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Automotivazione

nello studio

Come superare i cali motivazionali
durante lo studio

di Ugo Rovelli


© 2018 DiGi Generation GbR
Ugo Rovelli
Tutti i diritti riservati.
Sommario

Introduzione
Trucco n°1: Il piacere pericoloso e a volte sottile della procrastinazione
Trucco n°2: Trovati un supporto ed utilizza gli strumenti adatti
Trucco n°3: Convinci te stesso e siediti davanti!
Trucco n°4: Come si mangia un elefante?
Trucco n°5: Non perdere la curiosità!
Trucco n°6: Stabilisci degli obiettivi chiari e delle milestones
Trucco n°7: Impara a leggere e a visualizzare!
Trucco n°8: Convinci te stesso e sconfiggi le tue debolezze
Trucco n°9: Supera i confini e le consuetudini
Trucco n°10: Prevedi una ricompensa per i successi raggiunti
Conclusione: per motivarsi nello studio è necessario stabilire dei rituali e delle
pratiche abituali
Estratto: Lo studio efficace
Informazioni legali

Introduzione

Finalmente hai in tasca il tuo diploma e magari ti piacerebbe fare un breve salto
nella Terra dei Fuochi o in Patagonia. O forse hai preferito mettere da parte i tuoi
piani per un viaggio intorno al mondo perché il portafoglio langue? In ogni caso
ne hai abbastanza di una vita piatta e vorresti compiere un passo in avanti. Già
da tempo sogni di poter studiare ciò che più ti piace. Non ti sei ancora iscritto e
mancano pochi giorni. È il momento di muoversi.

07:00 della mattina. Il semestre ha inizio. Non vedevi l’ora che accadesse.
Adesso non ti sembra vero che la tua sveglia stia suonando. Dopo aver fatto
squillare ancora una volta il telefono, decidi di alzarti. Il tuo umore è alle stelle.
Ma per il momento non centra la motivazione. In che sala si tiene la lezione?
Davanti ad una folla chiassosa riesci appena a vedere il pavimento sotto i piedi.
E poi il professore fa la prima strigliata in pubblico a chi arriva con cinque
minuti di ritardo. Ma in fondo è andata bene. Conti i singoli minuti, ti sposti da
una lezione all’altra e trovi le persone che ti circondano noiose come gli
argomenti che vengono trattati. Volevi veramente studiare questo? Anzi, volevi
proprio studiare? Perché non ti sei cercato un lavoro ben retribuito come i tuoi
amici? Chi ti assicura che una volta laureato qualcuno avrà bisogno di te? Forse
tra breve ciò che stai studiando non sarà più utile nel mondo del lavoro 3.0.

Non ce la fai più. Mille domande, dubbi, mancanza di motivazione. E tristezza.
Pensavi che tutto sarebbe stato diverso. E adesso?

Rien ne va plus – i giochi son fatti.

Ma da dove salta fuori improvvisamente questo abbattimento? Fin dal primo
giorno fu chiaro che non sarebbe stata una festa continua.

Il passaggio da una vita normale ad una quotidianità basata sullo studio non è
semplice, perché ci si era abituati ad una vita senza obblighi. E questa abitudine
era senz’altro piacevole. Dover uscire da una situazione così confortevole è
tutt’altro che facile. Dopotutto, non ti era ben chiaro quanto intenso fosso il
calendario delle lezioni e quanti stretti fossero i tempi per poter dare gli esami.
La realtà universitaria ti ha mostrato il suo volto. E il fatto di pensare che questi
tempi infelici devono durare ancora per molti anni ti riempie di malessere.

Anche il giorno seguente inizia dopo una notte inquieta e piena di dubbi. Ti
conviene continuare ad andare a lezione? La tua condizione di tristezza verrà
lentamente fuori. Non è per nulla divertente.

Ma allo stesso tempo, uscire fuori da questa situazione non è poi così difficile.
Trucco n°1: Il piacere pericoloso e a volte sottile della
procrastinazione

La relazione da scrivere ti sta con il fiato sul collo. Ormai è giunto il tempo di
iniziarla. Ma improvvisamente ti viene in mente di dover controllare prima
assolutamente la tua casella di posta elettronica. Il frigorifero è vuoto e il
supermercato non è sempre aperto. Con il lavandino sporco non si può
veramente essere produttivi. Per questo bisogna necessariamente pulirlo e
sistemare casa. E il tuo amico forse non ti aveva forse chiesto qualcosa a cui devi
ancora rispondere?

Tutti noi sappiamo cosa significa procrastinare. Ma anche la paura di non
riuscire a farcela non ci è estranea. Alcuni hanno bisogno di ricevere una spinta
proprio prima della scadenza. Altri si comportano come se non avessero alcun
timore di fallire. Hai bisogno di sapere a quale categoria appartieni. Poniti dei
piccoli obiettivi che siano al contempo facilmente raggiungibili. Stabilisci una
finestra temporale giornaliera di 30-60 minuti nella quale ti alleni ad affrontare
concentrato il tuo compito. Prima di iniziare questo percorso, focalizza in modo
chiaro l’obiettivo giornaliero da raggiungere: “Oggi affronterò i primi 5
capitoli”. Se riesci nel tuo intento, poi potrai passare il resto del giorno rilassato
e soddisfatto, magari godendoti un paio di ore di tempo libero.

Ma anche accantonare gli obblighi non sempre è un comportamento così
sbagliato. Per esempio, nel caso in cui hai già fatto troppo e la tua
concentrazione è pari allo zero. O quando sei ammalato. O quando hai qualcosa
da portare urgentemente a termine, ma che ti sei dimenticato di fare e a cui devi
dare assolutamente la priorità. O quando ti ritrovi in una situazione in cui non sai
con precisione cosa fare. Prima di correre il rischio di sprecare il tuo tempo in
qualcosa che forse non hai inteso allo stesso modo del professore e i cui dubbi
potranno essere chiariti l’indomani a lezione, è meglio semplicemente
procrastinare.


