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Pietanze tipiche

della Pasqua
Ebraica
4 settembre 20XX
Sono tantissimi i piatti speciali che nel mondo si preparano durante Pesach, la Pasqua
ebraica. D’altra parte, molti piatti famosi della cucina ebraica sono proprio piatti delle
feste. TANTI PIATTI SPECIALI SI CONSUMANO DURANTE PESACHMa scindere i cibi
della Pasqua ebraica dai rituali religiosi e dalle tradizioni familiari è impossibile:
Pesach è una festa molto importante, e si trascorre quasi sempre in famiglia. Inoltre,
non esiste una vera e propria cucina ebraica, ma piatti e usanze che sono stati
profondamente influenzati anche dalla cultura gastronomica del paese in cui la
comunità ebraica che li consuma si è radicata. Durante la Pasqua ebraica, però, non
possono mancare alcuni cibi profondamente legati al significato di questa festa, che è
festeggiata da secoli sempre nello stesso modo.
I due principali comandamenti legati a Pesach vedono il lievito
protagonista: per tutto il periodo della festività si mangia il matzah, il
pane non lievitato, e si evita del tutto il lievito (chiamato chametz) e gli
alimenti che lo contengono, DURANTE LE FESTIVITÀ PASQUALI NON SI
PUÒ CONSUMARE LIEVITOche non devono essere nemmeno presenti in
casa. Inoltre durante Pesach non possono essere consumati né tenuti in
casa alimenti a base di grano, orzo, segale, avena e spelta. Il matzah
racchiude in sé il significato di questa festa, perché simboleggia la fuga
frettolosa degli ebrei dalle loro case in Egitto, durante la quale non
ebbero il tempo di far lievitare il pane prima di cuocerlo. Nel rispetto di
queste regole, quindi, durante Pesach si consuma pane non lievitato in
grande quantità, e ci si ingegna per portare a tavola dolcetti e torte prive
dell’ingrediente vietato. Per questo il matzah diventa protagonista di
piatti più elaborati, come le Lasagne di pane azzimo, il Matzo brei
(frittelle di uovo e pane azzimo), dolcetti di vario tipo (come le pizzarelle,
frittelle dolci della tradizione giudaico-romana), polpette in brodo,
polpette di verdure e molto, molto altro
Durante il Seder, la cena rituale che si consuma nei
primi due giorni di Pesach, tra gli altri alimenti
deve essere presente sulla tavola anche una zampa
d’agnello arrostita, simbolo del sacrificio pasquale.
Il consumo dell’agnello durante la Pasqua è
rimasto anche nella tradizione cristiana, e le ricette
a base di agnello abbondano: per Pesach si prepara
semplicemente arrostito con qualche odore o
accompagnato da verdure stagionali, come fave e
carciofi, o ancora in versione mediorientale con
mandorle, prugne e miele.
Nel piatto del Seder c’è anche il maror, l’erba amara,
che ricorda agli ebrei l’amarezza della schiavitù in
Egitto. Ma cosa si intende per erba amara? Le foglie
e il fusto di uno o più vegetali di un certo tipo, che
sulla tavola dei nostri giorni sono diventati lattuga,
indivia, scarola e cicoria, fresche e ben lavate. Nella
tradizione italiana si prepara molto spesso anche
della semplice insalata, ad esempio quella riccia, un
po’ amara.
Il Charoset è un impasto molto dolce e denso, una specie
di marmellata solida, a base di mele e frutta secca che
simboleggia la malta e l’argilla con cui gli schiavi ebrei
edificavano le costruzioni del faraone. Non esiste una
ricetta di questa antichissima preparazione, le versioni
sono centinaia, si dice siano una per ogni famiglia. Gli
ingredienti sempre presenti sono però mele, noci, pinoli
e altra frutta secca, uva sultanina, miele, zucchero e
cannella, ma spesso si aggiungono anche arance e
liquori. Il Charoset si consuma in vari modi, che
dipendono anche dalla sua densità finale: si può
mangiare in coppette, spalmato sul pane non lievitato o
sotto forma di palline dolci.
Ricordiamo anche il riso con le fave, tipico
della Pasqua ebraica soprattutto degli ebrei
di Tripoli, torte e biscotti senza lievito a base
di frutta secca (mandorle, pistacchi),
Buricche (triangoli di pasta salata ripieni di
carne).
Festività più importanti della
Pasqua ebraica
Le festività ebraiche scandiscono l’intero ciclo annuale della comunità ebraica. Ti
spieghiamo in modo semplice quali sono e come si svolgono.
L’ebraismo prescrive numerose festività. Alcune festività ebraiche ricordano ricorrenze
felici, altre momenti tragici o luttuosi del popolo ebraico.

