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La chimica - definizione

Che cos'è la chimica? La chimica è la scienza che studia la materia. Con qualche parola in più, la
chimica può essere definita come la scienza che studia le proprietà, le trasformazioni, la
composizione e la struttura della materia.

La materia e le sostanze
È esperienza comune che la materia si presenti in un'ampia varietà di forme - il granito, ad esempio,
che ha proprietà profondamente diverse da quelle del legno che, a sua volta, appare ben differente
da un qualsiasi metallo -. Esistono quindi molteplici tipi di materia: ci riferiremo ai vari tipi di
materia chiamandoli materiali. Granito, legno e i numerosi metalli - l'oro, il rame, il ferro... - sono
tipi di materia: li chiameremo quindi materiali. Tra i tipi di materia, i chimici si interessano in
particolare a quelli che presentano proprietà intensive specifiche: questi sono detti sostanze. Tra gli
esempi precedenti, solo i metalli sono sostanze.

Etimo della parola "chimica".


Per comprendere la natura delle cose, spesso torna utile ricercare l'origine delle parole con le quali
ci riferiamo ad esse, cioè l'etimo.
L'antenata della nostra parola "chimica" è la parola khemeia; la parola è greca. Secondo una teoria,
khemeia deriva dal nome Kham, usato dagli egiziani per indicare la propria terra. Khemeia potrebbe
quindi essere "l'arte egiziana".
Una seconda interpretazione del termine fa invece riferimento a quelle arti della chimica pratica che
venivano praticate in Egitto ad alti livelli, come la metallurgia o l'estrazione di succhi e infusi dal
mondo vegetale. Infatti, secondo un'altra teoria, assai più popolare, khemeia deriverebbe dal greco
khumos, che significa "succo di pianta", cosicché la khemeia può essere considerata "l'arte di
estrarre i succhi vegetali"; oppure, in un'altra interpretazione che vuole vedere nella parola "succo"
un riferimento al metallo fuso, "l'arte della metallurgia".
L'indagine etimologica della parola chimica ci ha quindi rivelato due aspetti interessanti di questa
scienza:
1. la chimica è una disciplina antica, le cui origini si perdono lontane nel tempo.
2. la chimica è nata come insieme di arti, di attività pratiche, di tecniche, che noi oggi
consideriamo chimiche perché comportano estrazione di sostanze, manipolazione della materia.
Del resto anche oggi la chimica è una scienza che ha un'importante componente pratica e
sperimentale: se vogliamo conoscere la materia, nelle molteplici varietà con cui si presenta,
dobbiamo necessariamente averci a che fare, analizzarla in ogni modo possibile, e quindi
manipolarla.
Brevissima storia della chimica

È più facile comprendere le idee partendo dalle radici che le hanno fatte nascere. Ripercorreremo
adesso brevemente, attraverso una serie di tappe significative, la storia della chimica. Introdurremo
così, nella loro forma originaria, alcune delle idee fondamentali della chimica, e vedremo come le
idee e le conoscenze degli antichi siano confluite nella realtà della cultura moderna. In questo
viaggio ci sarà da guida anche quanto abbiamo concluso nell'analisi dell'etimo riguardo le origini
della chimica. Il filo conduttore sarà il seguente:

"nello sviluppo della chimica ha avuto un ruolo di primo piano lo studio delle trasformazioni alle
quali va incontro la materia".

