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29 strategie da genio

di Yamada Takumi, con la


collaborazione di Danilo Lapegna
Corso completo di mnemotecniche,
lettura veloce e studio efficace
Introduzione

Finite quelle 50 pagine di Architettura dei Sistemi Complessi, vai a prendere


1 litro di latte e 250 grammi di fettina di manzo. E non dimenticarti al
ritorno di ritirare le camicie in lavanderia. Perché poi più tardi, in serata, hai
quella videoconferenza importante con l'ingegnere, in maniera tale da
impostare la nuova strategia aziendale per i prossimi sette mesi, sulla base
della flessione percentuale del ricavato degli ultimi quattro mesi dello 0.1%
e...
Salve!
La vita è un casino, vero? Decine e decine di attività da organizzare,
informazioni da immagazzinare, pensieri da processare. Già, perché a causa
dell'evoluzione tecnologica, noi uomini del ventunesimo secolo siamo
costretti a fronteggiare una complessità informativa che i nostri antenati
potevano solo sognarsi. Ed il risultato il più delle volte è solamente tanto
stress ed un gran mal di testa a metà giornata.
Come combattere tutto questo? Beh, se stai leggendo questo libro
probabilmente hai già intuito la risposta! Allena, attraverso metodi
scientificamente collaudati, la tua mente a:
Memorizzare ogni cosa in maniera rapida ed efficace
Studiare ed apprendere con il minimo dello sforzo ed il massimo del
risultato
Leggere tutti i testi che vuoi con il massimo della concentrazione e
della rapidità
E dopo avere potenziato al massimo la tua capacità di memorizzare, studiare
ed apprendere, ti renderai conto di quanto fosse probabilmente il migliore
regalo che potessi fare a te stesso. Grazie alle strategie contenute in questo
prezioso manuale infatti:
Sarai meno stressato: gran parte dello stress, dell'ansia e della
preoccupazione derivano infatti da ciò che in qualche modo il cervello
fatica a processare in maniera organizzata e coerente. Più cose invece
apprenderai, ricorderai ed elaborerai con facilità, e più serenamente
sarai in grado di affrontare le sfide di tutti i giorni
Sarai più creativo: quando sei in grado di ricordare di più e meglio,
migliora anche la tua capacità di stabilire relazioni tra le cose che ti
circondano. Questo inevitabilmente migliora le tue capacità di
generare idee e sfornare soluzioni creative ai tuoi problemi.
Sarai più produttivo: meglio sai imprimere, richiamare e gestire
informazioni nel tuo cervello e meglio saprai usarle in maniera efficace
ed efficiente nelle tue attività quotidiane. Il risultato sarà
inevitabilmente una capacità di ottenere di più impiegando di meno
nello studio e nel lavoro.
Sarai più acculturato: imparare, leggere e studiare in maniera
efficace vuol dire poter espandere enormemente e liberamente la
propria cultura personale.
Certo, oggi come oggi la cultura sembra avere assunto un ruolo
secondario nella nostra società. A guardare certi programmi-spazzatura
in televisione sembra che l'ideale sia puntare solo ed unicamente ad
ottenere tutto e subito. Ma la verità è che la cultura e la conoscenza
forniscono due cose che il successo fortuito non può dare: libertà e
potere duraturo. Difatti più cose sappiamo e più alternative siamo in
grado di considerare, sia nelle nostre scelte che nei nostri pensieri.
Questo inevitabilmente vuol dire maggiori possibilità, maggiori
opportunità. Vuol dire essere in grado di non lasciarsi trascinare da
persone o eventi e diventare parte attiva e plasmante del mondo. Vuol
dire coltivare dentro di se qualcosa di singolare e potente, che permarrà
saldo nonostante gli alti ed i bassi della vita.
Sarai... più affascinante: che effetto credi che faresti ad una ragazza,
o ad un ragazzo che ti piace, e del quale ricordi istantaneamente nome,
provenienza ed interessi? E cosa credi che accadrà se, grazie alla tua
memoria "migliorata", avrai modo di conversare con lei/lui nel
dettaglio del suo film preferito, o della band che ama ascoltare?
Insomma, grazie a queste qualità, sicuramente avrai più successo in
tutti i campi della tua vita: meno stress, più creatività, più produttività, più
cultura e più fascino vogliono dire inevitabilmente più risultati, più
gratificazione e più soddisfazione in ogni settore. Ed il tutto a quale prezzo?
In cambio della semplice acquisizione di un insieme di strategie "da genio"
facilissime da ricordare ed utilizzare.
Infine, ci tengo a specificare due cose:
Se hai letto altri miei testi, sai che non ti proporrei mai qualcosa che
non sia assolutamente ed indiscutibilmente di qualità. In giro si
vedono molti, troppi corsi di memoria e metodi di studio che costano
moltissimo e propongono due o tre concetti al massimo allungando
poi, per il resto, come possibile il proprio brodo (si, ho visto proporre
per più di mille euro gli stessi concetti che qui trovi spiegati in 3-4
pagine). Le parole-chiave dei miei prodotti infatti sono sempre: prezzo
basso, altissima qualità, massima sintesi e pagine dense di concetti
utili.
Certo, forse alcune tra le tecniche presentate saranno già note a chi è
esperto dell'argomento; ma a parte che sono convinto che anche i più
esperti potranno trovarvi degli spunti originali, in realtà più guardo ai
metodi di memorizzazione e studio delle persone che mi circondano e
più mi rendo conto che gli esperti sono davvero pochi e che, al
contrario, troppi si limitano a "fare quello che hanno sempre fatto",
ignorando completamente anche solo la possibilità di potenziare il
proprio metodo attraverso poche, piccole attenzioni in più.
Il mio intento pertanto è quello di offrire il massimo della completezza
in un solo libro, invitare tutti a nuove riflessioni strategiche
sull'argomento, ed infine indurre a potenziare l'approccio verso ogni
tecnica di memorizzazione o studio eventualmente già nota, così da
massimizzarne l'efficacia nelle attività di tutti i giorni.
Non ti proporrei mai qualcosa che non abbia personalmente verificato
e sperimentato, quindi ti posso dire che queste tecniche mi sono state
tutte estremamente utili nel mio percorso di studi. Sono attualmente
ingegnere ed ho superato tutti gli esami con voti alti ed una rapidità
che pochi altri miei colleghi hanno avuto.
Cosa stai aspettando quindi? Continua a leggere e... in bocca al lupo!
Yamada Takumi

P.S: I contenuti che offriamo non si limitano a questo libro. Unisciti ai tanti
amici che già ci seguono sulle nostre pagine ed avrai ogni giorno contenuti
gratuiti, pillole di saggezza, informazioni utili, lifehacks e tanto materiale
audio/video che "rigenererà" la tua mente e cambierà letteralmente il tuo
modo di affrontare le giornate:

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considerazione il parere dei nostri lettori e lo reputiamo più importante di
ogni altra cosa. Non avere in particolare timore a scriverci personalmente
ciò che di questo libro non ti sarà piaciuto,perché è proprio grazie alle tue
critiche che sappiamo come e dove migliorare costantemente il nostro
lavoro. Tieni anche accesa l'opzione "update automatico" sul tuo account
Kindle, in maniera da essere sempre aggiornato sulle nuove edizioni che
sforneremo grazie ai miglioramenti suggeriti dai tuoi feedback.
Se invece questo libro ti sarà piaciuto, valuta l'idea di lasciarci anche solo
un tuo breve commento sulla sua pagina Amazon!
GRAZIE!
“La memoria è tesoro e custode di tutte le cose.”
(Cicerone)
Strategia I – Usare tre chiavi fondamentali

Prima strategia per migliorare la propria memoria e le proprie capacità di


apprendimento? Semplicemente coltivare l'atteggiamento giusto.
Può sembrare una sciocchezza, ed effettivamente questa cosa può non
bastare da sola; eppure rappresenta in ogni caso un eccellente punto da cui
partire. Un fondamentale quid senza cui non ha quasi senso imparare
ulteriori tecniche.
Molto spesso, infatti, abbiamo difficoltà ad immagazzinare un'informazione
perché semplicemente:
Sentiamo di non dovere immagazzinarla. Magari non reputiamo
necessario farlo. Magari crediamo che qualcun altro lo farà per noi,
oppure che in qualche modo potremo farne tranquillamente a meno.
Sentiamo di non volere immagazzinarla. Non ne abbiamo alcuna
voglia. Il fatto stesso di non averne alcun desiderio ci sprona a non
impiegare il 100% delle nostre risorse, e l'atto stesso della
memorizzazione risulta quindi vago, confuso e raffazzonato.
Sentiamo di non potere immagazzinarla. Semplicemente non
abbiamo fiducia nel fatto di poterlo fare nel migliore dei modi. Quindi
inevitabilmente questa profezia si concretizza nel fatto che
effettivamente, attraverso un atteggiamento svogliato e poco efficace,
ci rendiamo incapaci di farlo.
Spesso queste tre motivazioni agiscono in profonda collaborazione e
sincronia tra loro, ed il loro più grande potere è nel fatto che agiscano in
maniera inconscia ed inconsapevole. Ossia, più di una volta, pur ritenendo
intimamente di non dovere, volere o potere immagazzinare
quell'informazione, ripeteremo a noi stessi il contrario.
Qui il segreto è nel guardarsi dentro, nell'imparare a fare un po' di
introspezione (magari tenendo un diario) per capire quando questi fattori
intervengono, ma soprattutto nel ripetersi con ferma risolutezza davanti alle
informazioni da memorizzare:
Io devo memorizzare, io devo studiare, io devo apprendere. Non ci
sono scuse che tengano e non ci sono motivi per cui tu debba sottrarti
al tuo compito. Ogni dovere a cui adempi è un pezzettino di
automiglioramento che ti avvicina a ciò che desideri essere e
realizzare. Non essere schiavo della tua pigrizia o dei tuoi dubbi.
Memorizza, studia, apprendi!
Io voglio memorizzare, io voglio studiare, io voglio apprendere.
Diceva Johann Wolfgang Von Goethe che "laddove viene meno
l'interesse, viene meno anche la memoria". Quindi... desidera di
memorizzare, desidera di imparare, desidera di apprendere!
L'informazione che hai davanti ti serve, senza scuse e senza
procrastinazioni. Ed anche qualora tu non sia sicuro al 100% del fatto
che ti servirà a breve, non potrai mai sapere se prima o poi, nel vortice
di inevitabili casualità della vita, sarà ciò che farà la differenza
positiva tra successo ed insuccesso, tra ricchezza e povertà, tra vita e
morte.
Io posso memorizzare, io posso studiare, io posso apprendere. Già,
perché qualche anno fa, un gruppo di ricercatori della University
College of London, esaminando il funzionamento del cervello di alcuni
tra i più grandi campioni di memoria al mondo, ha dimostrato che tali
cervelli non avevano alcuna differenza strutturale o chimica rispetto a
quelli delle persone comuni. Tuttavia, ciò che li contraddistingueva era
l'allenamento costante, misto ad un uso intelligente delle tecniche
giuste. Quindi puoi farlo. Il tuo cervello ha potenzialità superiori a
quelle che tu credi che abbia. Ha capacità di calcolo maggiori di quelle
del più avanzato dei computer e la possibilità di stabilire un numero di
connessioni sinaptiche praticamente infinito.
Infine, non dimenticare l'importanza di quell' “io”. Non esistono scuse, non
esistono alternative. Sei tu il padrone della tua vita e l'artefice dei tuoi
risultati. E non lo sei a causa di ciò che hai fatto o che farai in tempi o
luoghi non ben precisati, ma rigorosamente sulla base di ciò che fai oggi,
qui, adesso. Tienilo sempre bene a mente.
Strategia II – Acquisire consapevolezza del
meccanismo di memorizzazione

Partiamo dallo sfatare un luogo comune: le dimenticanze non sono una


“cancellazione di qualcosa dal cervello”. Basti vedere come a volte
all'improvviso, di fronte ad esperienze particolari, od addirittura in sogno,
ricordiamo cose che credevamo di non avere neppure mai immagazzinato.
Ti è successo diverse volte, vero?
Le dimenticanze infatti sono il risultato di errori, od imprecisioni, nel
collocare propriamente informazioni, eventi, pensieri e nomi all'interno
della mente. E più precisamente, esse avvengono quando non si dà a queste
cose un riferimento sufficientemente definito, o sufficientemente facile da
afferrare, attraverso cui richiamarle.
Per ricordare quindi in modo ottimale tutte le informazioni che vorrai
memorizzare, dovrai dar loro sempre un riferimento, una traccia, un gancio
che ti aiuti a rievocarle in maniera precisa ogniqualvolta ne sentirai il
bisogno. Molte delle tecniche che seguiranno, d'altronde, avranno come
scopo proprio quello di “fissare” per bene questi ganci nella tua mente; per
adesso però non preoccuparti delle tecniche che verranno e semplicemente
comincia a far tua questa filosofia in senso generale. Ossia:
Ricordati che niente è perduto. Che nel tuo cervello si trovano molte
più informazioni di quelle che tu creda e che, anche se hai dimenticato
qualcosa, probabilmente non devi fare altro che capire come estrarlo
nel modo giusto.
Ogniqualvolta tu voglia ricordare qualcosa, ricollegala ad un altro
elemento per te più facile da tenere a mente. Magari si tratta di
qualcosa che conosci bene, di elementi che sono sotto la tua costante
attenzione, o di informazioni che ti risultano molto facili da ricordare.
Insomma, basta applicare questo piccolo trucchetto da solo e vedrai
che già la tua capacità di memorizzare informazioni aumenterà
esponenzialmente.
Strategia III – Concentrazione

Può sembrare un concetto banale, eppure la concentrazione è un altro di


quei “quid” senza cui qualunque processo di studio, apprendimento e
memorizzazione non ha praticamente ragion d'essere.
Se vuoi memorizzare qualcosa a fondo, infatti, devi innanzitutto essere
attento, attivo, e perfettamente concentrato su di esso, senza lasciar vagare
la mente in alcun modo. Grazie alla concentrazione i dati rimarranno ben
“agganciati” nel tuo cervello, e basterà uno sforzo minimo per farteli
rievocare in maniera precisa e dettagliata.
Pertanto:
Quando memorizzi, impari, leggi, ascolti qualcosa, agisci come se
quella fosse l'unica informazione utile al mondo. Prova a fare lo
sforzo mentale di liberarti da informazioni, pensieri, pulsioni in quel
momento non necessarie. Concentrati sul momento presente. Agisci,
leggi, pensa come se quella che hai davanti fosse l'unica cosa che
realmente conta all'universo. Ma soprattutto, impara a focalizzarti su
tutto ciò che è essenziale. Molte volte per esempio non siamo ben
focalizzati sul contenuto di un libro perché ci lasciamo distrarre da
mille esempi, appendici e divagazioni presenti nel testo. Oppure, non
ascoltiamo a fondo le parole del nostro capo perché siamo distratti dal
suo tono di voce o dal suo modo di vestire. Impara invece a distinguere
sempre i contenuti essenziali e significativi di ogni insieme di
informazioni e concentrati su quelli.
Isolati. No, non c'è bisogno di ritirarti su qualche eremo tibetano.
Semplicemente, almeno mentre cerchi di memorizzare qualcosa, isolati
da internet, dallo smartphone, dalle notifiche del tablet e dalle urla del
cugino più piccolo. Fai il possibile per crearti un ambiente nel quale
niente, al di fuori dell'informazione che ti serve, possa richiamare la
tua attenzione.
Attenzione: diceva la leggenda delle arti marziali Bruce Lee che colui che
impugna un'arma ha nella sua peggiore debolezza il fatto stesso di affidarsi
troppo a quell'arma. Levagli infatti quell'arma e non sarà più capace di fare
nulla.
Ma cosa c'entra questo con le tecniche appena elencate? Beh, nel fatto che
affidarsi unicamente ad una di esse tralasciando l'altra può risultare un
problema. Se ti affidi unicamente alla capacità di liberare la mente da
distrazioni, senza poi agire effettivamente per eliminare quelle inutili, la tua
concentrazione sarà sempre e solo parziale. E, viceversa, se cercherai la
concentrazione solo in ambienti perfettamente isolati e silenziosi, la tua
capacità di pulire la mente da ciò che non è essenziale potrà risultarne
indebolita. Trova invece l'equilibrio giusto e la tua attenzione sarà sempre al
massimo!
Strategia IV - Ascoltare la giusta musica

