Sei sulla pagina 1di 8

CLAUDE DEBUSSY

-Biografia:

Nasce a Parigi (1862-1918) dove frequenta il conservatorio, stringe un legame con madame von Meck che
lo porterà a due viaggi in Russia e Austria, inizia una relazione con la cantante Marie-Blanche Vesnier, vince
il Prix de Rome e soggiorna 2 anni nella capitale italiana (85-87), dove scrive il poema “Printemps”,
ispirandosi alla Primavera di Botticelli, e “La demoiselle élue”. Due opere legate allo scenario intellettuale
bohémien di Mallarmé.

-Stile:

Debussy sta a cavallo tra simbolismo letterario ed impressionismo in pittura: le sue opere simboliste si
distinguono per l’indeterminatezza delle impressioni ed il vasto uso di simboli (come nel “Pélleas”), mentre
quelle impressioniste sono caratterizzate dall’esaltazione dello sfumato (dissolvenza sonora) o del flou e
dell’impasto dei colori, richiamanti le tecniche pittoriche impressioniste.

Il suo modernismo lo porta al rifiuto della musica intesa come arte frivola e commerciale, prediligendo
spunti culturali delle correnti avanguardistiche e sperimentali come Satie, e puntando ad un ideale estetico
elevato e puro. Nella musica ama mettere velati cenni ed analogie implicite, mantenute coerenti da una
rigorosa forma in stile francese. Il suo rapporto con Wagner è quindi di ammirazione ed interesse per le
opere che si rifanno alla Francia del secondo Ottocento da Chausson (come il Tristano, Parsifal), ma si
distacca dalle opere invece più ispirate ad un ambiente tedesco e drammatico.

-Printemps:

Debussy la scrive nel 1887 durante il suo soggiorno a Roma, ispirandosi alla Primavera di Botticelli, vista in
una visita a Firenze. Il pezzo è tutt’altro che descrittivo, il suo intento è quello di esprimere la sofferta e
lenta nascita della natura e la maturazione che portano ad un’esplosione di gioia, con la vita. Il pezzo si
caratterizza di sonorità morbide, con l’utilizzo di scale pentatoniche lontane dalla tradizione classica.
Questa sua ricerca dell’insolito e dello stravagante tipico impressionista portò gli accademici a non
apprezzare molto l’opera, in quanto l’impressionismo per loro non rappresentava la verità nell’opera
d’arte. L’orchestra è pre-impressionista, con l’aggiunta di arpa e pianoforte a quattro mani.

-La damoiselle élue:

Il Testo è di Rossetti, ispirato dalla tela Blessed Damozel dello stesso Rossetti, caratterizzata
dall’accostamento di devozione religiosa e leggero erotismo. Il testo parla di una damigella in paradiso che
sente la mancanza del suo amato, mentre lui sente come se lei non se ne fosse mai andata. Debussy fece
quindi una delle prime grandi unioni di poesia, pittura e musica, trasformando colori e atmosfere in suoni.
L’orchestra ha una composizione tardo wagneriana ed il testo è affidato ad un coro femminile, mentre il
contralto fa da narratore. L’opera si divide in tre sezioni: ieratiche, ricche di modalità e quinte parallele
sono la prima e la terza, mentre la centrale più struggente. Allo stesso modo era divisa l’opera di Rossetti:
sopra il paradiso con la damigella, al centro angeli e santi, in basso l’amato in terra.

-Prelude à l’aprés-midi d’un faune:

Composto nel 1894, rievoca il rapimento di due fanciulle da parte di un fauno ed il conseguente atto
sessuale. Soggetto dell’egloga di Mallarmé, si caratterizza dalle sonorità di un’orchestra impressionista: più
leggera e con meno bassi, ad aprire l’opera è infatti il flauto.

-Trois Nocturnes:
Composti alla fine dell’Ottocento, il titolo prende ispirazione da alcuni dipinti di Whistler. Rispecchia ancora
le sonorità impressioniste, con frasi brevi e sonorità di incertezza e misteriosità tipiche del simbolismo.

Nuages: Con sonorità leggere, di cambiamento e nebbiose di un cielo che si fa man mano velato.

