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ICF : Classificazione Internazionale del

Funzionamento, della Disabilità e della Salute,


2001

ICF sta ad indicare la Classificazione Internazionale del


Funzionamento, della Disabilità e della Salute e fa parte
della più ampia famiglia delle Classificazioni Internazionali
dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).
COS’È L’ICF
• È uno strumento di classificazione per
valutare salute, funzionamento e disabilità
(International Classification of Functioning,
Disability and Health) .

COS’È L’ICF • Redatto dall’Organizzazione Mondiale


della Sanità (OMS) nel 2001. Nel 2007
l’OMS ha realizzato la Classificazione
internazionale del Funzionamento, della
Disabilità e della Salute per Bambini e
Adolescenti: ICF-CY (Children and Youth
Version) .
LA FUNZIONE DELL’ICF

L’ICF offre la possibilità di utilizzare un linguaggio


comune, per descrivere il funzionamento tra i diversi
soggetti coinvolti nel processo di integrazione al fine di
favorire la costruzione di un’intersoggettività
funzionale.
LA FUNZIONE
DELL’ICF La pubblicazione dell’ICF-CY garantisce una
descrizione più accurata del funzionamento del
bambino e dell’adolescente.

L’ICF è uno strumento in grado di presentare in modo


organico le condizioni della salute umana.

Non è centrato sulla malattia, ma sulla salute, la


disabilità è un aspetto del concetto generale di
«salute».
L’ICF può essere suddiviso in due parti:
Parte 1- Funzionamento e Disabilità
a)Funzioni e Strutture Corporee
b) Attività e partecipazione
Parte 2 – Fattori Contestuali
c) Fattori ambientali
d) fattori personali
Ogni componente della salute di un individuo è codificata con una lettera. b => body = funzioni
Codifica
corporee; ICF
s => struttura Il corporee;
= strutture codice dell’ICF è un
d => domain insieme
= attività di simbolie =>
e partecipazione;
environment = ambiente; seguitausato percherappresentare
da numeri indicano categorie e qualificatori: es: b 163.2 (
163= categoria, 2=qualificatore) convenzionalmente un dato o un gruppo
di dati.
Il codice indica la categoria che descrive il
funzionamento e la disabilità di una
persona.
Si utilizza un codice alfanumerico formato
da lettera e da più numeri.
L’ICF si rivela essere un valido strumento per la
realizzazione di interventi educativi realmente inclusivi, in
quanto aiuta a recuperare la valenza ontologica della
persona in quanto essere umano e la consapevolezza che i
bisogni educativi speciali delle persone con disabilità non
sono tali perché differenti dagli altri, ma in quanto
richiedono di pensare e organizzare in modo diverso le
prassi educative per rispondere a queste necessità.

ICF A
Ogni componente della salute di un individuo è codificata con una lettera. b => body = funzioni
corporee; s => struttura = strutture corporee; d => domain = attività e partecipazione; e =>
SCUOLA
environment = ambiente; seguitaAffinché ciòindicano
da numeri che sia concretamente realizzabile,
categorie e qualificatori: l’assetto
es: b 163.2 (
163= categoria, 2=qualificatore) normativo italiano scolastico prevede alcuni strumenti
operativi ai quali è possibile applicare il modello e il
linguaggio ICF:
• la Scheda di Segnalazione del bambino in situazione di
difficoltà da parte della scuola ai Servizi socio-sanitari;
• la Diagnosi Funzionale (DF);
• il Profilo Dinamico Funzionale (PDF);
• il Piano Educativo Individualizzato (PEI).
Legge 13 luglio 2015, n. 107

Tale leggi risulta essere un maxiemendamento, si compone infatti di un


unico articolo e 212 commi.
La legge è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 15 luglio 2015
come: Legge 13 luglio 2015, n. 107, recante: «Riforma del sistema
nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle
disposizioni legislative vigenti.»
Oggetto e Finalità (commi 1-4)

La legge, che si propone di dare «piena attuazione» all’autonomia delle


istituzioni scolastiche e richiama l’art. 21 della Legge 15 marzo 1997, n. 59, si
ricollega agli atti costitutivi dell’autonomia scolastica riprendendone le finalità:
1) affermare il ruolo centrale della scuola nella società della conoscenza;
2) innalzare i livelli di istruzione e le competenze delle studentesse e degli
studenti;
3) contrastare le diseguaglianze socio-culturali e territoriali;
4) prevenire e recuperare l'abbandono e la dispersione scolastica;
5) realizzare una scuola aperta, quale laboratorio permanente di ricerca;
sperimentazione e innovazione didattica, di partecipazione e di educazione
alla cittadinanza attiva;
6) garantire il diritto allo studio, le pari opportunità di successo formativo e di
istruzione permanente dei cittadini.
Autonomia scolastica e offerta formativa
(commi 5-27)
Gli strumenti che la legge utilizza per dare piena attuazione all’autonomia
sono:
1)ORGANICO DELL’AUTONOMIA
2) PIANO TRIENNALE DELL’AUTONOMIA

ORGANICO
DELL’AUTONOMIA

Organico tutti i posti necessari al funzionamento


di diritto delle classi autorizzate

Organico tutti i posti necessari per il potenziamento


potenziato dell’offerta formativa, l’organizzazione, la
progettazione, il coordinamento e i progetti
Autonomia scolastica e offerta formativa (commi 5-27)

Le istituzioni scolastiche individuano l’organico dell’autonomia in relazione


all’offerta formativa che intendono realizzare per raggiungere gli obiettivi
formativi ritenuti prioritari tra tutti quelli indicati dalla legge.

L’organico dell’autonomia concorre alla realizzazione del POF TRIENNALE


con attività d insegnamento, di potenziamento, di sostegno, di
organizzazione, di progettazione e di coordinamento.
• valorizzazione e potenziamento delle competenze linguistiche, matematico-logichee
scientifice e delle discipline motorie;

• sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica;

• Incentivo al rispetto della legalità, della sostenibilità ambientale, dei beni


paesaggistici, del patrimonio e delle attività culturali;

• alfabetizzazione all'arte, alle tecniche e ai media di produzione e diffusione delle


immagini;

• sviluppo delle competenze digitali degli studenti;

OBIETTIVI • potenziamento delle metodologie laboratoriali e delle attività di laboratorio;


PRIORITARI • prevenzione e contrasto della dispersione scolastica, di ogni forma di discriminazione
ORGANICO e del bullismo, anche informatico;
DELL’AUTONOMIA • potenziamento dell'inclusione scolastica e del diritto allo studio degli alunni con
bisogni educativi speciali attraverso percorsi individualizzati e personalizzati anche con
il supporto e la collaborazione dei servizi socio-sanitari ed educativi del territorio e
delle associazioni di settore e l'applicazione delle linee di indirizzo per favorire il diritto
allo studio degli alunni adottati;

• apertura pomeridiana delle scuole e riduzione del numero di alunni e di studenti per
classe;

• incremento dell'alternanza scuola-lavoro;

• valorizzazione di percorsi formativi individualizzati e coinvolgimento degli alunni e


degli studenti.
Piano dell’Offerta Formativa (POF) ampiamente rivisitato rispetto a
quello previsto a suo tempo dal Regolamento dell’autonomia
scolastica (DPR 275/1999).