Sheila Ostrander e Lynn Schroeder, due studiosi del funzionamento della


mente, hanno individuato una relazione significativa tra la crescita delle
capacità d'apprendimento e l'ascolto prolungato di determinata musica.
Essi in particolare, a seguito dei loro esperimenti, hanno suggerito di
preparare un ascolto quotidiano di 15-20 minuti circa, dedito a musica
rilassante, varia nella melodia e suonata con più strumenti; ma soprattutto
hanno consigliato che gli ultimi due minuti di ascolto fossero più allegri e
movimentati, in maniera da segnare una sorta di “barriera mentale” tra la
fase di ascolto “passivo” e quella in cui la mente deve tornare a lavorare
attivamente.
Ma quale musica possiede queste caratteristiche? Per esempio, gran parte
della musica barocca seicentesca come:
Il largo d'inverno delle Quattro Stagioni di Vivaldi
La sarabanda dal concerto n.7 dei 12 concerti grossi di Corelli
I concerti “After Vivaldi” di J.S. Bach
Qualunque “largo, larghetto o adagio” di 60/70 battute al minuto.
Ma questa tecnica funzionerà davvero con te? Potrai davvero migliorare e
potenziare la tua capacità di apprendimento attraverso i modi in cui certa
musica stimolerà il tuo cervello? Sono del parere che per scoprire l'efficacia
di certe tecniche non resta che provare. Male che vada avrai ascoltato
dell'ottima musica ed espanso significativamente la tua cultura musicale.
Strategia V – Fare ordine

Sentiamo troppo spesso dire che “il disordine è il fondamento di una mente
creativa”, ed in quanto tale lo immaginiamo sempre associato all'idea di una
mente ricca e fervida. Ma non sempre tale associazione ha basi nella vita
reale.
Spesso infatti l'avere a che fare con ambienti, informazioni, elementi caotici
“avvelena” letteralmente la mente. Aumenta la confusione, lo stress e
logora la capacità di immagazzinare informazioni in maniera corretta,
sistematica e dotata dei giusti “riferimenti”.
L’ordine invece favorisce enormemente il pensiero razionale e la capacità di
giudizio; permette valutazioni lucide e serene, ed in quanto tale migliora
anche inevitabilmente le nostre capacità di apprendimento e
memorizzazione.
Ragion per cui, attieniti alle seguenti strategie:
Organizzati e pianifica
Se devi studiare quei due libri, organizzati in maniera tale da sapere
quando dovrai aver completato il tuo programma di studio, quante
pagine dovrai fare al giorno, in quali giorni della settimana lavorare,
e magari anche in quale precisa ora del giorno dovrai studiarle.
Definisci delle priorità. Ossia stabilisci, laddove non vi è un ordine
obbligato, su quali compiti focalizzarti per primi. Un suggerimento che
do sempre in questi casi, in particolare, è di focalizzarsi
contemporaneamente innanzitutto sui compiti più importanti e su
quelli più brevi.
Contempla gli imprevisti. Così come il vento può sradicare anche
alberi molto robusti ma non piante più flessibili, un piano troppo rigido
può "rompersi" se non è abbastanza flessibile da contemplare qualche
inevitabile imprevisto. Il miglior modo per essere sempre pronti agli
imprevisti? Tenersi da parte un "capitale di tempo" di emergenza.
Ossia, inserire nei propri piani l'atto di non riservare una porzione di
giornata, settimana o mese a nulla in particolare. Così, anche qualora
non capiti alcun imprevisto effettivo, semplicemente potrai usarla per
rilassarti e dedicarti a te stesso.
Non porti delle scadenze troppo larghe. Diceva lo studioso Cyril
Parkinson che, solitamente, più tempo mettiamo a disposizione per un
compito e più ne sprecheremo. Questo non vuol dire certo che
dobbiamo puntare a memorizzare libri da 500 pagine in dieci minuti,
ma semplicemente che, così come non spenderemmo cento euro per un
caffè, non dovremmo mai spendere "cento euro di tempo" per
memorizzare od apprendere argomenti che ne richiederebbero
tranquillamente dieci, o cinque.
Scriviti i tuoi piani ed utilizza liste di attività, schemi e tabelle per
tenerli sotto la tua costante attenzione. Non è obbligatorio
sovraccaricare la memoria di informazioni non essenziali. Quindi
avvaliti anche del supporto del mezzo scritto, quando necessario.

Ordina le tue informazioni


Prova a creare un criterio d'ordine, che sia esso alfabetico, numerico o
di importanza e poi ordinale in materia metodica.
Raggruppale in maniera da tenere vicine tra loro quelle più simili.
Spilla tra loro tutti i foglietti volanti.
Prendi appunti in maniera ordinata e gradevole alla vista. Il cervello,
infatti, tenderà ad immagazzinare meglio le informazioni sistemate in
maniera armonica rispetto a quelle disposte caoticamente. Ulteriori
informazioni su come prendere appunti in maniera efficace poi le
troverai più avanti, alle strategie 26 e 27!

Ordina il tuo ambiente


Elimina dal tuo ambiente tutto ciò che non è necessario.
Riponi ogni cosa al suo posto
Crea aria, luce e spazio.
Oltre ogni altra cosa, non temere di perdere troppo tempo per una fase
di riordino: un ambiente ben ordinato è l'imprescindibile base di una
buona produttività personale e di un procedimento di memorizzazione
efficiente e valido. Per ogni secondo di tempo impiegato in
quest'attività ne risparmierai almeno quindici in futuro.
Strategia VI - Curare la propria salute

Una cosa che spesso dimentichiamo è che il cervello ed il corpo tendono a


restituirci ciò che diamo loro.
In questo senso dovremmo smetterla di guardarli come strumenti da cui
spremere il massimo risultato possibile, e cominciare invece a vederli come
elementi da nutrire il più possibile affinché diano spontaneamente i loro
frutti.
Quindi? Una buona memoria e buone capacità cerebrali discendono
innanzitutto da un imprescindibile rispetto nei confronti del proprio corpo,
della propria salute e dei propri ritmi biologici. In particolare:
Dai al tuo corpo l'ossigeno di cui ha bisogno. Quando studi, per
esempio, prova a tenere socchiusa la finestra o ad arieggiare la stanza;
ti accorgerai immediatamente che la tua attenzione aumenterà, ti
sentirai più sveglio e riuscirai a studiare con maggiore facilità.
Fai attività fisica. L'attività fisica ossigena corpo e cervello. Senza
dovere necessariamente dedicarsi a sport particolarmente faticosi,
basterebbe anche una sola ora al giorno di passeggiata per rendere più
efficace il proprio metabolismo ed ossigenare al meglio il proprio
cervello. Tra l'altro la dottoressa Marilyn Albert, ricercatrice nel campo
del funzionamento del cervello, ha scoperto che gli adulti hanno
maggiore probabilità di conservare una buona memoria nella maturità
se sono fisicamente attivi e sono dotati di una buona salute
cardiovascolare.
Mangia bene. Esistono decine e decine di teorie su cosa voglia dire
“mangiare bene”, ed allo stesso modo le abitudini e la struttura di
ognuno di noi ci rendono più e meglio predisposti ad assumere certe
diete invece di altre. Senza dovere necessariamente rivolgersi ad un
nutrizionista, l'importante è non distaccarsi mai da certe elementari
regole di buonsenso: varietà, non appesantirsi troppo, fare sempre
colazione, fare un buon carico quotidiano di antiossidanti, non
tralasciare né eccedere con gli zuccheri, e soprattutto non dimenticare
di integrare nella propria dieta tutti quegli alimenti che contengono
fosforo e vitamine del complesso B. Per esempio? Cereali, pesce, frutta
secca.
Caffè? Sì, ma nelle giuste dosi. Sì, il caffè, le bibite in lattina, i the
neri e verdi, e tutto quanto contenga caffeina, sicuramente accresce le
nostre capacità cognitive, favorisce l'attenzione e migliora la rapidità
delle nostre reazioni neurologiche. Tuttavia, se assunte a dosi elevate,
queste bevande finiscono semplicemente per essere controproducenti,
poiché il loro effetto iper-stimolante non fa che compromettere le
nostre capacità di memorizzazione ed apprendimento. Attenzione
quindi, e capisci il tuo limite di caffeina giornaliero. Certo, il limite di
caffeina giornaliero di ognuno di noi può essere difficile da calcolare o
capire, perché varia enormemente in base a fattori come sesso ed età;
però ti può bastare semplicemente fare attenzione ai segnali del tuo
corpo, e notare il numero di caffè, the o bibite oltre cui cominci a
sentirti sconnesso, deconcentrato e nervoso.
Rilassati. Così come una cattiva memoria può produrre stress, allo
stesso modo pare che, viceversa, l’80% dei disturbi
dell’apprendimento derivi proprio da uno stress eccessivo. Lo stress,
infatti, induce le nostre ghiandole surrenali a produrre eccessive
quantità di cortisolo, una sostanza neurotossica che può arrivare a
logorare le sinapsi (i collegamenti tra masse di neuroni presenti nel
nostro cervello). Se dunque vuoi migliorare la tua capacità di
apprendere e memorizzare devi sempre lasciarti un po’ di tempo per
lavorare sulle preoccupazioni in eccesso, per distrarti con attività
ricreative e per eliminare (o almeno imparare a gestire) il più possibile
le fonti di ansia e stress.
Dormi. Anche qui, si vedono spesso consigli sul dormire 8, 9 o 10 ore
al giorno. La verità è che ognuno di noi può avere esigenze variabili, a
seconda della propria fisiologia innata e del proprio stato di stanchezza
o stress. Presta attenzione quindi costantemente alle tue esigenze di
sonno e migliorerai enormemente la tua capacità di apprendere e
memorizzare informazioni. Il sonno, infatti, è molto importante per
“rigenerare” il sistema nervoso e rielaborare e consolidare tutte le
informazioni apprese durante il giorno. Inoltre ci consente di tenere
sempre al massimo le nostre capacità di attenzione e concentrazione.
Reputi questi consigli banali? Io (se oggi non ne hai già bevuti otto) ti offro
un caffè; tu in cambio dimmi quante volte in un giorno presti realmente
attenzione a queste cose più che al tuo denaro, ai tuoi risultati, al tuo studio
ed al tuo lavoro.
Strategia VII - Preservare la varietà

La varietà stimola, fin dall'alba dei tempi, il pensiero e la creatività umana.


Nella ripetitività e nella monotonia invece invecchiamo, ci logoriamo,
perdiamo stimoli ed interesse, e le nostre stesse capacità cerebrali
appassiscono. Quindi...
Varia saggiamente le tue attività quotidiane. Quando variamo le
nostre attività, aumenta la nostra motivazione. E quando aumenta la
nostra motivazione aumenta, come già detto, anche la nostra
disposizione ad apprendere. Questo non vuol dire che ci dobbiamo
trasformare in frenetici uomini-multitasking che si mettono a cucinare
il proprio pranzo rispondendo alle mail, conversando con i propri
amici e pensando contemporaneamente alle nuove strategie aziendali
da proporre al lavoro. Ma semplicemente che dobbiamo fare una cosa
alla volta, senza però che questa monopolizzi completamente tutto il
nostro spirito, tutto il nostro interesse, tutta la nostra giornata.
Alterna i periodi di apprendimento a quelli di passività. Il cervello
umano ha, nella media, una capacità di mantenere un'attenzione
costante per circa 40/50 minuti. Oltre questo intervallo si tende a
perdere la capacità di concentrarsi e di apprendere ulteriori
informazioni. Ed è per questo che ogni 40/50 minuti dedicati allo
studio, all'apprendimento od alla memorizzazione, bisognerebbe
sempre fare una pausa e dedicarsi ad altro, o rilassarsi completamente,
per circa 5/10 minuti.
Stimola la tua curiosità. Quello che devi apprendere... è molto di più
di quello che devi apprendere. Ha sicuramente prospettive,
implicazioni, applicazioni, singolarità che lo rendono curioso ed unico
nel suo genere, per quanto noioso o monotono possa inizialmente
sembrare. “Esplorare” queste singolarità ti renderà sicuramente più
motivato e predisposto ad immagazzinare informazioni di qualunque
genere.
Riempi ciò che vuoi imparare, memorizzare, apprendere, di
elementi bizzarri e divertenti. Nel repertorio da conversazione di
ognuno di noi ci sono un sacco di aneddoti bizzarri e curiosi, e sono
senza dubbio tutto ciò che più e meglio rimane impresso nella
memoria di tutti. Il che è solo una delle tante prove del fatto che
tendiamo a memorizzare meglio ciò che in qualche modo si distingue e
fa la differenza rispetto a tutto il resto.
Quindi? Rendi l'esposizione dei concetti che vuoi apprendere comica e
bizzarra, riempila di colore e di assurdità, gioca con quello che hai
davanti, fai battute ed associazioni strane, e sta certo che ti risulterà
tutto molto più facile e divertente da leggere, apprendere e ricordare.
Certo, alcune informazioni sono talmente complesse e tediose che
questo lavoro in certi casi potrebbe sembrare impossibile. Ma in realtà
è necessario fare solo un piccolo sforzo di fantasia ed immaginazione.
Trasforma quelle formule matematiche in pupazzi che conversano tra
loro. Rendi i personaggi di quel capitolo di storia buffi e stralunati.
Ripeti le tue nozioni in modo colorito e stravagante!
Focalizzati sulle differenze e rinforzale. Molto spesso facciamo
un'enorme fatica a tenere bene a mente certi concetti perché alcuni di
essi ci sembrano troppo simili tra loro e quindi facciamo fatica a
distinguerli nella nostra memoria. Nomi molto simili tra loro, numeri
telefonici praticamente identici, volti con caratteristiche rassomiglianti,
sono tutte cose che non fanno che aumentare la "densità" della nostra
nebbia mentale e peggiorare la nostra confusione interiore. Per questo,
quando ti trovi in situazioni in cui ti stai rendendo conto di fare fatica a
"catalogare" bene informazioni troppo simili, innanzitutto isola e
classifica le differenze; ti aiuterà ad inquadrarle con maggiore
nitidezza e precisione. Magari quei due sconosciuti hanno un volto
molto simile, ma si distinguono per il fatto che abbiano due menti dalla
forma completamente differente. Dopodiché, rinforza mentalmente le
differenze che hai dedotto in questo modo. Esasperane ed esagerane le
caratteristiche. Aggiungivi colori, assurdità ed associazioni bizzarre
come nel punto precedente, e noterai tu stesso che "come per magia" ti
risulterà molto più facile ricordare ogni cosa.
Strategia VIII - Apprendere con pazienza