La nascita della metallurgia


La storia della chimica comincia con la scoperta del fuoco, fondamentale per i progressi successivi.
È con il fuoco infatti, ad esempio, che si fondono i metalli per forgiare strumenti e si cuoce l'argilla
per ricavarne mattoni e recipienti. I più antichi reperti testimoniano che metalli e argilla erano i
materiali di cui l'uomo disponeva fin dal periodo neolitico (7000 a. C.).
La consapevolezza che un materiale può trasformarsi in un altro materiale con caratteristiche
completamente diverse deve essersi consolidata nelle antiche civiltà con la scoperta delle tecniche
per estrarre i metalli - rame e ferro - dai loro minerali; con la nascita e lo sviluppo cioè della
metallurgia.
Inizieremo così questa storia occupandoci della khemeia - cioè l'antica chimica - come "arte della
metallurgia". La metallurgia del rame e del ferro affonda le sue radici nella preistoria dell'uomo e,
con essa, la chimica.
Naturalmente i primi metalli utilizzati furono quelli che si trovavano in forma nativa, come il rame
o l'oro, e infatti nelle tombe più antiche dell'Egitto e della Mesopotamia si trovano proprio oggetti in
questi materiali. Dall'uso dei materiali presso le popolazioni primitive ha avuto origine la
classificazione dei periodi iniziali dello sviluppo della civiltà: età della pietra, del rame, del bronzo,
del ferro.
Il rame divenne meno raro quando si scoprì che non occorreva trovarlo necessariamente sotto forma
di rame: era possibile ottenerlo dalla pietra. Si può supporre che questa scoperta abbia avuto origine
in un fuoco di legna, acceso sopra uno strato di sassi comprendenti alcune pietre di colore
azzurrognolo.....
La scoperta definitiva di un metodo per l'estrazione del rame può aver avuto luogo verso il 4000
a.C. nella penisola del Sinai, o in Sumeria o in entrambe le regioni contemporaneamente.
L'estrazione del rame dai minerali è più semplice di quella degli altri elementi; minerali di rame
come la malachite e l'azzurrite danno facilmente rame liquido quando riscaldati ad alta temperatura.
I primi fonditori mesopotamici riempivano forni di pietra con strati alternati di carbone di legna e
minerale.
È molto probabile che il bronzo sia stato scoperto per caso, fondendo insieme minerali di rame e di
stagno. Il punto di fusione più basso e la maggiore durezza furono alla base della diffusione del
bronzo per la costruzione di armi e di strumenti d'uso. Questa lega di importanza fondamentale dà il
suo nome ad un intero periodo di civilizzazione (2800 - 1500 a.C.). Oggetti e armi di bronzo in uso
presso i Sumeri nella città di Ur verso il 2800 a.C. si diffusero in Anatolia.
Il ferro è legato al minerale molto più strettamente che non il rame; il segreto per la sua estrazione è
stato così scoperto molto più tardi. Finora sono stati trovati pochissimi oggetti di ferro risalenti a
prima del 2000 a.C.. Il ferro cominciò ad essere realmente prodotto solo verso il 1500 a.C., quando
furono inventati i primi forni di argilla ventilati con mantici. La tecnica della fusione del ferro fu
scoperta nell'Asia Minore orientale, forse già nel 1500 a. C.. Gli Ittiti, un popolo che diede origine
ad un grande impero in Asia Minore - penisola anatolica - furono i primi a fare largo uso del ferro
nella produzione di utensili. Sono state rinvenute lettere spedite verso il 1280 a.C. da un re ittita al
suo viceré in una zona montagnosa ricca di ferro, nelle quali viene esplicitamente citata la
produzione di ferro. Il primo esercito che venne dotato, su vasta scala, di armi di ferro di buona
qualità fu quello degli Assiri, ai quali la superiorità delle armi permise di edificare, prima del 900
a.C., un potente impero.
Concludendo, la metallurgia offre esempi significativi, importanti, di quelle trasformazioni che
hanno guidato lo sviluppo della chimica. Cosa vedevano gli antichi? Vedevano che da pietre
azzurrognole - malachite, azzurrite - messe nel fuoco - in appositi forni - si poteva ottenere rame -
un metallo, luminoso, di un bel colore rossastro, malleabile (cioè lavorabile) -; che da pietra
rossiccia - ematite, magnetite -, attraverso l'impiego nei forni di carbone di legna, che consentiva al
fuoco di sviluppare maggiore calore, era possibile ricavare ferro grigio - ancora, un metallo con
caratteristiche profondamente differenti da quelle delle pietre di partenza -.
Vedremo che la scoperta della possibilità di trasformare la pietra in lucente metallo avrà importanti
ricadute nello sviluppo della chimica. Ma prima dobbiamo fare tappa nell'antico Egitto: infatti,
come ci ha suggerito l'etimo, la storia della chimica passa da qui.

La khemeia "pratica" egiziana


La metallurgia, insieme ad altre tecniche pratiche - che possiamo chiamare arti della khemeia
"pratica" - avevano raggiunto un discreto grado di sviluppo presso gli abili artigiani della così detta
Mezzaluna fertile. Per Mezzaluna fertile si intende una regione comprendente la Mesopotamia,
l'Anatolia, la Siria, la Palestina, che si sviluppa nelle aree che comprendono i fiumi Tigri, Eufrate,
Nilo e Giordano. Sono numerosi i popoli della Mesopotamia (attuale Iraq). Tra questi, i Sumeri (IV
millennio a.C.), i Babilonesi, gli Ittiti, gli Assiri. Le arti della khemeia pratica si erano sviluppate in
particolare in Egitto. Gli egiziani infatti, oltre ad essere esperti in metallurgia - una padella di rame
trovata in una tomba egiziana viene fatta risalire al 3200 a.C. - lo erano anche nella produzione di
pigmenti minerali e nell'estrazione di succhi ed infusi dal mondo vegetale - e qui è chiaro il
richiamo alla terza possibile interpretazione del termine "khemeia" -. Inoltre, com'è risaputo, in
Egitto si poteva notare un vivo interesse religioso per i metodi di imbalsamazione e di
conservazione del corpo umano dopo la morte - metodi che avevano una significativa componente
chimica -. Quindi, tra tutte le civiltà antiche, è l'antico Egitto che può essere considerato la culla
dell'antica khemeia. Ma per comprendere i successivi sviluppi a cui, sempre in Egitto, andrà
incontro questa antica disciplina, dobbiamo spostarci in Grecia, all'alba del suo splendore...

Bibliografia

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S. Califano, Storia della chimica - Volume 1, Dall'alchimia alla chimica del XIX secolo -,
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