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DINASTIA GIULIO-CLAUDIA

IMPERATORE DATA PRINCIPATO

OTTAVIANO AUGUSTO 27-14 d.C.

TIBERIO 14-37 d.C.

CALIGOLA 37-41 d.C.

CLAUDIO 41-54 d.C.


NERONE 54-68 d.C.

ANNO DEI QUATTRO


IMPERATORI

IMPERATORE DATA PRINCIPATO

GALBA 69 d.C

OTONE 69 d.C.

VITELLIO 69 d.C.
VESPASIANO 69 d.C-79 d.C.

DINASTIA FLAVIA 69-96 d,C,

IMPERATORE DATA PRINCIPATO

TITO 79-81 d.C.

DOMIZIANO 81-96 d.C.

IMPERATORI ADOTTIVI 96-180


d.C.

IMPERATORE DATA PRINCIPATO

NERVA 96-98 d.C.


TRAIANO 98-117 d.C.

ADRIANO 117-138 d.C.

ANTONINO PIO 138-161 d.C.

MARCO AURELIO 161-180 d.C.


CARATTERISTICHE AZIONE DI GOVERNO

Figlio adottivo e unico erede di Giulio Cesare. Con


lui si assiste alla nascita vera e propria dell'Impero
Romano. Mette iin mostra le sue doti e in poco
tempo porta l'Impero al massimo splendore.

Viene adottato da Augusto quando quest'ultimo


rimane senza eredi. Con Augusto condivide le
cariche di Tribunicia Potestas e Imperium
Proconsolare, fino al 14, quando Tiberio assume
pieni poteri alla morte di Augusto.

Alla morte di Tiberio viene eletto Gaio Claudio,


detto Caligola per i particolari stivaletti che usava.
Caligola è fortemente voluto dai pretorani e
dall'esercito in quanto figlio di Germanico. Egli
mostra però da subito dei comportamenti tirannici
che scatenarono inevitabilmente delle congiure
contro di lui.

Claudio succede a Caligola, suo zio, in quanto


fratello di Germanico. Nonostante i primi dubbi
alimentati dal fatto che era un colto letterato e
quindi lontano dagli affari politici, si rivela invece un
ottimo amministratore, anche se non entrerà mai
nelle grazie del senato.
Claudio viene avvelenato subito dopo aver
assicurato il trono a Nerone. Così sale al potere il
giovane figlio della quarta moglie di Claudio,che si
presenta subito e ottiene l'appoggio dei pretoriani.
In un discorso preparato da Seneca afferma tra le
altre cose di voler governare sempre in accordo
con il Senato. il suo governo sarà affiancato dalla
madre, dal filosofo Seneca e da Afranio Burro.

CARATTERISTICA AZIONE DI GOVERNO

Con la morte di Nerone iniza una fase di instabilità


politica e di guerre civili. Il 69 è l'Annus Horribilis.
Galba diventa imperatore, fortemente voluto dal
proprio esercito e dai propri sudditi,ma il suo
governo non fu semplice per le ostilità nei suoi
confronti da parte di Otone e Vitellio e in generale
del popolo e dei pretoriani.

Governatore della Lusitania e sostenitore di


Galba,ma , nonostante ciò, indispettito per non
esser stato scelto come successore si alleò con i
pretoriani nell'uccisione di Galba.

Uomo pigro, svogliato e dedito soprattutto ai piaceri


del cibo e del bere.
Vespasiano fa parte dei quattro imperatori salito al
potere nel 69 d.C., ma lui ha più successo degli
altri in quanto avendo due figli garantisce una
dinastia sicura e inoltre si mostra saggio e non
ambizioso. Appartiene al ceto equestre e ottiene il
potere grazie proprio all'esercito.

CARATTERISTICHE AZIONE DI GOVERNO

Ottenne la nomina con il pieno favore del Senato.


Si mostra ottimo generale e amministratore. Quello
di Tito risulta essere un governo molto breve, in
quanto muore prematuramente nell'81 d.C.

Domiziano sale al trono senza problemi in quanto


fratello di Tito, governa in modo equilibrato,
seguendo la politica dei predecessori.

CARATTERISTICHE AZIONE DI GOVERNO

Durante il suo breve regno ci sarà il cambiamento


nel Principato adottivo: inizia l'era degli imperatori
adottivi caratterizzati da una successione al trono
non per via familiare , ma attraverso l'adozione da
parte dell'imperatore in carica del proprio
successore
Traiano viene visto da tutti come il perfetto sostituto
di Nerva, in quanto ex console. Sarà il suo animo
forte e la grande esperienza militare, a convincere
tutti che un nuovo Augusto sia arrivato!

