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Gli etruschi

Intorno all’VIII secolo a.C. si afferma il nuovo popolo degli Etruschi


Tra le culture dell’Italia preromana, la più importante fu quella degli Etruschi,
diretti precursori dei Romani. Gli Etruschi risultano stanziati nella penisola italica
già prima dell’VIII secolo a.C.; erano probabilmente gli eredi della civiltà
villanoviana, fiorita in Italia dopo il 1000 a.C. Secondo lo storico greco Erodoto
essi provenivano invece dalla Lidia, una regione dell’Asia Minore; in effetti la lingua
etrusca non appartiene al gruppo delle lingue indoeuropee ed è, ancora oggi, in parte
misteriosa, perché non è stata ritrovata alcuna iscrizione bilingue (per esempio in
etrusco-greco o in etrusco-latino). A ogni modo gli Etruschi (i quali chiamavano se
stessi Rasna o Rasenna, “uomini”) in pochi secoli misero sotto controllo l’Italia
centrale e si arricchirono grazie ai traffici commerciali. 
Il mondo etrusco si espande verso nord e verso sud; le sue città-stato si
autogovernano
Il fulcro della civiltà etrusca era l’area dell’Italia centrale che i romani
chiameranno Etruria e che comprendeva la Toscana, l’isola d’Elba, il Lazio
settentrionale. Qui sorsero le principali città etrusche, ovvero Tarquinia, Cerveteri,
Vulci, Populonia, Volterra, Arezzo, Cortona, Chiusi, Perugia e Veio. Molti di questi
centri sorgevano sul litorale tirrenico, una costa adatta alla navigazione e che
facilitava i commerci con i Fenici e con le colonie greche. Dall’Etruria, in breve
tempo, gli Etruschi si allargarono anche in altre zone. Dirigendosi verso la pianura
padana fondarono Bologna (che chiamarono Fèlsina), Marzabotto, Spina, Cesena, e,
più a nord, Mantova e Adria. Tutti questi centri erano probabilmente insediamenti di
epoca villanoviana, ingranditi dagli Etruschi. A sud, occuparono parte della
Campania, dove fondarono le città di Capua, Pompei e Nola. Napoli era invece una
colonia greca più antica. L’Etruria non si organizzò mai in uno Stato unitario. I centri
che abbiamo ricordato erano delle città-stato autonome, unite in leghe di carattere
religioso, simili alle anfizioníe greche. Ogni città si governava da sé: il sovrano
(lucumone) era assistito da un consiglio di nobili. Nel VI secolo a.C. i re furono
rovesciati e il potere passò nelle mani di una ristretta oligarchia di famiglie, al cui
interno venivano eletti i magistrati, in carica per un anno. Periodicamente, si riuniva
l’assemblea, per approvare le decisioni del popolo. Questa organizzazione politica
appare molto simile a quella che si diede poi Roma. 

L’economia etrusca è ricca, la società articolata; e le donne rivestono un ruolo di


primo piano
Gli Etruschi furono abili navigatori, commercianti e pirati e quando occuparono
le fertili terre della pianura padana, si dedicarono con successo anche
all’agricoltura e all’allevamento, grazie ad avanzate tecniche d’irrigazione. I loro
artigiani producevano ceramiche e oggetti in metallo. Di stirpe etrusca erano i
proprietari terrieri, i mercanti e i ricchi imprenditori che sfruttavano le miniere di
rame e di ferro dell’isola d’Elba e della Toscana e davano lavoro agli artigiani. Le
terre venivano invece coltivate da Liguri e da altri popoli italici sottomessi. Il duro e
pericoloso lavoro delle miniere era riservato agli schiavi catturati nelle spedizioni di
pirateria e in guerra. Nella società etrusca le donne avevano un ruolo attivo, quasi
pari a quello degli uomini: partecipavano ai banchetti insieme ai mariti e
conducevano anche una vita fuori casa indipendente. 

