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perché riportavano errori; purtroppo altre o non ci ho fatto caso io o mi sono dimenticata di
riportare le correzioni da carta a file word. Correggete se potete!

Sistemi e logiche aziendali

Lezione 1
 La scienza economica aziendale e il modello tipico di comportamento aziendale

Per scienza si intende:


 Un processo utile per ottenere conoscenza
 Un corpo organizzato di conoscenze ottenute attraverso questo processo

Scienza Individualizzante = studia un singolo fenomeno per capirne cause e effetti


Scienza Generalizzante = cerca leggi generali
Formali che non cercano verifiche della realtà

Empiriche che cercano soluzioni concrete nella realtà


Le scienze Empiriche che studiano la società sono dette “sociali” – se studia i
comportamenti umani sotto l’aspetto economico diventa una “scienza
economica”

Robbins precisa che tale aspetto economico esiste solo se in attività umana si
verificano i seguenti fenomeni:
- Fini molteplici
- Fini classificabili in ordine di importanza
- I mezzi a disposizione sono scarsi
- I messi sono suscettibili di usi alternativi

L’economia aziendale è un ramo della scienza economica che studia i comportamenti delle aziende
(organizzazioni umane) secondo l’aspetto economico.

In tradizione italiana l’economia aziendale nasce come “ragioneria” che si esplica in rilevazioni e
determinazioni quantitative d’azienda:

 Rilevazione fatti amministrativi


 Determinazione dei risultati
 Interpretazione dei fatti e dei risultati

Il modello tipico di comportamento aziendale


1. Processo di programmazione (fondamenta processo comportamento aziendale - momento
focale, nel quale si prendono le decisioni aziendali in maniera efficiente)
2. Processo esecutivo (fase che determina il risultato – in pratica ciò che abbiamo
programmato)
3. Fase del controllo (verificare se programmazione e esecuzione sono andate nel verso
sperato – confronto da ciò che era stato programmato e poi eseguito – calcolo di eventuali
scostamenti e analisi delle rispettive cause) *
4. Feedback (eventualmente riprogettare una successiva fase di programmazione – azione di
correzione)

Chi è in grado di adempiere questo circolo di azioni e attività in maniera più efficiente e più
velocemente ottiene il Vantaggio Competitivo su concorrenti (differenza tra il valore dell’output e
il costo della produzione – alla base del vantaggio ci sono le risorse).

In conclusione l’economia aziendale studia i processi di decisione, esecuzione, di controllo e il


sistema informativo (feedback).

 Suddivisione del processo decisionale e il confronto tra teoria della razionalità obiettiva e
limitata

La decisione orienta e determina l'azione; questa esige un processo di controllo.

* Il processo di controllo si fonda sul confronto tra decisione e azione, nonché sull'analisi degli
scostamenti tra il previsto e il realizzato. Dal processo di controllo deriva il meccanismo di azione
correttiva (feedback) con la quale si riesaminano le decisioni e le azioni in precedenza adottate,
modificandole, in modo da ottenere risultati maggiormente in linea con gli obiettivi prefissati.

Processo Decisionale si articola nelle fasi di:


1. Individuazione del problema che abbiamo avuto in fase di programmazione
2. Definizione del problema
3. Sviluppo delle soluzioni alternative
4. Individuazione di conseguenze associate a alternative
5. Scelta alternativa più conveniente

Le teorie economiche alla base del processo decisionale sono:


Teoria della razionalità obiettiva di stampo neoclassico – il protagonista è l’uomo economico ha
caratteristiche quali onnisciente, razionale e sceglie sempre alternativa che massimizza la sua
funzione di utilità (superuomo) – individua e definisce i problemi della azienda, individua le
alternative di soluzione al problema e le conseguenze associate a ciascuna soluzione.
>>> L’uomo economico non può esistere – la teoria è stata criticata attraverso il dilemma del
prigioniero che indica che se più individui razionali si fanno guidare in decisioni di ricerca del miglior
risultato possibile, per il fatto di non conoscere le decisioni dei concorrenti, possono attraverso le
proprie azioni portare a risultato non ottimali.
Teoria della razionalità limitata - il protagonista è l’uomo amministrativo che deve gestire le
proprie risorse a disposizione per ottenere il risultato più soddisfacente in base alle caratteristiche
che possiede al momento, come la conoscenza limitata, razionalità limitata, e ha la possibilità di
scegliere un’unica alternativa soddisfacente – individua solo alcuni problemi, alcune alternative e
alcune conseguenze in quanto limitato.

 Concetto di azienda, la sua mission – analizzarla come sistema di persone e di beni

L’azienda è secondo Zappa un istituto economico destinato a perdurare nel tempo, che per il
soddisfacimento dei bisogni umani ordina e svolge in continua coordinazione la produzione.

La Mission delle aziende è creare utilità – soddisfare bisogni di moltitudine di stakeholder


Ricerca fattori produttivi (capitale, conoscenze e lavoro)
Trasformazione dei fattori in output
Esternalità positive (conoscenza) e negative (inquinamento) - Prodotti o
servizi

Azienda come sistema di persone


L’insieme di persone occupate in una azienda è detto organizzazione – costituita da sistema
coordinato di persone specializzate a svolgere determinati compiti.
La specializzazione e il coordinamento sono ottenuti mediante il processo organizzativo che
prevede le seguenti fasi:
1. Individuazione degli obiettivi
Chiari a tutte le persone impiegate in organizzazione (dal vertice a operai)
2. Determinazione delle funzioni da svolgere per conseguire obiettivi
Se obiettivo 1 consiste nelle vendite, la funzione associata sarà il marketing
Se obiettivo 2 consiste in produzione, la funzione sarà la produzione
3. Scomposizione e ricomposizione delle funzioni per creare i ruoli
In funzione di marketing avremo un direttore, un capo filiale e un venditore
In funzione di produzione avremo un direttore, un capo stabilimento e un operaio
“Avremo quindi un responsabile specializzato per ogni funzione”
4. Specificazione per ogni ruolo dei compiti, delle responsabilità e dei poteri da assegnare a
persone (mansionario)
5. Definizione delle linee di influenza autoritarie e non
Struttura organizzativa ossia complesso di ruoli e linee di influenza
Span of control è il numero di persone controllate da un dirigente

La struttura organizzativa può essere rappresentata graficamente attraverso l’organigramma.


Azienda come sistema di beni

Il patrimonio (o capitale) è un complesso di beni coordinati a disposizione dell’azienda – è un


concetto statico in quanto è riferito ad un determinato periodo.

 Analizzare il patrimonio dal punto di vista qualitativo e quantitativo

Il patrimonio è definito come la ricchezza, espressa in termini monetari, a disposizione di un


soggetto in un determinato istante. Dal punto di vista qualitativo esso è costituito da beni
(fabbricati, automezzi, mobili, merci ecc.); sotto il profilo quantitativo, invece, è la somma dei valori
monetari attribuiti a tali beni.
Il patrimonio è una variabile di stock, in quanto legata ad un preciso istante temporale, e come tale
si contrappone al concetto di reddito che esprime l'aspetto dinamico della ricchezza, misurandone
la variazione in un determinato arco temporale.
Il patrimonio può essere studiato sotto due aspetti:
 Qualitativo che è relativo a qualità e tipo dei beni che compongono il capitale
Il patrimonio è un complesso di beni di quantità eterogenee (diverse unità di misura)
Vengono riportati in prospetto “inventario”

 Quantitativo che è relativo al valore dei beni


Rendere omogenei gli elementi mediante processo di valutazione
Non più riportati in inventario, ma in stato patrimoniale
Si ottiene una nozione sintetica del patrimonio

 Metodo di riclassificazione dello SP con criterio finanziario e indici

La riclassificazione dello Stato Patrimoniale secondo il criterio finanziario


Elementi dell’Attivo sono classificati in base a loro attitudine a convertirsi in denaro (velocità di
trasformazione):
- Liquidità, si presentano già sotto forma di denaro (cassa e banca)
- Disponibilità, ritornano in denaro entro l’anno (crediti, merci e rimanenze)
o >>> Attivo Circolante
- Immobilizzazioni, ossia cespiti che ritornano in denaro oltre un anno (macchine e impianti)
o >>> Investimenti
Elementi del Passivo sono classificate in base alla loro attitudine a richiedere denaro (scadenza
temporale):
- Esigibilità, richiedono denaro entro un anno (debiti vs fornitori)
- Redimibilità, richiedono denaro oltre l’anno (debiti vs banche e TFR)
o >>> Capitale di Credito
- Capitale proprio o netto, fondi vincolati o a scadenza indeterminata (quote immesse in
azienda da parte di shareholder – capitale sociale, utile di esercezio)
o >>> Fonti di Finanziamento

“Investimenti che caratterizzano l’Attivo dello stato patrimoniale sono resi grazie alle Fonti che
caratterizzano il Passivo”

Gli Indicatori Finanziari


Sono gli indici che nel bilancio forniscono un'analisi dettagliata delle performance dell'azienda,
comunicando la capacità dell'impresa di raggiungere e mantenere un equilibrio finanziario.
Rilevano lo stato di salute dell’azienda – l’analisi per indici offre maggiori risultati se effettuata per
più anni di seguito e se si effettuano delle comparazioni con la media di settore:
Current ratio = Liquidità immediate + Disponibilità / Esigibilità
Evidenzia la capacità di far fronte a debiti a breve con attivo circolante (più alto è il valore e
meglio è)
Quick ratio = Liquidità immediate + Disponibilità – Rimanenze / Esigibilità
Evidenzia la capacità di recuperare i debiti a breve attraverso solo liquidità immediate (più
importante avere elevato questo indice piuttosto che il current ratio)
Leverage ratio = Redimibilità + Esigibilità (capitale di credito) / Capitale Netto

Mette in rapporto le due fonti di finanziamento dell’azienda


Mette in evidenzia il diverso peso che hanno le due fonti di finanziamento (le % di entrambe)

Lezione 2
 Operazioni in azienda e classificazione delle funzioni secondo Fayol

L’azienda come un sistema di operazioni


Dal punto di vista della gestione che è il sistema di operazioni simultanee e successive che sono
svolte durante la vita dell’azienda
Individuare un periodo amministrativo che è il lasso di tempo in relazione al quale la
gestione è programmata e controllata
Individuare esercizio che è il sistema di operazione relative a un determinato periodo
Le operazioni di gestione sono raggruppate in funzioni

Classificazione delle funzioni secondo Fayol


Il complesso di attività di qualunque organizzazione può essere distinta in gruppi omogenei di attività
elementari:

- Funzioni direzionali: vengono realizzate dai componenti della direzione dell’organizzazione


- Funzioni gestionali: costituiscono il complesso delle attività operative

Le funzioni indicate da Fayol sono state “ordinate” in:

 Le Operative
o Produzione = combinazione di fattori generano prodotti finiti (trasformazione)
o Commerciale = approvvigionamento di materie prime e vendita di prodotti finiti
o Finanziaria = reperimento mezzi finanziari
o Contabilità = rilevazione dei fatti amministrativi, calcolo dei risultati e interpretazione
o Sicurezza = protezione delle persone e beni contro rischi

 Le Direzionali – controllano le operative


o Programmazione = sistema di decisioni per comportamento aziendale - E’ un processo
di concezione e strutturazione dell’attività da svolgere e comprende: Previsione, Scelta degli
obiettivi, Identificazione delle vie gestionali alternative
o Controllo = confronto tra decisioni e azioni
o Organizzazione = sistema di ruoli e linee di influenza
o Leadership = guida di persone nei processi di decisione, esecuzione e controllo

Il ruolo della leadership aziendale, la soddisfazione dei bisogni

Funzione strategica dell’azienda:


Sviluppa o deprime la soddisfazione e la produttività dei dipendenti
Ispira il tipo di programmazione, di controllo e di organizzazione

La qualità e l’efficacia delle decisioni dipende dallo stile di leadership adottato – è una variabile
causale perché incide su salute dell’organizzazione e sui risultati.

