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ANATOMIA

LEZIONE 1 – GENERALITA’
Anatomia definisce quella scienza che studia le strutture del corpo umano. Parola anatomia si
riferisce etimologicamente ad un termine greco che significa tagliare, dissezionare.
Prima metà del 1600 si iniziano a fissare le competenze anatomiche, si sviluppano scuole di
medicina durante il tardo rinascimento. Si è dovuto aspettare il tardo rinascimento per praticare il
dissezionamento dei cadaveri per motivi religiosi.
 Anatomia macroscopica  lo studio delle grandi strutture del corpo, quelle visibili
 Anatomia microscopica  studio delle strutture che possono essere osservate con l’uso del
microscopio e include la citologia (studio delle cellule) e l’istologia (studio dei tessuti)
Due approcci nello studio anatomia macroscopica:

 Anatomia regionale  studiamo le relazioni tra le varie strutture del corpo umano in una
specifica regione del corpo umano
 Anatomia sistematica  anatomia raggruppata in gruppi di strutture che lavorano insieme
per ottenere una funzione particolare del corpo umano, un gruppo di strutture che
lavorano insieme per ottenere un'unica funzione
Fisiologia è studio scientifico della chimica e della fisica delle nostre strutture, riguarda la funzione
Per raggiungimento omeostasi, punto di equilibrio del nostro organismo per il mantenimento di un
ambiente in cui i processi di vita possano effettuarsi, molto correlata alla nostra funzione e alla
funzione fondamentale che ci permette di considerarci vivi
Per ottenere l’omeostasi l’organismo ha una serie di recettori che capiscono se ci si sta deviando
dell’omeostasi, i recettori allora inviano messaggio a centro di controllo che ordina una reazione
per riportare la deviazione ad un equilibrio.
Oltre al range dell’omeostasi si identificano dei processi patologici che se non vengono risolte
comprometteranno l’omeostasi e porteranno al decesso.
Dal punto di vista dell’organizzazione strutturale del copro umano, il nostro corpo può essere
pensato come un’architettura in cui delle piccole parti vengono usate per costituire delle cose più
ampie.
Ci sono 11 apparati nell’organismo umano
A cosa servono organi e apparati che andremo a studiare? Ognuno tende ad avere una funzione e
quindi avranno un ruolo fondamentale nella fisiologia del corpo umano ma tutta la vita umana può
essere riassunta in termini di poche funzioni che il nostro organismo esplica, che sono 6:

 organizzativo Un corpo umano è composto da miliardi di cellule organizzate in modo tale


da mantenere distinti compartimenti interni.
Questi compartimenti mantengono le cellule del corpo separate dalle minacce ambientali
esterne e mantengono le cellule umide e nutrite. Essi sono anche separati dai fluidi interni
del corpo da innumerevoli microrganismi che crescono sulle superfici corporee, compreso
il tracciamento di determinati tratti o passaggi.
 metabolismol’energia non può essere ne creata ne distrutta. Introduce ingesti che sono
energia e molecole, queste molecole vengono convertite in benzina per il nostro
movimento. 2 tipi di reazioni per ottenere questa continua sostituzione, crescita e sviluppo:
 Anabolismo: piccole molecole combinate in più grandi
 Catabolismo: molecole più grande suddivise in molecole più piccole
Somma reazioni anaboliche e cataboliche formano il metabolismo. Il cibo è ciò che ci serve
Energia immagazzinata sotto forma di ATP

 funzione di risposta  abilità di un organismo di aggiustarsi a mutare il proprio ambiente


interno ed esterno. Capacità che noi abbiamo di rispondere alle alterazioni e minacce
esterne attraverso un processo che riporti a delle condizioni omeostatiche
 movimento all’interno del nostro corpo il movimento evidente è anche il movimento di
parti dei nostri organi interni (es intestino) e il movimento di alcune cellule (es cellule del
sangue che si distribuiscono dove è necessario per proteggere il nostro organismo)
 tende a svilupparsi mutamenti nel nostro corpo che differenziano le cellule con gli organi
alla funzione a cui sono dedicate, crescita e rinnovo continuo del nostro organismo
 crescitadovuta all’incremento delle cellule dovute al materiale non cellulare intorno alle
cellule, o alla dimensione delle singole cellule
 tende a riprodursi  capacità di produrre degli organismi nuovi attraverso una funzione
fondamentale del corpo umano

Di cosa abbiamo bisogno per la vita umana?


1. Ossigeno  lo otteniamo dall’aria atmosferica e il 20 percento, è fondamentalmente
utilizzato nella reazione che mantiene il nostro corpo vitale e nella reazione che produce
ATP, importante per organi nobili
2. Nutrienti  sostanze che recuperiamo nel cibo e nelle bevande e che servono per la nostra
sopravvivenza. Tre classi: acqua, nutrienti che ci forniscono energia e nutrienti che ci
forniscono mattoni per strutturare il nostro organismo. Acqua e quelli che forniscono
energia si chiamano macronutrienti, micronutrienti sono idrosolubili, non possono essere
immagazzinate e ne dobbiamo consumare ogni giorno dal cibo per mantenerne la quantità
necessaria al nostro organismo
3. Range di temperatura ristretto  intorno ai 37 gradi centigradi, importante per fare in
modo che le reazioni chimiche facilitate dagli enzimi mantenga la struttura e l’abilità a
funzionare e a fare in modo che avvengano reazioni dei processi metabolici. Il nostro
organismo è efficiente a rispondere all’esposizione limitata nel tempo al calore (sudando) o
al freddo (brividi)
4. Range di pressione atmosferica limitato  pressione è la forza esercitata quando enti in
contatto con un’altra sostanza. Pressione atmosferica è esercitata dal mix di gas che stanno
nell’atmosfera. Noi non percepiamo la pressione atmosferica ma essa esiste e preme
contro l’esterno del nostro corpo e fa in modo che i gas all’interno dell’aria possano poi
dissolversi nei fluidi organici e possiamo poi assorbire l’ossigeno che ci serve durante il
respiro per reimmagazzinarne quantità sufficienti per funzioni vitali
Tutto ciò serve a mantenere l’omeostasi che è quel range di valori fisiologici
Range normale  valori ottimali perché la vita sia sana sicura e stabile e questo è mantenuto
da centri di controllo usando feedback negativi
 Feedback negativi  stimolo (es rialzo temperatura) tale sensore invia segnale a centro
di controllo attraverso un messaggio all’effettore che aumenta ad esempio un aumento
di sudorazione che tende ad abbassare la temperatura
 Feedback positivi intensificano cambiamenti nella fisiologia del corpo (es processo
che porta al parto al termine della gestazione)

TERMINOLOGIA ANATOMICA
Il fine di questa terminologia specifica è quello di aumentare
la precisione con cui ci si riferisce alle parti anatomiche
Posizione anatomica  corpo umano identificato e descritto
con le palme delle mani rivolte anteriormente e il corpo è in
posizione retta (si potranno identificare destra, sinistra,
prossimale, distale, inferiore, superiore)

Prono  organismo giace sull’addome


Supino  organismo giace sulla schiena

Regioni del corpo  termini che indicano


regioni del corpo

Termini direzionali  prossimale distale,


mediale laterale, postero anteriore, dorso
ventrale, cranio caudale, caudo craniale. Altri termini direzionali (es movimento di flessione o
estensione rispetto all’articolazione della spalla)
   
 
   

Sezioni  superficie bidimensionale di una struttura tridimensionale che viene tagliata con un
piano
Piano  superficie immaginaria bidimensionale che passa attraverso il corpo:
 
1) sagittale: divide corpo in sx e dx
Medio sagittale: attraverso linea
mediana (in due equi parti) se no
parasagittale o longitudinale
2) Frontale o coronale: anteriore e
posteriore
3) Trasversi: superiore o inferiore

All’interno del nostro corpo abbiamo


cavità con membrane seriose:
 
1) Cavità craniale e
vertebralecavità
posteriori
2) Cavità addominale e
pelvica  cavità
addominopelvica
3) Cavità toracica, addominale e pelvica  cavità anteriore
4) Mediastino, cavità pleurica, cavità pericardica  cavità toracica

Aree addominali (9 regioni, 4 quadranti):

Le cavità possono essere ricoperte da membrana sierosa che serve a fare in modo che alcuni
organi possano muoversi liberamente all’interno di questa cavità. Cavità pericardica svolge questa
funzione per il cuore
Terminologia molto importante per tecniche di immagine per il nostro corpo (nel 400 e 500
descrizioni del nostro corpo da Da vinci e Vesalius) ma nel tardo 19’ secolo ci sono stati metodi
non chirurgici per guardare all’interno del corpo vivente
Esiste da sempre dal punto di vista filosofico una diversa idea di quanto il corpo umano sia
perfetto o meno, nel rinascimento il corpo umano viene rappresentato in maniera perfetta perché
il corpo umano rappresenta e viene creato a immagine e somiglianza di una divinità.
I dottori sanno da tempo che ci sono errori nell’ingegneristica del nostro organismo
Perché il nostro organismo è imperfetto? Perché non è stato creato da un ingegnere ma si è
evoluto attraverso degli adattamenti successivi di tutta una serie di predecessori fino ad
identificare i primati, in particolare le grandi scimmie che ancora ritroviamo sulla superficie
terrestre (gorilla, scimpanzè, orangotango, homo sapiens)  adattamenti imperfetti

o Es. vene varicose sono il risultato di una ingegneristica imperfetta dei nostri vada venosi
con delle valvole che non reggono tutte le pressioni del nostro organismo dopo che ci
siamo evoluti in posizione eretta tutta la colonna sanguigna venosa pesa sulle valvole che
erano contenute in organismi quadrupedi. Le vene varicose sono figlie dell’evoluzione in
posizione eretta
o Es. defecazione  emorroidi. L’essere umano è tuttora costretto a flettere le anche di 90
gradi per permettere la defecazione
o Es. ernia inguinale causata dall’aumento di pressione
o Es. dolori ad anche, ginocchia e colonna vertebrale

LEZIONE 2 - CENNI DI BIOLOGIA CELLULARE


Organismo umano composto in particolar modo da ossigeno, carbonio, idrogeno e azoto
Affinchè il nostro organismo funzioni abbiamo bisogno di carboidrati, lipidi, proteine e nucleotidi,
vengono detti organici perché contengono carbonio e idrogeno. Molecole composte da monomeri
che uniti danno origine a queste macromolecole (formate tramite sintesi e ri suddivise tramite
idrolisi)
 Carboidrati  monosaccaridi
 Proteine  amminoacidi
 Lipidi glicerolo e acidi grassi
 Nucleotidi  acidi nucleici

CARBOIDRATI monosaccaridi come glucosio, disaccaridi come lattosio, polisaccaridi come


glicogeno. Tutte le cellule del corpo usano il glicogeno come
% monosaccaridi più importanti: glucosio, fruttosio, galattosio, deossiribosio, ribosio
Glicogeno importante perché funge da riserva di energia, monomeri di glucosio uniti
Funzioni carboidrati:
 Servono a formare acidi nucleici
 Energia
 Componenti aggiuntivi proteine
Possono essere:
 Introdotti con la dieta
 Formati ex novo a partire da amminoacidi
 Immagazzinati in fegato e muscoli sotto forma di glicogeno

LIPIDI idrofobici apolari

 Trigliceridi sono i lipidi più abbondanti nel nostro organismo, una molecola di glicerolo con
tre acidi grassi
 Fosfolipide composto da digliceride con un gruppo fosfato attaccato alla testa sulla
molecola, molecola anfipatica
 Steroide composti da 4 anelli idrocarboniosi, più importante colesterolo
 Alcuni sono essenziali
Funzioni:
 strutturale  membrane
 energetica
 ormonale

PROTEINE  contengono azoto, più di 100 amminoacidi legati da legame peptidico, importante la
forma, alcune forma globulare, 20 amminoacidi che formano proteine

 Struttura primaria  catena polipeptidica


 Struttura secondaria  alfa elica o beta foglietto
 Struttura terziaria  conformazione tridimensionale struttura secondaria
 Struttura quaternaria  rapporto e legame con altre proteine es. emoglobina
Funzioni:
 energetica
 strutturale
 enzimatica
 ormonale

NUCLEOTIDI  DNA, RNA. Rosalind Franklin fu la prima ad identificare la struttura a doppia elica
del DNA

 Acidi nucleici costituiti da gruppo fosfato, base azotata e zucchero


 Nucleosidi  zucchero + base azotata
 Nucleotide  zucchero + base azotata + fosfato
 Purine: A e G
 Pirimidine: C e T (e U)
 Dna codice genetico a triplette
Funzioni:
 Codice genetico
 Trasporto
 Sintesi proteica
 Signaling intracellulare
Dna chimicamente identico per tutti i viventi

Jacques Monod cerca di utilizzare le conoscenze della seconda metà del 900 per identificare dal
punto di vista filosofico un concetto estremamente importante, ovvero il fatto per cui quello che
noi siamo e in generale l’adattamento derivano da mutazioni nel nostro Dna che avvengono
accidentalmente. Noi siamo figli, la cellula, il nostro organismo sono figli di un processo
completamente casuale
Dal momento in cui la mutazione si è verificata verrà automaticamente e fedelmente tradotta e
replicata
Monod quindi opera una sintesi tra il caso che origina le mutazioni e il rigido determinismo che
opera nel meccanismo della selezione naturale nel momento in cui l’essere vivente mutatosi deve
mettere
La cellula
 Ha una sua anatomia, le cellule umane sono eucariote (dotata di nucleo), eccetto i globuli
rossi
 10-50 micron, eccezioni  oocita, motoneuroni
 Tutte le cellule al loro interno posseggono l’intero genoma
 Ha diverse funzioni

Nella cellula eucariotica abbiamo il nucleo, mentre in quella procariotica abbiamo il materiale
genetico disperso nel citoplasma

Cellula procariotica
Cellula eucariotica

Membrana  rende univoca la cellula,


è una barriera che separa la cellula
dall’ambiente extracellulare, doppio
strato fosfolipidico, parte polare
idrofilica (testa), parte idrofobica (coda)
che si dispone verso la parte idrofobica
dell’altro strato fosfolipidico
Per permettere passaggio tra interno ed
esterno ci saranno delle strutture
(proteine di membrana, canali proteici, glicoproteine) che selezioneranno le sostanze da far
passare tramite la membrana
Trasporto:
o Passivo  i materiali vengono diffusi in modo semplice o facilitato tramite le membrane,
avviene secondo il loro gradiente di concentrazione (l’acqua passa attraverso la membrana
attraverso un processo di diffusione chiamato osmosi
o Attivo  necessita di energia, avviene contro il gradiente di concentrazione, può avvenire
grazie all’aiuto di pompe di proteine o grazie all’uso di vescicole

Citoplasma  ambiente interno della cellula,


fatto di un fluido detto citosol, composto
soprattutto da acqua, e organelli immersi nella
cellula stessa (citosol + organelli=citoplasma)
Molti di questi organelli sono circondati da una
membrana lipidica  reticolo endoplasmatico,
apparato di Golgi, lisosomi sono detti sistema
endomembrana

Ci sono due tipi di reticolo endoplasmatico 


 Liscio: ha diverse funzioni (sintesi dei lipidi e
una funziona di storage per gli ioni)
 Rugoso: responsabile soprattutto della sintesi
delle proteine con l’uso di ribosomi, manda poi
le nuove proteine all’apparato di Golgi dove
vengono modificate per essere mandate in vari
posti

Lisosoma  alcuni di questi prodotti di proteine sono enzimi


destinati alla demolizione di materiale e diventano lisosomi per
essere usati all’interno della cellula
 Organelli deputati allo smaltimento e alla detossificazione.
 Sede di reazioni chimiche basate sull’utilizzo di molecole
altamente reagenti come H2O2, perossidi e specie reattive
dell’ossigeno.
 Strumento di morte dei linfociti e dei macrofagi
Apparato di Golgi  manipola i prodotti che provengono
dal reticolo endoplasmatico rugoso e inoltre produce
nuovi organelli chiamati lisosomi. Le proteine e altri
prodotti del reticolo endoplasmatico vengono mandati
all’apparato di Golgi, che li organizza, modifica ecc…
Alcuni di questi prodotti vengono trasportati ad altre aree
della cellula e alcune saranno esportate dalla cellula
attraverso esocitosi.

o L'apparato del Golgi (spesso detto semplicemente


Golgi) è un organulo di composizione lipo-proteica scoperto nel 1898 (50 anni prima del
microscopio elettronico) dal medico e microscopista italiano Camillo Golgi, che lo identificò
come una delicata struttura localizzata nella cellula in posizione paranucleare. Golgi diede
all'organulo il nome di apparato reticolare interno.
o Bartolomeo Camillo Emilio Golgi (Córteno, 7 luglio 1843 – Pavia, 21 gennaio 1926)
scienziato e medico italiano; ricopre a lungo il doppio incarico di professore di istologia e
patologia generale all'Università di Pavia. È, qualche settimana prima di Giosuè Carducci, il
primo italiano in assoluto ad essere designato nel 1906, dal Karolinska Institutet di
Stoccolma, per l'assegnazione del Premio Nobel.

Mitocondri 
 Organello deputato al fabbisogno
energetico. Sede del ciclo di krebs e della
catena di trasporto degli elettroni. Sintesi
di ATP.
 (glicolisi nel citosol)
 Dotato di un proprio DNA. Trasmissione
per via materna.
 Assente in alcuni tipi di cellule (eritrociti)

Perossisomi 
Contengono enzimi che trasformano sostanze dannose
come i radicali liberi in ossigeno e acqua, funzione
detossificante di alcune sostanze chimiche
• Citoscheletro  composto da 3 tipi di filamenti, responsabili della forma e struttura della
cellula, di tutto il traficking intracellulare di organelli e vescicole; della motilità, della
divisione.
• Microfilamenti: actina e miosina, responsabii della contrattilità. 6-7 nm
• Filamenti intermedi: desmoplachina, giunzioni cellulari, connessione. 10 nm
• Microtubuli: fuso mitotico, trasporto assonale. 25 nm

Nucleo e replicazione del DNA:


Nucleo centro di comando delle cellule, contiene le istruzioni genetiche per la creazione
di materiale, riparato da una membrana composta da due strati lipidici, questa membrana
nucleare contiene dei pori nucleari che permettono al materiale di essere trasportato
dentro o fuori al nucleo, contiene uno o più nucleoli, che fungono da luogo dove avviene la
sintesi dei ribosomi
Membrana a doppio strato con pori
In continuità con reticolo endoplasmatico

DNA  casa del materiale genetico della cellula, composto da cromatina


 When a cell is about to divide, the chromatin coils tightly and condenses to form
CHROMOSOMES.
Nucleo e genoma:
Cromosomi visibili solo durante la fase
replicativa
Cromatina addensata: non leggibile

Nucleo e replicazione del DNA:


 pool di cellule che si dividono costantemente all'interno del corpo. Il risultato sono miliardi
di nuove celle che vengono create ogni giorno.
 Prima che una cellula sia pronta a dividersi, deve replicare il proprio DNA in modo che ogni
nuova cellula figlia riceva una copia esatta del genoma dell'organismo.
 Una varietà di enzimi viene arruolata durante la replicazione del DNA. Questi enzimi
sciolgono la molecola di DNA, separano i due filamenti e contribuiscono alla costruzione di
filamenti complementari lungo ciascun filamento genitore. I filamenti di DNA originali
servono come modelli da cui viene determinata e sintetizzata la sequenza nucleotidica dei
nuovi filamenti.
 Quando la replicazione è completata, esistono due molecole di DNA identiche. Ognuna
contiene un filamento originale e un filamento complementare appena sintetizzato.
Sintesi delle proteine:
Il DNA immagazzina le
informazioni necessarie per
istruire la cellula a svolgere tutte
le sue funzioni. Le cellule
utilizzano il codice genetico
memorizzato nel DNA per
costruire PROTEINE, che alla
fine determinano la struttura e
la funzione della cellula. Questo
codice genetico risiede nella
particolare sequenza di
nucleotidi che compongono ciascun gene lungo la molecola di DNA.

