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Dante Alighieri
Ciao, sono Beatrice di Più Di Sei. Benvenuto in questa nuova lezione di letteratura italiana. Oggi
parleremo di Dante Alighieri, l’uomo che viene considerato il padre della letteratura italiana.

Perché si studia?
1. diede al volgare la dignità di una lingua letteraria, innalzandolo al livello del latino e
dimostrandone la versatilità e la bellezza.
2. diede alla poesia nuovi contenuti e nuove forme. Iniziatore dello Stilnovismo, costruì una lingua
dolce e piana che successivamente influenzò Petrarca e la poesia lirica.
3. fu un uomo immerso nel suo tempo, coinvolto nelle travagliate vicende politiche di Firenze ed
esule poeta girovago.

Biografia
● Nasce nel 1265 a Firenze, è figlio di Alighiero Alighieri, un prestasoldi con la fama di
essere un usuraio, la sua è una famiglia di piccola nobiltà. All’epoca Firenze era una città che stava
crescendo molto rapidamente per i suoi floridi commerci e aveva una vita politica molto complessa.
Vediamo in che senso.
● Allo scontro tra i Guelfi, sostenitori del Papa, e Ghibellini, che invece sostenevano il potere
imperiale, si aggiungeva la spaccatura all’interno dei Guelfi stessi. Infatti esistevano due fazioni. I
Bianchi facevano capo alla famiglia dei Cerchi, mentre i Neri erano guidati dalla famiglia Donati. I
due schieramenti erano perennemente in lotta e prevalsero alternativamente. Dante era vicino ai
Guelfi Bianchi, anche se dopo il suo esilio dalla città si avvicinò notevolmente alle posizioni
ghibelline.
● La situazione delicata di Firenze influenzò profondamente la vita privata di Dante. Infatti,
sposò Gemma Donati, che apparteneva ad un ramo minore di quella potente famiglia. L’unione era
stata concordata dai genitori esclusivamente per motivi politici. E Dante di politica se ne intendeva!
Per conservare il proprio titolo, infatti, si iscrive alla corporazione dei farmacisti. Nel 1300 viene
eletto tra i sei Priori, magistrati in carica del governo della città. In quel periodo si prese il
provvedimento di allontanare i cittadini più belligeranti da Firenze, in modo da attenuare lo scontro
acceso tra le due fazioni. Tra gli esiliati, c’era anche un carissimo amico di Dante, Guido
Cavalcanti, che allora era l’intellettuale più importante di Firenze e godeva di una certa fama in
tutta Italia.
● Nel 1301 i Neri ribaltano la situazione e prendono il controllo della città. Ora è Dante ad
essere sotto accusa, precisamente di baratteria, ossia di corruzione. Viene processato, riconosciuto
colpevole e condannato all’esilio, mentre sta svolgendo un’ambasceria presso il Papa, Bonifacio
VIII. Il Pontefice mirava ad estendere, attraverso il sostegno dei Guelfi Neri, il suo controllo su
Firenze. Per questo Dante lo considerava una sciagura per la città e per la Chiesa tanto che, nella
Commedia, lo ritrasse all’Inferno. Da adesso in poi, il poeta Passerà il resto della vita girovagando
per la penisola, approdando di corte in corte e beneficiando dell’ospitalità dei grandi signori, che se
ne serviranno come ambasciatore e diplomatico. Negli ultimi anni della sua vita trova ricovero a
Ravenna, dove viene accolto dal signore Guido Novello da Polenta.
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Formazione
● Dal punto di vista teologico, Dante venne profondamente influenzato dall’esperienza dei
francescani e dei domenicani, presenti a Firenze a Santa Croce e a Santa Maria Novella.
● Alla sua formazione poetica e culturale contribuì notevolmente il suo soggiorno a Bologna,
dove conobbe Guido Guinizzelli e dove nacque lo Stilnovismo. Forse è il momento di capire che
cosa sia questo stilnovismo. Si tratta di un nuovo modo di fare poesia. Distanziandosi notevolmente
dalla scuola toscana, il tema dell’amore e la figura della donna vengono affrontati avvalendosi di
uno stile dolce e piano, come Dante sottolinea nel XXIV canto del Purgatorio. La struttura del
periodo è paratattica, e si abbandona l’uso ridondante di figure retoriche.
● Ed ora arriviamo al momento che tutti stavate aspettando: Parliamo di Beatrice. Senza
dubbio la vita e la poesia di Dante furono fortemente influenzate dall’incontro con lei, Bice
Portinari, donna fiorentina che diventerà la musa ispiratrice del poeta. La sua figura è ormai
l’icona della donna-angelo, in grado di suscitare il sentimento d’amore più puro, in grado di
avvicinare l’uomo a Dio. Dante incontrò per la prima volta Beatrice a nove anni. La vita di questa
giovane terminò molto presto: presumibilmente l’8 giugno 1290. il giorno ci è noto grazie all’opera
Vita Nuova di Dante, ma probabilmente si tratta di una data simbolica.

