortemente invasiva, bioeticamente aberrante, avrebbe potuto essere
impiegata in chiave discriminatoria, ed esempio limitando i diritti alla mobilità e allo
spostamento delle persone non vaccinate.
Ovviamente questa eventualità, impiegabile per implementare l’obbligo vaccinale, possibilità
difficilmente non intuita dai suoi ideatori, è tuttora presentata dai media come una conspiracy
theory. Altra teoria della cospirazione, ma stranamente convincente, il fatto che la malattia
Covid-19, oltre che per il suo anagramma ufficiale COrona VIrus Disease, può essere
interpretata con Certificate Of Vaccination IDentity. Può apparire surreale o troppo fantasioso,
eppure, non si è forse parlato, durante il “lockdown”, quale condizione per tornare a lavorare
liberamente, di un certificato di immunità44,45?

13
Eppure l’incostituzionalità di tali elementi, in diversi ordinamenti occidentali è palese, e tali idee
sembrano siano state rapidamente destinate a venire archiviate. Del resto se si è pensato di poter
rendere obbligatoria una app di tracciamento per poter uscire dal confinamento o lockdown,
difficile non pensare che per qualcuno tali soluzioni potessero ugualmente essere rese
obbligatorie.
Anche la presunzione di poter introdurre una vaccinazione di massa obbligatoria per tutta la
popolazione fa sorgere non pochi dubbi bioetici: sarebbe una violazione del Codice di
Norimberga e della Convenzione di Oviedo, ma è evidente che nell’attuazione di nuovo ordine
securitario biopolitico si punta a sovvertire o a derogare a un modello precedente basato sui
diritti umani, l’inviolabilità della persona, sulla responsabilità personale, sul diritto naturale, e
sostituirlo con una visione di controllo governativo e pubblico sull’individuo in nome di scelte
pubbliche ritenute superiori, del prevalere del collettivo sull’individuo, infine sul paternalismo e
la riduzione delle libertà individuali.
Un tale attacco alla tradizione del diritto naturale giunge fino a pensare, in nome di un regime
sanitario isterico e invasivo, di violare il domicilio 46,47 o separare forzatamente i malati dalle
famiglie48, stravolgendo i vincoli naturali oltre che il senso comune. Anche l’ineffabile George
Soros dimostrò un pensiero condiviso, a quanto pare, arrivando sostenere che fosse il momento
di abolire la famiglia49 come istituzione (idea peraltro a suo modo espressa anche nei testi di
Attali sulla società futura).
Altri obblighi, piuttosto assurdi come “distanziamento” fisico (ma di fatto “sociale”, per rendere
bene il senso di tale operazione sottile sul piano psicologico), il vietare la stretta di mano, la
separazione e l’allontanamento, la perdita di attività usuali (in certi casi come in Italia la
proibizione di svolgere attività fisica, peraltro con ricadute psico-fisiche nefaste, e
controproducenti ai fini della salute) denotò una volontà di riscrittura e condizionamento della
socialità umana, un’operazione di sradicamento e condizionamento in un quadro di vera, e
inquietante, ingegneria sociale.
L’attacco alle tradizioni liberal-democratiche e ai loro presupposti giuridici fu paventato sin
dall’inizio non da marginali gruppo di attivisti per i diritti umani o dal circuito alternativo e
“complottista” ma dall’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle
Bachelet che denunciò il rischio di una catastrofe di diritti umani, violazione dello Stato di diritto
“dai danni incalcolabili”50.
In Italia, qualche infelice arrivò persino a chiedere di introdurre reati d’opinione contro chi
mettesse in discussione la realtà o l’entità della pandemia51, come il governatore del Veneto Luca
Zaia. I controllori dell’informazione avevano del resto già pronta l’accusa con cui etichettare il
pensiero critico: “negazionismo” e “negazionisti”, non facendosi mancare neppure l’arma di
condizionamento della facile gogna mediatica.
Quanto a una deriva autoritaria o dittatoriale, per giunta con mezzi pretestuosi, e sotto una
direzione organizzata internazionalmente, furono magistrali le parole dell’arcivescovo di Astana,
mons. Athanasius Scheneider sin dall’inizio dell’allarme in Occidente: «L’economia privata è
stata seriamente pregiudicata. A quanto pare, dopo la crisi provocata dal Covid-19, lo Stato
avrà un’influenza maggiore nella direzione della vita economica e nel possesso di proprietà.
Esiste il rischio che venga instaurata una forma di comunismo di Stato.
Un’altra conseguenza nefasta di questa crisi e del confinamento è il manifesto e crescente
controllo dello Stato sulla vita privata dei cittadini. Vi sono prove di dichiarazioni di politici di
vari paesi sull’introduzione di un vaccino obbligatorio per tutti i cittadini. Tuttavia, la
conseguenza più dolorosa è la proibizione del culto cattolico pubblico. Le drastiche misure di
sicurezza sanitaria sono evidentemente sproporzionate, dato che il tasso di mortalità di questo
virus è paragonabile alle forme forti di epidemia influenzale che si sono verificate
periodicamente negli ultimi anni. In molti paesi il tasso di mortalità del Covid-19 è inferiore a
quello dell’influenza stagionale.

14
In Kazakistan, per esempio, abbiamo avuto sinora solamente 32 casi di decessi causati dal
Covid-19, su una popolazione totale di 18 milioni di persone; la maggioranza delle vittime
erano persone anziane o con malattie croniche preesistenti. Il personale medico è stato anche
testimone di casi di falsificazione del numero di persone infette dal Covid-19.
Alcuni esempi: secondo i dati ufficiali del governo tedesco, durante l’epidemia di influenza
cronica del 2017-2018 si sono registrati 25.000 decessi in 4 mesi, mentre il numero di decessi
per Covid-19 è arrivato a 6.800 in 3 mesi; se aggiungiamo un altro mese, la cifra potrebbe
arrivare a un massimo di 8.000. Secondo i dati ufficiali, in Germania il tasso di mortalità del
Covid-19 è solo un terzo di quello dell’influenza di tre anni fa. Questi dati dimostrano da soli
che le misure adottate sono sproporzionate. È sospetta anche l’orchestrazione della paura e del
panico pubblici attraverso i mezzi di comunicazione, messa in atto con una strategia unificata in
sintonia col pensiero unico, eliminando le voci dissidenti come in un’autentica dittatura. Il
linguaggio dell’informazione è chiaramente allarmista e rivela un carattere propagandistico. I
metodi e i contenuti usati nella redazione di notizie sul Covid-19 e le misure di contenimento
sono stati omogenei persino nei loro più piccoli dettagli nella maggioranza dei paesi del mondo,
come se fossero stati organizzati da un organismo centrale. Tutti questi elementi così evidenti
mostrano in modo più che sufficiente che in molti paesi le proporzioni di casi di decessi
provocati dal Covid-19 non superano il panorama che offrirebbe una forma cronica di influenza
stagionale, e che questa situazione viene utilizzata come strumento per propositi più ampli,
senza poter escludere la possibilità dell’instaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale diretto da
strutture ideologiche centrali»52.
Carlo d’Inghilterra con il Principe Harry Riteniamo molto centrata questa lettura, estremamente
sintetica nel definire diversi punti critici di questa vicenda.
Vi è un secondo e forse più importante target, rispetto agli obiettivi di biopolitica ora individuati,
obiettivi forse solo parzialmente raggiunti, e comunque in modo non permanente. Oltre alla
regressione sul piano sociale e politico degli individui, non si deve dimenticare l’effetto delle
soluzioni vendute ai governi, sotto il profilo economico: quanto meno il tentativo di un analogo
arretramento economico. Non solo dunque autoritarismo, controllo della popolazione tramite il
fanatismo, la paura, la mobilitazione di massa, e l’emergenza come forma di governo, ma anche
possibilità di una ristrutturazione economica globale. Non una supposizione: già intorno ai primi
di Giugno, in piena “pandemia” (anche se ormai senza più decessi con cui spaventare, in USA e
in Europa) il Forum Economico di Davos annunciava un "Grande Reset"53,54,55 dell’economia
mondiale e i contenuti forum di Gennaio 2021. Fra i partecipanti il Principe Carlo d’Inghilterra
ha annunciato: «Abbiamo un’occasione d’oro per cogliere qualcosa di buono da questa crisi
[COVID-19]. Le sue onde d’urto senza precedenti potrebbero rendere le persone più ricettive
alle grandi visioni del cambiamento»56.
Dunque una crisi molto opportuna. Dalle fonti riportate si capisce in che direzione voler dirottare
l’economia: in uno scenario somigliante allo “smart together” del documento citato della
Rockfeller Foundation, quello di una deindustrializzazione e di un’economia basata sulle
tecnologie digitali, chiaramente enunciata dall’Agenda 2030, attraverso successivi Green New
Deal. Questa almeno la facies pubblica e presentabile di tale disegno. Tuttavia, l’utopia green dei
plutocrati ha un costo, e degli aspetti su cui si pone meno enfasi comunicativa per il grande
pubblico. Come presupposto un po’ meno dichiarato all’aspirazione verso una tecnocrazia
globale possibilmente "ecologica" e "sostenibile", vi è il depopolamento mondiale. Un tempo
popoli numerosi erano necessari sia per la potenza militare sia come esercito industriale e per
garantire produzioni a basso costo.
Oggi, per il capitalismo avanzato, in gran parte finanziario e soprattutto sostenuto da un’industria
sempre più automatizzata, grandi masse di popolazione sono solamente uno spreco di risorse,
inutili, non produttive, inquinanti e, specie nei Paesi avanzati, fonte di spesa sociale per il
Welfare state, che l’agenda neo-liberista ha gradualmente cercato di ridurre.

15
Il giornalista Maurizio Blondet, nel suo libro Gli Adelphi della dissoluzione (1994), anticipava
tali future strategie e aspirazioni dei potentati industriali, in una conversazione con una "gola
profonda" rimasta anonima e che gli consigliava di riportare certe denunce sotto forma di
romanzo piuttosto che di un saggio: «Nel neocapitalismo, da qualche parte è stato deciso: niente
più sviluppo economico, basta con lo sviluppo industriale. E anche con la democrazia. A loro
non serve più: oggi moltiplicano il denaro con il denaro, non serve produrre più».
Come si vede la coincidenza di "reset" sia delle democrazie che del modello di sviluppo
capitalistico erano, in tale rivelazione, già associate.
Ora incontriamo eventi che sembrano spingere simultaneamente verso entrambi gli obiettivi.
L’informatore prosegue: «Le dico il necessario per spiegare il punto. Ci sono degli interessi
organizzati e potenti. Postindustriali. Deindustrializzatori. Zero-growth.
Ecologisti perché bisogna frenare lo sviluppo industriale. Ieri no, lo cavalcavano. Oggi no, lo
devono frenare. Cosi tirano fuori le storie per far paura. The Ozone hole. The Pollution. La
sovrappopolazione. Le risorse si stanno esaurendo […]»57.
Osservando, nella pagina seguente, il grafico dei Paesi (aggiornato al 26 Agosto) maggiormente
colpiti da questa pandemia dalla distribuzione piuttosto anomala e "asimmetrica", si nota la
sovrapposizione delle aree più colpite con quelle di maggiore interesse strategico in questa
prospettiva: Paesi avanzati, motori tradizionali dello sviluppo economico, e principali
democrazie parlamentari.
Il sito di Maurizio Blondet più di recente riporta una lista di dichiarazioni di un gran numero di
"depopolazionisti" di alto rango, intellettuali, economisti, scienziati, banchieri e capi di Stato; fra
di essi D. Rockefeller non manca mai, ed anche la famiglia reale inglese58.
Poiché il principale motore della crescita della popolazione, della riduzione della mortalità
infantile e dell’allungamento della vita media, è la crescita economica, la ricchezza diffusa e la
qualità della vita, è necessario per i depopolazionisti far emergere delle trappole malthusiane in
grado di far entrare l’economia in una spirale decrescetista, nella speranza che la ricaduta nel
lungo periodo coinvolga la demografia. Da qui il mito della decrescita economica, sponsorizzato
e sostenuto sin da tempi non sospetti da pensatoi "umanistici", ecologisti e filantropici, come Il
Club di Roma59,60 e il Club di Budapest.
Un’agenda di depopolazione può avere una sponda non tanto in una pandemia (quelle con alta
percentuale di mortalità non si sono mai verificate in età moderna, si rimane con piccole
percentuali, spesso frazioni dell’unità), ma piuttosto con le politiche globali giustificate dalla
risposta ad una dichiarata pandemia.
Durante questo evento epidemico del 2020 tutti i governi hanno adottato, dietro la spinta di una
"mano invisibile" (perché nessuna istituzione internazionale lo ha formalmente suggerito), un
confinamento globale della popolazione totale, sana (dunque non una quarantena che coinvolge i
malati).
Ripetiamo si parla di una mano invisibile perché inizialmente l’OMS non ha mai suggerito di
adottare una simile misura, tanto che la pagina Wikipedia (una fonte estremamente mainstream)
alla voce COVID-19 pandemic lockdowns non fa mai menzione dell’OMS.
Successivamente è vero che l’OMS ha sostenuto la possibilità di nuovi lockown 61, tuttavia
all’inizio non ne è mai stata pubblicamente la promotrice (anche se in via ufficiosa può esserlo
stata), tanto da aver dichiarato, a fine Aprile 2020, che era invece la Svezia (nessuna misura, vita
normale), il modello da seguire62,63,64.
Il blocco totale65 che, ribadiamo, non è mai esistito nella storia dell’umanità, neppure di fronte a
spaventose epidemie del passato, è stata invece la soluzione quasi simultanea adottata da molti
governi.
Durante l’influenza di Hong Kong (1968-69) ad esempio, una importante pandemia influenzale
(1 milione di decessi circa) nessuno pensò mai che si dovesse fermare il mondo, o “distanziare
socialmente” gli esseri umani.

16
Quello fu anche l’anno di uno dei più grandi eventi collettivi della storia del secondo Novecento,
il raduno di Woodstock che ha segnato un’era e che si svolse senza particolari problemi per la
salute pubblica.
Il lockdown adattato dalla maggior parte dei Paesi, anche se in forme molto diverse e non
sincrone, e la paura correlata e amplificata dai media, ha avuto un effetto devastante
sull’economia globale, con picchi più estremi per alcuni Paesi. Sembra quasi che non la
pandemia in sé, ma le soluzioni proposte sulla base di questa, abbiano avuto i maggiori effetti. A
Giugno 2020 il Fondo Monetario Internazionale dava il PIL mondiale in calo del -5% e quello
italiano del -12,8%, ma sappiamo che tali previsioni sono ottimistiche e non complete, perché
relative solo ai primi due semestri dell’anno66.
Una fase di squilibrio economico enorme che ha visto il petrolio raggiungere per la prima volta
quotazioni negative, e l’oro bucare i massimi storici, arrivando a 52,7 euro al grammo ad Agosto,
con un trend al rialzo. È l’inizio di una fase di decrescita strutturale?
Il presidente del World Economic Forum, Klaus Schwab sostiene che: «I blocchi causati dal
COVID-19 potrebbero gradualmente allentarsi, ma l’ansia per le prospettive sociali ed
economiche del mondo si sta solo intensificando. Vi sono buone ragioni per preoccuparsi: una
forte recessione economica è già iniziata e potremmo affrontare la peggiore depressione dagli
anni ’30»67.
Di sicuro il crollo dei consumi è direttamente proporzionale alla durata del mantenimento
dell’allarme e della durezza e pervasività delle "misure restrittive". Ma in che direzione ha
portato lo shock?
Chi ha favorito?
Seguendo il principio follow the money, i maggiori fallimenti e le maggiori perdite sono ricadute
sulle piccole e medie imprese, l’artigianato e i piccoli esercizi, hanno lasciato invariata la
situazione della grande distribuzione, e hanno visto l’esplosione del delivery e dell’e-commerce,
e un aumento fino al 400% del capitale dei BigTech, le grandi società monopolistiche dei servizi
digitali legati a Internet68. Non si evidenzia un successo del modello “smart” di economia digitale
e deindustrializzata e l’arretramento economico di grandi masse di piccoli operatori economici,
destinati a sparire?
Le misure anti-covid erano davvero finalizzate a ridurre le perdite di vite umane, o non piuttosto
a farle drammaticamente aumentare nel lungo periodo?
Ed inoltre, sono state guidate da principi di ordine strettamente sanitario o non sono state il
pretesto mascherato per una strategia di “shock economy”?
Possono esservi stati poi degli obiettivi anche di medio periodo dietro questa operazione:
l’accumularsi di una bolla speculativa che ormai aveva decuplicato quella della crisi del 2008 e il
rischio di esplosione del mercato dei REPO, chiedeva un reset anche finanziario, trovando un
capro espiatorio a differenza del 2008, come verrà spiegato meglio in un capitolo a parte.
Al di là di questi obiettivi di stabilizzazione finanziaria, non siamo forse di fronte al tentativo più
ampio di creare una trappola malthusiana programmata?
L’interesse della famiglia Rockefeller per la riduzione della popolazione mondiale non comincia
con il discorso di David Rockefeller alle Nazioni Unite nel 1994 69 sulla riduzione della
popolazione mondiale, ma risale già al padre, John D. Rockefeller Jr, con il suo sostegno
economico alla Sanger e al movimento per il controllo delle nascite, e all’associazione Planned
Parenthood70.
Anche il padre di Bill Gates, William, il figlio di Frederick Taylor Gates (1853-1929), già
collaboratore dello stesso John Rockefeller Jr, fu a lungo nel consiglio direttivo del Planned
Parenthood71.
Viene da chiedersi se il miliardario Gates, perennemente presente sulle televisioni specie
americane (e a seguire su video, social, e canali YouTube) soprattutto nella fase iniziale e
mediaticamente più aggressiva di tale campagna, sempre esposto a sostegno del lockdown, che
avrebbe voluto far durare per mesi interi 72, non puntasse proprio ad impedire che si creasse
17
un’immunità naturale fra la popolazione (“attraverso la chiusura negli Stati Uniti avere meno
dell’1% della popolazione infetta”73); creare cioè la condizione per non avere persone guarite, e
quindi immunizzate, ma suscettibili sulla carta di potersi infettare, e dunque utenti potenziali del
nuovo vaccino pandemico. Vaccino per cui, secondo il nuovo Regolamento Sanitario
Internazionale, ci si sarebbe immediatamente messi a lavoro con tempi accorciati. E viene anche
da chiedersi se un altro scopo del lockdown, e della percezione amplificata dell’allarme, non
fosse in parte anche questo.
D’altra parte si vedrà che i nuovi vaccini in lizza, fra cui quello della GAVI Alleance (facente
capo allo stesso onnipresente Gates), sono tutti vaccini ad mRNA; una particolare nuova
generazione di vaccini a terapia genica, mai utilizzata prima, in grado virtualmente di modificare
in modo stabile il genoma della popolazione vaccinata e potenzialmente in grado, con una certa
probabilità, di essere trasmessa alle generazioni future, se la sequenza trasmessa col vaccino
dovesse inserirsi nel genoma di cellule germinali74.
Che anche l’inoculazione su scala planetaria di un vaccino di questo tipo, per l’intera
popolazione mondiale, possa rientrare volutamente nella strategia di questi transumanisti,
eugenetisti e malthusiani, crediamo che sia piuttosto chiaro ormai, dati i diversi indizi in questo
senso…
Vediamo dunque convergere verso uno "scenario pandemico" diversi interessi: farmaceutici,
finanziari ed egemonici.

Ciak, si gira!

È tutto pronto ormai perché il grande evento pandemico, dopo i flop precedenti, possa avere
inizio.
In realtà, si tratta di uno scenario che tutti si aspettano e per il quale si deve aver lavorato con
sforzi costanti nel tempo, per dare corpo ad un avvenimento davvero credibile e degno di
attenzione, dopo le precedenti pandemie e la conseguente "perdita di credibilità dell’OMS" 75. Il
Presidente americano Obama, nel 2014 avvertiva il mondo dell’imminenza di una pandemia76,77,
e invitava tutti a prepararsi per una malattia globale che si sarebbe diffusa per via aerea e sarebbe
stata mortale. Prevedeva dunque modalità di trasmissione, indice di mortalità e ampiezza di
diffusione?
Tali avvertimenti venivano ovviamente accompagnati dalla solita retorica paternalista e
moralista del "non siamo preparati a…" come segnale, ma anche come non dissimulata etichetta
di fabbrica della Shock Doctrine strategy quale strumento di governo. A quanto pare, lungi
dall’essere un evento inatteso l’attuale situazione è stata oggetto di attente e ripetute simulazioni
succedutesi negli anni con regolarità, con una interessante accelerazione negli ultimi anni.
Qui di seguito una breve lista delle principali simulazioni di pandemie:
- 2001: Nell’ambito delle esercitazioni "Dark Winter" e "Atlantic Storm" fu simulato un attacco
di vaiolo negli USA e a seguire una serie di attacchi di antrace.
- 2017: Una simulazione di pandemia venne sostenuta dalla Banca Mondiale e dalla Bill &
Melinda Gates Foundation ha avuto luogo al World Economic Forum di Davos.
- 2018: Ricercatori ed analisti della Johns Hopkins University hanno condotto il gioco di
simulazione "Clade X" – con membri della Casa Bianca e del Congresso degli Stati Uniti. La
simulazione si basava su una malattia respiratoria dovuta a un virus prodotto artificialmente in
un laboratorio. Uno dei risultati della simulazione è stato che i divieti di viaggio non hanno
potuto impedire la diffusione del virus, perché il 50% della popolazione non aveva sintomi. Si
immaginava che ci sarebbero voluti almeno 20 mesi per avere un vaccino disponibile.
L’esercitazione insegnava che sarebbe stato importante ridurre i tempi di sperimentazione di un
vaccino.

18
Come si vede si ha un’accelerazione negli ultimi anni: a partire dal 2017 se ne ha una all’anno, e
infine, nel 2019, la più importante finora mai svolta quella nota come Event 20178, a cui hanno
partecipato figure della politica dell’industria, e autorità sanitarie internazionali.
Nel “panel” di questa storica simulazione Event 201 vi fu, fra gli altri, il prof. Gao, il cui campo
di specializzazioni sarebbero le zoonosi e malattie infettive, in particolare la "trasmissione
interspecie del virus dell’influenza […] ma anche l’ecologia del virus, in particolare al rapporto
tra virus dell’influenza e migratori uccelli o mercati di pollame vivo e l’ecologia virale dei
pipistrelli" (Cfr.
https://www.centerforhealthsecurity.org/event201/players/gao.html).
La sua nomina a direttore del Centro Cinese per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie dal
2017 doveva essere dunque una straordinaria e felice coincidenza, visto che i suoi campi di
studio rispecchiavano esattamente gli aspetti che poi avrebbero originato la pandemia. Altri
partecipanti di livello sono stati l’ex vicedirettrice della CIA sotto la presidenza Obama, Avril
Haines, la quale alla Camden Conference del 2018 prevedeva che gli Stati avrebbero presto
dovuto confrontarsi con la possibilità di "una malattia da infezione per un patogeno facilmente
trasmissibile che può essere preso attraverso le vie respiratorie", che avrebbe "in sei mesi
raggiunto ogni angolo del mondo" e invocava per questo anche la necessità di un certo "ordine
internazionale" (https://www.youtube.com/watch?v=Vvto1VinZAk).
Questa grande simulazione si è svolta a Ottobre 2019 (a circa due soli mesi da quello che sarebbe
stato l’inizio della "vera" pandemia) sempre nel contesto del World Economic Forum di Davos,
con la partecipazione della Johns Hopkins University e soprattutto della Bill & Melinda Gates
Foundation, gli stessi attori che abbiamo visto coinvolti anche precedentemente. Se aggiungiamo
il report elaborato dal Center for Strategic and International Studies, un think tank di area
neoconservatrice americano, a proposito del rischio di un’influenza pandemica, le avvisaglie
salgono a due. L’affollarsi di tali simulazioni non è casuale e indica un’attività di preparazione,
che non a caso si addensa a ridosso dell’evento pianificato.
Tale osservazione, sicuramente indiziaria, è corroborata dall’esperienza: non è inusuale come
attentati terroristici di "falsa bandiera", ad esempio quelli che hanno funestato la Francia negli
ultimi anni, come quello del Bataclan, sono spesso stati preceduti di poco tempo da esercitazioni
specifiche che simulavano l’evento stesso79.
Un documento dell’Unione Europea80, risalente sempre a Maggio 2019, faceva riferimento alle
strategie per una campagna di immunizzazione da rischio pandemico; il documento sembra avere
un taglio generico, ma in un punto si cita un protocollo di adesione UE firmato nel 2019 nel
quale l’ipotesi di una imminente pandemia viene considerata seriamente, e si commissiona
persino lo sviluppo di un vaccino sebbene non vi fosse al momento nessun patogeno nuovo
individuato. In realtà, e questo è molto interessante, vi è un memorandum per un accordo
preliminare per lo sviluppo di un vaccino pandemico 81, riandante al marzo 2019, che coinvolgeva
la società australiana Seqirus. Insomma erano in molti ad essere certi dell’imminenza di un
evento pandemico.
Del resto, ogni volta che veniva eseguita una di queste "simulazioni", studi o esercitazioni, la
conclusione che organizzatori ed esperti riferivano ai media era che il "mondo non era preparato
a una pandemia".
Loro invece dovevano essere preparatissimi: dato che sapevano per tempo anche quale sarebbe
stato il patogeno coinvolto. In Event 201, si ipotizzava un virus zoonotico: un coronavirus del
pipistrello (sic!) che avrebbe fatto un salto di specie al maiale e da questo sarebbe diventato a
trasmissione umana. Tutto questo avrebbe avuto luogo in Brasile, la diffusione poi avrebbe
raggiunto una grande città con aeroporto internazionale e da lì una diffusione mondiale, il tutto
giustificato dal fatto che una buona parte dei soggetti non sviluppava malattia. E siccome si
fanno le cose in grande si prevedevano 65 milioni di morti in poco più di un anno!
La sceneggiatura è la stessa della pandemia del Covid-19 che sarebbe iniziata di lì a poco, con la
sola variante dello scenario: Cina anziché Brasile, e con la differenza ovvia nel numero
19
inverosimilmente alto di morti82. Di passaggio mi sembra interessante osservare come i teorici
della pandemia-scenario ineluttabile (e desiderabile) debbano avere un particolare fissazione,
non del tutto comprensibile, per i virus, dato che hanno sempre postulato un virus influenzale
pandemico o comunque patogeni virali nelle loro simulazioni, forse perché ossessionati dal
replicare un’epidemia come quella di Spagnola (il cui agente eziologico però non è certo),
mentre patogeni meno "attraenti" come i batteri presentano una mortalità molto più alta, basta
pensare al micobatterio della tubercolosi, che causa ogni anno circa un 1,4 milioni 83 di decessi in
tutto il mondo, e che le più grandi epidemie di massa della storia, quelle che hanno davvero
segnato la storia e la coscienza collettiva umana, sono state per lo più batteriche: la peste, e più
recentemente il colera. Una particolare ossessione per il mondo dei virus, tanto che anche la
filmografia, nel genere fantascientifico apocalittico si è stranamente sempre e solo interessata ai
virus84.
Viene il momento di fare una riflessione. Cosa devono aver imparato dalle analisi precedenti
esperienze di allarmi pandemici?
Questi si sono rilevati ampiamente fallimentari, deludenti per numero di contagi ed anche
decessi, tanto ad aver portato l’OMS a dover rispondere al Consiglio d’Europa di Strasburgo nel
2009 per l’allarme provocato e per l’accusa di aver favorito l’acquisto di una enorme quantità di
vaccini poi non venduti e non utilizzati, conflitto di interessi e connivenza con case
farmaceutiche85.
Noi crediamo che le esperienze abbiano insegnato che i virus siano poco adeguati a conseguire
scenari come quelli obiettivamente richiesti dalle previsioni delle pandemie apocalittiche. Questo
forse per due ragioni oggettive: in primo luogo ciò che sappiamo, o crediamo di sapere sui virus
(sulla loro natura e funzione), potrebbe dover essere riconsiderato, ed in effetti si cominciano a
intravedere segnali di un futuro possibile cambio di paradigma in biologia85.
In secondo luogo perché, pure restando nei limiti degli orizzonti attuali, i virus alla fine risultano
meno contagiosi e letali del previsto e, soprattutto, nel caso di virus effettivamente letali questo
elemento ne limita la diffusione (come si osserva per l’Ebola ad esempio).
D’altra parte la teoria virale attuale, soprattutto in presenza di zoonosi, spiega l’adattamento
progressivo alla specie ospite, con perdita progressiva di morbilità e patogenicità. In generale un
virus, non riesce a funzionare come si vorrebbe, per una pandemia come richiesta da certe
previsioni per attuare gli scenari biopolitici attesi. Crediamo di poter ipotizzare dunque, che
qualcuno possa avere capito che un patogeno, un virus reale, non è condizione sufficiente, e
forse ormai neppure necessaria, per mettere in scena un evento pandemico. Può essere possibile
che uno scenario pandemico possa essere reso accettabile, sino a un certo punto, attraverso mezzi
e strumenti appartenenti alla tecnica della Psyop87?
In sostanza una strategia per la quale sarebbe meno importante l’epidemia reale, quanto quella
percepita.
Vediamo quali strumenti potrebbero essere necessari per attuare una simile possibilità.
Anzitutto un’alleanza di interessi abbastanza forte e finanziariamente solida per garantirsi la
collaborazione o la non interferenza dei maggiori attori internazionali. E poi, più in dettaglio:
1) Individuare un patogeno "nuovo", non conosciuto, ma appartenente ai gruppi parainfluenzali.
Sarebbe indispensabile individuare un virus influenzale o uno parainfluenzale, cioè che debba
ricadere clinicamente nella classe delle ILI (Influenza-like illnesses) in modo da garantire una
sufficiente ambiguità diagnostica per assicurare con una certa facilità la ricollocazione
diagnostica dall’influenza stagionale in favore di quella pandemica.
2) Scarsa trasparenza e mancanza di studi adeguati sul piano scientifico circa il patogeno stesso.
Questa mancanza di informazioni, oltre a informazioni scientifiche inadeguate, fa parte della fog
of war, necessaria in ogni operazione di guerra, a maggior ragione quelle di guerra psicologica.
3) Un test strutturalmente erratico, inaffidabile (cosa del resto correlata al punto (2), in grado di
garantire un numero sufficientemente alto di falsi positivi, e quindi un numero adeguato di

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“contagiati”, ma anche di fornire un maggior numero di decessi putativamente attribuibili alla
pandemia.
4) Diffusione di linee guida terapeutiche inadeguate, giustificate sull’esperienza di un primo
Paese. Questo potrebbe creare caos e magari un maggior numero di decessi iatrogeni, soprattutto
nel primo periodo e in assenza di esperienza clinica significativa.
5) Un primo Paese dove poter inscenare quanto di più prossimo ad una emergenza estrema, onde
preparare collettivamente le opinioni pubbliche con scene e notizie adeguate, settando
l’emotività in favore della percezione di una situazione estrema.
6) La disponibilità di almeno un altro, o pochi altri governi, ad importare la stessa linea, a
conferma della realtà della cosa. Questo sarebbe sufficiente a creare un tale sentimento collettivo
in grado di fare pressione anche dal basso sugli altri governi, ad adottare linee securitarie uguali.
7) La capacità di controllo dei principali media, sia per non divulgare notizie o interpretazioni
sfavorevoli, sia per bombardare l’opinione pubblica tenendola costantemente sotto pressione,
aumentando il sentimento di angoscia, sia come arma di ricatto contro i governi.

Crediamo che per tentare una strategia del genere sarebbero necessari questi postulati. Ma non è
difficile osservare come tali punti siano tutti perfettamente riscontrabili in questo insieme di
eventi del 2020, come vedremo, nel corso del libro, in particolare negli ultimi capitoli dedicati
all’analisi scientifica. Quanto al ricollocamento diagnostico è facile mostrare come l’affidamento
a un test molecolare (RT-PCR messo a punto da Drosten e colleghi con modalità discutibili) e
soprattutto utilizzato come diagnosi differenziale rispetto ad altri sindromi polmonari, quando
dovrebbe essere ben noto alla comunità scientifica e medica che tale metodica non nasce come
strumento di diagnosi, come il suo fondatore scopritore, K. Mullis 88, ha sempre ricordato, è stato
il principale motore dei "numeri" della pandemia, cosa che divenne ancora più evidente verso
l’estate, con il crollo dei malati e l’accanimento diagnostico delle autorità.
Il reclutamento di “malati” fu in parte ottenuto con questo sistema, oltre che sotto l’incentivo di
un premio remunerativo per tutte le strutture ospedaliere, sotto forma di indennizzo, per ogni
malato "pandemico", negli Stati dove veniva dichiarata l’emergenza: tale procedura, regolare, era
tenuta in piedi dalla disponibilità di denaro messa a disposizione per attivazione del
Regolamento Sanitario Internazionale in caso di pandemia.
E sì, dovremmo dire, una parte del mondo era ben preparata alla pandemia.
Il reclutamento di decessi è invece stato ottenuto sempre grazie all’attivazione dell’ultima
riforma del Regolamento Sanitario Internazionale che si attiva quando l’OMS dichiara una
pandemia: in questo caso una grande quantità di soggetti malati per varie patologie, se solo
ritenuti sospetti di essere infetti, vengono regolarmente iscritti nei casi di decesso da malattia
pandemica, solo perché la malattia è pandemica89. I regolamenti forniti in diversi Paesi, creano
una corsia preferenziale per dirottare la diagnosi verso la malattia epidemica (nel nostro caso
Covid-19), in questomodo la pandemia è diventato un mostro statistico che si autoalimenta. In
condizioni non pandemiche un soggetto pluripatologico o ad esempio affetto da diabete, cancro,
immuno-depresso, se si aggrava in presenza di una patologia respiratoria simil-influenzale, non è
quest’ultima a comparire nel referto come causa di morte.
Questo tuttavia non ha alcun valore scientifico e medico, in realtà modifica semplicemente le
regole di medicina legale per un atto arbitrario: l’OMS può decidere in questi casi che
un’influenza può diventare causa di morte solo dichiarando che essa è pandemica anziché
stagionale.
Ma questo logicamente è una tautologia, un errore logico: si aumenta la mortalità di una malattia
semplicemente dichiarando che essa particolarmente "grave" perché pandemica e, con queste
regole, se ne aumenta il computo della mortalità, confermando dunque la sua "pericolosità". Ma
questo gioco si potrebbe fare potenzialmente ad libitum con molte patologie. Si tratta di un
artificio statistico, ed è anche la causa della divergenza significativa, nel conteggio della
mortalità dichiarata dai vari Stati: non tutti si sono prestati al gioco dell’OMS.
21
Questa condizione ha creato poi una serie, purtroppo non ponderabile, di eccessi vergognosi: in
ogni Paese si sono segnalati casi di denunce per cari deceduti e ascritti al Covid senza ragione,
anche in assenza di test tampone, in altri si è fatto il tampone post mortem solo per ascrivere quel
decesso come "sospetto"90, casistica che poi sarebbe rientrata automaticamente nei decessi covid
tout court (del resto vi era una procedura per far sparire la possibilità di indagine successiva,
come vedremo).
In casi più eclatanti si sono visti contare fra i decessi casi di persone in coma da anni, pur di
poter inserire persone giovani nel novero terroristico della comunicazione mainstream91.
All’estero si sono perfino segnalati casi di persone, soprattutto con problemi economici o
emarginati, a cui sono stati offerti dei soldi, o l’offerta delle spese per il funerale, se avessero
accettato di far registrare come covid il parente estinto. Difficile quantificare la casistica di
questo, o darne piena contezza, trattandosi di fatti svolti nella semiclandestinità e solo
occasionalmente denunciati. Tuttavia abbiamo una denuncia autorevole a documentare che si è
trattato, in alcuni casi, di un fenomeno sistematico. Il senatore repubblicano del Minnesota,
nonché medico, il dr. Scott Jensen92 ha dichiarato di aver avuto in ospedale un documento
interno (non ufficiale) di sette pagine che istruiva i medici a registrare come decessi Covid tutte
le polmoniti, anche in assenza di diagnosi di Covid93.
Quanto al controllo dei media è una delle cose più evidenti: tutto il mainstream occidentale e non
solo, ferocemente schierato in una modalità orwelliana nel propagare una narrazione terroristica
per diffondere la massima paura possibile, evocando scenari cinematografici, e d’altra parte
facendo un fuoco di sbarramento verso ogni informazione alternativa (anche se queste in realtà
hanno collaborato a volte alla psy-op in un raffinato gioco delle parti, come faremo notare).
Che gran parte dei media mainstream, almeno occidentali, siano attualmente un network
interconnesso e facilmente controllabile da parte di interessi finanziari solitamente coesi, è cosa
che non merita particolari approfondimenti94.
Che si fosse in presenza di una psy-op costruita per tempo da una regia unica, lo evidenzia tutta
una serie di dettagli che mostrano un format unico per tutti i Paesi: dalla leggenda metropolitana
che, in vista dell’imminente “lock-down” che tutti avrebbero fatto (pur non avendone mai sentito
parlare, né sapere chi lo avesse sostenuto), sarebbe mancata la carta igienica; al “logo”
dell’arcobaleno fra due nuvole, e il motto “andrà tutto” bene, ai flash mob degli infermieri, le
canzoni dai balconi per farsi coraggio, e tutta la penosa messinscena di un grande spettacolo
globale, presentato come salvifico dai media, nonché il reclutamento dei social, in particolare di
Facebook, con la creazione di una specifica funzione Covid-19 per aumentare il bombardamento
informativo nel caso qualcuno avesse pensato di distrarsi, e per richiamare ognuno alla corretta
informazione, che è quella decisa dai Padroni del Vapore. Erano del resto segnali difficilmente
dissimulabili per una mente affinata a questi giochi.
Quanto alla fonte di finanziamento di questa operazione (c’est l’argent qui fait la guerre),
riteniamo che la massa di denaro generato speculativamente dai pandemic bond sia un segnale di
come questa operazione fosse anche in grado di autofinanziarsi, in parte. Ma dalle dichiarazioni
del Presidente Lukashenko, che possono aver svelato il velo di Maya di questo trust globale, si
evidenzierebbero offerte di finanziamenti da parte di FMI e Banca Mondiale, a chi avesse
accettato di eseguire il lockdown, denaro a pioggia che dubitiamo sarebbe stato offerto alla sola
Bielorussia. Il coinvolgimento di simili organizzazioni internazionali lascia supporre che a
sostegno di questa operazione possano essere state mobilitate risorse finanziarie virtualmente
infinite.
Infine la Cina: si trattava dello Stato migliore per far partire questa sceneggiata, per varie ragioni.
Uno Stato totalitario non avrebbe avuto problemi circa controllo assoluto dei media e mancanza
totale di trasparenza: nulla esce dalla Cina che non lo voglia il governo centrale.
Nessuna informazione, nessuna comunicazione telefonica, neppure privata, i Cinesi rilasciano
senza essere in linea col governo, sapendo di essere costantemente controllati e soggetti al
punteggio sociale. La diffusione di immagini sui social, presto però riprese dal mainstream
22
televisivo perché funzionali alla narrazione, di gente che cadeva per strada in preda alla malattia
(quale?), video falsi, o presi da esercitazioni, o girati ad arte, non avrebbe avuto modo di subire
riscontri o controlli, tanto per fare un esempio. La Cina inoltre ha una popolazione fortemente
militarizzata e non avrebbe avuto problemi a imporre qualsiasi restrizione, o far credere al
mondo di averla applicata, restrizioni e comportamenti che sarebbero stati d’esempio per la
nuova società distopica del controllo che i Padroni del Vapore volevano di lì a poco far imparare
ai cittadini delle ormai post-democrazie occidentali. Inoltre, e questo è un dato non da poco, il
governo cinese avrebbe avuto tutto sotto controllo, sapendo bene quale fosse il grado di rischio,
basso (o eventualmente anche nullo, se le nostre considerazioni sono corrette), e avrebbe quindi
avuto il privilegio di interrompere il gioco nel proprio territorio quando voleva, limitando i danni
mentre gli altri Paesi erano alle prese con lockdown totali (che la Cina non ha mai fatto, avendo
chiuso solo una provincia, l’Hubei), in questo modo addirittura acquisendo un vantaggio
strategico. In effetti la Cina è quasi l’unico Stato a non avere un PIL negativo nel 2020. Era
inevitabile che ci fosse una stretta collaborazione perché la Cina era il secondo finanziatore
statale dell’OMS (prima dell’uscita degli USA), e che la sanità pubblica cinese è fortemente
interconnessa alla stessa OMS. Gli Stati Uniti accusano la Cina di avere sotto il proprio controllo
il direttore dell’OMS del momento, l’etiope, Tedros Adhanom Ghebreyesus95.
Infine, in Cina, si trova un laboratorio internazionale a livello di biocontenimento 4, per lo studio
di virus altamente patogeni, e questo rafforza psicologicamente il dubbio che il virus sia sfuggito
da lì, cosa mai confermata ma necessaria ad alimentare il sospetto di un supervirus modificato. Si
tratta del laboratorio dell’Istituto di Virologia di Wuhan, ed è lì che comincia la nostra storia…

NOTE AL CAPITOLO I

1 - https://www.oltre.tv/bielorussia-rifiuta-milioni-lockdown-italiaassurdita/ Cfr. anche:


https://www.laverita.info/lukashenko-contro-il-fmi-volevaimporci-il-lockdown-allitaliana-2646809065.html
2 - https://www.devex.com/news/world-bank-pandemic-facility-anembarrassing-mistake-says-former-chief
economist-94697
3 - https://www.artemis.bm/deal-directory/ibrd-car-111-112/
4 - https://autismovaccini.org/2010/08/12/h1n1-ecco-i-nomi-dei-consulenticollusi-con-big-pharma/
5 -https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Disorganizzazionemondiale- b8ed1cc8-5ae5-436f-925b-
22812f52371d.html
6-http://www.gestionerischio.asl3.liguria.it/pdf/Cochrane%20review%20Tamiflu%20e%20Relenza%20il
%20quadro%20completo%20delle%20evidenze.pdf
7 - https://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=20966
8 - In Walter Gatti: Sanità e Web. Come Internet ha cambiato il modo di essere medico e ma-lato in Italia, Ed.
Springer Verlag, 2011.
9 - https://www.theguardian.com/world/2005/sep/30/birdflu.jamessturcke
10 - https://www.lescienze.it/news/2013/11/28/news/pandemia_influenza_h1n1_mortalit_ globale-1907904/?
refresh_ce
11 - https://it.wikipedia.org/wiki/Pandemia_influenzale_del_2009-2010
12-https://www.spiegel.de/international/world/interview-withepidemiologist-tom-jefferson-a-whole-industry-is-
waiting-for-a-pandemica-637119.html
13 - https://st.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-06-05/conflitto-interessiinfluenza-081200.shtml?uuid=AYgO8BwB
14 - https://www.who.int/bulletin/volumes/89/7/11-086173/en/
15 - Cfr. Appendice A.
16 - Uno studio del J Global Health del 2019, relativo alla decade 2002-2011 stimava il tasso di decessi annui per
influenza intorno ai 389 mila, con picchi massimi di 500 mila:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6815659/ . Ovviamente esistono ondate di influenza stagionale che
occasionalmente causano un maggior numero di decessi. Ad esempio l’influenza detta “di Hong Kong” (1968) a cui
si attribuisce un numero stimato fra i 750 mila e 2 milioni di decessi, o l’influenza asiatica (1957) con numeri
analoghi.
17 - Dalla home del sito ufficiale di Event 201: https://www.centerforhealthsecurity.org/event201/

23
18 - https://www.un.org/sustainabledevelopment/development-agenda/. L’Agenda 2030 si inserisce nel quadro della
più ampia ‘Agenda 21’ (per XXI secolo) con la quale spesso è confusa.
19 - A questo riguardo la vicenda italiana della desecretazione (ad oggi incompleta) dei verbali del cosiddetto
Comitato tecnico-scientifico è emblematica: emerge un quadro in cui il decisore politico non ha seguito le
indicazioni dei tecnici, in un curioso scaricabile in cui è difficile rintracciare una catena di comando. Cfr:
https://www.oltre.tv/lockdown-distruzione-sociale-documenti-fine-conte/
20 - https://www.lavoce.info/archives/64289/smart-working-anche-neldopo-emergenza/
21 - file:///C:/Users/Utente/Desktop/Materiale%20covid/TheRockefellerFoundation_ White-
Paper_Covid19_4_22_2020.pdf
22 - https://www.emerald.com/insight/content/doi/10.1108/IJMHSC-08-2015-0027/full/html
23 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5868556/
24 - https://www.databaseitalia.it/video-george-soros-nel-2016-la-cinaguidera-il-nuovo-ordine-mondiale/
25 - D. Knudsen, The Trilateral Commission and Global Governance: Informal Elite Diplo-macy, 1972-82 Taylor &
Francis Ltd, 2016. La Commissione Trilaterale ha anche un sito pro-prio http://trilateral.org/ e diramazioni ufficiali
in vari Paesi.
26 - http://www.periodicoliberopensiero.it/pdf/periodico-giugno-2018/belardinelli.pdf
27 - Quanto ai rapporti fra i golpisti dell’operazione Condor e la Trilateral, cfr. Massoni. Socie-tà a responsabilità
illimitata, G. Magaldi, ed. Chiare Lettere, 2014, pagg.296-304. Le succes-sive relazioni fra lo stesso D. Rockefeller
e Pinochet furono del resto note anche pubblicamen-te, e non prive di polemiche.
https://radio.uchile.cl/2017/03/21/a-los-101-anos-muere-david-rockefellerel- gran-amigo-americano-de-agustin-
edwards/ https://www.theatlantic.com/magazine/archive/1982/12/the-price-ofpower/376309/
Quanto ad alcuni retroscena della vicenda cilena sono accessibili alcuni documenti della National Security Agency
americana: https://nsarchive2.gwu.edu/NSAEBB/NSAEBB125/index2.htm. La stessa fonte ha desecretato numerosi
documenti che evidenziano il coinvolgimento di H. Kissinger nell’Operazione Condor:
https://nsarchive2.gwu.edu/NSAEBB/NSAEBB110/
28 - Quanto al ruolo di certi ambienti internazionali dietro al regime greco dei colonnelli, cfr. G. Magaldi, op. cit.
pag. 307-310.
29 - Circa i contatti fra Kissinger e l’organizzazione del golpe: cfr. De Lutiis, I servizi segreti in Italia. Dal Fascismo
alla seconda Repubblica, Editori Riuniti, 1998, pagg. 116 e segg. E G. Magaldi, op.cit. 291-296.
30 - Le strategie elaborate nel tempo non si sono limitate a questo. Si sonopiù recentemente attuati esperimenti
politici basati sul gatekeeping e la cooptazione tossica, modelli tratti dalle strategie aziendali, in particolare le tre E
della strategia Microsoft: Embrace, Extend and Ex-tinguish, (= Abbraccia, estendi ed estingui) introducendo dentro
altre strutture dei propri col-laboratori fino poi a modificarle e metterle fuori gioco. Tale strategia fu attuata con il
Movimento 5 Stelle in Italia. È anche interessante notare che la Microsoft, appartiene formalmente a Bill Gates, che
comparirà varie volte nel corso del presente lavoro, che è il nipote Frederick Taylor Gates uno dei principali
collaboratori di John D. Rockefeller, padre del D. Rockefeller fondatore della Trilateral, in uno stretto giro di
alleanze familiari, industriali ed egemoniche.
31 - https://publicintelligence.net/bilderberg-conference-1991/
32 - https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/6627-diego-fusarogruppo- bilderberg-ecco-chi-governa-davvero-
il-mondo.html
33 - https://solidariteetprogres.fr/actualites-001/attali-une-petite-pandemie
34 - https://www.gruppolaico.it/2020/05/17/terrore-sanitario-4- lesperimento/
35- https://www.youtube.com/watch? v=p_AyuhbnPOI&feature=youtu.be&fbclid=
IwAR0Cz1BlkFe_dtSyIa6iIUgi3ocW0EPmRTShxRsNfzvFTarijMwhgTlWFU
36 - https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2020/03/01/coronavirusgismondo-problematica-appena-superiore-
allinfluenza_d2hYcSi7CMIbeZl5Epw5IO.html
37 - http://www.assis.it/sul-coronavirus-la-parola-agli-esperti/
38 - https://www.messinatoday.it/cronaca/coronavirus-intervista-tarrovirologo.
html Sulla questione che già le precedenti pandemie siano stati allarmi eccessivamente e, si sospetta, volutamente
sopravvalutate, un importante documentario d’inchiesta della TV Svizzera del 2010:
https://www.rsi.ch/la1/programmi/informazione/falo/tutti-i-servizi/Ilfantasma-della-pandemia-1876920.html?
fbclid=IwAR1PG5y3p1W15eXrzImZf_aNhhJgsxnQ2bRIrNp5SkwWL6LtDgkTYAYjH4E
39 - https://www.imolaoggi.it/2020/07/14/israele-scaricano-app-12milapersone-in-quarantena-per-errore//
40 - https://ec.europa.eu/health/sites/health/files/ehealth/docs/covid-
19_apps_en.pdf
41 - https://id2020.org/alliance
42 - https://www.gavi.org/
43 - Qui descritta brevemente sul sito della Rice University: http://news.rice.edu/2019/12/18/quantum-dot-tattoos-
hold-vaccinationrecord/, sulla rivista Scientific American: https://www.scientificamerican.com/article/invisible-ink-
could-revealwhether-kids-have-been-vaccinated/ e su ScienceMag:
https://stm.sciencemag.org/content/11/523/eaay7162
24
44 - https://www.gsma.com/identity/covid-19-digital-identity-can-lead-usout-of-lockdown-but-user-confidence-is-
key
45 -
https://www.repubblica.it/dossier/salute/repsalute/2020/04/21/news/patente_di_immunita_ma_che_cosa_certifica_d
avvero_-254510327/
46 - https://www.youtube.com/watch?v=eDXMed65Q_Q
47 - https://www.oltre.tv/capo-oms-giornalista-fox-prenderemo-figli/
48 - https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/coronavirus-loms-isolare-aforza-i-contagiati-dalle-loro-famiglie-
152550/ In Australia pure l’Allegato 2 del “Covid-19 Emergency Response Act 2020″ modifica l’Emergency
Response Act 2004 per creare nuovi poteri durante le “emergenze dichiarate”. La sezione 25 della legge afferma
quanto segue: «Un funzionario autorizzato può, allo scopo di garantire il rispetto di qualsiasi direzione in quella
sezione, rimuovere un bambino da qualsiasi locale, luogo, veicolo o nave in un luogo di residenza del bambino o in
un ospedale o in una struttura di quarantena, come ritiene opportuno il funzionario autorizzato (e può, nel farlo,
usare la forza ragionevolmente necessaria)».
49 - https://www.centromachiavelli.com/2020/04/15/marcolivio-sorosfamiglia/
50-https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2020/04/27/onu-rischiocatastrofe-diritti-umani_6cb5b29d-979e-40ca-
a9f4-e2cf1be0d52c.html. Bisogna aggiungere Paesi come le Filippine, e recentemente L’Australia, hanno avuto un
lockdown molto duro e protratto per mesi, con forme di repressione molto severe; e così anche vari Paesi
dell’America Latina, fra cui l’Argentina, che sembra essere tornata agli anni della dittatura militare.
51 - https://twitter.com/agorarai/status/1267365212845420545
52 - https://www.sabinopaciolla.com/mons-schneider-riflessioni-ad-ampioraggio-sugli-effetti-del-covid19/
53 - https://www.weforum.org/great-reset/
54 - http://www.williamengdahl.com/englishNEO9Jun2020.php
55 - https://forbes.it/2020/06/04/world-economic-forum-davos-2021-thegreat-reset/
56 - https://www.databaseitalia.it/leconomia-mondiale-si-prepara-al-collassole-elite-globali-annunciano-un-piano-
di-great-reset/
57 - M. Blondet: Gli Adelphi della dissoluzione. Strategie culturali del potere iniziatico. Ed. Ares. pagg. 226-227.
58 - https://www.maurizioblondet.it/vaticano-signori-considerano-gliesseri-umani-piaga/
59 - https://it.wikipedia.org/wiki/Club_di_Roma
60 - https://www.lastampa.it/tuttogreen/2018/10/18/news/il-nuovorapporto-del-club-di-roma-si-puo-ancora-salvare-
il-pianeta-ma-non-c-e-piutempo-da-perdere-1.34053543?refresh_ce61 https://www.cbsnews.com/news/coronavirus-
cases-double-six-weeksworld-health-organization-lockdown/
62 - https://www.lastampa.it/2020/04/29/news/oms-coronavirus-la-sveziapotrebbe-essere-un-esempio-per-tutti-
1.38784087
63 - https://www.ilprimatonazionale.it/primo-piano/oms-marcia-indietrosvezia-no-lockdown-154864/
64 - https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2020/06/17/oms-virussorvegliato-non-servono-
lockdowntotali_87H6a3FqGAIUOiVdYFNmfP.html?refresh_ce
65 - Tale “lockdown” ha avuto, fra i suoi menestrelli pubblici,
l’epidemiologo inglese Neil Ferguson e professore di biologia matematica all’Università di Oxford (la stessa che
sarà poi uno dei principali centri di ricerca del vaccino pandemico) che a questo punto dovrebbe essere considerato
il padre del lockdown. Ferguson era sicuro che si fosse in presenza della “più grande crisi sanitaria mondiale da
generazioni”, e arrivò a prevedere oltre due milioni di morti nei soli USA (che ad agosto 2020 ne contano circa
150mila, peraltro controversi e non privi di sospetti).
Ferguson è stato il fautore di un confinamento serrato della popolazione e del distanziamento per abbassare la curva
dei contagi. Non entriamo nel merito della fondatezza del suo modello matematico per “prevedere” il numero di
decessi, dato che mortalità e letalità di un nuovo patogeno emergente non sono conosciuti e richiedono mesi di
osservazioni prima di poter avere conoscenze affidabili.
Il professore Neil Ferguson fu anche oggetto di polemiche di aver violato lui stesso il lock-down per incontrarsi con
la sua amante. Il modello matematico di Ferguson non è stato privo di critiche e contestazioni:
https://analyticsindiamag.com/the-most-devastating-software-mistake-ofall-time-why-is-the-imperial-model-under-
criticism/https://timesofindia.indiatimes.com/blogs/seeing-the-invisible/a-critique-ofneil-fergusons-the-imperial-
college-pandemic-model/ Del resto le autorità sanitarie svedesi, nel rigettare le misure seguite da altri Paesi sulla
base delle sue indicazioni, hanno evidentemente ritenuto poco affidabili i suoi modelli e le misure suggerite. Il
Ferguson ha infine dovuto ammettere che le decisioni svedesi non sono state meno rigorose sul piano scientifico:
https://www.telegraph.co.uk/news/2020/06/02/prof-lockdownneil-ferguson-admits-sweden-used-science-uk-has/
66 - https://www.ilsole24ore.com/art/fmi-pil-globale-calo-49percentoimpatto-catastrofico-sull'occupazione-e-
poverta-aumento-ADzSs4Z?refresh_ce=1
67 - http://www.renovatio21.com/economia-e-pandemia-ora-arriva-ilgrande-reset-di-davos/
68 - https://www.ilsole24ore.com/art/ricchi-sempre-piu-ricchi-anche-ilcovid-musk-quadruplica-patrimonio-
ADwXjSk?fbclid=IwAR3TXME4v_FZ3IQzETdmcJpEPUJ_pYi5oNijYusC6HKUKhxnM1z8YXuTzTE
69 - https://www.overpopulationawareness.org/en/david-rockefeller-speaksabout-population-control
25
70 - https://rockfound.rockarch.org/digital-librarylisting/-/asset_publisher/yYxpQfeI4W8N/content/minutes-of-
therockefeller-foundation-regarding-planned-parenthood-federation-ofamerica?inheritRedirect=false
71 - https://en.wikipedia.org/wiki/Bill_Gates_Sr.
72 - Secondo quanto riporta il Mirror sarebbe dovuto durare più di 10 settimane:
https://www.independent.co.uk/news/world/americas/coronaviruslockdown-how-long-when-end-bill-gates-shut-
down-a9446966.html
73-https://www.zerohedge.com/geopolitical/did-bill-gates-just-reveal-realreason-behind-lock-downs?
utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+zerohedge%
2Ffeed+%28zero+hedge+on+a+long+enough+timeline%2C+the+survival+rate+for+everyone+drops+to+zero%29
74 - È il motivo per cui si richiede, del resto, che le persone che si sottoporranno al protocollo di sperimentazione
debbano astenersi dai rapporti sessuali con finalità riproduttive o essere sterili:
https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT04283461?term=vaccine&cond=covid-19&draw=2
75 - Vale citare, a proposito delle varie pandemie inscenate dall’OMS, che per la penultima, quella del 2009,
“H1N1” suina, la mortalità dell’influenza pandemica è stata di oltre dieci volte inferiore a quella dell’influenza
stagionale, con soli 18 mila decessi in tutto il mondo: https://www.who.int/csr/don/2010_08_06/en/
76 - https://www.ilgiornale.it/news/mondo/profezia-obama-prepariamocimalattia-mortale-che-si-1854876.html
77 - https://youtu.be/pBVAnaHxHbM
78 - https://www.centerforhealthsecurity.org/event201/about
79 - https://www.maurizioblondet.it/bruxelle-parigi-lopra-del-grandeillusionista/
80 - https://ec.europa.eu/health/sites/health/files/vaccination/docs/2019-2022_roadmap_en.pdf Questo documento
peraltro parla anche di immunizzazione elettronica, passaporto digitale di vaccinazione, banche dati centralizzate e
strategie di contrasto alla “vaccine hesitancy”.
81 - https://ec.europa.eu/health/sites/health/files/preparedness_response/docs/ev_20190328_memo_en.pdf
Questo memorandum prevedeva che l’accordo con la Seqirus avrebbe avuto la durata di sei anni, e che i tempi per lo
sviluppo di un vaccino sarebbero stati di 12-14, assumendo che i produttori avrebbero già ricevuto il ceppo virale, se
l’OMS avesse dichiarato la pandemia. Esattamente è quanto avvenuto un anno dopo: dato che la CEPI, l’alleanza
per l’immunizzazione finanziata collegata al Forum di Davos e alla Fondazione Gates, si era già attivata per lo
sviluppo del vaccino a Gennaio 2020, sebbene l’OMS avesse ufficializzato la pandemia solo a Marzo. Ciò è
verificabile dallo stesso sito della Cepi: https://cepi.net/news_cepi/cepi-and-gsk-announcecollaboration-to-
strengthen-the-global-effort-to-develop-a-vaccine-for-the-2019-ncov-virus/
82 - La previsione era così certa e la simulazione un evento così importante, che furono prodotti a ricordo anche dei
simpatici gadget di peluche di un coronavirus sorridente. https://www.crossoversport.it/wpcontent/
uploads/2020/03/coronavirus-peluche.jpg
83 - https://www.tballiance.org/why-new-tb-drugs/global-pandemic
https://www.who.int/gho/tb/epidemic/cases_deaths/en/ https://jamanetwork.com/journals/jama/article-
abstract/386167
84 - Nel 1995 uscirono ben due film, L’Esercito delle dodici scimmie, considerato il capostipite del genere, e Virus
letale. Da quella data si sono succedute almeno una decina importanti pellicole tutte incontrate sul supervirus
apocalittico, spesso modificato in laboratorio. Tale succedersi di film di grande diffusione hanno creato, peraltro,
una sorta di condizionamento del subconscio collettivo. Difficile non avere il sospetto che tale indirizzo sia qualcosa
di più che una semplice coincidenza.
85 - Interessante a questo riguardo il documentario inchiesta realizzato da Serena Tinari per la televisione svizzera,
qui riportato integralmente: https://www.rsi.ch/la1/programmi/informazione/falo/tutti-i-servizi/Ilfantasma-della-
pandemia-1876920.html
86 - Di questo argomento, che esula dall’oggetto della nostra trattazione, daremo un cenno nell’ultimo capitolo del
presente libro.
87 - Operazioni della guerra psicologica, atte a influenzare il comportamento di individui e gruppi, e opinioni
pubbliche, e le conseguenti scelte collettive, attraverso false informazioni, tecniche di propaganda e comunicazione,
ed altri strumenti di condizionamento psico-emotivo. Cfr: David J. Londsdale, The Nature of War in the Information
Age: Clausewitzian Future, Psychology Press, 2004.
88 - Quanto all’invalidità dell’uso della PCR come test diagnostico, quantitativo, o anche di ricerca di nuovi
patogeni sconosciuti, su cui ritorneremo, Mullis dichiarava: «Although there is a common misimpression that the
viral-load tests actually count the number of viruses in the blood, these tests cannot detect free, infectious viruses at
all; they can only detect proteins […]. The tests can detect genetic sequences of viruses, but not viruses themselves»
(Cfr. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4172096/). In altri termini non certifica la presenza di virus
integri e attivi, né tanto meno può dare stime di carica virale, ma aiuta solo ad amplificare la presenza di sequenza
nucleotidiche. Mullis ha sempre contestato come abusivo e surret-tizio l’uso diagnostico della PCR, già in relazione
alle controversie sull’HIV, e per questo diremmo che la sua prematura scomparsa ad Agosto 2019 possa apparire
“provvidenziale” ai fini di questo evento, anche giusta la sua autorevolezza di premio Nobel e di inventore della
metodica. Del resto l’inconsistenza diagnostica di questa metodica è nota. Tuttora non ha valore in medicina legale
come elemento diagnostico, ma al massimo confermativo. L’uso adeguato della PCR è soprattutto di aumentare la
26
quantità di materiale genetico per favorirne lo studio. È particolarmente interessante che le affermazioni di Mullis in
seguito alla controversia sull’HIV sia state oggetto di articoli di debunkg da parte di “fact checkers” durante la
pandemia 2020, nel contesto della guerra di informazione.
89 - Ciò è stato recepito, ad esempio dalla Sanità italiana, come è verificabile dalla scheda ISTAT per la
compilazione della scheda di morte.Cfr. Appendice.
90 - I risultati di questa politica sanitaria possono essere osservabili così: il medico tedesco Klaus Püschel con il suo
staff ha effettuato quasi un centinaio di autopsie sui morti diagnosticati e registrati “covid”, nella regione di
Amburgo nei mesi del “picco”, prima che le autopsie venissero sospese. Sostiene che nessuno di quei decessi era
attribuibile al covid-19: https://www.youtube.com/watch?
v=mPM1CZlvN10&feature=youtu.be&fbclid=IwAR3mDO6TNIMq9NDu3M57s0GyC_wzLSsmYLmrRp46_YZS1
qVnNZv7orjMDI
91 - Il caso più vergognoso quello di un finanziere in coma da due anni per un colpo alla testa, fatto passare come la
più giovane vittima del covid, da un giornalista senza pudore:
https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/muore-di-covid-a-30-anni-%C3%A8-la-vittima-pi%C3%B9-
giovane-1.5146701.
92 - https://www.valleynewslive.com/content/news/MN-Sen-Dr-569489461.html
93 - https://www.youtube.com/watch?v=lsRay1wInBg. Denunce pesanti quelle del senatore Jensen: siamo al limite
della frode sanitaria e del falso in atto pubblico, c’è l’indizio che una tale prassi sia stata organizzata e non un caso
isolato. Il senatore ha subito delle rappresaglie, anche legali, per queste rivelazioni. Ed è solo una delle denunce
delle cose commesse negli ospedali americani, per incrementare il numero dei morti. Rilevante che dopo la
decisione del Presidente Trump di far comunicare direttamente il numero dei decessi da ogni ospedale alla Casa
Bianca, senza passare per il CDC, molte false morti siano venute a galla. Subito dopo la decisione presidenziale, a
fine Luglio 2020, un controllo mostrò che in un ospedale della Florida, su 581 decessi Covid, solo 169 erano
verosimilmente attribuibili a malattie respiratorie: gli altri comprendevano fratture al bacino, Alzheimer, sparatorie,
incidenti e altre patologie: https://www.rt.com/usa/495806-florida-covid-deaths-unrelated sp ke/?
fbclid=IwAR0qweDZl8RXI2WhjNjiLFNULTs92Fgs6oMJDYAV8amDW12x_ PK8ocaNVcY. Del resto ci sono le
prove che siano stati dati ordini sistematici per includere in modo pretestuoso nella casistica Covid anche decessi
palesemente non correlabili a malattie infettive. Il giornale La Verità, del 28 Agosto 2020, riportava disposizioni
della Protezione Civile che ordinava di includere nelle statistiche soggetti morti per qualunque causa, purché risultati
positivi nei mesi precedenti e poi negativizzatisi.
Questo significa che nelle statisti-che sono stati inseriti persino gli incidenti stradali. E questo è stato fatto con la
complicità e dietro indicazione di enti governativi. Le statistiche di morte per Covid sono false e inaffidabili, perché
corrotte da un vizio di forma. Tutto questo sarebbe “regolare”, perché autorizzato, e perché basato su direttive
dell’OMS.
94 - Piuttosto sarà più avanti oggetto di approfondimento circa il concetto di Deep State statu-nitense e occidentale
in genere.
95 - https://www.businessinsider.com/mike-pompeo-who-workd-healthorganisation-tedros-china-2020-7?IR=T

CAPITOLO II
27
CRONISTORIA RAGIONATA DELLA “PANDEMIA” 2020

di Matteo Martini

Sul finire del mese di Dicembre 2019 si segnalarono nella città di Wuhan alcuni casi di
polmoniti ad eziologia non nota riscontrata stando a quanto è stato detto principalmente fra
lavoratori del mercato del pesce di Wuhan. Di lì a poco i ricercatori cinesi sono sicuri: hanno
individuato nel lavaggio broncoalveolare dei pazienti un nuovo coronavirus di cui si ritiene che il
serbatoio iniziale sia il pipistrello, come del resto è stato per la il virus corona della SARS,
Sindrome Acuta Respiratoria Severa, del 2003. Un medico cinese che aveva segnalato la
possibile presenza di polmoniti che potevano far pensare alla SARS – ci venne detto – sarebbe
stato inizialmente perseguitato dal Partito Comunista Cinese per aver diffuso notizie allarmiste.
E già qui emerge una prima anomalia. Di polmoniti ce ne sono molte. Possiamo ammettere che
abbiano escluso quelle batteriche più note (non rispondenti agli antibiotici, antibiogrammi
negativi, etc.); restano le polmoniti virali e probabilmente la ricerca con test PCR potrebbe aver
fatto escludere virus noti. Ma restano molte polmoniti non infettive, su base autoimmune,
idiopatica, tossica. Wuhan è una delle aree a maggior inquinamento atmosferico della Cina, e
quindi del mondo.
La costruzione di un sesto impianto di smaltimento dei rifiuti aveva nel 2019 suscitato un
movimento di protesta dei cittadini, per l’area già prima letteralmente irrespirabile¹,².
Quale processo euristico abbia portato in così poco tempo a definire una nuova patologia non è
chiarissimo, dato che il quadro clinico poteva essere facilmente riferito a diverse polmoniti note,
anche in considerazione del fatto che la presenza del “vetro smerigliato” nel referto RX non è
specifica e può essere ricondotta, ad esempio, a polmoniti atipiche. Era davvero naturale
ipotizzare una nuova entità nosologica?
Le prime informazioni fatte trapelare in occidente riferiscono di poche centinaia di casi e infine
di circa 1700 persone³ affette da questa polmonite alla seconda decade di Gennaio, di cui quattro
decedute. Ci vien fatto di chiedere se durante l’inverno, in una città di 11 milioni di abitanti, e
cronicamente inquinata, che conta decine di grandi ospedali, una fluttuazione di circa 1700
polmoniti in più venga davvero notata.
Occorrerebbe controllare i ricoveri per polmoniti ogni mese in inverno negli anni precedenti:
sarebbe stato interessante farlo, se solo fosse facile accedere ai dati sanitari della Repubblica
Popolare Cinese…
Tuttavia è molto verosimile che in piena stagione influenzale un aumento di ricoveri di mille
unità, per polmonite in una città di 11 milioni di abitanti, potrebbe nemmeno risultare come
un’anomalia. Come abbiano dato nell’occhio risulta poco comprensibile. Eppure i Cinesi hanno
sospettato subito di aver individuato una nuova patologia, sebbene clinicamente il quadro non sia
troppo diverso da altre polmoniti; e ovviamente hanno provato che si trasmettesse da uomo a
uomo, dunque fosse infettiva. Ma in realtà la natura infettiva e la trasmissione da uomo a uomo
non risulta provata da pubblicazioni in quel mese di Gennaio 2020 4. Hanno trovato un virus di lì
a poco, e poi da questo si è necessariamente dedotto che fossero polmoniti infettive.
Potrebbe essere una fallacia metodologica, se non ci fosse poi un test di patogenesi, che ci
dicono essere stato superato ma probabilmente non è così (e lo vedremo nell’ultimo capitolo).
Tutto questo suona abbastanza anomalo e sin troppo incomprensibilmente semplice e facile.
Solitamente osservare una nuova malattia non è facile, specie se non è facile individuare delle
anomalie cliniche rispetto ad altre patologie note, soprattutto in ambiti dove si soprappongono
malattie infettive e non, e il quadro può essere facilmente coperto dalle influenze. E dalla
28
formulazione dell’ipotesi che esista una nuova possibile patologia, all’individuazione di un
agente eziologico, il try-and-error delle ipotesi, l’isolamento (nel caso si tratti un agente
infettivo), la dimostrazione della sua patogenicità etc. possono intercorrere mesi, se si è fortunati.
In questo caso hanno fatto tutto in meno di un mese ed erano tutti certi, che fosse di aver
scoperto una nuova patologia, che fosse infettiva e che sarebbe diventata di lì a poco una
minaccia internazionale, tanto che Neil Ferguson si diceva già preoccupato. Questo perché era
stato appena individuato il patogeno: un nuovo coronavirus non osservato fino ad allora. Infatti
compare il 24 Gennaio finalmente la “prova”5 dell’isolamento del virus, in un articolo di Zhu e
colleghi.
Altra anomalia: era già stato approvato il 17 Gennaio uno studio della caratterizzazione
genomica del virus6. Dunque prima hanno descritto cosa fosse, e poi hanno provato che ci fosse.
Questo è molto scorretto e anche logicamente pur senza conoscere le tecniche della biologica
molecolare - si percepisce l’anomalia. Dunque prima hanno sequenziato il virus e poi lo
avrebbero isolato, se mai lo hanno fatto, come dicono – ma avremo modo di discuterne più
ampiamente. Di fatto sequenziare qualcosa, anche con le tecniche più avanzate, senza avere
separato veramente il materiale genetico specifico da altro materiale genetico del campione, è
un’operazione che non ha senso, soprattutto se si vuole ricercare una nuova specie sconosciuta, il
che rende l’indagine sospetta, artificiosa, o nella migliore delle ipotesi, fortemente criticabile.
Insomma, sebbene per ora non entriamo nel dettaglio della biologia molecolare, tutti gli aspetti,
messi in fila nel modo corretto, fanno apparire il tutto come la ricerca di un capro espiatorio, più
che di un agente eziologico, e l’esecuzione a colpo sicuro di un copione già scritto.
Per ora lasciamo la questione del sequenziamento, e torniamo alla nostra storia del 2020. È stato
dunque individuato un nuovo coronavirus che per il momento viene chiamato nCov-19 che
avrebbe una concordanza genomica di circa l’82% con il virus della SARS del 2002-2003 ma
sarebbe distinto da quello, e al tempo stesso avrebbe una importante omologia dell’89% con un
altro betacoronavirus, il CoVZXC21 presente nel pipistrello (come già quello della SARS, di cui
il pipistrello era il principale reservoir naturale, come la MERS lo ebbe nello zibetto).
I ricercatori cinesi hanno subito individuato però una mutazione nella sequenza che codifica per
lo spike del virus che permetterebbe di legarsi al recettore ACE-2 delle cellule umane e di
entrare, e che sarebbe già individuato come target per un futuro vaccino7.
Detto fatto.
Questa ibridazione potrebbe essere avvenuta per mutazione omologa (passando da una specie a
un’altra e combinandosi con altri virus della stessa famiglia infettanti la stessa cellula, cosa
ammessa dalla teoria virale attuale), ma anche come frutto di una inserzione artificiale nel
genoma del virus. Si propone che il virus sia passato dal pipistrello all’uomo passando per un
pangolino o un serpente quale ospite intermedio, ipotesi riportata sul sito del nostro Istituto
Superiore di Sanità, anche se è piuttosto difficile capire come si sia adattato da un animale a
sangue caldo a uno a sangue freddo e poi di nuovo a uno sangue caldo 8. In pratica a distanza di
un mese e mezzo da quanto profetizzato a Davos dalla premiata ditta Gates and co., si verifica
esattamente un salto di specie dal coronavirus del pipistrello all’uomo, con sola differenza che
l’ospite intermedio sarebbe qui un rettile e non il maiale. Altro elemento molto interessante è la
scelta del posto: non si poteva optare per una scelta migliore. La città di Wuhan, oltre che sede di
un mercato del pesce dove vengono venduti diversi animali anche vivi, fra cui rettili, ma anche la
sede di un laboratorio internazionale dell’Istituto di Virologia di Wuhan, un centro di ricerche,
inizialmente finanziato dalla Francia, ma con successive forti collaborazioni con il National
Microbiology Laboratory canadese e con il Galveston National Laboratory statunitense. Un
laboratorio con il massimo livello di biocontenimento (BSL-4) dove si studiano virus altamente
patogeni. In tale centro a partire dal 2005 si sono effettuati studi proprio sui coronavirus, e in
particolare dal 2015 l’ingegnerizzazione di coronavirus del pipi-strello, ibridati con virus SARS,
e potenzialmente in grado di infettare l’uomo9,¹º,¹¹.

29
Questo elemento è del tutto essenziale, poiché servirà ad alimentare il sospetto, mai del tutto
fugato, che si sia trattato di un virus chimera, dunque potenziato per essere più aggressivo¹²; tale
coincidenza avrebbe reso del tutto possibile l’idea di un rilascio volontario o accidentale (errore
umano) e di una conseguente diffusione di virus patogeno e potenzialmente pericoloso. Questa
possibilità fu da subito avversata come fake new o come “teoria del complotto” da tutto
l’establishment giornalistico e da una certa parte di quello scientifico (non tutto), tuttavia era
inevitabile che tutti gli elementi di tempo e luogo potessero avvalorare questa ipotesi, come
successivi elementi fatti circolare sui social media avrebbero via via confermato. Di fatto
l’ipotesi di una origine artificiale del “virus di Wuhan” ci accompagna per tutta questa vicenda.
Il sospetto che si dovesse trattare di un virus ingegnerizzato era uno degli elementi principali
“per attirare l’attenzione” (espressione di Bill Gates), giustificare l’idea di un qualcosa di nuovo,
e soprattutto aumentare enormemente la paura verso il potenziale patogeno. Del resto non
mancarono, dopo un po’ di tempo, elementi atti a potenziare la mitologia del virus di Wuhan, a
dare il senso collettivo di quanto fosse fatidico.
Uno di questi elementi per corroborare la psy-op fu la diffusione della notizia che un romanzo di
fantapolitica di Dean Koontz, The Eyes of darkness (del 1981) narrava di uno scienziato cinese
di nome Li Chen che fuggiva negli Stati Uniti con “una copia su dischetto dell’arma biologica
cinese più importante del decennio”. Un’arma battezzata "Wuhan-400" proprio perché viene
sviluppata nei laboratori vicini alla metropoli cinese. Il "Wuhan-400" era un’arma perfetta
perché "colpisce solo gli esseri umani".
E ancora, nel suo romanzo Koonts parla di “una grave polmonite che intorno al 2020 si
diffonderà in tutto il mondo, in grado di resistere a tutte le cure conosciute” (e con una letalità
del 100%).
In realtà nella prima edizione del libro il virus doveva chiamarsi "Gorki-400" ma pare che
risultasse cambiato in una successiva edizione dopo il 1989¹³.
Una seconda “profezia” si trovava in un libro di una chiaroveggente americana morta nel 2013 in
cui fra i vari pronostici si prevedeva nel 2020 un’epidemia di polmoniti e l’uso diffuso di portare
guanti e mascherine chirurgiche, malattia che dopo un inverno di panico sarebbe
misteriosamente sparita14.
Queste informazioni bislacche, che facilmente venivano diffuse dai social, sulle chat, ma anche
dai media, che mostravano sdegno nel riportarle, e nel criticarle, tuttavia erano perfettamente
funzionali ad alimentare l’attenzione, soprattutto in fase iniziale, verso questa novità, e in parte a
colpire una particolare nicchia di popolazione sensibile a questo tipo di comunicazione
(alternativi, new agers, etc.) e ad offrire quindi una narrazione alternativa parallela a quella
ufficiale ma sostanzialmente confermativa del sentimento di allarme. Furono chiaramente del
tutto funzionali alla psy-op, come del resto lo furono alcune delle informazioni “alternative” di
contesto cospirazionista che si diffusero in questi giorni, cosa che avremo modo di dimostrare
passo per passo.
A completamento di questo quadro, aggiungiamo che veniva commissionato
dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, infelice e discutibile regia "visibile" degli eventi a
seguire un test, di PCR in tempi ultrarapidi al prof. C. Dorsten 15,16 e collaboratori dell’Istituto di
virologia dell’Università della Charité di Berlino, un test molecolare di RT-PCR (PCR a
trascrittasi inversa, trattandosi di un retrovirus).
Diciamo in tempi ultrarapidi perché come abbiamo detto in una nota precedente, lo studio è
datato 17 Gennaio, la data in cui risulta approvato l’articolo cinese sulla caratterizzazione del
virus, ma come dicono nelle due pubblicazioni Drosten, Corman e colleghi, il genoma che hanno
utilizzato è stato preso dal database GISAID 18 fra il 10 e il 12 Gennaio 17. Insomma, si è pensato
prima a costruire il test per riconoscere il virus sulla base del genoma fornito su un database, e
poi dopo è stato trovato e caratterizzato quel genoma virale nei referti biologici dei malati di
Wuhan?

30
È chiaro che qualcosa non fila, che la sequenza temporale risulta invertita, nella migliore delle
ipotesi, o che quella sequenza sia completamente astratta e priva di correlato fisico. La cosa
sarebbe non poco preoccupante. Ad ogni modo Drosten e gli altri scrivono di aver prodotto:
«uno screening per la diagnosi e la conferma specifica di nCov-19, elaborato in assenza di
materiale virale».
Pagina del quotidiano tedesco Bild del 26 Maggio 2020 Dunque coloro che hanno creato il test
affermano che il virus non era stato isolato e che il test è stato creato unicamente sulla base di
una stringa informatica. E che la validazione sarebbe stata possibile sulla base del virus della
SARS del 2003!
Insomma non solo il test, che è stato il motore di tutta questa operazione, e che ha condizionata
drammaticamente l’esistenza di qualche miliardo di persone, non è mai stato validato, ma anche
l’individuazione di questo patogeno è piuttosto artificiosa. Quanto alla fallacia di tale dispositivo
di test sarà poi evidente nel corso del 2020, ma già fu possibile osservare in Cina l’alto numero
di falsi negativi e poi, in Europa e Stati Uniti, l’altissimo numero di falsi positivi oltre che
negativi.
Con il passare del tempo la totale inconsistenza di questo strumento di indagine, con cui si è
preteso di terrorizzare e privare della libertà intere fasce di popolazione in moltissimi Paesi,
divenne sempre più lampante. A fine maggio inoltre, un articolo sul Bild riportava gli errori
metodologici di uno studio dello stesso Drosten, giudicato estremamente erroneo e sulla base del
quale il virologo tedesco pretendeva di far chiudere le scuole19.

Wuhan, scenario da film di fantascienza

In questa sequenza poco perspicua di date la Cina dichiarava ufficialmente di aver provato la
presenza di una patologia infettiva il 20 Gennaio. Il 23 Gennaio tutta la città di Wuhan veniva
posta in quarantena. Ma fra il 24 e il 30 Gennaio i Cinesi celebrano il capodanno e si verificano
come sempre molti spostamenti (milioni di persone) attraverso il Paese, fra le varie province o
anche nelle comunità cinesi all’estero, come vacanza e per visitare i parenti, e questo elemento
ha legittimamente aumentato le preoccupazioni per una diffusione dei contagi. Si è nuovamente
realizzato qualcosa di molto simile alla previsione di Event 201: grande città con aeroporto
internazionale, anche se qui i viaggi sono per lo più interni.
Questo è vero in parte, perché nuovi casi venivano segnalati nel Tanjin, nel Sichuan, e nello
Zhejiang, che vengono definiti "confermati" anche se non è ben chiaro come venisse stabilita la
conferma e se fosse già disponibile un test molecolare a disposizione dei sanitari. Tuttavia, se si
guarda la realtà dei numeri, non si tratta di casi (poche decine fino a fine Gennaio)
quantitativamente ingestibili per una superpotenza di oltre un miliardo di persone. Inoltre la
diffusione dei casi rimase, anche nei mesi successivi abbastanza confinata alla provincia
dell’Hubei (la sola ad essere posta sotto severe restrizioni) e ad altre province confinanti.
Vi furono insinuazioni su possibili cover up da parte del governo cinese o di una scelta
irresponsabile di nascondere il contagio per non creare allarme sociale, questo soprattutto da
parte dei media occidentali²º.
Tali affermazioni furono poi successivamente riprese dall’amministrazione americana in chiave
anticinese per attribuire al governo cinese ritardi nel contenere la diffusione²¹.
In realtà sarebbe vero il contrario: sono sospetti i tempi fantascientifici, o quanto meno
estremamente anomali, con cui si è riscontrata e teorizzata una nuova patologia, individuato il
presunto agente patogeno e messo in piedi un sistema di gestione dell’emergenza. Il governo
cinese infatti si mosse in tempi abbastanza rapidi. Quanto al blocco degli spostamenti, il 24
Gennaio il governo di Pechino aveva disposto restrizioni alla mobilità su 13 città e per circa 36
milioni di persone fra il Wuhan shi e altri distretti dell’Hubei. La situazione avrebbe dovuto
essere sotto controllo, da un punto di vista obiettivo, se non altro perché il focolaio iniziale
31
risultava circoscritto, né le severe norme e i mezzi di uno Stato totalitario e tecnologicamente
avanzato, potevano farne dubitare. Eppure l’OMS per bocca dei suoi dirigenti esprimeva
preoccupazione e ammetteva di essersi mossa in ritardo²² nel dichiarare l’allarme, comunicazioni
peraltro puramente emotive e prive di senso concreto. Così l’OMS, fingendo di tentennare
ancora un po’, per bocca del suo direttore Tedros Gebreyesus, già accusato in Etiopia di aver
nascosto un’epidemia di colera, oltre che di aver avuto responsabilità nelle efferatezze compiute
dal suo partito, il Fronte Popolare di Liberazione del Tigray, il 30 Gennaio dichiarava
l’emergenza sanitaria di rilevanza internazionale (livello 5 di allerta).
I più malvagi pensarono che tali ritardi fossero dovuti anche alla scadenza dei pandemic bond. In
effetti dalla prima dichiarazione sarebbero dovute passare 12 settimane entro cui gli investitori
sarebbero rientrati delle quote investite in caso di mancata attivazione delle clausole.
L’ufficializzazione della pandemia non avvenne, in effetti se non il 13 Marzo, circa dieci giorni
prima della scadenza (entro la quale si dovevano valutare estensione, tasso di contagio e altri
parametri per l’attivazione delle clausole).
In questo modo gli investitori alla fine non sarebbero stati rimborsati. Ad un primo sguardo si
potrebbe pensare che le cose siano andate così, tuttavia il fatto che i grandi fondi di investimento
abbiano potuto fare vendite short sfruttando l’avvicinamento alla data di scadenza e osservando
l’andamento delle quote di case farmaceutiche che finanziano l’OMS, come GlaxoSmithKline,
Novartis, Sanofi, Roche e Uniliver, all’interno del portafoglio di Amundi Funds European
Equitive Conservative, si nota sostanziali profitti²³.
Ed eccoci nella metropoli di Wuhan che era messa completamente in quarantena, sperimentando
qualcosa di inaudito nella storia mondiale. I telespettatori di tutto il mondo osservarono le
immagini spettrali di una città completamente deserta, svuotata, cittadini bloccati in casa, mentre
le televisioni dicevano che la situazione era "drammatica". Nessun testo di epidemiologia o
malattie infettive ha mai postulato l’esistenza di una pratica di profilassi chiamata "lockdown"
(termine che ancora non aveva assunto una diffusione mondiale); si può mettere in quarantena
una nave, uno stabile, si può tenere in quarantena un soggetto malato, ma non si è mai concepito
di bloccare in casa tutta un’intera popolazione sana. Tutto questo fu improvvisamente reso
possibile dalla dittatura comunista cinese, giuridicamente dotata dei mezzi e del potere politico
di farlo, e giustificata da dati scientifici inesistenti. Di lì a poco l’OMS, prima di una lunga serie
di dichiarazioni contradditorie, che il nuovo virus era meno letale della SARS 24 (che ripetiamo
fece circa 774 morti), e tuttavia aveva fatto più morti in quanto molto più contagioso. Tale
assunto, non dimostrato, era implicito però nelle assunzioni di Even 201, che avevano
immaginato un virus altamente diffuso perché in buona parte degli infetti aveva sintomi molto
deboli. Tale assunto in effetti verrà sostenuto anche per il nuovo virus e fu ciò che appunto
serviva per giustificare una rapida e convincente diffusione mondiale. Tutta l’ansia e la
mobilitazione internazionale per far adottare norme estreme di ingegneria sociale a intere fasce
della popolazione mondiale si basarono sulla minaccia di un contagio (idea che poi si rivelerà
sempre più indifendibile).
Questo assunto non fu negato se non alla fine dell’estate, e ancora ad Agosto venne pubblicato
uno studio coreano che dimostrava come fra sintomatici e asintomatici non vi fosse alcuna
differenza di carica virale24. Del resto una tale differenza di suscettibilità all’infezione non venne
mai spiegata da nessuno studio convincente. Il motore di tutta l’ingegneria sociale della
pandemia fu proprio nella giustificazione di tale pericolo rappresentato dagli invisibili
presintomatici, paucisintomatici, e asintomatici 25,26, la gran parte della popolazione, dato che
l’80% degli infetti avrebbe sviluppato sintomi lievi o addirittura nessuna malattia27.
Non stupisce dunque che quando la dottoressa Maria Van Kerkhove, a capo dell’Unità di
zoonosi e malattie emergenti dell’OMS, dichiarò a Giugno che la trasmissione dagli asintomatici
fosse bassa, rischiò di mettere in crisi l’intera narrazione mondiale della nuova malattia (che nel
frattempo era stata chiamata "Covid-19"), attirandosi una valanga di critiche…

32
A Wuhan nel frattempo, malgrado le stringenti e inusitate misure di contenimento, con la gente
reclusa in casa i contagi continuavano a crescere, inspiegabilmente. Stessa cosa si osserverà
anche durante l’esperienza italiana, e avrebbe dovuto far riflettere i più, soprattutto i medici e gli
specialisti, questo ben oltre il tempo stimato di latenza o incubazione, che fu ritenuto arrivare
quasi a due settimane29 (cosa peraltro inusuale per la maggior parte dei virus respiratori, basti
pensare che l’incubazione della SARS, la patologia più simile, andava dai 2 ai 7 giorni³º).
Ma tutto pareva essere congegnato per far andare male le cose, rendere difficile il contenimento
e giustificare un caos prolungato grazie alle incertezze che richiedevano soluzioni: e infatti
probabilmente lo era. La continua esplosione dei contagi era sostenuta dai test di RT-PCR
utilizzati, a cui uno studio cinese stesso, poi rapidamente ritirato, attribuiva fino all’80% di falsi
positivi. Né andava meglio con i falsi negativi: gli stessi cinesi dovevano ripetere un test tre o
quattro volte per far risultare positivo un malato sospetto³¹.
Ma questo purtroppo divenne chiaro a una maggior parte della popolazione mondiale, e alla
conoscenza di un pubblico più vasto, grazie anche all’opera di corretta informazione, spesso
ostacolata dai media e dai governi, solo diversi mesi dopo, quando nell’emisfero settentrionale
era estate e la stagionale influenzale era finita da tempo. Del resto non meno confusione vi fu,
sino all’ultimo, sulla modalità di trasmissione del presunto patogeno (aersol, droplets, o per
contatto fisico superifici-mani-bocca)³².
Dunque in Cina crescevano i contagi, stando alle evidenze, e a breve un’altra decina di città della
provincia dell’Hubei furono ugualmente poste in lock-down. Gli spettatori soprattutto occidentali
videro la durezza non solo del regime cinese in condizioni ordinarie, ma una scenario ancora più
inquietante e surreale, di persone terrorizzate, si suppone dal virus ma probabilmente anche dalla
repressione, confinate in casa, senza poter uscire, le strade deserte, mentre droni controllavano le
vie e spiavano chi violasse il confinamento, gli altoparlanti e le telecamere di videosorveglianza,
e scene ancora più al limite del grottesco: automezzi, elicotteri e droni che disinfettavano le
strade con chissà cosa. E chissà se tali scene non fossero fatte più che altro a scopi scenici o
propagandistici (anche data l’inanità di una misura del genere e l’impossibilità di attuarla su una
intera metropoli).
Nel frattempo venivano diffusi, e riprodotti anche dai telegiornali occidentali, video inquietanti
di persone che cadevano per strada di colpo, colpiti da questo nuovo morbo³³.
Tali scene non si poterono mai osservare in occidente, né sarebbero compatibili con una malattia
che dovrebbe avere più di dieci giorni di incubazione, ed è chiaro - alla luce dell’esperienza - che
non poteva che trattarsi di falsi, o al massimo dei video di esercitazioni. Ma furono diffusi e dati
per buoni: servivano ad alimentare la paura, a incentivare una percezione distorta del rischio, e a
preparare a una abituale risposta irrazionale. Con lo stesso fine di preparazione psicologica e
condizionamento mediatico o a uno scenario da film (e a cui il pubblico occidentale era
preparato dal cinema) i video dimostrativi di persone sospette malate, trascinate via dagli
appartamenti da agenti in tute di protezione biologica34, o la notizia che le autorità cinesi avevano
dato ordine di portare tutti i sospetti malati e le persone a loro più stretto contatto in campi di
quarantena35.
Tutto questo non fu mai necessario in occidente, e le misure inscenate dal governo cinese,
risultano, alla luce di quanto osservato nei Paesi europei o negli USA, quantomeno esagerate.
Del resto solamente in uno Stato totalitario si poteva inscenare una simile situazione,
propedeutica al convincimento della popolazione mondiale, dell’altissima minaccia. La reale
attuazione di tali misure, spesso eseguite in favore di telecamera, non è del resto neppure
verificabile integralmente dato che ogni notizia fuoriuscita dalla Cina è rigorosamente passata al
vaglio della censura. Le notizie più esagerate, necessarie alla psy-op, dovettero passare per canali
non ufficiali: fu il caso di un audio diffuso tramite l’applicazione Messenger di un sedicente
cittadino italiano che diceva di risiedere una città a 400 km da Wuhan e descriveva una
situazione ancora più estrema, con cordoni di militari sulle strade, pronti a sparare a chiunque
volesse entrare o uscire da certe aree; e lo stesso autore dice che sembrava come in un film 36…
33
Successivamente fu data la notizia sui giornali che tale cittadino, un modenese, si sarebbe poi
scusato dell’audio falso e che trattavasi di uno scherzo, e al tempo stesso che era appena rientrato
dalla Cina: dunque la smentita doveva sembrare in parte una conferma!
E con tecniche di questo tipo che si è costruita la percezione della pandemia.
Nel frattempo la Cina, in una notevole operazione propagandistica, avviava la costruzione di un
ospedale a Wuhan in tempi record, consegnato in appena 10 giorni di lavoro ininterrotto: lo
Huoshenshan Hospital costruito appositamente per l’emergenza, attrezzato per 1000 posti letto e
30 unità di terapia intensiva37. Su quanto fosse necessario realmente edificare una struttura da
mille posti letto in una città che aveva già ben ventuno ospedali funzionanti 38, si ha il sospetto
che la propaganda del regime cinese, o altri calcoli, possano essersi imposti oltre la stessa
precauzione. E ci si chiede quanto fossero utili, per pazienti affetti da infezioni respiratorie, delle
ospedalizzazioni in letti affiancati l’uno all’altro, come negli ospedali di mezzo secolo prima, in
strutture improvvisate e senza riscaldamento, condizioni non certo ideali per contrastare il
diffondersi di malattie polmonari infettive. Del restò l’esperienza italiana ha mostrato, sia pure
dopo lo shock disastroso dovuto alle informazioni mediche totalmente errate ricevute all’inizio,
che la maggior parte dei malati si curava meglio da casa e non necessitava di ospedalizzazione,
trattandosi per lo più di casistiche simili all’influenza. D’altra parte si scoprì, contrariamente a
quanto si credeva all’inizio, che nei casi severi la Cina fece ricorso assai meno dei Paesi
occidentali alla ventilazione forzata nelle terapie intensive39…

Gog e Magog. Le fenditure nella Grande Muraglia

Nel frattempo, il 6 Febbraio, il medico che aveva lanciato l’allarme sui social cinesi per una
nuova polmonite infettiva, che fu prima costretto all’abiura dal governo cinese, stando alla
versione ufficiale, e poi riabilitato, rimandato in corsia e poi ammalato, moriva da "medico eroe"
malgrado le notizie non coincidenti che lo davano ancora per vivo lo stesso giorno 40,41 e
smentivano la notizia della sua morte. Ad ogni modo un nome relativamente famoso, che
avrebbe potuto raccontare qualcosa di diverso sui quei primi giorni di allarme, o su come
avrebbe notato queste polmoniti, è tornato confucianamente dai suoi antenati…
A parte la Thailandia, in cui un caso sospetto di questa polmonite, veniva già segnalato il 13
Gennaio42 (su base assolutamente congetturale, dato che il sequenziamento del virus come
abbiamo detto, fu pubblicato ufficialmente solo il 28), casi segnalati al di fuori dei confini cinesi
cominciarono a Febbraio. Alcuni casi furono riportati in India, e nel Sud dell’Australia, ma il
primo focolaio extra-cinese di una qualche importanza, fu la nave da crociera Diamond Princess,
battente bandiera inglese. Il 4 Febbraio 2020, mentre la nave era in acque territoriali giapponesi,
il Ministero della Salute giapponese ordinava, nel quadro delle misure di contenimento del
rischio epidemico, lo stato di quarantena per le 3.711 persone a bordo della nave, dopo che la
malattia era stata diagnosticata in un ottantenne sbarcato il giorno prima a Hong Kong. La nave
con tutto l’equipaggio e i passeggeri rimase in quarantena nel porto di Yokohama, fino a quando
non fu autorizzata l’evacuazione, che terminò il 3 Marzo, con lo sbarco del capitano, Gennaro
Arma. Malgrado la quarantena, il confinamento nelle cabine e l’uso di protezioni e norme
igieniche il contagio si diffuse nella nave durante la quarantena stessa 43 e il totale dei positivi
salirà fino a 705, molti dei quali contagiati. Alla fine dei 3.7411 a bordo, moriranno 14 persone.
Lasciamo la Diamond ancorata nel porto di Yokohama, ma torneremo a parlarne più avanti,
quando dovremo rilevare delle interessanti anomalie.
Intanto l’11 Febbraio, si dava un nome alla nuova infezione: Covid-19, Corona Virus Disease
(malattia da coronavirus), dimostrando non troppa fantasia44.
Rimarchevole tautologia perché si inserisce nel nome la definizione dell’agente eziologico, a
scanso di dubbi su una possibile altra causa; e al tempo stesso senza definire la tipologia, ma con
un generico "malattia": lasciando così spazio per inserire qualunque nuova potenziale
34
attribuzione patogena al virus. Tanto generica che almeno, il provvisorio nCov-19 venne
rinominato più tardi con un nome recante una maggiore specificità: SARS-CoV-2, nome che fu
assegnato il 6 Marzo45.
Non si deve però pensare che il mondo a gennaio fosse particolarmente interessato alle notizie
confuse di una nuova infezione cinese…
I riflettori dei media erano in gran parte incentrati sull’assassino ad opera di droni americani del
potente generale iraniano Soleimani e del successivo incidente in cui la contraerea iraniana
abbatteva per "errore" un volo civile uccidendo i passeggeri fra cui 63 iraniani con passaporto
canadese, verosimilmente agenti dell’intelligence americana46,47. E curiosamente, dopo la Cina, il
secondo Paese ad essere colpito da un’ondata significativa di casi, a partire dal 19 Febbraio, e
sarebbe stato portato da viaggiatori al rientro dalla Cina. La cosa più curiosa dell’epidemia in
Iran è che un alto numero di parlamentari o membri del governo risultarono contagiati, fino
all’8% dei parlamentari48 e anche membri del governo. Tale dato anomalo che vide in prima
battuta coinvolti esponenti politici, alimentò il sospetto verso un’arma biologica, e un’operazione
in corso di guerra asimmetrica verso un nemico politico. Questa idea, perfettamente in grado di
alimentare l’angoscia verso un patogeno sconosciuto, con il sospetto che fosse un’arma biologica
ingegnerizzata e quindi pensata per essere letale o dannosa su ampia scala, era un carburante
essenziale per alimentare paura e soprattutto angoscia. D’altra parte il fatto che oltre ad aver
colpito la Cina, si andasse poi ad abbattere sull’Iran e più avanti sull’Italia, suggeriva un attacco
strategico alla One Belt Road cinese. Infatti la tesi, che i giornali avrebbero definito
"complottista", di un attacco biologico venne dal russo Igor Nikulin, già membro della
Commissione delle Nazioni Unite sulle armi biologiche e chimiche49.
L’idea di armi biologiche razziali o etno-selettive non sarebbe peregrina, visto che due anni
prima lo stesso presidente Putin lanciava allarmi su queste future minacce 50. Tuttavia il
diffondersi su scala sempre più estesa della malattia e già la stessa letalità segnalata in Iran,
presso una popolazione caucasica, avrebbe invalidato l’ipotesi di una bioarma etnica. Per contro,
il Presidente Rohani denunciava trame straniere dietro la diffusione del panico come arma per
destabilizzare il Paese. Rohani disse anche una frase sibillina: «bisogna dire alla gente la verità
sul virus».
Ai primi Agosto in Iran si conteranno 14.000 decessi attribuiti al Covid-19, tuttavia, in una
continua corsa alla notizia più catastrofica, allo screditamento e al ricorso sistematico alla guerra
mediatica, gli attacchi alla sovranità dell’Iran si rinnovarono sotto forma di nuove insinuazioni e
fake news: secondo la BBC un rapporto segreto sosterrebbe che in Iran ci sono stati il triplo dei
decessi51, cosa che non troverebbe conferma neppure presso l’OMS, quale ulteriore tentativo di
destabilizzazione interna. Questi attacchi alla sovranità degli Stati che non si sono prestati
facilmente alla narrazione covid, si vedranno anche con la Bielorussia del Presidente
Lukashenko, alle prese con le rivolte colorate sin da Agosto del 2020. Per ora ci limitiamo ad
osservare che l’estrema variabilità, fra i vari Paesi, del tasso di mortalità dovrebbe già apparire
come un dato sospetto e far parlare quanto meno di "strana pandemia".
E ci avviciniamo al momento in cui l’allarme arriva in Italia. In quel momento, in Italia
nemmeno si dava particolare conto a queste notizie, e data la distanza e con i casi mondiali che
ammontavano a poche migliaia persone, malgrado gli scenari surreali e terribili che venivano
dalla Cina, nessuno avrebbe pensato che la cosa avrebbe presto interessato l’Italia, e in una
maniera incredibilmente più seria di ogni altro Stato europeo. Infatti contro ogni legge fisica,
ogni probabilità biologica e ogni verosimile previsione, il "virus" saltando a piè pari l’intero
immenso continente eurasiatico, ad eccezione dell’Iran, sbarca o "compare" proprio in Italia,
sebbene fosse stata tra i primi Stati europei a chiudere i voli diretti dalla Cina 52, misura peraltro
contestata da più parti, non appena fu dichiarata l’emergenza dall’OMS, il 30 Gennaio 53. Così
quanto sarebbe accaduto di lì a qualche settimana sarebbe risultato incredibile a chiunque o
quasi.