Per "leggere" questo codice, la cella deve


eseguire 2 passaggi sequenziali. Nella
prima fase, la TRASCRIZIONE, il codice DNA
viene convertito in un codice RNA. Una
molecola di RNA messaggero che è
complementare a un gene specifico viene
sintetizzata in un processo simile alla
replicazione del DNA. La molecola di mRNA
fornisce il codice per sintetizzare una
proteina.

Nel processo di TRADUZIONE, l’mRNA si attacca a un


RIBOSOMA. Successivamente, le molecole di tRNA
trasferiscono gli amminoacidi appropriati al ribosoma, uno
per uno, codificato da codoni tripletti sequenziali sull’mRNA,
fino a quando la proteina non è completamente sintetizzata.
Al termine, l’mRNA si stacca dal ribosoma e la proteina viene
rilasciata.
Ribosomi:
 Organelli formati da rRNA e
proteine
 Liberi nel citoplasma o adesi
al reticolo endoplasmatico
rugoso
 Due subunità si chiudono a
sandwich sul mRNA
 Permettono la traduzione
del codice genetico

Sintesi proteica:
Codice genetico: triplette di basi azotate
1. Rottura della doppia elica
2. Lettura del codice e trasduzione in mRNA
3. Fuoriuscita dal nucleo
4. Lettura del mRNA da parte dei ribosomi
5. Traduzione del codice in aminoacidi
6. (aminoacidi trasportati da tRNA)
7. Creazione della catena polipeptidica

Tipicamente, più ribosomi si attaccano a una singola molecola


di mRNA contemporaneamente in modo tale che più proteine
possano essere prodotte contemporaneamente dall'mRNA.

Crescita e divisione cellulare:


La vita della cellula è costituita da fasi che compongono il CICLO CELLULARE. Dopo che una cellula
è nata, passa attraverso un'INTERFASE prima che sia pronta a replicarsi e produrre cellule figlie.
Questa interfase comprende due GAP PHASES (G), oltre a una S PHASE, durante la quale il suo
DNA viene replicato in preparazione alla divisione cellulare.
Il ciclo cellulare è regolato da messaggeri chimici sia
all'interno che all'esterno della cellula che forniscono
segnali di "stop" e "go" per il movimento da una fase
all'altra. Il fallimento di questi segnali può provocare
cellule che continuano a dividersi in modo
incontrollabile, il che può portare al cancro.

Coppia omologa di cromosomi con i loro cromatidi sorelle attaccati


Genoma umano:
• 22 cromosomi autosomi + 1 cromosoma
sessuale (X Y) n=23
• Ciascuno presente in due copie, di
provenienza materna e paterna
• Ogni cellula ha quindi 23 coppie di
cromosomi: 1 materno + 1 paterno, 1
paterno + 1 materno …. 2n=46

Una volta che una cellula ha completato


l'interfase ed è pronta per la divisione cellulare, procede attraverso 4 fasi separate della MITOSI
(profase, metafase, anafase e telofase). La telofase è seguita dalla divisione del citoplasma
(citochinesi), che genera due cellule figlie.
Questo processo avviene in tutte le cellule del corpo che si dividono normalmente, ad eccezione
delle cellule germinali che producono uova e sperma.
Tutte le cellule sono diploidi, 2n, hanno 23
coppie di cromosomi
Eccezione sono i gameti: spermatozoi e oociti.
Numero aploide n. di ciascun cromosoma
hanno una sola delle due copie, o la materna o
la paterna
Replicazione cellulare:
 Mitosi: copia identica delle due cellule,
conservato il numero 2n
 Meiosi: dimezzamento casuale del
patrimonio genetico
Differenziazione cellulare:

 Come le cellule si specializzano nell'assumere le loro strutture e funzioni uniche, poiché


tutte le cellule provengono essenzialmente da un singolo ovulo fecondato. La
differenziazione cellulare è il processo in cui le cellule si specializzano man mano che il
corpo si sviluppa.
 Una cellula staminale è una cellula non specializzata che può dividersi senza limiti secondo
necessità e può, in condizioni specifiche, differenziarsi in cellule specializzate. Le cellule
staminali sono suddivise in diverse categorie in base al loro potenziale di differenziazione.

 Mentre tutte le cellule somatiche contengono lo stesso identico genoma, diversi tipi di
cellule esprimono solo alcuni di quei geni in un dato momento. Queste differenze
nell'espressione genica determinano in ultima analisi le caratteristiche morfologiche e
fisiologiche uniche di una cellula.
 Il meccanismo principale che determina quali geni saranno espressi e quali no è attraverso
l'uso di differenti proteine del fattore di trascrizione, che si legano al DNA e promuovono o
ostacolano la trascrizione di differenti geni. Attraverso l'azione di questi fattori di
trascrizione, le cellule si specializzano in uno delle centinaia di diversi tipi di cellule del
corpo umano.

Giunzioni cellulari
Gap junction: tessuto muscolare
Tight junction: adesione tra cellule
Giunzioni aderenti: adesione tra cellula e matrice, desmosoma

LEZIONE 3 - ISTOLOGIA ED EMBRIOLOGIA


Organizzazione tissutale quando più cellule si uniscono a formare dei tessuti
4 tipi di tessuti:

 Tessuto epiteliale
 Tessuto connettivo
 Tessuto muscolare
 Tessuto nervoso
Nel nostro corpo abbiamo
circa 200 tipi di cellule, la
struttura interna e la
qualità di DNA che la
cellula contiene è la stessa,
ma queste variano nella
forma e funzione
soprattutto per come si
organizzano a livello
tissutale
Da una singola cellula, abbiamo
milioni e milioni di cellule che
hanno la stessa traccia genetica
ma si organizzano in tessuti diversi, hanno un percorso di sviluppo diverso
Tipi di tessuto
Tessuto = un gruppo di cellule che si trovano insieme nel corpo, che condividono caratteristiche
morfologiche comuni e sono disposte in uno schema ordinato che realizza le funzioni del tessuto.
Molti tipi di cellule ma organizzati in 4 grandi categorie di tessuti:
1. epiteliale
2. connettivo
3. muscolo
4. nervoso
con funzioni specifiche che contribuiscono alla salute generale e al mantenimento del corpo.
Istologia  studio microscopico di come si organizzano i tessuti e di che funzioni essi hanno
L'istologia è una scienza visiva, oltre che molto colorata, che viene studiata con l'aiuto di un
microscopio ottico.
I campioni preparati per l'esame vengono affettati sottilmente, posti su un vetrino, colorati con
una varietà di coloranti ed esaminati con un microscopio ottico tramite un raggio di luce che passa
attraverso i tessuti fissati sul vetrino

Perché esista l’istologia abbiamo la necessità che i tessuti possano essere


visti con una visione microscopica  microscopio= strumento inventato in
Olanda nel 1600, serve a vedere i tessuti nelle loro caratteristiche
microscopiche aumentando le dimensioni visibili di strutture microscopiche

Perché un microscopio ottico possa vedere le cellule e i tessuti bisogna che


il tessuto possa essere fissati e fermato in una certa situazione  fissazione
(FISSAZIONE= pronta immersione del campione con diverse soluzioni chimiche, per preservare
una sezione di tessuto o organo per l'esame istologico):
 essenziale per preservare in modo permanente la composizione strutturale e molecolare
del campione.
 per accelerare ulteriormente la penetrazione e il corretto processo di fissazione, il
campione di tessuto viene prima tagliato in piccoli pezzi e poi immerso nel fissativo.
 indurisce il campione per il sezionamento, provoca il legame incrociato delle
macromolecole all'interno delle cellule, riduce la degenerazione cellulare, preserva
l'integrità delle cellule e dei tessuti e aumenta la loro affinità per assorbire macchie diverse.
 il fissativo più comunemente usato per microscopio è la FORMALDEIDE tamponata neutra.
POSTFISSAZIONE
 Dopo la fissazione, l'acqua deve essere prima rimossa facendola passare attraverso una
serie di concentrazioni ascendenti di ALCOOL (etanolo), solitamente dal 70 al 100%
 Quindi il campione deve essere ripulito dall'alcol facendolo passare attraverso diversi
cambiamenti di agenti schiarenti come XILENE
 Una volta che il campione è impregnato con l'agente di pulizia xilene, viene quindi posto in
uno stampo caldo contenente PARAFFINA fusa. Una volta rimossa dalla fonte di calore, la
paraffina nello stampo si raffredda, solidifica e racchiude il campione.
 Il blocco di paraffina quindi tagliato alla dimensione del campione e montato in uno
strumento chiamato MICROTONO [fa avanzare con precisione il blocco di paraffina in
modo che le sezioni vengano tagliate a incrementi specifici e predeterminati con un coltello
d'acciaio] = le sezioni vengono normalmente tagliate a 3-10 μm spessore.
 Le sezioni sottili di paraffina vengono quindi raccolte e fatte galleggiare in un bagno di
acqua calda e poste su un vetrino che è stato coperto con un sottile strato di albume, che
funge da mezzo adesivo per il campione.
 Le sezioni di paraffina sul vetrino sono incolori devono essere colorate.
 La paraffina deve essere prima sciolta dal campione con solventi, come xilene, e le sezioni
devono essere reidratate con una serie di concentrazioni di alcol decrescenti.
 Le sezioni idratate possono quindi essere colorate con una varietà di coloranti idrosolubili,
che colorano selettivamente vari componenti del campione
 La maggior parte dei coloranti utilizzati per la preparazione di vetrini istologici si
comportano come composti acidi o basici: le strutture che si colorano più facilmente con
coloranti basici sono chiamate BASOPHILIC e quelle che si colorano con colorazioni acide
sono chiamate ACIDOPHILIC [le colorazioni più comuni sono ematossilina ed eosina]
Tutti questi coloranti portano alla visione di una struttura che da tridimensionale viene vista in una
vista istologica in due dimensioni

Gli aspetti più impegnativi e difficili dell'istologia: interpretazione di ciò che le sezioni istologiche
bidimensionali rappresentano in 3 dimensioni.
Sezioni istologiche = fette sottili e piatte di tessuti o organi fissi e colorati montati su vetrini piani.
 sezioni normalmente composte da strutture cellulari, fibrose e tubolari tagliate su piani diversi,
possono essere visibili varietà di forme, dimensioni e strati, a seconda del piano di sezione.
Le strutture fibrose sono solide e si trovano nei tessuti connettivi, nervosi e muscolari.
Le strutture tubolari sono cave e rappresentano vari tipi di vasi sanguigni, vasi linfatici, dotti
ghiandolari e ghiandole del corpo.
Microscopio elettronico a trasmissione o scansione
 A trasmissione, rivela elettroni che passano attraverso un campione dallo spessore molto
sottile e ci permette di identificare le strutture organulari delle cellule
 A scansione, sfrutta gli elettroni che vengono respinti dalla zona del campione vicina alla
superficie per generare l’immagine
Ciliated and nonciliated cells Junctional complex

Basal region Basal region in ions transporting cell

Cilia and microvilli Nuclear envelope and pores


Mitochondria RER

SER Golgi apparatus

Lysosomes
LA MITOSI:
Durante la mitosi abbiamo la scomparsa del nucleo, la polarizzazione del contenuto che si è
duplicato, e il traporto dello stesso numero dei cromosomi ai due poli

1. Tessuto epiteliale (epitelio) = fogli di cellule che


ricoprono le superfici esterne del corpo, le cavità
interne e i passaggi e forma determinate ghiandole.
2. Tessuto connettivo = lega insieme cellule e
organi (funzioni nella protezione, supporto e
integrazione di tutte le parti del corpo)
3. Tessuto muscolare = eccitabile, che risponde alla
stimolazione e si contrae per fornire movimento, e
si presenta come 3 tipi principali: muscolo
scheletrico (volontario), muscolo liscio e muscolo
cardiaco nel cuore.
4. Tessuto nervoso = anche eccitabile, consente la
propagazione di segnali elettrochimici sotto forma
di impulsi nervosi.

Sezioni attraverso 4 diversi


organi: intestino, pelle,
polmone e trachea. (ogni
organo è composto da più
tessuti e che le loro sono
variazioni di come i tessuti
sono progettati)
Embryonic Origin of Tissues

tre principali linee cellulari stabilite all'interno dell'embrione

3 linee di cellule embrionali formano 3


strati germinali distinti identificati dalla
sua posizione relativa:
1. ectoderma (ecto- = "esterno"),
2. mesoderma (meso- = "medio"),
3. endoderma (endo- = "interno").
N.B. il tessuto epiteliale ha origine in tutti e tre gli strati, mentre il tessuto nervoso deriva
principalmente dall'ectoderma e il tessuto muscolare dal mesoderma.

Tissue
Membranes
Membrana tissutale = strato sottile o foglio di cellule che
copre l'esterno del corpo (ad esempio, la pelle), gli
organi (ad esempio, il pericardio), i passaggi interni che
portano all'esterno del corpo (ad esempio, i mesenteri
addominali), e il rivestimento delle cavità articolari
mobili.
2 tipi 
1. Membrane del tessuto connettivo = formate
esclusivamente da tessuto connettivo, incapsulano
organi e rivestono le nostre articolazioni mobili
(membrana sinoviale)
2. Membrane epiteliali = composte da epitelio attaccato a uno strato di tessuto connettivo
I. membrane mucose (mucose) = rivestono le cavità del corpo e i passaggi cavi che si aprono
verso l'ambiente esterno e comprendono i tratti digerente, respiratorio, escretore e
riproduttivo. Mucoso, prodotto dalle ghiandole esocrine epiteliali, copre lo strato epiteliale.
Il tessuto connettivo sottostante, chiamato lamina propria, sostiene lo strato epiteliale.
II. membrana sierosa = composta da epitelio di derivazione mesodermica chiamato mesotelio
che è supportato da tessuto connettivo, linea cavità celomiche (non si aprono verso
l'esterno).
III. membrana cutanea (pelle) = membrana epiteliale squamosa stratificata che poggia sulla
parte superiore del tessuto connettivo.

Epithelial Tissue
= fogli di cellule essenzialmente grandi che coprono
tutte le superfici del corpo esposte al mondo
esterno + rivestono l'esterno degli organi + gran
parte del tessuto ghiandolare del corpo;
Condivide caratteristiche strutturali / funzionali:
 altamente cellulare, con poca o nessuna
matrice extracellulare tra le cellule
 giunzione cellulare = connessione
intercellulare specializzata tra la cellula
 polarità = differenze di struttura e funzione
tra la superficie esposta o apicale della
cellula e la superficie basale
 lamina basale = (una miscela di
glicoproteine e collagene) fornisce un sito di attacco per l'epitelio, separandolo dal tessuto
connettivo sottostante e si attacca a una lamina reticolare, che viene secreta dal tessuto
connettivo sottostante, formando una membrana basale che lo tiene insieme
 quasi completamente avascolare
 in grado di sostituire rapidamente le cellule danneggiate e morte

Funzioni generalizzate del tessuto epiteliale


fornire la prima linea di protezione del corpo dall'usura fisica, chimica e biologica, controllando la
permeabilità e consentendo il trasferimento selettivo dei materiali attraverso una barriera fisica
a volte sono in grado di secernere e rilasciare composti chimici mucosi e specifici sulle loro
superfici apicali.
La cellula epiteliale
tipicamente caratterizzato dalla distribuzione polarizzata di organelli e proteine legate alla
membrana tra le loro superfici basali e apicali: alcuni organelli sono segregati ai lati basali, mentre
altri organelli ed estensioni, come le ciglia (estensioni microscopiche della membrana cellulare
apicale che sono supportate da microtubuli), quando presenti, si trovano sulla superficie apicale e
battono all'unisono e muovono fluidi e particelle intrappolate.
Giunzioni da cella a cella
Le cellule degli epiteli sono strettamente
collegate e non sono separate da
materiale extracellulare. 3 tipi base di
connessioni consentono diversi gradi di
interazione tra le celle:
 giunzioni strette
 giunzioni di ancoraggio
 giunzioni gap

Classificazione dei tessuti epiteliali


Classificati in base alla forma delle cellule e al numero degli strati cellulari formati. Transitional
descrive una forma di epitelio stratificato specializzato in cui la forma delle cellule può variare.
Goblet cell:
Sia gli epiteli colonnari semplici che quelli pseudostratificati sono epiteli eterogenei perché
includono tipi aggiuntivi di cellule intervallate tra le cellule epiteliali.
Ad esempio, una goblet cell è una "ghiandola"
unicellulare secernente muco intervallata tra le
cellule epiteliali colonnari delle membrane
mucose
Diverse categorie di cellule del tessuto cellulare epiteliale:

Epitelio ghiandolare:
Ghiandola = una struttura composta da una o più cellule modificate per sintetizzare e secernere
sostanze chimiche; la maggior parte delle ghiandole è costituita da gruppi di cellule epiteliali.
1) Ghiandole endocrine  una ghiandola senza condotti che rilascia secrezioni (ormoni)
direttamente nei tessuti e nei fluidi circostanti (endo- = "dentro"), che fanno parte del
sistema di regolazione
2) Ghiandole esocrine 
ghiandola le cui secrezioni
escono attraverso un
condotto che si apre
direttamente, o
indirettamente, all'ambiente
esterno (eso- = “esterno”).
attraverso un condotto
tubolare che porta alla
superficie epiteliale
Struttura ghiandolare esocrina
Ghiandole esocrine classificate:
 unicellulare = cellule singole
sparse (cellule caliciformi)
 multicellulare (classificato per
struttura)
(vedi immagine a destra)
Metodi ghiandolari esocrini e tipi di secrezione
Ghiandole esocrine classificate in base a:
 modalità di secrezione
 natura delle sostanze rilasciate

ghiandola sierosa  secrezioni acquose, simili al


plasma sanguigno
ghiandola mucosa  prodotti acquosi o viscosi
ricchi di glicoproteina mucina.
ghiandole miste  ghiandole sierose e mucose e
rilasciano entrambi i tipi di secrezioni.

Le ghiandole sebacee
Le ghiandole sebacee secernono oli che lubrificano e proteggono la pelle e sono ghiandole
olocrine (vengono distrutte dopo aver rilasciato il loro contenuto, si formano nuove cellule
ghiandolari per sostituire le cellule perse).
Connective Tissue:
Struttura generale del CT:
 le cellule sono disperse in una matrice
 matrice = una grande quantità di materiale extracellulare prodotto dalle cellule CT e svolge
un ruolo importante nel funzionamento
 componente della matrice = sostanza fondamentale spesso incrociata da fibre proteiche
 sostanza fondamentale generalmente fluida, ma può anche essere mineralizzata e solida
(ossa)
 CT = ampia varietà di forme, ma tipicamente 3 componenti caratteristici: cellule, grandi
quantità di sostanza fondamentale amorfa e fibre proteiche.