Dalla funzione della leadership possiamo vedere quale sia il fine dell’azienda: soddisfare i bisogni
umani / utilità di diversi stakeholder

 Clienti fondamentali per avvio produzione


 Dipendenti che sono la forza-lavoro dell’azienda, permettono l’azione aziendale
 Altri come fornitori, banche

La teoria di A. Maslow

Il comportamento umano può essere considerato una serie di azioni volte a realizzare obiettivi
capaci di soddisfare i bisogni umani. Il processo è continuo. Una volta raggiunto l’obiettivo si passa
ad altri obiettivi.
Per ogni individuo esiste una gerarchia di bisogni che tendono a volere realizzare in successione:
bisogni fisiologici, di sicurezza, sociali, stima di sé, stima degli altri e infine i bisogni di
autorealizzazione
In fase di ricerca di migliore soddisfazione si innesca lo stato animo della frustrazione, in quanto il
manager deve soddisfare i bisogni di tutti gli stakeholder e nel caso in cui si presentano degli ostacoli
alla realizzazione si manifesta tale fenomeno.
A tale sentimento si risponde con reazioni razionali (si cerca di abbattere gli ostacoli) o irrazionali
(aggressività, isolamento, sostituzione della meta con una meno importante).

 Classificazione delle aziende e funzionamento del ciclo operativo, finanziario e economico

Le aziende possono essere classificate:

 Di erogazione sono istituti che producono beni e servizi per la soddisfazione di bisogni di
persone interne (aziende di consumo) e esterne (aziende di erogazione in senso stretto)
“Non hanno come obiettivo principale quello di creare profitto, ma solo soddisfacimento dei
bisogni” Degli esempi sono: Università, ospedali pubblici, circoli ricreativi
o Di autoconsumo
o Di erogazione in senso stretto
Entrambe hanno un ciclo operativo che consiste in: fattori produttivi come input,
produzione e erogazione di servizi.
Il ciclo finanziario prevedono entrate e uscite finanziarie che provengono da beni aziendali
affittati, da persone interne e esterne le prime, e le seconde servono per attivare i processi
di produzione, consumo e erogazione.
Pareggio finanziario E=U
Avanzo finanziario E>U
Disavanzo finanziario E<U
Le entrate e uscite finanziarie sono classificate:

o Effettive che modificano il valore del patrimonio netto (pagamento – cassa diminuisce)
o Per movimenti di capitale che non modificano il valore del patrimonio netto, ma solo la
composizione (vendita di un macchinario a suo solito valore)

Il ciclo economico incide sul valore patrimonio netto. Si hanno rendite o proventi in avere e
oneri o spese in dare che derivano da movimenti finanziari.

- I proventi sono misurati dalle entrate effettive


- Gli oneri sono misurati da uscite finanziarie effettive

 Di produzione per il mercato (imprese)

 Obiettivo delle aziende di Erogazione

L'azienda di erogazione ha come obiettivo il soddisfacimento diretto dei bisogni degli esseri umani.
Nell'azienda di erogazione il soddisfacimento dei bisogni umani viene ottenuto mediante
l'impiego delle risorse economiche necessarie. Le aziende di erogazione non perseguono uno
scopo di lucro.
Realizzare i fini istituzionali in condizioni di equilibrio economico (spese = proventi) e in regime di
efficienza (bassi oneri e alti rendimenti).

Lezione 3

 Obiettivo delle aziende di produzione

Le aziende di produzione si distinguono da quelle di erogazione dall’obiettivo finale, infatti quelle


di produzione hanno come fine quello di generare un profitto a fine anno e non il soddisfacimento
dei bisogni dei soggetti interlocutori dell’impresa.

L’impresa produce beni e servizi destinati al mercato e sono a disposizione dei consumatori
mediante lo scambio.

 I fattori produttivi dell’impresa


I fattori produttivi sono gli input necessari all’avvio del ciclo produttivo per poi arrivare alla
realizzazione del prodotto finito per la vendita sul mercato.

 Fattori in posizione contrattuale – acquisiti da azienda mediante contratto e hanno una


remunerazione: fissa, certa, prioritaria e stabilità da contratto (i costi)
 Fattori in posizione residuale – hanno una remunerazione eventuale, variabile e
successiva (il reddito di esercizio)
Condizione fondamentale per la sopravvivenza e lo sviluppo dell’’impresa è l’equilibrio economico,
ossia la capacità di sviluppare un volume di ricavi (profitto a fine anno) tale da coprire tutti i costi e
da remunerare il fattore in posizione residuale [Ricavi = Costi + Reddito di esercizio]

 La classificazione dei soggetti aziendali, delle persone giuridiche, pubbliche e private

Il soggetto Giuridico è responsabile del patrimonio aziendale


È colui al quale spettano gli obblighi e i diritti di legge, sia per la costituzione che per
l'esercizio dell'azienda.
Possono essere o persona fisica o persona giuridica* (ente astratto) – entrambi hanno:
- Uguale Capacità giuridica: attitudine a essere titolari di diritti (nascita)
- Diversa Capacità d’agire: attitudine a costituire e modificare i rapporti giuridici (>18)
*Persona giuridica – ente astratto che nasce in forza di legge può essere:

- Pubblico (art. 11 sono dichiarati enti pubblici)


Sono riconosciuti con leggi o sui osservati come diritto pubblico
Nascono per realizzare obiettivi di interesse generale (no profitto)
Nascono mediante volontà di ente pubblico (territoriali come stato,
comuni o province, economici o istituzionali come INAIL, INPS)
- Privato
Associazioni – persone che realizzano finalità private (no lucro)
Fondazioni – raggiungere finalità private attraverso donazioni o testamento
(no lucro)
Società commerciali – con personalità giuridica (società di capitali,
spa, srl) o senza personalità giuridica (società di persone)

Il soggetto Economico è colui che detiene il potere decisionale in azienda

 Importanza suddivisione delle società commerciali

La società è il contratto con il quale due o più persone conferiscono beni o servizi per l'esercizio in
comune di un'attività economica allo scopo di dividerne gli utili.
La società ha un'autonomia patrimoniale, cioè un proprio patrimonio distinto da quello dei soci.
Pertanto, i creditori della società, per soddisfare i loro diritti, possono agire soltanto sul patrimonio
sociale e, a loro volta, i creditori di un socio possono rivalersi solamente sul patrimonio del loro
debitore.
Occorrono 4 condizioni ai fini della costituzione di una società commerciale con personalità
giuridica:
1. Manifestazione di volontà tramite stipulazione di atto costitutivo – più persone conferiscono
beni per esercizio di comune attività con scopo di dividerne gli utili
2. L’azienda deve svolgere attività commerciale diretta a produzione di beni o servizi
3. La società per ottenere personalità giuridica deve assumere una delle seguenti forme:
Spa, srl, sapa, società cooperative
4. Iscrizione della società in registro delle imprese presso camera di commercio

Lezione 4
 Il soggetto economico

È una persona o gruppo di persone che esercita un potere volitivo e rappresenta il centro
decisionale della gestione, prendendo decisioni strategiche, determinando gli obiettivi generali e le
attività per realizzarli, nell'ambito delle scelte più adatte per adeguare i mezzi limitati al
soddisfacimento dei bisogni della collettività:
- Prende decisioni strategiche per le quali servono conoscenze di sintesi ad ampio campo,
tattiche di breve termine che servono conoscenze di sintesi a campo specifico e
operative che servono conoscenze di analisi a campo specifico
- Controlla in funzionamento del sistema aziendale imponendo una gerarchia di obiettivi,
decisioni e organi

“Il soggetto economico può derivare dalla proprietà o dal management”

In aziende di piccole dimensioni il soggetto economico corrisponde a chi apporta capitale di rischio
(il proprietario)

In aziende di grandi dimensioni vi è una separazione tra proprietà e potere decisionale (manager)

>>> La finalità de soggetto economico è quello di creare valore per gli azionisti e per i vari
stakeholder

Le teorie sui fini dell’impresa


L’impresa è un centro di relazioni contrattuali tra stakeholder – per i quali crea valore e lo
distribuisce
 La teoria della creazione di valore per azionisti – ossia possessori di capitale di rischio, i
quali hanno diritto di controllo in quanto remunerati in via residuale (precedenza a
shareholder)
 La teoria della creazione di valore per stakeholder – si devono soddisfare tutte le attese
degli interlocutori, deve assumere una responsabilità sociale RSI nei loro confronti
(approccio contingente)
“se si riesce ad ottenere massima soddisfazione da parte di tutti gli stakeholder di
conseguenza si avrà massima soddisfazione anche per azionisti”

 Differenze tra stakeholder


In economia il portatore d'interessi è genericamente qualsiasi soggetto influente nei confronti di
una iniziativa economica, una società o un qualsiasi altro progetto (clienti, fornitori, azionisti,
dipendenti).
“Gli shareholder sono i proprietari della società poiché hanno acquistato le azioni finanziarie emesse
dalla società. Al contrario, le parti interessate sono gli stakeholder che influenzano o sono
influenzati dalle politiche e dagli obiettivi dell'azienda”.
Classificazione degli stakeholder secondo il modello di Mitchell – secondo 3 requisiti:
- Urgenza – Potere - Legittimazione

 Caratteristiche del soggetto economico

Per risultare soggetto economico è necessario:


- Volere governare l’azienda
- Avere le competenze in tema di management (programmazione, controllo,
organizzazione e leadership)
- Disporre della maggioranza di voti per imporre propria volontà (maggioranza di capitale)

Ci sono delle eccezioni per quanto riguarda la determinazione del soggetto economico:
*Può essere soggetto economico anche con aliquota di capitale < 50 %
A causa di assenteismo di azionisti o mancanza organizzazione degli stessi

A causa di esistenza si azioni che per legge non hanno diritto di voto in assemblea
**Senza investimento diretto di capitale mediante formazione di un gruppo di società – ossia
complesso di aziende consolidate (distinti soggetti giuridici, ma unico economico)

 Diverse tipologie di holding


Una holding è una società che possiede partecipazioni o quote di altre società controllate. Ogni
società del gruppo è infatti giuridicamente un soggetto indipendente e risponde con il solo proprio
capitale, non coinvolgendo direttamente quello in capo alla holding.
La Holding corrisponde alla capogruppo di un gruppo consolidato di aziende.

 Pura – svolge solo attività finanziaria


In stato patrimoniale ci sono voci di natura finanziaria come la cassa, i debiti e crediti
 Mista – svolge anche attività operativa (industriale, commerciale, assicurativa …)
In stato patrimoniale ci sono voci di natura finanziaria e operativa come le materie,
macchinari e prodotti finiti

 Aspetti fondamentali delle strategie di sviluppo

Attraverso lo sviluppo integrato e derivato da capacità di ogni azienda partecipante al gruppo si


riescono a ottenere maggiori profitti, maggiori economie di scala, migliore leva finanziaria.
Le strategie di sviluppo che portano alla creazione di un gruppo di aziende:
- Verticale nel quale azienda x acquista società che producono beni che stanno a valle o a
monte delle attività operative della stessa azienda x
Obiettivo di ridurre incertezza controllando mercati di acquisti e di vendita (integrazione
verticale)
- Orizzontale nel quale impresa x acquista società che producono lo stesso bene
Obiettivo di conquistare quote di mercato (ampliare territorio di mercato)
- Diversificato nel quale impresa x entra in settori nuovi con connessioni (sviluppo
conglomerale Benetton che acquista autostrade) o senza connessioni tecnologiche o di
marketing (sviluppo laterale Gillette acquista Duracell)
Obiettivo di ripartizione merceologica dei rischi imprenditoriali
- Internazionale nel quale si effettua una ripartizione geografica dei rischi
(1) Impresa a mercato internazionale – impresa x produce in Italia, distribuisce in Italia
e estero. La vendita su mercato estero avviene senza strutture distributive, ma
attraverso buyer esteri
(2) Impresa internazionale – impresa x produce in Italia e vende prodotti in Italia e estero
mediante strutture distributive proprie
(3) Impresa internazionale evoluta – impresa x produce in Italia e a estero
indirettamente mediante cessione di licenze. X distribuisce in Italia e a estero con
strutture proprie
(4) Impresa multinazionale – impresa x produce e vende direttamente in Italia e estero
(joint venture)

Lezione 5
 Aspetti dell’articolo 2359 c.c.