PERCORSO DI APPROVAZIONE DEL POF


1) Il dirigente scolastico detta gli indirizzi per le attività della scuola
POF e delle scelte di gestione e di amministrazione.
Promuovendo i necessari rapporti con enti locali, diverse realtà
istituzionali, culturali, sociali ed economiche. Tenendo conto delle
proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni
dei genitori e, per le scuole secondarie superiori, degli studenti.

Prima della riforma era il Consiglio di Istituto a svolgere tale


compito.
2) Sulla base di tali indirizzi il Collegio dei docenti elabora il POF
3) Il Consiglio di Istituto approva il POF
IL POF
All’interno del piano triennale le istituzioni scolastiche autonome possono
inserire i differenti obiettivi previsti dal comma 7 della legge.

Come si può rilevare, la quantità e qualità degli obiettivi individuati dalla legge
consentono alle istituzioni scolastiche di personalizzare il Piano per rispondere
meglio alle esigenze formative ed educative rilevate.

Il piano può essere rivisto annualmente entro ottobre.


Per la realizzazione degli obiettivi inclusi nel piano le istituzioni scolastiche si
possono avvalere di un organico potenziato di docenti da richiedere a supporto
delle attività di attuazione.

Le modifiche della riforma prevedono delle aggiunte:


• la triennalità del piano (comma 1);
• l’indicazione del fabbisogno di posti comuni, sostegno aggiuntivi (comma 2,
lettere a e b);
• l’indicazione dei posti di organico Ata e del fabbisogno di infrastrutture e
attrezzature materiali.
Percorso formativo degli studenti
(commi 28-32)
Viene istituito il curriculum dello studente che, associando il suo profilo ad
un’identità digitale, raccoglie tutti i dati del suo percorso scolastico, delle
competenze acquisite, delle eventuali scelte degli insegnamenti opzionali, delle
esperienze formative di alternanza scuola-lavoro, di tutte le attività extrascolastiche
svolte, compreso il volontariato.
Del curriculum si terrà conto nello svolgimento dei colloqui durante l’esame di stato
del secondo ciclo.
Percorsi di alternanza scuola-lavoro
(commi 33-44)

Per incrementare le opportunità di lavoro e la capacità di orientamento degli


studenti, la legge rende obbligatori i percorsi di alternanza scuola – lavoro.
Tali percorsi sono estesi anche ai licei e viene fissata la durata in un minimo di
400 ore nei tecnici e professionali e di 200 ore nei licei.
I percorsi, riservati agli studenti del triennio della scuola secondaria di secondo
grado, sono attivi a partire dall’a. S. 2015/2016.
Percorsi di alternanza scuola-lavoro
(commi 33-44)
D’intesa con il MIUR, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e il Ministero dello Sviluppo
economico, presso ogni Camera di Commercio è istituito il REGISTRO NAZIONALE PER L’ALTERNANZA
SCUOLA-LAVORO.

I dirigenti scolastici individuano all’interno del registro le IMPRESE E GLI ENTI PUBBLICI E PRIVATI
disponibili all’attivazione dei percorsi, stipulando apposite convenzioni finalizzate anche a favorire
l’orientamento scolastico e universitario dello studente.

I dirigenti scolastici possono stipulare analoghe convenzioni con MUSEI, ISTITUTI E LUOGHI DELLA
CULTURA, UFFICI CENTRALI E PERIFERICI DEI BENI CULTURALI E DEL TURISMO.

Possono concorrere alla realizzazione di percorsi di alternanza anche ISTITUZIONI FORMATIVE


ACCREDITATE DALLE REGIONI.
Istituti tecnici superiori ITS
(commi 45-55)
L’accesso ai percorsi realizzati dagli istituti tecnici superiori è previsto con il
possesso dei seguenti titoli di studio:
• diploma di istruzione secondaria superiore;
• diploma professionale conseguito al termine dei percorsi quadriennali di
istruzione e formazione professionale.

Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge:


• sono emanate le linee guida su politiche di istruzione e formazione sul
territorio e sviluppo dell'occupazione dei giovani
• sono emanate le linee guida relativamente ai percorsi degli istituti tecnici
superiori inerenti le diverse aree della Mobilità
• sono definiti i criteri per il riconoscimento dei crediti acquisiti dallo studente
a conclusione dei percorsi realizzati dagli istituti tecnici superiori
Innovazione digitale e didattica laboratoriale
(commi 56-62)
Si prevede l’adozione di un Piano Nazionale della scuola digitale volto a
rendere la tecnologia digitale uno strumento didattico di costruzione delle
competenze.
Il Piano nazionale scuola digitale persegue i seguenti obiettivi:
• sviluppo delle competenze digitali degli studenti;
• potenziamento degli strumenti didattici e laboratoriali;
• adozione di strumenti organizzativi e tecnologici per favorire la governance,
la trasparenza e la condivisione di dati;
• formazione dei docenti per l'innovazione didattica e sviluppo della cultura
digitale;
• formazione dei direttori dei servizi generali e amministrativi, degli assistenti
amministrativi e degli assistenti tecnici per l'innovazione digitale
nell'amministrazione
Le istituzioni scolastiche possono individuare docenti nell'ambito
dell'organico dell'autonomia cui affidare il coordinamento delle attività. Ai
docenti può essere affiancato un insegnante tecnico pratico
Organico dell’autonomia
(commi 63-77)
A decorrere dall’anno 2016/2017 è istituito sull’intera istituzione scolastica o
istituto comprensivo e su tutti gli indirizzi degli istituti sec. II grado l’organico
dell’autonomia.
L’organico dell’autonomia è costituito da:
posti comuni
posti di sostegno
posti per il potenziamento Offerta Formativa.

La legge dispone che, i ruoli dei docenti diventino regionali, sono ripartiti in
relazione al numero delle classi per i posti comuni, al numero degli alunni per
i posti di potenziamento e al numero degli alunni disabili per i posti di
sostegno.
Competenze del dirigente scolastico
(commi 78-94)
La legge ridisegna e integra compiti e funzioni del dirigente scolastico rispetto
a quanto indicato dall’art. 25 del D.L. 165/2001
In particolare prevedono che il Dirigente Scolastico deve garantire efficace ed
efficiente gestione delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche e materiali e
assicurare il buon andamento nel rispetto degli elementi comuni del Sistema
Scolastico Pubblico.

Svolge compiti di direzione, gestione, organizzazione e coordinamento.