Diceva lo psicologo tedesco Erich Fromm che "Chiunque abbia mai


provato a imparare un'arte, sa che la pazienza è necessaria, se si vuole
arrivare. Se si vogliono raggiungere rapidi risultati non s’imparerà mai
un'arte."
Molto spesso infatti, specialmente quando la mole di lavoro ci sembra
difficile da sostenere e l'impazienza si fa sentire, pretendiamo di imparare
tutto e subito. Stressiamo il cervello fino a quanto sia umanamente possibile
e, come risultato, invece di incamerare informazioni, facciamo il pieno solo
di ulteriore stress.
Va però ricordato che alla base di un buon apprendimento c'è sempre la
dovuta pazienza. La disponibilità ad occuparsi della fase dell'apprendimento
anche nei lunghi periodi. Con sollecitudine piuttosto che con foga. Con
costanza più che con intensità.
Certo, non sempre le effettive scadenze che ci vengono imposte ci
consentono di dedicarci alle nostre fasi di apprendimento e memorizzazione
con la giusta pazienza, tuttavia:
Ricordati sempre che le informazioni apprese con pazienza e
costanza rimangono fissate nel nostro cervello più a lungo. Hai mai
preparato un esame di fretta e furia? Magari lo hai anche passato, ma
due giorni dopo ti sei dimenticato di tutto quello che avevi studiato. I
maestri in un campo, in un settore, in una disciplina invece sono tali e
non dimenticano mai i concetti alla base della propria arte perché vi ci
hanno dedicato una vita intera.
Non aspettare l’ultimo momento per studiare per un concorso od
un test importante. Molto meglio studiare, ad esempio, un’ora al
giorno per 7 giorni (con le dovute pratiche di ripetizione di quanto
fatto in precedenza, è ovvio, ma questo è un argomento che
affronteremo più avanti), piuttosto che studiare per 7 ore nella stessa
giornata. Si da tempo al cervello di processare passivamente i dati, ed
al sonno di rigenerare il proprio sistema nervoso.
Non farti prendere dall'ansia e capisci quando è il caso di smettere.
Anche se hai fatto qualche pausa breve e proprio non riesci a
riprendere una concentrazione ottimale, semplicemente vuol dire che il
tuo cervello è saturo e che “per oggi” devi smettere. Quindi non farti
prendere dal panico, stacca e riposati. Riprenderai domani, oppure,
qualora ciò non sia possibile, andrai a quell'esame provando a dire al
meglio ciò che sei riuscito ad imparare.
Strategia IX - Comprendere

Più capirai e conoscerai bene ed a fondo ciò che stai cercando di


apprendere, e maggiore e migliore sarà la tua capacità di memorizzarlo.
E ciò accadrà perché il cervello tende a memorizzare con molta più facilità
ciò che, seppur nuovo, in qualche modo è collegabile direttamente a
elementi, schemi, pensieri già ben noti e memorizzati. Magari perché ne
rappresentano delle varianti, delle composizioni, delle parti, delle
semplificazioni o delle estensioni.
Quando fai fatica ad apprendere qualcosa, quindi prova a fare così:
Ricollegalo a qualcosa che già sai. Si tratta di una sua variante? Di
che tipo? In che modo si discosta da quello che già sai? Quali
caratteristiche invece accomunano i due elementi?
Cerca di capire precisamente se il problema è nel fatto che tu non
lo capisca bene, e successivamente prova a capire di preciso quale
informazione in esso ti risulta difficile da comprendere. "Isola"
l'elemento, o gli elementi che ti danno problemi e poi approfondisci i
tuoi sforzi sulla memorizzazione e sulla comprensione di quel preciso
"quid".
Qualora poi ti risulti ancora tutto eccessivamente ostico, chiediti
nuovamente cosa di preciso ti risulta difficile da comprendere nel quid
che hai selezionato, isola nuovamente le sue parti più ostiche e
concentrati sul comprendere quelle. Ripeti infine il procedimento
finché non avrai tutto ben chiaro.
Per esempio potresti non riuscire a capire bene un teorema di
matematica semplicemente perché ti mancano le nozioni fondamentali
sui concetti matematici che ne sono alla base. Isolando e
concentrandoti su quei concetti matematici, e sui loro punti più ostici,
riuscirai tranquillamente a far tuo il teorema iniziale nella sua
interezza.
Quello di concentrarsi di volta in volta sui "quid ignoti" è un procedimento
che, specialmente se di fronte ad informazioni complesse, potrà richiedere
non poco tempo per essere completato; ma quel che è certo è che, se
intelligentemente svolto, ti consentirà di apprendere con facilità qualunque
informazione, qualunque testo, qualunque disciplina. Dimentica i problemi
che avevi a scuola con questa o quell'altra materia: erano quasi certamente
solo problemi di metodo! Non esistono infatti cose che tu non possa
comprendere, se ti focalizzi sugli elementi giusti e ti concentri sul costruire
le basi informative e cognitive perché un argomento possa essere compreso
al meglio.
Strategia X – Estrarre parole-chiave

Che si stia cercando di memorizzare una lista della spesa, un elenco di cose
da fare od una storiella, un'ottima tecnica per facilitarne l'apprendimento è
quella che consiste nel sintetizzarlo in un insieme di parole-chiave che ne
riuniscano e ne sintetizzino i concetti fondamentali.
Molto spesso, per esempio, non c'è bisogno di ricordare un'intera lista della
spesa quando possiamo ricordare solo l'elenco dei reparti del supermercato
da visitare. Non c'è bisogno di ricordare l'intero insieme dei compiti
lavorativi da svolgere durante la giornata quando possiamo ricordare
l'elenco dei due o tre clienti per i quali questi compiti andranno svolti.
Questa tecnica, in particolare, assume una particolare efficacia quando:
Scegliamo parole-chiave attraverso il principio di Pareto: Il
principio di Pareto dice che, generalmente, un gran numero di effetti
dipende da un molto minore numero di cause. Scegliere le parole-
chiave attraverso questo principio quindi vuol dire scegliere quelle
poche parole che siano in grado automaticamente di richiamarne
molte. E dovrai comprendere tu stesso, di volta in volta, quali parole
saranno in grado di svolgere al meglio questo compito.
Scegliamo parole-chiave associate ai concetti che facciamo più
fatica a ricordare. Già, perché concentrandoci solo sui concetti che
facciamo fatica a ricordare, concentreremo le nostre energie solo
laddove è realmente necessario. Il resto, essenzialmente, “verrà da sé”.
Scegliamo parole-chiave semplici da ricordare. Questo punto non
contraddice quello precedente. Anzi, lo bilancia e lo potenzia. Si da un
“involucro” semplice da ricordare al concetto che per noi risultava più
difficile. Il che conferirà alle nostre capacità di apprendimento una
sostanziosa marcia in più.
Ma come scegliere parole-chiave semplici da ricordare? Beh, prova a
selezionarle ed estrarle in maniera che si distinguano nitidamente l'una
dall'altra e che ognuna di esse sia semplice e nel contempo
profondamente significativa.
Strategia XI - Visualizzare

Le immagini esercitano su noi esseri umani un'attrattiva molto potente e


primordiale. Il nostro stesso linguaggio scritto era inizialmente grafico per
permettere una più immediata associazione tra simbolo e significato, per poi
solo successivamente evolversi verso forme più stilizzate e complesse.
Quando pertanto vuoi ricordare meglio qualcosa, prova una delle seguenti
tecniche:
Visualizza mentalmente l'immagine di ciò che vuoi memorizzare, e
punta successivamente a ricordare la “foto” mentale che ti sei creato.
Fai anche il possibile perché tale immagine assuma un significato
particolare all'interno della tua mente. Perché "spicchi", perché si
distingua rispetto a tutto ciò che è già presente nei tuoi archivi di
memoria. Per esempio, prova a renderla:
Bizzarra (aggiungi paradossi, stranezze, elementi illogici, esagerati,
sproporzionati, disgustosi).
Multisensoriale (prova a contornare gli elementi di puzze, odori,
sapori, sensazioni tattili, dolore fisico).
Emotivamente significativa (rendila triste, spaventosa, gioiosa, volgare,
esilarante, imponente, epica, sensuale).
Fanne un disegno e punta a memorizzare il disegno stesso. Non è
importante essere dei disegnatori esperti. Va bene anche uno schizzo,
una bozza, o qualunque cosa che sia abbastanza strana e particolare da
poter essere ricordata facilmente.
Concentrati sul memorizzare una “fotografia” delle parole legate ai
concetti che vuoi memorizzare.
Tramite l'uso delle immagini il potere di memorizzazione e richiamo dei
pensieri si moltiplica. Inoltre, queste tecniche tendono a funzionare ancora
meglio se siamo naturalmente predisposti ad una memoria di tipo
“fotografico”. Ossia, se il nostro cervello immagazzina con maggiore
facilità le forme geometriche, le strutture, le distanze e le variazioni
cromatiche. Tendi per esempio a ricordare molto bene i volti o i paesaggi?
Allora sei probabilmente un individuo di questo tipo, e queste tecniche
saranno per te le più efficaci in assoluto. Altrimenti, potrai comunque
allenare questo tipo di memoria attraverso la tecnica dello “scatto mentale”
che vedrai più avanti.
Strategia XII - Ascoltare

Tramite la memoria uditiva immagazziniamo informazioni costantemente,


senza sosta. Che sia ascoltando una canzone, ascoltando una lezione
universitaria od un discorso importante su Youtube, la nostra memoria
uditiva contribuisce ininterrottamente a formare ed organizzare le
informazioni all'interno del nostro cervello. Per questo:
Ripeti vocalmente ciò che vuoi memorizzare e cerca di imprimerlo
in mente proprio dal punto di vista “uditivo”. Meglio ancora se
associandovi variazioni di ritmo e di tonalità, o addirittura delle rime.
Quella del far rimanere impresse delle parole attraverso una ripetizione
"studiata" d'altronde è una tecnica molto usata anche dai pubblicitari e
dagli esperti di comunicazione e, come sappiamo, è in grado di fare
rimanere anche a lungo nomi o numeri telefonici nella nostra mente.
Prova a creare una canzoncina che comprenda i concetti che vuoi
memorizzare. Non sempre è fattibile o conveniente arrivare a creare
una canzoncina per ricordare qualcosa. Però può essere comunque una
tecnica molto efficace. Per esempio... sapresti dirmi quanti giorni ha il
mese di novembre? Per cercare di ricordartelo stai provando a ripetere
mentalmente la canzoncina dei mesi, vero?
Strategia XIII - Trasformarsi

Questa non è una tecnica adatta a tutti, ma probabilmente riuscirà bene solo
alle persone con una particolare sensibilità e modalità di percepire le cose.
In particolare, è consigliata per tutte quelle persone che hanno un'innata
predisposizione a sentire e memorizzare movimenti, impulsi interiori e
sensazioni tattili.
In cosa consiste? Semplicemente immagina di divenire l'insieme di elementi
che ti interessa apprendere o ricordare. Sentiti come si sentirebbero loro.
Comportati come si comporterebbero loro. Diventa il modo in cui questi
elementi si rapportano tra loro.
Per esempio, se hai davanti un circuito elettronico, prova a diventarne i cavi
ed i componenti. Sentine scorrere l'energia dentro di te, e trattala come
farebbe ognuno di quei componenti.
Se vuoi ricordare la storia di Cristoforo Colombo che viaggia verso le
Americhe, immagina di essere Colombo in persona. Prova quello che ha
provato lui durante la lunga traversata, all'avvistamento del nuovo
continente, od al ritorno in patria.
Ti sembra un concetto estremamente poco intuitivo? Probabilmente allora
questa non è la tecnica adatta a te. Oppure lo è, ma non è adatta al tipo di
informazioni che stai cercando di apprendere o memorizzare. In ogni caso,
non darti subito per vinto e prova più volte a vedere se ti risulta utile per i
tuoi scopi.
Strategia XIV – Frammentare

Diceva un antico stratagemma militare cinese di non affrontare mai il potere


del nemico quando è solido e compatto, ma di dividerlo prima, per poi
combatterne e vincerne separatamente le parti.
Nel contempo, diverse ricerche hanno dimostrato che la mente umana fa
meno fatica a ricordare molti insiemi piccoli che non un grosso insieme
costituito da molti elementi.
Quando dunque devi memorizzare qualcosa, e magari hai una certa
difficoltà a farlo in maniera rapida ed ottimale, prova prima a dividerlo e
poi concentrati sul memorizzarne di volta in volta le parti.
Non importa che si tratti di una pila di appunti, del capitolo di un libro o di
un semplice numero telefonico. Frammentalo in gruppi piccoli e, se è il
caso, dai ad ogni gruppo un'etichetta che ti aiuti ancora meglio a
conservarlo in mente.
Per esempio, anziché memorizzare il numero 013810382813, dividilo in
0318-103-382-813 e prova a memorizzare i gruppi di 3-4 cifre
separatamente. Molto più facile, vero?
Oppure, allo stesso modo, se proprio non ti entra in testa la parola
“Desossiribonucleico”, è molto meglio dividerla prima nelle parole “Des”,
"ossi", "ribo" e “nucleico”, e poi concentrarsi sul ricordare al meglio queste
ultime.
Oppure ancora, se per domani devi studiare un lunghissimo saggio che
narra gli eventi della Seconda Guerra Mondiale, potresti dividerlo in sei
parti, ognuna delle quali corrispondente ad un anno della guerra stessa; poi,
potresti associare ad ogni specifico anno una breve frase che ne spieghi le
caratteristiche salienti. Dopo avere agito in questo modo, memorizzarne il
contenuto ti risulterà facile come bere un bicchier d'acqua.
Strategia XV - Fondere

Questa tecnica è particolarmente potente ed efficace, e va usata quando


vogliamo ricordare un insieme piccolo o grande di elementi, che sia esso
una lista della spesa, l'insieme dei clienti da contattare durante la giornata,
od un insieme di parole chiave appositamente distillato da un discorso più
lungo.
Essa consiste proprio nel fondere gli elementi da memorizzare in un
elemento unico e più semplice da ricordare, come:
Una fotografia: Se ad esempio devi ricordarti di comprare una matita,
delle mele, ed il cibo per il gatto, puoi cercare di ricordare un
portamatita a forma di mela, ed inserire nella stessa scena un gatto che
mangia il portamatita credendo che sia una vera mela.
Un aneddoto, una storiella od una piccola animazione: Se devi
ricordare “cuore, fegato, cervello, polmoni”, puoi creare una piccola
storiella che coinvolga questi quattro elementi. Per esempio “Mentre
cuore e fegato dibattevano sul fatto che Bob dovesse smettere di bere,
cervello e polmoni facevano il possibile perché smettesse di fumare”.
Immaginati quindi vividamente gli organi che discutono
affannosamente tra di loro dei problemi di salute di Bob e "stampati"
questa storiella in mente.
Una singola parola: Usa gli acronimi! Ossia, crea una parola che
contenga le prime lettere (o le prime sillabe) di ogni parola
dell'insieme da ricordare. Un esempio famoso dell'uso di questa
tecnica è il Viva VERDI, utilizzato durante le insurrezioni anti-
austriache di fine '800 nel nord Italia per dire “Viva Vittorio Emanuele
Re D'Italia”.
Frequente è anche l'uso del metodo opposto che, anche se non è un
esempio di “fusione”, vale comunque la pena di menzionare: si tratta
dell'acrostico, che consiste nel creare una frase od un componimento a
partire da un insieme relativamente ristretto di lettere. Per esempio, per
ricordarci di una parola straniera che proprio non ci entra in testa,
potremmo provare a memorizzare uno slogan composto da parole che
abbiano le lettere (o le sillabe) di questa parola come iniziali. Ed il
tutto sarà ancora più efficace se lo slogan è in qualche modo correlato
o correlabile alla parola originaria.
A volte gli acronimi e gli acrostici vengono utilizzati addirittura
insieme. Un esempio ne è la frase "Come Quando Fuori Piove",
utilizzata per ricordare "Cuori, Quadri, Fiori, Picche", ossia l'ordine di
importanza dei semi in diversi giochi di carte francesi.
Infatti in questo caso non si è fatto altro che estrarre le prime lettere dei
quattro semi nell'ordine richiesto (Acronimo), per poi creare con
queste lettere una piccola frase che fosse facile da memorizzare
(Acrostico).
Insomma, non dimenticarti che queste tecniche il più delle volte ti
forniscono prima di tutto un'occasione per giocare con quello che
vorrai memorizzare! Divertiti quindi, crea, sperimenta e prova a
realizzare acronimi ed acrostici con le parole-chiave estratte dal tuo
discorso, con gli argomenti principali del tuo libro o con la tua lista
della spesa!
Una concatenazione: Questa può dirsi a tutti gli effetti una "variante
più efficiente" della fusione. Essa si basa infatti su un principio-chiave:
anziché "fondere" tutti gli elementi del tuo insieme in un elemento
singolo, creati una storia, un'animazione, un racconto, una sequenza
progressiva di fotografie in maniera tale che ogni elemento
dell'insieme ne richiami solo il successivo.
Per esempio, se hai una lista con su scritto "pane, acqua, forchette,
latte", immaginati prima del pane zuppo perché immerso in una
bacinella d'acqua, poi di guardare più a fondo nella bacinella e di
scorgervi immerse delle forchette arrugginite, ed infine di prenderne
una ed infilarla in un cartone del latte.
Come si può intuire, questo fonderà gli elementi da memorizzare in
una vera e propria "catena concettuale" che presenta vantaggi e
svantaggi strutturali rispetto ad una fusione "classica".
Il vantaggio principale è che, in questo modo, è possibile ricordare
facilmente insiemi molto più grandi rispetto a quanto non si potrebbe
fare con una fusione "semplice": se avessimo una lista da 50 elementi,
infatti, potrebbe risultare assai difficile costruire e memorizzare un
acronimo od una fotografia che li comprenda tutti.
Svantaggio principale è che, invece, gli elementi molto "lontani" tra di
loro nella lista sono difficilmente correlabili, è quasi impossibile
"saltare" da una posizione all'altra e quindi risulta praticamente
obbligatorio procedere richiamando mentalmente tali elementi
nell'ordine imposto dalla concatenazione stessa.
Ultima osservazione importante che va fatta è che, anche qui, utilizzare
bizzarrie, paradossi, umorismo ed elementi con una certa valenza emotiva è
assolutamente fondamentale per fissare al meglio nella memoria la nostra
“fusione” e, conseguentemente, tutti gli elementi che compongono
quest'ultimo.
Per esempio, metti di dovere telefonare entro le 7 ai signori Rossi e Bianchi.
Credi che sia meglio fonderli in una fotografia in cui Rossi e Bianchi
parlano a telefono tra di loro sotto un orologio che segna le ore 7, oppure in
una in cui sono impegnati con foga in un violenta lotta di sumo che dura da
7 ore?
Stimola al meglio la tua memoria e non avere paura di usare la fantasia!
Strategia XVI – Associare