35
Qualcuno sapeva

È possibile che gli eventi che stavano per accadere in Italia fossero già noti e programmati da
tempo?
Il 31 Gennaio la piattaforma online 4Chan, legata agli ambienti della altright americana e a
sottoculture giovanili, ma che a volte funge come porto franco per l’intelligence e l’hackeraggio
e dove, in mezzo a ciarpame vario sotto la copertura dell’anonimato vengono spesso rilasciate
informazioni su eventi che stanno per accadere o retroscena politici, compariva un post di un
utente del sito secondo cui l’OMS prevedeva di lì a poco la diffusione del virus a livello
mondiale, e che era molto preoccupata per la risposta dei governi e dei popoli occidentali alle
misure necessarie, quelle draconiane basate sul modello cinese54. A tale fine l’OMS, secondo
l’autore del post, avrebbe stabilito già a Gennaio che l’Italia sarebbe stata il primo Paese a fare
da "laboratorio sperimentale" per testare la risposta della popolazione a una quarantena stretta.
Non appena fosse scoppiato un focolaio (o si fosse portato all’attenzione pubblica…), l’Italia
sarebbe stata commissariata e al suo governo imposta la chiusura delle maggiori città fino a data
da destinarsi, per rallentare la diffusione sino allo sviluppo di vaccini. Questa fonte per quanto
poco “ortodossa” è open source, è verificabile da chiunque, sia nella data che nel contenuto.
L’astronauta Luca Parmitano il 25 Maggio dichiarò in ben due occasionidifferenti che lui e il suo
equipaggio, prima del rientro dalla stazione orbitante, sapevano dell’epidemia da coronavirus da
Novembre.
Affermazione che poi dovette ritrattare, attribuendola a un lapsus55.
Vi sarebbe anche una certa opacità sulla comunicazione fra apparati di sicurezza e governo
italiano. Come emergerà ad Aprile, un’azione della deputata Alessandra Ermellino, componente
della Commissione Difesa della Camera, denunciava che: “nella Relazione 2019 sulla politica
dell’Informazione per la Sicurezza56, inviata ai parlamentari dal Direttore del Dis (Sistema
informazioni per la sicurezza) a fine Febbraio, non vi è fatta alcuna menzione della pandemia in
atto". In realtà viene citato questo coronavirus solo due volte di passaggio, appena poche righe in
129 pagine57. E nel relativo intervento, durato 23 minuti il presidente Conte non vi fa neppure
menzione. Eppure di lì a poco (dieci giorni solamente) avrebbe dato avvio al lockdown italiano,
e lo stato di emergenza era stato dichiarato il 30 Gennaio – sebbene la cosa, pubblicata in
Gazzetta Ufficiale, venne passata sotto silenzio dai giornali.
Una fonte anonima legata all’intelligence statunitense e di base a Roma, secondo quanto
riportato dal sito di Fox News, avrebbe avvertito il governo italiano della potenziale pandemia
pochi giorni dopo che questa si infiltrò in Cina alla fine dello scorso anno" 58. Stando a quanto
riferito all’agenzia Adnkronos, l’intelligence italiana non avrebbe invece ricevuto nessuna
comunicazione in tal senso59. Vi è stata una qualche forma di autocensura da parte di diversi
organi e apparati italiani, governo compreso, per qualche ragione?
Un altro elemento più sospetto resta il fatto che le forze dell’ordine, che solitamente in Italia
vertevano in una situazione limite, con agenti che lamentavano perfino di dover provvedere a
proprie spese al rifornimento di carburante per le auto60, hanno avuto al momento stesso
dell’instaurazione del lock-down piena disponibilità di mezzi nuovi, droni, e personale di
complemento reclutato a chiamata, nonché la disponibilità per tenere in volo, elicotteri sulle città
italiane tutti i giorni e più ore al giorno. Un tale dispiegamento di mezzi e capacità non si
improvvisa in pochi giorni ma può richiedere mesi di preparazione oltre che fondi a disposizione.
È interessante notare come in un documento del Ministero delle Finanze italiano, relativamente
alle spese per la Difesa del 2019, si accennava proprio all’introduzione dello smart working
(misura ampiamente utilizzata durante il lockdown)61.
Inoltre, un documento del Senato, relativo al quinquennio 2018-2022, autorizzava un piano di as-
sunzioni straordinarie nelle forze dell’ordine in vista di una brusca impennata fra l’anno 2019 e il

36
2020: ben 2.112 effettivi per l’anno del 2020 rispetto ai 700 del 2109 e i 350 del 2018; e con un
incremento della spesa per assunzioni dai circa 29 milioni di euro, agli 88 milioni 62. Perché era
previsto proprio per il 2020 questo salto di oltre il 300% già da due anni prima?
Ed è anche molto interessante osservare che, in previsione dell’anno 2020, ad ottobre 2019 si
creava un taglio di circa 400 milioni, forse da ricollocare altrove, o forse per evitare il falso in
bilancio, come è stato scritto da alcuni osservatori63.
Potrebbe essersi trattato di un artificio contabile per uno storno temporaneo di risorse da
ricollocare a favore di altri settori, e da contabilizzare in seguito fra le spese della Difesa?
Non lo sappiamo ma la cosa insospettiva già alcuni giornalisti e l’ISTAT dovette riferire in
parlamento64.
Possono esservi stati, inoltre, altri finanziamenti?
Sul sito di un’associazione d’arma della Gendarmeria francese, usciva il 24 Agosto 2020 un
articolo che riprendeva le dichiarazioni del Presidente bielorusso Lukashenko e avanzava
l’interrogativo se altri Stati in Europa avessero o meno ricevuto dei finanziamenti dello stesso
tipo. Ad esempio non possiamo escludere, come alcune fonti giornalistiche freelance riportano,
che anche il Presidente serbo Vučić, anch’egli sostenitore di una politica severa di lockdown
abbia ricevuto simili finanziamenti occulti65.
Ma perché proprio l’Italia avrebbe dovuto essere designata, più di altri, come primo Paese in cui
sperimentare o modellare (modelling) una risposta di tipo cinese in un Paese occidentale, come
diceva la fonte anonima su 4Chan?
Diciamo che possono esservi varie ragioni per cui un paese latino sarebbe stato più adatto come
bersaglio per una psy-op di questo genere.
Anzitutto, l’Italia è un Paese ad altissimo tasso di analfabetismo funzionale, come hanno
inquadrato vari studi statistici: tasso che in uno studio dello Human Development Report 66 del
2009 raggiungeva il 47% della popolazione, con picchi fra i più giovani e negli anziani. Uno
studio IPSOS Mori67 che andava dal 2014 al 2017 su un campione di vari paesi, vedeva l’Italia al
primo posto per analfabetismo funzionale, secondo un insieme i parametri di Misperceptions
Index che quantificano il livello di distorsione cognitiva rispetto alle informazioni. Nel 2015 la
filosofa Martha Nussbaum parlava proprio del primato italiano nell’analfabetismo come di un
serio problema al Sole 24 Ore68. In uno studio del PIAAC69 (Programme for International
Assessment of Adult Competencies), l’Italia si collocava al 29° posto fra i 33 Paesi dell’OCSE
per competenze cognitive, al pari con la Spagna.
L’Italia è anche molto in basso, da anni, nelle classifiche per la libertà di stampa, risultano nel
2016 al 77° e quasi unica fra i Paesi occidentali ad avere un livello classificato come "con
problemi sensibili"70.
Gli Italiani inoltre conoscono poco l’Inglese e sono poco abituati a documentarsi sulla stampa
estera e internazionale, sicuramente meno dei Paesi nordici o slavi: in questo modo la maggior
parte degli Italiani vive in una bolla informativa in cui non può avere accesso a strumenti di
verifica o controllo, altro elemento che favorisce la riuscita di una campagna in gran
parte basata su fattori emozionali mediaticamente indotti. Poi l’Italia fu scelta dal 2014 quale
capofila per il quinquennio successivo nelle strategie vaccinali nel mondo, in un accordo con
l’organizzazione internazionale Global Health Security Agenda (GHSA)71.
Più in generale, e risalendo indietro negli anni, l’Italia è stata spesso usata come laboratorio di
strategie di golpe asimmetrici72 e di false flag. Vi sono poi forse anche fattori culturali e
antropologici che hanno fatto sì che tale scenario si prestasse meglio ad un popolo latino, il
secondo Paese ad andare in lockdown duro essendo poi la Spagna, mente i Paesi nordici
avrebbero affrontato tutto con un approccio molto più liberale.
Nell’estate, come si vedrà, l’Europa risulterà divisa: i Paesi latini in una fase 2-3 sotto la costante
minaccia di una regressione in un lockdown (compresa Francia e Belgio); i nordici sempre con
meno restrizioni, e i Paesi slavi, orientali, e blocco di Visegrad dove, con la sola eccezione della

37
Bulgaria in rivolta anti-lockown, i governi sono quasi completamente refrattari all’agenda
covidiana dell’allarme permanente.

La dittatura sanitaria in Italia. La censura e la guerra dell’informazione

Si stava per avvicinare il momento in cui lo scenario atteso e annunciato su 4Chan sarebbe stato
messo in atto; occorreva spaventare il mondo occidentale per mostrare la realtà di uno scenario
"cinese" e farlo accettare.
In Italia non si segnalarono casi strani a parte il caso di due turisti cinesi, risultati positivi e già è
curiosa la rapidità con cui erano già disponibili dei test molecolari a distanza di un paio di
settimane scarse dalla caratterizzazione del genoma del virus, e il giorno stesso in cui l’OMS
dichiarava l’emergenza internazionale. Ben lungi dal farsi trovare "impreparato ad una
pandemia" come risuonava da anni il mantra di certe cassandre ben informate, diremmo anzi che
era tutto molto preparato!
Il giorno stesso il governo italiano dichiarava lo stato di emergenza, senza tuttavia che i giornali
ne dessero notizia: gli Italiani appurarono di essere sotto stato di emergenza un mese dopo,
quando cominciarono a partire le prime disposizioni ministeriali consentite proprio sulla base
dell’emergenza73.
Fu una giovane anestesista di Lodi, il 20 Febbraio, a scoperchiare il vaso di Pandora. In presenza
di una polmonite rapidamente ingravescente, come fu riportato, su un trentottenne che non era
stato in Cina, si domandò se non fosse in presenza della nuova malattia sponsorizzata dall’OMS
e decise di disporre un test molecolare, anche se i protocolli italiani non lo prevedevano 74. Poiché
il giovane risultò positivo si ebbe il primo caso in Italia e si attivarono tutte le disposizioni
previste dallo stato di emergenza e la ricerca dei contatti Qualche giorno dopo, forse in risposta a
qualche osservazione tecnica, i telegiornali italiani intervistarono un responsabile di laboratorio
che confermava che il test disponibile fosse specifico e affidabile. Nel giro di cinque giorni fu
trovato un focolaio, con 530 positivi nel Lodigiano. Veniva eletto un commissario straordinario
per l’emergenza e diramate nuove disposizioni d’urgenza.
Il 24 Febbraio Codogno e altri due comuni del Lodigiano furono dichiarati zona rossa e
circondati con posti di blocco, che dureranno fino al 9 Marzo (che all’epoca sembrò un’enormità,
non sapendo che tale "lotta" al contagio sarebbe durata per mesi).
A Lodi ci fu anche un decesso, una donna di 77 anni con patologie pregresse, in realtà colpita da
infarto in casa, sia pu-re con diagnosi di polmonite 75: tale fu il primo decesso "covid" in Italia,
secondo una prassi comunicativa che fu sempre la stessa. Intanto veniva scoperto un secondo
focolaio in Veneto, a Vo’ Euganeo nel padovano, dove ci fu un primo un primo decesso
attribuito al covid, valutazione poi smentite dall’autopsia disposta dalla Procura 76. Si trattava un
uomo di 78 anni con situazioni cronico-degenerative pregresse.
Nel frattempo, e questo è molto significativo, un’equipe dell’Ospedale ‘Sacco’ di Milano
identificava il coronavirus presente nei campioni biologici dei pazienti (sequenziato, non
"isolato", come tendono a scrivere i giornali generalisti, trattandosi di due operazioni distinte).
È molto importante osservare che il presidente dell’Ordine dei Biologi, l’ex senatore Vincenzo
D’Anna, dichiarò che quella sequenza non era del virus di Wuhan, ma un ceppo locale di
coronavirus, tipicamente parainfluenzale77.
Pochi giorni dopo D’Anna, inspiegabilmente, presentò le sue dimissioni dall’Ordine dei
Biologi78, dimissioni poi ritirate. Tuttavia di questa osservazione non si parlò più, e la notizia fu
fatta cadere nel dimenticatoio del web. Avrebbe potuto cambiare la storia italiana e di molti altri
Paesi?
È molto probabile, perché avrebbe smentito, se confermata, la presenza di un virus SARS in
Europa.

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Nello stesso periodo erano state imposte sospensioni a tutte le manifestazioni pubbliche e alle
scuole dal 5 Marzo. A questo riguardo è interessante osservare quanto ammesso da Daniel Koch,
che ha diretto il Dipartimento di Malattie Infettive della Sanità svizzera (e che non permise il
lockdown nel suo Paese), appena dopo essere andato in pensione: «la chiusura delle scuole non
era necessaria dal punto di vista epidemiologico. Fin dall’inizio è stato detto che i bambini non
sono i principali vettori dell’epidemia Tuttavia, questa decisione ha avuto degli effetti. È stata
estremamente efficace in quanto ha portato la gente ad accettare l’importanza nel mantenere le
distanze, rinunciare ai viaggi e alle riunioni familiari»79.
Insomma si è trattato di terrorismo psicologico per aumentare la percezione dell’emergenza.
La situazione poteva ragionevolmente dirsi sotto controllo, anche perché i focolai erano
circoscritti, ma sulla scorta della pretesa emergenza, senza nessuna considerazione del rischio di
mortalità e proporzionalità fra rischio sanitario, probabilità di estensione del contagio, e gravità
delle misure adottate, si continuò nella sorveglianza attiva, addirittura adottando la misura dei
test a tappeto, limitata unicamente dalla disponibilità dei kit, strategia che fu ritenuta
irragionevole dal direttore della clinica di Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di
Genova, Matteo Bassetti80. I casi positivi continuavano dunque a moltiplicarsi, soprattutto in
Lombardia che nel frattempo era stata dichiarata zona gialla, e dove perciò si eseguivano più test.
La preoccupazione crescente per il numero dei contagi (che venivano dati senza stratificare i
dati, senza specificare le condizioni dei soggetti, e distorcendo la percezione del rischio) da parte
dei cittadini, la sorpresa verso un pericolo costantemente annunciato dai media che parlavano
della necessità di arrestare i contagi e la corsa ai test portarono a una spirale che sembrò
giustificare la decisione del governo di estendere la zona rossa a tutta la Lombardia. Tuttavia,
una fuga di notizia da parte forse del portavoce del premier, o secondo altri, del governatore
della Regione, portò la sera dell’8 Marzo a una corsa agli ultimi treni dalle stazioni da parte dei
numerosi meridionali che erano presenti in Lombardia, per ragioni di studio o di lavoro, oltre
quelli che avevano già provveduto a rientrare.
Tale “fuga”, compresa l’anticipazione stranamente rilasciata alla stampa, sembrò dare
l’impressione che ormai fosse troppo tardi e troppo poco chiudere la Lombardia (cosa del tutto
ingiustificata, ma la percezione psicologica fu questa): «La fuga in massa dalla zona rossa, ha
avvertito, farà diffondere il virus a ritmi esponenziali» sosteneva il sito AGI (Agenzia Italiana) 81,
opinione condivisa da altre testate82. Tale previsione si rivelerà invece del tutto infondata, e
dovremo tornarci quando svilupperemo tutte le controdeduzioni alle teorie sostenute sul virus.
E così si moltiplicarono dai social, su cui il premier trasmetteva le sue dirette oltre che in
televisione, i commenti forsennati e le richieste a “chiudere tutto”. Fu questa ondata plebiscitaria
a giustificare moralmente la decisione, drammatica per molti altri e inaudita, di estendere la zona
rossa a tutta l’Italia. Era l’inizio del primo lockdown nazionale, come aveva previsto la fonte
anonima. In un perverso circolo vizioso, la limitazione della libertà imposta dal governo veniva
accettata in nome di un desiderio di sicurezza che fu indotto dallo stesso governo insieme agli
apparati mediatici con le loro strategie manipolatorie. Per più di due mesi fu proibito di uscire di
casa, se non per la spesa e per le poche attività professionali giudicate strategiche, nessuna
possibilità di fare attività fisica all’aperto, decisioni criminali che avrebbero mandato in
depressione milioni di persone, alterato il metabolismo, ridotta la necessaria esposizione al sole e
il necessario metabolismo della vitamina D, aumentato il senso di ansia, angoscia e frustrazione,
in un’ottica pseudo-scientifica in cui è la riduzione dei contatti e non il potenziamento
dell’immunità innata, la corretta supplementazione e l’equilibrio psicofisico a contrastare il
contagio.
Il dott. Stefano Montanari, massimo esperto italiano in nanopatologie, condannò queste misure in
un video-documentario dal titolo Così diventeremo immunodepressi per legge83. Ma come
abbiamo detto la salute non aveva nulla a che fare con un modello sociale che mirava al reset
economico, e che non attendeva che un falso pretesto. Gli Italiani, specie i meno preparati
culturalmente o psicologicamente, furono letteralmente travolti da questa ondata di emergenza e
39
disposizioni straordinarie in cui il parlamento venne chiuso (per il rischio sanitario, ma di fatto
sospendendo l’unico organo realmente rappresentativo), in cui ogni sera, verso il tramonto, forse
per meglio attivare atavismi di paura, la Protezione Civile sciorinava dati di morte non
verificabili da parte della popolazione, dati bruti privi di valore statistico e scientifico, né
confermati dall’Istituto Superiore di Sanità, che solo lentamente rivedeva e ridimensionava i
decessi fino al momento in cui fu definitivamente ricondotto al silenzio, sparendo dai media. Nel
corso della quasi quotidiana conferenza stampa serale il premier annunciava un nuovo decreto in
cui toglieva qualche altra libertà o diritto in nome della lotta ai contagi, riscuotendo per lo più un
plauso fanatico della maggioranza.
Il filosofo Giorgio Agamben così stigmatizzò in un articolo questa condizione: «È evidente che
gli italiani sono disposti a sacrificare praticamente tutto, le condizioni normali di vita, i rapporti
sociali, il lavoro, perfino le amicizie, gli affetti e le convinzioni religiose e politiche al pericolo
di ammalarsi. La nuda vita – e la paura di perderla – non è qualcosa che unisce gli uomini, ma
li acceca e separa»84.
Fu detto, per giustificare questa scelta, che era necessario ridurre i contagi per non saturare le
terapie intensive e che soprattutto ci si affrettava alla corsa degli acquisti di nuovi respiratori,
nell’erronea convinzione della necessità di questo, come se fosse il naturale approccio di cura. E
in effetti tale fu la convinzione sottesa alla politica di quei giorni. Cosa che poi si rivelò
fatalmente erronea.
Del resto l’analisi statistica dei dati mostrò che la Cina fece ricorso alla ventilazione invasiva
molto meno dei Paesi occidentali all’inizio della crisi. Si trattò dunque di uno spaventoso errore
di calcolo, errore comunque funzionale alla giustificazione di questo modello.
Né, quando i medici capirono che minori ospedalizzazioni e intubazioni stavano riducendo la
mortalità dei pazienti, il governo italiano cambiò politica verso il lockdown, ma andò avanti
anche a rischio di compromettere la tenuta complessiva del Paese. In questo frangente furono
messe in piedi tutti gli espedienti per aumentare il senso di tragicità del momento: piccole truppe
di medici volontari venivano mandati da altri Paesi per alleviare la pressione sul corpo sanitario
italiano, misura molto mediatica e non necessaria. Non ci fu nulla di particolarmente ingestibile,
se non il ripetersi di quanto osservato in Lombardia negli anni precedenti, in particolare nel 2018
con la saturazione delle terapie intensive durante il picco influenzale 85. E sarebbe già bastato
questo elemento a far riflettere qualche medico coscienzioso che si stava diagnosticando una
cosa per un’altra, e si stava seguendo uno schema già noto. Ma durante tutto il mese di Marzo si
osservò una mobilitazione da stato di guerra né fu facile ricondurre alla ragione un piccolo
gruppo di Italiani; del resto sembrava che ogni Paese facesse a gara ad accaparrarsi respiratori, e
si aveva l’impressione che fosse l’unica strada per salvare vite umane…
In questo delirio, funzionale al mantenimento dello stato psicologico richiesto, gli Italiani furono
bombardati da ogni sorta di comunicazione allarmistica e distorsiva della reale condizione
sanitaria oggettiva, ad esempio comunicando in modo tale che una situazione del tutto normale
per quantità ed età dei decessi apparisse non solo come un’anomalia, ma come una dolorosa
ecatombe. L’esperimento sociale, peraltro riuscì perfettamente. D’altra parte gli Italiani
rispolverarono i peggiori lati antropologici tipici della vita sotto i regimi dittatoriali: fanatismo,
odio, delazione. Odio verso chi non accettava le politiche del governo, delazione chi usciva solo
per prendere una boccata d’aria senza avvicinare nessuno.
Un blogger creò un nome per questa categoria di neo-analfabeti funzionali, che con zelo si
applicavano alle norme anticontagio, dopo aver passato anni senza sapere neppure cosa fosse un
virus, o applaudire ai decreti del governo, per lo più dipendenti pubblici che non aveva problemi
a restare a casa ricevendo lo stipendio e ignari della guerra asimmetrica che si combatteva su di
loro, contro di loro: “foche da balcone”.
Sarebbe ingeneroso credere però che tutti fossero d’accordo. Una parte della classe intellettuale
del Paese, meno incline a godere di posizioni di rendita filogovernative, fu subito pronta a
resistere. In primis alcuni scienziati e medici: La dottoressa Maria Rita Gismondo, direttrice del
40
Laboratorio di Microbiologia clinica del "Sacco" di Milano, affermava che si era di fronte a una
problematica appena superiore all’influenza86. Di fonte al silenzio assordante dell’Ordine dei
Medici che sarebbe durato per tutta la crisi, Matteo Bassetti, infettivologo, ricordava a fine
Febbraio che nessuno fosse morto per coronavirus 87, attirandosi non poche critiche sui social
network. Anche il decano dei virologi italiani, Giulio Tarro, allievo di Sabin e scopritore del
virus respiratorio sinciziale infantile, sostenne sin dall’inizio posizioni anti-allarmistiche 88, e per
questo sparì dai dibattiti televisivi. Gli scienziati Gatti e Montanari furono fra i primi a spiegare
l’irrazionalità della gestione politica della situazione. Molti intellettuali presero posizione: il
politologo Paolo Becchi, lo scrittore e analista politico Paolo Borgognone, lo storico dell’arte e
deputato Vittorio Sgarbi, i filosofi Giorgio Agamben, Diego Fusaro, Riccardo Manzotti 89, lo
storico militare Pietro Visani che dal suo blog criticò l’"ossessione securitaria" recentemente
scoperta dagli Italiani90, il giornalista d’inchiesta Maurizio Blondet, lo psichiatra Alessandro
Meluzzi, che denunciò più tardi la "falsa pandemia". L’economista Ilaria Bifarini denunciava il
modello pandemico a guida OMS come strumento delle nuove tappe della globalizzazione91.
In tali condizioni tuttavia si instaurò un feroce ostracismo del mainstream.
Gran parte di questi contenuti dovettero essere veicolati sui social network.
E qui i principali gestori delle più importanti compagnie – cosa che riguarderà anche gli Stati
Uniti e altri Paesi occidentali – scatenarono una dura censura a tutti i contenuti non favorevoli al
mantenimento della paura.
I profili social di Rosario Marcianò, scrittore e blogger, autore di diverse pubblicazioni di
controinformazione, su false flag, geoingegneria clandestina ed altro, (che già in passato subì
persecuzioni giudiziarie e non, a causa della sua attività), furono posti sotto sequestro preventivo
dalla Procura di Imperia92.
I video di Montanari vennero rimossi da YouTube, salvo poi essere di nuovo messi su alcuni siti
indipendenti, e lo steso Montanari ricevette una denuncia da un’associazione scientista.
L’epidemiologo Stefano Petti, dell’università La Sapienza di Roma subì la stessa sorte su
YouTube per un video in cui spiegava il concetto di zoonosi e l’adattamento dei virus ai nuovi
ospiti, con acquisiscono maggior capacità infettiva perdendo virulenza ad ogni passaggio 93. In
compenso, i media italiani, dopo aver silenziati i veri virologi, reclutarono parassitologi,
veterinari, chiunque si prestasse a questa operazione e, dopo averli unti con il crisma
dell’"esperto" ne fecero i banditori autorizzati delle conoscenze ufficiali, spesso nella totale
mancanza di coerenza e informazioni condivise sul nuovo virus. Cosa che del resto fu
ampiamente condivisa con la stessa OMS che con regolarità rilasciava informazioni contrastanti.
Tale comportamento non era affatto casuale: creare una ridondanza mediatica e dissonanza fra le
informazioni sono tipici strumenti della guerra psicologica, funzionali a trasformare la paura in
angoscia, a incanalare gli atteggiamenti condivisi verso l’irrazionalità.
Per avere idea del livello di censura basta citare gli attacchi alle informazioni sulla medicina
ortomolecolare e la sperimentazione di vitamine ad alte dosi, guerra fatta con rimozione di post
interi dai social, segnalazioni da parte dei fact checkers, gogna mediatica e articoli diffamatori
delle solite sigle di debunking. Ebbene l’uso della vitamina C in infusione parenterale nei malati
di covid fu intrapreso dagli stessi ricercatori cinesi 94, dopo essere stato studiato sulla stessa
SARS-195, e vi è una lunga lista di studi sul suo possibile effetto antivirale e antinfiammatorio.
Tutto ciò fu fatto passare dal mainstream come una bufala; ancora più spudorato il fallimento
della comunicazione di fronte alla vitamina D. Ai primi di Maggio osservato che un’altissima
percentuale dei decessi per covid erano carenti di vitamina D, grazie a uno studio del Queen
Elizabeth Hospital e della East Anglia University96. Il giornaletto di debunking Open, associato a
noti giornalisti italiani, fece passare questa informazione per bufala. Ilrisultato dei debunkers fu
che da maggio si sono succeduti circa 150 pubblicazioni su riviste scientifiche sul ruolo
protettivo della vitamina D, fra cui uno su The Lancet97 praticamente una media di 20
pubblicazioni al mese98. Vedremo che per quanto riguarda allo screditamento internazionale delle
possibili cure si arrivò perfino al falso scientifico.
41
Sarebbe già bastato notare alcune anomalie della pretesa epidemia italiana per avere dei dubbi: la
mancanza di un paziente 0, la diffusione a macchia di leopardo e senza continuità territoriale,
l’esplosione di casi di contagio (di cui non veniva riportato se sintomatici o solo postivi) che
crescevano troppo rapidamente oltre ogni realismo, mentre prima tale malattia era “invisibile”…
Tali anomalie forse misero in guardia i primi scettici, anche fra chi non era direttamente
coinvolto nell’osservazione tecnica. Del resto analoghe osservazioni si poterono fare
sull’incoerenza del lockdown rispetto all’ipotesi di contagio, osservando che i contagiati
continuavano a crescere anche dopo un mese e più di confinamento in casa, ben oltre il tempo
stimato di incubazione che fu, esteso a ben quattordici giorni.
Molti dati sui decessi erano sospetti. A titolo di esempio, il 22 marzo la Protezione Civile, che
dava regolarmente i dati grezzi dei decessi, senza spiegare la definizione di caso 99, segnalava:
46.638 positivi, 5.474 deceduti, 7.024 guariti¹ºº. Sui questi dati il medico legale Rita Celli, già
consulente per vari Tribunali e Procure della Repubblica, nonché di Commissioni parlamentari
commentava: «Dati falsi. Statisticamente parlando non significano nulla. Non sappiamo il
numero esatto dei contagiati. Andava fatto subito il tampone a tutti. Fare i tamponi sui
ricoverati e sui familiari è stupido. C’è un grave difetto di gestione dell’emergenza. Se perde un
rubinetto a casa continui a spalare acqua o chiudi la saracinesca principale?
Che fare?
Separo gli infetti dai non contagiati, così che quelli sani continuino a lavorare e produrre
reddito. Allo stesso tempo contengo la diffusione. Non sarebbe tutto immensamente più facile se
si dovessero sorvegliare solo i positivi, invece di 55 milioni di italiani a random?
Tutto questo nell’ottica del fatto che questa strategia avrebbe dovuto essere attuata a inizio
Febbraio. Ora è ancora possibile, ma decisamente tardiva»¹º¹.
Malgrado il terrorismo mediatico che a ore fisse ripeteva dati non confermati, secondo una
modalità atta solo a generare sgomento in chi non era preparato a ponderare le informazioni,
alcuni cominciarono in solitaria, sui social network, a fare contoinformazione. L’ex agente di
polizia, poi imprenditore, Gianluca Spina, cominciò tramite dirette Facebook ad evidenziare
delle prime anomalie statistiche: ad esempio sull’alta mortalità italiana, troppo alta rispetto alla
media europea, o all’eccessivo numero di contagi italiani rispetto a quelli rilevati in altri Paesi¹º².
Le percentuali di mortalità italiane erano palesemente divergenti rispetto a quelle di altri Paesi, e
difficilmente spiegabili (persino oltre la correlazione con l’età media della popolazione).
Anche la letalità dichiarata dall’Italia appariva incredibilmente superiore a quella degli altri
Paesi: in Italia era oltre l’11%, contro il 4% della Cina, l’1% della Germania, lo 0,35% di
Israele¹º³. Le anomalie erano sotto gli occhi di chiunque le avesse volute vedere. Per aumentare il
terrorismo psicologico nondimeno vennero resi pubblici più avanti documenti che, si disse, il
governo pensava di tenere "segreti" per non allarmare la popolazione (cosa che invece appunto
fece) dove si prevedevano vari scenari in base all’indice di contagio, fra cui quello peggiore con
60.000 morti104. Peggio: un’altra versione, sembra prevedesse, se non si fosse fatto il lockdown,
600.000 morti in Italia105!
Poiché la fonte era l’Imperial College di Londra si trattava del modello fatto da Neil Ferguson,
che prevedeva ad esempio 2 milioni di decessi negli Stati Uniti, previsione ampiamente
sovrastimata, come avremo modo di discutere106,107. Fra l’altro la cifra è abbastanza curiosa
perché 600.000 decessi coincidono con la cifra della mortalità totale annuale media in Italia108.
A confutazione delle tesi dell’Imperial College, l’epidemiologo Petti osservava: «Ho calcolato le
morti in eccesso in Italia e in Lombardia per il 2019, secondo il trend dal 2002 al 2018: le morti
attese in Italia nel 2019 erano 642.000 ma se ne sono verificate 647.000, quindi 5.000 in più
dell’atteso ma comunque entro l’intervallo di confidenza (627.000-656.000). Ho fatto lo stesso
calcolo per la Lombardia ed è emerso che le morti attese erano 98.500 ma se ne sono verificate
quasi 102.000, quindi quasi 3.500 in più dell’atteso e oltre l’intervallo di confidenza (96.000-
101.000). È quindi una differenza totalmente inaspettata che ci dice che nel 2019 il 70% delle
morti in eccesso in Italia si sono verificate nella sola Lombardia. La Lombardia ha sempre
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avuto un numero di decessi pari al 15% del numero totale in Italia ma questa percentuale sta
rapidamente aumentando dal 2014 ad oggi e questo si riflette nell’enorme numero di decessi per
cause multiple che si sta verificando in questa regione»109.
Dunque l’eccesso di mortalità in Nord Italia e specialmente in Lombardia era atteso e previsto,
un fenomeno ampliamento noto, che però venne sfruttato per alimentare un’ondata di panico.
Eppure pochissimi medici si spesero per fare corretta informazione.
Malgrado ciò serviva qualcosa che scioccasse veramente l’opinione pubblica, in modo emotivo,
profondo, ogni oltre spazio per l’elaborazione razionale. L’occasione si presentò, probabilmente
per una serie di fattori, a Bergamo. Dobbiamo premettere che in realtà, al di là di ogni dubbio, a
Bergamo, e anche a Brescia in misura minore, vi fu un aumento effettivo nell’eccesso di
mortalità nel mese di Marzo rispetto alla media, tuttavia come vedremo, solo un terzo di questo
eccesso di mortalità è imputabile a casi attribuiti al Covid¹¹º.
Ora, la sera del 18 Marzo un convoglio di 70 mezzi militari dell’Esercito attraversava il centro di
Bergamo portando via le bare dal cimitero cittadino, che rischiava ormai il collasso, fu detto,
verso i forni crematori vicini, perché del resto le disposizioni governative aveva disposto la
cremazione dei corpi per ragioni sanitarie. Fu evento che traumatizzò tutto il Paese: non vi erano
dubbi, si era di fronte a un’ecatombe, non c’era neppure più spazio per i morti. Tale fu la
percezione risultante da questa narrazione. La cosa fu ovviamente studiata, perché se si fosse
voluta evitare ogni pubblicità i mezzi si sarebbero fatti passare di notte e non per le strade
cittadine.
Dunque il tutto fu sfruttato al massimo per creare un effetto emotivo.
D’altra parte occorre spiegare come si arrivò a tanto. Come riferì una youtuber, che lavorava
anche presso un’agenzia funebre di Bergamo e conosceva la situazione direttamente, Pam
Morrigan¹¹¹ (chiaramente un nickname): «Non c’è mai stata una vera e propria emergenza e non
ci sono stati tutti quei morti, semplicemente hanno imposto la chiusura al 47% delle imprese
funebri di Bergamo».
Il suo canale YouTube fu chiuso e la ragazza ricevette anche delle denunce.
Le sue dichiarazioni attaccate come “bufale”. In effetti tuttavia il fatto che i necrofori
lamentassero, sia per paura che per disorganizzazione, una situazione di estremo caos, specie
nella Bergamasca, lo riportano anche giornali mainstream¹¹². Anche la ricercatrice Antonietta
Gatti riferì, a proposito, che un suo contatto che lavorava proprio a Bergamo nelle agenzie
funebri coinvolte confermò: «Effettivamente hanno messo delle bare davanti al cimitero ma i
necrofori avevano troppo lavoro quindi le han lasciate di fuori, quando dopo tre giorni le bare
stavan lì fuori, puzzavano, noi ci siamo rifiutati di portarle via perché dal punto di vista igienico
non va bene e quindi hanno chiamato l’esercito che le ha messe ma erano due bare che erano in
fondo al camion…»¹¹³.
In realtà le leggende metropolitane e i discorsi sui social network in quei giorni vertevano sul
fatto che non vi fosse più spazio nelle camere mortuarie: il che è vero, lo è facilmente, tutti gli
anni, nei periodi invernali quando la mortalità fra gli anziani aumenta. In realtà la riduzione
dell’attività di diversi comparti lavorativi a causa del lockdown e il disordine organizzativo in
quella fase possono avere creato un sovraccarico fisiologico. Questo è un esempio di come dati
del tutto normali, non noti all’opinione pubblica, vengono presentati come eventi straordinari,
"programmazione neurolinguistica da quattro soldi", come la definì la Morrigan. In quel
frangente il fatto che le bare puzzassero e ci fossero preoccupazioni sulla gestione igienica fece
sì che i necrofori non volessero trasportarle: fu quindi richiesto l’intervento dell’esercito, che a
quel punto fu gestito spettacolarizzando la cosa, in modo da creare un effetto fortemente
emozionale, traumatico per certi versi. Si trattava altresì di bare che potevano provenire anche da
altri reparti, non solo da quello covid. Che vi fosse un elemento manipolatorio, o di
"programmazione neuro-linguista" deteriore, sembra invece del tutto giustificato. Mesi dopo, il
neuroscienziato tedesco Gerald Hüther a proposito della vicenda scrisse: «Sulle immagini di
Bergamo mancava il contesto!
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Le autorità sanitarie italiane hanno abrogato le solite regole funebri. Ogni morto dovrebbe
essere saldato in sacchetti per ridurre il rischio di contagio. Ma poi nei primi giorni mancavano
sacchetti e saldatori. Ecco perché i morti sono stati conservati raffreddati fino all’arrivo dei
sacchi. Le bare così raccolte sono state trasportate tutte insieme di notte con camion. Le foto
hanno scioccato tutto il mondo. Così si alimenta la paura. Per puro interesse commerciale. I
politici hanno interesse a mostrare come riescono a gestire una situazione difficile. E gli esperti
di salute vogliono mostrare quanto siano importanti. Non credo sia una buona idea respingere i
critici della precedente gestione del problema del coronavirus come teorici della
cospirazione»114.
Le manipolazioni su Bergamo non finiscono qui, e giunsero in alcuni casi a veri propri falsi,
diffusi attraverso post sui social network, ma ampiamente coperti dal mainstream. Ad esempio
furono diffuse le immagini di 360 bare di un naufragio di migranti al largo di Lampedusa nel
2013, e fatte passare per bare di Bergamo come riportò sul sito il giornalista Maurizio Blondet in
un articolo dal titolo "Bergamo e fake" 115. Non sono mancati dunque gli elementi scenici e
studiati, o sfruttati ad arte. Del resto anche la diffusione di fake sui social e le chat, sebbene poi
smentite da qualche voce ufficiale, fecero il loro effetto di profondo condizionamento
comunicativo.
Un altro genere di manipolazioni che furono messe riguarda il capitolo dei "medici eroi". Si
riporta che 150 medici in Italia sarebbe morti nella trincea degli ospedali, tuttavia il dato è
perfettamente in linea, con la mortalità mensile media per categoria professionale (in questo caso
medica).
Si è ottenuta grosso modo prendendo il numero dei medici deceduti in quel mese. Tale dato
comprende anche i molti che si erano offerti volontari o che erano stati richiamati in servizio
sulla carta, in quanto pensionati, in seguito alla prevista emergenza, perché allora si disse che il
personale non sarebbe stato sufficiente in atteso della catrastrofe. Come ammise, il Presidente
delle Professioni Infermieristiche di Bari, Saverio Andreula: «C’è l’elenco dei medici deceduti
per covid, ma non ci sono solo quelli che sono stati contagiati perché svolgevano l’attività
professionale nei covid hospital o comunque nelle aree di cura Covid. Tra i deceduti ci sono
anche i pensionati non tornati al lavoro durante l’emergenza in corso o medici che sono
deceduti a causa del Coronavirus, ma non perché assistevano pazienti positivi. Noi siamo andati
sull’anagrafica dei medici e abbiamo scoperto che nell’elenco c’erano anche persone non più
iscritte all’albo perché in pensione da tempo».
Fra i deceduti compare anche un pensionato di 104 anni, che evidentemente non lavorava in
reparto covid114. Insomma, il numero dei medici deceduti fa riferimento a tutti i medici deceduti
nel periodo considerato, compresi alcuni che sono morti per cause di lavoro o con diagnosi di
Covid-19. Ma l’elenco è frutto di una comunicazione manipolatoria, fuorviante.
Si venne a scoprire, di lì a poco, che qualcosa di interessante invece era successo a Bergamo, e
che verosimilmente poteva avere una qualche relazione con l’aumento di mortalità. Quasi subito
sui social network venne fatto notare che a Bergamo e Brescia, poche settimane prima della
“pandemia”, era stata effettuata una massiccia campagna di vaccinazione.
Si trattò di circa 34.000 vaccinazioni in poche settimane contro il meningocco C, dal 24
Dicembre a Gennaio, e di circa 180.000 vaccinazioni anti-influenzali a partire da Novembre 115.
Questo dato non è affatto secondario perché proprio la vaccinazione anti-influenzale in presenza
di uno o più virus della famiglia Coronaviridae, diverso da quello presente nel mix di ceppi di un
vaccino anti-influenzale, potrebbe innescare il fenomeno immunitario di potenziamento virale, o
ADE116. Di ciò invece i media evitarono rigorosamente anche solo di accennarne.
Nella grande foga emozionale di quel mese di Marzo, in cui si parlavo solo di acquistare nuovi
respiratori, di costruire nuovi ospedali (come quella della Fiera di Milano, ultimato verso fine
Marzo e costato 21 miliardi, e di lì a poco destinato a chiudere per mancanza di ricoverati 117), in
cui vari Stati esteri sembravano da un lato fare a gara per mandare aiuti in Italia e dall’altro
accaparrarsi materiale medico, la Federazione Russa inviava un contingente di personale militare
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sanitario per un aiuto nella bonifica di alcune aree, ospedali e locali nel Nord Italia., in una
missione molto spettacolare e plateale dove la spedizione russa è atterrata a Pratica di Mare con
tutti i mezzi e ha risalito mezza Italia scortata dai Carabinieri, anziché atterrare direttamente in
Lombardia. Tale azione fu anche criticata dalla stampa italiana, come sempre eterodiretta, in
questo caso in senso russofobo. Del resto era vero che tale aiuto non era del tutto indispensabile:
si poteva capire la fornitura di respiratori (all’epoca, a torto o in buona fede, ritenuti
indispensabili), ma una componente militare, specializzata per la guerra biologica non serviva, se
non ad aumentare il senso di eccezionalità dei tempi.
L’Italia ha ottimi specialisti nella guerra NBC, in particolare il 7° Reggimento difesa CBRN
"Cremona" e non si capisce perché, per tali "bonifiche", se ritenute necessarie, non fosse
sufficiente. Vi sono state diverse ipotesi: di tipo geopolitico, fino ad altre più fantasiose ispirate
alla narrazione "Q-anon" di moda in quei giorni di particolare frustrazione. Di sicuro era
sorprendente l’entrata russa in un Paese NATO, ed è verosimile che sia stata permessa dagli Stati
Uniti per tagliare la strada a una penetrazione cinese in Italia in un quadro di "guerra degli
aiuti").
Ci permettiamo di formulare anche noi una nostra ipotesi: sappiamo che insieme al personale
medico-sanitario e NBC vi erano anche operativi del GRU¹²º e fu a tutti gli effetti una missione
di intelligence. Noi pensiamo che possa essere stata una missione di intelligence biomedica: i
Russi potevano non fidarsi dei Cinesi, da cui non ebbero serie indicazioni sul virus, né
ovviamente dell’OMS: semplicemente devono essersi mossi per reperire campioni biologici ed
accertarsi che ci fosse veramente qualcosa e che cosa: i dati della mortalità italiana erano falsi,
era un segreto di Pulcinella in tutte le cancellerie, e che l’epidemia "profetizzata" per anni dai
miliardari filantropi fosse pilotata e preparata doveva essere altrettanto noto ai Russi che a questo
punto volevano vederci chiaro, perché dalla Cina non dovevano aver avuto conferme convincenti
dell’esistenza del virus. I Russi volevano sapere altresì cosa ci fosse, se un agente patogeno
virale o batterico, oppure tossico (escludendo elemento infettivo), e se fosse stato fatto un attacco
con un’arma biologica, perché il caso italiano era obiettivamente anomalo. Nel contempo è stata
anche un’operazione d’immagine e diplomatica, poco costosa ed efficace.

Il virus politico. La «fake pandemic»

Il 13 Marzo la Spagna seguiva l’Italia nel lockdown, a fronte di ben pochi casi in realtà. Ma la
decisione - si è ormai capito - era già presa e in altro luogo, e i governi locali, specie quelli più
deboli, l’avrebbero applicata. Le restrizioni spagnole furono in realtà particolarmente rigide.
Anche la Francia seguì a breve, seguendo l’esempio dell’Italia. Sembrava che di lì a poco ogni
Paese dovesse adottare queste misure, e in effetti ogni Stato europeo blindò i propri confini, i
voli cancellati, il traffico internazionale bloccato per mesi, il Trattato di Schengen fu de facto
sospeso.
Il modello lockdownista non fu affatto universalmente seguito, né l’OMS invitò a farlo almeno
ufficialmente. Vi furono attuazioni fortemente asimmetriche, rispettando l’attitudine dei governi
a piegarsi all’agenda internazionale dell’operazione covid, o preservare sovranità benessere dei
cittadini e tenuta economica. In realtà alcuni Paesi adottarono solo misure blande, come il
distanziamento interpersonale. La Svizzera non attuò nulla del genere.
Il premier inglese, Boris Johnson, sorprese tutti spiegando che non avrebbe scelto questo
modello, puntando invece a favorire i contatti per immunizzare naturalmente la popolazione. Fu
molto attaccato per questo, anche perché sbagliò nella scelta comunicativa, accettando il rateo di
morti dei modelli predittivi, anziché contestarne le fondamenta epistemologiche.
Questo rese la sua scelta iniziale anti-lockdown decisamente controversa.
Ad ogni modo questa politica sarebbe stata devastante, se fosse riuscita: poteva essere in grado
di mandare in pezzi tutta l’agenda covidiana, mostrando l’inconsistenza di quelle misure,
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soprattutto in un Paese strategico. Successe però un fatto misterioso: il 6 Aprile Johnson risultò
positivo e dopo poco si ammalò. Fu ricoverato e posto in terapia intensiva, ma fu fatto uscire
dopo tre giorni, e tornò al lavoro. Strano, non impossibile ma sicuramente molto anomalo, per
una malattia e in genere si riteneva non generare gravi problemi nel 95% dei pazienti ma che
richiedeva una degenza complicata e non facile nei casi severi. Eppure dopo tre giorni Johnson
fu di nuovo a Downing Street, a dirigere il governo da casa, tuttavia invertendo completamente
politica, e adottando una scelta prolockdown.
Perdendo comunque la faccia, perché i suoi critici ebbero modo di dire che aveva accumulato
settimane di ritardo.
La Svezia rigettò completamente la scelta di un lockdown e commissionò ai propri epidemiologi
di elaborare un modello differente da quello fergusoniano. Fu del resto la scelta vincente, visto
che la Svezia mantenne un tasso di mortalità uguale o inferiore a quello degli altri Paesi, e a
costo zero.
Germania e Olanda adottarono chiusure minime, pub e locali notturni, accesso limitato ad alcuni
negozi, misure gradualmente allentate, e non confinarono mai i propri cittadini in casa: di fatto
non fu affatto un lockdown. Cionondimeno la popolazione di Berlino, refrattaria alle imposizioni
del distanziamento sociale, cominciò a scendere in strada improvvisando manifestazioni contro
queste misure, al grido di "Wir sind das Volk", manifestazioni che presero a svolgersi tutti i
sabati. Alcuni medici tedeschi costituirono una Commissione extraparlamentare di inchiesta per
denunciare l’inconsistenza dell’allarme coronavirus¹²¹. Il clima che si respirava in Germania era
completamente diverso dalla follia sanitaria e semi-dittatoriale di Italia e Spagna.
In compenso il fanatismo della maggioranza degli Italiani, scatenati sui social network e aizzati
dalla stampa, si scagliavano contro il governo svedese giudicato folle e irresponsabile, e che
presto si sarebbe pentito. La stampa italiana cominciò a spargere fake news sulla Svezia,
sull’esplosione dei contagi, sull’incremento dei decessi, tanto che l’ambasciatore svedese in
Italia dovette protestare formalmente¹²²,¹²³. Non fu solo il caso della Svezia: capitò anche con la
Germania, quando inventò aumenti inesistenti nell’indice dei contagi 124. Lo scopo era tenere
coesa la fiducia della popolazione verso l’operato del proprio governo e ingigantire la gravità
della situazione degli altri Paesi, anche per mantenere alta la paura verso eventuali allentamenti.
Fu giocoforza che queste campagne di disinformazione pilotata venissero indirizzate verso gli
Stati che adottarono misure più liberali. In Italia del resto si viveva di comunicazioni emozionali
e fanatiche e di parole d’ordine, secondo uno schema più tipico delle dittature. Non fu mai
spiegato ad esempio alla popolazione come fosse stato pensato il lockdown, ma le venne
presentato come un fatto naturale, secondo mezzi e metodiche manipolatorie. Né ci fu mai un
dibattito pubblico su tale strategia, che avrebbe avuto un senso solo in una specie del tutto priva
di sistema immunitario e postulando un’idea meccanicistica di contagio. Non aveva senso
ragionare come se un virus potesse raggiungere e far ammalare tutta una popolazione: tale
evento non si verifica mai, basta osservare ad esempio che un virus particolarmente contagioso,
quello dell’influenza, ogni anno su una popolazione di 60 milioni ne contagia 8-9.
Prendere stime della mortalità ed applicarle a tutta la popolazione è un nonsenso, oltre che una
forma di terrorismo pseudo-scientifico125.
I paesi dell’Europa orientale, salvo poche eccezioni (che successivamente provarono ad adottare
il lockdown ad emergenza ormai finita, verso Agosto, causando pesanti rivolte della
popolazione, come in Serbia e Bulgaria), a parte poche settimane di detection cautelativa, non
adottarono particolari misure ed ebbero pochissimi casi dichiarati e ben pochi morti. La Croazia
dopo due-tre settimane di blanda chiusura, che incontrò il dissenso della popolazione, seguì un
modello svedese; in Slovenia non furono chiusi neppure i negozi, ma per circa tre settimane, vi
furono limitazioni negli spostamenti dal comune di residenza. Slovacchia e Repubblica Ceca,
oltre a dichiarare lo stato d’emergenza, non adottarono particolari misure di contenimento, ed
entrambe ebbero un numero di decessi di poche centinaia (addirittura 37 in Slovacchia). La
Bielorussia non adottò nessuna misura, come sappiamo, se non allungare le vacanze scolastiche.
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Il modello “italiano” fu guardato dai Paesi avanzati come esempio da non seguire, anche per le
devastazioni socio-economiche che stava producendo.
Il Giappone non fece nessun lockdown, se non chiudendo i locali notturni per breve periodo.
Taiwan, dirimpettaia della Cina da cui sarebbe partito il contagio, non facendo parte dell’OMS
non ebbe se non un numero limitatissimo di casi di covid.
L’Africa fu una debacle per la narrazione pandemica: priva di strutture ospedaliere avanzate,
proco provvista di respiratori, ci si doveva aspettare da essa una catastrofe sanitaria. È
paradossale che molti governi africani, malgrado in passato si siano mostrati facilmente
influenzabili dal softpower globale, non assecondarono la politica del lockdown. Alcuni,
addirittura, beffarono e smascherarono gli agenti dell’operazione. Il Presidente della Tanzania,
John Magufuli, fece fare il test con i kit in commercio e suggeriti dall’OMS su una capra e una
papaya, che risulteranno positive al virus126.
Il personale OMS venne espulso dal Paese. Il Presidente del Burundi, Pierre Nkurunziza, espulse
i funzionari dell’OMS, "esperti" di Covid-19, più o meno nello stesso periodo. Due settimane
dopo, a inizio Giugno, il cinquantacinquenne pre-sidente morì, a quanto pare, per un infarto e la
cosa destò comprensibili sospetti127. Il Presidente della Tanzania dichiarò di aver ricevuto offerte
in denaro dall’OMS affinché sabotasse la cura naturale (CVO) a base di artemisina e altre piante
locali che il suo Paese stava sperimentando con successo su alcuni pazienti 128. Il Presidente
Rajoelina mise anche in guardia gli africani dalle politiche vaccinali quasi imposte dall’OMS e
dai Paesi occidentali in Africa. La Nigeria attuò un lockdown nelle principali città da Marzo ad
Aprile. Gli Stati che soffrirono di più misure di duri confinamenti furono Kenya e Uganda 129, il
Senegal, in cui vi furono diffuse manifestazioni e rivolte contro il lungo coprifuoco¹³º, e l’Angola
dove si ebbero misure estremamente repressive e violente¹³¹, mentre il Camerun adottò misure
poco restrittive. Il Mozambico e lo Zambia non fecero praticamente nessun lockdown, e così
anche il Ghana, che non seguì le richieste dell’OMS¹³². L’Africa, che aveva più vicepresidenti
che respiratori, e senza attuare la politica del lockdown in diversi Stati, è ad oggi il continente
meno colpito dalla pandemia per numero di contagi e decessi registrati.
Malgrado avesse pochissimi casi, circa 8.000 a Marzo, la Russia decise di adottare misure di
lockdown, che non furono affatto comprese dalla popolazione russa. È probabile che il
Presidente Putin lo avesse fatto per tacitare le possibili critiche occidentali di non essere
trasparente sui contagi, dovendo affrontare la partita critica del referendum sulla riforma della
Costituzione da lui prevista.
A Marzo cominciarono le diagnosi di covid anche negli Stati Uniti e lì l’emergenza fu parte
essenziale dell’agenda politica da parte del Deep State in chiave anti-Trump, in vista anche delle
elezioni presidenziali di Novembre, che effettivamente furono uno degli obiettivi di breve
termine dell’operazione pandemica. Misura di quanto il fenomeno epidemico fosse naturale o
meno si può desumere dalla diffusione dei contagi e delle morti dichiarate per Stato, ancora a
fine Giugno. Gli stati più colpiti sono stati quelli con governatori democratici, i "Blue States", o
con governatori repubblicani anti-Trump. In questo caso neppure l’argomento della densità e
quantità di abitanti poteva essere addotto come spiegazione, perché ad esempio il Texas, il
secondo stato più popoloso degli USA, ha avuto pochissimi casi segnalati. 200 aree
metropolitane negli Usa ebbero più casi di Huston e Dallas. La popolazione texana rimase la più
scettica nei confronti della narrazione pandemica e dei provvedimenti politici di contenimento.
Grafico relativo al tasso di mortalità attribuito al Covid-19 negli Stati Uniti.
Come vedremo la politica del Presidente Trump fu completamente antilock-down e la sua lettura
del fenomeno era che si fosse in presenza di un virus influenzale, cosa che gli attirò le critiche
della stampa e del mainstream culturale. Ad ogni modo, anche in vista dell’emergenza che gli si
sarebbe scatenata contro in chiave antielettorale (la speranza dell’establishment politico
americano fu di protrarre le chiusure fino a Novembre impedendo le elezioni, o richiedendo il
voto per posta, più manipolabile), il Presidente emanò lo stato di emergenza in quel frangente
forse giovandosi di questo per poter meglio giustificare i suoi numerosi ordini esecutivi. Con una
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legge risalente ai tempi della guerra di Corea, Trump reclutò le strutture private in funzione di
sanità pubblica d’emergenza, impedendo che si potesse obiettare una qualche negligenza, cosa
che d’altra parte i suoi avversari gli avrebbero contestato per tutta la campagna. I cittadini
americani, soprattutto quelli dell’America profonda, spesso elettori di Trump si schierarono
contro il lockdown voluto dai governatori democratici, arrivando perfino a manifestare armati
sotto ai palazzi dei governatori¹³³.
Lo spirito della Costituzione americana era assai poco assimilabile all’esperimento sociale
autoritario del lockdown, e il Quinto Emendamento che arma i cittadini rendeva questa opzione
anche difficilmente praticabile.
Nel corso dei mesi maturò una vera e proprio guerra civile asimmetrica fra pezzi della società e
dei poteri forti statunitensi, giocatasi sul riconoscimento della verità o falsità della pandemia
descritta dai media.
Uno dei BigTech, Elon Musk della Tesla, decise a sorpresa di schierarsi con il fronte trumpiano.
Elogiò il parlamentare italiano Vittorio Sgarbi che alla riapertura del parlamento denunciò la
gravità dell’operazione intrapresa134.
Musk minacciò di riaprire i suoi stabilimenti se lo Stato della California non avesse revocato il
lockdown o di spostare per sempre la produzione in Texas, stato anti-restrizioni 135. Un altro
evento segnò questo scontro: il 5 Giugno Musk criticò Jeff Bezos, il proprietario del colosso di
vendite online Amazon, per avere censurato un libro anti-pandemia, Unreported truths about
Covid-19 and lockdowns, di Alex Berenson, vituperato dai media ufficiali come
“complottista”135. Sei ore dopo un incendio devastava lo stabilimento principale di Amazon a
Redlands, California136. Tutto questo mentre un altro colosso tecnologico, il gruppo Facebook-
Twitter di Zuckerberg continuava a censurare ogni contenuto difforme alla vulgata desiderata dal
Deep State sulla pandemia, persino arrivando a rimuovere post dello stesso Presidente, tanto da
dover richiedere uno specifico Executive order contro la censura dei social network137.
Anche in Brasile si combatté un’aspra battaglia mediatica. Il Presidente Bolsonaro, come anche
Trump decise una linea di normalità, rigettando la distopia illiberale e autoritaria di misure
estreme e surreali per quello che era, in sostanza, in virus parainfluenzale 138. E anche in Brasile,
come negli Stati Uniti, si giocò analogamente uno scontro fra Governo federale e Stati locali, con
il Presidente che appoggiava le manifestazioni contro il lockdown voluto da alcuni governatori
locali, come a Rio. Governatori che erano per lo più di partiti di sinistra140.
La situazione sembrava abbastanza chiara: salvo alcune eccezioni, i governi ad orientamento
sovranista, con l’eccezione di Johnson in Inghilterra, che fu evidentemente costretto a cambiare
linea (e lo strano episodio del suo ricovero fu molto sospetto), si opposero al progetto della
pandemia e dell’annessa ingegneria sociale.
Al contrario, molti governi delle sinistre liberal europee, specie in area Europa occidentale,
gettando la maschera del precedentemente ostentato libertarismo, si fecero esecutori perfetti
della deriva autoritaria che le élite globali finanziarie ricercavano. Per dare l’idea della mancanza
di pudore con cui si ammise l’inanità ai fini sanitari di certe misure estreme, e la loro
sproporzione rispetto ai rischi, la frase di un amministratore dell’Emilia-Romagna, che resterà
parte di questa infame vicenda, a proposito delle proibizioni di fare persino attività fisica
all’aperto: «Abbiamo proibito l’attività fisica non perché sia la situazione più a rischio ma
perché volevamo dare il senso di un regime molto stringente»141.
Dunque si agiva per attuare un modello sociale, l’emergenza sanitaria, modesta o inesistente che
fosse ne era solo il pretesto. Del resto ormai ai primi di aprile, lo stesso World Economic Forum
ammise serenamente sul suo sito che il lockdown era un vero esperimento sociale142. I governi di
sinistra come Italia e Spagna furono anche quelli che dichiararono più decessi. La Spagna mostrò
anch’essa un livello di repressione ancora più severo dell’Italia. La sinistra italiana, sulle prime,
quando ancora non ebbe le veline dai Padroni del Vapore, perpetuò per automatismo indotto il
suo schema aperturista, lanciando la campagna "abbraccia un cinese" (del leader del PD
Zingaretti) e "l’unico virus è quello del razzismo". Dunque posizioni che poi avrebbero bollato
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come negazionismo. Al contempo le odalische e gli "influencer" beniamini di quell’area, che
prima seguivano questi slogan, divennero in seguito e per tutti i mesi a seguire strenui sostenitori
del regime sanitario, del medically correct, e delle mascherine obbligatorie, e dai loro profili
social lanciavano le loro filippiche contro i "negazionisti" del covid.
D’altra parte il centro-destra per uguale automatismo agì richiedendo chiusure verso gli stranieri
e questo creò il corto circuito italiano: sia il governo che l’opposizione si trovarono infine
convergenti verso una deriva distopico-totalitario dell’emergenza, entrambi travolti dalla
narrazione che avevano sostenuto, con il governo su posizioni autoritarie, e con gli
amministratori delle regioni del Nord più colpite, su posizioni ancora più deliranti e
draconiane143. Fu questo corto circuito a rendere tetragona la situazione italiana, da cui non fu
possibile uscire se non dopo lunghi mesi. Il fatto che i leader del centro-destra italiani non
fossero stati avvisati dalle comuni fonti di "intelligence politica" della falsità dell’allarme è un
segnale della loro marginalità rispetto al circuito sovranista internazionale. In Italia si
concretizzò un totale allineamento trasversale fra maggioranza e opposizione sulla vulgata
pandemica narrata dai media e dalle istituzioni scientifiche eterodirette. Gli unici parlamentari a
denunciare le falsità e la malafede di tale campagna psicologico-politica furono coraggiosamente
- una volta riaperta l’attività del parlamento – la deputata Sara Cunial 144, il deputato Vittorio
Sgarbi e il senatore Carlo Martelli. Ma furono voces clamantes in deserto, fra l’ignoranza e
l’ignavia degli altri parlamentari. Al contrario dell’Italia, il Presidente ungherese Orban, di
centro-destra, ricevette legalmente pieni poteri d’emergenza dal Parlamento e se ne servì per
controllare l’uso improprio della stampa, che fu la principale forza d’urto della psy-op in Italia.
In seguito, Orban si guardò bene dal sostenere la pantomima delle mascherine e del
distanziamento, quando in estate era ormai evidente che tutto fosse finito, mentre tali dogmi
restavano indiscutibili per la silente e assente opposizione italiana. D’altra parte fu un governo di
centro-sinistra in Svezia, sia pure probabilmente dietro iniziativa della Corona, a scegliere in
controtendenza un approccio liberale, e questo valse anche per la Croazia, fino al cambio di
governo a metà 2020.
Due fonti di un certo interesse vanno citate a questo punto: un informatico che lavorò come
importante funzionario della CIA, Robert David Steele, famoso per essere uno dei padri del
paradigma dell’Open Source nel campo dell’intelligence. Steel in un video di pochi minuti, ora
fatto sparire da You-Tube e irreperibile, denunciava apertamente sin dal mese di Febbraio che si
fosse in presenza di una “fake pandemic” (una falsa pandemia).
Sosteneva in particolare che un ceppo virale (senza specificare quale) fosse stato rilasciato a
Settembre 2019 in uno stabilimento della Webasto in Germania che si sarebbe diffuso un po’ ma
con effetti limitati e che il contagio fosse ormai praticamente esaurito 145. Parlava apertamente di
una operazione di false flag. Ma intorno al 20 Marzo, durante una dichiarazione ufficiale alla
CNN, era il Segretario di Stato americano ed ex direttore della CIA, Mike Pompeo, a definire la
pandemia come una “esercitazione dal vivo”146.
Anche un altro ufficiale veterano dei servizi segreti russi, Vladimir Vasilievich Kvachkov ex
colonnello del GRU (il servizio di intelligence militare russo), sostenne qualcosa di analogo a
quanto detto da Steele147.
Il 25 Marzo, in un’intervista in una televisione russa, Kvachkov dichiarò: «ll fenomeno
coronavirus che viene falsamente definito una pandemia ha bisogno di essere esaminato dalla
prospettiva delle potenze globali. È un fenomeno religioso, politico, finanziario, economico e
nazionale.
Permettetemi di dire che non c’è nessuna pandemia, è una menzogna, va considerata come una
operazione strategica globale. È esattamente questo il modo in cui va pensata questa
operazione. Questi sono ordini ed esercitazioni delle forze mondiali che sono dietro le quinte
per controllare l’umanità. […]. ll primo tentativo di portare via quei diritti dal popolo è
successo l’11 Settembre 2001. Non molti sembrano ricordarlo che dopo il cosiddetto attacco
contro le Torri gemelle, il Pentagono e la Casa Bianca negli USA, la guerra mondiale al
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terrorismo è stata dichiarata. Le potenze mondiali che sono dietro le quinte hanno creato gli
eventi dell’11 Settembre. Adesso hanno un’altra scusa per avere un controllo più grande e
sovrastare l’umanità. Ecco perché sono venuti fuori con il coronavirus».
Sul funzionamento dell’operazione coronavirus anche qui si ha concordanza con quanto riportato
da Steele (Cfr. nota 136), sul ruolo dei media: «Riceviamo informazioni politiche di propaganda
politica speciale, una sorta di psico-propaganda informativa. Si tratta di un’operazione
psicoinformativa speciale delle potenze mediatiche globaliste internazionali che sono al soldo
delle potenze liberali sioniste che stanno creando questo terrore adesso. Adesso stanno vedendo
chi obbedisce e chi no».
Un’operazione di guerra psicologica anzitutto, e non di guerra biologica. E in effetti, ci si
dovrebbe stupire nel vedere con che impressionante rapidità popoli, come quello italiano, siano
stati indotti "spontaneamente" a chiedere il lockdown (il "chiudi tutto" indirizzato a Conte), e che
altri lo abbiano accettato anche altrettanta facilità, quando nessuno ne aveva mai neppure sentito
parlare. Ma in effetti un ultimo tassello, la cinghia di trasmissione.
Molto probabilmente la Cina è stata la principale effettrice di questa operazione. Una grossa
operazione psicologica a inizio Marzo fu attuata attraverso migliaia di profili Twitter – ora
rimossi – diretti dall’intelligence cinese che spingevano per indirizzare il sentiment collettivo
verso la necessità di questa misura. Il primo Paese su cui si rivolse l’attenzione della Cina fu
l’Italia, con la prospettiva che gli altri avrebbero poi seguito più facilmente. Tale scoperta è stata
fatta grazie a un’indagine del’FBI resa pubblica ad Agosto 2020148.
La Cina è l’unico Paese che in tutto ciò non ha fatto un lockdown nazionale, ma solo su una
provincia di 60 milioni di abitanti su più di 1 miliardo, ma tutti gli altri Stati furono indotti
adestendere tale misura a tutto il territorio nazionale (si vedrà nel caso italiano, che il comitato
tecnico-scientifico era contrario e non riteneva questa estensione necessaria, fu dunque una
decisione politica del governo, come ergerà poi dai verbali desecretati149).
Del resto la Cina fu l’unico Stato al mondo a rimanere con un PIL in positivo e a vedere
addirittura aumento l’export nella seconda parte del 2020. La Cina, fortemente connessa con
l’OMS come abbiamo visto, fu da subito molto avanti anche nella corsa al vaccino: aveva
dunque più di un interesse alla riuscita di questa operazione globale, a cui non ha fatto mancare il
suo appoggio essenziale (e non dobbiamo scordare le parole di Soros sulla guida “cinese” del
nuovo ordine mondiale).
Altre prove di una longa manus cinese furono sempre delle indagini americane, con la rimozione
e l’incriminazione di cinquantaquattro scienziati del NIH a Giugno per legami con la Cina 150, e
con l’allarme lanciato dal Consigliere per la Sicurezza Nazionale O’Brien su una forte
operazione di intelligence, sabotaggio economico151 in corso durante tale scenario, mentre il
Direttore dell’FBI Christopher Wray parlò a riguardo, del “più grande trasferimento di ricchezza
nella storia dell’umanità”152.

La vaccinazione dei globalisti contro le terapie dei sovranisti

Fu evidente sin quasi da subito, e lo divenne sempre di più dopo, che uno degli obiettivi di medio
termine dell’operazione fosse il programma di "vaccinazione globale". Tutti i nuovi vaccini che
furono pensati per il presunto agente del covid furono in sostanza la nuova generazione di
vaccini biotech a "terapia genica", un’ardita novità biotecnologica mai usata sull’uomo come
vaccinazione, e che molto probabilmente non sarebbe facilmente arrivata a sviluppo e
sperimentazione, anche per ragioni bioetiche e di prudenza, se non vi fosse stato il pretesto di
un’emergenza globale.
Non fu dunque casuale che l’establishment scientifico-mediatico e politico, soprattutto nei Paesi
e nei contesti vicini ai circuiti che hanno attivato l’operazione, schierassero immediatamente un
fuoco di sbarramento e mediatico, che arrivò persino alla frode scientifica, contro qualsiasi
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tentativo di far approvare un sistema di cura o di avvallare presso l’opinione pubblica, la
convinzione che si fosse usciti dalla crisi, che doveva chiaramente durare fino al raggiungimento
degli obiettivi sociali prefissati. In questo contesto, sin da Maggio si fece l’osservazione, su base
meramente ipotetica, che gli anti-infiammatori non steroidei potessero peggiorare il quadro, idea
poi rivelatasi infondata, ma che impedì di usare un valido strumento per contenere il quadro
sintomatologico; in particolare si disse che sarebbe stato da evitare l’ibuprofene153.
L’OMS non confermò, ma la diffidenza verso i FANS restò forte per mesi. Al contrario,
associazioni di medici argentini, ad Agosto, sperimentarono con grande successo l’ibuprofene in
aersol per i pazienti154. Un farmaco antivirale, il Redemsivir, mostrò efficacia su altri coronavirus
come quello della MERS155. Se vi fosse stata un’epidemia di un virus simile alla SARS o alla
MERS il candidato più idoneo a diventare farmaco specifico di prima scelta avrebbe dovuto
essere questo farmaco anzitutto. Tuttavia il far-maco risultava avviato alla sperimentazione sul
"novel coronavirus" senza tuttavia che la stampa ne desse risalto e senza che fosse autorizzato in
qualche protocollo. Di fatto fu usato quasi per nulla nella gran parte degli ospedali sui casi covid,
sebbene molti dei protocolli usati fossero sperimentali e di fortuna. Uno scontro particolarmente
teso si accese sul possibile impiego dell’Idrossiclorochina. I primi ad usarla sui casi segnalati di
covid furono medici thailandesi156. A sostenerne l’uso fu fra gli altri l’infettivologo francese
Didier Raoult. La sua cura fu presentatadai giornali come “controversa” per molto tempo 157. In
realtà si trattava di un’ipotesi tutt’altro che infondata. La clorochina sarebbe un antimalarico,
tuttavia ha vari usi off label, ad esempio come immuno-modulante nell’artrite reumatoide
(Plaquenil).
Durante il 2003 fu usata con successo contro la SARS pertanto, nell’ipotesi di un nuovo virus
simil-SARS, sarebbe stato del tutto ragionevole replicare l’applicazione 158. La Francia
“lockdownista” non autorizzò l’uso della clorochina159.
In Italia il farmaco, che peraltro aveva costi bassissimi, divenne inspiegabilmente irreperibile
presso le farmacie, il che creò non pochi problemi ai malati di artrite reumatoide 160. E qui si
verificò l’ennesima frode che avrebbe minato non poco l’immagine delle grandi istituzioni
scientifiche: la prestigiosa rivista The Lancet pubblicò un articolo che giustificò l’OMS a
sospendere la clorochina. Dopo non molto tempo si chiarì che tale studio, che avrebbe sostenuto
casi di tossicità e una più alta mortalità fra i malati, fu prodotto da una oscura piccola società, la
Surgisphere, con pochissimi dipendenti fra cui comparivano una modella porno e un autore di
fantascienza161. Lo studio, a cui anche Nature aveva dato credito, fu presto ritirato; oltre 120
scienziati protestarono con una lettera a Lancet chiedendo trasparenza e osservando vizi
metodologi e infondatezze varie nello studio162. In quei giorni si combatteva una battaglia
sporchissima. Al contrario, negli Stati Uniti e in Brasile, dove accolse il favore dei presidenti
Trump e Bolsonaro che dissero di prenderlo anche preventivamente, in modo forse un po’
azzardato, l’applicazione medica fu piuttosto ampia. Secondo varie associazioni di medici
americani si osservarono buoni risultati163.
Uguali furiose reazioni scatenò la plasmaterapia impiegata con successo a partire dall’Italia.
Sarebbe stato del tutto normale usare come cura il plasma dei guariti, se si fosse trattato di una
patologia infettiva. Non si capì dunque perché tanto scalpore suscitò all’inizio, da parte dei
media e dei virologi televisivi, quando Giuseppe De Donno, pneumologo dell’università di
Mantova, la presentò come un successo, dichiarando peraltro che a fine Aprile erano finiti i
decessi164. De Donno con il suo metodo subì vari attacchi ma nessuno fondato su elementi
scientifici: furono attacchi burocratici165 e mediatici166, alcuni al limite della diffamazione167.
Vennero mandate anche verifiche dei NAS dei Carabinieri 168. Il virologo Tarro, in quei giorni
bestia nera dei media italiani, spiegò: «Il vaccino c’è già, è il plasma dei guariti. Non ci
troviamo di fronte a una terapia sperimentale da dover studiare o da concedere in "via
compassionevole". È una pratica conosciuta da secoli, utilizzata anche da Pasteur
nell’Ottocento: si sono sempre prelevate le gammaglobuline dai guariti per curare i malati169.
[…] Il plasma non costa nulla, ma Big Pharma ha interesse nel vaccino»170.
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E infine: «Potrebbe sparire completamente come la prima Sars; ricomparire come la Mers, ma
in maniera regionalizzata o diventare stagionale come l’aviaria. Per questo serve una cura più
che un vaccino»171.
Di fronte a tali dichiarazioni e valutate tutte le altre azioni messe in atto, riteniamo difficile che
tutta questa operazione non fosse, fra le altre cose, fra gli altri obiettivi, anche la più grande,
violenta, invasiva, illegale, operazione di marketing farmaceutico su scala globale.
Al contrario il Presidente Trump fece un’osservazione molto realistica, e vicina a quella di Tarro:
il vaccino in ogni caso non sarebbe servito e l’epidemia di nuovo coronavirus se ne sarebbe
andata da sé, regredendo spontaneamente come tutte, dopo un po’ di tempo172. Bolsonaro più
tardi si espresse contro ogni ipotesi che il vaccino eventuale potesse diventare obbligatorio173.
Un ultimo punto sulla politica di Trump sulla ricerca del vaccino: non potendo impedire che tale
ricerca si sviluppasse, impossibile ed anche controproducente in termini elettorali, cambiò
nuovamente rotta, spiazzando molti. Probabilmente pensò di optare sulla scelta migliore: creò
una forma di intervento pubblico sulla ricerca del vaccino negli USA che, oltre ad agire a livello
di immagine, limitasse le speculazioni delle case farmaceutiche, creando un programma pubblico
federale "Warp Speed" per unire aziende farmaceutiche private, agenzie del governo e settori
militari per portare avanti la ricerca174.
Le scelte di Trump furono chiare: più tardi deciderà di sganciare gli USA dalla "governance
globale" sul vaccino (sostenuta da Oxfam175 ma anche da altre ONG e organizzazioni
dell’establishment mondiale), “sovranizzando” questa ricerca con l’abbandono del programma
dell’OMS a cui aderivano 170 Paesi176 e in questo modo bypassando anche la GAVI Alleance,
feudo di Bill Gates e della sua Fondazione. Qualcosa del genere avrebbe fatto anche il presidente
Putin, che annuncerà a sorpresa l’11 Agosto un vaccino russo sviluppato indipendentemente.
Purtroppo però – ci duole constatarlo – entrambe le operazioni sarebbero rimaste all’interno del
paradigma della ricerca di un nuovo vaccino biotech a RNA (quello di Warp Speed fu
appoggiato ad AstraZeneca, fra gli altri).
L’elemento comune, d’altra parte sembrò che entrambi gli attori, Putin e Trump, volessero al più
presto accelerare e chiudere la partita della corsa al vaccino 177, forse per abbreviare i tempi della
“crisi corona”, mentre l’establishment globale e il mainstream scientifico, paradossalmente
sembrava voler ritardare i tempi di ammissione e uscita del vaccino, forse per meglio profittare
sul piano strategico di un’operazione i cui frutti non erano unicamente legati alle vendite…
Trump fra l’altro, a fine luglio, emanò quattro ordini esecutivi con cui impose la riduzione del
prezzo dei farmaci di prescrizione e per ridurre la speculazione dei colossi farmaceutici178.

Tre scienziati fuori dal coro

Nella guerra dell’informazione contro la vulgata mainstream che si svolse in quei mesi, alcuni
ricercatori si sono distinti per avere divulgato presso il pubblico una differente ricostruzione dei
fatti, ovviamente censurate e screditate dai media, oltre che dai siti di debunking. Il primo fu
l’ingegnere ed esperto di bio-informatica americano di origine indiana Shiva Ayyadurai, quattro
titoli universitari al MIT di Boston, già attivo nel campo della sicurezza alimentare degli OGM.
Fece scalpore la sua intervista con il giornalista Gary Franchi di Next News Network, un duro
attacco non solo alla narrazione del “virus letale” ma a tutto un intero paradigma madicopolitico
basato su una corrotta teoria immunitaria, accennando anche al progetto biopolitico di obbligo
vaccinale globale: «Sono uno studioso di politica da quando ero un bambino perché sono
cresciuto in India, un paese dove esiste un sistema di caste sociali: io ero considerato un
intoccabile, il più basso del più basso sistema di caste indiano. Il sistema medico verso cui ci
stiamo muovendo è un sistema basato su un modello top-down, totalmente controllato da BIG
PHARMA, BIG AG e dalle grandi aziende che producono vaccini. Gli obiettivi di sviluppo
sostenibile che sono stati sottoscritti da tutti i paesi nell’ambito delle Nazioni Unite, nel
52
programma SDG3 del 2013, programma che è stato poi definitivamente avviato nel 2015,
dipingono un’utopia delle élite mondiali che si è successivamente trasformata in un documento
dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che è stato definito Immunization Agenda 2030 come
elemento aggiuntivo per realizzare il programma definito dai 17 obiettivi fissati nel progetto
iniziale ovvero il progetto di immunizzare tutte le persone sul pianeta, ad es. attraverso la
vaccinazione di massa. […].
Il "Deep State" formato da alcuni gruppi di persone dalla Gates Foundation, a Zuckerberg a
Hillary Clinton, si è “insediato” nelle Nazioni Unite e le élite di questo gruppo stanno
promuovendo la paura del coronavirus approfittando dell’ignoranza nel campo medico. Molti
medici non conoscono il sistema immunitario non studiano nemmeno la nutrizione.
Approfittando di questa ignoranza stanno spaventando le persone a morte per il coronavirus per
dire essenzialmente che dobbiamo agire come stiamo agendo per il bene comune. I coronavirus
che causano l’influenza appartengono ad una famiglia di virus che creano sindrome
respiratoria. Il coronavirus che è stato isolato a Wuhan era di una famiglia diversa da quella
riscontrata in Iran e rispetto a quella che si è diffusa in Italia, e tutto questo è documentato179.
Cosa stava succedendo recentemente: Hong Kong era in fermento da mesi ricordate?
Ciò che pochi sanno è che sei mesi prima della crisi del coronavirus, in Cina, e precisamente a
Wuhan, ci furono massicce proteste contro l’inquinamento. Non protesti in Cina senza rischiare
la vita: per loro non è come se avessero il Primo Emendamento. Così, un gran numero di
persone stava scendendo in piazza a protestare, in decine di migliaia, perché il governo cinese
sta per costruire uno dei più grandi impianti di incenerimento che creerà gravi problemi di
inquinamento. Le persone in Cina, le persone comuni, si preoccupano davvero della loro salute
e la loro protesta contro l’inquinamento è in forte crescita dal 2007, ma nessuno ne parla.
Vediamo anche come le notizie su Hong Kong siano completamente scomparse dai servizi di
informazione dei globalisti. Quando sei uno studente di politica e insieme uno studente di
medicina e inizi a vedere questi collegamenti […]».
Non dimenticò di ricordare chi fosse fra le eminenze grigie di questa operazione, il potente
virologo Fauci, da quarant’anni a capo del dipartimento del NIAID senza che nessun Presidente
degli USA fosse riuscito a rimuoverlo, già coinvolto nella costruzione della controversa, e
remunerativa, teoria dell’origine virale dell’AIDS: «Anthony Fauci dal mio punto di vista
dovrebbe essere incriminato, se la gente sapesse quello che ha fatto in realtà quest’uomo. È nel
governo dai tempi di Reagan, 40 o 50 anni, poi Bush, Obama, tutti i presidenti lo hanno avuto.
Come ha costruito la sua carriera?
L’ha costruita sulla falsa credenza del virus HIV che causa l’AIDS. Peter Duesberg, con il
quale ho potuto parlare, lui si davvero un grande scienziato, il più giovane ad ottenere una
cattedra di ruolo a Berkeley, Peter ha detto: “Aspetta un attimo, non c’è alcuna relazione
causale tra questo virus, l’HIV”, che lui considera innocuo, “e l’AIDS”. È stato diffamato, gli
sono state tolte tutte le sovvenzioni e l’uomo che ha pilotato questa operazione è stato il
predecessore di Fauci, il suo nome è Robert Gallo. Robert Gallo è stato accusato di cattiva
condotta scientifica perché ha letteralmente rubato il virus HIV in Francia dal momento che
non riusciva a produrne abbastanza, perché non lo trovava. Aveva creato un falso test per
l’HIV.
Fauci arrivò in suo soccorso. Penso che ci sia stato un colpo di mano, perché Fauci prese il suo
posto, Gallo fu nascosto nelle retrovie e quello fu l’inizio della carriera di quest’uomo. Fauci è
un veterano in tutto questo, non è il suo primo rodeo. Ha imparato a creare falsa scienza, a
promuovere falsa scienza per diffondere la paura che l’HIV causi l’AIDS. Su questo sono stati
spesi miliardi di dollari. Un sacco di gente è morta perché usava farmaci come l’AZT. Avevo un
caro amico che è morto a causa di questo e sai, la gente non ha ancora imparato che l’HIV è
francamente un virus innocuo, ok?
La gente è morta per questo, e così torniamo al punto di prima: gli immunocompromessi. I gay a
quell’epoca avevano 1500 partners, prendevano metanfetamine e ogni tipo di droga, stavano
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distruggendo il loro sistema immunitario. Ci sono tossicodipendenti per via endovenosa che
distruggono il proprio sistema immunitario e lo stesso vale per alcune persone che ricevono
trasfusioni di sangue, non a causa del virus nel sangue, ma perché prendevano farmaci
immunosoppressori. Il fatto è che, da un punto di vista scientifico, tutto questo succede quando
si abbassano le difese o si distrugge il sistema immunitario. Fauci non vuole parlarne, tutto deve
dipendere “dall’uomo nero” cioè il virus. Fauci sa quello che sta facendo, lui è il volto di
PHARMA e dei vaccini e vede l’opportunità per diventare l’eroe di tutto questo»180.
Dal disease mongering sull’HIV al nuovo coronavirus, Ayyadurai fa non una “teoria del
complotto”, ma un attacco di sistema, scientifico ed epistemologico, alla teoria virale e a un
paradigma scientifico che assolutizza il patogeno e non si concentra sul sistema immunitario,
sulla sua naturale efficienza… una querelle medica che del resto risale agli albori della medicina
moderna, al dissidio fra Bechamp e Pasteur con gran parte dell’establishment scientifico
impegnato a sostenere il modello meccanicistico di farmacologia, intrinsecamente lucrativo, e a
non sviluppare una medicina integrata e biologica: «Se abbiamo veramente capito come funziona
il nostro sistema immunitario tutto questo è ridicolo: la realtà è che il sistema immunitario si è
evoluto nel corso di miliardi di anni in cui siamo cresciuti con i virus e batteri. È questo che
attiva il nostro sistema immunitario. Quindi quello che accade oggi è che purtroppo le persone
hanno un sistema immunitario compromesso che non funziona pienamente: se paragoniamo
questo sistema ad un motore è come se non funzionasse a dovere. Immaginiamo di avere tre
cilindri e che solo due funzionano: sapete cosa succede al terzo?
Lì si concentrano tutti gli sforzi e lì si crea uno stress altissimo. Quel terzo cilindro in
immunologia si chiama “citochine”: il cilindro va così forte che la sua reazione è fuori
controllo. Così accade per le citochine, che iniziano ad attaccare non solo la superficie del virus
ma anche i tessuti. Quindi il corpo attacca sé stesso a causa di un sistema immunitario debole e
disfunzionale»181.
Un colpo duro allo story telling, infondato, del “virus letale” cinematografico. Una visione
razionale e non allarmistica: inoltre Ayyadurai rigettava come poco influente l’ipotesi di una
eventuale origine artificiale del virus.
Un secondo autore statunitense, medico militare ed esperto di osteopatia, Buttar Rashid, il quale
rinnovò le accuse a Fauci, sulla base della controversa, e in effetti sospetta, ricerca già citata di
gain of function dei coronavirus di pipistrello interrotta e poi ripresa, che produsse anche una
pubblicazione nel 2015182. Il coinvolgimento del Dipartimento di Fauci con questa ricerca nel
laboratorio di Wuhan è stato dimostrato. In un video il dr. Rashid sosteneva che ci fosse la prova
che l’attuale era frutto di ingegneria genetica: ci sarebbe stato un brevetto del 2006 appartenente
alla Kyron e poi venduto alla Glaxo-SmithKline, cosa che riportò con tutti i codici in un breve
video183 dove si parlava già di una patente europea per un vaccino anti-coronavirus (2014).
La cosa di per sé non stupirebbe, brevetti su genomi virali ci sono, e ricerche di questo tipo
furono fatte e preoccuparono anche la Sicurezza americana, e in particolare l’autorizzazione alla
ricerca su Wuhan fu bloccata nel 2014 dall’amministrazione Obama, come abbiamo detto184.
Rushid sostiene che nell’ingegnerizzazione sarebbe stata presa la sequenza SHC014 del
Coronavirus, il componente antigeno di superficie, e nella struttura del Coronavirus SARS oltre
all’aggiunta di una breve sequenza dell’HIV, per creare un virus più letale e più devastante. In
realtà si tratta di congetture, tuttavia tale omologia con una sequenza dell’HIV sarà sostenuta da
altri, come il premio Nobel Montagnier. Ci torneremo. Tuttavia la tesi di Rashid non è del tutto
convincente: la patente indicata è del 2006, abbastanza precedente agli sudi sul coronavirus del
pipistrello spostati a Wuhan. Inoltre non è ben chiaro se la sequenza brevettata sia
significativamente comparabile a quella sequenziata in Cina nel 2020.
Tuttavia molte responsabilità del tetro Fauci restano, anche lui “profeta” che nel 2017
annunciava che presto il presidente Trump avrebbe dovuto confrontarsi con un’epidemia!185
Una terza importante figura di controinformazione fu la biologa molecolare Judy Mikovits
coautrice del video Plandemic186 ovviamente bannato da tutte le piattaforme social per i suoi
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contenuti scomodi ai fini dell’operazione, già autrice del bestseller The Plague of corruption187 in
cui parla della sua vicenda personale e delle persecuzioni subite quando denunciò le frodi
scientifiche e delle irregolarità per il possesso dei brevetti perpetrate da Fauci ai tempi della
scoperta dell’HIV a cui al tempo collaborava anche lei. Nel documentario La Mikovits introduce
delle rivelazioni interessanti, relative ai dati della pandemia, informazioni che ormai
cominciavano a circolare: le volute leggerezze nella classificazione dei casi, i medici indotti a
scrivere “Covid-19” nei certificati di morte dai protocolli del CDC (la stessa cosa che abbiamo
visto in Italia, con tutte le dichiarazioni di morte non confermate ma fatte passare per Covid), le
denunce in tal senso da parte del medico e senatore Scott Jen-sen, i dati gonfiati in presenza di
infezioni non dimostrate, le ospedalizzazioni non necessarie e le forzature diagnostiche. La
Mikovits faceva sapere che le assicurazioni mediche pagavano 19.000 dollari (se il medico
scrive Covid-19) e 30.000 dollari se il paziente è stato intubato, questo incentivò il ricorso alla
ventilazione forzata. E poi le terapie sbagliate, come vedremo a breve, in particolare l’uso di
queste intubazioni. Parlò anche dell’Italia, del fatto che nel 2019 sarebbe stato inoculato un
vaccino anti-influenzale nuovo e non testato, contenente quattro ceppi influenzali, e derivato da
cellule di cane, animale che ha molti ceppi di coronavirus. Del resto abbiamo già visto che
potrebbe esserci una reazione di "potenziamento virale" collegato a questi ceppi vaccinali.
La pesante accusa della Mikovits è che questa possa essere stata fatta per dare la colpa al Covid-
19. A settembre 2020 non è ancora stato reso pubblico che vaccino sia stato inoculato in
Lombardia nel 2019. La Mikovits parla anche della legge Bayh-Dole, mostruoso generatore di
conflitti di interesse, che permette ai ricercatori di aziende pubbliche negli USA di richiedere la
proprietà intellettuale di scoperte fatte con fondi pubblici: cosa che ha permesso a personaggi
come Fauci ed altri di diventare miliardari e ad arricchirsi ulteriormente con lo sviluppo del
nuovo vaccino.
La Mikovits è anche lei convinta che il virus sia stato potenziato in laboratorio, cosa che del
resto sostiene sia stata anche l’origine della SARS.
E anche lei accusa gli esperimenti che furono sostenuti da Fauci, prima a Fort Derrick, e poi a
Wuhan. Questa ipotesi, fu creduta da molti, soprattutto nei primi mesi. L’idea del "virus
chimera", scappato o diffuso volutamente dal laboratorio, facilmente poteva essere avvalorata
dalla presenza di quelle ricerche. Molti l’hanno sostenuta, in buona fede, e del resto il sospetto
che un agente virale così sponsorizzato fosse all’origine della pandemia pianificata aveva una
verosimiglianza. D’altra parte non ha molti elementi obiettivi a favore, come vedremo. Avremo
modo di analizzare più avanti se il "covid" davvero una seconda SARS, ma soprattutto qui ci
concentreremo su un fatto. L’idea che tale virus SARS-Cov-2 sia davvero stato ottenuto da
ingegnerizzazione, è molto credibile, forse troppo. Per questo è sospetta. Ci spieghiamo: tale tesi
è stata sostenuta anche da medici indiani, poi silenziati, e infine da Luc Montagnier. Montagnier
ad esempio ha sostenuto che nel Sars-Cov-2 vi fosse una sequenza del virus HIV, che fosse
dunque un virus chimera, anche se respingeva letture allarmistiche, perché tale elemento non
naturale si sarebbe perso nel tempo. Del resto non fu mai dimostrato che funzione avesse tale
sequenza nel genoma virale e se ne aumentasse le capacità infettive. Osserva giustamente Giulio
Tarro: «Parecchi ricercatori hanno cercato questa sequenza senza trovarla. Montagnier ha
specificato di averla individuata attraverso un’ipotesi matematica; si tratta di uno studio a
tavolino non di una ricerca in laboratorio».
Di un virus non isolato ma sequenziato, attraverso un metodo che non sarebbe idoneo a
individuare specie sconosciute, si è data troppa importanza alla sequenza, senza considerare la
natura astratta del procedimento di "ricostruzione" del genoma, abbastanza arbitrariamente
definito e poi superato da una miriade di strain diversi sequenziati in tutto il mondo, in un
mosaico in cui non si capisce più dove finisca il presunto SARS-CoV-2 e dove cominci un’altra
specie. Questo del resto è il limite epistemologico con cui è stata mal impostata tutta la ricerca.
Ai fini di una pandemia pilotata, il cui motore è stata la campagna mediatica, l’incertezza
diagnostica (come vedremo) e il danno iatrogeno, sia pure involontario, la diffusione di un
55
patogeno “funzionante” o meno, era in fondo ben poco essenziale. Da questo punto di vista
piuttosto la diffusione di un’idea del genere, di un pericoloso virus-chimera fatto in laboratorio,
notizia apparentemente negata dai media ufficiali, avrebbe anzi infittito il mistero, ed aumentata
la paura verso una presunta arma biologica, implicitamente giustificando tutto l’allarmismo che
era collegato all’operazione. Dunque temiamo che, sia pure in buona fede, molti siamo stati
portati a sostenere questo segmento della campagna di guerra psicologica alla base della finta
pandemia, una sorta di gatekeeping a volte persino involontario.
Un esempio di come questo tipo di suggestioni possano essere state volutamente incoraggiate è
questo: il 22 Aprile 2020, fu diffusa da vari siti alternativi la notizia di un attacco di Anonymous
ai server della fondazione Gates, e del laboratorio di Wuhan. Dalle prime delle decine di migliaia
di mail hackerate risultava che il virus era stato volontariamente diffuso da una ricercatrice
cinese, anche famosa, Shi Zhengli.
Tuttavia a distanza di mesi, dalla presunta enorme massa di e-mail trafugate, in quello che
doveva essere il wikileak sanitario più grande di sempre, non c’è stata nessuna nuova scoperta.
Era una delle numerose false notizie sensazionalistiche usate in questa operazione di guerra
psicologica per inscenare la pandemia. Questa falsa notizia agiva su due fronti: galvanizzava i
sostenitori della cospirazione, dando l’illusione di poter confermare le ovvie responsabilità di
Gates, dall’altra serviva a corroborare la paura verso un virus creato in laboratorio, di cui in
realtà sappiamo esservi solo una stringa informatica dichiarata dalla Cina, ma la cui evidenza
clinica in estate divenne pressoché inesistente, come vedremo.
All’epoca però si era in piena campagna del terrore, vi era stato l’apparente boom di mortalità in
Italia, e una notizia non confermata dai media ufficiali poteva rafforzare l’angoscia (sentimento
diverso dalla paura nella psy-war, perché alimentato dalla ridondanza di informazioni
contraddittorie), in quanto inconsciamente lasciava intendere la presenza di un patogeno da film
apocalittico, la cui origine artificiale poteva essere negata dai media ufficiali per non allarmare.
Dunque spesso le teorie alternative hanno svolto un ruolo non secondario nella campagna
psicologica.