Adriano viene eletto imperatore più per volontà


dell'esercito che del morente Traiano. Viene scelto
per la sua ottima educazione in giovanissima età e
perché Traiano lo aveva scelto come collaboratore
in due guerre.

Originario della Gallia, legato al mondo italico.


Collabora con il Senato, venne detto Pio per la sua
devozione verso il predecessore. Gli fu conferito il
titolo di pater patriae per le sue ottime capacità
governative.

Alla morte di Antonino Pio salgono al trono due


imperatori, Marco Aurelio e Lucio Vero, voluto dallo
stesso Marco Aurelio
POLITICA INTERNA

Insieme a due fedeli generali (Marco Antonio e


Lepido) stabilisce il secondo triumvirato per
''punire'' l'uccisione di Cesare. Dopo questo,
riorganizza lo Stato romano senza eliminare
nessuna istituzione, ma mettendole tutte sotto il
suo controllo.
Migliora le condizioni di vta dei contadini,
sviluppa una rete stradale efficiente e incrementa
così i commerci. Diffonde la cultura e i costumi
latini e impone come lingua ufficiale il latino.
Ripristina quindi i valori tradizionali (mos maiorum)
e protegge le arti. Istitu' la Corte Pretoria, soldati
scelti per proteggere l'Imperatore

Tiberio cerca di collaborare con il senato,con il


quale entra però in contrasto: lui era un
conservatore, mentre i senatori erano attenti
soprattutto ai loro privilegi. Rispetta le istituzioni
romane. Con varie riforme, tra cui quella del
sistema elettorale, cerca di mantenere un certo
equilibrio nell'impero. Abile amministratore, lasciò
le finanze di Roma in ottime condizioni.

Mette da subito in atto un modello monarchico


autoritario che va contro il Senato. Vuol essere
considerato come figlio di una divinità, venuto dal
cielo, a dimostrazione di ciò sono i grandi spettacoli
e giochi pubblici organizzati da lui mensilmente,
mettendo in difficoltà le casse dello Stato. Ritiene
poco in considerazione il Senato.

La politica interna di Claudio è fedele alla linea di


Augusto e Tiberio. Si occupa soprattutto di opere
pubbliche e di rendere efficiente il sistema
burocratico. Le più importanti opere pubbliche
sono: il porto di Ostia, le bonifiche in Abruzzo e la
costruzione di un nuovo acquedotto. Attentissimo
alle finanze dello Stato.
Cercò di ottenere il favore della plebe organizzando
spettacoli e tutelando con vari emendamenti e
riforme fiscali i ceti più deboli. Per questi
provvedimenti andò a mettersi contro il Senato e
per questo governò in maniera sempre più
autonoma, avvalendosi solo di qualche uomo
fidato. Prime
persecuzioni ai cristiani.

POLITICA INTERNA

Galba sconfigge Otone e Vitellio e governa con la


massima approvazione dei sudditi

Il suo governo fu di pochi mesi e caratterizzati da


una certa tranquillità e una normale
amministrazione. Ma subito iniziò una guerra con il
ribelle Vitellio.

Il suo governo fu fortemente influenzato da due


comandanti che causarono diverse rivolte e
massacri.
Vespasiano governa in accordo con il Senato,
aumenta le tasse per sopperire ai danni creati da
Nerone, estende la cittadinanza romana a tanti
provinciali per aumentare l'esercito. Stabilisce
inoltre i poteri dell'imperatore.
Forte ammiratore delle popolazioni italiche
conservatrici. Risana le finanze dello Stato e
promuove opere pubbliche anche nelle provincie.

POLITICA INTERNA

Tito venne amato da tutti, era un imperatore


moderato e prudente, considerato una "delizia del
genere umano", governa in un periodo di massima
delicatezza, in quanto erutta il Vesusuvio su
Pompei ed Ercolano e predispone soccorsi per le
popolazioni.

Avvia un potere assoluto di stampo imperiale e


persecutorio. Riforma l'amministrazione pubblica e
inserisce anche membri del ceto equestre.

POLITICA INTERNA

Nerva richiama in patria gli esiliati da Domiziano ed


ordina la sua damnatio memoriae. Riesce ad
ottenere l'approvazione da parte di tutti, e abbiamo
anche un giuramento di fedeltà da parte
dell'esercito.
Traiano fu molto amato soprattutto dalle classi più
povere, in quanto si occupava di loro con un occhio
di riguardo, stando attento ai problemi economici
della popolazione e dei piccoli proprietari terrieri:
incentiva l'agricoltura italica in difesa della priccola
proprietà.