Quando proprio ci risulta difficile ricordare un elemento od un insieme di


elementi, possiamo aiutarci enormemente associandoli ad elementi più
semplici da tenere a mente. Per esempio ad elementi:
Che facciano parte del nostro quotidiano
Che siano particolarmente famosi o noti
Che spicchino in qualche modo per le proprie caratteristiche
Che siano maggiormente d'impatto in quanto bizzarri o fantasiosi
Che stimolino i cinque sensi
Che siano strutturalmente meno complessi
Che abbiano per noi un particolare significato emotivo
(oppure, perché no, più di queste cose insieme)
Ecco alcuni esempi di associazioni che è possibile fare:
Associazione algoritmica o tabellare: possiamo memorizzare una
formula matematica od una piccola tabella che ci consenta di fare le
nostre associazioni. Per esempio “associa ogni numero ad un oggetto
che meglio lo ricordi per forma.”
Causa-effetto: ad esempio, per ricordare “boato” ci ricordiamo una
pistola.
Concetto astratto-concetto concreto: ad esempio, per ricordare il
concetto di somma, semplicemente ricordiamo un "2+2".
Frase per persona che la pronuncia: ad esempio ricordare
l'immagine di un dado per rievocare la frase “Il dado è tratto” ed
associarla a Giulio Cesare.
Parte per il tutto: ad esempio, per ricordare “Cucina" ci ricordiamo
un fornello.
Riferimento famoso: ad esempio, per ricordarci il numero “29”
pensiamo alla recessione del '29 e ci immaginiamo un grafico
finanziario che crolla.
Riferimento personale: se ad esempio vogliamo ricordarci una frase,
e questa frase la diceva spesso nostra nonna tanti anni fa, quando
eravamo piccoli, poco ci vorrà per ricordarci il viso di nostra nonna.
Rima: ad esempio, per ricordare “palingenetico”, ci ricordiamo invece
“generico” o “periferico”.
Semplificazione: per esempio mentre giochiamo a carte, invece di
ricordarci “Asso di cuori”, possiamo ricordarci “C1”.
Somiglianza visiva: ad esempio, per ricordare “Italia”, ricordiamo
invece uno stivale. Oppure, per ricordare il numero “1”, ricordiamo
l'immagine di una matita.
Somiglianza fonetica: ad esempio, per ricordare il verbo inglese “to
borrow”, ci ricordiamo invece l'immagine di un panetto di burro.
Stessa radice: come ad esempio quando memorizziamo “carne” per
ricordarci “carneficina”.
Questa tecnica funziona molto bene perché attraverso l'associazione, o più
catene di associazioni (nulla ci impedisce, ad esempio, di pensare allo
stivale per meglio ricordare l'Italia, e successivamente di memorizzare al
tacco per meglio ricordare lo stivale stesso), creiamo con una certa
semplicità dei riferimenti attraverso cui prelevare l'immagine dalla nostra
memoria.
Una volta fatta l'associazione quindi la tecnica è finita? No, in realtà va fatta
una precisa distinzione tra i casi in cui basta memorizzare il solo elemento-
risultato dell'associazione e quelli in cui bisogna memorizzare un legame
tra l'elemento-risultato e l'elemento originario.
Mi spiego meglio.
Se sto giocando a carte e mi serve memorizzare la carta "3 di fiori",
un'associazione semplice è quella che consiste nel memorizzare solo "3F"
attraverso una trasformazione di natura semplificativa. Non è necessario
fare altro.
Se invece devo ricordarm che il nome di una ragazza conosciuta durante
una festa è "Gemma", potrebbe non bastarmi memorizzare l'immagine di
una gemma. Magari durante la stessa serata ho conosciuto anche altre
ragazze, e la sola immagine della gemma rimarrebbe isolata
dall'informazione originaria. Più appropriato sarebbe invece, per esempio,
ricordarmi che questa ragazza ha due occhi chiari e brillanti, proprio come
due gemme, e quindi immaginarmela con due gemme al posto degli occhi
(quella che applico quindi è a tutti gli effetti la strategia del "Fondere"
illustrata nel capitolo precedente).
Questo porta alla considerazione che basta memorizzare il solo risultato
quando l'associazione tra quest'ultimo e l'elemento originario è ovvia od
univoca; d'altronde cosa altro può essere "3F" in un mazzo di carte francesi
se non un 3 di fiori? Invece è necessario memorizzare una "fusione" tra i
due elementi quando l'associazione tra i due può non essere ovvia o
immediata, ed è necessario fare delle distinzioni. E quest'ultimo caso
rappresenterà probabilmente la maggioranza dei casi reali.
Altro esempio di situazione in cui associamo il concetto da memorizzare ad
uno più semplice da ricordare e poi ne memorizziamo un legame? E' quello
che accade quando puntiamo a ricordarci una qualunque parola straniera
associandola, magari per somiglianza fonetica, ad una parola italiana. Per
esempio in tedesco "Fumo" si dice "Der Rauch". Bene, potremo
memorizzarlo molto facilmente puntando a ricordare la voce rauca che
viene a chi fuma cinquanta sigarette al giorno. Ed in poche righe ti ho anche
spiegato un trucchetto con cui potrai imparare facilmente migliaia di
vocaboli di qualunque lingua straniera.
Strategia XVII - Conversione fonetica

Quella della "conversione fonetica" è una famosissima tecnica mnemonica


che si basa su una particolare associazione tabellare univoca, ed è stata
inventata dal matematico tedesco Stanislzaus Mink von Wennsshein e
successivamente divulgata dal filosofo Gottfried Wilhelm Von Leibniz.
Essa permette innanzitutto di memorizzare dei numeri composti anche da
molte cifre, e consiste in due fasi:
Associare ad ogni cifra del numero un fonema (=suono esprimibile
con la bocca ed associato a consonanti o gruppi delle stesse).
Naturalmente quindi è requisito base per utilizzare la tecnica quello di
imparare a memoria la tabella in cui vengono effettuate tali
associazioni.
Unire i fonemi risultanti con delle vocali “a piacere” e creare così una
parola od una frase che dovrà essere memorizzata in maniera precisa e
dettagliata.
Quando poi vorremo risalire al numero, dovremo riportare alla mente tale
frase, privarla delle vocali, e rifarci nuovamente alla tabella cifra/fonema
per riconvertire ogni consonante (o gruppo di consonanti) nella cifra
corrispondente.
In particolare, ecco la tabella delle associazioni cifra/fonema proposte dal
matematico:
1, Dentale. Quindi lettere come D o T. Possiamo ricordarci di questa
corrispondenza associando l'1 alla forma di un coltello, ed il coltello
all'immagine di un alimento che viene fatto in pezzi piccolini perché
troppo duro da addentare.
2, Nasale. Quindi fonemi come quello associato alla lettera N o alle
lettere GN. Possiamo ricordarci di questa corrispondenza
capovolgendo il numero 2 e notando come ricordi un naso visto di
profilo.
3, Mugolante. Quindi lettera M. Possiamo ricordarci di questa
corrispondenza ruotando di 90° il numero e notando come assomigli al
musetto di un animale.
4, Vibrante. Quindi lettera R. Possiamo ricordarci di questa
corrispondenza notando come il 4 assomigli ad uno strumento a corda
che, per essere suonato, è necessario far vibrare.
5, Liquido. Quindi fonemi come quello associato alla lettera L o alle
lettere GL. Possiamo ricordarci di questa corrispondenza associando la
forma del numero 5 a quella di una brocca d'acqua.
6, Palatale. Quindi la C di “Ciao” o la G di “Giorno”. Possiamo
ricordarci di questa corrispondenza associando la forma del numero 6 a
quella di una bocca aperta con una lingua che esce di fuori.
7, Gutturale. Quindi la C di “Cacao” o la G di “Ghiro”. Per ricordarci
di questa corrispondenza possiamo associare l'immagine della gola che
si contrae per pronunciare un suono gutturale a quello delle due linee
del numero 7 che si incontrano.
8, Labiodentale. Quindi le lettere V, F. Per ricordarci di questa
corrispondenza possiamo immaginare che le due “palline” che
compongono il numero 8 siano rispettivamente un dente ed il labbro
inferiore di una bocca in cui il primo sta affondando.
9, Labiale. Quindi le lettere B, P. Per ricordarci di questa
corrispondenza possiamo associare la forma del numero 9 a quella di
una "p" messa allo specchio, o di una "b" ruotata di 180°.
0, Sibilante. Quindi le lettere S, Z, o il fonema SC. Per ricordarci di
questa corrispondenza possiamo associare la forma del numero 0 a
quella di un serpente che si morde la coda.
Ammettiamo quindi di dover memorizzare il numero 0922394. Un modo
per convertire foneticamente questo numero potrebbe essere creando la
frase “Si, banana ma pera”. Non importa che si tratti di una frase sensata o
coerente. Anzi, ricorda sempre che le frasi bizzarre si imprimeranno
sicuramente con più facilità nel tuo cervello.
Viceversa, poniamo di avere ricordato che la frase associata al nostro
numero sia “Tappezziere sordo”. Estraendo le consonanti “T-p-p-z-z-r-s-r-
d” ed andandole ad associare correttamente con i rispettivi numeri, potremo
ricordarci subito che il numero che stavamo cercando è 199004041.
Ma facciamo un passo avanti: proviamo ad utilizzare questa tecnica assieme
ad un'ulteriore associazione così da ricordare facilmente numeri legati a
cose, persone od eventi particolari. Come? Mettiamo di dovere ricordare
che la battaglia di Waterloo è stata combattuta nel 1815. Potremmo
ricordarci che tale battaglia è stata FATALE per Napoleone. E f-t-l,
convertito foneticamente, dà proprio "815".
Allo stesso modo, possiamo usare questa tecnica per ricordarci qualunque
numero legato ad un concetto, ad un evento, ad una persona. Che si tratti
dell'anno in cui è accaduto qualcosa di rilevante, dell'età di una persona o
del tasso di cambio di una moneta, ci basterà convertirlo foneticamente in
un termine od una frase che siano associabili al concetto, all'evento, alla
persona che ha un legame con tale numero. Poi, non dovremo fare altro che
stabilire e ricordare proprio un'associazione od una "fusione" tra il
concetto originario ed il risultato di questa conversione fonetica. A volte
tale associazione sarà immediata, come nel caso di Napoleone. Mentre altre
volte dovremo usare la fantasia, e memorizzare una "fusione" bizzarra e
curiosa tra i due elementi di nostro interesse: se per esempio dobbiamo
ricordarci che nostra zia è nata nel '35, possiamo convertire il 35 nella
parola "MuLo" per poi ricordarci l'immagine di nostra zia che cavalca un
mulo in una prateria arida e desolata.
Altro modo in cui possiamo usare questa tecnica? In caso di lunghissime
sequenze di cifre, possiamo applicarla in concomitanza con la
frammentazione e la concatenazione. Ossia, possiamo frammentare la
sequenza lunga in piccole sequenze da 3 o 4 cifre, trasformare ogni piccola
sequenza in una parola, e successivamente concatenare visivamente ogni
parola alla successiva.
Ultima cosa che vale la pena di aggiungere è che la conversione fonetica
non è applicabile solo ai numeri! Ammettiamo per esempio di dovere
ricordare lunghe sequenze di note musicali. Potremmo usare questa tabella:
A “Do” si può associare un suono dentale, e quindi una lettera tra T e
D.
A “Re” si può associare un suono vibrante, e quindi la lettera R.
A “Mi” si può associare un suono mugolante, e quindi la lettera M.
A “Fa” si può associare un suono labiodentale, e quindi una lettera
tra F e V.
A “Sol” si può associare un suono sibilante, e quindi una lettera tra S
e Z.
A “La” si può associare un suono liquido, e quindi un fonema tra
quello associato alla lettera L e alle lettere GL.
A “Si” si può associare un suono labiale, e quindi una lettera tra P e
B.
Alla presenza di un accordo in minore si può associare un suono
nasale, e quindi un fonema tra quello associato alla lettera N o alle
lettere GN.
Alla presenza di un bemolle si può associare un suono palatale, e
quindi una tra la C di “Cera” e la G di “Giostra”
Alla presenza di un diesis si può associare un suono gutturale, e
quindi una tra la C di “Creta” e la G di “Ghepardo”
Probabilmente questa tabella non ti serve, perché non hai mai studiato
musica in vita tua e non hai alcun bisogno di imparare sequenze di note;
quello che però può essere comunque utile dedurre è che puoi applicare i
principi della conversione fonetica a qualunque sequenza ripetuta di 6-10
elementi.
Per esempio potresti dover memorizzare sequenze di forme geometriche, di
formule matematiche o addirittura di cibi da comprare al supermercato. A
quel punto potrai creare di volta in volta delle tabelle di conversione
fonetica intuitive e facili da ricordare, e poi applicarne i suddetti principi.
Strategia XVIII - Algoritmo di conversione
universale

Note musicali, carte prese da un qualunque mazzo francese, ripetizioni di 0


e di 1. Questi sono esempi di sequenze ripetute degli stessi elementi.
Ed è per memorizzare questo tipo di sequenze che possiamo imparare il
cosiddetto algoritmo di conversione universale, una versione più "generale"
della Conversione fonetica precedentemente illustrata, e che si basa
essenzialmente sugli stessi principi:
Tradurre quello che si vuole memorizzare, attraverso una tabella, in
qualcosa che sia più facile da ricordare.
Imparare la tabella di traduzione e memorizzare il risultato della
traduzione.
Richiamare alla mente il suddetto risultato e riconvertirlo, attraverso
la tabella stessa, nella sequenza che originariamente volevamo
memorizzare.
Questa sicuramente non è una tecnica immediata da apprendere o da
padroneggiare. Però, disse una volta la soprano Beverly Sills, che non ci
sono scorciatoie per nessun luogo in cui valga realmente la pena andare.
Ossia, lo sforzo che impiegherai per fare tua una tecnica del genere
sicuramente verrà ripagato da un significativo potenziamento delle tue
facoltà di memorizzazione ed apprendimento. Non è un caso, d'altronde, se
questa tecnica viene utilizzata dai più grandi campioni di memoria per
compiere letterali prodezze.
Essa può essere realizzata essenzialmente attraverso il compimento di due
fasi. Attenzione: tali fasi saranno qui descritte come "1" e "2", ma
nonostante sia giusto leggerle in quest'ordine, è bene sottolineare che nella
realtà potremmo doverle svolgere contemporaneamente:

1 - Decidere l'alfabeto di conversione.


