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didattica

"
didattica "

Cap 2 .
81312021 Manuale di
generale
In definizione del pensiero didattico nella definizione dei
che modo la riflessione
degli orientamenti di
pedagogia rientrano nella e

problemi della didattica .

idea: ambiente educativo Modello a Nuovo indirizzo → cercava di emendare i vecchi approcci più tradizionalisti e dare un nuovo approccio ai modelli educativi .

particolare ma anche
aggancia le nuove proposte ai modelli t forti della tradizione metodologica
.

universale attraverso : una ramificazione didattica alimentata dai terreni sperimentali " "
→ ci fa capire che parliamo di una sperimentazione
derivanti non da teorie, ma da prassi to buone -

↳ da qualcosa che nasce nell' uso quotidiano della didattica → e non è frutto di elaborazioni accademiche

4 immagini (stemmi) di riconoscimento pedagogico =


4 opzioni pedagogiche
:

TEORETICA (pe metodologico (cooperazione

CULTURALE Didattica (sperimentale)

Teoretica :
"
progetto educativo
"
=
organizzare un percorso di apprendimento , pensare a un curriculum , a un ambito di esperienze interdisciplinare
connesse tra di loro
/ ↳ deve essere modificato nel
Fare programmazione ← tempo ( deve poter aggiustare gli obiettivi , le tematiche ecc ) .

allievi fin dall' inizio


si propone di conoscere
gli e non una volta la prima settimana ,
primo mese .

l' autonomia pedagogica


CULTURALE : →
implica il D. A (decentramento / autonomia) del
. sistema scolastico

Rivendica la libera costruzione da parte delle periferie scolastiche (ambiti che stanno fuori la centralità)

IL DA prescrive agli insegnanti la pratica della programmazione → fare delle sette programmate e poi verificarle

/FRABONI
u

Lavora in termini di
<
Assicura progettazione PROGRAMMATA

l' delle
uguaglianza opportunità → se io allora do tutti le stesse opportunità, perche la proar è un'
antagonista
'

programmo
a .

delle pratiche didattiche spontaneistiate estemporanee =


casuali

COSTRUIRE UN ITINERARIO formativo aderente a


bisogni sociali ed educativi storicamente determinati) → diritto alla diversità

Metodologica prevede la cooperazione (riguarda bambini / anche tra i docenti in senso trasversale e
longitudinale)
→ scolastica i
ragazzi ,
ma

Ética una cooperazione a tutti i livelli tra i


, ragazzi , tra i
singoli e tra i
gruppi
= aiuto tra i
pari ,
problem solving (vengono posti dei
problemi che devono essere risolti dai
ragazzi coppie
, ,

supporto del docente itinerante)


gruppi con un

( tassi APERTE delle attività in altri classi la tua


→ implicano che si possano passare a svolgere , quindi non lavori solo con
insegnante ma con

:&: ÷;:÷÷÷÷÷÷÷÷;
a.→mente

÷:#÷::

4 Stile sperimentale →FRABONI PARAGONA LA scuola a un mare Di TRANQUILLITÀ

sperimentazione → sulla bocca degli IRSSAE (istituti regionali di Ricerca e


sperimentazione dell educazione) = idea centro italica e servivano da interfaccia tra la tetta pubblica
le
e
quella privata ,
tra lo stato come
programmatore generale e
regioni .

luogo dove stati ambiti della


gli insegnanti t
esperti venivano messi a lavorare 7 sono
gli ricerca pedagogica come realtà alternativa a
quello che
× qualche tempo ,
una sorta di anticamera dell' università poi sono diventati i dipartimenti di ricerca

Accezione → auando si fa qualcosa di diverso al curricolo tradizionale

non è importante quello che fai ma come lo fai


,
→ basta che lo fai diversamente

I) stile =
scuola con uno stile sperimentale è una scuola che non utilizza i metodi chiavi in mano didattiche prefabbricati (le rifiuta a priori)
,

Troviamo dei metodi storicamente datati :

bisogna
'
essere antidogmatici

Far diventare parte attiva l' allievo lo studente implica la costruzione della conoscenza ma dovrebbe implicare una trasformazione sociale , e della consapevolezza
, ,

e dello sviluppo , nei vari momenti dell' interazione educativa .

interazione tra in questi termini allora la persona che apprende diventa attiva consapevole
Apprendimento →

e
inteso come
vissuto
soggetto e
oggetto →
,
e autonoma

↳ l' elaborazione dei saperi implica le tesi cognitive ovvero diversi processi di attribuzioni di senso alle scoperte → poterlo condividere cooperazione) -

capire come

fare meglio , come


fa l' altro e come

migliorare .

in definitiva
quello che va a dare sostanza alle varie interazione di apprendimento (scambi rapporti fgfgqgnia.ee)
, ,

sono le molteplici tipologie e dinamiche .

↳ quindi la didattica x essere scienza deve essere capace di progettare e realizzare risposte educative -
diversificate

Rispondenti
-

argomentate
- verificabili

in termini deve dire che modello


di modelli
operativi → questo vuoldire che da
qualche parte il progetto mi usa o che
i.

tali da poter analizzare confronto differenti esiti


o che modelli uso
, quali strumenti e mettere a in rapporto
alla specificità del contesto e in rapporto alle aspettative istituzionale .

sperimenti
Prendo spunto dal lavoro degli altri dare vita a definire
x nuova
quello che faccio io →
questo porta a il

che porta a una i in termini di UTILITÀ CONGRUENZA Necessità , INTENZIONALITÀ


processo conoscenza e saperi :
, ,

BISOGNO desiderio SIGNIFICATIVITÀ


, ,
.

/ cioè

1)Devo ambiti di sapere che che stiano in


raggiungere quella conoscenza , quegli sono veramente utili e

rapporto con il
percorso formativo dei ragazzi .

2) che rispondano a un
progetto voluto e non casuale ,
e che siano necessarie e che ne ho
bisogno .

3) Riprogettare il processo base alla del del


di conoscenza in
qualità senso
progetto .

È importante far capire ai hanno fatto termine determinata


ragazzi come a
portare a una cosa →

consapevolezza
piena

si
insegna ad apprendere affinché tu
possa imparare ad apprendere da solo in modo
cons pevole .

Scienza dell' metodi che devo sottoporre ti


organizzazione uso uso procedure a verifica quindi o
-


, ,

realizzo tramite sperimentazione e ricerca oppure utilizzo metodi antecedenti


,
devo un attività di ricerca
e avere
comunque

la didattica contribuisce alla formazione


integrale della persona → attraverso percorsi di probtematizzazione
-

analisi discussione
e meta
cognitiva .

In termini educativa / formativa la didattica valorizza individuali ovviamente anche necessità


di
prassi → e riconosce le
potenzialità e
.

Inoltre

organizza percorsi e dispositivi che
personalizzano il processo di costruzione della conoscenza → × es nelle .
forme del Master
y learning

e attraverso articolati
programmi
in forma di moduli interattivi .

La formazione in tutte le ed evolutiva


coinvolge ogni singola persona aree
cognitive :

'
affettiva . etico sociale
-
.
intellettuale .
estetica .
sensoriale e
corporea
.
relazionale

In conclusione la didattica, in quanto scienza e prassi, risponde ai diversi problemi emergenti in ambito formativo secondo modalità
ed elaborazioni autonome ed originali —> affrontando i diversi aspetti sociocognitivi ed affettivo-emozionali che possono
caratterizzare queste problematicità.