Adriano come Traiano dedica molto della sua


politica interna all'aiuto delle fasce più deboli,
sostenendo le loro spese, ma anche aiutando
economicamente gli impoveriti senatori, in quanto
rischiavano di essere espulsi dal senato. Degno di
nota il suo impegno per il miglioramento
dell'educazione scolastica.

Antonino Pio non incontra opposizione una volta


salito al potere, governa un impero in pace e cerca
di dare ancora più aiuti economici e alimentari ai
ceti più bassi, dimostrandosi degno del titolo di
Imperatore. Favorisce costruzione di una nuova
rete stradale, ampliando le vie esistenti.

Governo caratterizzato da un grande rigore


economico.
POLITICA ESTERA

Trasformò e rinforzo l'esercito, favorendo anche


l'arruolamento volontario dei soldati che sarebbero
poi diventati dei soldati professionisti. Istituì la Corte
Pretoria, soldati scelti per proteggere l'Imperatore.
Rafforza i confini e affida le provicnie a funzionari
fidati( legatus Augusti pro praetore) prendevano il
nome di ''provincie imperiali''.

Tiberio riesce a mantenere un grande equilibrio


anche all'esterno dell'impero e nei confini, senza
mire espansionistiche. Affida le operazioni mlitari al
nipote Germanico.

Desidera una grande espansione dell'Impero sia a


occidente che a oriente. Ricordiamo una guerra
contro gli ebrei quando volle imporre la costruzione
di una sua statua nel tempio di Gerusalemme per
essere adorato come un Dio.

Claudio ha un atteggiamento aperto verso le


province e i nuovi territori conquistati, dando la
cittadinanza anche a chi si era reso grande
nell'esercito. Cerca di riappacificare i rapporti
rovinati da Caligola con gli Ebrei, e conquista la
Britannia. Da la cittadinanza romana a molti abitanti
delle provincie orientali.
Le grandi conquiste estere di Nerone si riducono
alla definitiva sconfitta dei Partie alla conquista
dell'Armenia. Manifestò un forte avvicinamento alle
provincie orientali, nelle quali compì diversi viaggi.

POLITICA ESTERA

Dura politica estera contro le legioni germaniche:


non aveva concesso loro alcun riconoscimento.

Spedizioni militari verso Nord per bloccare


l'avanzata di Vitellio, che nek frattempo era
diventato imperatore delle legioni della Germania e
mirava ad avanzare verso l'Italia.

Dovette fronteggiare senza successo l'ascesa di


Vespasiano, fortemente acclamato come
Imperatore. Fu gettato nel Tevere.
Vespasiano riporta ordine nei confini dell'impero,
annette alcuni territori all'impero come province e
per un maggiore controllo affida le legioni a generali
di sua fiducia.

POLITICA ESTERA

Il suo governo fu breve e non ci sono avvenimenti


esteri degni di nota.

In quanto a politica estera Domiziano costruisce il


limes, un confine fatto di mura e fossati per
delimitare l'impero.Conquista la Britannia.
Svolge diverse campagne militari contro i Germani.
Deve inoltre fronteggiare i problemi che sorgono in
Dacia, riuscendo a repprimere le rivolte in due
spedizioni.

POLITICA ESTERNA

Sul piano della politica estera Nerva non incontra


problemi, rafforza ancora di più il confine romano,
ma non si spienge oltre con le conquiste,
mantenendo una situazione di pace nell'impero,
cosa che invece non accadde internamente
Ebbe inoltre una grande importanza la politica
estera di Traiano, espanse l'impero come mai
prima d'ora, rifacendosi ai vecchi comandanti:
Cesare, Augusto, Mario, Pompeo. Importantissime
le sue spedizioni in Dacia e in Armenia contro i
Parti. Costruisce la
colonna Traiana.

Adriano decide di utilizzare una diversa politica


estera rispetto al suo predecessore, cercando di
rafforzare i confini di un impero ormai molto vasto,
rafforzando e tenendo in movimento il grande
esercito. Fa inoltre scavare il Vallo di Adriano, in
Britannia per fermare le avanzate barbariche.

Non mostra particolare attenzione al rafforzamento


dei confini, anche se domare le scorrerie
barbariche, rafforzando con truppe ausialiarie i
confini dell'impero.

E' dal punto di vista estero che si riscontrano i primi


problemi, sono due le popolazioni che mettono in
ginocchio anche l'esercito romano: i Quadi e i
Marcomanni che ''sfondano'' il limes! Nonostante
ciò, dopo qualche spedizione e tanti altri tentativi
invani, Marco Aurelio nel 175 d.C. rimanda le due
popolazoni oltre il Danubio, chiudendo
definitivamente la questione e venendo a lugno
omaggiato a Roma.

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