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LE ACQUE DI PRIMA PIOGGIA

• Europa
• Normativa Nazionale
LA NORMATIVA

Normativa Regionale

PROCESSI CHE REGOLANO IL DILAVAMENTO DEGLI


INQUINANTI DELLE SUPERFICI URBANE
• Accumulo
• Lavaggio
• Ingresso in fogna
• Trasporto nei condotti fognari

SISTEMI NATURALI SOSTENIBILI PER LA RIDUZIONE


DELL’INQUINAMENTO DIFFUSO DELLE ACQUE DI
DILAVAMENTO IN AREE URBANIZZATE

RIUTILIZZO DELLE ACQUE METEORICHE


Inquinante Fonte primaria
Pioggia Usura del manto stradale, veicoli, attività di
Solidi
manutenzione
Azoto Utilizzo di fertilizzanti nelle aree verdi stradali
Fosforo Utilizzo di fertilizzanti nelle aree verdi stradali
• emissione gassoseScarichi
civilidelle
e auto,
industriali
usura dei pneumatici, oli e grassi
Piombo
lubrificanti, usura dei cuscinetti
ATMOSFERA • trafficoZinco
veicolare Usura dei pneumatici, oli e grassi del motore
Ruggine dei veicoli, strutture stradali in acciaio, parti
• particelle
Ferro trasportate dal vento
meccaniche in movimento
Corrosione della carrozzeria, usura dei cuscinetti e
Rame delle spazzole, parti meccaniche in movimento,
fungicidi, pesticidi, insetticidi
Pioggia
Cadmio Usura dei pneumatici, pesticidi
Corrosione della carrozzeria, parti meccaniche in
Cromo
movimento, usura del rivestimento dei freni

• sostanze disciolte lubrificanti,corrosione


Nichel
Scarico del diesel e della benzina, oli
della carrozzeria, usura dei freni,
SUOLO usura del rivestimento dei freni,superfici asfaltate
• sostanze colloidali e sospese (metalli, composti
Manganese Parti meccaniche in movimento, scarichi delle auto
organiciCianuro
e inorganici) Composti anti-gelo
Cloruro di sodio /Calcio Sali anti-gelo
Solfati Superfici stradali, benzine, Sali sgelanti
Perdite di lubrificanti, fluidi anti-gelo e
Pioggia Idrocarburi
idraulici,lisciviazione attraverso superfici asfaltate
DEFINIZIONE

Legge Regione Lombardia 62 del 1985: 1985 “ Sono considerate acque di prima pioggia quelle
corrispondenti per ogni evento meteorico ad una precipitazione di 5 mm uniformemente
distribuita sull'intera superficie scolante servita dalla rete di drenaggio. Ai fini del calcolo
delle portate, si stabilisce che tale valore si verifichi in quindici minuti ”.

acque di pioggia che, defluendo nei PRIMI ISTANTI di un evento di precipitazione, sono
caratterizzate da ELEVATE concentrazioni di sostanze inquinanti spesso superiori a quelle
che caratterizzano le acque reflue in tempo asciutto

First Flush
NORMATIVA
• Direttiva concernente il trattamento delle acque reflue
EUROPA urbane (CEE 271/91)
• Direttiva relativa alla protezione delle acque
dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti
agricole (CEE 676/91)
POPOLAZIONE EQUIVALENTE (1)
TIPO DI 2 000-10 15 000-150
0-2000 10 000-15 000 >150 000
AREA 000 000
Raccolta
Raccolta Raccolta Raccolta Raccolta
31.12.2005
AREE 31.12.2005 31.12.1998 31.12.1998 31.12.1998
trattamento
SENSIBILI trattamento trattamento trattamento trattamento
Secondario
Appropriato piu avanzato piu avanzato piu avanzato
(*)
Raccolta
Raccolta Raccolta Raccolta Raccolta
31.12.2005
AREE 31.12.2005 31.12.2005 31.12.2000 31.12.2000
trattamento
NORMALI trattamento trattamento trattamento trattamento
Secondario
Appropriato Secondario Secondario Secondario
(*)
Raccolta
Raccolta Raccolta Raccolta
Raccolta 31.12.2005
AREE 31.12.2005 31.12.2005 31.12.2005
31.12.2005 trattamento
MENO trattamento trattamento trattamento
trattamento Appropriat
SENSIBILI Primario (**) Primario (**) Primario (**)
Appropriato oo
o Secondario o Secondario o Secondario
Primario

