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L'UNITÀ D’ITALIA

Lorenzo Maffei,Joshua Boschi,Andrea


Cerri e Alessandra Ticciati 3°C
LINEA DEL TEMPO (1848-1887)

GENNAIO 1848 MARZO 1848 1857 1859 1876 1882 al 1887


Le 5 giornate 1882 Fallimento
Inizio Fallimento Armistizio di La
di Milano Stipulazio delle
insurrezioni a spedizione Villafranca sinistra
ne della espansioni
Palermo Carlo va al
Triplice coloniali in
Pisacane potere
Alleanza e Etiopia
nascita
del partito
Socialista
italiano
I MOTI DEL QUARANTOTTO
Tra il 1848 e il 1849,negli stati
della penisola Italia,ci furono
svariati moti rivoluzionari.

Già il 12 gennaio 1848 a Palermo


un'insurrezione, che coinvolse
ampi strati della società e che
sosteneva rivendicazioni politiche
e aspirazioni indipendentiste.

Il sovrano Ferdinando II,nel


tentativo di salvare il trono,creò
una Costituzione che venne però
rifiutata dai siciliani.
LEOPOLDO II,CARLO
ALBERTO E PIO IX
CONCEDONO GLI
STATUTI
Vennero create tre
Costituzioni:

-in Toscana con Leopoldo II;

-nel Regno di Sardegna con


Carlo Alberto,il quale creò lo
Statuto Albertino;

-nello Stato della Chiesa con


papa Pio IX.

La caratteristica principale di
queste tre costituzioni era
quella di essere concesse dai
sovrani.
MILANO E VENEZIA SI
RIBELLANO ALLA
DOMINAZIONE AUSTRIACA
Il 18 marzo 1848 a Milano la
cittadinanza diede inizio ad una
rivolta.

L'obiettivo era porre fine alla


dominazione austriaca e avviare il
processo di unificazione del
paese:

il 22 marzo ci furono le cinque


giornate di lotta.

In quegli stessi giorni anche


Venezia insorse contro gli
austriaci, il 23 marzo si formò così
un governo provvisorio.
18-22 MARZO 1848
18 marzo: vengono costruite barricate e
il popolo partecipa all’assalto senza
distinzione di classe sociale;

19 marzo: la cavalleria austriaca trova


sbarramenti in ogni parte della città;

20 marzo: le truppe imperiali


abbandonano il centro di Milano;

21 marzo: gli austriaci vengono respinti


al di fuori della cerchia dei Navigli;

22 marzo: i ribelli assaltano Porta Tosa.

All’alba del 23 marzo i cittadini,quando


scoprirono che il nemico aveva
abbandonato la città di Milano,si
autoproclamarono come liberi.

(Porta Tosa verrà ribattezzata come


Porta Vittoria)
SCOPPIA LA PRIMA
GUERRA DI INDIPENDENZA
Il 23 marzo 1848 le vicende di
Milano e Venezia spinsero il re
di Sardegna (Carlo Alberto) ad
annunciare il suo intervento
contro l’Austria.

Questa decisione,del sovrano a


creare un regno dell’Alta Italia
sotto i Savoia,generò grandi
aspettative.

Le operazioni militari
apparvero però piuttosto lente
e poco concludenti.
CARLO ALBERTO FIRMA
L’ARMISTIZIO CON
L’AUSTRIA
Il governo di Torino, dovette gestire sia le
operazioni militari sia l’amministrazione
delle regioni.

Nel Milanese, come a Venezia e nei ducati


di Parma,Piacenza e di Modena furono
indetti dei plebisciti per l’immediata
fusione con il Regno di Sardegna.

Carlo Alberto si trovò a capo dei territori


dell’Italia settentrionale.Tuttavia ,l’esercito
asburgico riconquistò rapidamente i
territori ,e a fine luglio sconfisse le truppe
del Regno di Sardegna a Custoza.

Il 5 agosto ,Carlo Alberto dovette


firmare,insieme al suo generale
Salasco,l’armistizio con l’Austria.
IL FALLIMENTO DELLE
RIVOLTE IN SICILIA E IN
TOSCANA
Nei prima mesi del 1849 nel
regno delle due Sicilie
Ferdinando II ripristinò un
regime reazionario.

