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Articolo 21 Testo unico sulle espropriazioni per

pubblica utilità
Procedimento di determinazione definitiva dell'indennità di
espropriazione

Dispositivo

Dispositivo dell'art. 21 Testo unico sulle espropriazioni per pubblica


utilità
Fonti » Testo unico sulle espropriazioni per pubblica utilità » Titolo II - Disposizioni generali (artt. 8-50) » Capo IV - La fase di emanazione del
decreto di esproprio » Sezione I - Del modo di determinare l'indennità di espropriazione

1. L'autorità espropriante forma l'elenco dei proprietari che non hanno concordato la
determinazione della indennità di espropriazione.
2. Se manca l'accordo sulla determinazione dell'indennità di espropriazione, l'autorità
espropriante invita il proprietario interessato, con atto notificato a mezzo di ufficiale
giudiziario, a comunicare entro i successivi venti giorni se intenda avvalersi, per la
determinazione dell'indennità, del procedimento previsto nei seguenti commi e, in caso
affermativo, designare un tecnico di propria fiducia.
3. Nel caso di comunicazione positiva del proprietario, l'autorità espropriante nomina
due tecnici, tra cui quello eventualmente già designato dal proprietario, e fissa il termine
entro il quale va presentata la relazione da cui si evinca la stima del bene. Il termine
non può essere superiore a novanta giorni, decorrente dalla data in cui è nominato il
tecnico di cui al comma 4 ma è prorogabile per effettive e comprovate difficoltà.
4. Il presidente del tribunale civile, nella cui circoscrizione si trova il bene da stimare,
nomina il terzo tecnico, su istanza di chi vi abbia interesse.
5. Il presidente del tribunale civile sceglie il terzo tecnico tra i professori universitari,
anche associati, di estimo, ovvero tra coloro che risultano inseriti nell'albo dei periti o
dei consulenti tecnici del tribunale civile nella cui circoscrizione si trova il bene.
6. Le spese per la nomina dei tecnici:
a) sono liquidate dall'autorità espropriante, in base alle tariffe professionali;
b) sono poste a carico del proprietario se la stima è inferiore alla somma determinata in
via provvisoria, sono divise per metà tra il beneficiario dell'esproprio e l'espropriato se
la differenza con la somma determinata in via provvisoria non supera in aumento il
decimo e, negli altri casi, sono poste a carico del beneficiario dell'esproprio.
7. I tecnici comunicano agli interessati il luogo, la data e l'ora delle operazioni,
mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento o strumento telematico,
almeno sette giorni prima della data stabilita.

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8. Gli interessati possono assistere alle operazioni anche tramite persone di loro
fiducia, formulare osservazioni orali e presentare memorie scritte e documenti, di cui i
tecnici tengono conto.
9. L'opposizione contro la nomina dei tecnici non impedisce o ritarda le operazioni,
salvo il diritto di contestare in sede giurisdizionale la nomina e le operazioni peritali.
10. La relazione dei tecnici è depositata presso l'autorità espropriante, che ne dà
notizia agli interessati mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento,
avvertendoli che possono prenderne visione ed estrarne copia entro i successivi trenta
giorni.
11. In caso di dissenso di uno dei tecnici, la relazione è adottata a maggioranza.
12. Ove l'interessato accetti in modo espresso l'indennità risultante dalla relazione,
l'autorità espropriante autorizza il pagamento o il deposito della eventuale parte di
indennità non depositata; il proprietario incassa la indennità depositata a norma
dell'articolo 26. Ove non sia stata manifestata accettazione espressa entro trenta giorni
dalla scadenza del termine di cui al comma 10, l'autorità espropriante ordina il deposito
presso la Cassa depositi e prestiti dell'eventuale maggior importo della indennità.
13. Il proprietario ha il diritto di chiedere che la somma depositata o da depositare sia
impiegata in titoli del debito pubblico.
14. Salve le disposizioni del testo unico, si applicano le norme del codice di procedura
civile per quanto riguarda le operazioni peritali e le relative relazioni.
15. Qualora il proprietario non abbia dato la tempestiva comunicazione di cui al
comma 2, l'autorità espropriante chiede la determinazione dell'indennità alla
commissione prevista dall'articolo 41 che provvede entro novanta giorni dalla richiesta.
16. La relazione della commissione è depositata e comunicata secondo le previsioni
del comma 10 e si procede a norma del comma 12.