L'alfabeto di conversione altro non è che l'insieme degli elementi in cui
saranno tradotti gli elementi originari. E quindi, stabilisce gli elementi che
ci "imporremo" di ricordare. Per esempio, nel caso della conversione
fonetica spiegata nel precedente capitolo, l'alfabeto di conversione consiste
in un insieme di fonemi.
Ma nulla ci vieta, per esempio, che l'alfabeto di conversione sia costituito
dai nomi delle quattro "Tartarughe Ninja" che vent'anni fa popolavano i
programmi di cartoni animati per bambini. Come scegliere quindi un buon
alfabeto di conversione? Beh, l'importante è che:
Sia costituito da elementi facili da ricordare. Per esempio, nel caso
della conversione fonetica, i fonemi sono semplici da ricordare
soprattutto perché si tratta di elementi che fanno parte del nostro
linguaggio di tutti i giorni. Allo stesso modo, la nostra esperienza, la
nostra cultura o la nostra naturale predisposizione mentale potrebbero
renderci alcuni alfabeti più facili da ricordare rispetto ad altri.
Tali elementi siano vari e significativi, oppure collegabili tra di loro
in maniera varia e significativa. Per esempio, le sequenze di fonemi
sono un eccellente alfabeto di conversione proprio perché attraverso
essi si possono costruire moltissime parole differenti, dotate di un
proprio significato e che in questo modo si distingueranno nitidamente
l'una dall'altra. Altrettanto buono potrebbe essere un alfabeto
costituito da personaggi distinti e ben caratterizzati, per poi costruire
delle storie basate su di essi. Più arduo potrebbe essere invece
collegare tra loro sequenze di forme geometriche o di colori. Ed allo
stesso modo può essere estremamente difficile utilizzare un alfabeto
costituito da qualunque insieme di elementi molto simili tra loro,
perché si finirebbe per confonderli, e l'intero procedimento di
memorizzazione risulterebbe complesso ed inefficace.
I suoi elementi siano di numero sufficiente da consentire una
conversione univoca. Per esempio, nel caso della conversione fonetica
delle cifre, le cifre sono 10 e non avrebbe avuto senso utilizzare un
alfabeto di conversione costituito da meno di 10 simboli. In tal caso
infatti saremmo stati costretti a dare a più cifre lo stesso fonema, e nel
momento della riconversione da parola a numero ci saremmo trovati in
una condizione di ambiguità.
Ossia, per fare un esempio, ammettiamo che il fonema "D, T" fosse
stato assegnato sia all'1 che al 9: in tal caso non saremmo mai riusciti a
sapere se la parola "Dado" rappresentasse il numero 11, 99, 91 o 19.

2 - Stabilire una tabella di conversione.


Ossia, stabilire il criterio di traduzione degli elementi originari verso quelli
dell'alfabeto di conversione. Ovviamente, anche di fronte allo stesso
insieme di elementi originari ed allo stesso alfabeto di conversione, possono
essere costruite infinite possibili tabelle di conversione. Vediamo quindi
come costruirne una che sia efficiente ed adatta al nostro scopo:
La tabella non deve presentare ambiguità. Come già detto, non ha
senso darsi la possibilità di tradurre più elementi della sequenza
originaria nello stesso simbolo dell'alfabeto di conversione. Si
perderebbe la possibilità di fare una traduzione univoca e tutta la
tecnica perderebbe di senso e significato.
Chiaramente il contrario è possibile. Ossia, dato un elemento della lista
originaria, si può impostare la tabella in modo tale da concedersi la
libertà di scegliere di tradurlo in uno tra più elementi dell'alfabeto di
conversione. Ed è proprio questo ciò che accade nel caso della
conversione fonetica. Per esempio, al numero 1 posso associare sia
"D" che "T". Il che mi consente anche una maggiore libertà di
traduzione, e quindi più possibilità di creare elementi che si
distinguano tra di loro.
Quindi, darsi questa libertà di scelta non solo è possibile, ma in certi
casi è addirittura consigliabile.
Una tabella grande è più difficile da memorizzare ma, una volta
pienamente memorizzata, consente un processo di richiamo molto
più rapido ed efficace.
Ma in che senso "tabella più grande"?
Il punto è che possiamo scegliere se tradurre in un elemento del nuovo
alfabeto gli elementi singoli della sequenza originaria oppure
combinazioni degli stessi.
Cioè, per esempio, nel caso di sequenze di note musicali, possiamo
scegliere se tradurre le singole note, oppure gruppi di due o tre note in
un elemento nuovo.
E nel caso in cui la scelta sia quella di tradurre dei gruppi di note, la
tabella può risultare molto più lunga e complicata; basti pensare che,
visto che le note sono 7, tutte le possibili combinazioni di due note
sono 49, mentre tutte le possibili combinazioni di tre note sono
addirittura 343!
E quindi, una tabella che converta le note singolarmente sarà solo di 7
righe, mentre una che traduca le combinazioni di sole 3 note nei "nuovi
elementi" avrà addirittura 343 righe!
Ma nel contempo, una volta imparata una tabella simile, ci
semplificheremo enormemente le cose perché avremo ridotto di 1/3 le
cose da ricordare. Invece di ricordare 30 elementi ne dovremo
ricordare solo 10. Invece di 90 solo 30, e così via.
Ma spieghiamo meglio questo concetto attraverso un ulteriore
esempio.
Mettiamo, per esempio, di dovere memorizzare dei numeri costituiti da
quattro cifre binarie (e quindi da soli insiemi di 0 e di 1). E che arrivi il
momento di ricordare "0110".
Possiamo scegliere di usare magari un alfabeto di conversione visivo, e
di associare ai numeri dei quadratini colorati.
Una soluzione quindi può essere quella di tradurre le cifre singole e
creare una tabella di conversione che associ lo 0 al bianco, l'1 al nero, e
memorizzare l'immagine di quattro quadratini in sequenza; in questo
caso quindi, uno bianco, due neri e nuovamente uno bianco.
Ma potremmo anche scegliere diversamente, puntare a tradurre le
combinazioni di due cifre, e creare la seguente tabella:

00 = Bianco
01 = Grigio chiaro
10 = Grigio scuro
11 = Nero

Quindi, per il nostro numero, potremmo memorizzare due soli


quadratini, uno grigio chiaro ed uno grigio scuro. Il primo mi
significherà "01", il secondo "10", ed il loro accostamento mi porterà
all'elemento originale, il mio "0110".
Ossia, con la traduzione delle combinazioni di due cifre anziché degli
elementi singoli, e conseguentemente una tabella più grande, avremo
solo due quadratini da ricordare anziché quattro. Il che potrà agevolare
il nostro procedimento di memorizzazione.
Oppure ancora, potremmo addirittura scegliere di tradurre in un
elemento del nuovo alfabeto ogni possibile combinazione di quattro
cifre ed imparare una tabella di 16 righe, ognuna che associ una
possibile sequenza di quattro cifre binarie ad un colore specifico;
quindi, ricordare solo un quadratino colorato.
Quindi, con combinazioni più lunghe e complesse, e
conseguentemente una tabella ancora più grande, abbiamo ancora
meno cose da ricordare, ed un procedimento di memorizzazione
potenzialmente ancora più agevole; basti pensare che, per ricordare
con precisione una sequenza di 40 cifre binarie (compito impossibile
se non si è uno mnemonista ben allenato), dovremo memorizzare solo
10 elementi (compito che può fare anche un bambino sufficientemente
sveglio).
Certo, nell'ultimo caso si potrebbe giustamente obiettare che una
tabella da 16 colori sia comunque troppo difficile da ricordare, e che il
caso due sia quello più "bilanciato".
Proprio sulla base del principio che si può imparare da questa
osservazione, quando cerchi di costruire la tua tabella, trova un
compromesso tra lunghezza della tabella, e difficoltà nel memorizzare
il risultato finale.
Difficoltà che, ricordiamolo, può essere influenzata anche dalla natura
dell'alfabeto di conversione utilizzato (per esempio se, invece di usare
16 colori, per le cifre binarie usassimo 16 lettere, sarebbe sicuramente
una tabella più facile da ricordare); per questo, come detto all'inizio,
creazione della tabella e scelta dell'alfabeto sono due fasi che vanno di
pari passo.
Inoltre, ricordati che una tabella anche molto grande, e quindi basata
su lunghe combinazioni di elementi, può essere "semplificata"
semplicemente scartando combinazioni che non compaiono o non
compariranno mai.
Per esempio, se sono certo che non compariranno mai, tra i miei
numeri di 4 cifre, "1000", "1001", "0001" e "0000", potrò scegliere di
tradurre le combinazioni di quattro elementi, di fare una tabella di
conversione visiva di 12 colori anziché 16, e semplificare così
enormemente tutto il procedimento.
Allo stesso modo, se devo convertire mnemonicamente uno spartito
musicale, e vedo che esso è costituito da 6 o 7 gruppi di 4 note che si
alternano e si ripetono continuamente, non ci sarà certamente alcun
bisogno di architettare una tabella che converta ogni possibile
combinazione di quattro note (uscirebbe fuori una tabella di 2401
righe!!!): me ne basterà infatti una che associ ognuno di quei precisi
gruppi ad un simbolo del nuovo alfabeto ed avrò risolto. Il risultato
sarà una tabella di appena 6 o 7 righe che però, nel contempo, mi
ridurrà di ben 1/4 gli elementi da ricordare.
La tabella dovrebbe basarsi su un nesso mnemonico tra elementi
originari ed alfabeto di conversione. Più sarà forte questo nesso
mnemonico e più risulterà agevole l'intero procedimento, perché si
potranno imparare velocemente anche tabelle molto grandi. Prendiamo
il suddetto esempio delle quattro cifre binarie. La tabella 0 = bianco, 1
= nero possiede un nesso mnemonico immediato per il modo in cui
associamo i numeri 0 ed 1 al pieno ed al vuoto, al niente ed al tutto, al
'no' ed al 'sì'. Priva di un particolare nesso mnemonico invece è la
tabella di "conversione fonetica" spiegata nel precedente capitolo. Ed è
per questo che ho dovuto costruire io stesso un nesso per renderla più
semplice da memorizzare.
Insomma, quando questo nesso mnemonico non c'è, allora bisogna
provare a costruirlo, entrare nell'ottica di dover fare un maggiore
sforzo nell'imparare la tabella a memoria, oppure puntare a costruire
tabelle più piccole laddove ciò convenga (sulla base di quanto detto
nel punto precedente).
Mal di testa? Ti capisco, non è una tecnica semplice. Facciamone quindi un
piccolo, ulteriore esempio.
Quando si gioca a scopa o scopone, è fondamentale tenere traccia delle
carte già uscite per elaborare così i giusti piani di gioco.
Quindi è necessario memorizzare tutte le carte che escono? No, non ce n'è
bisogno. Sarebbe più appropriato dire che c'è bisogno di ricordare, per ogni
carta (re, cavallo, donna, etc.), quante copie sono già uscite. E quindi per
esempio potremmo dover memorizzare:
A = 0 volte
2 = 3 volte
3 = 1 volta
etc.
...
Oppure, per semplificarci ulteriormente le cose, diciamo che ci basterebbe
ricordarci una sequenza di 10 numeri che vanno da 0 a 4; il primo ci dirà
quanti assi sono usciti, il secondo quanti due, e così via fino al re.
Già per esempio ricordarci ed aggiornare mentalmente la sequenza 0 0 1 3 4
0 2 3 1 2 può risultarci più facile se la frammentiamo. Ma un alfabeto di
conversione potrebbe addirittura renderci tutto più semplice.
Associamo per esempio i numeri da 0 a 4 ad una VOCALE, e creiamo la
semplice tabella
0=a
1=e
2=i
3=o
4=u
Quindi, prendiamo la sequenza, convertiamola ed aggiungiamo consonanti
a caso in maniera da creare delle parole.
0 0 1 3 4 0 2 3 1 2 = a a e o u a i o e i = lavare o murali o teli
Teniamo quindi a mente questa frase e, ricordandoci dell'algoritmo di
conversione utilizzato, potremo tenere traccia di tutte le carte uscite.
Qualora poi esca, per esempio, un cavallo in più, potremmo sostituire "teli"
con "fili". E man mano che usciranno tutte le carte, potremo anche creare
parole insensate formate per lo più da lettere "u".
Non si tratta di un metodo semplice o immediato, me ne rendo conto, ma
innanzitutto non è possibile pensare di ottenere l'eccellenza senza un giusto
corrispettivo in termini di sforzo. E poi non dobbiamo mai dimenticarci che
tale tecnica consente di ottenere ottimi risultati con uno sforzo sicuramente
molto minore rispetto a quello che sarebbe necessario provando a
memorizzare "spartanamente" e senza alcun metodo lunghe sequenze di
elementi.
Strategia XIX - Scatto mentale

Costantemente, giorno per giorno, noi guardiamo moltissimo ma


osserviamo davvero pochissimo. Lasciamo che centinaia di immagini,
elementi, cose, persone, fotografie, scene passino sotto i nostri occhi senza
che entrino mai a far parte della nostra attenzione o della nostra
consapevolezza. E così, inevitabilmente, di tutto ciò che viviamo, solo una
minima parte si imprime realmente nella nostra memoria e nella nostra
esperienza.
Certo, assumere una costante attenzione ed una costante consapevolezza di
ciò che viviamo quotidianamente non è come andare al supermercato e
comprare un chilo di pane. Sono pratiche che a volte richiedono mesi di
allenamento, pratica e meditazione. Però ciò non toglie che, attraverso
piccoli momenti di concentrazione assoluta, possiamo sfruttare le risorse
della nostra mente per scattare delle vere e proprie “fotografie mentali” di
quello che abbiamo davanti, che sia esso un grafico, una tabella, un testo,
un quadro od una fotografia vera e propria. Ed allenare questa facoltà ci
ridurrà enormemente lo sforzo necessario per realizzare al meglio
qualunque altra tecnica di memoria, apprendimento o lettura veloce che
andremo ad utilizzare.
Ecco i 7 passi attraverso cui questa tecnica può essere svolta:
Osserva: Smettila di “guardare” semplicemente. Comincia ad
osservare. Fa che ciò che hai davanti catturi tutta la tua concentrazione
del momento.
Dividi: L'abbiamo detto poco sopra: è più facile ricordare anche molti
insiemi costituiti da pochi elementi che qualche insieme costituito da
molti elementi. Quindi suddividi, distingui, categorizza, classifica.
Osserva i dettagli: I dettagli sono ciò che rende qualcosa unico nel
suo genere, e pertanto sono tutto ciò che fanno la differenza tra
qualcosa di ordinario e qualcosa che sia degno di rimanere realmente
impresso in memoria. Concentrati quindi sul meno visibile, sul meno
ovvio, su tutto ciò che sembra piccolo o irrilevante.
Fatti domande attive: Farsi domande attive tiene il cervello “sveglio”.
Chiedersi costantemente cose come “Cosa è questo?”, “Perché è
così?”, “Non potrebbe essere diverso?”, rende gli elementi che
vogliamo memorizzare parte di un processo attivo di pensiero e
memorizzazione. E quindi il cervello li rende anche inevitabilmente
più semplici da immagazzinare.
Focalizzati su tutto ciò che si ripete: Si tratta semplicemente di un
ottimo modo per catturare e tenere ancora più alta la propria attenzione
ed il proprio spirito di osservazione.
Chiudi gli occhi e ricostruisci mentalmente l'immagine: Ora
verifica la bontà del lavoro svolto durante tutte le fasi precedenti e
prova a ricostruire l'immagine come puoi nella tua mente.
Conferiscigli colore, forma, dettagli. Non preoccuparti di farlo
perfettamente, ma prova a costruirla nel miglior modo possibile.
Riapri gli occhi e riscontra. Compara l'immagine che ti sei costruito
mentalmente con quella che hai davanti. Sicuramente avrai fatto un
ottimo lavoro per certi particolari ed un lavoro migliorabile sotto altri
punti di vista. Quindi per migliorare costantemente la tua capacità di
“scattare fotografie mentali” non dovrai fare altro che concentrarti
sulla natura di quei particolari che fai maggiormente fatica a
ricordare.
Strategia XX – Tecnica dei loci