Sostanza fondamentale:
Nel tessuto connettivo, la sostanza fondamentale è
una sostanza gelatinosa amorfa che circonda le
cellule. In un tessuto, le cellule sono circondate e
supportate da una matrice extracellulare. La
sostanza fondamentale tradizionalmente non
include le fibre (collagene e fibre elastiche), ma
include tutti gli altri componenti della matrice
extracellulare.
I componenti della sostanza fondamentale variano a
seconda del tessuto. La sostanza fondamentale è
composta principalmente da acqua,
glicosaminoglicani (in particolare ialuronano),
proteoglicani e glicoproteine. Di solito non è visibile sulle diapositive, perché viene perso durante il
processo di preparazione.
Funzioni dei tessuti connettivi
1) Sostiene e collega altri tessuti
2) Protezione (capsule fibrose e ossa che proteggono organi delicati e, ovviamente, il sistema
scheletrico).
3) Il trasporto di fluidi, nutrienti, rifiuti e messaggeri chimici è assicurato da tessuti connettivi
fluidi specializzati, come sangue e linfa.
4) Le cellule adipose immagazzinano l'energia in eccesso sotto forma di grasso e
contribuiscono all'isolamento termico del corpo.
Tessuto connettivo embrionale
Tutti i tessuti connettivi derivano dallo strato mesodermico dell'embrione.
Il primo tessuto connettivo che si sviluppa nell'embrione è il mesenchima, la linea di cellule
staminali da cui derivano successivamente tutti i tessuti connettivi. I cluster di cellule
mesenchimali sono sparsi in tutto il tessuto adulto e forniscono le cellule necessarie per la
sostituzione e la riparazione dopo una lesione del tessuto connettivo.
Un secondo tipo di tessuto connettivo embrionale si forma nel cordone ombelicale, chiamato
tessuto connettivo mucoso o gelatina di Wharton. Questo tessuto non è più presente dopo la
nascita, lasciando solo cellule mesenchimali sparse in tutto il corpo.
Classificazione dei CT
3 grandi categorie di CT sono classificate in base alle caratteristiche della loro sostanza
fondamentale e ai tipi di fibre presenti nella matrice

Connective tissue proper


CELLULE
 Fibroblasti presenti in tutta la CT proper
 I fibrociti, gli adipociti e le cellule mesenchimali sono cellule fisse (rimangono all'interno del
tessuto connettivo).
 Altre cellule si muovono dentro e fuori in risposta a segnali chimici: macrofagi, mastociti,
linfociti, plasmacellule e cellule fagocitiche (in realtà parte del sistema immunitario)
Fibre del tessuto connettivo e sostanza fondamentale (tutti secreti dai fibroblasti)
3 tipi principali:
 Fibra di collagene = costituita da subunità proteiche fibrose collegate tra loro per formare
una fibra lunga e diritta, mentre flessibile, ha una grande resistenza alla trazione, resiste
allo stiramento e conferisce a legamenti e tendini la loro caratteristica elasticità e forza.
 Fibra elastica = elastina proteica (che dopo essere stata stirata o compressa, tornerà alla
sua forma originale) insieme a quantità minori di altre proteine e glicoproteine.
 Fibra reticolare = anch'essa formata dalle stesse subunità proteiche delle fibre di
collagene, ma disposte in una rete ramificata.
 Tutte queste fibre incorporate nella sostanza fondamentale = costituite da polisaccaridi, in
particolare acido ialuronico, e proteine (combinate per formare un proteoglicano con un
nucleo proteico e rami di polisaccaridi). Il proteoglicano attrae e intrappola l'umidità
disponibile formando una matrice chiara, viscosa e incolore
Tessuto connettivo allentato
Si trova tra molti organi in cui agisce sia per assorbire gli urti che per legare i tessuti + consente
all'acqua, ai sali e a vari nutrienti di diffondersi attraverso le cellule e i tessuti adiacenti o
incorporati.
1) Tessuto adiposo = principalmente di cellule di accumulo di grasso, con poca matrice
extracellulare. Il grasso bianco contribuisce principalmente alla conservazione dei lipidi e
può fungere da isolamento dal freddo e dalle lesioni meccaniche. Il tessuto adiposo bruno
è più comune nei neonati ("grasso del bambino") ed è termogenico

2) Il tessuto areolare = mostra poca specializzazione e riempie gli spazi tra le fibre muscolari,
circonda i vasi sanguigni e linfatici e sostiene gli organi nella cavità addominale. Il tessuto
areolare è alla base della maggior parte degli epiteli e rappresenta la componente del
tessuto connettivo delle membrane epiteliali.
3) Tessuto reticolare = struttura di supporto a rete per organi molli come tessuto linfatico,
milza e fegato.

Supportive Connective Tissues:


Permettere al corpo di mantenere la sua postura e proteggere gli organi interni + 2 forme
principali:
1. Cartilagine
L'aspetto caratteristico della cartilagine è dovuto ai polisaccaridi chiamati condroitin solfati, che si
legano alle proteine della sostanza fondamentale per formare i proteoglicani. Incorporati nella
matrice cartilaginea sono i condrociti e lo spazio che occupano è chiamato lacune (singolare =
lacuna). Uno strato di tessuto connettivo denso e irregolare, il pericondrio, incapsula la cartilagine.
guarigione avascolare molto lenta. 3 tipi principali:

2. Osso
la TC più dura con matrice extracellulare rigida contiene principalmente fibre di collagene
incorporate in una sostanza fondamentale mineralizzata contenente idrossiapatite. Gli osteociti si
trovano all'interno delle lacune. tessuto altamente vascolarizzato.
Fluid Connective Tissue:
= sangue e linfa dove le cellule circolano in una matrice extracellulare liquida

Questa attività copre i seguenti tipi di tessuto connettivo:


 Tessuto connettivo sciolto (areolare) (delicati strati sottili tra
 tessuti; presente in tutte le mucose)
 Tessuto adiposo (grasso)
 Tessuto connettivo denso (tendini / legamenti)
 Cartilagine ialina (naso / estremità delle ossa lunghe / costole)
 Cartilagine elastica (orecchio esterno / epiglottide)
 Fibrocartilagine (tra vertebre / articolazioni del ginocchio / articolazione pubica)
 Osso (sistema scheletrico)
 Sangue (flusso sanguigno)
Confronto delle classi di tessuti connettivi
Descrizione: Matrice simile al gel con tre tipi di fibre; cellule: fibroblasti, macrofagi, mastociti e
alcuni globuli bianchi.
Funzione: involucri e organi cuscinetto; i suoi macrofagi fagocitano batteri; gioca un ruolo
importante in infiammazione; trattiene e trasporta fluido tissutale
Posizione: ampiamente distribuito sotto epiteli del corpo, ad esempio, forma la lamina propria
delle mucose; pacchetti di organi; circonda capillari.
Descrizione: matrice come areolare, ma molto scarso; strettamente imballato gli adipociti, o
cellule adipose, hanno nucleo spinto di lato da una grande gocciolina di grasso.
Funzione: fornisce cibo di riserva carburante; isola contro la perdita di calore; sostiene e protegge
gli organi.
Posizione: sotto la pelle in ipoderma; intorno ai reni e bulbi oculari; all'interno dell'addome; nei
seni.

Descrizione: rete di fibre reticolari in un tipico loose ground substance; le cellule reticolari
giacciono sulla rete
Funzione: le fibre formano un interno morbido scheletro (stroma) che supporta altri tipi di cellule
compresi i globuli bianchi, mastociti e macrofagi.
Posizione: organi linfoidi (linfonodi, midollo osseo e milza).

Descrizione: principalmente parallela fibre di collagene; poche fibre elastiche; il tipo di cellula
principale è il fibroblasto.
Funzione: attacca i muscoli a ossa o muscoli; attacca le ossa alle ossa; resiste a grandi tensioni di
stress quando viene applicata la forza di trazione in una direzione.
Posizione: tendini, la maggior parte legamenti, aponeurosi.

Descrizione: principalmente collagene organizzato in modo irregolare fibre; alcune fibre elastiche;
il tipo di cellula principale è il fibroblasto
Funzione: in grado di resistere tensione esercitata in molte indicazioni; fornisce forza strutturale.
Posizione: capsule fibrose di organi e articolazioni; derma della pelle; sottomucosa del tratto
digestivo.
Riesci a riconoscerli?
Che tipo di tessuto è? Loose (areolar) connective tissue
Dove lo trovi nel corpo? Delicate thin layers between tissues, present in all mucous membranes

Che tipo di tessuto è? Adipose tissue


Dove lo trovi nel corpo? Fat

Che tipo di tessuto è? Dense connective tissue


Dove lo trovi nel corpo? Tendons, ligaments

Che tipo di tessuto è? Hyaline cartilage


Dove lo trovi nel corpo? Nose, ends of long bones, ribs
Che tipo di tessuto è? Elastic cartilage
Dove lo trovi nel corpo? Outer ear, epiglottis

Che tipo di tessuto è? Fibrocartilage


Dove lo trovi nel corpo? Between vertebrae, knee joints, pubic joint

Che tipo di tessuto è? Bone


Dove lo trovi nel corpo? Skeletral system
Che tipo di tessuto è? Blood
Dove lo trovi nel corpo? Bloodstream

Muscle Tissue:
 Caratterizzato da proprietà che consentono il movimento.
 Le cellule muscolari sono eccitabili (= rispondono a uno stimolo) + contrattili (= possono
accorciarsi e generare una forza di trazione)
 Alcuni movimenti muscolari sono volontari (= sotto controllo cosciente) altri involontari
(cioè contrazione della pupilla)
 Classificato in 3 tipologie in base alla struttura e alla funzione
1) Il muscolo scheletrico (a) rende possibile la locomozione, le
espressioni facciali, la postura e altri movimenti volontari (40%
di massa corporea), partecipano all'omeostasi termica: i miociti
(da mioblasti, mesoderma) e il loro numero rimangono
relativamente costanti per tutta la vita. Disposto in fasci
circondati da tessuto connettivo striato (per l'alternanza
regolare delle proteine contrattili actina e miosina), con molti
nuclei schiacciati lungo le membrane (come risultato della
fusione dei molti mioblasti per formare ciascuna lunga fibra
muscolare).

Cellule muscolari scheletriche (fibre), con


striature trasversali e nuclei periferici
Maggiore potenza del muscolo scheletrico per i dettagli delle striature incrociate. Notare i dischi Z
sottili e le bande A pesanti. Da un disco Z all'altro c'è un sarcomero, l'unità di contrazione
muscolare. Nella cellula muscolare superiore si notano miofibrille ombrose che corrono
longitudinalmente.

EM di diverse miofibrille che corrono longitudinalmente


attraverso la cellula muscolare scheletrica. Tra le singole
miofibrille si trovano i mitocondri (M) e il glicogeno (G) del
citoplasma. All'interno di ciascuna miofibrilla sono presenti le
tipiche striature: A = banda A; I = I band; Z = linea Z; e H =
banda H. La fascia è formata dalla disposizione dei filamenti di
miosina e actina.

2) Muscolo liscio (b) responsabile dei movimenti


involontari negli organi interni. Forma la componente contrattile dei sistemi digestivo,
urinario e riproduttivo, nonché delle vie aeree e delle arterie. Ogni cellula è a forma di fuso
con un singolo nucleo e senza striature visibili

Muscolo liscio: nuclei centrali lunghi e sottili,


che giacciono all'interno di cellule fusiformi
strette che giacciono parallele l'una all'altra in
una disposizione regolare. (Le cellule muscolari
sono spesso indicate come fibre muscolari a
causa della loro ristrettezza e lunghezza.)

Muscolo liscio - con


cellule più separate
in modo da vedere meglio la loro estensione e forma e la
posizione centrale dei loro nuclei. Un tessuto connettivo lasso e
irregolare (endomisio) si trova tra le cellule. Nuclei visti in questo
c.t. appartengono principalmente ai fibroblasti.
Muscolo liscio con nuclei rugosi a causa
della contrazione delle cellule

EM della muscolatura liscia che mostra il tipico aspetto


"peloso" principalmente dei filamenti nel citoplasma.
Parte del citoplasma è priva di filamenti e mostra
mitocondri e poliribosomi. La membrana cellulare è in
basso a destra del campo e mostra alcune vescicole
pinocitotiche verso l'estrema destra. L'estensione a
sinistra di quella stessa membrana sembra più scura e
più densa: probabilmente una placca, dove si
attaccano i filamenti. La densità sfocata appena fuori
dalla membrana cellulare è la lamina basale.

3) Muscolo cardiaco (pareti contrattili del cuore), cardiomiociti, anche cellule singole striate
tipicamente con un singolo nucleo situato centralmente, si contraggono sui propri ritmi
intrinseci senza alcuna stimolazione esterna e si attaccano l'un l'altro con giunzioni cellulari
specializzate = dischi intercalati (entrambi ancoranti giunzioni e gap junctions)  fibre
muscolari cardiache lunghe e ramificate che sono, essenzialmente, un sincizio meccanico
ed elettrochimico con azioni sincronizzate che pompa il sangue sotto controllo involontario.

Muscolo cardiaco con striature trasversali,


dischi intercalati scuri e nuclei centrali.
Notare anche che i nuclei sono di aspetto
tozzo e che giacciono in un citoplasma
piuttosto granulare. Alcuni dei dischi
intercalati formano una linea retta
attraverso le fibre muscolari; altri fanno
una disposizione a gradini.
EM del disco intercalato tra le estremità di due cellule del
muscolo cardiaco. Vengono identificati sia i desmosomi (1) che
le fasce aderenti (2). Notare i mitocondri e le particelle di
glicogeno che si trovano tra le miofibrille.

Un'altra vista del muscolo cardiaco che mostra


tessuto connettivo ondulato (endomisio) tra le
cellule muscolari. Inoltre, notare i capillari con
r.b.c.'s; il muscolo è un tessuto altamente
vascolarizzato. Un po 'di citoplasma granulare
giallo può essere visto all'interno delle cellule
muscolari inferiori, dove sono separate le
miofibrille. Questa immagine fornisce anche
alcune indicazioni sulla ramificazione delle fibre
cardiache.

Nervous Tissue:
 Eccitabile e in grado di inviare e ricevere segnali elettrochimici che forniscono informazioni
al corpo.
 2 classi principali di cellule: neuroni (propagano le informazioni tramite impulsi
elettrochimici, chiamati potenziali d'azione, che sono biochimicamente legati al rilascio di
segnali chimici) e neuroglia (svolgono un ruolo essenziale nel supportare i neuroni e nel
modulare la loro propagazione delle informazioni)
Neuroni = morfologia distintiva  ruolo di cellule conduttrici, con 3 parti:
1) il corpo cellulare comprende la maggior parte del citoplasma, degli organelli e del nucleo.
2) i dendriti si diramano dal corpo cellulare e appaiono come sottili estensioni.
3) una lunga "coda", l'assone, si estende dal corpo del neurone e può essere avvolta in uno
strato isolante noto come mielina, formato da cellule accessorie. La sinapsi è il divario tra le
cellule nervose, o tra una cellula nervosa e il suo bersaglio, ad esempio un muscolo o una
ghiandola, attraverso il quale viene trasmesso l'impulso da composti chimici noti come
neurotrasmettitori

Neuroni classificati: multipolare, bipolare e unipolare. Quando un neurone è sufficientemente


stimolato, genera un potenziale d'azione che si propaga lungo l'assone verso la sinapsi. Se nella
sinapsi viene rilasciato un numero sufficiente di neurotrasmettitori per stimolare il neurone o il
bersaglio successivo, viene generata una risposta.
La seconda classe di cellule neurali: neuroglia o cellule gliali, (dalla parola greca per colla). Gli
astrociti, (a forma di stella) abbondanti nel SNC, hanno molte funzioni: regolazione della
concentrazione di ioni nello spazio intercellulare, assorbimento e / o rottura di alcuni
neurotrasmettitori e formazione della barriera emato-encefalica. La microglia protegge il sistema
nervoso dalle infezioni (legate ai macrofagi). Gli oligodendrociti producono mielina nel CSN
(cervello e midollo spinale) mentre la cellula di Schwann produce mielina nel sistema nervoso
periferico
LEZIONE 4-OSSA, ARTICOLAZIONI, MUSCOLI
Ossa
Funzioni del sistema scheletrico
Osso (tessuto osseo) = tessuto connettivo duro e denso che forma la maggior parte dello scheletro
adulto, è la struttura di sostegno del corpo.
Cartilagine = è una forma semirigida di tessuto connettivo, nelle aree dello scheletro dove si
trovano le ossa il movimento fornisce flessibilità e superfici lisce per il movimento.
Sistema scheletrico = sistema corporeo composto da ossa e cartilagine e che esegue le seguenti
funzioni:
 sostiene il corpo
 facilita il movimento
 protegge gli organi interni
 produce cellule del sangue
 immagazzina e rilascia minerali e grassi

Classificazione delle ossa


206 ossa compongono lo scheletro, le quali si dividono in 5 categorie in base alla loro forma
(funzione distinta)
Struttura delle ossa
Il tessuto osseo è molto diverso dagli altri tessuti del corpo è duro (molte delle sue funzioni
dipendono da questa durezza) e anche dinamico (la sua forma si adatta alle sollecitazioni).
Anatomia macroscopica Istologia

Anatomia macroscopica
di un osso
struttura di un LONG BONE, 2 parti:
1) Diafisi: fusto tubolare che corre tra l’estremità
prossimale e distale dell'osso, dove la regione cava è
chiamata cavità midollare (riempita di midollo giallo) e le pareti sono composte da osso
compatto, denso e duro
2) Epifisi: sezione più ampia a ciascuna estremità dell'osso, piena di osso spugnoso (i suoi
spazi sono riempiti di midollo rosso)
Placca epifisaria (cartilagine di accrescimento): dove l'epifisi incontra la diafisi in corrispondenza
della metafisi, area ristretta contenente uno strato di cartilagine ialina (trasparente) in un osso in
crescita (all'inizio dell'età adulta, circa 18-21 anni, cartilagine sostituita da tessuto osseo).

