Sei sulla pagina 1di 2

Una doppia origine nell’esercizio dello sguardo

È la lente insieme all’evoluzione degli strumenti ottici che hanno consentito la messa in quadro del mondo
tra scienza e arte. La lente portò l’uomo a osservare (invenzione intorno all’anno 1000) il mondo
microscopico da cui proveniva egli stesso. L’uso della lente, il vetro ottico, ha rivoluzionato il progresso del
mondo; una medesima tecnologia applicata in ambiti differenti può generare sviluppi tecnologici e ricadute
sociali completamente diversi.

I fratelli Lumiere adoperavano il microscopio per osservare e montare le inquadrature delle immagini
create dalla luce e impresse sulla pellicola (inoltre osservavano lo stato di conservazione della pellicola
stessa).

Anthony Van Leeuwenhoek fu uno scienziato olandese e naturalista autodidatta e intagliatore di lenti,
maestro nella costruzione di microscopi. Studia i batteri, i fluidi, i micro organismi viventi etc. e il loro
cambiamento nel corso del tempo; numerose sono le sue annotazioni, schizzi e disegni. Raccoglie una
documentazione cospicua dal forte valore scientifico, storico e artistico in “Philosophical Transactions of
the Royal Society of London”. Fu il primo uomo a utilizzare la lente nell’esercizio dello sguardo per
descrivere e rappresentare le immagini di una realtà non visibile ad occhio nudo. La circostanza che pone
Anthony in relazione con il cinema in particolare con una doppia origine (oltre quella del 1895) è che egli fu
il primo che osservò l’origine della vita con il suo microscopio semplice (composto da due lenti biconvesse
giustapposte) e formulò attraverso disegni e descrizioni la narrazione dell’animazione degli spermatozoi.

La microscopia è lo studio di piccoli organismi attraverso l’osservazione al microscopio; in merito alla


microscopia la cinematografia di Charles Pathé produsse nel 1905 “Le dejeuner du savant (la colazione dello
scienziato), con una particolarità del mo0ntaggio: la ripresa dello scienziato ma anche del suo punto di vista
che guarda attraverso lo strumento d’ingrandimento. Con la microscopia nasce anche la micrografia, una
tecnica di descrizione mediante la riproduzione di schizzi e disegni realizzati a mano (una sorta di
sceneggiatura a posteriori).

Grazie al microscopio ebbe inizio l’attività dell’esercizio dello sguardo attraverso uno strumento ottico
(scrutare, scoprire e studiare un nuovo sapere). Fu tra il ‘500 e il ‘600 che si sviluppò l’arte dell’osservazione
attraverso la visione di un’immagine inquadrata. Con la visione al microscopio l’uomo poté incominciare ad
apprendere svariate attività della messa in quadro: far entrare elementi nello spazio dell’inquadratura,
centrare l’oggetto da osservare, inquadrare secondo una determinata angolatura, illuminare più o meno
l’oggetto e mettere a fuoco uno o più elementi o un dettaglio.

In onore alla lente si realizzarono due pellicole storiche interessanti di Georges Albert Smith
(cinematografia inglese), innovative dal punto di vista del linguaggio cinematografico: Grandma’s reading
glass e As seen through a telescope. Sono i primi esempi di narrazione visiva in cui viene utilizzata il
raccordo tra due spazi narrativi contigui con punti di vista differenti: il primo corto narra di un bambino che
guarda curioso tutto ciò che gli sta intorno attraverso una lente d’ingrandimento: il canarino, il giornale e la
nonna, mentre il secondo narra di un signore che con un cannocchiale guarda in modo voyeuristico ciò che
accade poco più in là. Queste pellicole testimoniano come la forma cinematografica si sia appropriata del
punto di vista del guardare attraverso uno strumento ottico scientifico e dimostrano come la messa in
quadro dell’esercizio dello sguardo in campo scientifico abbia incoraggiato i cineasti dell’epoca verso una
nuova struttura narrativa con inquadrature alternate tra la ripresa della scena e la ripresa soggettiva di ciò
che il protagonista vede attraverso lo strumento ottico in questione.

All’invenzione del microscopio è da collegare anche quella del cannocchiale che avviene nel ‘600: George
Melies con Lune a un metre, Le voyage dans la lune, l’Eclipse du soleil en pleine lune sono alcune delle
pellicole in cui il soggetto cannocchiale è presente per raccontare come questo strumento ottico abbia
consentito all’uomo di esplorare nuove visioni del mondo.
Le osservazioni scientifiche del cielo attraverso il cannocchiale insieme ai nuovi studi sull’astronomia
influenzarono e arricchirono lo spettacolo della lanterna magica con nuovi soggetti da proiettare, questa
volta più grandi e che riempivano di stupore il pubblico > lanterne magiche di Johan Zahn; inserisce delle
lastre sottili con degli animali vivi che si muovono tramite calore e poi vengono uccisi a causa di essa (morte
lenta). Questa pratica continuò fino all’800, poi vennero imbalsamati.

Visione personale del microscopio = cinetoscopio di Edison.

Importanza che questa modalità visiva ha avuto nel linguaggio cinematografico, es: zoom con la macchina
da presa che simula il punto di vista di chi guarda attraverso qualcos’altro, conducendo lo sguardo dello
spettatore sempre più vicino (o lontano) > stretta relazione con lo sguardo in ambito scientifico.

Potrebbero piacerti anche