CAP 1 .

Lo studio della didattica dei suoi elementi fondanti affronta anche l' evoluzione di
generale quindi →
questa disciplina in relazione a :

indagine
-

-
estensione dei campi di

di procedure metodi di ricerca


-
realizzazione e
quantitativa
definizione di una più precisa autonomia

e
-


"
di
parlare di scienza
"

✗ arrivare a questa disciplina in termini


te
che studia le dinamiche le
,
procedure , i metodi
,
i contesti e
gli ambienti
1

modifica del concetto di formazione connessi ai problemi che


vengono fuori nella relazione tra
insegnamento e apprendimento
- :

¢

senso storico sociale
, ,
economico
, personale ecc .

dei canali di comunicazione


. .

insieme ad una trasformazione


e dei mediatori

così come alle opportunita (x es . spazio e tempo di vita e


interazione .

" "

Didattica IN QUANTO scienza → si occupa di individuare le variabili e costanti di setting educativo


ti
1 necessarie ✗ creare condizioni ottime sia esterne che interne che aiutano ad

didattica come scienza acquisire e costruire le conoscenze e competenze che possano essere valide

Dell' EDUCAZIONE che individua i tutta la vita .

gli obiettivi dell'


contenuti e
insegnamento
il metodo il percorso fa sì che il percorso di apprendimento va verso le finalità stabilite
e →
insegnamento e .

Scienza che analizza le interazioni educative

Didattica 2 Funzioni

disciplina che regola comprende


,
e sviluppa la progettazione educativa

Ha la necessità di comprendere il rapporto tra costanti e variabili in


ogni agire educativo

↳ in definitiva la didattica è una scienza → che attraverso delle


regole
↳ si
occupa di tutto ciò che permette all'
insegnamento
allo stessotempo C di tradursi in apprendimento .

È lo studio dei modi di


insegnamento si il
→ ✗ far sì che raggiunge
+ efficaci
,
idonei e
adeguati miglior apprendimento possibile
sia a livello
qualitativo che quantitativo
Competenze Fondamentali di un
insegnante
:

sapere la materia livello pratico e teorico


-
a

• finalità educative / formative


conoscere le caratteristiche
degli allievi o del
gruppo

saper usare diversi approcci o metodi didattici

saper riflettere in senso


metodologico in rapporto alla qualità all' idoneità dell'agire educativo

e

Di le componenti FUNZIONALI ALL' APPRENDIMENTO


conseguenza :

~
Opportunità di acquisire progressivamente le informazioni —> quindi di interagire nelle diverse situazioni attraverso processi di
assimilazione delle nuove conoscenze e accomodamento nel contesto esperenziale e rispetto alle esperienze precedenti.

Quindi lo sviluppo della persona nelle sue attitudini caratteristiche


- incrementare la capacità di utilizzare in modo efficace quello che si conosce i modo personale, critico ed autonomo, ovvero di
padroneggiare la conoscenza

- orientare il soggetto verso una continua riorganizzazione del rapporto io e mondo


- favorire la consapevolezza dell’esperienza personale

DIMENSIONE FORMALE —> è riferita a contesti istituzionalizzati (scuola / università) dove l’insegnamento è intenzionale, progettato
e preordinato con obiettivi finalizzati in rapporto a specifici ruoli, criteri obiettivi e contenuti.

Dimensione INFORMALE—> il contenuto e i contributi educativi e formativi non dipendono da processi educativi intenzionali e
strutturati
MA emergono in senso qualitativo dalle diverse
opportunità di interazione e scambio che hanno
luogo tra persona e contesto di via e lavoro e
attraverso un coinvolgimento personale in rapporto
alla particolare esperienza .

METATEORIE DELLA DIDATTICA

1) La cultura come formazione dell’uomo secondo i principi dell’idealiso tedesco —> l’istruzione è educazione
2) insegnamento/apprendimento come passaggio di informazioni secondo il modello della cibernetica.
3) l’apprendimento deve poter essere descritto oggettivamente —> deve essere osservabile e misurabile

Teorie della scuola —> miglioramento dell’organizzazione dei ciclo scolastico e della politica istituzionale, miglioramento dei
contenuti dei modello formativo

Teorie dell’istruzione —> approfondisce la natura delle relazioni tra apprendimento e insegnamento per migliorare i risultati e la
qualità dell’apprendimento

Teorie dell’insegnamento—> ossia lo studio di tutti quegli aspetti che caratterizzano i processi di insegnamento per ottimizzare
l’azione formativa

Teorie dell’apprendimento —> analizza le problematiche relative ai modi in cui si apprende per rendere più efficace
l’apprendimento

MODELLI DELLA DIDATTICA


Filosofico—> f riferimento all’idealismo
- precisa idea di formazione, fondato. Su una teoria di scuola, istruzione insegnamento e cultura sinonimi di formazione

Attivistico—> riferito a Dewey


- pone al centro l’attività e l’esperienza dell’allievo tecnologico—> focalizzato sull’intertività e sulla costruzione sociale delle
conoscenze quindi sulla valenza qualitativa della costruzione dei significati
Funzionalistico—> selezione delle funzioni all’interni della teoria dell’istruzione attraverso la ricerca di un equilibrio tra attitudini,
ptenzialità delll’allievo e condizionamenti dell’ambiente.

Strutturalistico—> i sapere si configurano in termini di elementi e relazioni interni alle strutture e di reciprocità tra informazioni
- evidenziano l’organizzazione interna di un contenuto culturale e la struttura dell’oggetto studiato

Cognitivista —> riferito a Piaget e Bruner, in cui l’apprendimento è concepito in termini di correlazione e e sintonizzazione tra la
struttura cognitiva cel soggetto e la struttura esperenziale in relazione a ogni ambito disciplinare

Scientifico-sperimentale —> di tipo induttivo deduttivo

Sistemico —> riferito a Luhman


CAP 3

a
qualità problematica →
quando si allontana dalle
strategie e
pratiche del fare scuola rinchiuse e
congelate in
metodi
metodo è la formalizzazione di di dott è
ogni un
processo quando la .

di sistemi
prigioniera
e procedure di insegnamento operativi iperformanti :

PREDERmi nati e prefrabbiceti


-

la forma è diventata la forma


di se stessa

NON CONSIDERO altri approcci

(falso pilota)
lettura Didattica chiavi in mano →
Insegni portando il lavoro di un altro
,
non è
padrone dei vari
passaggi e l' attimo a sua

volta affronta i problemi di qualcun' altro ( risolti non da lui)

b) DIDAT . Pluralista →
quando prende le distanze da quei modelli operativi ( strategie ,
PRATICHE procedure) che fanno
,
riferimento

a teorie dell' apprendimento univoche


v × es .

modelli operativi di tipo comportamentista cognitivista che vedono la


teoria dell' fede
apprendimento come una
Questo
.

avviene
quando la didattica si rinchiude in

gabbie epistemologiche che


vogliono dare risposte assolute

ai vari problemi di tipo biologico psicologico antropologico sociologico


, , ,
e

pedagogico

i Soltanto una didatti plurilaterali tiene conto della generativita e vitalità ,


di quello che è il lavoro educativo e
degli aspetti educativi che

che sono presenti in tutte le teorie dell' apprendimento

C)PRIMA CIFRA di natura


:
cognitiva → la carenti della problematicità e della criticità viene esplicitata evitando le opzioni unilaterali

ma sceglie il sentiero dell' interconnessione compresenza dette teorie


, cognitive più avvalorate .