Endostio= rivestimento membranoso delicato dove si verificano la crescita, la riparazione e il


rimodellamento dell'osso.
Periostio = membrana fibrosa della superficie esterna contenente vasi sanguigni, nervi e vasi
linfatici che nutrono l'osso compatto e dove si attaccano anche tendini e legamenti (il periostio
copre l'intera superficie esterna tranne dove le epifisi incontrano altre ossa per formare
articolazioni ricoperte di cartilagine articolare, a sottile strato di cartilagine che riduce l'attrito e
funge da ammortizzatore).
Ossa piatte = strato di diploe (osso spugnoso), rivestito su entrambi i lati da uno strato di osso
compatto, che lavora insieme per proteggere gli organi interni

Struttura di un osso corto, irregolare e piatto 


 Osso spugnoso chiamato diploe nelle ossa piatte
 Periostio  rivestimento di midollo osseo tra le trabecole
 Endostio rivestimento delle trabecole

Bone Markings
Le caratteristiche della superficie
ossea variano considerevolmente,
a seconda della funzione e della
posizione nel corpo  3 classi
generali di bone markings:
1) Articolazione: dove due superfici ossee si uniscono, conformandosi l'una all'altra, per
facilitare la funzione dell'articolazione
2) Sporgenza (projection): area di un osso che sporge sopra la superficie dell'osso, dove ci
sono i punti di attacco per tendini e legamenti, essendo un'indicazione delle forze
esercitate attraverso l'attaccamento all'osso
3) Foro: apertura o scanalatura nell'osso, che consente ai vasi sanguigni e ai nervi di entrare
nell'osso.
Cellule e tessuto osseo (istologia)
= un numero relativamente piccolo di cellule trincerate in una matrice di fibre di collagene che
forniscono una superficie per cristalli di sale inorganico (= fosfato di calcio e carbonato di calcio si
combinano per creare idrossiapatite, che incorpora altri sali inorganici come idrossido di
magnesio, fluoruro e solfato mentre cristallizza, o calcifica, sulle fibre di collagene) per aderire.
 cristalli di idrossiapatite = durezza e resistenza
 fibre di collagene = flessibilità
 cellule = piccola quantità, ma cruciali per la funzione delle ossa
4 tipi di cellule:
 osteoblasti,
 osteociti,
 cellule osteogeniche,
 osteoclasti
1) osteoblasto = responsabile della formazione di nuovo osso, che si trova nelle porzioni in
crescita (periostio ed endostio), non dividendosi, ma sintetizzando matrice di collagene e
sali di calcio, che li intrappolano, diventando
2) osteocita = cellula primaria dell'osso maturo, situata in uno spazio chiamato lacuna,
mantiene la concentrazione minerale della matrice, priva di attività mitotica e comunicano
tra loro tramite lunghi processi citoplasmatici che si estendono nei canalicoli
3) cellula osteogenica = indifferenziata ad alta attività mitotica, presente negli strati profondi
del periostio e del midollo.
4) osteoclasto = responsabile del riassorbimento osseo, presente sulle superfici ossee,
multinucleato, originato da monociti e macrofagi
Natura dinamica dell'osso = si forma costantemente nuovo tessuto (osteoblasti) e l'osso vecchio,
danneggiato o non necessario viene dissolto (osteoclasti)
Osso compatto = più denso, più forte, che si trova sotto il periostio e nelle diafisi delle ossa lunghe,
dove fornisce supporto e protezione, essendo l'osteone la sua unità strutturale microscopica (=
anelli concentrici di matrice calcificata chiamati lamelle), i suoi vasi sanguigni, i nervi, e vasi linfatici
nel canale centrale, o canale di Havers, + canale perforante, canali di Volkmann, per estendersi al
periostio e all'endostio (osteociti situati all'interno delle lacune, che si trovano ai margini delle
lamelle adiacenti).
Osteone (= anelli concentrici di matrice calcificata chiamati lamelle)
L'osso spugnoso (spugnoso) contiene osteociti alloggiati in lacune, ma disposti in una rete simile a
un reticolo di punte della matrice chiamate trabecole (forme lungo linee di stress per fornire forza
all'osso), non in cerchi concentrici.
Rifornimento di sangue e nervi
L'osso spugnoso e la cavità midollare ricevono nutrimento
dalle arterie che passano attraverso l'osso compatto =
forame nutritivo (piccole aperture nella diafisi). Gli osteociti
nell'osso spugnoso sono nutriti dai vasi sanguigni del
periostio che penetrano nell'osso spugnoso e dal sangue
che circola nelle cavità del midollo. Quando il sangue passa
attraverso le cavità del midollo, viene raccolto dalle vene,
che poi escono dall'osso attraverso i forami. Oltre ai vasi
sanguigni, i nervi seguono gli stessi percorsi nell'osso dove
tendono a concentrarsi nelle regioni più metabolicamente
attive dell'osso.

Sistema scheletrico

Sistema scheletrico = tutte le ossa,


cartilagini e legamenti del corpo
che sostengono e danno forma al
corpo.
Scheletro = tutte le ossa del corpo
(adulti =206 ossa), suddiviso in 2
compartimenti:
 assiale (80)
 appendicolare (126).

Scheletro assiale = forma l'asse verticale del corpo, composto da: cranio, colonna vertebrale
(compreso il sacro e coccige), e la gabbia toracica, formata dalle costole e dallo sterno.
Scheletro appendicolare = tutte le ossa rimanenti che compongono gli arti superiori e arti inferiori.

Cranio
Cranio (skull) = struttura scheletrica della
testa, supporta il viso e protegge il cervello,
è suddiviso in ossa facciali + (scatola
cranica) cassa del cervello o volta cranica

 Le ossa facciali sono alla base delle


strutture del viso, formano la cavità
nasale, racchiudono i bulbi oculari, e sostengono i denti delle mascelle superiore e
inferiore.
 Cassa cerebrale arrotondata circonda e protegge il cervello e ospita le strutture
dell'orecchio medio e interno

Consiste di 22 ossa singole [21 immobili e unite in una unità singola + 22 ° osso, mandibola
(mascella inferiore), unico osso mobile del cranio]
Vista anteriore del cranio

Cranio anteriore = evidenzia le


ossa facciali, fornisce supporto
osseo per gli occhi e le strutture
del viso (questa vista è dominata
dalle aperture delle orbite e della
cavità nasale; si vedono anche le
mascelle superiori e inferiori, con
i rispettivi denti).

Orbita = orbita ossea che ospita bulbo oculare e i muscoli che muovono il bulbo oculare o aprono
la palpebra superiore (margine superiore dell'orbita anteriore= margine sopraorbitario situato
vicino al punto medio del margine sopraorbitale, è una piccola apertura chiamata forame
sopraorbitario, che fornisce il passaggio di un nervo sensoriale alla pelle della fronte; sotto l'orbita
= forame infraorbitario, è il punto di emergenza per un nervo sensoriale che funge da nervo di
riferimento per la parte della faccia anteriore sotto l'orbita).
Cavità nasale = divisa a metà dal setto nasale (porzione superiore formata da un osso piatto
perpendicolare chiamato osso etmoide e la parte inferiore è l’osso vomero), ogni lato della cavità
nasale è triangolare, con un ampio spazio inf. che si restringe sup. (guardando nella cavità nasale,
ci sono 3 placche ossee sporgenti da ogni parete laterale= la più grande di questi è la coana nasale
inferiore (concha), un osso indipendente del cranio + situato appena sopra la coana inferiore, c’è
la coana nasale media, che fa parte di osso etmoide + terza lamina ossea, sempre parte dell'osso
etmoide, è la coana nasale superiore, molto più piccola e fuori dalla vista, sopra la coana centrale,
situata lateralmente al piatto perpendicolare, nell’alta cavità nasale).

Conca
Anatomia della cavità nasale in un bambino di 13
anni. La tomografia coronale mostra il setto nasale
e le coane lateralmente a destra e a sinistra (media
e inferiore turbinati (asterischi)) e lamelle verticali
del turbinato medio attaccato al cribriform plate
(freccia).
Vista laterale del cranio

= dominata dall’arrotondata e larga scatola che sta al di sopra di mascella e mandibola, aree
separate dal ponte osseo chiamato arco zigomatico (= arco osseo che si estende dall'area della
guancia appena sopra il condotto uditivo, formato dalla giunzione di due processi ossei: una corta
componente anteriore, il processo temporale dell'osso zigomatico [zigomo] e una più lunga
porzione, il processo zigomatico dell'osso temporale)
Sopra il livello dell'arco zigomatico, c’è uno spazio poco profondo chiamato fossa temporale; sotto
il livello dell'arco zigomatico e profondo rispetto alla porzione verticale della mandibola c’è un
altro spazio chiamato fossa infratemporale.
Ossa della scatola cranica
 = contiene e protegge il cervello (spazio
interno, quasi completamente occupato dal
cervello, chiamato cavità cranica, delimitato
superiormente dal piano arrotondato del
cranio, chiamato calvaria (calotta cranica) e
lateralmente e posteriormente dalle pareti
del teschio)
 Ossa che formano la parte superiore e lati
della cassa del cervello sono di solito indicate
come Ossa "piatte" del cranio.
 Piano (floor or base of the skull) del cervello,
indicato come base del cranio = area
complessa variabile in profondità e con
numerose aperture per il passaggio dei nervi
cranici, dei vasi sanguigni e midollo spinale.
 All’interno del cranio, la base è divisa in tre spazi larghi chiamati fossa craniale anteriore,
fossa craniale media e fossa craniale posteriore

Le ossa della scatola cranica consistono in otto segmenti ossei, che includono i parietali e i
temporali che sono pari (quattro) e gli altri quattro sono dispari e sono il frontale, l’occipitale, lo
sfenoidale e l’etmoidale
Osso parietale = forma la maggior parte del lato laterale superiore del cranio, essendo le ossa
accoppiate, con le ossa parietali destra e sinistra che si uniscono nella parte superiore del cranio.
Ogni osso parietale è anche delimitato anteriormente dall'osso frontale, inferiormente dall'osso
temporale e posteriormente dall'osso occipitale.
Osso temporale
 = forma la parte laterale inferiore del cranio, così chiamata perché quest'area della testa (la
tempia) è dove i capelli tipicamente diventano prima grigi, indicando il passare del tempo.
 Suddiviso in 4 regioni: 1 appiattita, la porzione superiore è la porzione squamosa, 2 sotto
quest'area, sporgendo anteriormente è un processo zigomatico che forma la porzione
dell'arco zigomatico, 3 posteriormente è la porzione mastoide dell'osso temporale
(sporgente inf da questa regione è una grande prominenza, il processo mastoideo, che
funge da sito di attacco muscolare, può essere facilmente sentito sul lato della testa
appena dietro il lobo dell'orecchio), 4 all'interno del cranio, la porzione petrosa di ciascun
osso temporale forma il prominente, cresta petrosa orientata diagonalmente nel
pavimento della cavità cranica (situata all'interno di piccole cavità che ospitano le strutture
dell'orecchio medio e interno)

Punti di riferimento importanti dell'osso temporale:


 Meato acustico esterno (condotto
uditivo): ampia apertura sul lato laterale
del cranio associata all'orecchio.
 Meato acustico interno: apertura
situata all'interno della cavità cranica,
sul lato mediale della cresta petrosa. Si
collega alle cavità dell'orecchio medio e
interno dell'osso temporale.
 Fossa mandibolare: profonda
depressione di forma ovale situata sulla
base esterna del cranio, proprio di
fronte al meato acustico esterno. La
mandibola (mascella inferiore) si unisce
al cranio in questo sito come parte
dell'articolazione temporo-mandibolare,
che consente i movimenti della
mandibola durante l'apertura e la
chiusura della bocca.
 Tubercolo articolare: cresta liscia
situata immediatamente anteriormente
alla fossa mandibolare. Sia il tubercolo
articolare che la fossa mandibolare
contribuiscono all'articolazione temporo-mandibolare, l'articolazione che provvede ai
movimenti tra l'osso temporale del cranio e la mandibola
• Processo stiloideo: posto alla fossa mandibolare sulla base esterna del cranio è una
proiezione ossea allungata verso il basso, così chiamata per la sua somiglianza con uno stilo
(una penna o uno strumento per scrivere), che funge da sito di attacco per diversi piccoli
muscoli e per un legamento che sostiene l'osso ioide del collo
• Forame stilomastoideo: piccola apertura situata tra il processo stiloideo e il processo
mastoideo. Questo è il punto di uscita del nervo cranico che fornisce i muscoli facciali.
• Canale carotideo: il canale carotideo è un tunnel a forma di zig-zag, che fornisce il
passaggio attraverso la base del cranio per una delle principali arterie che alimenta il
cervello.
Osso frontale = singolo osso che forma la fronte: sulla linea mediana anteriore, tra le sopracciglia,
leggera depressione chiamata glabella
• forma anche il margine sopraorbitario dell'orbita: vicino al centro di questo margine,
forame sopraorbitario (= apertura che fornisce il passaggio di un nervo sensoriale alla
fronte); ispessito appena sopra ogni margine sopraorbitario, formando arcate sopracciliari
arrotondate, situate appena dietro le sopracciglia e generalmente più grandi nei maschi.
• all'interno della cavità cranica, si estende posteriormente in una regione appiattita
formando sia il tetto dell'orbita sottostante che il pavimento della cavità cranica anteriore
sopra

Osso occipitale = singolo perno di formazione dell'osso. cranio e base del perno della cavità
cranica (sulla superficie esterna, sulla linea mediana del perno, una piccola protuberanza chiamata
protuberanza occipitale esterna, che funge da sito di
attacco per un legamento del collo posteriore)
• sulla base contiene un'ampia apertura del
forame magno, che consente il passaggio del
midollo spinale
• su entrambi i lati del forame
magno è presente un condilo
occipitale di forma ovale.
Questi condili formano articolazioni con la prima vertebra cervicale e quindi supportano il
cranio sopra la colonna vertebrale.

Osso sfenoidale
= osso singolo e complesso del
cranio centrale: osso "chiave
di volta" (keystone), che si
unisce a quasi ogni altro osso
del cranio e forma gran parte
della base del cranio centrale +
si estende lateralmente per contribuire ai lati

• all'interno della cavità cranica, le ali destra e inferiore dell'osso sfenoidale, che
assomigliano alle ali di un uccello in volo, formano il labbro di una cresta prominente che
segna il confine tra la fossa cranica anteriore e quella media.
• sella turcica ("Turkish saddle") situata sulla linea mediana della fossa cranica media: la
depressione arrotondata nel pavimento della sella turcica è la fossa ipofisaria (ipofisaria),
che ospita la ghiandola pituitaria (ipofisaria) delle dimensioni di un pisello
 le ali maggiori dell'osso sfenoidale si estendono lateralmente su entrambi i lati dalla sella
turcica, dove formano il pavimento anteriore della fossa cranica media e meglio visibili
all'esterno del cranio laterale, dove forma un'area rettangolare immediatamente anteriore
alla porzione squamosa dell'osso temporale.
 Sull'aspetto inf del cranio, ciascuna metà dell'osso sfenoidale forma due sottili placche
ossee orientate verticalmente: placca pterigoideo mediale e laterale (pterigoideo = "a
forma di ala"), che formano pareti laterali posteriori della cavità nasale e servono da
attaccamento siti per i muscoli masticatori che riempiono lo spazio infratemporale e
agiscono sulla mandibola.

Osso etmoidale = singolo osso mediano che forma il tetto e le pareti laterali della cavità nasale
superiore, la porzione superiore del setto nasale e contribuisce alla parete mediale dell'orbita
• All'interno del cranio, forma anche una porzione di pavimento della cavità cranica
anteriore
• All'interno della cavità nasale, la placca perpendicolare dell'osso etmoide forma la porzione
superiore del setto nasale. L'osso etmoide forma anche le pareti laterali della cavità nasale
superiore. Si estendono da ciascuna parete laterale la conca nasale superiore e la conca
nasale media, che sono proiezioni sottili e curve che si estendono nella cavità nasale

• Nella cavità cranica, forma una piccola area sulla linea mediana nel pavimento della fossa
cranica anteriore (forma anche lo stretto tetto della cavità nasale sottostante) composta da
due parti, la crista galli ("cresta o cresta di gallo") è una piccola proiezione ossea verso l'alto
situata sulla linea mediana) e placche cribri (cribrum = "setaccio", una piccola area
appiattita con numerose piccole aperture chiamate forami olfattivi, piccoli rami nervosi
dalle aree olfattive della cavità nasale passano attraverso queste aperture per entrare il
cervello.)
• le porzioni laterali si trovano tra l'orbita e la cavità nasale superiore, e quindi formano la
parete della cavità nasale laterale e una porzione della parete dell'orbita mediale

Le suture del cranio


Sutura= articolazione immobile tra le ossa adiacenti del cranio (spazio stretto riempito con tessuto
connettivo denso e fibroso), non sono diritte, ma seguono invece percorsi irregolari e strettamente
attorcigliati. 2 linee di sutura viste sulla parte superiore del cranio sono la sutura coronale (che
corre da un lato all'altro attraverso il cranio, all'interno del piano di sezione coronale) e la sutura
sagittale (che si estende dal perno dalla sutura coronale, che corre lungo la linea mediana nella
parte superiore del cranio nel piano sagittale della sezione) la sutura lambdoide si estende verso il
basso e lateralmente su entrambi i lati lontano dalla sua giunzione con sutura sagittale (chiamata
per la sua forma, simile alla lettera greca lambda (Λ)). La sutura squamosa, situata sul cranio
laterale, unisce la porzione squamosa dell'osso temporale con l'osso parietale
Pterione = piccola regione della linea di sutura a forma di H maiuscola all'intersezione di quattro
ossa
Ossa facciali del cranio
= 14 ossa (sei ossa accoppiate: mascella superiore, palatina, zigomatica, conca nasale, lacrimale e
inferiore e due ossa spaiate: vomere e mandibola) che formano la mascella superiore e inferiore, il
naso, la cavità nasale e il setto nasale e l'orbita.
Osso mascellare = (mascella, plurale = mascelle), forma la mascella superiore, gran parte del
palato duro, il pavimento mediale dell'orbita e la base laterale del naso. Il margine inferiore curvo
dell'osso mascellare che forma la mascella superiore e contiene i denti superiori è il processo
alveolare della mascella. Sulla mascella anteriore, appena sotto l'orbita, si trova il forame
infraorbitario. Questo è il punto di uscita di un nervo sensoriale che fornisce il naso, il labbro
superiore e la guancia anteriore. Sul cranio inferiore, si può vedere il processo palatino di ciascun
osso mascellare che si unisce sulla linea mediana per formare i tre quarti anteriori del palato duro.
Il palato duro è la placca ossea che forma il tetto della bocca e il pavimento della cavità nasale,
separando la cavità orale e nasale.

Osso palatino = coppia di ossa di forma irregolare, che contribuiscono alle pareti laterali della
cavità nasale e alla parete mediale di ciascuna orbita e al palato duro.
Osso zigomatico = appaiato, che forma gran parte della parete laterale dell'orbita e dei margini
laterale-inferiore dell'apertura orbitale anteriore
Osso nasale = due piccole ossa che si articolano (si uniscono) l'una con l'altra per formare la base
ossea (ponte) del naso, supportando anche cartilagini del naso
Osso lacrimale = piccolo osso rettangolare, che forma parete anteriore mediale dell'orbita, che
forma una depressione superficiale chiamata fossa lacrimale
Inferior Nasal Conchae = placca ossea curva che sporge nello spazio della cavità nasale dalla parete
laterale inferiore
Vomer Bone = forma triangolare spaiata, che forma la parte posteriore-inferiore del setto nasale

Mandibola = mascella inferiore e solo osso


mobile del cranio. Ciascun lato della
mandibola è costituito da un corpo
orizzontale e posteriormente, un ramo della
mandibola orientato verticalmente (ramo =
"ramo"). Il ramo su ciascun lato della
mandibola ha 2 proiezioni ossee verso l'alto.
La proiezione più anteriore è il processo
coronoideo appiattito della mandibola, che
fornisce l'attaccamento a uno dei muscoli
mordaci. La post proiezione è il processo
condilare della mandibola, che è sormontato
dal condilo di forma ovale, che si articola (si
unisce) con la fossa mandibolare e il
tubercolo articolare dell'osso temporale.
L'ampia curva a forma di U situata tra i processi coronoideo e condilare è la tacca mandibolare.
Punti di riferimento per la mandibola:
• Processo alveolare della mandibola = bordo superiore del corpo mandibolare, che serve
per ancorare i denti inferiori.
• Protuberanza mentale = proiezione in avanti dal margine inf della mandibola anteriore che
forma il mento (mentale = “mento”).
• Forame mentale = apertura situata su ciascun lato della mandibola anteriore, che è il sito di
uscita di un nervo sensoriale che alimenta il mento.
• Linea miloioide = cresta ossea che si estende lungo l'aspetto interno del corpo
mandibolare. Il muscolo che forma il pavimento della cavità orale si attacca alle linee
miloioidi su entrambi i lati della mandibola.
• Forame mandibolare = apertura situata sul lato mediale del ramo della mandibola, che
conduce in un tunnel che corre lungo il corpo mandibolare. Il nervo sensoriale e i vasi
sanguigni che riforniscono i denti inferiori entrano nel forame mandibolare e quindi
seguono questo tunnel.
• Lingula = situata immediatamente accanto al forame mandibolare, sul lato mediale del
ramo.