Trucco n°2: Trovati un supporto ed utilizza gli
strumenti adatti

Cerca fin dall’inizio del periodo di studi (dopo può andare comunque bene) un
mentore, un collega più esperto, che possa darti consigli su ciò che conta. Molte
università già forniscono programmi di questo tipo ai quali puoi iscriverti. Un
tutor può aiutarti a vedere la luce in fondo al tunnel. Insieme al tuo mentore
verifica quali materie ti aspettano, quanto durano i semestri e quanto tempo hai a
disposizione per prepararti agli esami. Organizza anche il tuo semestre all’estero
e i lavori da svolgere a casa. Solo quando riesci a pianificare i compiti e le
scadenze, puoi evitare gli attacchi di panico prima degli esami.

Per delle domande generali sul corso di studi, potrai rivolgerti alla consulta degli
studenti o alla segreteria. Nel caso in cui avessi bisogno di un consiglio per
l’abitazione e su come ricevere delle borse di studio, allora le associazioni
studentesche fanno al caso tuo. Qualora un semestre all’estero rientrasse tra i
tuoi piani, chiedi informazioni all’ufficio relazioni internazionali e per le
domande sulle possibili opportunità di carriera passa dall’ufficio orientamento.
Se invece pensi di non essere trattato giustamente a causa del tuo genere, della
tua etnia, religione o del tuo status, allora rivolgiti all’ufficio o al comitato pari
opportunità dell’università.

Come studente noterai subito di non avere una rete e dei sostegni sui quali
contare. Per questo è importante crearsi il proprio giro di contatti. Apri la rubrica
e organizza dei gruppi di lavoro con altri colleghi universitari che stanno
affrontando gli stessi argomenti o che sono già molto avanti, ma che hanno
bisogno di riscontri e di ripassare. L’importante è che non dimentichi di
mantenere l’equilibrio tra dare ed avere, altrimenti questi gruppi di studio non
saranno utili a tutti allo stesso modo. Non dimenticarti anche il divertimento.
Ridere favorisce il rilascio degli ormoni della felicità. E ridere insieme rende
semplicemente più contenti.

Non ci si dovrebbe scambiare soltanto pensieri e metodi. Ma altrettanto
importanti sono i consigli reciproci, poiché forniscono quei suggerimenti su
tecniche e strumenti che sono in grado di migliorare la visione d’insieme ed
aumentare il livello d’efficienza. Tra questi spiccano gli strumenti per il Project
management e i sondaggi. Chi insieme al suo gruppo di studio vuole concordare
un incontro o un argomento da trattare, non ha più bisogno di passare ore ed ore
al telefono o a scrivere fino a quando non si trovano tutti d’accordo, ma può
semplicemente usare doodle. Doodle è uno strumento semplice ed estremamente
efficiente che consente di concordare insieme ai tuoi colleghi universitari
l’appuntamento, l’argomento o qualunque altra cosa vi aggrada.

Se ritieni necessario dover discutere ulteriormente su quale argomento o compito
affrontare, esistono altri strumenti veramente veloci come Free Survey Creator,
Google forms o Survey monkey. Mentre Free Survey Creator ti consente di porre
soltanto una domanda, anche se la puoi abbellire in base alla tua creatività, gli
altri due strumenti sono l’ideale se vuoi aggiungere più domande.

Progetti, note, pensieri, idee ed elaborati di ogni sorta possono essere supportati
da strumenti di Project-Management che ti consentono di aumentare l’efficienza.
Tra questi rientrano programmi come Todoist, Evernote, Trello e ToodleDo.
Ognuno di questi tools ti offre innumerevoli possibilità di annotare idee e
contenuti, di pianificare e di caricare file, per esempio in formato PowerPoint,
Excel etc.

I compiti da svolgere a casa e le presentazioni non dovrebbero contenere troppo
testo, quanto essere gradevoli da vedere. A questo scopo esistono programmi
fantastici che facilitano il lavoro ed offrono incredibili possibilità, spesso anche
gratis. Uno dei migliori, ancora completamente gratis e facilissimo da utilizzare,
è Canva.

Per i professionisti o per gli utenti più esigenti esiste GIMP. Quasi niente qui è
impossibile. Tuttavia bisogna saperlo utilizzare. Se vuoi utilizzare uno strumento
così complesso e hai il tempo per farlo, spetta a te scegliere.

Mettere in sicurezza i documenti è sempre consigliato. Utilizza strumenti
professionali come Aomei Backupper o supporti esterni come FreeFileSync.

Trucco n°3: Convinci te stesso e siediti davanti!

Conosci già questa situazione? Sei motivato, riposato e pieno di buoni propositi.
Ma la lezione di oggi ti distrugge. Ti si chiudono quasi gli occhi, il tuo cellulare
si illumina e tutti i buoni propositi spariscono.