Fete: Una danza più movimentata con cambi di ritmo e tempo.

Sirenes: Caratterizzato da un coro che richiama il canto delle sirene, a cui si intrecciano echi lontani
realizzati dagli strumenti.

-Pelease Melisande:

Del 1902, elementi di misteriosità ed incertezza simbolisti, con testo in prosa di Meterlink. Ciò influenzò lo
stile vocale: un declamato più simile al parlato. Utilizza i leit motiv, dissonanze, sospensioni accordali e
cromatismi tipici Wagneriani. I atto: Golaute trova Melisande nel bosco e la invita nel castello, per poi
chiedere al nonno Re Arkel il permesso di sposarla. Melisande però si è innamorata di Peleas e chiede
consiglio alla madre dei due fratelli, Genevieve. II atto: Peleas e Melisande si trovano nella fontana dove
aveva conosciuto Golaute e, presa dalla rabbia lancia l’anello in acqua. Poi torna dal marito, costretto a
letto dopo una caduta da cavallo, il quale si accorge subito della mancanza dell’anello; ella mente dicendo
di averlo perso in riva al mare. I due si recano in riva al mare per cercarlo, quando si trovano all’entrata di
una grotta. III atto: Peleas e Melisande si trovano al castello in un momento di intimità, ma Golaute lo vede
e se ne va turbato. Più tardi, nelle segrete, Pelease sta per cadere in uno stagno ma arriva suo fratello a
salvarlo. Melisande è incinta e Golaute sospetta di suo fratello, quindi incarica il suo primogenito di tenerli
d’occhio, tanto che li trova sul punto di baciarsi. IV atto: Peleas e Melisande si danno appuntamento al
parco prima di un viaggio di lui, poi Melisande va dal marito, il quale sempre più geloso le tira i capelli e la
fa cadere a terra facendola urlare, tanto che re Arkel sente e interviene: alla richiesta di un chiarimento
Melisande risponde che Golaute non la ama più. Ignold si trova alla fontana mentre Peleas e Melisande si
trovano al parco, Golaute li vede ed impazzisce, prende la spada ed uccide il fratello, poi si avventa su
Melisande che riesce a scappare, rifugiandosi al castello in cui partorisce la figlia. Golaute, affianco alla
moglie, le chiede se l’ha tradito, ma la moglie prende in braccio il figlio per l’ultima volta, e si lascia andare
al dolore, morendo senza dar risposta.

Ultimi anni:

Debussy si dedica ad opere per pianoforte e per orchestra. Entra a far parte della giuria del Prix de Rome e
lavorerà come direttore d’orchestra in Inghilterra. Si distacca dall’impressionismo ed esplora nuovi stili
musicali con l’opera La Mer

-Estampse:

Opera per pianoforte ricca di sfumati, flou, scale pentatoniche e modali. Si costituisce di tre brani:

Pagodes: Ottave parallele, pentatoniche e timbriche percussive, ispirandosi al Gamelan di Giava. La sonorità
è impastata con un effetto flou che mischia i colori.

Le Jiardins sous la pluie: Cascate di note che rappresentano la caduta di gocce di pioggia sull’erba.

La Soirées dans Grenade: Opera folcloristica con ritmi dell’habanera e sonorità andaluse.

-La Mer: 3 schizzi sinfonici che alludono al movimento del mare. 1° crescendo strumentale che imita il
movimento del mare che cresce dall’alba a mezzogiorno con quinte parallele. 2 “giochi di onde” figurazioni
ritmiche che si intersecano e quinte parallele per il movimento del mare. 3 “dialogo del vento e del mare” il
più movimentato dei tre con più ritmi e melodie che dialogano e si intersecano.
-Images:

1° versione: per pianoforte del 1905

2° versione: per pianoforte del 1907

3° versione: per orchestra

-24 Preludi:

1910-1916 hanno diverse caratteristiche ed influenze

-12 Studi:

1915, sono l’inizio di una ricerca di un determinato suono, che si lega alle tendenze principali neoclassiche.
Debussy non li numera ma li nomina in base alla tecnica su cui si incentra lo studio.