In particolare è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e
strumentali, dei risultati del servizio (art. 25 Dlvo 165/2001), della
valorizzazione delle risorse umane.
Dall’a.s.2016/17 per la copertura dei posti di personale docente il dirigente
scolastico formula ai docenti la proposta di incarico triennale rinnovabile in
coerenza con il POF secondo i seguenti criteri:
Competenze del dirigente scolastico
(commi 78-94)- I nuovi compiti
I nuovi “compiti” dei dirigenti scolastici
Oltre ad assicurare l’efficienza organizzativa della loro scuole i dirigenti scolastici,
secondo la legge, dovranno:
• Scegliere di docenti dagli ambiti territoriali;
• Assegnare insegnamenti a docenti di ruolo anche non abilitati;
• Valutare la qualità dell’insegnamento di tutti i docenti e premiare con un bonus
i docenti migliori;
• Valorizzare l’impegno di tutti i docenti a livello individuale e collegiale;
• Valutare il periodo di prova dei docenti e nominare i tutor;
• Individuare fino al 10 per cento di docenti che lo coadiuvano in attività di
supporto organizzativo e didattico;
• Ridurre il numero degli alunni per classe;
• Gestire l’alternanza scuola lavoro scegliendo le imprese, stipulando le
convenzioni e valutandole;
• Individuare percorsi di orientamento e valorizzare il merito scolastico e i talenti
degli alunni.
Piano straordinario di assunzioni
(commi 95-113)
COMMA 95: il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca è
autorizzato ad attuare un piano straordinario di assunzioni a tempo
indeterminato di personale docente per le istituzioni scolastiche statali di
ogni ordine e grado, per la copertura di tutti i posti comuni e di sostegno
dell'organico di diritto, rimasti vacanti e disponibili

il piano di assunzione interessa sia l’organico di diritto, sia l’organico


potenziato.

A decorrere dal 2015/2016 i posti del potenziamento non possono essere


coperti con supplenza breve o con supplenza fino all’avente diritto e non sono
disponibili per utilizzi e assegnazioni provvisorie.
Gli altri commi
PERIODO DI FORMAZIONE E DI PROVA Commi 115 - 120 : 180 giorni di cui 150
dedicati alle attività didattiche.

CARTA ELETTRONICA PER L'AGGIORNAMENTO Commi 121 - 125 : 500 euro per i
docenti di ruolo.

VALORIZZAZIONE DEL MERITO DEL PERSONALE DOCENTE Commi 126 – 13: fondo
di 200 milioni annui a decorrere dal 2016 finalizzato alla valorizzazione del merito
del personale docente.

LIMITE DURATA CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO Commi 131 – 132: Si


impone, a decorrere dal 1° settembre 2016, un limite complessivo fino a 36 mesi
della durata dei contratti a tempo determinato, anche non continuativi.

COMANDI E DISTACCHI Commi 133 – 135


OPEN DATA Commi 136 - 144
E’ istituito il Portale Unico dei Dati della Scuola che conterrà:
• Bilanci delle scuole
• Dati pubblici del servizio nazionale di valutazione
• L’anagrafe dell’edilizia scolastica
• L’anagrafe degli studenti
• Incarichi attribuiti ai docenti
• I piani dell’offerta formativa, compresi quelli delle scuole paritarie
• I dati dell'Osservatorio tecnologico, i materiali didattici e le opere
autoprodotti dagli istituti scolastici e rilasciati in formato aperto, i dati, i
documenti e le informazioni utili a valutare l'avanzamento didattico,
tecnologico e d'innovazione del sistema scolastico
• Curriculum studenti e docenti
• La normativa, gli atti e le circolari
Gli altri commi
SCHOOL BONUS Commi 145 - 150 : E’ introdotto un credito d'imposta per
erogazioni liberali (donazioni) in denaro alle scuole statali e paritarie.

DETRAIBILITÀ DELLE SPESE SOSTENUTE PER LA FREQUENZA SCOLASTICA. Comma


151
PIANO STRAORDINARIO DI VERIFICA DEI REQUISITI PER IL RICONOSCIMENTO
DELLA PARITÀ SCOLASTICA Comma 152

SCUOLE INNOVATIVE Commi 153 – 158:Viene previsto un piano di finanziamento


volto a favorire la costruzione di scuole innovative dal punto di vista
architettonico, impiantistico, tecnologico, dell'efficienza energetica e della
sicurezza strutturale e antisismica, caratterizzate dalla presenza di nuovi ambienti
di apprendimento e dall'apertura al territorio.

SICUREZZA E VALORIZZAZIONE DEGLI EDIFICI SCOLASTICI INDAGINI


DIAGNOSTICHE SUGLI EDIFICI SCOLASTICI Commi 159 - 179
Delega al governo (commi 180-191)
DELEGA AL GOVERNO IN MATERIA DI SISTEMA NAZIONALE DI ISTRUZIONE E
FORMAZIONE Commi 180 – 191:
Il Governo è delegato ad adottare entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore
della legge, previo parere della Conferenza unificata, uno o più decreti legislativi
sulle seguenti materie:
• Redazione di un nuovo Testo Unico delle disposizioni in materia di istruzione e
formazione
• Accesso all’insegnamento nella scuola secondaria
• Inclusione scolastica degli studenti con disabilità e con DSA
• Revisione dei percorsi dell’istruzione professionale
• Istituzione del sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai sei
anni
• Garanzia dell’effettività del diritto allo studio
• Promozione e diffusione della cultura umanistica
• istituzioni ed iniziative scolastiche all’estero
• valutazione e certificazione delle competenze degli studenti 1° ciclo e modalità
svolgimento esami Stato per 1° e 2° ciclo
Gli altri commi
DEROGHE Commi 192 - 198 : Per l’emanazione dei regolamenti, decreti e “atti attuativi” della
presente legge non verrà richiesto il parere del CSPI. La legge dispone che siano inefficaci le
norme e le procedure contenute nei CCNL che risultino con essa in contrasto.

ABROGAZIONE E SOPPRESSIONE DI NORME Commi 199 - 200 :La norma abroga le Linee guida
per l’adozione ed il potenziamento dell’autonomia scolastica del Ministro Profumo (art. 50 dl
5/2012) e stabilisce che le norme sul limite degli organici disposto dall’art. 19 comma 7 del DL
98/2011 si applicano solo al personale educativo ed ATA.

DISPOSIZIONI FINANZIARIE Commi 201 – 210: La norma individua le risorse finanziarie


disponibili per l’attuazione della legge.

CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA ED ENTRATA IN VIGORE Commi 211 – 212: Stabilisce che le


disposizioni della legge si applicano nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di
Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti e con le relative norme
di attuazione. La legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale (quindi il 16 luglio 2015).
LEGGE n. 134 del 18/08/2015
“Disposizioni in materia di diagnosi, cura e
abilitazione delle persone con disturbi
dello spettro autistico e di assistenza “
• La sindrome dello spettro autistico trova per la prima volta tutela in una
legge nazionale, la n. 134 del 18 agosto 2015, dopo essere stata oggetto, per
anni, di provvedimenti adottati a livello particolare, quali le delibere delle
Giunte Regionali e le circolari emanate dall'INPS.

