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Mattia Fogato Jazz Improvisation: analisi di un album che ha fatto la storia del jazz 13.11.

2021

The incredible jazz guitar of Wes


Montgomery
Introduzione
Quando si pensa alla chitarra nel mondo jazzistico non si può non considerare uno tra i chitarristi più
influenti, innovativi e virtuosistici della storia del genere musicale: Wes Montgomery (1923-1968).
Trovando nel chitarrista e suo predecessore Charlie Christian (1916-1942) la sua più grande fonte di
ispirazione, riuscì ad imporsi sulla scena musicale grazie alla sua grande musicalità, ai suoi assoli unici e al
suo suono inconfondibile: ovattato, tondo e grasso.

Album
The incredible jazz guitar of Wes Montgomery, prodotto da Orrin Keepnews (1923-2015), è probabilmente
l’apice qualitativo e distintivo della personalità artistica del chitarrista di Indianapolis. Il disco è stato
registrato il 26 e il 28 gennaio del 1960 presso i Reeves Sound Studios a New York City. La compagine
musicale è composta da Montgomery alla chitarra, Tommy Flanagan (1930-2001) al pianoforte, Percy
Heath (1923-2005) al contrabbasso e Albert Heath (1935) alla batteria. Le tracce dell’album sono le
seguenti:

1. Airegin (Sonny Rollins) – 4:26


2. D-Natural Blues (Wes Montgomery) – 5:23
3. Polka Dots and Moonbeams (Jimmy Van Heusen, Johnny Burke) – 4:44
4. Four on Six (Montgomery) – 6:15
5. West Coast Blues (Montgomery, Granville Sascha Burland) – 7:26
6. In Your Own Sweet Way (Dave Brubeck) – 4:53
7. Mr. Walker (Renie) (Montgomery) – 4:33
8. Gone With the Wind (Allie Wrubel, Herb Magidson) – 6:24

Nell’analisi, oltre ai confronti con le versioni originali non composte da Wes Montgomery, il focus sarà sullo
stile, la tecnica e il linguaggio del chitarrista afroamericano. Vengono presi in analisi Aireign e Four on Six.
Mattia Fogato Jazz Improvisation: analisi di un album che ha fatto la storia del jazz 13.11.2021

Airegin
Mattia Fogato Jazz Improvisation: analisi di un album che ha fatto la storia del jazz 13.11.2021

L’album si apre con Aireign,

brano composto nel 1954 dal


sassofonista Sonny Rollins e
inciso per l’album Bags
groove di Miles Davis,
pubblicato nel 1957. Il groove
dello swing molto veloce viene mantenuto, come anche la tonalità
originale. Montgomery, rispetto a Rollins, attacca subito il tema senza fare
un’introduzione. Gli elementi tematici a terzina vengono riempiti,
trasformandosi così in quartine di crome. Già dal tema si può riconoscere
un marchio di fabbrica stilistico di Wes Montgomery: nella progressione
discendente per semitoni, dove il tema è sincopato (vedi casella 1.), il
tema viene raddoppiato di un’ottava inferiore, in modo da conferire corpo
e ampiezza al tema, non solo nello spettro sonoro ma anche nell’attacco percussivo dato dalle corde
mutate fra la nota e il suo raddoppio (vedi tablatura casella 1.). Come spiega Wolf Marshall, curatore delle
antologie dedicate a Wes Montgomery, il modus operandi degli assoli di quest’ultimo è principalmente
caratterizzato da tre parti: l’inizio del solo consiste sempre nell’iniziare suonando delle linee a singola nota,
privilegiando triadi e arpeggi quali fonti melodiche, dell’armonia su cui si trova (vedi Guitar solo); la
seconda parte dell’assolo consiste nel suonare delle sequenze melodiche raddoppiate all’ottava inferiore,
come già spiegato prima; infine termina la sequenza con una serie di accordi in blocco. In questo caso, le
linee a singola nota nell’assolo si ispirano agli arpeggi (vd. b.3, Fm7 Guitar solo), alle scale (vd. b.9, Dm7),
con tanto di cromatismi (vd. bb.11-12, Cmaj7-C#m7) ed estensioni dell’accordo (vd. b.3, solb -b9 di F7)
aggiunti.

Nel caso specifico di Aireign, Montgomery improvvisa su 2 chorus (il chorus di Aireign è composto da 37
bb.: 20 con il primo ritornello e 17 con la casella 2.) suonando le linee solistiche e 1 chorus la linea viene
raddoppiato all’ottava inferiore. Dopo il solo di pianoforte (2 chorus) e quello di contrabbasso (1 chorus),
c’è il solo fatto sia dalla chitarra, ovvero le sequenze per accordi in blocco, alternato ogni 4 bb. al solo di
batteria per 1 chorus intero prima della ripresa finale del tema. Questi accordi che suona non sono
esattamente le armonie dello standard, ma piuttosto vanno ad estenderli. Ad esempio il primo blocco,
suonato alla prima battuta (Fm7), è composto dalle note: la bemolle –
do – re bequadro – sol. Il lab è la 3a dell’accordo di Fm7, il do è la 5a, il
re bequadro si può considerare un’estensione, ovvero #13, e anche il
sol è l’aggiunta della 9a sull’accordo di seconda specie, ovvero minor 7.
Mattia Fogato Jazz Improvisation: analisi di un album che ha fatto la storia del jazz 13.11.2021

Four on six
Questo brano è una composizione originale di Wes Montgomery; l’introduzione del contrabbasso per
semiminime è semplice ma efficace, facendo entrare subito l’ascoltatore nello spirito del brano. Il tema
stesso di 16 bb. sembra già un’improvvisazione, essendo molto ricco di
note, senza essere un motivo “cantabile”, come invece lo sono le
sincopi in Aireign.

Se si guarda al solo, si può notare come le note d’arrivo sul battere


della prima battuta (rest notes), specialmente sulla tonica (Gm7), sono
spesso delle note fuori dall’armonia o un’estensione di essa, come ad
es. l’11a (vd. b.1 e 3 Solos). Il materiale utilizzato, come già suesposto
per Aireign, deriva soprattutto dagli arpeggi (vd. b.8 e 12 Gm7, b.18
Cm7, b.21 Ebm) e dalle scale blues (vd. b.7 Am7, b.19 Eb9). La prima
parte del solo, ovvero i primi 6 chorus, è la parte delle linee solistiche;
la seconda parte, invece, lunga 4 chorus, è la parte con le linee
raddoppiate all’ottava inferiore, praticamente con lo stesso materiale
della prima parte del solo.

Sitografia
https://www.allmusic.com/album/the-incredible-jazz-guitar-of-wes-montgomery-mw0000188442

https://www.allaboutjazz.com/the-incredible-jazz-guitar-of-wes-montgomery-wes-montgomery-riverside-
review-by-chris-may

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