L’avanzata architettura etrusca influenzerà quella romana


Gli Etruschi possedevano conoscenze avanzate in molti campi e le trasmisero ai
loro eredi, i Romani. Una di queste conoscenze era la tecnica (nata in Oriente) di
costruzione dell’arco a volta: i Romani se ne servirono per le arcate dei loro
acquedotti, per i ponti e gli archi trionfali. Ai Romani gli Etruschi insegnarono
anche i sistemi per prosciugare le paludi, utili per guadagnare nuovi terreni
all’agricoltura: con questa tecnica verrà bonificata, a Roma, l’area ai piedi dei sette
colli. Dal mondo etrusco proviene anche il disegno ordinato delle città e l’aspetto
delle case più ricche, edificate a pianta quadrata con un cortile interno (che i Romani
chiameranno atrium). L’arco a volta era nato nell’antica Mesopotamia; anche gli
architetti greci lo conoscevano, ma per ragioni estetiche di simmetria essi
preferivano il sistema costruttivo basato sull’architrave rettilineo, sostenuto da
pilastri verticali. L’arco però consentiva di sostenere un peso maggiore:
riapparso nell’Oriente greco-ellenistico, fu utilizzato dagli Etruschi intorno
al 400 a.C., soprattutto per coprire le porte monumentali delle città, come a
Perugia. Gli architetti romani riprenderanno la tecnica dell’arco, portandola a
grande perfezione. 

Anche la religiosità etrusca, con i suoi riti, influirà su quella di Roma


Ai Romani, inoltre, gli Etruschi trasmisero la loro religiosità, superstiziosa e
anche un po’ ossessiva. Le divinità maggiori erano Veltuna, signore della Terra e
protettore del popolo, Tinia, il dio delle folgori e la sua sposa Uni, Menerva, dea della
saggezza, della guerra, dell’arte, accanto a molte altre. Poiché gli dèi si rendono
partecipi di ogni momento della vita dell’uomo, gli Etruschi accompagnavano ogni
momento importante con un particolare rito religioso, affidato alle scrupolose cure
dei sacerdoti. Toccava a questi ultimi mettersi in contatto con gli dèi e accertare la
loro volontà, prendendo gli auspìci. A tale scopo, i sacerdoti etruschi interpretavano il
moto dei fulmini o il volo degli uccelli (in questo studio erano specializzati gli
àuguri), oppure esaminavano i visceri degli animali sacrificati (era la specialità degli
arùspici). Ritroveremo questi elementi nella religione romana. 

Nelle tombe etrusche lo specchio di una magnifica civiltà


Gran parte di quanto sappiamo sugli Etruschi ci viene dalle tombe in cui essi
seppellivano i loro defunti. Inumare le salme, cioè seppellirle, è cosa differente
dal cremarle, cioè bruciarle: gli Etruschi credevano infatti in una vita dopo la
morte. Tale credenza li differenziava dai Greci e li avvicinava agli Egizi e ad altri
popoli orientali. Le sepolture etrusche erano spesso collegate tra loro in vaste
necròpoli, termine greco che significa “città (sotterranee) dei morti”. Gli scavi
eseguiti dagli archeologi (e purtroppo anche dai tombaroli, i moderni saccheggiatori
di tombe) hanno riportato alla luce splendide tombe circolari dipinte, con ricchi
corredi funebri. Poiché la vita continuava nell’aldilà, il defunto veniva sepolto con gli
oggetti della vita quotidiana; più altolocata era la sua posizione sociale, più lussuosi
erano i vasi, i gioielli, gli affreschi colorati che rappresentavano, sulle pareti tombali,
scene di battaglia, viaggi per mare e giochi sportivi. 