Quando il professore spiega da farti addormentare, non è solo colpa sua.
Sconfiggi le tue debolezze. Non è poi così difficile. Assumiti la tua
responsabilità. Fallo per te e per il tuo spirito. Per dirla in altri termini, convinci
te stesso:

• Siediti davanti. In questo modo sarai concentrato sul professore e rimarrai
sicuramente attento. Preparati per la lezione, studia l’argomento che verrà
trattato, scarica i documenti che sono già disponibili e preoccupati di
annotare le domande che ti sorgono.
• Leggi velocemente i documenti e scannerizza i capitoli corrispondenti del
manuale.
• Rifletti su ciò che ti aspetti dalla lezione e perché potrebbe essere
interessante.
• Stabilisci dei divieti: non giocare al cellulare, navigare su internet, parlare
con il compagno di banco, dormire, fare altro. Siediti in modo che parlare
con i tuoi amici sia al di fuori della tua portata.
• Impedisci ad altri pensieri di distrarti. Durante la lezione non dovresti
occuparti dei tuoi problemi di cuore o di come riparare l’auto guasta.
• Prendi appunti. Sia che tu appartenga alla vecchia scuola ed utilizzi ancora
carta e penna, sia che tu preferisca il portatile, non ha importanza. Chi
scrive, nutre il suo cervello e gli rimane anche qualcosa per dopo. Ciò che
viene registrato si immagazzina nella memoria a breve termine e viene
rielaborato nel sonno.
• Per poter essere veramente sveglio e ricettivo è importante mangiare
qualcosa di leggero e bere. Meglio evitare sia alcolici che stufati di maiale
prima di una lezione.
• Evita anche di ingerire troppe bevande stimolanti, troppo caffè o coca-cola
fanno male.
• Firma un patto con te stesso. Qualora dovessi trasgredire una di queste
regole, allora infliggiti una multa, per esempio, svegliandoti un’ora prima
la mattina seguente.
Trucco n°4: Come si mangia un elefante?

Ogni studente avrà pensato qualcosa del genere quando ha visto per la prima
volta il suo piano di studi. A questa domanda corrisponde una sola risposta: a
pezzettini, perché in un unico boccone è impossibile. Questo è l’unico metodo
che può salvarti, quando ti trovi ad affrontare il programma completo del tuo
prossimo semestre. Come riuscirai a fare entrare tutte quelle nozioni nella tua
testa? E come riuscirai a scrivere tutti quegli elaborati?

Pezzo dopo pezzo, fetta dopo fetta. Porsi degli obiettivi, stabilire le milestones,
valutare i risultati ed ottimizzare il processo. Le milestones servono a rendere
meno tortuosa la strada che ti condurrà alla fine del tunnel. Oltre che a fornirti la
dovuta carica motivazionale per i risultati raggiunti.

Chi aspetta che il successo arrivi da solo, senza sforzi e lavoro duro, può
direttamente abbandonare gli studi. Un’università non è la stessa cosa di un
liceo. Ciò che prima sembrava in fin dei conti semplice, adesso richiede
moltissimo lavoro. E non avrai altra scelta, quando oltre allo studio dovrai
pensare anche a guadagnare dei soldi e vorrai avere un minimo di tempo libero.

Non farti illusioni. Dovrai diventare abile a gestire il tuo tempo, un project
manager ed un esperto comunicatore. Conserva una visione d’insieme e mantieni
saldo il controllo. Ognuno può consumare le sue risorse soltanto una volta. Puoi
trascorrere il tuo tempo andando in giro senza far nulla o pianificare fino in
fondo il tempo di cui disponi. Certo, quest’ultima opzione appare meno
piacevole, ma risulterà di gran lunga la più divertente, perché avrai sia modo di
studiare senza ansie che di goderti il tempo libero con gli amici. Nel tuo piano
inserisci tutti i compiti da svolgere e le scadenze, incluse le finestre temporali
per rielaborare e concederti dei momenti di svago. Infatti anche le pause, la vita
fuori dall’università e il tuo lavoro part-time, devono riuscire ad avere il loro
spazio. Spezzetta i tuoi compiti in parti più piccole, che siano facili da
raggiungere e da sviluppare. In questo modo avrai tu il comando del timone.
Trucco n°5: Non perdere la curiosità!

All’inizio è sempre tutto così nuovo e stimolante. Sarai ancora un po’ incerto ed
ogni cosa attirerà il tuo interesse. Non appena inizi a muovere i primi passi, ti
immergi nelle tue attività. Finisci per credere di sapere chi e cosa è importante, e
quando devi consegnare i lavori. Fa attenzione! Chi in questa fase ritiene di aver
già la laurea in tasca, commette degli errori e perde qualcosa. In qualche modo
inizi a rifiutare il sostegno o la collaborazione dei tutor e degli altri colleghi di
corso. È chiaro, già pensi di sapere tutto. Ma in questo modo danneggi soltanto
te stesso, perché nello studio il lavoro di squadra e la rete di contatti è
particolarmente importante. Chi intraprende la strada del “cavaliere solitario”
finisce per snobbare gli altri e a non trovare aiuto nel momento del bisogno.

Hai raggiunto la saggezza nella notte? Chi impara tutto in fretta, si ritrova presto
da solo. Perché l’università deve durare così tanto, quando tu già in 6 mesi sai
tutto? La saccenteria non aiuta e si rivela spesso controproducente. Ciò vale
anche nel caso in cui risplendi alla luce dei primi successi. È un bene che tu sia
stato in grado di superare le difficoltà iniziali e che riesca a tenere bene il passo.
Ma le cose possono cambiare aspetto molto in fretta. Chi inizia a rilassarsi, perde
in fretta la presa. Nuovi compiti da svolgere, sempre più materiale da studiare,
nuovi esami ed è un attimo ritrovarsi indietro.

Per questo devi alimentare sempre la tua curiosità. Metti alla prova il tuo modo
di lavorare, i tuoi risultati ed esamina anche i tuoi errori. In particolare i tuoi
errori. Chi nega le proprie debolezze, non potrà migliorarsi e farà sempre tutto
allo stesso modo, così come ha sempre fatto.