Questa tecnica di memoria è probabilmente la più famosa in assoluto, ed è


nota fin dai tempi di Marco Tullio Cicerone. Il celeberrimo politico e
scrittore dell'epoca romana infatti, narrando nel suo De Oratore della
leggenda di Simonide di Ceo, diceva:
“Egli, pertanto, a quanti esercitino questa facoltà dello spirito, consiglia di
fissare nel cervello dei luoghi e di disporvi quindi le immagini delle cose
che vogliono ricordare. Con questo sistema l'ordine dei luoghi conserverà
l'ordine delle idee, le immagini delle cose richiameranno le cose stesse, i
luoghi fungeranno da tavolette per scriverci sopra e le immagini serviranno
da lettere con cui scrivere.”
Si tratta quindi di una tecnica che unisce visualizzazione mentale,
concatenazione visiva ed associazione con elementi familiari per
memorizzare insiemi di oggetti, nomi o parole-chiave. Quindi, se vuoi
provare a farla tua, segui i seguenti passi:
Creati mentalmente un luogo familiare. Magari è la tua stanza, il tuo
luogo di lavoro, la strada in cui vivi od un negozio che visiti spesso.
L'importante è che tu lo conosca a fondo e che te ne ricordi anche i
minimi dettagli; ma soprattutto, è necessario che questo luogo sia
dotato di elementi in cui è possibile “riporre cose”. Possono essere
porte, finestre, sportelli, armadi, cassetti, vasetti, scatoli di scarpe; può
essere qualunque cosa, l'importante è che possa svolgere la propria
funzione di “contenitore” per gli elementi che vi andremo ad inserire.
Riponi ogni elemento che vuoi memorizzare in un preciso
scompartimento. Lascia che ognuno di essi interagisca con il tuo
luogo in maniera significativa, bizzarra, multisensoriale e facile da
ricordare. Per esempio, se il tuo scopo è memorizzare un discorso,
dividilo in cinque parti (la tecnica dei loci, infatti, spesso funziona
molto bene in concomitanza con la strategia del "frammentare"),
estraine gli argomenti principali, e riponi la foto di ogni argomento in
un cassetto diverso. Oppure, immagina di avere cinque piccoli dvd di
colori diversi e che ognuno di essi, se messo in un lettore, riproduca
proprio una versione esagerata, comica e buffonesca di quel discorso.
Rievoca il tuo luogo quando vuoi evocare il ricordo. Apri i cassetti
della tua mente, svitane i vasetti, avviane i notebook e lascia che ogni
elemento ti comunichi le informazioni in esso contenute. Ti renderai
conto da solo del fatto che la tua mente, se adeguatamente stimolata,
ha un potere di memorizzazione ben superiore a quello che hai sempre
creduto potesse avere.
Strategia XXI – File System mentale

Cosa è un "File System"?


Per quelli che sono a digiuno di nozioni informatiche, il File System altro
non è che il criterio attraverso cui vengono immagazzinate ed organizzate
le informazioni sui supporti di memoria che utilizziamo quotidianamente
con i nostri dispositivi elettronici, che siano essi gli hard disk del nostro
computer, le schede delle nostre macchine fotografiche o delle comuni
chiavette USB.
Già, perché su questi supporti non sono mai fisicamente presenti dei "file" o
delle "cartelle", bensì dei semplici insiemi di bit (sequenze organizzate di 0
e di 1). Poi è proprio la struttura del File System a definirne disposizione ed
organizzazione in modo tale che questi dati possano essere visti come file e
cartelle dal sistema operativo che stiamo utilizzando.
Qual è quindi lo scopo di questa tecnica? Creare nel nostro cervello una
"Struttura organizzativa", una "Base di dati" che lo trasformi in un vero e
proprio "Hard Disk" in cui memorizzare tutto ciò che ci serve in maniera
efficace e rapida; per usare una metafora più semplice, quello che facciamo
è costruire una sorta di enorme "cassettiera mentale" in cui riporre e da cui
estrarre agevolmente informazioni. Anche qui, come nel caso
dell'Algoritmo di conversione universale, parleremo di tecniche che
richiedono un certo sforzo ed un certo impegno, ma che nel contempo
consentono di ottenere risultati straordinari. Dunque vediamole:

1 - File System FV (Fonetico-Visivo)


Questo tipo di File System sfrutta la conversione fonetica e può essere
costruito attraverso i seguenti passi:
Decidi di quante "caselle" dovrà essere il tuo File System. Per
esempio, per memorizzare 20 parole-chiave avrai bisogno di un File
System di 20 caselle. Per memorizzare un mazzo di carte francesi avrai
bisogno di 54 caselle. E così via. Comunque, prova a giocare al rialzo
ed a crearti almeno 100 caselle.
Converti foneticamente i numeri da 1 a 100. Oppure, da 1 fino al
numero massimo che hai stabilito per le caselle del tuo File System.
Quindi associa ad ogni numero, attraverso la conversione fonetica, un
termine facile da memorizzare (per esempio, 1 = tu, 2 = no, 3 = mio,
etc.) e memorizza la tabella così ottenuta. Può non essere facile, ma
con un po' di esercizio e grazie all'associazione mnemonica di fondo è
sicuramente una procedura fattibile. Tale tabella altro non è che la base
del tuo File System. Ossia, la struttura su cui andrai ad "appoggiare" i
dati che dovrai memorizzare. Come? Vediamolo subito.
Visualizza i concetti che vuoi memorizzare ed immagina che
ognuno di essi interagisca in maniera significativa con un elemento
della base del tuo File System. Difficile? Ti faccio subito un esempio.
Stai cercando di ricordare a memoria l'ordine in cui sono state
mescolate le carte di un intero mazzo francese, e vuoi che rimanga ben
impresso nella tua mente che la venticinquesima carta di questo mazzo
è proprio l'ASSO DI CUORI.
Ebbene, se al venticinquesimo posto della base del tuo File System hai
la parola "Nilo" (2 = N, 5 = L), punta a memorizzare l'asso di cuori
che sguazza in un fiume con delle piramidi sullo sfondo.
Allo stesso modo, se la ventiseiesima carta invece è il TRE DI
PICCHE, ed al ventiseiesimo posto della tabella del tuo File System
c'è la parola "Noce" (6 = C), immaginati una noce aperta che ha al suo
interno proprio un bel tre di picche.
E potrai quindi memorizzare l'intero mazzo abbinando con la stessa
tecnica tutte e cinquantaquattro le carte ai rispettivi elementi della tua
base.
Questo metodo quindi non solo ti consentirà di richiamare ogni
concetto dalla memoria con maggiore efficacia grazie al potere della
visualizzazione, ma ti consentirà di memorizzarne addirittura
l'ordinamento.
Qui inoltre va fatta qualche ulteriore precisazione.
Come prima cosa, vale la pena di ribadire che i concetti che dovrai
memorizzare vanno visualizzati in maniera quanto più possibile
bizzarra, multisensoriale ed emotivamente significativa (per esempio,
invece di memorizzare la carta "Asso di cuori" così com'è, immaginati
un cuore che batte, sanguina, pulsa e si sente solo). Questo ovviamente
consentirà di richiamarli in maniera più rapida e semplice.
Come seconda cosa, a volte può non convenire visualizzare
direttamente i concetti che dovremo memorizzare, ma utilizzare
associazioni visive od un algoritmo di conversione visiva per renderli
ancora più semplici da tenere a mente (per esempio, potremmo creare e
memorizzare una tabella che associ ad ogni carta del mazzo francese
un particolare oggetto od una particolare persona. Questo eviterebbe di
portarci a confondere tra loro carte visivamente molto simili).
Ultima precisazione importante: per definire un'interazione
significativa tra gli elementi della base e quelli da memorizzare,
semplicemente utilizza una qualunque tra le tecniche di "fusione"
illustrate. Quindi fallo attraverso storie, fotografie o animazioni, e fallo
sempre e comunque in maniera bizzarra, multisensoriale ed
emotivamente significativa.
Inoltre, prova a moltiplicare il numero di informazioni che puoi
memorizzare attraverso questa tecnica facendo partire, da ogni
differente casella, una "concatenazione" di più elementi!

2 - File System LEC (Loci Espansi Concatenati)


Questo tipo di File System sfrutta invece la tecnica dei loci e può essere
costruito attraverso i seguenti passi:
Parti da un luogo che conosci a memoria. Che sia casa tua, il tuo
luogo di lavoro o la casa in cui vivevi da piccolo, scegli un luogo che
conosci come le tue tasche. Stavolta inoltre è importante che tu scelga
qualcosa di più grande rispetto ad un luogo che utilizzeresti
normalmente per una "tecnica dei loci". Se per esempio per quella
utilizzavi una sola stanza della tua casa, qui utilizza la casa intera.
Dividi e diversifica. Per ogni stanza, seleziona innanzitutto un insieme
di elementi fondamentali che siano vividi, significativi, semplici da
ricordare e che si distinguano l'uno dall'altro. Ad esempio: televisore,
armadio, computer, libreria. Poi, per ogni elemento, seleziona un
insieme di parti o componenti con lo stesso criterio. Per esempio,
immaginato il tuo televisore, immaginane schermo, tasto di accensione
e tasti del volume.
Successivamente, prova a creare tre o quattro differenti condizioni in
cui le stanze possono trovarsi: ad esempio puoi immaginartele con la
luce della mattina, inondate del rossore del tramonto ed immerse nel
buio notturno.
Bene, stavolta ogni singolo componente visivo, immaginato in una
differente condizione (ad esempio: schermo del televisore al mattino,
schermo del televisore al tramonto, schermo del televisore di sera,
tasto di accensione al mattino, tasto di accensione al tramonto, etc.),
rappresenterà un elemento della base del tuo File System.
Visualizza e fondi. Proprio attraverso gli stessi criteri e passaggi
spiegati con il File System precedente, lascia che ognuno dei concetti
che vuoi memorizzare interagisca visivamente con un differente
componente della tua base e punta a ricordare tale interazione.
Questo tipo di File System forse è ancora più semplice, intuitivo e
potenzialmente vasto del precedente: basti pensare che una sola stanza
dotata di cinque oggetti, ognuno con tre componenti a quattro diverse
condizioni può fornire già ben 60 caselle per la memorizzazione!!! Tuttavia,
ha dalla sua lo svantaggio di non possedere un ordinamento intrinseco, il
che può presentare problemi con alcune sequenze di elementi in cui la
memorizzazione dell'ordinamento è fondamentale.

3 - File System P (Personalizzato)


Ormai dovresti avere capito i tre passi elementari alla base della creazione
di un File System:
Si parte da qualcosa che si conosce già a memoria e lo si pone come
base del File System, magari dopo qualche piccola elaborazione.
Si elabora, attraverso associazioni o conversioni, le informazioni che si
vogliono memorizzare in maniera da renderle più semplici da tenere a
mente.
Si fa in modo che ciascun elemento che si vuole memorizzare
interagisca in maniera significativa con un elemento della base del
File System.
Premesso ciò, dovresti essere in grado di costruire il tuo File System
personalizzato, ed utilizzarlo ogniqualvolta hai bisogno di immagazzinare
anche lunghe sequenze di informazioni.
Un esempio? Prova a costituire un File System basato sul tuo nome.
Se magari il tuo nome è "Mario Rossi", prova innanzitutto a creare ed a
memorizzare un elenco di parole che inizino ognuna per una lettera del tuo
nome. Queste parole saranno la base del tuo File System.
M = Mare
A = Aria
R = Rabbia
I = Idiota
O = Orto

R = Rinoceronte
O = Osteoporosi
S = Siringa
S = Stralunato
I = Iodio

A questo punto, per memorizzare i tuoi elementi, non dovrai fare altro che
visualizzarli e farli interagire, di volta in volta, con le parole della tua base.
Si potrebbe obiettare giustamente che questa è una base di sole 10 caselle;
bene, espandila. Per esempio potresti aggiungere le 8 cifre della tua data di
nascita, associare ad ognuna di esse un oggetto che vi somiglia (ad esempio
1 = coltello, 2 = cigno, etc.), ed espandere così il tuo File System di altre 8
caselle.
Ma allo stesso modo puoi creare nuove basi a partire da cose come la tua
canzone preferita o dagli eventi principali di un film che conosci a
memoria. L'unico limite alla creazione dei tuoi File System personalizzati è
la tua fantasia.
Strategia XXII – Lettura 10x

Imparare a leggere “10x” vuol dire stimolare la mente in maniera da


imparare a leggere, comprendere e memorizzare un testo di qualunque
genere con la maggiore efficacia e nel minor tempo possibile. Si tratta di
una tecnica davvero indispensabile per tutti, che si tratti della casalinga che
vuole imparare nuovi tipi di ricette, dello studente che sta preparando
l'esame più difficile della propria sessione o del professionista che deve
apprendere nuovi testi per migliorare la propria formazione.
Una lettura “potenziata”, in particolare, non può che essere il risultato dello
specifico allenamento di due fattori: rapidità e concentrazione.
Certo, focalizzandosi maggiormente sulla prima di solito la seconda perde
d'efficacia; e viceversa, quando massimizziamo la nostra attenzione su ciò
che abbiamo davanti tendiamo a leggere meno parole al minuto. Tuttavia,
allenando il cervello a familiarizzare con le strategie che permettano di
potenziarlo in entrambe le direzioni, è possibile ottenere risultati “globali”
eccezionali. In particolare:
Preliminarmente:
Rifletti sul tuo scopo. Una lettura superficiale richiederà sicuramente
di concentrarsi maggiormente su tecniche di rapidità più di quanto non
sia necessario farlo con un testo da imparare per un esame
universitario.
Impara a distinguere le parti del tuo testo. In virtù di quello che è il tuo
scopo, sicuramente alcune parti saranno più dense e significative di
altre, con conseguente necessità di variare velocità e tasso di
concentrazione a seconda di ciò che starai leggendo in un determinato
momento.

Per aumentare concentrazione e comprensione:


Decidi di essere concentrato e fai lo sforzo di massimizzare la tua
attenzione nei confronti di ciò che hai davanti. Come detto anche ad
inizio libro, atteggiamento e mentalità sono molto importanti.
Sii curioso e motivato. Ripetiti perché stai leggendo ciò che hai
davanti. Come infatti sappiamo, senza la giusta motivazione, gran
parte del processo di apprendimento e memorizzazione perde di
efficacia.
Se puoi, posiziona sia te stesso che il testo in maniera tale che la fase
stessa di lettura sia semplice e confortevole. Questo è un fattore che
viene spesso sottovalutato.
Associa ai concetti un insieme di scene, fotografie ed immagini, ancora
meglio se bizzarre, multisensoriali ed emotivamente significative.
Prova a “sentire” e vivere vividamente i concetti, rifacendoti
all'esempio del circuito elettrico di qualche pagina fa.
Crea delle relazioni tra ciò che leggi e ciò che già conosci.
Crea concatenazioni e relazioni tra gli elementi rifacendoti alla tecnica
della “fusione”.
Fatti domande attraverso lo schema classico
"Come"/"Cosa"/"Dove"/"Quando"/"Perché", ed esprimi giudizi critici
in merito al testo letto.

