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SCHEDA 2.

1 L’esperimento di Hershey e Chase


Dalla fine degli anni 1920 cominciarono ad particolare, i due studiosi utilizzarono il fago
accumularsi prove che indicavano nel DNA T2 che infetta le cellule batteriche di Esche-
la molecola contenente le informazioni ge- richia coli (figura 1) ed è costituito da un
netiche. Gli esperimenti pionieristici di Grif- involucro proteico che racchiude una mo-
fith, basati sull’osservazione che, in oppor- lecola di DNA. Questo tipo di struttura ren-
tune condizioni sperimentali, ceppi batte- deva i fagi uno strumento ideale per defi-
rici innocui di pneumococchi potevano tra- nire una volta per tutte quale fosse la natu-
sformarsi in ceppi patogeni, dimostrarono ra del materiale genetico.
il passaggio di una sostanza «trasforman- Hershey e Chase progettarono un espe-
te» da una cellula batterica all’altra, capa- rimento di grande eleganza per determi-
ce di modificare i caratteri della cellula ri- nare quale delle due componenti del fago
cevente. Circa quindici anni dopo, Avery fosse responsabile della riprogrammazio-
suggerì che tale sostanza dovesse essere ne genetica delle cellule infettate. I due ri-
DNA, ma i suoi risultati non potevano es- cercatori si avvalsero di una procedura ba-
sere considerati definitivi e furono accolti sata sulla marcatura dei fagi con isotopi ra-
con scetticismo. A quel tempo, infatti, era dioattivi e utilizzarono un contatore di ra-
radicata la convinzione che fossero le pro- dioattività, un semplice frullatore da cuci-
teine, chimicamente complesse ed etero- na e una centrifuga (figura 2 a pagina se-
genee, e non il DNA, sostanzialmente più guente).
uniforme da un punto di vista chimico, a Due campioni di particelle fagiche furo-
fungere da depositarie delle informazioni no soggetti a marcatura differente: il primo
ereditarie. con 35S avrebbe presentato proteine ra-
La prova definitiva fu fornita finalmen- dioattive, il secondo con 32P avrebbe con-
te, nel 1952, da un celebre esperimento con- tenuto DNA radioattivo. Essi aggiunsero il
dotto dai biologi statunitensi Alfred Hers- campione di fagi contenenti proteine ra-
hey e Martha Chase. dioattive al terreno di coltura di cellule bat-
teriche; dopo l’infezione, la coltura venne
«frullata» in modo da ottenere il distacco
degli involucri virali vuoti dalle cellule in-
fettate e queste ultime furono separate dai
primi per centrifugazione. Il conteggio del-
la radioattività mostrò che questa era pre-
sente nella frazione che conteneva gli invo-
lucri virali, ma era assente nelle cellule bat-
teriche infettate e nella progenie di fagi pro-
dotti da queste. I due ricercatori ripeterono
lo stesso esperimento utilizzando la secon-
da popolazione di fagi con il DNA radioat-
tivo. In questo caso, però, essi trovarono che
Martha Chase e Alfred Hershey
gran parte della radioattività si trasferiva
Essi lavoravano con i batteriofagi (o fagi), nelle cellule batteriche infettate e si ritro-
virus che infettano le cellule batteriche. In vava nella progenie virale ma era assente

DNA DNA
(non marcato) contenente
fosforo
radioattivo
Proteine
contenenti
zolfo radioattivo
Proteine
(non marcate) Figura 1 Schema della struttura di un
fago T2.

1 Stefani-Taddei Percorsi di biochimica © Zanichelli 2011


1 Miscela di batteri 2 Mediante un frullatore 3 La miscela è centrifugata 4 Misurazione della
e fagi marcati vengono separati i fagi in modo che i batteri radioattività nel
radioattivamente. rimasti al di fuori dei formino un sedimento sedimento e nel
I fagi infettano le batteri, dalle cellule e sul fondo della provetta. supernatante.
cellule batteriche. dal loro contenuto.

Proteina Rivestimento proteico


Fago radioattiva Radioattività
nel liquido
Batterio DNA fagico

Campione 1. I fagi sono DNA


fatti crescere in presenza
di zolfo radioattivo (35S),
che è incorporato
nelle proteine.
Centrifugazione

Sedimento

Campione 2. I fagi sono


fatti crescere in presenza DNA radioattivo
di fosforo radioattivo
(32P), che è incorporato
nel DNA. Centrifugazione
Radioattività
Sedimento nel sedimento

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Figura 2 L’esperimento di Hershey e Chase.

nella frazione contenente gli involucri dei per la sintesi delle nuove particelle fagiche
fagi vuoti. Hershey e Chase conclusero che complete di DNA e proteine.
solo il DNA fagico penetrava all’interno del- Tali risultati convinsero anche i più scet-
le cellule infettate, mentre la maggior par- tici che il materiale genetico, almeno nelle
te della componente proteica restava all’e- cellule batteriche e nei fagi, era rappresen-
sterno, dimostrando che il solo DNA era re- tato dal DNA. Solo un anno più tardi Wat-
sponsabile della riprogrammazione del ge- son e Crick, basandosi sui dati raccolti da
noma delle cellule batteriche infettate e che Wilkins e Franklin, avrebbero proposto il
essa conteneva l’informazione necessaria modello a doppia elica del DNA.

Stefani-Taddei Percorsi di biochimica © Zanichelli 2011 2

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