↳ quella behaviorista -
associarsista

gesta lista
"
intuizionista

"
piagati aria strutturalista
b) seconda CIFRA → Di natura procedurale →
suggerisce l' adozione di strategie didattiche ,
ma anche non individualizzate .

(progetto didattico pensato su misura x l' allievo


collocato nello spazio e nel tempo

chiedono di attivare didattici che


.

dispositivi
lo stile
assecondano cognitivo dell' allievo .

>
questo implica assumere procedure individualizzate

che sono capaci di pianificare le conoscenze sui tracciati cognitivi

delle conoscenze
PROCEDURE NON individualizzate → non mirano ad un
organizzazione graduali , ma ad un approccio culturale x i diversi problemi

- l' insegnante lascia agli allievi l' impostazione e la risoluzione dell'


Oggetto della propria ricerca .

USARE LA doppia LEVA → sia x le


procedure individualizzate che non

significa privilegiare da quando


"

parte procedure individualizzate ci si trova di fronte


"
una conoscenze ineludibili del curricolo

(quindi condotte e competenze di base delle


singole discipline ,
dall' altra parte le procedure individualizzate ci si trova davanti alla padronanza
"

quando metqgognitive
"
e usare non

(processi di analisi lsintesi


Induzione e deduzione

intuizione e invenzione)

Quindi il
processo non individualizzato non dovremmo usarlo solo x i disabili o DSA ma con
ogni singolo allievo
,

affrontiamo aspetti dell'


2
quando invece apprendimento dove la dimensione è collettiva (cooperativa) ci vuole la

dimensione non individualizzata (ci deve essere il confronto momento di critica


,
e analisi)

Didattica Disciplinare → è quella che si applica ad uno


specifico ambito 1 disciplina
è
quella che focalizza i saperi scolastici di
-
materie
come
insegnamento
↳ individua le
strategie t adatte x
quella materia
,
x
quello specifico sapere .

Nel mirino troviamo : le discipline approvati dai piani di studi dei percorsi curricolari della scuola di base dell'
,
infanzia e secondaria .
(programmi)

>
è
quella parte della didattica che prende in considerazione le dimensioni di sviluppo degli
in relazione al
studenti
tipo di
( quindi , i potenziali di apprendimento in

senso specifico)
apprendimento
<

allo stesso tempo opera in termini di sistemi simbolico -


culturali ( codici le
metodologie della ricerca
, ,

ermeneutici)
i
congegni

Da qui deriva la cosidetta enciclopedia della didattica disciplinare (tutte le didattiche


-

tappe
"
.

Rivolge la propria attenzione e competenza a delle


"
X ottimizzare la qualità dell' istruzione ma anche i

dispositivi di accumulazione delle conoscenze ( modello


oggettivo)

LE DIVERSE tappe :

a) tappa del curricolo → cerca di dare una luce scientifica ai


singoli statuti disciplinari ,
alla
morfologia delle diverse

materie scolastiche
C

definire ermeneutiche attività dispositivi , esercizi


x
ogni materia : contenuti
, linguaggi , , ,
.

b) tappa dei LUOGHI → ha il compito di dare una luce scientifica a uno spazio tridimensionale
Lezione
↳ dovrebbero essere almeno 3 esercitazione
\
LABORATORIO
MONODISCIPLINARE

C) Tappa delle STRATEGIE DELL'


insegnamento
docente abbia i propri
Implicano ogni
' "
che
"
ferri del mestiere che li conosca che li sappia ottimizzare
.

e li
sappia
, ,

utilizzare al nelle diverse situazioni


meglio .

D) STRATEGIE Di apprendimento → Luce scientifica alle procedure individualizzate : attraverso pratiche di autoapprendimento ,
sia attraverso

la costruzione di
percorsi didattici a misura dello studente

E) tappa della valutazione → " " alle modalità


docimdogiche (docimologia =
scienza che studia i
processi di valutazione

valutazione sommati la =
è la valutazione conclusiva che arriva alla
nell'
insegnamento)

fine e che di solito in t.at prove e va ad accertare che le conoscenze /

state dallo studente


competenze sono
acquisite .

La didattica GENERALE

modelli
organizzativi la ramificazione la pluralità degli spari (e lineari , monodirezionale delle offerte , dei moduli formativi, della partecipazione
i
→ e non
,

e delle autonomie degli studenti .

-
modelli curricolari → strategie di insegnamento ,
i
luoghi della ricerca ambientale i laboratori le procedure di
personalizzazione , insegnamento a
, ,

distanza corsi intensivi e corsi modulari .

È quella parte della didattica che cerca di mettere lo studente nelle condizioni ottimali sia in termini di che di
organizzazionepersonalizzarlo
,

attenzione alle tappe del viaggio


-

rivolge la propria dell'


insegnamento 1 apprendimento al fine di ottimizzare

la efficaci ed efficienti i diversi dispositivi di accumulazione


qualità dell' istruzione e di rendere t

critica delle conoscenze .


a) TAPPA DEL curricolo compito di dare
: una luce scientifica
agli statuti interdisciplinari
,
alla MORFOLOGIA e alla trasversalità delle conoscenze

Quindi lavorare intermini di curricolo non vuol dire lavorare su binari paralleli, implica l' interazione disciplinare , la collaborazione
,

la
progettazione .

B) tappa Dei LUOGHI →


triplice spazio

Laboratorio atelier ambiente esterno

C) STRATEGIE di INSEGNAMENTO cioè lavorare insieme agli altri nei moduli



insegnamento in team
, imparare a
, Da t DOCENTI gestiti
D) " di apprendimento → procedure non -
individualizzate ,
sia in termini di team Teaching , sia in termini di
spezieria
E) tappa della VALUTAZIONE → valutazione formativa = vuol dire accertare in itinere non solo quanto ho appreso alla fine del
percorso
,

durante accerta la dell' evoluzione


va a vedere se ci < ma
, quindi qualità
sono delle difficoltà ,

permettendo il recupero , in modo tale


da , o anticipare l' insuccesso o
recuperare
,

l' insuccesso o colmare che viene definito


, quello
Ritardo dell' apprendimento
-

della educativa
triangolo ricerca :
prassi teoria , prassi
,

L' approccio empirico induttivo della didattica ha una


logica formale che parte dalla prassi va alla teoria
,
e torna alla prassi
e
qualsiasi categorizzazione generalizzazione
,
avviene a posteriori dell' esperienza .

I

Quindi la peculiarità della didattica mette insieme delle cifre problematiche, le critiche e una
apertura
alla pluralità delle soluzioni .