ITALIA D.Lgs. 152/99 (D.Lgs. 152/06) Articolo 39


Normativa REGIONALE

PUGLIA Piano Direttore a stralcio del Piano di Tutela delle Acque (2002)
Appendice I

DEF. Prime acque meteoriche di dilavamento fino ad una altezza di precipitazione massima di 5 mm, relative
ad ogni evento meteorico preceduto da almeno 48 ore di tempo asciutto, uniformemente distribuite sull'intera
superficie scolante.
Reti fognarie separate
Le acque di prima pioggia provenienti da

Condotte separate (coperture, canalette, Sottoposte a grigliatura e dissabbiatura


strade, rampe e piazzali in cui avvenga la
movimentazione di sostanze non pericolose)

Raccolte in vasche a tenuta stagna


Recapito in fogna o in Recapito su suolo
acque superficiali
Stabilimenti industriali e piazzali in cui vi sia la
possibilità di rilascio delle sostanze indicate in Rispettare i limiti Rispettare i limiti
Tab. 3 all.5 D.Lgs.152/99 previsti dalla Tab. 3 previsti dalla Tab. 4
all.5 D.Lgs.152/99 all.5 D.Lgs.152/99
Direttiva concernente indirizzi per la gestione
EMILIA ROMAGNA delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle
aree esterne (D.G.R. n. 286 del 2005)
DEF. Acque di prima pioggia quelle corrispondenti ai primi 2,5 – 5 mm di acqua meteorica di dilavamento uniformemente
distribuita su tutta la superficie scolante servita dal sistema di drenaggio (escluse le superfici coltivate).

Tetti

Superfici impermeabili scoperte non suscettibili di


essere contaminate con sostanze pericolose
Le acque di prima pioggia provenienti da

Esercizi commerciali
Recapitati su suolo permeabili o corpi ricettori superficiali
S<250 m2 e popolazione >10.000 abitanti;

S<150 m2 e popolazione <10.000 abitanti;


250<S<2.500 m2 e popolazione >10.000 abitanti;


250<S<1.500 m2 e popolazione <10.000 abitanti;


Aree commerciali e industriali per le quali vi sia Aree dotate di sistemi fognari Aree non dotate di
rischi di rilascio di sostanze pericolose sistemi fognari
ƒ industria petrolifera;
ƒ industrie/impianti chimici; Recapito in Recapito in acque Convogliate in
ƒ impianti di produzione e trasformazione dei metalli fogna superficiali o suolo fogna aziendale
ƒ trattamento e rivestimento superficiale dei metalli;

ƒ stazione di distribuzione dei carburanti; Convogliate Convogliate in fogna


ƒ depositi all’ingrosso di preparati/sostanze liquide
in fogna nera aziendale o in vasche
e/o solide, anche pericolose;
ƒ depositi di veicoli destinati alla
e rispetto dei limiti
rottamazione/attività di demolizione autoveicoli; previsti Tab. 3 all.5
ƒ depositi di rifiuti, centri di D.Lgs.152/99
raccolta/stoccaggio/trasformazione degli stessi.
Regolamento Regionale per lo smaltimento delle
LOMBARDIA acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree
esterne (R.R. n.4 del 2006)
DEF. Si definiscono acque di prima pioggia quelle corrispondenti, nella prima parte di un evento meteorico, ad una precipitazione di 5
mm uniformemente distribuita sull’intera superficie scolante servita dalla rete di raccolta delle acque meteoriche.
Superfici scolanti di estensione maggiore di 2.000 m2
(escluse coperture e aree a verde) in cui si svolgono Recapito in fogna Recapito in acque superficiali o suolo
le seguenti attività:
ƒ industria petrolifera
ƒ industrie chimiche Convogliate in vasche a perfetta tenuta
trattamento e rivestimento dei metalli ( V=50 m3/S.scolante (ha))
Le acque di prima pioggia provenienti da