La morte viene dai ventilatori. Le autopsie. Il disinganno

In Aprile si venne causalmente, da entrambe le sponde dell’Atlantico, ad un punto di svolta


fondamentale. Fino a quel momento l’uso della ventilazione meccanica, in particolare come
intubazione, sembrava l’unica soluzione possibile, dai resoconti mediatici, tanto che sembrava
doversi avviare, ad inizio anno, una sorta di "corsa ai respiratori". Questa era la percezione che si
aveva, anche se in effetti la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) che richiedeva
effettivamente un supporto respiratorio, secondo uno studio di metanalisi pubblicato a Giugno 188,
si manifestava in una frazione dei malati, oscillante fra 5 e il 13% circa; e non tutti i casi di
ARDS richiederebbero necessariamente la ventilazione invasiva, considerando che esiste quella
non-invasiva, e che l’intubazione è considerata per i casi più gravi o come extrema ratio 189.
Eppure questa sembrava essere il marchio della nuova infezione virale, molto traumatica per il
paziente e "scioccante" anche mediaticamente. Si impose l’idea (giustificata in vari modi),
soprattutto nei Paesi occidentali, che l’intubazione fosse quasi il trattamento di scelta del malato
grave.
Questo fu un grave errore di valutazione, che non poggiava su necessità cliniche. Basta
considerare i dati delle statistiche per vedere le prove di un uso anomalo delle intubazioni, che
per un certo periodo l’opinione pubblica ritenne essere stato insegnato dall’esperienza cinese.
Alla luce dei fatti, i Paesi occidentali che hanno dichiarato più casi e per primi hanno affrontato
la "crisi" hanno fatto ricorso all’intubazione per l’85%-90% (89% negliUSA, NY, 88% in Lom
bardia) dei pazienti gravi, contro il 29% della Cina 190. Vi è stata dunque una disparità di
trattamento enorme, documentata, dovuta ad una scelta operativa precisa. Solitamente la
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ventilazione invasiva, che richiede sedazione e anestesia totale, ha dei rischi biologici maggiori
(controindicazioni, effetti avversi, rischi infettivi, complicazioni serie) si considera una risorsa
estrema e i rianimatori la usano secondo i protocolli della medicina d’urgenza. Eppure si può
documentare che sia stata indicata, negli ospedali americani quasi come una terapia di prima
scelta nei pazienti covid con ARDS. Si riteneva anzitutto che il paziente sotto i 90% di
saturazione "non tollerasse" la ventilazione non-invasiva, come si vede da questo protocollo, e
nei pazienti con saturazione sotto 88% e con tipici segni di ansia e tachipnea veniva indicato di
considerare direttamente l’intubazione, come prima scelta191.
Vi erano anche delle considerazioni di natura non clinica ad avere indirizzato verso la scelta
dell’intubazione precoce. Infatti, come hanno spiegato i medici che hanno fatto luce su questo
trattamento, il principale motivo era il timore che il ricorso a tecniche non invasive come la
nasalcannula (HFNC) avrebbe dovuto aerosolizzare più facilmente il patogeno con rischio di
diffusione192.
Tali considerazioni avevano portato ad un ricorso extraordinario alla ventilazione invasiva. I
risultati furono comunque disastrosi in termini di sopravvivenza dei pazienti. Fino al 90% dei
pazienti intubati non sopravviveva, con picchi di mortalità nello Stato di New York 193. Il primo
medico a denunciare l’errore del “paradigma delle intubazioni”, in Aprile, fu un anestesista-
riani-matore di New York, Cameron Kyle-Sidell, anche se il meccanismo di danno non fu
immediatamente individuato. Kyle-Sidell osservava che parte del danno sarebbe stato causato
dalla pressione con cui si pensava di dover aumentare il volume polmonare, mentre l’unica
carenza da colmare fosse di ossigenazione 194. Vi furono alcuni video e segnalazioni da parte di
infermiere spaventate dagli esisti dell’intubazione. Una delle più serie e documentate di queste
segnalazioni fu da parte dell’infermiera, poi diventata giornalista d’inchiesta, Erin Marie
Olszewski che in alcuni videodocumentari ha denunciato i danni della gestione medica 195. Infine
ha pubblicato un testo con le sue osservazioni: Undercover Epicenter Nurse: How Fraud,
Negligence, and Greed Led to Unnecessary Deaths at Elmhurst Hospital 196. Qui denuncia i casi
che osservò di pazienti risultati negativi, negli ospedali di New York, ma catalogati lo stesso
come “pazienti covid” e posti in reparto covid (quindi un reparto infettivo) 197, e anche loro sedati
e intubati senza dimostrazione di infezione198, del controverso divieto di effettuare rianimazioni
cardiopolmonari e di altre gravi negligenze sistematiche o frodi. Gradualmente i medici
cominciarono a ridurre l’approccio con l’intubazione, obiettivamente abusata; negli Ospedali di
Chicago si ottennero notevoli miglioramenti in termini di sopravvivenza e miglioramento clinico
riducendo il ricorso alle intubazioni199. Il ricorso alla ventilazione non invasiva nei pazienti con
distress respiratorio stava dando maggiori successi.
Contemporaneamente in Italia si ebbero delle interessanti osservazioni. Ben poche autopsie
erano state eseguite in Italia, anche per via delle disposizioni ministeriali che vietavano o
“scoraggiavano” tale pratica²ºº. Tuttavia, a Bergamo alcuni medici disattesero queste
disposizioni ed effettuarono una cinquantina di autopsie su pazienti deceduti, già passati per
l’intubazione. Il risultato, ampiamente taciuto dai media, fu che la causa di morte fosse non
direttamente la polmonite interstiziale ma una coagulazione intravascolare disseminata insieme a
quadri di tromboembolia polmonare. Ora, è noto che la tromboembolia è una delle complicanze
più frequenti delle intubazioni, vi è un’ampia letteratura al riguardo²º¹. Esiste anche una notevole
mole di studi sul danno polmonare indotto dai ventilatori²º². Tutto questo peraltro non avrebbe
nemmeno dovuto richiedere un’ipotesi di infezione virale soggiacente, o di un’infezione
specifica²º³. ARDS in pazienti anziani o con patologie pregresse, in polmoniti dovute a vari
fattori, specie come complicanze influenzali, insorgono tutti gli anni. Ma un ampio ricorso a
intubazioni, superiore al solito per la suddetta impostazione metodologica, può avere all’inizio
causato tali embolie. Anche l’esclusione degli antinfiammatori (FANS), che avrebbero
probabilmente rallentato il quadro sintomatologico, può aver inciso sul peggioramento generale e

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sull’aggravamento del distress respiratorio. Questo pregiudizio dovuto a cattive informazioni
terapeutiche sulla nuova malattia, ha probabilmente favorito l’evoluzione verso ARDS di alcune
polmoniti204.
Scrisse il dott. Pasquale Bacco: «Noi abbiamo ucciso le persone, anche se in buona fede, perché
si era dinanzi ad una situazione nuova, ma in terapia intensiva è stata applicata una cura
sbagliata. Si diceva di non utilizzare gli antinfammatori che ora invece sono alla base della
nuova terapia, non veniva utilizzata l’eparina ed è stata effettuata la ventilazione profonda. Io
ho visto le basi dei polmoni di pazienti covid, durante le autopsie, ed erano completamente
ustionate perché l’ossigeno puro mandato ad una certa pressione ha creato una vera e propria
ustione. Poi si creavano le tromboembolie perché l’ossigeno non circolava in quanto i polmoni
erano occlusi. I medici hanno seguito le linee guida del Governo utilizzando un protocollo
completamente sbagliato. È stato come curare un diabetico con lo zucchero»205.
Bacco, insieme al prof. Tarro e all’ex magistrato Giorgianni, costituirono anche un’associazione
e fecero delle denunce, anche alla Corte di Giustizia Europea, contro la gestione politico-
sanitaria attraverso questi protocolli, i cui risultati furono evidentemente drammatici 206. Va detto
che non in tutti gli ospedali italiani si fece ricorso a tale protocollo di intubazioni, in effetti
abbiamo constatato che in molte strutture ci si è attenuti ai procedimenti usuali di terapia
intensiva, dove le eventuali (rare) intubazioni sono state condotte secondo le norme usuali della
medicina d’urgenza. Ma in Italia, come negli USA, si deve essere fatto in alcune realtà un ricorso
abnorme a questa pratica, secondo il “paradigma delle intubazioni”.
Nelle autopsie eseguite si evidenziava un ampio danno alveolare che è documentato poter essere
la diretta conseguenza dell’immissione di ossigeno puro e ad alta pressione (iperossiemia
polmonare acuta)207.
L’embolia e la tromboembolia polmonare possono essere una conseguenza del danno, come
anche una complicanza generale dell’intubazione, come detto. La CID può essere stata scatenata
dal danno d’organo, poiché questa è fra le cause possibili della coagulazione disseminata 208, ma è
documentata essere anche conseguenza diretta della stessa iperossia209.
Siamo convinti che i medici agirono sempre in buona fede, in situazioni di stress psicologico e
sotto una notevole pressione, di fronte a una situazione nuova imposta dallo stato di emergenza e
con pochissima letteratura a cui riferirsi. E anzi fu un merito dei medici italiani, quasi in
contemporanea con quelli statunitensi e in modo indipendente, aver scoperto questo meccanismo
di danno. Ad aprile cominciò ad essere abbastanza chiaro che intubare non era affatto la
soluzione di scelta e che sarebbe stato meglio cercare di evitarla il più possibile. Nel frattempo si
iniziò a usare l’eparina per evitare i rischi di ipercoagulazione.
In realtà, di lì a poco uscirono – la coincidenza temporale è notevole – studi, provenienti dalla
Cina, che osservavano la presenza di alterazioni nella coagulazione nei pazienti con SAR-Cov-2:
Difference of coagulation features between severe pneumonia induced by SARS-CoV2 and non -
SARS-CoV2²¹º. A cui per la verità ne seguivano altri che sostenevano un meccanismo
coagulativo a seguito della presenza del virus. Peraltro i meccanismi proposti per spiegare questo
processo non sono molto chiari.
Una ipotesi ad hoc per prolungare la sopravvivenza della teoria virale, o aumentare la credibilità
dell’entità nosologica della nuova malattia covid?
Tuttavia, i fenomeni descritti possono tutti essere spiegati, anche in assenza di un agente
infettivo, come una conseguenza collaterale della respirazione artificiale e dell’ossigeno terapia,
ma i fenomeni trombotici sono riscontrati da soli anche nelle ARDS prima del covid²¹¹. Del resto
non tutti i pazienti con queste polmoniti attribuite al covid mostravano processi trombotici²¹².
Un elemento dirimente è che le autopsie, né in Italia, né in Germania hanno mai riscontrato e
isolato il virus nei referti polmonari²¹³.
Lasciando per ora indeterminata la questione, torniamo alla nostra cronistoria: gradualmente
l’uso delle intubazioni si fece sospetto. Molto poteva dipendere anche dalle apparecchiature. La
Russia ad esempio a maggio sospese l’uso di respiratori provenienti dall’Italia perché ritenuti
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poco sicuri214. Le conoscenze acquisite e il minor ricorso all’ospedalizzazione, il ritorno alla
medicina territoriale e la cura in casa dei pazienti meno gravi, cambiarono il quadro della
situazione. Pur non potendo ricostruire al momento un tracciamento temporale dell’impiego
della ventilazione invasiva è quasi certo che da aprile il clamore generato fra i medici da questa
scoperta, che infatti portò, almeno in Italia, all’immediata introduzione dell’eparina, almeno
temporaneamente, generò un minore ricorso a questo strumento, che come ricordato dalle
statistiche cinesi, avrebbe potuto essere molto meno necessario di quanto fatto negli USA e in
Italia215.
Sulla Scala temporale possiamo osservare un dato: da Aprile, in Italia, comincia un drastico calo
dei decessi. Ciò può essere spiegato da vari fattori: l’esaurirsi del picco dell’influenza stagionale,
erroneamente identificata con il covid (l’errore del test molecolare, su cui ritorneremo); ma
anche l’abbandono del “paradigma dell’intubazione”, come lo chiamò Kyle-Sidell, non può non
aver agito decisamente su questo andamento. Un calo parallelo di decessi, avverrà come
vedremo anche negli Stati Uniti.
Infine a settembre un articolo uscito sul Telegraph faceva cadere l’ultimo bastione: ammettendo,
con un ritardo di mesi, quando ormai i decessi erano azzerati, che rinunciando al ricorso alle
intubazioni i decessi si erano drasticamente ridotti216.

Il disgelo. La lunga estate degli «asintomatici»

Senza nessun fondamento scientifico, né correlazione con l’andamento epidemiologico, il


lockdown italiano si protrasse secondo l’agenda politica della finta pandemia, al limite estremo
della tenuta socio-economica, fino a fine Maggio. Un tentativo di insurrezione della criminalità
organizzata, refrattaria alle misure di confinamento, venne forse scongiurato: vi era stato tuttavia
un allarme dei servizi segreti italiani217 in proposito, informativa che fu resa pubblica ma che solo
i giornali minori riportarono.
Successivamente, sempre per ragioni legate a contrastare la “diffusione dei contagi” nelle
carceri, il Ministero dalla Giustizia concedeva la scarcerazione di 456 boss mafiosi sino ad allora
in regime di carcere duro218, e passati agli arresti domiciliari, non senza che la cosa suscitasse
diverse perplessità. Il “lockdown” italiano procedette dunque senza sorprese. La ripresa fu però
presentata come un ritorno alla “nuova” normalità (i.e., le riforme di ingegneria sociale
clandestina che si cercò di attuare con questo false flag, obiettivo del quale era anche di stimare
la disponibilità della popolazione a cambiare le proprie abitudini).
Si susseguirono, come del resto anche prima, le ipotesi più surreali che i governanti e i giornalisti
pensavano di poter impunemente rovesciare sull’immaginario collettivo: muri di plexiglas che
avrebbero dovuto circondare ogni singolo lettino in ogni singola stazione balneare degli oltre
7500 km. di spiagge italiane, per fermare il diffondersi del temibile virus in vista delle vacanze
estive, sanificazione della sabbia (cosa che il governo spagnolo arrivò persino a fare
realmente219), prenotazioni e turni per andare in spiaggia, oppure braccialetti elettronici, patentini
di immunità, illegali e incostituzionali, per andare sulle isole²²º, “controllori civici”. Si apriva
cioè il delirio della cosiddetta “Fase 2”.
In realtà molte di queste “proposte” non arrivarono mai neppure in discussione nelle sedi
istituzionali, ma tennero banco sui media e i social network: tali comunicazioni servivano
principalmente lo scopo di testare la riposta della popolazione. Era logico che tali test venissero
fatti soprattutto su Italia e Spagna, che avevano maggiormente sviluppato questo esperimento.
Uguali folli proposte si sarebbero poi ripresentate all’apertura delle scuole a settembre, con
l’acquisto di milioni di banchi “sicuri” a rotelle, e la discussione di piani e norme per poter
riaprire le scuole “in sicurezza”, quando l’evidenza scientifica, sin da febbraio, riconosceva nei
bambini e ragazzi un minimo o nullo veicolo di contagio, e quando l’esperienza della scuola
svedese e danese (che nel frattempo era ripartita addirittura il 4 Maggio), senza mascherine e
59
senza particolari nuove regole, non aveva creato nessun problema sanitario²²¹. Ma ormai
l’evidenza scientifica era un concetto destituito di valore: l’agenda dell’ingegneria sociale
esigeva di essere portata avanti.
In realtà molte di queste proposte incontrarono un pessimo riscontro: l’esperimento sociale
infatti, poté dirsi riuscito solo in parte, malgrado il successo dell’operazione terroristica (sugli
Italiani e, in misura molto minore, sugli altri popoli dell’Europa occidentale: quelli dell’Europa
orientale e slava non avendo mai creduto alla paura del nuovo corona).
L’esempio più significativo di questo fallimento fu quello delle app di tracciamento e della
commissione presieduta da Vittorio Colao, un tecnocrate, amministratore delegato del colosso
delle telecomunicazioni Verizon, che fu reclutata dal governo italiano, senza neppure trovarsi in
Italia fisicamente, per disegnare strategie e ricette per far ripartire economicamente il Paese. Si
sarebbe trattato di un programma di digitalizzazione basato sul 5G (cu cui peraltro si addensava
lo scontro geostrategico fra USA e Cina) e sull’agenda che ormai spingeva verso una quarta
rivoluzione industriale (che Green New Deal europeo e Agenda 21 dovevano favorire). Il
piano²²² della commissione Colao sparì nel dimenticatoio e la fine della commissione fu piuttosto
ingloriosa. Non migliore fortuna ebbe la “app” digitale di tracciamento dei contatti, innovazione
usata oltre che in Cina, in Corea del Sud: appena 4 milioni di italiani su 60 la scaricarono²²³. Si
tratta tuttavia di una stima estremamente ottimistica perché conteggia solo il download, ma non
riporta quanti possano averla disattivata dopo poco tempo. Così il piano per scatenare a catena
una pioggia di segnalazioni ed aumentare i positivi potenziali da testare, oltre che controllare la
popolazione fallì miseramente. Del resto, si trovò un secondo modo per aumentare le fila dei
“contagi” nominali, come stiamo per scoprire. Il successo di queste piattaforme digitali di
tracciamento, legate agli smartphone, fu piuttosto deludente in tutta Europa, dato il numero
insufficiente di persone che volontariamente decisero di usarla. Del resto la paura del virus, in
Paesi come Germania, Danimarca, Olanda, etc. era praticamente nulla, e una simile
strumentazione non avrebbe potuto essere resa obbligatoria, senza confliggere con lo Stato di
diritto e i principi costituzionali di tutti gli ordinamenti europei.
Il caso della “app” italiana, chiamata Immuni e gestita da una società appartenente ai figli dell’ex
presidente Berlusconi, fu molto significativo: gli Italiani erano il popolo a cui fu narrato più che
a tutti gli altri un racconto comprensibilmente spaventoso, del resto la Protezione Civile dichiarò
una mortalità dici volte superiore alla media europea per la pandemia, per cui era normale
attendersi la massima reazione securitaria da parte degli Italiani. E qui invece emerse una
sorprendente dissonanza cognitiva: gli italiani avevano paura del contagio e credevano alla
narrazione dei media e del governo, almeno stando alla percezione che si riceveva dai social,
eppure la risposta fu di fredda diffidenza verso uno strumento che avrebbe dovuto permettere
collettivamente di tracciare la diffusione di questo presunto contagio. La paura di essere isolati,
messi sotto controllo, o peggio, di non potersi muovere, di non potersi forse neppure sottrarre
alle “cure”, cioè di entrare nella macchina infernale burocratico-sanitaria del nuovo modello
emergenziale, sembrò fare più paura agli italiani. L’anomalia fu che il popolo che maggiormente
doveva temere il nuovo coronavirus, in realtà temeva invece l’apparato di repressione statale che
veniva chiamato “contenimento” e “prevenzione”.
Più risultati, purtroppo, ebbe tristemente l’opera di profilazione genetica degli italiani che veniva
autorizzata dal governo contestualmente ad ogni prelievo di sangue con test sierologico per il
covid-19 che abbiamo già menzionato224.
Ad ogni modo già a fine Maggio non c’erano più decessi da ostentare, i malati erano crollati, le
terapie intensive, spauracchio della narrazione pandemica e falsa giustificazione del modello che
richiedeva il lockdown, erano vuote (come vuoti erano a fine aprile i reparti e gli ospedali covid
creati in fretta per la bisogna).
Si era arrivati al capolinea di un processo semi-artificiale che però, mutate le condizioni obiettive
soggiacenti, non poteva più durare. Si era verificata la previsione del virologo inascoltato Tarro:
con l’estate e il caldo il virus si sarebbe estinto 225. A maggio i virologi “esperti” lanciarono un
60
nuovo allarme per scoraggiare le riaperture post-confinamento: in questo modo in breve a giugno
l’Italia avrebbe avuti nuovi 150.000 malati in terapia intensiva: si riproponeva il modello di
Ferguson dei contagi, previsione che puntualmente non si avverò 226. Era tutto finito, ma nulla
doveva finire: affinché tutto cambiasse occorreva che tutto rimanesse com’era – rovesciando il
detto del Gattopardo – com’era cioè nello stato di emergenza permanente. L’Italia, capofila in
Europa dell’operazione corona, che eseguì fino a quel momento con zelo senza pari, fu l’ultimo
Stato europeo ad uscire formalmente dallo stato di emergenza. Il motivo lo capiremo: era in
programma una ripresa dell’operazione dell’attacco all’economia degli Stati e alle sovranità. E in
effetti il governo italiano continuerà a prorogare, non senza le rimostranze di giuristi e medici
(fra cui Tarro), lo stato di emergenza.
In quel momento però, sebbene molti fossero ancora smarriti e impauriti, i dati erano
indiscutibili. Già a fine Maggio il primario dell’Unità di Anestesia e Rianimazione del San
Raffaele, uno dei medici più noti per l’attività di cura in Lombardia ammettevano giustamente
che: «la malattia covid clinicamente non esiste più»227. E come lui si esprimeva un altro serio ed
equilibrato virologo e microbiologo, il prof. Massimo Clementi.
Persino Sileri, il sottosegretario alla Salute, medico egli stesso, confermava 228. Neppure tale
affermazione “scomoda”, totalmente fondata sull’evidenza venne però fatta passare senza
polemiche. Zangrillo e Bassetti hanno coraggiosamente rappresentato due figure di kathechon,
per quanto inserite nell’establishment accademico, e forse anche per questo maggiormente
preziose, di fronte alla terribile macchina mediatica del Terrore sanitario.
Del resto la Commissione Europea decretò che non si potesse più sospendere ulteriormente il
Trattato di Schengen e questo fu elemento di stop per il programma di shutdown economico,
almeno nell’area europea dove tutto ormai stava rientrando nella normalità, mentre i voli
intercontinentali erano ancora bloccati o ridotti al minimo. Ma qui cominciò un meccanismo che
presto avrebbe permesso la riattivazione fittizia dell’allarme. Con la scusa delle vacanze
all’estero, ridotte al minimo, ma aventi come meta, per molti europei la Croazia, Malta, la Grecia
o la Spagna, si decise di far apparire queste mete come piene di focolai. Le Isole Baleari furono
così indicate come a rischio, e anche la Croazia che del resto si voleva punire per non aver
aderito al lockdown. In Croazia fu montata ad arte la presenza di “positivi”, in realtà poche
decine di casi e tutti sani, cosa che i giornali si guardavano bene dal precisare. Il rientro dalle
vacanze fu quindi la scusa per estendere a nuove categorie di persone i test e questo fornì lo
spunto sia per lanciare nuovi allarmi e timori e indicare nuove categorie di untori (i vacanzieri,
come dopo saranno giovani della “movida”).
Si capì che continuare a estendere il numero dei test avrebbe fatto aumentare i contagi, cioè le
persone positive per mero errore strutturale del test. Gradualmente si triplicarono i test
molecolari e sierologici, passando dai 30.000 al giorno di marzo/aprile, il periodo di emergenza,
a quasi 90.000 al giorno di agosto. La parte finale dell’estate dimostrò che gli agenti
dell’operazione covidiana non erano soddisfatti, e cominciò una lenta campagna di ripresa della
loro offensiva. La fallacia del test di Drosten (che argomenteremo nel dettaglio nell’ultimo
capitolo) divenne il nuovo motore della pandemia. Poiché questa dimostrava di generare un tasso
di positività dell’1-1,5%, fu sufficiente effettuare almeno 100.000 tamponi al giorno, uno sforzo
enorme per i go-verni anche in termini economici, per ottenere mille contagi al giorno da
aggiungere nella lista, da cui poter giustificare nuovi lockdown o mantenere l’allarme. La
Francia ai primi di febbraio riuscì a raggiungere la cifra di 7.000 positivi in una sola giornata. In
realtà le autorità sanitarie stavano letteralmente autorizzando una epidemia di test.
In effetti, si vedrà, erano tutti falsi positivi, o casi di contagiati del tutto asintomatici.
In sostanza cosa stava accadendo?
In assenza di influenza stagionale, non vi erano sintomi, mentre il test di Drosten RT-PCR, vero
generatore automatico di falsi, non diagnosticava nulla. Si creò una vera epidemia di
asintomatici: semplicemente la malattia covid non poteva più essere dimostrata. Del resto anche i
decessi (peraltro tutti da contestualizzare nel rispettivo quadro clinico), erano comunque mere
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fluttuazioni prossime allo zero. Basta riportare questo breve dato italiano di confronto fra i primi
diciassette giorni di Marzo e quelli di Agosto:
1 Marzo – 34 decessi su 1.577 positivi al virus
2 Marzo – 52 decessi su 1.835 positivi al virus
3 Marzo – 79 decessi su 2.260 positivi al virus
4 Marzo – 107 decessi su 2.706 positivi al virus
5 Marzo – 148 decessi su 3.858 positivi al virus
6 Marzo – 197 decessi su 3.916 positivi al virus
7 Marzo – 233 decessi su 5.061 positivi al virus
8 Marzo – 366 decessi su 6.387 positivi al virus
9 Marzo – 463 decessi su 7.985 positivi al virus
10 Marzo – 631 decessi su 8.514 positivi al virus
11 Marzo – 827 decessi su 10.590 positivi al virus
12 Marzo – 1.016 decessi su 12.839 positivi al virus
13 Marzo – 1.266 decessi su 14.995 positivi al virus
14 Marzo – 1.441 decessi su 17.750 positivi al virus
15 Marzo – 1.809 decessi su 20.603 positivi al virus
16 Marzo – 2.158 decessi su 23.073 positivi al virus
17 Marzo – 2.503 decessi su 26.062 positivi al virus
Per un totale di 13.330 decessi.

1 Agosto – 5 decessi su 12.457 positivi al virus


2 Agosto – 8 decessi su 12.456 positivi al virus
3 Agosto – 12 decessi su 12.474 positivi al virus
4 Agosto – 5 decessi su 12.482 positivi al virus
5 Agosto – 10 decessi su 12.646 positivi al virus
6 Agosto – 6 decessi su 12.694 positivi al virus
7 Agosto – 3 decessi su 12.924 positivi al virus
8 Agosto – 13 decessi su 12.953 positivi al virus
9 Agosto – 2 decessi su 13.263 positivi al virus
10 Agosto – 4 decessi su 13.368 positivi al virus
11 Agosto – 6 decessi su 13.561 positivi al virus
12 Agosto – 10 decessi su 13.791 positivi al virus
13 Agosto – 6 decessi su 14.081 positivi al virus
14 Agosto – 3 decessi su 14.249 positivi al virus
15 Agosto – 4 decessi su 14.406 positivi al virus
16 Agosto – 4 decessi su 14.733 positivi al virus
17 Agosto – 4 decessi su 14.867 positivi al virus
Per un totale di 105 decessi.

Del resto qualcosa di molto simile avveniva in tutta Europa: i decessi erano fermi a zero, ma i
positivi al virus invece aumentavano. Spiegare questa anomalia era ormai un rebus – infatti
nessuno lo fece. Il virus presentato al pubblico come "letale", non solo non uccideva ma non si
trovavano più neppure segni di malattia presso chi risultava positivo. Come si sarebbe potuto
spiegare ciò?
Una tale anomalia avrebbe dovuto far perdere ogni credibilità a tutta la vicenda e persino alla
stessa classe medico-scientifica, almeno presso chi non era stato completamente assorbito
culturalmente dalla fiducia nella narrazione dominante. Per spiegare la perdita di sintomaticità si
sostenne, da alcuni, un abbassamento della carica virale, ma si trattava distrazione, visto che la
carica virale non veniva mai misurata se non per inferenza indiretta dai cicli di PCR (dunque
usando una PCR "quantitativa", cosa del tutto inadatta per una stima rigorosa).
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Non risulta che sia mai stato fatto uno studio quantitativo sulla carica virale dei malati durante i
mesi dell’emergenza, per cui questa sembra un’altra ipotesi ad hoc per salvare la teoria virale del
covid, che orami faceva acqua da tutte le parti. Del resto un elemento di verità in questa falsità
c’era: per far salire il tasso percentuale di positività e portarlo oltre l’1% i governi disposero che
venissero aumentati i numeri di cicli di PCR per ogni test, un vero imbroglio scientifico attuato
modificando i parametri di sistema229. Questo sarebbe bastato a fornire, anche ai più stolidi, la
prova provata della malafede: la presenza di un processo eterodiretto, fortemente organizzato e
intelligente, che condizionava le istituzioni per creare l’allarme.
Un altro esempio di come si ottennero queste anomalie è davvero interessante: da fine Agosto,
quattro cantoni svizzeri, Ginevra, Zurigo, Vaud e Argovia, mostravano una inspiegabile
impennata del tasso di positività, con picchi fino al 7%. La spiegazione fu trovata nel fatto che
un’equipe stava testando varie volte per cinque settimane una coorte di 160 individui positivi per
valutare nel tempo il titolo anticorpale e la stabilità immunitaria al nuovo coronavirus;
evidentemente ogni test sullo stesso individuo fu fatto passare come nuovo positivo, e inserito
successivamente nelle statistiche ufficiali²³º.

La «seconda ondata», il mito del XXI secolo

Questo apparato scientificamente fraudolento (nessuna statistica si fa aumentando nel tempo il


numero di test, o modificando in corso d’opera i parametri sperimentali come il numero di cicli
di PCR) stava producendo ovviamente dati demoscopici del tutto privi di alcun valore
scientifico, come qualunque ricercatore avrebbe potuto considerare. Voci di dissenso
ovviamente, se non dai pochi soliti noti ormai espostisi, non ci furono. Lo scopo era preparare un
numero tale di falsi contagiati (sulla cui capacità di infettare si sarebbe potuto scientificamente
eccepire) per invocare la necessità di nuovi lockdown. Nel frattempo si diffondevano, con la
solita nota tecnica della diffusione di false "rivelazioni" attraverso link che venivano scambiati
via chat, notizie su decisioni segrete di un nuovo lockdown programmato in Spagna²³¹, in effetti
verosimile perché il governo Sanchez, in presenza di numeri e situazioni non allarmanti, adottò
misure sempre più severe, dopo che la Catalogna a luglio rischiò un parziale nuovo coprifuoco.
Si stava creando il terreno una per “seconda ondata” di emergenza pandemica. Come abbiamo
detto nulla doveva finire.
Cominciava la fase delle "mascherine" obbligatorie, persino all’aperto, follia nella follia. Le
mascherine che non furono portate durante il lockdown²³², cioè durante la fase che quanto meno
poteva giustificare una qualche apprensione, ora che invece si erano finalmente rese disponibili
dovevano essere portate obbligatoriamente. Purtroppo a questo si aggiunse, oltre alla manovra
dall’alto, anche il consenso "dal basso" dei produttori di mascherine, vero business da milioni di
pezzi al giorno su cui persino una grande industria come la FCA si accodò²³³. «La mascherina
deve diventare la nostra moda dell’estate» disse un politico italiano, segno evidente di
un’operazione psicologica dall’alto che doveva imporre la paura e far perdurare il senso di
allarme. A nulla valeva la considerazione scientifica che una tale misura ini-zialmente fu ritenuta
necessaria, dalla stessa OMS, solo per i malati234 e non per tutta la popolazione e che la De
Kerkhove, già nominata responsabile per le malattie emergenti dell’OMS, spiegò che servivano
solo per gli operatori esposti in prima linea e i malati, non per la popolazione comune 235: ormai si
doveva militarizzare l’intera popolazione sotto l’agenda politica a cui furono reclutai i governi.
Del resto era evidente da mesi che soprattutto le fasce giovani della popolazione in Europa non
avevano paura né "percepivano" la pandemia. La pandemia non c’era, non c’era più
clinicamente: bisognava dunque imporre la sua fede in essa, per legge, e a tutti. Altra spaccatura:
mentre i Paesi del Nord Europa e dell’Est a stento la imponeva nei luoghi pubblici chiusi (in
alcuni casi solo nelle farmacie e nei mezzi pubblici, come in Austria, pratica a volte anche
disattesa) nei Paesi latini la mascherina a fine Agosto divenne praticamente obbligatoria anche
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all’aperto. La prima a partire fu la più fanatica Spagna, ormai sulla china di rispolverare le glorie
della vecchia Inquisizione, poi il Belgio e alcune città della Francia. Il governo italiano ebbe la
pensata di mitigare l’obbligo all’aperto con delle fasce orarie!
A nulla del resto valevano più gli studi scientifici, fra cui una recente pubblicazione del New
England Journal of Medicine (Aprile 2020) sull’uso esteso delle misure non farmaceutiche e
delle mascherine nei luoghi pubblici, che dichiara nel modo più esplicito: «Sappiamo che
indossare una maschera fuori dalle strutture sanitarie offre poca o nessuna protezione dalle
infezioni [...]. È anche chiaro che le maschere svolgono ruoli simbolici. Le maschere non sono
solo strumenti, sono anche talismani che possono aiutare ad aumentare il senso di sicurezza,
benessere e fiducia degli operatori sanitari nei loro ospedali.
Sebbene tali reazioni possano non essere strettamente logiche, siamo tutti soggetti a paura e
ansia, specialmente durante i periodi di crisi»236.
Un’immagine che vale più di mille parole: ministri del Governo Conte se la ridono in una piazza
di Roma, ben consapevoli dell’assenza di ogni rischio di contagio, di fronte a un cameriere
umiliato dall’obbligo di dover portare la mascherina.
Insomma senza nessuna evidenza scientifica, anzi pur sapendo che la protezione offerta è nulla al
di fuori dei contesti sanitari, si volle applicare quest’uso universale per ragioni dichiaratamente
simboliche. Purtroppo tale scelta imposta per "legge" (in modo illegittimo in diversi
ordinamenti) diede luogo a fenomeni anche violenti di repressione verso chi non portava le
mascherine, in particolare da parte della polizia spagnola che dimostrò i massimi livelli di
aggressività e intolleranza237. Si impose la mascherina in quanto simbolo, fra le altre cose, della
sinizzazione dell’occidente, della colonizzazione culturale e dell’assimilazione alla Cina
(centrale auspicata da alcuni come guida del nuovo ordine internazionale), e ad altri Paesi
asiatici, in cui vige l’abitudine consolidata di portare la mascherina anche per la comune
influenza. La realtà è che con un arbitrio si impose, con un pretesto pseudo-sanitario, non
supportato da evidenze scientifiche, un nuovo modello di comportamento: lo si impose come un
sovrano orientale avrebbe imposto la pro-skýnesis, se avesse sottomesso la Grecia e il mondo
europeo.
Alla storia passerà l’immagine di membri del governo italiano, senza mascherina, ben
consapevoli dell’assenza di ogni rischio di contagio, ovviamente inesistente, che ridevano in
favore di telecamera di fronte a un cameriere umiliato dall’obbligo di dover portare la
mascherina: la cui protezione era necessaria, ma solo per i sudditi. Ed emblematiche nondimeno
furono le dimostrazioni accidentali di non uso della mascherina e del distanziamento da parte di
giornalisti e politici italiani, ben consapevoli di reggere unicamente una parte in una grande psy-
op generale, in spregio ai popoli terrorizzati dal virus o obbligati a credervi per legge238.
Tutto era fatto per costruire e mantenere un fittizio senso di allarme. Un tempo, in presenza di
rischi per la salute pubblica, le autorità tendevano a sminuire o censurare, per mantenere l’ordine
sociale. Avvenne effettivamente con la spagnola: chiamata così alla fine della Grande Guerra,
perché registrata per la prima volta in Spagna, paese non belligerante, dove non vigeva la
censura di guerra.
Nel 2020, con mezzi analoghi, ma perseguendo fini opposti, alcuni governi accettarono di fare
esattamente il contrario: censurare e sminuire qualunque elemento che non avvalorasse la paura
di un contagio. Ma se abbiamo compreso il senso della nostra esposizione ciò non sorprende: in
passato si voleva mantenere l’ordine sociale, nel 2020 al contrario si perseguiva un disegno
sovversivo, l’ingegneria sociale che richiedeva il reset delle strutture della vita pubblica, in
particolare degli Stati democratici. Questo era il clima che serviva a tenere desta la convinzione
nell’esistenza della malattia da nuovo coronavirus, di cui si attendeva il ritorno, in quanto
"seconda ondata".
Seconda ondata che, essa stessa, non avrebbe avuto nessun fondamento fosse stato davvero in
ballo un virus della famiglia dei Corona-viridae, e non l’influenza stagionale, dato che a

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differenza degli orthomyxovirus, i coronavirus non hanno andamento stagionale. Ma, come
abbiamo già capito, la scienza non c’entrava più nulla ormai con questo colpo di Stato.
Serviva invece creare una seconda stagione di allarme, perché gli scopi prefissati non erano
ancora raggiunti, e perché come vaticinava Bill Gates, la crisi sarebbe durata fin tutto il 2021.
Del resto era troppo allettante la prospettiva di presentare una "seconda ondata" perché questo
avrebbe effettivamente evocato il fantasma della spagnola239. E così venne ricreata in estate
un’epidemia di asintomatici, in attesa che la nuova ondata influenzale potesse essere di nuovo in
grado di riempire clinicamente il quadro "covid". Del resto accadeva lo stesso negli USA
secondo quanto riportava all’inizio di agosto l’analista William Engdhal: «Per diverse settimane,
proprio mentre la maggior parte degli stati degli Stati Uniti ha iniziato a riaprire, dopo tre mesi
di blocco per «appiattire la curva», diversi stati tra cui Texas e Florida hanno iniziato a
segnalare nuovi numeri record che sono risultati positivi al coronavirus. Almeno questo è ciò
che viene detto al mondo. Un’indagine più attenta suggerisce che quella che si sta svolgendo è
un’enorme manipolazione dei test del coronavirus che include la collusione da parte dei Centri
nazionali per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), lo stesso CDC che ha
gravemente pasticciato il lancio iniziale dei test sui virus a marzo distribuendo i test nei quali
sono state trovate tracce del virus e altri difetti gravi. L’attuale scandalo reca i segni di
qualcosa di più della cattiva gestione. Sembra una collusione politica per influenzare le elezioni
di novembre e molto altro ancora. Sembra che oggi qualcosa sia molto, molto marcio nello
Stato del Texas. Lo stesso per Florida, California, Arizona e molti altri stati che, subito dopo la
riapertura, ora hanno nuovamente imposto il blocco e lo sciocco e inefficace indossare la
maschera e l’allontanamento sociale.
Il CDC ha raggruppato abilmente le morti da polmonite, influenza o COVID-19 in un unico
paniere di morte per cause che chiamano PIC – Polmonite, Influenza o COVID –19. Tutti i
decessi di PIC sono ora convenientemente designati come COVID-19 per le istruzioni CDC su
un certificato di morte. Anche con questo astuto gioco di prestigio, il CDC non può nascondere
il fatto che tutte le morti di PIC negli Stati Uniti sono diminuite da dodici settimane. Come
mantenere la nazione in uno stato di paura e isolamento più a lungo e come soddisfare l’agenda
di democratici senza scrupoli che sembrano disposti a fare di tutto per indebolire l’economia
per forzare la sconfitta del candidato presidenziale repubblicano il 3 Novembre? [Data delle
elezioni americane, con "rischio" di rielezione di Trump - Nota nostra].
Proprio quando Trump e molti governatori statali stavano sostenendo sensatamente misure per
riaprire, il CDC ha iniziato a spingere per un drammatico aumento dei test. I test sono passati
da circa 150.000 a oltre 700.000 al giorno La Reuters ha riferito che anche molti dei test
approvati dal CDC erano contaminati. Ora il caso del Texas è esemplare di ciò che sembra stia
accadendo. Secondo i funzionari del Texas in contatto con l’ex membro del Congresso
statunitense Ron Paul, egli stesso un medico, il Dipartimento dei servizi sanitari dello Stato del
Texas ha cambiato la definizione di ciò che costituisce un “caso Covid” a metà maggio, quando
i casi erano in significativo declino. La nuova definizione afferma, “mentre in precedenza la
determinazione di un” caso “COVID era un risultato del test confermato, la definizione è stata
improvvisamente cambiata per contare i casi probabili” come “casi”. Allo stesso tempo, la
soglia per determinare “probabile” è stata abbassata a un livello ridicolo.
Fondamentalmente se hai febbre e mal di testa, anche senza un test corona, puoi essere elencato
come un “probabile paziente Covid-19”. Inoltre, i funzionari sanitari del Texas hanno aggiunto
alle paure segnalando che gli ospedali dello stato venivano inondati da pazienti affetti da
corona.
Tuttavia, quando sono stati contattati, gli stessi direttori dell’ospedale di Houston hanno
affermato di non essere neanche lontanamente vicini alla capacità effettiva e in effetti erano
all’incirca allo stesso livello dell’anno scorso. Il Texas ha un governatore repubblicano ed è
uno stato critico per Trump a Novembre»240.

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Fu così che, esauriti i meccanismi con cui si generavano decessi durante la fase influenzale, con
artifici statistici e manipolazione dei test si programmava un secondo false flag. L’uso eversivo
dell’attività sanitaria era a pieno regime anche negli USA, questo sia per tenere in piedi la
narrazione del covid anche in Europa sia per ragioni interne. Del resto il sabotaggio
dell’economia americana in chiave anti-Trump da parte del "Deep State" era motivo sufficiente
per aumentare la corsa ai "casi covid" fino a novembre. La natura artificiale, oltre che "politica"
di questo falso scientifico si osservava del resto in Europa: in vari Stati dell’Unione Europea i
"casi" di covid positività tornavano ad aumentare, ma non in Svezia, dove la linea era sin da
subito di non allinearsi. Nei Paesi i cui governi non avevano aderito all’operazione, nulla
accadeva.
Tutto questo non poteva non far emergere la mala fede e i piani occulti che si celavano dietro le
presunte politiche sanitarie: a inizio anno, Fauci negli USA e i suoi emuli in Europa, sostenevano
la necessità di chiusure, confinamenti e segregazione sociale per "appiattire" la curva gaussiana e
non saturare gli ospedali – questa era la giustificazione dell’invenzione tali misure inaudite -
mentre ora non c’era nessun rischio di saturazione perché erano casi "fittizi" costituiti da persone
sane241, e per di più costruiti attraverso una vera epidemia di test.
Nel frattempo, nell’emisfero australe si era in piena stagione influenzale, e appunto i maggiori
casi e un più alto numero di decessi il Sud America cominciava a registrarli ora, cosa del tutto
fisiologica per un allarme basato su una forzata ridefinizione diagnostica e che senza l’influenza
stagionale, ormai lo abbiamo mostrato, non poteva esistere242.
L’Argentina conobbe un lock-down durissimo fino a Settembre (Giugno-Agosto è la stagione
invernale dell’influenza), con regressioni sociali prossime ai livelli della dittatura di Videla, con
tanto di desaparecidos, come denunciarono alcune organizzazioni per i diritti, fenomeno del
resto tristemente osservato in altri Paesi dell’America Latina242.
In Australia, si ebbero situazioni di repressione durissima con aggressioni fisiche della polizia ai
renitenti all’uso della mascherina. Del resto in Quebec si approntavano campi “anticovid” in
località segrete dove trasferire i non-cooperativi, campi di concentramento pandemici simili ai
campi FEMA statunitensi (fortunatamente mai impiegati), ma con l’elemento aggiuntivo della
segretezza244.
D’altra parte, almeno l’amministrazione americana stava attuando delle contromosse per una exit
strategy. A parte la propaganda trumpiana per arrivare al vaccino prima di Novembre e trovare
un argomento psicologico da contrapporre, il Presidente Trump silurava definitivamente il
compromesso Fauci (che tuttavia rimaneva al NIAID) dalla task force per l’emergenza sanitaria,
e ad Agosto lo sostituiva con Scott Altas, non allarmista e non fergusoniano, favorevole alla
riapertura delle scuole245. A settembre la nuova politica del CDC che, sia pure senza molta
attenzione dei media, cambiava ufficialmente la classificazione dei morti attribuiti al covid,
stratificando la statistica e riportando i decessi da 150.000 (comorbilità) a 9.000 (i decessi
veri)246, e il cambio di rotta dello stesso CDC, con la decisione di testare solo pazienti
sintomatici247 riducendo così la vergognosa corsa ai "positivi", facevano prospettare la giusta
forma per disinnescare politicamente un’epidemia che solo politicamente fu creata.
L’ultimo bastione a cadere fu quello di Fauci: a fine Agosto, in una dichiarazione pubblica
ufficiale, ammetteva quanto tutti gli epidemiologi conoscono: nessuna epidemia è causata da
portatori sani o asintomatici, il rischio di infezione è obiettivamente molto basso. Cadeva così il
mito fondante della pandemia fergusoniana, secondo cui fra sintomatici e asintomatici vi sarebbe
stata la stessa carica virale e ogni membro della popolazione mondiale era un sospetto agente
diffusore da tenere recluso248,249. Con capitolazione di Fauci e del modello fallace fergusoniano,
la "pandemia", almeno negli USA, poteva dirsi finita.

La «fronda medica», le grandi manifestazioni e il discorso di Robert F. Kennedy Jr.

66
Non si deve pensare che di fronte a un tale apparato di impostura il mondo sia rimasto del tutto
in silenzio. Mentre le istituzioni accademiche, collegate al circuito internazionale dei
finanziamenti privati, ovviamente tacevano per la gran parte, erano i medici ad organizzare una
resistenza.
Significativamente sono stati medici provenienti in gran parte dalla Germania a creare sin da
subito un movimento medico-scientifico di resistenza. Già dai primi mesi di Marzo-Aprile
quando l’Italia avviava il progetto autoritario covid-lockdown, in Germania ricercatori
indipendenti si costituivano in una Commissione Extraparlamentare di inchiesta250 sulla
cosiddetta malattia da nuovo coronavirus, guidata da tre medici: Heiko Schöning, Bodo
Schiffmann e del prof. Martin Haditsch, microbiologo.
Altri autorevoli scienziati e medici tedeschi “dissidenti” sono stati Woflgang Wogard (già
ricordato per essere stato il maglio contro l’OMS alla Commissione Europea al tempo del falso
allarme pandemico sull’influenza suina), il microbiologo Sucharit Bhakdi, specialista in
epidemiologia delle infezioni che per vent’anni ha diretto l’Istituto di Microbiologia
dell’Università Johannes Gutenberg di Magonza, e sua moglie Karina Reiss, ricercatrice in
biochimica, e biologia cellulare all’università di Kiel, coautori di un libro che in breve tempo in
Germania è diventato un bestseller, Falso allarme Corona?251, in cui facendo una seria revisione
dei dati riportati nei mesi del 2020 in letteratura si mostra che la mortalità del Covid-19 è
sostanzialmente identica a quella media delle influenze stagionali. L’analisi critica smonta anche
la pretesa efficacia dei lockdown. Anche altri epidemiologi di fama come John Ioannidis e il
professor Jay Bhattacharya, della Stanford Univestiry hanno contestano come del tutto
sovrastimate le previsioni di mortalità sostenute dall’OMS e dai modelli di Ferguson. Le
argomentazioni dei medici tedeschi si concentravano sia sulla fraudolenta teorizzazione del
“covid” sia sulla sensatezza delle misure adottate (che comun-que in Germania furono più blande
che in altri Stati, come Italia e Spagna).
Osservava ad esempio il dott. Schiffmann: «Non c’è proporzionalità delle misure adottate. Non
c’è trasparenza sui dati scientifici ed epidemiologici. La legge tedesca sulla protezione dalle
infezioni, che era ben funzionante è stata sospesa, e sostituita con norme più drastiche. Il
governo tedesco si ostina a sostenere che solo un vaccino potrebbe farci tornare alla normalità.
I medici tedeschi sostengono che l’evidenza scientifica dimostra che questo covid è
paragonabile a una forte influenza e questo non giustifica le misure adottate. E ci sono molti
scienziati che non vengono ascoltati e sono bollati come “teorici della cospirazione”, cosa che
certamente diventerà il motto dell’anno invece viene pubblicizzato un vaccino che può essere
estremamente pericoloso, un vaccino che dal punto di vista medico non è necessario, perché non
ci sono più dati che sostengano questa necessità, tanto che in Germania non ci sono più i malati
sufficienti per poter testare l’efficacia del vaccino. E per giunta si tratta di una nuova forma di
vaccino, a RNA, che contrariamente agli attuali è in grado di modificare particolarmente il
patrimonio genetico e di causare danni non immediatamente visibili»252.
Il Premio Nobel per la Chimica, Michael Levitt, biofisico e professore di biologia strutturale,
denunciava che i suoi video venivano sistematicamente rimossi da Facebook e Youtube, perché
contrastavano con le previsioni catastrofiste sul Covid-19253, e andavano contro la narrazione
pandemica la cui regia è ormai compresa, e il cui verbo erano unicamente i modelli di Ferguson
e di Fauci, quelli sponsorizzati da Gates.
In Spagna un vasto movimento di medici dissidenti si collegava ai tedeschi e si organizzava sotto
la sigla dei Medicos por la Verdad guidati dai dottori Angel Ruiz-Valdepeñas, Natalia Prego
Cancelo, Maria José Martínez Albarracín. Negli Stati Uniti, i Frontline doctors fortemente
attaccati dai media come "disinformatori" e che offrivano alla popolazione una lettura non
catastrofista della realtà, in Argentina la coraggiosa dottoressa Chiara Brandolino che ha guidato
le proteste di piazza contro una situazione di quasi dittatura. In Italia, oltre alle figure citate, il
dott. Luca Speciani e la sua associazione di medici della Medicina di Segnale, sin dai tempi del
lockdown avevano riconosciuto la bassa letalità della malattia contro la propaganda dell’OMS e
67
dei suoi sponsor, e contestavano le misure adottate in quanto non sanitarie ma politiche, e con
fini autoritari254,255. E sullo stesso tenore lo pneumologo Francesco Oliviero e il medico,
psicoterapeuta e filosofo Massimo Citro che non solo fornì una corretta controdeduzione
all’allarmismo ufficiale ma anche una critica alle scorrette e dannose terapie usate e una lettura
ad ampio spettro degli obiettivi sociali che venivano perseguiti attraverso questa crisi257.
In Francia l’infettivologo Didier Raoult, alcuni video del quale furono censurati, riteneva il
confinamento un’idea medievale, mentre da Giugno l’immunologo svizzero Beda Stadler
evidenziava tutti i fallimenti dei modelli predittivi allarmistici258.
Successivamente altre due importanti iniziative hanno dato testimonianza dell’ampia
sconfessione che il mondo scientifico ha dato all’operazione terroristica del Covid-19. Un
documento importantissimo firmato da oltre 390 medici e 1340 professionisti sanitari belgi,
pubblicato intorno al 5 Settembre e rivolto al governo belga, conteneva un vero e proprio atto di
accusa contro l’OMS, mentre affermava: «Noi, medici e operatori sanitari belgi, desideriamo
esprimere la nostra seria preoccupazione per l’evoluzione della situazione negli ultimi mesi
intorno allo scoppio del virus SARS-CoV-2. Chiediamo ai politici di essere informati in modo
indipendente e critico nel processo decisionale e nell’attuazione obbligatoria delle misure per il
coronavirus. Chiediamo un dibattito aperto, dove tutti gli esperti siano rappresentati senza
alcuna forma di censura»259.
Questo documento offriva una lucidissima decostruzione alla narrazione della falsa pandemia
affermando anzitutto, che dopo il panico iniziale, non vi fosse più fondamento razionale per
alcuna politica di “emergenza”. Il documento, rifacendosi alla definizione di Salute della stessa
OMS originaria (1948), cioè come completo benessere psicofisico mentale e sociale, e non solo
come mancanza di malattia o altri danni fisici, denunciava l’attacco alla salute bio-psicosociale
portato dalle misure anti Covid e dalla forzata alterazione del comportamento sociale naturale,
oltre alla violazione di libertà fondamentali. Un tale stato di cose generava ormai più danni che
benefici.
Il documento proseguiva demolendo altri punti cardine dello storytelling covidiano: l’indice di
letalità, che ormai era dimostrabilmente, secondo uno studio citato dai belgi, a livelli di influenza
stagionale260. (0,2%) contro i modelli catastrofisti; l’ormai confutato timore di un contagio da
asintomatici, l’inconsistenza dell’obbligo delle mascherine, e la mancanza di efficacia della
vaccinazione antiinfluenzale (dimostrata essere al 50% non-immunogenica 261 negli over 75),
come prevenzione e protezione per le persone anziane. Il documento ribadiva e documentava
anche i gravi danni e le possibili conseguenze fatali di misure di isolamento sociale.
Un secondo documento internazionale, forse il più eclatante per numero di aderenti, è stata la
Dichiarazione di Great Barrington262, Massachussets (4 Ottobre).
Era un forte appello contro i lockdown generalizzati e vi si deprecava la decisione delle “misure
anti-Covid”, giudicate ampiamente sproporzionate e dagli effetti devastanti, socialmente e
individualmente: «In qualità di epidemiologi delle malattie infettive e di scienziati della salute
pubblica, siamo molto preoccupati per gli effetti dannosi sulla salute fisica e mentale causati
dalle politiche adottate dai Governi in materia di Covid-19, e raccomandiamo un approccio che
chiamiamo “Protezione mirata”. Provenendo da diverse parti del mondo e sia da destra che da
sinistra del panorama politico, come epidemiologi abbiamo dedicato la nostra carriera alla
protezione delle persone. Le attuali politiche di blocco stanno producendo effetti devastanti
sulla salute pubblica, a breve e lungo periodo. I risultati (solo per citarne alcuni) includono
tassi di vaccinazione infantile più bassi, peggioramento degli esiti delle malattie
cardiovascolari, meno screening per il cancro e deterioramento della salute mentale – con la
conseguenza che questo porterà negli anni a venire a un aumento della mortalità, con la classe
operaia e i membri più giovani della società che ne soffriranno il peso maggiore. Tenere gli
studenti fuori dalle scuole è una grave ingiustizia. Mantenere queste misure fino a quando non
sarà disponibile un vaccino, causerà danni irreparabili con conseguenze sproporzionate per i
meno fortunati».
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Il documento di Great Barrington è stato promosso da tre scienziati di fama internazionale,
epidemiologi, immunologi, esperti di malattie infettive: Martin Kulldorff (Harvard University),
Sunetra Gupta (professore a Oxford) e il già menzionato Jay Bhattacharya (Stanford University).
Tale appello ha visto l’adesione di più dodicimila scienziati e medici di tutto il mondo e da oltre
centomila cittadini comuni.
Anche i popoli si organizzava per opporsi al futuro oppressivo e distopico che questo infausto
precedente avrebbe inaugurato. Il primo di Agosto una grandissima manifestazione richiamava a
Berlino centinaia di migliaia di persone da diverse parti d’Europa 263, che riempirono i viali che
portarono dalla Colonna della Vittoria alla Porta di Brandeburgo. In Serbia, a Luglio, il tentativo
del Presidente Vučić di indire un altro coprifuoco generava violente proteste e i manifestanti
entrarono fin quasi dentro il parlamento.
Dopo alcuni giorni di scontri la polizia dovette richiedere l’intervento dell’esercito, che però non
avrebbe appoggiato una repressione antipopolare 264. Da Giugno a Settembre, la popolazione
bulgara scendeva in strada in continue manifestazioni, con presidi fissi nella capitale Sofia
contro il Presidente Radev e la sua politica anticovid 265. Mentre a Settembre tornavano in piazza,
in Francia, i Gilet Gialli contro la minaccia di nuove chiusure266.
Il 29 Agosto a Berlino una nuova grande manifestazione, nella piazza della Colonna della
Vittoria raccoglieva uomini e donne da tutta Europa, che i media mainstream bollarono come
"negazionisti" e presentavano come un consesso di estremisti di destra, terrapiattisti, new agers,
reincarnazionisti, no vax e ogni altro fantasioso epiteto che il circo della stampa ufficiale riusciva
a trovare. Si trattò nei fatti di una manifestazione enorme per dimensione e partecipazione, che si
protrasse anche nei giorni a seguire, sempre in modo pacifico. Sempre nello stesso giorno, a
Londra, un’analoga manifestazione riempiva Trafalgar Square.
Come suo zio nel 1963 a Berlino pronunciò un discorso passato alla storia in difesa dell’umanità
contro il totalitarismo, così il 29 Agosto, sempre a Berlino, un altro Kennedy, il senatore Robert,
pronunciava di fronte a una folla oceanica queste parole contro il neo-totalitarismo fondato su
una distorta visione della scienza: «Negli Stati Uniti i giornali dicono che sono venuto qui per
parlare con 5mila nazisti. E domani confermeranno esattamente che io ero qui ho parlato con
3/5mila nazisti. Quando guardo la folla, vedo l’opposto dei nazisti: vedo persone che amano la
democrazia, persone che vogliono un governo aperto, che vogliono leader che non mentano loro
e che non assumano decisioni arbitrarie con il fine di orchestrare l’opinione pubblica.
La gente non vuole più governanti che inventino leggi e regolamenti arbitrari per orchestrare
l’obbedienza della popolazione. Vogliamo politici che si preoccupino della salute dei nostri figli
e non del profitto della lobby farmaceutica o del controllo da parte del governo. Vogliamo
politici che non facciano accordi con Big Pharma. Questo è l’opposto del nazismo.
Guardo questa folla e vedo bandiere tutte le bandiere d’Europa, persone con diverso colore
della pelle, di ogni nazione, religione, che si preoccupano dei diritti umani, della salute dei
bambini, della libertà umana. Questo è l’opposto del nazismo. I governi amano le pandemie, le
amano per la stessa ragione per cui amano la guerra, perché permette loro di avere il controllo
della popolazione che altrimenti non avrebbero. Le istituzioni si stanno organizzando per
orchestrare un’obbedienza imposta.
Vi dirò qualcosa che per me è un mistero: tutte queste grandi e importanti persone, come Bill
Gates ed Anthony Fauci, hanno pianificato e pensato a questa pandemia per decenni in modo
che saremmo stati tutti al sicuro quando la pandemia finalmente sarebbe arrivata. Eppure ora
che ci siamo non sembra sappiano quello di cui stanno parlando. Sembra che se lo stiano
inventando e vanno avanti così. Diffondono numeri e non sono in grado di dirti qual è il tasso di
letalità per il covid. Non riescono a fornirci un test PCR che funzioni realmente. Devono
cambiare di continuo la definizione di covid nel certificato di morte per farlo sembrare sempre
più pericoloso. La sola cosa di cui sono capaci è aumentare la Paura.
Settantacinque anni fa Hermann Göring testimoniò al Tribunale di Norimberga. Gli venne
chiesto: come avete convinto il popolo tedesco ad accettare tutto questo?
69
E lui rispose: “È stato facile, non ha nulla a che fare con il nazismo, ha a che fare con la natura
umana. Puoi fare questo in un regime nazista, socialista o comunista puoi farlo in una
monarchia o in una democrazia. L’unica cosa che si deve fare per rendere le persone schiave è
spaventarle”. E se riesci a trovare qualcosa per spaventarle riesci a farle fare qualunque cosa
tu voglia. Settanta anni fa, mio zio John F.
Kennedy è venuto in questa città perché Berlino era la frontiera contro il totalitarismo globale.
Oggi ancora lo è. Mio zio è venuto qui e ha orgogliosamente detto al popolo tedesco: “Ich bin
ein Berliner”. Oggi tutti quelli che sono qui possono orgogliosamente dire un’altra volta: “Ich
bin ein Berliner”. Fatemi dire un’altra cosa: non hanno fatto un buon lavoro con la protezione
della salute pubblica, ma hanno fatto un ottimo lavoro nell’usare la quarantena per portare il
5G in tutti gli Stati e per portarci verso la moneta digitale, che è l’inizio della schiavitù. Perché
se loro controllano il tuo conto in banca controllano il tuo comportamento. E vediamo tutte
queste pubblicità in Tv che come slogan ripetono: “il 5G sta arrivando nella tua città, cambierà
la tua vita in meglio!”. Sono molto convincenti queste pubblicità, devo dire. Perché mentre le
guardo penso: è fantastico aspetto trepidante che arrivi la tecnologia di quinta generazione
perché sarò in grado di scaricare un video-gioco in 6 secondi anziché 16. È per questo che
stiamo spendendo 5 trilioni di dollari per il 5G?
No, il motivo è per la sorveglianza e la raccolta dati. Non è per voi o per me, è per Bill Gates,
Mark Zuckerberg, Jeff Bezos e tutti gli altri. La loro flotta di satelliti sarà in grado di
sorvegliare ogni metro quadro sul pianeta, 24 ore al giorno. Ed è solo l’inizio, sarà anche in
grado di seguirvi, ad ognuno di voi, attraverso i vostri smartphone, il riconoscimento biometrico
facciale, il Gps. Pensate che "Alexa" stia lavorando per voi?
Lei sta lavorando per Bill Gates, spiandovi. Dunque la pandemia è una crisi di comodo per le
élite che stanno dettando le loro politiche. Gli dà la capacità di cancellare la classe media, di
distruggere l’istituzione della democrazia e di portare tutta la nostra ricchezza nelle mani di
una manciata di miliardari per rendere loro stessi ricchi impoverendo gli altri. L’unica cosa che
si interpone fra loro e i nostri figli è questa folla che è venuta in piazza a Berlino. Gli diremo:
non cambierete la nostra libertà, non avvelenerete i nostri figli, noi vogliamo indietro la nostra
democrazia. Grazie a tutti e non smettete di lottare»267.
Scontri a Belgrado fra polizia e manifestanti davanti al Parlamento L’Umanità era di fronte a un
bivio. I poteri tecnocratici avevano accumulato una tale libertà di manovra da comprare organi di
stampa e governi, centri di ricerca e istituzioni. Quello che era successo era molto diverso dalla
frode dell’influenza suina favorita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2009, era
l’eccezionale attuazione di un programma ben più articolato. Gli eventi di questa falsa pandemia
mondiale furono resi possibili - e quasi tutti i governi lo hanno permesso - perché erano
l’attuazione della convergenza d’interesse fra i poteri tecnici e finanziari "malthusiani", che
avevano giudicato improrogabile il reset economico globale, i Big Tech "transumanisti" della
quarta Rivoluzione industriale digitale, e gli "eugenetisti" del cartello farmaceutico, padroni
dell’OMS e da decenni in cerca di uno scenario pandemico per creare un nuovo paradigma
autoritario: la biopolitica. L’Umanità si trovava dunque davanti a un bivio: compiere un atto di
volontà e insieme uno scatto cognitivo, capendo di non doversi più fidare delle istituzioni
ufficiali che fino a quel momento ancora potevano ostentare, sia pur falsamente, una certa
pretesa di veridicità, oppure accettare un pericolosissimo precedente che avrebbe giustificato
future ulteriori abdicazioni alla propria libertà, sovranità, benessere e al naturale bisogno di
verità.

70
NOTE AL CAPITOLO II

1 - http://www.globaltimes.cn/content/1157087.shtml
2 - https://www.limesonline.com/rubrica/wuhan-cina-proteste-inquinamento-hong-kong?refresh_ce
3 -
https://www.repubblica.it/salute/medicinaericerca/2020/01/20/news/_virus_misterioso_confermata_la_trasmissione_
da_uomo_a_uomo_- 246239152/?refresh_ce Sebbene molto prematuro fare statistiche, si potrebbe anche notare una
divergenza rispetto ai dati di letalità attribuiti alla malattia Covid-19. 4 decessi di 1700 indicherebbero una letalità
piuttosto bassa, dello 0,2 per cento, un ordine di grandezza in meno rispetto al covid. Piccola osservazione,
incompleta, ma la teniamo presente; del resto è anche vero che non si cono certezze che questi quattro morti fossero
tutti necessariamente riconducibili a questa nuova “malattia”. Solo, ci chiediamo di fronte a una mortalità così bassa
possano aver percepito un fattore di allarme.
4 - L’unica pubblicazione che afferma la presenza di una patologia infettiva
(http://weekly.chinacdc.cn/en/article/id/e3c63ca9-dedb-4fb6-9c1c-d057adb77b57) è infatti del 28 Gennaio - si
notino le date – e quindi successiva all’identificazione di un nuovo genoma virale. Questa breve pubblicazione ex
post riporta ben poche argomentazioni a favore di un’ipotesi infettiva, come il fatto che le polmoniti sarebbero
consistenti con una patologia virale, dando luogo a una tosse non produttiva (prova a favore ma non dirimente), e
che dei pazienti individuati il 22% aveva avuto contatti con il mercato del pesce di Wuhan e il 32% aveva avuto
contatti con loro. Ma che il 51% restante non avesse avuto alcun contatto comune individuabile non doveva aver
alcun peso per i cinesi. Né si valutava che quella circostanza comune di un 22% poteva aver un valore puramente
casuale. Insomma si tratta di argomentazioni poco stringenti e indiziarie. Osserviamo soprattutto che si tratta di uno
studio scritto a posteriori, mentre un tale processo euristico avrebbe dovuto compiersi prima possibilmente di
arrivare a ipotizzare un virus. Vi sono poi delle anomalie temporali: un servizio televisivo cinese riportava già all’8
Gennaio la possibilità che si fosse individuato un nuovo coronavirus (https://www.youtube.com/watch?
v=jggndUgvhrk), ma la caratterizzazione del suo genoma sequenziato è stata approvata il 17 Gennaio e pubblicata il
28. Eppure i tedeschi che hanno progettato il test PCR affermano (ved. nota 16) di aver avuto la sequenza dal
database GISAID il 10 Gennaio, dunque prima che i cinesi lo mettessero a disposizione.
Da dove veniva allora quella sequenza? O tale sequenza è inventata e determinata in altro modo, ma non derivata da
Wuhan, oppure i cinesi hanno dichiarato una data posteriore per qualche ragione, ma le date non sono compatibili. Il
tutto denota poca trasparenza e un quadro molto confuso, non sufficientemente spiegabile con l’ipotesi che il
governo cinese volesse nascondere il problema, cosa che avrebbe potuto fare quasi sicuramente. Si nota al contrario
l’impressione di voler accelerare oltremodo la chiusura del processo di indagine scientifica.
5 - ‘A Novel Coronavirus from Patients with Pneumonia in China, 2019’ January 24, 2020, at NEJM.org.
Nell’ultimo capitolo discuteremo meglio se tale studio sia una corretta prova dell’esistenza di questo virus.
Discuteremo anche le insufficienti prove della sua patogenicità, presenti in questo e nel successivo lavoro di Bao et
alii.
6 - https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/22221751.2020.1719902
7 - Cfr. nota 5.
8-https://www.iss.it/primo-piano/-/asset_publisher/o4oGR9qmvUz9/content/covid-19-molto-probabile-un-ruolo-
per-i-pipistrelli-ma-si-cerca-ancora-l-ospite-intermedio
9 - https://www.nature.com/articles/nm.3985
10 - https://www.nature.com/news/engineered-bat-virus-stirs-debate-over-risky-research-
1.18787 (si noti che tale articolo del 2015 è stato aggiornato nel 2020, con disclaimer onde smentire ogni sospetto
verso teorie cospirative, definite infondate).
11 - https://www.the-scientist.com/news-opinion/nih-cancels-funding-for-bat-coronavirusresearch-project-67486
12 - Tali lavori di gain-of-function, obiettivamente discutibili, come vedremo, si fanno e sono ritenuti interessanti
per i vaccinologi in quanto fornirebbero ceppi virali da utilizzare per i vaccini pandemici quando alcuni di questi
virus… diventassero pandemici!
Attività del genere, furono temporaneamente interrotte, in alcuni momenti, proprio per il rischio potenziale di un tale
genere di ricerche, anche in relazione ad altri virus come H5N1, ad esempio:
https://www.nature.com/articles/nm.3985. Una moratoria del 2014 da parte della Casa Bianca bloccava tali studi, in
particolare su Influenza, MERS e SARS (https://www.sciencemag.org/news/2014/10/us-halts-funding-new-risky-
virus-studiescalls-voluntary-moratorium), nel 2015 tuttavia tale attività era ripresa, come riportò il giornale inglese
Mail, e vi fu uno stanziamento da parte del US National Institutes of Health (NIH) di 37 milioni di dollari al
labotario di Wuhan per il sequenziamento e la funzionalizzazione dei co-ronavirus del pipistrello delle grotte dello
Yunnan: https://www.dailymail.co.uk/news/article-8211257/Wuhan-lab-performing-experimentsbats-coronavirus-
caves.html. A fine Aprile 2020, la presidenza Trump decise di interrompere ogni finanziamento al programma di
71
ricerca sulla trasmissione animale-uomo dei coronavirus presso il laboratorio di Wuhan
(https://www.politico.com/news/2020/04/27/trump-cuts-research-bat-human-virus-china-
213076).
13 - https://www.reuters.com/article/uk-factcheck-coronavirus-koontz-book/partly-falseclaima-1981-book-
predicted-the-coronavirus-2019-outbreak-idUSKCN20M19I
14 - https://www.independent.co.uk/arts-entertainment/books/news/coronavirus-bookpsychic-sally-browne-predict-
debunk-a9403076.html
15 - https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/protocol-v2-1.pdf?sfvrsn=a9ef618c_2
16 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6988269/
17 - https://www.gisaid.org/
18 - Si noti che questo documento tedesco porta la data del 13 Gennaio (https://www.who.int/docs/default-
source/coronaviruse/wuhan-virus-assayv1991527e5122341d99287a1b17c111902.pdf), mentre lo studio di
caratterizzazione del genoma di Wuhan (di Jasper Fuk-Woo e colleghi) è stato presentato il 16 Gennaio, approvato il
17 e pubblicato il 28 secondo quanto riportato nel testo. Drosten e Corman sono stati incaricati di elaborare un test
per genoma virale “di Wuhan” presente su una banca dati prima che gli scopritori ufficiali presentassero lo studio.
19-https://www.bild.de/politik/inland/politik-inland/fragwuerdige-methoden-drostenstudie-ueber-ansteckende-
kinder-grob-falsch-70862170.bild.html
20 - https://www.bbc.com/news/world-asia-china-51185836
21 - https://www.bbc.com/news/world-52573137
22 - https://www.sciencealert.com/who-tries-to-correct-wuhan-coronavirus-risk-level Qualcuno sostiene che la
“prudenza” dell’OMS fosse dovuta alle critiche piovute dopo l’allarmismo per precedente influenza suina. Si tratta
di comunicazione d’effetto ma prive di sostanza: lo stato di allerta nominale non influiva sulle scelte del governo
cinese che sti stava muovendo già. Risultano più che altro esternazioni mediatiche, per costruire la narrazione
necessaria alla diffusione pandemica, come se ci fossero stati dei ritardi materiali: ritardi che non ci sono stati.
23 - Essendo un gioco a scommessa, ci sono necessariamente dei vincitori e dei perdenti.
In linea se non scatta pandemia gli investitori riprendono le quote investite e i dividendi, altrimenti si vedono
tagliare una parte del capitale, in favore di paesi colpiti ed altri enti. Tuttavia azioni speculative e vendite allo
scoperto possono aver portati guadagni compensativi maggiori, in questo caso il ritardo avrebbe giovato a questa
strategia. Cfr. l’analisi sul Sole 24 Ore di Francesco Mercadante:
https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2020/05/05/oms-complotto-bond/d. Per un’analisi dettagliata delle
geometrie finanziarie che sono state favorite dalla crisi pandemica, rimandiamo al prossimo capitolo.
24 - https://www.abc.net.au/news/2020-04-10/coronavirus-sars-comparison-contagiousmortality-rate/12139122
25 - https://jamanetwork.com/journals/jamainternalmedicine/fullarticle/2769235
26 - https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/69/wr/mm6914e1.htm
27 - https://wwwnc.cdc.gov/eid/article/26/7/20-1595_article
28 - http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu= notizie&
p=dalministero&id=4077
29 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7014672/
30 - https://www.cdc.gov/sars/about/faq.html
31 - Per la discussione di ciò e le references rimandiamo all’ultimo capitolo.
32 - Cfr. ad esempio:
https://www.who.int/news-room/commentaries/detail/transmission-of-sars-cov-2-implications-for-infection-
prevention-precautions
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7151430/
https://www.nature.com/articles/s41467-020-17367-2
https://www.infectioncontroltoday.com/view/contact-transmission-sars-cov-2-what-roledo-surfaces-and-personal-
protective-equipment-play
https://www.cebm.net/covid-19/sars-cov-2-orofecal-transmission/
https://www.nature.com/articles/d41586-020-00974-w
33 - https://www.iltempo.it/home-tv/2020/01/28/video/coronavirus-sintomi-cina-infezionenews-mascherine-wuhan-
video-1272833
34 - https://www.youtube.com/watch?v=y8yNuSumMfo&feature=youtu.be
35 - https://www.dailymail.co.uk/news/article-7977649/China-orders-Wuhan-roundsuspected-coronavirus-patients-
quarantine-camps.html
36 - https://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/coronavirus-fake-audio-1.5007314
37 - https://en.wikipedia.org/wiki/Huoshenshan_Hospital
38 - https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_hospitals_in_China#Wuhan
39 - Per un confronto, si ha questo studio epidemiologico che confronta vari ospedali.
Risulta che in media in Cina furono intubati circa il 29% dei pazienti in terapia intensiva, negli USA addirittura,
l’89%. Cifre analoghe a quelle americane, sembra sia state riferite anche all’Italia:
https://www.atsjournals.org/doi/10.1164/rccm.202004-1385ED#
72
40 - https://www.repubblica.it/cronaca/2020/02/06/news/denuncio_il_virus_morto_il_
medico_cinese_che_non_venne_creduto-247828043/
41 - https://www.nextquotidiano.it/li-wenliang-il-medico-che-ha-scoperto-il-coronavirusdato-per-morto-e-ancora-
vivo/
42 - https://www.scmp.com/news/hong-kong/health-environment/article/3045902/wuhanpneumonia-thailand-
confirms-first-case
43 - https://www.lastampa.it/mare/2020/04/28/news/la-quarantena-contagiosa-delladiamond-princess-1.38769934
44 - https://www.who.int/dg/speeches/detail/who-director-general-s-remarks-at-the-mediabriefing-on-2019-ncov-
on-11-february-2020
45 - https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(20)30557-2/fulltext
46 - https://it.insideover.com/schede/guerra/come-si-e-arrivati-allomicidio-disoleimani.html
47 - https://www.internazionale.it/notizie/2020/01/10/canada-iran-aereo-ucraino
48 - https://www.businessinsider.com/8-percent-iran-parliament-has-coronavirus-itreleased-54000-prisoners-2020-
3?IR=T
49 - https://www.memri.org/tv/russian-biologist-igor-nikulin-coronavirus-conspiracyglobal-government-decimate-
population
50 - https://ogigia.altervista.org/Portale/articoli/24-segreti/1124-la-minaccia-delle-armibiologiche-etniche
51 - https://www.bbc.com/news/world-middle-east-53598965
52-https://www.corriere.it/cronache/20_gennaio_30/coronavirus-l-italia-ferma-voli-la-cinama-5-aerei-stanno-
arrivando-roma-milano-4c159766-43a8-11ea-bdc8-faf1f56f19b7.shtml
53 - A quanto risulta la dichiarazione di “pandemia” non è neppure stata fatta ufficialmente. Ci sono dichiarazioni
giornalistiche alla stampa e ai media, ma un documento ufficiale dell’OMS che conferma il passaggio al livello 6 o
“pandemia” al momento non ci risulta.
54 - Il testo originale completo riporta: «Remember, the most optimistic prediction at this point is 60,000 people are
going to get killed in the next few months. It’s highly infectious with an R6, probable chance of further mutations,
infectious during the prodromal phase, and it’s airborne. The only reason you’re not already seeing thousands of
people confirmed outside of China yet is because the incubation period but believe me the WHO is already talking
about how “problematic” modeling the Chinese response in Western countries is going to be, and the first country
they want to try it out in is Italy. If it begins a large outbreak in a major Italian city they want to work through the
Italian authorities and world health organizations to begin locking down Italian cities in a vain attempt to slow
down the spread at least until they can develop and distribute vaccines, which btw is where you need to start
investing». Cfr:
https://archive.4plebs.org/pol/thread/241674007/?
fbclid=IwAR25sLA3zsX3CBvXfvHjEeJh4UjP6srJCYUVjCQTymSEoY4rqSpkeIN2do#q241674007.
55https://www.ilmessaggero.it/scienza/luca_parmitano_sapeva_coronavirus_novembre_intell'igence_americana_ulti
me_notizie_oggi_26_maggio_2020-5250423.html. Fra le varie “anticipazioni” sul piano simbolico anche la strana
apparizione in pubblico di Beppe Grillo con la mascherina, a Dicembre 2019: https://www.oltre.tv/grillo-con-la-
mascherinadicembre-video/
56 - https://www.sicurezzanazionale.gov.it/sisr.nsf/relazione-annuale/relazione-2019.html
57 - https://www.articolo21.org/2020/04/emergenza-covid-19-i-servizi-segreti-italianisapevano-e-hanno-omesso-di-
dare-adeguato-allarme-sulla-pandemia/
58 - https://www.tellerreport.com/news/2020-03-19---coronavirus--fox-news--usintelligence-warned-the-
italiangovernment-at-the-end-of-the-year-.BJegP2M-8I.html
59 - https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2020/03/19/coronavirus-fox-news-rapportiintelligence-
avvertirono-governo-italiano-dei-rischi_5JAluNvCSYmYvJQNxrc3bJ.html?refresh_ce
60 - https://tuttoggi.info/cigl-il-sindacato-di-polizia-silp-denuncia-alle-volanti-manca-labenzina/
96664/
https://www.secoloditalia.it/2015/08/la-polizia-parlano-di-sicurezza-non-ci-danno-neppurela-benzina-per-le-auto/
https://www.secoloditalia.it/2015/08/la-polizia-parlano-di-sicurezza-non-ci-danno-neppurela-
benzina-per-le-auto/
61 - Cfr. pag. 22 http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONEI/
attivita_istituzionali/formazione_e_gestione_del_bilancio/bilancio_di_previsione/note_integrative/2019-
2021/ni_dlb/DLBNOT1C_120.pdf
62 - https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DOSSIER/0/1048777/index.html?part=dossier_ dossier1-
sezione_sezione13-h2_h238
63 - https://it.insideover.com/politica/ce-un-problema-nel-bilancio-delle-difesa-per-lemissioni-allestero.html
64 - https://www.ilgiornale.it/news/politica/difesa-altra-eredit-trenta-buco-400-milionimissioni-
1777378.html
65-https://srbin.info/politika/ekskluzivno-italijanski-novinar-bici-za-koronu-znali-josjesenas-
vucic-uzeo-pare/?fbclid=IwAR3oT2Cf8vlIQnJJQ8GSfTj-
BX52t1Opt2jqOttje3HO0iMC39uV7MmHaTg
73
66 - http://web.archive.org/web/20101212113216/http://hdrstats.undp.org/en/indicators/109.htm
l
67 - https://www.linkiesta.it/2018/04/italiani-da-150-anni-tra-i-piu-ignoranti-deuropa/
https://www.ipsos.com/ipsos-mori/en-uk/people-italy-and-us-are-most-wrong-key-factsabout-their-society
68 - http://www.italy24.ilsole24ore.com/print/ABYw7EmC/0
69 - https://epale.ec.europa.eu/it/blog/analfabetismo-funzionale
70 - https://www.lastampa.it/esteri/2016/04/20/news/liberta-di-stampa-l-italia-crolla-ora-eal-
77-posto-1.35015159
71 - http://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2017/10/vaccinazioni-menzogne-e-segretidi-stato.html
72 - Cfr. Giovanni Fasanella, Mario José Cereghino, Il golpe inglese. Da Matteotti a Moro:
le prove della guerra segreta per il controllo del petrolio e dell’Italia, Edizioni
Chiarelettere; Luca Mantovani e Stanton H. Burnett, The Italian Guillotine: Operation
Clean Hands and the Overthrow of Italy’s First Republic, Rowman & Littlefield.
73 - Sulla fondatezza giuridica e costituzionale di ciò rimandiamo al capitolo relativo.
74 - “Così abbiamo salvato Mattia”, titolarono i giornali, ma questo fu mera propaganda
visto che, diagnosi o meno o meno, sarebbe stato sottoposto comunque a ventilazione
assistita; del resto non c’erano particolari protocolli di cura farmacologica al momento.
Probabilmente si avrebbe avuta una remissione spontanea, come in molte polmoniti
atipiche, ma l’idea che a salvare qualcuno fosse la diagnosi giusta serviva a giustificare
psicologicamente l’apparato politico-sanitario che di lì a poco avrebbe trasformato l’Italia.
Cfr: https://www.avvenire.it/attualita/pagine/cos-abbiamo-salvato-mattia
75 - https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lombardia/coronavirus-morta-una-donna-inlombardia-
seconda-vittima-italiana_15150431-202002a.shtml
76 - «Il virologo Giuliano Rizzardini direttore del reparto Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano ha
eseguito l’esame. Le condizioni generali che mostravano un fisico debilitato porterebbero a stabilire che è
quantomeno azzardato dire che quel virus sia la causa del decesso», Riporta Il Mattino di Padova:
(https://necrologie.mattinopadova.gelocal.it/news/104541). Si trattava di un soggetto già cardiopatico e debilitato, ed
era già ricoverato per una broncopolmonite dal 16 Febbraio. Risultò positivo al tampone solo il 21 Febbraio,
secondo quanto riportato. A parte pochi giornali loca-li, come la Voce di Rovigo
(https://www.polesine24.it/veneto/2020/04/26/news/il-primo-morto-di-coronavirus-nonsarebbe-morto-di
coronavirus-87809/?fbclid=IwAR27CiOQip7rKPp7PMNbXIhe0r-
9GWfWcFzclHYtUcRJnq9bsY6DXnD5aTo#.Xq9aFrWXmqk.facebook ) ha però riferito
que-sti dati e il risultato dell’autopsia.
77 - https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/ceppo-qualunque-ndash-alt-sentitecosa-dice-dagospia-
vincenzo-228397.htm (quasi l’unico link che siamo riusciti a reperire ancora). La notizia fu riportata solo dai
telegiornali, e successivamente quasi nessun giornale online la riportò a parte il corrosivo e sempre attento
Dagospia.
78 - https://www.onb.it/2020/03/14/vincenzo-danna-ha-rassegnato-le-dimissioni-dallacarica-
di-presidente-dellordine-nazionale-dei-biologi/ Nelle motivazioni delle dimissioni si
legge: «Per divergenze sulla linea politica, con particolare riguardo al ruolo ed alla
funzione che l’Ente deve svolgere in relazione agli eventi di particolare rilevanza
scientifica e sociale». Dimissioni per essere stato silenziato quanto alle scelte politicosociali
basate su osservazioni scientifiche, sembra la migliore parafrasi dal politichese.
79 - https://www.tio.ch/svizzera/cronaca/1449121/koch-daniel-mascherine-questioneconsiglio
. Koch nell’intervista sostiene la stessa cosa a proposito dell’utilità delle mascherine.
80 - https://www.genova24.it/2020/09/covid-bassetti-tamponi-a-tutti-inutile-e-impossibilelitalia-non-e-vo-euganeo-
241749/
81 - https://www.agi.it/cronaca/news/2020-03-08/coronavirus-assalto-stazione-milano-7373733/
82 - https://www.ilgiornale.it/news/milano/pasticcio-governo-sul-decreto-scatta-fugamilano-1837402.html
https://www.ilsicilia.it/coronavirus-fuga-dalla-lombardia-per-il-decreto-del-governo-moltidiretti-
al-sud/
83 - https://www.youtube.com/watch?v=FYxBOw6GfIs
84 - https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-chiarimenti
85-https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/18_gennaio_10/milano-terapie-intensivecollasso-
l-influenza-gia-48-malati-gravi-molte-operazioni-rinviate-c9dc43a6-f5d1-11e7-
9b06-fe054c3be5b2.shtml
https://www.thelocal.it/20180119/italy-worst-flu-season-in-14-years
86- https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2020/03/01/coronavirus-gismondoproblematica-
appena-superiore-all-influenza_d2hYcSi7CMIbeZl5Epw5IO.html?refresh_ce
87 - https://www.genova24.it/2020/02/linfettivologo-bassetti-in-italia-non-e-mortonessuno-
di-coronavirus-basta-bollettini-di-guerra-231761/
74
88 - https://www.youtube.com/watch?v=j3MLdcLzVmI. Il dott. Giulio Tarro è anche
l’autore del libro Covid. Il virus della paura, Selfpublishing 2020.
89 - https://www.leoniblog.it/2020/04/08/iostoacasa-come-la-paura-e-la-mancanza-diragione-
uccidono-la-liberta-e-la-democrazia/?
fbclid=IwAR1sZfaOGPwdqmR580cbXb_jvzzI8padrKwQ68gWp_kLQUhhxC-fL5-sXHI
90 - https://derteufel50.blogspot.com/2020/03/sicurezza-e-liberta.html
91 - https://scenarieconomici.it/la-nuova-governance-mondiale-del-oms-di-ilaria-bifarini/
https://ilariabifarini.com/oms-organizzazione-della-mala-sanita/
92 - In relazione a un suo post su Facebook si aprivano due procedimenti penali a suo
carico con l’accusa di “istigazione a delinquere”. In più, un Avviso del Questore in base
alla legge antiterrorismo. http://www.tankerenemy.com/2020/04/loperazione-di-polizia-del-
23-marzo-2020_16.html#.X1NKSXkzbcs
93 - https://www.byoblu.com/2020/02/28/epidemiologo-della-sapienza-isteria-coronavirusingiustificata-
stefano-petti/
94 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7167497/.
Altri studi più avanzati sull’efficacia della vitamina C in alte dosi nei pazienti covid:
https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT04264533
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7172861/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32733775/
http://orthomolecular.org/resources/omns/v16n12.shtml
http://orthomolecular.org/resources/omns/v16n04.shtml
95 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7110025/
96 - https://www.sciencedaily.com/releases/2020/05/200507131012.htm
97 - https://www.thelancet.com/journals/landia/article/PIIS2213-8587(20)30183-2/fulltext
98 - A titolo di esempio:
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1876034120305311
https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2020.06.24.20138644v1.full.pdf
https://link.springer.com/article/10.1007/s40618-020-01370-x
https://www.ajicjournal.org/article/S0196-6553(20)30574-5/fulltext
99 - “Caso sospetto”, “probabile” (test inconcludente, con sintomi) e “confermato”
(positivo al test, anche se asintomatico) circa i contagiati, né stratificando i decessi per età,
per cui un ultranovantenne avrebbe avuto lo stesso impatto psicologico, come numero,
rispetto ad un adulto giovane, né discernendo se la causa di morte fosse la patologia covid
o altro (la distinzione di morte “con” o “per” il virus). Né tanto meno ricordando, se non
con un piccolo asterisco, che si trattava di casi ancora non confermati dall’Istituto
Superiore di Sanità, comunicazione che a un certo pun-to non venne neppure più data. Il
tasso di conferme, all’inizio, da parte dell’ISS era in realtà dell’1% delle morti. Al 18
Marzo dalla revisione delle prime 2000 cartelle cliniche ricevute, sui primi 355 pazienti,
solo 3 risultavano attribuibili al covid e non ad altre patologie. Fonte RAI:
https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Coronavirus-Iss-26876e8b-5923-4fb8-9f85-
6244bfedb1b5.html. Da lì a poco la comunicazione pubblica delle conferme ISS fu
interrotta.
100 - https://www.ilmessaggero.it/italia/coronavirus_italia_bollettino_oggi_contagi_ morti_
protezione_civile_borrelli_cosa_accade_22_marzo_2020-5126608.html
101 - Riportato dal blog dell’ex giornalista RAI Gianni Lannes:
http://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2020/03/nuovo-coronavirus-dati-falsificatisui.html
102 - https://www.youtube.com/watch?v=0hd6ucbPh_c
103 - https://www.cebm.net/covid-19/global-covid-19-case-fatality-rates/
104 - http://www.askanews.it/cronaca/2020/08/30/il-documento-segreto-in-mano-algoverno-su-contagi-e-morti-
top10_20200830_132914/
105 - https://www.ilgiornale.it/news/cronache/piano-segreto-non-spaventare-italianiabbiamo-rischiato-800-
1856565.html
106 - Per la confutazione delle previsioni in favore del lockdown rimandiamo all’ultimo capitolo, in cui discutiamo
la teoria virale del Covid. La previsione USA era evidentemente una enorme sovrastima, in quanto malgrado il
lockdown non sia stato attuato in tutti gli Stati dell’Unione, si è arrivati a 180.000 decessi a settembre. Tale cifra
dovrebbe essere enormemente riconsiderata quanto al suo significato, perché secondo l’ultima revisione del CDC
statunitense (02/09/2020) i decessi unicamente attribuibili al Covid, e non ad altrecomorbilità, sarebbero circa 9200.
https://www.cdc.gov/nchs/nvss/vsrr/covid_weekly/index.htm?fbclid=IwAR2-
muRM3tB3uBdbTrmKwH1NdaBx6PpZo2kxotNwkUXlnbZXCwSRP2OmqsI
107 - Oltre al modello proposto dall’Imperial College che richiedeva tali misure per abbassare al curva dei contagi e
così avere più terapie intensive a disposizione (modello
75
che si basava sui dati forniti dalla Cina, non affidabili e comunque prematuri), va detto che un altro centro di ricerca
elaborava un modello analogo sulla base del quale, oltre che su quello di Ferguson, il dr. Fauci del NIAID pretese di
imporre al presidente Trump un’emergenza nazionale proponendo il lockdown: era il Washington Institute for
Health Metrics and Evaluation (IHME). Quello che ci preme ricordare è che entrambi i centri di ricerca erano
fortemente connessi con la Fondazione Bill e Melinda Gates. L’IHME fu fondato nel 2007 avendo fra i maggiori
contributori pro-prio Gates e la sua fondazione. Il gruppo di Ferguson all’Imperial College riceve milioni ogni anno
dalla Fondazione Gates e dalla GAVI. Fra il 2006 e il 2018 la fondazione di Gates ha versato l’impressionante cifra
di 184.872.226 $ alle ricerche sui modelli di Ferguson. Lo stesso Ferguson è a capo del Vaccine Impact Modelling
Consortium, anch’esso finanziato da Gates.
Di fronte all’evidente sproporzione dei numeri catastrofisti dei loro modelli, gli stessi
dell’IHME ritennero ad Aprile di dover rivedere a ribasso le loro previsioni di morte
(https://www.dailywire.com/news/top-covid-19-model-significantly-lowers-us-death-tollestimate-
again). D’altra parte è molto interessante che uno studio indipendente di un
epidemiologo della Stanford University, sempre ad aprile, smontava le esagerazioni dei
modelli catastrofisti, mostrava come molte stime e soluzioni non fossero supportate da evidenze e che sia l’indice di
contagio sia il tasso di mortalità fossero più bassi di quanto supposto, e infine prendeva in considerazione i danni
che poteva essere implicati da misure troppo severe non basate su evidenze
(https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7163529/# ).
108 - 647.000 decessi nell’anno 2019, fonte ISTAT: https://www.istat.it/it/files/2020/02/Indicatori-
demografici_2019.pdf
109 - http://blog.ilgiornale.it/locati/2020/05/17/oltre-il-covid-19-troppe-morti-inspiegabili/
110 - Rimandiamo al capitolo conclusivo per la revisione statistica dei dati italiani rispetto
alle dichiarazioni dell’ISTAT.
111 - I suoi video sono stati rimossi e tutte le ricerche sul suo nome danno solo risultati di
articoli diffamatori. Il suo canale YouTube è stato chiuso. Le sue affermazioni erano su una
video intervista che purtroppo è stata fatta sparire.
112-https://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/20_maggio_02/coronavirus-bergamo-caosgestione-
salme-non-infettano-poi-contrario-04b2a8dc-8c46-11ea-9e0f-
452c0463a855.shtml
113 - https://www.youtube.com/watch?v=PeKSuG0gkss
114 - https://www.bernerzeitung.ch/angstmacherei-ist-eine-unart-unserer-gesellschaft-
698756136390?
fbclid=IwAR075dOBOi5uw7oRWvf2vE2A0ISZaiPy7znpfO9oWPIFS__SM8DBcgsOe8k.
All’estero, le affermazioni della Morrigan, ampiamente censurate e diffamate in Italia,
hanno invece avuto una piena considerazione. Né è stata la sola spiegare il retroscena di
quanto accaduto.
115 - https://www.maurizioblondet.it/bergamo-quanti-dei-morti-hanno-avuto-il-vaccinoanti-
influenza/
116 - https://www.ilgiornale.it/news/cronache/ecco-verit-sul-numero-dei-medici-deceduticovid-
1858051.html
117 - https://www.bergamonews.it/2019/10/21/vaccinazione-antinfluenzale-a-bergamoordinate-
185-000-dosi-di-vaccino/332164/
118 - Antibody derived enhancement. Uno studio militare americano del 2018 riportava
che la vaccinazione anti-influenzale aumenta fino al 36% il rischio di infezione da
coronavirus https://www.disabledveterans.org/2020/03/11/flu-vaccine-increasescoronavirus-
risk/https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31607599/
Poco dopo il governo britannico consigliò agli anziani che avevano fatto una vaccinazione
anti influenza quell’inverno, di rimanere in casa (anche se l’Inghilterra al momento non era
in lock-down) proprio per ridurre questo rischio, come riporta il Mail:
https://www.dailymail.co.uk/video/coronavirus/video-2131814/Video-UK-governmentsays-
receive-flu-shot-stay-home.html
119 - https://www.linkiesta.it/2020/05/ospedale-fiera-milano-fontana-chiude/
120 - https://www.telegraph.co.uk/news/2020/04/02/russian-mercy-mission-italy-frontintelligence-
gathering-british/
121 - https://acu2020.org/international/
122 - L’ambasciata svedese in un post Facebook definì “una spirale di disinformazione” la
campagna di fake news di due principali giornali italiani.
123 - https://www.wumingfoundation.com/giap/2020/04/svezia-e-coronavirus/
124 - https://www.adhocnews.it/la-stampa-italiana-e-sempre-piu-vergognosa-notizie-falsesulla-
germania/
125 - Un matematico e scienziato militare israeliano, Isaac Ben Israel, a capo di diversi
76
dipar-timenti di ricerca in Israele, dalla sicurezza informatica al programma spaziale,
dimostrò che in ogni contesto il contagio seguiva una distribuzione gaussiana con picco a
40 giorni giorni e terminava entro 70.
https://www.telegraph.co.uk/news/2020/04/23/coronavirus-dies-within-70-days-no-mattertackle-
claims-professor/. Questo avrebbe smontato ogni presupposto su un eventuale
lockdown perché si è osservato che fra Paesi sotto contenimento e non, non vi fu
sostanziale differenza. Lo studio fu importante, a prescindere dalla fondatezza o meno
dell’ipotesi virale, cosa che discuteremo, perché riportò l’impostazione su un livello
scientifi-camente accettabile e credibile, fondato sulla conoscenza precedente che tutte le
epidemie si interrompono spontaneamente, e hanno un andamento gaussiano, non si
evolvono all’infinito come nel modello pseudoscientifico di Ferguson. Quando diciamo
pseudoscientifico, lo di-ciamo con cognizione di causa epistemologica, in quanto esso fu
pilotato da ragioni extra-scientifiche, di carattere eminentemente politico. Alto elemento
fallace dei postulati di Ferguson, fu non tenere conto che un eventuale nuovo virus zoonotico tenderebbe ad adattarsi
al nuovo ospite perdendo virulenza ad ogni successivo passaggio. Inoltre rimane davvero incomprensibile come un
tale genere di previsione sulla mortalità potesse essere ritenuto verosimile in presenza di un nuovo virus di cui non
avrebbe dovuto essere ancora noto il tasso di letalità. Il modello di Ferguson fu dunque una mera operazione
politico-sociale per dare una parvenza di scientificità al programma di confinamento-militarizzazione della
popolazione (che abbiamo mostrato nel Capitolo 1).
126 - https://globalnews.ca/news/6910821/coronavirus-papaya-goat-tanzania/
127 - https://www.youtube.com/watch?v=QrhO5qZ60P8
128 - https://www.mittdolcino.com/2020/05/20/il-presidente-del-madagascarloms-mi-haofferto-
20-milioni-di-dollari-per-avvelenare-la-cura-contro-il-covid/
http://www.opinione.it/esteri/2020/04/29/fabio-marco-fabbri_madagascar-volontari-curacoronavirus-rajoelina-
artemisinina/
129 - https://www.retesicomoro.it/uganda-lockdown-ostacolando-accesso-ospedali/
130 - https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2020/06/04/senegal-manifestazioni-lockdownnelle-principali-citta-del-
paese/
131 - https://www.africarivista.it/angola-uccisi-7-ragazzi-per-aver-violatolockdown/169553/
132 - https://www.lindro.it/coronavirus-il-ghana-azzarda-e-revoca-il-lockdown/
133 - https://www.theguardian.com/global/video/2020/apr/16/armed-protesters-demand-anend-to-michigans-
coronavirus-lockdown-orders-video
134 - https://www.adnkronos.com/2020/05/11/coronavirus-per-musk-
ragionesgarbi_ZbBsU8eyikL2cEyDUnT9yJ.html
135 - https://www.forbes.com/sites/greggardner/2020/05/13/texas-governor-says-hestalked-
to-teslas-musk-about-moving/#64a8eb164d58
136 - https://www.bbc.com/news/technology-52941394
137 - https://edition.cnn.com/videos/us/2020/06/05/amazon-fire-redlands-californiadistribution-center-vts-vpx.kabc
138 - https://www.whitehouse.gov/presidential-actions/executive-order-preventing-onlinecensorship/
139 - https://www.ilgiornale.it/news/mondo/coronavirus-bolsonaro-poco-pi-uninfluenzatorniamo-normalit-
1846282.html
140 - Sul Brasile, come per gli Stati Uniti, nei primi mesi furono realizzate delle vere fake
news marchiane, come l’idea che si scavassero fosse comuni per mancanza di terra per
seppellire i morti da coronavirus. Si trattò ovviamente di una mistificazione tipica, basata
sulla distorsione del frame comunicativo: in realtà un fatto del genere, praticamente unico,
avvenne in una piccola isola del Bronx, Hart Island dove da 150 anni vengono seppelliti i
senzatetto, sconosciuti o chi non abbia nessuno che reclami la salma. In quel frangente,
essendo stati vietati i funerali, vennero inumate delle bare distinte in una fossa comune
come soluzione rapida e per motivi igienici, per poi essere destinate a una sepoltura
definitiva dignitosa in un secondo momento, come spiegò l’attrice Carol Alt:
https://www.rainews.it/dl/rainews/media/Non-scandalizzatevi-delle-fosse-comuni-Carol-
Alt-difende-Hart-Island-isola-dei-morti-non-reclamati-5be811f5-388d-4410-af66-
ebd037023c09.html#foto-1. Molti media europei, so-prattutto italiani, o siti di disinformazione continuarono però a
dare per buona tale montatura.
141 - Preferiamo riportare questo link piuttosto di altri, perché più dignitoso tacere persino
il nome di chi ha pronunciato certe parole: https://www.affaritaliani.it/blog/lampi-delpensiero/
verbali-cts-non-c-e-nesso-tra-lockdown-e-beneficio-scientifico-3.html
142 - https://www.weforum.org/agenda/2020/04/this-is-the-psychological-side-of-thecovid-
19-pandemic-that-were-ignoring/
143 - Il Presidente della Regione Emilia-Romagna (del PD) propose deportare i positivi
asintomatici in strutture prefabbricate, Il Presidente del Veneto (Lega) il trattamento
77
sanitario obbligatorio per chi non volesse curarsi e leggi speciali contro i reati d’opinione
contro i negazionisti. Altri proposero patenti di immunità, incostituzionali, per entrare nella
regione. Eppure all’inizio della “crisi”, il 27 Febbraio il Presidente Zaia diceva la verità
parlando della bassissima letalità osservata e ricordava: «Parliamo di un virus
similinfluenzale. Su 100 malati, 80 guariranno da una normale influenza, 15 avranno
bisogno di cure mediche, 5 dovranno essere ricoverati urgentemente in ospedale e la
mortalità sarà del 1%. E di questo 1% alcuni pazienti avevano già delle situazioni gravi
quindi si muore con il coronavirus e non per il coronavirus». (Cfr:
https://www.radioradio.it/2020/02/luca-zaia-ci-trattano-come-appestati-ma-non-puo-essereche-noi-accettiamo-tutti-
e-gli-altri-no/). Quanto detto è perfettamente corretto, era dunque consapevole sin dall’inizio e che il tutto fosse una
manipolazione sui numeri e frutto di una comunicazione giornalistica aberrante; tuttavia divenne uno dei più zelanti
so-stenitori dell’allarmismo comunicativo nella gara in alcuni governatori si rincorrevano nell’esibire
più durezza.
144 - https://www.youtube.com/watch?v=jLuriUhiuZ8
145 - https://phibetaiota.net/2020/02/robert-steele-china-coronavirus-my-appraisal/ La
corre-lazione con la Germania è curiosa perché più tardi, a marzo, in Italia si sosteneva che
il cosid-detto “paziente 0” sarebbe venuto dalla Germania, e a sostenerlo era il virologo
Galli dell’Ospedale Sacco, non un fonte “alternativa”:
https://www.ilgiornale.it/news/cronache/diffusione-coronavirus-italia-paziente-0-arrivagermania-1839124.html.
Steele non è più sotto copertura, è un consulente e un conferenziere come privato cittadino
e si occupa di questi di temi relativi all’intelligence e di geopolitica. Nel suo blog riporta:
As my views on this attack developed, what struck me most powerfully was the manner in
which the Western media, which is controlled by MI-6 in the UK and the CIA in the US –
and their European counterparts – grossly exaggerated the spread of the virus in what can
only be described as irresponsible fear-mongering – “yellow journalism” or “fake news”
at its worst. I now believe this was calculated to disrupt the global economy. (intervista a
B. Fulford). Delle dichiarazioni di Steele rimangono solo le parti scritte sul suo blog, i
video essendo stati fatti sparire da YouTube. Steele sosteneva in un alto post le
responsabilità dell’OMS chiedendosi se non fosse il caso che gli USA uscissero da tale
organizzazione, cosa che avvenne quattro mesi dopo:
https://phibetaiota.net/2020/03/robert-steele-world-health-organization-lies-weaponizedagainst-
the-public-should-usa-leave-who-fake-pandemic-but-real-threat/
146 - https://www.youtube.com/watch?v=3Qscuw_3aUk&feature=youtu.be. Si nota del
video che il presidente Trump alle sue spalle si lascia uscire «avresti dovuto dircelo».
147 - https://www.youtube.com/watch?v=t2vqjBtnltI&feature=youtu.be
148 - https://www.nytimes.com/2020/06/08/technology/china-twitter-disinformation.html
https://www.thegatewaypundit.com/2020/08/confirmed-china-launched-massive-socialmedia-
campaign-march-get-countries-adopt-stringent-coronavirus-lockdowns-destroyecono-mies/?
utm_source=Twitter&utm_campaign=websitesharingbuttons&fbclid=IwAR2n1QmkRTqT
XlCM-wGaUW5DWdZtpEmPnK8-NHg3sWga5MIVXUCPwKUuy48
149 - https://tg.la7.it/cronaca/verbali-desecretati-cts-contrario-al-lockdown-totale-06-08-
2020-152497
150 - https://www.sciencemag.org/news/2020/06/fifty-four-scientists-have-lost-their-jobsresult-
nih-probe-foreign-ties
151 - https://www.forbes.com/sites/russellflannery/2020/07/07/china-theft-of-usinformation-
ip-one-of-largest-wealth-transfers-in-history-fbi-chief/#635336d84440
152-https://www.forbes.com/sites/russellflannery/2020/07/07/china-theft-of-usinformation-
ip-one-of-largest-wealth-transfers-in-history-fbi-chief/#635336d84440
153 - https://www.thelancet.com/action/showPdf?pii=S2213-2600%2820%2930116-8
154-https://www.clarin.com/sociedad/historia-tratamiento-coronavirus-ibuprofeno-crearoninvestigadores-
cordobeses-prueban-jujuy-buenos-aires_0_b6Lf0_0Gj.html?
fbclid=IwAR28pN2pZfP4i2jvjwHK2_MWrax_ 7e92vmUqlstuhqDJshj9fV0NJi7VvgE
155 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/search/research-news/8546/
156 - https://www.who.int/thailand/news/detail/20-03-2020-thailand-joins-the-whosolidarity-
trial-global-testing-of-effective-treatments-of-covid-19-across-8-countries-anaggressive-
effort-to-save-lives-from-the-pandemic
157 - https://www.nytimes.com/2020/05/12/magazine/didier-raoulthydroxychloroquine.html
158 - In realtà ci sarebbe un razionale in grado di spiegarne l’efficacia anche escludendo
un’ipotesi virale del covid, ne discuteremo nel capitolo finale.
159 - https://www.france24.com/en/video/20200327-france-sanctions-use-of-chloroquinefor-certain-patients-with-
coronavirus
78
160 - https://www.corriere.it/salute/reumatologia/20_aprile_10/idrossiclorochinaintrovabile-
rischio-non-potermi-piu-curare-783dab4e-7b02-11ea-afc6-fad772b88c99.shtml
https://www.ilmessaggero.it/roma/news/coronavirus_roma_allarme_nelle_farmacie_per_il_plaquenil_introvabile_b
urioni_non_assumetelo_da_soli-5144198.html
161 - https://www.corriere.it/esteri/20_giugno_03/coronavirus-lo-studio-che-ha-affossato-lidrossiclorichina-basato-
dati-sospetti-3468b932-a5a9-11ea-9dea-fe0c662b4b9d.shtml
162 - Persino alcuni giornali ammisero che si stava combattendo una battaglia politica:
https://www.ilgiornale.it/news/politica/virus-mistero-sulla-clorochina-scienziatisbugiardano-loms-1867140.html
163 - Secondo la Association of American Physicians and Surgeons (AAPS) è un’associazione professionale
apartitica e senza scopo di lucro i Paesi che usano l’idrossiclorochina avreb-bero avuto un basso tasso di mortalità da
Covid-19 rispetto ai paesi che non lo usarono: https://techstartups.com/2020/07/23/countries-
usinghydroxychloroquine-low-coronavirus-fatality-rate-compared-countries-dont-associationamerican-
physicians-surgeons-says/?fbclid=IwAR25_qo-
5ks6h69LUAnORfgDiSee6p0s_eKe5Bd-0nLkBqMMdOGLvD6lp3M
164 - https://donatorih24.it/2020/04/27/terapia-al-plasma-iperimmune-mantova/
165 - https://www.startmag.it/innovazione/plasma-perche-aifa-e-iss-hanno-scelto-pisa-enon-
mantova-e-pavia-le-accuse-di-de-donno/
166 - https://it.businessinsider.com/giuseppe-de-donno-burioni-ci-attacca-ma-il-plasmaiperimmune-
e-sicuro-economico-e-batte-il-coronavirus/?refresh_ce
167 - https://www.nextquotidiano.it/de-donno-intervista-di-selvaggia-lucarelli/
168 - https://donatorih24.it/2020/05/04/carlo-poma-mantova-bliz-nas/
169 - http://blog.ilgiornale.it/locati/2020/05/05/tarro-il-vaccino-ce-gia-e-il-plasma-deiguariti/
170 - https://www.ilriformista.it/il-plasma-non-costa-nulla-ma-big-pharma-ha-interessenel-
vaccino-laccusa-di-tarro-94391/
171 - https://www.ilsussidiario.net/news/vaccino-per-coronavirus-potrebbe-essere-inutileil-
virologo-tarro-meglio/2010079/
172 - https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2020/05/09/coronavirus-trump-sparira-anchesenza-
vaccino_RGwrHE4PacLMSi70yPwMGJ.html?refresh_ce
173 - https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2020/09/01/coronavirus-bolsonarononobbligheremo-
nessuno-a-vaccinarsi_528b 3e3-821b-4097-8652-9ce203d9a69c.html
174 - https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/05/16/coronavirus-per-trump-e-america-firstanche-
sul-vaccino-ingaggia-un-militare-e-un-ex-di-big-pharma-per-vincere-da-solo-ebattere-
la-cina/5802874/
175-https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/05/14/coronavirus-oxfam-lamministrazionetrump-
spinge-per-il-diritto-di-brevetto-su-vaccino-sia-gratis-per-paesi-piu-poveri/5801782/
176 - https://www.cdt.ch/mondo/gli-usa-contro-l-oms-via-dal-progetto-globale-sulvaccino-
BD3140535
177 - https://www.whitehouse.gov/briefings-statements/president-trump-leadinggeneration-
effort-ensure-americans-access-covid-19-vaccine/
178 - https://www.bbc.com/news/world-us-canada-53534950
179 - Il dr. Ayyadurai accettava l’eventualità, in risposta alla domanda del giornalista che il
virus fosse di origine artificiale, come da molti sospettato: «Tutti quei diversi virus
appartengono ad un ceppo comune che in realtà porta a Fort Dietrich, negli Stati Uniti,
ovvero nella Carolina del Nord. Il “Deep State” avrebbe inviato persone a Wuhan ed è
così che il virus è arrivato in Cina». Tuttavia riconosce la natura congetturale di questa
affermazione: «Questa è una solo teoria: indipendentemente dal fatto che sia arrivato in
questo modo o meno, la mia opinione è che se credi nel concetto di un gruppo di persone
che non si preoccupano degli interessi nazionali statunitensi o degli interessi nazionali
cinesi, indiani o italiani, mentre sono molto concentrati nei loro interessi “globali”, allora
riesci a visualizzare uno scenario in cui potrebbe essere stato creato tutto questo».
180 - https://www.youtube.com/watch?v=saRfw54ZsS8&feature=youtu.be
Parte dell’intervista integrale, durata più di un’ora, su:
https://www.comilva.org/informazione/dal-mondo-editoriale-comilva/dr-va-shivaayyadurai-
espone-la-sua-visione-sullepidemia
181 - Gioverà notare che l’affermazione è pertinente: no dei meccanismi che fu sostenuto
per il covid, anche se non specifico, e modellato sulla SARS, fu quello della “tempesta
citochinica”, quindi dovuto più alla risposta immunitaria che ai meccanismi infettivi del
virus stesso.
182 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4797993/. Del resto si parò anche
del rischio connesso con questa attività. https://www.nature.com/news/engineered-batvirus-
stirs-debate-over-risky-research-1.18787
79
183 - https://www.bitchute.com/video/vlXq1yrElhKl/
184 - Il fatto che Obama, “profeta della pandemia”, avesse sospeso tale programma, a
nostro avviso, dovrebbe far pensare che questo sarebbe stato ormai ininfluente per la “plandemia”.
185 - https://www.healio.com/news/infectious-disease/20170111/fauci-no-doubt-trumpwill- face-surprise-
infectious-disease-outbreak
186 - https://www.detoxed.info/plandemic-doppiaggio-e-sottotitoli-in-italiano/
187 - J. Mikovits, K. Heckenlively: The Plague of corruption, Children’s Health Defense.
188 - https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S138665322030113X
189 - Va poi detto che tale situazione estrema si riscontrava in una fascia di pazienti anziani con comorbilità, non in
tutta la popolazione, per cui la corsa ai ventilatori, sarebbe dovuta sembrare ingiustificata, mentre il rischio di
“collasso” o saturazione delle strutture ospedaliere si sarebbe verificato raramente. In Italia a Marzo si creò un
affollamento ma era esattamente la stessa identica situazione già sperimentata negli anni precedenti in Lombardia
con il picco influenzale. Anche il progressivo aumento, come riportava l’epidemiologo Petti, nell’eccesso di
mortalità per influenza era in corso dal 2015. Il sovraffollamento ospedaliero fino al punto di collasso era frutto di
un mix di fattori, fra cui il progressivo invecchiamento della popolazione italiana e i continui tagli alla sanità. Tale
trend era del tutto previsto e non effetto del covid.
190 - https://www.atsjournals.org/doi/10.1164/rccm.202004-1385ED#
191 - Va detto d’altra parte che questa assunzione non sarebbe stata affatto giustificata. Vi era anzi l’evidenza in
Corea dei buoni risultati della ventilazione non invasiva:https://www.upi.com/Top_News/World-
News/2020/02/14/Oxygen-therapyworking-for-coronavirus-patient-Seoul-says/6651581696794/
192 - https://rebelem.com/rebel-cast-ep79-covid-19-trying-not-to-intubate-early-whyardsnet-may-be-the-wrong-
ventilator-paradigm/
Questa considerazione è esposta esplicitamente anche in un articolo del Time:https://time.com/5820556/ventilators-
covid-19/?
fbclid=IwAR1_PANltRbhlpMPrLPJNvpbP4oNF-na9eHIQOWby-6zxiuX8cfy5ahARpg
193 -https://www.washingtonpost.com/gdprconsent/?next_url=https%3a%2f%2fwww.washingtonpost.com
%2fhealth%2f2020%2f04%2f22%2fcoronavirus-ventilatorssurvival%2f
Al contrario, il team di Zangrillo, Grasselli, Zanella, in Italia riporta una mortalità del 26%,
che però è riferito a tutti i pazienti in terapia intensiva, compreso l’11% in ventilazione non
inva-siva: https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2764365?
https://www.dailymail.co.uk/news/article-8248023/Nearly-90-cent-COVID-19-patientsplaced-
ventilators-NYs-largest-health-DIED.html
https://khn.org/morning-breakout/ventilators-cause-their-own-damage-to-lungs-is-thetrauma-
worth-the-benefits-for-covid-19-patients/
194 - https://criticalcare.news/story/covid-19-patients-need-oxygen-not-pressure/
195 - https://www.youtube.com/watch?v=UIDsKdeFOmQ&feature=youtu.be&fbclid=
IwAR3gz4n8LJ8PwySOUUxfQBHdT64TGWue8Tu0rj89kKVmW30-YJsRxSrVPQI
196 - https://www.barnesandnoble.com/w/undercover-epicenter-nurse-erin-marieolszewski/1137213051
197 - Questa prassi sembra analoga a quella pessima attuata in Lombardia dove i pazienti covid in alcuni casi furono
spostati dagli ospedali nelle RSA dove stavano gli anziani. Tale scelta non poteva che avere come esito la maggiore
diffusione di infezioni, comprese quelle non-covid.
198 - Non bisogna dimenticare i maggiori premi assicurativi per ogni paziente intubato e rimborsi ospedalieri.
199 - https://www.uchicagomedicine.org/forefront/coronavirus-disease-covid-19/uchicagomedicine-doctors-see-
truly-remarkable-success-using-ventilator-alternatives-to-treatcovid19
200 - https://www.ilgiornale.it/news/politica/cura-grazie-autopsie-ministero-sconsiglia-1865742.html
https://www.corriere.it/cronache/20_maggio_23/coronavirus-gruppo-ribelle-medici-legalifateci-
fare-autopsie-14d0f37e-9d10-11ea-a31e-977f755d9d62.shtml
Tale scelta, motivata da pretese ragioni sanitarie di non diffusione del virus, era
sconsiderata. Anzitutto il rischio di contagio da cadavere è solitamente basso, e le
precauzioni generali e specifiche, esistono, per questa come per altre casistiche infettive.
Eseguire le autopsie è un mezzo necessario per stabilire la causa di morte, e che avrebbe
fatto cessare il procurato allarme sulla presunta letalità del “covid”. Ad esempio
l’anatomopatologo di Amburgo Klaus Püschel che eseguì più di un centinaio di autopsie,
prima che venissero sospese anche in Germania, e riportò che dei decessi riscontrati, tutti
già compromessi, tutti aveva già precedenti serie patologie, e nessun decesso poteva essere
attribuito a una polmonite virale come causa primaria.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7271134/?
fbclid=IwAR3qoDxeC_wgDibt35SGYYZw_GOsSRT7GESeoaR8tByKbahICExM8pIcAU
https://www.mopo.de/hamburg/rechtsmediziner--ohne-vorerkrankung-ist-in-hamburg-ancovid-
19-noch-keiner-gestorben--36508928
La scelta di non fare autopsie va di pari passo con quella di cremare i corpi, anch’essa
80
motivata da ragioni sanitarie, la qual cosa avrebbe ugualmente cancellato ogni traccia. Se
invece si fosse voluto provare la presenza di un virus nei polmoni si sarebbe dovuto
procedere, per alcuni corpi almeno, al congelamento in alto freddo ( -180°C) avrebbe
permesso di isolare il virus nel polmone o in altri tessuti e trovare un supporto valido alla
teoria virale del Covid. Tutto questo non fu mai nemmeno preso in considerazione, al
contrario si volle liquidare tutto rapidamente. Ma vi è un’altra ragione per cui tale scelta
era completamente anti-medica e antiscientifica: se vi fosse stato realmente un nuovo
patogeno sconosciuto da curare, l’esame autoptico, istologico e cellulare, avrebbe fornito
indicazioni interessanti per fornire le prove di un meccanismo patogenetico, in grado di far
comprendere meglio la malattia e mettere meglio a punto una terapia. Per tutte queste
ragioni possiamo supporre una vera malafede 201 -
https://www.alliedacademies.org/articles/massive-pulmonary-thromboembolism-duringarthroscopic-
surgery-the-important-roles-of-chest-compression-and-endotrachealintubation-
8201.html
https://www.hindawi.com/journals/crj/2016/2432808/
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2883205/
https://rebelem.com/the-critical-pulmonary-embolism-patient/
202 - https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMra1208707
https://www.atsjournals.org/doi/full/10.1164/ajrccm.157.1.9604014
203 - È da notare infatti che alcuni di questi danni polmonari inducono dei meccanismi
chemotattici, di attivazione dei macrofagi e di aumento delle citochine (IL-8), un quadro
infiam-matorio che può essere facilmente confuso con un’infezione. Cfr:
https://erj.ersjournals.com/content/22/47_suppl/15s.short
204 - Il dott. Stefano Manera rianimatore di Bergamo, insieme al farmacologo prof. Sestili,
propose al Ministero della Salute di inserire il desametasone (antinfiammatorio steroideo)
nei protocolli. Per tutta risposta venne sanzionato dall’Ordine dei Medici
(https://www.oltre.tv/ordine-medici-dottor-manera-volontario-bergamo/). Due mesi più
tardi il desametasone entrava tra i farmaci principalmente impiegati nel Regno Unito sui
pazienti covid (https://www.bbc.com/news/health-53061281). Ci domandiamo quanto
allarme si sarebbe potuto evitare, se si fossero subito impiegati gli antinfiammatori
steroidei e non, invece che basarsi su pseudoteorie neppure confermate dall’OMS (come
quella sull’ibuprofene) ma pregiudizialmente seguite per mesi. Questo è un caso esemplare
di come l’escogitazione di una nuova ipotetica categoria nosologica, il “Covid”, (basata su
un nuovo presunto patogeno) abbia solo aumentato la confusione e arrecato danni in quadri
che, trattati in modo “classico”, sarebbero stati più facilmente risolvibili. Purtroppo ci
duole rilevare che “la confusione di informazioni”, la “fog of war” della guerra psicologica
forse non ha agito solo sull’informazione generalista, ma anche su quella scientifica.
205 - https://www.ilgiornale.it/news/cronache/bacco-abbiamo-ucciso-persone-terapiaintensiva-1874356.html
http://www.lecronachelucane.it/2020/06/08/covid19-la-cura-era-errata-con-le-autopsielavremmo-scoperto-subito/
206 - https://www.byoblu.com/2020/07/02/li-hanno-uccisi-intubandoli-pronto-lespostoalla-corte-di-giustizia-
europea-tg-byoblu24/
207 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3915523/
208 - https://journals.lww.com/annalsofsurgery/Abstract/2011/07000/Trauma,_Shock,_
and_Disseminated_Intravascular.4.aspx
209 - https://link.springer.com/article/10.1007/BF01201314
210 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7124128/
Ne seguirono altri, che individuavano la presenza del Ddimero alto, un marker di ipercoagulazione nei pazienti
covid. In realtà non è un dato troppo specifico, e differenziale, essendo co-mune con molte altre condizioni e
patologie.
211 - https://www.ajronline.org/doi/abs/10.2214/ajr.148.3.501
212- https://www.docwirenews.com/abstracts/pulmonary-ischaemia-without-pulmonaryarterial-thrombus-in-covid-
19-patients-receiving-extracorporeal-membrane-oxygenation-acohort-study/
213 - Sebbene non sia una prova assoluta, il mancato isolamento del virus SARS-CoV-2
nei tessuti colpiti è una vera lacuna nella teoria virale. Il Püschel inoltre: Il quadro completo tipico di una polmonite
virale non è sempre osservato. Inoltre, i cambiamentisono causati da superinfezioni batteriche o altre infezioni
nosocomiali, dalla terapia intensiva con ventilazione a lungo termine, varie malattie respiratorie preesistenti e
concomitante comorbidità. Cfr: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7271134/
214https://www.repubblica.it/cronaca/2020/05/13/news/coronavirus_la_russia_sospende_l_uso_dei_ventilatori_don
ati_all_italia_sono_pericolosi_-256516817/
215 - In UK il ricorso fra i pazienti covid gravi fu intorno al 50%, più che in Cina ma meno che negli USA.
216 - https://www.telegraph.co.uk/news/2020/09/03/covid-death-rates-dropped-doctorsrejected-
81
ventilators/
217 - https://formiche.net/2020/03/disagio-sociale-007-caligiuri-sud/https://urbanpost.it/coronavirus-rivolta-sociale/
https://www.newnotizie.it/2020/03/27/coronavirus-allarme-007-documento-riservatorischio-
rivolte-sud-italia/
218 - https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/05/07/carceri-la-lista-dei-456-boss-mafiosiche-hanno-chiesto-di-uscire-
per-il-coronavirus-225-sono-detenuti-definitivi/5795054/
A Settembre più del 50% dei boss risulterà ancora agli arresti domiciliari:
https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2020/09/02/news/la_beffa_dei_boss_scarcerati_per_i
l_virus_la_meta_e_ancora_a_casa-266102820/
219-https://it.sputniknews.com/mondo/202004309038188-allarme-degli-ambientalistidopo-
luso-di-candeggina-su-una-spiaggia-spagnola-conseguenze-terribili/
220 - Fu proposta seriamente dal Presidente della Regione Sardegna:
https://www.repubblica.it/politica/2020/05/27/news/patente_immunita_sardegna_proposta_
andra_stato-regioni-257740084/
221 - https://www.ilsole24ore.com/art/dalla-danimarca-germania-dove-riaprono-scuoleeuropa-
non-si-registra-aumento-contagi-AD1yc3Q
222 - http://www.governo.it/sites/new.governo.it/files/comitato_rapporto.pdf
223-https://www.corriere.it/tecnologia/20_luglio_23/app-immuni-ministra-pisanoscaricata-
4-milioni-300-mila-3b39e218-ccf0-11ea-83db-f973956fabb4_preview.shtml?
reason=unauthenticated&cat=1&cid=_qXThy25&pids=FR
224 - http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_campagneComunicazione_146_0_file.pdf
Per avere idea di quante società private sarebbero state beneficiate direttamente o
indirettamen-te dalla raccolta e condivisione di Big Data genetici e biomedici:
https://www.movimento3v.it/2020/06/03/analisi-genetica-covid-19-e-il-cavallo-di-troiaverso-
la-profilazione-genetica-globale/?fbclid=IwAR09GYYizVN0g-bzJlm7-
LV3J8PMMM9y8z05RzEJN9BRWOqt9-CQLaMyWYs
La cessione di dati sanitari della popolazione italiana a colossi privati e senza consenso era del resto già iniziata nel
2017 durante il governo Renzi:
https://www.repubblica.it/economia/2017/12/05/news/dati_sanitari_alle_multinazionali_se
nza_consenso_passa_la_norma-183005262/
225 - https://www.napolitoday.it/cronaca/coronavirus-giulio-tarro-autunno-epidemia.html
Le affermazioni di Tarro sarebbero basate sulla sensibilità dei coronavirus al caldo ma questa non è del tutto
compatibile con le temperature ambientali europee in estate. I coronavirus sarebbero termolabili oltre i oltre i 56° C)
ma non presentano particolari variazioni di stabilità e capacità infettiva fra i 4° e i 37° C (L. Casanova, S. Jeon, W.
Rutala, Effects of Air Temperature and Relative Humidity on Coronavirus Survival on Surfaces, 2010
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2863430/). Diremmo più propriamente che la loro manifestazione
clinica sparisce nella stagione calda. Questo è vero altresì anche per tutti i virus dei cluster influenzali e delle
malattie influenza-like, e lascia del tutto indeterminato se i quadri ascritti al covid fossero dovuti ad agenti della
famiglia dei Coronaviridae, e in particolare ad uno nuovo, oppure ad altri virus. È interessante che a chiusura
dell’intervista lo stesso Tarro sembra essersi lasciato sfuggire una frase dal sapore un po’ sibillino: in sintesi, la cosa
più importante è non stressarsi con nuovi o presunti virus.
226 - http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=84660
227 - https://www.repubblica.it/cronaca/2020/05/31/news/coronavirus_zangrillo_il_covid_clinicamente
_non_esiste_piu_qualcuno_terrorizza_paese-258111004/
228 - https://www.orticaweb.it/zangrillo-il-virus-clinicamente-e-estinto/
229 - https://www.oltre.tv/tamponi-potenziati-senza-potenziamento-solo-positivi/?
fbclid=IwAR1jb5E9lNq6rGivANrNaiinf-VM8l6Rs4SCyPHsUeMzuEWBSstnSIEGVcw
230-https://www.blick.ch/politik/empa-forscher-peter-wick-praesentiert-st-gallerantikoerperstudie-bietet-corona-
impfung-zu-kurzen-schutz-id16082507.html . Ringraziamo lo statistico svizzero Stefan Berger per la scoperta e la
segnalazione del caso.
231 - Un esempio di queste fake news pilotate, sotto forma di “rivelazioni”:
https://www.euroweeklynews.com/2020/08/09/spain-set-to-lockdown-friday-the-18thseptember-
with-three-phase-system-closing-borders-with-france-portugal/amp/?
fbclid=IwAR3-b8kG83jRWlQWC-fI3xY88CNuJxzIEXqzuRfn-bZgpK8gaT56EKnCL8E
232 - A questo proposito, ci corre l’obbligo di fare un’osservazione a proposito del modello del contagio e
dell’utilità delle mascherine. Durante il lockdown in Italia, per settimane non fu possibile avere mascherine e i più
esposti al pubblico furono i lavoratori dei supermercati, attività essenziale che non poteva essere interrotta. Non
risultano particolari casi di contagio, malattia severa o decessi, fra i cassieri e le cassiere dei supermercati, che
invece sarebbero stati la categoria più a rischio.
233 - https://www.iltempo.it/politica/2020/08/23/news/mascherine-fca-autorizzazionegoverno-conte-john-elkann-
dpi-scuola-fiat-24285875/
82
234-https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/20_aprile_07/coronavirus-mascherineoms-non-cambia-linee-
guida-delusione-205abd4e-78d8-11eaab654f14b5300fbb_preview.shtml?reason=
unauthenticated&cat=1&cid=xUxvhHi&pids=FR&credits=1&origin=https%3A%2F%2F
www.corriere.it%2Fsalute%2Fmalattie_infettive%2F20_aprile_07%2Fcoronavirusmascherine-oms-non-cambia-
linee-guida-delusione-205abd4e-78d8-11ea-ab65-4f14b5300fbb.shtml
235 - https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/20/coronavirus-loms-le-mascherineservono-a-medici-e-infermieri-
non-indossatele-se-non-avete-malati-in-casa/5743922/
236 - https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMp2006372
237 - http://www.renovatio21.com/spagna-poliziotto-si-inginocchia-su-un-ragazzo-di-14-anni-che-si-era-rifiutato-
di-indossare-la-mascherina/
http://www.renovatio21.com/spagna-elicottero-della-polizia-con-altoparlante-ordina-allefamiglie-di-andarsene-
dalla-spiaggia/
238 - https://www.lanuovapadania.it/veneto/a-noi-le-bollicine-e-a-voi-le-mascherine/
239 - A questo proposito è necessario far notare un’altra manovra della pseudo-scienza orwelliana che pretende di
riscrivere la storia della medicina: da alcuni anni si è preteso di aver “caratterizzato” (come si dice oggi) l’agente
eziologico della spagnola del 1918 (che all’epoca si riteneva batterico, bacillo di Pfeiffer) in un virus influenzale
H1N1. Tale osservazione farebbe gioco ai teorici del modello politico basato sulla lotta alle pandemie,
promuovendo l’idea che la banale influenza A abbia sterminato 50 milioni di persone
(https://www.cdc.gov/flu/pandemic-resources/1918-pandemic-h1n1.html). Confidiamo che, non essendovi più
nemmeno i resti in condizioni tali da poter conservare agenti microbiologici a distanza di un secolo, gli scienziati
abbiamo ricostruito il genoma del virus prelevandolo dai fantasmi dei caduti della Prima Guerra Mondiale! Vale
ricordare che quanto approssimativa-mente fu incorporato sotto il nome di “influenza” potevano essere più quadri
sindromici differenti, con manifestazioni cliniche che infatti apparivano molto differenti a seconda dell’età. Piuttosto
ci sembra doveroso ricordare come la più probabilecausa dei decessi della spagnola fosse dovuta alle prime
vaccinazioni e pratiche mediche del tutto pericolose, come l’uso massiccio (fino a 30 gr. al giorno!) di aspirina:
https://academic.oup.com/cid/article/49/9/1405/301441 Tale scoperta è stata riportata alcuni anni fa dal New York
Times: https://www.nytimes.com/2009/10/13/health/13aspirin.html
240 - https://journal-neo.org/2020/07/20/is-america-s-second-corona-wave-a-politicalhoax/
241 - https://www.bbc.com/news/health-53320155
242 - Questa nostra ipotesi, rimaneggiamento semantico nascosto dietro l’assunzione della nuova categoria
nosologica “covid”, che argomenteremo meglio, sembrerebbe confermata da certi “indizi” che emergono in questo
periodo dalle dichiarazioni del CDC. Nel suo rapporto settimanale aggiornato al 17 Luglio, il CDC fa la seguente
dichiarazione: «Sulla base dei dati del certificato di morte, la percentuale di decessi attribuiti a polmonite, influenza
o Covid-19 (PIC) è diminuita dall’8,1% durante la settimana 27 al 6,4% durante la settimana 28, che rappresenta
la dodicesima settimana di una percentuale in calo di decessi dovuti a PIC… A livello nazionale, l’attività ILI
rimane al di sotto della linea di base per la tredicesima setti-mana ma è aumentata da 5 settimane». Dunque, ci
chiediamo, esattamente di quale malattia stiamo parlando? ll CDC definisce ILI come “influenza-like illnesses”.
Quindi stiamo parlando di test per la presenza di un virus specifico, SARS-CoV-2, che sarebbe accusato
dell’epidemia di Wuhan e che apparentemente si è diffuso a livelloglobale dall’inizio del 2020?
O si tratta di malattie “simil-influenzali”, un termine passpartout che può includere o meno il nuovo coronavirus?
243-http://www.osservatoriorepressione.info/epidemia-crimini-popoli/?
fbclid=IwAR3pvx5o37Ma1LsOQXqWETb3OsRgc4NT8CQuJ92vIwyiFCS6M_lxl1nM8E
244-http://www.renovatio21.com/canada-isoleranno-i-cittadini-non-cooperativi-instrutture-segrete-anti-covid/?
fbclid=IwAR3MFH8E42A6oAM0-kqD0q9HiW383BFg5E5OUu-lNku2GfRiH-wTcGlX2Vg
245-https://www.marketwatch.com/story/trumps-new-hire-to-coronavirus-task-force-lacksinfectious-
disease-expertise-opposes-shutdowns-2020-08-16
246-https://www.thegatewaypundit.com/2020/08/shock-report-week-cdc-quietly-updatedcovid-
19-numbers-9210-americans-died-covid-19-alone-rest-serious-illnesses/?
utm_source=Twitter&utm_campaign=websitesharingbuttons&fbclid=
IwAR11TAyHk4edk2jLt0N9OgqqkN-32tdUI9w-n9q6ISCE93P-r3ww_tcqPGk
https://www.cdc.gov/nchs/nvss/vsrr/covid_weekly/index.htm?fbclid=IwAR2-
muRM3tB3uBdbTrmKwH1NdaBx6PpZo2kxotNwkUXlnbZXCwSRP2OmqsI
La conferma del CDC ai primi di Settembre era: 9.210 morti, cioè solo il 6% dei decessi
sinora attribuiti. L’altro 94% aveva 2-3 altre malattie gravi e la stragrande maggioranza era in età molto avanzata.
247 - https://www.nytimes.com/2020/08/25/health/covid-19-testing-cdc.html
248 - https://www.youtube.com/watch?v=TDFsWybjkmg
249 - Del resto persino un documento ufficiale del Ministero della Salute italiano, Consiglio Superiore di Sanità
(data 26 Febbraio), affermava: «Prendendo come modello l’infezione da SARS e MERS-Cov il rischio di
trasmissione in fase asintomaticaprodromica sembra essere basso o molto basso. Anche in altri comuni modelli di
infezione virale respiratoria, quali quelli dell’influenza e del virus respiratorio sinciziale, l’agente infettivo si