PLURALITÀ (I cifra)

va messa in conto nei processi di insegnamento apprendimento


'
e

>
perche mette insieme soluzioni ricerche
,
e creatività

L' istruzione vuol dire (quindi accontentarsi della prima scelta) , creatività (è la
progressività ,
ricerca non

capacità di trovare soluzioni diverse e alternative di volta in volta > PLURALITÀ

il è quello che ti mette di utilizzare modo strutturato e conforme


-
processo di istruzione in
grado in

i diversi comportamenti finalizzati al controllo delle condotte ti


e
porta alla padronanza degli strumenti di

base del conoscere e del sapere


• La ricerca → da l' opportunità all' allievo di
svolgere
"
supplementi
"
di
indagine (faccio
-
'
fare le ricerche) trovare da sé
alcune nozioni / fonti , di
2 questi dati
organizzare

e

.
La CREATIVITÀ ] | 3
presentarli in una relazione

Rielaborazione dell appresa fare


'
vista creativo

|
come >
= un uso
di
quanto appreso

Proprietà dell’insegnare

Insegnamento implica insegnare qualcosa —> indipendentemente dal contenuto dell’insegnamento il docente deve rispettare
l’oggettività di quello che insegna

E cioè deve riconoscere i limit della propria conoscenza


L’insegnamento deve produrre risultati contestabili e la cui validità possa essere accertata nel futuro

È il metodo a garantire che alle capacità di insegnamento (qualitativo e quantitativo) si adeguino le forme dell’insegnamento

Si impone perciò di assicurare che l’insegnamento corrisponda all’apprendimento —> misurabile nel profitto e nella maturazione di
ulteriori capacità

Distinguere la metodologia della didattica —> la prima ha una funzione strategica, mentre la seconda un compito tattico

In realtà la didatti riguarda l’organizzazione, la pianificazione, e L gestione dell’istituzione scolastica come luogo dove insegnare e
apprendere

La didattica generale ha tante parti:

Apprendimento e allievo: Insegnamento e docente :


Intuizione attenzione Organizzazione programma
Memoria giudizio e abilita Sistema procedimento e metodo

In conclusione —> il rapporto tra teoria e prassi dell’insegnamento lega le prospettive formative della didattica
al progetto di vita e all’extrascuola
In un insegnamento che colleghi il sapere al saper fare e in un apprendimento che unisca il possesso della
conoscenza ad un saper essere di ogni persona e della società
Lezione 8

I dei saperi struttura unitaria


ogni parte della struttura ha
caratteri di un sapere
organico → organicità formano una
,
un

rapporto con le altre parti e con la totalità che esse formano .

l'
✗ ES .

esagono regolare viene


percepito come una struttura +
organica →
perché pqssiamo scomporlo
in parti e vi Valenti e identiche
(6 triangoli equilateri)
e
µ
danno a una Strutt unitaria
origine .

l' di
organicità una totalità
'
fonda sulla fra le
una struttura si
complementarità sue
parti → rende possibile formare unitaria

↳ carente là dove c' è dove elementi che la loro


un
aggregato casuale di puntini , gli possono mancare senza assenza
venga avvertita .

Quindi il
rapporto di complementarità è anche in relazione alla similarità della
presenza di
ogni singola parte
-

Vantaggi bisogno di cogliere dei rapporti che rendono


"
di dati
capire ( parlando delle situazioni problemi che , quindi significativo
"
un insieme
: -
.

Quindi la dati in
significatività che
lega i una conoscenza
organica
è la via di accesso ✗ la comprensione dei dati stessi .

1 BISOGNO Di capire

2 Piacere DI CAPIRE Se una parte di una struttura cognitiva viene dimenticata le parti rimaste ne facilitano la ricostruzi

3 ABITUDINE DI CAPIRE

Come nasce l’organicità?


Pu avere varie origini —> nella mene dei ragazzi le conoscenze assumono un carattere organico perchè alla loro prima
presentazione avevano già questo carattere.

Se noi procediamo a una didattica organicamente strutturata solleciterem dei processi cognitivi di struttura organica
La didattica ci dice che dobbiamo progettare i nostri eventi in maniera organica
Perché l’organicità sia raggiunta è necessario che tutti gli elementi vadano a posto

Organicità e interdisciplinarità

Organicità deve essere interna alla disciplina, ai contenuti, ai materiali


Il sapere organico, diventa cultura quando diventa organico nella coesione tra diversi saperi
Come viene tesa l’interdisciplinarità:

A) forma dei centri di interessee—> cioè scegliere delle attività disciplinari diverse che si suppone crei interesse spontaneo, e lo
assumono e viene assunto come punto di riferimento in conversazioni, analisi, ricerche o altre attività sotto prospettive differenti

Ci sono dei limiti—> ossia fermarsi troppo a lungo su un certo tema potrebbe gradualmente ridurre l’interesse.

B) strategia dei progetti —> mette al vertice l’obiettivo che deve essere particolarmente stipolante, e per conseguire l’obiettivo è
necessario affrontare diversi campi disciplinari, collegate tra loro da un denominatore comune, ossia essere tutte orientati verso lo
stesso obiettivo

Il metodo dei progetti, fa si che l’interesse cresce man mano che ci si avvicina all’obiettivo finale unitario e quindi appare più reale.
—> m,a presenta il limite di poter essere applicato solo in certi casi, ossia quando il progetto è concretamente realizzabile
attraverso un lavoro comune che è complesso.
C) interdisciplinarità dinamica —> strettamente legata alla strategia dei problemi
- consiste nel cogliere tutte le occasioni favorevoli per sollevare dei problemi ( in una certa area disciplinare) che possono trovare
soluzione solo attraverso dati di conoscenza e attività di strutturazione che riguardano un’area diversa.

3 FORME DI INTERDISCIPLINARITà DINAMICA

1. Soluzione immediata richiamando delle conoscenze relative ad altri campi di esperienza che gli allievi già hanno
2. Si può invece (quando non basta richiamare cose già note) aprire una parentesi nel discorso che si sta svolgendo per
affrontare brevemente il problema sollevato e dargli una soluzione ponendoci nella prospettiva dell’altra disciplina
3. Sollevare il problema e lasciarlo aperto, facendo notare la sua esistenza, e rinviarlo ad altri momenti o ad altri insegnanti —> si
crea una tensione fino al momento che ci sarà occasione di riparlare del problema in un contesto diverso.

Concetto di schema —> struttura mentale unitaria, nell’ambito della quale certi elementi di carattere percettivo, motorio,
cognitivo, sono connessi tra di loro, o ne richiamano altri o sono collegati ad altri in un modo ben definito.

Per esempio nello schema della pressione ( vedi esempio bambino con matita) la visione della matita è l’elemento percettivo che
avvia una risposta motoria, consistente nel portare la mano a contatto con la matita; la percezione del contatto provoca la
chiusura delle dita

Concetto di assimilazione —> usando un’oscura Chema. ormai ben posseduto viene utilizzato nelle situazioni, quindi queste
situazioni vengono assimilate allo schema.
Nella nostra vita applichiamo forme di comportamento, di previsione, di interpretazione che già possediamo, a tutte le realtà ch
viviamo come simili a quelle con e quali i nostri modi di procedere hanno funzionato.

Concetto di accomodamento—> alcune volte la realtà che cerchiamo di inserire nei nostri schemi può rivelarsi diversa da come
ci era sembrata e lo schema risulta allora inadeguato.

Vedi esempio bambino pallina da ping-pong invece che matita

Gli schemi sono dunque delle strutture flessibili che possono modificarsi, o duplicarsi, grazie agli elementi di novità.
Il meccanismo dello sviluppo psicomotorio e cognitivo può essere descritto come un equilibrio dinamico fra due provcessi
fondamentali: l’assimilazione e l’accomdmento.
L’equilibrio è dinamico perchè spesso si rompe per essere ricostruito a livelli più elevati adattandosi alla realtà.