ƒ
ƒ concia e tintura delle pelli e del cuoio
ƒ produzione della pasta carta, della carta e del cartone Rispetto dei valori
ƒ produzione di pneumatici
limite di emissione
ƒ aziende tessili che eseguono stampa, tintura e finissaggio
ƒ produzione di calcestruzzo adottati dal gestore Rispetto dei valori limite Tab.3 all.5
ƒ autofficine del servizio idrico e D.Lgs. 152/99
ƒ depositi di rifiuti approvati
ƒ depositi di rottami dall’Autorità
ƒ depositi di veicoli destinati alla demolizione d’ambito.
Superfici scolanti destinate al carico, alla Rispetto dei valori limite Tab.4 all.5
distribuzione dei carburanti ed operazioni connesse D.Lgs. 152/99 in zone non
e complementari nei punti vendita delle stazioni di direttamente servite da rete fognaria e
servizio per autoveicoli non ubicate in prossimità di corpi
d’acqua superficiale
Superfici scolanti destinate al deposito, al carico, allo
scarico, al travaso e alla movimentazione delle Disposizioni di cui all’articolo 34, commi 1 e 2 del D.Lgs.
sostanze indicate in tab. 3/A e 5 all. 5 del D.Lgs. 152/99 (scarico di sostanze pericolose)
152/99.
PROCESSI CHE REGOLANO IL DILAVAMENTO DEGLI INQUINANTI
DELLE SUPERFICI URBANE

Volume acque meteoriche interessate dal First Flush


INTENSITÀ DELLA PIOGGIA
Durata precipitazione
ALTEZZA TOTALE DELLA PIOGGIA
FATTORI IDROLOGICI Forma idrogramma
VOLUME TOTALE DI SCOLO

TEMPO SECCO ANTECEDENTE


Intensità di pioggia antecedente
FATTORI CLIMATICI Periodo dell’anno

ESTENSIONE (% impermeabile)
PENDENZA
CARATTERISTICHE DEL BACINO TIPOLOGIA DI SUPERFICIE (industriale,
centro abitato)

TIPOLOGIA (mista, separata)


CARATTERISTICHE RETE FOGNARIA STRUTTURA (dimensioni, pendenza)
FASI FORMAZIONE E PROPAGAZIONE DEGLI INQUINANTI

• tipologia di insediamento (residenziale, industriale,…..)


ACCUMULO
• tempo secco antecedente l’evento meteorico

• intensità di pioggia
• durata della pioggia
LAVAGGIO
• presenza di vegetazione
• granulometria del materiale accumulatosi sulla superficie

• portata che defluisce in condotta


• granulometria materiale in ingresso
INGRESSO IN FOGNA • periodo di tempo secco
• stagionalità
• tipologia di insediamento

• geometria della rete fognaria


TRASPORTO IN FOGNA • caratteristiche delle particelle (dimensioni, densità,…)
• portata di ingresso

Individuazione dei volumi delle acque meteoriche interessate dal First Fush
ACCUMULO

• tipologia di insediamento (residenziale, industriale,…..)


• tempo secco antecedente l’evento meteorico
• frequenza ed efficienza della pulizia delle strade

Modello SWMM (1988)

⎛ Accu ⎞
Ma(dts ) = ⎜⎜ ( )
⎟⎟ ⋅ A ⋅ Pimp ⋅ 1 − e −( Disp⋅dt s ) + Mr ⋅ e −( Disp⋅dt s )
⎝ Disp ⎠

Modello di SERVAT (1984)


Ma( dt s ) = Accu ⋅ dt s

zone residenziali scarsamente abitate zone 5÷6 kg/(giorno·ha)

residenziali altamente abitate 10 ÷ 25 kg/(giorno·ha)

zone commerciali 15 kg/(giorno·ha)

zone industriali 35 kg/(giorno·ha)


