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Diritto Romano.

PREMESSE GENERALI.
1. IL DIRITTO QUALE CREAZIONE EMINENTEMENTE ROMANA.
Ogni comunità umana ha bisogno di principi e di regole che ispirino e disciplinino i
comportamenti dei singoli componenti, nonché l’organizzazione del gruppo. Ciò vale
anche per le comunità piccole ma anche per quelle più grandi. La nascita e la formazione
di tali principi e regole e determinata dalla insopprimibile esigenza di disciplinare per
prevenire i possibili contrasti fra i componenti, al fine di assicurare un’ordinata e pacifica
convivenza e sopravvivenza della comunità stessa.
Alla base di qualunque regolamentazione si pone la finalità di attuare nei rapporti fra gli
uomini la ‘’giustizia’’. L’aspirazione alla giustizia è antica tanto quanto l’uomo; essa
discende dalla natura stessa. Tutti gli uomini hanno cercato di raggiungere questa
aspirazione, ma ancora oggi cercano di dare risposta a ciò attraverso diversi strumenti,
secondo le condizioni storiche, economiche, politiche, culturali e religiose, in complesso e
secondo il grado e il tipo di cultura di viltà propria di una data epoca e in dato luogo.
E’ vero che è sempre esistita l’aspirazione naturale degli uomini alla giustizia, ma non
esisteva il diritto, come scienza, che fu appunto una creazione eminentemente romana.
I Romani non solo riuscirono a conquistare il mondo, ma riuscirono anche ad organizzarlo
in maniera stabile e lo organizzarono imponendo il loro modello di civiltà: la grande novità
fu che tale organizzazione sarebbe destinata a divenire quella che tutto il mondo oggi
considerata ‘’civile’’ che fu appunto il diritto.
I Romani portarono questo nuovo strumento di civiltà costituito dal diritto (IUS) quale
autonomo criterio umano e razionale di valutazione e regolamentazione e della condotta
degli uomini, quale sistema precettizio e organizzativo a sé stante, sganciato e
concettualmente indipendente. I romani individuarono il diritto, lo costruirono come
sistema logicamente coerente di regole di condotta, con duttile sensibilità ne
sperimentarono la concreta applicazione pratica, elevarono lo studio del diritto a dignità di
scienza praticandone l’insegnamento con costante consapevolezza dell’inscindibile
legame tra diritto e scienza del diritto, elaborarono tecniche e strumenti logici e operativi
sempre più raffinati, consegnando ai posteri una irreversibile conquista di civiltàe un vero
monumenum aere perennius, l’eredità più duratura che la civiltà romana ha trasmesso alle
età e civiltà successive.
2. DALL’ORIGINARIO SIGNIFICATO DI IUS ALLA GENESI DEL ‘’DIRITTO’’.
La conquista del diritto fu lenta e faticosa; in particolare, la liberazione dai condizionamenti
religiosi si attuò solo progressivamente attraverso una travagliata evoluzione.
Nei primi tempi di Roma non esisteva ancora un sistema di regole di condotta poste ed
imposte dalla comunità organizzata e qualificabili come giuridiche; non esisteva uno ius in
questo senso, quale fu configurato successivamente e che noi rendiamo0 con le
espressioni ‘’diritto in senso oggettivo e ordinamento giuridico’’.
IUS in origine aveva il significato di ‘’procedimento rituale’’ e in particolare indicava il ‘’rito
processuale’’.
Vi sarà ancora traccia di questo termine successivamente in espressioni tecniche come
‘’in iure’’ o ‘’in ius’’.
Ma è proprio nell’ambito del processo (agere) che va rintracciata la genesi del diritto. Ius
non assunse mai il significato di diritto es. vocare in ius significò chiamare alla contesa
giudiziaria; svolgere una determinata attività in iure significò svolgerla nell’ambito di una
contesa giudiziaria formalmente instaurata e non ami svolgerla nel diritto.
Per la risoluzione delle controversie tra i privati non vi era altra via che quella dell’ ‘’agere
sacramento’’, la cui funzione originaria era quella di invocare l’intervento divino appunto
mediante il sacramentum (giuramento con cui ciascuno dei contendenti osservava la verità
della propria affermazione) e di devolvere il giudizio alla divinità, la quale mediante l’invio
del ‘’signa certa’’ (l’interpretazione era particolarmente complessa e competente solo ai
pontefici), avrebbe indicato quale dei due contrapposti giuramenti era vero o falso.
Lo schema dell’agere sacramento subì abbastanza presto una progressiva laicizzazione e
al giudizio laico si sostituì uno iudicium umano, affidato ad un iudex privatus scelto dai
contendenti.
Nel corso di questa evoluzione si fece strada l'esigenza di ricreare criteri umani per la
risoluzione delle controversie.
Il primo nucleo di modelli comportamento cui commisurare la condotta dei singoli fu
individuato nei ‘’mores maiorum’’, costumanze e consuetudini degli antenati, trasmessi di
generazione in generazione. Nonostante ciò solo i pontefici erano in grado di decifrare
queste consuetudini, detenendo ancora il potere di prendere decisioni. I mores furono però
la prima tappa della lenta evoluzione che ebbe il diritto.