Orbita
Setto nasale

Fossa cranica
Osso ioide
= osso indipendente che non entra in contatto con nessun
altro osso e quindi non fa parte del cranio.
• È un piccolo osso a forma di U situato nella parte
superiore del collo vicino al livello della mandibola
inferiore, con le punte del perno a “U” puntato.
• funge da base per la lingua in alto ed è attaccata alla
laringe in basso e al perno della faringe.
• è tenuto in posizione da una serie di piccoli muscoli
che si attaccano ad esso dall'alto o dal basso.

Colonna vertebrale
VC, noto anche come colonna vertebrale (spinal column or spine)= consiste in una sequenza di
vertebre (singolare = vertebra), ciascuna delle quali è separata e unita da un disco intervertebrale.
vertebre + dischi intervertebrali = VC [colonna flessibile che sostiene testa, collo e corpo,
consentendo i loro movimenti e proteggendo anche il midollo spinale, che passa lungo la schiena
attraverso le aperture nelle vertebre]

Regioni della colonna vertebrale


• VC si sviluppa originariamente come una serie di 33 vertebre, ma questo numero viene
infine ridotto a 24 vertebre, più l'osso sacro e il coccige.
• suddiviso in 5 regioni [vertebre in ciascuna area denominata per quella regione e numerate
in ordine decrescente]: nel collo, 7 vertebre cervicali [designate con la lettera “C” seguita
dal suo numero; sup La vertebra C1 si articola (forma un'articolazione) con i condili
occipitali del cranio, inf C1 si articola con la vertebra C2 e così via] + 12 vertebre toraciche
[T1 – T12] + 5 vertebre lombari [L1 – L5] + singolo sacro [anch'esso parte del bacino e
formato dalla fusione di 5 vertebre sacrali] + coccige [coccige, risultante dalla fusione di 4
piccole vertebre coccigee].
• Le fusioni sacrale e coccigea non iniziano prima dei 20 anni e non si completano fino alla
mezza età.

Curvature della colonna vertebrale


 La colonna vertebrale adulta non forma una linea
retta, ma ha invece 4 curvature lungo la sua
lunghezza, per aumentare la forza, la flessibilità e
la capacità di VC di assorbire gli urti [quando il
carico sulla colonna vertebrale è aumentato, ad
esempio portando uno zaino pesante, le
curvature aumentano in profondità (diventa più
curvo) per accogliere il peso extra; poi tornano
indietro quando il peso viene rimosso]
 4 curvature dell'adulto sono classificate come
curvature primarie o secondarie: le curve
primarie vengono mantenute dalla curvatura
fetale originale, mentre le curvature secondarie si
sviluppano dopo la nascita
Durante lo sviluppo fetale, il corpo viene flesso in posizione fetale, dando all'intera VC una singola
curvatura che è concava anteriormente. Nell'adulto, questa curvatura fetale è mantenuta in 2
regioni della VC, come curva toracica, che coinvolge le vertebre toraciche, e curva sacrococcigea,
formata da osso sacro e coccige. Ciascuno di questi è quindi chiamato una curva primaria perché
sono mantenuti dalla curvatura fetale originale di VC. La curva secondaria si sviluppa
gradualmente dopo la nascita man mano che il bambino impara a stare seduto in posizione eretta,
stare in piedi e camminare. Le curve secondarie sono concave, opposte nella direzione della
curvatura fetale originale: la curva cervicale della regione del collo si sviluppa quando il bambino
inizia a tenere la testa in posizione verticale quando è seduto e più tardi, quando il bambino inizia
a stare in piedi e poi a camminare, curva lombare si sviluppa la parte bassa della schiena.
Negli adulti, la curva lombare è generalmente più profonda nelle femmine.

Struttura di una vertebra


All'interno delle diverse
regioni della VC, le vertebre
variano in dimensione e
forma, ma tutte seguono
uno schema strutturale
simile. Una tipica vertebra
sarà composta da:
 corpo
 arco vertebrale
 7 processi
I. Il corpo è la porzione anteriore di ciascuna vertebra, che sostiene il peso corporeo, quindi
aumenta progressivamente di dimensioni e spessore scendendo lungo la VC: i corpi delle
vertebre adiacenti sono separati e fortemente uniti da un disco intervertebrale.
II. L'arco vertebrale forma la porzione posteriore di ciascuna vertebra, composta da 4 parti,
peduncoli destro e sinistro + lamine destra e sinistra. Ogni peduncolo forma uno dei lati
laterali dell'arco vertebrale e sono ancorati al lato posteriore del corpo vertebrale. Ogni
lamina fa parte del tetto posteriore dell'arco vertebrale.

La grande apertura tra l'arco vertebrale e il corpo è il forame vertebrale, che contiene il midollo
spinale. Nella colonna vertebrale intatta, i forami vertebrali di tutte le vertebre si allineano per
formare il canale vertebrale (spinale), che funge da protezione ossea e passaggio per il midollo
spinale lungo la schiena. Quando le vertebre sono allineate insieme nella colonna vertebrale, le
tacche ai margini dei peduncoli delle vertebre adiacenti formano insieme un forame
intervertebrale, l'apertura attraverso la quale esce un nervo spinale dalla colonna vertebrale

7 processi derivano dall'arco vertebrale.


(2) ogni processo trasversale accoppiato sporge lateralmente e nasce dal punto di giunzione tra il
peduncolo e la lamina.
(1) singolo processo spinoso (colonna vertebrale vertebrale) proietta il palo sulla linea mediana
della schiena. I processi trasversali e spinosi fungono da importanti siti di attacco muscolare
(2) il processo suparticolare si estende o è rivolto verso l'alto
(2) il processo articolare è rivolto o sporge verso il basso
I processi suparticolari accoppiati di una vertebra si
uniscono ai corrispondenti processi articolari
accoppiati dalla successiva vertebra superiore.
Queste giunzioni formano articolazioni
leggermente mobili tra le vertebre adiacenti. La
forma e l'orientamento dei processi articolari
variano nelle diverse regioni della VC e svolgono un
ruolo importante nel determinare il tipo e la
gamma di movimento disponibile in ciascuna
regione.

I corpi delle vertebre adiacenti sono separati e uniti da un disco intervertebrale, che fornisce
imbottitura e consente i movimenti tra le vertebre adiacenti. Il disco è costituito da uno strato
esterno fibroso chiamato anulus fibrosus e da un centro gelatinoso chiamato nucleo polposo.
Il forame intervertebrale è l'apertura formata tra le vertebre adiacenti per l'uscita di un nervo
spinale.

Modifiche regionali delle vertebre


Oltre alle caratteristiche generali di una tipica
vertebra sopra descritte, le vertebre mostrano anche
dimensioni caratteristiche e caratteristiche strutturali
che variano tra le diverse regioni della colonna
vertebrale.
Pertanto, le vertebre cervicali sono più piccole delle
vertebre lombari a causa delle differenze nella
proporzione del peso corporeo che ciascuna
supporta. Le vertebre toraciche hanno siti per
l'attaccamento delle costole e le vertebre che danno origine all'osso sacro e al coccige si sono fuse
insieme in singole ossa.
Vertebre cervicali
Le vertebre C tipiche, come C4 o C5, hanno diverse caratteristiche che le differenziano dalle
vertebre T o L: un corpo piccolo [che riflette il fatto che trasportano la minor quantità di peso
corporeo], un processo spinoso bifido (a forma di Y) [i processi spinosi di C3-C6 sono brevi, ma C7
è molto più lungo], i processi trasversali sono fortemente curvi (a forma di U) per consentire il
passaggio dei nervi spinali cervicali] e hanno anche un'apertura chiamata forame trasversale
[importante arteria che fornisce il cervello sale lungo il collo passando attraverso queste aperture],
i processi sup e inf articolari appiattiti e rivolti in gran parte rispettivamente verso l'alto o verso il
basso.

La prima e la seconda vertebra C ulteriormente modificate, conferendo a ciascuna un aspetto


distintivo: C1 chiamato anche atlante, che sostiene il cranio in cima a VC (nella mitologia greca,
Atlante era il dio che sosteneva i cieli sulle sue spalle), non ha un corpo o processo spinoso, invece,
essendo a forma di anello, costituito da un arco anteriore e un arco posteriore, processi trasversali
più lunghi e che si estendono
più lateralmente rispetto ai
processi trasversali di qualsiasi
altra vertebra C; i processi
suparticolari sono rivolti verso
l'alto e profondamente
incurvati per l'articolazione con
i condili occipitali alla base del
cranio; processi inf articolari
piatti e rivolti verso il basso per
unirsi ai processi articolari sup
di C2.

C2 chiamato asse, che funge da asse per la rotazione quando si gira la testa verso destra o verso
sinistra, somigliante alle tipiche vertebre C per molti aspetti, ma facilmente distinguibile dalle tane
(processo odontoideo = proiezione ossea che si estende verso l'alto dal corpo vertebrale e si
unisce con l'aspetto interno dell'arco anteriore atlante, dove è tenuto in posizione dal legamento
trasverso)

Vertebre toraciche
i corpi delle vertebre T sono più grandi di C: caratteristica per un tipico midT è il processo spinoso,
lungo con un pronunciato angolo verso il basso che fa sovrapporre la successiva vertebra inf;
processi sup articolari delle vertebre toraciche faccia ant e inf post; siti di articolazione aggiuntivi,
ciascuno chiamato sfaccettatura, dove la costola è attaccata [= 2 sfaccettature situate sui lati lat
del corpo, chiamate faccetta costale (costale = "costola"), essendo per l'articolazione con la testa
(estremità) di una costola + faccetta aggiuntiva situata su processo trasversale per articolazione
con tubercolo di una costola].

Vertebra lombare
Le vertebre L portano la maggior quantità di peso corporeo e sono quindi caratterizzate dalle
grandi dimensioni e spessore del corpo vertebrale: processi trasversali brevi e un processo spinoso
corto e smussato che proietta posteriormente; i processi articolari sono ampi, con il sup rivolto
all'indietro e l’inf rivolto in avanti.
Osso sacro e coccige
Sacro = osso di forma triangolare, spesso e largo attraverso la sua base sup dove è portante e poi si
assottiglia verso il basso fino a un apice inf, non portante, formato dalla fusione di 5 vertebre S
[processo che inizia dopo i 20 anni, sulle linee di superficie anteriori della fusione vertebrale
possono essere viste come 4 creste trasversali; sulla superficie posteriore, che corre lungo la linea
mediana, cresta sacrale mediana, una cresta irregolare = residuo dei processi spinosi fusi; allo
stesso modo, i processi trasversali fusi formano la cresta sacrale laterale];
Promontorio sacrale = labbro anteriore della base sup del sacro e lateralmente a questo una
superficie auricolare irruvidita, che si unisce alla porzione iliaca dell'osso iliaco per formare le
articolazioni sacroiliache immobili del bacino.

Il passaggio inf attraverso il sacro è un tunnel osseo chiamato canale sacrale, che termina nello
iato sacrale vicino all'estremità inf di S; Le superfici anteriori e posteriori hanno una serie di
aperture accoppiate chiamate forami sacrali (singolare = forame) che si collegano al canale sacrale.
Ciascuna di queste aperture è chiamata forame sacrale post (dorsale) o forame sacrale ant
(ventrale). Queste aperture consentono
ai rami anteriori e posteriori dei nervi
spinali sacrali di uscire dall'osso sacro; Il
processo suparticolare del sacro, uno dei
quali si trova su entrambi i lati
dell'apertura sup del canale sacrale, si
articola con i processi articolari inf dalla
L5.
Coccige, (tailbone)= derivato dalla
fusione di 4 vertebre coccigee molto
piccole, si articola con la punta inf del
sacro, non sostiene il peso in posizione
eretta, ma può ricevere un po' di peso
corporeo quando è seduto.
Dischi intervertebrali e legamenti della colonna vertebrale
 Corpi di vertebre adiacenti fortemente ancorati tra loro da un disco intervertebrale [=
struttura che fornisce imbottitura tra le ossa durante il carico e poiché può cambiare
forma, consentendo anche il movimento tra le vertebre]
 Sebbene la quantità totale di movimento disponibile tra 2 vertebre adiacenti sia piccola,
quando questi movimenti vengono sommati lungo l'intera lunghezza della VC, possono
essere prodotti movimenti del corpo di grandi dimensioni].
 Anche i legamenti che si estendono per tutta la lunghezza del VC contribuiscono al suo
sostegno e alla stabilità complessivi

Dischi intervertebrali
 ID = cuscinetto fibrocartilagineo che riempie lo spazio tra i corpi vertebrali adiacenti,
ancorato ai corpi delle sue vertebre adiacenti, unendoli così fortemente e fornendo anche
l'imbottitura tra le vertebre durante il carico. Per questo motivo, ID sottile nella regione C e
più spesso nella regione L, che porta il peso corporeo maggiore: in totale, IDs rappresenta
circa il 25% dell'altezza del corpo tra la parte superiore del bacino e la base del cranio; sono
anche flessibili e possono cambiare forma per consentire i movimenti del VC.
 ogni ID è composto da 2 parti: 1 anulus fibrosus è lo strato esterno duro e fibroso del disco,
che forma un cerchio (anulus = “ring” o “circle”) saldamente ancorato ai margini esterni dei
corpi vertebrali adiacenti; 2 all'interno del nucleo polposo, costituito da un materiale più
morbido, più gelatinoso, con un alto contenuto di acqua che serve a resistere alla
compressione e quindi importante per il carico: con l'aumentare dell'età, il contenuto di
acqua del nucleo polposo diminuisce gradualmente, facendo sì che il disco diventano più
sottili, diminuendo leggermente l'altezza del corpo totale e riducono la flessibilità e la
gamma di movimento del disco, rendendo più difficile la flessione.
La natura gelatinosa del nucleo polposo consente inoltre all'ID di cambiare forma quando una
vertebra oscilla lateralmente o avanti e indietro rispetto alle sue vicine durante i movimenti di VC.
Pertanto, piegarsi in avanti provoca la compressione della porzione anteriore del disco ma
espansione del disco posteriore. Se l'anulus fibrosus posteriore è indebolito a causa di una lesione
o dell'aumento dell'età, la pressione esercitata sul disco quando si piega in avanti e si solleva un
oggetto pesante può far sporgere posteriormente il nucleo polposo attraverso l'anulus fibrosus,
provocando un'ernia del disco ("rottura" o disco "scivolato") e compressione di un nervo spinale,
con conseguente dolore e / o debolezza muscolare nelle regioni del corpo fornite da quel nervo.

Gabbia toracica (thoracic cage, rib cage)


= porzione toracica (torace) del corpo, 12 paia di costole (ancorate posteriormente a 12 vertebre
toraciche, T1 – T12) con le loro cartilagini costali e lo sterno, che proteggono cuore e polmoni.
Sterno
3 parti: manubrio, corpo, processo xifoideo.
Tacca giugulare (jugular notch)
(soprasternale) = bordo poco profondo a
forma di U nella parte superiore del manubrio
+ tacca clavicolare = depressione poco
profonda situata su entrambi i lati ai margini
laterali superiori del manubrio; anche le
prime costole si attaccano al manubrio.
Le costole 2-7 si attaccano al corpo sternale.

Costole
= 12 paia di osso curvo e appiattito che
contribuisce alla parete del torace,
articolandosi posteriormente con le
vertebre toraciche T1 – T12, e la
maggior parte si attacca allo sterno
tramite le cartilagini costali.
Cintura pettorale (pectoral girdle)
scheletro appendicolare = tutte le ossa degli arti + ossa che uniscono
ogni arto allo scheletro assiale
cintura pettorale (cingolo scapolare) = ossa che attaccano ciascun
arto superiore allo scheletro assiale = 2 ossa, scapola e clavicola.

 La scapola (scapola) si trova sull'aspetto post della


spalla, supportata dalla clavicola, che si articola
anche con l'omero (osso del braccio) per formare
l'articolazione della spalla, essendo un osso piatto di
forma triangolare con una cresta prominente che
attraversa la sua superficie posteriore. Questa cresta
si estende lateralmente, dove forma la punta ossea
della spalla e si unisce con l'estremità laterale della
clavicola
 Clavicola e scapola si muovono insieme come
un'unità: entrambe servono come importanti siti di
attacco per i muscoli che aiutano con i movimenti
della spalla e del braccio; le cinture pettorali destra e
sinistra non sono unite tra loro, consentendo a
ciascuna di operare in modo indipendente.
 La clavicola di ciascuna cintura pettorale è ancorata
allo scheletro assiale da un'unica articolazione
altamente mobile, consentendo l'ampia mobilità
dell'intero cingolo pettorale, che a sua volta migliora i movimenti della spalla e dell'arto
superiore.
Ossa degli arti superiori
• arto superiore diviso in 3 regioni: braccio, situato tra le articolazioni della spalla e del
gomito; avambraccio, tra le articolazioni del gomito e del polso; mano, distale al polso.
• 30 ossa in ciascun arto superiore: omero = singolo osso della parte superiore del braccio +
ulna (medialmente) e radio (lateralmente) = ossa accoppiate dell'avambraccio + base della
mano contiene 8 ossa, ciascuna chiamata osso carpale, + palmo della mano è formata da 5
ossa, ciascuna chiamata osso metacarpale + le dita e il pollice contengono un totale di 14
ossa, ognuna delle quali è un osso della falange della mano
La cintura pelvica e il bacino
Cintura pelvica (hip girdle) = osso singolo, osso dell'anca o osso coxale (coxal = "anca"), che funge
da punto di attacco per ciascun arto inferiore. Ciascun osso dell'anca, a sua volta, è saldamente
unito allo scheletro assiale tramite il suo attacco al sacro della colonna vertebrale. Anche le ossa
dell'anca destra e sinistra convergono anteriormente per attaccarsi l'una all'altra.
Bacino (pelvis)= intera struttura formata dalle due ossa dell'anca, l'osso sacro e, attaccata
inferiormente all'osso sacro, il coccige
Hip Bone ischio, pube, ilio (bacino)
Ossa degli arti inferiori
 diviso in 3 regioni: la coscia è quella porzione dell'arto inferiore situata tra l'articolazione
dell'anca e l'articolazione del ginocchio; la gamba è specificamente la regione tra
l'articolazione del ginocchio e l'articolazione della caviglia. Distale alla caviglia è il piede.
L'arto inferiore contiene 30 ossa: femore, rotula, tibia, perone, ossa tarsali, ossa
metatarsali e falangi
 femur singolo osso della coscia + rotula è la rotula e si articola con il femore distale + la
tibia è l'osso più grande e portante situato sul lato mediale della gamba + il perone è l'osso
sottile della gamba laterale. + 7 osso tarsale (porzione posta del piede) + 5 osso
metatarsale (ossa allungate della parte centrale del piede) + 14 piccole ossa delle dita dei
piedi
Femur + Patella

Tibia + Fibula
Tarsal + metatarsal bones + phalanges

LEZIONE 5 – APPARATO LOCOMOTORE


Articolazioni (joints):
Ciascuna delle 206 ossa (unica eccezione dell'osso ioide nel collo) collegata ad almeno ad un’altra
Articolazioni = posizione in cui le ossa si uniscono:
1) alcune articolazioni consentono il movimento tra le ossa (= le superfici articolari delle ossa
adiacenti possono muoversi agevolmente l'una contro l'altra, ma sono le meno stabili),
2) altri progettati per la stabilità e che forniscono poco o nessun movimento (uniti da tessuto
connettivo o cartilagine).
Classificazione delle articolazioni:
 Funzionale = descrivere il grado di movimento disponibile tra le ossa, che va da
articolazioni immobili, a leggermente mobili, a liberamente mobili, in relazione alle
esigenze funzionali di quell'articolazione (le articolazioni immobili o leggermente mobili
servono a proteggere gli organi interni, danno stabilità al corpo e consentono un
movimento del corpo limitato, ma le articolazioni liberamente mobili consentono
movimenti molto più estesi del corpo e degli arti).
 Strutturale = prendere in considerazione se le ossa adiacenti sono fortemente ancorate
l'una all'altra da tessuto connettivo fibroso o cartilagine, o se le ossa adiacenti si articolano
tra loro all'interno di uno spazio pieno di liquido chiamato cavità articolare.