DILAVAMENTO
• intensità di pioggia
• durata della pioggia
• presenza di vegetazione
• granulometria del materiale accumulatosi sulla superficie
• pendenza del bacino Modello SWMM (1998)
wash ⋅dt )
Md ( t + dt ) − Md ( t ) = Ma( t ) ⋅ ( 1 − e −( Arra⋅i( t ) )
M ASSA DILAVATA CUM ULATA
60

Cumulative mass (Kg)


50

40
160
30
140 20

10
120
0
100
TSS (mg/l)

0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15
time (minutes)
80

60
wash =1
40
wash = 3
20

0
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15
ti m e (m i n u te s)
INGRESSO IN FOGNA

• portata che defluisce in condotta


• granulometria materiale in ingresso
• periodo di tempo secco
• stagionalità
• tipologia di insediamento

Modello FLECCHER e PRATT (1981)


⎛ t ⋅Q⋅ P ⎞
−⎜ ⎟
Sedimenti GIA in sospensione C = Co ⋅ e ⎝ 100⋅V ⎠

P=P(Q) percentuale di pozzetti con fluido miscelato

Kr ⎡ −⎜ ⎟⎤
⎛ t ⋅Q ⎞
M
C= ⋅ ⎢1 − e ⎝ V ⎠
⎥ 0<t <
Sedimenti RIMESSI in sospensione Q Kr
⎢⎣ ⎥⎦
Kr=Kr(Mt) rapporto di rilascio M
Kr ⎡ ⎛ tMQ ⎞
−⎜ ⎟⎤
⎡ ⎛ t ⋅Q ⎞ M ⋅Q ⎤
⎢ −⎜ ⎟+ ⎥ <t<∞
⎣ ⎝ V ⎠ Kr ⋅V ⎦
C= ⋅ ⎢1 − e ⎝ ⋅ KrV ⎠
⎥ ⋅ e Kr
Q ⎢⎣ ⎥⎦
Modello FLUPOL
⎡ ⎛ dt ⎞
−⎜⎜ ⎟⎟ ⎤
⎛ dt ⎞
− ⎜⎜ ⎟
K des ⎟⎠
Fin( t ) = Fs( t ) ⋅ ⎢1 − e ⎥ + Fin( t − Δt ) ⋅ e
⎝ K des ⎠ ⎝

⎢ ⎥
⎣ ⎦
TRASPORTO IN FOGNA

• geometria della rete fognaria


• caratteristiche delle particelle (dimensioni, densità,…)
• portata di ingresso

Modello HYPOCRAS (Bertrand-Krajewski, 1993)


Hp: condotto equivalente
Concentrazione entrante Capacità di trasporto della corrente
⎛ Me ( t ) + Meroi ( t ) ⎞ ρ ⋅U ⋅ I
Cent i ( t ) = ⎜⎜ i ⎟⎟ CT =
⎡ Fpi ⋅ ( ρsi − ρ) ⋅ wi ⎤
⎝ Q( t ) ⋅ dt ⎠ ∑⎢ ⎥
⎣ ρsi ⋅ ηi ⎦

Se Cent<CT tutte le particelle potranno essere trasportate, in caso contrario parte di esse si
depositeranno.

⎡ ⎛ dt ⎞
−⎜⎜ ⎟⎟ ⎤
⎛ dt ⎞
−⎜⎜ ⎟⎟
Csuscita ( t ) = Csing ( t ) ⋅ ⎢1 − e ⎝ Ksusp ⎠⎥
+ Csuscita ( t + dt ) ⋅ e ⎝ Ksusp ⎠

⎢ ⎥
⎣ ⎦
…. Il First Flush….
• dipende dal tempo secco antecedente l’evento;

• si manifesta soprattutto per i solidi sospesi, il COD, l’azoto ammoniacale, Zn, Pb e


Cu;