RAPPORTO TRA SVILUPPO E APPRENDIMENTO—> rapporto inteso come unidirezionale, quindi solo quando un bambino ha
raggiunto un certo livello di sviluppo mentale allora si possono presentare certe attività di apprendimento.

È un rapporto circolare, cioè non solo aver raggiunto un certo livello nello sviluppo rende possibili certi apprendimenti, bensì il
fatto di presentare al bambino delle attività di apprendimento di un livello superiore gli permettono di raggiungere l nuovo livello e
quindi stimolano lo sviluppo.

Vigotsky ha introdotto il concetto di area di sviluppo potenziale, che sta ad indicare quei livelli che un allievo non ha ancora
raggiunto ma che può facilmente raggiungere se stimolato da compiti ancora un po’ difficili per lui e se aiutato adeguamento ad
affrontarli.
CAP. 4 l’organizzazione del contesto formativo

- la didattica come scienza sperimentale ha come oggetto l’organizzazione, la gestione e l’ottimizzazione delle azioni
formative
È perciò una scienza dell’azione, della progettazione e della valutazione educativa —> fondata su un approccio
organizzativo d’ordine sistemico che implica una correlazione tra agire strumentale, relazionale e comunicativo

Quindi tra prassi empirica e riflessione ermeneutica

Ha necessità di formulare una teoria generale sull’insegnamento—> sul come e in che modo

Ma anche affrontare problemi specifici pertinenti all’insegnamento delle varie discipline —> in riferimento alle
varie tecniche utilizzate per risolvere particolari problemi di insegnamento legato i ai vari livelli di scuola,
determinai ambienti culturali.

La didattica generale ha come oggetto della sua azione:

- il manifestare delle strutture epistemologiche che caratterizzano i differenti sistemi disciplinari in modo da organizzare
scientificamente e metodologicamente l’acquisizione e la costruzione delle conoscenze —> per garantire a tutti soggetti il diritto
all’apprendimento e alla formazione e sviluppo dei propri talenti.

- l’elaborazione di un coerente profilo psicologico degli alunni a livello di storia esistenziale e allivellò delle conoscenze
possedute.

Progettazione, valutazione e programmazione

Sono modalità strumentali di carattere operativo e allo stesso tempo strumenti di ricerca scientifica —> relativo alla strutturazione
dei percorsi formativi, l’individuazione di obiettivi cognitivi e relazionali, la pianificazione degli interventi, la scelta di dispositivi e
procedure, il controllo in itinere dell’interazione tra insegnamento e apprendimento .

La progettazione diviene efficace in termini di sviluppo, fruibilità, consequenzialità, cntinuità , fluidità e flessibilità degli
apprendimenti

Quando si riesce ad esprimere un’organizzazione educativa e formativa


r

unisce al meglio le potenzialità dell’insegnamento in tot con le potenzialità dei


processi di apprendimento attivati.

La valutazione —> sia come strumento che come processo, si colloc in una posizione centrale rispetto all’intero percorso di
formazione

- questo permette di avere un costante monitoraggio della qualità (efficacia/efficienza) e dell’adeguatezza delle proposte formative

- quindi cerca di cogliere il senso del lavoro educativo, analizzando il percorso e le strategie adottate, le scelte effettuate in termini
idi materiali e tecnologie didattiche.

- valuta quindi la corrispondenza dei processi di insegnamento rispetto agli apprendimenti attesi .

La programmazione prevede cosi la definizione, l’attuazione, la realizzazione e condivisione di una reta di percorsi e pratiche
educative che nonostante siano differenti convergono verso obiettivi comuni—> finalizzando lo sforzo formativo verso i contenuti e
le competenze essenziali, determinanti e significative nella piena valorizzazione dei processi meta cognitivi e di conseguenza dello
sviluppo delle autonomie

PROGETTAZIONE=LAVORARE IN MODO MIRATO PER UN ORGANIZZAZIONE STRUTTURATA DEI PERCORSI FORMATIVI


controllando le variabili quali l’ambiente, il contesto e l’azione educativa, e facendo in modo che sia adeguato aglio obiettivi
formativi previsti dal grado di istruzione e compatibili con le competenze cognitive di ogni allievo/ persona .
CAP 5

EPISTEMOLOGIA funzioni
Della Didattica
= senso e
significati ,
in senso di
, linguaggi e contenuti

↳è scienza che c' è


una
già
si RIFÀ ermeneutica Dispositivo
A : contenuti
, linguaggi ,
logica , investigativo ,

a contenuti i di i contenuti della didattica


:
sono saperi , gli oggetti conoscenza
,

↳ abbiamo bisogno di un' strutturale ( Programmazione


organizzazione e
progettazione curriculare
CURRICULUM = percorso Formativo

b LINGUA aai :
la didattica si è trasformata da
te
utilizza tutti i codici
Possibili educativi assegnando
a loro
equipollenza e parità
C LOGICA deve porsi logica di analisi di interpretazione
ermeneutica :
logica formale .
la didattica in una e

prassi
triangolo TEORIA PRASSI
- -

di Dispositivo investigativo

l principio euristico → basata su una


logica innovativa
,
che è costruita sul legame tra scuola -
AMBIENTE
,
CLASSE -

INTERCLASSE
,
tempo
lungo tempo pieno
-
.

PROGRAMMA -

PROGRAMMAZIONE ,

Didattica come
f PARADIGMA Di legittimazione :
f.scienza del comunicare i saperi → assicurare un credito formativo paritario in termini di capacità

pedine AMBITI E Gli oggetti Della Didattica

sono 2 ambiti (gli ambiti sono le


regioni formative) :
organizzazione pena scuola e curricolo → all' interno troviamo i contenuti

§
Tempi , spazi, gli organi dei
Materie (quindi gli obiettivi
oggetticorriamo
}
collegiali, le
oggettini apparecchiature e gli
cognitivi), le procedure
individualizzate, di gruppo dei
Fasti
organisu strumenti del fare valutazione della programmazione
scuola

PEDINE ORGANIZZATIVO : hanno l' obiettivo di raggiungere il traguardo FORMATO Di una scuola APERTA
i

v Quando c’è cooperazione (scambio, interazione


l' ambiente uscire dalle classi culturale e sociale) tra alunni tra docenti tra le
Rapporto di continuità culturale con
, , classi e tra le scuole.

aprire la didattica , attivare la ricerca individuale

- mettere in moto nella scuola un rapporto di continuità culturale con l’ambiente


- pratica della ricerca individuale e di gruppo ( intesa come strategia di apprendimento
- alternanza classe interclasse ( attraverso allestimento di atelier, laboratori e centri di interesse)
-partecipazione de genitori agli organi di gestione. E alla vita della scuola
1

PEDINE CURRICOLARE → hanno il compito di creare una scuola a nuovo indirizzo =


quando promuove processi formativi
che sono sintesi delle esigenze culturali
INCONTRO TRA PROGRAMMA E PROGRAMMAZIONE

Mettere in moto il curricolo inteso come lo specifico sentiero formativo —> punto di incontro tra il programma e la
programmazione
In sostanza il la devono darsi la chiamati ad diversi
programma e
programmazione mano (gli insegnanti sono avere
atteggiamenti che
localmente in base alle attitudini / capacità del soggetto
apprende)
Logica ermeneutica della didattica—> quando è chiamata a rispondere alla dialettica teoria-prassi ( chiave ermeneutica di
qualsiasi problema educativo )

La didattica si colloca su un balcone interpretativo dal quale si può osservare in successione i tre fotogrammi PRASSI-
TEORIA-PRASSI

1. Per prima cosa osserva i dati dell’esperienza che risultano generalizzabili e categorizzabili
2. poi formalizza un intesi teoria deell’esperienza ( elementi costitutivi dei paradigmi)
3. Ritorna sui fatti educativi elevandoli a banco di prova

In conclusione la logica interpretativa della didattica si fonda sull’interazione tra pensiero e azione in termini di produzione e
uso delle conoscenze didattiche che sono in continuo cambiamento.