• La legge si compone di sei articoli, rappresenta in ogni caso un notevole


passo, compiuto dall'ordinamento, nell'ambito della diagnosi e cura della
patologia, in ausilio sia ai soggetti colpiti che alle persone che se ne
occupano, come le famiglie.
LEGGE n. 134 del 18/08/2015
Gli articoli

Art. 1. Finalità
La presente legge, in conformità a quanto previsto dalla risoluzione
dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite n. A/RES/67/82 del 12 dicembre
2012 sui bisogni delle persone con autismo, prevede interventi finalizzati a
garantire la tutela della salute, il miglioramento delle condizioni di vita e
l'inserimento nella vita sociale delle persone con disturbi dello spettro
autistico.
Art. 2. Linee guida
L'Istituto superiore di sanità aggiorna le Linee guida sul trattamento dei
disturbi dello spettro autistico in tutte le età della vita sulla base
dell'evoluzione delle conoscenze fisiopatologiche e terapeutiche derivanti
dalla letteratura scientifica e dalle buone pratiche nazionali ed internazionali.
LEGGE n. 134 del 18/08/2015
Gli articoli

Art. 3. Politiche regionali in materia di disturbi dello spettro autistico


Vengono indicate le politiche regionali in materia di disturbi dello spettro
autistico, facendo salvo il rispetto degli equilibri di finanza già programmati,
e tenuto conto del Patto per la salute 2014-2016. La patologia è stata quindi
inserita nei cd. Lea (livelli essenziali di assistenza), ed in particolare le Regioni
si dovranno far carico delle prestazioni relative alla diagnosi precoce, alla
cura e al trattamento individualizzato, impiegando metodologie e strumenti
basati sulle più avanzate evidenze scientifiche. La legge contiene, inoltre,
un'elencazione analitica, articolata in otto punti, degli obiettivi che le
politiche regionali dovranno conseguire.
Art. 4. Aggiornamento delle linee di indirizzo del Ministero della salute
con cadenza triennale, fissa il primo adempimento in 120 giorni decorrenti
dall'aggiornamento dei Lea, prescritto all'art. 3 comma 1.
LEGGE n. 134 del 18/08/2015
Gli articoli

Art. 5. Attività di ricerca


Il Ministero della salute promuove lo sviluppo di progetti di ricerca riguardanti
la conoscenza del disturbo dello spettro autistico e le buone pratiche
terapeutiche ed educative.

Art. 6. Clausola di invarianza finanziaria


Dall'attuazione della nuova legge non dovranno derivare ulteriori oneri per la
finanza pubblica.
GLI 8 DECRETI ATTUATIVI

L'elenco degli 8 decreti attuativi della legge 107 approvati il 7 Aprile 2017:
• Formazione e ruoli dei docenti della scuola secondaria e tecnica (Dlgs n. 59);
• Promozione della cultura umanistica e sostegno della creatività (Dlgs n. 60);
• Revisione dei percorsi dell'istruzione professionale (Dlgs n. 61);
• Esami di Stato per il primo e secondo ciclo (Dlgs n. 62);
• Effettività del diritto allo studio (Dlgs n. 63);
• Scuola italiana all'estero (Dlgs n. 64);
• Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei
anni (Dlgs n. 65);
• Promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità (Dlgs n. 66).
Decreto Legge n 66 Aprile 2017: Norme per la
promozione dell’inclusione scolastica degli
studenti con disabilità

Il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, recante "Norme per la promozione


dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell'articolo 1,
commi 180 e 181, lettera c, della legge 13 luglio 2015, n. 107.

Il provvedimento costituisce uno degli otto decreti attuativi della delega per
riforma del sistema di istruzione scolastica (c.d. “Buona Scuola”) approvati dal
Consiglio dei Ministri nella riunione del 7 aprile 2017.
Decreto Legge n 66 Aprile 2017: Norme per la
promozione dell’inclusione scolastica degli
studenti con disabilità

Il decreto:
aggiorna, riorganizza e razionalizza i provvedimenti vigenti in materia di inclusione scolastica.

Obiettivo della riforma è quello di rafforzare il concetto di “scuola inclusiva”, attraverso il coinvolgimento di tutte
le componenti scolastiche e rafforzando il ruolo della famiglia e delle associazioni nei processi di inclusione.

L’obiettivo principale è quello di garantire all’alunno e allo studente con disabilità certificata di poter fruire, un
un’ottica ragionata, di tutti i servizi di cui ha diritto; si chiariscono inoltre i beneficiari di specifiche misure di
inclusione scolastica peculiari per i minori disabili.

Prevede che, le classi con la presenza di bambini con disabilità certificate non abbiano più di ventidue alunni,
fermo restando il numero minimo di alunni e studenti per classe previsto dalla normativa vigente.
Decreto Legge n 66 Aprile 2017: Norme per la
promozione dell’inclusione scolastica degli
studenti con disabilità

Il decreto è composto da 20 articoli suddivisi in 6 sezioni:

CAPO I - Principi generali (ART. 1,2)

CAPO II - Prestazioni e indicatori di qualità dell'inclusione scolastica (ART. 3,4)

CAPO III - Procedure di certificazione e documentazione per l'inclusione


scolastica (ART.5)

CAPO IV - Progettazione e organizzazione scolastica per l'inclusione (ART. 6-11)

CAPO V - Formazione iniziale dei docenti per il sostegno didattico nella


scuola dell'infanzia e nella scuola primaria (ART. 12)

CAPO VI - Ulteriori disposizioni (ART.13-20)


CAPO I - Principi generali (ART. 1,2)

ARTICOLO 1- PRINCIPI E FINALITA’ ARTICOLO 2- AMBITO DI APLICAZIONE


L’inclusione scolastica riguarda tutti gli studenti di tutti i gradi, include anche gli studenti con disabilità certificata(art.3 legge104),
risponde ai differenti bisogni educativi e si realizza attraverso strategie educative e didattiche finalizzate allo sviluppo delle
potenzialità di ciascuno.

Si realizza all’interno delle istituzioni scolastiche, nonché' attraverso la definizione e la condivisione del progetto individuale fra
scuole, famiglie e altri soggetti, pubblici e privati, operanti sul territorio.

Concorrono alla realizzazione del successo formativo degli studenti tutte le componenti della comunità scolastica

Il presente decreto promuove la partecipazione della famiglia, nonché' delle associazioni di riferimento, quali interlocutori dei
processi di inclusione scolastica e sociale.

L'inclusione scolastica si applica a tutti gli studenti ed è attuata attraverso la definizione e la condivisione del Piano Educativo
Individualizzato (PEI) quale parte integrante del progetto individuale di cui all'articolo 14 della legge 8 novembre 2000, n. 328
CAPO II - Prestazioni e indicatori di qualità
dell'inclusione scolastica (ART. 3,4)

ARTICOLO 3 – PRESTAZIONI E COMPETENZE


Lo Stato, le Regioni e gli Enti locali, nel rispetto della normativa vigente, perseguono l'obiettivo di garantire le prestazioni per
l'inclusione scolastica.
Lo Stato provvede, per il tramite dell'Amministrazione scolastica:
a) all'assegnazione nella scuola statale dei docenti per il sostegno didattico, al fine di assicurare il diritto all'educazione;7
b) alla definizione dell'organico del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) tenendo conto, tra i criteri per il riparto delle
risorse professionali, della presenza di bambine e bambini, alunne e alunni, studentesse e studenti con disabilità certificata iscritti
presso ciascuna istituzione scolastica statale fermo restando il limite alla dotazione organica di cui all'articolo 19, comma 7, del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98;
c) all'assegnazione, nell'ambito del personale ATA, dei collaboratori scolastici nella scuola statale anche per lo svolgimento dei
compiti di assistenza previsti dal profilo professionale, tenendo conto del genere delle bambine e dei bambini, delle alunne e degli
alunni, delle studentesse e degli studenti;
d) all'assegnazione alle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione di un contributo economico, parametrato al numero
delle bambine e dei bambini, delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti con disabilità
CAPO II - Prestazioni e indicatori di qualità
dell'inclusione scolastica (ART. 3,4)

ARTICOLO 3 – PRESTAZIONI E COMPETENZE


Gli Enti locali provvedono ad assicurare, nei limiti delle risorse disponibili:
a) gli interventi necessari per garantire l'assistenza per l'autonomia e per la comunicazione personale, inclusa l'assegnazione del personale, come previsto
dall'articolo 13, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, in coerenza con le mansioni dei collaboratori scolastici;
b) i servizi per il trasporto per l'inclusione scolastica;
c) l'accessibilità e la fruibilità degli spazi fisici delle istituzioni scolastiche statali;
lo Stato, le Regioni e gli Enti locali garantiscono l'accessibilità e la fruibilità dei sussidi didattici e degli strumenti tecnologici e digitali necessari per l'inclusione
scolastica.