Il suo pensiero
● Senza alcun dubbio, Dante si dimostra un poeta molto versatile, innanzitutto per quanto
riguarda i temi che affronta. Oltre a quelli cari agli Stilnovisti, tra cui i numerosi sonetti la cui
protagonista è Beatrice, Dante si dedica alla stesura di prosimetri, ossia di opere in cui si alternano
dei componimenti poetici e dei testi di raccordo che fungono da analisi e contestualizzazione della
poesia stessa, come per esempio la vita nuova. Insomma, è come se si parafrasasse da solo. L’autore
scrive anche dei trattati, sia in volgare sia in latino. E, ovviamente, la Divina Commedia, senza
dubbio il fondamento della letteratura italiana, che presenta in sé la summa di moltissimi temi e
generi letterari diversi. Dante affronta spesso dei temi politici, etici, morali e teologici in una forma
nuova.
● Dal punto di vista linguistico, il poeta conferisce dignità al volgare, rendendolo una lingua
letteraria. La sua abilità nell’uso di diversi registri linguistici, parole di diversa provenienza
geografica e di numerosi neologismi viene definita plurilinguismo.
● Le innovazioni dantesche investono anche la metrica. Si ritiene che sia stato lui ad
introdurre in Italia la sestina provenzale. Trovi una definizione e degli esempi qui:
http://www.treccani.it/enciclopedia/sestina_%28Enciclopedia-dell%27Italiano%29/ . Probabilmente
inventò anche la terzina, impiegata nella Commedia.
● Dante venne riconosciuto dai poeti che lo seguirono come l’iniziatore di un’epoca letteraria
nuova. Boccaccio scrive un Trattatello in laude di Dante, all’interno del quale si legge:
o “Secondo il mio giudicio egli primo non altramenti tra noi Italici esaltò e recò in
pregio (la lingua volgare), come la loro lingua Omero tra i Greci e Virgilio tra i
Latini.”
o Dante viene quindi associato ai più grandi tra i poeti del passato, diventando in poco
tempo un intramontabile classico.
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Le sue opere
● La produzione letteraria di Dante è vastissima, e come abbiamo già detto, include opere in
volgare e in latino. Vediamole insieme.

