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John Bowlby

I concetti fondamentali

L’APPROCCIO ETOLOGICO
Gran parte della produzione teorica di Bowlby deriva dal suo metodo di studio etologico.
Le dinamiche del rapporto madre-figlio erano osservate nel loro contesto reale e naturale
etologia = osservazione del comportamento animale nel suo ambiente di riferimento e in relazione agli altri membri
della specie

IL LEGAME MADRE-BAMBINO
Secondo Bowlby, il legame del bambino con la madre è dato da un insieme di precisi schemi
comportamentali e risposte istintive*, che si hanno e si sviluppano fin dalla nascita
*= succhiare, sorridere, stringere (grasping), piangere e seguire
Questi comportamenti si sono sviluppati, nel corso dell’evoluzione, perché contribuiscono alla
sopravvivenza, in quanto favoriscono la vicinanza ad una figura più forte, protettiva
I piccoli, quando sono vicini alla madre, sono meno vulnerabili di fronte ai predatori

Intorno agli 8 mesi di vita, questi schemi comportamentali finiscono per organizzarsi, costituendo
il sistema di attaccamento, che viene attivato o disattivato in base a segnali ambientali che
possono essere di pericolo (lontananza della figura di attaccamento, malessere, paura) o di
sicurezza (vicinanza della figura di attaccamento, venire curati)

Grazie a questo sistema di attaccamento organizzato, il bambino potrà richiamare l’attenzione e la


presenza della figura di attaccamento quando si sentirà in pericolo.

P.S: anche il comportamento dei genitori è a sua volta in parte pre-determinato: essi sperimentano una forte spinta a
comportarsi con modalità tipiche e a rispondere alle richieste del bambino (cullarlo, tenerlo al caldo, nutrirlo ecc.)

IL RUOLO DEI GENITORI


Secondo Bowlby, la caratteristica più importante dell’essere genitori è fornire una base sicura da
cui un bambino possa partire per affacciarsi al mondo esterno e verso cui possa ritornare sapendo che sarà confortato
e rassicurato.
Questo ruolo consiste nell’ essere disponibili fisicamente ed emotivamente, pronti a rispondere
quando chiamati, ma intervenendo solo quando è chiaramente necessario.

Fattori correlati affinchè un genitore si comporti in questo modo:


- buone esperienze peri e post-natali del genitore (il giusto aiuto, tempo e atmosfera per adattarsi)
- buone esperienze nella prima infanzia del genitore (non si è stati maltrattati o minacciati di abbandono dai vecchi)

Nel rapporto “Maternal Care and Mental Health”, Bowlby registrò le prove dell’influenza sfavorevole esercitata sullo
sviluppo della personalità dalle inadeguate cure materne nella prima infanzia
L’ATTACCAMENTO COME MOTIVAZIONE PRIMARIA
Negli anni ’50 si pensava che il legame d’attaccamento con la madre fosse un bisogno secondario,
derivato e subordinato ai bisogni fisiologici del bambino
bisogni fisiologici spinti da libido e pulsioni di auto-conservazione; la motivazione era intesa in modo bi-pulsionale

A partire dagli studi di Lorenz e di Harlow, Bowlby arrivò a considerare l’attaccamento come una
motivazione primaria, indipendente dai bisogni fisiologici di cibo o sesso
- L’esperimento di Lorenz dimostrava come in alcune specie animali (papere, anatre) potesse svilupparsi un forte
legame nei confronti di una specifica figura materna senza l’intermediazione del cibo
- L’esperimento di Harlow con i cuccioli di macaco, in cui essi preferivano una madre “calda” che non dispensava cibo
rispetto a una madre “fredda” che li nutriva
La funzione di questa motivazione primaria d’attaccamento sarebbe quella di protezione.
L’angoscia di separazione sarebbe quindi una risposta alla minaccia di perdere la figura atta a
fornire protezione e sopravvivenza, e le proteste a questa separazione sono dunque adattive.
Il lutto invece sarebbe la risposta ad una perdita che si è effettivamente verificata.

Grazie ad uno studio sui bambini ospedalizzati, Bowlby e Robertson poterono classificare gli
effetti della separazione forzata dai genitori e del contatto con gente estranea:
1. protesta = il bambino assume un comportamento di protesta attiva; crisi di pianto e agitazione
2. disperazione = il bambino perde le speranze e i suoi momenti di collera diminuiscono, è chiuso,
inattivo e si mostra desolato
3. distacco = il bambino non ha più paura di avvicinarsi o allontanarsi delle persone e, una volta
ricongiunto con i suoi genitori, vi è per i primi tempi l’assenza di comportamenti di attaccamento.