***Controllo senza investimento diretto o indiretto di capitale (ma attraverso influenza dominante)

Ai sensi dell’articolo 2359 c.c sono considerate controllate:

- Le società di cui un’altra azienda dispone maggioranza di voti in assemblea


- Società in cui altra società dispone di voti sufficienti per esercitare influenza dominante
- Società che sono sotto influenza dominante di altra società secondo vincoli contrattuali
La grande impresa ha potere e esercita potere dominante su piccola impresa
Prende decisioni strategiche diventando soggetto economico grazie a maggioranza
di organi di governo in piccola azienda
Sceglie i prodotti, le tecnologie, i mercati, i fattori competitività

 Differenze tra modello imprenditoriale e manageriale

 Modello Imprenditoriale = la proprietà ha conoscenze e volontà di gestire impresa e diventa


soggetto economico

In alcuni casi la proprietà non vuole gestire impresa quindi delega tale funzione a
professionisti (manager)
 Modello Manageriale = il manager sostituisce la proprietà e gestisce l’impresa prendendo decisioni
strategiche e diventando soggetto economico

Il soggetto economico in impresa pubblica

Un’impresa pubblica è controllata dalla pubblica amministrazione (INPS o ferrovie dello stato governato da
ministero dei trasporti)

Il soggetto economico è un insieme di manager e di politici con competenze professionali nominati dai
pubblici poteri

Un’impresa matura è di grandi dimensioni caratterizzata da elevato livello tecnologico e che opera in mercati
dinamici che richiedono conoscenze specialistiche

Il soggetto economico insieme di manager specializzati nominati dalla proprietà possiede il potere

 Corporate governance e governo aziendale

Il Governo aziendale = attività di dominio responsabile del processo di creazione del valore

- Il dominio responsabile consiste nello svolgere in modo responsabile le attività tipiche del manager
- Per creazione del valore si intende attitudine dell’attività di governo a incrementare il valore
dell’impresa da un esercizio all’altro
La Corporate governance = insieme di strumenti che consentono di svolgere attività di governo in interesse
di principali categorie di stakeholder
In società la proprietà esprime la propria volontà in assemblea attraverso la nomina dei membri di organi di
governo e di controllo.

3 modelli normativi di corporate governance:

1. Monistico – in società a capitale diffuso che si finanziano attraverso il mercato


Alla base del modello c’è l’assemblea dei soci che è organo sovrano per decisioni – nomina il consiglio
di amministrazione ossia l’organo di governo che deve governare l’azienda seguendo le volontà
dell’assemblea e ottenere massimo risultato – nomina un Audit Committee ossia un organo di
controllo interno all’interno di consiglio + nomina esterna di un revisore contabile da parte di
assemblea dei soci per calibrare il controllo

2. Dualistico verticale – in società a capitale concentrato in cui le banche svolgono ruolo di finanziatori
di attività
Alla base c’è sempre l’assemblea dei soci – nomina il consiglio di sorveglianza che nomina e controlla
il consiglio di direzione che è l’organo di governo

3. Dualistico orizzontale – in società a capitale concentrato in mani di poche grandi famiglie


Alla base assemblea dei soci - nomina il consiglio di amministrazione come organo di governo + il
collegio sindacale che controlla il consiglio d’amministrazione – non è prevista la nomina esterna di
revisore

 Struttura e funzionamento dell’organizzazione e autorità formale

La funzione dell’organo di governo deve governare l’azienda seguendo le volontà dell’assemblea dei soci e
ottenere massimo risultato (Consiglio di amministrazione – Consiglio di direzione)

Ha tre funzioni principali:

1. Funzione strategica – indirizzare il processo di formulazione della strategia


2. Funzione di controllo – salvaguardare interessi di azionisti
3. Funzione di gestione ambiente – gestire i rapporti tra impresa e stakeholder

È composto da tre tipologie di amministratori:

- Esecutivi che sono legati a azienda in rapporto di lavoro dipendente e hanno funzioni di gestione
- Non esecutivi che non sono dipendenti e non hanno funzioni di gestione – ma hanno un rapporto
continuativo con azienda (pareri)
- Indipendenti non hanno funzioni di gestione e nessun rapporto con azienda, con azionisti o manager

L’organo di governo è dotato di un presidente e può essere composto da 4 sottocomitati – piccoli organi
all’interno dell’organo di governo che collaborano per svolgere determinate attività:
- Comitato di nomina che si occupa di selezionare nuovi membri
- Comitato di controllo che si occupa di monitorare i meccanismi di controllo interno e esterno
- Comitato di remunerazione che si occupa di determinare l’ammontare della retribuzione
- Comitato esecutivo ha il compito di contribuire a formulazione e realizzazione della strategia
aziendale

I tipi di autorità formale

Per raggiungere i migliori risultati previsti senza ritardi ne inefficienze – per questo ci si avvale
dell’organizzazione (gruppo di persone unite per raggiungere obiettivo comune che individualmente non
raggiungerebbero) come strumento per razionalizzare il comportamento dei dipendenti perché gli obiettivi
e decisioni di ordine inferiore devono orientarsi verso quelli di ordine superiore (all’interno
dell’organizzazione tutto è strutturato per il raggiungimento di un obiettivo comune); adattare condotta dei
dipendenti agli obiettivi aziendali, ogni dipendente deve lavorare con bene in mente obiettivo comune
attraverso lo strumento dell’Autorità Formale:

 Autorità gerarchica
Diritto di comando assegnato a determinare persone che ricoprono ruoli
Obbligo di obbedienza di colui che riceve comando
È generale perché riguarda tutti gli aspetti del compito del subordinato
Comporta rispetto del principio di unità di comando
 Autorità funzionale
Diritto di comando assegnato a determinare persone che ricoprono ruoli specialistici
Obbligo di obbedienza di colui che riceve comando
È limitata ad una materia e nel tempo
Unità di comando spezzata

 Autorità del grado


Tipica di organismi militari
Diritto di comando a soggetto su tutte le persone dislocate in un grado inferiore
Unità di comando spezzata

Lezione 6
 Tipologie di rapporti organizzativi
Relazioni all’interno dell’organizzazione possono essere:

 Rapporti gerarchici – in presenza di autorità gerarchica


 Rapporti funzionali – in presenza di autorità funzionale
 Rapporti di assistenza – l’organizzazione innesta in un rapporto gerarchico una linea
d’influenza non autoritaria dal basso

I rapporti funzionali non autoritari

- Consultivi quando si studiano i problemi che ricadono su dirigente e si prepara un piano per
risolversi e lo si consiglia ai dirigenti, che possono o meno accettare
- Di Servizio quando su specialista ricadono problemi di dirigente e anziché raccomandare
soluzioni, produce direttamente i servizi necessari per la risoluzione
- Di Controllo quando specialista ha controllo su persone al posto del loro diretto superiore
gerarchico
I rapporti di assistenza
- Assistant to è un organo che lavora solo e ha rapporti solo con il capo – assistenti non hanno
autorità sui subordinati del capo, ma costituiscono prolungamento di personalità
- General Staff è un sistema di specialisti che sono coordinati da un chief of staff – organo che
si innesta tra direttore generale e direttore delle varie aree – gli specialisti sono articolati in
varie aree (intelligence, logistic, controller)

 Aspetti del modello di Davis e delle leggi di incremento dello staff

Organi di line e di staff

- Line organo fondamentale, essenziale, in prima linea – comanda – ha autorità e priorità


decisionale (può essere sia vertice di azienda e sia aree funzionali come vendite e
produzione)
- Staff organo secondario che assiste e consiglia – ha influenze non autoritarie – assiste il
vertice aziendale
Come possono essere divisi questi organi di line o di staff?

>>> Sfruttando il Modello di Davis esistono 3 tipo di obiettivi fondamentali per determinazione di
tipo di organo che varia in base alla tipologia di impresa (industriale, mercantile, di trasporto):

1. Primario – creare valore per i clienti (LINE)


2. Collaterale – creare valore per altri stakeholder che gravitano intorno all’azienda (STAFF)
3. Secondario – creare valore per facilitare raggiungimento di obiettivi primari e collaterali

Tali organi vengono individuati generalmente in grandi aziende perché l’organo di staff è formato
da specialisti che hanno un costo notevole ed è quindi fondamentale la questione dei costi

Leggi di incremento dello Staff


Davis: con aumentare volume attività, la line aumenta in progressione aritmetica e lo staff in
proporzione geometrica
Mason Haire: al primo raddoppio della line lo staff aumenta di 6 volte …
Parkinson: lo staff aumenta indipendentemente da aumento degli organi di line

 Relazione tra autorità e potere

Il potere = capacità di influenzare il comportamento altrui


Il potere dipende dall’autorità

L’autorità = diritto formale di comando

“All’aumento dell’autorità aumenta il potere – processo automatico e consequenziale”


[Obiettivi >>> Funzioni >>> Compiti >>> Responsabilità >>> Autorità >>> Potere]

Il fenomeno del potere dipende da due fattori principali: il volume di autorità conferito
dall’organizzazione – accettazione dell’autorità da parte dei subordinati (l’accettazione dipende da
qualità dei manager giustizia e equità, competenze tecniche, abilità nel fare progredire in carriera i
dipendenti – promuovere rapporti di lavoro efficaci e sani, liberando l’energia collettiva necessaria
per perseguire la strategia aziendale)

Risonanza = capacità del leader di entrare in sintonia emotiva con i collaboratori al fine di orientare
il comportamento dei dipendenti
 I giudizi di economicità

Economicità = criterio che giudica la convenienza a iniziare e continuare una attività imprenditoriale
– giudica la validità economico finanziaria dei progetti d’investimento

 Economicità aziendale
Giudizio formulato considerando l’azienda da sola, senza tenere conto di rapporti con altre
imprese
 Economicità superaziendale
Il giudizio è formulato tendendo conto dell’ambito del gruppo di appartenenza dell’azienda
e nell’ottica di soggetto economico
Se per esempio ditta x che fa parte di un gruppo con ditta y e z ha a fine anno una
perdita di 20 se considerata singolarmente – se invece la si considera all’interno del
gruppo (y ha utile di 100 e z ha utile di 20) si ottiene un reddito totale del gruppo =
100
In tale situazione al gruppo fa comodo mantenere in vita azienda x, anche se
non operando in condizioni di economicità aziendale, perché la sua presenza
permette di conseguire risultati migliori rispetto a quelli ottenibili senza

Un’impresa viene mantenuta per vari motivi:


- Vende beni o servizi alle aziende del gruppo a prezzi di mercato, ma
con più qualità
- Integra la potenza produttiva del gruppo svolgendo ruolo di impianto
di riserva
- Contribuisce a ridurre il carico fiscale del gruppo attraverso manovre
di prezzi di trasferimento

