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PRIMI SEI CAPITOLI

1) DOMANDA. La società K ha stimato la seguente funzione di domanda per il suo prodotto:


Q = 150 – 5.4 Pk + 0.8 A + 2.8 Y – 1.2 Pj
dove Q è la quantità domandata mensile (in migliaia di unità), Pk è il prezzo del bene della
società K, A sono le spese pubblicitarie misurate in migliaia di euro al mese, Y è il reddito
pro capite misurato in migliaia di euro e Pj è il prezzo applicato dall’impresa BJ Corp.
- Nel prossimo anno il reddito pro capite dovrebbe aumentare di 2.000 euro. Quale sarà
l’effetto sulle vendite dell’impresa?
- Se l’impresa K vuole aumentare il prezzo in modo da annullare l’effetto dell’aumento
del reddito, di quanto dovrebbe aumentarlo?
- Se l’impresa K aumenta il prezzo come nel punto precedente (e se il reddito aumenta
come indicato nel primo punto), l’elasticità della domanda aumenterà o scenderà?
- Quale è la relazione tra il prodotto della BJ Corp. e quello della K?
- Se il prossimo anno K intende fissare un prezzo pari a 15 e spendere 10.000 euro al mese
per pubblicità, ipotizzando che il reddito pro capite sia 12.000 e che il prezzo di BJ sia
pari a 3, calcolare l’elasticità della domanda rispetto al prezzo. Che cosa ci dice in merito
alla natura del prodotto K?

a) La quantità aumenta di 5.6


b) Il prezzo deve aumentare del 3.7%
c) L’elasticità aumenta perché la quantità non varia ma il prezzo sale
d) I beni sono complementari
e) L’elasticità è pari a -5.4 x (15/107) = - 0.75

2) COSTI. Si supponga la seguente funzione di costo dell’impresa A, che produce due beni:
C = 100 – 0.5 Q1Q2 + (Q1)2+ (Q2)2.
L’impresa vuole produrre 5 unità del bene 1 e 4 unità del bene 2.
a) Esistono economie di diversificazione (scope economies)?
b) A sta valutando la possibilità di vendere la sussidiaria che produce il bene 2 all’impresa
B, nel qual caso produrrebbe solo più il bene 1. Cosa succederebbe ai costi dell’impresa
A se continuasse a produrre 5 unità del bene 1?

a) Con la produzione separata si avrebbero costi pari a C1 = 100 + Q12=125 e C2 = 100 +


Q22=116, nel complesso 241.
Con produzione congiunta i costi sono pari a 100-0.5x20+25+16=131. Ci sono quindi
economie di diversificazione che permettono di risparmiare 110 euro (100 dal risparmio
di costi fissi e 10 dal risparmio di costi variabili) rispetto alla produzione separata.
b) Vendendo la sussidiaria i costi sarebbero pari a 125, quindi relativamente molto
elevati rispetto alla produzione congiunta, perché la maggior parte dei costi è fissa.

3) DISCRIMINAZIONE. Un monopolista vende sigari in due mercati: A e B. La domanda


del mercato A è Q =20-P mentre quella del mercato B è Q =40-2P. Il costo marginale è
costante. Potendo praticare una discriminazione del terzo tipo, il monopolista sceglierà un
prezzo maggiore per i consumatori che risiedono nel mercato A?

Nel caso in cui il monopolista possa praticare una discriminazione di prezzo del terzo tipo
sceglierà di praticare un prezzo più elevato ai consumatori che si caratterizzano per una
domanda meno elastica. E’ quindi necessario calcolare i valori dell’elasticità della domanda nei
due mercati. L’elasticità della domanda nel mercato A è (-1)P/[20-P] mentre l’elasticità della
domanda nel mercato B è (-2)P/[40-2P]=(-1)P/[20-P]. Dal momento che per ogni livello di
prezzo i due mercati si caratterizzano per un analogo valore dell’elasticità, il monopolista - pur
potendo discriminare tra i due mercati - praticherà il medesimo prezzo ai due gruppi di
consumatori.