ARTICOLO 4 – VALUTAZIONE DELLA QUALITA’ DELL’INCLUSIONE SCOLASTICA


Per la prima volta, nei processi di valutazione delle scuole si terrà conto, attraverso la definizione di specifici indicatori, del livello di inclusività raggiunto da
ciascuna istituzione scolastica.
L'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI), definisce gli indicatori per la valutazione della qualita'
dell'inclusione scolastica sulla base dei seguenti criteri:
Livello di inclusività del POF triennale, realizzazione di percorsi individuali e differenziati a seconda delle caratteristiche specifiche dei singoli alunni, livello di
coinvolgimento dei diversi soggetti nel piano d’inclusione, grado di accessibilità e fruibilità delle risorse e attrezzature, formazione del personale scolastico
CAPO III - Procedure di certificazione e
documentazione per l'inclusione
scolastica (ART.5)

ARTICOLO 5 – COMMISSIONI MEDICHE MODIFICHE ALLA LEGGE 104/1992


Attraverso alcune modifiche alla legge n. 104 del 1992 viene disciplinato un nuovo assetto delle Commissioni mediche, prevedendo che, nei casi di
persone in età evolutiva, le stesse siano composte da un medico specialista in medicina legale e da due medici specialisti scelti fra quelli in pediatria
o in neuropsichiatria infantile o nella specializzazione inerente la condizione di salute del soggetto, integrate da un assistente specialistico
individuato dall’ente locale; è confermata sia la presenza del medico INPS che delle associazioni storiche.

Si stabilisce che, successivamente all’individuazione della condizione di disabilità, venga redatto, da parte dell’Unità di valutazione multidisciplinare,
un Profilo di funzionamento secondo i criteri del modello bio-psico-sociale della Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e
della salute (ICF) adottata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il Profilo di funzionamento, che sostituisce la “diagnosi funzionale” e il
“profilo dinamico-funzionale”, definisce la tipologia delle misure di sostegno e delle risorse strutturali necessarie per l’inclusione scolastica di cui il
bambino, l’alunno o lo studente ha bisogno per una piena inclusione scolastica ed è documento essenziale per l’elaborazione del PEI e del Progetto
individuale.
CAPO IV - Progettazione e organizzazione
scolastica per l'inclusione (ART. 6-11)

ARTICOLO 6 – IL PROGETTO INDIVIDUALE


Il Progetto individuale di cui all'articolo 14, comma 2, della legge 8 novembre 2000, n. 328, è redatto dal competente Ente locale sulla base del Profilo di
funzionamento, su richiesta e con la collaborazione dei genitori o di chi ne esercita la responsabilità.
Le prestazioni, i servizi e le misure di cui al Progetto individuale sono definite anche in collaborazione con le istituzioni scolastiche.

ARTICOLO 7 – IL PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO (PEI)


Il PEI, nell’ambito della progettazione integrata, è elaborato con la necessaria partecipazione delle famiglie e di tutti i professionisti esterni assegnati alla
persona disabile e alla classe. Nell’ambito del PEI, nell’ottica di una scuola pienamente inclusiva, la progettazione e l’azione educativa è esercitata dai docenti
contitolari o dal consiglio di classe che programma, unitamente al docente di sostegno, nonché con il supporto dell’unità di valutazione multidisciplinare, le
strategie didattico-educative per il successo formativo del bambino, dell’alunno e dello studente.

ARTICOLO 8 – PIANO PER L’INCLUSIONE


Vengono altresì definite le modalità e i contenuti del Piano per l’inclusione che, per la prima volta, rappresenta il principale documento programmatico-
attuativo della scuola in materia di inclusione; esso è parte integrante del Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF).
CAPO IV - Progettazione e organizzazione
scolastica per l'inclusione (ART. 6-11)

ARTICOLO 9 – GRUPPI PER L’INCLUSIONE SCOLASTICA


Viene modificata la legge n. 104 del 1992, attraverso la definizione dei nuovi gruppi per l’inclusione scolastica.
È istituito il Gruppo di lavoro interistituzionale regionale (GLIR) che ha compiti di consulenza e proposta all’Ufficio Scolastico Regionale
(USR) per la definizione, l’attuazione e la verifica degli accordi di programma.
È istituito il Gruppo per l’inclusione territoriale (GIT), per ogni ambito territoriale, che avrà un ruolo fondamentale nella definizione delle
risorse per il sostegno didattico, come proposte dalle singole scuole.
È istituto presso ciascuna istituzione scolastica il Gruppo di Lavoro per l’Inclusione (GLI), con compiti di programmazione, proposta e
supporto.

ARTICOLO 10 – RICHIESTA E ASSEGNAZIONE DELLE RISORSE PER IL SOSTEGNO DIDATTICO


La proposta di quantificazione delle ore di docenza di sostegno, a cura del dirigente scolastico, avviene dopo una fase di analisi dei singoli
PEI e la determinazione del piano di inclusione dell’istituto scolastico, in un’ottica di progettazione integrata.

Viene ribadita l’istituzione delle sezioni per il sostegno didattico all’interno dei ruoli del personale docente. La permanen za sui posti di
sostegno resta di 5 anni scolastici.
CAPO V - Formazione iniziale dei docenti per il
sostegno didattico nella
scuola dell'infanzia e nella scuola primaria (ART. 12)

ARTICOLO 12 – CORSO DI SPECIALIZZAZIONE PER ATTIVITA’ DI SOSTEGNO PRIMARIA E INFANZIA


È introdotta una nuova disciplina per l’accesso alla carriera di docente per il sostegno didattico nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria, attraverso
l’istituzione di un Corso di specializzazione in pedagogia e didattica speciale annuale. La scuola secondaria è invece disciplinata nel decreto legislativo sulla
formazione iniziale.
CAPO VI - Ulteriori disposizioni (ART.13-20)