-Jacques:

1913, balletto con scenografia di nizinski e costumi di bax. Ambientato in un giardino al crepuscolo, con
un’atmosfera di luci ed ombre dovuta al calare del sole e alle luci dei lampioni, 3 bambini (due ragazze ed
un ragazzo) giocano con una palla, la perdono e mentre la cercano iniziano a rincorrersi, finendo per
baciarsi. Una mano sconosciuta gli rilancia la pallina dal nulla, facendoli scappare spaventati. Si caratterizza
di dissonanze e sonorità inusuali che lo distinguono dal balletto classico di Tchaikovskij. Non venne subito
apprezzato, tuttavia negli anni la sua espressività ed intreccio di idee e suoni nell’orchestrazione venne poi
riconosciuta.

MAURICE RAVEL
-Biografia

ERIK SATIE
-Biografia:

fine 800 inizio 900. Fonde musica di consumo e musica colta, rendendola personale. Rispetto a Debussy e
Ravel, il linguaggio di Satie è meno serio, più bizzarro ed eccentrico, ironico e divertente, rispecchiando
nella musica la sua personalità. Conosce la musica di consumo nei locali parigini come cafe chantant (allo
chat noir conobbe Debussy) e cabaret, dove si esibivano gli chansonier. Questo suo stile lo porta ad
avvicinarsi alle avanguardie, venne infatti definito come precursone del minimalismo e del movimento
Dada, che non dà importanza all’opera, bensì al suo significato, infatti satie non bada molto alla rigorosità
della forma quanto al suo significato personale ed eccentrico. Nel 1905 si iscrisse inoltre al corso di
contrappunto della scuola cantorum.

-Trois Gymnopedies: 1888, formata da 3 brani in ¾ per pianoforte, con un accompagnamento della mano
sinistra fatto da accordi molto ampi e lenti, dilatati come la melodia calma e leggera. Nelle sue bizzarre
partiture inseriva anche disegni e commenti strambi, facendolo considerare dagli altri compositori come un
amatoriale.

-Trois pieces a form de peir: 1904 (tre pezzi a forma di pera), il titolo è una risposta ironica al consiglio di
Debussy di curare la forma dei suoi brani. Si compone di 3 brani principali più particolari presentanti
elementi da canzoni popolari (come il can-can), più 2 minori d’apertura ed uno che chiude.
-Parade: 1917 è un balletto con ambientazione particolare, la stessa del petruska di stravinskij: una fiera
paesana in cui si ritrovano trapezzisti e prestigiatori. Con l’intreccio di motivi musicali esprime il
divertimento ed il caos dell’ambiente, includendo anche rumori come ticchettii, spari e rombi di motore
incastrati come in un collage, come fosse un’opera cubista.

-La belle excentrique: 1920 opera per orchestra formata di 4 movimenti: una marcia, un valzer ed un can
can. 1 grande movimento, 2 marcia franco-lunar, 3 il waltzer del misterioso bacio nell’occhio, 4 il can can
dell’alta società.

-Mercur e Relash: 1924, 2 balletti differenti da petruska con cui si avvicina alla musica d’atmosfera o
d’arredamento, in cui mette sempre più in secondo piano la tecnica musicale. Relash inoltre apre le porte al
surrealismo, in cui viene proiettato il film surrealista non-sense Entr-act di Renè Claire, con successioni di
scene sconnesse come Satie e Claire che caricano un cannone e sparano, ManRay e DuChamp che giocano a
scacchi, vedute su Parigi.