Attraverso il ripetersi e l’incanalarsi entro formalizzati schemi processuali di tali giudizi di
conformità si arrivò man mano all’individuazione sempre più chiara di qualcosa che
servisse da punto di riferimento e che finì col porsi e consolidarsi quale oggettivizzato
ordine giuridico→ ius in senso oggettivo.
3. LE DUE FONDAMENTALI ACCEZIONI DI IUS: DIRITTO IN SENSO OGGETTIVO E
SOGGETTIVO.
Diritto in senso soggettivo→ potere giuridico; potere di un soggetto di far valere i propri diritti;
Diritto in senso oggettivo→ ordinamento giuridico, un soggetto può vantare un proprio diritto,
in quanto vi sia un sistema normativo sovraordinato che riconoscendo e tutelando quella
pretesa la eleva appunto a diritto in senso soggettivo.
4. FASI TEMPORALI DELL’ESPERIENZA GIURIDICA ROMANA.
L’arco temporale nel corso del quale il diritto venne costituito dai Romani si estende per un
periodo estremamente lungo che viene diviso in 4 grandi epoche.
1. EPOCA ARCAICA→ inizio: sorgere di Roma 753 a.C ; accordo patrizio- plebeo
sancito dalle ‘’Leges Liciniae Sexitiae’’ fine 367 a.C.
in questo periodo Roma era una piccola comunità, limitata anche nell’estensione
territoriale e presentava caratteri di una società agricola e patriarcale. Fu proprio nel
corso di quest’epoca che prese corpo e si consolidò il diritto ed nella fase più
matura di quest’epoca che si ebbe la redazione di un primo e fondamentale corpo
di leggi scritte: le ‘’XVII Tavole’’→ principi fondamentale dello ius civile.
Il Re era insieme capo politico e capo religioso della comunità e ad egli spettavano
sia la potestas (potere costituzionali) sia l’imperium (potere militare) ma anche il
potere di are ordini ai componenti della comunità e il potere di costrizione per
costringere all’obbedienza e punire i trasgressori.
2. Il rex era affiancato dal senatus, l’assemblea degli anziani (senes), che aveva
essenzialmente funzioni consultive dava al re, che ne faceva richiesta prima di
procedere importanti decisioni, autorevoli pareri detti senatus consulta. I senatori
erano denominati patres; inizialmente erano 100 ma alla fine dell’età regia erano
divenuto 300. Il popolo era, ripartito in 30 curiae, veniva convocato ordinato per
curiae nei comitia (comitia curiata e comitia tributa) che non ebbero mai funzioni
deliberative, ma solo di assistenza ad alcun atti che dovevano essere compiuti
davanti ai comizi convocati.
3. EPOCA PRECLASSICA→ inizio: 367 a.C; fine: 27 a.C→ avvento del nuovo
principato; anno in cui venne conferito ad Ottaviano il titolo di Augustus e si
stabilizzò la figura dell’imperator o princeps.
Sviluppi politici e costituzionali:
• superamento del contrasto patrizio-plebeo (ammissione dei plebei al consolato).
Ebbe inizio una fase espansionistica (territori divisi in provinciae).
Ius privatum→ pluralità dei iura populi Romani; vengono precisati i principi e le
regole dello ius civile e successivamente ebbe vita lo ius honorarium.
4. EPOCA CLASSICA→ INIZIO: 27 a.C; FINE: 235 d.C.
La potenza militare o politica di Roma attinse i più alti livelli. Il dominio di Roma
raggiunse la sua massima espansione. Roma→ caput mundi.
Leges iuridiciae augustee (17 a.C) venne abolito il processo per legis actiones e
venne istituito quello per formulas.
In questo periodo si svolse la sistemazione della giurisprudenza classica che portò
la scienza giuridico romana a livelli altissimi.
Diritto classico→ modello più ampio e perfetto dell’esperienza giuridico romana.
5. EPOCA POST-CLASSICA→ INIZIO: 235 d.C; FINE: 565 d.C.
235 d.C→ morte di Alessandro Severo; periodo di grave crisi superato con
Diocleziano che organizzò l’impero su nuove basi.
Quest’epoca si chiuse con Giustiniano perché ci fu un inarrestabile decadenza e
tramonto dell’Impero Romano.
Avvenimenti importanti:
• trasferimento della capitale a Bisanzio;
• inversione di tendenza nei confronti del Cristianesimo che divenne religione di
Stato;
• divisione dell’Impero (Oriente ed Occidente).
Sorti del diritto:
• definitivo trionfo della cognitio extra ordinem;
• decadenza della cultura giuridica; venir meno di ogni altra fonte del diritto al di
fuori delle costituzioni imperiali;
• eliminazione iura; fusione tra i processi;
• codificazione Giustiniano→ CORPUS IURIS CIVILIS;
• DIGESTA→ raccolta di materiale di epoche precedenti.

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