83
trasmette in maniera significativa solamente durante la fase sintomatica».
Cfr:https://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato8282890.pdf
250 - https://acu2020.org/
251 - Karina Reiss - Sucharit Bhakdi, Corona Fehlalarm? Zahlen, Daten, Hintergründede, Goldegg Verlag, Wien-
Berlin, 2020.
252 - https://www.facebook.com/watch/?v=726178974900388&extid=P4Nvq7ocyiNP14zX
253-https://informaresenzacensure.blogspot.com/2020/07/il-livello-di-stupidita-chesta.html?
m=1&fbclid=IwAR0u5_cxeE3lIxal55WzIlbk0_2bT3rY5yyD4iCfDtuVc76Ow6ykLeBNsH0
https://informaresenzacensure.blogspot.com/2020/06/coronavirus-quarantena-unamisura.html
254 - https://www.medicinadisegnale.it/?p=989
https://www.medicinadisegnale.it/?p=1183
255 - https://www.salentometropoli.it/2020/04/22/covid-19-medici-ampas-rischio-deriveautoritarie/
256 - https://www.youtube.com/watch?v=odmmrvkU9DQ
257 - https://peertube.it/videos/watch/3e98899d-6bdd-4278-945f-626a790501c7
https://www.youtube.com/watch?v=bWBOVLOr4CA
258 - https://www.databaseitalia.it/coronavirus-perche-tutti-avevano-torto/
259 - https://www.cgsp-silver-economy.fr/lettre-ouverte-des-medecins-et-desprofessionnels-
de-la-sante-a-toutes-les-autorites-belges-et-a-tous-les-medias-belges-aier
260 - https://swprs.org/studies-on-covid-19-lethality/#overall-mortality
261 - https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26044074/
262 - https://gbdeclaration.org/
263 - https://www.youtube.com/watch?v=9n0BaCHu4RY
La Children’s Health Defense, organizzazione vicina al movimento che ha organizzato la mani-festazione, riporta
che i numeri della manifestazione, confermati dalla polizia di Berlino, pote-vano collocarsi fra gli 800 mila e 1,3
milioni di manifestanti: https://childrenshealthdefense.org/news/rally-in-berlin/?itm_term=home. I giornali
scrissero di 17 mila neonazisti!
264 - https://www.youtube.com/watch?v=480giWTcElw
https://www.euronews.com/2020/07/08/coronavirus-protesters-attempt-to-stormparliament-in-serbia-as-lockdown-
measures-are-rein
265 -https://www.novinite.com/articles/155493/Bulgarian+Capital+on+Lockdown+by+Riot+Police
https://www.novinite.com/articles/205199/Protest+in+Belgrade+as+Serbia+Reimposes+Covid-19+Curfew
266 - Dobbiamo anche ricordare che mentre i governi corrotti di mezzo mondo si impegnavano a tenere in piedi
l’allarme e la pressione sociale con norme assurde dando la caccia a nuovi casi di “asintomaticità”, mentre in Italia
ci si dibatteva in ipotesi per riaprire le scuole mantenendo distanziamenti, mascherine, sicurezza etc. la Cina che
dettava legge nell’OMS, e che aveva aperto e chiuso l’interruttore della pandemia, beffava il mondo con gli abitanti
di Wuhan che si divertivano accalcati e senza distanziamento nell’acquapark della città, e faceva riaprire le scuole
nella piena normalità, senza mascherine. https://www.rainews.it/dl/rainews/media/Wuhan-mega-party-al-parco-
acquatico-Il-mondosi-indigna-Pechino-risponde-vittoria-sul-virus-d0600e2f-2898-4b1f-88b9-
5f709c4b4535.html#foto-1. La Cina fu l’unica potenza geopolitica ad aver guadagnato in questa operazione di
Wealth transfert, gli altri vincitori essendo tutti privati: era probabilmente il lauto rimborso per avere retto il gioco e
permesso così tutta questa operazione.
267 - https://www.youtube.com/watch?v=2O1EihsE7Yc

84
CAPITOLO III

TUTTO È COLLEGATO: IL VIRUS GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO

di Andrea Cecchi

Ha senso affermare che il virus sia arrivato manifestandosi come un miracolo, al momento
giusto, con tempismo perfetto, esattamente un istante prima del disastro, per disinnescare la più
devastante catastrofe economico finanziaria della storia del mondo globalizzato?
Facciamo un passo indietro.
Prima del Coronavirus. Come eravamo messi?
Non bene direi. Il sistema economico era già arrivato al suo limite strutturale.
Nel 2019, avendo risolto la crisi di liquidità del 2008-2009 e avendo mantenuto una ripresa
sbilanciata in modo perverso per circa dieci anni, le banche centrali si sono convinte che non
esista crisi che non possa essere sconfitta: crisi di liquidità?
Basta inondare il sistema finanziario di liquidità!
Tassi d’interesse sopra lo zero?
Basta creare migliaia di miliardi dal nulla ed usarli per comprare buoni del tesoro. Mutui
ipotecari traballanti?
Che ci vuole?
Qualche altro trilione creato dal nulla e i mutui spariscono nei bilanci delle banche centrali
stesse!
E così via. Ogni crisi economica può essere risolta agevolmente creando trilioni semplicemente
digitando bit su un computer.
Una prospettiva interessante per valutare la magnitudine dei piani economici all’ordine del
giorno è il "Green New Deal", il piano di sviluppo verde proposto dai Democratici negli Stati
Uniti. Per finanziarlo è stata stimata necessaria la cifra di 91 trilioni di dollari. Trilioni non
miliardi.
Vuol dire 91mila miliardi, circa 5 volte il P.I.L. annuale statunitense.
Dove si trovano 91mila miliardi?
Si creano dal nulla. Basta digitare 91mila miliardi sul PC della Federal Reserve e premere il tasto
"enter", ed ecco i soldi!
Che differenza c’è tra 1 dollaro e 1 trilione di dollari?
Dodici colpetti sul tasto zero della tastiera dopo l’uno.
Si cercano idee per fronteggiare una crisi che non si può risolvere così, gettandoci sopra
tonnellate di soldi, ed è quella in cui stiamo entrando: l’era della fine del credito. Le banche
centrali, come i generali, si preparano sempre per la battaglia finale e credono che l’essere pronti
sia sufficiente ad assicurarsi la vittoria. In tutta onestà, dal 2009 la cosiddetta ripresa globale, è
stata finanziata da una crescita esponenziale del debito, ma l’output generato dal nuovo debito
sta diminuendo. Significa che ogni dollaro o euro o altra valuta aggiuntiva di debito non riesce a
generare molto in termini di aggiunta di valore positivo. Così come con l’uso terapeutico di ogni
tipo di sostanza chimica stimolante, dopo l’euforia iniziale, più se ne somministra, minore sarà
l’effetto. Poi c’è anche il fatto della saturazione del debito e dell’esaurimento del debito. Una
banca centrale, anche se agisce come entità governativa, è di fatto un organismo commerciale
privato ed opera come una qualsiasi azienda. Come tutte le aziende, anche le banche centrali e le
banche commerciali cercano acquirenti per il proprio prodotto, e il loro prodotto è il credito. In
realtà, dal nostro punto di vista, è debito, ma loro lo chiamano sempre credito perché così suona
meglio e si vende meglio e più ne vendono più grande sarà la loro ricchezza e soprattutto il loro
85
potere. La saturazione avviene quando coloro meritevoli di ricevere credito, non ne vogliono più,
mentre quelli che lo vorrebbero sono insolventi e non possono essere indebitati ulteriormente a
meno che il prestatore non sia pronto ad assorbire la perdita. In pratica:
- Chi può accedere ai prestiti, non vuole indebitarsi perché non vede opportunità d’investimento
degne di essere prese in considerazione.
- Chi vorrebbe prendere soldi in prestito e ne ha bisogno, non può farlo perché insolvente o non
finanziabile per basso o nullo reddito e scarsa o assente patrimonializzazione.
Introduco qui questo concetto che è necessario assimilare bene per capire dove stiamo andando
da qui in poi: a titolo molto schematico è bene tenere sempre a mente questa cosa: la
sopravvivenza umana è impossibile senza energia. La crescita demografica mondiale ha
raggiunto adesso la cifra di 7,5 circa miliardi di persone ed è in costante aumento. Questo vero e
proprio "boom" umano è la conseguenza diretta di altri due boom che, se osservati su curve
cartesiane seguono l’esatto andamento. Si tratta di curve esponenziali che sono adesso impostate
in verticale. Curve iperboliche.
Esse mostrano l’espansione del debito e l’espansione dello sfruttamento delle risorse del
sottosuolo del pianeta terra.
Cosa significa espandere il debito?
A tutto ciò che esiste viene attribuito un valore espresso in un’unità monetaria. Queste unità
monetarie (Dollari, Yen, Sterline, Euro, Franchi, etc.) sono quindi necessarie per poter
commerciare ed acquistare proprio tutto ciò che esiste. Allora, possiamo chiederci, come e da chi
vengano create queste unità monetarie?
Esiste un solo modo: attraverso l’accensione di un debito che è monopolio esclusivo delle
banche. Ma quando si crea il debito, non si creano gli interessi che maturano su di esso, motivo
per il quale il debito è destinato ad aumentare perpetuamente proprio per la natura stessa con cui
il sistema è concepito.
Inoltre, la quantità di denaro esistente sarà sempre inferiore alla quantità di debito. Questo
sistema è quindi insostenibile, e va avanti finché non collassa sotto il suo stesso peso e ne viene
creato uno nuovo. Senza più nessun vincolo di riserva, il debito è cresciuto a dismisura.
Aumentare il debito significa ipotecare il futuro per vivere meglio oggi.
Contestualmente all’espansione del debito, con le risorse economiche prese in prestito alle
generazioni future, si è potuto estrarre ogni tipo di risorsa dal sottosuolo del pianeta per costruire,
edificare, riscaldarci, e avere carburante a sufficienza per poter praticare quel moderno tipo di
agricoltura che è alla base della produzione di massa di cibo, che ha reso possibile la crescita
demografica. Infatti, solo grazie all’uso dei macchinari e dell’agricoltura intensiva, si è prodotto
cibo in abbondanza; cibo comprato e distribuito con mezzi di pagamento a debito. Se io lavoro
per un’azienda o per lo Stato e ho la certezza che una banca presterà loro i soldi per pagarmi lo
stipendio, avrò una sicurezza di vita che mi farà pianificare una famiglia e con quel debito sarò
in grado di nutrire i miei figli, ipotecando il loro futuro. Questa sicurezza alimentare ha fatto
aumentare di molto la popolazione umana nel mondo, ma non dimentichiamoci che le tre
grandezze sono strettamente collegate:
1. Risorse Economiche;
2. Risorse del Pianeta;
3. Risorse umane.
A questo punto, avendo ben chiaro questo concetto bisogna riflettere molto attentamente su
questi tre fattori e interrogarsi seriamente sulla sostenibilità di questo paradigma. Sono le risorse
economiche infinite?
Apparentemente si. Mancando ogni tipo di vincolo di riserva, il debito si può espandere
all’infinito. Questo ha inflitto in modo inequivocabile danni ambientali mostruosi. Supponiamo
di avere un’azienda che si occupa di pesca: una banca può finanziare la costruzione di un infinito
numero di pescherecci, ma il pesce nel mare non è infinito. Questo esempio si può estendere a

86
tutti i settori produttivi basati sullo sfruttamento delle risorse della terra, miniere, estrazione,
legname, acqua, etc.
Riuscire a ricavare di che vivere dalle risorse del pianeta terra è sempre stato per l’umanità il
compito più arduo. Molto del misticismo e della sfera spirituale riguardante la vita e le credenze
delle persone comuni, penso abbia proprio tratto ispirazione da stomaci vuoti. Si pregava per le
piogge e per avere floridi raccolti e si guardava al cielo per capirne i segni, meteorologici
innanzitutto, sperando di riuscire sempre a mangiare e riempirsi la “panza”. D’altronde si tratta
di quasi otto miliardi di umani, per la maggior parte intellettualmente poco più che animali, che
quotidianamente si alzano e hanno bisogno di soddisfare i propri stimoli, portare la mano alla
bocca e dare pace agli orifizi corporei che reclamano nutrimento e piacere. Uno stomaco vuoto è
un gran motore di iniziativa.
Spinge l’uomo a cacciare, a pescare, a coltivare, ad ingegnarsi per costruire argini, a terrazzare i
terreni, a deviare il corso dei fiumi, fino a uccidere altre persone per impossessarsi delle loro
risorse. Tutte queste attività richiedono ovviamente una grande fatica. Zappare la terra,
combattere cinghiali inferociti, andare per mare a pesca sfidando le tempeste, scavare la roccia
per estrarne il metallo, sono inequivocabilmente occupazioni di estremo dispendio fisico spesso a
rischio della propria vita.
Un saggio proverbio cinese (adoro i proverbi cinesi) recita: «se aspetti che anatra arrosto voli
dentro tua bocca aperta, devi aspettare molto a lungo».
Con il sistema economico basato sul debito si è cercato di risolvere questo gravoso problema e
facilitare così l’ottenimento di risorse limitando la fatica, ipotecando il futuro per una vita più
agiata oggi, ma in questo modo si è creata una distorsione. Sono poche le persone che producono
e che faticano, tante quelle che ne beneficiano e pochissimi quelli che dirigono il sistema e verso
i quali sono dirottate, per restare in metafora, tutte le anatre arrosto.
Siamo arrivati quindi al punto in cui il modello di crescita ha impattato contro il limite naturale.
Il non plus ultra, o forse è meglio dire il rien ne va plus, espressione più adatta al tipo di
economia da casinò che permea il mondo. Perché dico economia da casinò?
Perché quello che ha fatto scoppiare la prima parte della bolla, nel 2008 ovvero il crollo del
mercato azionario, è stato l’innesco della reazione a catena delle “Margin Call”.
Cos’è una Margin Call?
Nei mercati progressivamente più rischiosi, gli investitori si indebitano con altri soggetti per
investire, fare trading e compiere quelle pratiche che costituiscono gli scambi dei così detti
mercati finanziari: azioni, titoli di stato, obbligazioni, derivati, commodity non monetarie,
opzioni, futures, etc. La gestione di questi scambi viene per la quasi totalità effettuata attraverso
complessi sistemi informatici algoritmici e complicatissime strutture e strumenti, ma in pratica,
essenzialmente, gli speculatori prendono in prestito da altri operatori o da altri speculatori il
denaro o gli asset per piazzare le proprie operazioni sui mercati. Se qualcosa va storto,
l’investitore deve coprire la propria perdita molto rapidamente e riceve la chiamata di copertura a
margine, la Margin Call, appunto!
Nel 2008 la crisi è stata innescata dal repentino calo di valore degli immobili messi a garanzia
dei mutui ipotecari e della piramide di strumenti tossici costruita sopra di essi. Il film La Grande
Scommessa, titolo originale The Big Short, racconta bene quella storia. Il titolo originale che
scherza sull’ossimoro, ha più senso, perché fa capire che la scommessa punta sul ribasso, in
gergo borsistico, uno short, un grande short. L’argomento trattato è noioso, ma il film è fatto
bene e sicuramente il regista ha scelto Brad Pitt per attrarre qualche donna nelle sale, e qualche
spogliarello per soddisfare i maschietti, ma dubito che il pubblico abbia imparato qualcosa da
questa pellicola, se non il fatto che sarebbe bello riuscire a fare un sacco di soldi. A parte questo,
il film ha il pregio di denunciare apertamente la totale fraudolenza del sistema e questo era
necessario. Chiunque esca dalla sala ha capito che un gruppo piuttosto ristretto di insider
partecipava alla creazione di una bolla colossale basata sul mercato immobiliare. Il film si
sofferma sul mercato immobiliare americano (ma la prassi era globale).
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Si può riassumere la responsabilità di questi soggetti in quest’ordine:
1 - La Federal Reserve, con Greenspan prima e Bernanke dopo con la loro politica di tassi a zero.
2 - I grossi gruppi bancari come GS, MS, DB, JP Morgan, BOA, WaMu, etc.
3 - Le agenzie statali Fannie Mae e Freddy Mac.
4 - Le agenzie di Rating Moodys, S&P, etc. che ricevevano laute commissioni per assegnare il
rating AAA ai pacchetti tossici detti C.D.O. (Collateralized debt obligation) pieni di mutui
subprime.
5 - I media che hanno taciuto fino all’ultimo ogni segnale di pericolo.
6 - Il Governo, totalmente colluso con Wall Street fino al punto che il Segretario al Tesoro, Hank
Paulson era l’ex C.E.O. di Goldman Sachs, e buona parte del Congresso ha in qualche modo
avuto la propria campagna elettorale finanziata dai Big di Wall Street.
Come viene abilmente messo in evidenza dal film, gli anni precedenti allo scoppio della bolla
immobiliare, sono stati anni di grande cuccagna. Il sistema consentiva alle banche di digitare bit
sui propri computer che si trasformavano in dollari capaci di costruire case, ville, piscine, centri
commerciali, hotel e resort, capannoni e immobili di ogni tipo. Con tutta quella liquidità a giro
l’economia cresceva briosamente e di conseguenza c’era grana per tutti e nessuno voleva che
finisse.
Auto di lusso, viaggi, arredamento, shopping, party, prostitute, spogliarelli, bagordi a Las Vegas,
divertimenti sfrenati e chi più ne ha, più ne metta. La pacchia sembrava non finire mai, e ognuno
credeva di essere più furbo dell’altro nel fregare il prossimo e portarsi a casa il bonus
conseguente alla vendita. Ma…, ma i bit, facili da digitare su una tastiera, sono unità di debito ed
è molto più difficile trasformare il bit elettronico in sostanza reale.
Occorre lavoro e sudore. Occorrono risorse. Il gioco non può continuare all’infinito.
«Solo quando la marea si ritira ci si accorge di chi stava nuotando nudo» (Warren Buffett)!
Tutte le bolle hanno la stessa caratteristica: è molto facile gonfiarle, ma nessuno vuole vederle
esplodere, soprattutto i politici durante il loro mandato.
Il film fa bene a indugiare sul profilo morale della questione. I protagonisti della storia; coloro
che si erano posizionati short puntando correttamente sul crollo dei titoli tossici collegati al
mercato immobiliare americano, si rendono conto di quanto schifosamente corrotto sia tutto il
sistema "turbo capitalistico", esportato come modello al mondo intero.
Indagandoapprofonditamente sulla piramide di finanza artificiosa emergono tutti gli intrecci
truffaldini di una struttura depravata fino all’inverosimile. Un sistema che finisce col distruggere
la base sociale di un paese e le fondamenta più intime di chi si era illuso che le cose
funzionassero con giustizia e che le istituzioni fossero capisaldi inviolabili su cui costruire la
propria vita e le proprie certezze. Anche se alla fine i protagonisti hanno guadagnato svariati
miliardi di dollari, non sono in grado di gioire come sarebbe legittimo fare, perché l’amarezza
della presa di coscienza appanna e distrugge nell’animo ogni bagliore di felicità. Si accorgono
che le più alte cariche delle banche artefici della crisi e il governo degli Stati Uniti d’America si
erano già accordati per il cosiddetto bail out, ovvero il salvataggio delle banche con i soldi
pubblici. Nessuno finirà in galera e alla fine sarà il cittadino medio a pagare il conto di tutti gli
immondi sotterfugi dei delinquenti in doppio petto.
La spogliarellista nel night sorride felice quando aggrappata al palo della lap dance si sente
lanciare addosso delle banconote dai rampanti speculatori della finanza con la cravatta allentata
al colletto. Sa che porterà quei soldi a casa, ai suoi bambini, senza immaginare che quelle
banconote sono state ottenute ipotecando il futuro dei suoi stessi figli, i quali saranno
chiamatiinsieme ai figli di tutti noi a ripagare il conto con gli interessi.
Per chi segue l’economia e i mercati da vicino come me, il film non insegna niente di nuovo.
Dagli eventi di Lehman Brothers in poi, non è stato risolto niente. Se il problema era l’eccesso di
debito, allora è bene notare che il debito globale è aumentato da allora di centinaia di migliaia di
miliardi. Si capisce bene che risolvere un problema di debito facendo nuovo debito è come
guarire dall’obesità aumentando la dose di cibo. Per affrontare il problema dell’eccesso di debito,
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viene emessa una mole di debito di proporzioni iperboliche. È come la novella del meccanico è
del martello: un meccanico maldestro che non riesce a riparare un’auto, inizia a prenderla a
martellate. Vedendo che non succede niente e che la macchina non riparte, usa un martello
sempre più grande sperando che amministrare la stessa cura, ma in misura maggiore, possa
finalmente risolvere il guasto.
Il problema dei mutui subprime e delle sofferenze bancarie non è stato affrontato. I soggetti detti
NINJA (no income no job no asset – ovvero niente stipendio, lavoro ne patrimonio) non hanno
mai ricominciato a pagare le rate dei mutui ARM sottoscritti per posta o tramite il broker
sorridente e ben vestito. Il rischio è stato semplicemente trasferito dai libri contabili delle banche
a quello degli stati attraverso i cosiddetti piani di salvataggio. A causa di questa scelta, il
rapporto debito/pil degli stati è aumentato in modo esponenziale. In Italia ad esempio siamo
quasi al 140%.
Cosa significa in parole spicciole?
Che per produrre qualcosa che vale 100, devo indebitarmi per 140. Può essere sostenibile
questo?
In pratica le banche insolventi si sono ricapitalizzate scambiando gli escrementi subprime con
titoli di Stato. Dopo di ciò è lo Stato, i cittadini, attraverso le tasse a garantire la sostenibilità del
sistema. Così facendo, sono i cittadini a pagare le rate di mutui che non hanno contratto. È
questo l’odioso risultato che sconvolge i protagonisti del film, alcuni dei quali decidono di
abbandonare totalmente il trading e di dedicarsi ad altre attività, tipo la campagna e la natura.
Uno di loro, dice una scritta sullo schermo, sta comprando solo una cosa: acqua.
Nel frattempo, nel mondo reale, sono scoppiati scandali su scandali dove i medesimi soggetti
coinvolti nella creazione e spaccio di asset tossici si sono resi protagonisti di innumerevoli altri
casi di condotta criminale come la manipolazione dei mercati del Forex, Comex, Libor, etc.
Già quindi da molto prima degli eventi del Coronavirus, guardando al mondo economico, si
stavano creando i presupposti per una serie di circostanze di entità estremamente preoccupanti.
Alcuni analisti l’hanno chiamata la "grande convergenza". Cos’è la grande convergenza?
È quando tutti i nodi vengono al pettine. Quando osserviamo gli eventi del presente, dobbiamo
capire che il momento è solo la manifestazione del risultato di ciò che è stato preparato e
pianificato in precedenza. Stiamo procedendo in un momento storico in cui non uno, ma decine
di eventi negativi si stanno abbattendo in modo impietoso sull’economia di tutto il mondo. Non
un "cigno nero" isolato, ma uno stormo di cigni neri:
• Mercato obbligazionario corporate e governativo piagato da tassi assurdi.
• Commodity a prezzi spaventosamente bassi (solo adesso, da Marzo 2020
hanno mostrato segnali di forza, soprattutto i metalli preziosi).
• Bolla dei listini azionari.
• Crisi valutaria dei paesi cosiddetti emergenti.
• Cina: soft landing, hard landing o supremazia mondiale?
• Bolla demografica.
• Inquinamento e clima.
• Escalation bellica su sempre più fronti.
• Deflazione o peggio, biflazione ovvero aumento del costo di ciò che serve e calo del valore di
ciò che si possiede e si guadagna.
• Disoccupazione.
• Disordini pubblici.
• Bolla dei derivati speculativi.

Allora io mi faccio questa domanda: quale sarà il prossimo Big Short?


Forse i REPO?
Abbiamo visto che l’armageddon finanziario è stato trasferito sotto il tappeto del sistema
bancario ombra dove avvengono gli scambi denominati REPO. Ricordiamo ad esempio
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l’operazione che ha affossato la Banca Monte dei Paschi di Siena nel 2012, visto che ci ha
toccati da vicino.
Praticamente, MPS aveva comprato Buoni del Tesoro italiani, non con soldi propri, ma con
prestiti vincolati da contratti derivati OTC stipulati con Nomura e Deutsche Bank e con la
promessa di rimborsare le rispettive banche a scadenza a un determinato prezzo. Il collaterale a
garanzia sono i Buoni del Tesoro stessi. MPS ha compiuto una manovra che in gergo tecnico si
chiama “steamrolling pennies”, ovvero sperava di incassare le cedole dei BTP presi in prestito
lucrando sul tasso d’interesse.
Un’operazione paragonabile a chi cerca di raccogliere le monetine davanti allo schiacciasassi.
Un’operazione molto rischiosa¹.
Infatti, crollato il valore dei Buoni del Tesoro con l’aumento dei tassi, è scattata la Margin Call
ed è stata richiesta la differenza del valore in contanti, ripianata, come sappiamo da una manovra
finanziaria straordinaria, costata ai contribuenti italiani svariati miliardi di euro. Questa pratica è
diffusissima e non solo per i buoni del tesoro. Inoltre, ciò che viene comprato a margine può
essere anche rivenduto migliaia di altre volte e finire come collaterale per migliaia di altre
operazioni, spesso polverizzate nei vari fondi comuni di investimento e nei fondi pensione.
Questa è la galassia di oltre 1 milione di miliardi di dollari (stima per difetto) di contratti derivati
che sovrasta tutta l’umanità. L’esplosione di questa immane stella neutronica può essere
innescata in un lampo, basta un piccolo calo nel valore del sottostante dato a garanzia del debito.
Come abbiamo visto nel caso del Monte dei Paschi, è stata una Margin Call sul calo del valore
nominale del BTP. Quello che può succedere è un effetto domino che rischia di trascinarsi dietro
tutta la piramide via, via che gli operatori saranno costretti a smontare le proprie posizioni. Ogni
debitore a margine cercherà rapidamente di vendere o svendere i propri asset spostandosi sulla
classe di rischio subito inferiore, accettando anche perdite pesanti pur di salvare qualcosa. Qui
c’è un altro film: il film Margin Call, che racconta questa storia. Consiglio di guardarlo. Sulla
locandina c’è scritto: «sii il primo, il più furbo, oppure imbroglia!». E già la locandina dice
tantissimo.
La reazione a catena provocata dal panico dovuto alle Margin Call crea un fenomeno
denominato “pan selling” ovvero: vendita di tutto. Per questo motivo, durante la prima fase di
scoppio di una bolla, tutti gli asset vanno giù contemporaneamente, anche gli asset ritenuti sicuri,
come l’oro. Questo avviene perché gli speculatori devono tamponare le perdite e rimborsare i
soldi presi a prestito per le scommesse e quindi vendano tutto per salvarsi letteralmente la pelle e
non finire con una pallottola nella tempia o peggio, nella nuca. Per arrestare il crollo sistemico,
visto che ci sono dentro anche tutti i trading desk delle maggiori banche e fondi istituzionali, dal
2008 è intervenuta la Federal Reserve, la Banca Centrale degli USA approntando il Plunge
Protection Team che interviene con manovre monetarie istantanee per evitare catastrofi.
Il quartier generale della Federal Reserve a Wahington D.C.
Attenzione: le decisioni della Federal Reserve sono sempre rilevanti per il resto del mondo
perché il dollaro USA è sempre la valuta di riserva globale, utilizzata per la quasi totalità degli
scambi commerciali tra le nazioni ed è la valuta di Wall Street. Adesso bisogna fare bene ancora
più attenzione perché è da qui che ha inizio la nuova era. L’era del nuovo Ordine Economico
Mondiale, con al vertice proprio la Federal Reserve e a seguire tutte le altre banche centrali che
ricordiamo essere un cartello strettamente privato, unito da vincoli di sangue di matrimoni tra
famiglie molto potenti, che fa capo alla Banca Regolamenti Internazionali di Basilea (B.I.S.),
come ha ben documentato Adam Lebor nel suo ottimo libro: The Tower of Basel.
Nel libro si comprova anche la disposizione gerarchica dei banchieri centrali, dove i meno
influenti sono sudditi dei più potenti. Una graduatoria di potere osservata ossequiosamente che si
ribalta in modo diretto sulla politica economica dei rispettivi stati e ne determina le sorti.
Dopo questa premessa che ci consente di avere un quadro generale di come sia strutturato il
mondo economico, arriviamo dunque ai giorni nostri, provando a valutare gli eventi da un punto
di vista più vicino ai libri contabili delle banche che alle cartelle cliniche degli ospedali. Una
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lettura più fredda dei fatti, priva della componente emotiva collegata alla salute fisica e ai morti
veri o presunti con cui è stata volutamente costruita la narrazione della pandemia.
Chi segue l’andamento dei mercati si è fatto allora questa domanda: può un virus manifestarsi
proprio nel momento esatto per essere accolto come una vera e propria benedizione?
Sarebbe quasi un’eresia rispondere di si. Invece, per gli operatori finanziari, è proprio ciò che è
accaduto.
In uno sforzo puramente teorico, nel cercare di dare un senso a quello che è accaduto e quello
che sta accadendo, alla luce di quanto ho scritto nel lungo, ma necessario preambolo descrittivo
sul funzionamento del sistema economico globale, possiamo cercare di unire alcuni punti per
arrivare ad avere una immagine e di concludere un ragionamento credibile.
Ricostruiamo sommariamente le tappe:
1. 2008 - Crisi dei mutui subprime: un eccesso di debito causa il collasso del sistema finanziario.
Il problema non viene risolto, anzi, si decide di affrontarlo con nuovo debito in misura
monumentale rimandando le conseguenze e amplificandone la pericolosità.
2. Seguono dieci anni di tassi a zero e crescita del debito incontrollata che non riescono a dare
impulso all’economia. I tassi a zero e le emissioni monetarie finiscono nella finanza iper
speculativa. Chiunque si può indebitare per comprare azioni e scommettere nel mondo dei
derivati. La bolla si gonfia in modo preoccupante.
3. Settembre 2019 - La cuccagna sembra finire da un momento all’altro: la Banca Regolamenti
Internazionali lancia l’allarme: «Qui scoppia tutto!!!»².
4. Il 18 Ottobre 2019 a New York andava in scena l’Event 201. I big delmondo si riuniscono per
una simulazione che nel giro di poche settimane sarebbe diventata reale. Le prove generali di
un’epidemia di un nuovo corona-virus zoonotico trasmesso dai pipistrelli ai maiali alle persone,
come riportato nel seguente articolo e in molti altri: https://www.cdt.ch/mondo/laprofezia-di-bill-
gates-sul-coronavirus-LI2468683. Sembra proprio che l’esercitazione fosse stata una prova
generale prima di “andare in scena” come in una opera teatrale planetaria.
5. Il 20 Gennaio 2020, gli stessi vertici delle nazioni e dei maggiori centri di potere che avevano
partecipato all’Event 201, si riuniscono nuovamente a Davos e, molto probabilmente, i capi di
stato e tutti i media ricevono il protocollo di azione, tipo brogliaccio, su come comportarsi, tutti
insieme per le misure che tutti noi abbiamo dovuto subire, nostro malgrado.
6. Fase finale: I militari vengono dispiegati sui territori, le libertà individuali vengono
praticamente azzerate. L’economia viene congelata e le Banche Centrali, all’unisono, con la
Federal Reserve in capofila, iniziano la creazione monetaria più insensata della storia del mondo,
iniettando liquidità creata dal nulla direttamente nei conti reciproci con le banche commerciali,
nelle grandi corporation, nei gestori dei fondi e anche direttamente al Tesoro, continuando a
comprare titoli di Stato.
7. Nel pieno della crisi economica dovuta alle misure adottate per il Covid, viene scatenata anche
una guerra civile interna agli Stati Uniti sfruttando e fomentando l’odio razziale. Nel caos
generalizzato, con gli Stati Uniti non più uniti, ma divisi come non mai, la Cina sembra uscire
trionfante e questo fa veramente presagire un disegno della fine di un’epoca, quella americana e
l’inizio di un nuovo mondo dominato dalla Cina.

A questo punto possiamo dire di avere quindi un disegno molto verosimile che inizia con un
problema economico globale estremamente drammatico che bisogna affrontare in modo urgente
e concertato. Il mondo globalizzato si riunisce e si accorda su come gestire questa situazione.
A Giugno 2019 il mercato dei REPO stava iniziando a collassare mostrando segnali di pericolo
sistemico. La maggior parte della gente non sa neanche che cosa siano i REPO. Come abbiamo
visto, in pratica, riassumendo, sono operazioni di pronti contro termine con cui le banche e i
maggiori operatori economici si scambiano asset (principalmente titoli di stato) con operazioni di
durata brevissima allo scopo di ottenere liquidità istantanea per le ragioni legate soprattutto al
rischio controparte che scaturisce da operazioni altamente speculative nel mercato dei derivati. Il
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campanello d’allarme inizia a suonare a Giugno. A Settembre 2019 la situazione diventa
preoccupante. Quanto preoccupante?
Tipo da “mani nei capelli e bocca spalancata” preoccupante!
Un Report della Banca Regolamenti Internazionali (B.I.S.), la banca centrale che governa tutte le
altre banche centrali del mondo, lancia l’allarme e “stranamente” omette di fare i nomi delle
quattro principali banche di Wall Street che sono coinvolte. Avverte che il problema si sta
espandendo contagiando anche il mercato delle valute.
Si tratta del mercato con cui le banche europee ed extra europee ottengono dollari per le loro
necessità operative per le operazioni denominate indollari americani. Anche questo settore
funzio na in modo analogo ai Repo e di conseguenza il problema si diffonde e diventa globale.
La Federal Reserve risponde all’appello accorato delle banche che si trovano in pericolo mortale
per mancanza di liquidità e provvede ad aprire una linea di approvvigionamento straordinaria di
350 miliardi di dollari al giorno che in alcuni casi toccano anche punte di oltre 800. Ma non
basta. Il panico non si ferma. Ad aggravare la cosa, entrano nel giro delle scommesse dei REPO
anche i maggiori Hedge Fund che usano i soldi raccolti dai maggiori fondi pensione (si, anche
l’Inps) per fare guadagni in questo oceano molto pescoso ma ad alto rischio. Passano le
settimane e le banche non si fidano più l’una dell’altra e si avvicina il collasso monetario. Forse
non è ben quello che può accadere in un collasso monetario. È veramente la peggiore delle
ipotesi. In un collasso monetario, tutta la liquidità sparisce perché non arriva più ai destinatari.
Se ciò non avviene, l’economia si ferma totalmente. I bancomat smettono di erogare banconote. I
conti correnti vengono bloccati, i P.O.S. non funzionano, niente bonifici, niente assegni.
Si fermano tutte le contrattazioni. Non si può più pagare né riscuotere.
Nessuno, né privati, né azienda, né Stati. Come un aereo che precipita: muoiono tutti!
I vertici delle banche, di concerto con i responsabili economici convergono sul fatto che, se
l’aereo precipita, bisogna evitare che si schianti e iniziano a pianificare una soluzione che possa
evitare il disastro assoluto, cercando perlomeno di far planare l’aereo il più dolcemente possibile.
Questo non tanto per salvare noi di cui non gliene frega niente, ma per salvare più che altro se
stessi e il paradigma che consente a pochi soggetti tra cui le banche, di mantenere lo status quo.
Cercherò adesso di dare un senso ai provvedimenti adottati, pieni di contraddizioni, che risultano
incomprensibili a tante persone di buon senso che hanno cercato di ragionare sul perché di
misure così drastiche e spesso anche addirittura folli e scellerate.
Per capire bene l’importanza che ha il mondo finanziario sul mondo reale, bisognerebbe avere
un’educazione almeno basilare di come funzionano le banche, il denaro, i commerci, i mercati
valutari, le compensazioni tra banche, mercati e nazioni, gli arbitraggi, gli swap, e il sistema
bancario ombra con la realtà intricatissima del mondo dei derivati e dei derivati OTC. Spero di
aver dato una visione complessiva soddisfacente nella parte introduttiva di questa trattazione.
Comunque, già aver visto e capito i film di cui ho parlato prima, oppure anche soltanto il film
Una poltrona per due, dà un’idea e una corretta percezione di come funzioni il sistema. In modo
molto semplice, bisogna sapere che il mondo è tutto collegato. Non c’è niente che possa avvenire
in una parte del mondo senza avere ripercussioni da un’altra parte. Quando si creano degli
squilibri, bisogna intervenire per aggiustarli. Quando gli squilibri sono talmente giganteschi da
compromettere l’esistenza stessa del mondo economico che conosciamo, allora le misure da
adottare assumeranno una dimensione proporzionale al problema.
Come abbiamo visto al punto 3, nel Settembre del 2019 stava per esplodere l’intero sistema
economico. La Banca Regolamenti Internazionali, ha lanciato l’allarme e i paesi del mondo, tutti
avviluppati l’un l’altro in un abbraccio economico controparte, hanno accettato, tutti insieme, di
adottare le misure prescritte. Non c’era altra scelta. La prescrizione è categorica: BISOGNA
CONGELARE L’ECONOMIA!
Perché bisogna congelare l’economia?
Adesso ve lo spiego. È molto semplice.

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In un mondo super indebitato, dove i debiti sorreggono le scommesse nel mondo finanziario,
dove le scommesse si basano sul fatto che i tassi siano vicini o pari a zero, non si può far si che i
tassi d’interesse possano salire.
Nel 2016. Subito dopo l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, c’è stato un
tentativo di alzare i tassi, ma è durato pochissimo e i tassi sono stati subito nuovamente tagliati.
Perché se i tassi salgono, diminuisce il valore del nominale dato a garanzia (se un titolo vale 100
e il tasso è l’1% il valore del titolo a scadenza sarà 101, ma se il tasso sale il valore di mercato
del titolo diminuisce proporzionalmente alla percentuale di incremento del tasso) e si innesca la
reazione a catena delle Margin Call.
Questo evento sarebbe cataclismico per le banche, gli hedge fund, i fondi pensione e tutto il
mercato dei Titoli di Stato.
Per disinnescare la reazione a catena, l’unico sistema possibile è quello di iniettarci dentro la
tutta la liquidità necessaria. In un mondo in cui la gente fa fatica ad arrivare a fine mese, è
difficile giustificare la semplicità con cui una banca centrale digita dei bit sul pc e crea soldi in
modo illimitato. Se la gente capisse questa cosa direbbe: se è così facile, perché non dà i soldi
direttamente a noi?
Questo modo di ragionare mette in luce la grande ingenuità delle persone. La gente crede che le
decisioni dei potenti vangano prese per il bene delle persone, mentre quella è l’ultima delle loro
preoccupazioni. Le decisioni vengono prese per conservare la solidità della piramide di potere. Il
potere, avendo tutti bisogno di soldi per sopravvivere, è ben saldo nelle mani di chi detiene il
monopolio di creare i soldi, ovvero le banche che sono un cartello. Il vero rischio quindi, è
rappresentato dal tasso d’interesse che sale. Durante tutto questo periodo di tassi d’interesse
prossimi o pari a zero si è gonfiata a dismisura la bolla dei derivati (vedi nota).
Tutto è sorretto da un filo molto sottile. Operazioni di rischio elevatissimo, basate su scambi
virtuali di collaterale preso a debito, quasi sempre Titoli di Stato, che hanno un equilibrio molto
precario. Se per qualche ragione i tassi iniziano a salire, il valore del sottostante a garanzia
diminuisce e si innesta la reazione a catena, tipo deflagrazione nucleare, dove ogni operatore
cerca liquidità, che non ha, per ricoprirsi dal fallimento istantaneo. Lo spiego in modo becero: se
mi presti 80 euro e ti do a garanzia un titolo che vale 100, ti senti sicuro. Ma se durante il
prestito, quel titolo a garanzia non vale più 100 ma 70, allora mi chiedi di rientrare nella garanzia
dei 30 che mancano. Da chi li prendo quei 30 che non ho?
E qui inizia la crisi. Se si moltiplicano queste dinamiche per migliaia e migliaia di miliardi di
scambi algoritmici ad alta velocità, con garbugli e intrecci di garanzie incrociate tutte sorrette da
prestiti ad altissimo rischio. Spesso i titoli a garanzia sono presi a prestito a sua volta e
reipotecati innumerevoli volte.
Nessuno sa se il collaterale a garanzia è legittimamente posseduto o preso a prestito chissà da chi
e con quale modalità e non si fida. Si capisce come in un attimo tutto possa esplodere se non si
interviene con secchiate di soldi come ha fatto la Federal Reserve, arrivando a fornire anche
1000 miliardi al giorno.
Come per miracolo, arriva quindi il Covid-19. E cosa succede?
Le Banche Centrali sono autorizzate a intervenire in modo illimitato.
Vengono creati dal niente migliaia di milioni o centinaia di miliardi di dollari e vengono
distribuiti non solo alle banche ma iniettati anche direttamente alle maggiori aziende. Con questa
misura di straordinaria portata, la falla del mercato dei REPO viene calmierata. Le controparti
ottengono la liquidità mancante. La domanda generale di prestiti viene invece fermata dai
lockdown. Era necessario imporre un blocco forzato e controllato dell’economia e degli scambi
proprio per fermare il contagio che si stava propagando dal mercato dei Titoli di Stato a breve
termine che avrebbe contagiato l’intero debito globale. Questo passaggio è un po’ più difficile da
capire, ma anche l’ammontare complessivo dei prestiti erogati ai privati e alle aziende
contribuisce al calcolo del rischio complessivo che si ripercuote sul calcolo del tasso d’interesse.
Maggiore è il rischio, più alto sarà il tasso. E se nel mercato dei REPO che è interbancario
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aumenta il rischio, aumenta la possibilità del default a catena. Diciamolo una volta per tutte: i
tassi non devono aumentare!
Se lo fanno: è la fine.
Tutta l’economia è debito. Quando si sente parlare di Dollari, Euro, Yen, Franchi, Corone, Yuan
eccetera, bisogna sempre ricordare che le valute non sono altro che unità debitorie emesse sulla
base di un’economia debitoria. Il denaro esiste solo dopo che una banca lo crea indebitando
qualcuno: stati, privati o aziende. Le persone si concentrano soprattutto sul mercato azionario.
Quello non c’entra niente. Ha dinamiche completamente diverse e anche nel caso di
un’economia paralizzata come quella di adesso, potrebbe addirittura sfondare nuovi massimi,
proprio grazie a tutta la nuova liquidità creata che non ha altri posti dove confluire. Il nocciolo
della questione è il mercato del debito. La gente non si rende ancora conto che stava arrivando
una crisi economica pazzesca. Nessuno lo dice perché sono cose difficili da spiegare e pochi ne
hanno la voglia e la competenza e la gente non ha voglia di fare lo sforzo di capire queste cose,
che quindi possono andare avanti, quasi segretamente senza che nessuno se ne preoccupi. Ma
bisogna assolutamente capire che il virus ha fermato una crisi economica peggiore di quella che
stiamo vivendo adesso. Il virus è arrivato veramente al momento giusto. Se non fosse arrivato, i
tassi d’interesse sarebbero schizzati in alto e il mercato del debito e a ruota quello dei derivati
(milioni di miliardi) sarebbe deflagrato in una supernova dalle proporzioni molto, molto peggiori
di quello che è avvenuto. Una crisi per la quale non esiste strumento per gestirla.
Fermare l’economia e quindi la domanda di prestiti e inondare le banche di liquidità fresca è
sembrata essere la soluzione meno dannosa. Almeno per loro. Lo slogan “andrà tutto bene” che
hanno messo in bocca agli ignari cittadini, è servito a ribadire che andrà tutto bene a loro, non a
noi, e che per adesso, il collasso monetario non ci sarà perché hanno fermato l’economia
gettando tutti noi fermi, immobili in un angolo, come in una prigione planetaria. L’economia è
stata quindi congelata per un semplicissimo motivo: per consentire alle banche centrali di creare
migliaia di miliardi di nuovo debito e non creare inflazione (l’inflazione danneggia il creditore -
la banca - e favorisce il debitore, quindi non deve accadere).
Si pensa erroneamente che l’inflazione sia l’aumento dei prezzi, ma l’aumento dei prezzi è
soltanto la conseguenza dell’inflazione. Inflazione vuol dire espansione: l’espansione della
massa monetaria. Se le banche creano nuovi trilioni di dollari, inflazionano l’economia di nuova
moneta disponibile. Se questa moneta inizia a circolare, ad esempio, se c’è esuberanza
economica, allora si crea inflazione, in modo proporzionale alla massa di nuova moneta messa in
circolo. Quando questo accade, le banche hanno un solo modo per intervenire: alzare i tassi per
drenare la liquidità. Ma adesso questo è impossibile, perché se si alzano i tassi si innesca
l’esplosione delle Margin Call sui REPO e scoppia tutto. L’unica altra opzione per creare
liquidità e impedire che circoli è quella di bloccare l’economia, guadagnando tempo prezioso per
intervenire là dove ci sono le falle, cercando di tapparle una ad una gettandoci sopra palate di
soldi. Ecco la verità sul perché dei lockdown.
Salvando i REPO sono stati salvati anche gli Hedge Fund e quindi i fondi pensione. Per adesso i
pensionati possono stare tranquilli. La loro pensione è assicurata. Per approfondire ulteriormente
la complessità del sistema bancario ombra dove avvengono gli scambi dei REPO, è opportuno
conoscerlo il sistema bancario ombra. Ecco, a riguardo, un ottimo articolo della bravissima
legale ed economista statunitense Ellen Brown: https://www.alternet.org/ 2013/09/ financial-
armageddon-buildingshadows-and-you-bear-risk/.
Le maggiori regole imposte e i bassi tassi d’interesse hanno spostando l’attività dei prestiti
bancari dalle banche commerciali verso il sistema bancario ombra non regolamentato. Le banche
ombra, sebbene prive di regole governative, sono sostenute da una garanzia statale nascosta,
sotto forma di uno statuto detto "Safe Harbor" passato con la riforma della legge fallimentare del
2005 voluta da Wall Street. Il risultato è quello di creare incentivi perversi all’autodistruzione del
sistema finanziario. Cinque anni dopo che il collasso finanziario precipitò Lehman Brothers
verso la bancarotta, il 15 Settembre del 2008, il rischio di un altro grande panico della stessa
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portata è ancora largamente possibile, nonostante la legge Dodd Frank fosse stata emanata
proprio allo scopo di contenerlo. Come ha fatto notare Reuters in un recente articolo³, il rischio è
stato semplicemente trasferito nell’ombra: «le banche stanno tirando via i propri bilanci dalle
frange dei mercati del credito, con il rischio che viene sempre più indirizzato verso i prestatori
non regolamentati che fanno parte dei 60 trilioni di dollari del sistema bancario ombra».
Le maggiori regole e i bassi tassi d’interesse hanno reso sconveniente per le banche di erogare
mutui ipotecari e concedere credito alle aziende rispetto al 2008. I facili trucchi dei subprime di
qualche anno fa non vanno più.
Quel vuoto è ora riempito dal sistema bancario ombra. Il sistema bancario ombra avviene con
diverse forme, ma il grosso dei soldi adesso sta nei REPO e nei derivati. Il valore nozionale (o
ipotetico) del mercato dei derivati è stato stimato essere di 1.2 milioni di miliardi di dollari,
ovvero, 20 volte il PIL di tutte le nazioni del mondo messe insieme. Secondo Hervé Hannoun,
vice direttore generale della Banca dei Regolamenti Internazionali, le banche d’investimento,
così come quelle commerciali, potrebbero fare la maggior parte dei loro affari proprio nel
sistema bancario ombra (SBO), anche se la maggior parte di queste non è individualmente
classificata come appartenente al SBO. Secondo un esperto di regole finanziarie, sono proprio le
banche regolamentate ad essere le più grandi banche ombra.

La garanzia statale occulta che sostiene il Sistema Bancario Ombra

Secondo l’economista olandese Enrico Perotti, le banche possono finanziare i propri prestiti a
condizioni molto più vantaggiose delle altre industrie perché offrono "liquidità a richiesta".
La promessa che il depositante possa prelevare i suoi soldi in ogni istante è resa credibile
dall’assicurazione della garanzia statale sui depositi e dall’accesso ai fondi della banca centrale.
Ma quale garanzia sottoscrive la banca ombra?
Perché le istituzioni finanziarie sono fiduciose di prestare a basso costo nel mercato ombra,
quando questo non è protetto dai fondi a garanzia sui depositi o dai piani di salvataggio
governativi?
Perotti dice che la liquidità-su-richiesta nel SBO è garantita da un’altra forma di garanzia statale
meno conosciuta: lo stato di "safe harbor" (porto sicuro) in caso di bancarotta. I Repo e i derivati,
ovvero i prodotti di cui si occupano le banche ombra, godono di "super-priorità" rispetto a tutte
le altre richieste di rimborso. Così scrive Perotti: «Le obbligazioni messe a garanzia servono per
accedere a fondi a basso costo grazie all’espansione in USA e EU dello status di “Safe
Harbor”.
Conosciuti anche some privilegi di bancarotta, ciò assicura i prestatori legati da collaterale
finanziario alla controparte, di poter agire immediatamente al riscatto delle obbligazioni a
garanzia».
Lo status di "Safe Harbor" conferisce il privilegio di venir esclusi da azioni legali e comunque da
ogni tipo di restrizione. I prestatori in ambito Safe Harbor, i quali attualmente includono i repo e
i derivati a margine, possono immediatamente rientrare in possesso della garanzia e rivenderla
subito.
Tutto questo dà ai Repo e ai derivati una super-priorità rispetto a tutte le altre azioni di rivalsa,
comprese le tasse, gli stipendi, i soldi dei depositanti, il credito realmente assicurato e le richieste
di riscatto assicurativo. Quindi la liquidità è criticamente resa subito disponibile al SBO a
discapito delle regolari procedure concorsuali. Quando la liquidazione ordinaria è inficiata, c’è
una corsa per accaparrarsi il collaterale, e ciò spinge il debitore ancora di più verso la bancarotta.
L’emendamento alla legge sulla Bancarotta del 2005 che ha creato questo tipo di privilegio per i
repo e i derivati fu fatto passare con la spinta della lobby bancaria senza fare troppe domande.
Nel Dicembre del 2011 in un articolo intitolato Piano B - Come Derubare Le Nazioni e le Loro
Banche Legalmente, il documentarista David Malone scriveva: «Questo emendamento, che è
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stato osannato come necessario per evitare il rischio sistemico nel caso di bancarotta
finanziaria….ha fatto sì che si potesse usare una gamma molto ampia di asset ad alto rischio…
il mercato dei repo è cresciuto a dismisura, e gli asset ad alto rischio sono accettati molto
volentieri perché i trader sanno che se la controparte dei loro prestiti va giù, essi possono
ritirare i propri soldi prima di chiunque altro e nessuno è in grado di fermarli».
Vedasi ad esempio la ridicola figuraccia dei giudici di Siena che cercavano di impedire a
Nomura e Deutsche Bank di rientrare dei propri prestiti al MPS.

Bruciare il granaio per riscuotere l’assicurazione

Lo status di Safe Harbor crea quella sorta di perverso incentivo che rende i derivati “armi di
distruzione di massa” come li definì Warren Buffett. È l’equivalente di bruciare il granaio per
riscuotere l’assicurazione.
Così prosegue Malone: «Tutti gli altri creditori-sottoscrittori di bond rischiano di perdere parte
dei loro soldi in caso di bancarotta. È per questo che è nel loro interesse evitare il fallimento di
una controparte di trading. Ma non è così nel caso di partner di Repo e derivati. Questi
riceverebbero un servizio migliore saccheggiando la controparte – in modo del tutto legale – nel
caso di avvisaglie di difficoltà di quest’ultima. Infatti, i trader di Repo e derivati potrebbero
aver interesse nello spingere una banca, indebitata con loro, verso il fallimento qualora questa
opzione li servirebbe in modo privilegiato nella posizione di creditori verso di essa. Ad esempio
nel caso in cui gli stessi trader abbiano bisogni di soldi per ricoprire la pressione dei creditori
di posizioni debitorie a loro volta. Il collasso di Bear Stearns, Lehman Brothers e AIG fu
provocato direttamente dal repentino stop delle contrattazioni dei repo e dei derivati da parte
dei loro partner, I quali, invece, hanno subito cambiato posizione, passando al saccheggio dei
loro rispettivi asset. Il collasso globale si scatenò non a causa della pratica selvaggia dei mutui
subprime, ma dalla corsa ad accaparrarsi il collaterale da parte dei giocatori nel mercato dei
repo e dei derivati sotto l’egida dell’approvazione dello status di Safe Harbor approvato dal
Congresso.
Bear Stearns e Lehman Brothers erano strettamente banche d’investimento, ma adesso abbiamo
gigantesche banche di deposito che scommettono anche loro nel mercato dei derivati; e con
l’abrogazione del Glass-Steagall Act, che obbligava a tener distinti i depositi e gli investimenti,
esse sono state autorizzate a mescolare depositi e investimenti. Il rischio dei depositanti è
diventato lampante quando è fallita MF Global nell’Ottobre del 2011».
Osserva ancora Malone: «Quando è andata giù MF Global è stato a causa dei suoi repo e
derivati e i suoi partner ipotecari essenzialmente che l’hanno essenzialmente pignorata. E
quando l’hanno fatto, hanno saccheggiato la società. E a causa dell’uso promiscuo anche del
denaro dei depositanti nei contratti di ipotecamento, i saccheggiatori hanno preso anche
quello…. si dice che sia JP Morgan ad avere i soldi di MF Global, mentre gli avvocati di tutti
gli altri possono solo fare discorsi. Dopo MF Global c’è stato il caso del “salvataggio interno”
(bail in) di Cipro, con la confisca dei depositi per ricapitalizzare le banche fallite. Questo è lo
schema con cui ci si è basati per gestire tutti i casi di Bail-In stabiliti dal Financial Stability
Board, l’organo di regolamentazione internazionale con sede in Svizzera».

Il congegno di auto-distruzione del sistema bancario

L’implementazione delle policy di Bail-in è resa necessaria dal fatto che gli Stati sono diventati
restii a nuovi piani di salvataggio. Negli USA, il Dodd-Frank Act (Sez.716) impedisce l’utilizzo
dei fondi dei contribuenti per intervenire in operazioni speculative in derivati. Questo vuol dire

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che nel caso di un altro evento tipo Lehman, il sistema bancario sarà lasciato semplicemente
collassare dentro un buco nero di saccheggio di derivati.
Malone scrive a riguardo: «…la legge fallimentare consente alle banche di sviscerarsi a vicenda.
La più forte presta alla più debole e la saccheggia quando il momento della crisi si avvicina. Il
piano consente alle banche più grandi, quelle che hanno in portafoglio sovraccarichi di buoni
del tesoro europei traballanti, di svincolarsi da una eventuale crisi dei buoni del tesoro e di
approfittare invece di una bancarotta che le avrebbe probabilmente distrutte. Tutto quello che è
necessario sapere è l’importo della legge sul fallimento ed ingaggiare la maggior quantità di
repo, e di trading di derivati con il più alto numero di banche deboli possibile.… io penso che
alcune delle banche più grandi abbiano esse stesse creato ed innescato un gigantesco congegno
di autodistruzione di tutto il sistema bancario. Le banche più deboli potrebbero essere le vittime,
ma saremo noi, “i cittadini” a pagare alla fine».
E osserva anche che: «Negli ultimi quattro anni chi è stato a mettere i soldi nelle banche?
E chi è diventato un grande sottoscrittore di bond in tutte le banche?
Siamo stati noi!
Inizialmente tramite le nostre banche nazionali e adesso tramite la Federal Reserve e la Banca
Centrale Europea, e anche tramite i piani di salvataggio finanziati con le tasse. Saremo noi
quelli in fila fuori ad aspettare i soldi che le banche avranno già fatto sparire… Le banche
hanno creato un meccaismo di saccheggio destinato verso l’Armageddon finanziario. Il loro
piano B è quello di saccheggiare, non solo le altre banche più deboli nelle nazioni più deboli,
ma le nazioni stesse. E per effettuare questo saccheggio non ci vorranno mesi; neppure giorni.
Potrebbe avvenire in termine di minuti, anche di pochi secondi».

Crisi ed opportunità: costruire una migliore trappola per topi

Non c’è modo di regolamentare questa sorta di rischio. Se sia il sistema bancario convenzionale
che quello ombra sono tenuti in piedi dalla garanzia statale, siamo noi cittadini a sostenerne il
rischio.
Dovremmo essere noi a decidere la direzione in cui il credito dovrebbe essere erogato e
dovremmo essere noi a percepirne l’interesse che matura. Il sistema bancario e la creazione
monetaria dovrebbero diventare aziende pubbliche, che appartengono ai cittadini e che servono
gli interessi dei cittadini. Le banche pubbliche non si occupano di derivati. Oggi tutta la
circolazione monetaria (M1, M2, M3) consiste in credito bancario creato privatamente. Soldi
creati sui libri contabili delle banche sottoforma di prestiti. Se questo sistema privato implode,
noi saremo lasciati senza emissione monetaria.
Dopo questa lettura si capisce bene come sia stato necessario congelare l’economia per
consentire una gestione ordinata di tutto questo immane e complicatissimo intreccio. Lo slogan
"andrà tutto bene" messo sulla bocca dei fessi in tutto il mondo, voleva dire: andrà bene a noi,
non a voi, poveri imbecilli!
Ed infatti a loro è andata benissimo, basta vedere l’aumento verticale della ricchezza dei super
ricchi nel 2020, come ben documentato da un articolo dove si vede che si stanno già
appropriando di sempre più nuova ricchezza: 282 miliardi a Aprile 2020, 434 a Maggio, 583 a
Giugno e 637 a Luglio 20204.
La maggior parte dei soldi sta finendo ai super ricchi che godono di canali privilegiati di accesso
alla nuova liquidità creata sotto forma di stimoli all’economia da parte delle Banche Centrali e
che finisce quasi tutta nel cerchio più interno e vicino al potere. Una quantità di soldi che è
superiore a quanti ne occorrano, come si capisce da un articolo di Reuters5.
Le banche stesse sono talmente inondate di liquidità fresca di stampa che non ne vogliono più. Si
girano dall’altra parte con la bocca schifata e menzognera: basta soldi!

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Non ce ne date più, si legge nell’articolo. Però quando si tratta di chiederli ai clienti debitori per
le rate di prestiti e mutui, sono inflessibili e questo dovrebbe far riflettere su come sia tristemente
ridicolo questo giochetto.
Non è facile per chi non segue queste cose rendersi conto della dimensione delle cifre necessarie
a tamponare il collasso totale. La Banca centrale USA ha creato dal nulla trilioni di dollari con
un click del mouse e rende disponibili quantità di dollari illimitate alle banche che hanno
necessità di pareggiare le scommesse nel mercato dei derivati OTC. Per la prima volta nella
storia, ci sono state aste dei titoli di Stato USA che non hanno avuto offerte di acquisto (bidless)
e i titoli li ha comprati la Federal Reserve con dollari freschi di stampa. I Titoli di Stato
americani sono sempre stati considerati l’asset più liquido che esista.
1 trilione di dollari sono mille miliardi. Per accumulare il primo trilione, gli USA, che sono
tuttora la prima economia mondiale, ci hanno messo 185 anni. Ci hanno pagato tutte le guerre, le
infrastrutture, le missioni spaziali eccetera, eccetera. Adesso un trilione dura pochi giorni.
Ve la faccio breve. Siamo quindi davanti ad un momento di enorme cambio di paradigma. Ecco
la verità di tutta questa triste vicenda dove ci hanno raccontato di tutto tranne che il vero
nocciolo della questione è il nocciolo economico; come sempre. Come in tutte le guerre e in tutte
le cose che accadono: l’incipit è sempre economico.
Tutto risulta di più facile comprensione una volta preso atto che le persone, nel mondo, sono
gestite come un gregge di pecore. Ci fanno fare quello che torna utile a loro. Le persone che ce lo
impongono, i governanti visibili e le teste parlanti della TV, sono solo i cani da pastore. I
mandriani sono le banche, proprietarie dei soldi e quindi di tutto il resto.
Il sistema economico globale è basato sul debito e per sua natura genera squilibri che con il
tempo divengono esponenziali. Un modo di intervento diffuso era quello di organizzare guerre e
dare origine a quello che Schumpeter definì "distruzione creativa". Adesso è più difficile fare le
guerre perché mancano gli ideali e i giovani, col fisico da Nintendo, non sono più adatti. Allora è
stata scelta una strategia più trasversale. Quella della minaccia di un virus invisibile con cui tutti
gli stati sono obbligati a combattere, indebolendosi e indebitandosi. Sul campo di battaglia
restano aziende, controllo delle risorse, devastazione e il potere si consolida in sempre meno
mani. Non sono mancati neanche i militari sul campo a dare credibilità a tutta la messa in scena,
mentre i media all’unisono ripetevano come un disco rotto: «siamo in guerra contro il virus».
È tutto collegato. E il collante che unisce tutto è il denaro. Siamo tutti dentro al gioco. Come un
grande gioco del Monopoli. Quando giochiamo a Monopoli, sappiamo benissimo che i soldi che
usiamo sono finti. Quello che ha valore sono le nostre emozioni che nascono durante lo
svolgimento, mentre giochiamo. Imprevisti, probabilità, case, alberghi, ferrovie. Sono le nostre
emozioni a dare valore a tutto ciò. Quella è la moneta autentica con cui paghiamo per stare al
gioco.
Molti allora si chiedono: cosa succederà ora?
Ci sarà la ripresa?
Assolutamente no!
Mi spiace dirvelo, e mi spiace anche per me.
L’economia non ripartirà. Sarà un grafico a forma di L dove dopo il crollo verticale di adesso
seguirà un lungo periodo di lenta e prolungata stagnazione su livelli molto inferiori ai precedenti.
Il 2019 è stato l’ultimo anno di mondo come lo abbiamo conosciuto. Con il 2020 arriva una
nuova realtà e che ci piaccia o no, sarà con noi almeno fino al 2032. Così prevede l’accurato
modello di previsione economica del grande Martin Armstrong, che è sempre molto preciso. Se
si decidesse di riaprire tutto e tornare alla situazione precedente ci ritroveremmo in un attimo al
punto di partenza, ovvero al Settembre 2019, con l’esplosione del mercato dei REPO. Questa
scelta è stata inevitabile. È il più colossale caso di “tra l’incudine e il martello” della storia
dell’umanità. L’economia non ripartirà perché con il blocco totale dovuto al lockdown e alle
restrizioni per il contenimento della pandemia ci saranno molti fallimenti. Moltissimi soggetti
non saranno più in grado di pagare i propri debiti. Moltissimi non saranno più in grado pagare i
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canoni di affitto. Se da una parte qualcuno non paga, dall’altra c’è qualcun altro che non riscuote.
Il gioco è a somma zero. Complessivamente, non c’è guadagno economico perché la somma si
sterilizza. Ci saranno periodi di alternanza sempre con il rischio pandemia o chissà quale altro
trucco, usati alla nausea per limitare la libertà delle persone concedendo brevi sprazzi di libertà.
Saranno periodi piuttosto protratti che ho definito come "stringi e allenta" dove si intervalleranno
piccole fasi positive, in cui la gente tornerà a sperare, a situazioni progressivamente peggiori. I
brevi sprazzi positivi saranno necessari per infondere coraggio e caricare con maggior sadismo la
successiva fase di stritolamento. Ogni fase detta “stringi” si porterà via pezzi della nostra carne
fino all’annientamento, come nelle torture, fino a spezzare l’anima.
Non è azzardato affermare che nel 2008 avevamo un problema, e questo problema, come ben
ricordiamo, erano le banche con i famosi mutui subprime.
Nel 2020 le banche sono diventate la soluzione, perché attraverso di esse si fanno arrivare i soldi
a tutti in un’orgia di liquidità creata a debito.
Con il programma definito "Universal Basic Income" (reddito base universale), i soldi arrivano e
continueranno ad arrivare anche ai consumatori. Questo cambia radicalmente le regole del gioco!
Da ora in poi non esiste più l’economia!
Non esiste più l’economia che conoscevamo, dove bisognava lavorare e produrre; guadagnare e
conseguire il profitto.
Tutto questo non c’è più. Pochi se ne sono resi conto. Ancora la gente non ha capito la
magnitudine di questo processo che inizia ora, davanti ai nostri occhi. D’altronde, la gente dice:
«io voglio la libertà!».
Ma liberi sono solo quelli che sono in grado di produrre i propri mezzi di sostentamento. Tutti gli
altri, compreso me, vivono in un sistema interconnesso dove la sopravvivenza è possibile solo
finché la moneta viene prodotta e distribuita indebitandoci in un perpetuo e inestinguibile legame
di sudditanza. La gente non vuole soffrire. Vuole solo provare piacere fisico e gratificazione. La
gente è disposta a implorare per la propria soddisfazione e la otterrà, a debito, rinunciando alle
libertà e all’indipendenza. Il nuovo mondo che ci stanno preparando sarà dunque una forma
perfezionata di quello che sta avvenendo adesso.
Mi spiego. Come ho scritto prima, le grandi corporation fino ad ora avevano guidato l’economia
con piani industriali votati al raggiungimento del profitto. Adesso, ciò non è più necessario. Esse
non hanno bisogno di guadagnare, perché è la Banca Centrale stessa che le finanzia con la
liquidità necessaria e che deciderà quindi quale azienda lasciare in vita e quale fare fallire.
Dall’altra parte, neanche la gente ha più bisogno di guadagnare, perché arriva il sussidio
direttamente in accredito dallo Stato con il meccanismo del reddito di base universale. Ciò sarà
reso ancora più facile con il denaro virtuale che sarà implementato a breve. Questa è una cosa
che stravolge tutto.
La fusione di Banche, corporazioni manifatturiere e Stato: Il Comunismo o Nazionalsocialismo
che dir si voglia. Il denaro perde significato perché tutto è pianificato centralmente.
Prima di arrivare a ciò bisogna smontare ogni rimasuglio del mondo che conosciamo, ad iniziare
dalla distruzione della persona attraverso l’annientamento della psiche. Il sistema migliore per
giungere a ciò è l’utilizzo della paura. Con la continua minaccia di pandemie e morte le persone
saranno abituate e obbligate a restare a casa. La mancanza di contatto sociale unita a
sedentarietà, a cibo malsano (l’unico disponibile a basso costo) e l’essere distaccati dai processi
economici e produttivi, convinceranno la gente anche al fatto di essere diventata inutile. Anzi:
dal punto di vista ecologico, la vita umana è spesso dipinta addirittura come un cancro che
infesta la terra e quindi le persone accetteranno volentieri anche di morire perché sarà un
contributo a Madre Natura che si sbarazza di umani in eccesso.
Il traguardo finale è ben rappresentato dal film Idiocracy dove nel futuro, a causa della maggiore
prolificità delle persone stupide, il livello di intelligenza medio raggiunge livelli talmente bassi
da mettere a rischio la sopravvivenza del genere umano. Nella clip è raffigurato perfettamente
l’uomo del futuro: cittadino modello senza possibilità di alternativa:
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1) sta a casa;
2) conduce la vita passivamente sul divano;
3) si alimenta con secchiello di "government food" sintetico e nocivo, sussidiato dallo Stato, che
riduce la durata della vita;
4) si intrattiene con programmi TV che inibiscono totalmente la capacità cognitiva.
Praticamente una vita ortodossa sarà a casa sul divano. Quello che occorre alla conduzione della
vita ordinaria sarà sussidiato. Unico compito del cittadino, ormai inutile, sarà quello di non
rompere i coglioni e possibilmente morire in breve tempo. Ciò avverrà per gradi. Già con lo
smart working ci stanno abituando. Ci tolgono dal posto di lavoro e ci mettono a casa. Poi ci
accorgiamo che il lavoro che facevamo non serve più, perché lo fa un computer o un robot, ma
nessun problema, arriva il sussidio, in misura precisa per consentire la sopravvivenza entro il
perimetro che riterranno opportuno essere il nostro nuovo confine. Il film parlava del 2505, ma i
tempi, evidentemente si sono molto accorciati.
Quali sono le possibili soluzioni?
Come se ne esce?
È molto difficile.
Occorre un gioco di grande equilibrio e di lento e cauto procedere.
Ci vorrebbe una leadership in grado di porre in atto una brillante capacità di calcolo del rischio
da effettuare prima di ogni passo, approfittando di ogni solido appoggio disponibile per poggiare
il piede e compiere il passo successivo. Queste sono le doti che dovrebbero avere coloro che in
questo momento si trovano nella posizione di stabilire la strategia migliore per tirare fuori
l’umanità intera da questa "bassa marea" insidiosa in cui ci troviamo, ben sapendo però che
facendo i passi sbagliati, si rischia non solo di fare danni irreparabili, ma anche di affondare e
perdere tutto.
Chiediamoci quindi: abbiamo nel mondo questo tipo di leader?
Esistono uomini o donne capaci di prendere in mano le redini e di guidare saggiamente l’umanità
verso un terreno sicuro sul quale ricostruire un modello economico più solido e sostenibile?
E i leader che abbiamo: lo vorranno fare?
Una scena della sequenza iniziale del film Idiocracy (2006), dove viene illustrato come la gente
stupida procrei più di quella intelligente.
La soluzione adesso sarebbe quella di intraprendere colossali opere pubbliche infrastrutturali che
darebbero lavoro alla gente, e adottando misure fiscali adeguate a garantire la stabilità dei flussi
monetari. La fusione tra Banche Centrali e Governo che sta avvenendo renderebbe più agevole il
meccanismo di finanziamento necessario per mettere in cantiere queste opere. Donald Trump è
maestro di bancarotta avendone subite diverse come imprenditore soprattutto nel settore dei
casinò, quindi nel gioco d’azzardo. Ironicamente sembra proprio la persona adatta a gestireuna
bancarotta globale causata dal casinò delle scommesse sul mercato dei REPO. Visti i suoi
successi e le sue esperienze precedenti: è uno del mestiere!
Intanto, mentre aspettiamo una leadership migliore e un rovesciamento del fronte, le prossime
tappe vedranno l’annuncio di una criptovaluta mondiale che servirà all’inizio solo alle
compensazioni tra banche centrali. Negli USA esiste già una proposta presentata
simultaneamente dal Congresso e dal Senato per una nuova valuta digitale che si chiamerà,
...indovinate un po’?
Digital Dollar. Che fantasia!
Ma è necessario mantenere il vocabolo dollaro perché la gente è mentalmente inseparabile da
quella parola e dal suo significato che è istintivamente associato alla moneta che è necessaria a
tutti per vivere e che deve il suo valore proprio da questa accettazione universale. Il dollaro
digitale sarà solamente elettronico e sarà gestito sempre dalla Federal Reserve.
Scompariranno banconote e monete che non avranno più corso legale. Ogni transazione potrà
avvenire soltanto attraverso gli "wallet" ovvero i portafogli elettronici in cui sarà convertito e

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ridenominato tutto l’ammontare dei dollari esistenti e in cui saranno accreditate tutte le somme
dal momento della sua introduzione in poi.
La data prevista da questo protocollo sarà il giorno 1° gennaio 2021. Il programma proposto è
strutturato su 18 step progressivi fino al raggiungimento del traguardo. Una volta raggiunta la
totale digitalizzazione del sistema dollaro, i vantaggi per chi controlla questo sistema saranno
immensi, ovviamente a discapito dei cittadini, dei risparmiatori e delle libertà individuali.
Innanzi tutto, i depositi così strutturati potranno essere soggetti a tassi negativi e potranno anche
avere importi decimali, fatto impossibile finché l’unità monetaria era basata sull’unità. Il dollaro,
anche ridotto alla sua minima unità, ovvero il centesimo, non può avere valore facciale inferiore
a quello riportato sulla moneta. Nel caso di deposito digitale, ci sarà la possibilità di avere un
numero infinito di decimali. Inoltre, con il wallet elettronico si potrà manovrare con molta più
semplicità tutta la funzione collegata allo stimolo al risparmio o alla spesa. Ad esempio, se si
vuole incentivare il risparmio, basterà imporre dei limiti sull’utilizzo dei dollari digitali oppure
proporre degli incentivi tipo remunerazione o programmi di bonus. Se invece si vuole persuadere
la gente a spendere velocemente i propri risparmi, si può scegliere di imporre sui medesimi tassi
negativi che invoglino i correntisti a sbarazzarsi dei soldi per non perdere valore d’acquisto. Con
la mano sul selettore che controlla il volume dei soldi e dei tassi, come se fosse il pomello del
volume di una radio, si può decidere centralmente e istantaneamente come indirizzare tutta la
massa monetaria denominata M2.
Uno strumento che adesso non è possibile, perché anche se i pagamenti elettronici esistono già,
le persone possono ancora convertire i propri bit in banconote di carta e accumularle
privatamente, nel cui caso, i tassi negativi non avrebbero effetto.
Inoltre, con una moneta totalmente digitale, tutte le transazioni saranno tracciate e tassate, e
questo torna molto comodo agli Stati che perseguitano fiscalmente il contribuente che finalmente
sarà spremibile fino all’ultimo decimale di centesimo prelevando direttamente dal wallet
elettronico. Con il controllo totale della massa monetaria e della velocità con cui si desidera farla
circolare, si otterrà anche un beneficio per quello che si chiama "delevere-ging", ovvero la
riduzione del debito pubblico che sarà fatto inflazionare con la diminuzione del valore della
moneta, ovviamente a spese del risparmio, dei salari e della qualità della vita di tutti i cittadini.
È bene ricordare che tutte le volte che nella storia dell’umanità è stato introdotto un nuovo
sistema monetario ciò ha comportato sempre anche un considerevole numero di morti. Basta
pensare all’introduzione, con la forza bruta, del sistema "Petrodollaro" e tutte le guerre che ha
provocato e ancora causa nel Medio Oriente e ovunque ci sia petrolio, per essere imposto e
mantenuto. Con l’introduzione dell’Euro, tutti ce lo ricordiamo, il nostro potere d’acquisto in
Italia è stato dimezzato nottetempo con un click. È bastata una conversione del cambio tra Lira
Italiana e Euro e chiunque aveva depositi espressi in lire è stato penalizzato con la conversione in
una nuova valuta che da subito comprava la metà della roba rispetto a prima.
Avessero imposto una tassa del 50% nessuno l’avrebbe accettata. In questo modo hanno sottratto
la metà della ricchezza della gente senza che nessuno potesse fare niente per evitarlo. Solo chi
aveva il proprio patrimonio espresso non in lire ma in altre forme di investimento è riuscito a
salvarsi o anche a guadagnare. Niente vieta che una manovra del genere possa nuovamente
avvenire. Ovviamente questa è solo un’ipotesi, ma potremmo svegliarci una mattina e scoprire
che i nostri soldi sul conto sono stati trasformati in una nuova valuta digitale svalutata del 50%,
mentre le banconote e le monete in circolazione potrebbero essere rese illegali e quindi da
distruggere in quanto infette dello schifoso e temibilissimo virus, il tutto propagandato da
annunci a reti unificate del tipo: «cittadini, gettate nel fuoco i vostri Euro infetti!
Guardate che belli questi Wallet digitali che abbiamo fatto per tutelare la vostra salute. Il team
scientifico ha sempre la soluzione giusta per voi. Scaricate il vostro Wallet digitale insieme
all’APP Immuni e al sussidio per voi. I nuovi Euro sono sicuri ed elettronici, non come quello
schifo di carta infetta. Buttate quella cacca …Andrà tutto bene!». ...
Peccato che con i nuovi soldi digitali si compri la metà della roba rispetto a prima.
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I suicidi aumenteranno?
Questo nuovo trend sarà accolto molto volentieri dai giovani che già adesso, disoccupati e
inoccupabili, hanno già iniziato a convertire le proprie postazioni di videogiochi nella nuova
passione che è quella del trading on line. Basta vedere quanti guru e affabulatori si presentano
negli spazi pubblicitari su Youtube, etc. per pompare questa tendenza e per proporre strategie di
investimento che facciano guadagnare soldi facilmente. I giovani, che non sanno come era il
mondo prima, saranno contentissimi perché potranno dare sfogo alle loro passioni principali:
vivere stravaccati su cuscini per terra, sul divano o sdraiati sul letto, davanti a uno o più schermi,
con in mano joystick e cellulare, ordinare cibo spazzatura on line direttamente dalle app e
alternare videogiochi, social, serie Netflix e trading on line sfruttando il sussidio del reddito base
universale accreditato direttamente sul wallet. Chi se ne frega della realtà reale quando si può
avere quella virtuale?
Di questo ha parlato molto Marco Della Luna nei suoi libri, sul suo blog e nelle sue interviste.
Già solo il titolo del suo libro Oligarchia Per Popoli Superflui 7 dice tutto. I popoli sono
diventati superflui. Non solo superflui, ma addirittura dannosi.
Tutte le ideologie sono costruite intorno ad un messaggio messianico. In ogni momento storico,
per sfruttare l’angoscia della gente, si crea un’ideologia che sia adatta al momento e che faccia
sperare in un domani migliore. Le ideologie hanno sempre una base messianica dove viene data
la speranza di una salvezza futura qualora si combatta un nemico seguendo disciplinatamente i
dettami stabiliti. Forse, un domani, se ci si comporta in modo ortodosso, arriverà la tanto
agognata salvezza che ci libererà dal nemico e quindi dalle sofferenze del presente. La base
ideologica di tutto quello che sta succedendo adesso è il movimento ecologista della cosiddetta
Green Economy. Tutto il movimento ecologista capitanato da Greta Thunberg non è affatto
scollegato alla successiva agenda pandemica del Coronavirus. Nell’ideologia ambientalista, il
nemico è il genere umano stesso, che inquina, si riproduce smodatamente, distrugge l’ambiente e
la cui stessa esistenza ci viene sempre narrata come il virus della terra. La gente ormai, convinta
di questo, accetta come necessarie tutte le misure contro di sé e sarà felice di morire per salvare
la Madre Terra. Questo è il loro piano.
Un messianismo invertito che fa accettare la propria morte come propizia soluzione. Tutti i
messaggi che riceviamo adesso sono basati sull’inversione, fateci caso. L’uomo diviene donna, il
bene diviene il male, la menzogna realtà, nell’arte il brutto diviene bello e quindi accade anche
che la morte divenga vita.
Tolti dai tre passi molti fetidi poveri, i ricchi avranno più posto e risorse disponibili.
La Terra dispone ancora di parecchi posti belli e incontaminati e i ricchi vogliono questi posti
solo per sé. Un’altra cosa sospetta è tutta la campagna di terrore sul fatto che il livello del mare
sia destinato a salire, ma intanto i ricchi stanno comprando tutte le migliori proprietà in riva al
mare disponibili comprese intere isole. I poveri spaventati cedono le prestigiose zone costiere e i
ricchi le comprano.
Il nuovo sistema monetario sarà quasi certamente basato su di una criptovaluta con sistema
blockchain probabilmente con una percentuale variabile di convertibilità su base aurea. I paesi
che hanno le maggiori riserve auree saranno quelli dominanti. Per questo hanno voluto azzerare
l’Italia. L’obiettivo è quello di farci cedere il nostro oro che è comunque al 4° posto per riserve al
mondo. Gli USA al primo posto. La Cina e la Russia hanno iniziato dieci anni fa a comprare
tutto l’oro che viene prodotto. Non lo hanno comprato per rivenderlo. Lo hanno comprato perché
vogliono giocare da protagonisti. L’oro quindi tornerà ad avere il suo ruolo di primo piano nel
nuovo sistema economico. Questo anche perché essendo l’oro scarso per natura, impedirà
all’economia di espandersi in modo esponenziale creando questo genere di squilibri e fornendo
una solida base su cui ripartire in modo più sostenibile, il che concorda anche con i dettami
"green" che vanno tanto di moda. Abituiamoci a tutto questo e calcoliamo bene i nostri passi per
uscire incolumi dalla “bassa marea” che caratterizzerà i prossimi anni.
Ci sarà un assestamento da qui al 2025. Poi un lento incedere fino al 2032.
102
Quindi: questa è la nuova realtà: more with less!
Bisogna fare di più con meno. Aguzzare l’ingegno e darsi da fare. Sennò ci sarà il reddito di
sussistenza statale e la lenta morte in un angolo, fuori dai giochi.
Copertina della rivista Time (numero del 2 Novembre 2020) dedicata al Grande Reset

NOTE AL CAPITOLO III

1 - REPO - REPURCHASE AGREEMENT:


https://www.investopedia.com/university/moneymarket/moneymarket7.asp
2 - https://www.telegraph.co.uk/business/2019/09/22/bis-warns-lehman-era-excessesbuilding-
global-debt-markets/
3 - https://www.reuters.com/article/us-lehman-fiveyear-analysis/analysis-five-years-afterlehman-
risk-moves-into-the-shadows-idUSBRE98B05620130912
4-https://www.peakprosperity.com/its-time-to-position-for-the-endga-me/?
utm_source=Peak+Prosperity+Newsletter&utm_campaign=fa3a562687-weeklypeaknewsletter&
utm_medium=email&utm_term=0_d77483a02b-fa3a562687-144436905
5 - https://www.reuters.com/article/us-eurozone-markets-rates/ecb-liquidity-floods-euromoney-
market-and-distorts-indicators-idUSKCN2582AE
6 - https://it.wikipedia.org/wiki/Aggregati_monetari.
7 - Marco Della Luna: Oligarchia per popoli superflui. Ed. Aurora Boreale, Firenze 2018.