L’economicità superaziendale può essere Collettiva, considerando l’azienda in una vasta


economia territoriale (comune, provincia)
Il giudizio di economicità collettiva è formulato da manager di aziende pubbliche
Distretti industriali = numerose piccole imprese appartenenti a stesso settore si
addensano in un’area territoriale delimitata (rappresentano un modello di reti di
imprese)

Le reti di impresa costituiscono un modello intermedio di organizzazione tra gerarchia e mercato


Possono essere classificate:
- Sociale è rappresentata da un gruppo connesso mediante legami informali
- Burocratica è rappresentata da un gruppo con relazioni di interdipendenza regolate da
meccanismi istituzionali formalizzati (contrati di franchising)
- Proprietaria è rappresentata da un gruppo che mette in comune le risorse allo scopo di
partecipare alla distribuzione degli utili (joint venture)
Lezione 7

 Equilibrio Economico

Le condizioni che qualificano l’economicità aziendale (azienda presa singolarmente “stand alone”) sono:

- Equilibrio economico – attitudine gestione aziendale che genera un flusso di ricavi che copre tutti i
costi e che consente di remunerare il fattore in posizione residuale
[Ricavi = Costi + Remunerazione del fattore posizione residuale (reddito di esercizio)]

Nel breve periodo è difficile realizzare l’equilibrio economico a causa di: elevati costi per
realizzazione idee (innovazioni, rischi e costi – innovazioni si distinguono in idee grezze che
necessitano di un maggiore costo e rischio e idee pronte per il mercato che richiedono un costo medio
e prodotti pronti per il mercato con basso costo) e caratteristiche del ciclo di vita del prodotto
(dipende dalla tecnologia utilizzata per la produzione)

Introduzione: aumento delle vendite – fattore strategico è la qualità del prodotto

Sviluppo: aumento vendite a tassi elevati – fattore strategico è la pubblicità

Maturità: aumento vendite a tassi contenuti – fattore strategico è il prezzo

Saturazione: vendite stabilizzate – fattori sono l’imballaggio, sconti

Declino: vendite calano – il fattore è la pubblicità

- Adeguata potenza finanziaria

 Metodologie di misurazione della congrua remunerazione del capitale

La congrua remunerazione del capitale

Compenso in linea con la remunerazione dei migliori investimenti alternativi


Compiendo un investimento con il proprio capitale si ha una perdita di disponibilità di denaro – risk free
rate (i1); e un rischio nell’investire – compenso per il rischio (i2)

Tasso di congrua remunerazione mi indica quanto mi costa l’investimento in un’azienda e corrisponde a due
fattori sopracitati [i = i1 + i2]

Il Risk free rate (i1)

È il compenso per la perdita momentanea di denaro o il compenso per investimento privo di rischio, quindi
è assimilabile ai compensi dei titoli di stato (titoli senza rischio e senza lavoro imprenditoriale - sono
obbligazioni emesse periodicamente dal Ministero dell'Economia e delle Finanze per conto dello Stato con lo
scopo di finanziare il proprio debito pubblico o direttamente il deficit pubblico)

Il rendimento dei titoli di stato si calcola al netto dell’inflazione mediante la regola di Fisher:

[i1 = in – tasso inflazione atteso / 1 + tasso inflazione]


Il Premium risk (i2)

È il compenso per il rischio e può essere calcolato attraverso il Capital asset pricing model (CAPM)
[i2 = rischiosità dell’azienda rispetto rischio medio di mercato x (rendimento medio atteso dal mercato per
i titoli di rischio – i1)]

 Concetto di adeguata potenza finanziaria

Secondo requisito che premia/qualifica l’economicità aziendale, ossia la capacità dell’imprenditore di


coprire pienamente e continuamente il fabbisogno finanziario che deriva da sfasamento tra entrate (ricavi e
per riscossione di crediti concessi a terzi) e uscite (relative ai costi, alla remunerazione fattori in posizione
residuale reddito di esercizio distribuito ai soci, contrattuale e per concessione di crediti concessi a terzi)

- Fasi uscita = previsione, liquidazione (nasce il debito) e pagamento


- Fasi entrata = previsione, accertamento e riscossione (si hanno le disponibilità per fronteggiare le
uscite)

“Liquidazione e riscossione sono le fasi da considerare ai fini del calcolo del fabbisogno finanziario”

 Se uscite in fase di liquidazione =< entrate in fase di riscossione = autosufficienza finanziaria

 Se uscite >= entrate = fabbisogno finanziario

Il fabbisogno finanziario è l'esigenza di avere capitali da immettere a sostegno della tua iniziativa
imprenditoriale per far fronte agli investimenti da effettuare e ai costi di gestione - è riscontrabile all'interno
dell'azienda nel momento in cui quest'ultima, avendo fatto investimenti, è ancora in attesa di conseguirne i
realizzi.

“Si può coprire il fabbisogno con capitale proprio o capitale di credito”

Efficienza

“Relazione tra risultati conseguiti e costi per mezzi impiegati”

Essere in grado di ottenere il massimo da risorse scarse disponibili – massimizzare input attraverso la
trasformazione, così da ottenere output di valore superiore

L’efficienza qualifica l’economicità – dal lato della gestione

Due indicatori di efficienza:

- Rendimento fisico tecnico dei fattori produttivi


Maggiore è il rendimento di un fattore maggiore è economicità
Possono riguardare fattori produttivi e processi produttivi in un determinato periodo
[Rd = quantità del bene prodotto / quantità del fattore impiegato] output/input

- Costi
Lezione 8

 Struttura e funzionamento dei costi

Indicatori di efficienza – remunerazione dei fattori produttivi che si trovano in posizione contrattuale

[Maggiori costi - Minore efficienza e minore Economicità]

[Minori costi – Maggiore efficienza e maggiore Economicità]

I costi sono calcolati e controllati in riferimento a vari oggetti di costo (bene o servizio necessario all’azienda)
che coincidono con un centro organizzativo che si definisce centro di costo (dirigenza, approvvigionamenti,
vendita).

I costi si classificano in base al loro comportamento al variare del volume dell’attività aziendale:

- Costi fissi che rimangono constanti quale che sia il volume d’affari (fitti, costi di sorveglianza)
- Costi variabili che variano in misura proporzionale rispetto al volume d’affari (materie prime)

- Costi diretti che sono imputati direttamente ai vari oggetti/centri di costo mediante misurazione
delle quantità di fattori produttivi utilizzati (quantità obiettivamente misurabili – costi che incidono
su produzione e possono essere le materie prime o i mezzi per attrezzature impiegate)
- Costi indiretti che sono imputatati indirettamente ai vari oggetti di costi mediante stime e previsioni
(quantità non obiettivamente misurabili perché è comune a più oggetti di costo – esempio del calcolo
di energia che non può essere calcolata per ogni singola stanza in quanto esiste un unico contatore)

 Differenze tra due tecniche di controllo dei costi

“Se i costi non vengono controllati dal management non possiamo dedurre di essere stati efficienti”
Il controllo dei costi è una delle funzioni più importanti nell’ambito della gestione dell’impresa, considerando
i vantaggi che porta a chi lo utilizza. Infatti, avere un sistema di controllo dei costi ti permette di sapere come
si creano i costi all’interno della tua azienda e quindi di poterli controllare per aumentare i profitti.
Fornisce anche elementi utili per stabilire i prezzi di vendita dei tuoi prodotti e servizi. Inoltre, consente di
tenere sotto controllo l’andamento economico della tua azienda poiché ti permette di avere numeri esatti
che ti sono necessari per valutare con maggior precisione e cura cosa sta realmente accadendo nella tua
azienda.

Individuare bene i costi fissi e i costi variabili, i costi diretti e quelli indiretti per prendere le decisioni aziendali
avendo ben presenti tutti i costi che sostiene la tua azienda al fine di decidere con maggiore precisione il
prezzo di vendita del tuo prodotto/servizio.

Esistono due tecniche fondamentali per il controllo dei costi:

 Direct Costing
In senso stretto:
Ricavi - Costi diretti variabili (oggettivamente determinabili) = Margine lordo
Margine lordo – Costi diretti fissi = Margine di contribuzione
Margine di contribuzione – Costi indiretti fissi e variabili = Utile lordo
Utile lordo – imposte = Utile netto
Variable costing:
Ricavi – Costi diretti variabili = Margine lordo
Margine lordo – Costi indiretti variabili = Margine di contribuzione
Margine di contribuzione – Costi fissi diretti e indiretti = Utile lordo
Utile lordo – imposte = Utile netto

 Configurazione di costo permette determinazione del costo pieno di un bene o servizio

Configurazione costituita da progressivi addensamenti di costi su di un certo oggetto di costo

Il costo primo è utile per controllare l’efficienza del lavoro e dell’utilizzo delle materie

Il costo di produzione è utile per controllare l’efficienza della produzione

Il costo complessivo è utile per controllare l’efficienza della gestione complessiva

Il costo economico tecnico è utile per calcolare i prezzi di vendita dei prodotti

 Aspetti relativi ai costi di produzione come quantità astratte

I costi complessivi e in particolare i costi indiretti sono considerati quantità astratte che possono essere
classificate come segue:

- Misura – esiste una sola grandezza unica e verificabile (peso merce)


- Stimate – esiste una grandezza unica e verificabile che non è analiticamente misurata ma solo
stimata per motivi di tempo
- Astratte – quantità variamente configurabili nel loro valore, in virtù di previsioni, ipotesi adottate in
calcolo

Lezione 9

 Controllo dei costi a livello di sistema aziendale (vertice)

Mediante il controllo del conto economico con criterio del costo del venduto – diviso per aree gestionali
(caratteristica, extra caratteristica e straordinaria)
Il costo del venduto = insieme di oneri sostenuti da impresa per mettere in vendita un prodotto (acquisti per
materie, costo del lavoro, ammortamenti – rimanenze finali)

Proventi e oneri patrimoniali = non appartengono a gestione caratteristica

Proventi e oneri finanziari = interessi attivi a passivi su finanziamenti

Proventi e oneri straordinari = relativi a fenomeni non programmati, non prevedibili

 Indicatori di redditività

Successivamente la riclassificazione del conto economico è possibile calcolare i seguenti indicatori di


redditività – di natura economica:

ROI = Risultato operativo / Capitale investito (capitale proprio + capitale di credito)

Fornisce informazioni su modalità di impiego delle risorse nel core business

“Il capitale investito quanto rende all’azienda?”

ROE = Reddito netto / Capitale netto (capitale degli shareholders)

“Quanto hanno reso i capitali degli azionisti?”

ROS = Risultato operativo / Ricavi netti

“Quanto rende il fatturato?”

 Calcolo del break even point

Il Break even point consiste nel punto di pareggio in cui i ricavi e i costi totali si equivalgono ed il profitto
aziendale è 0.
Consente di individuare quante unità di merce un’azienda deve produrre per pareggiare i costi di
produzione.