LA PSICOANALISI SECONDO BOWLBY


Mentre il panorama psicoanalitico si interessava prevalentemente del mondo interno e
fantasmatico dei bambini, Bowlby richiama l’attenzione sul valore delle loro esperienze reali, nel
corso dello sviluppo.
L’osservazione diretta dei bambini è il metodo indispensabile affinchè si possano mettere in luce
le loro modalità di sviluppo sociale ed emotivo, e le esperienze familiari che lo influenzano.

GLI STILI DI ATTACCAMENTO


La tecnica della Strange Situation di Mary Ainsworth è un ottimo esempio di osservazione diretta
8 fasi divise tra gioco/esplorazione, separazione e ricongiungimento con la madre
La Ainsworth prese in esame un gruppo di bambini di 12 mesi per valutarne il tipo di
attaccamento, in base a come reagivano alla presenza, assenza e ricongiungimento alla madre.

Attaccamento sicuro
Quando la mamma è presente = il bambino esplora coraggiosamente l’ambiente
Quando la mamma è assente il bambino piange ma è facilmente consolabile
Quando la mamma torna = il bambino cerca nuovamente il contatto con lei
Questo tipo di attaccamento è favorito da una madre sensibile ai bisogni del bambino, il quale
dunque ha fiducia nella sua disponibilità, comprensione e aiuto.

Attaccamento insicuro evitante


Quando la mamma è presente = il bambino esplora l’ambiente e non si cura di lei
Quando la mamma è assente = il bambino non protesta e continua le sue attività
Quando la mamma torna = il bambino non se ne cura più di tanto e continua le sue attività
Questo tipo di attaccamento è favorito da una madre insensibile (rifiutante o intrusiva) rispetto ai
bisogni del bambino il quale, abituato a sentirsi rifiutato, non ha fiducia in lei e cerca di essere
autosufficiente sul piano emotivo (narcisismo, falso Sé)

Attaccamento insicuro angoscioso-ambivalente


Quando la mamma è presente = il bambino è angosciato nell’esplorare l’ambiente o non esplora
Quando la mamma è assente = il bambino è disperato e inconsolabile
Quando la mamma torna = il bambino è arrabbiato con lei
Questo tipo di attaccamento è favorito da una madre insensibile (non sempre disponibile oppure
minacciante di abbandono) rispetto ai bisogni del bambino il quale, non avendo la certezza che lei
sia disponibile a rispondergli e a dargli aiuto, non si sente sicuro nell’esplorare l’ambiente.

Attaccamento disorganizzato
Il bambino non riesce ad elaborare una strategia coerente per rispondere alle separazioni e
riunioni con la madre e quindi presenta comportamenti tipici degli altri 3 stili di attaccamento.
Questo tipo di attaccamento è favorito dalla presenza di lutti o traumi irrisolti nei genitori
Se il genitore non è riuscito ad elaborare adeguatamente i propri lutti o traumi passati, non riuscirà a rispondere in
modo sistematico e organizzato alle richieste del bambino
L’attaccamento disorganizzato è considerato il più rischioso e può sfociare in patologie borderline

Da questi stili di attaccamento deriverà poi la personalità del soggetto, e di conseguenza anche un
eventuale disturbo, nel caso in cui le cure materne siano state inadeguate
È il caso delle personalità schizoidi, borderline o narcisiste, caratterizzate da indipendenza ed autosufficienza emotiva:
per paura di subire ulteriori rifiuti non ci si lega intimamente alle persone

 In che modo gli stili di attaccamento determinano la personalità del soggetto? 

I MODELLI OPERATIVI INTERNI


Una volta sviluppata la capacità simbolica (18 mesi), il bambino potrà costruirsi dei modelli
operativi interni, ovvero rappresentazioni mentali di se stesso e della figura di attaccamento,
basati sulle loro esperienze relazionali. Essi operano in modo automatico, inconscio, e vengono
generalizzati, diventando assunti su come funzionano le relazioni interpersonali in generale,
schemi di lettura della realtà interpersonale.
stile di attaccamento insicuro  MOI basato su quelle esperienze relazionali disfunzionali  cattivi approcci alle
relazioni in età adulte (disturbo della personalità)

I modelli operativi interni, mentalmente costruiti nell’infanzia, sono considerati aspetti centrali del
funzionamento della personalità durante tutto l’arco di vita.
(Altre spiegazioni più brevi)
A seconda del tipo di attaccamento, il bambino si relazionerà al mondo di conseguenza.
Questo perché a causa delle ripetute esperienze di un certo tipo, queste verranno interiorizzate e finiranno per
costituire modelli operativi interni, ovvero rappresentazioni generalizzate di interazioni, schemi di lettura della realtà.