Classificazione strutturale delle articolazioni:


in base al fatto che le superfici articolari delle ossa adiacenti siano direttamente collegate da
tessuto connettivo fibroso o cartilagine, o se le superfici articolari entrino in contatto tra loro
all'interno di una cavità articolare piena di liquido.
3 nelle classificazioni strutturali:
1) articolazione fibrosa (fibrous joint) = ossa adiacenti unite da tessuto connettivo fibroso.
2) articolazione cartilaginea (cartilaginous joint) = ossa unite da cartilagine ialina o
fibrocartilagine.
3) articolazione sinoviale (synovial joint) = superfici articolari non direttamente collegate, ma
che invece entrano in contatto tra loro all'interno di una cavità articolare riempita con un
fluido lubrificante, consentendo il libero movimento tra le ossa (articolazioni più comuni
del corpo).
Classificazione funzionale delle articolazioni:
determinato dalla quantità di mobilità trovata tra le ossa adiacenti:
1. Sinartrosi (synarthrosisi) (funzionale)  = la natura immobile
di queste articolazioni prevede una forte unione tra le ossa
articolari. Questo è importante nei punti in cui le ossa
forniscono protezione per gli organi interni: suture
(articolazioni fibrose tra le ossa del cranio che circondano e
proteggono il cervello) e l'articolazione manubriosternale
(articolazione cartilaginea che unisce il manubrio e il corpo
dello sterno per la protezione del cuore).
2. Amphiarthrosis (funzionale) = articolazione con
mobilità ridotta:
 articolazione cartilaginea che unisce i corpi delle
vertebre adiacenti
 sinfisi pubica del bacino.

3. Diartrosi (diarthrosis) (funzionale)  =


articolazione liberamente mobile (include
tutte le articolazioni sinoviali del corpo, che
forniscono la maggior parte dei movimenti del
corpo), la maggior parte di esse si trova nello
scheletro appendicolare, dando così agli arti
un'ampia libertà di movimento. Diviso in 3
categorie, in base al numero di assi di
movimento
 L'articolazione uniassiale consente solo
un movimento su un unico piano (attorno a un singolo asse): l'articolazione del
gomito
 L'articolazione biassiale consente movimenti all'interno di due piani: metacarpo-
falangea
 articolazione multiassiale (articolazione poliassiale o triassiale) consente diverse
direzioni di movimento: articolazioni della spalla e dell'anca

a. Giunti fibrosi (strutturali)  = ossa adiacenti direttamente collegate tra loro da tessuto
connettivo fibroso (quindi le ossa non hanno una cavità articolare tra di loro) con uno
spazio tra le ossa stretto o largo. 3 tipi:
 sutura = articolazione fibrosa stretta che si trova tra la maggior parte delle ossa del
cranio
 syndesmosis = ossa più ampiamente separate ma tenute insieme da una stretta
fascia di tessuto connettivo fibroso chiamata legamento o un ampio foglio di
tessuto connettivo chiamato membrana interossea (tra le regioni del fusto delle
ossa lunghe dell'avambraccio e della gamba)
 gomphosis = articolazione fibrosa stretta tra le radici di un dente e la cavità ossea
nella mascella in cui si inserisce il dente.
 Sutura:= tutte le articolazioni delle ossa del cranio, ad eccezione della mandibola, sono unite
tra loro da un'articolazione fibrosa chiamata sutura. Il tessuto connettivo fibroso che si trova
in corrispondenza di una sutura ("per legare o cucire") unisce fortemente le ossa del cranio
adiacenti e quindi aiuta a proteggere il cervello e
formare il viso. Negli adulti, le ossa del cranio sono
strettamente opposte e il tessuto connettivo fibroso
riempie lo stretto spazio tra le ossa. La sutura è
spesso contorta, formando un'unione stretta che
impedisce la maggior parte dei movimenti tra le
ossa. (Funzionalmente classificato come sinartrosi,
sebbene alcune suture possano consentire leggeri
movimenti tra le ossa craniche).

 Syndesmosis: = tipo di articolazione fibrosa in cui 2 ossa parallele sono unite tra loro da
tessuto connettivo fibroso: lo spazio tra le ossa può essere stretto, con ossa unite da
legamenti, o largo e riempito da un ampio foglio di tessuto connettivo chiamato membrana
interossea. Le sindesmie che si trovano nell'avambraccio e nella gamba servono per unire le
ossa parallele e prevenirne la separazione: tuttavia, una sindesmosi non impedisce tutti i
movimenti tra le ossa, e quindi questo tipo di articolazione fibrosa è funzionalmente
classificata come anfiartrosi.
 Gomphosis: = articolazione fibrosa specializzata che fissa la radice di un dente nella sua
cavità ossea all'interno dell'osso mascellare (mascella superiore) o mandibola (mascella
inferiore), nota anche come articolazione a piolo e cavità.
Tra le pareti ossee dell'alveolo e la radice del dente vi sono numerose brevi bande di tessuto
connettivo denso, ciascuna delle quali è chiamata legamento parodontale. A causa
dell'immobilità la gomfosi è classificata funzionalmente come sinartrosi.

b. Giunti cartilaginei (strutturali) = ossa adiacenti unite dalla cartilagine, un tipo di tessuto
connettivo resistente ma flessibile, privo di una cavità articolare 2 tipi di articolazioni
cartilaginee:
 sincondrosi = le ossa sono unite dalla cartilagine ialina (anche luoghi in cui l'osso è
unito a una struttura cartilaginea, come tra l'estremità anteriore di una costola e la
cartilagine costale della gabbia toracica)
 sinfisi = ossa unite da fibrocartilagine

Cartilagine: caratteristiche
o Si sviluppa dal mesenchima e consiste di cellule, fibre di tessuto connettivo e sostanza
fondamentale
o Nonvascolare, ottiene i nutrienti attraverso la diffusione attraverso le fibre del tessuto
connettivo a terra e la sostanza di base
o Svolge numerose funzioni di supporto
o Le cellule includono condrociti e condroblasti
o 3 tipi di cartilagine:
 hyaline
 elastico
 fibrocartilagine
Pericondrio:

 Trovato sulle periferie della cartilagine ialina ed


elastica
 Lo strato periferico è un tessuto connettivo
vascolare denso con collagene di tipo I.
 Lo strato interno è condrogenico e dà origine a
condroblasti che secernono la matrice
cartilaginea
 Cartilagine ialina articolare delle ossa e
fibrocartilagine NON rivestita dal pericondrio

Matrice della cartilagine

 Prodotto e mantenuto da condrociti e condroblasti


 Contiene grandi aggregati di proteoglicani ed è altamente idratato (alto contenuto di
acqua)
 Consente la diffusione ed è ammortizzatore semirigido
 La condronectina glicoproteica adesiva lega le cellule e le fibrille alla matrice circostante
 La cartilagine elastica fornisce supporto strutturale e maggiore flessibilità

Cellule cartilaginee

 Le cellule mesenchimali primitive si


differenziano in condroblasti che
sintetizzano la matrice
 Il mesenchima si differenzia anche in
fibroblasti del pericondrio
 Le cellule della cartilagine matura, i
condrociti, vengono racchiuse nelle lacune
 La funzione principale dei condrociti è
quella di mantenere la matrice cartilaginea
 Lo strato interno del pericondrio del tessuto connettivo circostante è condrogeno
 La cartilagine cresce per crescita sia interstiziale che apposizionale

1) Hyaline Cartilage:
 Più comune nel corpo e funge da modello scheletrico per
la maggior parte delle ossa
 Nelle ossa in via di sviluppo, cartilagine presente nelle
placche epifisarie per la crescita ossea in lunghezza
 Sostituito dall'osso durante l'ossificazione endocondrale
 Contiene fibrille di collagene di tipo II, che non si vedono
nelle sezioni istologiche a causa di un indice di riflessione
simile a quello della sostanza fondamentale
 Negli adulti, presente sulle superfici articolari delle ossa,
estremità delle costole, naso, laringe, trachea e bronchi

La cartilagine ialina articolare ha una struttura complessa formata da diversi strati di cellule. I suoi
componenti principali sono l'acqua, il collagene di tipo II e i proteoglicani. Nella zona più alta (zona
tangenziale) i condrociti sono piccoli e rotondi e le fibre di collagene sono orientate
parallelamente alla superficie. Nella zona più profonda (radiale) i condrociti sono più grandi e
disposti in colonne verticali e anche le fibre di collagene hanno un orientamento più verticale. La
zona più profonda contiene cartilagine calcificata che separa la cartilagine ialina dall'osso
subcondrale
2) Elastic Cartilage:
 Contiene fibre elastiche ramificate in matrice ed è
altamente flessibile
 Trovato nell'orecchio esterno, nel tubo uditivo,
nell'epiglottide e nella laringe

3) Fibrocartilage:
 Riempito con fasci densi di fibre di collagene di tipo I che si
alternano alla matrice cartilaginea
 Fornisce resistenza alla trazione, sopporta il peso e resiste
alla compressione
 Trovato nei dischi intervertebrali, nella sinfisi pubica e in
alcune articolazioni
Cartilaginous joints (structural)
1. Synchondrosis= ossa unite insieme dalla cartilagine ialina, o dove l'osso è unito alla
cartilagine ialina; può essere:
 temporaneo = placca epifisaria (cartilagine di accrescimento) di un osso lungo in
crescita, cioè la regione della cartilagine ialina in crescita che unisce la diafisi
(stelo) dell'osso all'epifisi (estremità dell'osso) [l'allungamento osseo implica la
crescita della cartilagine della placca epifisaria e la sua sostituzione con l'osso:
per molti anni durante la crescita infantile, i tassi di crescita della cartilagine e di
formazione dell'osso sono uguali e quindi la placca epifisaria non cambia nello
spessore complessivo mentre l'osso si allunga, durante la tarda adolescenza e
all'inizio dei 20 anni, la crescita della cartilagine rallenta e alla fine si ferma  la
placca epifisaria viene quindi completamente sostituita dall'osso e le porzioni di
diafisi ed epifisi dell'osso si fondono insieme per formare un singolo osso adulto.
Questa fusione di diafisi ed epifisi = sinostosi. Una volta che ciò si verifica,
l'allungamento delle ossa cessa.]
 permanente = si trova nella gabbia toracica, come la prima articolazione
sternocostale, dove la prima costola è ancorata al manubrio dalla sua cartilagine
costale. (Le articolazioni delle restanti cartilagini costali allo sterno sono tutte
articolazioni sinoviali.) Si formano sincondrosi aggiuntive dove l'estremità
anteriore delle altre 11 costole è unita alla sua cartilagine costale. [A differenza
delle sincondrosi temporanee della placca epifisaria, queste sincondrosi
permanenti conservano la loro cartilagine ialina e quindi non si ossificano con
l'età]
A causa della mancanza di movimento tra l'osso e la cartilagine, sia le sincondrosi
temporanee che quelle permanenti sono classificate funzionalmente come
sinartrosi.
2. Symphysis = articolazione cartilaginea dove le ossa sono unite da fibrocartilagine (=
molto forte perché contiene numerosi fasci di fibre di collagene spesse, conferendole
così una capacità molto maggiore di resistere alle forze di trazione e flessione rispetto
alla cartilagine ialina) dando capacità di unire fortemente le ossa adiacenti, ma
consentendo comunque che si verifichi un movimento limitato  quindi
funzionalmente classificato come anfiartrosi.
Lo spazio che separa le ossa alla sinfisi può essere stretto (sinfisi pubica: le parti
pubiche delle ossa dell'anca destra e sinistra del bacino sono unite insieme dalla
fibrocartilagine attraverso uno spazio stretto e l'articolazione manubriosternale: la
fibrocartilagine unisce il manubrio e le parti del corpo dello sterno ) o largo (sinfisi
intervertebrale tra corpi di vertebre adiacenti della colonna vertebrale: uno spesso
cuscinetto di fibrocartilagine chiamato disco intervertebrale unisce fortemente le
vertebre adiacenti riempiendo lo spazio tra di loro  la larghezza della sinfisi
intervertebrale consente piccoli movimenti tra le vertebre adiacenti e fornisce
ammortizzazione tra le vertebre)

Synovial Joints (structural)


= tipo più comune di articolazione nel corpo con caratteristiche strutturali di presenza di una cavità
articolare (= superfici articolari delle ossa piene di liquido in contatto tra loro) che danno la
capacità di muoversi agevolmente l'una contro l'altra, consentendo una maggiore mobilità
articolare.
Caratteristiche strutturali:
o caratterizzate dalla presenza di una
cavità articolare (pareti di questo
spazio formate dalla capsula articolare
= struttura del tessuto connettivo
fibroso che è attaccata a ciascun osso
appena fuori dall'area della superficie
articolare dell'osso).
o le ossa dell'articolazione si articolano
tra loro all'interno della cavità
articolare: l'attrito tra le ossa in
corrispondenza di un'articolazione
sinoviale è impedito dalla presenza di
cartilagine articolare, un sottile strato
di cartilagine ialina che copre l'intera
superficie articolare di ciascun osso, le
cartilagini articolari di ciascun osso
sono non continue tra loro, agiscono come un rivestimento sulla superficie ossea,
consentendo alle ossa articolate di muoversi agevolmente l'una contro l'altra senza
danneggiare il tessuto osseo sottostante.
o rivestimento della superficie interna della capsula articolare = sottile membrana sinoviale
con cellule che secernono liquido sinoviale (sinovia = "un fluido denso"), un fluido denso e
viscido che fornisce lubrificazione per ridurre ulteriormente l'attrito tra le ossa
dell'articolazione e fornisce anche nutrimento all'articolazione cartilagine, che non
contiene vasi sanguigni.
o articolazione sinoviale = classificata funzionalmente come diartrosi.
o superfici articolari esterne, ossa collegate tra loro da legamenti (= forti bande di tessuto
connettivo fibroso, rinforzano e sostengono l'articolazione ancorando insieme le ossa e
prevenendone la separazione, consentendo i normali movimenti a un'articolazione, ma
limitando la gamma di questi movimenti, prevenendo così movimenti articolari anormali)
classificati in base alla loro relazione con la capsula articolare fibrosa:
1. extrinsic = situato al di fuori della capsula articolare,
2. intrinsic = fuso o incorporato nella parete della capsula articolare,
3. legamento intracapsulare = situato all'interno della capsula articolare
o in molte articolazioni sinoviali, un supporto aggiuntivo è fornito dai muscoli e dai loro
tendini (= struttura del tessuto connettivo denso che attacca un muscolo all'osso) che
agiscono attraverso l'articolazione
o disco articolare, (generalmente piccolo e di forma ovale), o menisco, (più grande e a forma
di C) = in poche articolazioni sinoviali, struttura fibrocartilaginea situata tra le ossa articolari
che serve diverse funzioni (a seconda dell'articolazione specifica): in alcuni punti, un disco
articolare può agire per unire fortemente le ossa dell'articolazione tra loro (dischi articolari
che si trovano nell'articolazione sternoclavicolare o tra le estremità distali del radio e delle
ossa dell'ulna) ad altre articolazioni sinoviali, fornire assorbimento degli urti e
ammortizzazione tra le ossa ( ogni menisco all'interno dell'articolazione del ginocchio),
infine, un disco articolare può servire per addolcire i movimenti tra le ossa articolari
(articolazione temporo-mandibolare)
o Cuscinetto adiposo = che funge da cuscino tra le ossa
o Bursa = sacca sottile di tessuto connettivo riempita di liquido lubrificante, situata
all'esterno di un'articolazione sinoviale che serve a prevenire l'attrito tra le ossa
dell'articolazione e i tendini muscolari sovrastanti o la pelle, classificata in base alla loro
posizione: borsa sottocutanea = situata tra la pelle e l'osso sottostante, permettendo alla
pelle di muoversi agevolmente sull'osso (borsa prepatellare situata sopra la rotula e la
borsa olecrano sulla punta del gomito), borsa sottomuscolare = trovata tra un muscolo e un
osso sottostante, o tra i muscoli adiacenti, prevenendo lo sfregamento del muscolo
durante i movimenti (borsa trocanterica trovata all'anca laterale, tra il grande trocantere
del femore e il muscolo gluteo massimo sovrastante), borsa sottendinea = tra un tendine e
un osso (borsa subacromiale che protegge il tendine del muscolo della spalla mentre passa
sotto l'acromion della scapola, e la borsa sovrapatellare che separa il tendine del grande
muscolo anteriore della coscia dal femore distale appena sopra il ginocchio).
o guaina tendinea (tendon sheath)= simile nella struttura a una borsa, ma più piccola, una
sacca di tessuto connettivo che circonda un tendine muscolare nei punti in cui il tendine
attraversa un'articolazione, contenente fluido lubrificante che consente movimenti regolari
del tendine durante la contrazione muscolare e i movimenti articolari
Tipi di Synovial Joints:
Suddiviso in base alle forme delle superfici articolari delle ossa
Sei tipi: pivot, hinge, condyloid, saddle, plane, ball-and socket
1) Pivot Joint = la porzione arrotondata di un
osso è racchiusa all'interno di un anello
formato in parte dall'articolazione con un
altro osso e in parte da un legamento con
osso rotante all'interno di questo anello.
o Poiché la rotazione è attorno a un unico
asse, le articolazioni pivot sono
classificate funzionalmente come un tipo
di articolazione a diartrosi uniassiale.
o esempi:
1. articolazione atlantoassiale, che si
trova tra le vertebre C1 (atlante) e C2
(asse), dove le tane dell'asse sporgenti
verso l'alto si articolano con l'aspetto
interno dell'atlante, dove è tenuto in
posizione da un legamento e rotazione a questo giunto permette di girare la testa da
un lato all'altro.
2. articolazione radioulnare prossimale, dove la testa del radio è ampiamente
circondata da un legamento che la tiene in posizione mentre si articola con la tacca
radiale dell'ulna, consentendo la rotazione del raggio per i movimenti dell'avambraccio

2) Hinge Join  = l'estremità convessa di un


osso si articola con l'estremità concava
dell'osso adiacente, consentendo solo
movimenti di flessione e raddrizzamento
lungo un unico asse
o Quindi funzionalmente classificato
come articolazioni uniassiali
o Esempi:
1. articolazione del gomito, con
l'articolazione tra la troclea dell'omero
e la tacca trocleare dell'ulna,
2. ginocchio,
3. caviglia,
4. articolazioni interfalangee tra le
ossa delle falangi delle dita delle mani
e dei piedi.