< BEP (a sinistra) = Area profitto maggiore rispetto alle perdite grazie a scarsi costi fissi e poche
immobilizzazioni

> BEP (a destra) = Area perdite maggiore a causa di alti costi fissi e più immobilizzazioni

Il BEP può essere calcolato in maniera analitica o in termini di quantità o in termini di fatturato:
- Quantità [Q = CF / pv – cvu]
Quantità di produzione necessaria per pareggio

- Fatturato [Q x pv = CF / pv – cvu / pv]


Qual è il fatturato che rende costi = ricavi

 Tipologie di fonti di finanziamento

La gestione è il sistema delle operazioni svolte durante la vita dell’azienda – si distingue in:

 Gestione Monetaria ossia sistema delle entrate e uscite di cassa/banca relative a tutte operazioni
di gestione
 Gestione Finanziaria ossia sistema di operazioni volte a reperire e a rimborsare il capitale sociale e
di credito
 Gestione Economica ossia il sistema dei costi e dei ricavi

Le fonti di finanziamento sono il capitale sociale, capitale di credito e l’autofinanziamento (deriva da efficace
gestione aziendale).
1. Capitale Sociale (costituito da Azioni)
è il contribuito alla società da parte dei soci = conferimenti di denaro, beni in natura o crediti da parte
dei titolari di una società di capitali

Le azioni sono un modo per comprarsi una fetta di una società. Per esempio, se compri
100 azioni Enel, stai diventando un po' un piccolo padrone di quella società – le azioni sono, infatti,
titoli rappresentativi del capitale di una società.

- Azioni ordinarie = sono la tipologia più semplice di titolo azionario che conferisce al possessore
diritti di natura patrimoniale e amministrativa: il possessore ha diritto alla percezione del
dividendo qualora la società decida di distribuirli, mentre dal punto di vista amministrativo, il
possesso di tali azioni conferisce il diritto di voto nelle assemblee ordinarie della società.
Un altro diritto importante e poco conosciuto riguardante questa tipologia di azioni è il diritto
residuale, ovvero che in caso di fallimento o scioglimento dell’azienda i soci hanno diritto a
dividersi ciò che resta, in proporzione alla propria quota, una volta soddisfatti tutti i creditori.

- Azioni diverse da ordinarie


Azioni dotate di diversi diritti patrimoniali = incidenza diversa su partecipazione a utili e
perdite; privilegio sulla ripartizione del patrimonio in sede di liquidazione
Azioni dotate di diversi diritti amministrativi = non possono superare il 50% del capitale
sociale; no diritto di voto o limitato a specifici argomenti

- Azioni di risparmio = prevede soli diritti patrimoniali e nessun diritto amministrativo, pertanto i
possessori godranno della sola distribuzione di un dividendo minimo garantito, ma non della
partecipazione alle assemblee ordinarie e quelle straordinarie. Queste azioni sono state ideate
per attrarre il pubblico di risparmiatori non interessati alle decisioni societarie, ma solo al
rendimento e al mero ritorno economico dal loro investimento (simili a obbligazioni).

- Azioni privilegiate = conferiscono maggiori diritti patrimoniali rispetto alle azioni ordinarie.
Questi vantaggi si sostanziano generalmente in una prelazione rispetto agli altri azionisti sulla
distribuzione dei dividendi o rimborso capitale oppure è loro riconosciuto un rendimento
addizionale rispetto alle azioni ordinarie.
D’altro canto tali azioni conferiscono al possessore minori diritti amministrativi, in quanto il
diritto di voto sarà limitato alle sole assemblee straordinarie.

Lezione 10
 Tipologie di capitale di credito

2. Capitale di Credito
Sono debiti (prestiti) della società verso finanziatori che verranno poi remunerati
Obbligazioni = emesse allo scopo di reperire, direttamente tra i risparmiatori e a condizioni più
vantaggiose rispetto a quelle dei prestiti bancari, capitali da investire

“Le azioni sono partecipazioni al capitale di rischio di una impresa, le obbligazioni sono prestiti. Con
le azioni si guadagna se l'impresa va bene (ossia se stacca un dividendo e/o il suo valore cresce),
le obbligazioni garantiscono il rimborso del prestito più un interesse”.
Il credito bancario
- A lungo termine come nel caso dei mutui
- A breve termine come nel caso dello scoperto in C/C, delle anticipazioni e dello sconto delle
cambiali
Il credito mercantile
È il credito dei fornitori (sotto forma di dilazioni di pagamento), viene concesso senza indagini ed è
elastico e più oneroso rispetto agli altri
Il credito dei dipendenti
- Diretto = i dipendenti depositano i loro stipendi in cassa sociale
- Indiretto = TFR (debito società nei confronti di dipendenti, che incrementa di anno in anno per
effetto di 3 componenti: indennità dell’anno, interesse sul credito maturato all’inizio dell’anno
dai dipendenti e la rivalutazione monetaria del credito maturato all’inizio dell’anno)

 Calcolo quota annua TFR

 Struttura e funzionamento dell’autofinanziamento

3. Autofinanziamento = processo mediante il quale si finanziano gli investimenti aziendali senza


ricorrere al capitale di credito e a emissione azioni, ma grazie a risultati positivi ottenuti di anno in
anno – è riferito a un certo periodo
Tecniche di calcolo dell’autofinanziamento
 Metodo globale
Calcola il differenziale degli investimenti tra un anno all’altro come sommatoria tra le 3 fonti di
finanziamento [AF = Investimenti – Capitale sociale – Capitale di credito]
 Metodo analitico (indiretto)
[AF = Utili + Riserve + Fondi rettifica]
La struttura finanziaria di impresa
Prevede l’esistenza di dati certi investimenti (materie e macchine) che configurano la struttura degli
investimenti (attivo) – le fonti di finanziamento che rappresentano il sistema dei finanziamenti che configura
la struttura finanziaria (passivo)
Per la scelta delle fonti di finanziamento migliori e più propense all’economicità ci ispiriamo a cinque principi:
1. Non scegliere una singola fonte per un certo investimento
“le singole fonti di finanziamento finanziano l’impresa e non i singoli investimenti”
2. Adattare la scelta delle fonti finanziarie alle esigenze del mercato
“le scelte sono condizionate dalle esigenze del mercato finanziario”
3. Soddisfare esigenze del soggetto economico che ha due desideri: conservare il governo di impresa
e mantenere il leverage ratio a livello di sicurezza (rapporto tra capitale di credito e capitale proprio)

Cosa propone il soggetto economico?


E se non si hanno i soldi per sottoscrivere le nuove azioni?

Cos’altro può proporre il soggetto finanziario?

4. Adattare il sistema delle fonti alle caratteristiche del fabbisogno finanziario (uscite – entrate)
5. Convenienza e limiti per il ricorso al capitale di credito vanno giudicati in relazione:
- ROE (RN/CN)
- ROI (RO/CN+CC)
- Costo del capitale di credito Id
- Entità massimo Leverage Ratio (LR=CC/CN)

“Se il ROI > Id conviene indebitarsi perché il ROE aumenta con il crescere dell’indebitamento”
 Leva Finanziaria

Il termine leva finanziaria o rapporto d'indebitamento è un indicatore utilizzato per misurare


l'indebitamento di un'azienda - in economia aziendale significa l'uso di capitali di terzi a fine di
finanziamento, in finanza aziendale la scommessa di poter ottenere attraverso reinvestimento di capitali
prestati un rendimento maggiore delle condizioni del prestito.

 Se ROI > Id all’aumentare dell’indebitamento (CC/CP) aumenta anche il livello del ROE
 Se ROI < Id all’aumentare dell’indebitamento (CC/CP) diminuisce il livello del ROE
Premessa: le slides sono prese direttamente dalle lezioni; alcune mi sono accorta e le ho corrette
perché riportavano errori; purtroppo altre o non ci ho fatto caso io o mi sono dimenticata di
riportare le correzioni da carta a file word. Correggete se potete!

Introduzione alla contabilità

Lezione 1

 La contabilità in scienza Economia Aziendale

La tripartizione Zappiana dell’Economia aziendale:


- Organizzazione fa riferimento alle persone partecipanti in azienda – logica di coordinamento delle
risorse umane e tecniche impiegate per svolgimento attività in coerenza con obiettivi aziendali
- Gestione fa riferimento ai fatti che si verificano in azienda – operazioni riconducibili a attuazione
delle decisioni organizzative (strategiche, direzionali e operative)
- Rilevazione consiste nel rappresentare ciò che si verifica in un tabulato aziendale – indaga su metodi
che consentono di interpretare le operazioni che compongono il sistema azienda

L’economia aziendale è una scienza sociale che studia le aziende individuali, le aggregazioni o reti di aziende
e segna le loro condizioni di esistenza (leggi di condizioni di equilibrio) e le loro diverse manifestazioni

Le metodologie e determinazioni quantitative di azienda consistono nella disciplina che indaga su metodi e
tecniche che consentono di interpretare e rappresentare le operazioni che compongono il sistema azienda.

L’interpretazione e la rappresentazione avvengono con il ricorso alle quantità monetarie e non: le principali
grandezze oggetto di osservazione sono il reddito e il capitale

- Reddito più elevato = maggiore remunerazione per azionisti (proprietari)


- Più duratura capacità di garantirsi redditi elevati = maggiore appeal nei confronti degli investitori
perché le potenzialità di crescita risultano più elevate

>>> finalità azienda è accrescere il più possibile e per più tempo possibile il reddito e il capitale

Aziende di erogazione = soddisfare i bisogni umani è lo scopo principale

 Aziende non profit – comune, provincia, università, ma anche private non orientate al profitto come
le associazioni e fondazioni, volontariato

Aziende di produzione (imprese) = scopo principale è la massimizzazione del profitto e indirettamente


soddisfazione bisogni umani

 Aziende profit – private, consortili, mutualistiche

 Finalizzazione della contabilità e costruzione del bilancio

La funzione informativa del bilancio è fornire informazioni su situazione patrimoniale, risultato economico
e variazioni della struttura finanziaria dell’azienda, utili a stakeholder per prendere decisioni economiche
 Sistema informativo aziendale e contabile

 Azienda = oggetto di attenzione


 Gestione = insieme di operazioni compiute in vita aziendale
 Sistema informativo aziendale = operazioni annotate, registrate e rilevate quotidianamente

 Obiettivi della contabilità generale e metodo di rilevazione della Partita Doppia

La rilevazione di operazioni con l’esterno è effettuata attraverso uno strumento chiamato conto = Contabilità
Generale che ha come obiettivi:

 Rilevare i fatti esterni di gestione


 Determinare i risultati (quantificare i risultati)
 Interpretare i fatti e i risultati

La contabilità generale per concretizzarsi necessità di un metodo di rilevazione, cioè regole di composizione
di scritture e rilevazione determinati oggetti e corrispettivo valore = Partita Doppia

 Regole di funzionamento della Partita Doppia

Il metodo della partita doppia si fonda su regole:

1. Ogni fatto esterno di gestione deve essere rilevato sotto un duplice profilo: numerario e economico
– ciò genera il movimento di due tipi di conti numerario e economico

Numerario (originario) = movimento di denaro o titoli assimilabili al denaro (crediti e debiti)


Economico (derivato) = non riguarda mai il movimento di denaro ma le ragioni per le quali
tali movimenti si sono verificati

2. I conti funzionano in maniera antitetica cioè ad una variazione in DARE deve necessariamente
corrispondere una variazione in AVERE

3. Il totale tra dare e avere deve coincidere

4. Tutte le rilevazioni quantitative devono essere effettuate utilizzando un’unica unità monetaria (euro)

I conti numerari

Riguardano movimentazioni di cassa o di banca (certi)

Riguardano movimenti di debiti o crediti (assimilati di cui è noto il verificarsi e l’ammontare – presunti incerti
nel verificarsi e nell’ammontare, ancora non si sono verificati)

Le variazioni numerarie riguardano l’entrata e l’uscita di denaro o l’insorgere/estinguersi di crediti e debiti:


- Attive se si verifica un aumento di denaro, un aumento di crediti o una diminuzione di debiti
- Passive se si verifica una diminuzione di denaro, una diminuzione di crediti o un aumento di debiti
Le variazioni numerarie di registrano in un prospetto chiamato “conto” che è composto da due sezioni
contrapposte: Dare dove si registrano le variazioni numerarie attive (aumento denaro o crediti e riduzione
debiti) e Avere dove si registrano le variazioni passive (riduzione denaro o crediti e aumento debiti).

