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Gruppo Assembleare

Regione Emilia-Romagna

Bologna, 4 maggio 2011

Al Presidente
dell’Assemblea Legislativa
Regione Emilia-Romagna
Sede

INTERROGAZIONE

Premesso che

l’articolo 114 della Costituzione riconosce nelle Regioni un elemento essenziale


dell’architettura della Repubblica al pari dello Stato, delle Province, dei Comuni e delle
Città Metropolitane, Enti Autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi
fissati dalla Costituzione;

la riscrittura dell’articolo 117 della Costituzione ha ridefinito ed ampliato la potestà


legislativa regionale, riconoscendole i medesimi limiti della potestà legislativa statale,
ovvero il rispetto della Costituzione, dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e
degli obblighi internazionali;

Rilevato che

la riforma federalista avviata con la riscrittura del Titolo V è ora in fase di realizzazione
attraverso l’emanazione di una serie di decreti attuativi concernenti la riorganizzazione del
sistema regionale, tributario e demaniale;

con l’attuazione del Federalismo le Regioni sono chiamate a ricoprire un ruolo di primaria
importanza nel panorama politico, economico e sociale del Paese con un ampliamento
della capacità decisionale a cui non può che dover corrispondere l’incremento della
responsabilità degli organi elettivi regionali;

Evidenziato che

il Consiglio regionale è l’organo deputato dalla Costituzione a svolgere in esclusiva la


potestà legislativa regionale e spetta al Consiglio definire gli obiettivi e le finalità della
programmazione regionale;

ogni consigliere è rappresentante dell’intero territorio regionale ed ha il dovere di svolgere


la propria funzione con onore e con coscienza ma anche il diritto di disporre dei mezzi
necessari a potersi dedicare pienamente al compito al quale è stato chiamato dai cittadini
libero da condizionamenti economici;

Sottolineato che

la retribuzione prevista per le cariche elettive svolge la fondamentale funzione di


permettere all’eletto la totale dedizione rispetto al compito che si è assunto nei confronti
degli elettori, e ancora prima di assicurare a tutti la possibilità di accesso alle cariche
elettive senza discriminazioni basate sul reddito;

in questi anni le Istituzioni repubblicane, e la Regione Emilia-Romagna in particolare, si


sono attivate perseguendo concretamente il contenimento delle spese “della politica”,
atteggiamento più che doveroso per sanare squilibri e storture e tanto più necessario per
rispondere con azioni reali alla crisi che sta colpendo famiglie e lavoratori.

A tal fine, l’Assemblea Regionale dell’Emilia Romagna, unico caso in Italia, ha approvato
una Legge che riduce del 10% le indennità mensili di carica e di funzione dei consiglieri e
modificato anche la diaria e i rimborsi per le spese di trasporto, oltre ad aver eliminato il
vitalizio;

Atteso che

Tutti i consiglieri regionali hanno uguali doveri ed uguali diritti, ad iniziare dal trattamento
economico e dalla disponibilità delle risorse necessarie al buon funzionamento dei gruppi
consiliari;

Visto che

I consiglieri regionali del Movimento 5Stelle forniscono informazioni sui media e sul web
che possono indurre i cittadini a pensare ad un diverso “trattamento economico” dei
consiglieri relativamente all’indennità di carica;

In più occasioni i consiglieri regionali el Movimente 5Stelle hanno dichiarato che


percepiscono 2.500 euro netti cadauno ;

Verificato che

sul sito web del Movimento 5stelle sono pubblicate online le buste paga del mese di luglio
2010 che riportano: € 8.404,56 netti per il consigliere Defranceschi e € 7.218,91 per il
consigliere Favia

Al fine di ottenere la massima chiarezza su un tema importante rispetto al quale è


d’obbligo l’assoluta trasparenza, interrogo per sapere

1) a quanto effettivamente ammontano le indennità dei due consiglieri regionali del


Movimento 5Stelle e se queste differiscono da quelle degli altri consiglieri