-Il ritratto di Socrate: ----------------

GRUPPO DEI SEI


Nasce nel 1920 quando il critico Enrì Colet utilizza per la prima volta un’espressione molto simile a quella
usata per denominare il russo gruppo dei 5, dato che considerava anche loro dei rivoluzionari nazionalisti.
Questo si forma di: Aurìc, Durey, Honneghr, Milhaud, Poulenc e Tailleferre. Il più importante è Milhaud,
conosciuto per “Le bus la toir” che rappresenta il suo linguaggio musicale, fatto di un’armonia moderna
politonale con elementi tipici del folclore sudamericano. Particolare anche il soggetto: una rissa in un pub di
Parigi tra un nano, una donna barbuta ed altri personaggi stravaganti. Honnegher è conosciuto per le sue
sinfonie come Pacific 231 che vuole rievocare una locomotiva in corsa, o Rugby che rievoca un incontro
sportivo. Poulenc è più legato ad un ambiente jazzista, con la Rapsodia negra ed il balletto Les Pisces del
1923 o il Concert Janpetrueu per clavicembalo del 1928, formato da 3 movimenti: il primo lento che sfocia
in un allegro molto e l’introduzione dei corni in un momento più violento, per poi tornare al tema
principale, il secondo più cantabile e recitativo con un dialogo tra clavicembalo ed orchestra, il terzo si
ispira ad Handel e rappresenta la prassi di un concerto grosso, terminando con una cadenza del solista.

IGOR STRAVINSKIJ
-Biografia:

Stesso periodo degli altri, studia giurisprudenza per poi dedicarsi alla musica studiando con Corsakov del
gruppo dei 5, il quale gli insegna l’orchestrazione, fin da subito ricca di fiati e percussioni come in scherzo
fantastico o fuochi d’artificio. Le opere che gli fecero raggiungere il successo furono i 3 balletti: L’uccello di
fuoco, petruvska e la sagra della primavera.

-L’uccello di fuoco:

Del 1910, è un balletto commissionatogli dalla compagnia dei balletti russi di djiaghilev, caratterizzato
dall’intreccio di diversi colori timbrici, ritmi e metri, con scale pentatoniche dal sapore esotico. Il soggetto
prende spunto da un’antica fiaba russa caratterizzata dalla contrapposizione del bene e del male,
rappresentati da determinati personaggi e melodie: il principe Ivan e l’ìuccello di fuoco rappresentano il
bene con melodie leggere, pianeggianti e modali, mentre il male con il mago kashey ed i suoi demoni con
melodie dissonanti, tritoni, cromatismi e politonalità. Racconta del Mago Kashey che intrappola nel suo
castello delle fanciulle, trasformando in statue di pietra chiunque si avvicini; Ivan raggiunge questo giardino
meraviglioso con alberi da cui crescono frutti d’oro e l’uccello di fuoco che riesce a catturare. L’uccello di
fuoco chiede immediatamente ad Ivan di liberarlo in cambio di una sua piuma magica, poi quando arriva la
sera Ivan vede le fanciulle danzanti uscire dal castello. Ivan va dalla più bella, di cui si innamora a prima
vista, e le chiede perché fanno ciò, lei gli risponde che sono obbligate dal mago Kashey, avvisandolo di
andarsene immediatamente prima di essere visto. All’alba cerca di entrare con le fanciulle, ma viene
scoperto dai demoni, arriva il mago che cerca di trasformarlo in pietra, ma la piuma magica rompe il
maleficio e giunge in suo soccorso l’uccello fuoco che, con un altro incantesimo costringe i demoni ed il
mago a ballare come le fanciulle. Successivamente Ivan trova l’uovo contenente l’anima del mago Kashey e
lo distrugge, insieme al mago ed i suoi demoni, poi libera le fanciulle e va da quella di cui si era innamorato.
Questo balletto ha elementi tchaikovskiani, ma anche cromatismi di corsakov ed elementi di Ravel dalla
Rapsodia Spagnola.

-Petruvska:

Commissionato da Djiaghilev dopo il successo del primo balletto, venne composto nel 1910. è ambientato
nella settimana grassa di una fiera paesana, dove un ciarlatano si appresta a realizzare uno spettacolo di
marionette, queste sono Petruvska, il moro e la ballerina. Petruska è innamorato della ballerina che non
ricambia, mentre il moro ne conquista il cuore facendo ingelosire Petruska e rendendoli rivali. Il moro
ucciderà Petruska con la spada, poi il ciarlatano tranquillizza il pubblico in quanto sono solo marionette, ma
poi arriva lo spirito di Petruska a minacciare e spaventare il pubblico. Quest’opera offronta un tema molto
diffuso in quegli anni, il contrasto tra la maschera che ognuno di noi indossa e la vita reale, e la
contrapposizione tra la marionetta e l’uomo vero e proprio. Musicalmente abbiamo l’intersecarsi di
continue idee musicali derivanti da temi popolari caratterizzati da ritmi percussivi, che trasmettono il caos
dell’ambientazione ed il divertimento, essendo un’opera fortemente ironica, alternando momenti in cui
risaltano i timbri di strumenti acuti, mentre in altri risaltano i più gravi. Quest’opera rappresenta l’estetica
del circo e del lunapark.