Massime

Massime relative all'21 Testo unico sulle espropriazioni per pubblica utilità

Cass. civ. n. 6239/2018


Nel procedimento di determinazione definitiva dell'indennità di asservimento, disciplinato
dall'art. 21 del D.P.R. n. 327 del 2001, è indispensabile ai fini della validità della perizia
che venga dato avviso alle parti in merito allo svolgimento delle operazioni peritali,
essendo irrilevante, in caso di omesso avviso, che esse si siano svolte in presenza del
tecnico di parte della terna collegiale, attesa la posizione di terzietà che assume
qualsiasi componente del collegio peritale.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 6239 del 14 marzo 2018)

Cass. civ. n. 20174/2017


La rinuncia alla domanda di determinazione dell'indennità di espropriazione, a seguito

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della revoca della dichiarazione di pubblica utilità, comporta la cessazione della materia
del contendere anche relativamente all'impugnazione della perizia, stante il carattere
endoprocedimentale e non autonomo della stima peritale rispetto al procedimento
ablatorio, sicché il venir meno di questo, in carenza del fondamentale presupposto della
dichiarazione di pubblica utilità, determina la caducazione della stima peritale e il venir
meno dell'interesse all'impugnazione.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 20174 del 18 agosto 2017)

Cons. Stato n. 860/2016


La procedura del silenzio è applicabile con riferimento all'obbligo della Pubblica
Amministrazione di provvedere in ordine all'istanza del ricorrente di attivazione del sub-
procedimento determinazione definitiva dell'indennità di espropriazione di cui all'art. 21
T.U. 8 giugno 2001 n. 327, posto che, in tali casi, il procedimento previsto dagli artt. 31
e 117 Cod. proc. amm. è finalizzato (unicamente) ad ottenere che la P.A. ponga in
essere un incombente procedimentale (nomina dell'esperto, etc.) ed interseca una
posizione di interesse legittimo del privato, conoscibile dal giudice amministrativo,
mentre la predetta procedura non opera riguardo alla determinazione della indennità di
espropriazione laddove la questione sia già stata rimessa alla Commissione provinciale
di cui all'art. 41 stesso T.U., tenendo presente che tale strumento non risulta
compatibile con tutte quelle pretese, che solo apparentemente abbiano per oggetto una
situazione di inerzia, in quanto concernono, invece, diritti soggettivi, la cui eventuale
lesione è direttamente accertabile dall'Autorità giurisdizionale.
(Consiglio di Stato, Sez. IV, sentenza n. 860 del 29 febbraio 2016)

Cons. giust. amm. Sicilia n. 46/2013


Nella fase della determinazione dell'indennità di espropriazione, sia in via provvisoria sia
in via definitiva, la legge riserva un ruolo privilegiato al proprietario del bene,
assegnando ad esso un diritto potestativo ad accettare l'indennità determinata in via
provvisoria (art. 20, comma 5, D.P.R. n. 327 del 2001) o quella risultante dalla relazione
dei tecnici nominati ai sensi dell'art. 21 del T.U. Espropriazioni per p.u. (D.P.R. n. 327
del 2001). Solo il proprietario, invero, può decidere se accettare o meno l'indennità di
espropriazione tanto che, nel caso di mancata accettazione della stessa, egli o
contribuisce a nominare il collegio dei tecnici ex art. 21, ovvero, se non dà tempestiva
comunicazione, l'autorità espropriante chiede la determinazione dell'indennità alla
commissione prevista dall'art. 41 che provvede entro novanta giorni dalla richiesta.
(Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana, sentenza n. 46 del 25 gennaio 2013)

Cass. civ. n. 8609/2011


Il terreno posto nella zona di rispetto ferroviario è legalmente inedificabile e, ai fini del
calcolo delle indennità di esproprio e di occupazione, deve essere equiparato ai terreni
agricoli.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 8609 del 15 aprile 2011)

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Cass. civ. n. 2419/2011


Ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione relativa a terreni non
edificabili siti nel comune di Napoli (nella specie, occupati per la realizzazione del
programma di adeguamento del sistema di trasporto intermodale delle aree oggetto del
fenomeno del bradisismo), il criterio stabilito dall'art. 13 L. 15 gennaio 1885 n. 2892 -
che non dà rilievo alla distinzione tra aree edificabili e non fabbricabili e che è
espressamente richiamato dall'art. 80 L. 14 maggio 1981 n. 219 - continua ad
applicarsi, anche dopo la declaratoria di illegittimità costituzionale dell'art. 5-bis L. 8
agosto 1992 n. 359, di cui alla sentenza n. 348 del 2007 della Corte Cost. Alla luce di
tale criterio, che è speciale e totalmente distinto da quelli del citato art. 5-bis, il
riferimento al valore agricolo medio, introdotto per le aree non edificabili dall'art. 16 L.
22 ottobre 1971 n. 865, non può sostituire quello al valore "venale" di cui al citato art.
13 L. su Napoli; d'altra parte, il perdurare dell'applicazione di tale art. 13, che determina
un indennizzo inferiore al valore venale effettivo, si giustifica in relazione alla particolare
natura, temporanea ed eccezionale, degli interventi di cui alla L. n. 219 del 1981 (nella
specie volti a porre rimedio ad eventi bradisismici).
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 2419 del 2 febbraio 2011)

Cons. Stato n. 621/2011


La disciplina dettata dall'art. 21 del D.P.R. n. 327 del 2001 in tema di determinazione
dell'indennità di espropriazione, concede all'espropriando due sole alternative: o
accettare in maniera espressa l'indennità ovvero, qualora non la condivida, agire in
sede contenziosa dinanzi al giudice ordinario.
(Consiglio di Stato, Sez. IV, sentenza n. 621 del 27 gennaio 2011)

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