I conti economici

Riguardano le variazioni del patrimonio netto (di capitale)

Riguardano costi e ricavi che incidono sul reddito (di reddito)

Le variazioni economiche riguardano le variazioni del capitale d’impresa e movimentazioni che concorrono
alla formazione del risultato economico (ricavi – costi):

- Negative se si verifica un aumento di costi, una diminuzione di ricavi o una diminuzione di capitale
netto
- Positive se si verifica una diminuzione di costi, un aumento di ricavi e un aumento di capitale netto

I conti economici di capitale funzionano in base a: in Dare si inseriscono le variazioni economiche negative
(VEN) – in Avere le variazioni positive (VEP)

“Diminuzioni di capitale – Aumenti di capitale”

I conti economici di reddito funzionano in base a: in Dare si inseriscono le variazioni economiche negative
(VEN) – in Avere le variazioni positive (VEP)

“Costi – Ricavi”

“Rettifiche di ricavi – Rettifiche di costi”

Per la costruzione di un articolo in partita doppia si parte da fatto esterno di gestione e di esso bisogna
comprendere le variazioni che origina sul profilo numerario e economico, individuare i conti da impiegare,
attribuire un valore monetario ai conti e inserire i conti in documento “libro giornale” che consente di
registrare sistematicamente tutti i fatti in ordine cronologico.
Lezione 2

 Operazioni tipiche di gestione

La gestione è l’insieme di operazioni simultanee e successive compiute durante la vita dell’azienda

1. Acquisto di beni a fecondità semplici


Beni che forniscono utilità per un solo ciclo produttivo (materie prime, semilavorati)
2. Acquisto di beni a fecondità ripetuta
Beni che forniscono utilità per più cicli e per diversi periodi amministrativi (impianti)
3. Acquisto di servizi
Riguardano spese telefoniche, energia, consulenze …
4. Vendita di merci

 Analisi operativa delle operazioni tipiche di gestione (acquisto e vendita merci)

Acquisto merci con regolamento in contanti

Impresa x acquista merci per 100 euro


- Acquisto merce è un fatto esterno di gestione
- Motivo per il quale si ha un’uscita di denaro: COSTO – Profilo economico
- Movimento effettivo di uscita di denaro – Profilo numerario

Si movimentano due conti:

- Merci c/acquisti (conto economico acceso in DARE ad aumenti di costi VEN)


- Cassa (conto numerario acceso in AVERE a diminuzione di denaro VNP)
Vendita di merci con regolamento in contanti

- Entrata di denaro – Profilo numerario


- Motivo per il quale si ha l’entrata di denaro: RICAVO – Profilo economico

Si movimentano due conti:

- Cassa (conto numerario acceso in DARE ad aumento di denaro VNA)


- Merci c/vendite (conto economico acceso in AVERE ad aumento di ricavi VEP)

 Imposta diretta sul valore aggiunto

L’IVA è un’imposta indiretta sullo scambio relativa a acquisto e vendita di beni e servizi

Si calcola applicando l’aliquota legale sul valore die beni o servizi

 Imposta indiretta (colpisce una manifestazione mediata della capacità contributiva)


 Imposta ad valorem (commisurata al valore del bene oggetto dello scambio)
 Imposta su base finanziaria (soggette a tassazione le operazioni che danno luogo a manifestazione
numerarie)

Nel momento di acquisto di un bene, si riceve una fattura di importo pari a valore merce + IVA. L’azienda ha
quindi un credito nei confronti dello Stato.

Nel momento di vendita di un bene, si emette fattura di importo pari a valore merce + IVA. L’azienda ha
quindi un debito nei confronti dello Stato.
Acquisto di merce con imposizione dell’IVA e con regolamento in contanti

Conti movimentati:

- Merci c/acquisti (conto economico acceso in DARE ad aumento di costi VEN)


- IVA ns/credito (conto numerario acceso in DARE ad aumento di crediti VNAttiva)
- Cassa (conto numerario acceso in AVERE a diminuzione di denaro VNP)

Vendita di merce con imposizione dell’IVA e con regolamento in contanti

Conti movimentati:
- Merci c/vendite (conto economico acceso in AVERE ad aumento di costo VEP)
- Iva ns/debito (conto numerario acceso in AVERE ad aumento di debiti VNPassiva)
- Cassa (conto numerario acceso in DARE ad aumento di denaro VNA)
Lezione 3

 Operazioni di acquisto con pagamento differito


 Operazioni di vendita con pagamento differito
 Acquisto di merci con regolamento differito e spese di trasporto
 Acquisto di merci con regolamento differito e premi

Il premio di acquisti viene concesso dal fornitore all’azienda in casi di fedeltà dimostrata o promozioni
periodiche
Il premio determina una riduzione degli oneri
 Vendita di merci con abbuoni passivi
 Vendita di merci con resi su vendite
Lezione 4

 Le immobilizzazioni

Sono i fattori produttivi a fecondità ripetuta – non esauriscono il loro utilizzo in un solo ciclo produttivo come
le merci, ma sono state acquistate per utilizzarle in più periodi amministrativi:

1. Immobilizzazioni materiali:
- Terreni e fabbricati
- Impianti e macchinari
- Attrezzature commerciali e industriali
2. Immateriali:
- Costi di impianto e ampliamento
- Costi di ricerca e sviluppo
- Diritti di brevetto, concessioni, e pubblicità
3. Finanziarie (non soggette a ammortamento):
- Partecipazioni
- Crediti
- Azioni

 Procedimento tecnico contabile dell’ammortamento

L’ammortamento

Il costo dei beni che costituiscono le immobilizzazioni deve essere ripartito tra i vari esercizi in cui si manifesta
la loro vita utile – il processo contabile che consente la ripartizione nel tempo del valore dei beni ad utilità
ripetuta è l’ammortamento:

- A quote costanti
- A quote decrescenti
- A quote variabili

Al fine di ogni esercizio una quota del costo originario del bene viene accantonata nel fondo ammortamento
– fondo che si alimenta ogni anno di una quota dell’ammortamento.

Nel momento in cui si decide di vendere il bene si deve calcolare il [Valore contabile = Costo Storico – Fondo
ammortamento]

 Se viene venduto ad un prezzo uguale al valore contabile non si hanno plusvalenze o minusvalenze
 Se viene venduto ad un prezzo superiore al valore contabile si ha una plusvalenza
 Se viene venduto ad un prezzo inferiore al valore contabile si ha una minusvalenza

“Plusvalenze e minusvalenze sono componenti straordinari di reddito, quindi hanno natura economica”.

Plusvalenza = VEP (conto economico acceso in AVER ad aumento di ricavi)

Minusvalenza = VEN (conto economico acceso in DARE ad aumento di costi)

 Contabilizzazione della vendita delle immobilizzazioni


 Liquidazione dell’IVA

 L’Iva è un’imposta indiretta che si applica a cessioni di beni, servizi e importazioni


 Periodicamente sulla base dei risultati ottenuti attraverso il registro delle vendite e degli acquisti le
aziende devono determinare la posizione per Iva a debito o a credito nei confronti dell’erario
 Il calcolo per la liquidazione Iva consiste nel porre a confronto la situazione dell’Iva a debito (per
vendite, rettifiche e anticipi a fornitori) e dell’Iva a credito (per acquisti e anticipi clienti) – dalla
differenza emerge una posizione debitoria se l’Iva a debito > Iva a credito – o una posizione
creditoria se Iva a Credito > Iva a debito
 L’Iva non è un costo o un ricavo ma un credito o debito nei confronti dell’erario
Debito

Lezione 5

 Il regolamento dei crediti con effetti


I crediti nascono in azienda da operazioni di vendita con regolamento differito

Regolamento dei crediti con gli effetti o cambiali

Si tratta di una promessa di pagamento:

 Se il cliente alla scadenza paga si ha una riduzione del credito e un introito di denaro
 Se il cliente non paga si avvia la procedura di rinnovo – si calcola un interesse che procura una
variazione di costi/ricavi per l’azienda
Rinnovo di effetti attivi l’interesse è attivo (conto economico VEP aumento dei ricavi +
aumento liquidità)
“Interessi pagati anticipatamente con atto di rinnovo o dopo la scadenza dell’effetto”.

 Dinamica del rinnovo dei crediti

1. Rinnovo totale con interessi Anticipati


- Liquidazione degli interessi (+ interessi attivi VEP + crediti vs/clienti VNA)
- Riscossione interessi (+ entrate VNA – crediti vs/clienti VNP)
- Rinnovo effetti (+ effetti attivi nuovi VNA – effetti attivi vecchi VNP)
- Riscossione nuovi effetti (+ entrate VNA – effetti nuovi VNP)
2. Rinnovo totale con interessi Posticipati
- Liquidazione interessi (+ interessi attivi VEP + crediti vs/ clienti VNA)
- Rinnovo effetti con aumento di interessi (- effetti vecchi VNP – crediti vs/clienti VNP + effetti
nuovi con interessi VNA)
- Riscossione nuovi effetti (+ entrate VNA – effetti VNP)
3. Rinnovo parziale con interessi Anticipati
- Riscossione di parte di vecchi effetti (+ entrate VNA – effetti VNP)
- Liquidazione degli interessi (+ interessi attivi VEP + crediti vs/clienti VNA)
- Riscossione interessi (+ entrate VNA – crediti vs/clienti VNP)
- Rinnovo di una parte di effetti (+ effetti attivi nuovi VNA – effetti attivi vecchi VNP)
- Pagamento nuovi effetti a scadenza (+ entrate VNA – effetti VNP)
4. Rinnovo parziale con interessi Posticipati
- Riscossione di parte di vecchi effetti (+ entrate VNA – effetti VNP)
- Liquidazione degli interessi (+ interessi attivi VEP + crediti vs/clienti VNA)
- Rinnovo di una parte di effetti (+ effetti attivi nuovi VNA – effetti attivi vecchi VNP – crediti
vs/clienti)
- Pagamento nuovi effetti a scadenza (+ entrate VNA – effetti VNP)

Lezione 6

 Regolamento dei debiti con effetti

I debiti nascono da operazioni con regolamento differito


- Se l’azienda paga bisogna contabilizzare il pagamento si ha una riduzione di denaro e una riduzione
dei debiti vs/fornitori
 Se l’azienda non paga alla scadenza l’effetto può richiedere il rinnovo – si calcola un interesse che
procura una variazione di costi/ricavi per l’azienda
Rinnovo di effetti passivi l’interesse è passivo (conto economico VEN aumento dei costi +
riduzione liquidità)

 Dinamica del rinnovo

1. Rinnovo totale con interessi Anticipati


- Liquidazione degli interessi (+ interessi passivi VEN + debiti vs/fornitori VNP)
- Pagamento interessi (- entrate VNP – debiti vs/fornitori VNA)
- Rinnovo effetti (+ effetti passivi nuovi VNP – effetti passivi vecchi VNA)
- Riscossione nuovi effetti (- entrate VNP – effetti nuovi VNA)
2. Rinnovo totale con interessi Posticipati
- Liquidazione interessi (- vecchi effetti VNP + debiti vs/fornitori VNA + componente positiva
di reddito VEP)
- Pagamento nuovi effetti maggiorati degli interessi (- entrate VNP – effetti VNP)

3. Rinnovo parziale con interessi Anticipati


4. Rinnovo parziale e interessi Posticipati

Lezione 7

 Il principio di competenza economica

La contabilità generale registra i fatti esterni di gestione al momento della loro variazione economica

