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Seminario del corso di Teoria e Applicazione della Meccanica Quantistica

Elaborato di Riccardo Piccoli

Pavia – 26/01/2010
ORIGINE DEL PROBLEMA
La meccanica quantistica non è in grado di fornire previsioni
certe per i risultati dei singoli esperimenti: tutto quello che può
fare è assegnare per ciascun possibile risultato , un ben preciso
valore alla probabilità che esso si verifichi.

DOMANDA
Se la  non determina in maniera univoca il risultato di una
misura (ma fornisce solo una distribuzione statistica) il sistema
fisico aveva realmente l’attributo in questione prima della
misura oppure è stato l’atto stesso di misurarlo a “crearlo”?
 REALISTA
 L’indeterminismo quantistico è il segnale dell’incompletezza della teoria
poiché la realtà è deterministica. Esisterebbero quindi “variabili nascoste”
che riporterebbero la teoria a dare una descrizione del mondo
completamente deterministica.
 “Dio non gioca a dadi con l’universo ma li getta anche dove non li possiamo
vedere” A. Einstein

 ORTODOSSA (SCUOLA DI COPENHAGEN)


 La descrizione della realtà oggettiva non può essere resa indipendente
dall’osservatore. L’atto di misura forza il sistema a “prendere posizione”
determinando il valore di un attributo che non ne possedeva alcuno prima
della misura stessa. → Collasso della funzione d’onda

 AGNOSTICA
 Non si prende alcuna posizione fra le due precedenti.
Nel 1935 Einstein, Podolsky e Rosen pubblicarono un lavoro intitolato:
Può la descrizione quantomeccanica della realtà fisica essere considerata
completa? (Meglio conosciuto con il nome di Paradosso EPR)

COME VALUTARE LA VALIDITÀ DI UNA TEORIA FISICA


1-La teoria è corretta?
2-La descrizione fornita dalla teoria è completa?

RISPOSTE
1- Sì, poiché in accordo con i risultati sperimentali.
2-La descrizione fornita dalla teoria è completa se per ogni
elemento della realtà fisica esiste una controparte nelle teoria
fisica stessa.
Una condizione sufficiente per la realtà di una quantità fisica è la
possibilità di prevederne il valore con certezza (P=1) senza che il
sistema ne sia disturbato.
PROBLEMA
Se due quantità fisiche descritte da due operatori A,B non
commutano, cioè se [A,B] 0 (es. [x,p]= i) la conoscenza di una
preclude quella dell’altra. Quindi o la teoria è incompleta o le
due quantità non posso avere realtà simultanea.

DIMOSTRAZIONE DEL PARADOSSO


Supponiamo di aver due sistemi I, II.

I II

Interazione per un
tempo T
Indichiamo con  la funzione d’onda del sistema composto
I+II per ogni t T. Effettuiamo due misure successive su due
quantità A, B del I sistema.

Misura su A

Misura su B
Al momento della misura i due sistemi non interagiscono più.
Pertanto non è più possibile alcun cambiamento reale nel II
sistema come conseguenza di qualunque cosa fatta al I. E’
dunque possibile assegnare due funzioni d’onda differenti alla
medesima realtà.

Se ora A → x e B → p allora [A,B]=[x,p]= i 0

1- I misura: A è elemento di realtà


2 - II misura: B è elemento di realtà
3 – A e B appartengono alla stessa realtà
4 – Se la teoria è completa allora anche operatori non commutanti possono
avere realtà simultanea. ← Paradosso

CONCLUSIONE:
La descrizione quantomeccanica della realtà fisica non è completa.
→ Variabili nascoste che scioglierebbero l’indeterminazione del sistema.
 Il paradosso viene risolto lasciando cadere
almeno una delle seguenti ipotesi:
 Realtà
 Località
 Completezza della meccanica quantistica
 Mancanza di un’analisi dettagliata delle ipotesi.

Per diversi anni la discussione sull’interpretazione della


meccanica quantistica è proseguita senza sostanziali novità
fino a quando, nel 1964, J. Bell pubblicò un lavoro
intitolato: “Sul paradosso Einstein, Podolsky, Rosen”
Physic 1 – pagg. 195 - 200
? ?
e+  e-

a b

 

e+ e-
 Secondo la meccanica quantistica si può
dimostrare che:

 Supponiamo ora che:


 Il sistema sia caratterizzato dalla variabile nascosta λ.
 Nessun segnale possa propagarsi a velocità superiore
a quella della luce → Principio di località
 Esistono due funzioni A(a,λ) e B(b,λ) che forniscono
il risultato di una misura rispettivamente
sull’elettrone e sul positrone.

 Se ρ(λ) è la distribuzione di probabilità di λ allora il


valore d’aspettazione per il prodotto delle due
componenti risulta:
 Se a=b (rivelatori allineati) i risultati sono perfettamente anti-
correlati, quindi:

 Da cui il valore di aspettazione del prodotto degli spin risulta:

 Introducendo un terzo versore c si giunge alla diseguaglianza


di Bell che vale per qualunque teoria di variabile nascosta:
 ESEMPIO
 Predizioni della MQ: a
 P(x,y)= - x y
 P(a,b)= -0,5
 P(a,c)= 0 b
60°
 P(b,c)≈ - 0,87
30°
c
 Valutiamo la disuguaglianza di Bell
 | P(a,b) – P(a,c) |≤ 1+P(b,c)
 | -0,5 + 0 | ≤ 1-0,87
 0,5 ≤ 0,13

 CONCLUSIONE
Le più significative verifiche sperimentali, eseguite a partire dal 1978
da parte di A. Aspect, mostrano un vasto accordo con le predizioni
della meccanica quantistica che dunque risulta incompatibile con
qualsiasi teoria deterministica locale.
L’ARGOMENTAZIONE EPR PORTA A CONCLUDERE CHE I PRINCIPI DI LOCALITÀ, REALTÀ E
COMPLETEZZA DELLA MQ SONO FRA LORO INCOMPATIBILI.

ABBANDONANDO  DETERMINISMO
Non contiene “tutta la
COMPLETEZZA storia”. SI
Variabili nascoste

Non è una proprietà del


sistema fisico indipendente
dall’osservatore.
REALTÀ NO
Prevede l’evoluzione
temporale della nostra
conoscenza.
E’ una proprietà oggettiva
del sistema fisico.
LOCALITÀ Modificazione istantanea a NO
distanza delle proprietà
fisiche del sistema.
[… né sa né può chi di là sù discende …]
Dante Alighieri – Paradiso, Canto I, v. 6