-La sagra della primavera:

1913, commissionato sempre da Djiaghilev, viene considerato un manifesto della musica moderna del
Novecento, balletto con il quale Stravinskij raggiunge l’apice della numerosità orchestrale, la quale ferocia
travolge il pubblico con l’intreccio di idee e sonorità con continui cambi metrici e complesse figure ritmiche
e spostamenti di accenti creando un’assimmetria musicale. È del tutto diverso dai precedenti, in quanto
privo di ironia e ricco di sonorità d’insieme senza contrapposizione di timbri. Altro elemento importante è
l’arcaismo, le sonorità ricordante tempi e luoghi lontani, già dall’introduzione iniziale del fagotto, la cui
melodia utilizza una scala molto particolare. L’opera si divide in 2 parti, l’adorazione della terra ed il
sacrificio. Con questo tema Stravinskij rappresenta l’adorazione delle divinità della natura da parte delle
tribù di origine slava, rappresentando il rito in cui il più vecchio del villaggio bacia la terra rinascente nella
primavera, mentre nel secondo movimento una vergine del villaggio viene data in sacrificio al Dio Jarilo,
quindi religiosità mistica.

-Le Rossignol:

1914 (l’usignolo), considerato un’opera che porta all’inizio del neoclassicismo di stravinski, essendo
un’opera a numeri chiusi, ovvero con brani indipendenti l’uno dall’altro e non unitaria come il dramma
wagneriano, in cui sono abolite le forme chiuse come l’aria ed il balletto, senza l’idea di una melodia
perenne priva di interruzione, Lo stile vocale è elegante e nobile come il canto dell’usignolo.

Nell’anno successivo l’ambito culturale viene stravolto dall’inizio della prima guerra mondiale, mettendo
fine alla Belle Epoque, mettendo fine agli incontri artistici nei locali. Così stravinskij lascia la russia e si
trasferisce in Svizzera.

1916 Stravinskij conosce il jazz grazie ad una partitura portata da un amico di ritorno dagli stati uniti
-Raegge Time per 11 strumenti: 1918, con ritmo sincopato, glissandi dei tromboni e strumenti come la
cornetta, simile alla tromba, ed utilizzata da i più grandi jazzisti del tempo.

Con le opere successive si distacca dalla massa sonora della sagra della primavera, inquanto limite non
superabile

-3 poesie della lirica giapponese, 1913

-3 pezzi per quartetto d’archi, 1914

-Berchese du Chat:

1916, opera prendente spunto da racconti della tradizione popolare russa.

-Renair, 1917: Burlesca per canto e danza il cui soggetto è ripreso da racconti di tradizione popolare russa,
poi tradotti in francese. Stravinskij posiziona sul palco solo attori, mimi e ballerini, con i cantqnti all’interno
dell’orchestra. Racconta di una volpe che cattura un gallo, che inizia ad urlare e giungono il gatto ed il
caprone che lo salvano. Il gallo presterà più attenzione ma ancora viene catturato dalla stessa volpe, ancora
giungono in aiuto il gatto ed il caprone che cantando e danzano per attirare l’attenzione della volpe,
dicendole che vogliono avvisarla dell’arrivo di altri animali che la vogliono uccidere, una volta ottenuta la
sua fiducia la prendono e la strangolano. Termina con la danza vittoriosa dei 3 animali. Musicalmentre
stravinskij cerca di rappresentare questa caratteriustica popolare con strumenti come il cimbalon e la
balalayca, o con armonia polimodale. Il discorso musicale è ripetitivo e semplice, con sonorità
rappresentanti le sonorità bandistiche di un ensamble ridotto.