Al termine di ogni esercizio avremo ricavi di diretta derivazione numeraria e costi di diretta derivazione
numeraria [R – C = Reddito di diretta derivazione numeraria]

L’obiettivo della contabilità generale nel sistema di reddito è determinare il reddito di competenza
economica dell’esercizio

 Un costo è di competenza se ha avuto in esercizio il correlativo ricavo (utilità utilizzata)


Un costo è di competenza se è ragionevole ipotizzare che non avrà ricavi in futuro

 Un ricavo è di competenza se in esercizio ha avuto il correlativo costo


Un ricavo è di competenza se è ragionevole ipotizzare che non avrà costi in futuro

 Scritture di assestamento: passaggio da reddito di derivazione numeraria a reddito di


competenza economica

Dal principio di competenza deriva che Reddito di diretta derivazione numeraria non coincide con Reddito
di competenza economica

Le scritture di assestamento (imputazione di quote di ammortamento, scritture di integrazione e di rettifica)


sono necessarie per passare dal reddito di diretta derivazione numeraria al reddito di competenza
economica di esercizio

 Reddito di competenza economica = Reddito di diretta derivazione numeraria + - Integrazioni o


Rettifiche derivanti da scritture di assestamento
 Scritture di imputazione delle quote di ammortamento

Hanno lo scopo di far partecipare i fattori produttivi a fecondità ripetuta alla formazione del reddito di
esercizio per la parte dei costi che si ritiene di competenza

L’ammortamento è un procedimento contabile mediante il quale si ripartisce un costo pluriennale lungo il


periodo di durata utile di un bene

 Consente di integrare il conto economico con la quota di costo di competenza corrispondente alla
parte di utilità che il bene ha fornito nel corso dell’esercizio
 Consente di rettificare il costo pluriennale della quota di competenza allo scopo di determinare la
quota da “rinviare” a esercizio successivo (valore residuo)

 Scritture di epilogo

Hanno la funzione di riepilogare (richiamare in maniera sistematica) al conto economico tutti i costi e ricavi
che hanno trovato nel corso di esercizio la correlativa manifestazione numeraria – eccezione per costi
relativi a acquisti di beni a fecondità ripetuta.
 Funzionamento delle scritture di integrazione di completamento: gli interessi attivi e passivi da
liquidare

Le scritture di integrazione hanno come scopo di far partecipare alla formazione del reddito di esercizio in
chiusura tutti i costi e ricavi che non sono di competenza economica dell’anno e che trovano solo dopo la
correlativa manifestazione numeraria.

 Scritture di integrazione di COMPLETAMENTO


Interessi attivi e passivi da liquidare
Fatture da emettere o da ricevere
Stralcio di crediti ritenuti inesigibili
Accantonamento al TFR

 Scritture di integrazione IN SENSO STRETTO


Ratei attivi e passivi
Accantonamento a fondi per oneri futuri
Accantonamento a fondi rischi

Interessi attivi e passivi da liquidare


Documento giustificativo di tali operazioni è l’estratto conto bancario – attivi su depositi in essere e passivi
su disponibilità liquide di competenza del periodo amministrativo in chiusura.
Occorre una rettifica di imputazione nei conti accesi interessi attivi e passivi al fine di assestare la
consistenza del saldo del c/c
Lezione 8

 Scritture di integrazione di completamento: le fatture da emettere e da ricevere

A chiusura di esercizio sono stati inviate le merci vendute ai clienti ma non sono state emesse le relative
fatture di vendita – siamo in attesa di ricevere dai fornitori le fatture di acquisto di merce che già abbiamo
ricevuto.
Dal punto di vista contabile sono variazioni numerarie (debiti e crediti) che misurano costi e ricavi futuri che
avranno manifestazione numeraria in futuro.

 Per le fatture da emettere si avrà che le merci sono già state vendute e spedite, ma i ricavi non
ancora incassati – quindi si hanno crediti vs/clienti
(+ crediti VNA + ricavi di competenza VEP)
 Per le fatture da ricevere si avrà che le merci sono già state acquistate e ricevute, ma i costi non
ancora sostenuti – quindi si hanno debiti vs/fornitori
(+ costi competenza esercizio VEN + debiti VNP)

 Stralcio dei crediti ritenuti inesigibili

Tali scritture di stralcio si hanno in caso di credito a rischio per il quale si ritiene opportuno effettuare una
svalutazione (art. 2426 c.c. “i crediti devono essere iscritti secondo il valore di presumibile realizzazione”)

Se a termine esercizio si è certi che il credito non sarà esigibile è necessario procedere al suo stralcio:

 Accantonamento al fondo TFR

Il fondo TFR accoglie gli accantonamenti effettuati in ogni esercizio per fronteggiare la quota della
retribuzione differita che verrà erogata al dipendente nel momento della cessazione del rapporto di lavoro

 Il conto Accantonamento al fondo TFR è un conto economico di reddito che misura una variazione
economica negativa
 Il conto Fondo TFR è un conto numerario acceso da variazione numeraria presunta
 Scritture di integrazione in senso stretto: i ratei attivi e passivi

I ratei rappresentano crediti e debiti presunti che misurano:

- I ricavi di competenza dell’esercizio esigibili in esercizi successivi


- I costi di competenza dell’esercizio pagabili in esercizi successivi

“Sono quote di ricavi e costi di competenza economica dell’esercizio, la cui manifestazione numeraria si avrà
in esercizi successivi”.

La rilevazione dei ratei attivi e passivi avviene attraverso due metodi:

 Metodo analitico in due fasi:


Rilevazione del debito (rateo passivo) o il credito (rateo attivo)
Rilevazione del costo o ricavo riguardante il componente di reddito che deve essere
integrato
I ratei attivi
- Prima fase di rilevazione della quota di ricavo di competenza dell’esercizio in chiusura

- Seconda fase di registrazione scrittura di epilogo


Lezione 9

 Ratei Passivi
 Fondo per rischi e per oneri futuri

I fondi rilevano i costi presunti connessi a variazioni numerarie future che possono essere:
- Certe nel verificarsi
- Incerte nell’ammontare
- Incerte nella data di manifestazione

>>> Fondi oneri futuri

- Incerte del verificarsi


- Incerte dell’ammontare
- Incerte nella data di manifestazione

>>> Fondi rischi specifici

Si imputa all’esercizio in corso le quote di costi di competenza che riguardano spese che vengono impegnate
in esercizio sebbene hanno manifestazione numeraria in futuro (fondo manutenzione programmata) – rischi
che incombono su elementi patrimoniali attualmente esistenti (fondo rischi per incendio).
Esempio Fondo rischio
Esempio Fondo oneri
Lezione 10

 Scritture di Rettifica

Le scritture di rettifica hanno l’obiettivo di rinviare alla competenza di esercizi futuri quella parte di costi e
ricavi che pur avendo già trovato provvisoria chiusura al conto economico non si ritengono di competenza
economica del presente esercizio:

- Distinte (Risconti attivi e passivi)


I risconti rilevano quote di costo o ricavo non di competenza di esercizio in corso, ma già
manifestazione numeraria – si tratta di manifestazione numeraria anticipata e hanno natura
economica di reddito cioè costi e ricavi sospesi (da rinviare a esercizi successivi)

- Indistinte (Rimanenze attive e passive)

 Tipologie di scritture di rettifica: contabilizzazione risconti attivi e passivi


 Contabilizzazione delle rimanenze di magazzino

Durante l’esercizio le imprese sostengono costi relativi a acquisto materie, trasformazione delle materie in
prodotti finiti e gestione e immagazzinamento delle materie prime, semilavorati, prodotti finiti e merci

Se al termine dell’esercizio esistono rimanenze di magazzino i relativi costi non possono essere considerati
di competenza economica dal momento in cui i prodotti non sono stati venduti e le materie non sono state
immesse nel ciclo produttivo o non lo hanno concluso.

È necessario rettificare i costi d’esercizio e rinviarli a futuri esercizi, ovvero quando si genereranno i
corrispondenti ricavi.
 Differenze tra scritture di riapertura dei conti in anno successivo: Ratei attivi e passivi, le Fatture
da emettere e ricevere, i Risconti attivi e passivi, Rimanenze in magazzino
Premessa: le slides sono prese direttamente dalle lezioni; alcune mi sono accorta e le ho corrette
perché riportavano errori; purtroppo altre o non ci ho fatto caso io o mi sono dimenticata di
riportare le correzioni da carta a file word. Correggete se potete!

Valutazione d’azienda

Lezione 1

 Capitale economico

Quantità astratta che assume diversi valori in funzione delle finalità che sottostanno alla sua determinazione:
1. Capitale di Costituzione adottato per conoscere il valore del capitale iniziale
2. Capitale di Funzionamento stima il reddito da assegnare all’esercizio e il valore finale del capitale al
termine dell’esercizio
3. Capitale di Liquidazione consente di capire il valore di capitale quando azienda cessa di esistere (CL
> CF)
4. Capitale di Trasformazione è utile per determinare il valore del capitale quando azienda cambia
veste giuridica (passaggio da snc a spa)
5. Capitale di Trasferimento – a fronte di un corrispettivo di denaro cambia il soggetto economico
Cessione
Conferimento
Liquidazione quote
Fusione

Ottica del valutatore

 Valutazione capitale economico


Il capitale economico o capitale in sede di cessione. Serve per quantificare il capitale di un'azienda, ma non
per determinare il reddito, ma per cedere l'azienda funzionante. Quindi valuta quanto vale l'azienda se si
decidesse di venderla.

I requisiti per la valutazione del capitale economico:

 Oggettivo: trasferimento e cessione


 Soggettivo: ottica di perito indipendente (terzo/esterno ad azienda)

 Metodologie di valutazione del capitale economico

Requisiti:

 Razionalità (consistenza teorica)


 Obiettività (concretamente applicabili)
 Neutralità (prescindere da condizioni soggettive di negoziazione)
I metodi diretti

Si basano su grandezze che derivano dal mercato (risultano poco razionali e obiettivi)

 In senso stretto: wt basato su prezzo di borsa dell’impresa target


 Comparativi: wt basato su prezzi di borsa di un campione di aziende similari (nel caso in cui l’azienda
non sia quotata in borsa) – utilizzo di moltiplicatori

I metodi diretti in senso stretto


 Aspetti fondamentali della teoria dei mercati efficienti

I postulati:

 Gli operatori agiscono in stato di conoscenza perfetta per quanto riguarda situazione economica,
patrimoniale e finanziaria; non esistono asimmetrie informative e il costo per ottenere info è nullo
 Gli operatori agiscono in modo razionale per un massimo profitto
 L’attività si svolge in situazione di concorrenze perfetta; nessuno condizione il prezzo
 Sul mercato si scambiano quote di controllo delle società quotate

In realtà gli operatori non sono uniformemente informati e non agiscono in modo razionale, ma si basano su
opinioni

La concorrenza non è rilevante perché solo poche aziende sono quotate e sul mercato si scambiano quote
trascurabili che non hanno valore

“Il prezzo di borsa non è collegato al valore economico di azienda”.