103
CAPITOLO IV

UNA GUERRA DI INFORMAZIONI PER L’INSTAURAZIONE DEL NUOVO


ORDINE MONDIALE

di Luca La Bella

Desidero cominciare questo capitolo con una citazione di Albert Einstein a cui chiesero come
sarebbe stata la terza guerra mondiale. Lui rispose: «Non conosco le armi della terza guerra
mondiale, ma solo quelle della quarta: sassi e bastoni».
La Terza Guerra Mondiale è il periodo che stiamo vivendo in questi "tempi biblici", una guerra
non combattuta con armi convenzionali, ma con "ordigni" ancora più subdoli e devastanti.
La Quarta Rivoluzione Industriale che molti hanno descritto come una crescente
compenetrazione tra mondo fisico, digitale e biologico è in realtà una somma dei progressi in
intelligenza artificiale (IA), robotica, stampa 3D, ingegneria genetica, computer quantistici e
altre tecnologie. Ma tutte queste innovazioni viaggiano su un unico binario, quello
dell’informazione.
Storicamente abbiamo visto che chi controlla la comunicazione e l’informazione ha il potere di
decidere il futuro e la vita economica, finanziaria, politica, e – cosa ancora più importante – il
destino delle nostre libertà e della nostra salute psico-fisica. Il fine ultimo è il controllo.
In questi giorni assistiamo, scioccati e increduli, all’incredibile ferocia dei media "istituzionali" e
non, che propongono il pensiero unico e incontestabile dei vari partiti e del così detto Comitato
Tecnico Scientifico.
Sembra quasi che l’unico pensiero che conti sia quello dell’esponente OMS di turno o del
Ministro o politico sostenuto da una stampa che ha dimenticato e accantonato la sua imparzialità
e l’amore che dovrebbe avere verso il libero pensiero.
Questa situazione ci porta tristemente indietro negli anni, al periodo della Germania nazista e
delle famigerate "Camicie Marroni", le SA (abbreviazione di Sturmabteilung, Divisioni di
Assalto) che, con metodi intimidatori contro gli oppositori, hanno svolto un ruolo chiave
nell’ascesa al potere di Adolf Hitler nel 1933.
Gli oppositori dovevano essere picchiati, intimiditi, screditati e insultati. A di distanza di quasi
novanta anni, oggi assistiamo ad un’azione molto simile a quella di allora, in cui un regime
politico-sanitario portato avanti da membri di partiti trasversali, attraverso il braccio armato dei
giornali e/o blogger, opinionisti e simpatizzanti che elogiano le folli e violente dichiarazioni di
esponenti politici come Zingaretti, Raggi, Zaia o De Luca (tanto per citarne alcuni) che
diffamano, deridono e incitano alla violenza popolare contro oppositori e ricercatori indipendenti
e semplici persone che manifestano il loro dissenso in piazza.
Oggi non si insulta più con la gretta frase "sporco ebreo", ma con l’infamante e falsa parola
"negazionista", o con epiteti come "fascista" o "complottista". Viene segnalato chi non indossa la
fascia, ideologicamente uncinata, che oggi non si porta più sul braccio ma sul volto, senza la
quale non si può andare a fare la spesa o salire su un mezzo pubblico o andare a scuola, e in
alcuni casi si viene picchiati e derisi per questo affronto (vedi quanto successo a Venezia, a
Roma e in molti altri posti in Italia) o addirittura indirizzati verso un campo di concentramento
sanitario per un TSO.
In passato la piattaforma nazista, come oggi quella politico-sanitaria, spingeva il popolo a
conformarsi, a obbedire alle direttive, del "braccio forte" politico/mediatico, imposte per mettere
a tacere le visioni opposte.
104
Si forzava la distruzione economica come tattica di reclutamento per aumentare il tasso di
arruolamento. Oggi si fa lo stesso per spingere gli apparati statali, pubblici e privati (preoccupati
di perdere il lavoro o bonus promessi in questi tempi di crisi economica) per conformarli alle
direttive imposte attraverso DPCM, e non quindi attraverso leggi primarie approvate dal
Parlamento e superiori nella gerarchia delle fonti.
«La verità è il nemico mortale della menzogna e, di conseguenza, la verità è il più grande
nemico dello Stato», affermava Joseph Goebbels.
Quindi ieri, uso della propaganda da parte della Germania nazista. Oggi, medesimo uso della
propaganda da parte della stampa istituzionale e dei Social Media per un controllo della
narrativa. L’imperativo è sempre lo stesso: distruggere il pensiero opposto!
Un progetto secolare, quello del Governo Unico Mondialista e globalizzato.
Tutte le persone inserite nei posti chiave (infiltrazione, non invasione), controllo
dell’informazione attraverso le "agenzie di stampa" e i gruppi del Mainstream Media
riconducibili in tutto il Mondo a poche società in mano ai soliti noti, controllo dell’economia,
delle organizzazioni sanitarie e dei politici pronti a recepire e ad attuare le direttive emanate dalle
varie élite di potere.
Allora la domanda che sorge spontanea è la seguente: che cosa non sta funzionando in questo
piano diabolico?
Quali sono le forze in gioco e i “fronti” schierati?

Cronache di guerra contro un nemico non più invisibile

Il punto saliente fu quando John Fitzgerald Kennedy venne ucciso dopo aver denunciato
pubblicamente l’ingerenza di un gruppo occulto di persone, da lui chiamato per la prima volta
Deep State (“Stato Profondo”), nelle questioni più importanti e critiche della vita del popolo
americano.
Era il 22 Novembre del 1963. A Dallas, in Texas, mentre si stava spostando su un’automobile
scoperta insieme con la moglie Jacqueline, fu colpito a distanza da Lee Harvey Oswald (almeno
così si dichiara nella narrativa “ufficiale”), che sparò con un fucile dal sesto piano del Texas
School Book Depository.
Oswald venne arrestato e accusato formalmente dell’omicidio, ma la rapidità con cui furono
condotte le indagini e il fatto che lo stesso Oswald fu in seguito ucciso contribuirono a far
nascere molti legittimi sospetti intorno alla morte di Kennedy.
La Commissione Warren, istituita per indagare la morte di Kennedy, concluse che Oswald
avrebbe agito da solo. Nel 1979, però, un’altra Commissione parlamentare scrisse nel suo
rapporto conclusivo che il Presidente era stato «probabilmente assassinato in seguito a una
cospirazione», pur ammettendo di non avere ottenuto informazioni più precise per confermare la
circostanza né per identificare i colpevoli.
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel 2017 ha reso pubblici oltre 2.800 documenti
legati all’uccisione di John Fiztgerald Kennedy. Ha però accolto la richiesta di FBI e CIA di non
rendere pubbliche altre migliaia di documenti legati a questo caso, lasciando alle agenzie di
intelligence sei mesi per rivederli e determinare se la loro pubblicazione possa influire sulla
sicurezza nazionale.
Il fatidico discorso di JFK che ha determinato il suo assassinio su da lui pronunciato il 27 Aprile
del 1961, quindi circa due anni e mezzo prima di essere ucciso, al cospetto dei rappresentanti
della carta stampata, riuniti presso l’Hotel Waldorf-Astoria di New York. Di seguito i punti più
salienti: «La parola segretezza è in sé ripugnante in una società libera e aperta e noi come popolo
ci opponiamo storicamente alle società segrete, ai giuramenti segreti, alle procedure segrete.
Abbiamo deciso molto tempo fa che i pericoli rappresentati da eccessi di segretezza e

105
dall’occultamento dei fatti superano di gran lunga i rischi di quello che invece saremmo disposti
a giustificare».
«Stiamo correndo un gravissimo pericolo, che si preannuncia con le pressioni per aumentare a
dismisura la sicurezza, posta nelle mani di chi è ansioso di espanderla sino al limite della censura
ufficiale e dell’occultamento. Non lo consentirò, fin dove mi sarà possibile. E nessun membro
della mia Amministrazione, a prescindere dal suo alto o basso livello, civile o militare, dovrebbe
interpretare queste mie parole come una scusa per imbavagliare le notizie, soffocare il dissenso,
occultare i nostri errori o negare alla stampa e al pubblico i fatti che meritano di conoscere».
«Chiedo però a ogni editore, a ogni direttore e a ogni giornalista della nazione di riesaminare i
suoi stessi parametri e di riconoscere la natura del pericolo che corre il nostro Paese.
Solitamente, in tempo di guerra, il governo e la stampa si sono uniti nel tentativo, basato
principalmente sull’autodisciplina, di impedire divulgazioni non autorizzate al nemico».
«La nostra qualità della vita è in pericolo. I nostri nemici dichiarati proliferano in tutto il globo.
La sopravvivenza dei nostri amici è in pericolo. Tuttavia, non è stata dichiarata alcuna guerra,
nessun esercito ha oltrepassato un confine, nessun missile è stato lanciato. Se la stampa aspetta
una dichiarazione di guerra prima di imporsi l’autodisciplina delle condizioni di guerra, posso
solo dire che nessuna guerra ha mai rappresentato una minaccia più grande alla nostra sicurezza.
Poiché siamo osteggiati in tutto il mondo da una cospirazione monolitica e spietata che si avvale
principalmente di mezzi occulti per espandere la propria sfera di influenza attraverso
l’infiltrazione piuttosto che l’invasione, la sovversione piuttosto che le elezioni, l’intimidazione
piuttosto che la libera scelta, la guerriglia notturna piuttosto degli eserciti diurni. È un sistema
che ha investito molte risorse umane e molti materiali nella costituzione di una macchina
efficientissima e perfettamente oliata che combina operazioni militari, diplomatiche,
d’intelligence, economiche, scientifiche e politiche».
«I dissidenti non sono elogiati, ma messi a tacere. Ai vostri giornali non chiedo di sostenere
l’Amministrazione, chiedo invece il vostro aiuto nel fondamentale compito di informare e
mettere in guardia il popolo americano».
«Un errore non diventa madornale finché non rifiuti di correggerlo».
«Senza dibattito, senza critica, nessuna Amministrazione e nessun Paese può avere successo
come nessuna repubblica può sopravvivere».
A distanza di quasi 60 anni mai altro discorso sembra più attuale.
Il fatto che successivamente ha determinato a tutti gli effetti la sua esecuzione arrivò con l’ordine
esecutivo 11110 da lui firmato il 4 Giugno 1963 con cui dava delega al segretario del tesoro
USA il potere, di emettere certificati argentei (silver certificates) e quindi di fatto stampare
moneta di proprietà dello Stato e priva di debito.
Il "governo ombra" era noto, ai tempi di Kissinger, con diversi nomi e comprendeva diverse
"società segrete". La sua esistenza venne denunziata nel 1967 dai giornalisti David Wise e
Thomas Ross nel libro Il governo invisibile e in seguito il giornalista Dan Smooth e l’ex agente
CIA Philip Agee ne confermarono l’esistenza, quindi non si può parlare di Teorie del Complotto
ma di Realtà Complottista.
Quello che molti non sanno però è quale sia stata la reazione delle Forze Armate vicine a JFK di
fronte a questo scellerato evento. Dal poco che è trapelato negli anni passati e da quello che
invece sta emergendo sempre di più in questi ultimi anni è che un gruppo di Generali e
Colonnelli, uniti in questo piano di contrasto al Deep State, si siano col tempo organizzati in
attesa dell’arrivo del momento giusto, con il Presidente giusto, per sferrare un colpo mortale a
questo apparato occulto che col passar del tempo diventava sempre più sfacciato ed esposto.

106
L’operazione di intelligence Q-Anon

Tacciata come teoria cospirazionista dagli stessi Media che, collusi e complici appoggiano
questo Golpe Mondiale, nasce come operazione militare con più modalità:
- Aggirare i mezzi di comunicazione convenzionali
- Operatività militare (Gruppo Tempesta)
Come abbiamo visto il controllo delle informazioni è sempre stato il punto di forza dell’èlite per
veicolare il Pensiero Unico, soprattutto in questo periodo di Golpe Mondiale attraverso
l'"Operazione Corona", quindi serviva un supporto importante attraverso piattaforme internet
(prima 4chan, poi 8Kun) anonime e non hackerabili.
Emblematico il discorso del Generale a tre stelle Michael Flynn, consigliere per la sicurezza
nazionale del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump dal 20 Gennaio al 13 Febbraio 2017,
che conferma questa operazione: «Abbiamo un esercito di Soldati Digitali («Digital soldiers»),
perché questa è una insurrezione, è una guerra irregolare perché i giornalisti che ci sono nei
media forniscono un disservizio a loro e al nostro Paese».
Successivamente, con la censura sempre più pressante anche da parte di Twitter, il Generale
Flynn ha esortato tutti, sul nuovo social libero e indipendente "Parler", a contrattaccare con il
seguente messaggio pubblicato: «Soldati digitali, dovete combattere sui campi di battaglia non
per nostra scelta. Consentire alla tirannia di regnare sulla nostra libertà ci impedisce di respirare
l’aria fresca della libertà e di informare la nostra democrazia delle gravi minacce che la nostra
repubblica costituzionale deve affrontare.
Leggere, ascoltare, comprendere e rispondere con fatti e analisi. È così che i soldati digitali
reagiscono.
L’America è una Repubblica Costituzionale in cui il potere supremo è detenuto da Noi, il Popolo
(«We The People») attraverso i nostri rappresentanti debitamente eletti e non da una qualsiasi
piattaforma mediatica.
Assicurati che il tuo voto sia valido. Dio benedica l’America!».
Ieri, come oggi per i suoi emulatori, il Ministro della Propaganda nazionalsocialista Joseph
Goebbels aveva giurisdizione sull’intero campo dell’indottrinamento spirituale della nazione.
Uomo molto colto fra i vertici del regime, Goebbels era soprannominato "Herr Doktor" (Signor
Dottore).
La limitazione e la canonizzazione obbligata al pensiero politico o dogmi sanitari non sono
nient’altro che diverse manifestazioni di uno dei delitti più efferati di qualsiasi regime totalitario:
la soppressione della libertà d’espressione.
Ricordo a tutti chi sia il Generale Flynn, ovvero un Tenente Generale dell’United States Army,
ex direttore della Defense Intelligence Agency (DIA), ex comandante della Joint Functional
Component Command for Intelligence, Surveillance and Reconnaissance (JFCC-ISR) ed ex
membro del Military Intelligence Board, nominato Consigliere per la sicurezza nazionale.
La carriera militare di Flynn includeva un ruolo chiave nel mettere a punto la strategia
antiterrorismo degli Stati Uniti e smantellare le reti di insorti in Afghanistan e in Iraq e gli furono
assegnate numerose missioni di combattimento, operazioni convenzionali e operazioni speciali di
intelligence. Era stato nominato dal Presidente Barack Obama diciottesimo direttore della
Defense Intelligence Agency, che diresse da Luglio 2012 fino al suo ritiro dall’esercito
nell’Agosto 2014, per essere incorso nell’ira della Casa Bianca insistendo nel dire la verità sulla
Siria, sull’ISIS e Al Qaeda.
Non voleva stare zitto. In un’intervista ad Al Jazeera, Flynn criticò l’amministrazione Obama per
il ritardo nel sostenere l’opposizione in Siria, consentendo così la crescita di Al Nusra e di altre
forze estremiste. Oggi, con la desecretazione dei fascicoli su Obama e Hillary Clinton e la loro
connessione diretta e indiretta con queste organizzazioni terroristiche, sappiamo che cosa ci sia
veramente dietro questo grande inganno. Presto, da informazioni riservate ricevute, sappiamo
che tornerà a prestare servizio in modo ufficiale e permanente.
107
Continuare stupidamente a sostenere che l’operazione di Intelligence QAnon sia una teoria del
complotto e che un personaggio del genere, che ha servito per più di 33 anni il suo Paese ai
massimi livelli di sicurezza (livello Q), sia un complottista o un “terrapiattista” come anche tutti i
digital soldiers in tutto il mondo collegati sarebbe, per non usare altri termini, da irresponsabili e
superficiali per non dire corrotti.
Per una guerra irregolare bisognava arruolare il più grande esercito di volontari mai esistito al
mondo, e così è stato. I social sono diventati il terreno di scontro, migliaia di pagine su
Facebook, Twitter, canali Youtube e Parler, ovunque potrete trovare un soldato digitale che
risponde alla chiamata Where We Go 1 We Go All (WWG1WGA) che in Italiano può essere
tradotto non letteralmente con “Dove andiamo, andiamo tutti”.
Secondo alcuni attivisti questo motto appariva sulla campana montata sulla barca del Presidente
Kennedy (vedi la fotografia a pag. 196).
La controffensiva del Deep State ovviamente non è tardata ad arrivare, prima con l’infiltrazione
di finti "Patrioti" che hanno cominciato a parlare di esecuzioni di massa già avvenute con tanto di
sostituzione degli appartenenti alla "Cabala" con dei cloni o addirittura con ologrammi, cercando
di screditare così l’intera operazione agli occhi del pubblico.
Successivamente, vedendo di non riuscire nel loro intento, il Deep State (DS) ha mosso le sue
pedine in politica e nei canali social con una cancellazione devastante non solo dei gruppi di
libera divulgazione, ma anche dei loro profili privati, arrivando a contestare addirittura i twitt del
Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e di persone del suo staff, per non parlare
dell’account sospeso del giornalista investigativo pluripremiato John Solomon, fondatore di Just
in The News. Censura Totale!!
Ma se Q-Anon fosse solamente una teoria del complotto, perché scomodarsi tanto per
combatterla in modo così aggressivo e totalitario correndo un rischio di esposizione così elevato?
Guerra di Informazioni!
In un mondo distopico "para nazista", la violenza di Facebook, Twitter e Google rappresenta il
braccio armato della dittatura che avanza. In ogni nazione assistiamo ad atti di intollerabile
violenza nei confronti di chi decide di non chinare la testa davanti ai soprusi delle imposizioni
tecnocratiche sovranazionali.
Facebook ha dichiarato, martedì 6 Ottobre 2020, che avrebbe bloccato tutti gli account Q-Anon
dalle sue piattaforme. Un’escalation significativa rispetto alle sue azioni precedenti e una delle
regole più ampie che il gigante dei social media ha messo in atto nella sua storia. Facebook ha
affermato che la modifica è un aggiornamento della politica creata ad Agosto 2020, che
inizialmente rimuoveva solo gli account relativi alla teoria del complotto di Q-Anon che
parlavano di violenza, il che ha portato alla chiusura di 1.500 pagine, gruppi e profili. Ma Q-
Anon non ha mai parlato di violenza, lo afferma anche Grant Stinchfield, giornalista quattro
volte vincitore di un Emmy e conduttore del programma Newsmax Tv, che dichiara: «I media
chiamano Q un culto che crede esistano cerchie dedite a pratiche sessuali sataniche, vampiri ed
esseri interdimensionali. Ho cercato i post di Q-Anon e non ho trovato alcuna menzione per
nessuna di queste cose. Zero.
I media mentono per ferire Donald Trump».

Da Radio Londra a Q-Anon

Possiamo dire quindi che Q-Anon sia l’unico "culto" che costringe le persone a pensare con la
loro testa ed è paragonabile a Radio Londra, ovvero l’insieme dei programmi radiofonici
trasmessi, a partire dal 27 Settembre 1938, dalla BBC e indirizzati alle popolazioni europee
continentali. La redazione di Radio Londra diventò famosa per la sua tempestività nel
trasmettere informazioni nel mondo, con il suo tipico stile inglese, diretto e pragmatico, per
contrastare la propaganda nazifascista e divenne cruciale durante la Seconda Guerra Mondiale
108
spedendo messaggi in codice, redatti dagli alti comandi alleati e destinati alle unità della
resistenza.
La trasmissione radiofonica cominciava con un segnale acustico, quattro colpi di percussione un
po’ sordi: era il "signature tune" di "Radio Londra".
Pochi ascoltatori sapevano che quei quattro toni significavano nell’alfabeto Morse (punto, punto,
punto, linea) V come "Victory" e che quella sigla era stata scelta dal capo-servizio per il Belgio
della BBC come apertura di tutti i programmi radiofonici inglesi per i paesi dell’Europa invasa
dai nazisti e per quelli nemici. Questi messaggi non erano elaborati dallo staff redazionale, ma
erano consegnati, per il tempo della trasmissione, dagli organi militari che li avevano predisposti.
Alla base del successo, anche in Italia, vi era l’attendibilità delle notizie e la credibilità dei
commenti: riuscirono a rispondere alle esigenze d’informazione sentite nel Paese e a far leva
sulle riserve degli Italiani verso il Fascismo.
Oggi come ieri, la storia si ripete. In passato Radio Londra trasmetteva su onde medie messaggi
per la Resistenza da parte dell’intelligence inglese alleata, oggi Q-Anon invia "drops" (ad oggi
circa 4900 da fine 2017) attraverso piattaforme internet e divulgati in tutto il mondo da Soldati
Digitali Patrioti alleati contro il Deep State mondiale, dando anticipazioni, comunicando
operazioni strategiche in atto in tutto il mondo e spingendo il ricercatore a capire e riflettere.
Un giorno la Storia parlerà in modo positivo degli "Anons" e getterà nel fango il nome di tutti
quei giornalisti "collaborazionisti" che hanno fatto di tutto per impedire la liberazione del mondo
da questo nemico ormai venuto allo scoperto. È già successo in passato e succederà anche oggi,
alla fine di questa Terza Grande Guerra.
«Perché veniamo censurati?
Perché veniamo attaccati ogni giorno?
Perché siamo condannati dal Congresso?
1984 (George Orwell): Crimine di Pensiero?
Cosa succede quando le persone non sono più autorizzate a pensare liberamente?
Cosa succede quando le persone non sono più autorizzate a sfidare la loro autorità?
Cosa succede quando le persone non reagiscono più?
Q».

Mosse e contromosse

Tornando al discorso della censura, notiamo che tutte queste azioni stanno accadendo in un
periodo storico in cui il Presidente Trump ha autorizzato la declassificazione di fascicoli
compromettenti, che dimostrano il coinvolgimento dell’ex Presidente Barak Obama e di Hillary
Clinton nella creazione del finto caso Russia Gate col solo scopo di delegittimare Trump nel suo
incarico di POTUS (President of The United States), sull’attentato di Bengasi, sui finanziamenti
illeciti all’ISIS, sul loro coinvolgimento nell’uccisione del Navy Seals 6 Team che ha condotto
l’operazione "Osama Bin Laden", per non parlare di tutto ciò che traspare nelle e-mail che la
Clinton tentò di cancellare dal suo server privato e tanto altro (pedofilia e traffico di esseri
umani).
Il Deep State non pensava che Hillary avesse potuto perdere nelle ultime elezioni Presidenziali e
la loro sfacciataggine è stata e sarà la loro rovina.
Mentre scriviamo la data delle elezioni del 3 Novembre si avvicina sempre di più e la guerriglia
si intensifica, causando una esposizione da parte del "nemico" come mai è avvenuto nella storia!
Non puoi raccontare determinate cose al popolo, ma gliele puoi solo mostrare e nonostante le
sofferenze e i patimenti che la gente sta vivendo ogni giorno, dobbiamo essere grati, perché
finalmente abbiamo il "dono della visione".

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Questa è l’essenza del Grande Risveglio a cui ognuno di noi è sottoposto (prima incognita); la
seconda incognita è stata l’elezione di Trump e l’asse da lui creato con il Presidente Putin, che il
Deep State non aveva considerato.
Ma torniamo all’Operazione Corona e alla propaganda spacciata in tutto il Mondo attraverso i
media (Information Warfare).
I dati reali sulla mortalità del "Virus Cinese" sono emersi di recente nel sito del CDC, il Centers
for Disease Control and Prevention Americano e trasmesse da una sola emittente che ad oggi
sembra la più onesta intellettualmente parlando, con rare altre eccezioni come nel caso del
giornalista Chris Wallace, che ha condotto il primo dibattito Trump-Biden del 29 Settembre sulla
Fox News.
Come possiamo vedere dal grafico nella pagina precedente, il reale tasso di mortalità è pressochè
irrilevante (dati pubblici ed ufficiali). Chiediamoci perché tutte le altre emittenti nel mondo
abbiano deciso di non divulgare questi dati così rassicuranti?
Chi controlla i media, il Deep State?
Che vantaggio ha il controllore a spargere questo ingiustificato terrore?
Andiamo a vedere anche le statistiche ufficiali sulle morti negli USA per qualsiasi causa, che
chiunque può cercare sul sito del CDC:
- Anno 2017: Numero di morti totale 2.814.000
- Anno 2018: numero di morti totale 2.839.000
- Anno 2019: numero di morti totale 2.855.000
- Anno 2020: numero di morti totale da Gennaio al 26 Settembre: 2.130.000, ovvero 236.000 al
mese, con una proiezione a fine anno di 2.838.000 morti previsti.
Quindi è un dato, quello del 2020, perfettamente in linea con le statistiche degli anni precedenti.
A causa del terrore portato avanti dai MSM il Deep State, il Partito Comunista Cinese (PCC)
attraverso il diabolico "filantropo" Soros e i suoi associati che controllano gran parte della vita
politica mondiale, Italia compresa, vogliono raggiungere i seguenti obiettivi:
- La sconfitta di Trump alle prossime elezioni del 3 Novembre, spingendo con la scusa del
Covid, il voto per posta manipolabile e controllabile, scatenando anche l’ex Presidente Obama a
dichiarare che il voto per posta è l’unico strumento che possa proteggere la salute degli
Americani. La contromossa di Trump non è tardata ad arrivare con il suo "contagio" e immediato
ricovero durato appena due giorni e il suo storico discorso alla Casa Bianca, appena dimesso, in
cui ha dichiarato «Non fatevi dominare dalla paura del Covid» e ancora aggiungendo finalmente
la parola rivoluzionaria "Cura"!
La domanda che quindi ci dobbiamo porre è la seguente: è una questione di "virus" o di elezioni?
A chi giova maggiormente questo stato di terrore tanto da voler spingere per il voto per posta, il
rallentamento delle indagini sul Russiagate, la devastazione dell’economia mondiale e la
propaganda su futuri vaccini tanto pubblicizzati da Bill Gates?
- Altro obiettivo che si vuole ottenere attraverso la devastazione sociale globalista è un Reset
Economico perverso da usare come ulteriore strumento di sottomissione. Tutti noi abbiamo
sentito parlare di Davos e del World Economic Forum che si tiene ogni anno a Gennaio nella
città Svizzera, dove partecipano tutti i rappresentanti delle multinazionali più importanti, i
politici o i loro rappresentanti da tutto il mondo, per non parlare di attori e personaggi del jet-set
come il miliardario e cantante Bono (U2) o la povera Greta Thunberg, strumento di propaganda
in mano a Soros, che ultimamente dichiara di tifare per l’elezione di Biden (ovviamente).
Il prossimo Forum di Gennaio 2021 è stato spostato alla prossima primavera a Lucerna,
ufficialmente a causa del Coronavirus anche se personalmente credo che la vera ragione sia in
realtà che il "burattinaio occulto" e i suoi agenti stiano temendo per l’imminente crollo della loro
Agenda. Oltre all’argomento del "virus cinese" il Forum è attivo anche sulla questione,
apparentemente nobile, del cambiamento climatico. Dico apparentemente, se non fosse per le
varie iniziative politiche dissennate portate avanti dalle elite con la scusa del Covid, come i
lockdown, l’imposizione delle mascherine, la distruzione delle aziende e la repressione del
110
dissenso che dovrebbero diventare "the new normal" ovvero la nuova normalità per sconfiggere
il "virus" e i cambiamenti climatici, stranamente sempre più interconnessi come concetti
"salutari" nel nostro nuovo stile di vita.
Tutto questo per lanciare il loro Grande Reset, progetto ormai nella sua fase ultima, per
spogliarci di tutti i nostri diritti fondamentali di democrazia a favore di una nuova forma di
società dettata dalle elite e dichiarata al pubblico da Klaus Schwab, fondatore e Presidente del
World Economic Forum negli scorsi anni, che dichiara che «questo è un momento storico per
dare forma al sistema con uno schema più sostenibile», frase ripresa anche dal Principe Carlo
d’Inghilterra che aggiunge «non avremo un’altra occasione come questa e dobbiamo usare tutti i
leader che abbiamo a nostra disposizione sapendo che ognuno di noi ha un ruolo fondamentale
da svolgere in questo progetto».
Stesse identiche parole, come un copione di un film, anche di Kristalina Gheorghieva direttrice
del Fondo Monetario Internazionale ovvero «una grande opportunità per un Reset», e di tanti
altri personaggi noti.
La prossima riunione del World Economic Forum, annunciata dal 18 al 21 Maggio 2021,
determinerà un ulteriore passo verso il NWO e avrà come argomento The Great Reset, sempre se
non interverranno forze più grandi.
Il WEF, dichiara Schwab, sarà anche in collegamento con più di 400 città in tutto il mondo per
un futuro guidato dalle giovani generazioni. Si parlerà di pandemia e crisi ambientali e
dell’importanza del ruolo delle nuove tecnologie in questo grande ripristino. La Pandemia
rappresenta una rara opportunità per riflettere e resettare l’intera società mondiale in questo
Green New Deal che metterà fine a questo panico sanitario economico mondiale.
La formula è sempre la stessa, ovvero creazione del problema, stimolazione della reazione
attraverso i media (guerra di informazioni) e proposta della "loro" soluzione.
Tra le proposte che verranno imposte come soluzione ci sarà sicuramente la moneta digitale,
ovvero le Central Bank Digital Currencies, gestite dal Sistema Bancario corrente. Ma sappiamo
che il vero incontro ristretto e riservato si terrà sempre a Gennaio 2021 a Davos, dove verrà già
deciso tutto e comunicato poi a Maggio dandogli una parvenza di decisione collettiva e
democratica.
Allora torna sempre la domanda che ci poniamo nella massima onestà intellettuale, ovvero: si
tratta di Virus Corona o di un Colpo di Stato Globale?
Per avvalorare ancora di più questa affermazione ci basti tornare nel passato per trovare anche le
"profezie" di crisi economiche e pandemiche di molte altre persone di spicco che hanno
preannunciato questo periodo gettando così le basi di questo piano perverso.
Quindi la domanda adesso è: abbiamo inaugurato una nuova stagione di profeti, da Kissinger
passando per Jacques Attali per arrivare a Bill Gates, o questi agenti del Deep State hanno
preannunciato i piani dell’elite mondialista per l’instaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale?
Analizziamo adesso la figura di Jacques Attali, figlio di un agiato commerciante di religione
ebraica e futuro direttore di gabinetto di Francois Mitterand, poi nominato presidente della
Londinese, la Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo. Un’eminenza grigia nominata
dal Presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy nel 2007 alla Commissione per "La Liberazione
della Crescita".
Chiari sono i suoi legami con il mondo dell’alta finanza sovrannazionale e con il futuro
Presidente francese Macron, anch’esso legato con la casa Rothschild, per cui ha lavorato per ben
due anni, guadagnando circa due milioni di euro lordi. Da qui il passaggio di Macron a ispettore
delle finanze e, infine, il tuffo in politica, che lo ha portato direttamente all’Eliseo.
Attali introdusse il giovane Macron nel Giugno del 2014 alla riunione del Bilderberg di
Copenhagen, e nella sua ascesa politica ha ricevuto, secondo Wikileaks, finanziamenti ingenti da
parte Soros, David Rothschild, Goldman-Sachs e Barak Obama!

111
Nel 2009 Attali scrive nella sua rubrica, sulla rivista L’Express, le seguenti dichiarazioni: «Là
dove il crack finanziario è fallito, finora, una buona piccola pandemia potrebbe costringere i
nostri dirigenti ad accettare la realizzazione di un governo mondiale!
La storia ci insegna che l’umanità evolve significativamente soltanto quando ha realmente paura!
E, anche se, come bisogna ovviamente sperare, questa crisi non sarà molto grave, non bisogna
dimenticare, come per la crisi economica, di impararne la lezione, affinché prima della prossima
crisi – inevitabile – si mettano in atto meccanismi di prevenzione e di controllo, come anche
processi logistici di un’equa distribuzione di medicine e di vaccini. Si dovrà per questo,
organizzare: una polizia mondiale, un sistema mondiale di stoccaggio (delle risorse) e quindi una
fiscalità mondiale. Si arriverebbe allora, molto più rapidamente di quanto avrebbe permesso la
sola ragione economica, a mettere le basi di un vero governo mondiale».
Qualcuno ci accuserà come di solito avviene, di essere "fascisti", "cospirazionisti" e oggi, visto
che va molto di moda, anche "negazionisti".
Ma questa è la nuda e cruda verità direttamente dalle fonti che da molto tempo ormai vediamo
dietro ogni marionetta, ogni manovra di palazzo per distruggere pian piano, la sovranità dei vari
Paesi e le libertà inalienabili di ogni individuo.
Un giorno queste persone non avranno più un ruolo su questo "piano esistenziale", la variabile è
solo il tempo e dipenderà dalla presa di consapevolezza di ogni uomo libero che vorrà
cominciare a pensare col proprio cervello, ma dalle fonti che abbiamo ci arrivano informazioni
precise che ormai siamo alla resa dei conti!

Il QFS e il Reset economico di Trump in contrapposizione a quello del Deep State

Siamo giunti finalmente alla fine di un vecchio percorso e alle soglie di una nuova Golden Age,
come più volte, il Presidente Trump ha dichiarato, o dovremo aspettare ancora un bel po’ di
tempo?
Ad Agosto, durante un Convegno tenuto presso la Whirlpool, il Presidente aveva parlato in
questi termini annunciando che si sarebbe allontanato per motivi di sicurezza e a causa di nemici
molto ricchi. A distanza di poche settimane aveva twittato le semplici parole «Rejoice, it
works!» («Gioite, funziona!»), senza che i suoi followers capissero il vero significato di questa
frase.
Ma andiamo prima ad analizzare oggettivamente cosa stia succedendo a livello economico di
rilevante in questi giorni.
Molte persone ben informate in tutto il mondo stanno comprando oro e argento, ad esempio
Warren Buffet per citarne uno su tutti, e non solo come bene rifugio a copertura della crisi
finanziaria post Covid ( i grafici mostrano un forte trend rialzista). Il petroldollaro non è più un
asset, ma è a debito anche a causa dell’enorme quantità "stampata" di cui non si conoscono
neanche i numeri precisi dell’ammontare circolante. Stesso discorso per i Titoli di Stato italiani
con collocamento di BOT a rendimento negativo, in un periodo in cui lo spread dovrebbe essere
alle stelle.
Unicredit ha avuto una serie di blackout nel giro di due giorni (14 e 15 Settembre), che hanno
causato l’inaccessibilità al denaro e ai conti correnti, e problemi simili ci sono stati anche per
Intesa San Paolo. È inoltre scoppiato un nuovo scandalo sul riciclaggio per miliardi di dollari da
parte di importanti banche internazionali come l’HSBC, Barclays, Deutsche Bank (che ha deciso
anche di tagliare numerose filiali ), Commerzbank, JP Morgan e molte altre.
Scoppia ad Ottobre, subito dopo la visita in Vaticano del Segretario di Stato Mike Pompeo, uno
scandalo sui fondi dello IOR e un "sacco Vaticano" da 454 milioni di euro. Perfino il conto
personale del Papa Bergoglio, con un saldo attivo di 20 milioni di sterline, viene azzerato.
Pensate che siano solo coincidenze scollegate tra di loro?

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In precedenza abbiamo visto che cosa sia il Grande Reset programmato delle elitè, ma andiamo a
vedere adesso invece qual è la contromossa di Trump contro questo abominio, parlando invece
dell’imminente Reset Finanziario Mondiale attraverso il Quantum Financial System (QFS) che
ad Agosto sembra abbia cominciato ad operare («Gioite, funziona!»).
Il 24 Settembre pubblicavo su Databaseitalia.it, in esclusiva per l’Italia, uno degli articoli più
copiati nel web su cosa esso dovrebbe essere, nonostante non ci siano ad oggi fonti ufficiali in
merito che possano confermare pubblicamente cosa in realtà sia, anche perché vista la portata del
progetto non credo che ci siano persone che abbiano al momento il 100% delle informazioni.
Secondo i nostri studi e i rumors ricevuti da diverse fonti, il QFS sembra operare attraverso un
"Cross Boarder Interbank Payment System" chiamato CIPS, che è un network privato gestito da
un’intelligenza artificiale, quindi un network virtuale privato che opera attraverso una moneta
digitale (ma non sarebbe una cripto-valuta) garantita da risorse (assets) reali, e permetterà ad
ogni persona di operare attraverso ogni forma di hardware (computer, smart phone, etc.) e di
avere una chiara e trasparente integrità dell’operatività e dei movimenti di denaro, dalle Banche
Centrali fino agli account destinatari dei fondi, quindi un nuovo network globale per trasferire gli
assets, che rimpiazzerà il sistema centralizzato ovvero lo Swift System, bloccando di fatto la
corruzione e la manipolazione interna al sistema bancario.
Swift è l’acronimo di "Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication".
È il provider globale dei servizi di messaggistica finanziaria sicura. Quando si parla di "codici
SWIFT" si fa riferimento a una serie di codici standard utilizzati per le telecomunicazioni
finanziarie tra le banche.
Con il nuovo QFS, invece, tutto verrà gestito tramite scambi di questa moneta digitale garantita
da risorse ben specifiche (non sarà quindi una cripto-moneta), ma gli scambi saranno gestiti su
piattaforma Ripple, che è un sistema di trasferimento di fondi in tempo reale. Il Token XRP, con
una velocità di calcolo di 3,5 trilioni di frames (non bytes) al secondo, permettendo una reale
autentificazione Gps tra chi invia denaro e chi lo riceve.
L’intelligenza artificiale che controllerà questo processo di trasferimento, controllando di fatto il
network global in pochi secondi, assegnerà un numero digitale ad ogni valuta fiat (euro, dollaro,
etc.) detenuta dal sistema bancario mondiale, geolocalizzandolo in tempo reale, permettendo un
livello di sicurezza inviolabile riguardo a chi invia e chi riceve.
Ogni Banca e ogni conto corrente al mondo avrà a breve questo nuovo sistema e potrà essere
gestito dall’utente direttamente da uno smart phone o da un pc. L’exchange gestito da questa
intelligenza artificiale, l’Asset Chain Collection o ACC, avrà una contabilità generale
distributiva e i Tokens al suo interno permetteranno una conversione immediata di pari valore
(quindi parità di valore tra tutte le valute), per l’acquisto di beni e servizi in tutto il Mondo. Una
volta coniati i Tokens in base alla quantità di Oro e Argento detenute come assets, non ci saranno
più monete coniate (Gold and Silver Standard/Mesure) e ciò sarà valido in tutto il Mondo.
Quindi ci saranno materialmente dei “Cips Coin“ con un contro valore fisico e un codice a barre,
che saranno duplicati virtualmente nel sistema e tracciati.
In pratica, se abbiamo 100 euro sul nostro conto corrente, avremmo sempre 100 euro nel QFS
che è già funzionante ma non del tutto operativo fino a quando non ci saranno tutti i codici della
nuova valuta basata sull’oro. Il sistema sarà totalmente sicuro e sotto il nostro controllo e
nessuno potrà accedere al nostro conto o interferire come oggi fanno le Banche sulla nostra
liquidità (Modern Money Mechanics).
Il QFS farebbe così cessare tutta la corruzione e il riciclaggio dietro il sistema bancario, e gli
esempi prima citati (HSBC, Barclays, etc.) ne sono un esempio lampante, visto che appena
lanciato avrebbe rilevato automaticamente tutti i movimenti forzati dai sistemi bancari privati,
atti a riciclare denaro.
Il sistema di comunicazione satellitare che garantirà il flusso di questi dati bancari e delle
transazioni, sarà protetto dalla US Space Force, uno dei motivi per cui è stata creata dal
Presidente Trump, questa nuova Forza Armata costata centinaia di miliardi di Dollari¹.
113
Il quartier generale del QFS, come rivelano le suddette fonti, dovrebbe essere nello Switch di Las
Vegas², il più grande ed avanzato Data Center degli USA, con una sede anche a Tahoe Reno.

Lo Switch di Las Vegas

Per stabilire l’esatto ammontare di moneta disponibile per ogni Nazione, ci sarà una formula che
stabilirà in modo preciso il giusto valore in base agli assets di ogni Paese, quindi oltre alla
quantità di Oro e Argento detenuti che saranno poco rilevanti, la formula includerà anche la
grandezza del territorio, la popolazione e altri parametri che comunque sono degli assets molto
importanti.
Questa formula si applicherà ad ogni Nazione permettendo così questa modalità di Reset
Finanziario Globale, ed è già esistente. Ecco perché l’establishment bancario e finanziario
sembra stia lottando con tutte le forze per bloccare lo sviluppo di questo sistema, ormai da venti
anni.
Secondo questo nuovo sistema, una volta che esso dovesse essere in pieno funzionamento, non
dovrebbe più esistere il Signoraggio Bancario, ovvero il potere da parte di privati (Banche
Centrali) di emettere moneta a debito (Debito Pubblico e Privato), o Schemi Ponzi e forme di
autofinanziamento o riciclaggio, compresi gli strumenti di finanza speculativa attraverso i
Derivati.
In questo mondo idilliaco ovviamente anche gli scambi di denaro per acquisto o la vendita di
droga cesserebbero automaticamente, perché diverrebbero trasparenti e diretti, come anche la
corruzione.
Tutte le Nazioni che non hanno aderito a GESARA, ovvero il Global Economic Security and
Recovery Act (che è un insieme di riforme economiche che sembra si attiveranno di
conseguenza), saranno lasciate fuori dal sistema QFS e da tutte le transazioni internazionali.
Nel momento in cui il sistema sarà operativo, ogni valuta subirà un azzeramento virtuale, per
essere poi ripristinata entro 60 giorni con le nuove modalità. In questo momento circa 97 delle
100 più grandi Banche Centrali sono già pronte per essere operative, e circa 82 Banche Centrali
più piccole saranno connesse su 179 Banche Centrali listate dalla BIS, Bank of International
Settlements (Banca dei Regolamenti Internazionali) con sede a Basilea.
La Banca Centrale che avrà più liquidità sarà la Royal Bank of Zimbawe per gli immensi
giacimenti d’oro detenuti nel sottosuolo (una cifra esorbitante che preferisco non riportare). La
Banca d’Italia ad oggi sembra stare tra le prime dieci Banche Centrali nella classifica mondiale
post QFS, dopo quelle di Giappone, Cina, Svizzera, Germania e Francia.
L’ultima Nazione a firmare gli accordi di adesione a GESARA sembra sia stato il Libano, che
purtroppo ultimamente ha subito un gravissimo attacco terroristico, e ovviamente questa vera e
concreta unione monetaria avrà come effetto secondario, ma di primaria importanza, la fine di
ogni conflitto tra le Nazioni aderenti.
L’attacco a Beirut, il cui Governo di recente dimesso era controllato da Hezbollah, come ho già
spiegato in un mio editoriale, è stato un ultimo disperato tentativo da parte del Deep State di far
saltare gli accordi di pace in Medio Oriente e la firma di queste importanti riforme economiche.
Personalmente non credo che il QFS, sebbene imminente come molti dichiarano, possa entrare in
funzione prima delle elezioni USA, anzi penso che essendo un progetto molto complesso e
troppo bello per essere vero, qualora fosse reale dovrebbe avere un rodaggio in un periodo
temporale molto più esteso.
La cosa di cui molti sono certi è che con questa impostazione ci sarà un cambio epocale e senza
precedenti che ci accompagnerà verso una vera e stabile "Età dell’oro" nella sua massima
espressione. Ad oggi però ci sentiamo di dire, senza dare false speranze, che il sistema
economico così come lo conosciamo è arrivato al capolinea, non più sostenibile e troppo
sbilanciato verso ingerenze ormai uscite allo scoperto³.
114
Quindi pensate ancora che sia una questione di "virus"?
O il "virus" è la scusa per bloccare, rallentare o mettersi in una posizione di trattativa da parte di
queste persone senza scrupoli?
Due tipi di Reset in gioco quindi, quello da parte del Deep State che spinge per un
assoggettamento totalitario con un Governo Mondialista Globalizzato (NWO), un’unica moneta
digitale di proprietà dei grandi gruppi bancari e controllato e gestito da essi, che si contrappone a
quello portato avanti dalla "Alleanza" (The Alliance) di cui Trump fa parte, che vuole quindi
liberare il mondo intero da questo giogo luciferino e immondo.
Una lotta tra bene e male, tra figli delle Tenebre (Deep State e Deep Church) e i figli della Luce,
come possiamo leggere anche nella lettera indirizzata il 7 Giugno 2020, da Monsignor Carlo
Maria Viganò al Presidente americano: «Signor Presidente, stiamo assistendo in questi mesi al
formarsi di due schieramenti che definirei biblici: i figli della luce e i figli delle tenebre. I figli
della luce costituiscono la parte più cospicua dell’umanità, mentre i figli delle tenebre
rappresentano una minoranza assoluta; eppure i primi sono oggetto di una sorta di
discriminazione che li pone in una situazione di inferiorità morale rispetto ai loro avversari, che
ricoprono spesso posti strategici nello Stato, nella politica, nell’economia e anche nei media. Per
un fenomeno apparentemente inspiegabile, i buoni sono ostaggio dei malvagi e di quanti
prestano loro aiuto per interesse o per pavidità.
Questi due schieramenti, in quanto biblici, ripropongono la separazione netta tra la stirpe della
Donna e quella del Serpente. Da una parte vi sono quanti, pur con mille difetti e debolezze, sono
animati dal desiderio di compiere il bene, essere onesti, costituire una famiglia, impegnarsi nel
lavoro, dare prosperità alla Patria, soccorrere i bisognosi e meritare, nell’obbedienza alla Legge
di Dio, il Regno dei Cieli. Dall’altra si trovano coloro che servono sé stessi, non hanno principi
morali, vogliono demolire la famiglia e la Nazione, sfruttare i lavoratori per arricchirsi
indebitamente, fomentare le divisioni intestine e le guerre, accumulare il potere e il denaro: per
costoro l’illusione fallace di un benessere temporale rivelerà – se non si ravvedono – la tremenda
sorte che li aspetta, lontano da Dio, nella dannazione eterna.
Nella società, Signor Presidente, convivono queste due realtà contrapposte, eterne nemiche come
eternamente nemici sono Dio e Satana. E pare che i figli delle tenebre – che identifichiamo
facilmente con quel deep state al quale Ella saggiamente si oppone e che ferocemente le muove
guerra anche in questi giorni – abbiano voluto scoprire le proprie carte, per così dire, mostrando
ormai i propri piani. Erano così certi di aver già tutto sotto controllo, da aver messo da parte
quella circospezione che fino ad oggi aveva almeno in parte celato i loro veri intenti. Le indagini
già in corso sveleranno le vere responsabilità di chi ha gestito l’emergenza Covid non solo in
ambito sanitario, ma anche politico, economico e mediatico.
Scopriremo probabilmente che anche in questa colossale operazione di ingegneria sociale vi
sono persone che hanno deciso le sorti dell’umanità, arrogandosi il diritto di agire contro la
volontà dei cittadini e dei loro rappresentanti nei governi delle Nazioni.
Scopriremo anche che i moti di questi giorni sono stati provocati da quanti, vedendo sfumare
inesorabilmente il virus e diminuire l’allarme sociale della pandemia, hanno dovuto
necessariamente provocare disordini perché ad essi seguisse quella repressione che, pur
legittima, sarà condannata come un’ingiustificata aggressione della popolazione. La stessa cosa
sta avvenendo anche in Europa, in perfetta sincronia. È di tutta evidenza che il ricorso alle
proteste di piazza è strumentale agli scopi di chi vorrebbe veder eletto, alle prossime
presidenziali, una persona che incarni gli scopi del deep state e che di esso sia espressione fedele
e convinta. Non stupirà apprendere, tra qualche mese, che dietro gli atti vandalici e le violenze si
nascondono ancora una volta coloro che, nella dissoluzione dell’ordine sociale, sperano di
costruire un mondo senza libertà: Solve et coagula, insegna l’adagio massonico.
E non stupisce che questi mercenari siano alleati dei figli delle tenebre e odino i figli della luce:
come vi è un deep State, così vi è anche una deep Church che tradisce i propri doveri e rinnega i
propri impegni dinanzi a Dio. Così, il Nemico invisibile, che i buoni governanti combattono
115
nella cosa pubblica, viene combattuto dai buoni pastori nell’ambito ecclesiastico. Una battaglia
spirituale della quale ho parlato anche in un mio recente Appello lanciato lo scorso 8 Maggio.
Per la prima volta gli Stati Uniti hanno in Lei un Presidente che difende coraggiosamente il
diritto alla vita, che non si vergogna di denunciare le persecuzioni dei Cristiani nel mondo, che
parla di Gesù Cristo e del diritto dei cittadini alla libertà di culto. La Sua partecipazione alla
Marcia per la Vita, e più recentemente la proclamazione del mese di Aprile quale National Child
Abuse Prevention Month sono gesti che confermano in quale schieramento Ella voglia
combattere. E mi permetto di credere che entrambi ci troviamo compagni di battaglia, pur con
armi differenti. Ed è sconcertante che vi siano vescovi – come quelli che ho recentemente
denunciato – che, con le loro parole, danno prova di essere schierati sul fronte opposto. Essi sono
asserviti al deep state, al mondialismo, al pensiero unico, al Nuovo Ordine Mondiale che sempre
più spesso invocano in nome di una fratellanza universale che non ha nulla di cristiano, ma che
evoca altresì gli ideali massonici di chi vorrebbe dominare il mondo scacciando Dio dai tribunali,
dalle scuole, dalle famiglie e forse anche dalle chiese.
Il popolo americano è maturo e ha ormai compreso quanto i media mainstream non vogliano
diffondere la verità, ma tacerla e distorcerla, diffondendo la menzogna utile agli scopi dei loro
padroni. È però importante che i buoni – che sono in maggioranza – si sveglino dal torpore e non
accettino di esser ingannati da una minoranza di disonesti con fini inconfessabili. È necessario
che i buoni, i figli della luce, si riuniscano e levino la voce. Quale modo più efficace di farlo,
pregando il Signore di proteggere Lei, Signor Presidente, gli Stati Uniti e l’umanità intera da
questo immane attacco del Nemico?
Uniti contro il Nemico invisibile dell’intera umanità, benedico Lei e la First Lady, l’amata
Nazione americana e tutti gli uomini e le donne di buona volontà».
Carlo Maria Viganò Arcivescovo Titolare di Ulpiana già Nunzio apostolico negli Stati Uniti
d’America Monsignor Viganò oltre a parlare del concetto di Deep State (Stato Profondo) e
quindi a confermarlo, introduce per la prima volta il concetto di Deep Church, ovvero la "Chiesa
Profonda" controllata e gestita da personaggi che lavorano anche a livello politico/religioso per
l’instaurazione del progetto del Nuovo Ordine Mondiale. Quindi economia, media e anche la
religione per manipolare i popoli addormentati in un torpore fatale di ignoranza, omertà e
corruzione attraverso una guerra di informazioni e una strategia di infiltrazione a tutti i livelli.
Non è servita alcuna invasione in questa guerra, i ruoli più importanti erano già coperti, pronti e
preparati, a tutti i livelli e in ogni ambito. Ma ancora una volta non credevano che Hillary
Clinton potesse perdere le elezioni e che il Mondo intero avrebbe cominciato a svegliarsi… Le
due incognite che faranno perdere il Deep State e che salveranno l’Umanità intera.
L’azione di repulisti è cominciata su più fronti e, oltre a toccare direttamente Obama e la
Clinton, ha favorito mentre scriviamo la pubblicazione delle mail di un altro anello debole della
catena, ovvero Hunter Biden, figlio dell’ex Vice Presidente Joe Biden sotto l’amministrazione di
Barak Obama, in cui emergono fatti sconcertanti sul suo coinvolgimento in affari di droga,
tangenti e prostituzione in Ucraina.
La Stampa italiana incredibilmente non ha pubblicato neanche un articolo a riguardo, un vero
scandalo. Stesso discorso negli States, dove la portavoce della Casa Bianca Kayleigh McEnany
ha pubblicato le mail incriminate, venendo subito bannata con l’immediata sospensione del suo
account Twitter. Stessa sorte è toccata all’account del New York Post, che aveva pubblicato le
mail, e al sito governativo della House Judiciary GOP dei Repubblicani, che per propria tutela le
ha pubblicate direttamente anche sul suo sito spigando la situazione: «Hunter Biden presentò suo
padre, l’allora vicepresidente Joe Biden, a un alto dirigente di una società energetica ucraina
meno di un anno prima che l’anziano Biden facesse pressioni sui funzionari del governo ucraino
affinché licenziassero un procuratore che stava indagando sulla società, secondo le e-mail
ottenute da Il Post. L’incontro, mai rivelato prima, è menzionato in un messaggio di
apprezzamento che Vadym Pozharskyi, un consigliere della Burisma Holdings, azienda
produttrice di petrolio e gas, avrebbe inviato ad Hunter Biden il 17 Aprile 2015, circa un anno
116
dopo che Hunter si era unito al consiglio di Burisma con uno stipendio di circa $50.000 al
mese».
Queste sono le persone che si inginocchiano in modo ipocrita verso finti ideali che non portano
nel cuore, che vanno in giro con la mascherina che leziosamente vogliono imporre a tutti per il
"bene" e la "salute" di un popolo che trattano come gregge stupido da istruire, con lo spauracchio
di una pandemia che a loro serve per interessi personali, perseguendo così gli scopi dell’elite che
li comanda e li protegge.

Censura medico-sanitaria

Ma vediamo anche in ambito medico come prosegue la censura in questa guerra di informazioni.
Migliaia di medici e ricercatori sono stati attaccati mediaticamente per le loro dichiarazioni
controcorrente sull’argomento. Citiamo il Dott. John Ioannidis, Professore alla Stanford
University e le sue ricerche in grado di distruggere la narrazione allarmistica dei media di
regime. Un articolo del 2010 su The Atlantic diceva che «Ioannidis potrebbe essere uno degli
scienziati più influenti in vita». Ma, leggendo i commenti su di lui oggi, mai niente di tutto
questo potrebbe emergere al grande pubblico.
Altro esempio da citare è il Dott. Michael Levitt, premio Nobel per la Chimica nel 2013,
biofisico e professore di Biologia Strutturale alla Stanford University. Ha contestato l’allarme,
affermando che una epidemia naturale avrebbe dovuto avere un diverso andamento da quello che
avevano previsto i registi dell’operazione. I suoi video scomodi sono stati rimossi da Youtube.
Le sue osservazioni sono state aggiunte alla biografia su Wikipedia, trasformandole in
"previsioni errate", mentre probabilmente hanno il solo difetto di non seguire gli andamenti
decisi a tavolino per scopi ormai fin troppi chiari.
Sempre dalla Stanford University, che si attesta in questa guerra di informazioni un fronte di
resistenza importante ed autorevole, troviamo il Dottor Scott Atlas, inserito dal Presidente
Trump nel suo staff medico scientifico per le sue importanti ed oneste dichiarazioni
sull’immunità di gregge raggiunta, mentre nel mondo si prosegue con il terrorismo dei tamponi
positivi di persone sane ed asintomatiche "vendute" nelle statistiche come soggetti sul punto di
morte.
Importante citare anche il caso del Dr. Heiko Schöning, arrestato durante la manifestazione di
Londra del 26 Settembre 2020, componente del gruppo ACU, Commissione d’Inchiesta
Extraparlamentare sul Coronavirus, e "Medici per la Verità" a livello mondiale.
Anche in Italia abbiamo degli esempi eccellenti come il Dott. Giulio Tarro, che ha ricevuto
numerosi attacchi diffamatori da giornali istituzionali, che lo accusano addirittura di avere titoli
inventanti, dopo essere stato il padre della Virologia italiana e più volte candidato al Premio
Nobel per la Medicina. Anche su Tarro è stata modificata la biografia su Wikipedia per
sminuirne i meriti accademici e farlo apparire come un autore controverso e discusso. Ma
potremmo citare anche il dott. Stefano Montanari, il Dott. Pasquale Bacco, che ha dichiarato che
l’Operazione Corona è stata una strage di Stato, il Prof. Alberto Zangrillo del’ospedale San
Raffaele, che ha sempre dichiarato da Giugno 2020 in poi che il Virus ormai ha una rilevanza
pari a zero, e così via… Tutti incapaci e millantatori o veri eroi che hanno trovato il coraggio di
opporre resistenza in una guerra di informazioni senza precedenti?
Un giorno, a guerra finita, molti medici ed operatori sanitari, nonché giornalisti e giornalai,
arriveranno addirittura a vergognarsi nel dichiarare quale sia la loro "professione".
Io non posso che vedere in loro una Luce di speranza ed abbracciarli simbolicamente, ma anche
fisicamente, alla faccia del "distanziamento sociale".
Veri Eretici dei tempi moderni, alcuni dei quali capitanati dal magistrato Angelo Giorgianni ( a
sinistra, nella foto nella pagina precedente) che, come ha sempre fatto nella sua vita, sta portando
avanti una lotta senza sosta contro le mafie di ogni genere, anche quella politico-sanitaria, e che
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su Radio Radio il 15 Agosto 2020 in diretta tuonava la frase: «Nessuno si salverà: dobbiamo
fermare il progetto di questo Nuovo Ordine Mondiale!».
Un altro emblematico esempio di guerra di informazioni è l’articolo apparso sul giornale online
Il Sicilia il 10 Ottobre 2020, che si dichiara in home page "indipendente nei fatti", ma
evidentemente non nelle parole.
Tale testata ha pubblicato un editoriale sul consueto bolletino "pandemico" intitolato:
Coronavirus: picco di contagi in Sicilia, sono 285 i nuovi positivi.
A corredo dell’articolo venne pubblicata una foto di una location sicuramente non siciliana, vista
la presenza sullo sfondo di una ambulanza con scritte in lingua cinese, ed operatori sanitari che
trasportano una serie di barelle con sopra probabili pazienti, dipingendo così una situazione di
crisi sanitaria allarmante ed apocalittica. Conosciamo benissimo il potere delle immagini sul
nostro inconscio e sappiamo che a volte valgono più di mille parole4.
Perché pubblicare foto così scioccanti in un periodo di terrorismo mediatico che ormai ci fa
temere anche di stringere la mano ad un amico o un conoscente arrivando a pensare anche di
dover andare a dormire con la mascherina?
Posso capire l’interesse della classe politica italiana esecutrice di ordini che arrivano
direttamente da èlite sovrannazionali, ma un piccolo giornale di provincia che interesse potrebbe
avere per spargere tutto questo terrore?
La risposta arriva in modo forte e chiaro, la paura è una delle leve più forti che ci possano essere,
ed attira l’attenzione anche su chi normalmente non muoverebbe neanche un briciolo di interesse
perché privo di appeal.
«La paura è l’arma dei deboli, la speculazione è la droga dei vili, il coraggio è ciò che ti fa
scegliere di andare controcorrente» (Luca La Bella).

Il ruolo del Partito Comunista Cinese nella creazione del virus

Noi non siamo negazionisti, anzi rilanciamo e andiamo "all in" e dichiariamo che in realtà è stato
il Deep State americano a finanziare il Partito Comunista Cinese (PCC) per creare la
soppressione pandemica delle nostre vite.
Il Presidente Trump, parlando alla stampa di questa situazione, dichiara di non andare d’accordo
con la Cina e che venendo a conoscenza di quello che sta accadendo non è intenzionato a lasciare
che tutte queste cose continuino ad accadere, soprattutto per il disastro sanitario causato dal
"virus cinese" e i danni che esso ha creato al mondo intero.
In una intervista alla War Room di Bannon, il leader della Resistenza Cinese (Whistle-Blower
Movement) residente negli USA, Mr. Miles Guo, dichiara di aver consegnato tre anni fa (il 4
Settembre 2017) due fascicoli top-secret provenienti da alcuni dossier del Partito Comunista
Cinese all’FBI. In uno c’erano le prove che il PCC aveva spedito in America delle spie sotto
copertura che lavoravano per la Bank of China a New York. Nel secondo fascicolo classificato
emergevano le prove di come il PCC aveva intenzione di distruggere l’America.
Subito dopo una conferenza stampa, Mr. Guo ha chiesto all’FBI se aveva verificato l’autenticità
di quei preziosi fascicoli, ricevendo una risposta positiva in merito, ma nessun seguito per quanto
riguarda l’avvio di indagini ufficiali. In un terzo documento, poi bruciato temendo per la sua
vita, c’erano le prove di un futuro attacco biologico e chimico con un’arma da realizzare in un
laboratorio in Cina di livello P3 e P4.
Tutto questo accadeva tre anni fa, mentre in Italia e nel mondo si parla ancora oggi di casualità
avvenuta in un mercato del Pesce a Wuhan attraverso il presunto contagio di un pipistrello!
La crescita dei finanziamenti e del potere economico del PCC, spiega ancora Mr. Guo, arriva dal
Deep State che controlla le corporation di Wall Street e i media main stream, promuovendo
politiche scellerate che hanno permesso alla Cina di decuplicare in pochi anni la propria potenza
finanziaria e tecnologica, quindi la "mano occulta" ("the black hand"), dietro a tutto ciò, viene
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dall’America. Il risultato è che oggi dieci antiche e ricche famiglie cinesi che controllano da sole
la Cina tenendo la popolazione in un profondo sonno, stanno soggiogando gli Stati Uniti e il
Mondo intero.
Anche in Italia purtroppo non possiamo dire di essere molto svegli.
Il Nuovo Stato Federale Cinese (NFSC), che è cresciuto nel movimento degli informatori
lanciato da Miles Guo, rappresenta la forza di resistenza del popolo contro il Partito Comunista
Cinese (PCC). Il NFSC è diventato la spina nel fianco dei leptocrati alti funzionari del PCC e
alla fine confidiamo che eliminerà questo regime totalitario.
Degno di nota anche il caso della Dottoressa Li-Meng Yan ricercatrice del laboratorio P3 di
virologia dell’Università Pubblica di Hong Kong, scappata in America ad Aprile 2020 per dire al
Mondo la verità sul Covid 19, denunciando la sua trasmissibilità da uomo a uomo già a
Dicembre 2019 ma minacciata dal suo supervisore per le sue scoperte. L’OMS lo ha infatti
dichiarato molto tempo più tardi permettendo a milioni di cinesi di andare per il Mondo,
diffondendo così il Virus.
Come dichiara anche il Segretario di Stato Americano Mike Pompeo, è noto che il PCC ha
enormi problemi di credibilità. Alcuni fatti sulla disonestà del PCC sono riassunti ed elencati di
seguito:
1. Secondo il rapporto della Dr. Li Meng Yan, pubblicato su Zenodo, il PCC avrebbe fabbricato
il virus SARS-CoV-2 in un laboratorio e lo avrebbe scatenato in tutto il mondo, provocando la
pandemia COVID-19.
2. Nei primi giorni dell’epidemia, il PCC ha fatto un enorme sforzo per coprire l’origine e le
qualità trasmissibili del virus SARS-CoV-2 affermando che il virus proveniva da un mercato del
pesce a Wuhan e che non si sarebbe diffuso da uomo a uomo, fuorviando così il mondo prima
che diventasse una epidemia globale.
3. Il PCC ha rifiutato di consentire alle autorità internazionali di recarsi a Wuhan per indagare
sull’origine del COVID-19. Invece, il PCC ha inviato professionisti per disinfettare
ripetutamente il mercato di Wuhan al fine di distruggere le prove.
4. Al fine di coprire la verità su SARS-CoV-2, il PCC ha effettivamente censurato le notizie e i
media. Hanno anche fatto sparire molti informatori che hanno cercato di esporre la verità. Il
primo informatore, il dottor Wenliang Li, è morto di SARS-CoV-2, presumibilmente a causa del
ritardo deliberato nel trattarlo dopo che è stato infettato. La dottoressa Li Meng Yan è sfuggita a
diversi tentativi di uccisione prima che riuscisse a volare da Hong Kong agli Stati Uniti. Di
recente, Yusen Zhou, il principale investigatore del Laboratorio di biologia patogena presso
l’Accademia di scienze mediche militari, è morto inaspettatamente per un attacco di cuore.
È stato attivamente coinvolto in molteplici programmi militari per lo sviluppo di armi biologiche
e direttamente coinvolto nella ricerca sulla SARS-CoV-2. Un altro eminente virologo, il
professor Zhendong Zhao dell’Accademia cinese di medicina, è morto nove giorni prima, il 17
Settembre anche lui per un attacco di cuore.
5. Il PCC ha una lunga esperienza nel mentire al popolo cinese e al mondo.
Quando il PCC ha istituito la Repubblica Popolare Cinese nel 1949, Mao ha promesso che il
PCC avrebbe portato al popolo cinese democrazia, libertà e prosperità. Invece, i Cinesi hanno
attraversato 70 anni di dittatura e oppressione. Solo tra il 1957 e il 1961, il sistema comunista
cinese portò la fame e la morte a decine di milioni di persone.
Il mondo non ha altra scelta che sconfiggere il PCC, mentre in Europa e in Italia continuiamo a
stendergli il così detto "tappeto rosso".
Quello che il Mondo ignora però sono gli stretti legami della famiglia Biden con i più alti livelli
del Partito Comunista Cinese.
Joe Biden, il fratello James e il figlio Hunter, dichiara Peter Schweizer in un suo post, godevano
di un livello esclusivo di accesso diretto alla massima leadership del PCC e alla ricchezza
dirottata del popolo cinese.

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Capite adesso quanto possano essere cruciali per il Mondo intero le elezioni presidenziali del 3
Novembre?
Tweet di Donald Trump del 17 Ottobre 2020, con risposta di Luca La Bella, in qualità di gestore
della pagina The Q Italian Patriot

In arrivo una “gigantesca ondata rossa”, parola di Trump

Ottobre Rosso, la caccia è cominciata!


Nella guerra invisibile per il futuro della nostra Repubblica, i tavoli sono stati rovesciati e ora i
cacciatori diventano le prede, i Patrioti hanno il controllo.
Il 17 Qttobre 2020 arriva un messaggio Twitter di Trump a tutti i Patrioti in tutto il Mondo. Le
informazioni riservate stanno cominciando ad uscire, quello che succederà dopo lo potrà dire
solo la Storia. Tutto ciò che era stato occultato dalle varie agenzie di sicurezza e di intelligence
americane starebbe per essere reso noto al pubblico.
Come abbiamo spiegato precedentemente, questa "nuova guerra" ha visto negli Stati Uniti la più
grande azione di infiltrazione (non invasione) ai massimi livelli dello Stato, nei media, nel
Dipartimento di Giustizia, nella CIA, nell’NSA e nell’FBI.
Una delle prime azioni del Presidente Trump è stata quella di "ripulire" questi apparati da tutte le
persone corrotte e colluse con il Deep State, arrivando a licenziare addirittura 21 alti funzionari
dell’FBI che avevano "protetto" Barak Obama e Hillary Clinton da azioni giudiziarie
precedentemente promosse e alcuni di essi oggi si scopre che hanno venduto il loro silenzio
firmando contratti importanti con case editrici per la pubblicazione di libri, e di aver distrutto i
loro cellulari di servizio pensando così di aver cancellato ogni prova delle loro malefatte.
Ma quello che sia loro che il pubblico ignorano è che tutto quello che hanno detto, scritto per
messaggio o per email è stato registrato. Si è così, sappiamo da fonte certa che questa immensa
mole di informazioni è in mano agli operativi di controspionaggio e molto presto verrà usata
contro di loro. L’enorme apparato di sorveglianza mondiale creato dal Deep State è adesso
un’arma che verrà usata contro di loro e contro i loro agenti.
Hanno tutto, dalle conversazioni tra Fauci e Bill Gates a quelle della Clinton, di Obama, di
Nancy Pelosi e tanti altri. I procedimenti che verranno aperti verso queste persone saranno
numerosi, mentre per quel che riguarda i loro mandanti sembra siano in corso delle trattative
importanti, ma si parla di richieste di risarcimento astronomiche. Solo per gli Stati Uniti la
somma ammonterebbe a circa 55 trilioni di dollari. Queste accuse, arresti e declassificazione di
prove e documenti, forzeranno una copertura mediatica in tutto il mondo senza precedenti e
costringeranno i media a licenziare molti addetti con conseguenti azioni legali nei loro confronti.
Il mondo che conosciamo oggi, entro un anno, sarà totalmente trasformato.

La nuova lettera di Monsignor Viganò

Domenica 25 Ottobre 2020 Monsignor Viganò scrive un’altra lettera aperta al Presidente Trump,
ancora più esplicita rispetto a quelle precedentemente inviate e pubblicate nei mesi scorsi. Una
lettera storica e di importanza planetaria, perché conferma e amplia il discorso che molte persone
ormai "sveglie" affermano già da tempo.
Ma vediamo quali sono i punti salienti di ciò che scrive in questa lettera sua nuova lettera il
Nunzio Apostolico al Presidente degli USA, recentemente apparsa sul sito 8Kun, dove vengono
inviati i messaggi a tutti i digital soldiers del Mondo: «Signor Presidente, in queste ore il
Destino del Mondo Intero è minacciato da una Cospirazione Globale contro Dio e
l’Umanità. Le scrivo come Arcivescovo, come un Successore degli Apostoli, come ex Nunzio
Apostolico negli Stati Uniti di America. Le scrivo nel mezzo di un silenzio di entrambe le
120
autorità civili e religiose. Possa accettare queste mie parole come “la voce di uno che grida
nel deserto” (Jn 1:23).
Come le ho già scritto nella mia lettera a Giugno, questo momento storico vede le forze del
Male unite nella battaglia senza quartiere contro le forze del Bene. Forze del Male che
appaiono potenti e organizzate in opposizione ai figli della Luce, che sono disorientati e
disorganizzati, abbandonati dai loro leaders temporali e spirituali.
Ogni giorno percepiamo gli attacchi multipli di coloro che vogliono distruggere le basi della
società: la famiglia naturale, il rispetto della vita umana, l’amore per il Paese, la libertà di
educazione e del lavoro. Vediamo i capi delle Nazioni e i leader religiosi assecondare questo
suicidio della Cultura Occidentale e la sua Anima Cristiana, mentre i diritti fondamentali
dei cittadini e dei credenti sono negati nel nome dell’emergenza sanitaria che si sta
rivelando sempre più strumentale per l’instaurazione di un’inumana tirannia senza volto.
Un piano globale chiamato il Grande Reset è in corso. Il suo architetto è una elite globale
che vuole sottomettere l’umanità intera, imponendo misure coercitive con le quali limitare
drasticamente le libertà individuali e quelle dell’intera popolazione. In molte nazioni
questo piano è già stato approvato e finanziato; in altre è ancora nella fase iniziale. Dietro i
leader mondiali che sono complici ed esecutori di questo progetto infernale, ci sono persone
senza scrupoli che finanziano il World Economic Forum e l’Evento 201, promuovendo la
loro agenda.
L’obiettivo del Grande Reset è l’imposizione di una dittatura sanitaria con lo scopo di
imporre misure liberticide, nascoste dietro promesse allettanti di assicurare un reddito
universale con la cancellazione del debito individuale. Il prezzo di questa concessione da
parte del Fondo Monetario Internazionale sarà la rinuncia della proprietà privata e
l’adesione al programma di vaccinazione contro il Covid-19 e il Covid-21, promossa da Bill
Gates con la collaborazione dei gruppi farmaceutici. Oltre agli enormi interessi che
motivano i promotori del Grande Reset, l’imposizione della vaccinazione sarà
accompagnata da un requisito di un "passaporto della salute" e una identità digitale, con il
conseguente tracciamento della popolazione del mondo intero. Quelli che non accetteranno
queste misure saranno confinati in campi di detenzione o agli arresti domiciliari e tutte le
loro risorse saranno confiscate.
Signor Presidente, immagino che Lei sia già consapevole che in certi Paesi il Grande Reset
sarà attivato tra la fine di questo anno e il primo trimestre del 2021. Per questo motivo,
ulteriori lockdown sono pianificati e saranno giustificati da una seconda e una terza ondata
pandemica. Lei è ben consapevole dei mezzi che sono stati impiegati per seminare il panico
e legittimare le limitazioni draconiane e le libertà individuali, creando ad arte una crisi
economica mondiale. Nelle intenzioni degli architetti, questa crisi servirà per spingere le
Nazioni a ricorrere ad un irreversibile Grande Reset, dando il colpo di grazia ad un Mondo
la cui esistenza loro vogliono completamente cancellare. Ma questo Mondo, Signor
Presidente include persone, affetti, istituzioni, fede, cultura, tradizioni e ideali: persone e
valori che non agiscono come automi, che non obbediscono come macchine, perché hanno
un’anima e un cuore, perché sono unite insieme da un legame spirituale che trae la sua
forza dall’alto, da quel Dio che i nostri avversari vogliono sfidare, proprio come Lucifero
fece all’inizio dei tempi con il suo "non serviam".
Molte persone, come ben sappiamo, sono annoiate da questi riferimenti circa lo scontro tra
il bene e il male e l’uso di "apocalittiche" sfumature, che secondo loro esasperano gli spiriti
e creano divisioni. Non sorprende che il nemico sia infuriato nell’essere scoperto, proprio
quando crede di aver raggiunto la cittadella che desidera conquistare indisturbato. Ciò che
sorprende, comunque, è che non ci sia nessuno che suoni l’allarme. La reazione del Deep
State verso quelli che denunciano questo piano è rotta e incoerente, ma comprensibile.
Proprio quando la complicità dei Mainstream Media è riuscita a creare la transizione verso

121
il Nuovo Ordine Mondiale in modo inosservato e quasi senza dolore, ogni sorta di
tradimenti, scandali e crimini stanno uscendo alla luce.
Fino a pochi mesi fa, era facile diffamare coloro che denunciavano questi terribili piani
come "teorici del complotto", ma ora li stiamo vedendo realizzare nei minimi dettagli.
Nessuno, fino allo scorso Febbraio, avrebbe mai pensato che in tutte le città cittadini
sarebbero stati arrestati, semplicemente per camminare per strada, per respirare, per
voler tenere le loro attività aperte, per voler andare in Chiesa la Domenica. Questo adesso
sta accadendo in tutto il Mondo, anche in Italia, che molti Americani considerano essere un
piccolo incantevole Paese, con i suoi monumenti, le sue chiese, le sue incantevoli città e
borghi. E mentre i politici sono barricati dentro i loro palazzi, promuovendo decreti come
satrapi persiani, le attività falliscono, i negozi chiudono, e alla gente è impedito di vivere,
viaggiare, lavorare e pregare. Le disastrose conseguenze psicologiche di questa operazione
sono ormai note, a cominciare con i suicidi di disperati imprenditori e dei nostri figli,
distanziati dagli amici e compagni di classe, a cui viene detto di seguire le lezioni davanti ad
un computer.
Nelle sacre scritture, San Paolo ci parla di "colui che si oppone", la manifestazione del
"mistero dell’iniquità", "il Kathekon". Nella sfera religiosa, l’ostacolo al male è la Chiesa,
e in particolare il papato; nella sfera politica è colui che impedisce l’instaurazione del
Nuovo Ordine Mondiale.
Come è chiaro adesso, colui che occupa la Sedia di Pietro ha tradito il suo ruolo fin
dall’inizio per difendere e promuovere l’ideologia globalista, supportando l’agenda del
Deep Church, che lo ha scelto tra i suoi ranghi.
Signor Presidente, Lei ha chiaramente affermato che vuole difendere la Nazione, le libertà
fondamentali e i valori non negoziabili che sono negati e combattuti ancora oggi. È lei, caro
Presidente che è "colui che si oppone" al Deep State, l’assalto finale dei figli delle tenebre.
Per questo motivo, è necessario che tutte le persone di buona volontà siano persuase
dell’importanza epocale dell’imminente elezione: non solo per la bontà del programma
politico, ma per quello che Lei incarna, in questo storico contesto, per il nostro mondo, che
loro vogliono cancellare con i lock-down. Il Suo avversario è anche il nostro avversario: è il
nemico della razza umana, colui che è "un assassino fin dal principio" (Jn 8:44).
Attorno a Lei si riuniscono con fede e coraggio, quelli che la considerano la cura finale
contro la dittatura mondiale. L’alternativa è votare per una persona che è manipolata dal
Deep State, gravemente compromessa da scandali e corruzione, che farà agli USA ciò che
Josè Mario Bergoglio sta facendo alla Chiesa, il Primo Ministro Conte sta facendo
all’Italia, il Presidente Macron alla Francia, il Primo Ministro Sanchez alla Spagna e cosi
via. La natura oscura di Joe Biden, proprio come quella dei prelati del “circolo magico” del
Vaticano, lo esporrà per essere usato senza scrupoli dandogli un mandato illegittimo di
interferire nella politica interna e negli equilibri internazionali. È ovvio che quelli che lo
manipolano già hanno qualcuno peggio di lui già pronto con cui lo rimpiazzeranno appena
sorga l’opportunità.
E, ancora nel mezzo di questo scenario desolante, in questa apparente inarrestabile
avanzata di un nemico invisibile, un elemento di speranza emerge.
L’avversario non sa come amare e non capisce che non basta assicurare un reddito
universale o la cancellazione dei debiti per soggiogare le masse e convincerle a essere
marchiate come bestiame. Queste persone, che per troppo tempo hanno perpetrato abusi di
odio e potere tirannico, stanno riscoprendo che esiste un’anima e stanno capendo che non si
può scambiare la libertà per una omologazione e cancellazione dell’identità; cominciano a
capire il valore della famiglia e della società, del legame della fede e della cultura che unisce
le persone oneste. Il Grande Reset è destinato a fallire, perché chi lo ha pianificato non
comprende che ci sono ancora persone pronte a scendere in strada per difendere i propri
diritti, per proteggere i propri cari e per dare un futuro ai propri figli e nipoti. Il
122
livellamento inumano del progetto globalista crollerà miseramente di fronte alla forza e al
coraggio dell’opposizione dei figli della Luce. Il Nemico ha Satana al suo fianco, colui che
solo sa come odiare. Ma dalla nostra parte abbiamo l’Onnipotente Signore, il Dio degli
eserciti schierati per la battaglia e la Santa Vergine, che schiaccerà la testa dell’antico
Serpente. "Se Dio è con noi, chi può essere contro di noi?" (Rom 8:31).
Signor Presidente, lei è ben consapevole che in queste ore cruciali, gli USA sono considerati
il muro difensivo contro la guerra dichiarata dagli avvocati del globalismo che l’hanno
scatenata. Ponga la sua fede nel Signore e si rafforzi delle parole dell’Apostolo Paolo: "Io
posso fare ogni cosa nel suo nome che mi rafforza" (Phil 4:13). Essere uno Strumento della
Divina Provvidenza è un grande Responsabilità per la quale Lei ha certamente ricevuto
tutte le grazie di cui ha bisogno, e che le sono state inviate da tutte le persone che la
sostengono e che pregano per lei.
Con questa Speranza Celeste e l’assicurazione delle mie preghiere per Lei, per la First
Lady e i suoi collaboratori, con tutto il mio cuore le mando le mie benedizioni.
Dio Benedica gli Stati Uniti D’America. Carlo Maria Viganò»

Una lettera che passerà alla Storia e nel silenzio dei media corrotti e compromessi, agenti della
dittatura globalista, ma che sicuramente desterà gli animi di molti che si sveglieranno, finalmente
capendo che tutta questa follia non ha niente a che vedere con un virus.
Leviamoci il bavaglio una volta per tutte e decidiamo da che parte stare. Io la mia scelta l’ho
fatta già da tempo, e Voi?

Oggi come ieri

Voglio chiudere questo capitolo con un fatto storico riguardante un’epoca e un contesto, quello
della propaganda nazista, già citato all’inizio di questo scritto. Circa 75 anni fa Hermann Göring,
supremo Maresciallo del Reich, testimoniò davanti al tribunale di Norimberga. Gli venne
chiesto: «Come avete convinto il popolo tedesco ad accettare tutto questo?».
Lui rispose: «È stato facile. Non ha nulla a che fare con il Nazismo, ha a che fare con la natura
umana. Lo puoi fare in un regime nazista, socialista, comunista, in una monarchia e anche in una
democrazia. L’unica cosa che si deve fare per rendere schiave le persone è impaurirle. Se riuscite
a immaginare un modo per impaurire le persone, potete fargli fare quello che volete».
«È naturale che la gente non voglia la guerra; non la vogliono gli Inglesi nè gli Americani, e
nemmeno i Tedeschi. Si capisce. È compito dei leader della Nazione orientarli, indirizzarli verso
la guerra. È facilissimo: basta dirgli che stanno per essere attaccati, denunciare i pacifisti per
mancanza di patriottismo e perchè mettono in pericolo la Nazione. Funziona così in qualsiasi
Paese, che sia una democrazia, una monarchia, una dittatura.
Bisogna spaventarli, inculcargli la paura, bisogna imbottirli di paura come si fa con le oche
finchè non gli scoppia il fegato per fare il paté, bisogna fare in modo che quella paura fermenti e
si trasformi in odio, un odio assoluto, irrazionale, sguaiato».
(Hermann Göring)
Oggi come ieri la Storia si ripete. Un domani chissà chi siederà alla sbarra…

Dal buio alla luce

Come già spiegato in precedenza, la nostra capacità di diffondere informazioni sul campo di
battaglia digitale e aggirare il loro controllo è ciò che temono (fallimento narrativo). Stanno
facendo tutto ciò che è in loro potere per bloccarci con false etichettature, attacchi quotidiani,

123
censura, provvedimenti, udienze governative. Non fermiamoci mai, continuiamo a caricare,
anche perché pensate che Trump non sapesse che era in arrivo tutto questo?
Pensate che le cose accadano senza poter essere conosciute in anticipo?
Pensate che la guerra in atto sia quella che vedete?
Pensate che i Media sappiano cosa dicono?
Pensate che il Mondo sia quello che vi raccontano?
Un desolato teatro nel quale viene rappresentata la tragedia più vasta che uomo ricordi!
È così e se continuerete a pensarlo, continuerete a vederlo e a determinarlo. Lo sanno bene
coloro i quali temono ve ne accorgiate e non avete idea di chi siano le persone che lo hanno
compreso e di quante siano.
Voi siete le variabili, voi potete arrivare a comprendere cosa si stia realmente muovendo tra le
pieghe di ciò che appare. Potete comprendere come tutto, in realtà, sia già compiuto oppure no,
dipende solo da voi.
I militari vicini a Trump hanno già compiuto la loro missione nel mondo che a breve esploderà
davanti a voi, nulla sarà come prima e niente può fermare ciò che sta arrivando.
State pensando?

NOTE AL CAPITOLO IV

1 - https://www.ilsole24ore.com/art/trump-fonda-l-esercito-le-guerrespaziali-ACWsdr7?refresh_ce=1
2 - https://www.switch.com/
3 - Luca La Bella: QFS in arrivo. Siete pronti? Articolo su Database Italia. https://www.databaseitalia.it/qfs-in-
arrivo-siete-pronti/
4 - Luca La Bella: Il volto della dittatura medica. Articolo su Database Italia. https://www.databaseitalia.it/il-volto-
della-dittatura-mediatica/

124
CAPITOLO V

DISTOPIA ORWELLIANA, TOTALITARISMO E NUOVO ORDINE MONDIALE: IL


1984 DI GEORGE ORWELL È ADESSO, È DRAMMATICAMENTE ADESSO!

di Nicola Bizzi

«Sì, quell’anno mi rubarono la primavera e tante altre cose, ma io ero fiorito ugualmente, mi
ero portato la primavera dentro, e nessuno avrebbe potuto rubarmela più».