In Toscana, invece, ripresero


forza i democratici e i
repubblicani , che costrinsero
Leopoldo II ad abbandonare il
Granducato.

L’anno dopo Leopoldo II ritornò


al potere, abrogando così lo
statuto concesso l’anno prima.
LA BREVE VITA DELLA
Contrariamente alle aspettative, Luigi Napoleone
REPUBBLICA ROMANA Bonaparte, inviò un corpo di spedizione militare
(febbraio 1849) contro la Repubblica per ripristinare il potere del
papa.
Nello stato pontificio furono svolte svariate
manifestazioni, le quali costrinsero Pio IX a
rifugiarsi a Gaeta.

Durante questo periodo nacque la Repubblica


Romana.

Ci furono moltissimi volontari, fra cui:

- Giuseppe Garibaldi;

- Carlo Pisacane;

- Goffredo Mameli;

-Giuseppe Mazzini.
CAVOUR E LA QUESTIONE
ITALIANA
Camillo Benso conte di Cavour fu un
attento osservatore del dibattito politico
europeo fin dagli anni trenta.

Lui riteneva necessaria l’adozione di


adeguate riforme civili ed economiche.

In contrasto con le idee di Mazzini, cerco


col suo programma di rafforzare il regime
monarchico costituzionale del Regno di
Sardegna.
CAVOUR ENTRA NEL
GOVERNO
Nel 1850 Cavour fu chiamato a
ricoprire il ruolo di ministro
dell'agricoltura e del commercio e,
nel 1851, delle finanze.

Durante questo periodo riuscì ad


avvicinare i due blocchi di
centro-destra e di centro-sinistra,
realizzando così il cosiddetto
connubio.

Grazie a questa manovra si assicurò


così l’incarico di presidente del
consiglio(1852).

In quella funzione egli confermò che


il Regno di Sardegna era uno Stato
Liberale,rispettoso della Costituzione
e delle libertà individuali
CAVOUR STRINGE SALDI
LEGAMI CON LA
DIPLOMAZIA EUROPEA
L’occasione si presentò quando
scoppiò la guerra di Crimea
(1854-56), originata dal
tentativo della Russia Zarista.
Gran Bretagna e Francia
intervennero in difesa del
vacillante Impero ottomano.
Una flotta anglo-francese entrò
nel mar Nero e pose sotto
assedio Sebastopoli. Cavour
inviò un contingente militare
piemontese a sottoporre la
questione italiana all'attenzione
delle altre nazioni europee.
CONTINUANO SENZA
SUCCESSO I MOTI
RIVOLUZIONARI

In Italia continuava a essere attivo il


movimento democratico legato a
Mazzini. nel 1857 si risolsero in
fallimenti i moti. Fu il caso della
spedizione di Carlo Pisacane. Presi
contatti con altri patrioti, nel 1857
sbarcò a Sapri con un gruppo di
circa 300 patrioti e diede inizio alla
rivolta. I contadini li scambiarono
per briganti e li massacrarono.
Pisacane e molti dei suoi compagni
persero la vita.
CAVOUR SI ACCORDA CON
NAPOLEONE III
L’abile azione diplomatica diede
modo a Cavour di ottenere un
incontro segreto con Napoleone III.

A Plombières nel luglio del 1858,


Napoleone III e Cavour
prefigurarono penisola divisa in un
Regno dell’Alta Italia. Quale
compenso per l’aiuto dato alla
causa italiana, il Piemonte avrebbe
ceduto alla Francia le regioni di
Nizza e della Savoia. Dall’inizio del
1859 il governo piemontese adottò,
nei riguardi dell’Austria in confine
con la Lombardia.
SCOPPIA LA SECONDA
GUERRA D’INDIPENDENZA
L’Austria dichiarò guerra al Regno di
Sardegna.

Così Cavour ottenne il pretesto per far


scattare l’alleanza difensiva con la Francia. Il
26 aprile 1859 inizia la 2°guerra di
indipendenza. Le truppe francesi, sotto il
comando dello stesso Napoleone III, si
unirono a quelle piemontesi e già nel
maggio 1859 gran parte della Lombardia era
sotto il loro controllo a fine giugno gli
eserciti erano ormai giunti sul fronte
orientale della Lombardia e si dirigevano
verso il Veneto.