“Chi fa sempre ciò che già può, rimane sempre lì dove già è”. Henry Ford

Da questa frase si evince la necessità di una sana curiosità e di una dose di
ambizione. Cosa puoi fare ancora meglio, con più efficienza e velocità? Come si
muovono gli altri? Qual è il metodo di studio più adatto a te? Con quali
strumenti di studio e di pianificazione riesci a rendere meglio? Rimani curioso e
flessibile. Sii sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo.

Trucco n°6: Stabilisci degli obiettivi chiari e delle
milestones

Ti sei deciso per uno o più corsi di studi. Ma sai anche dove ti porterà questa
scelta? Che vita vorresti iniziare dopo la laurea? A chi vuoi dimostrare di saper
fare ciò che sai fare? In breve: qual è il tuo scopo? Solo quando hai uno scopo
chiaro e raggiungibile, non potrai perderlo di vista. Ma cosa si intende con
scopo?

Uno scopo è una condizione chiaramente definita e desiderata, che può essere
raggiunta in un determinato periodo di tempo. Così detto potrebbe apparire
arido, ma in realtà si tratta di un importante strumento per orientarsi e motivarsi.
Devi stabilire degli obiettivi che siano in grado di fornirti uno stimolo, ma che al
contempo abbiano anche senso.

Nel mondo del lavoro, ciò che deve essere conseguito viene stabilito con il
metodo SMART: S=specifico, M=misurabile, A=appetibile, R=realistico,
T=temporale. Questo metodo si può adattare anche nella sfera privata:

• Poniti degli obiettivi che siano al contempo specifici e concreti. Obiettivi
poco chiari, come “sarebbe bello se riuscissi a passare il prossimo esame”,
non portano lontano. Meglio formulare la frase nel seguente modo: “al
prossimo esame devo rientrare tra i migliori tre”.

• Tramite questa formulazione, l’obiettivo risulta misurabile. Se ciò è
possibile da lato della quantità, risulta più complicato stabilirne la qualità.
Stabilisci i criteri per poter definire qualitativamente il tuo obiettivo. Sii
onesto con te stesso in questa valutazione, anche quando non hai nessuno
scopo concreto.

• Gli obiettivi devono essere appetibili. Se ciò che vuoi raggiungere ti
ripugna, sarà difficile riuscire nell’impresa. Per questo è importante che sia
formulato in un modo positivo e che risulti desiderabile ai tuoi occhi. E
soprattutto: deve essere il tuo unico obiettivo e deve riflettere i tuoi valori.
Quando fai qualcosa solo perché te lo vogliono i genitori o la fidanzata,
non riuscirai a raggiungere lo scopo, ma sottrai a te stesso soltanto energia
e consapevolezza.

• Riesci ad andare avanti con tenacia, anche quando sai che il tuo obiettivo è
realistico. Quando ci si pone delle mete irrealistiche ed esagerate, si
disperde motivazione e coinvolgimento. Solo gli obiettivi raggiungibili e
realizzabili sono obiettivi realistici. Anche l’arco temporale deve essere
stabilito. Un obiettivo come: “il prossimo anno voglio…” è semplicemente
un desiderio e nulla più. Stabilisci una data ed eventualmente persino l’ora
del raggiungimento del tuo obiettivo.

Per non cedere a metà strada quando si decide di raggiungere obiettivi complessi
è meglio stabilire delle milestones. In questo modo potrai tenere sotto controllo i
progressi. Quando hai svolto con successo un compito e raggiunto una milistone,
ti sentirai più motivato, sapendo inoltre che adesso hai più possibilità di
raggiungere anche il tuo ambito obiettivo. Tuttavia a qualcuno può accadere di
avere una battuta d’arresto. Ma fa parte del gioco, fermarsi e poi ripartire. Anche
quando agli altri sembra stia andando meglio e che gli riescano pure con più
facilità.

Per ogni volta che non dovessi raggiungere il tuo obiettivo, ricordati che ogni
fallimento contiene una possibilità. In questo paese, purtroppo il fallimento viene
ancora visto come qualcosa da tenere nascosto. Negli Stati Uniti invece è
diverso. Chi commette un errore o semplicemente non ce l’ha fatta, verrà
misurato dal modo in cui riuscirà a risollevarsi. Metti alla prova la tua capacità
di resistenza e stringi i denti, sarà per te ragione d’orgoglio, perché non solo il
successo conta.

Rimani sempre sul pezzo e impara dagli errori, ciò ti renderà più sicuro di te.

Trucco n°7: Impara a leggere e a visualizzare!

“Ma io so già leggere!” - starai pensando. Si, ma troppo lentamente e in maniera
poco efficiente. Con il metodo che ti andrò a spiegare invece riuscirai persino a
risparmiare tempo e divertirti. Leggere un testo in modo efficiente non è poi così
difficile. Con un po’ di esercizio ci si prende l’abitudine e si migliora
costantemente. Questa tecnica è adatta in particolare per i testi informativi,
indipendentemente dal fatto se siano su formato stampato o digitale. Libri,
riviste e giornali si lasciano ben “assorbire” e ricordare con facilità. Certo, in un
primo momento, si potrebbe credere che leggendo tutto velocemente non rimane
alla fine nulla nella memoria a breve termine. Invece è l’esatto contrario. Ciò
dipende da un più alto livello di concentrazione. I testi emotivi sono meno adatti
a questa tecnica.

In un primo momento ti sembrerà di star impiegando più tempo a leggere
rispetto a prima, ma questo perché devi compiere innanzitutto 3 passaggi. Essi si
sostengono vicendevolmente e si rivelano più efficienti della semplice lettura del
testo dall’inizio alla fine.

1. Fatti un’idea generale:
• Da dove arriva il testo? Chi l’ha scritto?
• Quanto è lungo?
• Cosa recitano il titolo e i sottotitoli?
• Alcuni passaggi sono messi in evidenza o sono stati deliberatamente
omessi?
• Ci sono grafici o immagini?
• Il testo è completo o ci sono delle parti che continuano altrove?