Per aumentare la rapidità:


Impara a riconoscere ed focalizzarti su concetti ed elementi-chiave.
Riconosci le strutture ricorrenti ed impara a trovare le analogie e le
differenze tra queste strutture.
Impara a riconoscere e scartare gli elementi irrilevanti in quanto
prettamente di passaggio o supporto.
Impara a riconoscere e scartare gli elementi irrilevanti in quanto già
chiari, noti e memorizzati.
Resisti in ogni modo alla tentazione di rileggere e di tornare indietro.
Questa è una pessima abitudine che molti di noi abbiamo, e spesso non
fa che rallentarci inutilmente.
Aumenta la tua capacità di leggere "a blocchi". Ossia, invece di
focalizzarti sul leggere le parole singole di un testo, focalizzati
piuttosto sul leggere e comprendere “nell'insieme” blocchi sempre più
grandi di parole, ed allenati a farlo sempre nel minor tempo possibile.
Riduci progressivamente i cosiddetti "punti di fissità". I punti di fissità
sono i punti in cui l'occhio si ferma per elaborare quanto sta leggendo.
Se ti rendi conto, per esempio, che per leggere la riga di un testo ti
avvali in media di sei punti di fissità, prova a ridurli prima a quattro,
poi a due, ed infine addirittura ad uno.
Muovi più velocemente i tuoi occhi mentre procedi durante la lettura.
Questo semplice stratagemma ti consentirà di carpire concetti molto
più rapidamente.
Ora prendi dei testi, anche per semplice allenamento, ed applica queste
tecniche per migliorare costantemente la tua capacità di leggere in maniera
rapida e ben focalizzata. Vedrai che, man mano, farai tua con sempre
maggiore facilità la tecnica della “Lettura 10x”, e che dalla facoltà di
leggere in maniera così efficace ed efficiente sarai anche maggiormente
invogliato a leggere di più. Potrai espandere di molto la tua cultura e, come
già detto nell'introduzione, maggiore cultura vuol dire maggiore libertà e
maggiore potere. Non ci saranno più limiti alle cose che potrai imparare,
studiare, fare, costruire.
Strategia XXIII - Lettura istantanea giapponese

Questo metodo di lettura viene praticato in alcune scuole Giapponesi e


Coreane, ed è in grado di far raggiungere, a chi lo padroneggia pienamente,
velocità di lettura altissime, in concomitanza con livelli eccezionali di
comprensione e memorizzazione (pare che i più grandi maestri di questa
tecnica riescano addirittura a leggere e comprendere più di un milione di
caratteri al minuto).
Certo, è probabile che la comprovata riuscita di tale metodo ad opera di chi
lo pratica in Giappone od in Corea sia agevolato dal sistema stesso di
scrittura utilizzato nella maggioranza dei paesi dell'Asia orientale, in
quanto basato su accostamenti di ideogrammi spesso dotati di un forte
valore evocativo e simbolico. Fatto sta che possiamo sperimentarlo anche
noi nelle nostre letture quotidiane e cercare di capire, attraverso
l'allenamento e tentativi progressivi, quanto sia in grado di potenziare
effettivamente le nostre capacità di lettura e memorizzazione.
Premesso tutto ciò, ecco i passi attraverso cui questa tecnica può essere
svolta:
Dedica almeno 5-10 minuti a raggiungere uno stato di
rilassamento totale. Libera la mente da pensieri negativi e superflui.
Mettiti in un luogo confortevole e spazioso. Respira in maniera
profonda e regolare. Buttati alle spalle ogni problema e non pensare a
nient'altro che al momento presente ed al testo che hai davanti.
Rilassati, sempre di più, e non andare avanti nel procedimento se non ti
senti assolutamente calmo, disteso e "passivo" come quando sei a
pochi minuti dall'addormentarti.
Prendi un foglio bianco e fai un puntino nero al centro. Dopodiché,
passa 3 minuti unicamente a fissare quel puntino. Questo ti allenerà ad
adoperare una visione "complessiva" delle pagine e dei blocchi di
parole presenti sulla pagina che andrai a leggere.
Comincia a leggere. Mantieniti assolutamente passivo e soffermati
molto brevemente su ogni periodo del testo. Procedi con movimenti
oculari molto rapidi ed utilizza il minor numero di punti di fissità per
ogni pagina. I maestri di questa tecnica suggeriscono di utilizzare dal
principio tre punti di fissità ogni due pagine. Ma a mio parere, viste
anche le differenze linguistiche di cui sopra, è meglio cominciare da
qualcosa di più semplice (un punto di fissità per ogni capoverso, per
esempio), per poi aumentare la difficoltà pian piano.
Fermati. Alla fine di ogni capitolo, fermati per 3-4 minuti e lascia che
il cervello processi passivamente quanto letto.
Sospendi lo stato di rilassamento totale. Torna ad essere attivo e
concentrato, e prova a rievocare e ricostruire mentalmente quanto
letto. Non importa se non ti torna tutto in mente alla perfezione: prova
a ricostruire ogni "tassello" di informazione con quello che più
spontaneamente ti viene in mente!
Confronta. Paragona quello che hai ricostruito con le informazioni
effettivamente presenti nel testo. Sicuramente avrai appreso e
compreso certi passi in maniera ottimale, mentre altri ti saranno rimasti
oscuri. Poco male: quello che conta è allenarsi e migliorare poco per
volta.
Allenati con costanza. Secondo i maestri di questa tecnica, è possibile
padroneggiarla completamente solo dopo un costante allenamento che
potenzi memoria, vista, elasticità mentale e capacità di riconoscere
blocchi di concetti in maniera immediata ed "intuitiva". Per questo, a
detta loro bisognerebbe praticarla per 40 minuti al giorno per diversi
mesi, fino a raggiungere la facoltà di leggere anche 50/100.000 parole
al minuto.
Il mio consiglio qui tuttavia è di non focalizzarsi troppo sui numeri,
perché in un primo momento potrebbero risultare scoraggianti.
Piuttosto dai la priorità al fare pratica con costanza ed al mantenere
sempre un'assoluta fiducia nelle tue capacità mentali. Ne avrai da
guadagnare in modi che neanche immagini.
Strategia XXIV - Lettura OVS

Quella OVS è un'altra tecnica di memorizzazione e comprensione veloce di


un testo, e si basa essenzialmente su tre riletture dello stesso:
Una in orizzontale. La lettura orizzontale è probabilmente quella più
“classica”. Va fatta rigo per rigo, parola per parola e con la massima
concentrazione su ciò che si sta leggendo.
Una in verticale. La lettura in verticale è più rapida della precedente e
va fatta focalizzandosi sul centro di ogni rigo.
Una in modalità “scanner”. Questa modalità è la più rapida di tutte.
Si tratta di una lettura ultrarapida, fatta rigo per rigo, nella quale si
prova ad afferrare un po' di concetti qua e là, lasciando poi che sia la
mente subconscia a ricostruirne il senso in maniera “automatica”.
Una precisazione importante: non esistono tecniche di lettura ed
apprendimento veloce migliori di altre. Sta a noi vedere come utilizzare ed
integrare quelle che ci vengono date in maniera da ottenere il massimo dei
risultati, sulla base di quelle che sono le nostre abitudini e le nostre naturali
predisposizioni.
Strategia XXV – Studio efficace SQ3R+

La tecnica SQ3R è una tecnica di studio e di apprendimento rapido di testi


ed informazioni. Una sua prima versione fu creata dal professor Robinson
della Air University in Alabama, e poi successivamente fu raffinata da
diversi studiosi che decisero di proseguire il lavoro di Robinson. Ma cosa è
quel "+" alla fine del titolo di questo capitolo? Lo vedremo poco più avanti.
Per adesso, cominciamo con l'elencare le cinque fasi di questo metodo:
Survey: ovvero scorrere o, più precisamente, farsi un'idea globale di
ciò che si dovrà memorizzare. Della necessità di una simile fase
preliminare allo studio parlava anche Cartesio, e la chiamava "Tecnica
dell'anticipazione". Essa si basa su un concetto molto semplice: il
cervello sarà, nella maggioranza dei casi, molto più propenso ad
“accogliere” dati se prima si sarà fatto un'aspettativa realistica su ciò
che dovrà incamerare. Per cui, prima di memorizzare un libro leggine
il sommario. Prima di memorizzare un insieme di appunti leggi prima
tutti i titoli dei paragrafi che li costituiscono. E così via.
Question: ovvero, porsi domande. Facendosi le giuste domande si
innesca un atteggiamento attivo e partecipativo nei confronti di ciò che
si sta provando ad apprendere, e questo ovviamente consente ai
concetti di imprimersi meglio nel cervello.
Read: ovvero, semplicemente si legge il testo in maniera “classica”,
parola per parola, e rigo dopo rigo.
Repeat: ovvero, lo si ripete con parole proprie in maniera non solo da
verificare quanto si sia già appreso, ma da tradurre le informazioni che
si hanno davanti in una forma per sé quanto più possibile congeniale,
semplice ed intuitiva.
Review: controllo, ovvero, si fa un'ulteriore verifica di quanto appreso.
Si compara ciò che si sa con quanto presente nel testo che si ha
davanti, e si vedono eventuali discrepanze per poi lavorare su queste
ultime. Come già detto infatti nel caso della "Fotografia mentale", il
segreto alla base del perfezionamento delle proprie tecniche è proprio
attraverso l'individuazione dei punti in cui funzionano peggio.
Review: Ora, perché ho chiamato questo capitolo "SQ3R+"? Perché non sei
costretto a seguire questi punti in maniera rigorosa e nulla ti impedisce di
lavorare per espanderli e migliorarli. Quello che amo ripetere infatti è che,
attraverso la presentazione di queste strategie, non vengono forniti che dei
mattoncini attraverso cui possiamo costruire le nostre tecniche ottimali.
Review: Per esempio, ecco alcuni suggerimenti per potenziare questa
tecnica attraverso strategie apprese nei capitoli precedenti:
Prova a sostituire le fasi di "Survey" e "Read" con la tecnica "OVS" o
con la "Lettura istantanea giapponese".
Prova a sostituire le fasi di "Read" e "Question" con una "Lettura 10x"
adeguata ai contenuti del testo da apprendere.
Prova ad integrare il "Survey" con un frammentazione del testo nei
passi essenziali. Magari potresti dividerlo nei capoversi principali, o
nei paragrafi essenziali, con tanto di assegnazione e sottolineatura delle
etichette-chiave meglio adatte a descrivere ogni componente così
ottenuto.
Prova ad aggiungere ritmo, musica, bizzarrie e rime alla fase di
"Repeat".
Integra l'intero metodo con le accortezze spiegate nei capitoli "Fare
ordine" e "Preservare la varietà".
Insomma, una volta apprese tutte le possibili tecniche, trova attraverso
combinazioni di queste tecniche e tentativi progressivi il metodo di studio e
di apprendimento che meglio ti motiva, ti tiene attento, concentrato, e ti
consente di comprendere ed assimilare informazioni in maniera efficace.
Strategia XXVI – Prendere appunti
intelligentemente

Tradurre ciò che si vuole apprendere, studiare o memorizzare in appunti


scritti è un ottimo modo per fissarlo meglio nella testa.
Infatti, come già accennato nei precedenti capitoli, può essere molto più
facile memorizzare informazioni che abbiamo elaborato personalmente
attraverso un procedimento attivo, rispetto a quanto metabolizzato
passivamente da supporti esterni.
Ma come scrivere degli appunti che stimolino al meglio la memoria e la
capacità di apprendimento? Ecco alcuni consigli essenziali:
Personalizza. A meno che non sia assolutamente necessario, non
ripetere come un robot le parole e le modalità espressive altrui. Usa
piuttosto un tuo registro e delle modalità espressive personalizzate;
arricchiscilo anche con bizzarrie, termini particolari ed elementi
apparentemente fuori posto.
Disegna. Qualche piccolo disegnino qua e là aiuterà i tuoi appunti ad
essere meno monotoni e più facili da ricordare. Come già detto nel
capitolo relativo alla visualizzazione, non è necessario essere Leonardo
da Vinci per fare una cosa del genere; anche dei semplici scarabocchi
possono rendere gli appunti molto più facili da leggere e tenere a
mente.
Settorializza. Si dice che lo stesso Bill Gates, patron della Microsoft,
prenda appunti rigorosamente dopo avere suddiviso un foglio in settori
e distinguendo questi ultimi per tematiche. Un metodo per
settorializzare il tuo foglio di carta? Potresti ad esempio dividerlo in
due colonne, una più larga per gli appunti in forma “estesa”, ed un'altra
più stretta in cui inserire le parole-chiave essenziali. Oppure, potresti
dividerlo in più quadranti, distinguendo per esempio tra “Cose da
tenere a mente”, “Cose da fare”, “Cose su cui indagare maggiormente”
e “Cose a cui prestare particolare attenzione”.
Strategia XXVII – Usare le mappe mentali

Partiamo da un presupposto: quando cerchiamo di apprendere qualcosa, che


sia esso scritto su un libro o registrato su di un file Mp3, quello che
facciamo solitamente è interagire con informazioni elaborate in maniera
sequenziale. Ossia, ogni informazione è collegata unicamente alla
precedente e/o alla successiva in base alla sua disposizione sul supporto su
cui è registrata, come fosse l'anello di una catena.
Il cervello umano, tuttavia, non dispone le proprie informazioni in maniera
sequenziale, bensì in maniera radiale: ogni informazione memorizzata nel
cervello non è visibile come il “solitario” anello di una lunga catena, bensì
come il centro di un sole da cui si diramano infiniti raggi consistenti in
relazioni ed associazioni con altre informazioni memorizzate.
Ed è da questo principio che nascono le mappe mentali, particolari forme di
rappresentazione di pensieri ed informazioni, inventate dal cognitivista
Tony Buzan ed utilizzate nei più svariati campi, a partire dalla creatività
passando per il problem solving ed il time management.
In particolare, puoi utilizzare le mappe mentali per migliorare e potenziare
la memorizzazione di concetti anche molto vasti e complessi. E puoi farlo
così:
Scrivi al centro di un foglio bianco una parola od una piccola frase
che rappresenti l'argomento principale del concetto che stai cercando
di memorizzare. Come detto nel capitolo precedente, il fatto stesso di
impegnarsi in una fase attiva di rielaborazione e riscrittura delle
informazioni già da solo può migliorare enormemente il processo di
memorizzazione.
Fai diramare da tale concetto delle parole-chiave che ne
rappresentino i sotto-argomenti salienti. Se per esempio l'argomento
principale è “Rivoluzione francese”, i sotto-argomenti salienti possono
essere “Premesse storiche e sociali”, “Svolgimento della rivoluzione”,
“Conseguenze della rivoluzione”.
Fai diramare dagli argomenti salienti, ancora una volta, nuove
parole-chiave o frasi-chiave che corrispondano ai concetti essenziali
dei sotto-argomenti precedentemente elencati.
Prosegui disegnando nuovi rami che corrispondano a nuove
associazioni concettuali con i rami pre-esistenti finché non hai una
mappa che rappresenti in maniera quanto più possibile completa
l'argomento principale che stai cercando di imparare.
In particolare, perché le mappe mentali abbiano il massimo della loro
efficacia nel procedimento di memorizzazione è necessario che siano dotate
di:
Colori
Immagini, ancora meglio se "multisensoriali"
Simboli, disegni particolari, strutture grafiche accattivanti
Assurdità
Umorismo
Esagerazioni
Tutto ciò che è bizzarro, colorato, assurdo ed enfatizzato infatti, come ormai
ben sappiamo, verrà ricordato e rievocato con molta più facilità. Certo, è
ovvio che il procedimento di stesura di una simile struttura grafica può
portare anche via molto tempo, ma proprio per questo dobbiamo:
Dettagliarla ed arricchirla quanto basta perché non ce ne porti via
troppo. Per esempio, se non hai molto tempo, prova a farla in bianco e
nero ed ad usare immagini il più possibile semplici e stilizzate.
Scegliere le parole-chiave in maniera tale che non siano né troppe né
troppo poche.
Ricordarci che tutto il tempo impiegato per costruire una mappa
mentale ce ne farà risparmiare poi moltissimo a causa
dell'immediatezza con cui riterremo le informazioni in essa contenute.
Strategia XXVIII – Allearsi con il tempo