-L’histoire du soldat, 1918: Con sceneggiatura semplice ricrea il modo di lavorare degli attori girovaghi,
realizza quest’opera nell’anno di termine guerra, in cui comincia a diffondersi la pandemia della spagnola,
utilizzando un ensamble ridotto, con pochi strumenti ed un set di batteria, quindi con sonorità bandistiche
e tipico del raggae time e del jazz. Nel palco abbiamo gli attori mimi ed il narratore che interpreta il soldato
ed il diavolo, i due soggetti principali. L’opera è a numeri chiusi, con pezzi autonomi. La marcia del soldato
con l’inizio della trombetta, poi la marcia reale con le percussioni ed il piccolo concerto con elementi dalla
tradizione del tango e del waltzer viennese, poi la danza del diavolo con l’intervallo ossessivo discendente
che si ripete, poi il corale con dissonanze e note gravi del contrabbasso e la danza finale con un ritmo
compulsivo barbsrico della vittoria del diavolo.

-Les Noches, 1923: Con ensamble particolare di 4 voci soliste, ilcoro, 4 pianoforti ed una serie di
percussioni, quindi con la ricerca di un suono asciutto e meccanico, che si evolverà negli anni. I cantanti
vengono posizionati all’interno dell’orchestra e non interpretano un unico ruolo, bensì se li scambiano.
Quest’opera rappresenta più delle altre la tradizione neoclassiciste, con accordi fluttuanti ed un discorso
ritmico organizzato di accenti e pause.

-Pulcinella: 1920, balletto di otto scene in cui si intervallano brani di sola orchestra e per voci e orchestra.
Stravinskij fonde frammenti melodici di pergolesi con elementi moderni del suo linguaggio musicale. A
numeri chiusi, Stravinskij posiziona sul palco ancora attori mimi e narratore. Fonde serenate e tarantelle
con elementi armonici moderni come dissonanze cromatismi e politonalità, anche ritmicamente non
utilizza metri complessi, quanto accenti che rendono il discorso musicale asimmetrico rispetto al metro.

-Opera Mavra: 1922, in cui deforma in modo grottesco ed ironico l’opera buffa italiana.

-Ottetto per fiati: 1923 con un contrappunto bachiano, con flauto clarinetto, 2 fagotti, 2 trombe, 2
tromboni.

-Apollo muse e chet: 1927, non molto bizzarro quanto i precedenti quanto più tradizionale

-Il bacio della fata: 1928 con una leggerezza ed eleganza fiabesca, come omaggio a tchaikovskij.
-Oedipus Rex: 1927 ha come successo il dramma di edipo. Influenzata dall’oratorio barocco, beethoven e
verdi. Si caratterizza di un sentimento drammatico, in quanto sempre in Do minore tranne per il finale in
maggiore. La staticità ritmica rappresenta la staticità dei tempi antichi.

-Sinfonia dei Salmi: 1930 con soggetto religioso. Basata sul testo del salmo, con coro a 4 parti nel quale la
parte femminile viene sostituita a voci bianche, per una sonorità più asciutta e secca.

RIFORMA WAGNERIANA

-Abolisce le forme chiuse

-Rigorosità, attenzione e luci spente in teatro, non più luogo di ritrovo

-Rito teatrale

-Melodie continua ed eterna lungo tutta l’opera

-Invenzione del dramma musicale che prende il posto dell’operetta italiana

-Ampliamento armonico ed orchestrale

-Compositore autore anche del libretto

-Arcaismi

-Distaccamento dall’accademismo

GUSTAV MAHLER
-Biografia:

La sua produzione del contesto culturale tedesco post-wagneriano. Il linguaggio di Mahler è influenzato
dagli autori romantici come beethove, schubert e brhams. La sua modernità è più ideologica che musicale.

Naturlaut: suono eterno, voce della natura, che vuole replicare nei suoi brani

-1 sinfonia: 1885, si trova in un periodo emotivamente difficile. Ritroviamo il naturlaut con un intervallo di
quarta discendente ripetuto costantemente. 1 movimento calmo con tappeto di archi e naturalut ai fiati. 2
movimento più sincopato e movimentato. 3 movimento del framartino, tema popolare rielaborato in
minore come marcia funebre. 4 movimento tempestoso con note velocissime degli archi e a tratti
sentimentale, con una fanfara vittoriosa finale, come a simboleggiare la vittoria della vita sulla morte.