DISPOSITIVI INVESTIGATIVI
Sono le metodologie investigative ossia la ricerca sperimentale, ricerca clinica e ricerca-azione

Ricerca sperimentale: tende a mantenere il controllo delle variabili (quindi organizzazione della scuola, percorsi curricolari,
strumenti empirici utilizzati)
Dovrebbe fornire dei risultati neutri —> oggettiva
Vede soltanto la dimensione del controllo—> strumento per gestire l’organizzazione

Ricerca clinica : ha come obiettivo il narrare e interpretare i vissuti dei processi di alfabetizzazione e di socializzazione
scolastica (dimensione biografica)

C’è inoltre la dimensione ermeneutica che riguarda le componenti emotivo-affettive del docente e dell’allievo che hanno un
ruolo centrale nel determinare e spesso condizionare il modo di fare e ricevere l’informazione.

—> valorizza la componente emotivo affettiva anche in chiave conoscitiva e operativa —> lavorare sugli aspetti di setting
all’interno. Dell’attività educativa in modo tale che ciò che avviene dentro la scuola mi serva anche fuori.

Ricerca azione: mira a progettare sentieri formativi a misura degli allievi


- vede le cose da più punti di visa ed è un modello formale di investigazione che si pone in sintonia con le sue cifre di
problematicità e plurilateralità
natura
problematica
Da una parte è ingrado di tenere conto delle molte variabili, questo perché le procedure tattiche sono pensate sulla natura dei
singoli campi di indagine ( cioè le tecniche e le pratiche sono selezionate sempre in rapporto alla tipologia del contesto
scolastico)

natura Dall’altra parte gli insegnanti prendono le distanze da procedure inquisitive tratte da univoche teorie della ricerca in campo
Pluralistica
educativo
CAP 6 terminologia

Per la maggior parte dei pedagogisti significa metodologia dell’insegnamento


Metodologia generale unisce le regole normativi che si applicano all’insieme dei processi di insegnamento e regolano l’azione
didattica.
- durante il periodo pre scientifico la metodologia generale si è nutrita dell’esperienza degli uomini (esperienze empiriche) si
trasmettevano attraverso dei modi di fare —> è questa che gli autori chiamano didattica

La didattica era fondata su esperienze teorie e credenze derivanti da prassi più o meni condivise ma non scientificamente.
provate, quindi non derivanti da modelli di ricerca.
La nuova didattica (didassi) è la conseguenza di approcci di analisi di metodologie fondate scientificamente, fondate quindi su
progetti di ricerca in ambito di educativi.
I
MODELLO DIDATTICO—> un apprendimento significativo è il risultato della valida organizzazione di un sistema di relazioni che
mette in connessione tre strutture:

A) la struttura conoscitiva dell’alunno, quindi la matrice cognitiva


B) la struttura delle conoscenze da acquisire
C)l’insieme delle operazioni da mettere in atto da parte dell’alunno per incorporare gli elementi della conoscenza proposta nella
sua matrice cognitiva

* Qualcosa che deriva da un algoritmo operativo, quindi da una serie di operazione che mettono in connessione delle strutture
cognitive, conoscitive presunte nell’allievo
Implica una ristrutturazione della matrice significativa stessa

Il suo ruolo è quello di creare le condizioni che consentano la messa in moto delle operazioni intellettuali e motorie necessarie
all’assimilazione del contenuto. Dell’apprendimento nella struttura conoscitiva dell’alunno.

STRATEGIA DIDATTICA —> consiste in una griglia formale che collega gli elementi di conoscenza, decisione e attività necessari
per trasformare in una direzione esplicita una detrerminata situazione educativa.

UNITÀ DIDATTICA —> e stare il proprio cognitivismo dalla struttura di una disciplina assumendo a proprio bersaglio uno dei
pilastri dell’architettura epistemologica. —> i percorsi di istruzioni presenti nell’unità didattica sono dedicati ai saperi freddi,
ovvero alle epistemologie cristalline e sistematiche proprie delle discipline formalizzate.

Acquista 3 qualità pedagogiche :

A) chiarezza cognitiva—> i traguardi dell’apprendimento devono essere manifestati


B) autosufficienza cognitiva —> l’argomento dell’unità didattica deve creare un nodo nevralgico della struttura di una materia
Questo nodo deve godere di compiutezza ed autonomia cosi da poter essere proposto in modo comprensibile.
C) interconnessione cognitiva —> le varie unita didattiche devono essere collegate e ricordate tra loro e ondò rapporti gerarchici
essenziali alla struttura disciplinare

DIDATTICA MULTIMEDIALE
La didattica generaleoffre una chiave unica per tutti i saperi sui quali esercita la sua azione, ha dei soggetti ma non un oggetto.
—>quando agisce come didattica di una disciplina particolare allora trova la sua chiave, ha un oggetto ma non dei soggetti.
Oppure può dipendere dalla psicologia o dalla filosofia quindi ha delle teorie riguarda degli oggetti.
Far posto alla multimedialità significa far posto a queste abitudini perché i mezzi modificano incessantemente gli oggetti del
sapere . (Didattica generale, psicologica e disciplinare)
Perchè fanno lo stesso con i soggetti del sapere, danno una forma, più forme
Perchè fanno interagire i movimenti degli oggetti con quelli dei soggetti—> in sostanza affrontano i problemi della formazione nel
nuovo scenario e quindi porta ad assumere delle decisioni sulla configurazione degli oggetti dell’insegnamento e dei soggetti
dell’apprendimento, non separatamente ma in modo unitario.

VALUTAZIONE ANALOGICA
È una valutazione comparativa, che avviene nel tempo sia trasversale che longitudinale (nel tempo e in ciascun tempo)
Nella programmazione dell’intervento formativo non è necessario programmare gli obiettivi dell’apprendimento e collocare i vari
momenti di verifica e predisporre successivamente all’attività di verifica l’attività di recupero. —> è necessario variare l’insieme
della proposta affinchè corrisponda alle modalità di approccio e allo stile di studio di ciascun allievo

- si individua una dimensione valutativa nuova per la quale occorre sviluppare uno strumento specifico —> in base agli esiti , sia
positivi che negativi, vado a strutturare la mia proposta educativa.