(Alessandro Frezza: Il capitano e il mozzo)

Sono uno storico, uno scrittore e un editore. La missione della mia vita è quella di fare cultura e
veicolare informazione. Lo faccio da tanti anni e non nascondo che il mio desiderio più grande
sarebbe stato dedicarmi quest’anno esclusivamente alle mie ricerche storiche e al completamento
di alcuni miei libri. Invece è accaduto qualcosa che mi ha, giocoforza, portato a mettere da parte
tutti i miei programmi: ho visto seriamente mettere a repentaglio la Libertà. Non soltanto la mia,
ma quella di tutti i miei cari, dei miei familiari e dell’interno mio popolo. Non mi potevo tirare
indietro, non potevo non metterci la faccia, perché ho capito subito che c’era in gioco il nostro
stesso futuro, il futuro delle nostre famiglie, il futuro dei nostri figli.
Ho deciso così di mettere a disposizione di più persone possibile la mia penna, il mio bagaglio di
esperienze e di conoscenze e di intraprendere una battaglia che, mentre sto scrivendo, è ancora
ben lungi dall’essere completata.
È dallo scorso mese di Gennaio, con l’introduzione in Italia dello stato d’emergenza da parte del
governo di Giuseppe Conte, che mi sento in guerra, letteralmente catapultato notte e giorno in
una trincea. Mi sento in guerra non certo contro un “virus” o un fantomatico nemico invisibile,
ma contro un governo totalmente eterodiretto da forze e poteri molto pericolosi che hanno messo
in scena un vero e proprio colpo di Stato globale, finalizzato alla progressiva riduzione e
cancellazione della democrazia, della libertà e dei diritti civili, alla repressione di qualsiasi
dissenso e all’instaurazione di una dittatura mondiale tecnocratico-sanitaria che definire di
stampo orwelliano sarebbe un complimento. Una dittatura funzionale al più grande reset
economico-finanziario, ma anche sociale, che sia mai stato pianificato nella storia della civiltà
umana.
Come uomo libero e di buoni costumi sono stato tra i primi, attraverso miei numerosi articoli, a
denunciare con forza fin dall’inizio non solo la pessima gestione, da parte dell’esecutivo, di una
“emergenza” pianificata e creata ad arte da quei poteri e quelle lobby che come ben sappiamo
tirano da sempre le fila della politica, ma anche la manipolazione dell’opinione pubblica e le
inaudite restrizioni delle nostre libertà fondamentali e dei nostri più basilari diritti costituzionali.
Già nel mese di Marzo avevo con forza denunciato l’illegittimità e l’anticostituzionalità del
lockdown e dei decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, i famigerati DPCM,
paragonando senza mezze misure Giuseppe Conte ad una figura nefasta come Oliver Cromwell.
Chi ha un minimo di cognizioni storiche si ricorderà, infatti, come la spietata dittatura di un
“signor nessuno” come Cromwell, nel XVII° secolo, in soli cinque anni, riuscì a precipitare
l’Inghilterra in un abisso di orrore e disperazione. Dopo l’abbattimento della liberale monarchia
degli Stuart, questo “signor nessuno” (in realtà un burattino manovrato, guarda caso, dalle stesse
lobby di potere con cui ancora oggi ci scontriamo), proclamatosi “Lord Protettore” con
l’appoggio del Parlamento, cancellò con un tratto di penna i più elementari diritti dei cittadini,
125
compresi quelli di parola, di espressione e di riunione, fece arrestare, torturare e giustiziare
chiunque si opponesse alla sua tirannia eterodiretta, distrusse completamente l’industria,
l’imprenditoria e l’economia e, immancabile ciliegina sulla torta, sottrasse allo Stato il potere di
emettere moneta, concedendolo interamente a banchieri privati come i Rotschild. E fece tutto
questo con il pieno appoggio del Parlamento, semplicemente perché non esisteva nel Paese più
alcuna vera opposizione. Una situazione che, con i dovuti distinguo, non è poi molto lontana
dall’attuale, a testimonianza di come la Storia spesso si ripeta. Con una differenza fondamentale,
però: lo scenario odierno non riguarda più una singola nazione, come avvenne quasi quattro
secoli fa con l’Inghilterra, ma è di portata globale.
Oliver Cromwell non pagò in vita per i suoi crimini, in quanto morì di malaria e complicazioni
renali a Londra il 3 Settembre 1658, ma, una volta ripristinate in Inghilterra la giustizia e la
legalità, il suo corpo venne riesumato, e poi pubblicamente sventrato, impiccato e decapitato. La
sua testa venne poi esposta, su un palo alto sei metri, a Westminster Hall fino al 1685, quando
una tempesta le fece rotolare a terra. Sic semper tyrannis!
Ma usciamo per il momento dallo scenario italiano e prendiamo in esame un interessante articolo
di Alfredo Jalife Rahme, pubblicato in traduzione italiana dal sito di informazione
Comedonchisciotte¹. In tale articolo, intitolato Secondo la Deutsche Bank, l’”Età del Disordine”
sarà quella che verrà dopo la morte della globalizzazione, viene evidenziato come un rapporto
schiacciante di Deutsche Bank abbia confermato la prossima fine della globalizzazione,
annunciandone l’imminente sostituzione con un’“Era del disordine” con otto temi destinati a
farne da cornice, tra cui spicca l’ascesa della Cina a massima potenza tecno-economica globale.
Invece di una guerra militare tra Stati Uniti e Cina, da più analisti di questi tempi data per
probabile, il rapporto prevede l’aggravarsi della guerra economica attualmente in corso,
l’aumento del divario sociale e veri e propri scontri generazionali.
Un team della Deutsche Bank, guidato da Jim Reid, amministratore delegato e stratega della
banca tedesca, ha redatto il rapporto intitolato The Age of Disorder: A New Age for Economics,
Politics and Our Way of Life².
In esso, nell’ambito di uno studio del 2020 sul rendimento a lungo termine degli asset, il team
afferma che «il mondo è all’apice di una nuova era che sarà caratterizzata principalmente dal
disordine con un probabile allentamento della globalizzazione che ha creato una rapida crescita
dell’economia e dei prezzi delle attività negli ultimi 40 anni».
Lo studio sostiene che l’avvento di questa nuova “era del disordine” sarebbe stato accelerato, ma
non certo causato dal Covid-19. Reid inoltre identifica cinque supercicli strutturali che, negli
ultimi 160 anni, hanno rimodellato tutto, dalle economie ai prezzi degli asset, fino alla politica e
alla vita in generale:
1 – La prima era della globalizzazione (1860-1914)
2 – Le grandi guerre e la depressione (1914-1945)
3 – Bretton Woods e il sistema monetario del Gold Standard (1945-1971)
4 – L’inizio della moneta Fiat e l’era dell’inflazione (1971-1980)
5 – La seconda era della globalizzazione (1980-2020).
Quello che, a detta del rapporto, partirebbe quest’anno (2020) e che viene identificato come il
sesto ciclo, viene appunto denominato l’Era del disordine.
Il rapporto della Deutsche Bank è stato da più parti criticato, in quanto, a detta di molti
economisti, il difetto dei super-cicli postulati da Reid sarebbe quello di essere ultra-riduzionisti e
di omettere o non considerare fattori importanti quali ad esempio la matrice operativa della
geostrategia, trascurando l’impatto di eventi come la dissoluzione dell’Unione Sovietica e del
blocco dell’Europa Orientale, da molti storici identificata come il vero detonatore della
globalizzazione.
Sostanzialmente, Reid deduce che i rialzi dell’antigravità in borsa siano minacciati dall’avvento
di questa nuova Era del disordine, la quale prevede otto grandi questioni globali. Tali questioni
sono le seguenti:
126
1 - Deterioramento delle relazioni USA-Cina e rovesciamento della globalizzazione
deregolamentata.
2 - Un decennio di consolidamento o rottura per l’Europa: «nei prossimi 10 anni le opportunità
per l’Europa di cavarsela saranno diminuite», mentre «il potenziale per un’ulteriore integrazione
è stato aumentato dal recente Recovery Found» e «divergenze delle condizioni economiche
probabilmente aumenteranno ulteriormente e causeranno importanti punti di stress postcovid».
3 - Debito ancora più alto e teoria monetaria moderna (MMT) con l’elicopter money che diventa
la norma. Si ricorda che il neologismo elicopter money traduce la metafora dell’ex governatore
della Federal Reserve, Ben Shalom Bernanke, che annunciò che avrebbe lasciato cadere enormi
quantità di denaro dagli elicotteri per combattere la grave crisi finanziaria del 2008.
4 - Inflazione o deflazione?
5 - Peggioramento della disuguaglianza prima che si verifichi un contraccolpo o un’inversione.
6 - Espansione della divisione intergenerazionale.
7 - Installazione del dibattito sul clima e sue conseguenze.
8 - Rivoluzione tecnologica o bolla?: «I prossimi dieci anni mostreranno se la crescita
esponenziale del valore delle aziende tecnologiche è valsa la pena», poiché questo può
significare «l’inizio di una rivoluzione tecnologica o dimostrare che era invece il secondo punto
bolla-com». Reid attribuisce inoltre molta importanza al dirompente divario intergenerazionale
tra «giovani millennial senzatetto» e «ricchi Baby Boomers».
Alfredo Jalife Rahme conclude il suo articolo con questa affermazione: «Nella teoria del caos,
una delle caratteristiche all’interno dei sistemi complessi risiede nell’esistenza di frattali (zone
d’ordine) nel mezzo del disordine prevalente. L’impresa dell’umanità sarà trovare i suoi frattali
di sopravvivenza per quanti più cittadini possibile: alla ricerca delle sue zone di ordine perdute».
La mia personale opinione: il rapporto redatto dal team di Jim Reid, oltre ad essere pieno di falle
e di omissioni e a non tener conto di non poche variabili, rappresenta soltanto fumo negli occhi
per azionisti e investitori, soprattutto tedeschi ed europei. In sostanza, niente di più di un
tentativo elegante e tecnicistico di indorare la pillola, di presentare uno scenario “possibilistico”,
anziché mettere davanti agli occhi la cruda verità. Una cruda verità che il presente libro affronta,
nei suoi vari capitoli, sotto diversi aspetti e da diverse angolazioni, ma che ben può essere
sintetizzata nel capitolo di Andrea Cecchi: l’economia globale, nel mese di Settembre del 2019,
era giunta sostanzialmente a un punto di non ritorno. Tutto stava per crollare, per implodere, con
conseguenze devastanti che avrebbero fatto sembrare una passeggiata in bicicletta la crisi del ’29
e un battito di ciglio la crisi dei mutui subprime del 2008. Come ha osservato Andrea Cecchi, il
“virus” è arrivato manifestandosi come un miracolo, al momento giusto, con tempismo perfetto,
esattamente un istante prima del disastro, per disinnescare la più devastante catastrofe economico
finanziaria della storia del mondo globalizzato. Il detto anglosassone “follow the money” risulta
in questo caso quantomai indicato e appropriato per comprendere la situazione che da oltre un
anno stiamo vivendo. L’obiettivo di questa falsa “pandemia” è quindi quello di bloccare, o
quantomeno rallentare al massimo, l’economia globale, la crescita e i consumi mediante
lockdown pianificati e al contempo distruggere l’imprenditoria privata, soprattutto quella
mediopiccola, e innescare una profonda spirale di decrescita e impoverimento.
Tutto questo in funzione di un grande reset economico e finanziario globale che già da anni è
stato progettato e pianificato.
Ma, vi chiederete, si tratta soltanto di una questione meramente economica?
Non potevano, allora, dircelo subito, come mi ha chiesto con innocente ingenuità un mio lettore,
risparminandoci mesi di terrorismo psicologico, di bugie sanitarie, di lockdown e mascherine?
Certo che no, è la risposta!
“Reset” in informatica significa un’operazione di ripristino della condizione in cui si trovava un
sistema informatico subito dopo la sua accensione, ma anche un azzeramento delle operazioni
svolte da un elaboratore. Un’operazione, quindi, con la quale si azzera il contenuto della

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memoria principale di un elaboratore, interrompendo le funzioni e i programmi attivi in quel
momento per riportare il sistema alle condizioni di funzionamento iniziali.
I casi in cui si rende necessario il reset sono principalmente quelli di blocco o malfunzionamento
del sistema informatico generato da errori del software. E i malfunzionamenti e gli errori del
“software” dell’economia globale erano e ancora sono talmente tanti e di proporzioni tali dal
rendere il “reset” una scelta non più rinviabile. Ma un azzeramento dell’economia globale e una
sua ripartenza su nuove basi e nuovi parametri può potenzialmente avere effetti assai più
devastanti di una guerra e lasciarsi alle spalle anche milioni di morti. Una simile operazione non
poteva essere certo annunciata con leggerezza ad un’opinione pubblica che per il 99% è
totalmente all’oscuro delle complesse dinamiche economiche, finenziarie e monetarie. Avrebbe
provocato una vera e propria rivoluzione globale. Chi, a prescindere dalla professione, dal livello
di istruzione o dallo stato sociale, avrebbe accettato senza replicare di azzerarsi, di rinunciare al
proprio lavoro, al proprio stipendio, al proprio reddito, al proprio tenore di vita, in sintesi alla
propria “normalità” e “quotidianità”, ma anche ai propri diritti, alle proprie tutele sindacali, ad
ogni genere di ammortizzatori sociali e di garanzie?
Sinceramente, credo proprio nessuno. Figurarsi se la popolazione, e le classi politiche
“democratiche” che dipendono dal consenso della popolazione, possono accettare o anche solo
capire, per non dire attuare, concetti come la “decrescita felice”, soprattutto in tempi di
prolungata recessione!
Doveva essere messa in scena una rappresentazione talmente forte ed emotivamente
coinvolgente e drammatica da far sì che fossero gli stessi spettatori (in questo caso i popoli),
ritrovatisi forzatamente sul palcoscenico a interpretare il ruolo di attori, a implorare i “registi” di
interrompere lo spettacolo. A qualsiasi prezzo, a costo di qualsiasi sacrificio. Ossia un metodo
per far accettare al popolo dure riforme o guerre approfittando di qualche evento (prodotto ad
hoc o accidentale: catastrofi naturali od economiche, attentati, pandemie) che lo lascia sgomento
o impaurito, quindi incapace di valutare, criticare, opporsi, reagire.
Come osserva Marco Della Luna nel suo saggio Oligarchia per popoli superflui³, la narrativa
delle istituzioni, della scuola, dei mass media, insegna che la società nazionale e la comunità
internazionale fondamentalmente funzionerebbero secondo armonia, legalità e sincerità, e
laddove non è così si tratta di eccezioni dovute a emendabili malintenzionati o a difetti del
sistema. La realtà è invece che i conflitti di interessi, le violazioni delle regole e il
nascondimento dei veri fini sono elementi strutturali e costanti dell’ordinamento sociale
nazionale e internazionale.
Alla gente, che dopo decenni di tale catechismo non è mentalmente pronta a recepire spiegazioni
realistiche e complete, si propinano spiegazioni emotivamente accettabili e che non
destabilizzino la percezione della vita, ossia che vi sono stati errori tecnici, eccessi di
speculazione, carenze di controlli, i quali hanno portato a bolle, a squilibri, a malfunzionamenti;
ma resta non comuni-cato, non proposto al dibattito pubblico, il fattore di fondo, ossia che,
semplicemente, le cose che non vanno bene non vengono dal volere di alcuni soggetti “cattivi” (i
Tedeschi oppure una cricca di banchieri internazionali oppure di tecnocrati a Bruxelles), bensì
sono esplicazioni automatiche e inevitabili del capitalismo finanziario internazionale che, in
questa fase storica, guida i processi di riforma.
Ovvero, sono le cose che il capitalismo finanziario fa per sua logica e natura, inevitabilmente:
operari sequitur esse. Opporsi a tali cose esigerebbe l’opporsi al capitalismo finanziario come
tale, non semplicemente il regolarlo: una volta che lo hai legittimato in linea di principio,
succede inevitabilmente quello.
Come evidenzia brillantemente Marco Della Luna nel sovracitato saggio, «La nostra situazione è
come se, credendo di trovarci in un normale ospedale per essere curati, fossimo in realtà internati
in una clinica dove si fanno espianti di organi da vendere a ricchi pazienti. Notiamo che, con
inspiegabile frequenza, molte cose vanno male, molti occhi, reni, cuori, fegati, etc. vengono

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asportati. Rimaniamo perplessi, poniamo domande. Le istituzioni, cioè la Direzione ospedaliera,
ci dicono che è per il nostro bene, che erano organi malati, che lo esige la salute (il mercato).
I critici invece ci spiegano che si tratta di errori deprecabili, ma saranno evitati in futuro.
Gli antisistema denunciano che i medici sono corrotti dalle case farmaceutiche e che in realtà ci
stanno usando come cavie per i loro esperimenti. Ma la verità, che neanche gli anti-sistema
dicono, è che si tratta, appunto, di un centro per espianti, dove vengono espiantati organi sani per
conto di facoltosi committenti, e dove quindi la nostra salute non sarà mai considerata se non per
tenerci vivi fino all’espianto, e l’unica cosa sensata che possiamo fare è evadere da tale centro,
oppure demolirlo.
Non è riformabile.
Il capitalismo finanziario, per massimizzare il proprio potere e per conformare il mondo e le
società e le loro comprensioni della realtà ai propri interessi, ha bisogno precisamente di creare
una dipendenza unilaterale e rigida della politica, delle nazioni e delle singole aziende e persone
da esso stesso, dal cartello bancario privato che produce e concede moneta e credito (togliendo
loro le scelte politiche e lasciando esistere un simulacro di democrazia solo finché questo
simulacro rimane nei binari voluti dal capitale).
E la ha creata togliendo agli Stati la sovranità monetaria e sottoponendoli alla pressione
irresistibile del rating del loro debito pubblico. La comunicazione istituzionale assieme
all’industria culturale – dall’entertainment per il rimbecillimento alla didattica per
l’indottrinamento e il paraocchi – si concentra sullo story telling legittimante questa policy e
delegittimante, anche moralmente, ogni critica di fondo ad essa».
Troppe cose vengono taciute all’opinione pubblica, troppe informazioni distorte e pilotate
vengono impunemente inoculate alla massa e troppe scomode realtà vengono deliberatamente
secretate (e l’Italia, in quanto all’arbitrario utilizzo del “segreto di Stato” detiene un record
tutt’altro che invidiabile!) perché la loro divulgazione, e talvolta soltanto la loro pubblica
ammissione, rappresenterebbe un serio danno per il potere costituito e per i suoi veri detentori. E
questo, si badi bene, non è solo un fenomeno del nostro tempo. La Storia ci insegna che, pur
sotto altre forme e con altri metodi, questo è sempre avvenuto, perché fa parte delle logiche e
delle dinamiche del potere. Senza andare a scomodare l’antichità classica, già nel Principe di
Niccolò Macchiavelli troviamo una palese raccomandazione all’utilizzo di quella che viene oggi
chiamata shock-and-awe doctrine, ossia traumatizzare e sgomentare la popolazione con minacce
reali o costruite, come terrorismo, invasioni e pandemie, per ridurre la sua capacità critica e
spingerla entro opportuni stereotipi o frame, alla stregua di docili buoi condotti in un recinto.
Come ci insegna sempre Della Luna, la società non si governa da sé, dal proprio interno, nel suo
interesse, con mezzi palesi, e secondo legalità. Essa è governata dall’esterno, o dal disopra, per
interessi (perlopiù non dichiarati) di chi la governa, con mezzi in buona parte non palesi e in
baseal suo potere, che crea e muta le leggi, ora per meglio agire, ora per occultarsi, e sempre
senza esser da esse vincolato. I detentori del potere usano questo per sfruttare la società, così
come il pastore sfrutta il gregge; le pecore sono sacrificabili.
Sempre vi sono i pochi che comandano e sfruttano i molti. Vi sono i consumatori di tasse e i
pagatori di tasse, i percettori di interessi (su denaro fasullo) e i pagatori di interessi. I grandi
truffatori finanziari e le masse di risparmiatori truffati. I grandi che decidono le guerre e che si
arricchiscono con l’industria degli armamenti e gli appalti delle ricostruzioni; e dall’altra parte i
popoli mandati alla guerra che pagano, soffrono, muoiono. I dominatori, che sanno e capiscono;
e le masse, che vivono nell’illusione e nell’ignoranza.
Oggi il “sistema di potere” (quello vero, non quello rappresentato dai governi o dalle classi
politiche, categorie ormai ridotte a meri esecutori materiali di ordini calati dall’alto) controlla
oltre il 90% dei mezzi d’informazione globali (in primis giornali, agenzie giornalistiche e
televisioni) e se ne serve per veicolare esclusivamente le informazioni che sceglie di rilasciare,
quelle ad esso funzionali, filtrando ed eliminando in partenza quelle “scomode” o comunque non
ad esso funzionali. Ma l’avvento e l’esplosione, negli ultimi due decenni, dell’era di Internet, con
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la rapida diffusione di blog, siti indipendenti e testate on-line non allineate che hanno iniziato a
veicolare, con sempre maggiore seguito, un’informazione “alternativa” a quella del sistema, ha
messo quest’ultimo in allarme, spingendolo a compiere le sue contromosse. Ed esso ha reagito
da un lato con ripetuti tentativi di imbavagliare la rete e, dall’altro, con il sempre maggiore
ricorso a meme confezionati a proprio uso e consumo (tanto per fare alcuni esempi: «i vaccini
sono sicuri e non sono dannosi per la salute», «le scie chimiche sono una bufala», «Assad è un
assassino e massacra il suo stesso popolo», ed altre amenità non meno risibili di «i Russi
mangiano i bambini», etc.
Non è quindi difficile comprendere le autentiche ragioni e le dinamiche che si celano dietro
all’”Operazione Corona”. Per i poteri forti globali si trattava di creare una concatenazione di
eventi sufficientemente drastica da salvare (secondo il loro punto di vista) in primis il loro
predominio economico e finanziario e, in secundis, l’ecosistema dalla sovrappopolazione e dalla
sovraindustrializzazione, evitando però al contempo di scatenare guerre da povertà e carestie,
che compromettessero in manieraseria o irreversibile l’ecosistema stesso. Questo era il difficile.
Qui stava la sfida raccolta dall’ingegneria sociale del ventunesimo secolo. Il sentiero era stretto,
molto stretto: occorreva deprimere l’economia, la produzione, i consumi, l’inquinamento, la
natalità, senza però, con questo, suscitare tensioni che portassero a estesi conflitti militari, essi
pure distruttivi per l’ecosistema.
Marco Della Luna, già nella prima edizione di Oligarchia per popoli superflui, risalente al 2009,
aveva previsto tutto!
Il celebre economista Lyndon La Rouche non vaneggiava quando già dodici anni fa parlava di un
possibile piano di riduzione dello stock di popolazione. Già quantomeno dal 2009 le elite del
potere economico e le strutture di potere superiore da cui esse dipendono si stavano attrezzando
giuridicamente e tecnicamente per la gestione e l’esecuzione non solo e non tanto di un
impopolare e devastante riassetto economico-finanziario globale, quanto di un piano di drastica e
veloce riduzione della popolazione del pianeta e del carico inquinante, nonché del problema
delle migrazioni di massa.
Insomma, l’ora dello sfoltimento globale, preconizzata da Bertrand Russell, pare sia scoccata.
Russell già nel 1953, nel suo saggio L’impatto della scienza sulla società, scriveva: «Non
pretendo che il controllo delle nascite sia l’unico modo di impedire alla popolazione di
aumentare. Ve ne sono altri che pare proprio che gli oppositori del controllo delle nascite
preferirebbero. La guerra, come ho testé spiegato, è sempre stata deludente a questo scopo, ma
forse la guerra batteriologica potrebbe risultare più efficace. Se una Morte Nera potesse essere
diffusa nel mondo ad ogni generazione, i superstiti potrebbero procreare liberamente senza
riempire troppo il mondo. In questo metodo niente offenderebbe le coscienze dei devoti o le
ambizioni dei nazionalisti.
La faccenda potrebbe essere un relativamente sgradevole. E con ciò?
Le persone di altissimo intendimento [“really high minded people”] sono indifferenti alla felicità,
specialmente a quella altrui. Ci sono tre modi di garantire una società che voglia essere stabile
per quanto riguarda la popolazione. Il primo è quello del controllo delle nascite, il secondo
quello dell’infanticidio o con guerre realmente distruttive, e il terzo attraverso una povertà
generale, fatta eccezione per una potente minoranza».
Anche Thomas Ferguson, alto funzionario dello State Department’s Office of Population Affairs
(OPA), ha pubblicamente dichiarato nel 1981: «C’è un unico tema dietro ogni nostro lavoro –
ridurre il livello della popolazione. O i governi usano i nostri metodi attraverso strategie
piacevolmente pulite, o riceveranno lo stesso tipo di disordine che abbiamo in El Salvador, in
Iran o a Beirut. La popolazione è un problema politico.
Una volta che la popolazione è fuori controllo si richiede un governo autoritario per ridurla. I
professionisti non sono interessati a ridurre la popolazione per motivi umanitari. Questo però ci
suona bene. Puntiamo alle risorse ed ai vincoli ambientali. Puntiamo alle nostre esigenze
strategiche, e diciamo che questo paese deve ridurre la sua popolazione, altrimenti avremo
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problemi. El Salvador è un esempio in cui la nostra incapacità di ridurre la popolazione in modo
semplice ha creato le basi per una crisi della sicurezza nazionale. Il governo di El Salvador ha
omesso di utilizzare i nostri programmi per ridurre la sua popolazione. Ora per questo avranno
una guerra civile. Ci saranno disordini e scarsità di cibo.
C’è ancora troppa gente lì».
Dichiarazioni, queste, che ben si accompagnano a quella rilasciata da Sir Julian Huxley, biologo
e genetista e teorico del transumanesimo, presidente dell’UNESCO dal 1946 al 1948
(organizzazione dalla quale venne poi espulso per motivi mai del tutto chiariti): «L’unificazione
politica in una qualche sorta di governo mondiale sarà necessaria. Così come si crede che una
politica eugenetica radicale sarà per molti anni politicamente e psicologicamente impossibile,
sarà importante per l’UNESCO fare in modo che la questione eugenetica sia esaminata con la
massima cura, e che la opinione pubblica sia informata delle questioni in gioco, affinché ciò che
oggi è inimmaginabile possa alla fine diventare immaginabile».
Come ci ionsegna Marco Della Luna, siamo oramai da qualche anno entrati in un’epoca nella
quale scienza e tecnica offrono alla classe dominante un salto di qualità, una svolta storica
nell’uso e controllo delle classi dominate, ossia la possibilità di monitorare, schedare e
condizionare capillarmente e in diretta, intervenendo per legge persino nel corpo della gente, sul
piano biologico: informatica, droni, smart dust, cibi, chimica, nanomacchine, denaro informatico.
Nel rapporto strumentale con i governanti, i governati gradualmente vengono sostituiti
dall’intelligenza artificiale e dagli automi – che sono sempre più performanti, che surclassano gli
umani e che sono (per ora) più affidabili.
Si può quindi congetturare che gli esseri umani come tali diventeranno superflui: verranno
sostituiti dall’avvento dell’intelligenza artificiale come i cavalli furono sostituiti dall’avvento
delle automobili: gradualmente, via via che le automobili divenivano più efficienti e meno
costose. Alla fine sono rimasti pochissimi cavalli, tenuti perlopiù per compagnia e sport.
Vi è poi il transumanesimo: gli umani potenziati geneticamente e/o con innesti elettronici: i
cyborg, di cui parlano ormai anche studiosi accademici, come vedremo sotto. Siamo nell’ambito
della biopolitica (prefigurata da Russell e Foucault): manipolazione biogenomica, gestione
zootecnica della popolazione.
Così diviene oggettivamente possibile, agli occhi di certe elite di potere, la soluzione dei
problemi di sovrapopolazione, inquinamento, esaurimento delle risorse e delle guerre per
accaparrarsi le risorse stesse: si tratta di ridurre radicalmente la consistenza e i consumi della
popolazione del pianeta mediante vari strumenti di bio-politica che abbassano la salute,
l’intelligenza, la fertilità, il desiderio di riprodursi, le difese immunitarie.
Il salvataggio ecologico del pianeta è uno scopo diverso dal profitto e anche dal dominio, ma per
generare le condizioni e gli eventi che lo rendono possibile si sfrutta la brama di profitto insita
nel capitalismo e la congenita deriva totalitaria del liberalismo, soprattutto nel settore
farmacologico e alimentare, favorendo o imponendo l’uso di cibi, bevande e farmaci nocivi alla
salute. In questa prospettiva ipoteticamente si collocano e si comprendono il favore dello Stato
verso le norme nocive per la collettività che inesorabilmente vengono sempre più spinte e
favorite.
Si noti come ora, con l’introduzione per legge della vaccinazione coatta di massa, il potere
costituito afferma per legge il principio che chi governa può legalmente penetrare/modificare
biogeneticamente i corpi dei cittadini, in massa, persino in assenza di necessità posta da
epidemie, con sostanze/effetti non dichiarati, per adattare i cittadini a sue esigenze e progetti
(biologici, ecologici...).
Sempre in Oligarchia per popoli superflui, scrive Marco Della Luna: «Assistiamo così
all’inversione del principio liberale secondo cui il popolo modifica il Governo (attraverso il
voto): ora è il Governo che si dà la potestà di modificare il popolo, la stessa crescita e la stessa
fisiologia dei corpi dei cittadini. Lo story telling legittimante dell’industria culturale si sta oggi
impegnando energicamente per giustificare e far accettare tutto questo all’opinione pubblica,
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delegittimando e criminalizzando gli argomenti critici. Tramontano così lo stato di diritto, le
garanzie, la tutela della dignità e libertà dell’Uomo. Del resto, questo approdo evolutivo era
programmato già all’inizio del secolo scorso, come la ricerca storica indipendente sta facendo
emergere. Il piano, dichiaratamente oligarchico, ha come padri Robert Schuman, Jean Monnet e
François Perroux, e, più tardi, Margareth Thatcher, Helmuth Kohl, François Mitterrand. Esso, a
grandi linee, prevedeva:
- l’eliminazione delle democrazie nazionali, delle identità nazionali, delle monete nazionali, e la
graduale riduzione dei diritti e delle libertà dei cittadini e dei lavoratori;
- la sostituzione delle monete nazionali con una moneta sovranazionale gestita da banchieri non
responsabili verso i popoli avrebbe anche aiutato a creare crisi economiche e masse di
disoccupati e precari, due fattori utilissimi per la privatizzazione dei poteri pubblici e l’estrazione
della ricchezza dalla società produttiva;
- l’edificazione di un ordinamento politico-giuridico autocratico e sovranazionale (UE).
Manifestamente, è avvenuta una rivoluzione, nel senso che, nel passaggio dall’economia e dalle
rendite terriere (tipicamente feudali), all’economia industriale e poi all’economia e alla rendita
finanziarie su scala globale, si è completata rapidamente la transizione da un sistema in cui il
potere era suddiviso in Stati e poggiava su territori e popoli come risorse per funzionare,
difendersi, espandersi; a un sistema globale in cui il potere e le rendite non poggiano più su
territori e popoli specifici, e non sono più suddivisi da confini. Inoltre, il potere si è ben
organizzato in organi di governance globale e in una sorta di cartello o consorzio globale, che
applica regole e policy sempre più uniformate nel mondo. E le élite al potere non si fanno quasi
più la guerra (militare o commerciale) tra loro, quindi non hanno quasi più necessità di masse di
combattenti, di lavoratori, di consumatori. Le élite tradizionali derivavano le loro rendite dai
possessi terrieri, quelle attuali da meccanismi finanziari e monetari senza legami territoriali. ciò
comporta conseguenze assai serie per la gente:
- Il potere costituito ha sempre meno bisogno di cooperazione volontaria dal basso, cioè di
consenso; le persone hanno sempre meno a disposizione confini dietro cui riparare, per sottrarsi a
un certo meccanismo di sfruttamento;
- quindi il potere costituto può concedere sempre meno, o toglier sempre di più, in termini di
diritti, libertà, partecipazione, qualità della vita;
- inoltre, non ha bisogno di curarsi del territorio, della salute, della vita dei popoli, della loro
consistenza numerica: non vi è più un Re di Francia che abbia bisogno dell’esistenza dei
Francesi specificamente; i popoli sono divenuti intercambiabili, fungibili, superflui: non serve
più tutta questa gente che serviva prima.
La contrapposizione reale non è tra democrazia (che non può esistere) e oligarchia, ma tra
oligarchie del passato, che hanno bisogno di un popolo e di un territorio specifici, quindi si
prendono cura di essi; e oligarchie del presente, che non hanno bisogno di essi, quindi non se ne
prendono cura e all’occasione possono sacrificarle. In tal senso, non è affatto un bene, per i
governati, che si dissolvano i confini e gli Stati nazionali».
Oggi i popoli sono divenuti superflui perché i metodi di produzione del potere e della ricchezza
si sono accentrati nel controllo di poche grandi famiglie dinastiche, un’oligarchia che decide a
porte chiuse sopra quanto rimane delle istituzioni delle democrazie formali nazionali. Tale
oligarchia non necessita più delle masse di lavoratori, consumatori o combattenti di cui
necessitava il capitalismo industriale produttivo del XIX° e del XX° secolo e si sta apprestando,
perseguendo il suo Reset Finanziario Globale, a smantellare ogni residuo di democrazia e di stato
sociale.
Conseguentemente, cittadini e lavoratori hanno perso la capacità di negoziare e verranno
inesorabilmente privati di reddito, diritti, garanzie e sicurezze. Sono ormai considerati niente più
che ingombrante bestiame da allevamento.
La facilità e la disinvoltura con cui la maggior parte dei governi “democratici” occidentali (con
la piena complicità delle ”opposizioni” parlamentari) si è piegata a questo folle reset sociale e
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finaziario, non esitando a calpestare e a stracciare le carte costituzionali e a sospendere le libertà
e i diritti civili dei cittadini non fa che confermarci una dura verità, una verità forse per qualcuno
difficile da digerire o accettare: la “democrazia” che in questi ultimi mesi ci hanno sottratto si era
già da tempo trasformata, senza che molti se ne accorgessero, in una bieca oligarchia abilmente
camuffata da democrazia rappresentativa. Le hanno semplicemente tolto la maschera. E l’hanno
messa a voi.

Chi comanda il mondo?

Chi vi scrive non è stato di certo colto impreparato dagli eventi che si sono susseguiti
dall’Ottobre del 2019 ad oggi. La mia appartenenza a elitari contesti iniziatici, della quale non ho
mai fatto mistero, e l’aver operato nel settore dell’intelligence, mi hanno da tempo fatto capire
quanto profonda e ramificata sia la tana del Bianconiglio. Sapevo, in sintesi, che era tutto
previsto, tutto già da tempo pianificato da menti che definire criminali sarebbe un eufemismo.
Menti molto raffinate che, ci crediate o no, conoscono molto bene non solo la psicologia umana
e le tecniche di condizionamento e manipolazione dell’opinione pubblica, ma anche i più
reconditi significati dei simboli e le leggi e le dinamiche di scienze oggi considerate “non
convenzionali”, come ad esempio l’Astrologia. Non sto parlando di quell’Astrologia spicciola e
“profana” comunemente nota ai lettori di oroscopi. Mi sto riferendo a quella particolare forma
elevata di Astrologia che permette di calcolare, con assoluta e sorprendente precisione
matematica, i giorni più propizi per insediare (o destituire) un governo, per scatenare una guerra,
un attentato o un’operazione di false-flag, o, addirittura, per rilasciare un virus ingegnerizzato in
laboratorio o qualsiasi tipo di arma biologica. Che ci crediate o meno – e sinceramente la cosa
non ha alcuna importanza – una qualsiasi operazione avviata dall’uomo (che si tratti di un
matrimonio, di un contratto d’affari, di una dichiarazione di guerra o di un attentato terroristico)
in un giorno non astrologicamente propizio è destinata a fallire, mentre avrà invece un buon esito
se il giorno sarà stato attentamente scelto sulla base di tutta una serie di requisiti.
Questo lo sapevano bene gli antichi lucumoni etruschi e i sovrani babilonesi, lo sapevano i
sacerdoti della Grecia e dei collegia romani, come lo sapevano bene, del resto, anche coloro che
hanno pianificato la Rivoluzione Francese, la Rivoluzione d’Ottobre in Russia, l’abbattimento
delle Twin Towers a New York o l’incendio di Notre Dame a Parigi.
Luca La Bella, uno dei collaboratori di questo libro, in un suo recente articolo pubblicato sul sito
d’informazione Database Italia4, affrontando proprio certe questioni, non a caso ci riporta una
celebre frase attribuita nientemeno che al banchiere e finanziere John Pierpomt Morgan (1837-
1913): «I milionari non usano l’Astrologia, ma i miliardari si».
D’altronde Robert Lomas, fisico, ingegnere e libero muratore britannico, nel suo saggio La
Chiave di Salomone5 e in altri suoi libri di successo, ha dimostrato inequivocabilmente non solo
l’esistenza, ma anche il costante utilizzo, da parte dei vertici della piramide del potere (quello
vero), di una particolare forma di Astrologia “massonica”, interconnessa con le leggi della Fisica
e dell’Astronomia e della Matematica, che permette di calcolare e determinare i cicli stessi della
Storia, l’evoluzione e lo sviluppo dei popoli, le loro inclinazioni e prospettive in base alla
latitudine e longitudine delle rispettive nazioni, in sintesi il loro stesso destino. Una particolare
ed elevata forma di Astrologia che permette di alcolare e pianificare, a livello politico,
economico e sociale, praticamente tutto, dall’andamento delle borse alla durata di un governo,
dalle crisi economiche alle epidemie, dalla diffusione di un determinato messaggio o di una
determinata notizia fino alle date e alle coordinate più propizie ed efficaci per la fondazione o
l’edificazione di una nuova città (Washington D.C. docet!).
Tale forma di Astrologia, sorta e sviluppatasi molto tempo fa all’interno di determinati contesti
iniziatici (dagli ordini iniziatici dell’antico Egitto e della Mesopotamia fino alla Scuola Misterica
Eleusina, alla Scuola Pitagorica e alla Massoneria), nel corso della Storia è stata impiegata sia
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per il bene e il progresso dell’umanità, che per la sua sottomissione, in quanto essa è purtroppo
ben nota anche a realtà contro-iniziatiche molto pericolose.
Realtà che poco o niente hanno a che vedere o spartire con gli ordini iniziatici tradizionali o con
le varie obbedienze massoniche nazionali, al giorno d’oggi ormai prive di ogni effettivo potere e
influenza sulle dinamiche politiche, sia domestiche che tantomeno mondiali. Il vero potere
risiede altrove.
Certe elite di potere finalizzate al dominio, al controllo e alla sottomissione dei popoli
pianificano tutto, e lo fanno da molto, molto tempo. Niente di ciò che fanno è affidato al caso,
come non lo sono i giorni in cui lo fanno. Tutto viene minuziosamente calcolato e tutte le loro
“operazioni” recano, celata – ma non più di tanto – in determinati simboli e in determinate date,
la loro firma, la loro costante presenza e influenza.
Il costante ricorso all’utilizzo di determinati simboli è un’altra delle firme di certe elite di potere
e di certe organizzazioni. Si pensi, ad esempio, all’inquietante scenografia messa in atto nella
cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Londra nel 2012, alla satanica rappresentazione
svoltasi il 1° Giugno del 2016 per l’inaugurazione del tunnel del San Gottardo, fino ad arrivare
all’aberrante imposizione agli Italiani, nel mese di Aprile del 2020, di mascherine, non solo nei
luoghi di lavoro o in spazi chiusi, ma addirittura all’aperto!
Mascherine del tutto inutili e dannose per la salute e la respirazione, ma che, al di là della
vergognosa speculazione economica che attorno ad esse c’è stata, rivestono anche un profondo e
recondito significato simbolico. In passato, simili “dispositivi” erano riservati agli schiavi, alle
persone private della loro libertà, e anche oggi il loro vero scopo, al di là della tanto sbandierata
quanto infondata funzione di proteggere dal “virus”, è quello di applicare ai cittadini un palese
marchio di sottomissione, di asservimento alla paura e di riduzione al silenzio, quello di creare
un esercito di zombi mascherati e impauriti, talmente condizionati da arrivare ad aggredire,
temere e insultare chi a tale paura non si conforma, chi osa non indossare la “museruola”. Per
un’approfondimento di queste valenze psicologiche e simboliche rimando i lettori ai capitoli IX e
X si questo libro.
L’enigmatica statua di Iside Velata, realizzata nel 1922 dall’artista belga Auguste Puttemans,
notoriamente iniziato alla Massoneria, ispirata alla statua descritta da Plutarco di Cheronea. È
oggi collocata nello Herbert Hoover National Historic Site, a West Branch, Iowa (Stati Uniti
d’America).
Parliamoci chiaro: nel lungo percorso della Storia umana, assai raramente i balzi evolutivi
(come, del resto, anche quelli involutivi) sono stati di natura casuale o spontanea. Oltre a
fondamentali fattori cardine di natura economica e climatica che hanno pesato sulla nascita e
sulla caduta dei grandi imperi e delle grandi civiltà, tutti i grandi momenti di rottura tra un’era e
l’altra, tutti i momenti di crescita e i balzi in avanti del progresso (umano, spirituale, scientifico,
economico), tutte le rivoluzioni, tutti i cambi di paradigma, sono sempre stati guidati, da dietro le
quinte, da organizzazioni di natura iniziatica. Organizzazioni molto antiche che, nel bene e nel
male, hanno sempre manipolato e influenzato le scelte politiche, economiche, culturali e
religiose degli stati. Organizzazioni molto potenti, di varia e diversa natura e perseguenti diverse
finalità, che spesso si sono trovate in contrasto o in guerra tra loro.
Pensate forse che dietro a Donald Trump o a Joe Biden, come del resto anche dietro alla
stragrande maggioranza dei leader mondiali, si celino dei semplici partiti politici?
La politica, quella comunemente vissuta da chi opera all’interno dei partiti, e percepita
dall’elettorato – da quelle masse di cittadini che ancora si illudono, con il proprio voto, con
l’introdurre una scheda in un’urna, di fare la differenza – rappresenta oggi veramente l’ultima
ruota del carro nell’asse del potere. Gli esponenti politici, tranne rare eccezioni, non vengono più
neanche invitati in quei consessi di potere internazionale (Round Table, Bilderberg Group,
Trilateral Commission, etc.) dove vengono puntualmente ratificate e imposte ai singoli governi
decisioni già prese a livelli ancora superiori. In tali contesti vengono prevalentemente invitati
dirigenti di grandi multinazionali, esponenti del big-tech, grandi operatori bancari e finanziari e
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esponenti di spicco del cosiddetto “mainstream media”. Personaggi, questi ultimi, che hanno il
compito di veicolare l’informazione in particolari direzioni prefissate, in modo da esercitare un
pieno e totale controllo sull’opinione pubblica. Un compito, questo, che sempre più spesso viene
svolto anche da personaggi televisivi, star del cinema, influencer e cantanti di successo, che
molta presa hanno sulle generazioni più giovani.
Ho personalmente lavorato in passato come addetto parlamentare e conosco piuttosto bene
dall’interno le dinamiche della politica italiana. Posso dirvi senza tema di smentita che la
stragrande maggioranza dei parlamentari, che siano di “maggioranza” o di “opposizione”
(fortunatamente non tutti, ma le eccezioni si contano oggi purtroppo sulle dita di due mani), oltre
a percepire un lauto stipendio integrato da benefit di vario genere, riceve mensilmente (e del
tutto a nero, non essendo il “lobbismo” in Italia legalizzato) importi assai maggiori da parte di
multinazionali farmaceutiche, società finanziarie e/o organizzazioni estremamente pericolose
come ad esempio la Open Society di George Soros. Invece, quindi, di domandarvi alla stregua di
un mantra dove sia finita l’”opposizione”, aprite gli occhi e cominciate a reralizzare che non
esiste più in Italia (e in molti altri Paesi europei) una vera opposizione, semplicemente perché
coloro che dovrebbero assolvere a tale funzione vengono pagati sottobanco per recitare una
parte, mentre in realtà eseguono ordini calati dall’alto e servono fedelmente i loro “burattinai”.
Molti di essi non lo fanno neanche per convinzione, ma perché sono entrati in un gioco più
grande di loro, un gioco dal quale è molto difficile, se non addirittura pericoloso, smarcarsi.
Sono, di conseguienza, ricattati e ricattabili e gli è stato fatto capire quanto non sia conveniente o
salutare fare la fine di Jörg Haider o Gianluca Buonanno.
In alcuni miei recenti articoli ho spiegato come attualmente in Italia non solo non vi sia più una
reale ”opposizione” parlamentare, ma come, addirittura, non vi sia di fatto più alcun governo.
L’esecutivo attualmente in carica, il Conte-bis, come ha ampiamente dimostrato nella gestione
della cosiddetta “emergenza sanitaria” attribuita al Covid-19, non ha in realtà alcun potere
decisionale. Si limita ad eseguire ordini già da tempo pianificati, a perseguire a tutti i costi
un’agenda imposta dall’alto, non esitando a ricorrere alla sospensione dei diritti costituzionali dei
cittadini e alla sistematica manipolazione dell’informazione.
Tutto questo va ben oltre il plagio, il condizionamento mentale o la mera programmazione
neurolinguistica. Siamo di fronte alla più grande psy-op mai messa in atto nel mondo in tempi
moderni, un’operazione nel contesto della quale l’Italia, per tutta una serie di ragioni, svolge
purtroppo un ruolo chiave. Un’operazione ben pianificata e congegnata, in quanto ha saputo fare
leva proprio sulla paura, sulla più recondita paura dell’essere umano: la paura della morte, per
giunta per mano – in questo caso – di un nemico invisibile. Un nemico invisibile che, proprio in
quanto tale, non poteva essere guardato in faccia, ma che, nell’immaginario confezionato ad arte
dai “controllori della matrix”, poteva assumere il volto dei nostri vicini, dei nostri amici, dei
nostri familiari, dei nostri affetti più cari; poteva insinuarsi ovunque, nell’aria che respiriamo,
sugli oggetti che tocchiamo, sui nostri vestiti, nel vento, nella pioggia, sulla terra, nella sabbia…
Un nemico onnipotente e onnipresente, che poteva raggiungerci e colpirci ovunque, al pari del
Grande Fratello di Orwell.
Come ha osservato Emanuele Cerquiglini-Cerman, la tecnocrazia transumanista, il nuovo
Leviatano scientista, intende privare l’essere umano della sua sfera sociale e affettiva, mutando
“l’uomo aristotelico”, da animale politico e sociale in animale virtuale ed artificiale. Questo
progetto non è improvvisato, ma aveva bisogno di un evento scioccante e improvviso,
accompagnato dalla contemporanea accelerazione della tecnica, ormai pronta a sostituirsi nel suo
sviluppo, al progresso e all’evoluzione spirituale dell’uomo, per dominarlo - sotto la lente della
visione copernicana -, ora attraverso uno stato emergenziale legato alla paura, che da eccezione
si sta tramutando in permanenza e domani illudendolo con nuove conquiste individuali legate
alla soddisfazione delle pulsioni e alla possibilità di continue trasformazioni, ma privandolo di
radici e della Tradizione, impedendogli l’osservazione della Natura e delle sue Leggi,
“arimanizzandolo” nella materia e procurandogli un nuovo Dio al quale sarà collegato e che da
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persona lo renderà individuo. Quanto stiamo vivendo e quanto potrebbe ancora avvenire
nell’immediato futuro non è di certo finalizzato al bene e al progresso dell’umanità, ma a legarla
a nuove e più solide catene.

Riflessioni dalla rete

Fabrizio Terruggia, sulla pagina Facebook Weltanschauung Italia ha scritto queste interessanti
riflessioni: «Se sai che un cambiamento, chiamato "progresso", non avrà il consenso della
popolazione, le dichiari guerra. E questa guerra dovrà assumere la forma di una guerra
democratica, col consenso delle masse, dove sarà la stessa popolazione a chiedere di vedere
cambiata la propria vita. Se sai che la didattica a distanza, non è desiderata né voluta da gran
parte della popolazione, la dichiari necessaria. E convinci questa gran parte della sua necessità.
Se sai che toglierai milioni di persone da un posto di lavoro, perché la digitalizzazione e il
progresso le renderanno inutili, dichiari i licenziamenti necessari. E convinci gran parte della
popolazione di questa necessità. Se sai che la telemedicina, non è desiderata né voluta da gran
parte dei medici, la dichiari necessaria. E convinci gran parte della popolazione di questa
necessità.
La pandemia è soltanto lo strumento con cui un cambiamento, che pochi avrebbero voluto, viene
imposto a un’umanità che, in libertà, l’avrebbe rifiutato. Lo stato di emergenza è un periodo che
deve essere considerato di abitudine a questa necessità. Il tempo di dimenticare quello che si era,
ed imparare a considerare parte della nostra vita, la didattica a distanza, lo stare a casa senza
lavorare, la telemedicina, la digitalizzazione del mondo.
Disabituarsi, e adattarsi al cambiamento. Alla tecnologia a distanza. Al nuovo mondo. Una
trasformazione sociale, economica e antropologica.
La pandemia non ha segreti. È banale e semplice da capire. È solo uno strumento, un’arma, il
mezzo di cui si sono serviti i poteri finanziari che governano il mondo, per far accadere la quarta
rivoluzione industriale, e rimuovere tutti gli ostacoli alla sua affermazione. Economici, sociali,
ideologici e umani».
«Vieni anche tu a Covidlandia. Qui ti aspettano tanti amici, tante persone buone, che penseranno
a te e ai tuoi cari. Qui, a Covidlandia, le persone sono tutte responsabili, non solo di sé stesse, ma
di tutte le altre. Ciascuno vuole il bene dell’altro, e si preoccupa per l’altro. Nessuno è solo, nella
comunità di Covidlandia. Niente, nella storia umana, è mai stato come a Covidlandia. Qui
abbiamo realizzato la felicità. Qui, non dovrete pensare a nulla. Nulla potrà accadervi di male,
perché tutto verrà fatto per il vostro bene. Tutto è giusto e buono, se decidete di vivere a
Covidlandia. Lasciate pure i vostri pensieri, i problemi e le complicazioni, ci sarà sempre
qualcuno che li risolverà per voi. A Covidlandia, tutti avranno chi si prende cura di loro. Come
stai?
Hai misurato la febbre?
Hai stanchezza?
Vuoi un tampone?
Hai fatto il vaccino?
Ci sarà sempre qualcuno a ricordarvelo. Un esperto, un compagno, una voce amica. Basta
pensieri negativi, urlate la vostra felicità, a Covidlandia conoscerete un solo sentimento: la
riconoscenza. Perché non vi sarà chiesto nulla, e tutto vi sarà dato. Vi offriamo semplici gesti,
per trascorrere il tempo a Covidlandia.
Igienizzatevi le mani, concentratevi, impegnatevi. Guardate com’è semplice, quanta calma e
serenità: spruzzate, spalmate, frizionate, dai forza, il palmo di una mano sul dorso dell’altra,
intrecciate le dita, strofinate il pollice, dai, tenetelo stretto nel palmo della mano, detergete bene.
Non distraetevi. Avete tanti barattoli, in tutte le strade. Forza, ripetete il movimento. Spruzzate,
detergete, strofinate. Vedete com’è semplice vivere?
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Scacciate i pensieri negativi, sorridete. Siete i nuovi abitanti di Covidlandia. Penseremo a tutto
noi».
Sempre dalla ben documentata pagina di Weltanschauung Italia riporto anche un’interessante
riflessione di Andrea Sartori: «Isteria di massa mondiale. Pochi ne sono rimasti immuni. Si tratta,
per la prima volta nella Storia, di un’isteria di massa indotta. Di solito le autorità nel passato
cercarono di smorzarle.
A Strasburgo nel 1518 scoppiò la “piaga del ballo”: la gente cominciò a ballare sino a morire.
Durò un solo mese, ma fu inspiegabile. Nel Settecento in alcune zone dell’Impero Austro-
Ungarico scoppiò la “piaga dei vampiri”: la gente era convinta che i morti tornassero ler
succhiare il sangue ai vivi e ci furono illustri personaggi che ci credettero (un nome
inimmaginabile: Jean Jacques Rousseau): diverse tombe furono profanate e cadaveri bruciati. Fu
Maria Teresa d’Austria che mise fine all’isteria di massa ordinando un’inchiesta.
Nell’Ottocento vi fu la “piaga del miagolìo nei conventi” francesi. Le suore cominciarono a
miagolare senza motivo. Nel 1962 vi fu invece la “piaga delle risate del Tanganica”: nelle scuole
gli alunni cominiciarono a ridere senza potersi fermare. Questa è la “piaga delle mascherine” per
la prima volta nella Storia incoraggiata dalle autorità».
Ci troviamo oggi chiaramente di fronte ad una chiara ed evidente degenerazione antropologica
apparentemente irreversibile, in buona parte sicuramente indotta in maniera progressiva e
intenzionale da certe elite di potere, attraverso decenni di condizionamento culturale operato
tramite le scuole, le università e, soprattutto, i mass media.
Come ha osservato Federica Gervasoni su EreticaMente in un suo articolo intitolato Dall’Uomo
nuovo della Tradizione all’Ultimo uomo dell’era Covid: un secolo di degenerazione
antropologica6, se c’è un’epoca in cui la degenerazione antropologica di fine ciclo cosmico ha
preso piede questa è proprio quella che stiamo vivendo, con la sua inarrestabile deriva liberticida
in nome di una tanto fasulla quanto irraggiungibile prevenzione sanitaria e con la riduzione
dell’essere umano a cavia su cui sperimentare perversi protocolli sanitari.
Federica Gervasoni evidenzia che, se è esistito un pensatore che ha previsto le tendenze
disumanizzanti dell’epoca attuale questo è stato Nietzsche, il filosofo dell’antimodernità. Nella
prefazione al suo capolavoro, Così parlo Zarathustra, egli infatti profetizzò l’avvento di un
prototipo di umanità che descrive in termini molto plastici: «Prossimo è il tempo del più
spregevole tra gli uomini, che non saprà neanche più disprezzare sé stesso. Ecco, io vi mostro
l’Ultimo uomo. […]
Nessun pastore: un sol gregge!
Ognuno vuole la stessa cosa, ognuno è la stessa cosa: chi la pensa diversamente ripara volontario
al manicomio».
Osserva la Gervasoni che qui Nietzsche sembra profetizzare l’avvento dell’egualitarismo e del
Pensiero unico inventati dalle liberaldemocrazie occidentali, che non ammettono alcuna forma di
dissenso. Chi si discosta dal pensiero conformistico dell’umanità-gregge è considerato un folle
da emarginare ed isolare socialmente.
Si presti bene attenzione a queste parole di Nietzsche: «Noi siamo assennati e sappiamo tutto ciò
che è avvenuto; abbiamo dunque diritto d’irridere ogni cosa. […] Si hanno i propri svaghi del
giorno, e quelli della notte; ma si tiene in gran conto la salute».
L’”Ultimo uomo” profetizzato da Nietzsche ha particolarmente cara la salute!
E non si accorge di quanto, insieme alla stessa società che lo circonda, sia ormai arrivato al
capolinea. Scrive a riguardo la Gervasoni: «Come non riconoscere in questa immagine l’attuale
ossessione del genere umano per il contagio da Covid?
Il suo rinunciare a diritti e libertà, fino a pochi mesi fa percepiti come intoccabili, in nome di
un’immaginaria purezza?
L’Ultimo uomo è colui che secondo Zarathustra, la voce narrante dietro cui si nasconde il
filosofo tedesco, pensa di aver inventato la felicità.

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Egli è felice della sua pochezza e mediocrità, si accontenta di svaghi illusori e salutismo e non sa
più “generare una stella danzante”, non sa più “che cos’è amore, che cos’è creazione, che cos’è
brama, che cos’è un astro”. Nietzsche ci sta dicendo in pratica che l’Ultimo uomo non è più
capace di desiderare. La parola “desiderio” deriva dalla radice latina desidera, che letteralmente
significa “mancanza di stelle”, e allude quindi al non riuscire più ad avvertire la privazione di
qualcosa che potrebbe condurre al Bene. L’Ultimo uomo pensa di vivere la migliore e la più
appagante delle vite, non aspira più a qualcosa che la potrebbe completare e arricchire, ripiegato
com’è nel godimento di piccoli e passeggeri piaceri che lo portano a rinunciare a volere
intensamente altri orizzonti di senso e di azione. Ma desiderare che cosa?
Per esempio il cambiamento e il miglioramento di sé, del genere umano e del mondo intero.
Senza desiderio non c’è consapevolezza della propria condizione di schiavitù.
I milioni di uomini occidentali che in questo momento di transizione epocale vivono terrorizzati
e semireclusi a causa dell’emergenza Covid non sono più capaci di desiderare il Bene e la
Bellezza, non li sanno più nemmeno concepire sul piano immaginativo. Per loro le stelle si sono
spente, esiste solo un eterno presente fatto di igienizzazione, mascherine chirurgiche e rinuncia
progressiva alla libertà. Le assonanze tra l’Ultimo uomo nietzschiano e l’attuale umanità irretita
dalla paranoia da contagio sono a dir poco inquietanti.
L’Ultimo uomo è l’incarnazione del canone inverso della pòlis: se per Platone la politica è
sostanzialmente basiliké techné, ovvero arte suprema della sovranità esercitata mantenendo un
equilibrio tra bene individuale, bene comune della collettività e giustizia, oggi questo equilibrio è
stato rovesciato a favore di una (in)giustizia che non tiene più conto tanto del bene comune
quanto del bene dell’individuo.
Oggi la più potente menzogna seduttiva esercitata da una politica mercenaria del dispotismo
dell’Alta finanza è quella secondo cui la privazione di fette sempre più consistenti della libertà
individuale è legittimata dalla preservazione della salute collettiva. Si tratta di un vero e proprio
ricatto che agisce sulla psiche già di per sé fragile dell’Ultimo uomo: sotto la copertura
ideologica della difesa della salute si privano i cittadini dei loro diritti inalienabili, non ultimo il
diritto ad immaginare altri presenti, altri futuri.
L’autoreferenzialità del potere politico, economico e scientifico è tale che può essere assimilata
al concetto di hybris della tradizione sapienziale greca. Ma se il potere è libero di esercitare a
briglie sciolte la hybris, l’arroganza che gli deriva dal suo essere autoreferenziale, è perché
l’uomo contemporaneo è alienato da sé stesso.
Il processo di alienazione dell’essere umano è iniziato secoli fa e non è riconducibile solo ed
esclusivamente, come sosteneva il materialismo dialettico, alla sfera terrena dell’esistenza.
L’alienazione riguarda anzitutto e soprattutto il piano spirituale dell’Essere, e colpisce la capacità
dell’uomo di generare “stelle danzanti”, cioè la sua innata disposizione “erotica” a volere, a
lanciarsi verso mete in apparenza irraggiungibili.
Oggi a dominare sono la passività, la rassegnazione, l’accontentarsi di una vita miserabile in
nome di una falsa sicurezza sanitaria. L’essere umano vive sempre più isolato dai suoi simili in
una bolla virtuale lontano da relazioni umane soddisfacenti. Intere sfere dell’esistenza
dell’attuale umanità sono ormai avviate sulla via della virtualizzazione: il lavoro, le amicizie, la
sessualità. Lo smart working, i Social Network, You Porn sono diventati la cifra attraverso cui
misurare l’alienazione umana. Si tratta di un processo che il Covid ha indubbiamente accelerato,
ma che era in essere ben prima della diffusione della falsa pandemia e che affonda le sue radici
nella perdita della capacità di desiderare, cioè nella perdita della capacità di entrare in contatto
con altre dimensioni dell’Essere.
L’Ultimo uomo è un uomo a una dimensione, un uomo che è spinto a ritenere razionale, e quindi
accettabile, cioè che della società ipertecnologica non è razionale. Gli attuali processi
digitalizzanti della società postmoderna con le loro false promesse di emancipazione e
miglioramento della vita sia individuale che collettiva hanno trovato nell’Ultimo uomo la

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perfetta cavia sperimentale, il supporto umano ideale per imporsi senza resistenza in una società
già scossa da una crisi economica senza precedenti.
[…] La missione dell’Uomo nuovo ruotante attorno al triplice imperativo Dio-Patria-Famiglia,
nell’epoca del controllo digitale totalitario è stata sostituita dall’obbedienza cieca ed irrazionale
al dio mercato, dall’adorazione dell’idolo dell’economia disumanizzante, dal cosmopolitismo
apolide e dall’avversione per i legami sociali.
Ci troviamo davanti a una mutazione antropologica di portata epocale in cui tutti i valori che fino
a poco tempo fa avevano tenuto insieme, almeno in Occidente, un’umanità estremamente divisa,
sono rigettati in nome di una globalizzazione che predica non solo il piegarsi ma anche lo
spezzarsi del baricentro interiore. Il motto Flectar ne flangar, “mi piegherò ma non mi spezzerò”
è solo un ricordo nostalgico appartenente a un’epoca mitica. E così le centrali di potere
sovranazionali, vere azionatrici delle leve di tutti i cambiamenti, spesso in peggio, che
coinvolgono l’intero globo, hanno preparato astutamente da almeno un secolo il terreno per far
accettare all’umanità nel modo più naturale possibile la desacralizzazione della Patria, spazzata
via dalla globalizzazione a trazione neoliberista. Oggi il massimo dell’offerta sacrificale che gli
ultimi uomini arrivano a concepire come forma di ubbidienza cieca a un regime sanitario
totalitario, che ogni giorno che passa li priva di un pezzetto di dignità, è “state a casa”. E così, se
l’Uomo nuovo del Ventennio fu lo sbocco di una umanità temprata dalle sofferenze e dai
sacrifici della guerra, che dire dell’Ultimo uomo contemporaneo se non che è lo sbocco naturale
dell’ultima fase dell’Età Oscura?
Ma noi, uomini e donne che non si piegano e non si spezzano di fronte all’inevitabile tracollo
della civiltà, sappiamo che ad ogni Età Oscura segue ciclicamente una nuova Età dell’Oro, in cui
un’umanità ripulita dalle scorie del materialismo risorgerà dalle ceneri nella sua sfolgorante
bellezza. L’Uomo della prossima Età dell’Oro che verrà, come profetizzato dal poeta latino
Virgilio nella IV Egloga, “riceverà la vita dagli Dei, e vedrà gli Dei mischiati agli eroi ed egli
stesso sarà visto da essi e reggerà il mondo pacificato dalle virtù del Padre”. Dunque, armiamo le
nostre anime di inosabile e abbeveriamoci, noi uomini e donne rimasti ancora in piedi sulle
rovine della civiltà, alla fonte della Bellezza, e che il nostro ubriacarci di Essa faccia da esempio
e da monito a un’umanità derelitta che ha perso se stessa e il ricordo della sua missione
nell’universo, in modo che ognuno di noi, come un secolo fa il Vate, possa dire a se stesso, fiero
di se stesso: “Io ho quel che ho donato”. Quel che ho donato all’ideale, alla causa, a me stesso e
all’Assoluto, e che qualsiasi diavoleria il potere di questo mondo inventi, non mi sarà tolto per
l’eternità, varcando così le Età, i mondi e gli ultramondi».
Partendo dal presupposto che tutte le forme di totalitarismo sono nate da quella che è stata
presentata come un’emergenza temporanea, Sergio Flore, in un suo ottimo articolo recentemente
uscito sul sito L’intellettuale dissidente7, ci fornisce delle interessanti riflessioni su un altro
inquietante romanzo appartenente al filone della letteratura distopica, The Wanting Seed (Il seme
inquieto) di Anthony Burgess, l’autore dell’assai più celebre Arancia Meccanica. Un romanzo,
questo, pubblicato nel 1962 e divenuto oggi introvabile, ma la cui lettura si adatta sicuramente al
travagliato periodo che stiamo vivendo.
La trama del romanzo ruota attorno alle vicende del protagonista, Tristram Foxe, e della sua
famiglia. La storia, avvincente e dal ritmo serrato, è ambientata in un futuro in cui il progresso
sociale si scontra con un ostacolo apparentemente insormontabile: la sovrappopolazione. Il
nuovo idolo supremo al quale l’uomo si inchina è quello dell’infertilità. L’omosessualità – anche
simulata – è diventata la norma. La maternità è al contrario fortemente regolamentata (un figlio
per coppia – vivo o morto) e subisce lo stigma sociale più duro. Il governo – una multietnica
“Federazione Anglofona” – supporta l’inverno demografico riservando le posizioni di potere a
omosessuali e castrati. Far figli è qualcosa di tollerato solo tra le classi più basse, non certo il
comportamento che ci si aspetterebbe da un brillante professore di storia come Tristram Foxe. È
proprio questa la prima ingiustizia che il protagonista deve subire: la sua carriera viene distrutta
per via di una serie di crimini imperdonabili. Non è figlio unico, né omosessuale, e, peggio
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ancora, è egli stesso un genitore. Una serie di coincidenze porta Tristram a scontrarsi con lo stato
leviatano e finire arrestato in galera. La moglie Beatrice-Joanna fuggirà in provincia, dove,
ospitata da una famiglia di cristiani clandestini, contravverrà alle leggi del Ministero
dell’Infecondità dando alla luce due gemelli.
Intanto, un’improvvisa carestia mette a dura prova il debole equilibrio demografico. Il raccolto
non basta più nemmeno per preparare le poltiglie che hanno da tempo sostituito il vero cibo.
Allevare animali e mangiare carne è stato infatti vietato. Fame e disperazione portano ai primi
casi di cannibalismo. Uscito dal carcere, Tristram scopre la nuova realtà, al limite dell’anarchia.
Per sopravvivere, alcuni cittadini si sono organizzati in pericolosissimi "circoli culinari", cellule
che portano avanti alcune delle attività più pericolose per la sopravvivenza dell’umanità, come
mangiare carne e fare sesso. Ricompare anche un rudimentale sentimento religioso, inaspettato
nella società secolarizzata di Il Seme Inquieto. Intanto, i carcerati appaiono al governo come
inutili bocche da sfamare. Le prigioni vengono chiuse e i galeotti liberati in massa. Mentre lo
Stato cerca di sopravvivere, la società civile si riorganizza: eserciti privati, forme di agricoltura
di sussistenza, messe improvvisate e mutua solidarietà, ma anche riti superstiziosi, orge e
violenza.
Il leviatano trova il modo di reagire: dopo decenni di ‘pace perpetua’, torna la guerra. Una nuova
emergenza che permette al Governo di riprendere in mano la situazione, attraverso coscrizione
obbligatoria e legge marziale.
Plotoni di uomini e donne vengono tenuti in costante stato di allerta, spostati tra le basi
dell’Inghilterra e sottoposti a un insensato addestramento. Arruolatosi, Tristram capisce che
qualcosa non torna. Chi è il nemico?
Per cosa si combatte?
Impossibile fare domande. Il dubbio è disfattismo, il disfattismo è tradimento. In gioco c’è anche
stavolta la sopravvivenza, e ognuno deve fare il suo dovere. L’intuizione e le capacità di storico
permettono a Tristram di superare indenne il conflitto, e di trovare la soluzione dell’enigma nel
quale è intrappolato.
Scrive Flore: «Uno degli aspetti più interessanti de "Il Seme Inquieto" è la concezione ciclica
della storia, che lungo il romanzo passa dalle fasi "Pelagiane" a quelle "Agostiniane", passando
per la cosiddetta interfase. Il cattolico Anthony Burgess inserisce nel suo romanzo una delle
eresie più antiche della cristianità. Pelagio era un vescovo britannico che negava che il peccato
originale fosse stato trasmesso all’umanità. È la premessa per la fede nell’utopia progressista:
senza peccato originale, l’uomo può diventare perfetto, come Dio.
Le fasi coincidono con i tre differenti ‘approcci’ con i quali il governo impone il suo dominio. La
fase pelagiana è quella in cui i cittadini stessi, per conformismo e spirito di solidarietà si auto-
impongono privazioni nel nome del bene comune (il paragone con i vari #iostoacasa e
#andràtuttobene dei giorni nostri è fin troppo facile).
Con buona pace di Pelagio, la prima fase non può durare a lungo, e nell’interfase il governo
agisce attivamente con misure draconiane per imporre il razionamento dei cibi e l’infertilità.
Appare l’esercito per le strade cittadine, la polizia si fa violenta e i controlli sulle nascite più
stretti. Nella successiva fase “agostiniana” il totalitarismo viene accettato e razionalizzato: una
volta riconosciuto il "peccato originale", il dispotismo appare come l’unica soluzione possibile. Il
Governo-Dio deve intervenire per la salvezza collettiva.
Se negli anni ‘60 il romanzo di Burgess poteva apparire come una provocazione tra il macabro e
il satirico, quasi una novella "modesta proposta", oggi i suoi temi appaiono incredibilmente
stimolanti. In primo luogo mettono il lettore del XXI secolo davanti a molti tabù e contraddizioni
della modernità: in quale direzione è rivolto il "progresso"?
Qual è la società perfetta che stiamo cercando di costruire?
Quanta della nostra libertà e dignità siamo disposti a cedere pur di realizzarla?
Uniti allo smascheramento di vere e proprie eresie moderne (lo sprezzo nei confronti della
maternità, il dubbio che la glorificazione dell’omosessualità abbia scopi politici, le velleità
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totalitarie di istituzioni sovranazionali, la precarietà della democrazia liberale), questi temi fanno
del romanzo di Burgess un vero pugno nello stomaco per il benpensante mondialista. La vera
perla del libro è però l’epilogo, in cui viene rivelata una morale scontata quanto fondamentale.
Anche quando si obbedisce agli ordini non sempre va tutto bene».
Spostiamoci adesso dalla letteratura e inoltriamoci sul terreno, assai più pratico e concreto,
dell’intelligence militare. Sull’autorevole sito russo Voyennoye Obozreniye (Rassegna Militare)
è recentemente comparso un interessante articolo a firma di Alexander Samsonov, intitolato
Глобальная смута. Зачем проводят операцию «Пандемия» (Disordini globali.
Perché viene eseguita l’operazione «Pandemia»?) 8. Vale sinceramente la pena riportarne qui il
contenuto: «ll mondo è di nuovo in un vicolo cieco. Si sta verificando la classica crisi del
capitalismo e di tutta la civiltà occidentale di consumo. La situazione è aggravata dallo sviluppo
delle tecnologie. Le vecchie strutture di governo sono al collasso. Del resto, questa è stata una
delle cause del crollo della civiltà sovietica: quando la società è diventata più complessa
dell’elitè del partito comunista, quest’ultima scelse la via della semplificazione, con la
stagnazione, il degrado, e il crollo finale.
L’URSS era diviso in principati, baronie, feudi e ora ci siamo di nuovo avvicinati al nuovo ciclo
di crolli, caos e guerre.
Ma anche l’Occidente è finito in un vicolo cieco. Il mondo occidentale ha sempre vissuto grazie
all’espansione e all’appropriazione delle risorse altrui, mentre l’energia negativa veniva
convogliata in periferia, nelle colonie. Le crisi venivano risolte tramite le guerre mondiali. Dopo
la Prima Guerra Mondiale furono sconfitti il mondo tedesco, la Russia e l’Impero Ottomano.
Le ricchezze ottenute finirono presto, e fu organizzata la Seconda Guerra Mondiale, dove la
Russia-URSS è resistita, anzi, ne è uscita vincitrice.
Iniziò la guerra fredda: ideologica, diplomatica, economica. Alla fine la Russia crollò e fu
derubata, come la maggior parte dei paesi ex socialisti.
Ma ciò bastò soltanto per un decennio.
Il mondo capitalista globale (più la Cina) si ritrova di nuovo davanti ad un vicolo cieco: non è
più possibile allargarsi, non ci sono le nuove riserve di caccia. La crisi sistemica dell’Occidente e
del capitalismo provocò una serie di altre crisi: ecologica, umana, religiosa, la crisi del
petrodollaro.
I governi occidentali non possono più scaricare l’entropia in periferia, non possono scatenare una
grande guerra, perché le armi nucleari potrebbero portare a delle conseguenze devastanti, mentre
le elitè sono abituate ad una vita tranquilla e confortevole.
La crisi va risolta, altrimenti ci sarà una catastrofe globale. L’elitè - divenuta globale - vede la
soluzione nella semplificazione del mondo: creando un nuovo sistema schiavista e feudale
arricchito dalle moderne tecnologie.
Questo futuro è visibile nei film Elisium o Hunger Games. È prevista l’arcaizzazione della
società che avrà dei ceti elitari chiusi e gli schiavi-plebei. Il mondo del futuro è il mondo delle
gigantesche metropoli formicai.
Anche in Russia stanno avanzando il progetto di creare una ventina di mega agglomerati, con
intorno una terra selvaggia, con le infrastrutture sociale, economica e culturale azzerate.
Per spostare la gente in questo futuro “luminoso” prima occorre spaventarla.
Il crollo dell’economia mondiale nel 2020 ha già portato all’aumento della mortalità e alla
crescita della miseria su tutto il pianeta. Probabilmente, dopo sarà ancora peggio. Ci sarà un
lager digitale presentato come umanitario. Ci vorrà una rinuncia volontaria ai diritti, con la
messa davanti alla scelta: la sicurezza o la libertà. Chi non vorrà rinunciare alla libertà diventerà
“l’eretico”. Chi sceglierà la sicurezza avrà un codice di accesso e diviso in ceti-caste, in base al
rating sociale.
È chiaro che ci vorrà del tempo... Ci saranno altre “ondate”, la seconda, la terza, a secondo della
necessità. Avremo 10-20 anni di tempi bui... Dopo, sarà creato il nuovo ordine».

141
Lo scrittore e analista finanziario Claudio Zanetti, grande esperto di numerologia, il 3 Aprile di
quest’anno ha pubblicato sulla testata Trend on-line un interessante articolo che spiega bene le
dinamiche psicologiche del lockdown in Italia, rifacendosi agli studi di Maxwell Maltz, un
chirurgo plastico che nel 1950 iniziò a notare un modello mentale alquanto strano nei suoi
pazienti. Quando il dottor Maltz eseguiva un’operazione – come quella di rifare un naso, per
esempio – notava che nei pazienti ci volevano circa 21 giorni di tempo per abituarsi a vedere la
loro faccia nuova. Allo stesso modo, quando un paziente aveva un braccio o una gamba
amputata, Maltz notava che il paziente sentiva ancora la presenza di un arto fantasma per circa
21 giorni prima di regolare il suo stato alla nuova situazione e creare una nuova abitudine.
Queste esperienze spinsero Maltz a ragionare sul periodo di adattamento ai cambiamenti e ai
nuovi comportamenti, e si accorse che anche su sé stesso ci volevano circa 21 giorni per creare
una nuova abitudine. Riguardo a queste esperienze Maltz scrisse: «Questi e molti altri fenomeni
comunemente osservati tendono a dimostrare che solitamente si richiede un minimo di circa 21
giorni per trasformare una vecchia immagine mentale e creare una nuova abitudine».
Nel 1960 Maltz pubblica un libro che raccoglie dati e pensieri sul cambiamento di
comportamento delle persone e sulla formazione delle loro abitudini. Il libro intitolato
Psicocibernetica diventa un bestseller, vendendo più di trenta milioni di copie.
Ed è proprio da questo momento che iniziano i problemi. Infatti, nei decenni successivi il lavoro
di Maltz influenza quasi tutti i principali professionisti di self-help, da Zig Ziglar a Brian Tracy a
Tony Robbins. E via via che più persone recitavano la storia di Maltz (quasi fosse una
preghiera), le persone hanno cominciato a dimenticare che le sue parole erano state: «un minimo
di circa 21 giorni» e decidono di trasformare la vera affermazione in un’altra: «Ci vogliono 21
giorni per creare una nuova abitudine».
Ed è così che nella società ha iniziato a diffondersi il mito comune secondo cui ci vogliono 21
giorni per formare una nuova abitudine (o 30 giorni o 45 o qualche altro numero magico). Ed è
altrettanto curioso e preoccupante che queste scadenze vengano citate come fatti statistici.
Lezione pericolosa: se molte persone affermano qualcosa per un gran numero di volte, poi tutti
gli altri iniziano a crederci.
Ecco perché il Mito dei “21 giorni” si sarebbe diffuso. È semplice da capire.
Il lasso di tempo è abbastanza breve per essere uno stimolante ma abbastanza lungo per essere
credibile. A chi non piacerebbe l’idea di cambiare la propria vita in appena tre settimane?
Ma il problema è un altro. Maltz stava semplicemente osservando ciò che succedeva intorno a lui
e non ne stava facendo un dato di fatto. Inoltre affermava già, che 21 giorni erano la minima
quantità di tempo necessario per adattarsi a un nuovo cambiamento.
Phillippa Lally è una ricercatrice di Psicologia della salute presso l’University College di
Londra. In uno studio pubblicato sullo European Journal of Social Psychology, Lally e il suo
team di ricerca hanno deciso di capire quanto tempo ci vuole in realtà per formare un’abitudine.
Lo studio ha esaminato le abitudini di 96 persone nel corso di un periodo di 12 settimane. Ogni
persona ha scelto di creare una nuova abitudine per le 12 settimane e segnalava ogni giorno le
necessità che sentiva e il proprio comportamento automatico. Alcune persone hanno scelto
abitudini semplici come bere una bottiglia d’acqua a pranzo. Altri hanno scelto compiti più
difficili come, ad esempio, correre per 15 minuti prima di cena. Alla fine delle 12 settimane, i
ricercatori hanno analizzato i dati per determinare il tempo impiegato da ogni persona affinché il
nuovo comportamento diventasse automatico.
La risposta fu che, in media, ci vogliono più di due mesi prima di che un nuovo comportamento
diventi automatico.
66 giorni per essere precisi. Il tempo che ci vuole per creare una nuova abitudine può variare
notevolmente a seconda del comportamento, della persona, e delle circostanze, ma se 21 giorni
sono troppo pochi, circa due mesi è il tempo corretto.

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Ebbene: da lunedì 9 Marzo 2020 a lunedì 18 Maggio 2020 i giorni sono 69, guarda caso un
numero di poco superiore a coprire i 66 giorni ritenuti necessari per far sì che le persone si
abituassero a fare quello che gli è stato detto, dimenticando le abitudini precedenti.
Come ci spiega Zanetti nel suo articolo, nella numerologia il significato segreto del simbolismo
del numero 69 è lo sbarazzarsi del passato (che coincidenza!) e ad aprirsi alle cose che stanno per
accadere, visto che il numero 69 indica anche la fine di un ciclo di vita.
Per concludere, Zanetti ci ricorda cosa dice l’art.69 della Costituzione della Repubblica Italiana:
«I membri del Parlamento ricevono un’indennità stabilita dalla legge, ovvero che gli stessi si
fanno la legge che dice che loro devono e hanno diritto ad una indennità o compenso».
È curioso che fra tutti gli articoli della Costituzione, questo sia stato inserito proprio al numero
69, ma se ci pensate il confine tra fato e realtà può spesso essere sottile.
La figlia di uno più grandi Statisti della storia italiana, Maria Fida Moro, ex senatrice e
protagonista di innumerevoli battaglie politiche in difesa della democrazia e della libertà, ha
rilasciato di recente, attraverso suo sito internet una straordinaria e condivisibile dichiarazione
che da settimane sta spopolando sui social media. Questo suo intervento, definito in un
commento «Uno spiraglio di Luce, un soffio di Spirito, nell’immonda, buia palude in cui ci
hanno rinchiusi...», costituisce un duro attacco contro il delirio pandemico-totalitario del
Governo Conte.
Rinnovando la mia personale stima alla Signora Moro, auspico che queste sue parole possano
essere di monito e insegnamento al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (se ancora ha
un’anima) e a tutti coloro che stanno da mesi impunemente e ignobilmente calpestando, in nome
di un colpo di stato globale e di un folle piano criminale transumanista, i nostri diritti, la nostra
democrazia e la nostra libertà. A tutti coloro che continuano a infangare e a calpestare la nostra
Carta Costituzionale. «Insomma credete davvero che siamo tutti stupidi?!
L’allerta permanente, alla lunga, ottiene l’effetto contrario come nella famosa storia di “Al lupo,
al lupo”.
La sicurezza non esiste, a nessun livello ed a nessun titolo, e, cionondimeno, è necessario vivere,
lavorare, andare a scuola, fare le cose di tutti i giorni, viaggiare, riposarsi. Non si sentono altro
che numeri che si contraddicono e che sono anche molto noiosi.
Mentre “giocate” ai bollettini, la vita continua senza di voi. Ogni giorno che passa restate più
indietro. Siete terrorizzati dalla vita della quale la morte fa parte integrante. E non c’è cura, non
c’è vaccino, non perché non ci sia vaccino, ma perché risolto un problema se ne presenta subito
un altro.
La vita è in divenire e ci mette alla prova di continuo. Bisogna imparare ad esistere in pace ad a
convivere anche con le cose brutte.
Dobbiamo darci pace altrimenti la nostra non sarà mai vita, ma puro terrore.
Lasciate che i ragazzi vadano a scuola in un modo possibile. Lasciate che loro ed anche noi
respiriamo ossigeno e non anidride carbonica.
La vita si cura da sé: lo fa da millenni. Ricordate che la vita avanza verso la vita e non, come
tendiamo a pensare noi, verso un oscuro oblio.
Nella nostra epoca - cosiddetta civile - manca la cultura della Morte, che è solo un momento di
passaggio verso uno straordinario meglio che noi non possiamo nemmeno immaginare perché
siamo limitati dal gioco di ruolo che stiamo vivendo qui.
Se solo ricordassimo un barlume della magnificenza che ci attende andremmo via subito. Per
favore, restiamo fermi solo un attimo a respirare lentamente ad a guardaci intorno. La bellezza ci
parla di amore, di gioia e di verità. Vi sarà capitato di vedere dormire un neonato serafico, al
sicuro da tutto, al suo posto nel cosmo.
Noi ci agitiamo ed invece dovremmo rallentare. L’eternità è. Non va e viene: è il nostro destino
cosmico – nessuno può togliercela – l’eternità è, da sempre e per sempre, ed in questo preciso
momento qui, noi siamo insieme con lei in tutte le cose.

143
Gocce di mare, granelli di sabbia, alte montagne, piccoli fiori delicati, galassie sconfinate. Se il
nostro destino è l’Eterno cosa volete che ci faccia un virus che peraltro ha un posto ed una
funzione a sua volta nel creato?
Noi siamo qui per uno scopo ben preciso, sperimentare e scegliere, dopo molti tentativi ed errori,
l’Amore dal quale proveniamo e che tutto tiene insieme.
Il nostro destino non è la sofferenza né la morte, bensì luce risplendente e gioia senza fine. Non
ci lasciamo rinchiudere in un bozzolo di numeri, lasciamo invece che la gioia, la più alta
espressione della vita stessa, sia dovunque e per tutti.
Noi, Gaia, il Covid, il clima, le donnole, gli opossum ed i cristalli di rocca, i guerriglieri, gli
afroamericani, i malati, siamo uno e stiamo giocando insieme al gioco della vita che ci riporta
come un fiume, ansa dopo ansa all’iridescente meraviglia dalla quale proveniamo ed alla quale
faremo ritorno ineluttabilmente».

Nuovo Umanesimo e delirio transumanista

Lo squallido e impresentabile quotidiano di regime denominato La Repubblica ha riportato il 27


Settembre di quest’anno sul proprio sito un articolo intitolato Conte: “A Firenze evento
internazionale sul nuovo umanesimo”. Ebbene, non sono solito commentare o argomentare gli
articoli di certi organi di disinformazione, ma in quell’occasione non ho potuto esimermi dal
farlo, pubblicando sul sito Database Italia un mio articolo di risposta, intitolato Il loro “Nuovo
Umanesimo” è solo dispotismo distopico transumanista9.
L’articolo di Repubblica riportava una recente dichiarazione di Giuseppe Conte, rilasciata
intervenendo via web nella sessione conclusiva del Festival Nazionale dell’Economia Civile
“Persone, Luoghi, Comunità: l’Economia che rigenera”, tenutosi nel capoluogo toscano, che tra
le altre cose – particolare non trascurabile – è anche la mia città.
Il Cromwell di Palazzo Chigi, in tale occasione, ha testualmente dichiarato: «Firenze si dimostra
la città di elezione, la sede più idonea a ospitare per la sua sensibilità, un grande confronto
internazionale: siamo d’accordo col sindaco Dario Nardella che all’inizio dell’anno prossimo ci
ritroveremo a Firenze per discutere, approfondire e dare sostanza concreta al nuovo Umanesimo.
Sarà un grande evento internazionale. Non stiamo parlando di uno slogan ma di un manifesto di
idee e valori che vogliamo tradurre in prassi e azioni. Per contaminare il mondo intero come già
in passato». E, con somma ipocrisia, ha aggiunto: «Papa Francesco ha tratteggiato con grande
lucidità i contorni di un nuovo Umanesimo anche sul versante economico, che metta fine
all’economia dell’esclusione e dell’iniquità, l’economia che uccide, al sistemi economici in cui
uomini e donne non sono più persone, ma sono ridotte a strumenti di una logica dello scarto che
genera profondi squilibri».
In sintesi, questo affossatore della Costituzione e della democrazia, questo ligio attuatore di un
spietata agenda transumanista impostagli da poteri sovranazionali che ben conosciamo, si
permette di parlare di “Umanesimo”, o meglio, di “Nuovo Umanesimo”, e intende organizzare
all’inizio del prossimo anno proprio a Firenze, la culla del vero Umanesimo e del Rinascimento,
un osceno palcoscenico di regime in cui si tenterà spudoratamente di spacciare per “Nuovo
Umanesimo” i fondamenti antiumani, transumanisti e distopici della “nuova realtà” post-
pandemica che certe elite di potere vorrebbero imporci.
Come ha evidenziato l’economista Ilaria Bifarini, che fra l’altro sta per pubblicare un suo libro
sull’argomento, «Il processo in atto è stato denominato il Grande Reset. Si tratta di un
cambiamento radicale dell’assetto socio-economico del pianeta, con stravolgimenti così profondi
che nulla di quanto accaduto in passato può essere utilizzato come paragone. A mutare sarà
questa volta la stessa natura umana, una vera rivoluzione antropologica che segnerà l’inizio di
una nuova era».

144
Una nuova era, aggiungo io, che vedrà il totale annichilimento dell’umanità, una nuova era
improntata sulla schiavitù e sulla distopia, che rappresenterà l’esatto opposto di quello che è
stato, storicamente, l’Umanesimo.
Come ho sottolineato nella prefazione del mio saggio Da Eleusi a Firenze: la trasmissione di una
conoscenza segreta¹º, l’Umanesimo e il Rinascimento che, partendo proprio dalla Toscana,
determinarono la fine del Medio Evo e l’ingresso dell’umanità nella cosiddetta Età Moderna, non
altro furono che la principale e più palese prova di forza di antichi ordini iniziatici che,
sopravvissuti per secoli come un fiume carsico, riemersero alla luce del sole opponendosi con
forza ad una deriva contro-iniziatica che perdurava ormai da secoli. Quella straordinaria stagione
nota come Rinascimento, infatti, trasuda a piene mani Tradizione misterica e iniziatica da tutte le
varie espressioni che l’hanno caratterizzata: dall’Arte alla Letteratura, dalla Filosofia fino
all’Architettura alla Scienza: dai dipinti di Piero Della Francesca, di Raffaello Sanzio, di
Masolino da Panicale, alle grandiose realizzazioni architettoniche progettate da Leon Battista
Alberti (basti pensare al Tempio Malatestiano di Rimini); dai trattati di Giorgio Gemisto Pletone,
Marsilio Ficino, Giovanni Pico Della Mirandola, Matteo Palmieri, Tommaso Campanella e
Giordano Bruno, ai poemi e alle opere di Michele Marullo, Torquato Tasso, Celio Calcagnini e
Ludovico Ariosto; dal genio universale di Leonardo Da Vinci alla scienza rivoluzionaria di
Galileo Galilei.
Dietro al grande balzo evolutivo, scientifico e culturale, dietro a quella rinascita delle scienze e
delle coscienze che dalla Toscana e dall’Italia illuminò il mondo nel XV° secolo, non vi fu infatti
una semplice casualità, né tantomeno la cieca mano del destino, bensì l’operato instancabile di
grandi Iniziati che decisero e presero atto che il momento era propizio per uscire dall’ombra e
che l’umanità necessitava, dopo secoli di forzato oscurantismo, di un nuovo balzo evolutivo.
Che ci crediate o meno, sinceramente poco importa. Le cose sono sempre andate così, e
continuano ancora oggi ad andare così. Sì, soprattutto oggi, che stiamo assistendo ad una vera e
propria guerra mondiale asimmetrica all’origine della quale vi è uno scontro epocale, e forse
senza precedenti, fra potenti ordini iniziatici e organizzazioni sovranazionali di natura e matrice
contro-iniziatica. Una vera e propria resa dei conti fra poteri occulti che perseguono la schiavitù
e la sottomissione e altri, di natura realmente iniziatica che, invece, vorrebbero liberare l’umanità
ed avviarla verso una nuova era di autentica evoluzione, di autentico progresso. La posta in
gioco, questa volta, è alta, altissima: è in gioco la stessa sopravvivenza del genere umano.
La situazione che stiamo vivendo è purtroppo molto preoccupante. C’è da tempo in atto un vero
e proprio colpo di stato globale e certe elite di potere hanno del tutto esautorato un buon 80% dei
governi nazionali. Questi governi, fra cui quello italiano, seguono ciecamente a tappe forzate
un’agenda imposta e lo stanno clamorosamente facendo con il consenso di un’alta percentuale
dei propri cittadini, manipolati e condizionati dai media.
Di fatto, non solo non esiste più in Italia una “opposizione”, ma paradossalmente non esiste più
neanche un governo con autonomia decisionale.
Tutto è stato già imposto e pianificato in funzione di questo mostruoso reset sociale e finanziario.
Come è scritto nero su bianco in alcuni documenti ufficiali, buona parte dei soldi del Recovery
Found che l’Italia riceverà dall’Unione Europea sarà destinata ad una progressiva riduzione ed
eliminazione del contante, a programmi di intelligenza artificiale, digitalizzazione e
videosorveglianza, al potenziamento delle forze dell’ordine, alla repressione di ogni dissenso e al
tracciamento e al controllo dei cittadini. Occorre resistere ad ogni costo. Sono in gioco il nostro
futuro e quello dei nostri figli.
Ma la pazienza è ormai finita da un pezzo. Questo colpo di stato globale è stato scatenato ormai
da un anno. Chi ha capito ha capito, chi dopo un anno non ha ancora cognizione di ciò che sta
accadendo, invece, non capirà mai, è perduto, non recuperabile. Occorre, adesso più che mai, una
resistenza civile a oltranza. Una resistenza civile non violenta. Non riconoscere più un governo
che continua spudoratamente a violare i nostri più elementari diritti civili e politici. Non esistono

145
più le mezze misure: chi continua a tacere e a subire passivamente questa dittatura ne è complice,
è un collaborazionista. Io, personalmente, ho da tempo scelto da quale parte della barricata stare.
Prendendo atto di tutto questo, non possiamo tollerare che personaggi come Giuseppe Conte si
riempiano impropriamente la bocca di termini come “Umanesimo” o “Nuovo Umanesimo”.
Sappiamo benissimo che cosa rappresenta il loro “Nuovo Umanesimo”: dispotismo distopico
transumanista.

Il 1984 di Orwell è adesso, è drammaticamente adesso

Nel mese di Giugno di quest’anno, in qualità di editore, ho curato la pubbicazione di una nuova
edizione di 1984 di George Orwell, con prefazione di Marco Della Luna e mio saggio
introduttivo.
Ripubblicare oggi un’opera quale 1984 non rappresentava per me soltanto un preciso dovere
culturale ed editoriale. Rappresentava, agli occhi di chi scrive, anche e soprattutto un chiaro
messaggio politico e di denuncia sociale. Mai prima d’ora, infatti, dal 1949 – l’anno in cui Eric
Arthur Blair (il vero nome di Orwell) pubblicò a Londra la sua ultima e al contempo la sua più
nota opera letteraria, Nineteen Eighty-Four –, il mondo in cui viviamo ha rischiato realmente di
precipitare nei cupi e allucinanti scenari così mirabilmente descrittici da questo scrittore
singolare e visionario.
Molto probabilmente la drammatica situazione, che mentre scrivo, stiamo ancora vivendo a
livello globale sarà un giorno menzionata nei libri di scuola dei nostri figli e nipoti come il più
grande inganno degli ultimi secoli. Un grande inganno perpetrato, ai danni dei popoli, da una
certa elite di potere che, con il pretesto di una falsa pandemia e servendosi di un “virus” a detta
di alcuni abilmente ingegnerizzato in laboratorio ma in realtà mai del tutto isolato, ha tentato di
accelerare (per tutta una serie di ragioni che andremo a spiegare) il progetto di instaurazione di
un Nuovo Ordine Mondiale. Un Nuovo Ordine Mondiale già da molto tempo pianificato ed
annunciato, fondato su un “grande reset” finanziario globale, sul forzato depopolamento e sul
controllo tecnocratico totale dei cittadini di un mondo sempre più globalizzato, con la
progressiva accentrazione di tutte le risorse e ricchezze, con la distruzione delle identità etniche,
nazionali, culturali e religiose e con il graduale restringimento, fino ad arrivare alla totale
eliminazione, dei diritti civili e delle libertà democratiche sanciti dalle vigenti costituzioni
nazionali. Diritti civili e libertà democratiche conquistati dai popoli con il sangue, attraverso
secoli di incessanti lotte e battaglie.
Come ci insegna Marco Della Luna, oggi i popoli della Terra sono divenuti superflui, per tutta
una serie di ragioni che ho spiegato all’inizio di questo capitolo. Conseguentemente, cittadini e
lavoratori hanno perso quella capacità di negoziare che fino all’altro ieri ha rappresentato forse la
sua unica ed ultima risorsa e stanno inesorabilmente perdendo reddito, diritti, sicurezze, voglia di
far figli. In sintesi, stanno perdendo il loro stesso futuro, condannati ad una prospettiva di vita
forse ancora peggiore di quella decrittaci da Orwell nel suo romanzo.
In un mio articolo che ho pubblicato il 29 Aprile sulla mia pagina Facebook e che è stato poi
ripreso da numerosi siti internet e testate on-line, intitolato Prove tecniche di dittatura,
evidenziavo le inquietanti analogie tra gli strumenti e i metodi repressivi in uso nei paesi
dell’Europa orientale al tempo della Guerra Fredda e le misure antidemocratiche e
anticostituzionali adottate in Italia dal Governo Conte con il pieno avvallo del Capo dello Stato,
senza alcun voto parlamentare e con la totale connivenza e complicità delle cosiddette
“opposizioni”.
Vale la pena riproporre qui quanto avevo scritto, con l’aggiunta di nuove osservazioni: Chi, per
motivi anagrafici, è troppo giovane o chi non ha avuto l’opportunità di vivere nei paesi
dell’Europa dell’Est ai tempi del cosiddetto “Socialismo reale” non può capire le incredibili
analogie di tali realtà con la folle situazione che stiamo vivendo oggi in Italia:
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1 - Controllo totale dei cittadini, dei loro spostamenti e delle loro telefonate. All’epoca non
esistevano certe “applicazioni”, ma lo Stato non si faceva sfuggire niente, con l’impiego
massiccio e sistematico di semplici ma efficienti metodi “tradizionali”, quali intercettazioni,
pedinamenti, posti di blocco e ricorrendo ad una estesa rete di delatori. Ognuno era pronto,
per paura e per evitare a sua volta di essere additato come un “nemico dello Stato”, a
denunciare il proprio vicino, perfino i propri amici e familiari.
Con il pretesto dell’instaurazione dapprima di “zone rosse” e poi di un lockdown esteso
all’intero territorio nazionale, in spregio ai più elementari diritti sanciti dalla Costituzione,
sessanta milioni di cittadini italiani sono stati di fatto costretti agli arresti domiciliari, con la
simultanea forzata chiusura di oltre il 90% delle attività produttive e degli esercizi commerciali e
con il divieto di spostamento e di libera circolazione. Non solo veniva impedito, da un giorno
all’altro, agli Italiani di lavorare (e quindi di mantenere la propria famiglia), ma veniva
“consentito” ai cittadini di uscire solo per ragioni di stretta necessità, uno solo per nucleo
familiare, e con il divieto di allontanarsi a più di duecento metri dal proprio domicilio!
E ovunque posti di blocco e pattuglie delle “forze dell’ordine” a vigilare su una simile follia.
Forze dell’ordine incredibilmente potenziate per l’occasione, con l’acquisto di migliaia di nuovi
automezzi, camionette blindate, elicotteri, droni e un notevole incremento di organico
(un’operazione, questa, piuttosto estesa, oltre che incredibilmente dispendiosa, che poteva essere
pianificata solo con diversi mesi di anticipo e riguardo alla quale nessun parlamentare di
“opposizione” si è degnato di indagare o di avanzare un’interrogazione).
E, ciliegina sulla torta, il ricorso alla sistematica delazione, da parte di vicini di casa
improvvisatisi ignominiosamente spie da balcone, per l’individuazione e il sanzionamento dei
“trasgressori”!

2 - Totale censura e piena omologazione della stampa e delle televisioni al pensiero unico
del regime.
Esattamente quello che è successo e che sta ancora (mentre scrivo) succedendo in Italia:
sistematica censura delle notizie “scomode” e arbitraria cancellazione o rimozione da siti
internet, social network come Facebook e Twitter e da piattaforme come Youtube, di articoli,
interviste, testimonianze e video che osavano mettere in discussione il pensiero unico imposto
dal regime. E, al contempo, azioni di censura e di delegittimazione (fino al vero e proprio
linciaggio mediatico) di politici, intellettuali, giornalisti, medici e scienziati che non si allineano
con la narrazione imposta dal Governo.
Addirittura, in perfetto stile orwelliano, sono state prontamente modificate, sull’enciclopedia
online Wikipedia, con l’arbitrario inserimento di contenuti denigratori ben oltre il limite della
diffamazione, le biografie di numerosi medici e scienziati non allineati con la vulgata psico-
sanitaria del regime.

3 - Società fondata sulla menzogna. Sistematica falsificazione dei dati economici e delle
statistiche. A dispetto di ogni evidenza, ciò che lo Stato affermava e comunicava ai cittadini
diveniva verità assoluta e deve essere accettato alla stregua di un dogma di fede.
Anche in questo caso vi è stata (e continua ad esserci) in Italia una spudorata falsificazione dei
dati e delle statistiche, sia da un punto clinico che economico: palese falsificazione per eccesso
del numero dei decessi (con l’inclusione forzata, nei numeri comunicati dai teatrali bollettini
televisivi della Protezione Civile, dei morti per qualsiasi patologia, anche per infarto o incidente
stradale) e dei dati economici, con la promessa, da parte del Governo, di aiuti alle imprese e alle
famiglie mai effettivamente erogati. E, anche in questo caso, con la demonizzazione e il
discredito dei “dissidenti”, di chiunque si permettesse di criticare o di contestare le “verità”
imposte dal regime.

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Ogni paragone con il “Ministero della Verità” descrittoci da Orwell nel suo romanzo è da
intendersi come puramente casuale…
A riguardo, risulta emblematica la domanda che a questi manipolatori ha provocatoriamente
rivolto, attraverso la sua pagina Facebook, l’attrice e regista Elisa Renaldin: «Ma ditemi: quando
questa menzogna mondiale e abuso di potere saranno svelati, come vi giustificherete di fronte ai
giovani?
Cosa gli racconterete, quando vi chiederanno perché gli avete imposto misure da lager,
terrorizzati, fatti vivere nell’ansia, impedito di esprimersi, costretti a comportamenti folli e
oltraggiosi della dignità umana, puniti per dei gesti spontanei tacciati di “violazione protocolli” e
via dicendo?
Come sradicherete questa paura inoculata nelle loro menti e il sospetto inculcato nelle loro
cellule?
Come ripristinerete la fiducia negli adulti, dato che non avrete saputo proteggerli da questa follia
collettiva che sta dividendo il genere umano?
Come potrete ancora guardarli negli occhi quando vi chiederanno perché non avete avuto il
coraggio di proteggerli dal terrorismo psicologico e dall’isteria collettiva?
Come?».

4 - Lunghe code fuori da negozi e supermercati.


Altra situazione da incubo creata in Italia ad arte dal regime per incrementare il senso di paura e
di emergenza. Mentre nei paesi dell’Europa dell’Est le code fuori dai negozi (in particolare quelli
di generi alimentari) potevano essere frequenti in determinati giorni della settimana a causa del
razionamento o della penuria di determinati prodotti o generi di prima necessità per i quali vi era
una richiesta maggiore della disponibilità, le immense code fuori da supermercati e uffici postali
che sono diventate una regola in Italia fin dall’inizio del lockdown sono state attentamente
studiate e pianificate. Nei supermercati, predisponendo l’ingresso di una sola persona per volta,
con il pretesto del “distanziamento sociale” (argomento sul quale mi soffermerò più avanti);
negli uffici postali, con identico copione, e con in più una situazione aggravata dalla deliberata
chiusura della maggior parte degli uffici, con il risultato di tenere in piedi per ore in coda più
persone possibile (la maggior parte anziani) fuori dai pochi uffici aperti, esponendole al freddo e
alle intemperie.

5 - Assemblamenti rigorosamente vietati. Vietati inoltre il diritto di sciopero e quello di


manifestazione.
I “puristi” della lingua Italiana qui mi criticheranno, ma io preferisco usare la parola
“assemblamento” (che è effettivamente da sempre in uso nella lingua parlata), piuttosto che
“assembramento”, una parola ruvida e stonata che gli Italiani hanno imparato a conoscere solo
con gli incostituzionali decreti contiani. Ma, a prescindere dalle finezze linguistiche, riflettiamo
un attimo sul senso di certi divieti.
Alessandro Benati, un intellettuale al quale va tutta la mia stima e riconoscenza per le sue
coraggiose prese di posizione, lo scorso Febbraio ha scritto sulla sua pagina Facebook questa
ottima e condivisibile riflessione: «Le parole, la liturgia, i segni e i gesti di questa pandemia
illustrano quanto chi sta orchestrando la nostra presunta salvezza fisica abbia profondamente in
odio l’Essere Umano. Prendete ad esempio la locuzione “distanziamento sociale”. In queste due
innocue paroline è racchiuso il massimo disprezzo che certe potenze hanno per il massimo che
può esprimere appunto l’uomo: l’amore e la libertà.
L’algido e asettico neo linguaggio tecno-scientocratico tenta di far passare con ciò il messaggio
che la tua salvezza (fisica, e solo fisica) debba passare dall’abdicazione a tutto ciò che Tu sei
realmente, e che ti distingue da tutti gli altri Esseri del Cosmo: un essere d’amore e libero,
capace di esprimere questi due valori Universali anzitutto nei confronti degli altri Esseri Umani,
cioè nel sociale. Libertà come manifestazione dello Spirito attraverso i talenti nell’arte, nella
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cultura, nel lavoro manuale o intellettuale che sia, solo per fare pochi esempi. Amore declinato
ad esempio come solidarietà, in campo economico. Due paroline innocue che nascondono invece
un potenziale anti-umano inimmaginabile.
Si possono trovare nella cronaca e nella vita di questi giorni centinaia di esempi di come si
abdichi a tutto ciò: persone in stato di bisogno che anziché venire aiutate sono accuratamente
evitate, in quanto potenziali untori (“asintomatico”: ah! ecco un’altra bella e innocua parola
magica!), gente che incontri per strada e non ti saluta più...
(…) Questa sottrazione di umanità, oltre che causare danni a livello individuale, è alimento per
Esseri che non hanno per niente a cuore la vostra libertà e il vostro amore. Anzi, si nutrono
proprio del vostro dolore, della vostra volontà inespressa (vedi i talenti di cui sopra), della vostra
sofferenza, e soprattutto della vostra adesione a queste forme-pensiero, siano esse parole, rituali,
gesti, immagini».
Non posso non dare ragione a Alessandro Benati e vi invito a riflettere attentamente sull’esatto
significato della locuzione “distanziamento sociale”, imposta, alla stregua di un dogma di fede,
dai decreti di Giuseppe Conte. Non si parla, infatti, di “distanziamento fisico”, una norma
prudenziale che potrebbe in un certo qual modo avere anche un senso nell’ambito di una effettiva
situazione epidemica emergenziale, ma proprio di “distanziamento sociale”, rimarcando, se non
ce ne fosse bisogno, quanto l’obiettivo del Governo e dei suoi manovratori internazionali sia
proprio quello di spezzare i legami sociali tra le persone, di annientare ogni forma di
aggregazione e di socialità. In pratica, annientare l’indole e l’essenza stessa dell’essere umano,
che è un animale sociale per definizione.
Voglio qui abbinare le riflessioni di Alessandro Benati a quelle di un altro grande intellettuale ed
artista, Andrea Santini; riflessioni che egli ha affidato con brillante estro letterario e pungente
acutezza alla propria pagina Facebok venerdì 16 Ottobre. Riflessioni dal tono immaginifico ma
tremendamente reali, impostate come un ipotetico messaggio a noi da un futuro prossimo, ma
molto, molto vicino: «Ho sempre creduto che ci sarebbero voluti anni. Decenni. Ed invece no.
Quando le chiese furono chiuse e le orazioni funebri e le celebrazioni tutte, vennero vietate con
l’acqua benedetta sostituita da gel disinfettante, alcuni sorrisero. Per motivi differenti. Taluni
erano contenti della fine dell’ipocrisia. Non vedevano che chiudendole, le chiese, si stavano
sprangando porte verso l’infinito e secoli di preghiere.
Poche persone compresero ciò che stava accadendo.
Poi fu la volta dei giornalisti. Non potevano far finta di svolgere la loro finta occupazione fuori
dai palazzi del potere e dentro. Dovevano chiedere un permesso. Il panico si diffuse. “Ma noi
abbiamo sempre avuto ottimi rapporti con voi..., che succede?”, gemevano.
Gli scricchiolii sinistri, per qualcuno, erano finalmente avvertibili da tutti.
Ma si continuava nelle redazioni a dare letture accomodanti e fuorvianti di cosa stava accadendo.
La censura continuava a lavorare alacremente. Con miele, vetri rotti e veleno si confezionavano
manicaretti per i dissidenti.
Che fossero magistrati, medici onesti, semplici persone con coscienza.
Perfino i Presidenti di nazioni ritenute pericolose venivano censurati e messi sotto luci sinistre e
terrorizzanti. Il terrore era palpabile. Molte delle persone che lavoravano nelle redazioni
credevano che ciò che stessero svolgendo fosse una missione. Del resto erano stati educati a
pensare quella frase senza approfondirne il significato. Missione era diventata una parola
accostata a stupri, a guerre perfino, attraverso l’accostamento della parola “pace” cementata con
un articolo. Missione voleva dire semplicemente mandare. Non un riferimento alla moralità e
all’etica, alla spiritualità; quindi era parola adatta ad ogni distorsione. Eppure, anche quando le
notizie censurate della corruzione di tutta la classe politica che avrebbero potuto mostrare i fili
che azionavano ogni marionetta sembravano rinchiuse da un muro indistruttibile, qualcosa
diventava impossibile da ignorare.