2. Una volta risposto a queste domande, adesso sarai pronto a leggere il testo
tutto d’un fiato. Segna i punti che ti interessano maggiormente, le parole
che non conosci e che puoi cercare su Google o i passi che non hai
compreso fino in fondo. In ogni caso non interrompere in nessun caso la
lettura con la ricerca o per rileggere.

3. In quest’ultima fase, rileggi i passaggi sottolineati, ricerca i contenuti e fai
delle note.

Tramite le note ti è possibile imprimere nella memoria ciò che hai letto e i tuoi
pensieri. Ciò che trascrivi non è necessariamente l’interpretazione definitiva di
ciò che è scritto. Sono i tuoi primi pensieri in merito, niente di più. Chi, arrivato
a questo punto, si sente ancora sotto pressione e vuole fare dei compiti a casa
perfetti, ha bisogno di pazienza e di allenamento. Dovresti esercitarti sul
concetto, il contenuto e il modo in cui presenterai il tuo lavoro. Trai da ciò che
hai letto un concetto che esprimerai a te stesso di fronte allo specchio.
Esercitandoti in questo modo, imparerai a leggere in modo efficiente.

Successivamente, puoi anche utilizzare un amico o un compagno per affrontare
l’argomento. Ciò produce l’effetto di far emergere le criticità e le diversità di
interpretazione. Sii aperto e lascia che la discussione scenda sul contenuto e sul
merito del tuo punto di vista. In questo modo imparerai a confrontarti e a reagire
con tranquillità alle critiche e allo scetticismo.

Ognuno ha il suo modo individuale di studio. Tutti noi prediligiamo un
determinato stile d’apprendimento: uditivi, visuale, tattile o misto. Chi legge i
contenuti ad alta voce e al contempo prende delle note, predilige lo stile uditivo
e tattile. Chi preferisce i video, avrà bisogno di un approccio visivo per
apprendere meglio il contenuto della lezione. Se vuoi visualizzare i tuoi
contenuti in modo visuale, produci dei piccoli schizzi o diagrammi di flusso. Le
mappe mentali sono un metodo già sperimentato per poter riuscire a dare
struttura al caos. Tuttavia questo modo di strutturare l’apprendimento non è
adatto a tutti. Cerca tu stesso quello più adatto a te, ma ricorda di utilizzare come
base il metodo della lettura efficace.

Se non riesci ad andare avanti e la tua testa è altrove, chiudi gli occhi e sogna. O
meglio: visualizza. In che condizione pensi di trovarti dopo l’università. Avresti
raggiunto il tuo obiettivo? Come apparirebbe la tua vita con la laurea in mano?
Ti vedi come una Dottoressa con il camice bianco? O come un architetto
richiesto ovunque con il suo studio in qualche grattacielo? O come ricercatore
nel campo della comunicazione che da lezioni all’università? O come
meteorologo in qualche isola magnifica? Lascia i tuoi pensieri scorrere, andare e
venire. Gli sportivi visualizzano spesso prima dell’inizio della gara il loro
obiettivo, immaginano loro stessi mentre lo raggiungono e sentono le grida della
folla. Se tutto questo ti sembra troppo fantasioso, visualizza i tuoi obiettivi alla
vecchia maniera con un collage di foto ed immagini. Non ha importanza se lo
realizzi in modo grezzo o con gli strumenti digitali, quel che conta è l’efficacia
che avrà su di te.

Qui di seguito alcuni strumenti che ti possono tornare utili in futuro proprio a
questo scopo:

• Picmonkey
• Pablo by Buffer
• Canva

Trucco n°8: Convinci te stesso e sconfiggi le tue
debolezze

Ognuno ha la sua comfort-zone. Anche quando ci si sente pieni di motivazione
ed energia, si arriva prima o poi in un punto, nel quale ci si ritaglia la propria
zona di sicurezza e di benessere. Ciò può anche essere molto gratificante. Chi
riesce a sconfiggere le proprie debolezze e a fare cose che abitualmente evita,
allora avrà già fatto molto per se stesso.

Non è semplice affrontare i propri limiti, debolezze ed avversioni. Laddove si è
costretti ad abbandonare la propria comfort-zone si incontra velocemente se
stessi. Ciò può capitare già affrontando qualcosa di estraneo, come trascorrere un
anno in un paese con una lingua e cultura differente dalla nostra. Durante
l’università sei costretto più volte a dover abbandonare la tua comfort-zone. Ti
può capitare di vivere in uno studentato con persone che non conosci, di avere a
che fare con un professore più o meno simpatico, oppure di vivere in una città
straniera. La difficoltà non sta nelle cose ma dipende da te. Non importa quanto
costi affrontare una sfida, ma sicuramente ciò che guadagnerai sarà andare oltre.

• Imparerai a conoscerti e ad interrogarti.

• Potrai inquadrare meglio te stesso e le tue debolezze.

• Scoprirai cosa scatena in te la paura, il rifiuto o persino il bisogno di
fuggire.

• Inizierai a sviluppare strategie che ti aiuteranno a venir fuori dalla tua
comfort-zone.

• La tua coscienza ad ogni passo va verso una direzione che tu altrimenti non
avresti mai preso.

• Anche qui vale una regola: l’esercizio è il tuo maestro. Con ogni passo
compiuto in un terreno sconosciuto, sarai in grado di svilupparti
ulteriormente e di uscire dalla tua comfort-zone più tranquillo e rilassato.

Cerca sempre di evitare di lascare le opportunità in mano al caso. Avrai più
successo se segui una strategia. La tua coscienza è paragonabile ad un muscolo,
che cresce solo allenandosi, altrimenti rischierà di atrofizzarsi.