Soluzione—> proporre agli allievi una speciale prova definita analogica (prima dell’inizio del percorso di apprendimento)—>
vedere come gli allievi si rapporteranno ai problemi che gli sottoporrò, i quesiti propongono le operazioni che affronteranno
successivamente.
Anche se non hanno delle specifiche competenze che verranno acquisite poi, e che possono essere associate in modo analogico
a quelle che sarann sollecitate nel percorso di apprendimento.
VALUTAZIONE FORMATIVA
Quella che si fa in itinere—>ha lo scopo di dare delle informazioni su come gli allievi stanno procedendo all’apprendimento
Si fa in itinere perché è in itinere che devo differenziare le informazioni della proposta informativa (formativa perchè forma durante
il tempo)
- interviene durante i processi di apprendimento e ha lo scopo di accertare in modo analitico quali abilità ciascun allievo sta
acquisendo o quali difficoltà sta riscontrando —> l’insegnante può intervenire tempestivamente per dare l’oportunità di
recuperare.

VALUTAZIONE INIZIALE —> mira ad accertare se le capacità intellettuali generali, o le capacità specifiche richieste per un
determinato apprendimento.
- ha un compito selettivo —> il risultato ottenuto, portano a rivedere gli stessi scopi da realizzare o suggeriscono l’utilizzo di
strumenti più funzionali o la scelta di modalità di organizzazione educativa più adatte.

VALUTAZIONE PROATTIVA —> fa riferimento alla funzione valutativa di suggerimento delle azioni da intraprendere sia da parte
del docente che dell’allievo, per rafforzare, cambiare o evitare scelte o condottte che alla prova dei fatti si sono mostrate positive,
poco accettabili o negative.
- qualcosa che serve a capire in che termini stanno interagendo gli allievi e i docenti, e come quello che viene fatto dai docenti
viene recepito dagli allievi e viceversa in che termini ciò che i docenti hanno fato non è stato compreso dagli allievi e hindi ha
bisogno di essere ridiscusso.
-dovrebbe produrre degli atteggiamenti riflessivi
- si fa all’inizio e durante, e informa gli studenti di come stano andando le cose,e li fa riflettere su ciò che è chiaro e ciò che non è
chiaro.

VALUTAZIONE SOMMATIVA—> va condotta al termine di un rilevante periodo di formazione (annuale o semestrale)


- gli scopi sono vari:
A) espressione di un giudizio complessivo sugli apprendimenti conseguiti da ciascun allievo
B) l’analisi complessiva della qualità dell’istruzione attivata e quindi delle scelte didattiche prese.
C) analisi della produttività qualitativa e quantitativa della scuola —> comparativa la funzione svolta dalla valutazione

CURRICOLO —> è un tentativo di comunicare i principi e le caratteristiche essenziali di una proposta educativa
- è il mezzo con cui l’esperienza fatta per mettere in pratica una proposta educativa diventa di dominio pubblico
- dovrebbe fornire le sai per pianificare un corso, studiandolo da un punto di vista empirico .

CONOSCENZA —> conoscere. Anche acquisire informazioni


APPRENDIMENTO—> comportamento umano che può includere forme reattive
- i processi di apprendimento sono dei processi cognitivi caratterizzati dal coinvolgimento della sfera ideativa

STILE DI APPRENDIMENTO—> si intende la predisposizione a adottare una particolare strategia di apprendimento


indipendentemente dall richieste specifiche del compito
- a sua volta una startegia, è un insieme di operazioni e di procedure che lo studente può usare per acquisire differenti tipi di
conoscenza e di prestazione.
CAP 7 Programmazione e valutazione

Stabilire gli obiettivi della propria azione didattica —> consiste nel tener Viene stilato un programma di interventi o
conto di tutte le condizioni ambientali e di quelle personali degli alunni e trattamenti didattici, secondo metodi accettati
dei docenti, dei riguardi assegnati dai programmi della scansione dei dal consiglio dei docenti ed eventualmente
tempi di lavoro, delle risorse per raggiungerli dai genitori

Docimologia= studio sistematico delle tecniche di valutazione e di quelle di misurazione che ad esse sono strumentali —> disciplina
che fa largo uso di statistica applicata

OBIETTIVI —> essi sono le mete o traguardi che si vogliono raggiungere


- ci sono gli obiettivi diciamo imposti dagli scopi dell’istruzione e dell’educazione—> detti a volte fini strategici
- intesi invece in senso strettamente tattico e operativo, come le cose che il soggetto deve saper fare alla fine di un certo percorso.
Gli obiettivi vengono stabiliti prima di iniziare e possono essere rivisti in itinere —> è infatti sugli obiettivi più o meno raggiunto che si
esprime la valutazione finale dei risultati.

Si identifica come un azione intermedia e formativa che può suggerire tutti gli interventi compensativi o correttivi
- la valutazione a fini educativi è una presa di coscienza e un riconoscimento s ciò che si è fatto e su ciò che resta da fare

Quella sommativa, è quella finale, e deve tenere conto di tute le variabili rilevanti, non solo strettamente cognitive.
- tanto meglio sarà stata fatta la valutazione intermedia, tanto meno la valutazione sommativa finale assumerà aspetti selettivi e ed
eliminatori.
CAP 9

ATMOSFERE educative ( stili e clima

stile di
guida autoritario / non autoritario →
contrapposizione netta dopo 1968 a causa di una rivolta studentesca .

Secondo Lewin —>è troppo semplificata questa dicotomia quindi nell’ambito delle esperienze educative bisogna dividere tra
atmosfere permissive e atmosfere democratiche.
4 di bambini (5 bambini ciascuno
Esperimento su
gruppi 10 anni

I gruppi erano impegnati in attività volontarie extra scolastiche pomeridiane —> dovevano costruire maschere e 4 persone adulte
facendo da leader
Esse erano addestrate ai tre tipi di leadership e passavano
ogni 4 settimane da un gruppo all’altro cambiando il tipo
di leadership.

Nell’arco di tre settimane ciascun gruppo attraversava un


periodo di direzione autoritaria, uno democratico e uno
permissivo

DI#ERENZE

Atmosfera di tipo AUTORITARIO:


- tutte le decisioni venivano prese dal leader
- la tecnica del lavoro e i passaggi necessari per la sua esecuzione venivano insegnati uno alla volta
- il leader restava fuori dalla partecipazione del lavoro di gruppo
- nella valutazione i rimproveri o al contrario le lodi erano rivolte alla persona —> nel senso che la vocalizzazione
era posta sulla persona che aveva fatto qualcosa di giusto o sbagliato.