ARTICOLO 14 – CONTINUITA’ DEL PROGETTO EDUCATIVO E DIDATTICO


Per la prima volta si prevede che il dirigente scolastico possa proporre ai docenti dell’organico dell’autonomia, purché in possesso della
specializzazione, anche attività di sostegno didattico; inoltre, in sede di conferimento delle supplenze, in caso di fruttuoso rapporto docente-discente
e sulla base di eventuale richiesta della famiglia, il contratto a tempo determinato potrà essere prorogato al medesimo docente per l’anno scolastico
successivo.
ARTICOLO 15 – OSSERVATORIO PERMANENTE PER L’INCLUSIONE
È elevata a livello di fonte di rango primario, l’istituzione dell’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica, presieduto dal Ministro e
composto da tutti gli attori istituzionali coinvolti nei processi di inclusione, comprese le associazioni e gli studenti, che supporta il Ministero
dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
ARTICOLO 16 – ISTRUZIONE DOMICILIARE
È ricondotta a norma di rango primario l’istruzione domiciliare al fine di garantire il diritto all’istruzione e alla formazione per gli alunni e studenti per
i quali sia accertata l’impossibilità della frequenza scolastica per un periodo non inferiore a trenta giorni di lezione, a causa di gravi patologie
certificate, anche attraverso la definizione di progetti che possono avvalersi dell’uso delle nuove tecnologie.
ARTICOLO 19 – DECORRENZE
È prevista una gradualità degli interventi, al fine di consentire l’adozione dei necessari provvedimenti attuativi nonché per assicurare idonee misure
di accompagnamento. L’assetto complessivo (con particolare riferimento alle innovazioni introdotte in materia di certificazione e quantificazione
delle risorse per il sostegno didattico), decorrerà dal primo gennaio 2019.
(Dlgs n. 62/2017) Valutazione, certificazione delle competenze ed
esami di Stato

Il Decreto legislativo 62/2017( art. 1, commi 180 e 181 lettera i) della legge 107/15)
ha dettato nuove norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo e di esami di
stato del primo e del secondo ciclo.

Il Decreto conferma il principio che la valutazione formativa serva per documentare lo sviluppo dell'identità
personale di ogni studente e promuove l’ autovalutazione di ciascuno in relazione alle acquisizioni di conoscenze,
abilità e competenze: ogni istituzione scolastica deve saper certificare l'acquisizione delle competenze
progressivamente acquisite da ciascun alunno, anche al fine di favorire l'orientamento per la prosecuzione degli
studi.
(Dlgs n.62/2017)

PRIMO CICLO - Per quanto riguarda le disposizioni sul primo ciclo di istruzione, le novità sono
entrate in vigore dal 1.09.2017.
SCUOLA PRIMARIA: gli alunni sono ammessi alla classe successiva e alla prima classe di scuola
secondaria di primo grado anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti
o in via di prima acquisizione.
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
• Ora è possibile promuovere anche se le diverse competenze e conoscenze delle discipline
“non sono del tutto consolidate o sono in corso di acquisizione”; in ogni caso ogni scuola ha
l’obbligo di attivare percorsi di recupero e consolidamento per il miglioramento dei livelli di
apprendimento.
• Ora l’esame comprende tre prove scritte ed un colloquio, valutati sempre con votazioni in
decimi; la prova nazionale INVALSI è stata tolta dall’esame e collocata ad aprile.
La votazione finale non è più la media aritmetica degli esiti delle prove e del giudizio
d’ammissione, ma la media tra il voto di ammissione e la media di tutte le prove.
• Le norme generali sulla valutazione riguardano anche gli alunni con disabilità e con DSA:
gli articoli 11 e 20 sono specifici per questa categoria di alunni.
(Dlgs n.62/2017)

• Valutazione degli alunni disabili (con PEI) o con DSA (con PDP)
Per gli alunni certificati dalla legge 104/92: per lo svolgimento dell'esame di Stato conclusivo
del primo ciclo, la sottocommissione, sulla base del PEI, relativo alle attività svolte, alle
valutazioni effettuate e all'assistenza eventualmente prevista per l'autonomia e la
comunicazione, deve predisporre prove differenziate idonee a valutare il progresso
dell'alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali. Le prove
differenziate hanno valore equivalente ai fini del superamento dell'esame e del
conseguimento del diploma finale.
(Dlgs n.62/2017)

Esami per gli alunni con DSA


In casi di particolare gravità del disturbo di apprendimento, anche in comorbilità con altri
disturbi o patologie, risultanti dal certificato diagnostico (legge 170/2010), l'alunno, su richiesta
della famiglia, della sanità e conseguente approvazione del consiglio di classe, è esonerato
dall'insegnamento delle lingue straniere e segue un percorso didattico personalizzato. 7
In questo caso la Commissione di esame predisporrà prove differenziate con valore equivalente
ai fini del superamento dell’esame e del conseguimento del diploma: si tratta di una nuova
disposizione!

Gli alunni con DSA devono anche partecipare alle prove standardizzate nazionali INVALSI. Per lo
svolgimento di tali prove il consiglio di classe deve disporre adeguati strumenti compensativi
coerenti con il piano didattico personalizzato (PDP); ma gli alunni con DSA dispensati dalla prova
scritta di lingua straniera o esonerati dall'insegnamento della lingua straniera non sostengono la
prova nazionale di lingua inglese.
(Dlgs n.62/2017)

Esami per gli alunni con DSA


In casi di particolare gravità del disturbo di apprendimento, anche in comorbilità con altri
disturbi o patologie, risultanti dal certificato diagnostico (legge 170/2010), l'alunno, su richiesta
della famiglia, della sanità e conseguente approvazione del consiglio di classe, è esonerato
dall'insegnamento delle lingue straniere e segue un percorso didattico personalizzato. 7
In questo caso la Commissione di esame predisporrà prove differenziate con valore equivalente
ai fini del superamento dell’esame e del conseguimento del diploma: si tratta di una nuova
disposizione!

Gli alunni con DSA devono anche partecipare alle prove standardizzate nazionali INVALSI. Per lo
svolgimento di tali prove il consiglio di classe deve disporre adeguati strumenti compensativi
coerenti con il piano didattico personalizzato (PDP); ma gli alunni con DSA dispensati dalla prova
scritta di lingua straniera o esonerati dall'insegnamento della lingua straniera non sostengono la
prova nazionale di lingua inglese.
(Dlgs n.62/2017)

Novità importante del decreto: per il superamento dell’esame di Stato al termine del PRIMO
CICLO, le prove differenziate sulla base del PEI o del PDP hanno valore equivalente alle prove
ordinarie. È una novità che stabilisce il diritto all’ottenimento di un diploma di scuola secondaria
di primo grado da parte di tutti gli alunni, anche in presenza di percorsi molto differenziati.

Nulla è cambiato, invece per il SECONDO CICLO, dove le prove differenziate non consentono
l’ottenimento del diploma, ma solo del certificato di credito. Ugualmente non consente
l’ottenimento del diploma di secondo ciclo la dispensa totale, sia dalle prove scritte che orali
di lingua straniera.
(Dlgs n.62/2017)

SECONDO CICLO
Per quanto riguarda le disposizioni sul SECONDO CICLO di istruzione, le novità entreranno in
vigore dall’anno scolastico 2018/19.
SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO Esame di stato al termine del secondo ciclo di
istruzione.
L'esame di stato comprenderà due prove a carattere nazionale e un colloquio: con un ulteriore
decreto verranno definiti i quadri di riferimento per la redazione e lo svolgimento delle due
prove scritte e le griglie di valutazione per l'attribuzione dei punteggi.