Raggiunto l'apice nel VI secolo a.C., la potenza etrusca declina, fino a


essere assimilata da Roma
L’apice della potenza etrusca fu raggiunto intorno al 550 a.C., quando Roma esisteva
già da due secoli. Gli Etruschi giunsero alla loro massima espansione territoriale,
mantenendo buone relazioni commerciali con Cartagine e le altre città fenicie e con
l’Oriente greco e asiatico. Rivalità e conflitti, invece, li opponevano alle colonie
greche in Italia: fu proprio questo elemento a causare il loro declino. All’inizio del VI
secolo a.C. gli Etruschi, alleati dei Cartaginesi, occuparono le coste della Corsica, da
cui scacciarono i coloni greci, ma successivamente i rapporti di forza si capovolsero.
Nel 540 a.C. la flotta etrusca si scontrò ad Alalia, al largo della Corsica, con quella
dei Greci di Focea, fondatori di Marsiglia. Questa battaglia non ebbe esito decisivo,
ma più tardi, nel 474 a.C., gli Etruschi furono battuti a Cuma senza appello da
Gerone, tiranno di Siracusa. Da quella sconfitta non si ripresero più. Ne approfittò
Roma, che aveva già cominciato la sua espansione. Nel 396 a.C. cadde in mano
romana l’importante città etrusca di Veio; in breve l’intera civiltà etrusca finì per
essere assimilata da quella di Roma
Rispondi alle domande per comprendere / consolidare le conoscenze

PROTAGONISTI / EVENTI
1. Chi erano i Celti?
I Celti furono un insieme di popoli indoeuropei 
2. Illustra le attività economiche e le figure sociali del mondo etrusco.
Gli Etruschi furono abili navigatori, commercianti e pirati e quando occuparono le
fertili terre della pianura padana, si dedicarono con successo anche all’agricoltura
e all’allevamento, grazie ad avanzate tecniche d’irrigazione.
3. Come si governavano gli Etruschi?
Erano delle città stato si autogovernavano
4. Quali conoscenze e tecniche trasmisero gli Etruschi ai Romani?
la tecnica (nata in Oriente) di costruzione dell’arco a volta: i Romani se ne
servirono per le arcate dei loro acquedotti, per i ponti e gli archi trionfali.
5.    Illustra gli elementi principali della religione etrusca.
6.    Quale documentazione sulla civiltà etrusca ci viene dalle tombe?
Gran parte di quanto sappiamo sugli Etruschi ci viene dalle tombe in cui essi
seppellivano i loro defunti. Inumare le salme, cioè seppellirle, è cosa differente dal
cremarle, cioè bruciarle: gli Etruschi credevano infatti in una vita dopo la morte.

DOVE / QUANDO
7.    Dove sorgevano le principali città etrusche? Citale.
Il fulcro della civiltà etrusca era l’area dell’Italia centrale che i romani chiameranno
Etruria e che comprendeva la Toscana, l’isola d’Elba, il Lazio settentrionale, qui
sorsero le principali città etrusche, ovvero Tarquinia, Cerveteri, Vulci, Populonia,
Volterra, Arezzo, Cortona, Chiusi, Perugia e Veio.

8.    Quando iniziò a svilupparsi la potenza etrusca? E quando declinò?


L’apice della potenza etrusca fu raggiunto intorno al 550 a.C., quando Roma esisteva
già da due secoli. Gli Etruschi giunsero alla loro massima espansione territoriale,
mantenendo buone relazioni commerciali con Cartagine e le altre città fenicie e con
l’Oriente greco e asiatico. Rivalità e conflitti, invece, li opponevano alle colonie
greche in Italia: fu proprio questo elemento a causare il loro declino
LESSICO
9.    Che cosa significa «autoctono»?
Autoctono è un reperto fossile appartenente al contesto paleo-ambientale in cui è
stato rinvenuto, e che quindi ha subito processi di trasporto post-mortem scarsi o nulli 
10.    Che cosa sono le necropoli?
In archeologia la necropoli (dal greco nekros, morto e polis, città) disegna un
agglomerato di tombe, disposte sovente in modo disordinato, ma talvolta integrate in
un complesso di tipo urbanistico
11.    Spiega il significato di questi due termini etruschi: Rasenna e lucumone. La
massima carica politica all’interno di alcune città stato della penisola italica in epoca
pre-romana
12.    Chi erano gli aruspici? E gli àuguri?

CAUSE / CONSEGUENZE
13.    Per quale motivo sappiamo molto poco della lingua etrusca?
14.    Quali conseguenze ebbe l’inimicizia fra gli Etruschi e i coloni delle città
greche?

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