A causa di ripetute esperienze relazionali con i propri caregiver, il bambino finirà per introiettare queste come parte di
sé e delle proprie relazioni con gli altri, sotto forma di modelli operativi interni i quali però generalizzano il rapporto
che si aveva con la propria figura di accudimento al modo in cui ci si relaziona in generale col mondo.

LA VIOLENZA IN FAMIGLIA
Diversi studi hanno dimostrato che la violenza esercitata dai genitori viene perpetuata tra
generazioni ed è correlata ad alcuni disturbi psichiatrici
Per violenza e maltrattamento non si intende solo violenza fisica ma anche cure materne inadeguate

- Le madri che maltrattano sono ansiose, impulsive, richiedenti, diffidenti e incapaci di intrecciare
relazioni strette. Queste madri soffrono di un attaccamento insicuro angoscioso, causato da
privazioni di cure materne di base ed esperienze e/o minacce di abbandono nell’infanzia

- I bambini che vengono maltrattati finiscono per essere depressi, passivi, dipendenti, ansiosi o
aggressivi (personalità). Nelle relazioni sociali sono evitanti e indifferenti nei confronti dei coetanei
che soffrono

- I padri che maltrattano la moglie sono stati a loro volta maltrattati e picchiati dai loro genitori, nell’infanzia

SUL SAPERE CIO’ CHE SI SUPPONE NON SI DEBBA SAPERE


Le scene e le esperienze infantili che vengono escluse dalla coscienza possono causare disturbi
cognitivi (es. amnesie) alla base di gravi disturbi di personalità o psicosi.
Esse vengono escluse per 3 motivi:

Escluse perché i genitori desiderano che i figli ne restino all’oscuro


Molti bambini che hanno osservato o vissuto esperienze di cui i genitori desideravano tenerli
all’oscuro, tendono ad acconsentire alle pressioni dei genitori di dimenticare, escludendo
dall’elaborazione mentale le informazioni “proibite”. Ciò genera nel bambino una sfiducia nelle
altre persone, un’inibizione alla curiosità, uno scarso affidamento sulle proprie capacità percettive
e una tendenza a pensare che tutto sia irreale.
Nei casi di separazione e di lutto, il genitore fornisce al bambino informazioni inadeguate o svianti, oppure gli dice che
il fatto di provare dolore non è appropriato, favorendo una soppressione dei sentimenti

Escluse perché i genitori hanno trattato i figli talmente male che i figli non ne tollerano il ricordo
Queste esperienze di maltrattamento includono ripetuti rifiuti, disprezzo per le richieste di amore
e conforto e violenze fisiche e sessuali. Ciò favorisce nel bambino lo sviluppo di gravi psicosi o
disturbi della personalità (narcisismo, personalità multiple), allo scopo di supportare il bambino e
mantenere una buona immagine dei genitori.

Escluse perché i figli hanno fatto o pensato cose per cui si sentono colpevoli o imbarazzati
(categoria ampiamente analizzata dalla tradizione psicoanalitica classica)

IL PROCESSO TERAPEUTICO PER BOWLBY


Secondo Bowlby, durante una terapia il clinico deve permettere al paziente di comprendere
(ragionare su) e ristrutturare i propri modelli operativi interni, alla luce delle nuove esperienze
avute nella relazione con lui.

Il terapeuta che applica la teoria dell’attaccamento dovrà quindi:


- Fornire al paziente una base sicura per esplorare gli aspetti infelici e dolorosi della sua vita
- Incoraggiare il paziente a esaminare la relazione tra lui stesso e il terapeuta (transfert)
- Aiutare il paziente a riflettere su quanto le sue attuali percezioni, aspettative e sentimenti siano un prodotto degli
eventi incontrati nell’infanzia o nell’adolescenza, specialmente con i genitori (modelli operativi interni)

In questo modo il paziente potrà smettere di essere schiavo di vecchi stereotipi inconsci e divenire
in grado di sentire, pensare ed agire in modo nuovo.

25/5/2019
Gabriele Deitinger

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