A differenza della scuola secondaria di primo grado, il candidato con DSA esonerato
completamente dallo studio delle lingue straniere non otterrà il diploma, ma solo un attestato.
In relazione al PECUP specifico di ogni indirizzo di studi, l'esame di stato terrà conto anche della
partecipazione alle attività di alternanza scuola-lavoro, dello sviluppo delle competenze
digitali, del percorso dello studente (legge 107/2015 ) e delle attività svolte nell'ambito di
«Cittadinanza e Costituzione».
MIUR Ordinanza Ministeriale n. 350 del 2
maggio 2018
Istruzioni e modalità organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di
studio di istruzione secondaria di secondo grado nelle scuole statali e paritarie. Anno scolastico 2016/2017.
ARTICOLO 2 (comma 8)
L’esito della valutazione per gli alunni certificati con disabilità, che hanno seguito un percorso didattico
differenziato indicato nel Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.), è espresso dal consiglio di classe con
l’attribuzione di voti e di un credito scolastico, relativi unicamente allo svolgimento di tale piano. Essi sono,
pertanto, ammessi – sulla base di motivata e puntuale deliberazione del consiglio di classe - a sostenere gli esami
di Stato su prove differenziate coerenti con il percorso svolto e finalizzate esclusivamente al rilascio
dell’attestazione.
ARTICOLO 2 (comma 8)
L’esito delle valutazioni per i candidati con diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA), che, hanno
seguito un percorso didattico differenziato, con esonero dall’insegnamento della/e lingua/e straniera/e, è
espresso dal consiglio di classe con l’attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo
svolgimento del piano svolto. Sono ammessi su delibera del consiglio di classe a sostenere gli esami di Stato su
prove differenziate, coerenti con il percorso svolto e finalizzate esclusivamente al rilascio dell’attestazione.
MIUR Ordinanza Ministeriale n. 350 del 2
maggio 2018

Art. 15 Riunione preliminare


(...)
5. Nella seduta preliminare ed eventualmente anche in quelle successive la classe/commissione prende in esame
gli atti e i documenti relativi ai candidati interni, nonché la documentazione presentata dagli altri candidati. In
particolare esamina:
(...)
h) documento del consiglio di classe nella parte relativa ai candidati con disabilità ai fini degli adempimenti di cui
al successivo articolo 22, in particolare individuando gli alunni con disabilità che sostengono l’esame con le prove
differenziate di cui all’ordinanza ministeriale del 2001 n. 90;

i) eventuale documentazione relativa ai candidati con disturbi specifici di apprendimento (DSA) o con Bisogni
Educativi Speciali (BES), individuando gli eventuali alunni che sostengono l’esame con le prove differenziate;
(...)
MIUR Ordinanza Ministeriale n. 350 del 2
maggio 2018

Art. 20
Correzione e valutazione delle prove scritte

(...)

5. Il punteggio attribuito a ciascuna prova scritta è pubblicato, per tutti i candidati di ciascuna classe, ivi compresi
i candidati con DSA che abbiano sostenuto prove orali sostitutive delle prove scritte in lingua straniera e i
candidati con disabilità che abbiano sostenuto gli esami con prove relative al percorso didattico differenziato,
nell’albo dell’istituto sede della commissione d’esame il giorno precedente la data fissata per l'inizio dello
svolgimento dei colloqui
MIUR Ordinanza Ministeriale n. 350 del 2 maggio 2018

Art. 22
Esami dei candidati con disabilità

1. Ai sensi dell'articolo 6 del D.P.R. 23 luglio 1998, n. 323, la commissione d'esame, sulla base della
documentazione fornita dal consiglio di classe, relativa alle attività svolte, alle valutazioni effettuate e
all'assistenza prevista per l'autonomia e la comunicazione, predispone per i candidati con disabilità prove
equipollenti a quelle assegnate agli altri candidati.
2.Tali prove equipollenti, in coerenza con il PEI, possono consistere nell'utilizzo di mezzi tecnici o modalità
diverse, ovvero nello sviluppo di contenuti culturali e professionali differenti, ma comunque atti a consentire la
verifica degli obiettivi di apprendimento previsti dallo specifico indirizzo di studi, al fine del rilascio del relativo
diploma.

3. Per la predisposizione delle prove d’esame e nel corso del loro svolgimento, la commissione d’esame può
avvalersi di personale esperto; a tal fine la stessa si avvale, se necessario, dei medesimi operatori che hanno
seguito l’alunno durante l’anno scolastico.

4. Il docente di sostegno e le eventuali altre figure a supporto dell’alunno con disabilità vengono nominati dal
Presidente della Commissione sulla base delle indicazioni del documento del consiglio di classe, acquisito il
parere della Commissione.
MIUR Ordinanza Ministeriale n. 350 del 2 maggio 2018

Art. 22
Esami dei candidati con disabilità

5. I testi della prima e della seconda prova scritta sono trasmessi dal Ministero anche in codice Braille, ove vi
siano scuole che le richiedano per candidati non vedenti. Per quei candidati che non conoscono il codice Braille
si possono richiedere ulteriori formati (audio e/o testo), autorizzando anche la utilizzazione di altri ausili idonei,
abitualmente in uso nel corso dell’attività scolastica ordinaria. Per i candidati ipovedenti i testi della prima e
della seconda prova scritta sono trasmessi in conformità alle richieste delle singole scuole le quali indicano su
apposita funzione SIDI tipologia, dimensione del carattere e impostazione interlinea.

6. Per quanto riguarda le prove per candidati ricoverati e/o presso case di reclusione, solo in casi eccezionali,
debitamente documentati, sarà possibile richiedere, alla Struttura Tecnica Esami di Stato, tramite l’U.S.R. di
riferimento un apposito Plico cartaceo che come per le prove in formato BRAILLE dovrà essere ritirato presso
l’Amministrazione Centrale, con le modalità che saranno successivamente comunicate.

7. In ogni caso, per tutte le prove in formato speciale le scuole daranno comunicazione anche alla Struttura
Tecnica Esami di Stato via mail (segr.servizioisp@istruzione.it).
MIUR Ordinanza Ministeriale n. 350 del 2 maggio 2018

Art. 22
Esami dei candidati con disabilità

5. I testi della prima e della seconda prova scritta sono trasmessi dal Ministero anche in codice Braille, ove vi
siano scuole che le richiedano per candidati non vedenti. Per quei candidati che non conoscono il codice Braille
si possono richiedere ulteriori formati (audio e/o testo), autorizzando anche la utilizzazione di altri ausili idonei,
abitualmente in uso nel corso dell’attività scolastica ordinaria. Per i candidati ipovedenti i testi della prima e
della seconda prova scritta sono trasmessi in conformità alle richieste delle singole scuole le quali indicano su
apposita funzione SIDI tipologia, dimensione del carattere e impostazione interlinea.

6. Per quanto riguarda le prove per candidati ricoverati e/o presso case di reclusione, solo in casi eccezionali,
debitamente documentati, sarà possibile richiedere, alla Struttura Tecnica Esami di Stato, tramite l’U.S.R. di
riferimento un apposito Plico cartaceo che come per le prove in formato BRAILLE dovrà essere ritirato presso
l’Amministrazione Centrale, con le modalità che saranno successivamente comunicate.