Il 24 giugno 1859 si svolse l’ultima battaglia:

la battaglia di Solferino e di San Marino.

Essa segnò la vittoria dell’esercito


franco-piemontese su quello austriaco e la
conquista definitiva della Lombardia.
NAPOLEONE III FIRMA L’ARMISTIZIO DI VILLAFRANCA
-l’Austria doveva cedere la
Nelle regioni d’Italia centrale si
Lombardia a Napoleone,che a sua
susseguirono insurrezioni
volta l’avrebbe consegnata al
popolari:
Piemonte;
in Toscana,Parma,Modena e nelle
Legazioni pontificie centrali. -il Veneto sarebbe rimasto
all’Austria;
I governanti fuggirono e si
formarono governi provvisori che -la Francia avrebbe garantito il
offrirono a Vittorio Emanuele II la ritorno dell’ Origine e dei legittimi
reggenza degli Stati Liberati. sovrani nel Granducato di
Toscana e nell’Emilia Romagna.
A tal punto Napoleone III, decise
di firmare in tutta fretta con Cavour considerò il gesto come
l’Austria l’Armistizio di un tradimento,arrivando così a
Villafranca(11 luglio 1859). dimettersi.
L’ITALIA CENTRALE E
SETTENTRIONALE SONO
UNIFICATE
Nel gennaio del 1860 Cavour fu
richiamato dal re al governo
piemontese ,riuscì ad ottenere da
Napoleone III il consenso alle
annessioni al Piemonte dei ducati di
Modena e di Parma,del granducato
di Toscana e delle legazioni
pontificie.In questi territori furono
indetti dei plebisciti.Nel marzo del
1860 sancì le annessioni dei territori
dell’Italia centrale al Regno di
Sardegna.Nel aprile del 1860 ,ci fu
un’annessione di Nizza ed della
Savoia alla Francia.
GARIBALDI COMPIE
L’IMPRESA DEI MILLE
Intanto nel Regno delle due Sicilie ,a causa del
regime dispotico dei Borbone ,Francesco Crispi e
altri mazziniani avevano cercato di avviare un
moto rivoluzionario,insieme a Nino Bixio e a
Garibaldi,una spedizione di volontari in Sicilia ,di
cui Garibaldi stesso accettò di assumere il
comando.

Tra il 5 e il 6 maggio 1860 Garibaldi si imbarcò


presso Quarto,e l’11 maggio approdò a Marsala
,dopo una breve sosta in Toscana per rifornirsi di
armi e munizioni.

La Sicilia passò sotto il controllo di Garibaldi.

A metà agosto i mille sbarcarono in Calabria per


rientrare trionfalmente a Napoli il 7 settembre .I
contadini di Bronte,chiedevano la spartizione dei
latifondi.

Nino Bixio,intervenne allora per soffocare la


sommossa con processi ed esecuzioni
sommarie.
IL MERIDIONE PASSA SOTTO IL GOVERNO PIEMONTESE
A quel punto Cavour era ormai convinto del processo
unitario, ritenne non solo necessario estendere la
presenza piemontese nel Meridione, ma anche invadere
lo Stato della Chiesa.

Le truppe piemontesi occuparono le Marche e l’ Umbria,


e giunsero al confine con il Regno delle Due Sicilie.

Cavour ordinò quindi di marciare verso Napoli incontro


a Garibaldi, il quale avrebbe passato il comando delle
operazioni al governo piemontese.

Così, il 26 ottobre 1860, Garibaldi e Vittorio Emanuele II


s’incontrarono a Teano, dove Garibaldi cedette al
sovrano piemontese il controllo delle terre conquistate.

Il 17 marzo 1861 a Torino venne proclamato re Vittorio


Emanuele II.
GlI ESORDI DEL REGNO D’ITALIA

Il 17 marzo 1861 il nuovo Parlamento italiano,


riunito a Torino, proclamò la costituzione del
Regno d’Italia sotto casa Savoia e con a capo
Vittorio Emanuele II.