149
Le differenze di luce. I mezzi toni, le ombre che s’aggiravano per le immagini che tutti ormai
padroneggiavano. La malattia era pressoché costante in ogni famiglia e sembrava normale ai
malati ma sempre inquietante ai sani.
Si iniziò, allora, a tentare di ammalare tutti. Alcuni, consapevoli di essere diventati ormai ratti da
molto tempo, divennero diffidenti con il cibo che veniva loro servito e con i labirinti a loro
imposti.
Abbandonarono certezze in cambio di libertà, per poca che fosse. Non sarebbero potuti
sopravvivere a lungo, ma la diga di menzogne stava crollando. Vedete noi non cambiamo idea
finché non capiamo che non ci conviene più trattenere gli errori a fronte di un premio più grande.
Chi ha rinnegato la bellezza mentendo e sferrando crudeltà, avrà maggior timore di cambiare
quanto più male avrà perpetrato.
Per me, ad esempio, è stato doloroso dover ammettere che il divino perdona chiunque si mostri
veramente pentito.
Io credevo d’essere virtuoso e puro e buono e nonostante ciò bramavo la vendetta che
imbellettavo definendola giustizia. Ma la giustizia non è mai vendetta. Non andò così infatti.
Tutto fu più semplice. Avete presente quelle soffitte antiche, piene di polvere e tesori?!
Ogni notizia che veniva illuminata non produceva rabbia. Era gioia e scoperta, rimpianto per il
tempo perso e desiderio di pulizia.
Così cambiò il mondo spolverando le foto dei nostri avi, lodando la bellezza e ringraziando il
cielo per ogni cosa. Anche per la polvere che andava tolta in compagnia ridendo di quei brutti
ceffi immortalati!
Buon giorno di Venere che è la mia Dea preferita e a lei io piaccio molto… mi dice che il
cacciatore sarà presto preda dei raggi di luce che illumineranno tutte sue azioni passate, presenti
e che aveva in mente di produrre nel nostro futuro».
Come ha recentemente scritto Massimo Recalcati, «l’odio è non sopportare la libertà dell’altro».
Proprio quella libertà alla quale molti, troppi, hanno scelto di rinunciare in cambio di briciole di
momentanea “sicurezza”, o semplicemente per paura, l’atavica paura della morte.
Lo psicologo e filosofo Riccardo Manzotti, in un suo ottimo articolo intitolato #iostoacasa: come
la paura e la mancanza di ragione uccidono la libertà e la democrazia, ha mirabilmente osservato
che «Come nel romanzo di Orwell le persone sono state isolate le une dalle altre e soggette a una
continua imposizione di notizie da parte di schermi installati nelle loro abitazioni».
E, ancora: «Il runner solitario non mette a rischio la salute fisica dei cittadini, ma mette in
discussione il valore salvifico della loro presunta moralità: “se io sto in casa a soffrire, perché
non lo fa anche lui?”.
E così si deve stare in casa non per evitare il virus, ma per non mettere in discussione l’autorità
del governo cui la società ha demandato la propria libertà. Perché il sacrificio della libertà di tutti
sia efficace, deve essere condiviso.
Così si rivela il lato oscuro della irrazionalità: paura e ignoranza.
L’ignoranza gonfia la paura che cerca nel sacrificio della libertà e nella sottomissione all’autorità
una salvezza che viene applicata con la stupidità irrazionale propria della superstizione.
L’aspetto peggiore si è manifestato in tutte quelle forme di intolleranza e di miseria umana che
trovano amplificazione nel razzismo da balcone. Si spiano le persone perché gli altri non sono
più percepiti in quanto esseri umani, ma come un potenziale pericolo. L’applicazione rigida della
legge diventa il pretesto per sfogare invidie, rivalità, complessi di inferiorità, asti campanilistici.
Quando la libertà individuale è sospettata di egoismo, quando si avalla il principio etico-politico
che la sola vera libertà è quella che esprime il bene universale, la persona è in pericolo, perché la
persona è la sua libertà individuale, insindacabile, indomabile, ingiudicabile.
La paura del virus ha spinto molti a rinunciare ai propri diritti individuali.
La salvezza del corpo in cambio dell’anima è un baratto ragionevole.
Accettare il diktat dello stare a casa senza ragione non è solo un rischio sanitario (il danno che
tanti avranno da questa inutile clausura domestica) ma soprattutto il fallimento del patto di
150
ragione tra stato e cittadino. Allo stato non si chiede di spiegare le motivazioni razionali delle
regole. Ai cittadini non si chiede di comportarsi responsabilmente. Ognuno viene meno ai suoi
obblighi e ci si tratta con l’indulgenza tipica di persone immature. Il patto non è più basato sulla
ragione e sul rispetto reciproco tra persona e istituzione, ma sull’interesse e sulla paura. E la
superstizione ne è il naturale collante. #iorestoacasa esprime il fallimento della libertà e della
democrazia».
I divieti di “assembramento” e le imposizioni di “distanziamento sociale” imposti agli Italiani dal
Governo Conte, fino ad arrivare – dal mese di Ottobre – all’imposizione di “coprifuoco” nelle
ore serali e notturne, alla chiusura di ristoranti e bar, cinema, teatri, circoli culturali e di ogni
altro luogo o spazio di aggregazione sociale non possono non richiamarci alla memoria tristi
precedenti simili non troppo lontani nel tempo, ma che almeno all’epoca potevano essere
giustificati – per quanto non moralmente abili – da una reale emergenza, quella bellica. La
seguente immagine parla da sola:

6 - Assenza di qualsiasi opposizione politica.

Nei paesi dell’Europa orientale al tempo del Socialismo reale non è esattamente vero che non vi
fossero (almeno formalmente) dei partiti politici di “opposizione”. Essi in realtà in molti casi
esistevano (nella D.D.R., dominata dal filosovietico Sozialistische Einheitspartei Deutschlands,
trovavano addirittura spazio e legittimità partiti che oggi definiremmo “di destra”, come il Partito
Liberal-Democratico (Liberal-Demokratische Partei Deutschlands), se non addirittura di
ispirazione e derivazione nazionalsocialista, quali ad esempio il Partito Nazional-Democratico
(National-Demokratische Partei Deutschlands). Ma la loro funzione era semplicemente quella di
catalizzare il dissenso e di inertizzarlo, in modo che esso non potesse nuocere in alcun modo al
Governo e alla macchina statale.
Nell’Italia di oggi il quadro non solo non è molto dissimile, ma è addirittura peggiore. I partiti di
“opposizione” hanno del tutto tolto la maschera, dimostrando di essere totalmente funzionali e
asserviti al pensiero unico del regime e ai suoi disegni totalitari, tecnocratici e antidemocratici
dettati da un’impietosa agenda internazionale. Non solo partiti come Forza Italia, Lega e Fratelli
d’Italia si sono piegati agli aberranti decreti anticostituzionali del Governo, legittimando in
questo modo la sospensione dei più elementari diritti democratici dei cittadini, ma esponenti di
spicco degli stessi – in particolare i “governatori” di alcune regioni – hanno deliberatamente
incrementato il clima di paura e di repressione, dimostrandosi più filogovernativi degli stessi
partiti che sostengono l’Esecutivo. Per non parlare di quegli amministratori e sindaci di
centrodestra che, degni emuli di Goebbels e di Mengele, non hanno esitato a ricorrere alla
barbara pratica dei trattamenti sanitari obbligatori per silenziare i dissidenti. Sarà senz’altro la
Storia a giudicarli, anche se mi auguro che possano venire un giorno non molto lontano giudicati
e condannati nelle aule dei tribunali.
La situazione che stiamo vivendo è purtroppo molto preoccupante. C’è da tempo in atto un vero
e proprio colpo di stato globale e certe elite di potere hanno del tutto esautorato un buon 80% dei
governi nazionali. Questi governi, fra cui quello italiano, seguono ciecamente a tappe forzate
un’agenda imposta e lo stanno clamorosamente facendo con il consenso di un’alta percentuale
dei propri cittadini, manipolati e condizionati dai media. Di fatto, come già ho spiegato, non solo
non esiste più in Italia una “opposizione”, ma paradossalmente non esiste più neanche un
governo con autonomia decisionale. Tutto è stato già imposto e pianificato in funzione di un
mostruoso reset sociale e finanziario. Come è scritto nero su bianco in alcuni documenti ufficiali,
buona parte dei soldi del Recovery Found che l’Italia riceverà dall’Unione Europea sarà
destinata ad una progressiva riduzione ed eliminazione del contante, a programmi di intelligenza
artificiale, digitalizzazione e videosorveglianza, al potenziamento delle forze dell’ordine, alla
repressione di ogni dissenso e al tracciamento e al controllo dei cittadini.

151
I sedicenti partiti di “opposizione” sono ormai del tutto delegittimati agli occhi del Popolo
Italiano. La loro unica funzione, ormai, è quella di catalizzare e inertizzare ogni forma di
dissenso e i loro esponenti non sprecano occasione di attaccare, colpire e screditare ogni voce
libera e ogni fuoco di resistenza. Ecco perché possiamo tranquillamente affermare, senza rischio
di essere smentiti, che nel Parlamento italiano (e, in misura simile, anche in molti altri parlamenti
di altri Stati dell’Unione Europea) non vi è più alcuna traccia di un’autentica opposizione
politica.

7 - Diritti civili garantiti solo sulla carta. In realtà il cittadino poteva essere soggetto a
qualsiasi abuso da parte delle forze dell’ordine e dagli stessi tribunali.

Non starò in questa sede a dilungarmi sull’anticostituzionalità e sulla illegittimità giuridica dei
decreti con i quali Giuseppe Conte ha ingabbiato il Paese, annullando di fatto la democrazia.
Molto è stato scritto a riguardo dai più eminenti avvocati e giuristi. Mi limiterò alla semplice
constatazione di un dato di fatto: nella dittatura orwelliana in cui è stata precipitata l’Italia
dissentire è diventato estremamente pericoloso e gli abusi esercitati dalle “forze dell’ordine”, in
spregio ai più elementari diritti costituzionali, sono ormai divenuti una costante pratica
intimidatoria. Mentre in televisione esponenti politici del PD e del Movimento 5 Stelle esaltano
senza alcun ritegno le misure liberticide del loro Governo e proclamano la sospensione della
Costituzione, al pari dell’orwelliano Ministero della Verità, le task force di tecnici e di “esperti”
che in realtà dettano, perseguendo un’agenda che è stata imposta dall’alto, la linea politica
dell’esecutivo, continuano inesorabilmente a distruggere ogni diritto civile e ogni conquista
sociale.

8 - Divieto, o comunque forte limitazione e repressione, della celebrazione di funzioni


religiose.

Mai, nella storia, neppure durante le spaventose epidemie di peste nera del XIV° e del XVII°
secolo, la libertà di culto e il diritto dei cittadini di esercitare funzioni religiose e di prendervi
parte sono stati messi in discussione. Questo è invece avvenuto nell’Italia del 2020.
Nei paesi del blocco orientale, al tempo della Guerra Fredda, per quanto vi fosse un ateismo di
stato dettato dall’impostazione marxista-leninista della società, la religione non è mai stata
vietata e le pratiche di culto venivano comunque consentite, seppur con certe limitazioni e con
specifiche forme di controllo esercitate nei confronti del clero. Ma questo avveniva
semplicemente perché, in contesti sociali in cui sarebbe stato di fatto impossibile abolire con un
tratto di penna, in nome del Socialismo, le religioni (in particolare nella cattolicissima Polonia),
le gerarchie ecclesiastiche erano spesse viste come potenziali quinte colonne del capitalismo
occidentale e dei relativi servizi.
Nell’Italia del 2020, invece, in nome di una falsa pandemia e adducendo come pretesto il divieto
di assemblamenti e il mantra del “distanziamento sociale”, le funzioni religiose (e addirittura
anche i funerali!) sono state veramente cancellate e proibite con un tratto di penna, cosa che
neanche Stalin in persona osò fare. E la cosa più incredibile è che questo sia potuto avvenire con
il pieno assenso del Vaticano e della Conferenza Episcopale.
Non mi si fraintenda: chi legge i miei libri sa che non sono Cristiano, né tantomeno Cattolico
Romano e che non sono mai stato tenero o indulgente nei confronti del Vaticano. Ma la mia
posizione è di assoluta difesa del diritto e della libertà di culto, in quanto appare ormai evidente
che l’obiettivo del Governo Conte e delle forze oscure che lo eterodirigono sia quello di
eradicare dalla popolazione qualsiasi sentimento religioso, in nome di un dogmatismo scientista
totalitario che va ben oltre i cupi scenari narratici da Orwell in 1984.
Il filosofo Diego Fusaro, in una recente intervista su Radioradio, a riguardo ha dichiarato: «Da
tempo sostengo che la Chiesa cattolica con il pontificato di Bergoglio si sta sciogliendo nel
152
nichilismo della civiltà dei consumi. Il suo atteggiamento ai tempi del coronavirus mi pare
emblematico di questa autodissoluzione, di questo suicidio del Cristianesimo a cui Ratzinger
aveva provato a opporsi.
Abbiamo visto la chiesa di Bergoglio aderire al nuovo verbo del terapeuticamente corretto,
piegarsi alla nuova religione sanitaria, chiedere ai fedeli di obbedire al Governo.
Ultima delle notizie che ci aiutano a comprendere il reale svuotamento della Chiesa cattolica e il
trionfo di una società che ha sostituito Dio con la scienza, la troviamo sul giornale Avvenire che
così scrive: ‘La decisione è stata presa dalla sindaca in accordo con l’Asl e il parroco. Nella zona
già attivo un focolaio. Don Massimo: i piccoli lo hanno preso come un gioco’.
Di cosa stiamo parlando?
Tampone ai bambini che faranno la prima Comunione.
Anche la Chiesa ormai sembra perduta. Non crede più in Dio ma nella scienza. Si è adeguata
supinamente al nuovo ordine del capitalismo terapeutico»¹¹.

9 - Obbligo di speciali documenti e autorizzazioni (altro che “autocertificazioni”!) per


potersi spostare da una città all’altra o da una regione all’altra degli Stati.

Anche sulla folle questione delle “autocertificazioni” contiane non mi dilungherò. Molto è stato
scritto riguardo alla loro illegittimità e anticostituzionalità. Il punto è un altro, ovvero che la
forzata introduzione di una simile modulistica è servita a impedire la libera circolazione dei
cittadini, ad alimentare il clima di paura e la cappa repressiva e schedare tutti coloro che si sono
piegati a compilare simili assurdità e a consegnarle alle autorità.
Il paragone con l’Europa dell’Est al tempo del Socialismo reale è però anche in questo caso
calzante. In Unione Sovietica esistevano notoriamente passaporti interni che erano indispensabili
per spostarsi da una regione all’altra, passaporti che le autorità spesso revocavano ai dissidenti,
proprio per limitare i loro movimenti. Tali passaporti interni sono peraltro immaginati e descritti
anche da George Orwell nel suo romanzo. E in Bulgaria, dove ho a lungo vissuto e lavorato, era
in uso per gli stranieri la “carta statistica”, un documento che veniva consegnato unitamente al
visto d’ingresso nel paese, sul quale era obbligatorio, nel caso di spostamento tra una città e
l’altra che prevedesse il pernottamento o un soggiorno prolungato, farsi apporre i timbri di arrivo
e di partenza da parte della Polizia. E, in assenza di tali timbri, nel caso di controlli, si
rischiavano pesanti sanzioni o addirittura l’arresto (e spesso e volentieri anche un’accusa di
“spionaggio”).
Io queste cose le ho vissute, le ho toccate con mano, le ho provate davvero sulla mia pelle. So
cosa significa essere costantemente sorvegliato. So cosa significa dover camminare con
circospezione, parlare sempre a bassa voce e dover spesso scegliere strade secondarie per evitare
di essere fermato dalla polizia politica. So cosa significa essere fermato, interrogato e trattenuto
per ore (se non per giorni) senza alcun valido motivo. Ma c’è una differenza fondamentale: nei
regimi comunisti il cittadino serviva, rappresentava una forza lavoro, era considerato una
indispensabile ruota dell’ingranaggio statale, e veniva in un certo qual modo tutelato dal regime
proprio perché “utile”. Ma oggi, come insegna Marco Della Luna, i popoli (e, di conseguenza, i
semplici cittadini) per certe elite di potere sono ormai divenuti superflui. Oggi, queste elite di
potere non sono semplicemente interessate a mantenere e consolidare il proprio potere. Esse
intendono dare la spinta finale verso una società dittatoriale e tecnocratica decisamente peggiore
di quella immaginata da Orwell nel suo romanzo, una società dominata da un ottenebrante
pensiero unico scientista, in cui non esistano più diritti, democrazia e libertà civili. E per fare
questo intendono eliminare fisicamente una consistente parte della popolazione globale, come è
stato esplicitamente scritto in otto lingue diverse (Inglese, Spagnolo, Swahili, Hindi, Ebraico,
Arabo, Cinese e Russo) su quell’inquietante monumento noto come Georgia Guidestones,
inaugurato su committenza privata il 22 Marzo 1980 su una radura della contea di Elbert, in
Georgia (Stati Uniti).
153
Badate bene che quella che vi ho sin qui esposto non è una semplice e banale comparazione
storica fra l’assenza di democrazia nei regimi comunisti dell’Europa dell’Est e l’odierna
situazione italiana del 2020. Il mio intende essere soprattutto un monito, e al contempo un invito
alla riflessione, poiché appare sempre più evidente che si stia andando veramente nella direzione
di una società di tipo orwelliano.
Un grande uomo e Libero Muratore chiamato Benjamin Franklin, uno dei Padri Fondatori degli
Stati Uniti d’America, pronunciò un giorno queste sacrosante parole: «Chi è pronto a dar via le
proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di momentanea sicurezza, non merita né la
libertà né la sicurezza». Eppure, la stragrande maggioranza degli Italiani, condizionati dalla
paura e da un allarmismo televisivo platealmente confezionato ad arte dal Governo, ha
clamorosamente dimostrato di essere pronta a rinunciare alle proprie libertà fondamentali –
libertà per le quali le precedenti generazioni hanno lottato, combattuto e spesso dato la vita – in
nome di una presunta “sicurezza”.
Ma il tempo della pazienza, della tolleranza e della comprensione è ormai finito. Di fronte a una
dittatura non ci sono vie di mezzo: o si sta da una parte della barricata o si sta dall’altra. Io ho
scelto da tempo di espormi e di mettere in chiaro da quale parte mi colloco. Mi colloco dalla
parte della Libertà. La pazienza è ormai finita da un pezzo. Questo colpo di stato globale è stato
sca-tenato ormai da un anno. Chi ha capito ha capito, chi dopo un anno non ha ancora cognizione
di ciò che sta accadendo, invece, non capirà mai, è perduto, non recuperabile. Occorre, adesso
più che mai, una resistenza civile a oltranza. Una resistenza civile non violenta. Non riconoscere
più un governo che continua spudoratamente a violare i nostri più elementari diritti civili e
politici. Non esistono più le mezze misure: chi continua a tacere e a subire passivamente questa
dittatura ne è complice, è un collaborazionista.
Chi sostiene le azioni di questo governo, o anche chi continua a legittimarle o a subirle
passivamente, ne è complice, è un collaborazionista, e dovrà un giorno non lontano renderne
conto.
È pur vero che molti Italiani si stanno svegliando, stanno uscendo dalla “caverna” e prendono
gradualmente coscienza del grande inganno che è stato pianificato e attuato ai loro danni e ai
danni di molti altri popoli di questo martoriato pianeta, ma pochi di questi risvegliati realmente
comprendono la vastità, la portata e le finalità di questo grande inganno che stanno vivendo. Ed
è, purtroppo, anche vero che la maggioranza dei nostri concittadini non intende minimamente
svegliarsi e uscire dalla matrix e si sta inesorabilmente incamminando di proposito verso un
futuro di schiavitù, caratterizzato dal controllo totale delle persone mediante il riconoscimento
facciale, la tecnologia 5G e il monitoraggio di ogni spostamento, dalle vaccinazioni di massa,
dall’impianto di microchip sottocutanei e dall’abolizione del denaro contante. Un futuro in cui
sarà abolita ogni forma di socialità e di affettività e in cui il “distanziamento sociale” diventerà
una regola permanente, anche all’interno dei nuclei familiari. Un futuro in cui non ci sarà spazio
per il dissenso, in cui sarà vietato anche solo pensare. Un futuro in cui chiunque potrà essere
sottoposto a trattamenti sanitari obbligatori ed essere “rieducato” e “riprogrammato”, come nei
peggiori gulag sovietici e laogai cinesi. Un futuro in la democrazia sarà solo un vago e incerto
ricordo, cancellato con un tratto di penna dai libri di storia, in cui sarete solo numeri, cancellabili
dalla memoria di un computer a piacimento dei vostri governanti.
È questo il futuro che volete per voi e per i vostri figli?
Italiani, svegliatevi, finché siete in tempo, perché di tempo non ne è rimasto molto. Il 1984 di
Orwell è adesso, è drammaticamente adesso!

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NOTE AL CAPITOLO V

1-https://comedonchisciotte.org/secondo-la-deutsche-bank-l-eta-deldisordine-sara-quella-che-verra-dopo-la-morte-
dellaglobalizzazione/?
fbclid=IwAR30XA1LA2hiGbbER14hWMudaP2DDRZipsMFvCPKBesLkz0cIbyHQWBkiDQ
2 - https://www.db.com/newsroom_news/2020/the-age-of-disorder-thenew-era-for-economics-politics-and- our-
way-of-life-en-11670.htm
3 - Marco Della Luna: Oligarchia per popoli superflui. Ed. Aurora Boreale, Firenze 2018.
4 - Luca La Bella: Il prossimo futuro secondo l’avvocato Ciauri. Articolo su Database Italia.
https://www.databaseitalia.it/il-prossimo-futuro-secondolavvocato-
ciauri/
5 - Robert Lomas: La Chiave di Salomone. Ed. Mondadori, Milano 2010.
6-https://www.ereticamente.net/2020/10/dalluomo-nuovo-della-tradizioneallultimo-uomo-dellera-covid-un-secolo-
di-degenerazione-antropologicafederica-francesconi.html?fbclid=IwAR2fw6vWZe0x9Jqefw2eUOk3gUger4CEM-
josbFexr20Njwmiw0FnP3iqg
7 - Sergio Flore: Il romanzo ‘Il seme dell’odio’ di Burgess costringe illettore del XXI secolo a confrontarsi con
molti tabù e contraddizioni della modernità.
https://www.lintellettualedissidente.it/controcultura/letteratura/iltotalitarismo-malthusiano-di-anthony-burgess/
8-https://topwar.ru/176239-globalnaja-smuta-zachem-provodjat-operacijupandemija.html?
utm_referrer=https%3A%2F%2Fzen.yandex.com&fbclid=IwAR2bBa9-ipMX8p-x-
7DmapOYxgsvDTKLbk8Dk3hdQmjAqhTxFSfyeAn20vM
9 - https://www.databaseitalia.it/il-loro-nuovo-umanesimo-e-solodispotismo-distopico-transumanista/
10 - Nicola Bizzi: Da Eleusi a Firenze: la trasmissione di una conoscenza segreta. Ed. Auro-ra Boreale, Firenze
2017.
11-https://www.radioradio.it/2020/09/tampone-obbligatorio-per-la-primacomunione-la-chiesa-di-bergoglio-ha-
sostituito-dio-con-la-scienza/?fbclid=IwAR2ypo5IDLlFA-RKu-UtyNJRoJgAw48-hQMXmvbDmEQ7vGCC-
Q5VQzdifs&cn-reloaded=1

155
CAPITOLO VI

DALLE TENEBRE ALLA LUCE: USCIRE DALLA CAVERNA

di Nicola Bizzi

Platone, nel VII° libro della Repubblica, esponendo l’allegoria iniziatica della caverna, scriveva:
«Dentro una dimora sotterranea a forma di caverna, con l’entrata tuttavia aperta alla luce e ampia
quanto tutta la sua larghezza, pensa di vedere degli uomini che vi sono tenuti prigionieri fin da
fanciulli, legati da catene che serrano loro le gambe e il collo, tanto da non potersi muovere e da
dover guardare soltanto in avanti, incapaci a causa della catena di voltare il capo. Alle loro spalle
brilla in lontananza un fuoco, tra il quale e i prigionieri corre rialzata una strada. Lungo questa
pensa di vedere un muricciolo, come quei teloni che i burattinai pongono davanti alle persone
per mostrare al di sopra di essi i burattini. (...) Immagina di vedere uomini che portano lungo il
muricciolo oggetti di ogni sorta sporgenti dal margine, statue e altre figure di pietra e di legno, in
qualunque modo lavorate. E, come è naturale, alcuni portatori parlano, altri tacciono. (...)
Somigliano a noi!
Credi che tali persone possano vedere, anzitutto di sé e dei compagni, altro se non le ombre
proiettate dal fuoco sulla parete della caverna che sta loro di fronte?
E come possono, se sono costretti a tenere immobile il capo per tutta la vita?
E per gli oggetti trasportati non è lo stesso?
Se quei prigionieri potessero conversare tra loro, non credi che penserebbero di chiamare oggetti
reali le loro visioni?»¹.
Partendo da questo preambolo, Platone, utilizzando il suo Maestro Socrate come narratore in un
immaginario dialogo con il fratello Glaucone, sviluppa ed espone non solo una delle più
importanti metafore filosofiche del pensiero occidentale, ma anche uno dei più grandi segreti
iniziatici.
Come abbiamo visto, i prigionieri che Platone immagina all’interno della caverna, non solo si
trovano lì sin dall’infanzia (o dalla nascita), ma si ritrovano ad avere le membra, la testa e il collo
immobilizzati, in modo che i loro occhi possano guardare sempre in un’unica direzione, quella
del muro che si pone dinanzi a loro. Lungo la strada rialzata che Platone immagina correre fra i
prigionieri e un fuoco posto alle loro spalle, alcuni uomini (questi, si badi bene, liberi di
muoversi), trasportano in continuazione oggetti di varie forme e dimensioni, certe volte parlando
tra di loro, altre rimanendo in silenzio. Le forme di questi oggetti che trasportati proiettano le
loro ombre sul muro verso il quale sono rivolti gli sguardi dei prigionieri e, quando i trasportatori
parlano tra loro, essi vengono indotti a pensare, per via dell’eco che si amplifica nella caverna,
che le voci siano emesse da quelle stesse ombre che vedono passare sul muro, su quella barriera
che li separa dalla verità, dalla consapevolezza. Se, infatti, un personaggio esterno e libero di
muoversi a suo piacimento avrebbe un’idea completa della situazione, i prigionieri, ignari di ciò
che realmente accade alle proprie spalle e intorno a loro, sono portati a interpretare le “ombre
parlanti” proiettate davanti a loro come soggetti reali.
Andando avanti con il suo dialogo, Platone pone l’ipotesi che un prigioniero venga liberato dalle
catene e venga costretto a rimanere in piedi, con la faccia rivolta verso l’uscita della caverna.
Inizialmente i suoi occhi sarebbero abbagliati dalla luce del Sole, a tal punto da provocargli
dolore e shock. Inoltre, quelle forme trasportate dagli uomini lungo il muretto gli sembrerebbero
meno “reali” delle ombre alle quali è sempre stato abituato, al punto che, anche se gli venissero
mostrati da vicino quegli oggetti nel loro reale aspetto e gli fosse indicata la fonte di luce, il
156
prigioniero rimarrebbe comunque dubbioso e, soffrendo e provando fastidio nel fissare sia il
fuoco che la luce solare esterna, Platone immagina che preferirebbe tornare a volgersi verso le
ombre.
Allo stesso modo, secondo Platone, se il malcapitato prigioniero fosse costretto a uscire dalla
caverna e venisse esposto alla luce diretta del Sole, rimarrebbe accecato, proverebbe terrore, o
quantomeno un forte senso di, e si irriterebbe per essere stato trascinato via a forza da
quell’unico luogo che conosceva e in cui riponeva (o credeva di riporre) tutte le sue certezze e le
sue sicurezze. Ipotizzando però che il prigioniero, spinto dalla curiosità o da un naturale istinto,
una naturale propensione alla conoscenza, si faccia coraggio e decida di adattarsi alla nuova
situazione, avrebbe inizialmente solo un quadro confuso delle cose e riuscirà a malapena soltanto
a distinguere le ombre delle persone intorno a lui o le loro immagini riflesse nell’acqua. Solo con
il passare del tempo potrebbe riuscire a sostenere la luce e a posare lo sguardo sulla reale forma
degli oggetti e delle persone. Successivamente, egli potrebbe, di notte, volgere il suo sguardo al
cielo, riuscendo ad ammirare i corpi celesti con maggiore facilità che di giorno. Infine, il
prigioniero liberato sarebbe capace di volgere il suo sguardo direttamente al Sole, invece che sul
suo riflesso proiettato sull’acqua, e capirebbe che «è esso a produrre le stagioni e gli anni, e a
governare tutte le cose del mondo visibile e ad essere causa di tutto quello che lui e i suoi
compagni vedevano»².
Resosi conto della situazione, aperti finalmente gli occhi sulla realtà delle cose, il prigioniero
ormai liberato vorrebbe senza dubbio tornare nella caverna per liberare i suoi compagni e per
renderli partecipi del suo affrancamento, della sua presa di coscienza. È infatti felice del
cambiamento e prova nei confronti dei suoi simili ancora segregati nella caverna un forte senso
di pietà e di empatia. Si rende però conto che convincere gli altri prigionieri ad essere liberati
sarà tutt’altro che facile.
Dovendo riabituare gli occhi alla penombra, avrebbe bisogno di tempo prima di riuscire a vedere
distintamente anche nel fondo della caverna, e durante questo periodo diverrebbe sicuramente
oggetto di scherno da parte dei prigionieri: «Non sarebbe egli allora oggetto di riso?
E non si direbbe di lui che dalla sua ascesa torna con gli occhi rovinati e che non vale neppure
la pena di tentare di andare su?»³.
Addirittura, prosegue Platone, la sua opera di convincimento o il suo tentativo di liberare gli altri
prigionieri per portarli verso la luce, potrebbe spingere questi addirittura ad ucciderlo.
Secondo il Filosofo, l’umanità può essere ben assimilabile a quei prigionieri segregati nel fondo
della caverna e il mondo conoscibile o comprensibile dagli uomini con l’uso limitato della loro
vista può ben essere paragonabile a quella oscura prigione. L’ascesa e la contemplazione del
mondo superiore, che sarebbe a portata di mano, come la piena consapevolezza di esso che può
essere raggiunta con la luce dell’Iniziazione, non è però da tutti ambita e ricercata, come
dimostra questo esemplare dialogo platonico. E chi la acquisisce, come egli vede inevitabilmente
il mondo con occhi diversi, avendo compreso la sua reale natura, viene spesso a sua volta visto
dai propri simili come un “diverso”, e la diffidenza spesso si tramuta in aperta ostilità se un
Iniziato tenta di indirizzare i propri simili verso la luce dell’Iniziazione e della Consapevolezza.
Nella stragrande maggioranza degli esseri umani, ottenebrati da millenni di schiavitù contro-
iniziatica, il solo pensiero di un’ascesa nel mondo superiore genera incomprensione, quando non
addirittura spavento e sgomento, perché in fondo essi si sentono felici e si illudono di essere
protetti nel buio quotidiano della loro caverna, mentre i loro occhi sono ingannati da confuse
ombre che i “guardiani” proiettano sul muro bianco delle loro menti. È molto più facile, infatti,
non porsi domande e vivere con illusoria serenità la propria Matrix quotidiana.
Se il sommo Filosofo ed Iniziato ateniese tornasse oggi a vivere fra noi, oltre ad essere
sicuramente preso dal più profondo sconcerto per l’enorme involuzione sociale, morale e
religiosa che si troverebbe a dover affrontare, mi piace pensare che sarebbe spinto a scrivere un
nuovo dialogo e ad incentrarlo su un esperimento condotto nel 1966 dallo scienziato americano

157
Gordon Stephenson del Dipartimento di Zoologia dell’Università del Wisconsin. In questo
esperimento sullo studio del comportamento animale, cinque scimmie Rhesus (un macaco di
origine asiatica) furono messe all’interno di una gabbia con una scala in cima alla quale c’era un
casco di banane. Alla vista di queste, una delle scimmie si arrampicò sulla scala per
raggiungerle, ma, appena lo fece, lo sperimentatore le spruzzò addosso dell’acqua gelida. La
stessa sorte toccò poi, a ruota, alle altre quattro scimmie. Il deterrente dell’acqua fredda riuscì a
inibire il comportamento innato dei macachi solo per un certo periodo, e si riaccese presto nelle
creature il desiderio di cibarsi delle banane poste in cima alla scala. Un’altra delle scimmie,
infatti, tentò di salire sulla scala, ma venne prontamente ricacciata indietro dallo sperimentatore
con un potente getto d’acqua fredda.
E così si ripettette, fino a che non vi fu una svolta inaspettata: quando una delle scimmie provò
ad arrampicarsi per prendere le banane, le altre la bloccarono, malmenandola. Da quel momento
le cinque scimmie non provarono più a raggiungere il casco di banane.
L’esperimento proseguì entrando in una seconda fase: venne introdotto nella gabbia un nuovo
macaco al posto di uno dei cinque originari. Non appena la nuova scimmia arrivata si accorse
delle banane e tentò di raggiungerle, le altre, memori dell’esito dei precedenti loro tentativi, la
obbligarono a scendere dalla scala e la picchiarono. Alla fine anche la nuova arrivata rinunciò
così a mangiare le banane, e lo fece senza fare l’esperienza dell’acqua gelata, quindi senza sapere
perché non potesse farlo.
A questo punto dell’esperimento venne sostituita un’altra scimmia delle quattro originarie
rimaste. Il nuovo gruppo si presentava così composto dalle tre scimmie iniziali, che sapevano il
motivo per cui non dovevano tentare di prendere le banane, una scimmia che aveva imparato a
rinunciare alle banane a causa della reazione violenta delle sue compagne, e una nuova scimmia
ignara di tutto. Come previsto, la nuova arrivata tentò di raggiungere le banane, ma le sue
compagne prontamente glielo impedirono, persino quella che non aveva fatto l’esperienza
dell’acqua gelida.
L’esperimento si avviò alla conclusione con la progressiva sostituzione di tutte le cinque
scimmie originarie, fino a che restarono nella gabbia cinque nuove scimmie a cui non fu mai
spruzzata l’acqua. E quando anche l’ultima arrivata di queste tentò di raggiungere le banane,
tutte le altre glielo impedirono violentemente, anche se nessuna di esse era a conoscenza
dell’iniziale motivo del divieto.
In sintesi, al di là della mera sperimentazione zoologica, questo test di Gordon Stephenson ci
insegna che il mondo animale non è che un fedele specchio di quello umano, e che quando una
regola dogmaticamente imposta (l’esempio include ovviamente anche i dogmi religiosi) viene
tramandata da una generazione all’altra, si arriva al punto in cui le generazioni successive
smettono di porsi domande e si adeguano supinamente al costume o alla credenza sociale o
religiosa, per quanto assurda, illogica o tirannica essa possa essere. Ed è in questo modo, se ci
riflettiamo, che hanno potuto trionfare ed affermarsi la cultura patriarcale, la religione Olimpica,
quella Dionisiaca, la blasfemia monoteistica amarniana di Amenofis IV°, noto anche come
Akhenaton, e, sulla scia di quest’ultima, l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam, tutte operazioni
di natura controiniziatica finalizzate al controllo sociale e all’impedimento di una reale
elevazione del genere umano. Elevazione che è molto temuta dai controllori e dai gestori della
“matrix”, sempre all’erta per impedire (ieri con la distruzione dei Templi, delle Biblioteche e con
i roghi dell’Inquisizione, oggi con metodi solo apparentemente più “soft”) che gli uomini non si
facciano domande, e per far sì che non tentino di uscire dalla caverna o di raggiungere il casco di
banane all’interno della loro gabbia, allo stesso modo in cui a Adamo ed Eva venne intimato da
Yahweh di non mangiare il frutto proibito dell’Albero della Conoscenza4.

158
NOTE AL CAPITOLO V

1 - Platone: Repubblica, libro VII°.


2 - Ibidem.
3 - Ibidem.
4 - Nicola Bizzi: Da Eleusi a Firenze: la trasmissione di una conoscenza
segreta. Ed. Aurora Boreale, Firenze 2017.

159
CAPITOLO VII

I VIRUS DELL’INFORMAZIONE

di Nicola Bizzi

In questo capitolo affronterò diverse questioni solo apparentemente disgiunte, ma in realtà, come
vedremo, assolutamente interdipendenti. Vi parlerò, infatti, di informazione, di manipolazione
dell’informazione e dei concetti di “meme” e “false flag”. E capirete perché c’è un filo
conduttore che unisce la false flag dell’11 Settembre 2001 al colpo di stato globale che stiamo
attualmente vivendo.
Recentemente, un controverso personaggio come Elon Musk, nel bene e nel male uno degli
uomini più potenti ed influenti attualmente sulla scena, in un’intervista televisiva ha dichiarato
che chi detiene il controllo dei “meme” controlla di fatto il mondo. Badate bene, non ha parlato
di controllo dell’informazione, ha parlato espressamente di controllo dei “meme”.
Mi sono già occupato in passato – era il 2011 e ricorreva il decimo anniversario dei fatti dell’11
Settembre – in ben due editoriali della rivista che all’epoca dirigevo, Novum Imperium, dei
concetti di meme e false flag.
Ritengo doveroso tornare oggi sull’argomento, data la sua sconcertante attualità.
Nel passato un’informazione disponeva di pochi supporti analogici attraverso i quali poteva
veicolare le proprie speranze evolutive. Le informazioni, beninteso, viaggiavano e, anche ben
prima dell’avvento dell’era industriale, dei quotidiani, della radio e della televisione,
raggiungevano potenzialmente tutto il mondo, anche se erano destinate a un target limitato di
persone. Ma oggi, per via della digitalizzazione e della globalizzazione, ogni singola
informazione, se ben indirizzata, può potenzialmente divenire un veicolo d’innesco e d’innesto
disponibile simultaneamente a milioni di menti. Ma occorre anche mettere in guardia i ruitori
dell’informazione da un qualcosa che chiamiamo “meme”.
Per meme, un termine oggi divenuto di uso comune e derivante dal greco μίμημα, mímēma,
“imitazione”, si intende un’entità di informazione che si propaga come un virus da una mente ad
un’altra o, nell’eccezione dawkinsiana, un’unità auto-replicante di informazione culturale. La
radice greca di questo termine ci ricorda che una caratteristica fondamentale del meme è proprio
quella di venire diffuso per imitazione.
Stando alla definizione che ce ne fornisce il Webster Dictionary, un meme è infatti «un’idea o un
comportamento che si diffonde da persona a persona all’interno di una cultura». E quando una
determinata forma di meme prende corpo in una precisa notizia o in una semplice idea, questa, se
ben veicolata, attecchisce nella mente di una moltitudine di persone e crea modelli di pensiero,
divenendo in grado di determinare azioni che si ripercuotono nella quotidianità e di influenzare i
comportamenti dei popoli e, più in generale, l’opinione pubblica.
Già nel XIX° secolo, il grande filosofo americano Ralph Waldo Emerson ci ricordava che «La
chiave di ogni uomo è il suo pensiero. Benché egli possa apparire saldo e autonomo, ha un
criterio cui obbedisce, che è l’idea in base alla quale classifica tutte le cose. Può essere cambiato
solo mostrandogli una nuova idea che sovrasti la sua». E non aveva certo torto.
Ma cosa avviene quando tale nuova “idea” nasce ab origine come errata o manipolata?
Cosa avviene se l’informazione alla base di un meme è falsa o distorta? i in modo errato o
fuorviante non rappresenta soltanto un’offesa all’intelligenza e alla dignità delle persone, ma un
vero e proprio “tumore” mediatico destinato a espandersi all’infinito con le sue reti di metastasi e
a plasmare e condizionare l’opinione pubblica secondo precise linee guida. E le masse, che
160
proprio a causa della digitalizzazione e della globalizzazione mediatica di oggi, hanno
paradossalmente meno difese da certi “virus” rispetto ai popoli dell’antichità o anche soltanto ai
nostri progenitori, risultano particolarmente vulnerabili quando a fungere da grancassa di
risonanza di determinati “meme” metastatici sono i media cosiddetti mainstream. Quei media
che, purtroppo ancora agli occhi di troppe persone, rappresentano autorevoli dispensatori di
“verità”, mentre invece da tempo sono divenuti i principali propagatori di notizie false.
La storia recente è piena – per chi sa vederli – di esempi di meme difettati messi in circolazione
con il fine di plasmare l’opinione pubblica su certi argomenti. E l’immancabile e puntuale azione
dei media compiacenti e “di regime” completa l’opera, facendo assurgere nelle menti dei
cittadini a “verità assoluta” delle notizie già in partenza false e tendenziose, notizie abilmente
confezionate nelle cabine di regia del potere per plasmare e condizionare l’opinione pubblica. Lo
vediamo oggi in maniera lampante con il Covid-19, ma potremmo anche citare il caso di “Mani
Pulite”, con il quale la quasi totalità dell’opinione pubblica italiana venne indotta a credere che la
casta dei magistrati rappresentasse l’unico e ultimo baluardo contro la corruzione e il marciume
della partitocrazia, casta di paladini a cui affidarsi ciecamente per la salvezza della Patria.
Mentre in realtà si è voluto decapitare un’intera classe politica per sostituirla con un’altra,
ugualmente corrotta ma più compiacente nella svendita ai poteri forti della finanza mondiale dei
capitali e delle risorse dello Stato.
Potremmo poi parlare del meme che negli anni ’90 instaurò nell’opinione pubblica mondiale
l’idea che i Serbi erano i “cattivi” e che bisognava combatterli. Questo meme portò di fatto alla
perdita da parte della Serbia della propria sovranità nazionale, a due mesi di criminali e
terroristici bombardamenti della NATO su Belgrado e sulle altre città del Paese, e alla creazione,
sul territorio della storica provincia serba di Kosovo e Metohija, di uno stato mafioso gestito da
narcotrafficanti e criminali di guerra, ma riconosciuto e osannato da una folta schiera di nazioni
tra cui l’Italia!
Potremmo andare avanti ancora per molto, menzionando il meme delle presunte “armi di
distruzione di massa” di Saddam, generato e diffuso per poter giustificare la guerra all’Irak.
Oppure il meme che ha diffuso la favola degli attacchi terroristici di Al-Qaeda dell’11 Settembre
2001, una versione ufficiale che fa acqua da tutte le parti e a cui ormai non crede più neanche il
gatto, ma che però è servita a generare un vero e proprio golpe interno negli Stati Uniti, a
spianare la strada per la cosiddetta “guerra al terrorismo” e a orchestrare il primo vero e proprio
restringimento su scala globale dei diritti civili e democratici e delle libertà di movimento dei
cittadini.
Potremmo poi parlare del meme generato per criminalizzare l’Iran, in base al quale si vuole
insinuare da decenni nell’opinione pubblica la visione di un Paese dominato da una feroce e
spietata dittatura, nel quale il popolo è oppresso nella miseria e nell’ignoranza. Peccato che,
essendomici più volte recato, io possa testimoniare esattamente il contrario. Si tratta, sì, di una
teocrazia islamica sciita, ma ho avuto modo di conoscere di persona un Paese civile e avanzato,
con alto livello di benessere e di istruzione, abitato da un popolo che ha raggiunto notevoli
conquiste sociali e che non rinuncerebbe mai alla propria sovranità nazionale.
Un altro meme emblematico del XX° Secolo è invece ben descritto e spiegato da un autore
coraggioso come Norman Finkelstein nel suo saggio.
L’Industria dell’Olocausto; meme che ha in concreto fatto assurgere a verità dogmatica dei dati
opinabili e che ha portato alla criminalizzazione degli storici liberi, che nel migliore dei casi
vengono bollati ed etichettati come “politicamente scorretti”.
In sintesi, la storia dell’umanità è stata sempre costellata da “virus” dell’informazione messi
abilmente in circolazione dai detentori – più o meno occulti – delle redini del potere, dai tempi
del Concilio di Nicea fino a quelli più recenti della strage di Bologna e del DC9 di Ustica, per
non parlare della vicenda dell’influenza suina. Ma con l’avvento dell’era informatica e digitale
certi “virus” hanno accresciuto enormemente il loro potere di contagio. E lo vediamo, purtroppo,
oggi più che mai.
161
Occhi aperti, allora!
Ricordiamoci che i propagatori di notizie artefatte, quasi sempre costruite a tavolino da servizi
compiacenti che eseguono gli ordini dei “padroni”, godono di enormi risorse finanziarie. Mentre
chi sceglie di non allinearsi e di fare “contro-informazione”, non solo non gode di alcuna risorsa
economica, ma viene anzi spesso perseguitato, sottoposto a censure e sistematicamente
etichettato come “complottista”.
Concentriamoci adesso sul concetto e sul significato di “false flag”, un neologismo anglosassone
coniato già durante la IIª Guerra Mondiale, del quale la famigerata enciclopedia in rete
Wikipedia (che ultimamente non si è molto contraddistinta in quanto a correttezza e trasparenza)
ci fornisce una esaudiente spiegazione: «La tattica false flag, o operatività sotto falsa bandiera, è
una tattica segreta condotta generalmente da grandi compagnie, agenzie d’intelligence, governi,
o gruppi politici, e progettata per apparire come perseguita da altri enti e organizzazioni anche
attraverso l’infiltrazione e/o lo spionaggio di questi ultimi. Il nome deriva da "false" e "flag",
ossia bandiera falsa. L’idea è quella di "firmare" una certa operazione per così dire “issando” la
bandiera di un altro stato o la sigla di un’altra organizzazione. Un’operazione "false flag" può
vedersi come la versione in grande, strategico-politica, di un falso d’autore, ma non solo: la
tattica falsa bandiera non si limita esclusivamente a missioni belliche e di controinsorgenza,
bensì viene utilizzata anche in tempi di pace, come ad esempio nel periodo italiano della
strategia della tensione, e copre anche operazioni nelle quali il nemico viene guidato a sua
insaputa verso il raggiungimento di un obiettivo che lo stesso nemico può persino ritenere essere
connaturale al completamento della propria missione e/o all’attuazione della propria strategia».
Pur non mancando addirittura nella storia antica numerosi esempi che potrei citarvi, in tempi più
recenti possono essere classificati come “false flag” l’incidente di Gleiwitz del 1939, con cui
Reinhard Heydrich costruì ad arte un “attacco polacco” per mobilitare l’opinione pubblica
tedesca e per fabbricare una giustificazione falsa per l’invasione della Polonia. Oppure l’episodio
di Mukden del 1931, quando funzionari giapponesi costruirono un pretesto per annettere la
Manciuria facendo esplodere una sezione di ferrovia. In seguito, produssero la falsa
affermazione per cui sarebbe stato rapito uno dei loro soldati nell’episodio del ponte Marco Polo
come scusa per invadere la Cina. E, tornando al 1939, si verificò un caso di false flag quando
l’Unione Sovietica di Stalin bombardò il villaggio di Mainila alla frontiera con la Finlandia,
diffondendo poi la notizia di molte vittime.
L’episodio fu utilizzato come giustificazione per attaccare il paese scandinavo.
Altro caso “classico” di false flag fu l’Operazione Northwoods, pianificata (ma mai eseguita) da
parte di gruppi di funzionari di alto livello del governo statunitense, e finalizzata a inventare
pretesti per una guerra contro Cuba.
Tale operazione includeva scenari come la simulazione del dirottamento di un aereo passeggeri
facendo cadere la colpa su Cuba, oppure atti terroristici contro immigrati cubani negli USA, da
rimproverare a terroristi castristi.
Scritta e firmata dai Joint Chiefs of Staff (gli Stati Maggiori riuniti delle Forze Armate
statunitensi), fu bocciata dal Segretario alla Difesa Robert Mc-Namara e venne alla luce solo
grazie alla legge per la libertà di informazione, il Freedom of Information Act, e fu resa pubblica
da James Bamford.
Anche la storia recente è letteralmente disseminata di casi di false flag.
Basti ricordare l’efferata strage di civili al mercato di Sarajevo, operata e condotta dalle truppe
musulmano-bosnianche di Alja Izetbegovic per far ricadere la colpa sui Serbi e per ottenere un
intervento militare americano, fino ad arrivare alla ben più complesse e architettate stragi del
Bataclan a Parigi e della Promenade des Anglais a Nizza.
Ma veniamo ai giorni nostri. Mentre sto scrivendo è da poco ricorso il diciannovesimo
anniversario dei fatti dell’11 Settembre 2001, la false flag per eccellenza della Storia moderna e
contemporanea. In un suo video pubblicato su Youtube, lo scrittore Roberto Quaglia, persona di
grande preparazione e intelligenza, ha esposto in maniera esemplare i parallelismi e le
162
correlazioni fra tale evento e la “pandemia” dei nostri giorni, spiegando come vi sia dietro
entrambi la medesima regia. Il primo evento è infatti servito per generare e diffondere a livello di
massa la paura del “terrorismo”, affinché i cittadini, in nome della “sicurezza” accettassero senza
troppo obiettare leggi liberticide come il Patrioct Act negli Stati Uniti e provvedimenti simili
emanati in altre nazioni e restringimenti senza precedenti delle libertà e dei diritti.
L’”Operazione Corona”, scatenata lo scorso autunno e tutt’ora in corso, finalizzata – come be
sappiano – all’attuazione del Grande Reset sociale, economico e finanziario voluto da
determinate elite di potere, ha agito esattamente sullo stesso solco: in nome della paura, questa
volta non del “terrorismo”, ma di un fantomatico “virus”, peraltro mai isolato e dimostrato, i
cittadini di gran parte del mondo hanno addirittura accettato di farsi mettere per mesi agli arresti
domiciliari, di interrompere le proprie attività lavorative, di isolarsi e di non vedere neppure i
propri amici, parenti e familiari e di indossare delle inutili e grottesche museruole. E sono stati
addirittura persuasi e convinti che lo stavano facendo per il loro “bene”!
Come spiega bene Roberto Quaglia, non è il “Covid” che ha permesso tutto questo, bensì la sua
“narrazione”, il suo “meme”. Il Covid è, infatti, solo la “narrazione” che è stata utilizzata da
determinate elite di potere per conseguire, facendo leva sulla paura, un determinato risultato: una
svolta autoritaria senza precedenti nella Storia.
Sento di avere personalmente un debito di riconoscenza nei confronti di Giorgio Cattaneo e del
sito Libreidee, poiché da tempo citano e riportano molte mie dichiarazioni, dando ampio risalto
ai miei articoli di denuncia.
Sarò io, quindi, questa volta, a citare il sito Libreidee, che il 16 Settembre, ha pubblicato un
interessante articolo intitolato Ieri il terrorismo, oggi il virus. Stessa regia: la paura. In tale
articolo vengono riportate importanti dichiarazioni del Prof. Edward Curtin, docente di
Sociologia al Massachusetts College of Liberal Arts. Ne cito alcune, poiché parlano da sole e
non necessitano di alcun commento: «A chiunque abbia vissuto gli attacchi dell’11 Settembre
2001 e il fenomeno del cosiddetto Covid-19 del 2020, la memoria potrà servire a mettere in luce
un inquietante parallelo tra i due eventi. Il legame principale è che entrambi gli eventi hanno
acuito la normale paura che gli esseri umani hanno della morte. Quando la religione perde la
presa sull’immaginazione umana, specialmente per quanto riguarda la fede nell’immortalità
(come aveva sottolineato Orwell a metà degli anni Quaranta), quello che rimane è un vuoto
enorme. Senza quella consolazione, la paura viene di solito esorcizzata con futili espedienti. Nel
caso degli attacchi dell’11 Settembre 2001 e dell’attuale operazione del coronavirus, la paura
della morte è stata usata dalle élite del potere per controllare le popolazioni e portare avanti
programmi pianificati da tempo. C’è un filo rosso che collega i due eventi.
Entrambi gli eventi erano chiaramente stati previsti e pianificati».
«Dopo gli attacchi dell’11 Settembre 2001, c’era stato ripetutamente detto che il mondo era
cambiato per sempre. Ora ci viene detto che, dopo il Covid-19, la vita non sarà più la stessa.
Questa è la “nuova normalità,” mentre il mondo post 11 Settembre e pre Covid-19 doveva essere
stato la vecchia nuova normalità. Questa nuova vecchia normalità sarà senza dubbio una forma
di transumanesimo tecno-fascista, messo in atto “per i lnostro stesso bene”. Come nel caso
dell’11 Settembre, ci sono numerose prove sul fatto che l’epidemia da coronavirus era stata
prevista e pianificata, e che la gente è stata vittima di una campagna di propaganda che ha fatto
uso di un virus invisibile per indurci alla sottomissione e bloccare l’economia mondiale a favore
delle élite globali. Non è una teoria del complotto, ma un palese e concreto piano enunciato nel
Rapporto Rockefeller 2010, nell’Event 201 del 18 Ottobre 2019 e, tra l’altro, nell’Agenda 21».
«Come gli amorfi terroristi e la guerra contro il “terrorismo” (che è una tattica e quindi non un
qualcosa che si può combattere), un virus è invisibile: guardati le spalle, attento al viso,
mascherati, lavati le mani, mantieni le distanze. Come per l’11 Settembre, ogni volta che
qualcuno mette in dubbio la narrativa ufficiale del Covid-19, le statistiche ufficiali, la validità dei
test, l’efficacia delle mascherine, i poteri dietro il tanto decantato vaccino prossimo venturo e le
orribili conseguenze dei lockdown deridono i dissidenti alla stregua di pazzi della cospirazione.
163
Questo succede anche quando i dissidenti sono medici, scienziati e intellettuali molto rispettati,
che vengono regolarmente bannati da Internet. Con l’11 Settembre, inizialmente c’erano stati
molti meno dissidenti di quanti ce ne siano ora, e quindi l’eliminazione delle opinioni discordanti
non aveva avuto bisogno di una censura palese, che ora invece cresce di giorno in giorno. Questa
censura interessa tutto Internet, rapidamente e subdolamente, lo stesso Internet che viene
imposto a tutti come la nuova normalità secondo il Grande Reset Globale, la bugia digitale di un
futuro in cui, come ha detto Anthony Fauci, nessuno dovrà più darsi la mano».
Sono personalmente certo che sia prossima una piena desecretazione dei fatti dell’11 Settembre
2001. La verità verrà alla luce, sarà pienamente esposta. Molti rimarranno scioccati, ma alla fine
metteranno in moto i propri neuroni e comprenderanno come e quanto tutto sia collegato. E forse
si sveglieranno, forse usciranno dalla caverna nella quale hanno fino ad oggi beatamente
vegetato, e magari si toglieranno anche le museruole.
Anche se, per le persone più attente, tale verità è già di fatto stata esposta nove anni fa. Il 12
Marzo del 2011, infatti, è stata diramata una notizia che è passata rigorosamente sotto silenzio
sui nostri quotidiani e sui nostri notiziari, ma che io riportai sulla mia rivista Novum Imperium:
tracce di esplosivi di nanotermite sono stati individuati tra i detriti delle Twin Towers del World
Trade Center di New York. Sì, proprio le Torri, quelle Torri che l’opinione pubblica americana e
mondiale è stata indotta a credere siano state abbattute dal più terribile e spettacolare attentato
terroristico della storia. Analizzando numerosi detriti raccolti subito dopo il crollo, il Dr. Steven
Jones, professore di Fisica della Brigham Young University, coadiuvato da un team
internazionale composto da nove scienziati, ha individuato chiaramente residui di esplosivo
nano-termite, generalmente usato per scopi militari e per le demolizioni controllate di grandi
edifici.
Dopo un rigoroso processo di peer-review, la notizia della scoperta e la relativa documentazione
sono state pubblicate sulla prestigiosa rivista scientifica Bentham Chemical Phisics Journal, una
delle testate più accreditate e rispettate negli U.S.A. In sintesi, come già dimostravano (per chi
aveva gli occhi attenti per capirlo) alcuni filmati girati durante il crollo, è possibile adesso
affermare ufficialmente che a determinare il crollo delle Twin Towers non sono stati gli aerei che
le hanno colpite, ma tutta una serie di cariche di esplosivo piazzate con estrema perizia e
maestria in numerosi punti dei due edifici.
Ma chiudiamo adesso questa parentesi dell’11 Settembre e torniamo a concentrarci sulla false
flag del Covid-19.
Ricordate il celebre assioma di Noam Chomsky Problema-Reazione-Soluzione, da questo grande
intellettuale statunitense brillantemente enunciato nel contesto delle sue Dieci regole del
controllo sociale?
Noam Chomsky è uno degli intellettuali più rispettati a livello mondiale.
Docente emerito di linguistica al Massachusetts Institute of Technology, filosofo, scienziato
cognitivista, teorico della comunicazione, attivista politico e saggista, si è a lungo dedicato allo
studio delle strategie della manipolazione delle masse. Egli ha elaborato una lista delle Dieci
regole del controllo sociale, ovvero, strategie utilizzate per la manipolazione del pubblico
attraverso i mass media:

1) La strategia della distrazione.


L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione, che consiste nel
deviare l’attenzione del pubblico da problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites
politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazione di continue distrazioni e
informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al
pubblico di interessarsi alle conoscenze essenziali nell’area della scienza, l’economia, la
psicologia, la neurobiologia e la cibernetica.

164
Mantenere l’attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali imprigionata da temi senza
vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per
pensare di ritorno alla fattoria, come gli altri animali.

2) Creare problemi e poi offrire le soluzioni.


Questo metodo è anche chiamato: Problema > Reazione > Soluzione.
Si crea un problema, una situazione prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico,
con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio:
lasciare che si dilaghi o si intensifichi una violenza urbana, organizzare attentati sanguinosi, con
lo scopo che il pubblico sia che richieda le leggi di sicurezza e le politiche a discapito della
libertà.

3) La strategia della gradualità.


Per far accettare una misura inaccettabile basta applicarla gradualmente, al contagocce, per anni
consecutivi. È in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove, come il
neo-liberalismo, furono imposte durante il decennio degli anni ’80 e ’90.

4) La strategia del differire.


Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come dolorosa e
necessaria, ottenendo l’applicazione pubblica nel momento, per un’applicazione futura.
È più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato: primo, perchè lo sforzo
non è quello impiegato immediatamente, secondo, perchè il pubblico, la massa, ha sempre la
tendenza di sperare ingenuamente che tutto domani andrà meglio e che il sacrificio richiesto
potrebbe essere evitato. Questo da più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e
di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

5) Rivolgersi al pubblico come ai bambini.


La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e
un’intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore
fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale.
Quando più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tenta ad usare un tono infantile. Perchè?
Se qualcuno si rivolge a una persona come se avesse dodici anni o meno, allora, in base alla
suggestionabilità, lei tenderà con una certa probabilità ad una risposta o reazione come quella di
una persona di dodici anni o meno.

6) Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.


Sfruttare l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi
razionale.
Inoltre, l’uso del registro emotivo, permette di aprire la porta di accesso all’inconscio, per
impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori.

7) Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.


Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo
controllo e la sua schiavitù. La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve
essere la più povera e mediocre possibile.

8) Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.


Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti.

9) Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia.
165
Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si autosvaluta e s’incolpa, cosa
che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E
senza azione non c’è rivoluzione.

10) Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano.


Negli anni ’50 i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le
conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla
biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il sistema ha goduto di una conoscenza
avanzata dell’essere umano, sia della sua forma fisica che psichica.

Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca.
Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un
gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.
Queste dieci regole si direbbero perfettamente calzanti con tutte le dinamiche fino ad oggi
utilizzate dal “sistema” per la costruzione e la gestione dell’attuale “pandemia” e della relativa
“emergenza”. Alfonso Guizzardi, nel suo capitolo, argomenta in maniera piuttosto accurata
questo parallelismo. Io mi limiterò, quindi, a focalizzare l’attenzione solo sulla seconda, quella
che enuncia il sovracitato assioma Problema-Reazione-Soluzione.
Il problema, in questo caso, è il “virus”.
La reazione è proprio la paura.
La soluzione?
Una dittatura. Medica, mediatica, sociale, tecnocratica, finanziaria, politica, culturale.
Chiamatela come volete, con gli epiteti e gli aggettivi che più preferite, ma la sostanza non
cambia. Una dittatura è una dittatura. Punto. Anche se si presenta sotto le mentite spoglie di una
democrazia che, calpestando impunemente i propri stessi ordinamenti giuridici e costituzionali,
dichiara di agire per il “bene” e la “salute” dei cittadini.
Voglio riproporre adesso all’attenzione dei lettori di questo libro alcuni passaggi di un mio
articolo che pubblicai su Facebook il 27 Luglio 2009 sotto forma di nota. Mi ero quasi
dimenticato di averlo scritto, ma sono stati proprio alcuni miei lettori a “ripescarlo” dai meandri
del web, a condividerlo e a sottolinearne l’estrema attualità. Tale nota si intitolava Pandemie
speculazioni e stermini di massa: «Pur non essendo un medico, ho sempre avuto la ferma
convinzione che dietro al tam tam mediatico dell’influenza suina si celassero in realtà oscuri
esperimenti di laboratorio e l’enorme interesse, da parte delle multinazionali farmaceutiche, di
seminare il panico per poter attuare una vaccinazione di massa su scala globale, con la
complicità dei soliti politici compiacenti. I guadagni che certe multinazionali ne ricaverebbero,
infatti, sarebbero enormi, cifre da capogiro superiori al prodotto interno lordo di tutti i paesi
industrializzati.
Spinto dal desiderio di approfondire la questione, curiosando sull’ottimo sito internet
dell’edizione italiana della rivista Nexus, mi sono imbattuto oggi in un articolo della giornalista
Barbara Milton intitolato Omicidio di massa?
Questo articolo, oltre ad aver confermato i miei sospetti sull’origine e la natura dell’influenza
suina, si spinge ben oltre, affrontando con dati alla mano la tesi di un complotto internazionale il
cui obiettivo sarebbe, nel quadro del controllo globale di un nuovo ordine mondiale, ridurre nel
giro di pochi anni la popolazione umana del pianeta di qualche miliardo di individui».
Al termine della mia nota riportavo il testo integrale in lingua italiana dell’articolo di Barbara
Milton, con l’augurio, rivolto ai miei lettori, che tale articolo potesse indurli alla riflessione, o
quantomeno ad una presa di coscienza di ciò che sarebbe potuto accadere da lì in futuro. Ed oggi,
effettivamente, ci trovuamo proprio in quel futuro!
Concludevo il tutto con un post scriptum: «A prescindere dal fatto che crediate o no a ciò che fin
qui avete letto, seguite il mio consiglio: non vi vaccinate!».
166
Oggi, a distanza di undici anni, si sono drammaticamente concretizzati quasi tutti gli scenari
previsti dalla Milton, con un’unica non trascurabile differenza: alla base di tutto quello che sta
attualmente accadendo non c’è solo la bramosia di speculazione da parte dei giganti
dell’industria farmaceutica, c’è una posta in gioco ben più ampio: quel Grande Reset sociale,
economico e finanziario che intende dare il colpo ecisivo alla sottomissione dei popoli, divenuti
ormai superflui, e instaurare a livello globale una società post-industriale totalitaria di stampo
orwelliano.
Anche un grande e indiscusso Maestro come Rudolf Steiner, in una sua conferenza tenuta il 27
Ottobre del 1917, pronunciò delle parole incredibilmente profetiche, che costituiscono un vero e
proprio monito per il nostro presente: «Gli spiriti delle tenebre sono in mezzo a noi, sono qua.
Dobbiamo restare in guardia in modo da accorgerci quando li incontriamo, in modo da
comprendere dove si trovano. Perché la cosa più pericolosa nel prossimo futuro sarà
abbandonarsi inconsciamente a tali influssi, che realmente esistono intorno a noi. Infatti, che
l’uomo li riconosca o meno, non fa alcuna differenza per la loro reale esistenza. Ma soprattutto,
per questi spiriti delle tenebre sarà importante portare confusione, dare false direzioni in ciò
che si sta ora diffondendo in tutto il mondo e per cui gli spiriti della luce continueranno a
operare nella direzione giusta. Ho già avuto occasione di mettere in guardia su una direzione
sbagliata, che è davvero tra le più paradossali.
Vi ho indicato che i corpi umani si svilupperanno in modo tale che vi potrà trovar posto una
certa spiritualità, ma che il pensiero materialista, la cui diffusione è sempre più alimentata dalle
indicazioni degli spiriti delle tenebre, opererà in modo da opporvisi con mezzi materiali.
Vi ho detto che gli spiriti delle tenebre ispireranno le vittime di cui si nutrono, gli uomini che
abiteranno, persino ad inventare un vaccino per deviare verso la fisicità, fin dalla prossima
infanzia, la tendenza delle anime verso la spiritualità. Come oggi si vaccinano i corpi contro
questo e quello, così in futuro si vaccineranno i bambini con una sostanza preparata in modo
che attraverso la vaccinazione, queste persone saranno immuni dallo sviluppare in sé la
“follia” della vita spirituale, follia, ovviamente, dal punto di vista materialistico.
Tutto questo tende in ultima analisi a trovare il metodo con cui si potranno vaccinare i loro
corpi in modo che essi non potranno sviluppare inclinazioni verso idee spirituali, ma
crederanno per tutta la loro esistenza solo alla materia fisica. Così, come dagli impulsi, che la
medicina ha tratto dall’inclinazione all’inganno – pardon, scusate, – ha tratto dalla tubercolosi,
oggi vaccina contro la tubercolosi, così domani si vaccinerà contro la disposizione verso la
spiritualità.
Con ciò si intende solo dare un accenno a qualcosa di particolarmente paradossale tra le molte
altre cose che accadranno in questo ambito in un futuro prossimo e anche più remoto, in modo
di creare scompiglio in ciò che deve fluire sulla terra dai mondi spirituali grazie alla vittoria
degli spiriti della luce».
Steiner aveva già ben compreso quasi un secolo fa dove certe forze oscure e certe elite di potere
intendevano arrivare, fino a che punto si sarebbero spinte. I provvedimenti odierni sono soltanto
una parte del processo di controllo che la dittatura tecno-finanziaria sta inesorabilmente
imponendo, al fine di instaurare quel governo mondiale capace di rimuovere ogni libertà
individuale rimasta, creando la mostruosa società orwelliana che già da tempo è apparsa
all’orizzonte. Una società privata dei rapporti umani, della socialità, in sintesi della sua stessa
anima.
Lo scrittore Mike Plato, il 26 Ottobre di quest’anno, sulla propria pagina Facebook, ha
brillantemente evidenziato come il grande sociologo, filosofo e politologo francese Jean
Baudrillard, scomparso nel 2007, in alcuni suoi saggi abbia, seppur indirettamente, spiegato e
anticipato cosa oggi sta avvenendo. Scrive a riguardo Mike Plato: «Il simulacro non è ciò che
nasconde la verità, esso è la verità che nasconde il niente. Il trattato Simulacra e simulacri
discute sui simboli, sui segni e come si relazionano con la contemporaneità (esistenza
simultanea).
167
Baudrillard afferma che la società attuale ha sostituto il significato della realtà con simboli e
segni e che l’esperienza umana è una simulazione della realtà. Inoltre, questi simulacri non sono
semplicemente mediazioni della realtà e nemmeno mediazioni ingannevoli della realtà: non si
basano su una realtà né nascondono una realtà, nascondono semplicemente che niente come la
realtà è rilevante per la comprensione delle nostre vite. I simulacri a cui Baudrillard fa
riferimento sono i significati e il simbolismo della cultura e dei media che costruiscono la realtà
percepita, la comprensione acquisita con cui le nostre vite e le nostre esistenze sono rese
leggibili.
Baudrillard crede che le nostre vite siano sature di simulacri costruiti dalla società e che quindi
ogni significato è divenuto insignificante perché infinitamente mutevole e definisce questo
fenomeno “precessione del simulacro”, intendendo per precessione cambiamento della direzione.
Ne Il delitto perfetto, Baudrillard ricostruisce il crimine dell’uccisione della realtà, lo sterminio
dell’illusione per mezzo del mondo dell’informazione mass mediale e delle nuove tecnologie.
Ma il delitto per Baudrillard non è mai perfetto, poiché il mondo lascia sempre dietro di sé le
tracce della sua inesistenza, le tracce della continuità del niente dietro le apparenze che
tradiscono il suo segreto.
La realtà per il sociologo francese è un’illusione. Il mondo ci illude e questa sua illusione deriva
dalla sua “imperfezione radicale”. Noi esseri umani, infatti, abbiamo un rapporto in differita con
la realtà. La presa diretta per noi è impossibile. Siamo fatti così. Dobbiamo accettare questa
condizione di metterci a distanza dai sistemi della rappresentazione perché solo così riusciremmo
a vedere le stelle, sapendo che esse in realtà sono esplose a distanza anni luce da noi. Tuttavia
non possiamo fare a meno di illuderci, perché senza questa distanza di sicurezza, ci bruceremmo,
diventeremmo un tutt’uno con le cose, molto pericolosa, dove tutto è unito e continuo; dentro la
quale non c’è ragione, spazio, tempo, identità, responsabilità. Per tanto l’illusione è vitale per
noi. Sono dunque mi illudo.
La vita ne risulta disumana. Per questo noi esseri umani abbiamo creato un sistema della
rappresentazione semiotico-linguistico, un filtro, tra noi e il mondo, illudendoci di avere dominio
sulla realtà, a patto di restare entro quell’ordine di discorso che ci siamo dati.
Anche il rapporto mass mediatico con la realtà è un rapporto illusorio che gioca su tre piani:
realtà, iperrealtà, virtualità. Si è passati dalla forma alla formula del linguaggio algebrico-
matematico, delle macchine, della scrittura automatica del mondo, che comunica per matrici e
che simula una realtà che è diventata tanto più reale della realtà stessa: iperrealtà. La televisione
ha infatti, per Baudrillard, trasformato la realtà in iperrealtà, uccidendola.
È solo simulando una continuità che la si può rappresentare: rappresentazione della verità e della
realtà come simulacro, sapendo che invece la realtà è frammentata, disordinata, non lineare.
Tuttavia noi abbiamo bisogno di crearci questa continuità, abbiamo bisogno di illuderci per non
diventare folli e cadere nella continuità del niente.
Simulazione come messa a morte dell’illusione. La tecno-informatica come soppressione del
buio, della differenza e dell’alterità a vantaggio di una comunicazione perpetua. Come scrisse
McLuhan, «Il medium è il messaggio».
La televisione si dissolve nel reale e il reale si dissolve nella televisione.
Dobbiamo perciò disilluderci: “illusione radicale” per Baudrillard.
La televisione e i nuovi media hanno trasformato il nostro mondo di comportarci. È come se
fossimo sempre su un palcoscenico. Siamo diventati attori della performance nella nostra vita
“reale”. Non vi è più spettacolo, bensì vi è sempre più virtualità che dà l’informazione tutta
quanta in tempo reale, in una perfezione virtuale fatale. La macchina, diventata come Dio è
omnisciente, conosce già tutto, priva l’uomo della sua libertà di cercare e scoprire. Non c’è più
intuizione, nella filosofia del sociologo francese, ma priorità del sistema a discapito
dell’esperienza umana. In sintesi: siamo virtualmente informatissimi ma realmente fermi».
Un altro significativo esempio del livello di manipolazione del pensiero delle masse favorito dai
media mainstream è questo brillante dialogomaieutico che ha circolato molto su Facebook dopo
168
il 20 Ottobre. Non so chi ne sia l’autore, ma ho ritenuto di riportarlo per intero, poiché fa
veramente riflettere:
«Houston, abbiamo un problema!».
«Quale?».
«Vogliono chiuderci di nuovo tutti in casa».
«E perché?».
«C’è il coronavirus».
«Ah, ed è grave?».
«Sì, porta gli ospedali al collasso».
«Beh, mi sembra un bel problema, in effetti. Quanto è letale?».
«Tanto!».
«Tanto quanto?».
«E che ne so? È su tutti i giornali, quindi tanto!».
«Ma il tasso di letalità lo scrivono?».
«No…».
«Va bene, calcoliamolo allora!».
«Ma è proprio necessario? Ti sto dicendo che gli ospedali sono al collasso!».
«Ma perché sono al collasso?».
«Per il coronavirus!».
«Sei sicuro?».
«Ma allora sei scemo, mentono tutti?»
«No, voglio dire: sei sicuro che sono al collasso perché c’è il coronavirus?».
«E per che altro, scusa, se no?».
«Calcoliamo il tasso di letalità».
«Se proprio serve…».
«Lo sai cos’è?».
«No».
«Il tasso di letalità è il rapporto tra il numero delle persone decedute e il numero delle persone
ammalate. Quante persone sono morte oggi?»
«Secondo il Corriere della Sera91».
«Sei sicuro che siano morte tutte per il coronavirus?».
«Lo dicono i giornali».
«I giornali dicevano anche che i finanzieri in coma da tre anni con ferite di arma da fuoco alla
testa morivano di coronavirus, ma fa niente: prendiamo questo dato per buono. Quanti sono i
malati di coronavirus in Italia?».
«Non lo so. Dimmelo tu».
«Questo non lo scrivono sui giornali?».
«Aspetta, certo che lo scrivono: ogni giorno fanno i tamponi e scrivono il numero dei
contagiati».
«E quanti erano oggi?».
«Oggi… fammi guardare… ecco qui: 19.143 nuovi casi».
«Va bene, però questi sono i casi di oggi, dovremmo sapere quanti sono i casi totali».
«Eh… questo non lo so io…».
«Manco io, però possiamo arrivarci».
«E come?».
«Semplice: ogni giorno si fanno un certo numero di tamponi e si trovano un certo numero di
positivi. Tralasciando il fatto che la tecnica PCR non sia stata elaborata a fini diagnostici, e
tralasciando la questione dei falsi positivi e dei falsi negativi, vediamo che negli ultimi giorni il
rapporto tra i test fatti e i risultati positivi riscontrati si è avvicinata al 10%. Siccome i tamponi
fatti sono tantissimi e si fanno in varie aree del Paese, possiamo assumere che statisticamente
rappresentino un buon campione che fotografa la situazione attuale».
169
«E quindi?».
«E quindi possiamo dire che ad oggi, tamponi alla mano, il 10% degli italiani siano positivi».
«Ma è tantissima gente!».
«Già, parliamo di almeno sei milioni di persone».
«Oddio, ma allora moriremo tutti!».
«Leggi troppo i giornali, rilassati e respira: adesso siamo in grado di calcolare il tasso di letalità
attuale del coronavirus».
«E qual’è?».
«Beh, il tasso di letalità dice che bisogna rapportare il numero dei deceduti al numero degli
ammalati».
«Allora bisogna fare 91 diviso 6 milioni?».
«Non proprio: essere positivi al test non significa mica essere ammalati…
Tant’è vero che li chiamano asintomatici positivi!».
«Ma se sono contagiati!».
«Senti, il test rileva solo, dopo avere amplificato decine di volte un tuo campioncino biologico,
che esista un frammento di codice genetico attribuibile a questo virus, ma questo non vuol dire
che tu sia ammalato (ammesso che l’esito abbia un significato reale, perché ci sono molti medici
che sostengono che un riscontro positivo ottenuto con questa tecnica non abbia alcun valore). Il
nostro corpo ospita in qualunque momento miliardi di agenti potenzialmente patogeni: con la
tecnica giusta si può trovare quello che si vuole».
«Quindi i positivi non sarebbero malati, secondo te?».
«No che non lo sono: un malato sa di essere malato, perché sta male».
«Magari si ammaleranno, che ne sai?».
«Ok, allora consideriamoli tutti malati. Qual è il tasso di letalità?».
«Non ho la calcolatrice».
«Te lo dico io: 0,0000152».
«Tutti questi zeri… non capisco...».
«Significa che il tasso di letalità è lo 0,0015%: una persona ogni centomila “contagiati” (come li
chiami tu)».
«Centomila, addirittura?».
«Sì. Detta in altri termini: su centomila persone riscontrate “positive”, 99.999 si salvano».
«Mi sembra troppo poco, c’è qualcosa che non va!».
«Certo, perché – appunto – i positivi asintomatici non sono malati».
«E allora che facciamo?».
«Andiamo a prendere i malati veri. Cosa dice il tuo giornale?».
«Secondo il Corriere della Sera, oggi abbiamo 10.549 ricoverati con sintomi».
«Bene, anzi ottimo!
Siccome gli ospedali non sono ancora saturi, possiamo assumere con buona approssimazione che
il numero degli ammalati di Covid con sintomi sia proprio quello, perché un ammalato di Covid
non viene (ancora) abbandonato a casa per mancanza di posti letto. E quindi adesso sì che
avremo un tasso di letalità più realistico!
Vediamo: 91 diviso
10.549 fa… 0,008626!».
«Ancora tutti questi zeri!».
«Significa che ogni mille persone che si ammalano di Covid, 8 muoiono».
«Poverine!».
«Certo, è molto doloroso. Ma lo sai quante persone morivano durante la peste?».
«Non lo so, ma immagino che tu sì…».
«Oltre la metà: il 60%! Cioè, ogni mille persone, 600 non ce la facevano!».
«E sai anche dirmi il tasso di letalità dell’influenza spagnola, immagino…».

170
«Certo, casualmente ce l’ho proprio qui: ogni mille persone malate, è stato calcolato che ne
morivano tra le 20 e le 100».
«Ok, va bene: il coronavirus non è la peste e non è neppure la spagnola, ma in ogni caso è più di
un’influenza stagionale!».
«Ehm…».
«“Ehm” cosa?».
«Insomma… Non vorrei darti troppe notizie nuove, oggi, ma il tasso di mortalità dell’influenza
stagionale è stato stimato tra le 8,6 e le 9,9 persone ogni centomila».
«Aspetta.. cioè… Calcolate per ogni mille persone, per fare un raffronto, quante sarebbero?».
«Tra le 0,086 e le 0,099».
«Bene, ecco: molto più basso rispetto al coronavirus».
«No».
«Come no?».
«No, perché qui stiamo parlando del tasso di mortalità».
«E non è la stessa cosa?».
«No, il tasso di mortalità è il rapporto tra i decessi per una malattia, e il numero totale della
popolazione suscettibile. Per capirci: in Italia oggi il tasso di mortalità del coronavirus sarebbe
91 diviso 60 milioni circa».
«E… quanto fa?».
«Lascia perdere: uno zero seguito da cinque zeri e poi 1517».
«Cioè?».
«Cioè una ogni milione di persone!».
«E l’influenza normale…».
«Facendo le debite proporzioni, per l’influenza normale parliamo di 86/99 persone decedute ogni
milione».
«Ma… ma. non è possibile!».
«Beh, sono i numeri, amico mio. Cosa gli vuoi dire, ai numeri…».
«Senti, ok…, però il problema resta».
«Già, qual era il problema iniziale?».
«Gli ospedali sono al collasso!».
«Giusto…».
«E quindi?».
«E quindi ti faccio una domanda».
«Sentiamo!».
«Se il coronavirus oggi – numeri alla mano – ha questo tasso di mortalità, allora perché gli
ospedali sono al collasso?».
«Già, perché?».
«Ci sono due variabili in questa equazione: da una parte c’è il coronavirus, dall’altra il sistema
sanitario. Abbiamo detto che per il coronavirus si muore tutto sommato come per un’influenza
stagionale, giusto?».
«Sì…».
«E allora cosa resta?».
«Resta… il sistema sanitario».
«Che è al collasso…».
«Ma se è al collasso per una patologia che non ha niente di paragonabile alla peste, alla spagnola
e ad altre patologie, allora vuol dire che forse… è il sistema sanitario nazionale a non essere
adeguato?».
«Bingo!».
«Ma perché i giornali non dicono questo, anziché terrorizzare tutti sul numero degli asintomatici
positivi?
Si potrebbe ragionare su una soluzione diversa!».
171
«Già, perché?
Forse perché è la politica che ha distrutto il sistema sanitario nazionale?
Forse perché è la politica che ha tagliato decine di migliaia di posti letto, licenziato migliaia di
medici e infermieri, ridotto i poli ospedalieri eliminandoli fino a lasciare scoperte intere aree,
tagliato su ogni tipo di costi e appaltato servizi ai privati?
Forse perché è la politica che sta lentamente tagliando la spesa pubblica essenziale, come quella
che serve a curare i cittadini, per andare verso un modello di sanità privata in cui i soldi finiscono
tutti nelle mani di multinazionali e organizzazioni senza scrupoli, che badano solo al lucro e
mettono la salute dei cittadini all’ultimo posto?
Forse perché i giornali devono difendere questa politica e gli interessi di quelle stesse
multinazionali che la sponsorizzano (per non dire “che la corrompono”)?».
«Sono senza parole».
«Lo capisco…».
«Gli ospedali sono al collasso perché ci hanno derubati del servizio sanitario nazionale, non per
“il coronavirus”».
«Benvenuto in Matrix, amico mio: hai scelto la pillola rossa».

172
CAPITOLO VIII

UN VIRUS PER GRANDI RIFORME

di Marco Della Luna

Il virus della nuova normalità

Il virus del Covid-19 sta spingendo, per tappe forzate, a nuove profondità di consapevolezza su
come, in quest’epoca, funzionano, si dominano e si modificano la società, la sua costituzione, la
sua gestione, l’imprenditoria e il suo rapporto con la politica e la scienza.
La crisi pandemica costituisce la Caporetto dell’immaginario dello Stato democratico, con i suoi
pilastri di legalità generale, di costituzioni come baluardi dei diritti, di popoli attenti custodi delle
loro libertà fondamentali, della scienza come trasparente ricerca del sapere, della sanità come
tutrice della salute, dell’indipendenza degli organi d’informazione dal business, del mitico
conoscere per deliberare. Dal crollo di quelle illusioni emerge l’evidenza, trattata nel mio saggio
Oligarchia per popoli superflui (Ed. Aurora Boreale, 2018), che la globalizzazione e la
finanziarizzazione hanno reso i popoli intercambiabili e superflui ai fini della produzione di
ricchezza e di potere, nonché sovradimensionati per l’ecosistema planetario – quindi perdono
sempre più diritti, libertà e quote di reddito. Si svalutano, in base alla legge della domanda e
dell’offerta. E questo segna il loro destino.
Il prof. Joseph Tritto, nel suo recentissimo Cina Covid-19. La chimera che ha cambiato il
mondo¹, in cui precisa che il costo per l’ingegnerizzazione di un virus è sceso a soli 1.000
Dollari, ha raccomandato l’istituzione di una Agenzia Mondiale per il controllo di queste attività,
analoga a quella che controlla le attività in campo atomico; ma non vi è analogia, perché gli
impianti per l’arricchimento dell’uranio e simili sono molto costosi, grandi e impossibili da
nascondersi, mentre i laboratori per fabbricare virus sono poco costosi, piccoli e facili da
nascondersi. Inoltre bisogna considerare che i controlli internazionali sull’energia nucleare non
hanno affatto ostacolato l’industria e la produzione delle armi nucleari né il costituirsi di un
ordine mondiale basato sull’equilibrio nucleare, o equilibrio del terrore, o MAD (Mutual
Assured Destruction) a beneficio delle due superpotenze che, in questo ordine, hanno dominato il
pianeta. Infine, va evidenziato che, mentre le armi nucleari sono ‘scomode’ da usarsi (perché si
vede chi le lancia, perché danneggiano permanentemente l’ambiente diffondendo sostanze
radioattive anche per secoli), le armi microbiche possono essere messe in circolazione
segretamente, colpiscono solo gli esseri umani, possono essere neutralizzate con cure e vaccini, e
soprattutto restano a lungo in circolazione quindi politicamente a disposizione (mentre una
bomba, una volta esplosa, è esplosa), si prestano allo story telling circa le loro origini (naturali o
artificiali), le seconde ondate, le cure, le prevenzioni. Per queste ragioni, è ben possibile che esse
divengano di uso politico abituale come strumento di governance, soprattutto nella gestione delle
oramai strutturali crisi economico-finanziarie e di quelle ecologiche, dal clima alla
sovrappopolazione all’inquinamento all’esaurimento delle risorse. Tutte crisi atte a creare
tensioni e rotture sociopolitiche, e che esigono risposte impopolari e, spesso, incostituzionali,

173
come quella della dittatura morbida, che già nella primavera del 2020 auspicava il filosofo
“democratico” Massimo Cacciari.
Da uno studio della Oxford University², e da altre fonti, risulta che il Covid-19 si starebbe
diffondendo anche in Italia sin dai primi di Gennaio, avrebbe già da tempo passato il suo picco, e
sarebbe già presente da allora in circa metà della popolazione, ossia un italiano su due porterebbe
il virus, quasi tutti senza sintomi o sintomi gravi.
Quindi è del tutto ingiustificata la chiusura delle attività, o lockdown, che ci costa 160 miliardi
mese oltre alla graduale distruzione del tessuto aziendale.
Era ed è inutile, è inefficace: il virus è dappertutto. Bisognerebbe invece capire perché in certe
zone è diventato molto più lesivo che altrove. E allora che scopo ha il lockdown?
A che cosa serve?
A chi serve?
È inconcepibile che il governo non abbia fatto uno studio a campione per verificare che
percentuale della popolazione ha il virus, prima di bloccare l’economia e togliere la libertà di
movimento. È più che probabile che lo abbia fatto oppure ricevuto, e che non divulghi il risultato
altrimenti non avrebbe avuto il pretesto per fare ciò che ha fatto. Peraltro osserviamo che, come
di concerto tra loro sotto la guida di qualche centro di potere sovranazionale, dopo
l’ufficializzazione dell’epidemia, molti governi hanno ritardato od omesso elementari misure
preventive e contenitive del contagio. Indi le autorità sanitarie hanno curato la malattia come se
fosse una polmonite, quindi con ventilatori meccanici, mentre essa era una tromboflebite, da
trattarsi in modo completamente diverso e senza ventilatori, che peggiorano la situazione; tali
errori medici hanno cagionato il grosso dei morti, finché non sono stati denunciati e corretti.
Il governo italiano, che già in Gennaio aveva conoscenza ufficiale di ciò che stava per avvenire,
pur dichiarando già il 31 Gennaio lo stato di emergenza, ha ritardato le contromisure di almeno
40 giorni, aggravando così di molto i danni. Non si è curato di far innalzare le difese immunitarie
della gente, con l’assunzione di vitamine (forse il metodo più sicuro di contrastare l’epidemia).
Ha poi energicamente scoraggiato o materialmente impedito (con l’immediato asporto e
cremazione a cura dell’Esercito) l’esecuzione di autopsie su molti deceduti, autopsie che
avrebbero rivelata la vera causa della morte, appunto l’embolia e il suddetto errore diagnostico e
terapeutico – sempre che di errore si tratti. Cure efficaci, o che paiono tali, come quella a base di
plasma iperimmune, sono state pure energicamente scoraggiate e definanziate o affidate a enti
politicamente affini al governo.

Riforma zootecnica della società

Il virus e la sua gestione, culturale, normativa, medica, economica hanno spinto la riforma in
senso zootecnico della società, consentendo e facendo accettare crescenti livelli di sorveglianza,
di schedatura, di prescrizioni comportamentali, di interferenza sia esterna (di polizia) che interna
(biologica) nella vita delle persone, delle famiglie, della comunità, con ampie compressioni delle
libertà e più simile alla zootecnia, all’allevamento del bestiame, dove tutto viene controllato in
diretta della vita degli esseri viventi, iniziando da ciò che devono percepire del mondo, con
riduzione tecnologica della variabilità, quindi anche delle libertà. Sovrastati dall’apparato
tecnologico e da due grandi dominatori della realtà e dettatori delle regole – il mercato e, ora,
anche la "sanità" –, che prescrivono alla politica direttive senza alternative ammesse, i singoli e i
popoli stanno perdendo sempre più non solo quote di reddito, libertà e dignità fondamentali
(soprattutto nel settore del lavoro), ma peso sociale e politico, forza di partecipazione nei
processi decisionali, mentre il potere politico, rappresentante del mercato e della sanità, si dota
legislativamente della potestà di intervento biologico di massa sulle persone. Il tutto nel quadro
che preconizzavo nel già citato Oligarchia per popoli superflui e in Tecnoschiavi (Arianna,
2018).
174
Sul piano economico, il virus e la sua gestione hanno da un lato prodotto una forte recessione;
una già massiccia seppur solo incipiente cessazione di attività di piccole aziende e professionisti,
che lasciano spazio di mercato alle multinazionali; un’impennata dei profitti e delle quotazioni
borsistiche delle grandi corporation; insomma uno shock asimmetrico (e amplificatore delle
asimmetrie) sulla società, con ulteriore concentrazione dei redditi in favore del grande capitale e
generale impoverimento del resto del genere umano; e uno shock asimmetrico anche sui sistemi-
paesi, nel senso che quelli più forti finanziariamente, meglio governati, più capaci e decisi a
dotarsi di liquidità aumentano il loro vantaggio e la loro egemonia su quelli più indebitati, peggio
gestiti e incapaci di creare moneta mediante acquisti diretti di assets e mediante la concessione di
prestiti che comportano un potere politico di ulteriore condizionamento sui paesi deboli (ulteriori
compressioni di salari, servizi, investimenti, etc.). Importantissimo è altresì il fatto che questa
crisi pandemica consente, come altri capitoli di questo saggio spiegano, enormi iniezioni
monetarie nel sistema globale, il quale era sempre più instabile ed esposto a una crisi debitoria
generale, e invocava un siffatto intervento. Insomma, crisi scaccia crisi – temporaneamente, in
attesa di altri cambiamenti.
Chiaramente, in un mondo sovraindebitato e affamato di liquidità, chi ha il potere esclusivo di
creare moneta e di prestarla a interesse, si prende tutto, compreso il controllo della politica e
dell’informazione.
Io credo che il mondo vada verso una radicale trasformazione del sistema monetario, che
potrebbe vedere l’affermarsi o di un potere monopolistico delle banche centrali di creare moneta
(oggi creano solo il 10% dell’offerta monetaria, mentre il resto è creato contabilmente dalle
banche di credito), oppure, al contrario, l’affermarsi di valute blockchain fuori dal controllo del
sistema bancario. Nel primo caso, avremmo una piramide mondiale perfetta, sovrastata dai
creatori della moneta. Se aggiungiamo la soppressione del contante, nessuno sarà più padrone dei
propri soldi: quel potere bancario avrà la facoltà di tracciare ogni transazione in denaro e di
privare selettivamente le persone del loro denaro, onde condizionarne il comportamento e
bloccare i soggetti non allineati.

Disorientare e controllare

L’opinione pubblica è stata sottoposta all’effetto destabilizzante e paralizzante combinato del


terrorismo disinformativo e della contraddittorietà dei messaggi, in un contesto di
spettacolarizzazione estrema. Ben pagati dall’industria mediatica, virologi, o sedicenti tali,
compreso Bill Gates che è virologo perché finanzia i virologi, si sono alternati come teledivi
dispensatori di paura e di rassicurazione, dicendo tutto e il contrario di tutto: il virus è artificiale
ed è naturale, è stato diffuso accidentalmente e volontariamente, è stato isolato e non è stato
isolato, viene da Wuhan e non viene da Wuhan, mangiare pipistrelli lo diffonde e non lo
diffonde, il 5G lo attiva e non lo attiva, è possibile ed è impossibile che il pipistrello cinese abbia
volato per 800 km dal suo habitat per infettare i maiali di Wuhan, i tamponi vanno fatti ai soli ai
sintomatici e vanno fatti anche ai non sintomatici, gli asintomatici sono contagiosi e non sono
contagiosi, si muore di polmonite e non si muore per polmonite, il virus va curato come
polmonite e non va curato come polmonite, chi lo ha passato può riammalarsi e non può
riammalarsi, è un virus unico e sono molti, sta perdendo aggressività e non la sta perdendo, fuori
dal corpo sopravvive a lungo e non sopravvive a lungo, si trasmette con le banconote e non si
trasmette con le banconote, si trasmette per via aerea e non si trasmette per via aerea, le
temperature estive lo distruggono e non lo distruggono, i ventilatori forzati fanno bene e fanno
male, la cura medica esiste e non esiste, il vaccino è realizzabile e non è realizzabile, arriverà
presto e arriverà tardi, la seconda ondata ci sarà e non ci sarà, le mascherine sono utili e sono
inutili, i bambini sono immuni e non sono immuni, il governo ha fatto bene e ha fatto male a
imporre il lockdown a tutta Italia, doveva chiudere completamente le zone rosse e non doveva
175
chiuderle, ha seguito le indicazioni del comitato tecnico scientifico e non le ha seguite, tutto
andrà bene e non tutto andrà bene, l’OMS è e non è al servizio di Big Pharma, l’OMS ha
dichiarato una pandemia inesistente per far incassare i pandemic bond e invece la pandemia è
esistente; Bill Gates e Cina che la finanziano, il distanziamento a un metro funziona e non
funziona, il vaccino
antinfluenzale facilita il contagio e non lo facilita, il tampone è un test attendibile e non è
attendibile, etc., etc.
Ne manca ancora una: la scienza opera per il sapere o per il profitto di chi la paga, come i mass
media?
La popolazione, così sconcertata e sfibrata da messaggi ansiogeni e insieme contraddittori,
sicuramente non reagirà alla prevista mazzata fiscale necessaria per compensare il calo delle
entrate e ad altre misure radicali che sono allo studio per l’economia e la salute, in un sistema-
paese in cui la produttività è ferma da 22 anni e il PIL è in declino e lo sarà sempre più,
nella scia della pandemia; e in cui le classi o consorterie più forti, che hanno il controllo delle
istituzioni, le usano per conservare il proprio benessere a scapito delle altre, cioè prendendo dal
loro lavoro, dai loro redditi e dai loro risparmi, e così accentuando il carattere estrattivo tipico
dello stato italiano post-1992, nel quadro della “società signorile di massa” (in cui però le masse
signorili si vanno restringendo rapidamente), descritto, sia pur con notevoli e comprensibili
omissioni, nell’omonimo libro di Federico Rampini.
Per il mantenimento ad oltranza della società signorile di massa (opzione che è il mezzo più
semplice e potente per mantenere le clientele, il consenso e le rendite politiche), verrà
prevedibilmente adoperata gran parte dei fondi prestati dall’UE per la ripartenza, dato che nel
sentire profondo degli Italiani il reddito garantito e il privilegio sono le aspirazioni più forti e
sono percepiti come diritto democratico il primo (onde l’efficacia demagogica del c.d, "reddito
di cittadinanza") e status symbol il secondo. L’insicurezza per il futuro e lo o stress da pandemia
e lockdown producono più domanda di rassicurazione e di assistenza, che volontà di innovare e
intraprendere.
Già si parla di destinare un terzo dei fondi al Sud, mentre l’evidenza statistica mostra che gli
stanziamenti per il Sud non migliorano l’economia meridionale ma rafforzano gli apparati
parassitari e le mafie³, ma le mafie hanno un peso decisivo in ogni maggioranza governativa.
Se il Mes e il Recovery Fund, che comportano un indebitamento nazionale, non si tradurranno in
un aumento di efficienza produttiva (non solo di produzione), in breve tempo conseguirà
probabilmente la fine di ogni residua autonomia dello Stato Italia. Ed è improbabile che si
aumenti l’efficienza produttiva, siccome le condizioni attuali dal Paese non facilitano certo la
rimozione dei principali fattori di stagnazione indicati da Ricolfi e da altri, ossia la scarsa qualità
dell’insegnamento e l’eccesso di burocrazia e di controlli. Inoltre la scuola e la burocrazia e dei
controlli sono state coltivate per farne serbatoi di voti assorbendo, spesso senza concorsi, masse
di persone poco o punto utili alla produttività, senza considerazione per il risultato del loro
lavoro, e che non hanno coscienza di dover servire a qualcosa di reale.
Parallelamente, i mass media e le istituzioni, iniziando dalla Rai che è pagata coi soldi della
gente, sistematicamente nascondono alla gente stessa le proteste popolari contro la gesrtione
della pandemia, iniziando dalle grandi manifestazioni con milioni di persone, come quelle di
Berlino, contro il totalitarismo sanitario, e continuando con gli scioperi fiscali di alcune categorie
produttive.
Inoltre hanno violato le regole della statistica nel presentare al pubblico i dati, nel senso che li
hanno presentati senza precisare i rapporti tra popolazione totale, popolazione testata, esiti
positivi; e soprattutto assimilando tra loro e facendoli credere tutti egualmente pericolosi e
contagiosi i soggetti che hanno gli anticorpi essendo stati in contatto col virus, i soggetti portatori
del virus, i soggetti con sintomi lievi, i soggetti ammalati, i soggetti da ricovero ordinario, i
soggetti in terapia intensiva, i soggetti morti di coronavirus, i soggetti morti di altro ma positivi
al coronavirus.
176
Attualmente lo stato di emergenza viene mantenuto con una media di decessi attribuiti al Covid
19 di circa 10 al giorno (ma, considerati i falsi positivi e le false attribuzioni della causa del
decesso, possiamo stimare 3 morti al giorno per questo virus), mentre mediamente in Italia
muoiono al giorno 1780 persone, di cui circa 134 di malattie infettive (per circa la metà contratte
in ospedale), e 1.200 di malattia cardiovascolari, tumorali e cardiovascolari. Circa 250 al giorno
muoiono per effetti del fumo, genere di monopolio governativo. E non vi è nemmeno prova che
la pandemia abbia aumentato il numero totale dei decessi!
Dunque, numeri alla mano, lo stato di emergenza, lo stravolgimento della fisiologia
costituzionale, il massacro dell’economia, lo stravolgimento della didattica sono razionalmente
assurdi.
Il tutto è stato palesemente orchestrato a livello mondiale, OMS in testa assieme a Bill Gates, e
viene continuato per creare allarmismo e uno stato di paura costante nella popolazione, che ha
reso quest’ultima sottomessa e obbediente rispetto ad atti politici incostituzionali.
Nonostante l’esiguità quantitativa del fenomeno (numero dei decessi sul totale dei decessi da
malattia), anche rispetto a recenti epidemie, i suoi effetti sul sentire e sul comportamento delle
persone nonché sulla politica, sulla legislazione, sulla costituzione materiale, sull’economia sono
enormi e crescenti, tanto che è oramai stata recepita un’intera “nuova normalità”, con forti
limitazioni dei diritti costituzionali, del ruolo del parlamento, e profondi mutamenti dei rapporti
di lavoro e comunitari, nel senso di isolare le persone e ridurre gli scambi a tutti i livelli (tele-
lavoro, distanziamento, copertura del volto, riunioni e assemblee quasi impossibili, spostamenti
limitati e incerti, controlli biologici coatti, quarantene, in prospettiva vaccinazioni coatte). I
popoli, con rare eccezioni (Serbia), hanno sostanzialmente accettato le misure emergenziali e
restrittive imposte dai governi, nonostante il levarsi di molte voci di giuristi e scienziati che
hanno le contestate come illegittime e infondate. Il dissenso dal pensiero unico e le attività
politiche di massa sono stati duramente colpiti dall’indotto della pandemia.
Ultimamente si consolidano e vengono divulgate le evidenze che, contrariamente alle prime
dichiarazioni ufficiali e alle rassicurazioni dell’OMS (finanziata principalmente da Big Pharma,
Cina e Gates) si tratti di un virus chimera, costruito e modificato (non è chiaro se come arma o
come tentativo di sviluppare un vaccino contro l’HIV) nel laboratorio cinese di Wuhan,
laboratorio fondato, finanziato e condotto da Bill Gates (attraverso sue organizzazioni), con
partecipazione francese; le autorità cinesi pare abbiano successivamente estromesso i francesi dal
controllo del laboratorio, il quale operava con standard di sicurezza di livello 4 anziché 5, come
avrebbe dovuto, dato il tipo di lavorazioni pericolose che vi si conduceva.
Il virus è uscito dal laboratorio non si sa come: alcuni dicono che sia sfuggito, altri che sia stato
deliberatamente portato fuori e diffuso; ma il fatto che è uscito dal laboratorio in numerose
versioni, caratterizzate da diversi livelli di aggressività, depone chiaramente per l’intenzionalità.
Ora si sa che è diffondibile anche mediante aerosol, ossia può essere lasciato cadere da aeroplani
in forma di droplets, o goccioline, sulle zone da colpire.
Ovviamente la Cina ha interesse a nascondere o negare quanto sopra, perché ne potrebbe
scaturire una sua responsabilità risarcitoria verso gli altri paesi, in considerazione
dell’inadeguato standard di sicurezza del laboratorio e del ritardo nell’ammissione del problema
epidemico. Pare che l’OMS, molto condizionato dalla Cina, abbia fatto del suo meglio per
tutelare i suoi interessi.
Incoraggiata dai governi e ultimamente persino da Mario Draghi, è stata inoltre creata, come nel
film Contagion, un’attesa messianica del vaccino, rappresentato come toccasana e condizione
sine qua non per ritornare alla sicurezza e alla normalità, per uscire dalle restrizioni e dallo stato
di emergenza – attesa che non tiene conto di alcuni dati di fatto:
a) il virus finora pare nessuno l’abbia isolato;
b) il virus ha molte varianti, è ricombinante, sicché un vaccino che protegga interamente e
definitivamente è alquanto improbabile da realizzare;

177
c) il virus è prodotto di laboratorio, e laboratori in tutto il mondo fabbricano virus per fini medici
o bellici o magari per diffondere malattie onde creare domanda e profitto per le case
farmaceutiche; di virus consimili, o di maggior diffusività e letalità, se ne può mettere in
circolazione, volendo, uno al mese.