TIPO democratico decisione prese le discussioni di


attraverso
gruppo Che venivano incoraggiate dal leader

All’inizio e attraverso la discussione veniva dato


- la distribuzione dei ruoli veniva discussa e decisa in comune e ognuno il quadro completo di tutta l’attività futura.
Era libero di scegliersi il proprio compagno di lavoro
- il leader prende parte ti va del lavoro
- nella valutazione—> assume un atteggiamento constatativo , ovvero
guarda il cosa, il materiale, si concentra sulle difficoltà piuttosto che
dire tu hai sbagliato dice “lo sbaglio consiste in..”

permissivo → il è abbandonato
gruppo a se stesso

- il leader si limita ai bambini il materiale da indicazioni solo chi le chiedeva


consegnare
a → a

dalla valutazione Nell’organizzazione del lavoro ognuno poteva scegliere il ruolo che voleva
-
si astiene
A meno che non veniva richiesto

Bisogna conciliare e sviluppare due atteggiamenti contrastanti, quello di ascolto ( di adeguamento al gruppo) e quello
propositivo, di iniziativa e di guida

Atteggiamento di ascolto:
È un atteggiamento che cerca di decentrarsi negli allievi, di cogliere i bisogni di crescita dei soggetti
In questi termini l’insegnante diventa una figura guida e apprezzata dagli allievi

Atteggiamento di chi pensa che gli allievi possano avere ualcosa da dire e possano insegnare qualcosa che ancora non sapeva,
possono rilevare sempre nuovi aspetti di se stessi.
Punto di vista di chi mette in discussione se stessi

Sembra un atteggiamento facile —> ma in realtà è una qualità abbastanza rara

La dimensione permissiva non ha prodotto risultati apprezzabili. La differenza tra l’atteggiamenti autoritario e democratico è che
con gruppi di studenti poco motivati o con problemi metacognitivi l’atteggiamento autoritario è quello che produce più risultati, ma
o poi deve essere mediato democraticamente.
L’atteggiamento democratico funziona molto bene con gruppi e allevi motivati e di una certa qualità, ma anche lì serve intervenire
in maniera autoritaria
Atteggiamento propositivo (di guida) :
-impressioni date dall’ascolto e sulla sensibilità del docente
- può proporre ai bambini e ai ragazzi una certa attività per il contenuto , forna) ed è in armonia, sulla stessa lunghezza d’onda dei
ragazzi —> in armonia con i loro bisogni e aspettative e quindi destinata a fare presa

- può proporre un certo numero di attività affini, che sono tutte valide —> invitano i bambini o i ragazzi a scegliere quella che più li
interessa ( questo trae il massim dall’aspetto motivazionale e di coinvolgimento)

l’atmosfera democratica è quella che meglio può garantire la realizzazione di un obiettivo e quello che ogni insegnante dovrebbe
proporsi.
-esigenza di rendere i propri allievi tutti uguali tra di loro, ma anche tutti diversi. —> 3 concetti : quello di disuguaglianza
Quello di diversità
Quello di differenza individualizzante

LE DISUGUAGLIANZE :

Quando gli allievi dal punto di vista di alfebetizzazione e della formazione sono su livelli diversi

Diseguaglianze—> riflesso del fatto che gli allievi sono cresciuti in famiglie di livello socioculturale diverso, in grado o meno di
fornirgli stimoli, le esperienze e gli strumenti di cui avevano bisogno.

Come si manifestano?
Attraverso una maggior o minore ampiezza del vocabolario , nella precisione o imprecisione delle strutture sintattiche, nel primato
dell’italiano sul dialetto o viceversa, nelle lagune/buchi

Queste diseguaglianze vengono rese più pesanti dal fatto che le situazioni che le hanno generate rimangono ( per es. quella
familiare) e negano certe condizioni favorevoli.

Andrebbero attenuate attenuate


Ed eliminate stimolando processi di convergenza C’è convergenza quando partendo da opinioni diverse si arriva tutti a
Una stessa opinione che presenta una solida coerenza interna.
(Omologazione )

Deve colmare certe lagune, rafforzare o creare certe abilità, suscitare certi
interessi, sollecitare l’apprendimento di certi atteggiamenti.

Tutto questo risulta più facile in atmosfera di tipo democratico, in quanto l’atteggiamento di ascolto che l’insegnante assume gli
permettere di dare ai propri interventi un carattere più individualizzato, più vicino alle singole situazioni e quindi più efficace —> ai
fini anche degli eventuali recuperi.

LE DIVERSITA’

—>indica una particolare diseguaglianza , relativa ai Messi che l’allievo ha o non ha.
- non si può togliere—> rappresentata dalla presenza di disabilità, percettiva, motoria, mentale , tale da precludere in modo totale o
parziale dei canali per la comunicazione interpersonale o per un diretto rapporto con la reltà concreta o col mondo del sapere.

La mancanza di certi canali (se costituisce un handicap) si riflette poi su tutti gli aspetti dell personalità (cognitivi, emotivi, sociali)
dando luogo ad altre condizioni negative

Con questi allievi diversi si pone il problema di utilizzare i residui dei canali danneggiati, e di potenziare e sviluppare altri
canali in funzione compensatoria

Bisogna fare in modo che compiano le stesse esperienze degli altri —> quindi l’intervento nei loro confronti deve essere
individualizzato e a volte affidato a colleghi specialisti (insegnanti di sostegno)
Differenze personalizzanti

“Tutti uguali, tutti diversi” —> differenze di carattere positivo , che riguardano il modo di porsi davanti alla realtà, di
esprimersi, di comunicare
Differenze che portano mano a mano alla formazione di personalità inconfondibili e uniche

Esse si esprimono attraverso uno stile personale —> nel modo di parlare od scrivere o di disegnare odi stabilire rapporti
con gli altri e attraverso il graduale emergere di certi interessi personali che potrebbero più tardi giovare sul piano
professionale.

Queste differenze vanno rispettate perché hanno un valore positivo per il singolo e costituiscono un arricchimento per il
gruppo. I
Vanno anzi favorite, cosa che può essere fatta nell’ambito di tutte le discipline , anche se risulta più
Semplice nell’ambito di alcune discipline.

Favorire la divergenza non è facile —> infatti bisogn intervenire per fornire occasioni e stimoli, per valorizzare le cose che
un allievo fa grazie a tali stimoli e per valutarle, senza però superare certi limiti perché poi potrebbe diventare il nostro
stile.

“Pieno sviluppo della persona umana” —> significa pieno sviluppo di una proprio individualità, di un proprio modo di vedere le
cose o di esprimersi.

L’atmosfera più favorevole ai processi di divergenza è quella di tipo democratico.


- da un lato gli allievi hanno maggiore libertà, sono più stimolati dalla situazione generale e prendono iniziative, si assumono le loro
responsabilità.
- dall’altro—> l’insegnante assume (nei rapporti democratici) un atteggiamento di ascolto, che più facilmente lo porta a cogliere
delle specificità personali degli allievi, quindi a rispettarle e a individuare gli stimoli adatti per farle emergere.
Viene dato un largo spazio alla valorizzazione personale, anche nei casi di una divergenza positiva, e di una ricerca di una propria
identità.

DIVERGENZA E DEVIANZA
Si può parlare di devianza quando un individuo si allontana dagli altri soprattutto per quanto riguarda l’accettazione di norme
comportamentali e di valori socialmente condivisi —> ci si allontana però nella direzione dei valori meno apprezzabili o di veri e
propri disvalori, e non nei valori più alti e universali.

Importante per questi pericoli è l’attenzione dei genitori e della famiglia, comportamento affettuoso e di valorizzazione.
Ma molto importante è anche l’influenza (positiva e negativa) dell’insegnante—> possono dare agli allievi un aiuto a crescere
culturalmente e psicologicamente, a conoscere se stessi.

Anche in queso caso possiamo dire che per prevenire fenomeni di devianza è l’atmosfera di tipo democratico —> le discussioni
di gruppo, le forme di collaborazione e l’assunzione di responsabilità danno al gruppo valenza positiva e quindi una coesione più
alta, con minori probabilità che i singoli membri si allontanino da esso e dai suoi valori.

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