Il diritto di voto era riconosciuto solo ad una


percentuale esigua di popolazione (l’1.9%):

ai contadini maschi che avessero almeno 25


anni di età ,un determinato reddito e sapessero
leggere e scrivere.
LA DESTRA STORICA VINCE
LE ELEZIONI
Gli elettori italiani si espressero in favore della
cosidetta Destra storica.

Gli uomini della Destra era accumunati da


analoghe concezioni ideali e politiche:

- la laicità dello Stato;


- la fedeltà all’istruzione monarchica
- la fiducia nella libertà e in un progresso
“moderato”

L’italia è in condizione di arretrattezza dovuta alla


mancanza di materie prime e fonti energetiche.

Il Nord riusciva un pò meglio a gestire la


situazione grazie ad alcune aree di produzione
agricola a carattere intensivo, mentre il Sud era
molto più in sofferenza.
IL GOVERNO SCEGLIE L’ACCENTRAMENTO E REPRIME IL BRIGANTAGGIO
Emersero movimenti
Il governo poteva decidere di optare secessionisti e ad essi si
per due tipologie di Stato: unirono le masse di contadini
che vivevano nella miseria ed
- L’accentramento ovvero ai margini della società.
centralizzare il potere in un Tra il 1861 e il 1865 si sviluppò
il profilo di una vera e propria
unico governo; guerra civile, portata avanti da
- Il decentramento ovvero uomini definiti
dare maggiore autonomia alle spregiativamente briganti.
singole regioni. Il governo represse le rivolte
con la forza, inoltre
proclamò,nelle zone
Fu scelto dal governo
interessante, lo stato
l’accentramento, basato sulla d’assedio.
struttura politica e Questo dette vita alla
amministrativa piemontese. sospenzione delle libertà civili
e all’applicazione della sola
Questa decisione venne così legge militare.
Nel frattempo, in Sicilia,
rinominata
nacque la mafia.
“piemontesizzazione”.
VIENE AVVIATA UNA POLITICA DI SVILUPPO
Il governo intraprese una serie di
provvedimenti per modernizzare il
Paese e favorire il progresso sia civile
sia economico:

- abolizione barierre doganali;


- intensificare scambi con
l’estero;
- estendere a tutto il Paese la
legge sull’istruzione pubblica.

Lo scopo era quello di:

- abbattere il tasso di
analfabetismo e creare una
comunità di cittadini in grado
di comunicare fra di loro,
attraverso la stessa lingua;
- acquisire un senso di
appartenenza nazionale.
IL COMPLETAMENTO DELL’ La Francia di Napoleone
III aveva scelto di
UNITA’ D’ITALIA sostenere papa Pio IX, il
Lo stato italiano non aveva ancora quale non intendeva
raggiunto il suo completamento rinunciare alla sua
territoriale: sovranità.
I due governi decisero
mancavano ancora il Veneto, il
allora di stipulare la
Trentino e la Venezia Giulia.
cosidetta Convenzione di
Nel 1866, però, si verificarono le settembre( 1864).
condizioni necessarie per Nel 1865 Firenze divenne
annettere almeno il Veneto. in effetti la nuova capitale,
nonostante l’ondata di
Il governo italiano si alleò con la
proteste popolari,
Prussia nella guerra contro
l’Austria.
culminate nella strage di
piazza San Carlo a Torino(
Così, con la vittoria in ottobre 21-22 settembre 1864).
della Prussia, l’Italia riuscì ad
ottenere il Veneto.
NAPOLEONE E’ SCONFITTO E ROMA DIVIENE CAPITALE DEL REGNO
Nel 1870 Napoleone III venne sconfitto a Sedan
a opera della Prussia di Bismarck.

Il 20 settembre 1870 l’artigieria italiana aprì un


varco nella cinta muraria che circondava Roma (
la breccia di Porta Pia).

Il 3 febbraio 1871 Roma divenne capitale d’


Italia.

Il governo stipulò delle regole con la Chiesa,


tramite la legge delle guarentige (1871):

- garantì la sovranità del pontefice sui


palazzi pontifici;
- il governo si impegnò a versare
annualmente una somma di denaro per il
mantenimento della Chiesa.