Lezione 2

 Metodi diretti comparativi


 Metodologie di calcolo basate su moltiplicatori semplici

Approccio basato su capitale proprio – il valore economico dell’azienda target Wt è stimato in maniera
diretta
 Differenze tra i due approcci di valutazione basati su moltiplicatori complessi

Approccio basato su entità W + Debiti – il valore economico di azienda target Wt è determinato in maniera
indiretta, per differenza (Attività – Debiti = Capitale proprio W)
Lezione 3

 Metodi Indiretti
Si basano su grandezze non provenienti da mercato

 Differenza tra operazioni di Capitalizzazione e di Attualizzazione

*montante = capitale + interessi

Operazione di Capitalizzazione = portare un valore nel futuro

Operazione di Attualizzazione = attualizzare (a tempo 0) i flussi aziendali


*v = fattore di attualizzazione

*W = valore capitale economico


 Metodo teorici fondamentali

Il metodo Finanziario

Il metodo dei Dividendi


Il metodo Reddituale

Esempio 1

Esempio 2
Esempio 3

Esempio 4

Lezione 4

 Tipologie di metodi reddituali semplificati

Stimano il capitale economico mediante utilizzo di semplificazioni che riguardano:

 Durata dell’azienda
 Valore presunto realizzo
 Tasso di attualizzazione*
 Stima dei flussi

 Metodo reddituale puro e complesso

I metodi reddituali semplificati si basano sui redditi prospettici dell’impresa con riferimento a condizioni
normali di gestione:
 Reddituale puro

 Reddituale complesso

 Processo di stima del tasso di attualizzazione*

Al fine della stima del capitale economico è necessario valutare:

 Tasso di inflazione (i) si ipotizza che sia uguale in ogni periodo


È il tasso di congrua remunerazione (in linea con i migliori investimenti alternativi tenuto conto del
rischio)

Valori da 1-3 % - utilizzate solo in


casi specifici (vedi pagina 19)
Pagina 19 del modulo 1
Metodologie per misurare la % del premio per il rischio preso:

 Flussi reddituali normali attesi (R) trascurando la componente fiscale (vedi pagina 19*)
Lezione 5

 CAPM – Capital Asset Pricing Model

Metodologie per misurare la % del premio per il rischio preso:

*B influisce molto su i2

*Covarianza e Varianza

La tabella di Beta di settore

*Se B < 1 meno rischio di perdita, ma inferiori anche rendimenti


*i = tasso di congrua remunerazione

La md (marketability discount) è una maggiorazione del tasso applicato alle società non quotate – perché le
azioni non negoziate in un mercato regolamentato scontano un rischio di negoziabilità maggiore rispetto a
quello delle azioni quotate e liberamente trasferibili

Percentuale che varia da 1% - 3%

Lo scr (specific company risk) è una maggiorazione del tasso connessa al fatto che investimento in specifica
attività non consente di eliminare il rischio diversificabile

Tale maggiorazione è atta a fronteggiare rischi specifici di determinata attività (vedi pagina 15)

 Metodi di stima dei flussi di reddito: media ed estrapolazione dei risultati storici normalizzati

(vedi pagina 17*) [W = R/i]

I flussi di reddito sono:

 Reddituali netti
 Reddituali lordi

Possono essere calcolati:

1. Media dei risultati storici normalizzati

Presi i risultati storici del reddito netto si normalizzano, ossia si depurano da componenti
positive e negative di natura straordinaria (non c’è manifestazione di volontà contrattuale -
perdita immobile) e di natura eccezionale (c’è manifestazione di volontà contrattuale, ma è
imputabile solo a una delle parti – perdita su crediti) – a ritroso da reddito netto
*Coefficienti valutazione monetaria – per riportare tutti i valori al presente

2. Estrapolazione dei risultati storici normalizzati


Lezione 6

3. Risultati programmati
Si fa riferimento ai risultati economici previsti nel budget – questa tecnica si basa su
condizioni dell’azienda “stand alone”

Le previsioni sono basate sui piani aziendali rettificati

4. Innovazione
Prevedono nuove condizioni operative – nuovi scenari economico sociali – si procede poi alla
riprogrammazione mediante i budgets

Budget è un documento previsionale in cui vengono indicate le risorse economiche allocate da


un'organizzazione per svolgere una o più attività. La sua preparazione avviene con largo anticipo e prevede
un interscambio comunicativo fra i diversi reparti aziendali.

 Fasi del cd “Phase Method”

Tale metodo ipotizza la situazione seguente: la vita di azienda è illimitata e i flussi sono calcolati fino a 8
anni.

 Per i 3 anni di effettua un calcolo analitico


 Per gli altri 5 si effettua un calcolo di estrapolazione delle tendenze individuate mediante
l’applicazione del “Metodo dei minimi quadrati” – ottiene equazione della retta passante per i punti
individuati dal valore assunto dal reddito

W = valore economico azienda applicando “phase method”


 Principio di coerenza tra tassi e flussi

Quando si applicano i metodi reddituali è opportuno considerare il principio di coerenza tra tassi e flussi –
afferma che in presenza di flussi netti si utilizza il tasso di attualizzazione (i) in presenza di flussi lordi si
utilizza il tasso di attualizzazione secondo la configurazione WACC (costo medio ponderato del capitale)

Df

A
*W =attualizzazione redditi netti

*Oneri finanziari attualizzati = Debiti finanziari

*Reddito operativo attualizzato = Attività

 Formula per calcolo WACC

Tiene conto di chi ha investito in capitale proprio (W) e in Debiti finanziari (da esterni)
 Funzionamento dei metodi reddituali a flussi lordi

 Metodi finanziari semplificati

Si basano sui cash flow prodotti da impresa disponibili senza alterare l’economicità della gestione:

 Metodo finanziario puro

 Metodo finanziario complesso


Lezione 7

 Tipologie di flussi di cassa

Ai fini della stima del capitale economico (W) è necessario valutare:

- Tasso di attualizzazione (i)


- Flussi finanziari normali attesi (F)

La stima dei flussi di cassa

 Flussi di cassa netti disponibili – spendibili senza alterare la funzionalità economica e finanziaria
 Flussi di cassa lordi – non è compresa la componente finanziaria (i debiti e oneri finanziari)

 Tecniche e metodologie di stima dei flussi di cassa


 La coerenza tra tassi e flussi

Come per i metodi reddituali anche i metodi finanziari è opportuno considerare il principio di coerenza tra
tassi e flussi:
- In presenza di flussi levered si utilizza il tasso di attualizzazione (i)
- In presenza di flussi unlevered si utilizza il tasso di attualizzazione secondo la configurazione WACC
Lezione 8

 Il metodo patrimoniale semplice

I metodi patrimoniali si basano su grandezze stock ossia su elementi attivi e passivi che compongono il
capitale

 Stima il capitale economico come somma algebrica del valore corrente degli elementi patrimoniali attivi
e passivi
 Le attività e passività sono iscritte in bilancio al valore contabile che risente del principio di prudenza
 La base di valutazione sarà data dal patrimonio netto (attivo + passivo) + o – rettifiche necessarie per
passare dal valore contabile al valore corrente

 Il processo di stima

Per passare dal patrimonio netto contabile al patrimonio netto rettificato occorrono le operazioni:

- Individuare elementi attivi e passivi da valutare


Occorre una situazione contabile aggiornata al momento della stima
- Revisionare elementi individuati
Preferita revisione esterna – se non possibile il perito dovrà accertare l’esistenza, la titolarità,
i criteri di valutazione adottati dei singoli elementi attivi e passivi del patrimonio
- Calcolare il valore corrente e determinare le rettifiche
La regola generale per le passività: coincide con il valore di presunta estinzione (valore
nominale dei debiti) – per le attività: a realizzo diretto coincide con il valore di presunto
realizzo e a realizzo indiretto coincide con il costo di sostituzione

Poi si analizzano le immobilizzazioni tecniche, le rimanenze, le partecipazioni e i crediti


Le immobilizzazioni tecniche

Sono beni a realizzo indiretto

Valore corrente = costo di sostituzione ossia l’insieme di oneri che occorre sostenere per
avere un bene identico a quello oggetto di valutazione

Le partecipazioni

Si distinguono:
- Non costituiscono immobilizzazioni – valore corrente = prezzo di mercato
- Costituiscono immobilizzazioni

Le rimanenze

Il valore corrente dipende dal tipo di rimanenze:


- Prodotti finiti = valore di presunto realizzo – oneri di vendita
- Semilavorati = costi attuali di produzione
- Materie prime = costi acquisto più recenti

I crediti

Valore corrente = valore di presunto realizzo – svalutazioni per rischio di credito – svalutazioni
per attualizzazione crediti a medio lungo termine = VN – FSC – Ult Sval NI
- Stimare il patrimonio netto rettificato

Le rettifiche positive = maggiore valore delle attività | minore valore delle passività

Le rettifiche negative = maggiore valore passività | minore valore attività

Gli oneri fiscali potenziali = si applicano sulle plusvalenze derivanti da riespressione a valori
corretti delle poste attive e passive

Lezione 9
 Metodo patrimoniale complesso

I metodi patrimoniali semplici sono consentono di valorizzare i beni immateriali che incidono sul valore
dell’avviamento del bilancio

I metodi complessi si basano su teoria del going concern value: azienda ha insieme di valori creati ex novo in
caso di costituzione di nuova società

 Formula e processo di stima

W = PN rettificato + beni immateriali non contabilizzati

Per applicare il metodo patrimoniale complesso occorre:

- Stimare K
- Individuare i beni immateriali di autonoma stima*
- Eliminare eventuali sovrapproduzione o duplicazioni
- Individuare e applicare metodologie per la valutazione dei beni immateriali

 Caratteristiche dei beni immateriali meritevoli di autonoma stima

*i beni immateriali meritevoli di stima = essere oggetti di flussi di investimenti, ossia centri di costo per
l’impresa – essere all’origine di benefici economici differenziali (assicurare vantaggio competitivo) – essere
trasferibili in via autonoma

L’eliminazione di eventuali duplicazioni


 Primo metodo di stima BINC – la stima del capitale umano

Valutare il capitale umano significa stimare l’organizzazione del personale, cioè valutare le prestazioni
economiche dei dipendenti e dei dirigenti. I metodi sono riassumibili:

 I metodi qualitativi

Non attribuire un valore monetario al capitale umano – ma individuare le variabili e le relazioni che
ne determinano il decremento o incremento

Classifica delle variabili legate all’organizzazione umana:

- Variabili causali = indipendenti gestite da direzione per mezzo di decisioni strategiche


- Variabili intercorrenti = misurano lo stato di salute di gruppo umano
- Variabili risultanti = riflettono i risultati conseguiti dall’organizzazione in un determinato
tempo – derivano da variabili causali e intercorrenti

 I metodi quantitativi (rilevanti)

Stimano il valore del capitale umano in termini monetari

Il metodo dei costi


Il metodo economico-reddituale

Il metodo empirico
Lezione 10

 Il marchio

È il segno distintivo del prodotto, cosi come la ditta è il segno dell’imprenditore e l’insegna del luogo.

Può essere ceduto a titolo definitivo o a titolo di licenza: franchising e merchandising


Franchising: accordo con il quale un’impresa concede ad un’altra il diritto di sfruttare un
marchio allo scopo di commercializzare determinati prodotti dello stesso settore
merceologico

Merchandising: accordo con il quale impresa concede ad un’altra il diritto di fruttare un


marchio allo scopo di commercializzare prodotti diversi da quelli del settore merceologico
del cedente

Il marchio può essere registrato (verso, lecito, nuovo e originale) o non registrato

Può essere nominativo, emblematico o misto

Può essere forte o debole

 Metodi utilizzabili per la stima del marchio

I metodi utilizzabili per la stima del marchio sono:

- Basati sui costi


- Economico-reddituali
- Empirici (Interbrand e M. delle royalities)
*Il valore delle royality è generalmente fissato tra il 2 e il 20 % dei ricavi di vendita a seconda del
settore

 Metodologie utilizzabili per la stima della tecnologia

I metodi utilizzati per la stima della tecnologia:

- Basati sui costi


- Basati sui benefici economici futuri
 Due differenti metodi indiretti misti
Il metodo dei pratici tedeschi

Il metodo anglosassone

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