4) INDICI CONCENTRAZIONE. Si ipotizzi una situazione iniziale di un mercato in cui le prime


quattro imprese hanno le seguenti quote di mercato: 30%, 10%, 20%, 30%. Si indichi il rapporto di
concentrazione c3 e l’indice di Herfindahl. Si ipotizzi ora che le due più grandi imprese si fondano.
Come cambiano tali indici? Vi aspettate un aumento o una riduzione del prezzo?
Il rapporto di concentrazione C3 è pari alla somma delle quote di mercato delle tre imprese più
grandi: prima della fusione è pari a 0.8, dopo la fusione diventa 0.9.
L’indice di Herfindahl si ottiene sommando i quadrati delle quote di mercato. Abbiamo solo i
dati sulle prime quattro imprese, ci mancano quelli sulle altre. Due ipotesi si possono fare: che
la quinta impresa abbia il restante 10% del mercato oppure che il 10% sia frazionato tra tante
imprese con quote di mercato piccole e quindi trascurabili.
H0=0.09+0.09+0.01+0.04 = 0.23 (oppure 0.24 nel caso di quinta impresa con 10% del mercato)
Nel caso in cui la produzione delle imprese non cambi post fusione (ipotesi per nulla
scontata):
H1=0.36+0.01+0.04 = 0.41 (oppure 0.42 nel caso di quarta impresa con 10% del mercato)
Per rispondere alla domanda sulla variazione nei prezzi occorre sapere se vi è competizione di
quantità, oppure competizione di prezzo, se vi sono guadagni di efficienza risultanti dalla fusione,
se la probabilità di colludere cambia dopo la fusione, e così via….

5) MONOPOLIO MULTIPRODOTTO. La Coca-Cola è monopolista nel mercato delle bevande


analcoliche. Essa produce due tipi di bevanda, chiamati Coke e Diet Coke. Le funzioni di domanda
sono rispettivamente:
PC = 2 – Q C - k Q D e PD = 2 – Q D - k Q C
Sapendo che i costi totali di produzione dei due prodotti sono pari a:
CT = QC + QD - h QD QC
Si calcolino le quantità prodotte dei due beni ed i rispettivi prezzi. Si indichi il ruolo dei
parametri h e k.
Massimizzando i profitti congiunti:
π = (2 – QC - k QD) QC + (2 – QD - k QC) QD – [QC + QD - h QD QC]
La derivata prima rispetto a QC è pari a:
d π /d QC = 2 – 2QC - k QD - k QD -1+ h QD
Ponendo la derivata prima pari a zero e, imponendo per simmetria QC = QD si ottiene:
QC = QD = 1/(2+2k-h) e quindi PC = PD = (3+3k-2h)/(2+2k-h).
Come si evince, k, che è il parametro di differenziazione, ha l’effetto di ridurre la quantità
mentre h, che evidenza sinergie di costo tra i due prodotti (complementarietà di costo), ha
l’effetto di aumentare la quantità prodotta (e ridurre il prezzo) dei due beni.

6) DISCRIMINAZIONE-BUNDLING. Si supponga che la Apple stia considerando l’introduzione


dell’iPhone6c, una versione meno bella dell’iPhone6. La tabella seguente riporta le valutazioni dei
consumatori e i costi di produzione unitari per i due modelli.

iPhone6 iPhone6c Milioni consumatori


Fan 800 400 2
Altri 450 300 3
Costo produzione 200 100
unitario

Se la Apple decide di produrre un solo modello, quale modello produrrà, a quale prezzo e quanti
profitti avrà?
Se decide di produrre due modelli, quali saranno i prezzi e i profitti?
Qual è la scelta più conveniente?

Se decide di produrre solo il modello 6, prezzando a 800 guadagnerebbe (800-200)x2=1.2 miliardi,


mentre prezzando a 450 guadagnerebbe (450-200)x5=1.25 miliardi.
Se decide di produrre solo il modello c, prezzando a 400 guadagnerebbe (400-100)x2=600 milioni,
mentre prezzando a 300 guadagnerebbe (300-100)x5=1 miliardo. La scelta migliore è quindi quella
di produrre l’iPhone6 e venderlo ad un prezzo di 450.

Se si producono due modelli, conviene vendere l’iPhone6 a 800 e l’iPhone6c a 300 guadagnando
complessivamente (800-200)x2+(300-100)x3 = 1.8 miliardi. In realtà, ad un prezzo di 800 per
l’iPhone6, i Fan potrebbero scegliere di comprare il modello 6c, perché il surplus sarebbe
positivo (400-300=100, cioè risparmierebbero 100 euro rispetto alla somma massima che sono
disposti a pagare), rispetto ad un surplus pari a zero nel caso di acquisto di iPhone6. Per
essere sicuri che compreranno l’iPhone6 occorre garantire lo stesso surplus, quindi prezzare
l’iPhone6 a 700. In quel caso, i profitti sarebbero (700-200)x2+(300-100)x3 = 1.6 miliardi.
Questa è la risposta corretta e rigorosa, che tiene conto del vincolo di compatibilità degli
incentivi.
La scelta migliore è quindi quella di produrre due modelli.

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