2^ verione divisa in 2 parti

3 Sinfonia: 1896 gemella della seconda perché influenzate dalla poetica del Wunderhorne e sono cariche di
fattori extramusicali. Racconta di un percorso dalla natura primitiva fino al raggiungimento dell’apice (Dio).
Per rappresentare il percorso Mahler organizza un programma per guidare l’ascoltatore con delle
descrizioni che però non pubblica. Il testo è estrapolato dal canto di mezzanotte di Also Sprach Zarathustra
di Nietzsche.

5 Sinfonia: Considerata gemella della 6 e della 7 in quanto unicamente strumentali. Questa è più
autobiografica, mentre la 2, 3 e 8 sono più filosofiche e spirituali. Dura più di un’ora ed ha un ampio
organico strumentale, portando Mahler a revisionarla più volte per poi finirla nel 1911 nell’anno della sua
morte. Come nella 6^ Sinfonia, tenta di descrivere la moglie con la musica. I primi 2 movimento sono tristi e
sofferenti quindi in tonalità minore, mentre i 2 finali sono più vivaci ed allegri in maggiore, al centro poi uno
scherzo, per avere nel complesso una Sinfonia bilanciata ed equa.
Trilogia dell’addio al mondo: “Das Lied von der Erte”, 9^ e 10^ incompiuta Sinfonia. Inizia a scriverla nel
1907 negli anni in cui inizia a sentire l’arrivo della morte.

9 Sinfonia: totalmente strumentale in 4 movimenti. 1 movimento in forma sonata con un adagio che passa
ad un allegro. 2 movimento con un landler popolare. 3 movimento un rondò burlesque con l’intreccio di
frammenti tematici dissonanti in forma di contrappunto. 4 movimento più cantabile e sentimentale, come
da rassegnazione nei confronti di un destino inevitabile.

Lieder eins franken geseller: 1885 il testo, scritto dallo stesso Mahler, è ispirato ad un canto d’amore del
viandante. 1 brano “quando il mio amore andrà a nozze” in cui l’amante del viandante decide di sposare un
altro uomo, ma poi se ne pentirà. 2 brano “quando questa mattina andavo per i prati” più ottimistico ma
con ancora la tristezza di una felicità perduta. 3 brano “ho un coltello rovente” mostra l’idea del dolore del
mondo, rappresentato da un lama che non lascia scampo. 4 brano “gli occhi azzuri del mio tesoro” è una
marcia funebre che rappresenta l’addio del viandante al suo amore.

Das Lied von der Erte: Del 1908, rappresenta l’invocazione sofferente verso la madre terra in un momento
in cui Mahler si trovava faccia a faccia con la morte, con un sentimento accompagnato alla rassegnazione.
Ricchezza timbrica e ritmi e metri giocosi rispecchianti la modernità novecentesca. Il testo è preso dal libro
“il flauto cinese” di Perke di letteratura decadentista con temi di fugacità e bellezza umana. 1 Lied “brindisi
del dolore della terra” con elementi del pessimismo di Schopenauer. 2 Lied “solitario nell’autunno”
rappresenta una visione della natura idilliaca che dice addio a colui che si avvicina alla morte, che però si
scopre ingannevole. 3 Lied “della giovinezza” elementi dal carattere asiatico con scale pentatoniche e
strumenti come flauto ed ottavino. 4 “della bellezza” ricorda le fanciulle del Parsifal di Wagner con
ambientazioni asiatiche fiabesche e glissandi dell’arpa. 5 “l’ubriaco a primavera” vocalità spinta quasi ad
urlare accompagnata da trilli dei fiati e archi stridenti, con poi il ritorno del tema principale. 6 “il congedo”
inizia con una marcia funebre in simbolo all’avvicinamento della morte, ma con conclusione luminosa in Do
maggiore, con una morte che porta alla rinascita.

Potrebbero piacerti anche