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CAPITOLO 8 I RACCORDI TRA STATO E REGIONI

Uno dei limiti maggiori della Costituzione era la mancanza di sedi di raccordo tra Stato e Regioni in grado di
risolvere le situazioni di conflitto; Nelle Regioni a statuto Speciale c’erano alcune disposizioni che
prevedevano di invitare il Presidente della Regione alle sedute del Consiglio dei Ministri quando si discute
di decisioni che riguardano gli interessi della Regione. La costituzione del 1948 prevedeva alcune situazione
che portavano a limitate forme di partecipazione delle Regioni alle funzioni statali ed essere erano : 1)
partecipazione all’elezione del Presidente della Repubblica : dove partecipano tre delegati della
Regione , eletti dal Consiglio Regionale, assicurando la presenza dei gruppi consiliari di minoranza 2)
Iniziativa legislativa : Ogni Consiglio regionale, può presentare delle proposte di legge alle Camere,
anche proposte di legge di revisione costituzionale; L’oggetto di tale proposta non deve riguardare
necessariamente gli ambiti specifici della Regione, ma basta che presenti una relazione con gli interessi
regionali 3) Partecipazione alla fusione di Regioni esistenti, creazione di nuove regioni: l’articolo 132
parla dello Stato che può prendere decisioni sulla fusione delle Regioni esistenti o sulla creazione di
nuove Regioni o magari sul distacco di Province o comuni da una Regione e la loro aggregazione ad
un’altra. L’iniziativa deve partire dagli organi elettivi degli enti locali e su questa proposta ci deve essere
il parare dei Consigli Regionali e della popolazione interessata tramite referendum svolto sul territorio
delle Regioni interessate; deve esprimersi la maggioranza degli aventi diritto al voto. Nel caso di
richiesta di distacco di Comuni e Province per creare una nuova Regione, l’iniziativa parte sempre dai
consigli Comunali o provinciali e deve essere approvata da un 1/3 della popolazione restante; avere il
parere favorevole del Consiglio Regionale e delle popolazioni interessate tramite referendum. 4) Potere
di richiedere il referendum abrogativo su leggi ordinarie dello stato: 5 consigli regionali possono
richiedere tale referendum su leggi ordinarie dello stato 5) potere di richiedere il referendum
confermativo di una legge costituzionale: se tale legge non è stata approvata dal Parlamento con la
maggioranza dei 2/3, secondo i sensi dell’art 138 si può richiedere questo referendum , entro tre mesi
dalla sua pubblicazione, se richiesto da un quinto dei membri della camera e da 500.000 elettori o da 5
consiglieri regionali 6) la commissione bicamerale per le questioni regionali: è l’unico istituto
collaborativo tra stato e regioni previsto dalla Costituzione, ha il compito di intervenire nella procedura
volta ad accertare la violazione del limite dell’interesse nazionale da parte di una legge regionale.

2 Il principio di leale collaborazione

Con la mancanza degli strumenti di procedura e di raccordo tra Stati e Regioni, la corte costituzionale ha
suggerito una logica di leale collaborazione. Questo principio viene ancorato all’articolo 5 che parla del
principio unitario , ma impegna anche la Repubblica al riconoscimento delle autonomie locali. Il principio
di leale collaborazione deve governare i rapporti tra Stato e regioni nelle materie dove le competenze di
entrambi si intrecciano. Questo principio di leale collaborazione è presentato nel nuovo titolo 5 in vari
articoli come : 1 ) articolo 120 comma 2 per quanto riguarda i poteri sostitutivi che devono essere
esercitati nel rispetto del principio di leale collaborazione 2) art 118 comma 3 che prevede forme di
coordinamento tra Stato e regioni nelle materie di immigrazione , dell’ordine pubblico e di sicurezza e
tutela dei beni culturali 3 ) 119 comma 1 che parla dei temi della finanza e il sistema tributario 4) art 117
comma 5 parla della partecipazione agli atti normativi comunitari in materia di competenza regionale 5 )
art 117 comma 9 esercizio del potere estero delle Regioni.

3 il sistema delle conferenze

La conferenza permanente per i rapporti tra lo stato , le regioni e le province autonome è la sede
privilegiata destinata a realizzare il principio di leale collaborazione; ne fanno parte tutti i presidenti delle
Regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano , è presieduta dal Presidente del CONSIGLIO o
da un ministro delegato; questa conferenza si riunisce ogni sei mesi e ogni volta che il Presidente del
CONSIGLIO lo ritiene opportuno. L’intesa è raggiunta quando l’assenso del Governo si aggiunge
all’Assenso dell’unaminità dei presidenti di regioni e province autonome, entro 30 giorni dalla prima
riunione, quando scadono che il Governo è autorizzato a procedere con deliberazione motivata. La
legge 281/ 97 disciplina altri due organismi 1 ) la conferenza stato città che è la sede di confronto
preventivo e di cooperazione tra lo stato e il sistema delle autonomie locali intereggionali ; c’è il
Presidente del Consiglio ed una serie di ministri , si riunisce ogni tre mesi ed in ogni occasione ritenuta
opportna dal presidente 2) la conferenza unificata che vede riuniti insieme i componenti delle due
precedenti conferenze sotto la presidenza del presidente del consiglio; essa promuove e sancisce intese
ed accordi tra i diversi livelli del governo

4 la mancata riforma della seconda camera

Per poter inserire le Regioni e le autonomie locali nelle decisioni del Parlamento, si parla da tempo di una
seconda camera rappresentativa delle autonomie territoriali, per inserire le Regioni nel processo legislativo
per le materie di loro competenza;

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