Formula una lista con i punti che ti risultano particolarmente difficili affrontare,
in questo modo ti sarà più facile pianificare degli esercizi concreti. Da una
doccia fredda fino ad un discorso in pubblico, non è importante quanto
significativa sia l’occasione, supera sempre la soglia. Diventerai più resistente
contro lo stress e la frustrazione.

Trucco n°9: Supera i confini e le consuetudini

Una volta che sarai riuscito a sconfiggere le tue debolezze, potrai agire con più
libertà e pensare con più disinvoltura. Sia che si tratti di svolgere compiti a casa,
scrivere elaborati, preparare semestri di studio all’estero o discutere con i
professori, sarai in grado di presentare le tue idee in modo più creativo e con più
sicurezza in te stesso.

Anche quando compili le bozze, studi o lavori, impegnati a superare i tuoi limiti.
Pensa in modo alternativo ed innovativo, vai oltre, cerca di svolgere ciò che fai
abitualmente in modo diverso. Per andare all’università prendi sempre la stessa
strada? Questa settimana cambia e prendi un tragitto diverso. Ti sposti in
autobus? Prendi una bicicletta. Mangi sempre da solo perché preferisci non
sottrarre tempo allo studio? Oggi non seguire questo dettame. Sei destrorso?
Allora utilizza per un giorno la tua mano sinistra per lavarti i denti, cucinare,
vestirti o scrivere sul tuo cellulare. In questo modo alleni anche l’altra metà del
cervello, stimoli la tua fantasia e diventi più poliedrico. Aumenta costantemente
di livello. Allenati dalle 4 alle 6 settimane.

Quando all’università devi consegnare un lavoro, cerca anche in questo campo
un modo diverso per farlo. Elabora per prima cosa ciò che ti viene in mente. Ciò
dovrebbe rappresentare quello che tu conosci e di cui sei sicuro. Adesso rifletti
sulle alternative. Ogni volta che ripeterai questo metodo, le tue alternative
diverranno sempre più creative e fantasiose. Molte cose le riterrai inopportune,
ma grazie ad altre potrai esplorare terreni sconosciuti. In qualche modo hai
bisogno di non considerare più la tua struttura pensare come un unico blocco.
Devi essere capace di pensare velocemente in modo innovativo e fantasioso. Ci
prenderai anche gusto a pensare cose folli, imparando col tempo a distinguere
cosa è veramente creativo ed innovativo da ciò che è pura fantasia. Anche per
sviluppare questa capacità è necessaria frequenza nella pratica e volontà di
superare i propri limiti.

Trucco n°10: Prevedi una ricompensa per i successi
raggiunti

Cosa c’è di più piacevole di lodarsi dopo aver conseguito un successo? O dopo
aver avuto il coraggio di fare qualcosa che prima non avresti mai tentato? Questo
sentimento non ha eguali soprattutto quando si scopre che ciò che si è fatto con
le proprie mani non è soltanto buono, ma anche bello. Compi azioni degne di
essere apprezzate. In questo modo ti potevi e mostri a te stesso ciò di cui sei
capace. Rendi ancora più forti le tue qualità e procedi verso lo sviluppo.

Spetta a te decidere il modo in cui ricompensarti. Puoi invitarti per una cena
gustosa, comprare un vestito all’ultima moda, goderti una serata libera, andare in
piscina o risparmiare per qualcosa di ancora più grande. Il pensiero di trascorrere
un semestre all’estero o di affittarti un appartamento da solo sono già due motivi
capaci di spronarti a fare di più.

Un effetto ancora più grande può essere procurato da quelle ricompense che
secondo i canoni consulenti non ti meriteresti. Come per esempio per gli
obiettivi che non hai centrato a pieno. Per quale motivo dovresti premiarti?
Come disse Henry Ford: “Una società si può definire sana quando, come accade
ai polli, si riesce a trovare un posto al caldo solo dopo aver scalpitato a lungo”.
Pertanto, ti meriti una ricompensa già per il fatto di aver iniziato a cercare e a
scalpitare per farti spazio. Ciò esprime un concetto che in alte culture appare
ovvio: onorare le fatiche nonostante i fallimenti. Chi cade e si rialza, mostra
tenacia e forza. Purtroppo non c’è alcuna lobby che ti possa tutelare dai
fallimenti, dalle occhiatacce accusatorie e dagli innumerevoli “io lo sapevo”,
questi saranno sempre all’ordine del giorno. Edificati interiormente. Mostra ai
detrattori per quanto tempo sei capace di trattenere il respiro, rafforza la tua
consapevolezza.

Ricompensati anche per aver avviato un tentativo. Stabilisci delle milestones
strette le une alle altre, e fai crescere il tuo impegno di pari passo con le
ricompense. Spesso ciò che ti circonda è cosi distruttivo, che finisci per assorbire
tutti i dubbi come una spugna. In questo modo coltivi solo paure e debolezze. Le
persone negative ti risucchiano la positività. Valuta in modo critico chi tra i tuoi
amici o conoscenti veramente ti sostiene. Certo, è normale che nella cerchia di
amici solitamente vige l’onestà. Quando si crede di essere sulla buona strada, ciò
a volte può abbattere e fare innervosire. Se tuttavia l’onestà e la preoccupazione
per il tuo futuro sono soltanto pretestuose, e se i tuoi critici ti riversano la loro
frustrazione invece di sostenerti, allora è meglio cambiare area. Questo consiglio
è valido anche in quei casi in cui c’è sempre qualcuno che si erge a tuo
allenatore. La pressione, il tempo e un amico insicuro e frustato, rendono tutto
ciò possibile. All’inizio forse neanche ci penserai, ma il dubbio che loro ti
insinuano si fa sempre più largo dentro di te. Potrebbe sembrare divertente, ma
se non ti sbarazzi di questa influenza, la tua libertà di pensiero finirà per esserne
in trappola.