La mente mitopoietica

Alla spettacolarizzazione e alla magia psicologica e al disorientamento pianificato delle masse


appartiene naturalmente il soprannaturale, il mistero. Le storie hanno un potere, sono uno dei più
potenti strumenti di incantesimo e connessione intersoggettiva. La psiche umana è mitopoietica
per vocazione, ossia tende, anche subconsciamente, a organizzare i dati di cui dispone in una
narrazione che abbia senso, e per farlo aggiunge collegamenti e contenuti laddove mancano, per
dare un senso, una spiegazione, una prevedibilità, un’idea del da farsi; si creano così le dicerie, le
leggende, le teorie del complotto, le dicerie, assieme alle versioni ufficiali false, congegnate per
coprire i complotti reali. In tale processo intervengono dinamiche psicopatologiche preesistenti,
soprattutto in senso proiettivo, ossia proiezione della colpa del contagio su certi soggetti (cinesi,
Bill Gates, violatori del lockdown), e della capacità protettiva su altri (Conte, virologi), e
condivisione di tali proiezioni per costituire un legante comunitario.
L’American Folkloristic Society4 dedica ampio spazio alla raccolta di leggende, dicerie e simili
sul Covid. Viene segnalato un aumento delle chain letters, ossia delle "catene di S. Antonio",
tipico dei periodi di stress collettivo 5. Altre fonti riportano e analizzano dicerie, leggende,
barzellette suscitate dalla pandemia.
Il mito più virulento attivato dal Covid-19, è quello che evoca, dagli abissi dell’inconscio,
l’archetipo dell’Untore (“the deliberate infector”) con i connessi meccanismi proiettivi, e scatena
la caccia ad esso; larga parte della popolazione, impaurita e bramosa di protezioni, si fa zelota
delle misure governative, mascherina in capo, e cerca gli untori, i propagatori della pandemia, e
poi li attacca o li denuncia o li fotografa o li addita o gli lancia occhiatacce: quelli che evadono
dal lockdown, quelli senza mascherina, quelli che arrivano da zone rosse, quelli asintomatici,
quelli che tossiscono o starnutiscono…
Nella vicenda del Covid-19 traspare e arriva all’opinione pubblica che esiste un mondo
tecnologico occulto, dove, nel segreto militare che si fonde con quello corporate, si fanno
esperimenti segreti di creazione e ingegnerizzazione di agenti patogeni potentissimi, ad uso sia
bellico (sterminio di massa) che terapeutico (creazione di vaccini e di cure genomiche), in una
inquietante commistione tra il fine distruttivo e quello curativo entro i medesimi apparati,
operanti nella segretezza. La gente percepisce come le istituzioni politiche, iniziando con l’OMS,
che dovrebbero tutelare la salute pubblica, in realtà sono influenzate e sviate ad opera di altri
interessi. Non si sa di chi potersi fidare. Il sospetto sistematico è oggettivamente giustificato. Il
complotto (il segreto, l’inganno), del resto, si sa, è il metodo della politica (nazionale e
internazionale) e altresì del business. Ogni teoria che cerchi di capire l’azione politica e
industriale è una teoria del complotto, perché si applica a una realtà di complotti, nel senso
anzidetto. Tutto ciò naturalmente alimenta interpretazioni popolari che, cercando di estrapolare
un senso complessivo dalle informazioni incomplete e contraddittorie offerte all’opinione
pubblica, onde capire che cosa succede e che cosa bisogna fare, rischia di cedere ad eccessi di
fantasia, di sovrainterpretare. Ma solo la mala fede di operatori che non vogliono che sia capita e
discussa la loro strategia, può condannare in blocco tali teorie come complottistiche. Tali
operatori sono appunto coloro che diffondono le informazioni reticenti, distorte, contraddittorie
per crearsi una cortina fumogena di confusione.
La mitopoiesi intorno al Covid-19 è stimolata anche dal fatto che l’origine del virus è ancora
nebulosa, come pure la strategia sottesa, a cominciare dalla strana circostanza che nel 2010 uscì
un film, Contagion, trasmesso poi da Mediaset all’apice della crisi, il quale anticipava tutti i tratti
178
dell’attuale pandemia come raccontati dal mainstream e dall’OMS durante la pandemia stessa: il
virus che muta in una colonia di pipistrelli cinesi; il pipistrello che va a infettare una porcilaia; il
maiale infetto venduto al mercato cinese; il macellaio che si infetta macellandolo; la giornalista
americana che viene da lui contagiata e diffonde poi il contagio in occidente; il dilagare rapido e
inarrestabile dell’infezione; il distanziamento sociale e le altre misure contenitive anche
autoritarie, coi loro effetti psicologici; il vaccino come una possibile soluzione, agognata da tutto
il mondo, e che finalmente arriva.
Unica, sostanziale differenza rispetto alla pandemia del 2020 – una differenza molto significativa
– sta nella rapidità della diffusione: quella del film corrispondeva a un modello previsionale
matematico-epidemiologico molto pessimista, che era adottato anche all’inizio della pandemia
del 2020, ma che è stato smentito dai fatti e confutato come errato da altri studi: il virus si
propaga molto più lentamente del previsto, e ciò ha evitato, nella pandemia reale, gli scenari del
copione scritto nel 2009, raffiguranti una situazione da panico mondiale. Non sempre tutto va
bene, nemmeno ai registi delle pandemie.

Impatto psicopatogeno

Sebbene sia presto per trarre conclusioni, psicologi e psichiatri elaborano valutazioni inquietanti
sull’impatto del virus e delle misure per la sua gestione.
Le prime ricerche e meta-analisi rilevano che la pandemia costituisce una seria minaccia per la
salute psichica, in tutto il mondo. Già si sapeva che i disastri globali hanno un impatto
traumatico maggiore e più persistente dei traumi corporali. Nella epidemia SARS, simile al
Covid-19 in quanto ai sintomi respiratori, si erano osservati soprattutto disturbi di ansia e
depressione, ma pure di panico e sintomi psicotici. Disturbi di ansietà e depressione sono
prevalenti anche nell’attuale pandemia, favoriti dai seguenti fattori:
a) sesso femminile;
b) sottoposti a quarantena;
c) familiari o amici infetti;
d) professione infermieristica;
e) basso livello socioeconomico;
f) alto rischio di contagio;
g) isolamento sociale;
h) guardare a lungo notizie sul virus in tv.
Fattori psicologicamente protettivi sono il possesso di sufficienti risorse cliniche e di adeguate
conoscenze anche sui metodi di protezione.
Osservo, tra gli adulti, numerose persone che, sebbene istruite e sane di mente, anche senza aver
sofferto danni fisici o economici, sono state stressate e logorate, abbattute nell’umore, da questa
esperienza, e parlano di essa come una cosa terribile, sebbene oggettivamente sia stata una
semplice seccatura e scomodità. Evidentemente, esse patiscono l’effetto psicologico della
globalità del fenomeno virus, che da un lato può saltarti addosso da ogni dove, e dall’altro lato
non lascia rifugio in tutto l’orbe.
Gilberto Di Benedetto, psicologo e psicoterapeuta romano, intervistato da Paeseroma, ritiene che
la pandemia, la clausura, il distanziamento sociale e la mascherina abbiano effetti nocivi per la
personalità mnel suo complesso, soprattutto nei giovani: «Nel momento in cui togliamo alla
persona la possibilità del contatto fisico con gli altri creiamo una forma di castrazione sociale.
Fin dalla nascita abbiamo un cervello composto da due emisferi uno destro e uno sinistro, che
riceve delle informazioni attraverso i cinque sensi. Una volta chiusi in casa, tendiamo a stare di
fronte a un televisore o a un computer, e l’unico senso che viene realmente stimolato è la vista,
attraverso cui riceviamo messaggi continui di morte sicché, una volta finita la pandemia, molte
persone avranno sviluppato una fobia [persistente] da coronavirus. Inoltre la condizione di
179
difficoltà finanziaria contribuisce ad uno stato di ansia, frustrazione e inadeguatezza che a livello
psiconeuroendocrino potrebbe predisporre a malattie non solo psicosomatiche ma anche
organiche quali ictus e tumori».
Il dr. Di Benedetto, da me personalmente intervistato, aggiunge che ritiene che gli alunni,
mancando di esempi di vita e comportamento diversi, si adatteranno alla disciplina robotico-
sanitaria nelle scuole: adunata nei cortili prima di entrare; ingressi scaglionati; percorsi obbligati
(ricordano a quelli delle vacche negli allevamenti lattiferi); seggioloni con rotelle e tavoletta
pieghevole per regredire alla prima infanzia e mortificare la motorietà; mascherina sempre,
anche facendo ginnastica, anche quando si sta ben spaziati; cancellazione del contatto
prossemica, della comunicazione mimico-emotiva, quindi impoverimento delle relazioni
interpersonali e del loro contributo alla crescita, soprattutto per lo sviluppo dell’empatia
attraverso la lettura delle reazioni non verbali del prossimo, che sta a fondamento
dell’educazione, come indica il sommo Virgilio: «incipe parve puer risu cognoscere matrem»
(«inizia a conoscere tua madre dal suo riso, bimbetto»).
Dobbiamo attenderci danni psicologici profondi alla formazione delle personalità, probabilmente
intere generazioni di soggetti umanamente menomati e predisposti per un sistema sociale
propriamente orwelliano.
Moltissimi sparano oggi sulla bella ministra dell’istruzione Lucia Azzolina argomentate accuse
di imbecillità, ma chiunque abbia congegnato quella diabolica ristrutturazione della vita
scolastica è tutt’altro che un imbecille, e l’aver messo ad eseguirla una donna così giovane e
attraente come la ministra, conferma la sua intelligenza (di lui). Intanto, per consentire ai figli di
crescere in modo sano, liberi dalla suddetta disciplina sanitaria dall’obbligo di vaccinazione, non
pochi genitori li ritirano dalla scuola pubblica e li iscrivono a scuole private o ricorrono alla
scuola parentale o a quella domestica, organizzandosi tra loro o con insegnanti ingaggiati
appositamente, mentre il grosso delle famiglie si adegua senza obiezioni.
Qualora il coronavirus persista, trasformando l’attuale situazione di pandemia in endemia,
ovvero in una presenza costante del rischio di contagio nel territorio, secondo Di Benedetto
«Sarebbero compromessi per sempre i rapporti sociali. Se volessimo dare retta alla logica
complottista sarebbe il colpo di stato perfetto, ma io sinceramente non lo penso. Le persone
maturerebbero delle resistenze interne inconsce agli slanci emotivi, ad esempio la stretta di mano
non sarebbe mai più genuina e la stessa mascherina diventerebbe un tappo in bocca che
ridurrebbe le possibilità di comunicazione. In tale ipotesi l’impossibilità di comunicare in una
maniera franca con amici e anche la difficoltà di fare nuove conoscenze reali e non virtuali
comporterebbero una compressione della psiche umana, con un potenziale aumento di nevrosi e
psicosi».
Io faccio notare che, a detta dei domatori, tra tutti i mammiferi selvaggi, i più difficili da
ammaestrare e trattare sono gli orsi, perché sono inespressivi, non hanno espressioni facciali, e
non hanno nemmeno la coda; sicché non traspaiono i loro stati umorali e le loro intenzioni, le
loro reazioni emotive al tuo comportamento, e capita che ti attacchino senza segnali premonitori.
Forse le generazioni delle mascherine, delle facce nascoste, formeranno la società dell’homo
homini ursus…
La Dea Giustizia, statua realizzata nel 1610 da Johannes Hocheisen (Francoforte, Germania)

La legalità debole

Una fondamentale lezione del prof. Virus è che la legalità, la Costituzione, le garanzie
fondamentali, non sono difese ferree, bensì debolissime: invero, si sono rivelate meri, impotenti
segni di inchiostro su pezzi di carta. Il diritto nasce dall’accettazione del fatto compiuto, cioè
discende dalla forza, e non viceversa. È bastata una fazione decisa e forte, appoggiata dai media,
dal Quirinale e dall’estero, per vanificare (come sotto spiegherò) tutte queste difese senza che la
180
popolazione si ribellasse, anzi, senza che nemmeno lo avvertisse; anzi ancora, suscitando grande
consenso popolare, almeno finché il popolo non ha incominciato a ricevere le conseguenze
economiche della politica di gestione della crisi condotta dal governo, che si concretizzeranno
nell’autunno-inverno. I mass media, Rai in testa, industria del pensiero-unico-di-mercato e della
delegittimazione criminalizzazione-psichiatrizzazione del pensiero critico verso il pensiero
unico, hanno accuratamente evitato di spiegare all’opinione pubblica le questioni di
incostituzionalità che venivano sollevate con indignazione da illustri giuristi, mentre già da
tempo suggeriscono che il pensiero criticodivergente sia sempre, come tale, "negazionista"
(trucco psicolinguistico per parificarlo ai negatori della shoah) e irragionevole patologico, in
prospettiva legittimante l’asportazione dei figli minori (bibbianesimo) e lo stesso TSO. Il tutto ha
prodotto una grande e forte opinio legalitatis dell’agire del potere costituito, in prescissione
dall’analisi della sua effettiva legalità costituzionale e razionalità sanitaria.
Il controllo dell’informazione per il popolo riesce a far percepire come legittima e opportuna
qualsiasi decisione politica, almeno per un certo tempo, fino a quando gli effetti di ritorno si
fanno sentire, soprattutto sul piano economico. La democrazia si conferma così come
“manifattura del consenso” (per citare Chomsky), ossia come industria del far accettare dal basso
le decisioni prese in alto mediante manipolazioni della percezione, dell’informazione e
dell’umore. Opportunamente è stato a questo proposito ricordato che Hermann Goering, il
numero due del regime nazista, interrogato al processo di Norimberga su come il regime
riuscisse a ottenere una completa e acritica obbedienza da parte della gente, rispose che si era
trattato di una cosa molto semplice, praticata anche nei regimi democratici: basta tenere la gente
nella paura, e accetterà, obbedirà. Questo effetto è rinforzato dalla tecnica di offrire, in parallelo
alla propaganda allarmistica,
una propaganda rassicurante (“andrà tutto bene”, “nessuno perderà il lavoro”, “cassa
integrazione per tutti”, “potenza di fuoco di 700 miliardi”, “avremo presto il vaccino”) lanciata
da una figura di premier particolarmente curata nell’immagine per il popolo, affiancata da azioni
repressive, spesso illegittime, delle forze dell’ordine che hanno sanzionato, con ostentata
severità, comportamenti assolutamente innocui e tutelati dalla Costituzione.
Anche l’opposizione è stata silente su questo punto. In effetti, sollevare queste questioni contro il
governo implicava sollevarle anche contro Mattarella, che, non solo col suo consenziente
silenzio, ma anche con la firma di Decreti Legge palesemente incostituzionali, si era messo in
una posizione tale da scoraggiare qualsiasi forza politica dal difendere la Costituzione – tanto più
che dietro Conte stavano la Commissione Europea e quant’altro.
Il primo atto – un atto non legislativo, ma di alta amministrazione, che quindi non viene
sottoposto al parlamento né al Quirinale – risale al 31 Gennaio 2020 ed è la dichiarazione di stato
di emergenza fatta con Delibera del Consiglio dei Ministri, ossia del governo, in data 31 Gennaio
2020 in G.U. 26 del 1° Febbraio 2020, in relazione al virus. Ma la Costituzione e ordinamento
giuridico non prevedono lo “stato di emergenza”. Poi, per una quarantina di giorni, il governo
non fa seguire altri provvedimenti – anzi, afferma che l’Italia sarebbe un “paese sicuro” e invita a
venire in essa. Il poco brillante Zingaretti lancia la campagna “abbraccia un cinese” – e si busca
il virus.
Solo in seguito si capisce bene a quale fine politico illegittimo era preordinata quella abnorme
dichiarazione: costituire la pretestuosa giustificazione a decreti del Presidente del Consiglio
(DPCM) e del Presidente della Repubblica (DPR) incostituzionali perché hanno sospeso la
fisiologia costituzionale, mettendo fuori gioco il parlamento in favore del governo fattosi
legislatore; e perché hanno limitato/sospeso diritti costituzionali, come la libertà personale e la
libertà di movimento (artt. 13, 16 e 17), che la Costituzione stabilisce possano limitarsi solo
mediante legge formale (cosiddetta riserva di legge). Infatti, ciascuno di quei decreti – sia quelli
di Conte, che quelli di Mattarella – si richiama allo stato di emergenza.

181
I dpcm sono inoltre illegittimi e annullabili nonché disapplicabili in quanto, pur essendo
provvedimenti amministrativi e non atti normativi, pretendono di sostituirsi alla legge ordinando
comportamenti generali e non per casi specifici.
I Padri Costituenti hanno introdotto, all’art.77 della Costituzione, lo strumento del Decreto
Legge per consentire al governo interventi legislativi urgenti, idonei a far fronte legittimamente a
situazioni come una pandemia o altre. Il Decreto Legge viene richiesto dal governo, controllato
in punto di costituzionalità dal Presidente della Repubblica, e dal medesimo emanato.
Poi però deve essere convertito entro quaranta giorni dal voto parlamentare, altrimenti decade.
Invece il dpcm non è soggetto a controllo del Presidente della Repubblica né a dibattito e voto
parlamentari: è una cosa che il governo fa tra sé e sé. È un atto non legislativo, ma
provvedimentale, il che implica:
a) che deve essere conforme alle leggi e basato su poteri legali;
b) che deve essere idoneamente motivato, e che può essere contestato anche nel merito della
motivazione (per esempio, se vieta qualcosa senza una valida ragione scientifica);
c) che il giudice ordinario lo può disapplicare e il tar lo può annullare;
d) che le persone che lo hanno emesso (Conte e i ministri firmatari, nella fattispecie) rispondono
personalmente dei danni cagionati da provvedimenti illegittimi, in solido con lo Stato.

Torniamo alla deliberazione dello stato di emergenza. La deliberazione governativa dello stato di
emergenza è ulteriormente incostituzionale e abnorme perché con essa il governo,
materialmente, si è preso poteri non predeterminati (persino quando il parlamento vota lo stato di
guerra, è il parlamento che conferisce al governo poteri speciali, e non il governo che se li prende
da sé; inoltre glieli conferisce delimitandone il perimetro (art.78 Cost.), mentre il governo Conte
si è preso, appunto, poteri non delimitati.
Lo scopo subdolo della dichiarazione dello stato di emergenza si è capito il 23 Febbraio, allorché
Mattarella ha firmato il Decreto del Presidente della Repubblica - Decreto Legge n. 6 del
23.02.2020, poi convertito con modificazioni in Legge 5 Marzo 2020, n. 13 (in G.U. 09/03/2020,
n. 61), che, richiamando la deliberazione dello stato di emergenza, ha autorizzato, all’art. 1, «le
autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento e gestione adeguata e
proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica». E, all’art.2, in aperta violazione dei
principi di legalità, ha soggiunto: «Le autorità competenti possono adottare ulteriori misure di
contenimento e gestione dell’emergenza, al fine di prevenire la diffusione dell’epidemia da
COVID-19 anche fuori dai casi di cui all’articolo 1, comma 1».
La pretesa di delegare al Governo e alle autorità amministrative il potere di limitare diritti
costituzionali (che la Costituzione stabilisce possano essere limitati solo con la legge formale) è
incostituzionale, e potrebbe portare, nel contesto eversivo che si sta qui delineando, a una
denuncia anche contro Mattarella per alto tradimento, previsto dall’art.90 della Costituzione,
avendo egli autorizzato il potere amministrativo a reprimere anche con la forza e a punire con
sanzioni amministrative e penali i disobbedienti alle regole poste dal Governo stesso mediante
semplici provvedimenti amministrativi.
Questo Decreto Legge – Decreto del Presidente della Repubblica è il vero nucleo maligno del
golpe, perché con esso il Governo e il Capo dello Stato hanno conferito a soggetti indeterminati
(“autorità competenti”), ossia che individuerà ad libitum il Governo stesso, il potere di
sospendere in tutto o in parte l’esercizio di diritti fondamentali, tutelati dalla Costituzione, ed
essenziali anche per la legittimità democratica. Si tratta innanzitutto della libertà personale
(art.13 della Costituzione), della libertà di movimento (art.16), della libertà di riunione (art.17), i
quali, come anticipato, sono sospendibili o limitabili – così stabilisce la Costituzione – solo
mediante la legge formale, ossia una Legge ordinaria, un Decreto Legislativo Delegato o un
Decreto Legge convertito. In spregio alla Costituzione, il detto Decreto Legge ha consentito al
Governo e ad altre Pubbliche Amministrazioni di limitare, a loro discrezione, mediante non la
legge ma provvedimenti amministrativi, l’esercizio di quei diritti e di punire chi li esercita
182
"creando" fattispecie di reato in riferimento all’art. 650 del Codice Penale, quindi derogando
anche al principio fondamentale della civiltà giuridica, in base al quale solo la legge (e non il
governo) può stabilire ciò che costituisce reato.
Il Capo dello Stato non avrebbe dovuto firmarlo.
I successivi provvedimenti del governo Conte ledono i diritti tutelati anche dagli articoli 3, 4, 10,
19, 21, 24, 32, 34, 35, 36, e 41 della Costituzione nonché dagli articoli 5, 9 e 11 della
Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, siccome comprimono sostanzialmente
l’esercizio di gran parte delle libertà fondamentali dei cittadini, sul cui rispetto si fonda la
legittimazione del potere politico, e impediscono materialmente l’esercizio del diritto al lavoro.
Inoltre – questo è un punto alquanto trascurato – essi, come atti amministrativi, sono inficiati,
oltre che dal vizio di "usurpazione" della funzione legislativa, dal vizio di eccesso di potere,
sostanziatosi nelle figure sintomatiche del difetto di motivazione (ad esempio, obbligo di
mascherina in assenza di dimostrazione della sua utilità) e di istruttoria (ossia, di adeguata
verifica scientifica della sussistenza dei vari pericoli e della idoneità dei provvedimenti in
questione per contrastarli), essendo in contraddizione coi dati dell’ISS (che attestavano un
numero di decessi dovuti al Covid-19 di molto inferiore a quello dichiarato da Governo e
Protezione Civile, in quanto i medici sono indotti ad attribuire al Covid-19 ogni decesso, anche
se dovuto a cancro o infarto, qualora risultasse positivo il tampone – che però dà un 70% di falsi
positivi) e con le indicazioni dell’OMS.
Infine, i famosi DPCM sono del tutto al di fuori dell’art.24, 1° c. e dell’art.25 del Decreto
Legislativo 02.01.2018, istitutivo della Protezione Civile, erichiamato dalla deliberazione dello
stato di emergenza. Infatti l’art.24, c.1, dispone che la deliberazione dello stato di emergenza
«autorizza l’emanazione delle ordinanze di protezione civile di cui all’articolo 25»: cioè
autorizza la Protezione Civile a emanare ordinanze in materie e con poteri bene determinati, che
invece i DPCM, che sono atti non della Protezione Civile ma del Governo, hanno ecceduto,
intaccando le libertà costituzionali primarie. La legge 225/1992, richiamata dalla deliberazione
dello stato di emergenza, consente, col suo art.5, al Governo di emanare ordinanze motivate, ma
nel rispetto «dei principi generali dell’ordinamento giuridico».
Ricordiamo che la giurisprudenza della Corte Costituzionale consente l’emanazione di
provvedimenti “contingibili ed urgenti”, cioè emergenziali; ma si tratta di provvedimenti
amministrativi per situazioni specifiche e non di atti normativi generali, come ha stabilito la
Corte Costituzionale (sent. 14 Aprile 1995, n. 127), la quale, con la sua giurisprudenza (sentenze
n. 8/1956 e 26/1961), ha sempre subordinato l’uso di tali provvedimenti all’esplicita
autorizzazione di legge e a necessità stringenti, essendo essi mal compatibili con un ordinamento
liberale e garantista – quale era quello italiano fino a prima della pandemia. Ha stabilito che in
nessun caso possono incidere su norme e diritti di rango costituzionale o protetti da riserva di
legge, come appunto la libertà di movimento (art.16 Cost.).
A seguito di durissime censure di incostituzionalità e abnormità, sollevate da insigni giuristi,
Conte e soci hanno emanato, sempre mediante Decreto del Presidente della Repubblica, il DL 25
Marzo 2020, n. 19: “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-
19”, decreto che però aggrava l’illegalità della situazione, in quanto conferma il sopruso
conferendo, con gli artt. 1 e 2, al governo poteri in bianco di comprimere diritti e libertà
costituzionali protetti da riserva di legge, col disporre sanzioni amministrative e penali in bianco
(ossia fattispecie di reato nelle quali la legge definisce solo la pena e per la violazione di ordini
della pubblica amministrazione, lasciando alla pubblica amministrazione di stabilire che cosa è
proibito fare).

Epidemia dolosa?

183
Orbene, a quanto pubblicato da ANSA e diversi quotidiani, Giuseppe Conte assieme a sei suoi
ministri è indagato per l’articolo 438 del Codice Penale, ossia epidemia volontaria («Chiunque
cagiona un’epidemia mediante la diffusione di germi patogeni è punito con l’ergastolo. Se dal
fatto deriva la morte di più persone, si applica la pena di morte»), e non per l’articolo 452, ossia
epidemia colposa, punita con fino a 5 anni. Siccome è stato denunciato anche per l’articolo 283
del Codice Penale, ossia attentato alla Costituzione mediante violenza («Chiunque, con atti
violenti, commette un fatto diretto e idoneo a mutare la Costituzione dello Stato o la forma di
Governo, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni»), si comprende che l’ipotesi è
che Conte e i suoi ministri abbiano volutamente omesso misure preventive e contenitive
dell’epidemia, raccomandate dal Comitato Tecnico e Scientifico, allo scopo di creare una
tragedia con molti morti (questa è la violenza richiesta dall’art.283 CP per la sussistenza del
reato), che consentisse loro di sospendere la Costituzione e assumere illegittimamente i pieni
poteri, come effettivamente hanno fatto, col pretesto dell’emergenza, sospendendo le funzioni
del parlamento, usurpandone il potere legislativo mediante i famosi dpcm, e usando questi ultimi
per limitare le libertà e i diritti politici dei cittadini garantiti dalla Costituzione anche con la
riserva di legge formale, come già spiegato. Infatti il Governo sapeva dell’epidemia in arrivo sin
da metà Gennaio, se non da prima, e il 31 Gennaio ha dichiarato lo Stato di emergenza,
adottando solo 40 giorni dopo le prime, incomplete misure protettive. Se le avesse adottate in
Gennaio e in forma più completa, bloccando anche gli arrivi indiretti dalla Cina, avrebbe
verosimilmente prevenuto moltissimi decessi. Evidentemente ha scelto di ritardare ed omettere.
E Conte ha anche mentito al parlamento e al Paese, dichiarando che il governo si atteneva ai
consigli del Comitato Tecnico Scientifico, mentre poi, quando i primi atti del detto Comitato
sono stati divulgati, si è visto che i suoi consigli erano stati sostanzialmente disattesi, soprattutto
quello di isolare ermeticamente alcune aree della bergamasca e di non imporre la clausura a tutto
il Paese. In quanto a Mattarella, per la sua collaborazione col governo nell’emanazione dei DPR
contrari alla Costituzione, potrebbe essere denunciato per alto tradimento ai sensi dell’art.90
della Costituzione.

Prima sentenza

L’illegittimità dell’operato del Governo e delle sanzioni irrogate in base ai suoi decreti è già stata
dichiarata da almeno una sentenza. Il Giudice di Pace di Frosinone, con sentenza 516/2020,
accogliendo il ricorso di una persona sanzionata in base a un DPCM di Conte, ha disapplicato il
DPCM siccome illegittimo. Il Giudice ha rilevato, tra l’altro, quanto segue:
1) La delibera del C.d.M. del 31.1.2020 [dichiarazione dello Stato di emergenza] è illegittima
perché emessa in assenza dei relativi poteri da parte del C.d.M. in violazione degli art. 95 e 78
Cost. che non prevedono il potere del C.d.M. della Repubblica Italiana di dichiarare lo stato di
emergenza sanitaria. Da ciò consegue la illegittimità di tutti gli atti amministrativi conseguenti,
come il DPCM invocato dal verbale qui opposto, con conseguente dovere del Giudice di pace,
quale Giudice ordinario, di disapplicare la dichiarazione dello stato di emergenza sanitaria ed il
DPCM attuativo ai sensi dell’art.5 della legge n. 2248 del 1865 All. E.
2) Inoltre, deve ritenersi condivisibile autorevole dottrina costituzionale (S. Cassese) secondo cui
la previsione di norme generali e astratte, peraltro limitative di fondamentali diritti costituzionali,
mediante Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, sia contraria alla Costituzione. In
particolare, non appare meritevole di accoglimento la tesi di chi invoca la legittimità di tali
previsioni in virtù del rinvio a tali atti amministrativi, i DPCM, da parte di decreti-legge, che
avendo natura di atti aventi forza di legge equiparerebbero alla fonte legislativa i DPCM
evitandone in tal guisa la loro nullità e la conseguente disapplicazione da parte del Giudice
Ordinario. Ed in effetti, l’ultimo DPCM emanato il 26.4.2020, deriverebbe la sua efficacia dal
Decreto-legge n. 19, del 25.3.2020, così come gli atti amministrativi della Regione Lazio. Tale
184
tesi, peraltro, è inapplicabile al DPCM oggetto del caso qui giudicato, essendo antecedente al
26.4.2020. In ogni caso, la funzione legislativa delegata è disciplinata dall’articolo 76 Cost., il
quale, nel prevedere «l’esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se
non con determinazione di principi e criteri direttivi» impedisce, anche alla legge di conversione
di decreti legge la possibilità di delegare la funzione di porre norme generali astratte ad altri
organi diversi dal Governo, inteso nella sua composizione collegiale, e quindi con divieto per il
solo Presidente del Consiglio dei Ministri di emanare legittimamente norme equiparate a quelle
emanate in atti aventi forza di legge. In conclusione, solo un decreto legislativo, emanato in
stretta osservanza di una legge delega, può contenere norme aventi forza di legge, ma giammai
un atto amministrativo, come le Ordinanze sindacali o regionali od il DPCM, ancorché emanati
sulla base di una delega concessa da un decreto-legge tempestivamente convertito in legge. Da
ciò discende la illegittimità delle disposizioni del DPCM del 26.4.2020, in G.U del 27.4.2020, n.
108. B) SULLA ILLEGITTIMITÀ DEL DPCM PER VIOLAZIONE DELL’ARTICOLO 13
COST.
3) In ogni caso, in via assorbente, deve rilevarsi la indiscutibile illegittimità del DPCM del
9.3.2020, invocato dal verbale opposto, ove prevede che «1. Allo scopo di contrastare e
contenere il diffondersi del virus COVID-19 le misure di cui all’art. 1 del decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri 8 Marzo 2020 sono estese all’intero territorio nazionale». Tale
disposizione, stabilendo un divieto generale ed assoluto di spostamento al di fuori della propria
abitazione, con limitate e specifiche eccezioni, configura un vero e proprio obbligo di
permanenza domiciliare. Peraltro, la Corte Costituzionale ha ritenuto configurante una misura
restrittiva della libertà personale ben più lievi dell’obbligo di permanenza domiciliare come ad
esempio, il “prelievo ematico” (Sentenza n. 238 del 1996). Peraltro, nella fattispecie, poiché
trattasi di DPCM, cioè di un atto amministrativo, questo Giudice non deve rimettere la questione
di legittimità costituzionale alla Corte costituzionale, ma deve procedere alla disapplicazione
dell’atto amministrativo illegittimo per violazione di legge.
4) Infine, non può neppure condividersi l’estremo tentativo dei sostenitori, ad ogni costo, della
conformità a costituzione dell’obbligo di permanenza domiciliare sulla base della considerazione
che il DPCM sarebbe conforme a Costituzione, in quanto prevederebbe delle legittime
limitazioni della libertà di circolazione ex art.16 Cost. e non della libertà personale. Infatti, come
ha chiarito la Corte Costituzionale la libertà di circolazione riguarda i limiti di accesso a
determinati luoghi, come ad esempio, l’affermato divieto di accedere ad alcune zone, circoscritte
che sarebbero infette, ma giammai può comportare un obbligo di permanenza domiciliare (Corte
Cost., n. 68 del 1964). In sostanza la libertà di circolazione non può essere confusa con la libertà
personale: i limiti della libertà di circolazione attengono a luoghi specifici il cui accesso può
essere precluso, perché ad esempio pericolosi; quando invece il divieto di spostamento non
riguarda i luoghi, ma le persone allora la limitazione si configura come limitazione della libertà
personale. Certamente quando il divieto di spostamento è assoluto, come nella specie, in cui si
prevede che il cittadino non può recarsi in nessun luogo al di fuori della propria abitazione è
indiscutibile che si versi in chiara e illegittima limitazione della libertà personale, perché,
nell’ordinamento giuridico italiano, l’ordine di rimanere nella propria abitazione non può essere
imposto dal legislatore, ma solo dall’Autorità giudiziaria con atto motivato.
Ribadisco che le persone autrici dei provvedimenti amministrativi illegittimi, Conte in testa,
sono personalmente responsabili dei danni da essi causati, e che i soggetti danneggiati da tali atti
(cittadini, società, associazioni, partiti politici, sindacati) possono richiedere loro il risarcimento
dei danni.

Conclusioni generali

185
I due odierni Luminari del potere politica, mercato e sanità, esigono che la società, per
sopravvivere, rinunci ad essere sociale e si aziendalizzi sempre di più, ossia che si riorganizzi per
efficientarsi e dotarsi di una governante agile e rispondente (in modo apolitico) alle esigenze dei
mercati e della sanità, prima che alla popolazione. Il messaggio generale della propaganda di
sistema oramai è esplicito: la nostra esistenza è minacciata da pandemie, inquinamento,
terrorismo, riscaldamento globale, e per sopravvivere la società deve razionalizzarsi, deve
lasciarsi trasformare in un’azienda, in un’azienda sempre più tecnologica ed efficiente, anche al
costo di ridurre alcuni diritti individuali e collettivi. Non si dice che l’azienda è lo strumento di
profitto e potere di chi la comanda, non di chi vi lavora, e che il massimo di efficienza di
un’azienda coincide col massimo di capacità di controllo e sfruttamento del padrone sui suoi
dipendenti, e con l’impossibilità per questi di opporgli resistenza e di pensare con la propria
testa.
Circolava mesi fa un breve video di Vittorio Colao, il capo della commissione governativa
deputata a progettare la ricostruzione del Paese, che esalta il 5G come appunto strumento di
efficientamento della società perché darà la possibilità di tenere tutto e tutti sotto controllo in
tempo reale, di somministrare i farmaci da remoto, e anche di aprire le porte solo a chi deve
entrare, senza più bisogno di badge, sempre da remoto. Il governo da distanza della società
aziendale. Al di là del problema se i 60 volt/metro del 5G danneggino le cellule e interferiscano
col snc, nella propaganda per una società che deve essere efficientata come se fosse un’azienda,
vi è un inganno concettuale di fondo, perché l’azienda ha un padrone che la usa per il suo proprio
interesse e non per quello dei dipendenti o della collettività, mentre la società sociale non
dovrebbe avere un padrone e dovrebbe perseguire l’interesse comune dei suoi membri. E invece
la società aziendale efficientata dalle reti del 5G, dai tracciamenti personali e del tele governo, ha
un padrone nelle persone di coloro che possiedono queste reti da cui tutto dipenderà, compresa
l’apertura delle porte, cioè la possibilità per i singoli di entrare o di uscire da luoghi pubblici e
privati comprese la propria casa e automobile, la loro possibilità di usare servizi pubblici e
trasporti pubblici e privati e, di accedere al web, alle comunicazioni, alle informazioni, al loro
denaro, perché anche il denaro non più contante sarà accessibile solo attraverso le banche e i
conti elettronici. Per la popolazione, il perdere la possibilità pratica di opporsi, di resistere alla
classe dominante significa perdere ogni capacità di negoziare, di avere e conservare diritti, di
partecipare alle decisioni, di difendere la libertà, i risparmi, la salute. È questo il loro obiettivo.
Appunto così facendo si ottiene l’ottimizzazione funzionale della società, ma non a beneficio
della popolazione generale, bensì a beneficio degli interessi di coloro per cui lavorano i Colao,
cioè dei tecnocrati detentori di queste reti di controllo e gestione, e che sono in conflitto con
quelli della popolazione generale. Inoltre viene eliminata la possibilità della resistenza,
dell’opposizione politica, del dissenso anche morale, perché per esercitare queste cose, essenziali
affinché vi siano libertà e partecipazione, il singolo cittadino ha necessità di avere una sua
privacy, autonomia e indipendenza di azione incomprimibili dall’ingerenza ed ai controlli di un
apparato che lo spia in tutto e che, quando vuole, gli può togliere soldi, automobile, casa,
comunicazioni.
Il futuro degli Italiani?
Quello che si sta cercando di realizzare con 5G, manipolazioni biologiche, vaccinazioni forzate e
altre cose simili, è appunto una società organizzata come una fabbrica al servizio dell’interesse di
una classe padronale sovrasociale e con la facoltà per questa di controllare l’informazione,
spiare, bloccare, colpire chi non si allinea ai suoi interessi; mentre i nonpadroni non hanno
alcuna capacità di opposizione. Sarà un’azienda di gestione della popolazione, e seguirà il
modello dell’azienda zootecnica, dove l’allevatore ha il pieno controllo, anche biologico, degli
esseri viventi.
Tirando le somme, il Covid-19 e il suo sfruttamento socio-ingegneristico hanno di molto fatto
regredire i movimenti anti pensiero unico e di conservazione della democrazia sostanziale, i
quali stavano ante epidemia prendendo sempre più credito, non ultimo in causa dei marchiani
186
fallimenti dei governi elitari e globalisti. Purtroppo, facendo leva sulle paure della gente, sulla
sua conseguente regressione cognitiva, ed utilizzando il denaro illimitato, il controllo altrettanto
discrezionale sullo stesso, oltre al pressoché totale appoggio dei mezzi di informazione, si è
potuto instaurare una specie di limbo (non siamo ancora nella dittatura scoperta, ma siamo
oramai vincolati irrevocabilmente dal punto di vista sociale, politico ed economico) in cui di
fatto ogni azione é incanalata verso quell`oscuro domani che ci attende se gli attuali capi
risulteranno purtroppo vincitori.
Difatti il cardine oramai palesemente dichiarato di ogni politica UE (leggi i Tedeschi) é niente
soldi, destabilizzazione istituzionale, strangolamento economico globale a chi non si allinea e
non fa quelle riforme atte a demolire definitivamente gli ordinamenti democratici degli stati
nazionali oramai obsoleti nel nuovo ordine. Come sappiamo tutti, la crisi strangolatoria mordeva
già duramente ante epidemia, con il Covid-19, le impellenti necessità economiche e finanziarie
connesse e l’indebitamento pubblico obbligatorio é arrivata la cuccagna dei poteri forti in quanto
unici detentori del denaro, della macchina per farlo a costo zero, nonché di fatto di ogni potere
normativo reale avendo oramai esautorato per bisogno i governi nominalmente in carica.

NOTE AL CAPITOLO VI

1 - Cantagalli, 2020.
2 - https://www.dailywire.com/news/oxford-epidemiologist-heres-why-thatdoomsday-model-is-likely-way-
offhttps://www.dailywire.com/news/epidemiologist-behind-highly-citedcoronavirus-model-admits-he-was-wrong-
drastically-revises-model?itm_source=parsely-api;
3 - Antonio Accetturo e Guido de Blasio: Morire di aiuti - I fallimenti delle politiche per il Sud (e come evitarli),
IBL 2019.
4 - https://www.afsnet.org/page/COVID-19
5 - https://folklife.si.edu/magazine/chain-letters-reemerge-in-coronaviruspandemic?
fbclid=IwAR2mUf9DTS6ssrLvhQm68E5qyfeKQYL36CKos5a0XEP0hejUYwQI6l35IQ

187
CAPITOLO IX

MECCANISMI DI MANIPOLAZIONE DI MASSA E DANNI PSICOLOGICI DA


“PANDEMIA” COVID-19

di Alfonso Guizzardi

«Il Grande Fratello è infallibile e onnipotente. Ogni successo, ogni risultato positivo, ogni
vittoria, ogni scoperta scientifica, ogni forma di conoscenza e di intuizione, così come ogni
forma di benessere e di virtù, si ritiene che provengano direttamente dalla sua guida e dalla sua
ispirazione. Nessuno ha mai veduto il Grande Fratello. Egli è un volto sui manifesti, una voce
dal teleschermo. Si può essere matematicamente sicuri ch’egli non morirà mai, ed esiste già un
notevole margine di incertezza per stabilire la data della sua nascita. Il Grande Fratello è la
forma con la quale il Partito ha deliberato di presentarsi al mondo. La sua funzione è quella di
agire come un punto in cui si possa concentrare l’amore, la paura e il culto, gli stati emotivi,
cioè, che possono più facilmente essere eccitati e sentiti verso un individuo che non verso
un’organizzazione»¹.

(George Orwell, 1984)

1 - L’illusione di libertà

Iniziamo con una riflessione piuttosto evidente, ovvero che è proprio nelle situazioni di
emergenza che il Potere, soprattutto nelle sue forme più durature e politicamente significative,
non può ridursi a costringere i propri “sudditi” al proprio volere con atti di costrizione basati
sulla forza bruta, quella costrizione grezza, pura e semplice contro la quale ogni essere umano
che voglia vivere da essere umano piuttosto che da suddito si rivolterà, ribellandosi ai carri
armati anche solo con il proprio nudo corpo.
Gli esseri umani che hanno il coraggio di essere umani possono scegliere la possibilità di
preferire la morte alla schiavitù: ricordiamo tutti la piazza di Tienanmen del 1989, quando un
unico uomo si pose, con il solo proprio corpo, davanti alla fila di carri armati.
Il punto è che davanti ad una manifestazione bruta di potere, con atti coercitivi evidenti e
semplici, il Potere comunque non riesce mai veramente a spogliare del tutto l’uomo dalla
possibilità di scegliere come rispondere a ciò che gli sta accadendo.
Quindi se il Potere vuole preservare sé stesso deve adottare una strategia completamente diversa
e molto più raffinata, ovvero ha bisogno di ottenere una qualche cessione volontaria di questa
capacità di scegliere, di questa capacità decisionale basilare, nucleare di cui gode ogni singolo
membro del “suo regno”.
188
Ciò che il Potere deve assolutamente ottenere è che la moltitudine si affidi ai depositari del
Potere stesso, accetti o addirittura arrivi a cooperare con i suoi progetti, che naturalmente sono
solo “proposti”. Questo è il danno minore, o almeno la moltitudine deve esserne convinta.
Rinuncia alla libertàper sopravvivere davanti all’emergenza. E se ad emergenza segue
emergenza, occorre che la moltitudine rinegozi costantemente i termini di ciò che viene lasciato
e di ciò che viene tentato di salvare: se ho fame e ne va della mia sopravvivenza, prima cercherò
di liberarmi del superfluo, ma con il tempo, siccome la fame è una costante, l’emergenza
conseguente mi costringe, un poco alla volta, a cedere tutto, financo me compreso.
Il Potere quindi non è violenza, non è repressione o esibizione di forza. Il Potere è la certezza
preventiva di poter fare affidamento sulle scelte della moltitudine dei propri sudditi!!!
E quindi perché il Potere ne esca stabilizzato, rafforzato, addirittura talvolta rigenerato occorre
che siano i soggetti che fanno parte della moltitudine che egli gestisce a scegliere ciò che il
Potere già voleva per preservare sé stesso. La moltitudine deve volere il Potere, lo deve
scegliere, lo deve amare.
Il Potere deve solo costruire meccanismi di forte condizionamento nella scelta che
apparentemente esiste fra varie soluzioni, affinché la moltitudine non scelga come esseri umani,
bensì come soggetti condizionati la soluzione che il Potere vuole che essa scelga. Pertanto, il
Potere può anche mettere in essere meccanismi di potere (referendum, quesiti popolari, sondaggi,
ecc.) che potrebbero accrescere la libertà di scelta purché, ed è proprio questo l’elemento
fondante, cresca parallelamente anche la sicurezza di poter pilotare le scelte della moltitudine a
proprio vantaggio.
L’importante è che venga protetta la relazione asimmetrica fra Potere e “sudditi” affinché questi
abbiano solo l’illusione di essere liberi e di poter scegliere².

2 - Tecniche di persuasione di massa³


Göring: «Ma è ovvio, la gente non vuole la guerra» – disse Göring facendo spallucce – «Perché
mai un povero contadino zoticone vorrebbe rischiare la propria vita in guerra quando il meglio
che gli possa succedere è tornare alla sua fattoria sano e salvo?
Naturalmente la gente comune non vuole la guerra. Non la vuole in Russia né in Inghilterra né in
America, e neanche in Germania, per quel che vale. Si capisce. Ma dopotutto sono i leader del
Paese che determinano le politiche, ed è facile trascinare la gente dietro a tali politiche, sia tale
Paese una democrazia o una dittatura fascista o un Parlamento o una dittatura comunista».
Gilbert: «C’è una differenza» – gli feci notare io – «In una democrazia la gente ha diritto di dire
la propria sulla questione attraverso i suoi rappresentanti eletti, e negli Stati Uniti solo il
Congresso può dichiarare guerre».
Göring: «Oh, tutto questo è bellissimo, ma, che abbia o meno diritto a dire la propria, la gente
può sempre essere trascinata dai propri leader. È facile.
Tutto quello che c’è da fare è dire alla gente che sta per essere attaccata, denunciare i pacifisti
per mancanza di patriottismo e perché mettono in pericolo il Paese. Funziona allo stesso modo in
ogni Paese».
Innanzi a tutto mi piace cominciare questa breve rassegna esemplificativa e assolutamente non
esaustiva con lo stato di trance leggera.

2.1 - Stato di trance


Immaginiamo di essere davanti alla TV oppure utilizzando il cellulare per scorrere i social, o
qualunque altra attività blanda, monotona, ripetitiva.
Non ci renderemo conto che in quel momento il nostro senso critico è da un’altra parte, la nostra
attenzione cosciente, vigile, analitica, propria dell’emisfero sinistro.
Questo è esattamente ciò che è accaduto in anni di preparazione: il cellulare con i suoi social, un
poco alla volta si è sostituito alla realtà fra i più giovani, mentre fra le persone più anziane la
televisione con i suoi programmi “spazzatura” ha svolto lo stesso compito.
189
Le persone hanno abdicato il proprio senso critico, la capacità di pensare e di elaborare pensieri
difformi dal pensiero dominante, proprio perché migliaia di messaggi entrano più facilmente
nella mente delle persone quando queste sono distratte, disattente, con l’attenzione rivolta a
mondi virtuali, inesistenti nella realtà ma costruiti ad arte per indurre stati di trance.

2.2 - Senso di impotenza


Rispetto ad un virus mortale quale possibilità di difesa ha un essere umano?
L’invisibile che attanaglia le nostre notti fin da quando bambini potevamo ricevere il dono della
luce accesa. Incubi che affondano le proprie radici nel nostro inconscio più profondo:
L’invisibile che uccide improvvisamente e senza preavviso. Il messaggio passato è stato molto
preciso: siamo in pericolo di vita rispetto a qualcosa che non possiamo né vedere né percepire, e
di cui anche nostro fratello, moglie, marito, figli e colleghi possono essere portatori.
E poi ci sono le regole che il Potere ha stabilito, e non importa se esse abbiano conflitto con la
gerarchia delle fonti giuridiche, negando diritti costituzionali ai cittadini, perché, con lo stato di
emergenza sanitaria questa scelta è stata condivisa da tutti. I rarissimi casi in cui qualcuno si è
opposto apertamente esso è stato contenuto con un TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio),
come nell’America Latina fascista. Ci si guardava intorno e le forze dell’ordine erano coese nel
far rispettare le norme imposte dal Potere, senza un cedimento, né una titubanza. La regola
doveva essere rispettata, senza scampo: ne andava della salute di milioni di persone.
Joseph Goebbels

2.3 - Ripetizione e associazione


«Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità».
(Joseph Goebbels)

Il messaggio che nel 2020 esisteva un virus mortale, con milioni di vittime in tutto il mondo e
che non lasciava scampo, contro il quale non si poteva combattere ma solo resistere, dotato di
una velocità di contagio allarmante è stato ripetuto decine, centinaia, migliaia di volte al giorno
per mesi da tutti i mass media. La gente non doveva dimenticare, nemmeno per un attimo,
che il virus esisteva e che era quello che il Potere aveva deciso che fosse.
Le inquietanti immagini di una colonna di camion militari che, in quel di Bergamo, erano dovuti
intervenire, nel cuore della notte, al fine di trasportare i feretri dei deceduti, ebbe una valenza
esplicativa enorme; si trattava di immagini che erano state acquisite da milioni di persone così
come quelle di ricoverati in terapia intensiva ed intubati. Poi poco importava che la terapia della
respirazione forzata fosse essa stessa la causa della morte di questi poveracci, in quanto non si
trattava di polmonite interstiziale bensì di microtrombosi a livello polmonare perfettamente
curabili con farmaci antitrombotici e che i colpiti fossero solo anziani piuttosto che giovani o
adolescenti o bambini. «Il virus esiste, il virus è mortale, il virus sta dilagando», questo è il
messaggio che veniva ripetuto ininterrottamente e, un poco alla volta, anche le menti più
razionali avevano iniziato a dubitare, non esplicitamente, bensì nell’intimo, ed uno starnuto o un
colpo di tosse richiamava le immagini, le fantasie, le notizie ripetute….
Qualcosa aveva attecchito nell’inconscio!
Una paura atavica!

2.4 - Modificare le certezze, creare dissonanza cognitiva


La sicurezza che la nostra società fosse al vertice della cultura, della storia, della tecnologia,
della medicina era venuta meno con l’incontro di un banale virus mortale creato in un laboratorio
cinese e sfuggito di mano. Un senso di incredulità, una certezza che venne meno, creare una forte
dissonanza cognitiva5.

190
“Non sopporto chi ha paura del Covid-19” ma “A volte mi capita di avere un brivido se qualcuno
mi tossisce vicino.” Si tratta di due assunzioni "dissonanti" tra loro, che non portavano ad avere
una univoca visione della situazione, ma, al contrario, questa era derivante da due posizioni in
contrapposizione tra loro e il soggetto entrava in crisi.
La dissonanza cognitiva provocava una tensione interna, psicologica.
L’intensità del disagio provato era direttamente proporzionale all’importanza data alla cosa e al
numero degli elementi che si trovavano in contraddizione.
Le persone potevano agire secondo diverse strategie per ridurre il disagio conseguente
l’incongruità psicologica:
a - Compiacenza indotta o forzata: Se il dubitare della protezione fornita dall’uso di mascherine
“fatte in casa” o chirurgiche” aveva portato a conseguenze negative, quali il proprio contagio dei
propri cari, isolamento, malattia severa, sanzioni amministrative, accusa sociale di essere un
”complottista” irresponsabile e mettere a repentaglio l’economia del proprio paese… allora il
cambiamento di questo comportamento avvenne liberamente.

b - Giustificazione dello sforzo: Più il portare le mascherine, rispettare l’isolamento ed il


distanziamento sociale, munirsi di gel disinfettante era costato in termini emotivi, minore era
stata la probabilità di metterlo in dubbio e quindi di cambiare opinione, ma anche solo il porsi
delle domande.

c - Giustificazione insufficiente: I soggetti gravemente minacciati da Covid-19, e ricordiamo


quanto i mass media insistevano sulla presenza drammatica e mortale di questo virus, aveavano
ridotto la loro volontà in misura minore rispetto a coloro che avevano ricevuto solo una leggera
ammonizione, ovvero coloro che non ascoltavano i mass media e che si informavano con altre
modalità.

d - dissonanza post-decisionale: In caso di dissonanza cognitiva dovuta alla situazione


emergenziale del Covid-19, vi erano soggetti che sono giunti a conclusioni contrastanti tra loro
(“il Covid-19 era una severa influenza, con mortalità nulla fra i giovani e piccola fra i meno
giovani, pericoloso solo per anziani e per chi ha situazione precarie di salute” e “però non si sa
mai, meglio essere prudenti”). Lo scopo fu favorire la decisione presa: rispettare le direttive del
governo.

2.5 - Dottrina dello shok


Quando le persone vengono sottoposte ad uno shock la loro capacità di ragionamento viene
inibita in quanto entrano in un vero e proprio sequestro emotivo. A ciò consegue la possibilità di
installare convinzioni profonde che superano la barriera del senso critico e della logica. Le
immagini dei camion militari con i feretri dei deceduti a Bergamo ha un valore esplicativo
enorme e induce un forte stato di shock, così come le immagini dei pazienti intubati o la
convinzione che, in ospedale, di Covid-19 si muore da soli.

2.6 - Discreditare
Si assistette ad una sapiente manipolazione dell’informazione che fu selezionata
chirurgicamente: nei vari talk show venivano invitati solo tecnici esperti, virologi, epidemiologi,
psicologi, sociologi e giuristi coerenti con la versione ufficiale fornita dal Potere. E coloro che
invece erano in disaccordo e dissentivano, fornendo una versione difforme da quella del
mainstream, venivano ignorati (vedi il caso del Dott. Stefano Montanari e della moglie Dott.ssa
Antonietta Gatti, esperti a livello mondiale, e il Dott. Giulio Tarro, allievo di Sabin) o, là dove
ciò non era possibile, venivano discreditati: il Dott. Luc Montagnier, premio Nobel per la
medicina nel 2008 veniva considerato un anziano rincitrullito, mentre Piero Angela, mai
191
laureato, diventava un esperto virologo nonostante i suoi 92 anni. O ancora emblematico il caso
del Prof. Zangrillo, prorettore dell’Università San Raffaele di Milano, che poco dopo aver
manifestato il proprio pensiero onesto ed indipendente fu attaccato da stampa, tv e politica.

2.7 - Trovare un nemico


Il nemico c’era ed era il virus invisibile chiamato Covid-19, invisibile, letale, velocissimo nel
contagiare nuove vittime. Ma non era l’unico. Infatti, ecco di volta in volta apparire nemici
dell’umanità e cacciati con forse dell’ordine, droni, ecc.: runners che si allevano da soli fra i
campi, solitari bagnanti che prendevano il sole isolati dal mondo, coloro che portavano a spasso
il cane per le sue esigenze fisiologiche.
Di volta in volta assistemmo a vere e proprie cacce all’uomo, con elicotteri che volavano a bassa
quota, e, che contribuivano a generare quel senso di allarme e di pericolo così importante e
funzionale per il Potere.

2.8 - Favorire le dipendenze chimiche


Il ricorso consolatorio al cibo e alle bevande durante il periodo di isolamento sociale era
fondamentale ai fini di un obnubilamento delle capacità cognitive dei “sudditi”, almeno tanto
quanto all’uso dei social, all’immaginario di un “uniti ce la faremo”, ai bollettini di guerra e al
martellante “restare a casa”. Voglio solo ricordare come lo zucchero contenuto nei cibi e nelle
bevande attiva le stesse aree del cervello che si attivano assumendo cocaina e che la cocaina dà
una forte dipendenza psichica, alterando la percezione della realta.
Noam Chomsky

NOAM CHOMSKY 6 E LE 10 STRATEGIE DELLA MANIPOLAZIONE 7


ATTRAVERSO I MASS MEDIA 8

Noam Chomsky, linguista, filosofo e scienziato, individuò le strategie che il potere utiizza
attraverso l’uso dei mass-media per manipolare e condizionare i propri “sudditi” 9. Nel dettaglio,
le strategie sono le seguenti:

1 - La strategia della distrazione


L’elemento essenziale del controllo sociale è la strategia della distrazione, ovvero nel deviare
l’attenzione della massa dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dal Potere con le sue
decisioni, già prese, di ordine politico ed economico (Autoritarismo potere dei mercati,
precarietà riduzione della popolazione mondiale, ecc.), attraverso la tecnica del diluvio di
continue distrazioni e di informazioni insignificanti rispetto alla questione centrale come con la
presenza di un virus definito mortale, Covid-19.

2 - Creare problemi e poi offrire le soluzioni: “Problema-Reazione-Soluzione”


Creare ad arte un problema (Covid-19) per causare una certa reazione da parte del pubblico
(paura, panico, confusione), con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si
desiderano far accettare (restrizione delle libertà individuali, modifica della costituzione e
neoliberismo). E dopo l’emergenza sanitaria venne quella economica, voluta, calcolata, cercata
per far accettare come un male necessario un’ulteriore retrocessione dei diritti sociali e il
definitivo smantellamento dei servizi pubblici.

3 - La strategia della gradualità o della rana bollita


Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni
consecutivi. È in questo modo che condizioni socio economiche radicalmente nuove
(neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo,
192
privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantiscono più
redditi dignitosi, tanti cambiamenti che provocano una rivoluzione se applicate in una sola volta.

4 - La strategia del differire


Un altro modo per far accettare una decisione impopolare (lockdown) è quella di presentarla
come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per
un’applicazione futura.

5 - Rivolgersi al pubblico come ai bambini


La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e
una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo
spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Se infatti la massa viene
trattata come un insieme di bambini o adolescenti da proteggere questa risponde come se fosse
tale, non adottando il senso critico di adulti con la capacità di cogliere gli elementi e la strategia
di ciò che sta accadendo.

6 - Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione


Sfruttate l’emozione (l’immagine dei camion militari che nel 2020 portavano i feretri dei civili
morti di Covid-19, o i reparti di terapia intensiva al collasso con pazienti intubati e poi deceduti)
è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso
critico dell’individuo.
Inoltre, l’uso del registro emotivo permette di aprire la porta d’accesso all’inconscio per
impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti così
utili al Potere.

7 - Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità


Far sì che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo
controllo e la sua schiavitù: «La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve
essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica
tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi
inferiori». A tal proposito consideriamo che i Italia il tasso di analfabetismo funzionale è intorno
al 28%¹º.

8 - Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità


Spingere il pubblico a ritenere che è di moda indossare la mascherina che così si trasforma da
bavaglio culturale e psicologico a oggetto fashion, alla moda, quasi un indicatore del proprio
senso civico.

9 - Rafforzare l’auto-colpevolezza
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua
insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi: il lockdown non è stato voluto dal
governo, anzi il Presidente del Consiglio vi ha resistito sino alla fine, ma l’enorme incremento
dei contagi, dovuti al dissennato comportamento dei giovani e di coloro che non credono nella
gravità del virus, ha portato, a malincuore, alla scelta di adottare nuove misure restrittive, divieto
di riunione, coprifuoco, lockdown, sanzioni. Così, invece di ribellarsi contro il sistema
economico, l’individuo si autosvaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo,
uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione.

10 - Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono¹¹


Grazie all’evoluzione e allo sviluppo di nuove tecnologie, tecniche e metodiche, oggi il Potere ha
la possibilità, attraverso la propria psicopolizia di conoscere il singolo e la massa molto meglio
193
di quanto essi stessi possono e da questo viene determinato un maggiore potere di controllo che,
naturalmente il Potere sa usare molto bene a proprio vantaggio.

IL VALORE SIMBOLICO DI ALCUNI OBBLIGHI: MASCHERINA E RILEVAZIONE


TEMPERATURA

Alberto Villani, presidente della Società Italiana di Pediatria e membro del Comitato Tecnico
Scientifico (CTS) ha dichiarato, durante un’intervista al Corriere della Sera, che «L’obbligo di
indossare la mascherina all’aperto è un richiamo. Non importa se scientificamente ha senso
oppure no. È un segnale di attenzione per noi stessi e per la comunit໹². È stata una
dichiarazione grave, una disattenzione importante o, semplicemente, un membro del CTS si è
lasciato sfuggire una considerazione sulla strategia soggiacente all’obbligo di indossare le
mascherine anche se si è da soli ed all’aperto?
La parola simbolo (symbolon), derivata dal verbo greco symballo¹³, fu soggetta in ogni tempo
alle definizioni e interpretazioni più disparate. Esse però hanno tutte in comune il fatto che con
tale termine si deve caratterizzare qualcosa che dietro al senso oggettivo e visibile ne nasconde
un altro invisibile e più profondo14. Il simbolo, quindi, ha la caratteristica di avere più livelli di
interpretazione: uno palese, visibile, evidente ed un altro, più profondo, che viene colto
dall’inconscio e viene da questo elaborato attraverso i suoi processi. Come Lacan 15 ci ha
ricordato l’inconscio è strutturato come un linguaggio, solo è che un linguaggio che è
organizzato come un codice simbolico: i simboli sono le sue parole e la sua grammatica, i
simboli portano significati che esso elabora, integra e ne è condizionato16.
Facciamo due esempi:
1 - La mascherina, di cui ha parlato Villani, diventa un modo per trasmettere un significato
diverso ed inconscio, ovvero più profondo, invisibile ad una analisi superficiale. L’attenzione
banale e assolutamente legata al mainstream ha sostenuto che la mascherina fosse una protezione
contro il virus e che quindi andasse indossata. Il Governo ha obbligato, con sanzioni
amministrative conseguenti, i cittadini ad indossarla. Ma qual è il significato che il nostro
inconscio percepisce nell’usare la mascherina?
La mascherina copre la bocca, organo di espressione del proprio pensiero, del proprio Sé, che
consente di dire all’altro che cosa si pensa, qual è il proprio punto di vista, fosse anche diverso,
contraddittorio, alternativo.
Quindi la mascherina viene percepita dall’inconscio come un “bavaglio”, come un oggetto che
annulla la possibilità di esprimere il proprio pensiero.
Inoltre, la mascherina copre metà del viso, rendendolo irriconoscibile, facendoci perdere identità
e confondendoci nella moltitudine 17: uno, nessuno, centomila direbbe Pirandello. E, di fronte alla
moltitudine, è sempre più difficile esprimere un pensiero differente, individuale, autonomo. La
moltitudine è un fiume e le gocce d’acqua che lo compongono lo seguono fedelmente.
Quindi Villani si è lasciato scappare che il Governo e in CTS avevano lo scopo, nascosto, non
evidente cioè ai più di mandare un messaggio forte all’inconscio dei singoli membri della
popolazione?
Certamente l’obbligo delle mascherine, e Villani lo ha implicitamente riconosciuto nell’intervista
al Corriere della Sera, non ha alcun valore scientifico su cui sostenersi, quindi il messaggio è
inconscio e dice: «Dovete tacere, dovete accettare l’opinione della moltitudine e del governo,
senza dissentire».
Non è cosa da poco il fatto che l’inconscio registri un ordine: TACI!!!
E se a questo si aggiunge un altro messaggio, simbolico, che arriva con la misurazione della
temperatura c’è da preoccuparsi.

194
2 - La temperatura, che una volta, si faceva con il termometro della nonna, registrando quella
ascellare, oggi viene rilevata con vere e proprie pistole che sparano sulla fronte delle persone. E
l’inconscio cosa registra?
Il colpo alla testa, ovvero la possibilità di essere colpiti con un’arma da fuoco alla fronte: è
un’esecuzione!!!
E se ci si muove fra supermercato, asl, palestra, ecc… l’esecuzione viene ripetuta più volte e un
messaggio, abbiamo visto, reiterato viene installato più profondamente e più incisivamente:
l’autorità può uccidere!!!
Insomma, è mia modesta opinione che, dietro all’obbligo di indossare le mascherine e l’obbligo
di rilevare la temperatura vi sia un forte messaggio inconscio: «Non sei un cittadino, sei un
suddito!!!
Non sei un uomo, sei un animale!!!»18
L’imposizione della misurazione della temperatura

DIAGRAMMA DELLA COERCIZIONE DI BIDERMAN 19

Si tratta di uno strumento concepito e progettato, negli anni cinquanta (1957), da uno psicologo
americano, Albert Biderman, per dimostrare e spiegare i metodi coercitivi della manipolazione
dello stress usati per torturare i prigionieri di guerra. Lo scopo che il Potere si prefigge è quello
di ottenere il totale controllo della mente dei soggetti. Potremmo considerarlo valido anche per
quanto accaduto nella gestione del COVID-19?
Fate voi, qui si riporta semplicemente il diagramma originale.

DANNI PSICOLOGICI DA EMERGENZA COVID-19²º

È noto da tempo che la quarantena e l’isolamento forzato sono sempre un’esperienza negativa
per coloro che devono subirlo. La perdita di libertà, autonomia, separazione forzata dai propri
cari, mancanza di contatto fisico, noia e incertezza sulla durata dell’isolamento possono
effettivamente avere un effetto drammatico sugli stati mentali delle persone.

Bambini

Fra il 24 Marzo 2020 e il 4 Aprile 2020 l’istituto Gaslini di Genova ha proposto un questionario
in forma anonima sul proprio sito a cui hanno aderito circa 6800 persone rappresentando tutta la
penisola (3245 con figli minorenni a carico)²¹.
Dall’analisi è emerso che nel 65% e nel 71% dei bambini con età rispettivamente minore o
maggiore di 6 anni sono insorte problematiche comportamentali e sintomi di regressione. Per
quel che riguarda i bambini al di sotto dei sei anni, i disturbi più frequenti sono stati l’aumento
dell’irritabilità, disturbi del sonno e disturbi d’ansia (inquietudine, ansia da separazione).
Nei bambini e adolescenti (età 6-18 anni) gli effetti più frequenti sono stati i disturbi d’ansia e la
sensazione di mancanza d’aria, ma anche i disturbi del sonno (difficoltà ad addormentarsi e a
svegliarsi per iniziare le lezioni per via telematica a casa). In particolare, proprio in questa fascia
di età è stata osservata una significativa alterazione del ritmo del sonno con tendenza al
cosiddetto "ritardo di fase" (adolescenti che vanno a letto molto più tardi e non riescono a
svegliarsi al mattino), come in una sorta di "jet lag" domestico. Tra questi ragazzi è stata
riscontrata più frequentemente anche una maggiore instabilità emotiva con irritabilità e
cambiamenti del tono dell’umore.

195
Il livello di gravità dei comportamenti disfunzionali dei bambini e degli adolescenti è legato
statisticamente (e in modo significativo) al grado di malessere con cui i loro genitori hanno
vissuto il lockdown. All’aumentare di sintomi o comportamenti di stress nei genitori (disturbi
d’ansia, dell’umore, disturbi del sonno, consumo di farmaci ansiolitici e ipnotici), i dati hanno
mostrato un aumento dei disturbi comportamentali e della sfera emotiva nei bambini e negli
adolescenti, “indipendentemente dalla pregressa presenza di disturbi della sfera psichica nei
genitori”.

Anziani²²

La durata della quarantena sembra essere importante. Durante un’epidemia di SARS, è stato
scoperto che le persone che sono state forzatamente messe in quarantena per più di dieci giorni
avevano un rischio significativamente più alto di disturbi legati allo stress a lungo termine
rispetto a quelle che erano in quarantena da meno di dieci giorni²³. Consideriamo che durante
l’emergenza Covid-19 gli anziani sono stati messi in quarantena nelle case di cura per mesi. Le
persone anziane, anche coloro che erano affette da disabilità cognitive, come la demenza, sono
state isolate dai loro cari, generando in loro confusione, mancanza di riferimenti, stati di
profonda ansia, depressione.
La ricerca ha dimostrato che le persone socialmente isolate con malattie cognitive e psichiatriche
durante un’epidemia di MERS erano ancora ansiose e turbate dopo 4-6 mesi alla fine della
quarantena24.
Molti studi hanno trovato e descritto gli effetti psicologici negativi dell’isolamento e della
quarantena25. Descrivono che la disperazione degli isolati durante la quarantena è ovvia (“non
sorprendente”), ma che è davvero molto preoccupante che gli effetti psicologici negativi possano
ancora manifestarsi mesi o anni dopo.
È bene ricordarsi che «Una quarantena più lunga è associata a esiti psicologici peggiori» e che
gli autori delle varie ricerche consigliano di mantenere l’isolamento il più breve tempo possibile
(massimo 10 giorni) e che invece il lockdown o isolamento sociale è durato oltre due mesi. Non
solo gli effetti psicologici negativi sono evidenti, ma l’isolamento sociale ha anche un effetto
negativo fisicamente. Matthew Pantell e colleghi hanno descritto nel loro articolo «Isolamento
sociale: un predittore di mortalità per fattori di rischio clinici tradizionali 26» che le persone in
isolamento sociale hanno una probabilità molto più alta di morire rispetto a persone paragonabili
che non sono isolate. Questo è stato già precedentemente descritto da Julianne Holt e colleghi 27.
Hanno esaminato 146 studi scientifici e hanno riscontrato un rischio di morte del 50% maggiore
nelle persone socialmente isolate28. Quando gli uomini venivano visitati regolarmente dai propri
cari, il rischio di infarto diminuiva di quasi il 30%29.
Con la quarantena forzata e l’isolamento sociale, l’obiettivo era impedire che gli anziani e le
persone vulnerabili si ammalassero e morissero ma leggendo gli studi scientifici sembrava molto
più evidente che l’isolamento e la quarantena potessero essere stati effettivamente mortali per
loro.
Sarebbe da verificare se c’è stato un conseguente eccesso di mortalità nelle case di cura che non
è direttamente correlato al Covid-19.

Adolescenti

Hikikomori è un fenomeno tipicamente giapponese che indica la tendenza di alcuni adolescenti


del Sol Levante di isolarsi dal mondo, non uscendo dalla propria stanza per settimane o per mesi.
Si tratta di un meccanismo difensivo che non si risolve mai spontaneamente ma necessita
dell’intervento psicoterapeutico.
196
L’isolamento deciso per contenere la diffusione del virus Covid-19 potrebbe richiamare una
sorta di effetto hikikomori nel senso che potrebbe installare gli stessi meccanismi di isolamento e
di difficoltà nelle relazioni interpersonali che sono conseguenti ad un lungo periodo di lockdown.
Infatti, potrebbe immediatamente rilevare come sia tra i bambini sia tra gli adolescenti e gli
adulti è stata abbandonata l’abitudine di leggere e quindi ripensare a ciò che accade in maniera
autonoma, critica, matura. L’uso sempre più massiccio di una formazione di idee e di pensiero
mediata esclusivamente attraverso l’uso di social e della televisione determina una incapacità di
un pensiero critico, ovvero l’incapacità di una elaborazione intellettiva, mentre permette solo una
facile suggestionabilità dovuta alle immagini, in una sorta di pensiero che accomuna la massa e
che è socialmente approvato dalla comunità di appartenenza (Cialdini parlava senso di riprova
sociale).
La mancanza di contatti sociali diretti ha enfatizzato questo fenomeno soprattutto tra gli
adolescenti dove si possono osservare ulteriori elementi critici: seppure fisicamente vicini, è
frequente che gli adolescenti (e non solo) si isolino guardando il proprio cellulare e vivendo una
vita virtuale all’interno del proprio “mondo Social”.
Nel momento in cui gli occhi, come organo di vista e come telerecettore, vengono spostati
lontano dal piano di realtà, abbassati rispetto all’orizzonte, anche la capacità di osservare ciò che
sta accadendo intorno.
Rilevo, soprattutto nell’ambito della mia professione di psicoterapeuta, una sorta di mancata
“messa a fuoco” mentre i bambini, fortemente spaventati, percepiscono, leggono ed enfatizzano i
vissuti emotivi che attraversano i propri genitori o gli adulti che vivono in casa e con cui hanno
maggiormente contatto, gli adolescenti vivono semplicemente una dissociazione: da una parte
c’è il loro corpo, la loro vita, la realtà e dall’altra parte c’è il rinchiudersi sempre di più
all’interno di un mondo virtuale fatto di immagini, piccoli video, social dove tutto diventa
estremamente povero, costruito da relazioni orientate al soddisfacimento immediato dei bisogni
Realtà virtuale preferibile, comunque, ad una realtà esteriore popolata di paure che vengono
istallate, come la paura dell’altro, portatore di un invisibile virus mortale, e naturalmente più un
soggetto è fragile e giovane più facilmente queste paure vengono installate e si collocano
profondamente.
La paura del contatto con l’altro da Sé viene ben rappresentata dalla distanza sociale e dall’uso
della mascherina che è diventata oggetto di moda, per nascondere il volto, ovvero per nascondere
il proprio IO dietro una maschera, una protezione. Simbolicamente impedire l’affermazione del
proprio IO osta-cola l’affermazione del proprio pensiero: bavaglio!
Ci sono dei forti attacchi di ansia, la paura del domani, in alcuni soggetti, seppur giovani, un
poco più nevrotici, invece, in altri, si riscontra una sorta di nichilismo banale che non porta verso
il superuomo bensì verso l’accettazione tout court di tutto quello che viene proposto dal Potere,
senza speranza, senza ribellione, senza paura.
Il ponte fa da padrone soprattutto con soggetti fragili che già iniziano a manifestare ansia,
depressione, insonnia, attacchi di panico e marcatamente una incapacità di vivere una vita che
meriti di essere chiamata tale. Sono ciò che il Potere vuole, il Potere li ama e loro
contraccambiano, perché anche loro iniziano ad amare il Potere.

197
NOTE AL CAPITOLO IX

1 - George Orwell: 1984, Oscar Mondadori, 1949.


2 - Viktor Frankle: Uno psicologo nei lager, 1946
3 - M. Della Luna e P. Cioni: Neuroschiavi: manuale scientifico di autodifesa, Macroedizioni, 2016.
4 - Cialdini Robert: Le armi della persuasione, Giunti, 1984.
5 - Festinger, 1957
6 - Patrizia Magli: Semiotica, Teoria, metodo, analisi, Marsilio, 2004.
7 - D.H. Ford, R.M. Lerner: Teoria dei sistemi evolutivi, Raffaello Cortina Editore, 1992.
8 - https://www.disinformazione.it/strategie_manipolazione_media.htm
9 - Wolf Mauro Wolf: Teorie delle comunicazioni di massa, Bompiani, 1985.
10 - Dati ISTAT.
11 - Vance Packard: I persuari occulti, Einaudi, 1957.
12 - https://www.corriere.it/cronache/20_ottobre_07/covid-villani-cts-nonsiamo-dramma-possiamo-fermare -l-
epidemia-de3d043c-08c711ebab0ec425b38361b4_preview.shtml?
reason=unauthenticated&cat=1&cid=n4vZr9mD&pids=FR&credits=1&origin=https%3A%2F%2Fwww.corriere.it
%2Fcronache%2F20_ottobre_07%2 Fcovid-villani-cts-non-siamo-dramma-possiamo-fermare-l-epidemiade3d043c-
08c7-11eb-ab0e-c425b38361b4.shtml
13 - Patrizia Magli: Semiotica, Teoria, metodo, Marsilio, 2004.
14 - http://www.rivistapsicologianalitica.it/v2/riviste_intere/1971_2.pdf
15 - J. Lacan: Scritti, Einaudi, Torino 1974.
16 - Anolli Luigi Anolli: Psicologia della comunicazione, Il Mulino, 2002.
17 - Aldous Huxley: Il mondo Nuovo, Mondadori 1932.
18 - Frankle Viktor Frankle: Uno psicologo nei lager, 1946
19 - Rupert Brown: Psicologia sociale dei gruppi, Il Mulino, 1998.
20 - Falko Rheinberg: Psicologia della motivazione, Il Mulino, 1955.
21 - http://www.gaslini.org/wp-content/uploads/2020/06/Indagine-Irccs-Gaslini.pdf
22 - L. Arcuri, L. Castelli: La cognizione sociale, 2000, Laterza, 2000. L. Arcuri, L. Castelli: La trasmissione dei
pensieri, Zanichelli, 1996.
23 - Hawryluck et al.: SARS control and psic effects of quarantine. Pubblicato in: Emerging Infectious Diseases
2004; 10: 1206-1212.
24 - Jeong et al.: Stato di salute mentale delle persone isolate a causa delle sindromi. Pubblicato in Epidemiology
and Health 2016; 38: e2016048.
25 - Samantha Brooks et al.: L’impatto psicologico della quarantena e come ridurlo: rapida revisione delle prove.
Lancet 2020; 395: 912-920
26 - American Journal of Public Health 2013; 103: 2056-2062.
27 - PLosMedicine, 2010; 7: e1000316, Relazioni sociali e rischio di mortalità: una revisione-meta-analitica.
28 - Solitudine e isolamento sociale come fattori di rischio per la mortalità: una revisione meta-analitica. Pubblicato
in Perspectives on Psychological science 2015; 10: 227-237
29 - Eng et al.: Legami sociali e cambiamenti nei legami sociali in relazione alla successiva mortalità totale e causa-
specifica e all’incidenza di malattia coronarica negli uomini. American journal of epidemiologia 2002; 155;700-709.
di Alessandro Gambugiati Sebbene al momento non siano ancora disponibili dati scientifici completi e indipendenti
circa le influenze psicologiche prodotte dal fenomeno Covid-19, cercherò di formulare alcune considerazioni di
carattere generale insieme ad altre che ho potuto elaborare a seguito dell’esercizio della professione di
psicoterapeuta.
Premetto che non sono né un medico né un avvocato e che nel perseguire i suddetti obiettivi cercherò di pormi
domande anziché offrire risposte, ampliando il discorso anche agli inevitabili aspetti sociologici, poiché secondo la
nuova fisica corpo e psiche sono indivisibili dall’ambiente nel quale sono immersi. La scelta di non proporre
conclusioni univoche è anche associata al fatto che il dramma nel quale tutti noi siamo attualmente immersi è molto
probabilmente in relazione con rapporti di forza ed eventi geopolitici assai complessi e di difficile interpretazione.
La prudenza che cercherò di utilizzare in questo scritto è anche legata al fatto che quando mi capita di manifestare il
mio interesse circa il fenomeno Covid-19 provo spesso emozioni di disagio, perché l’aria che si respira attualmente
in Italia non sembra essere adatta al confronto pacato: chi cerca di approfondire l’argomento formulando ipotesi che
si discostano anche di poco da quelle proposte dai media tradizionali, e da coloro che sono posseduti dalla paura,
viene considerato “soggetto psicologicamente malfunzionante e socialmente pericoloso” degno dei peggiori
appellativi, quali “negazionista”, “complottista”, “terrapiattista” e così via.
In realtà, potersi confrontare su tematiche che riguardano tutti noi, nessuno escluso, dovrebbe essere la priorità delle
comunità nelle quali regna la democrazia, poiché è nel confronto – non necessariamente sereno, bensì anche acceso,
ma mai violento – che si costruisce la realtà socialmente condivisa. Tuttavia tale dialogo in questo momento sembra
essere utopico, perché molto probabilmente stiamo osservando nelle persone gli effetti di un automatismo psichico
universale tanto potente quanto antico. Sto parlando dell’istinto di sopravvivenza dell’individuo che viene scatenato
198
dal terrore; l’istinto di conservazione è lo stesso che muove chi attacca chiunque osi mettere in discussione l’ordine
costituito, ma è anche lo stesso di chi scende in piazza a protestare. Perciò sarà bene chiarire ad ogni confronto che
tutti noi vogliamo la stessa cosa: sopravvivere.
Come negli animali osserviamo reazioni opposte al fine di difendersi, che vanno dal freezing (cioè il congelamento,
la strategia dell’animale che si finge morto per sfuggire al predatore) all’aggressione feroce, così lo possiamo
osservare negli esseri umani. In questa fase c’è chi si chiude in casa volentieri, c’è chi invece protesta e si arrabbia.
Ma piuttosto che chiedersi chi abbia ragione, dobbiamo chiederci chi stia sbagliando.
L’ipotesi è che al momento attuale stia sbagliando chi alimenta senza sosta il terrore, che è motore dell’attivazione
degli istinti di conservazione. Il terrore, in politica, è come una Ferrari: bisogna saperla guidare altrimenti si rischia
di schiantarsi.
Un fattore determinante è che la quasi totalità della popolazione sembra essere ormai preda di un incantesimo che la
vede d’accordo con il protrarsi “ad lapidem” dello stato d’emergenza nazionale e con la cancellazione di un gran
numero di diritti sanciti dalla Costituzione Italiana (1947), dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo
(Parigi 1948), dalla Convenzione di Oviedo (Oviedo, 1997), dalla Convenzione di Ginevra del 12 Agosto 1949,
dalla Legge 881/1977, dalla Legge 848/1955, dal DL 445/2000 e da altre leggi e trattati internazionali ai quali
l’Italia ha aderito e che sono tuttora vigenti.
L’angoscia di morte associata alla paura del contagio sembra infatti aver rapito totalmente l’attenzione della
maggior parte della popolazione, riducendo di fatto la loro vita ad una continua e maniacale protezione della salute
del corpo, senza tenere conto del fatto che essa è collegata indissolubilmente a diversi altri fattori, tra i quali un
corretto stile di vita, la prevenzione, l’alimentazione e primo tra tutti il grado di consapevolezza: i risultati della
ricerca “The Longevity Project” della Stanford University – iniziata dal dott. Lewis Terman nel 1921 e terminata da
un gruppo di suoi allievi nel 2011, nella quale è stata campionata la vita dalla culla alla bara di ben 1500 persone –
hanno infatti messo in evidenza che la variabile regina in grado di garantire alla persona il massimo della propria
longevità è proprio la consapevolezza, la quale sembrerebbe fungere da fattore protettivo rispetto alle difficoltà della
vita.
Tuttavia io non credo che l’istinto di chi difende le chiusure, il lockdown e tutte le misure di limitazione della libertà
sia mosso da istinto puro.
L’istinto umano è infatti educabile e l’apprendimento decennale, per generazioni, di atteggiamenti volti
all’assistenzialismo, alla fiducia (positiva) nel welfare state, per esempio, e alla delega assoluta e indiscutibile della
conoscenza della propria salute ad altri umani, sembra aver fatto sì che l’italiano medio appaia oggi come un
individuo duttile e fiducioso, mentre invece chi sta vivendo sulla propria pelle la perdita di lavoro, dignità e salute,
sente muoversi nelle vene un istinto arcaico primordiale potenzialmente indomabile. Ritengo dunque che non ci sia
oggi una reale contrapposizione tra fazioni distinte nella popolazione, piuttosto ci troviamo tutti in punti diversi del
sentiero di consapevolezza.
Per coloro che hanno la possibilità e la voglia di confrontare i dati è chiaro che la narrazione che i media tradizionali
stanno promuovendo da mesi in modo ossessivo conduce a conclusioni diametralmente opposte rispetto a ciò che
affermano sul web fonti altrettanto autorevoli.
Uno degli aspetti che balza maggiormente all’occhio è la confusione prodotta dalla presenza di almeno due fazioni
diverse di scienziati e operatori del settore medico (anch’essi umani e perciò pressati dalle suddette istanze) che
formulano affermazioni diametralmente opposte circa la pericolosità del virus: da una parte ci sono i “catastrofisti”,
che tendono ad amplificare la percezione della pericolosità del virus, dall’altra i cosiddetti “negazionisti”, tra questi
ultimi spiccano anche scienziati con curriculum di tutto rispetto che forniscono una visione più razionale e meno
drammatica, ma che per qualche motivo non godono della simpatia dei media tradizionali. Chi delle due parti ha
ragione?
La verità sta solo da una parte?
Va anche detto che la pratica dell’etichettare le persone con termini svalutanti (sia da una parte che dall’altra) è una
pratica che non ha niente a che fare con le società democratiche, nelle quali, specialmente quando le tematiche sono
controverse, il confronto tra idee diverse dovrebbe essere la regola e dovrebbe avvenire lontano dai riflettori per
tutelare sia la ricerca sia coloro che, essendo profani, attendono risposte.
La confusione genera angoscia, la quale a sua volta induce ulteriore confusione e un forte aumento di conflittualità
tra le persone che si schierano da una parte o dall’altra più sull’onda delle emozioni del momento che sulla
elaborazione razionale dei dati reali. Molti considerano questo caos la diretta conseguenza della inesperienza del
governo nei confronti dei nuovi scenari pandemici che è costretto ad affrontare, ma il fatto che lo stesso copione sia
presente ovunque nel mondo, e con le stesse criticità, farebbe ipotizzare l’esistenza di un’unica regia. Tuttavia, per
onestà intellettuale, dovremmo anche ammettere l’ipotesi opposta, ovvero che ci sia un accordo totale perché
effettivamente il virus è una minaccia mai vista prima.
Invito pertanto il lettore a informarsi con cura presso i siti internet dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero
della Salute, perché i dati in essi pubblicati offrono a chiunque la possibilità di farsi un’idea propria del fenomeno.
Per quanto riguarda i dati forniti dall’Istat, per esempio, i circa 35.000 morti con Covid-19 in circa 9 mesi di tempo
sono relativamente pochi rispetto alle persone che ogni anno muoiono per malattie dell’apparato cardiocircolatorio
(circa 230.000 per infarto cardiaco, scompenso cardiaco, aritmie, ictus cerebrale, ecc.), per il cancro (circa 180.000),
199
per il fumo (circa 80.000), per le malattie dell’apparato respiratorio (circa 54.000), per le infezioni ospedaliere (circa
50.000) e per altri motivi per un totale di circa 600.000 morti l’anno!
Nonostante la chiarezza di questi dati più volte confermati da voci autorevolissime, in questa fase storica
l’attenzione dei media tradizionali è rivolta quasi esclusivamente al virus Covid-19, al punto che nei giorni scorsi un
noto luminare del mondo della medicina ha ironizzato affermando che di questo passo molto presto sarà inutile
formare i nuovi medici ad altre malattie!
Diversi primari ospedalieri hanno espresso le loro perplessità anche riguardo al mancato supporto ai malati di altre
patologie, che potrebbero portare a conseguenze negative se non verranno ripristinati i precedenti criteri di
assistenzialità fondamentali al supporto di questi ultimi.
Mi chiedo inoltre come mai il governo abbia scelto di concentrarsi sulla tutela della salute fisica senza prendere in
considerazione la salute psichica.
L’aver vietato i funerali nel primo lockdown, per esempio, ha determinato il blocco della elaborazione del lutto da
parte di un gran numero di famiglie che non hanno potuto piangere i loro cari: il culto dei morti ha infatti un ruolo
psicologico molto importante che non può essere limitato al solo credo religioso. Ritenerlo superfluo rafforza la
pericolosa china contemporanea che nega l’esistenza della morte come aspetto che fa parte a pieno titolo della vita.
Trovo difficile da capire la scelta del governo di adottare misure di contenimento del virus che non tengono
assolutamente conto dei rudimenti di base di discipline fondamentali come l’epigenetica e la psico-
neuroimmunologia: attraverso l’epigenetica sappiamo che il DNA è in costante relazione di reciprocità con
l’ambiente, mentre con la psico-neuroimmunologia abbiamo da tempo scoperto che il distanziamento sociale è
fisicamente patologico. E’ stata ignorata anche la possibilità di condividere su larga scala sia le informazioni di base
circa il funzionamento del sistema immunitario naturale di cui noi esseri umani siamo quasi tutti ben equipaggiati
fin dalla nascita, sia le informazioni sui rimedi antivirali a basso costo ai quali qualsiasi medico è stato formato fin
dagli anni dell’università.
Altre due variabili fondamentali di cui occorre tenere conto per comprendere gli errori che il governo sta facendo nel
combattere il virus sono l’effetto placebo, che consiste nella capacità che le credenze e le suggestioni hanno di far
guarire il corpo dalle malattie, e il suo opposto, l’effetto nocebo, che è in grado di far ammalare le persone, talvolta
fino alla morte. Le persone possono infatti guarire o ammalarsi a seguito delle credenze che vengono loro
somministrate proprio come farmaci o veleni. Il classico caso di effetto placebo consiste nella persona che guarisce
da una qualsiasi malattia del corpo o della mente assumendo acqua e zucchero con la convinzione profonda (spesso
stimolata dai ricercatori mediante un certo numero di suggestioni ambientali) che quello che sta ingerendo è un
farmaco potentissimo. Con il proprio comportamento il governo italiano ha evidentemente perso sia l’opportunità di
somministrare agli italiani l’effetto placebo (al quale risponde positivamente circa la metà della popolazione), sia
l’opportunità di evitare di somministrare l’effetto nocebo con le parole, con le mascherine e con il terrore dei
bollettini quotidiani degli infetti e dei morti.
Ma il vero simbolo di questa pandemia è proprio la mascherina, il presidio medico che è divenuto mediaticamente
obbligatorio anche all’aperto, e questo nonostante che fonti autorevoli (tra le quali l’Organizzazione Mondiale della
Sanità) abbiano già espresso notevoli riserve circa la sua effettiva utilità ai fini del contenimento del virus anche
negli ambienti chiusi. La mascherina può essere utile solo se usata con criterio (dovrebbe essere cambiata ogni 2 ore,
non dovrebbe inumidirsi, ecc.) e nelle giuste situazioni, altrimenti può rivelarsi persino dannosa a detta di molti
medici ed esperti. È evidente che l’uso che ne viene fatto oggi è primariamente politico e io mi auguro che sia
accidentale la non considerazione degli aspetti psicologico connessi alla copertura del volto, poiché poter percepire
la mimica del volto è fondamentale per l’adeguata educazione alle emozioni dei bambini.
Nonostante i DPCM non abbiano forza di legge, nelle scuole di fatto è stato vietato l’utilizzo delle mascherine di
cotone o di altro materiale riutilizzabile poiché il governo fornisce “gratuitamente” le mascherine chirurgiche usa e
getta. Tutto questo senza considerare che l’utilizzo di milioni di mascherine chirurgiche usa e getta al giorno
richiedono ingenti risorse sia per essere prodotte che per essere smaltite, in barba all’ecologia del pianeta!
Inoltre, l’utilizzo della mascherina potrebbe forse implicare la violazione della Legge n. 155/2005 del Codice
Penale, una legge antiterrorismo che vieta la circolazione degli individui a volto coperto?
Un altro aspetto curioso che ho potuto osservare è la scelta delle parole che i media stanno utilizzando per definire le
misure utilizzate per contenere la diffusione del virus. Il termine inglese “lockdown”, per esempio, viene tradotto in
italiano come “confinamento in cella” e “carcere di massima sicurezza”. E che dire della parola “assembramento”?
Se cercate sul vocabolario troverete che è associata ai significati “raggruppamento di persone che hanno intenzioni
ostili, sospette e sconosciute” e “adunanza di soldati pronti per il combattimento, moltitudini di armati”!
Da qualche giorno si parla anche di “coprifuoco”: manca soltanto la categoria dei “collaborazionisti” e il fraseggio
bellico è al completo!
Forse sarebbe meglio utilizzare termini e modi più pacati, e meno fuorvianti.
Un altro aspetto che mi ha colpito durante il lockdown dello scorso febbraio è che proprio mentre gli italiani
venivano confinati nelle loro case e trattati come se fossero dei delinquenti, il ministro della giustizia metteva in
libertà circa 400 soggetti malavitosi carcerati per reati gravissimi. Un altro fenomeno curioso è stata la boutade del
governatore di una importantissima regione italiana, che in quei giorni si è permesso di minacciare la popolazione
degli asintomatici attraverso la cassa di risonanza dei media.
200
Per come vanno le cose sembrerebbe essere saltata la reciproca fiducia nel patto sociale tra governo e cittadini:
perdita dei diritti, promesse elettorali tradite, intere categorie di operatori a sostegno dell’economia italiana (come la
ristorazione) che stanno rischiando il fallimento e molto altro ancora, tutti aspetti che rendono questa fase storica
caratterizzata da instabilità e precarietà.
In questi ultimi mesi, da psicologo, ho potuto infatti constatare come in una gran parte della popolazione (compresi i
nostri politici) il fattore “ansia” abbia preso il sopravvento. Ho anche potuto osservare un improvviso scadimento
nei modi che il personale di alcuni supermercati ha iniziato a praticare verso noi clienti, come se a causa del
possibile contagio non fossimo più una risorsa che paga i loro stipendi ma soltanto una seccatura da gestire.
Ho anche potuto assistere a un episodio nel quale la cassiera di un supermercato ha avuto un fortissimo attacco di
ansia in mia presenza perché la mascherina che indossavo tendeva a scendere lasciando scoperto il naso, e questo
nonostante ella fosse protetta da un enorme lastra di plexiglass e da una mascherina chirurgica, e che io non
mostrassi alcun segno di malessere: la sua evidente convinzione era che avrei potuto infettarla mediante l’aria che
usciva dal mio naso e che avrebbe potuto raggiungerla intraprendendo un percorso ad ostacoli nonostante la distanza
di sicurezza a cui mi trovavo e le protezioni di cui ella era ben equipaggiata!
Fin dall’inizio della mia formazione di psicologo ho potuto osservare l’esistenza di interpretazioni molto diverse
degli stessi fenomeni clinici. Un esempio molto semplice di questo fenomeno concerne il trattamento dell’ansia:
mentre la maggior parte dei medici è stata formata alla patologizzazione dell’ansia e alla sua cura mediante la
somministrazione di farmaci, per noi psicoterapeuti l’ansia è un segnale che informa il corpo che qualcosa non sta
ancora andando come dovrebbe. Pertanto bloccare l’ansia senza comprenderne le origini significa impedirne
l’elaborazione: l’obiettivo principale dovrebbe invece consistere nel valutare se questa emozione è appropriata o se è
il frutto di condizionamenti.
Dal punto di vista psicologico le conseguenze più diffuse che ho potuto osservare nel quotidiano sembrano
consistere nell’aumento eccezionale dei livelli di ipocondria, ansia, panico, fobie, distress, depressione, insonnia,
sindrome posttraumatica da stress e psicosi. Credo valga la pena aggiungere anche il numero non certo esiguo di
tutti quei soggetti che soffrivano di disagi psicologi seri anche prima del Covid-19, ma che riuscivano comunque a
compensare la patologia e a beneficiare di una qualità della vita accettabile, e di coloro che purtroppo non sono stati
in grado di affrontare la situazione, arrivando anche a casi estremi (suicidi) perché privati del loro lavoro e della loro
dignità.
Tanto per fornire qualche altro dato, nel 2014 il Presidente della Società Italiana di Psichiatria affermò che un
italiano su tre soffriva di problemi psicologici seri senza poter formulare la necessaria richiesta di aiuto; alla fine del
primo trimestre del 2020, in pieno lockdown, un comunicato stampa affermava che il 63% della popolazione
(ovvero quasi due italiani su tre) soffriva di livelli molto alti di ansia e di insonnia.
Con una popolazione in queste condizioni psicologiche amplificare la paura del virus attraverso i media e stato come
sparare sulla Croce Rossa. Circa 75 anni fa Hermann Goering testimoniò al tribunale di Norimberga. Gli venne
chiesto “come avete convinto il popolo tedesco ad accettare tutto questo?” e lui rispose “è stato facile, non ha nulla a
che fare con il nazismo, ha a che fare con la natura umana: lo puoi fare in un regime nazista, socialista, comunista, in
una monarchia e anche in una democrazia. L’unica cosa che si deve fare per rendere schiave le persone è impaurirle.
Se riuscite a immaginare un modo per impaurire le persone, potete fargli fare quello che volete”.
Siamo un paese nel quale regna la democrazia e pertanto è impensabile che il governo possa aver utilizzato la paura
come strategia per manipolare la volontà dei cittadini. Va tuttavia rilevato che l’essere umano può essere
programmato per mezzo di un gran numero di leve psicologiche, le quali sono in grado di influenzare i pensieri, le
credenze, le emozioni e le interpretazioni della realtà, fino a renderlo perfettamente onesto ma non più lucido!
La realtà è infatti paragonabile ad una costruzione simile al sogno, ad una allucinazio-ne nella quale il soggetto vede
ciò che la sua programmazione gli consente di vedere: la celebre storia del Re nudo è solo uno dei possibili esempi
di allucinazione collettiva.
La cosa grave è che la maggior parte delle persone è costretta a vivere la propria vita senza neppure avere gli
strumenti per mettere in discussione ciò che crede, o che le è stato detto, essere vero. Di conseguenza, quando un
trauma andrà ad installarsi nella loro psiche, le persone non avranno neppure gli strumenti per trasformarlo in
qualcos’altro e quel trauma tenderà a ripetersi all’infinito, come se il corpo (o se preferite l’inconscio) cercasse di
ricreare le stesse circostanze per superare lo schema.
In conclusione vorrei però assicurarmi di essere pienamente fedele al mio ruolo professionale, che ha il compito di
ascoltare tutte le parti in gioco mantenendo una posizione il più possibile obiettiva, provando a superare le
inclinazioni personali e il mio personalissimo modo di esprimere l’istinto di conservazione di cui abbiamo parlato.
Se ascolto la narrazione dominante, potrebbe sorgermi il dubbio di essere in torto; potrebbe sorgere in me il dubbio
che non ci sia da fare null’altro, adesso, che aspettare e rinunciare alla propria vita, alla propria dignità.
Tuttavia, quando mi sorgesse questo dubbio, potrebbe destarsi