Pio IX si dichiarò prigioniero in Vaticano,


scomunicò i governanti italiani ed emanò il
documento Non expedit ( 1874).
LA CHIESA RIFIUTA LA MODERNITA’
L’ostilità del papato esercitarono un
peso notevole sulla vita politica
dell’Italia.

Lo stesso papa aveva pubblicato pochi


anni prima un documento, il Sillabo.

La Chiesa di allora rifiutò di fatto ogni


tipo di apertura verso i cambiamenti in
atto nella società.

Solo con l’enciclica Rerum Novarum


(1891) di papa Leone XIII la Chiesa
sarebbe giunta a confrontarsi
apertamente con le questioni sociali
poste dalla modernità.
LA SINISTRA E IL TRASFORMISMO
Il bisogno primario, in Italia, era Gli esponenti della nuova forza di
quello di raggiungere il pareggio governo erano a conoscienza
del bilancio. dell’influenza del popolo,
pertanto decisero di introdurre
I fondi necessari vennero infatti nuove leggi, come la legge
Coppino del 1877 ( che
reperiti imponendo soprattutto prevedeva sanzioni per chi non
tasse sui prodotti di largo faceva frequentare i propri figli
consumo. alla scuola dell’obbligo).
Essi introdussero una riforma
L’obbiettivo fu ottenuto , quindi, elettorale e con essa:
con una politica autoritaria e con - abbassarono il limite di età
per votare da 25 a 21;
la repressione dei moti di - permisero di far votare a
protesta popolare. maschi adulti che sapesso
almeno legge e scrivere e
Il Parlamento andò così che avessero un
assottigliandosi e alle elezioni del determinato reddito.
In più fu introdotta la leva
marzo 1876, la Sinistra andò al
militare obbligatoria.
potere.
DEPRETIS DA VITA AL GRANDE CENTRO - L’ITALIA INIZIA A COLONIARE
Sul versante della politica estera, la Sinistra
Il leader della Sinistra Depretis era interessata ad occupare la Tunisia.
suggerì che, al di là delle La Francia riuscì ad arrivare per prima,
costringendo così l’Italia a stipulare la
differenze, la Destra e la Triplice Alleanza (1882):
Sinistra convergessero sulle un patto militare difensivo creato con la
questioni ritenute prioritarie e Germania e l’Austria-Ungheria.
Depretis decise di avviare l’espansione
di interesse comune: coloniale, accodandosi insieme agli altri
Paesi europei nella spartizione dell’Africa e
si parlò allora di trasformismo. di vaste regioni dell’Asia.
Tra 1882 e il 1885 un corpo di spedizione
Sembrava che la cosa avesse giunse in Eritrea, con l’obbiettivo di
una sua validità, ma in realtà conquistare l’Etiopia.
Nel gennaio 1887, nei pressi di Dogali,
dette solo luogo a creazioni di l’esercito italiano venne sconfitto per mano
partiti non ben definiti, basati della popolazione locale.
sui soli favoritismi e calcoli Inoltre, nel 1896, i soldati italiani subirono
una pesante sconfitta anche ad Adua
personali. (Etiopia).
LA NASCITA DEL PARTITO SOCIALISTA ITALIANO - LA CRISI ECONOMICA - LA CRESCENTE EMIGRAZIONE
Nel 1892 nacque il Partito socialista italiano su
iniziativa di Filippo Turati.

Questo partito scelse come sue linee direttrici la


partecipazione alle elezioni per la “ conquista dei
pubblici poveri” e l’impegno nell’azione sindacale
per ottenere “ miglioramenti immediati della vita
operaia”.

Il Paese risentì della Grande Depressione, la


quale colpì tutta l’Europa.

Vennero così reintrodotte le barriere doganali.

Grazie al sostegno dello Stato, auementò


esponenzialmente la nascita di industrie pesanti.

Le condizioni di vita delle masse contadine erano


allo stremo e dettero così vita a svariate
emigrazioni, specialmente nel Meridione verso
territori lontani come l’America.
FINE

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