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I MACCHIAIOLI

IL REALISMO E GLI ITALIANI


Dopo aver trattato il realismo francese . Realismo arriva anche in Italia con qualche decennio in ritardo. Negli anni 60
dell’1800 si svilupperà il movimento dei Macchiaioli, che si porrà a metà via tra il Realismo francese e l ’Impressionismo. Da
un lato la scelta dei temi è legata all’etica realista, mentre la tecnica è più vicina al movimento impressionista.
Si tratta di un gruppo di artisti, letterati e poeti che si crea spontaneamente e che si ritrova a Firenze al Caffè Michelangelo,
non in una scuola o in una accademia. I caffè dalla seconda metà dell ’Ottocento saranno i luoghi in cui si creeranno
movimenti e discussioni sull’attualità, sulla storia e sui soggetti da dipingere. I macchiaioli sono accomunati con i realisti
francesi per la volontà di osservare la realtà e riprodurla fedelmente. Scelgono di dipingere facendosi porta voce della realtà,
in maniera obbiettiva, non lirica o poetica. Scostamento dai principi neoclassici. Tradurre in pittura degli eventi
contemporanei, senza interpretazioni.
I temi trattati vengono proposti dai pittori con la pittura a macchie, da qui la loro etichetta affidata a loro dai critici dell ’arte, in
particolare Diego Martelli. La pittura di macchie respinge nella maniera più assoluta il disegno e il segno di contorno. I colori
vengono stesi a macchie, molto velocemente, a larghe campiture. I colori sono accostati senza tonalità, accostando colori puri
e complementari. Il loro obbiettivo è tradurre a immagini ciò che si sta osservando, nella maniera più subitanea e immediata.
Usano macchie di colore per poter essere veloci nel dipingere ciò che stanno osservando.
Il critico dell’arte Diego Martelli contribuisce alla definizione del gruppo.

GIOVANNI FATTORI
Esponente principale dei macchiaioli. Nasce a Livorno nel 1825 e muore nel 1908. Sarà presente al Caffè Michelangelo dal
1859.
La rotonda Palmieri – collocato a Firenze nella Galleria di Palazzo Pitti. Dimensioni ridotte. In quest ’opera Fattori porta a
compimento quello che è stato per alcuni anni una sorta di sperimentalismo. Ci propone dei ritratti femminili, sul mare, en
plain air. Delinea i ritratti di queste donne attraverso macchie di colore. Non ci sono linee di contorno, non ci sono definizioni
e dettagli. Se ci avviciniamo tanto l’opera non riusciamo a identificarla. È rappresentata in modo immediato e allo stesso
tempo sembra un’atmosfera sospesa, contemplativa. Le larghe campate di colore rendono le forme piatte. La luce è diffusa, il
sole di mezzogiorno non crea ombre rendendoci un ’immagine piatta. L ’unica percezione di uno spazio tridimensionale è data
dalla copertura che proietta una macchia d’ombra.
Fattori si fa anche portavoce del Risorgimento italiano.
Campo italiano durante la battaglia di Magenta – si vuole celebrare la Seconda Guerra di Indipendenza. La novità che
introduce sta nel concetto in cui ci propone un fatto di storia ma non in modalità eroica ma semplicemente in modalità
antieroica. Non vuole nobilitare le immagini o il ricordo dei guerrieri. Vuole semplicemente riportare alla memoria ciò che sta
accadendo senza interpretazioni. Un paragone alla Libertà guida il popolo. Non c’è la stessa tendenza all’eroismo. I personaggi
non hanno un volto, quindi non si vuole nobilitare il ricordo di questi eroi. L ’opera potrebbe essere per Fattori un manifesto
contro le atrocità di tutte le guerre. Questo momento potrebbe valere sempre. Viene dato ampio spazio al paesaggio. È
un’opera anche romantica.
In vendetta – 1870, olio su tavola, dimensione ridotta. Abbiamo tre soldati a cavallo che stanno compiendo un giro di
perlustrazione, sono in vedetta. Momento di mezzogiorno data la luce abbagliante. Pensato prospetticamente, semplicità e
geometricità. C’è una profondità dal muro che segue una linea di fuga molto precisa e rigorosa. Sensazione di sospensione del
tempo e dello spazio. I dipinti sembrano silenti e non comunicarci. Creano un senso di immobilità.
Libecciata – 1880-1885, olio su tela. Cambia la sua tecnica artistica di disegno. Paesaggio di forte vento che colpisce la
natura. La stesura dei colori è densa e corposa. In qualche modo si torna a una composizione grafica. Il dipinto è pensato per
fasce orizzontali che sono facilmente intuibili. La parte inferiore del dipinto è caratterizzata da una palette di colori autunnale.
Il secondo livello è caratterizzato dal mare in burrasca. Mentre il cielo è caratterizzato da variazione di colore, velature e il
passaggio dai colori caldi e colori freddi. La profondità è data da una prospettiva cromatica.

SILVESTRO LEGA
Si forma come un pittore di storie ma anche come interprete di interni ed esterni vivacizzati dalla presenza di personaggi e
dalla vita quotidiana.
La visita – 1867, olio su tavola. Tre figure femminili. Una sullo sfondo che si staglia su un paesaggio invernale. Si ha un sole,
una luce molto pallida che proietta delle leggerissime ombre. Diversamente da Fattori, Lega da espressività ai volti.
Caratterizza non solo i volti ma anche alcuni dettagli, come gli abiti delle donne, gli orecchini, le decorazioni che portano sui
capelli, i copricapi dettagliati. Si ritorna al disegno, al segno di contorno. Dettagli legati all ’abitazione di montagna. Dipinto di
ridotte dimensioni. Attenzione maniacale che viene data ai piccoli tocchi di colore. Gli artisti macchiaioli consideravano come
i colori venivano percepiti dai nostri occhi.

TELEMACO SIGNORINI
E’ il più europeo dei macchiaioli poiché viaggia. È l ’artista che avverte l ’esigenza di innovazione. Sarà anche un cultore
dell’arte.
Leith – rappresenta uno scorcio irlandese, 1881. Attenzione alla resa atmosferica e taglio fotografico. L ’attenzione alla resa
atmosferica è resa dalla pennellata. I contorni non sono definiti.

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