3) Condyloid Joint = (articolazione ellissoide),


la depressione superficiale all'estremità di un osso si articola con una struttura arrotondata
da un osso o ossa adiacenti
o Funzionalmente, le articolazioni
condiloidi sono articolazioni biassiali che
consentono 2 piani di movimento (un
movimento comporta la flessione e il
raddrizzamento delle dita o i movimenti
antero-posteriori della mano + il
secondo movimento è un movimento
da lato a lato, che consente di allargare
le dita e riunirle o muovendo la mano in
direzione mediale o laterale).
o Esempi:
1. articolazioni dell'articolazione
(metacarpo-falangea) della mano tra
l'estremità distale di un osso
metacarpale e l'osso della falange
prossimale,
2. articolazione radiocarpale del polso,
tra la depressione superficiale
all'estremità distale dell'osso del radio e lo scafoide arrotondato ossa carpali,
semilunari e triquetrum (l'area di articolazione ha una forma più ovale [ellittica]).

4) Saddle Joint = entrambe le superfici di articolazione per le ossa hanno una forma a sella,
che è concava in una direzione e convessa
nell'altra, consentendo a 2 ossa di adattarsi
insieme come un cavaliere seduto su una sella
o funzionalmente classificato come
articolazioni biassiali.
o Esempio:
1. prima articolazione
carpometacarpale, tra il trapezio (un
osso carpale) e il primo osso
metacarpale alla base del pollice
(fornendo la capacità del pollice di
allontanarsi dal palmo della mano
lungo due piani, quindi, il pollice può
muoversi all'interno dello stesso piano
del palmo della mano, oppure può
sporgere anteriormente,
perpendicolare al palmo: questo
movimento della prima articolazione carpometacarpale è ciò che conferisce
all'uomo i loro distintivi pollici “opponibili”
2. articolazione sternoclavicolare

5) Plane Joint = (articolazione scorrevole) le superfici articolari delle ossa sono piatte o
leggermente curve e di circa le stesse dimensioni, consentendo alle ossa di scivolare l'una
contro l'altra, con un movimento generalmente piccolo e strettamente vincolato dai
legamenti circostanti.
o in base solo alla loro forma,
possono consentire movimenti
multipli, inclusa la rotazione,
essendo quindi funzionalmente
classificati come articolazione
multiassiale (tuttavia, non tutti i
movimenti disponibili per ogni
articolazione piana a causa delle
limitazioni poste su di essa dai
legamenti o dalle ossa vicine,
quindi, a seconda delle specifiche
articolazione, un'articolazione piana
può esibire solo un singolo tipo di
movimento o più movimenti).
o esempi:
1. tra le ossa carpali (articolazioni intercarpali) del polso o le ossa tarsali
(articolazioni intertarsali) del piede,
2. tra la clavicola e l'acromion della scapola (articolazione acromioclavicolare),
3. tra i processi sup e infarticolare delle vertebre adiacenti (articolazioni
zigapofisarie).

6) Ball-and-Socket Joint = articolazione con la massima libertà di movimento, perché la


testa arrotondata di un osso (la palla) si inserisce nell'articolazione concava (la cavità)
dell'osso adiacente
o classificato funzionalmente come
articolazioni multiassiali
o esempi:
1. anca (la testa del femore si
articola con l'acetabolo dell'osso
dell'anca)
2. articolazione gleno-omerale
(spalla) (la testa dell'omero si
articola con la cavità glenoidea della
scapola).
o femur + omero in grado di muoversi
in entrambe le direzioni AP e
mediale-laterale e anche di ruotare
attorno al loro asse lungo: l'incavo
superficiale della cavità glenoidea
consente all'articolazione della
spalla una vasta gamma di
movimento, ma una presa profonda
dell'acetabolo (+ forti legamenti di supporto dell'articolazione dell'anca) servono a
limitare i movimenti del femore, riflettendo la necessità di stabilità e capacità di
carico dell'anca.
Tipi di movimenti del corpo:
Molti tipi di movimento che possono verificarsi alle articolazioni sinoviali sono generalmente
accoppiati, uno è l'opposto dell'altro.
Descritto sempre in relazione alla posizione anatomica del corpo [= posizione eretta, con gli arti
superiori ai lati del corpo e i palmi rivolti in avanti]
LEZIONE 6 – MUSCOLI
Sistema muscolare

Tessuto muscolare
 3 tipi di muscoli: 1. muscolo scheletrico, 2. muscolo cardiaco, 3. muscolo liscio
 Tutti i muscoli mostrano somiglianze e differenze
 Tutti i muscoli sono composti da cellule allungate chiamate fibre
 Il citoplasma muscolare è sarcoplasma e la membrana delle cellule muscolari è sarcolemma
 Le fibre muscolari contengono miofibrille costituite da proteine contrattili: actina e miosina
Muscolo scheletrico (Skeletal Muscle)
o Le fibre sono cellule multinucleate con nuclei periferici: nuclei multipli dovuti alla fusione di
mioblasti mesenchimatici durante lo sviluppo embrionale
o Ogni fibra muscolare è composta da miofibrille e miofilamenti

o I filamenti di actina e miosina formano modelli distinti di striature incrociate


o Le bande chiare I contengono actina sottile e le bande A scure contengono filamenti di
miosina spessi
o La linea Z densa divide in due le bande I; tra le linee Z c'è l'unità contrattile, il sarcomero

o Le proteine accessorie allineano e stabilizzano i filamenti di actina e miosina


o La proteina titina fissa i filamenti di miosina e l'actinina a lega i filamenti di actina alle linee
Z
o Titin centers, posiziona e agisce come una molla tra la miosina e le linee Z.
o Il muscolo è circondato dall'epimisio del tessuto connettivo
o I fasci muscolari sono circondati dal perimisio del tessuto connettivo
o Ogni fibra muscolare è circondata dall'endomisio del tessuto connettivo

o I muscoli volontari sono sotto controllo cosciente


o I fusi neuromuscolari sono recettori di stiramento specializzati in quasi tutti i muscoli
scheletrici
o Le fibre intrafusali e le terminazioni nervose si trovano nelle capsule del fuso
o L'allungamento del muscolo produce un riflesso di allungamento e un movimento per
accorciare il muscolo

Microscopia elettronica a trasmissione


 Le bande luminose sono bande I e sono formate da sottili filamenti di actina
 Le bande sono attraversate da fitte linee Z.
 Tra le linee Z c'è la più piccola unità contrattile del muscolo, il sarcomero
 Le bande scure sono bande A e si trovano nel mezzo del sarcomero

 Le bande A sono formate dalla sovrapposizione di filamenti di actina e miosina


 Le bande M al centro delle bande A rappresentano il collegamento dei filamenti di miosina
 Le bande H su ciascun lato delle bande M contengono solo filamenti di miosina
 Il reticolo sarcoplasmatico e i
mitocondri circondano ogni
sarcomero
Correlazione
funzionale:
 I muscoli
scheletrici
sono
volontari,
sono sotto il
controllo
cosciente e
si

contraggono solo se stimolati


 Le placche terminali del motore sono le sedi delle innervazioni nervose e della trasmissione
degli stimoli ai muscoli
 I terminali Axon delle piastre terminali del motore contengono vescicole con il
neurotrasmettitore acetilcolina
 Il potenziale d'azione rilascia acetilcolina nella fessura sinaptica
 L'acetilcolina si combina con i suoi recettori sulla membrana muscolare
 L'acetilcolinesterasi neutralizza l'acetilcolina e previene l'ulteriore contrazione
 Prima dell'arrivo dell'impulso, il calcio viene immagazzinato nel reticolo sarcoplasmatico
 Sarcolemma invaginazioni in ciascun tubulo a forma di miofibra
 Le cisterne terminali espanse del reticolo sarcoplasmatico e dei tubuli T formano triadi
 Le triadi si trovano alle giunzioni A – I nei muscoli scheletrici dei mammiferi
 Stimolo per la contrazione muscolare trasportata dai tubuli T a ogni miofibra, miofibrilla e
membrana del reticolo sarcoplasmatico
 Dopo la stimolazione, il reticolo sarcoplasmatico rilascia ioni calcio nei sarcomeri
 Il calcio attiva il legame di actina e miosina, provocando contrazione e accorciamento
muscolare
 Dopo la fine dello stimolo, il calcio viene attivamente trasportato e immagazzinato nel
reticolo sarcoplasmatico
 Quando i muscoli si contraggono, le bande I e H si accorciano, mentre le bande A
rimangono le stesse
 La contrazione e l'accorciamento dei muscoli avvicinano le linee Z e accorciano il
sarcomero
Muscolo cardiaco (Cardiac Muscle)
o Situato nel cuore e nei grandi vasi attaccati al
cuore
o Le striature incrociate di actina e miosina
formano bande I, bande A e linee Z simili a quelle
del muscolo scheletrico
o Caratterizzato da densi complessi giunzionali
chiamati dischi intercalati che contengono
giunzioni gap

o Contengono uno o due nuclei centrali, le fibre


sono più corte e mostrano ramificazioni
o I tubuli T si trovano sulle linee Z e sono più grandi che nel muscolo scheletrico
o Il reticolo sarcoplasmatico è meno sviluppato rispetto ai muscoli scheletrici
o I mitocondri sono più grandi e più abbondanti nelle fibre cardiache
o Le giunzioni gap accoppiano tutte le fibre per la contrazione ritmica e formano il sincizio
funzionale
o Per la contrazione, il calcio viene importato dalla cellula esterna e dal reticolo
sarcoplasmatico
o Esibisce autoritmicità e genera spontaneamente stimoli
o Il sistema nervoso automatico innerva il cuore e influenza la frequenza cardiaca e la
pressione sanguigna
Muscolo liscio (Smooth Muscle)

 Su trova in organi cavi e vasi sanguigni


 Zonula aderisce lega le cellule muscolari,
mentre le giunzioni gap forniscono
l'accoppiamento funzionale
 Contengono filamenti di actina e miosina
senza pattern di striature incrociate
 Le fibre sono di forma fusiforme e
contengono singoli nuclei centrali
 Nell'intestino, i muscoli sono disposti in
strati concentrici e nei vasi sanguigni
secondo uno schema circolare
• Sono presenti filamenti di actina e
miosina, ma non mostrano una disposizione o striature regolari
• Actina e miosina formano una rete reticolare e si inseriscono in corpi densi nel sarcoplasma
e nel citoplasma
• I corpi densi contengono a-actinina e altre proteine del disco Z.
• Il reticolo sarcoplasmatico non è ben sviluppato per la conservazione del calcio
• Sarcolemma contiene invaginazioni chiamate caveolae
• Caveolae può controllare l'afflusso di calcio nelle cellule dopo la stimolazione
• Dopo la stimolazione, il calcio entra nel sarcoplasma dalle caveole e dal reticolo
sarcoplasmatico
• La calmodulina, una proteina legante il calcio, stimola l'interazione tra actina e miosina
• Actina e miosina contraggono i muscoli mediante un meccanismo di scorrimento simile al
muscolo scheletrico
• La connessione di corpi densi con gabbie adiacenti trasmette la forza di contrazione a tutte
le gabbie
• Esibire attività spontanea e mantenere il tono negli organi cavi
• Le contrazioni peristaltiche spingono il contenuto negli organi
• Le giunzioni gap accoppiano i muscoli e consentono la comunicazione ionica tra tutte le
fibre
• Innervato da neuroni postgangliari delle divisioni simpatiche e parasimpatiche
• Muscoli involontari regolati dal sistema nervoso autonomo, ormoni e stretching

Sistema muscolare
• sistema per nominare i muscoli scheletrici: in
alcuni casi, il muscolo prende il nome dalla
sua forma, e in altri casi è chiamato dalla sua
posizione o dagli attaccamenti allo scheletro.
• comprendere il significato del nome del
muscolo, spesso ti aiuterà a ricordare la sua
posizione e / o cosa fa, per descrivere come i
muscoli scheletrici sono disposti per
compiere il movimento e come altri muscoli
possono aiutare, o essere disposti sullo
scheletro per resistere o trasportare fuori il
movimento opposto
Per muovere lo scheletro, la tensione creata
dalla contrazione delle fibre nella maggior
parte dei muscoli scheletrici viene trasferita
ai tendini = fasce forti di tessuto connettivo
denso e regolare che collegano i muscoli alle ossa (connessione ossea  muscolo chiamato
muscolo scheletrico).
• Per tirare un osso (= cambiare l'angolo dell'articolazione sinoviale = spostare lo scheletro),
un muscolo scheletrico deve anche essere attaccato a una parte fissa dello scheletro
• L'estremità mobile del muscolo che si attacca all'osso che viene tirato è chiamata
inserzione del muscolo e l'estremità del muscolo attaccata a un osso fisso (stabilizzato) è
chiamata origine

motore primo, o agonista = muscolo principale


coinvolto in un'azione, sebbene possano essere
coinvolti più muscoli
Per sollevare una tazza, un muscolo chiamato bicipite
brachiale è in realtà il motore principale; tuttavia,
poiché può essere assistito dal brachiale, questo è
chiamato sinergizzante in questa azione
sinergizzante può anche essere un fissatore che
stabilizza l'osso che è l'attaccamento per l'origine del
motore primo.
Antagonista = il muscolo con l'azione opposta del
motore primo gioca 2 ruoli importanti nella funzione muscolare:
(1) mantenere la posizione del corpo o degli arti, come tenere il braccio in fuori o in piedi eretto
(2) controllare il movimento rapido

Ci sono anche muscoli scheletrici che determinano movimento per lo scheletro


• muscoli che producono espressioni facciali.
• i muscoli scheletrici della lingua e gli sfinteri urinari e anali esterni che consentono la
regolazione volontaria rispettivamente della minzione e della defecazione.
• il diaframma si contrae e si rilassa per modificare il volume delle cavità pleuriche, ma non
muove lo scheletro per farlo.
Modelli di organizzazione del fascicolo
Muscolo scheletrico racchiuso nell'impalcatura del
tessuto connettivo a 3 livelli:
1) ogni fibra muscolare (cellula) è ricoperta da
endomisio
2) l'intero muscolo è ricoperto da epimisio
3) quando un gruppo di fibre muscolari è
"raggruppato" come un'unità all'interno
dell'intero muscolo (= fascicolo) da un
rivestimento aggiuntivo di un tessuto
connettivo chiamato perimisio
La disposizione dei fascicoli perimisia è
correlata alla forza generata da un muscolo;
influisce anche sulla gamma di movimento del
muscolo.
Sulla base degli schemi della disposizione dei
fascicoli, i muscoli scheletrici possono essere
classificati in diversi modi  disposizioni dei
fascicoli più comuni

Muscoli paralleli = fasci disposti nella stessa


direzione dell'asse lungo del muscolo (la
maggior parte dei muscoli scheletrici):
1. alcuni muscoli paralleli sono fogli piatti che si espandono alle estremità per formare ampi
attaccamenti.
2. altri muscoli paralleli sono rotondi con tendini a una o entrambe le estremità.
3. i muscoli che sembrano essere paffuti hanno una grande massa di tessuto situata al centro del
muscolo, tra l'inserzione e l'origine, che è nota come corpo centrale (= pancia).
Quando un muscolo parallelo ha un ventre centrale e grande che è a forma di fuso, il che significa
che si assottiglia mentre si estende alla sua origine e inserzione, a volte è chiamato fusiforme.
Muscoli circolari = chiamati anche sfinteri (= quando si rilassano  aumentano le dimensioni
dell'apertura, e quando si contraggono  si restringono fino al punto di chiusura)
Muscolo convergente = espansione diffusa su un'area considerevole, ma poi i fascicoli si uniscono,
punto di attacco comune [che potrebbe essere un tendine, un'aponeurosi (= tendine piatto, largo)
o un rafe (= tendine molto sottile)].
I muscoli pennati (= "piume") si fondono in un tendine che attraversa la regione centrale del
muscolo per tutta la sua lunghezza.

A causa di questo design, le fibre muscolari in un muscolo pennato possono tirare solo ad angolo
e, di conseguenza, i muscoli pennati contratti non spostano i loro tendini molto lontano. Tuttavia,
poiché un muscolo pennato generalmente può contenere più fibre muscolari al suo interno, può
produrre una tensione relativamente maggiore per le sue dimensioni.
Tre sottotipi di muscoli pennati:
1. muscolo unipennato = i fascicoli si trovano su un lato del tendine.
2. muscolo bipennate = fascicoli su entrambi i lati del tendine.
3. Muscoli multipennati = le fibre muscolari si avvolgono attorno al tendine, a volte formando
singoli fascicoli
Denominazione secondo una serie di criteri (ognuno dei quali descrive il muscolo in qualche
modo):
• forma,
• dimensione rispetto ad altri muscoli della zona,
• posizione nel corpo o posizione dei suoi attacchi allo scheletro,
• quante origini ha
• azione.
diviso in categorie assiali (muscoli del tronco e della testa) e appendicolari (muscoli delle braccia e
delle gambe), che riflettono le ossa
Muscoli assiali della testa, del collo e della schiena
Muscoli che creano l'espressione facciale

origini dei muscoli dell'espressione facciale = sulla superficie del cranio (ricorda, l'origine di un
muscolo non si muove)  inserzioni = fibre intrecciate con il tessuto connettivo e il derma della
pelle, quindi, quando si contrae, la pelle si muove per creare l'espressione facciale
• orbicularis oris = muscolo circolare che muove le labbra
• orbicularis oculi = muscolo circolare che chiude l'occhio
• occipitofrontalis = alza il cuoio capelluto e le sopracciglia (ventre frontale + ventre
occipitale: muscolo sulla fronte [frontalis] e uno dietro la testa [occipitalis], ma nessun
muscolo sulla sommità della testa, due pance collegate da un tendine chiamato aponeurosi
epicranica, o galea (= "mela")
• muscolo buccinatore = (la maggior parte del viso) comprime la guancia (fischia, soffia e
succhia + contribuisce a masticare)
• corrugator supercilii = motore primo del sopracciglio
• diversi piccoli muscoli facciali aggiuntivi
Muscoli che muovono gli occhi
muscoli estrinseci dell'occhio = movimento del bulbo oculare, ha origine all'esterno dell'occhio e si
inserisce sulla superficie esterna del bianco dell'occhio, situato all'interno della cavità oculare e
non può essere visto su nessuna parte del bulbo oculare visibile
Muscoli che muovono la mascella inferiore (Lower Jaw)
Chewing = masticazione
I muscoli coinvolti nella masticazione
devono essere in grado di esercitare
una pressione sufficiente per mordere
e poi masticare il cibo prima che
venga ingerito:
Muscolo massetere = muscolo
principale utilizzato per la
masticazione, assistito dal muscolo
temporale (ritrae la mandibola)
I muscoli pterigoideo mediale e pterigoideo laterale forniscono assistenza nella masticazione e
nello spostamento del cibo all'interno della bocca.
Muscoli che muovono la lingua
Muscoli della lingua (mastication, deglutition, speech)
 intrinseco (inserire nella lingua dalle origini al suo interno, consentire alla lingua di
cambiare la sua forma, ad esempio arricciando la lingua in un cappio o appiattendola) +
 extrinsic (inserire nella lingua da origini esterne, spostare l'intera lingua in direzioni
diverse), tutti includono la parola root glossus (glossus = "lingua"), e i nomi dei muscoli
derivano da dove ha origine il muscolo: genioglossus (genio = "Mento") ha origine sulla
mandibola e consente alla lingua
di muoversi in avanti e in basso; lo
styloglossus ha origine sull'osso
stiloideo e consente il movimento
verso l'alto e all'indietro; il
palatoglosso ha origine sul palato
molle per elevare la parte
posteriore della lingua; hyoglossus
ha origine sull'osso ioide per
muovere la lingua verso il basso e
appiattirla.
Muscoli del collo anteriore
Assistere nella deglutizione (deglutizione) + linguaggio controllando le posizioni della laringe e
dell'osso ioide (= osso a forma di ferro di cavallo che funge da solida base su cui la lingua può
muoversi), muscoli del collo classificati in base alla loro posizione rispetto all'osso ioide, muscoli
sopraioidi superiore ad esso e muscoli infraioidi situati inferiormente
 muscoli sopraioidi: solleva l'osso ioide, il
pavimento della bocca e la laringe
durante la deglutizione, compreso il
muscolo digastrico (= ha il ventre
anteriore e posteriore che lavora per
elevare l'osso ioide e la laringe quando si
deglutisce; deprime anche la mandibola),
muscolo stiloioide (= muove l'osso ioide
posteriormente, elevando la laringe),
muscolo miloioide (lo solleva e aiuta a
premere la lingua sulla parte superiore
della bocca), genioioide (abbassa la
mandibola oltre a sollevare e tirare l'osso
ioide anteriormente)
 i muscoli infraioidei (simili a cinghie) generalmente deprimono l'osso ioide e controllano la
posizione della laringe: muscolo omoioide (ha la pancia superiore e inferiore, deprime
l'osso ioide insieme alla tiroide (eleva anche la cartilagine tiroidea della laringe) e
sternotiroide (lo deprime a creare diversi toni di voce)
Muscoli che muovono la testa