7. In ogni caso, per tutte le prove in formato speciale le scuole daranno comunicazione anche alla Struttura
Tecnica Esami di Stato via mail (segr.servizioisp@istruzione.it).
MIUR Ordinanza Ministeriale n. 350 del 2 maggio 2018

Art. 22
Esami dei candidati con disabilità
8. I tempi più lunghi nell'effettuazione delle prove scritte, anche in modalità grafica o scrittografica,
compositivo/esecutiva musicale e coreutica, e del colloquio, previsti dal comma 3, dell'articolo 16, della legge 3
febbraio 1992, n. 104, non possono di norma comportare un maggior numero di giorni rispetto a quello stabilito
dal calendario degli esami. In casi eccezionali, la commissione, tenuto conto della gravità della disabilità, della
relazione del consiglio di classe, delle modalità di svolgimento delle prove durante l'anno scolastico, può
deliberare lo svolgimento di prove equipollenti in un numero maggiore di giorni.
9. I candidati che hanno seguito un percorso didattico differenziato (P.E.I.) e sono stati valutati dal consiglio di
classe con l’attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale Piano
possono sostenere prove differenziate, coerenti con il percorso svolto, finalizzate solo al rilascio dell’attestazione.
Essi sostengono l’esame con le prove differenziate .I testi delle prove scritte sono elaborati dalle commissioni
sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe.

10. I suddetti alunni, qualora non svolgano una o più prove scritte, sono ammessi alla prova orale, con
l’indicazione sul tabellone esclusivamente dei risultati delle prove scritte effettivamente sostenute, rapportati in
quarantacinquesimi.
MIUR Ordinanza Ministeriale n. 350 del 2 maggio 2018
Art.23
Esame dei candidati con DSA e BES

1. La Commissione d’esame considerati gli elementi forniti dal consiglio di classe, terrà in debita considerazione
le specifiche situazioni soggettive, adeguatamente certificate, relative ai candidati con disturbi specifici di
apprendimento (DSA), in particolare, le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate nell’ambito dei
percorsi didattici individualizzati e personalizzati. A tal fine il consiglio di classe inserisce nel documento del 15
maggio di cui al D.P.R. n. 323/1998 il Piano Didattico Personalizzato o altra documentazione. Sulla base di tale
documentazione e di tutti gli elementi forniti dal consiglio di classe, le Commissioni predispongono adeguate
modalità di svolgimento delle prove scritte e orali.
Nello svolgimento delle prove scritte, i candidati possono utilizzare gli strumenti compensativi previsti dal Piano
Didattico Personalizzato o da altra documentazione redatta ai sensi dell’articolo 5 del decreto ministeriale 12
luglio 2011.
A tali candidati potrà, pertanto, essere consentita la utilizzazione di apparecchiature e strumenti informatici solo
nel caso in cui siano già stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti funzionali allo
svolgimento dell’esame, senza che venga pregiudicata la validità delle prove scritte.
MIUR Ordinanza Ministeriale n. 350 del 2 maggio 2018
Art.23
Esame dei candidati con DSA e BES

1. (….) Sarà possibile prevedere alcune particolari attenzioni finalizzate a rendere sereno per tali candidati lo
svolgimento dell’esame sia al momento delle prove scritte, sia in fase di colloquio.
I candidati possono usufruire di dispositivi per l’ascolto dei testi della prova registrati in formati “mp3”.
Per la piena comprensione del testo delle prove scritte, la Commissione può prevedere, di individuare un proprio
componente che possa leggere i testi delle prove scritte.
Per i candidati che utilizzano la sintesi vocale, la Commissione può provvedere alla trascrizione del testo su
supporto informatico.
In particolare, si segnala l’opportunità di prevedere tempi più lunghi di quelli ordinari per lo svolgimento della
prove scritte, di curare con particolare attenzione la predisposizione della terza prova scritta, con particolare
riferimento all’accertamento delle competenze nella lingua straniera, di adottare criteri valutativi attenti
soprattutto al contenuto piuttosto che alla forma. Gli studenti che sostengono con esito positivo l’esame di Stato
alle condizioni di cui al presente comma conseguono il diploma conclusivo dei corsi di studio di istruzione
secondaria superiore.
MIUR Ordinanza Ministeriale n. 350 del 2 maggio 2018
Art.23
Esame dei candidati con DSA e BES
2. I candidati con certificazione di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA), che, ai sensi dell’articolo 6, comma
6, del decreto ministeriale n. 5669 del 12 luglio 2011, hanno seguito un percorso didattico differenziato, con
esonero dall’insegnamento della/e lingua/e straniera/e, e che sono stati valutati dal consiglio di classe con
l’attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale piano, possono
sostenere prove differenziate, coerenti con il percorso svolto finalizzate solo al rilascio dell'attestazione.
3. Per quanto riguarda i candidati con certificazione di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA), che, ai sensi
dell’articolo 6, comma 5, del decreto ministeriale n. 5669 del 12 luglio 2011, hanno seguito un percorso didattico
ordinario, con la sola dispensa dalle prove scritte ordinarie di lingua/e straniera/e, la Commissione, nel caso in
cui la lingua straniera sia oggetto di seconda prova scritta, dovrà sottoporre i candidati medesimi a prova orale
sostitutiva della prova scritta. La Commissione, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe, di
cui al precedente articolo 6, stabilisce modalità e contenuti della prova orale, che avrà luogo nel giorno destinato
allo svolgimento della seconda prova scritta. Qualora la lingua o le lingue straniere siano coinvolte nella terza
prova scritta, gli accertamenti relativi a tali discipline sono effettuati dalla commissione per mezzo di prova orale
sostitutiva nel giorno destinato allo svolgimento della terza prova scritta. Gli studenti che sostengono con esito
positivo l’esame di Stato alle condizioni cui al presente comma conseguono il diploma conclusivo dei corsi di
studio di istruzione secondaria superiore.
MIUR Ordinanza Ministeriale n. 350 del 2 maggio 2018
Art.23
Esame dei candidati con DSA e BES
4. Per altre situazioni di alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES), formalmente individuati dal consiglio di
classe, devono essere fornite dal medesimo Organo utili e opportune indicazioni per consentire a tali alunni di
sostenere adeguatamente l’esame di Stato.
La Commissione d’esame esaminati gli elementi forniti dal consiglio di classe, tiene in debita considerazione le
specifiche situazioni soggettive, relative ai candidati con Bisogni Educativi Speciali (BES).
A tal fine il consiglio di classe trasmette alla Commissione d’esame il Piano Didattico Personalizzato. In ogni caso,
per tali alunni, non è prevista alcuna misura dispensativa in sede di esame, mentre è possibile concedere
strumenti compensativi, in analogia a quanto previsto per alunni e studenti con DSA, solo nel caso in cui siano
già stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti funzionali allo svolgimento
dell’esame senza che venga pregiudicata la validità delle prove scritte. Gli studenti che sostengono con esito
positivo l’esame di Stato alle condizioni cui al presente comma conseguono il diploma conclusivo dei corsi di
studio di istruzione secondaria superiore.

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