Conclusione: per motivarsi nello studio è necessario
stabilire dei rituali e delle pratiche abituali

Andare all’università per alcuni non è altro che sinonimo di non fare nulla. Ma
in realtà si tratta di qualcosa di più impegnativo e complesso capace di mettere in
difficoltà, come avrai notato tu stesso. In questo contesto, la routine e le
procedure standardizzate aiutano. Chi vuole essere produttivo, dovrebbe iniziare
fin dal mattino seguendo una regola inderogabile: alzarsi presto. Ciò potrebbe
suonare strano agli studenti, ma in realtà serve. Chi punta la sua sveglia alle
05:00 del mattino potrebbe avere voglia di dormire già nella prima parte della
giornata, ma può godersi indisturbato un momento di tranquillità. Nessun
telefono, nessun coinquilino, nessun appuntamento. Qualunque ricerca scorre
con sicurezza a doppia velocità, mentre i concetti scivolano direttamente dalla
testa alle mani. Se l’atmosfera ti sembrerà troppo silenziosa, puoi selezionarti da
solo i suoni da ascoltare. Macchina del caffè, il rumore della pioggia, i tuoni o
Ed Sheeran ti aiuteranno a concentrarti di buon mattino. Strumenti come
noisli.com o rainymood.com rendono tutto questo possibile.

Chi non riesce a fermarsi una volta iniziato, ritenendo le pause una perdita di
tempo, noterà gli effetti di questa scelta sulla sua concentrazione e sulla sua
motivazione. Ciò che all’inizio appare come una prestazione eccezionale, in
realtà è uno spreco concentrato di energie. Non ci sono dubbi: bisogna fare
pausa. Il sito Tomato-timer.com ti aiuterà con la tecnica pomodoro. Sequenze di
25 minuti intervallate da 5 minuti di pausa ti aiuteranno a rimanere concentrato e
a rilassarti. Dopo quattro sequenze fai seguire una pausa più lunga, che potresti
spendere per esempio per prepararti una colazione gustosa.

Nota bene: Se svegliarti alle 5:00 del mattino ti sembra un po’ troppo, questa
tecnica funziona anche se ti svegli un’ora dopo. Studi scientifici hanno scoperto
che il momento in cui si è più ricettivi e più produttivi è quella fascia orario che
va dalle 05:00 alle 08:00. Potrai sfruttare al meglio questa fase, se riesci a
programmare anche una sessione di fitness mattutina. Ti sentirai più sveglio e
soddisfatto grazie al rilascio di dopamina e ad un metabolismo più attivo. Chi
pratica sport prima della colazione, brucia in media il 20% di grasso in più che in
qualunque altro momento della giornata. Per raggiungere questo risultato non
bisogna necessariamente fare 50 flessioni o 30 km di jogging, basta anche
praticare dello yoga o del pilates.

Se non riesci proprio a credere all’idea di doverti alzare alle 05:00 o alle 06:00,
segui questi consigli:

• Per effettuare questo cambiamento, utilizza delle prime ore dell’alba nei
mesi estivi. Risulterà più semplice e potrai goderti anche il fischiettio degli
uccelli.

• Gli studi hanno dimostrato che sono necessarie 4 settimane affinché il
cambiamento diventi abitudine. In questo lasso di tempo, evita di premere
il pulsante silenzia sulla sveglia del cellulare stando ancora sdraiato. Alzati
invece subito dal letto, anche se controvoglia.

• Almeno un’ora prima di andare a dormire, spegni il tuo pc e il tuo cellulare.
Per poter riposare è necessaria la melatonina. La luce degli schermi blocca
infatti la secrezione di melatonina.

• Vai a letto idealmente almeno 7 ore prima di doverti svegliare.

Oltre agli impegni giornalieri, dovresti riuscire a pianificare anche il tuo tempo
con i compagni di corso e gli amici. E per te stesso. A questi momenti
appartengono le attività come ascoltare la musica preferita, ridere con qualcuno,
andare al cinema o ad una festa, fare sport, prendere il sole e rilassarsi, dialogare
con piacere, fare delle ricerche o filosofare. In questo modo puoi scaricare lo
stress e ricaricare nuovamente le tue batterie.

Per utilizzare la tua energia in modo consequenziale, prepara i compiti e gli
appuntamenti che ti attendono per il giorno dopo. Prendi degli appunti, detta le
tue idee al cellulare o alla segreteria telefonica, prepara i documenti, cataloga gli
appunti, fissa incontri in mensa o in biblioteca con i compagni di corso più
importanti.

Produci una lista da spuntare. Già elencare i punti crea ordine nella tua testa.
Puoi compiere le stesse azioni sempre alla stessa ora. Ciò dona tranquillità e crea
continuità nello studio. Espandi o modifica la lista in base alle preferenze o alle
necessità del semestre.

Anche per la sera bisogna stabilire dei piccoli rituali che chiudono il giorno e che
agiscono da calmante. Puoi, per esempio, allontanarti del tutto dai libri, andando
a giocare a biliardo, vestendoti con qualcosa di comodo, ascoltare un
determinato tipo di musica o sistemare la tua scrivania. Se vivi in uno studentato,
sarà facile organizzare una bevuta e discutere del giorno trascorso. Potresti
inserire anche un quindici minuti di sport o finire la tua giornata di studio con
una cena insieme a tutti i coinquilini. Puoi distaccarti visivamente dalla giornata
trascorsa, comprendo la scrivania o la tavola sulla quale hai studiato con un telo.
In un certo senso è come coprire la gabbia degli uccelli per la notte. Prendi e te
ne vai.

