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IL LUNGO VIAGGIO

Disponiamo le sintesi delle sequenze del racconto secondo la successione che presentano
nel testo, in modo da schematizzarne lo sviluppo.
SEQUENZA 1. Una sera all’imbrunire, un gruppo di contadini siciliani, provenienti da ogni
angolo della Sicilia, arriva sulla spiaggia tra Gela e Licata. Aspettano di imbarcarsi per
l’America e hanno con sé tutti i loro poveri averi.
SEQUENZA 2. L’impresario ha detto loro che si sarebbero imbarcati di notte e sarebbero
sbarcati circa dodici giorni dopo. Ai passeggeri poco importa quanto ci vuole: l’importante
è arrivare in America, dove immaginano una vita facile, con tanti soldi in tasca e la
possibilità di fare acquisti, come è successo ai parenti partiti prima di loro. Con questo
sogno in mente, hanno fatto tanti sacrifici per risparmiare le duecentocinquantamila lire
necessarie per il viaggio.
SEQUENZA 3. Alle undici di quella sera tutto è pronto per l’imbarco. Il signor Melfa conta
i passeggeri e chiede con tono imperioso se abbiano tutti portato il denaro pattuito,
minacciando di rispedirli a casa in caso contrario. Infine li fa imbarcare, imprecando per
tutti i bagagli che si portano dietro.
SEQUENZA 4. Il viaggio dura undici notti, tra molte difficoltà-
SEQUENZA 5. Una bellissima notte di luna è l’undicesima di viaggio, il signor Melfa li
chiama in coperta e annuncia che sono arrivati in America. Solo una passeggera avanza il
timore che non sia l’America. Il signor Melfa incassa i soldi. Il gruppo sbarca felice,
alleggerito delle provviste consumate durante il viaggio. Sbarcati, non sanno cosa fare a
causa del buio e rimangono seduti sulla spiaggia.
SEQUENZA 6. A un certo punto due di loro vanno in avanscoperta e trovano una strada,
poi vedono delle macchine italiane, un cartello per una località che non suona nuova.
Chiedono le direzioni per Trenton a un automobilista che parla italiano e che li riempie di
insulti. Si rendono conto di essere sbarcati in Sicilia.
IL RIASSUNTO
IN 180 PAROLE
Siamo in Sicilia negli anni ’50-’60 del Novecento. In una notte buia un gruppo di poveri
contadini si ritrova su una spiaggia tra Gela e Licata, con l’intento di imbarcarsi e
raggiungere clandestinamente l’America, simbolo di ricchezza e luogo dove hanno
sempre sognato di andare. Portano con sé pochi averi e le provviste per il viaggio.
Hanno già venduto tutto per racimolare le duecentocinquantamila lire che occorrono per
pagare la traversata a un uomo, che si è impegnato a portarli a destinazione e ha fissato
tutte le condizioni. Dopo undici terribili giorni e altrettante notti di navigazione, vedono
in lontananza i primi paesi dell’America. Ma, una volta sbarcati, la loro gioia si
trasforma in una cocente delusione. Si accorgono ben presto di essere stati imbrogliati.
Infatti vedono passare automobili Fiat, un cartello con una località dal nome familiare,
sentono parlare italiano, vedono macchine della polizia. A un automobilista di passaggio
chiedono indicazioni per raggiungere la città di Trenton. L’automobilista li scambia per
ubriaconi, li riempie di insulti e riparte. In poche parole, si rendono conto di non essersi
mai mossi dalla Sicilia.
In generale è usato il tempo presente, ma si ricorre al tempo passato per gli antecedenti, in
modo da rendere evidente il salto cronologico.
IN 100 PAROLE
Negli anni ’50-’60, una notte dei contadini siciliani aspettano su una spiaggia di imbarcarsi
per l’America, dove sognano di fare fortuna. Hanno pochi averi e i soldi racimolati per
pagare la traversata all’imbroglione che dovrebbe portarli a destinazione. Dopo undici
notti di navigazione, vedono i primi paesi dell’America. Ma, una volta sbarcati, la gioia si
trasforma in delusione perché capiscono di essere stati imbrogliati. Vedono automobili
Fiat, un cartello per una località siciliana, sentono l’italiano, vedono la polizia. Chiedono
indicazioni per arrivare a Trenton a un automobilista, che li insulta e riparte. Si rendono
conto di essere sbarcati in Sicilia.
Per ridurre il testo sono state effettuate alcune operazioni: l’eliminazione di dettagli
superflui, come alcuni aggettivi e avverbi che arricchiscono la narrazione ma la cui
mancanza non ne cambia il senso; la riformulazione di una frase usando un numero
inferiore di parole; la sintesi di diversi elementi; l’uso di termini generici al posto di
espressioni più lunghe.
IN 50 PAROLE
Intorno alla metà del Novecento dei contadini siciliani si imbarcano di notte per
raggiungere l’America. Dopo un viaggio durato undici notti sbarcano, ma dopo breve
tempo si rendono conto di essere stati imbrogliati dall’organizzatore della traversata e che
in realtà sono sbarcati in Sicilia, da cui non sono mai partiti.
Per raggiungere questo scopo si può immaginare che qualcuno ci chieda: “Di cosa parla il
racconto, in poche parole?” Una domanda spontanea come questa è seguita da una
risposta concisa in cui si comunica solo l’evento o tema centrale, senza dare ulteriori
dettagli.

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