Sternocleidomastoideo = muscolo principale che flette lateralmente e ruota la testa, inoltre,


entrambi i muscoli che lavorano insieme sono i flessori della testa (divide il collo in triangoli
anteriori e posteriori se visti di lato)
Muscoli del collo posteriore e della schiena
muscoli posteriori del collo = principalmente interessati ai movimenti della testa, come
l'estensione
muscoli della schiena = stabilizzare e muovere la colonna vertebrale (raggruppata in base alle
lunghezze e alla direzione dei fascicoli)
muscoli splenici = originati dalla linea mediana, corrono
lateralmente e superiormente alle loro inserzioni: lo
splenio capitis si inserisce nella regione della testa e lo
splenio cervicale si estende sulla regione cervicale,
estendendosi, flettendo lateralmente e ruotando la testa
gruppo erettore spinae (erector spinae group) =
maggioranza della massa muscolare della schiena e
dell'estensore primario della colonna vertebrale, che
controlla la flessione, la flessione laterale e la rotazione
e mantiene la curva lombare; comprende:
 iliocostalis (posizionato lateralmente) gruppo:
iliocostalis cervicis, associato alla regione
cervicale; toracica iliocostale, associata alla
regione toracica; e iliocostalis lumborum,
associato alla regione lombare.
 gruppo longissimus (posto intermedio): 3 muscoli = longissimus capitis, associato alla
regione della testa; longissimus cervicis, associato alla regione cervicale; longissimus
thoracis, associato alla regione toracica.
 Gruppo spinalis (posizionato medialmente): spinalis capitis (regione della testa), spinalis
cervicis (regione cervicale) e spinalis thoracis (regione toracica).
muscoli transversospinales = dai processi trasversali ai processi
spinosi delle vertebre, prendono il nome dalle aree del corpo a
cui sono associati: i muscoli semispinali includono semispinalis
capitis, semispinalis cervicis e semispinalis thoracis.
muscolo multifido della regione lombare = estendere e flettere
lateralmente la colonna vertebrale.
gruppo muscolare segmentale = importante nella stabilizzazione
della colonna vertebrale, comprende muscoli interspinali e
intertransversarii (che riuniscono processi spinosi e trasversali di
ciascuna vertebra consecutiva)
muscoli scaleni = flettono, flettono lateralmente e ruotano la
testa e contribuiscono anche all'inalazione profonda, compreso
il muscolo scaleno anteriore (anteriore allo scaleno medio), il muscolo scaleno medio (il più lungo,
intermedio tra gli scaleni anteriore e posteriore) e lo scaleno posteriore muscolo (il più piccolo,
posteriore allo scaleno medio).
Muscoli assiali della parete addominale e del torace
I muscoli della colonna vertebrale, del torace e della parete addominale estendono, flettono e
stabilizzano diverse parti del tronco del corpo per bilanciare il corpo su due piedi e camminare in
posizione eretta

Muscoli dell'addome
4 paia di muscoli addominali,
che coprono la regione
dell'addome anteriore e del
dorso e si incontrano sulla
linea mediana anteriore =
muscoli dell'addome
anteriore:

 obliqui esterni,
 obliqui interni,
 trasverso dell'addome
 retto dell'addome

3 muscoli piatti nella parete dell'addome anteriore:


 obliquo esterno = più vicino alla superficie, si estende inferiormente e medialmente,
 obliquo interno = perpendicolare ad esso (intermedio), che si estende superiormente e
medialmente,
 trasverso dell'addome = (muscolo profondo) disposto trasversalmente attorno all'addome,
La disposizione di 3 fasce muscolari in diversi orientamenti consente vari movimenti e rotazioni del
tronco e aiuta anche a proteggere gli organi addominali interni in un'area dove non c'è osso.
Linea alba = banda bianca e fibrosa composta da guaine del retto bilaterale che si uniscono alla
linea mediana anteriore del corpo, che racchiude i muscoli del retto dell'addome (una coppia di
muscoli lunghi e lineari) che originano dalla cresta pubica e dalla sinfisi e si estendono per la
lunghezza del tronco del corpo e segmentato da tre bande trasversali di fibre di collagene
chiamate intersezioni tendinee.
La parete post abd è formata dalle vertebre lombari, da parti dell'osso iliaco, dai muscoli psoas
major e iliacus e dal muscolo quadrato del lombo = questa parte del core svolge un ruolo chiave
nella stabilizzazione del resto del corpo e nel mantenimento della postura.
Muscoli del torace
= per facilitare la respirazione modificando le dimensioni della cavità toracica

Muscoli del torace  Diaframma:


= la variazione di volume della cavità toracica durante la respirazione è dovuta alla contrazione e al
rilassamento alternati; separa le cavità toracica e addominale ed è a forma di cupola a riposo la
superficie superiore è convessa, creando un pavimento rialzato della cavità toracica, la superficie
inferiore è concava, creando un tetto curvo della cavità addominale.

La defecazione, la minzione e persino il parto


implicano la cooperazione tra il diaframma e i
muscoli addominali (= "manovra di Valsalva"):
trattenere il respiro mediante una contrazione
costante del diaframma con stabilizzazione del
volume e della pressione della cavità peritoneale +
contrazione dei muscoli addominali, la pressione non
può spingere il diaframma verso l'alto, quindi
aumenta la pressione sul tratto intestinale
(defecazione), sulle vie urinarie (minzione) o sul
tratto riproduttivo (parto).
La superficie inferiore del sacco pericardico e le superfici inferiori delle membrane pleuriche
(pleura parietale) si fondono sul tendine centrale del diaframma: ai lati del tendine si trovano le
parti muscolari scheletriche del diaframma, che si inseriscono nel tendine pur avendo un numero
di origini compreso il processo xifoideo anteriore, le sei costole inferiori e le loro cartilagini
lateralmente e le vertebre lombari e la dodicesima costola posteriormente.
Il diaframma comprende anche 3 aperture per il passaggio delle strutture tra torace e addome:
1. vena cava inferiore attraverso l'apertura cavale,
2. esofago e nervi attaccati attraverso lo iato esofageo,
3. aorta, dotto toracico e vena azygous attraverso lo iato aortico del diaframma posteriore
I muscoli intercostali
3 serie di muscoli = muscoli intercostali, che coprono ciascuno degli spazi intercostali: ruolo
principale nell'aiutare la respirazione modificando le dimensioni della gabbia toracica
1. 11 paia di muscoli intercostali esterni superficiali aiutano nell'inspirazione, sollevando la
gabbia toracica, che la espande
2. 11 paia di muscoli intercostali interni, appena sotto gli esterni, utilizzati per l'espirazione
perché costringono la gabbia toracica
3. Muscoli intercostali più interni (i più profondi): agiscono come sinergizzanti per l'azione
degli intercostali interni.

Muscoli del pavimento


pelvico e del perineo
Pavimento
pelvico =
strato
muscolare
che
definisce la
porzione
inf della
cavità
pelvica: diaframma pelvico, che si estende
anteriormente e posteriormente dal pube al
coccige, comprende: elevatore dell'ano [=
consiste di 2 muscoli, pubococcigeo e
iliococcigeo, considerato il muscolo più
importante del pavimento pelvico che sostiene i visceri pelvici e resistendo alla pressione prodotta
dalla contrazione dei muscoli addominali applicata al colon per favorire la defecazione e all'utero
per favorire il parto, crea anche sfinteri muscolari scheletrici a livello dell'uretra e dell'ano] +
assistito dall'ischiococcigeo, che tira il coccige anteriormente
Le aperture includono il canale anale e l'uretra e la vagina nelle donne
Perineo = spazio a forma di diamante tra sinfisi pubica (ant), coccige (post) e tuberosità ischiatica
(lat): diviso trasversalmente in triangoli, triangolo urogenitale anteriore= genitali esterni e
triangolo anale posteriore = ano

Muscoli della cintura pettorale e degli arti superiori


Generalità
I muscoli della spalla e dell'arto superiore possono essere suddivisi in 4 gruppi:
1) muscoli che stabilizzano e posizionano la cintura pettorale,
2) muscoli che muovono il braccio,
3) muscoli che muovono l'avambraccio,
4) muscoli che muovono polsi, mani e dita.
Cintura pettorale, o cingolo scapolare (pectoral girdle or shoulder girdle) = consiste delle estremità
laterali della clavicola e della scapola, insieme all'estremità prossimale dell'omero e muscoli che
coprono queste 3 ossa per stabilizzare l'articolazione della spalla. La cintura crea una base dalla
quale la testa dell'omero, nella sua articolazione sferica con la fossa glenoidea della scapola, può
muovere il braccio in più direzioni.
Muscoli che posizionano la cintura pettorale
Localizzati nel torace anteriore o posteriore:
Muscoli anteriori
 subclavius,
 pettorale minore
 serrato anteriore
Muscoli posteriori
 trapezio
 rhomboid major
 rhomboid minor

Muscoli che muovono l'omero (axial and scapular muscles)


2 muscoli assiali
1) pettorale maggiore = spesso a forma di ventaglio, che copre gran parte della porzione sup.
del torace anteriore.
2) latissimus dorsi = ampio e triangolare latissimus dorsi si trova sulla parte inferiore della
schiena, dove si inserisce in uno spesso strato di tessuto connettivo chiamato aponeurosi.
7 muscoli che originano sulla scapola
1) deltoide = muscolo spesso che crea linee
arrotondate della spalla: principale
abduttore del braccio (facilita anche la
flessione e la rotazione mediale, così
come l'estensione e la rotazione laterale)
2) Sottoscapolare = ha origine sulla scapola
anteriore e ruota medialmente il braccio.
3) supraspinatus = (sup alla spina dorsale
della scapola) abdurre il braccio
4) infraspinatus = (inf alla spina dorsale
della scapola) ruotare lateralmente il
braccio
5) teres major = spesso e piatto è inf al
piccolo rotondo ed estende il braccio, e
aiuta nell'adduzione e nella rotazione
mediale di esso
6) teres minor = ruota lateralmente ed estende il braccio
7) coracobrachialis = flette e adduce il braccio
Cuffia dei rotatori (cuffia muscolotendinea) (rotator cuff or musculotendinous cuff)= cerchio di
tendini attorno all'articolazione della spalla: i tendini del sottoscapolare profondo, del
sovraspinato, del sottospinato e del piccolo rotondo collegano la scapola all'omero
Muscoli che muovono l'avambraccio
Avambraccio (Forearm) = 4
principali tipi di azione:
flessione, estensione,
pronazione, supinazione
 flessori
dell'avambraccio
(compartimento
flessore anteriore del
braccio) =
1. bicipite brachiale (muscoli a due teste che attraversano le articolazioni della spalla e del
gomito per flettere l'avambraccio, partecipando anche alla supinazione dell'avambraccio
alle articolazioni radioulnari e alla flessione del braccio all'articolazione della spalla),
2. brachiale (fornisce potenza aggiuntiva nella flessione dell'avambraccio),
3.brachioradiale (flette rapidamente l'avambraccio o aiuta a sollevare un carico
lentamente).
 estensori = tricipite brachiale e anconeo.
 pronatori = pronatore rotondo e pronatore quadrato
 supinatore = solo quello che gira l'avambraccio anteriormente
Muscoli che muovono il polso, la mano e le dita
I movimenti del polso, della mano e delle dita sono facilitati da 2 gruppi di muscoli:

 muscoli estrinseci della mano = l'avambraccio è l'origine


 muscoli intrinseci della mano = il palmo è l'origine
Muscoli estrinseci
 scomparto flessore anteriore superiore dell'avambraccio = ha origine sull'omero e si
inserisce su diverse parti della mano: (massa dell'avambraccio), -da laterale a mediale-
flessore radiale del carpo, palmaris lungo, flessore ulnare del carpo e flessore superficiale
delle dita (= flessioni mano così come le dita sulle nocche, consentendo movimenti rapidi
delle dita, come quando si digita o si suona uno strumento musicale (sindrome del tunnel
carpale).
 comparto anteriore profondo = flessione e piega le dita per formare un pugno: flessore
lungo del pollice e flessore profondo delle dita.
 compartimento estensore posteriore superficiale dell'avambraccio = ha origine sull'omero:
estensore radiale lungo, estensore radiale breve del carpo, estensore delle dita, estensore
digiti minimi ed estensore ulnare del carpo.
 compartimento estensore posteriore profondo dell'avambraccio = ha origine sul radio e
sull'ulna: abduttore lungo del pollice, estensore breve del pollice, estensore lungo del
pollice e indice dell'estensore.
I tendini dei muscoli dell'avambraccio si attaccano al polso e si estendono nella mano: bande
fibrose chiamate guaina retinacolare tendini al polso  il retinacolo dei flessori si estende sulla
superficie palmare della mano, mentre il retinacolo degli estensori si estende sulla superficie
dorsale della mano
Muscoli intrinseci
= entrambi originano e si inseriscono all'interno della mano, consentendo di compiere movimenti
precisi per azioni, come dattilografare o scrivere, divisi in 3 gruppi:
1. muscoli thenar (sull'aspetto radiale del palmo, abductor pollicis brevis, opponens pollicis,
flexor pollicis brevis, e l'adduttore pollicis - forma eminenza tenar, contorno arrotondato
della base del pollice, tutti agiscono sul pollice),
2. muscoli ipotenari (sull'aspetto mediale, abduttore digiti minimi, flessore digiti minimi
brevis, avversens digiti minimi - forma eminenza ipotenare, contorno arrotondato mignolo,
tutti agiscono sul mignolo),
3. muscoli intermedi (palmo medio, agiscono su tutte le dita, lombo-sacrale, interossei
palmari e interossei dorsali).
Muscoli della cintura pettorale e degli arti inferiori
Cintura pelvica = minore libertà di movimento perché progettata per stabilizzare e sostenere il
corpo

Muscoli della coscia


Muscoli della regione glutea che muovono il femore
La maggior parte dei muscoli che si inseriscono sul femore e lo muovono, hanno origine sulla
cintura pelvica.
o psoas major e iliacus = gruppo ileopsoas.
o gruppo gluteo = alcuni dei muscoli più grandi e potenti del corpo: 1. grande gluteo (il più
grande); 2. gluteo medio (profondo al grande gluteo); 3. gluteo minimo (profondo al gluteo
medio, il più piccolo del trio)
o tensore della fascia lata = muscolo spesso e squadrato nella parte superiore della coscia
laterale (agisce come sinergizzante del gluteo medio e dell'ileopsoas nel flettere e abdurre
la coscia + stabilizzare l'aspetto laterale del ginocchio)
o piriformis, otturatore interno, otturatore esterno, gemello superiore, gemello inferiore e
quadrato femori = profondo al gluteo massimo, rotazione laterale del femore a livello
dell'anca.
o adductor longus, adductor brevis e adductor magnus = ruotano medialmente e
lateralmente la coscia a seconda della posizione del piede (l'adduttore lungo flette la
coscia, mentre l'adduttore magnus la estende).
o L'ettineo adduce e flette il femore anche all'anca (situato nel triangolo femorale, include
anche il nervo femorale, l'arteria femorale, la vena femorale e i linfonodi inguinali
profondi)
Muscoli della coscia che muovono il femore, la tibia e il perone
La fascia profonda della coscia si separa in:
1) mediale (responsabile dell'adduzione del femore all'anca) = 1. gracile (simile a una cinghia)
insieme a adduttore lungo, adduttore breve, adduttore magnus e pettineo, adduce la
coscia oltre a flettere la gamba al ginocchio.
2) anteriore (flessione della coscia ed estensione della gamba) = 1. gruppo del quadricipite
femorale (= 4 muscoli che estendono e stabilizzano il ginocchio: retto femorale, vasto
laterale, vasto mediale, vasto intermedio  tendine rotuleo comune a tutti e quattro che si
inserisce nella rotula e prosegue al di sotto di esso come legamento rotuleo, si attacca alla
tuberosità tibiale 2. sartorio (muscolo a fascia che si estende dalla Colonna iliaca anteriore
sup. al lato mediale della tibia prossimale  flette la gamba al ginocchio e flette, abduce e
ruota lateralmente la gamba all'anca = sedersi con gambe incrociate)
3) compartimenti posteriori (gamba flessa e coscia estesa) = (ginocchio flettente gruppo
tendine del ginocchio) 1. bicipite femorale, 2. semitendinoso, 3. semimembranoso (i
tendini formano la fossa poplitea = spazio a forma di diamante dietro il ginocchio).
Muscoli che muovono piedi e dita dei piedi
La fascia profonda separa i muscoli della gamba in 3 compartimenti:
1) Ant = 1. tibiale anteriore (muscolo lungo e spesso sulla superficie laterale della tibia), 2.
estensore lungo dell'alluce, 3. estensore lungo delle dita (tutti contribuiscono a sollevare la
parte anteriore del piede), 4. fibularis tertius (associato all'estensore delle dita lungo, ma
non presente in tutte le persone) [fasce spesse di tessuto connettivo = retinacolo
dell'estensore superiore (legamento trasverso della caviglia) e retinacolo dell'estensore
inferiore  tengono i tendini di questi muscoli in posizione durante la dorsiflessione]
2) Laterale = 1. fibularis longus (peroneus longus) e 2. fibularis brevis (p. Brevis)
3) Post =
 superficiale = [tutti inseriti sul tendine calcaneale forte (tendine di Achille) che si
inseriscono nell'osso calcaneare] muscoli grandi e forti che mantengono gli esseri umani in
posizione verticale = 1. gastrocnemio (muscolo più superficiale e visibile del polpaccio) 2.
soleo (profondo al gastrocnemio, largo, piatto) 3. plantare (che corre obliquamente tra
due) 4. tibiale posteriore
 profondo = 1. popliteo, 2. flessore lungo delle dita, 3. flessore lungo dell'alluce, 4. tibiale
posteriore
Il piede ha anche muscoli intrinseci = originano e si inseriscono al suo interno, fornendo
principalmente supporto al piede e al suo arco e contribuendo ai movimenti delle dita dei piedi, 2
gruppi:
o gruppo dorsale = 1. extensor digitorum brevis
o gruppo plantare = 4 strati, a partire dal più superficiale.

[supporto principale per arco longitudinale del piede = fascia profonda chiamata aponeurosi
plantare, che va dal calcagno alle dita dei piedi]

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