Tutti i rituali e le abitudini sono molto preziosi, perché ti danno sicurezza e
serenità. E quando troppi pensieri e scadenze ti assillano stressandoti, richiamali
a mente. Trova degli pseudonimi per tutto ciò che ti intimorisce. Può essere la
biblioteca o l’esame, il nome del professore o la relazione da svolgere. Utilizza
abbreviazioni o appellativi. L’ironia rende tutto più leggero. E così, ridendo
insieme agli altri, riuscirai a riempire anche il più profondo buco motivazionale e
a portare a termine l’università.

Spero che tutti questi consigli possano tornarti utili nelle tue attività scolastiche e
universitarie. A me non resta che dirti: in bocca al lupo!
Un saluto,


il tuo Ugo Rovelli


PS. Prima di lasciarci desidero proporti un breve estratto di un altro libro che ho
scritto. Spero ti piaccia!
Estratto:

Lo studio efficace

Metodi di apprendimento e tecniche di gestione del


tempo per studenti - Contiene 20 consigli dedicati
alle matricole

di Ugo Rovelli


Introduzione

L’università è iniziata e con essa anche uno dei periodi più particolari della tua
vita. Qui imparerai a conoscere quelle persone che hanno in comune con te i tuoi
stessi interessi. Qui nasceranno delle amicizie che, dove possibile, rimarranno
con te per sempre. In questo periodo probabilmente parteciperai alle feste più
belle della tua vita e incontrerai il primo o il secondo grande amore. Si apre una
stagione di sensazioni ed esperienze completamente nuove.
Non c’è da stupirsi, infatti, che molti ragazzi vengano risucchiati da queste
esperienze, finendo per perdere di vista la ragione fondamentale per la quale
hanno deciso di iscriversi all’università: imparare qualcosa.
Può sembrare un ritornello piccolo borghese, ma alla fine studi per imparare
qualcosa che ti consenta di svolgere una professione. Questo naturalmente non
accade quando inizi a pensare solo a far festa e a trascurare i tuoi studi.

Ma in fin dei conti non è poi così difficile riuscire a trovare un modo per
armonizzare la tua vita universitaria, studiare per gli esami ed essere felice anche
per altri motivi: da un lato, dedicandoti allo studio e, dall’altro, a ciò che ti sta
intorno. “Più facile a dirsi che a farsi” dici? Bene, per dimostrarti che tutto
questo non è solo pura e semplice retorica, eccoti alcuni consigli e astuzie che
richiedono pochissima fatica, ma che daranno risultati straordinari nel tuo
approccio allo studio.

Buona lettura!

20 Consigli dedicati alle matricole



Consiglio n°1: Imposta le priorità

A volte ci si dimentica di impostare delle priorità. Spesso fare un pisolino dopo
pranzo è molto più invitante di immergersi tra i libri.
Così come giocare alla Playstation o al computer, oppure trascorrere i propri
pomeriggi a guardare delle serie. Tutto questo sembra decisamente più piacevole
di mettersi a studiare.
Purtroppo in questo modo non farai di certo del bene al tuo percorso
universitario.

Forse ritieni che il tuo appartamento necessiti urgentemente di una pulita, giusto
nel momento in cui c’è un PowerPoint che non si finisce da solo e che deve
essere pronto per il giorno seguente. Sono innumerevoli le attività che gli
studenti preferiscono impostare come priorità, piuttosto che studiare. Questi
consigli ti aiuteranno ad evitare che ciò accada.

Consiglio n°2: Compila una lista delle cose da fare

Può sembrare banale, ma annotare le cose da fare risulta davvero d’aiuto. In
questo modo puoi focalizzare chiaramente ciò che deve essere portato a termine
(e finire di guardare una serie non rientra tra queste).
Adesso considera quali tra questi punti deve essere portato urgentemente a
termine. Sotto questi punti scrivi una lettera “A” oppure evidenziali di rosso con
un pennarello. Al massimo due punti di centrale importanza possono ricevere
una A.
Quelli che puoi completare in seguito, ma che non puoi trascurare, vanno segnati
con un lettera B o con una tonalità di colore meno accesa. Anche in questo caso,
non possono essercene più di due. Gli altri punti invece riceveranno una C o una
D. Non devi esagerare però con le lettere o le categorie, altrimenti rischierai di
confonderti.
Con questo metodo riconoscerai immediatamente che la presentazione da
preparare per il giorno successivo ha ricevuto una A, mentre la pulizia
dell’appartamento una C.
A questo punto riscrivi i punti in sequenza in base alla loro importanza. I più
urgenti naturalmente vanno posti in alto.

Trascrivi i punti della tua lista

Cosa? Si può davvero sbagliare a scrivere una lista delle cose da fare? Non del
tutto, ma c’è un modo per farlo che può stimolarti a portare a termine i tuoi
compiti.
Una volta che hai stilato la tua lista in sequenza, crea sotto ogni punto delle
sottocategorie.
Nel caso di una presentazione, per esempio:

- Fai delle ricerche
- Metti in ordine gli appunti
- Disegna un diagramma
- Sistema visivamente le slides
- Inserisci il contenuto nelle slides
- Riduci il contenuto all’essenziale
- Esercitati nell’esposizione della presentazione

In questo modo riuscirai più velocemente a portare a termine il lavoro, piuttosto
che cercare di completare la presentazione nel suo insieme. Avrai chiaro sul
foglio davanti come procedere e cosa fare. Ogni volta che cancellerai un
passaggio, la tua motivazione crescerà ancora.


Il libro è disponibile su Amazon.
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1a edizione
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Posta elettronica: hallo@digigeneration.de


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