Troppo spesso non conta quanto sia astuta ed elaborata la tecnica con cui
abbiamo appreso o memorizzato un insieme di informazioni, perché il
tempo può divenire il nostro peggiore nemico e farci perdere, attraverso la
sua lenta e progressiva azione, anche tutto ciò che abbiamo memorizzato.
Ed è per questo che dobbiamo “ribaltare strategicamente” tale situazione e
fare sì che il tempo diventi, invece, il nostro migliore alleato. Ma come?
Ecco due strategie fondamentali:
Quando puoi scegliere, prova a memorizzare le informazioni non
troppo tempo prima che ti servano effettivamente. E, viceversa,
prova ad usarle poco dopo averle apprese. Questo non vuol dire
certamente ridursi all'ultimo per studiare per un esame od un
concorso, né tanto meno affrettarsi ad utilizzare, al contrario, quello
che si è appreso di fretta e furia. Però vuol dire, per esempio, non
studiare ora per un esame che dovrai affrontare tra dieci mesi ed, al
contrario, scegliere di fare l'appello di esame più vicino alla fine del
relativo corso. Fare insomma tutto quanto è in tuo potere perché le
informazioni siano il più possibile fresche nella tua testa quando
serviranno.
Ripeti. Il filosofo dominicano Tommaso D'Aquino, noto per le sue
capacità di memoria eccezionali, scrisse nella sua Summa Theologiae
che prima di tutto "occorre meditare con frequenza sulle cose da
ricordare". Ripetere infatti rimane il migliore e più semplice modo per
“rigenerare” letteralmente le informazioni nella nostra testa nonostante
il “deterioramento” dovuto al tempo, e consentirci quindi di renderle
sempre e continuamente fruibili. Ma quando ripetere? Un buon
modello può essere alla fine di ogni mole importante di informazioni
(ad esempio, alla fine di ogni capitolo), dopo 24 ore dal primo studio,
dopo una settimana, e poco prima del momento in cui tali informazioni
serviranno (ad esempio, un'ora prima dell'esame).
Ovviamente non esiste un modello preciso a cui attenersi, ma questo è
un buon punto da cui partire, ed è ovviamente da adattare alle
circostanze ed alle naturali predisposizioni di ognuno di noi.
Un'altra cosa a cui poi può valere la pena accennare è il potere che in
questo campo può essere esercitato dal sonno: ripetendo (bada:
"ripetendo". Non "studiando") infatti le nostre informazioni prima di
andare a dormire, spesso aiutiamo il cervello a completarle ed a
rigenerarle subconsciamente durante la stessa fase di sonno notturno. Il
risultato sarà svegliarci con le informazioni in questione chiare e ben
fissate nella nostra testa.
Strategia XXIX - Esplorare ed estrarre

Ora non parliamo più di tecniche per leggere, studiare o memorizzare.


Parliamo invece di come aiutare la mente ad estrarre dalla memoria quanto
visto, sentito o appreso in precedenza.
Come detto infatti nel capitolo relativo ai “riferimenti”, spesso nella nostra
mente sono immagazzinate più informazioni di quelle che crediamo. Però la
nostra maggiore difficoltà è nel trovare i riferimenti con cui estrarle e
portarle alla nostra consapevolezza, specialmente se le abbiamo fatte nostre
senza esserci focalizzati su di esse con la dovuta concentrazione né avere
utilizzato particolari tecniche.
Ecco quindi i passi consigliati per svolgere questa operazione al meglio, ed
accedere quindi al pieno potenziale della tua banca-dati mentale:
Rilassati. Si dice che, per essere esplorata a fondo, la mente non debba
venire scassinata con la forza, ma sedotta. Proprio per questo, quando
siamo calmi e rilassati (ma pur sempre motivati) è molto più facile
ricordare un'informazione rispetto a quando siamo particolarmente tesi
e stressati. Certo, non è semplicissimo rimanere calmi quando, per
esempio, si ha davanti un'intera commissione di esame pronta per
valutare la nostra preparazione. Tuttavia, proprio per questo motivo, è
opportuno imparare qualche piccola tecnica di rilassamento e stress
management.
In questo testo non tratteremo tecniche del genere nel dettaglio.
Tuttavia, vale la pena di ricordare quanto già parzialmente detto nel
capitolo dedicato alla "Lettura istantanea giapponese", ossia che le più
banali e più efficaci tecniche di stress management esistenti consistono
nel respirare in maniera profonda e regolare, e nello sforzarsi di
concentrarsi incondizionatamente sul momento presente, senza che
distrazioni o pensieri non necessari inquinino la percezione dello
stesso.
Visualizza ciò che vuoi ricordare. Chiudi anche gli occhi, se puoi.
Visualizzalo, e se non ci riesci, prova a regredire nel tempo. Per
esempio se non ti ricordi gli oggetti che avevi all'interno di una borsa
che hai smarrito, immagina vividamente di aprirla e di estrarvi tutto il
contenuto. Oppure, anche qualora tu non abbia utilizzato la già
menzionata “tecnica dei loci”, creane di nuovi da cui estrarre il
ricordo che, come già detto, è sicuramente da qualche parte nella tua
mente. Se per esempio non ricordi la password del tuo account email,
immagina di aprire una cartella su cui sia scritto “password” e di
vedere cosa c'è scritto dentro. Questo dovrebbe creare delle vere e
proprie "canne da pesca" attraverso cui ricatturare l'informazione
smarrita attraverso gli oceani della tua mente.
Una strategia extra per concludere!

Dopo avere letto ed imparato le tecniche contenute in questo libro, non


dimenticarti che non è possibile coltivare una buona memoria o buone
capacità di apprendimento senza mettere in atto la più importante di tutte le
strategie: quella che consiste nel quotidiano esercizio e nella quotidiana
applicazione di quanto appreso.
Difatti, così come un atleta deve tenere costantemente in allenamento il
proprio fisico, l'allenamento della memoria è fondamentale per tenere
sempre le prestazioni e l'efficienza mentale al massimo. Quindi:
Torna a svolgere, quando possibile, calcoli a mente. Moltissime
ricerche hanno ormai ampiamente dimostrato che l'atto di impegnarsi
con costanza anche in calcoli mentali semplici come quello del totale
del proprio conto al ristorante, favorisce l’attività cerebrale e migliora
memoria, attenzione e concentrazione. E questa è un'attività che in
tempi di smartphone e calcolatrici sempre a portata di mano abbiamo
completamente dimenticato, vero?
A proposito: se ti va di approfondire questo affascinante argomento...
dai un'occhiata al prossimo capitolo!
Fai giochi che tengano in allenamento il tuo cervello. Dedicati nel
tuo tempo libero anche a risolvere rebus, cruciverba, sudoku e tutto
quanto non sia semplice intrattenimento ma ti aiuti anche a svolgere un
processo mentale attivo; ciò terrà il tuo cervello sempre al massimo
dell'elasticità e della prontezza.
Esercitati con le tecniche di questo libro. Utilizza "Lettura 10x" per
leggere libri. Utilizza “Scatto mentale” per immagazzinare foto e
migliorare la tua memoria visiva. Utilizza associazioni buffe per
ricordare gli elementi della tua lista della spesa. Tieni sempre fresco e
ben vivido nella memoria il tuo File System Mentale. E non
dimenticare mai di farlo "giocando" con quello che hai davanti.
Crea la tua personale tecnica di memorizzazione, apprendimento e
studio. Come già detto, quanto hai letto finora non rappresenta che un
punto di partenza. Le vere tecniche che userai nel quotidiano infatti
nasceranno da combinazioni ed elaborazioni delle strategie finora
illustrate.
Pertanto, in base sia a ciò che ti risulta più congeniale, che alla natura
di ciò che hai bisogno di ricordare, studiare, apprendere, combina gli
elementi ed i passi di quanto hai trovato in questo libro e crea il
miglior modo per farlo tuo in maniera efficace, efficiente e duratura.
Già, perché troppi testi di memoria e metodo si limitano a dire "fai
questo o quello", ma io rimango sempre del parere che, visto che
ognuno di noi ha particolari esigenze, abitudini e predisposizioni,
questo approccio "assolutista" rischi di essere deleterio.
Piuttosto reputo che ogni testo debba fornire non dei metodi di lavoro
completi, ma degli strumenti con cui ognuno possa imparare a
costruirsi il proprio metodo di lavoro ottimale. Solo così si potranno
fornire gli spunti perché ogni lettore si possa delineare un percorso di
crescita individuale che realmente efficace e valido.
Il tuo percorso verso la rivelazione del tuo genio interiore, insomma, è
appena iniziato. Metti attivamente in pratica quanto hai trovato tra le pagine
di questo libro e comincia a goderne i risultati. E fallo da domani, da oggi,
da subito!
Se non lascerai che il cervello, più grande e potente strumento che ti sia mai
stato affidato, appassisca e si deteriori con il tempo, e farai invece il
possibile perché si mantenga sempre attivo ed in esercizio, ti renderai conto,
poco alla volta, di avere un potenziale assolutamente straordinario e che
non ci sono limiti a quello che potrai fare.
Dette così sembrano parole vuote, quindi non ti chiedo di credermi. Ti
chiedo semplicemente di provare.
Ma i contenuti in regalo per te non si fermano qui!
Crediamo infatti che nessun percorso di crescita personale che sia realmente
efficace possa limitarsi alla lettura di un libro. Ed è per questo che studiamo
continuamente come sfornare idee, consigli, spunti per rinforzare,
potenziare ed arricchire di creatività e sfide il tuo cammino.
Se ti va di continuare questo cammino insieme a noi, unisciti ai tanti amici
che già ci seguono sulle nostre pagine. Avrai ogni giorno a tua disposizione
tantissimi contenuti gratuiti, notizie, idee, strategie, consigli per migliorare
il tuo umore, il tuo lavoro, la tua vita:

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tua porzione di mondo altro non è che il piccolo centro di un universo
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Grazie ad esso rivedrai improvvisamente la tua intera esistenza in un'ottica
nuova ed incredibile. Comincerai a costruire e realizzare cose meravigliose
laddove non credevi che sarebbe mai stato possibile. Diverrai più forte, più
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il vero responsabile dell'andamento della tua vita e che, se lavorerai nel
modo giusto sulla tua mente e sui tuoi pensieri, non ci sono limiti a ciò che
potrai costruire e realizzare!

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L'ALCHIMIA DELLA FELICITA'


Attingendo agli inestimabili tesori delle meditazioni orientali, alle parole di
grandi filosofi del passato e dai principi di antiche culture semidimenticate,
questo volume ti spiegherà come antichi e moderni saperi possono essere
sapientemente applicati per raggiungere una felicità vera, potente,
indistruttibile. I segreti per raggiungere l'autostima, i principi per
raggiungere l'illuminazione spirituale, creatività, problem solving,
Buddhismo e Taoismo si intrecceranno in un'alchimia di parole che ti
coinvolgerà pagina dopo pagina, insegnandoti a trasformare le tue giornate
in infinite piogge di luce, ed a vivere sempre all'insegna della serenità, della
soddisfazione e della più piena gratificazione.

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LA FONTE DELLA CREATIVITA'


Tutte, ma proprio tutte le tecniche usate dai grandi geni per trasformare il
proprio cervello in una ribollente, colorata e fantastica fucina di
straordinarie idee. Grazie alle strategie di questo libro, che per la prima
volta condensa nelle sue pagine il frutto di secoli di studi, esperimenti e
ricerche sull'argomento, imparerai a creare nuovi concetti, nuovi mezzi,
nuove forme d'espressione che romperanno per sempre con ogni schema
precostituito. Tra le parole di Albert Einstein, Bruno Munari, Lao Tse e
Salvador Dalì, stimolerai la tua mente in modi incredibili, capirai i segreti
che si nascondono dietro una killer application che domina il mercato negli
anni a venire, e raggiungerai livelli di ingegno, creatività e potere che non
avresti mai immaginato di poter raggiungere.

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LO SCUDO DELL'ANIMA
Il tuo schermo impenetrabile di tenacia, solidità e ribellione a tutti i demoni
del quotidiano. Tra zen e cinema, tra poesia e scienza, tra tao e internet,
grazie a questo libro imparerai ad affrontare con determinazione ed energia
anche i problemi più terrificanti. Smetterai di temere anche tutto ciò che
oggi più ti terrorizza e sarai molto più forte anche di fronte alla peggiore
delle avversità. Imparerai a trarre vantaggio anche dalle situazioni più
disperate, e grazie alla tua indistruttibilità saprai trasformare la tua esistenza
in uno splendido ed arricchente percorso di continue sfide e continuo
apprendimento.

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LE CHIAVI PER SBLOCCARE IL TUO MASSIMO POTENZIALE


Volontà, motivazione, tenacia, entusiasmo, autodisciplina, capacità
decisionale: "Le chiavi per sbloccare il tuo massimo potenziale" è il libro
che ti condurrà in un percorso passo-passo che ti permetterà di svelare i
segreti di tutti i grandi atleti, i grandi imprenditori e le grandi menti di
successo. Capirai a poco a poco come allenare e sviluppare le loro stesse
doti nella tua quotidianità, e diverrai sempre più consapevole di come
utilizzarle giorno dopo giorno per modellare il tuo "io a pieno potenziale".
Ossia, quella versione "dormiente" di te che attende di essere scolpita fuori
dal tuo io "quotidiano", proprio come, secondo Michelangelo, ogni
meravigliosa opera d'arte non fa che attendere, dormiente, di essere scolpita
fuori dal proprio originario blocco di marmo.

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MANUALE DI STRATEGIA UNIVERSALE


Orchestrazione di strategie, visione d'insieme, project planning, ricchezza,
gestione efficace del tempo e superiorità competitiva. Un completissimo
excursus sull'arte universale della tattica dal Sun Tzu a Steve Jobs,
passando per Napoleone Bonaparte, Giulio Cesare, Confucio e per i mille
segreti della saggezza samurai. Un libro dal valore inestimabile, che ti
fornirà tecniche straordinarie per trionfare sulle situazioni competitive,
vincere in qualunque gioco, escogitare soluzioni che abbiano il massimo
impatto sull'ambiente che ti circonda e trasformare ogni cosa che ti circonda
in un'arma con cui trionfare su tutti i tuoi problemi.

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L'ARTE DELLA COMUNICAZIONE


Vuoi capire quali sono i segreti dei leader che hanno trascinato dietro il
proprio pensiero milioni di persone? Imparare a comunicare le tue idee, il
tuo prodotto, la tua attività fino a renderle irresistibili? Allenare il tuo
carisma ed il tuo magnetismo personale? Capire le tecniche di
manipolazione nascoste dietro i grandi inganni storici ed i semplici
messaggi di ogni giorno? Divenire un fascinoso seduttore ed un abile
conversatore?
Quello che ti serve allora è "L'arte della comunicazione"! Il volume grazie
al quale capirai come allenare il tuo magnetismo personale e comunicare in
modo ammaliante ed inarrestabile. Dalle ricerche dedicate ai grandi leader
come Gandhi a Martin Luther King fino agli studi sui grandi successi
pubblicitari dei nostri tempi, un prezioso manuale che ti rivelerà finalmente
tutte insieme, ed unite ad un numero enorme di esempi e casi di studio, le
teorie, le tecniche e le strategie più innovative ed efficaci sull'argomento
comunicazione e persuasione.

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