• il picco del pollutogramma anticipato rispetto a quello dell’idrogramma di piena e


dello ietogramma

Dts=13 giorni Dts=2 giorni


SISTEMI NATURALI SOSTENIBILI PER LA RIDUZIONE
DELL’INQUINAMENTO DIFFUSO DELLE ACQUE DI DILAVAMENTO IN
AREE URBANIZZATE

EFFETTO DELL’URBANIZZAZIONE: DEFLUSSI SUPERFICIALI


• Aumento della portata al colmo

• Diminuzione del tempo di corrivazione

• Riduzione della ricarica della falda

• Aumento dell’intensità e della


frequenza delle piene fluviali
SISTEMI NON STRUTTURATI

Prevenzione
• Rimozione di detriti da aree impermeabilizzate;

• Programmi di educazione del personale impiegato in lavori di immagazzinamento;

• Riduzione dell’esposizione alle piogge di materiali stoccati in piazzali;

• Pulizia delle strade e delle aree di parcheggio con macchine spazzatrici;

• Sistemi secondari per la deviazione e la raccolta provvisoria delle acque di pioggia

• Riduzione e conversione dei potenziali inquinati chimici utilizzati in varie


applicazioni industriali ed agricole;

• controllo nello spargimento di fertilizzanti, pesticidi o diserbanti;


• pulizia delle strade;
• raccolta degli sfalci;
• controllo degli scarichi abusivi di olii usati, detergenti, vernici nei collettori delle acque
chiare;
• controllo dei possibili passaggi o infiltrazioni dalle fognature.
SISTEMI STRUTTURATI : BEST MANAGEMENT PRACTICES (BMP)

• Controllo delle portate


OBIETTIVI
• Riduzione o rimozione degli inquinanti

• Sedimentazione
• Flottazione
• Filtrazione
MECCANISMI • Infiltrazione
• Assorbimento
• Assimilazione
• Conversione biologica
• Degradazione
SISTEMI NATURALI

Controllo qualitativo e quantitativo


STAGNI (Ponds)

SISTEMI VEGETATI (Vegatated devices)

FILTRI ( Filter sistems)

AREE UMIDE ( Wetlands)

SISTEMI DI INFILTRAZIONE (Infiltration devices)


STAGNI (Ponds)

Presenza di zone parmanentemante allagate

CONTROLLO QUANTITATIVO: effetto volano

CONTROLLO QUALITATIVO: sedimentazione + assimilazione biologica

• Stagni TEMPORANEI • Stagni PERMANENTI


Valenza idraulica
SISTEMI VEGETATI (Vegatated devices)

• Migliorano la qualità dell’acqua (filtrazione)


• Favoriscono l’infiltrazione nel suolo ricarica della falda
• attenuazione LIEVE dei picchi di portata

• FASCE FILTRO

• CANALI INERBITI
FILTRI ( Filter sistems)

• Migliorano la qualità dell’acqua (filtrazione)


• Trattano acque provenienti da piccole superfici
• Trattano unicamente le acque di prima pioggia
• Necessitano di manutenzione

• FILTRO A SABBIA TRICAMERALI


• FILTRO A SABBIA SUPERFICIALE

• SISTEMI VEGETATI
AREE UMIDE ( Wetlands)

• SISTEMI DI FITODEPURAZIONE ESTENSIVI


• Trattano acque a basso carico inquinante
• Controllo delle portate
• Migliorano la qualità dell’acqua (filtrazione, sedimentazione, processi biologici)

Rimozione di metalli pesanti, nitrati, idrocarburi, sostanze organiche

Caratteristiche fisiche del sistema:


• rapporto tra la superficie scolante e SFE
• tempo di residenza
• portate e velocità di flusso nei vari comparti

• BACINI UMIDI (simile a SFE ma con presenza massiccia di piante


radicate >50%)
SISTEMI DI INFILTRAZIONE (Infiltration devices)

VANTAGGI:
SVANTAGGI:
• Controllo quantità infiltrazione • Inquinamento della falda
• Controllo qualità rimozione inquinanti

• BACINO DI INFILTRAZIONE
• POZZI ASCIUTTI

• PAVIMENTAZIONI DRENANTI
RIUTILIZZO ACQUE METEORICHE

• Riutilizzo delle acque per scopi irrigui, domestici e industriali;


• Riduzione del consumo della risorsa idrica