● Rosk hashanah. Significa Capo dell’anno ed è il capodanno ebraico. Si celebra nel mese
di Tishri del calendario ebraico. Ricorda la creazione e il giudizio del mondo da parte di
Dio. Si inizia con due giorni di preghiera, seguiti da dieci giorni di penitenza che si
concludono con il giorno dell’espiazione (Yom Kippur). La festa è aperta con il suono
dello shofar, un piccolo corno di montone.
● Yom Kippur. È il giorno dell’espiazione. È considerato il giorno più sacro
dell’anno. Prevede un rigoroso digiuno per 24 ore, accompagnato da un profondo
esame di coscienza. Nelle sinagoghe è giorno di preghiera ininterrotta.
● Sukkot o Festa dei tabernacoli. Si celebra tra il 15 e il 21 del mese di Tishri del
calendario ebraico e dura una settimana. Il popolo ebraico ricorda quando per 40
anni fu pellegrino nel deserto e come Dio fu provvido nei suoi confronti. Poiché
allora Israele viveva in capanne, vengono costruite delle capanne nel giardino o
nella terrazza di casa propria e lì si consumano i pasti: per questo è anche detta
Festa delle capanne. L’ultimo giorno è chiamato Giorno della gioia della Legge.
● Hanukkah. È nota anche come Festa delle luci. Si celebra in dicembre, dura 8
giorni e ricorda la liberazione di Israele dagli occupanti ellenici nel II secolo a.C.
Molte famiglie accendono il candelabro a otto bracci più un lume ausiliario o
hannukkah.
● Purim o Festa delle sorti. È celebrata fra febbraio e marzo. Si ricorda la storia della regina
ebrea Ester (le cui gesta sono narrate nell’omonimo libro della Bibbia). La regina Ester liberò
gli ebrei dalla minaccia di sterminio sotto il re di Persia Assuero. È usanza passare la festa in
atmosfera carnevalesca: i più giovani si mascherano e si mangiano dolci.
● Pesach o Festa di Pasqua. È la più nota tra le feste ebraiche. È celebrata dal 15 al 22 del mese
di Nissan del calendario ebraico. Ricorda la liberazione di Israele dall’Egitto. Si apre con la
cena pasquale, detta seder, nella quale si mangiano pane azzimo (matzah), cioè non lievitato,
delle erbe amare e del charosset, una miscela di miele e noci. Durante il seder viene letta
l’Haggadah che ricorda la liberazione dalla schiavitù egizia. È usanza lasciare sulla tavola un
posto vuoto e un bicchiere per il profeta Elia perché festeggi con loro la liberazione.
● Shavuot o Festa delle settimane o Pentecoste. Si celebra 7 settimane dopo la Pasqua.
Ricorda quando Mosé salì sul monte Sinai e ricevette le Tavole della Legge.
(le festività ebraiche di Pesach, Sukkot e Shavuot sono dette Feste dei pellegrinaggi, perché
nell’antichità la popolazione si recava in pellegrinaggio al Tempio di Gerusalemme.)
Nel moderno Stato d’Israele esistono anche due feste civili:
● lo Yom Hashoa. Ricorda lo sterminio degli ebrei durante il nazismo
● lo Yom Haazmant. Si celebra il 14 maggio e ricorda la costituzione dello Stato d’Israele.

Ricordiamo anche La Pentecoste


Viene celebrata sette settimane dopo la Pasqua ebraica, cominciando a contare dal secondo
giorno di Pasqua, il 16 di Nisan. Celebra la rivelazione di Dio sul Monte Sinai, dove ha donato al
popolo ebraico la Torah. È legata alle primizie del raccolto.

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