Latino
● De Vulgari Eloquentia: è l’emblema della strenua difesa da parte di Dante della lingua
volgare come lingua letteraria. È un trattato in lingua latina indirizzato agli uomini di cultura che
consideravano il volgare una lingua troppo grezza per poter divenire strumento poetico. Il progetto
dell’autore prevedeva quattro libri, ma anche quest’opera rimase incompiuta.
● De Monarchia: è un trattato in lingua latina, in tre libri, all'interno del quale Dante affronta
un tema problematico che segna tutto il medioevo: la lotta tra potere temporale e spirituale, la
pretesa dai Papi di controllare gli imperatori e viceversa. Dante espone quindi la cosiddetta teoria
dei due soli. distingue il ruolo dei due contendenti, a cui Dio ha assegnato dei compiti differenti.
L'imperatore deve occuparsi della sfera terrena della vita mentre il Papa è responsabile della cura
delle anime. Dante quindi fa cadere ogni pretesa del papa, in particolare di Bonifacio VIII, di
esercitare qualunque forma di potere temporale.
● Epistole: sono 13 componimenti in lingua latina che trattano di temi politici, autobiografici
e letterari. La XIII, dedicata alla Commedia, viene considerata apocrifa.
Ma è il volgare la lingua preferita da Dante, e la impiegò in diverse opere.

Volgare
● Le Rime sono una raccolta delle poesie composte dalla giovinezza fino all’inizio della
composizione della Commedia. Sono raggruppate in tre sezioni, anche se questa divisione non
venne operata da Dante: vi sono le rime della giovinezza, le rime della maturità e quelle dell’esilio.
● La Vita Nuova, come abbiamo detto, è un prosimetro, che ripercorre la vita del poeta
attraverso le tappe fondamentali della vicenda amorosa che lo lega Beatrice. Le liriche contenute
nell’opera sono 31. Si ritrovano i temi tipici dello Stilnovismo, soprattutto l’immagine di una donna
angelo in grado di portare salvezza e consolazione con il suo solo apparire, quasi si trattasse di un
personaggio celeste. La morte di Beatrice priva Dante della sua presenza, ma il suo amore per lei
lo spinge a cercare consolazione innanzitutto nella ragione e nella filosofia, poi, appresi i limiti di
queste due, a rivolgersi a Dio e alla cura della propria anima. Beatrice diverrà così l’incarnazione
della teologia, colei che spinge Dante verso Dio, viaggio che egli illustra nella sua Commedia.
● Il Convivio è un altro prosimetro, la cui composizione è collocata in un arco di tempo tra il
1303 e il 1308. Il titolo riprende il tema del banchetto come luogo prediletto di dialogo tra
intellettuali e di scambio di conoscenze e saggezza. L’opera avrebbe raccolto 15 trattati di
argomento filosofico, ma rimase incompiuta. Nel secondo trattato vengono illustrati i quattro livelli
di lettura secondo cui si può interpretare un testo: letterale, morale, allegorico e anagogico. Ne è un
esempio concreto la Divina Commedia.
● La Divina Commedia è l’essenza del genio poetico dantesco. Si tratta un poema di notevole
estensione ripartito in tre cantiche (Inferno, Purgatorio e Paradiso) a loro volta divise
rispettivamente in 34, 33 e 33 canti. L'opera racconta il viaggio di Dante attraverso i luoghi
dell’oltretomba, sotto la guida di Virgilio prima e di Beatrice e San Bernardo poi. Il culmine del suo
viaggio salvifico è la visione stessa di Dio. Nel suo percorso Dante incontra numerosi personaggi
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che in vita si sono distinti per un particolare vizio o virtù e che, nella morte ne sono diventati
l'emblema. Data la complessità dell’opera, la affronteremo nello specifico in un video dedicato.
Nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321, Dante muore di malaria. In che modo però la sua vita ha
segnato la nostra? Lasciamolo raccontare a Roberto Benigni:
“Conosceva tutte le passioni umane, proprio tutte. Attratto dalle cose bellissime e dalle cose
bassissime. Stava attento ma era attratto anche dal fascino del male. [...] Ma a parte tutte le
innovazioni si ama Dante, proprio perché parla di noi, di ognuno di noi. Nessuno conosce meglio le
passioni umane, il profondo dell'animo umano come lo conosce Dante.”
- Roberto Benigni
Questo è tutto per quanto riguarda Dante. Se il nostro video ti è piaciuto, non dimenticare di
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